PARTE PRIMA. LE IMPOSTE SUI REDDITI.
CAPITOLO PRIMO. Il sistema.
Tipologia delle imposte sui redditi.
Le imposte sono variamente classificate, secondo criteri e scopi assai diversi. La distinzionebasilare
è quella tra imposte dirette e indirette. Sono dirette le imposte che hanno come presuppostoil reddito
o il patrimonio, indirette tutte le [Link] la definizione dei giuristi, le imposte dirette
colpiscono manifestazioni dirette dellacapacità contributiva (ad esempio, il reddito), mentre le
indirette colpiscono espressioni indirette dicapacità contributiva (ad esempio, i consumi).Le imposte
dirette si dividono in personali e [Link] imposte personali sul reddito assume rilievo la
situazione personale o familiare delcontribuente (ad esempio, l’ammontare del reddito complessivo,
la struttura del nucleo familiare,…). Nelle imposte reali non hanno rilievo elementi di natura
personale.
Le origini delle imposte sui redditi.
Il sistema italiano delle imposte sul reddito nasce nella forma di imposte reali, che
colpisconospecifici tipi di reddito. L’urbanesimo accentuò il rilievo della proprietà e della rendita
edilizia e,quindi, dell’imposta sui redditi dei [Link] Italia, dopo l’Unità, non fu accolta l’idea
di istituire un’imposta generale sul reddito; fu inveceintrodotta, accanto alle due imposte fondiarie,
un’imposta sugli altri redditi, denominata “imposta diricchezza mobile”.In altri Paesi, il sistema di
imposizione sul reddito era caratterizzato da imposte generali sul redditodi tipo progressivo; in
Italia, invece, si è giunti con molto ritardo a creare, con l’Irpef, un’impostacon tali [Link]
tassazione dei redditi societari è un fenomeno relativamente recente. La svolta si è avuta neglianni
’70, con l’introduzione dell’imposta sul reddito delle persone giuridiche (Irpeg), dal 2004rinominata
in imposta sul reddito delle società (Ires).Nei sistemi tributari, vi è una tradizionale prevalenza delle
imposte sul reddito rispetto a quelle suipatrimoni.
La riforma tributaria degli anni ’70.
Il sistema introdotto con la riforma del 1971-73 si impernia, in via primaria e principale, su
dueimposte che colpiscono tutti i redditi delle persone fisiche e degli enti (Irpef e Irpeg); ciò
cheacquista specificamente rilievo è, di regola, l’esistenza di un reddito complessivo a disposizione
[Link] perfezione del disegno teorico è contraddetta dalle pratiche evasive ed elusive ed,
inoltre, dairegimi di esenzione o di agevolazione, dai regimi sostitutivi, dalle norme che permettono
di“erodere” la base imponibile, [Link] 1998, alla tassazione dei redditi, si è affiancata l’Irap
(imposta regionale sulle attivitàproduttive) che non colpisce il reddito, ma il “valore della
produzione netta”.
Le riforme della seconda metà degli anni ’90.
Con la legge 23 dicembre 1996 il parlamento ha accordato al Governo una serie di deleghe, la
cuirealizzazione ha apportato modifiche riguardanti:-
l’istituzione dell’Irap;-
il riordino dell’Irpeg con l’introduzione di due aliquote;-
il trattamento fiscale dei redditi di capitale e di talune plusvalenze;-
la disciplina delle operazioni straordinari
-
il credito d’imposta correlato agli utili societari;-
gli enti non commerciali e le Onlus.
La riforma del 2003.
Con la legge 7 aprile 2003 è stata approvata una delega per la riforma del sistema fiscale statale,
icui tratti salienti erano due: la formazione di un “codice” e la riforma della disciplina dei
singolitributi (e la loro riduzione a cinque imposte).La delega è stata realizzata in [Link] nuovo
sistema di tassazione dei dividendi e delle plusvalenze da partecipazioni, denominatoregime di
participation exemption
, comporta l’eliminazione del credito d’imposta. Nel previgentesistema di tassazione gli utili erano
tassati prima presso la società (con Irpeg) e poi presso il socio,ma l’imposta pagata dalla società era
imputata al socio, cui era attribuito un credito d’[Link] il socio risiede in uno Stato diverso da
quello in cui risiede la società partecipata, il metododell’imputazione presenta difficoltà
[Link] sistema dell’imputazione ha ceduto il passo al sistema dell’esenzione, che modella la
tassazionesulla situazione oggettiva della società, invece che su quella soggettiva del socio. La
detassazionedel dividendo è attuata in modo completo solo nei confronti dei soggetti passivi
[Link] i soggetti passivi dell’imposta sulle società, il sistema dell’imputazione è stato sostituito
dalcriterio dell’esenzione (
participation exemption
), che riguarda non solo i dividendi, ma anche leplusvalenze derivanti da partecipazioni sociali
[Link] le persone fisiche, per gli imprenditori individuali e per i soci delle società di
persone permanela tassazione, ma solo una parte del loro ammontare; la doppia imposizione
economica è quindieliminata solo in parte.L’imposta pagata dalla società era, per l’Erario, un gettito
non definitivamente acquisito, perchéeliso dal credito d’imposta del socio.L’abolizione del credito
d’imposta rende ora definitivo il gettito dell’Ires. Imposta sui redditi dellesocietà e imposta sui
dividendi del socio sono indipendenti, con effetti, in taluni casi, di parzialedoppia [Link]
participation exemption
esclude la rilevanza delle perdite su partecipazioni e non comporta ladetassazione integrale dei
dividendi infragruppo. A ciò pone rimedio il consolidato nazionale, che,tassando la somma dei
risultati fiscali conseguiti dalle singole società, permette la compensazione,all’interno dei gruppi,
delle perdite e degli utili.
CAPITOLO SECONDO. L’imposta sul reddito delle persone fisiche: [Link]
prima (il presupposto)
Le nozioni economiche di reddito.
Le principali nozioni di reddito, elaborate dagli economisti, sono tre: il reddito come prodotto,
ilreddito come entrata e il reddito come consumo (o ricchezza consumata).Secondo la nozione di
reddito come prodotto, un’entrata ha natura di reddito solo se deriva da unafonte produttiva. La
nostra legislazione fiscale tassa sia i redditi prodotti in modo continuativo, sia iredditi variabili ed
eventuali e quelli prodotti
una tantum
.Il reddito-entrata rappresenta un netto ampliamento del concetto, poiché comprende sia i frutti
delpatrimonio e dell’attività del soggetto, sia gli incrementi patrimoniali, quale che ne sia
l’[Link] può affermare che il nostro sistema, pur se indubbiamente fondato sul concetto
di reddito comeprodotto, mostra significative aperture verso il concetto di reddito entrata (ad
esempio, sono tassatele plusvalenze non speculative e le vincite alle lotterie).
La concezione del reddito come consumo implica che dovrebbe essere tassata solo la
ricchezzaconsumata: non dovrebbe essere tassato né il reddito risparmiato, né il reddito di
[Link] nostro sistema tassa in misura limitata i redditi di capitale (con imposte sostitutive
proporzionali).
Le nozioni di reddito nel testo unico.
Nel Testo unico non vi è una definizione di reddito. Vi è, invece, la definizione delle
singolecategorie reddituali. Poiché tutte le categorie reddituali indicano come reddito proventi
derivanti dafonti produttive, il reddito può essere definito, in generale, come incremento di
patrimonio,derivante da una fonte [Link] catalogo legislativo delle categorie reddituali è il
seguente:-
redditi fondiari;-
redditi di capitale;-
redditi di lavoro dipendente;-
redditi di lavoro autonomo;-
redditi di impresa;-
redditi [Link]
ratio
della classificazione conferire omogeneità di contenuto a ciascuna categoria, al fine distabilire
regole uniformi per la quantificazione dell’[Link] tempo stesso, il legislatore ha dovuto
soddisfare l’esigenza di comprendere, nelle categoriedelineate, tutta la materia imponibile. Questa
esigenza ha portato:-
alla elaborazione di categorie che utilizzano definizioni più ampie della nozione utilizzata;-
alla inclusione, in alcune categorie, di redditi di carattere spurio;-
alla elaborazione di una categoria residuale (redditi diversi) che non presenta omogeneità
dicontenuto.A ciascuna categoria corrispondono particolari regole di [Link] diverse
categorie reddituali, sono uno strumento di individuazione e classificazione della materiaimponibile
e l’oggetto di regimi giuridici diversi, concernenti il sistema di determinazionedell’imponibile e
regole formali diverse (obblighi di dichiarazione, metodi di accertamento, …).Il nostro sistema di
tassazione dei redditi è informato, come già detto, al criterio di tassazione delreddito inteso come
[Link] può comunque dire che le categorie reddituali “tipiche” sono tutte categorie di “redditi
prodotti”,alla luce di una nozione lata di fonte produttiva, e di un concetto lato di nesso di causalità
tra fonte [Link] caso dei “redditi diversi” non vi è una fonte unitaria che valga a regolare in
modo uniformetutte le ipotesi tassabili. In alcuni casi, quindi, il reddito è inteso nell’accezione di
“reddito entrata”.
Il presupposto dell’imposta.
Presupposto dell’imposta sul reddito delle persone fisiche è il possesso di redditi in denaro o
innatura rientranti nelle categorie indicate nell’art. [Link] sono redditi tassabili quando sono percepiti
(“principio di cassa”); è il caso dei redditi dicapitale, di lavoro, diversi: possesso significa
[Link] caso dei redditi fondiari, il possesso va riferito all’immobile; nel caso del reddito
d’impresa nonvi è possesso del reddito, ma dell’apparato produttivo. Esistono quindi diverse
nozioni di“possesso”.
Differenza tra reddito e patrimonio.
Reddito e patrimonio sono concetti da tenere distinti, come sono da distinguere i proventi
redditualidelle entrate [Link] patrimonio è l’insieme delle situazioni giuridiche soggettive a
contenuto economico di cui ètitolare un soggetto in un dato momento. Il reddito, invece, è un
fenomeno dinamico: esso è infattila risultante delle variazioni incrementative del patrimonio. Il
patrimonio è uno
stock
, il reddito un
flusso. Reddito sono soltanto le entrate o proventi che derivano da una fonte produttiva.
(corrispettivi a fronte di una prestazione, distribuzione di utili, …).È reddito ciò che costituisce
incremento del patrimonio; non lo è la mera reintegrazione delpatrimonio già posseduto. Sono
quindi tassabili i proventi che sostituiscono redditi imponibili, nonlo sono i proventi conseguiti in
sostituzione di entrate [Link] tassabili, in linea di principio, le pensioni che si collegano
ad un rapporto di impiego o diservizio; non lo sono, invece, le pensioni risarcitorie (ad esempio, le
pensioni di guerra).
Proventi acquisiti a titolo oneroso e proventi gratuiti.
In primo luogo, vi è da osservare che il requisito della derivazione del reddito da una
fonteproduttiva implica che il provento abbia come causa un titolo giuridico di natura
[Link], non sono soggetti ad imposta sul reddito né le donazioni, né le eredità.
Redditi di natura e valore nominale.
I redditi in natura possono essere costituiti da beni o da servizi; ad essi deve essere dato un valore
inmoneta. Si tassa il loro valore normale, cioè il prezzo o corrispettivo mediamente praticato per
ibeni e i servizi della stessa specie o similari, in condizioni di libera [Link] le azioni, le
obbligazioni e altri titoli negoziati in mercati regolamentati, si tiene conto dellamedia aritmetica dei
prezzi rilevati nell’ultimo mese.
Reddito lordo e reddito netto.
Nel sistema delle imposte sul reddito, il reddito è tassato al netto dei costi. Costi deducibili
sonosoltanto quelli “inerenti” alla produzione del [Link] sempre i costi sono dedotti nel loro
ammontare effettivo; talvolta sono forfetizzati. Nel caso deiredditi tassati su base catastale, le stime
forfetizzano il reddito netto.
Redditi e deprezzamento monetario.
Il reddito assume rilievo come reddito di un determinato periodo di tempo, che è
tecnicamentedenominato “periodo d’imposta”.Per le persone fisiche, il periodo d’imposta è l’anno
solare; per le società, l’esercizio [Link] ogni periodo d’imposta corrisponde un’obbligazione
tributaria autonoma e si correla unamolteplicità di obblighi formali e [Link] la
determinazione dell’obbligazione tributaria di un dato periodo d’imposta, rilevano i fatti chesi
verificano in quel [Link] la maggior parte dei redditi, rileva il momento in cui il reddito è
percepito (principio di cassa);per i redditi d’impresa, vige il c.d. principio di competenza, in forza
del quale i costi e i proventivanno imputati al periodo di maturazione, a prescindere dal pagamento
e dall’incasso.
I redditi del
de cuius
percepiti dagli eredi.
Gli eredi subentrano al
de cuius
quali soggetti passivi dell’imposta dovuta per i presuppostid’imposta realizzati dal
de cuius
.Inoltre, per i redditi prodotti dal
de cuius
, che si tassano per cassa, se il
de cuius
non li ha incassati,la tassazione avviene a carico degli eredi, quando li [Link]
ratio
della tassazione, con imposta reddituale, di tali entrate è da ravvisare in ciò, che ogniarricchimento,
prima di essere elemento patrimoniale, è tassato come reddito.
I redditi di provenienza illecita.
In passato, la tassabilità dei redditi provenienti da attività illecite era esclusa perché si riteneva
cheun fatto non può essere previsto sia come presupposto di imposta, sia come [Link] legislatore
è intervenuto stabilendo che nelle categorie di reddito soggette ad imposta devonointendersi
ricompresi, se in esse classificabili, i proventi derivanti da fatti, atti od attività
qualificabili come illecito civile, penale o amministrativo, se non già sottoposti a sequestro
oconfisca penale. È quindi convalidata la tesi secondo la quale la liceità penale della produzione
delreddito non è requisito della tassabilità.In tema di costi, è espressamente previsto che non sono
ammessi in deduzione i costi o le spesericonducibili a fatti, atti o attività qualificabili come reato,
fatto salvo l’esercizio di diritticostituzionalmente riconosciuti. Qualora non siano qualificabili nelle
categorie di reddito“ordinarie”, i redditi illeciti sono considerati come redditi diversi.
Sezione seconda (i soggetti passivi)
I soggetti passivi e la residenza fiscale.
I residenti sono tassati sul complesso dei loro redditi, ovunque prodotti nel mondo, i non
residentisolo per i redditi prodotti in [Link] nozione fiscale di residenza diverge da quella
civilistica. Ai fini dell’imposta sul reddito dellepersone fisiche, si considerano residenti le persone
che per la maggior parte del periodo d’impostasono iscritte nelle anagrafi della popolazione
residente o hanno nel territorio dello Stato il domicilioo la residenza ai sensi del codice [Link]
residenza fiscale, quindi, scaturisce:-
dalla mera iscrizione anagrafica;-
dal domicilio, ossia dal centro degli affari e degli interessi;-
dalla dimora [Link] presunzione relativa, si considerano residenti i cittadini italiani cancellati
dalle anagrafi dellapopolazione residente ed emigrati in Stati aventi un regime privilegiato.
I redditi dei coniugi e dei figli minori.
Quando fu introdotta l’Irpef i redditi dei due coniugi erano sommati, per cui, a causa
dellaprogressività dell’imposta, la tassazione dei redditi cumulati dei coniugi era più elevata rispetto
allatassazione individuale. Fu perciò dichiarato incostituzionale nel 1976. Ora i redditi dei due
coniugisono tassati [Link] materia di comunione legale e di fondo patrimoniale, la legge
prevede che i relativi redditi siimputano a ciascun coniuge per metà del loro ammontare netto, salva
diversa pattuizioneconvenzionale.I redditi dei beni dei figli minori, soggetti all’usufrutto legale dei
genitori, sono imputati per metà aciascun genitore; il minore è debitore d’imposta per i redditi
degli altri beni e per i redditi da lavoro.
Le società commerciali di persone.
La categoria delle società di persone comprende tre tipi di società: la società semplice, la s.n.c. e
las.a.s. Alle società di persone si contrappongono le società di capitali, ossia le s.p.a., le s.a.p.a. e
les.r.l.I caratteri delle società di persone, in sintesi, sono tre:-
la responsabilità illimitata e solidale dei soci;-
il potere di amministrare la società è prerogativa della qualità di socio;-
lo
status
di socio non è trasferibile senza il consenso degli altri [Link] società di capitali:-
i soci non rispondono dei debiti della società;-
il potere di amministrare la società è disgiunto dalla qualità di socio;-
la qualità di socio è liberamente [Link] società di persone presentano due tratti, che
sembrano giustificare il loro peculiare trattamentofiscale. In primo luogo, le società di persone
esprimono non tanto un fatto d’investimento, quanto ilfatto che più persone operano insieme; vi
è un minor distacco che non tra i soci delle società dicapitali. In secondo luogo sono caratterizzate
da un formalismo minimo.