04 Cap
04 Cap
BRITANNIA
BELGICA GERMANIA
SARMAZIA
OCEANO
ATLANTICO
NORICO MAR
GALLIA REZIA
CASPIO
AQUITANIA PANNONIA
DACIA
NARBONENSE
LUSITANIA MAR NERO
ITALIA DALMATIA
SPAGNA MESIA ARMENIA
Roma PONTO
TRACIA
MACEDONIA GALAZIA
BETICA
EPIRO ASIA CAPPADOCIA REGNO
DEI
PARTI
ACAIA CILICIA
MAURETANIA LICIA SIRIA
AFRICA
MAR MEDITERRANEO
PROCONSOLARE
GIUDEA
Territori di Roma
alla morte di Augusto
(14 d.C.) CIRENAICA EGITTO
ARABIA
Regni satelliti
La storia
Il principato: preludio all’impero
DAL SECONDO TRIUMVIRATO AD AZIO (43-31 A.C.)
L’assassinio di Cesare (44 a.C.) apre una nuova stagione di guerre civili che si
chiude nel 31 a.C. con il definitivo tramonto della res publica e l’instaurazione del
principato. Protagonisti di questi anni sono il generale cesariano Marco Antonio
e Ottaviano, figlio adottivo e principale erede di Cesare.
Malgrado la giovanissima età, Ottaviano si inserisce fin da subito nell’agone
politico con grande abilità. Quando nel 43 a.C. il senato invia gli eserciti consola-
ri guidati da Irzio e Pansa contro Antonio, che assediava a Modena Decimo Bruto
rivendicando il governatorato della Gallia Cisalpina (la cosiddetta “guerra di Mo-
dena”), Ottaviano mette a disposizione dei consoli l’esercito privato che ha reclu-
tato in Campania. Antonio esce sconfitto dallo scontro ed è costretto a ritirarsi in
Gallia, ma i consoli muoiono per le ferite ricevute. Ottaviano chiede per sé il con-
solato senza averne i requisiti. Di fronte al rifiuto del senato, dirige le sue truppe
su Roma (è la prima “marcia su Roma”) e nell’agosto del 43 viene nominato con-
sole contro ogni regola costituzionale.
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il principato: preludio all’impero | La storia
per mezzo di legati da lui stesso scelti fra i senatori. Un caso particolare è l’Egit-
to: regno vassallo di Roma fino a Cesare, dopo Azio diviene una provincia il cui
governo è affidato a un prefetto equestre di nomina imperiale. Per quanto riguar-
da le finanze, tutti i proventi ricavati dall’amministrazione delle province senato-
rie confluiscono nell’erario (aerarium, da aes, nel senso collettivo di «denaro»),
il tesoro della res publica; le entrate delle province imperiali costituiscono invece
il fisco (fiscus), il tesoro personale del principe.
La diversa tipologia delle province sotto Augusto si può ricapitolare così:
Proconsul/propraetor
Province senatorie Nomina senatoria Nell’erario
di rango senatorio
Legatus Augusti pro
Province imperiali Nomina imperiale Nel fisco imperiale
praetore di rango senatorio
Praefectus di rango
Egitto Nomina imperiale Nel fisco imperiale
equestre
LA POLITICA ESTERA
La politica estera di Augusto è improntata al mantenimento della pace, simbo-
leggiato dalla solenne cerimonia di chiusura del tempio di Giano nel 29 a.C.: la
pax Augusta diventa così uno dei capisaldi propagandistici dell’immagine che
il princeps vuole offrire del suo potere personale.
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l’età di augusto (44 a.C. – 17 d.C.)
27-25 a.C.
probabile inizio di composizione
degli Ab Urbe condita libri di Livio
26 (o 25) a.C.
GLI AUTORI
E LA CULTURA Tibullo pubblica il libro 1 delle Elegie
LA STORIA
31 a.C.
battaglia di Azio
42 a.C.
battaglia di Filippi
44 a.C. 43 a.C. 27 a.C.
uccisione di Cesare secondo triumvirato Ottaviano è proclamato Augusto
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il principato: preludio all’impero | La storia
14-13 a.C.
2-8 d.C.
Orazio pubblica
Ovidio lavora a Metamorfosi e Fasti
il libro 4 delle Odi
23 a.C.
Orazio pubblica
i primi tre libri di Odi
8 d.C. 17 d.C.
Ovidio è condannato morte di Ovidio e di Livio
19 a.C. all’esilio a Tomi
morte di Virgilio
e pubblicazione
dell’Eneide
23 a.C.
riforma istituzionale: 14 d.C.
il principato costituisce morte di Augusto
il preludio all’impero
4 d.C.
Augusto designa Tiberio
2 a.C. come successore
il senato proclama Augusto
pater patriae
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l’età di augusto (44 a.C. – 17 d.C.)
La cultura
L’età dei grandi classici
UN TESTO
Un nuovo inizio:
ESEMPLARE…
da Ottaviano ad Augusto
(Res Gestae Divi Augusti 34)
[34] In consulatu sexto et septimo, postquam bella civilia exstinxeram, per
consensum universorum potitus rerum omnium, rem publicam ex mea potestate
in senatus populique Romani arbitrium transtuli. Quo pro merito meo senatus
consulto Augustus appellatus sum et laureis postes aedium mearum vestiti publice
coronaque civica super ianuam meam fixa est et clupeus aureus in curia Iulia
positus, quem mihi senatum populumque Romanum dare virtutis clementiaeque
et iustitiae et pietatis causa testatum est per eius clupei inscriptionem. Post id
tempus auctoritate omnibus praestiti, potestatis autem nihilo amplius habui quam
ceteri qui mihi quoque in magistratu conlegae fuerunt.
[34] Nel mio sesto e settimo consolato1, quando ebbi messo fine alle guerre civili,
dopo aver assunto per consenso unanime il potere assoluto, trasferii il governo
della repubblica dalla mia potestà alla libera volontà del senato e del popolo
romano. Per questi miei meriti, con delibera del senato ho ricevuto il titolo di
Augusto e il portone del mio palazzo è stato ornato a spese pubbliche con rami
d’alloro e una corona civica2 è stata affissa sopra la porta d’ingresso e nella Curia
Giulia3 è stato esposto uno scudo d’oro, su cui un’iscrizione attestava che il senato
e il popolo romano me lo davano in riconoscimento della mia virtù, della mia
clemenza, della mia giustizia e della mia devozione. Da quel momento sono stato
superiore a tutti per autorevolezza, ma non ebbi alcun potere maggiore di altri che
mi furono colleghi in ognuna delle magistrature che assunsi.
1. I due consolati rispettivamente del 28 e del 3. La Curia Iulia era la nuova sede del sena-
27 a.C. to che – dopo l’incendio della precedente se-
2. La corona civica, di leccio o di quercia, era de nel 52 a.C. – Cesare aveva iniziato a costrui-
un’onorificenza che originariamente premiava re nella parte occidentale del Foro e che Augu-
il soldato che aveva salvato la vita di un compa- sto portò a termine.
gno in battaglia.
lia exstinxeram) con la vittoria di Azio su Antonio (31 a.C.), egli si è trovato in una
posizione assolutamente dominante (con il consenso di tutti). Tuttavia non ne ha
approfittato per instaurare un potere personale; al contrario ha rimesso in mano alle
istituzioni (senato e popolo romano) il governo dello Stato (rem publicam… tran-
stuli). Ciò gli è valso il riconoscimento che ha fatto di lui un cittadino superiore
agli altri, ma non in virtù di una carica politica (potestas) sovraistituzionale, bensì
in forza del suo prestigio e dell’«autorevolezza» (auctoritas) che ha conquista-
to grazie ai propri meriti (Augusto è un primus inter pares, un «primo fra pari»).
Questa auctoritas ha lasciato traccia anche nel nome onorifico di “Augusto”; esso
è riconducibile a augeo («accrescere»), lo stesso verbo dalla cui radice derivano –
insieme a auctor e auctoritas – anche parole come augurium, «prodigio celeste» e
augur, «augure», ossia il sacerdote capace di interpretare l’augurium: a dimostra-
zione della valenza sacrale di questo epiteto carismatico. Augusto possiede, dunque,
meriti e qualità straordinari. Prova di ciò è il fatto che a lui sono riconosciute le doti
morali più importanti che costituiscono il sistema di valori romano: virtus («la
virtù», inteso come eccellenza in ogni campo: politico, militare, morale), clemen-
tia («la clemenza», intesa come mitezza e capacità di perdonare), iustitia (senso di
«giustizia» e rispetto della legalità), pietas («la dedizione assoluta» per la famiglia,
la «devozione religiosa» verso la patria e gli dèi).
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l’età di augusto (44 a.C. – 17 d.C.)
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l’età dei grandi classici | La cultura
CULTURA
Ritratto di Augusto, poco prima del 31 a.C. (Collezione Cesare Augusto di Prima Porta, 20-17 a.C. (Città del
privata, La Alcudia, Maiorca). Vaticano, Museo Chiaramonti). Particolare.
Ottaviano Augusto, abbiamo detto, è molto atten- occhi piccoli e l’espressione inquieta. A differenza
to a costruire la propria immagine, a partire dal dei futuri ritratti di Augusto, esso sembra ripro-
suo stesso ritratto. Nel libro del 1987 tradotto in durre fedelmente le fattezze del personaggio, del
italiano con il titolo Augusto e il potere delle im- giovane ambizioso e avido di potere».
magini (Torino, Einaudi, 1989; trad. di F. Cuniberto) Zanker individua poi il nuovo tipo di ritratto,
lo storico dell’arte antica Paul Zanker distingue esemplificato dal volto della statua di Cesare Au-
due stili di ritratto: lo stile realistico e “mosso” dei gusto di Prima Porta, databile fra 20 e 17 a.C.
ritratti risalenti al tempo della lotta di potere con- Diamo ancora la parola a Zanker: «Il nuovo ri-
tro Marco Antonio, quindi al periodo compreso fra tratto si distingue dalle forme ossute e irregolari
43 e 31 a.C. (l’anno di Azio), e lo stile più rigido di quello giovanile per le sue proporzioni armo-
e austero – ma anche più composto e “rassicu- niose, ispirate a un canone classico. I tratti mossi
rante” – dei ritratti successivi al 27 a.C., quando e tesi, la boriosa aggressività del ritratto giovani-
Ottaviano fu proclamato Augusto. Forniamo di se- le sono scomparsi, lasciando il posto a un’espres-
guito due ritratti, appartenenti ai due diversi stili. sione di calma sublimità. Da quel patetico movi-
Il primo ritratto risale a poco prima del 31 (ma mento della testa si è passati a un atteggiamento
è copia di un modello di alcuni anni precedente): di solennità distaccata. […] Il nuovo ritratto è stu-
esso offre un esempio della prima tipologia di ri- diato da cima a fondo, è un “volto d’arte”, in cui
tratto, quella “di Ottaviano”, risalente agli esordi i tratti fisiognomici si mescolano sapientemente
del figlio adottivo di Giulio Cesare sulla scena po- alle forme dell’arte classica. Il volto di Augusto
litica. Così lo descrive Zanker: «Il ritratto di Otta- appare tradotto in una forma di bellezza “classi-
viano ci presenta un giovane dal volto ossuto, gli ca”, senza età».
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l’età di augusto (44 a.C. – 17 d.C.)
PERSONAGGI
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Azio: vedi l’epodo 9 di Orazio” > T23, P. 270) svol- lui si deve la fondazione della prima biblioteca
se un ruolo fondamentale in quanto consigliere pubblica a Roma, nell’Atrium Libertatis, vicino al
politico del futuro principe, pur senza mai assu- Foro di Cesare (39-38) e probabilmente anche la
mere cariche ufficiali: egli rimase, infatti, attacca- diffusione della pratica delle pubbliche recitazioni
to alla sua condizione “privata” di membro del di testi letterari (recitationes). Ma Pollione fu an-
ceto equestre. Fu lui a condurre con il fiduciario di che autore di letteratura: oratore di talento, egli
Antonio, Asinio Pollione (vedi sotto), le trattative fu antagonista di Cicerone, sia sul piano politico
che portarono alla pace di Brindisi (40 a.C.) e poi che su quello stilistico (Pollione apparteneva alla
a favorire tra i due gli accordi di Taranto (37 a.C.). corrente atticista e allo stile “abbondante” di Cice-
Nel periodo in cui Ottaviano fu impegnato in cam- rone ne preferiva uno assai più sobrio e asciutto).
pagne militari fuori dall’Italia, Mecenate lo sostituì Negli anni intorno al 35 compose una storia del
nelle funzioni di governo, dimostrando doti di am- periodo delle guerre civili (> “ALTRI AUTORI DI…
STORIOGRAFIA”, P. 21). Di quest’opera, a cui allude
ministratore solerte ed efficace: ciò in netto con-
con ammirazione Orazio nell’ode 2,1, abbiamo po-
trasto con la sua fama di seguace dell’epicurei-
chissimi frammenti, ma essa doveva essere ricca di
smo e con l’amore per il lusso che – insieme a una
elementi autobiografici e testimonianze dirette. A
notevole ipocondria (era ossessionato dalla ma-
Pollione sono attribuite anche delle tragedie, sem-
lattia e dalla morte) – ne facevano un antesignano
pre molto apprezzate da Orazio e Virgilio, di cui
del modello del “dandy”. Ma l’attività di organiz-
però non conserviamo frammenti.
zatore culturale è senza dubbio ciò che più ha
reso Mecenate il paradigma per antonomasia del
protettore di intellettuali e artisti. Come un vero Messalla
talent scout, egli fu capace di radunare attorno a Più giovane di Mecenate e Pollione è Marco Va-
sé i poeti più promettenti dell’epoca: Virgilio, Ora- lerio Messalla Corvino, nato nel 64 a.C. Di antica
zio (che gli fu presentato proprio da Virgilio nel famiglia repubblicana (la gens Valeria), a Filippi fu
38 a.C. e con cui strinse un’amicizia saldissima), schierato con Bruto e Cassio. Quindi si avvicinò ad
Properzio, e altri di cui sappiamo ben poco, come Antonio e poi a Ottaviano: fu suo tribuno militare
Vario, Plozio Tucca, Domizio Marso, Quintilio Varo nell’Illirico (35 a.C.) e insieme a lui divenne consul
e Fundanio. A un tratto, però, Mecenate abban- suffectus nel 31 a.C., lo stesso anno in cui poi com-
dona di colpo la scena politica e, pur rimanendo batté al suo fianco nella battaglia di Azio. Guidò,
amico del principe e dei letterati della cerchia, si quindi, una fortunata campagna militare in Aqui-
ritira in posizione defilata, a causa – sembra – di tania (30-29 a.C., di cui sappiamo da Tibullo > P.
uno scandalo di corte (23 a.C.). Sta di fatto che 319). In seguito partecipò a una spedizione in Asia
a Mecenate (di cui restò peraltro amico fino alla Minore (28-27 a.C.), al termine della quale celebrò il
morte) Orazio dedicò le sue opere fino al libro 1 trionfo per la campagna di Aquitania. Fu nominato
delle Epistole (20 a.C.), ma egli risulta assente del praefectus Urbi nel 26 a.C., ma dopo pochi giorni
tutto dal libro 4 delle Odi (pubblicato nel 15) e dal rinunciò all’incarico. Quando era princeps senatus
libro 4 delle Elegie di Properzio. Mecenate morì nel 2 a.C. propose l’attribuzione ad Augusto del ti-
nell’8 a.C., due mesi prima di Orazio (> P. 188). tolo di pater patriae. Anche Messalla fu appassio-
nato di poesia e protettore di letterati: intorno a
sé raccolse una cerchia di poeti che, sebbene meno
Asinio Pollione illustre del circolo di Mecenate, annoverava fra le
Di pochi anni più anziano di Mecenate (era nato sue file Tibullo, Valgio Rufo e Emilio Macro (> “AL-
a Chieti nel 76 a.C.) è Gaio Asinio Pollione. Dopo TRI AUTORI DI… POESIA AUGUSTEA”, P. 16), il giovane
aver appoggiato Cesare, Pollione era stato consi- Ovidio, il misterioso Ligdamo e la poetessa Sul-
gliere di Antonio e – dopo Filippi (42 a.C.) – aveva picia, nipote dello stesso Messalla ( > “LETTERA-
coordinato la distribuzione di terre ai veterani di TURA”, P. 322). Così come seppe mantenersi fedele
guerra. Fu lui a permettere a Virgilio di rientrare in alle sue idee filo-repubblicane e conservatrici in po-
possesso delle sue terre, e il poeta gli espresse la litica, anche in letteratura Messalla e la sua cerchia
sua gratitudine celebrandone il consolato (40 a.C.) appaiono indipendenti e comunque meno interes-
nell’ecloga 4 (> T2, P. 51). Da proconsole, nel 39, sati a farsi portavoce di messaggi più o meno diret-
intraprese una vittoriosa campagna militare con- tamente legati alla propaganda di regime. Questo
tro i Partini (Illiria), dopo la quale si ritirò dalla po- non significa affatto, d’altra parte, che Messalla e
litica attiva, mantenendo la sua indipendenza ma i suoi amici-poeti abbiano assunto posizioni anta-
senza mai assumere posizioni sgradite al principe. gonistiche nei confronti del principe: lo dimostra il
Morì nel 4 d.C. Questo protettore di poeti (prima fatto che un poeta augusteo come Orazio era mol-
di conoscere Virgilio e Orazio era stato amico di to amico di Tibullo, Valgio Rufo e del più giovane
Catullo) fu un grande organizzatore di cultura: a Ovidio.
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l’età di augusto (44 a.C. – 17 d.C.)
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l’età dei grandi classici | La cultura
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l’età di augusto (44 a.C. – 17 d.C.)
Con questi nuovi classici della prima fase dell’età augustea, caratterizzata dalla
presenza di Mecenate, si confronterà Ovidio, il più grande poeta della “seconda
generazione”. Egli sperimenta forme nuove, frutto anche dell’ibridazione fra ge-
neri: lo dimostrano innanzi tutto le Metamorfosi, un poema epico in forma di
catalogo di miti – sul modello di opere di Esiodo – in cui la tradizione dell’epica
eroica si fonde con altre forme di epos (cosmologico, storico-celebrativo); o anco-
ra i Fasti, un poema eziologico in distici elegiaci sul calendario romano.
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l’età dei grandi classici | La cultura
GENERI LETTERARI
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re tra l’altro del carme 68, considerato da molti un età augustea, ma anche autore di epilli ed elegie
primo esempio di saldatura fra vicenda personale e narrative a carattere eziologico ed erudito. Nella
paradigma mitologico – è stato un vero “precurso- sua raccolta di elegie intitolata Amores (come la
re” della grande stagione dell’elegia augustea. prima raccolta di Ovidio > P. 398), Gallo canta-
va la sua passione per Licoride, pseudonimo (da
Cornelio Gallo
Cornelio Gallo nacque nel 69 a.C. a Forum Iulii Apollo Licoreo) di una certa Volumnia, attrice di
(odierna Fréjus) nella Gallia Narbonense. Fu ami- mimo che si faceva chiamare Citeride.
co e protettore di Virgilio, insieme al quale aveva Di Cornelio Gallo non si possedeva alcun verso
compiuto gli studi prima di arrivare a Roma. Con per via di tradizione diretta, prima del ritrovamento
lui Virgilio condivise anche altre amicizie impor- (nel 1979) del frammento papiraceo di cui trascri-
tanti, come quelle di Asinio Pollione e, quindi, di viamo di seguito testo latino e traduzione italiana:
Ottaviano. L’escalation politica di Gallo, che pure
apparteneva al ceto equestre, fu rapida: dapprima
esercitò un ruolo nella distribuzione di terre della tristia nequitiā1… a Lycori tuā.
Gallia Cisalpina dopo Filippi, quindi ricevette inca-
richi di comando militare nella guerra contro Anto- Fata mihi, Caesar2, tum erunt mea dulcia, cum tu
nio e Cleopatra e infine, dopo la battaglia di Azio, maxima Romanae pars eri<s> 3 historiae
fu nominato prefetto d’Egitto (30 a.C.). Poi, però, postque tuum reditum multorum templa deorum
cadde in disgrazia, forse per aver incoraggiato for- fixa legam4 spoliis divitiora tuis.
me di culto della sua stessa persona: il senato lo
condannò ad essere processato per lesa maestà e … … tandem fecerunt carmina Musae
Gallo allora preferì suicidarsi (nel 27 o 26 a.C.). quae possem dominā5 dicere digna meā.
A Gallo, amico influente, protettore e collega nel- … …. ..atur idem tibi non ego, Visce6,
la pratica della poesia, Virgilio ha tributato alcuni … (ni)l Kato7 iudice te vereor.
importanti omaggi poetici. Prima ancora di dedi- … (cose) tristi, o Licoride, per la tua infedeltà.
cargli – secondo una notizia antica (peraltro discus-
sa) – il finale delle Georgiche (> “LETTERATURA”,
Il mio destino, o Cesare, sarà per me dolce, quan-
P. 90), nella fase iniziale della sua carriera Virgilio
do tu
aveva già fatto di Cornelio Gallo il protagonista di
sarai la parte più grande della storia di Roma
due carmi delle Bucoliche: l’ecloga 6, dove Gallo
e leggerò che dopo il tuo ritorno i templi di molti
appare come cantore di amori mitici e di rarità eru-
dèi
dite ed è destinatario di una scena di investitura
poetica, modellata su quelle di Esiodo e Callimaco sono diventati più ricchi perché vi sono stati af-
(> T3, P. 56); e l’ecloga 10, dove Gallo è presentato fissi i tuoi trofei.
come vittima d’amore in cerca di conforto nel mon-
do quieto dei pastori (> T5, P. 68). … finalmente le Muse hanno composto poesie
Queste due menzioni riassumono i caratteri tali che io possa cantarle, in quanto degne della
fondamentali della poesia di Cornelio Gallo, che è mia donna.
stato pioniere dell’elegia latina e trait d’union fra … lo stesso a te non io, o Visco,
la tradizione neoterica (Catullo) e gli elegiaci di … niente, o Catone, essendo tu giudice, io temo.
1. Una parola-tema della tradizione elegiaca romana, che può 5. Un altro termine chiave nel lessico elegiaco, a indicare la
significare l’infedeltà della donna o la vita dissipata dell’aman- «donna» (parola che deriva appunto da domina, lett. «signora,
te elegiaco (> “LESSICO”, P. 365). padrona»), a cui il poeta dedica la sua vita (> “LESSICO”, P. 364).
2. Qui è difficile capire se si tratta di Giulio Cesare o, forse più 6. Uno dei due fratelli che Orazio ricorda come critici compe-
probabilmente, di Cesare Ottaviano. Il riferimento a campa- tenti della sua stessa poesia (satira 1,9, v. 22 > T4, P. 203).
gne militari in Oriente si può adattare a entrambi. 7. Valerio Catone, grammatico e poeta proveniente (come Ca-
3. Il papiro ha erit, che non dà senso ed è comunemente cor- tullo, Virgilio e lo stesso Gallo) dalla Gallia Cisalpina e capo-
retto in eris. scuola dei poeti neoterici.
4. In iscrizioni trionfali o nei resoconti delle imprese a cura de-
gli stessi condottieri.
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l’età dei grandi classici | La cultura
vissuto in prima persona i disagi della guerra civile: la gratitudine di Titiro al gio-
vane “dio” (Ottaviano) per aver conservato il possesso della sua terra (Bucoliche)
si allinea alla gioia di Orazio che dopo Filippi ha ritrovato, grazie al principe (e
a Mecenate), un posto di rilievo nella società (Satire e Odi). Un poeta più “gio-
vane” come Ovidio, che non ha vissuto quei tempi difficili, è sensibile – più che
alla pace ritrovata – all’opulenza che quella pace ha portato con sé: la Roma aurea
di Augusto diventa il palcoscenico di una vita galante e mondana che il poeta de-
scrive con gioia spensierata (Ars amatoria). Un simile atteggiamento non poteva
coesistere facilmente con la condivisione del programma di restaurazione morale
voluto dal principe: a differenza di Virgilio e dell’Orazio delle odi civili, Ovidio
mostra un atteggiamento più disincantato (talora addirittura insofferente) ver-
so la propaganda tradizionalistica. Gli stessi Fasti, che pure sono la sua opera più
“augustea”, manifestano tratti di forte originalità e presentano personaggi (come il
Giano del libro 1), che alla coscienza della propria antichità uniscono uno spirito
moderno e anticonformista.
Un altro tema della letteratura augustea, allineato con le istanze culturali del re-
gime, è la campagna. Di essa troviamo una visione idealizzata, sotto diversi aspetti,
in opere come le Bucoliche di Virgilio o le Elegie di Tibullo. Nelle Bucoliche la cam-
pagna è la sede dell’otium pastorale dedicato al piacere del canto, che peraltro non
sempre è al riparo dalla violenza della guerra civile; nelle Elegie di Tibullo è un mon-
do edenico che accoglie tutti gli affetti più cari al poeta (la donna amata e gli amici),
ma è anche un luogo di incorrotta moralità, dove ancora sopravvivono i valori del
mos maiorum (a partire dalla pietas): sotto questo secondo aspetto, dunque, Tibullo,
che pure non fa parte della cerchia di poeti più vicini al potere (> “GENERI LETTERA-
RI”, P. 15), risulta allineato con il “discorso” augusteo. Tuttavia, l’opera nella quale la
funzione ideologica ed etica della campagna appare pienamente valorizzata sono
le Georgiche di Virgilio, in cui la fatica dei campi (labor) è esaltata in quanto sup-
porto ideologico del programma di restaurazione dei mores promosso dal principe.
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l’età dei grandi classici | I nuclei fondanti
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l’età di augusto (44 a.C. – 17 d.C.)
piena legittimazione e finisce per acquisire – come un dell’Italia il centro del mondo e dei Romani il popolo
negotium a tutti gli effetti – una specifica funzione e predestinato a dominarlo. Anche l’epos mitologico
un riconoscimento sociale: come un sacerdote-pro- di Ovidio, che ricapitola la storia universale dalle ori-
feta (vates), il “poeta-vate” rivolge all’intera comunità gini del mondo al presente, dimostra come la cultura
messaggi di contenuto morale e civile. Nella sofferta romana abbia ormai piena coscienza di essere l’espres-
elegia di Tibullo e Properzio l’amore sostituisce pro- sione di una potenza imperiale ed ecumenica.
vocatoriamente il negotium civile; questo vale anche
Virgilio
per Ovidio, dove l’amore assume però carattere frivo- Livio
celebrazione dell’imperialismo e della
lo e disimpegnato, entro lo spazio di un otium galante missione civilizzatrice di Roma
Vitruvio
e mondano.
poesia come espressione della potenza
Ovidio
imperiale di Roma
Virgilio otium letterario come negotium a tutti
gli effetti (funzione civile e sociale del
Orazio “poeta-vate”)
LA COSTRUZIONE DI LINGUAGGI La costruzione dei nuovi
Tibullo
Properzio
otium (= poesia d’amore) come sostitu- classici della letteratura latina presuppone anche una
to del negotium civile evoluzione dei mezzi linguistici e stilistico-espressivi.
Ovidio
Così, per esempio, l’epica di Virgilio dà spazio ai senti-
menti del narratore e dei personaggi. L’elegia d’amore
EXEMPLA E RITRATTI La vocazione della letteratura dà voce alla passione individuale e costruisce un codi-
latina di età repubblicana a costruire “esempi” (po- ce espressivo in grado di descrivere il carattere specifi-
sitivi, ma anche negativi) dotati di valore morale ed co della relazione d’amore (domina, militia, servitium
educativo prosegue in età augustea, dove risulta fun- amoris, ecc.). Anche la nascita della poesia pastorale,
zionale alla propaganda culturale promossa dal po- con le Bucoliche di Virgilio, e la definitiva affermazio-
tere: nell’epica il protagonista dell’Eneide anticipa i ne della lirica romana, con le Odi di Orazio, arricchi-
valori-cardine della futura Roma, e anche nella storia scono ulteriormente il panorama dei “linguaggi” della
di Livio i protagonisti sono portatori di virtù o di vizi poesia latina. Per quanto riguarda la prosa, nella sto-
che diventano modelli (exempla) da imitare o evitare. riografia Livio costruisce un lessico coerente con la
Orazio propone celebri ritratti, come quello del pa- funzione edificante attribuita alla storia e fa ricorso a
dre, fondamentale figura di riferimento, o della “ne- una tecnica narrativa drammatica, per coinvolgere il
mica” di Roma, Cleopatra. L’elegia erotica di Tibullo lettore negli eventi narrati. Nella trattatistica tecnica
e Properzio costruisce il ritratto del poeta-schiavo Vitruvio elabora un linguaggio specifico, funzionale a
d’amore, la cui esistenza è infelice e dissipata. trattare di architettura anche a livello teorico.
Virgilio esempi (positivi e negativi) dotati di va-
lore morale ed educativo (tratti dal mito, • lingua dell’epica che dà spazio ai senti-
Orazio Virgilio menti (del narratore e dei personaggi)
dalla storia, dall’esperienza biografica
Livio dell’autore) • “linguaggio” della poesia pastorale
Tibullo
il poeta-schiavo d’amore Orazio “linguaggio” della poesia lirica
Properzio
Tibullo
LETTERATURA E IMPERIALISMO Nella produzione let- Properzio “linguaggio” della relazione d’amore
teraria di età augustea la convinzione della missione Ovidio
civilizzatrice di Roma e della necessità dell’imperia- lessico coerente con la funzione edifi-
lismo è pressoché generale: per volontà del fato Enea Livio cante della storia; drammatizzazione del
e la sua stirpe daranno origine a Roma, destinata, sot- racconto
to la guida di Augusto, a conquistare il primato sul Vitruvio “linguaggio” disciplinare specifico
mondo (Virgilio); i protagonisti della storia romana
celebrati da Livio portano con le armi la pace, la civil-
tà e la legge di Roma nel Mediterraneo; Vitruvio fa
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l’età dei grandi classici | Facciamo il punto
f grandi
M
GI E
RI D
eventi
“O M O
storici
IL CONTESTO
f eventi
LE CCA
f lingua LA STORIA E LA CULTURA
EO
della vita
TT
dell’epica
personale
ERA IONE
(che dà
LA
spazio ai f occasioni
S
TURA
DI LIN
pastorale,
GUAGGI
f restaurazione
della lirica, morale e identitaria
dell’elegia f guerra civile
della società
(Antonio e
f lessico della romana
Ottaviano)
storiografia f sostegno
f nascita del O
RIA URA
principato
specifici cultura da parte
PE AT
del principe
DEI
IM ER
E E TT
GE
IL ERI
N
SIS LE
f celebrazione e
T E TT
legittimazione
M E
A R
della potenza
A romana e
f poesia:
RI
della sua
nuovi “classici”: epica, LA I
satira; nuovi generi: E MP TT missione
LE T EX ITRA civilizzatrice
bucolica, lirica, elegia E P TERATI ER
RIN
f prosa: CIPE
storiografia;
trattatistica
f esempi positivi
tecnico-scientifica
e negativi (con
f da parte di Augusto: valore morale ed
organizzazione del educativo)
consenso; durezza verso f il poeta-schiavo
chi non è “allineato” d’amore
f da parte dei letterati:
adesione/consonanza
con gli ideali della politica
augustea; insofferenza
verso la rigidità del mos
maiorum
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