‘’… rivale del tenore, una figura d’uomo ancor
giovane , anche se vicino alla maturità, e in grado
di opporre alla dialettica ora ardente ora elegiaca
dell’amoroso, un discorso vocale che non se ne
discostasse troppo e che , sia pure su una tessitura
più grave, sapesse sfoggiare acuti sufficientemente
focosi, accenti a fior di labbro sufficientemente
soavi e , all’occorrenza melismi sufficientemente
fluidi e languidi. ‘’
R. Celletti
1
LA VOCE DI BARITONO
Giorgio Ronconi
La voce di baritono è quella intermedia fra le voci
maschili e si colloca fra la voce di basso e la voce di
tenore. La sua identità si definisce solo nell’ottocento e
deve essere considerata come una conseguenza della
trasformazione della voce di tenore.
2
E’ proprio nelle diverse
composizioni operisti-
che del nuovo repertorio
di questo secolo che il
registro grave del tenore
perde di sonorità e di
importanza.
Man mano che i
cantanti si abituano a
cantare in voce , non
fanno più uso del
‘’Falsettone‘’ nel registro
acuto. E’ così che si
viene a creare uno
spazio intermedio fra
Tenore e Basso.
Nasce il ‘’Basso Cantante‘’ il quale nei primi anni
dell’ottocento si trasforma in ‘’Voce di Baritono‘’ .
I compositori emergenti di questo secolo tra i
quali Verdi e Donizetti compongono opere come:
Il Furioso dell’isola di S.Domingo, il Torquato
Tasso e Nabucco Donosor assegnando il ruolo del
protagonista al baritono. Il primo grande
interprete a cui furono dedicate queste opere fu
Giorgio Ronconi.
3
GIORGIO RONCONI
(MILANO 1810-MADRID 1890)
Figlio del grande tenore e
insegnante di canto R., si
dedicò da subito allo
studio del repertorio
donizettiano riscuotendo
enorme successo tanto da
divenire il primo esecutore
de ‘’Il campanello’’, ‘’Pia
dei Tolomei‘’, ‘’Maria di
Rudez‘’, ‘’Maria Padilla’’, e
‘’Maria di Rohan‘’ tutte opere di Donizetti. In seguito ha
anche interpretato opere di Verdi quali ‘’Nabucco‘’,
‘’Ernani‘’, ‘’I due Foscali‘’ e ‘’Rigoletto’’.
A Ronconi dobbiamo l’innalzamento della tessitura
baritonale. Egli infatti si scostava dalla bassa vocalità
del basso cantante, disponendo di una voce più acuta e
di grande potenza , a queste caratteristiche bisogna
aggiungere le sue eccezionali doti di fraseggiatore e
attore. È lui che si può definire il primo vero baritono
romantico. Fu l’assenza del tenore Rubini (troppo
richiesto dai compositori dell’epoca) e l’incontro con
Ronconi a spingere Donizetti ad attuare una rivoluzione
affidando alle voci gravi due parti da protagonisti. Il
compositore creò un particolare carattere drammatico
enfatizzato dagli accenti (particolare dote di Ronconi) e
dalle agilità rossiniane. Fu celebre in Italia, Inghilterra,
Francia e Spagna soprattutto per le sue doti da grande
attore, era a suo agio sia nella commedia che nella
tragedia, fu infatti un grande Rigoletto e Figaro.
4
QUALITA’ TIMBRICHE BARITONALI
Esistono diverse categorie della voce di baritono.
Il baritono leggero detto anche Baritono Brillante
adatto a ruoli buffi. Di timbro chiaro e limpido possiede
agilità virtuosistiche e ben si colloca nel repertorio
rossiniano e mozartiano. Nel suo repertorio troviamo
opere come “Il Barbiere di Siviglia”, “La Cenerentola”,
“La Pietra del Paragone”, “La Finta Giardiniera”, “Die
Zauberflote” (“Il Flauto Magico”).
Il baritono Lirico Cantabile possiede una voce calda
piena e ricca. Spazia dalla voce centrale a quella acuta
ed ha come caratterista una impeccabile ed elegante
cantabilità. Questo baritono ben rappresenta i toni
romantici di un certo repertorio ne sono esempio le
opere: “Don Pasquale”, “L’Elisir d’amore”, “I Puritani” e
“La Boheme”.
5
Il baritono Lirico Spinto o Lirico –Drammatico è una
voce dotata naturalmente di un maggior volume e
spazia dalla zona centrale a quella acuta.
Questo è un tipo di baritono particolarmente adatto
all’opera verdiana tanto da essere definito Baritono
Verdiano. Le opere a lui congeniali sono “La Traviata”,
“Un Ballo in maschera”, “Il Trovatore”, “Macbeth”,
“Simon Boccanegra”, “Carmen”, “Nabucco”.
Il baritono drammatico è una voce ricca e piena,
caratterizzata da un timbro scuro e di intenso volume.
Per sua natura è dotato di gravi notevoli e spazia nella
zona centrale del registro. Ha gli stessi passaggi di
registro del baritono lirico - drammatico ma a differenza
della morbidezza di questo baritono è portato agli
accenti forti.
6
I ruoli più adatti alla sua tessitura arrivano in acuto
solo eccezionalmente come “Rigoletto”, “Nabucco”,
“Otello”, “Tosca”, “La Fanciulla del West”.
7
Fra le corde di baritono
c’è anche quella del
Basso-Baritono .
Questa categoria si pone
a cavallo fra la tessitura
del basso e quella del
baritono. Il timbro
risulta abbastanza
scuro ma è più brillante
e chiaro di quello del
basso. Il registro è molto
simile a quello del
baritono drammatico tuttavia le sue
caratteristiche, si avvicinano leggermente a quelle
del basso. I ruoli adatti a questa vocalità sono:
“Nozze di Figaro” (Figaro), “Don Giovanni”
(Leporello), “La Forza del Destino” (Fra Militone),
“Falstaff”, “Il Barbiere di Siviglia” (Bartolo),
“L’Elisir d’Amore” (Dulcamara).
8
9
IL BARBIERE DI SIVIGLIA
Il “Barbiere di Siviglia” di G.Rossini è un’opera che
ancor oggi è fra le più eseguite nei teatri di tutto il
mondo. L’opera fu commissionata all’allora ventitreenne
Gioacchino Rossini da Francesco Sforza Cesarini,
impresario del Teatro appartenente alla sua famiglia,
l’attuale Teatro Argentina di Roma .
Lo Sforza Cesarini, si accordò con Rossini affinché egli
componesse un’opera musicale di carattere gioioso e
scherzoso che potesse essere eseguita per il carnevale
del 1816 .
Purtroppo alcuni giorni prima dell’esecuzione, il
committente dell’opera morì d’infarto. Nonostante
l’accaduto ‘’Il Barbiere di Siviglia’’ andò in scena.
Rossini, per rispetto nei confronti di G.Paisiello, chiamò
l’opera “Almaviva”, ossia ‘’L’inutile precauzione‘’.
10
L’opera fu soffocata da una tempesta di proteste da
parte del pubblico .
Pare che fra il pubblico ci fossero tantissimi sostenitori
di P.Paisiello i quali contribuirono all’insuccesso della
prima rappresentazione.
La seconda recita però si trasformò in un fragoroso
successo dichiarando il trionfo di quest’opera
immortale. “Il Barbiere di Siviglia” di Rossini nel tempo
oscurò l’opera di Paisiello la quale pian piano andò ad
eclissarsi .
11
L’ANTAGONISTA
La voce del baritono si presta ad innumerevoli colori e
sfaccettature. Per questa sua peculiarità copre una
vasta gamma di personaggi. La sua caratteristica
timbrica assegna a questa vocalità il ruolo
dell’antagonista. Egli è colui che nelle trame dell’opera
lirica, si oppone al ‘’protagonista’’. L’antagonista,
rappresenta l’anti eroe o il cattivo. Nella trilogia
verdiana ‘’La Traviata - Il Trovatore – Rigoletto‘’ il
baritono ha un ruolo fondamentale ed è colui che arriva
ad interporsi fra gli altri personaggi con un’azione
scenica potente. Sembra che Verdi voglia usare la
presenza del baritono per muovere le fila del destino.
Nella Traviata il baritono con timbro scuro e rotondo
dona a Giorgio Germont un sentimento paterno, a lui
infatti viene assegnata una connotazione di Padre
Nobile. Nonostante queste sue qualità anche nella
traviata, al ruolo del baritono viene assegnato il compito
di oppositore (antagonista dei protagonisti ). Germont
rappresenta ‘’la morale‘’ che si presenta inesorabile ai
due innamorati per dividerli e per ricondurli alle regole
ed alle convenzioni sociali. Fra i più grandi interpreti
ricordiamo: Tito Gobbi, Aldo Protti, Ettore Bastianini,
Rolando Panerai, Piero Cappuccilli, Renato Bruson.
12
13
14
15
16
17
18
CARMEN
Nella Carmen di G. Bizet,
Escamillo e il torero di cui
si innamora Carmen. In
questa opera il baritono si
interpone fra Carmen e
Don Josè.
Il giorno della corrida nella
Plaza De Toros di Siviglia
la folla attende Escamillo
che entra trionfante
nell’arena.
Carmen presa dalla
passione e
dall’innamoramento per
Escamillo decide di
lasciare Don Josè il quale
accecato dalla gelosia, la
uccide con una pugnalata
e si consegna alle guardie.
Come si può notare anche nella drammaturgia di
quest’opera il baritono nel suo ruolo di antagonista, ha
un importanza fondamentale .
19
VOTRE TOAST, JE PEUX
VOUS LE RENDRE
Escamillo
Votre toast, je peux vous le rendre,
señors, señors, car avec les soldats,oui, les toréros
peuvent s’entendre,pour plaisirs ils ont les
combats !
Le cirque est plein, c’est jour de fête,le cirque est
plein du haut en bas.Les spectateurs perdant la
tête.
Les spectateurs s’interpellent à grand fracas !
Apostrophes, cris et tapage
poussés jusques à la fureur !
Car c’est la fête des gens du courage ! c’est la fête
des gens de cœur !
Allons ! en garde ! ah !
Toréador, en garde !
Et songe bien, oui, songe en combattant,qu’un œil
noir te regarde et que l’amour t’attend !
Toréador, l’amour t’attend !
20
21
PUCCINI
Puccini a differenza dei suoi predecessori dona al
baritono il compito di ‘’Mentore‘’ cioè colui che arriva a
consigliare per il bene .
Il baritono per la prima volta ha un carattere
sentimentale e viene collocato come un personaggio
buono. Nell’intreccio della vicenda egli è colui che
riconduce i personaggi alla realtà e li consiglia per il
bene.
Ne è un esempio Marcello nella Bohème, Lescaut in
Manon Lescaut , Sharpless in Madama Butterfly e in
Frank in Edgard.
Unica eccezione (che conferma la regola) è il
personaggio del barone Scarpia nella Tosca. Egli
continua la tradizione del baritono ottocentesco e
22
riveste i panni del cattivo, il tremendo antagonista di
Mario Cavaradossi .
23
24
RIGOLETTO
LA MALEDIZIONE DI UN PADRE FERITO
Il “Rigoletto” è una delle opere della trilogia verdiana . Il
protagonista è il baritono. Il dramma è centrato sulla
figura di un buffone di corte.
L’opera nasce in origine con un altro titolo ‘’Triboletto‘’.
Fu proprio a causa di questo titolo che in un primo
momento la censura austriaca decise di bloccare la
messa in scena dell’opera poiché a loro dire, sotto il
dominio austriaco non ‘’TRIBOLAVA‘’ nessuno.
25
Fu così che Verdi mutò il nome da Triboletto a Rigoletto
in assonanza con la parola francese Rigoler che vuol
dire scherzare .
Nel 1850 fra le lettere di Verdi troviamo queste parole
nella corrispondenza con il librettista Piave.
1<< In quanto al titolo quando non si
possa tenere Le Roi s’amuse, che
sarebbe bello …. Il titolo deve essere
necessariamente La Maledizione . Tutto
il soggetto è in quella maledizione che
diventa anche morale . Un infelice padre
che piange l’onore tolto alla sua figlia,
deriso da un buffone di corte che il
padre maledice, e questa maledizione
coglie in maniera spaventosa ili buffone,
mi sembra morale e grande, al sommo
grande >>
Fin dal preludio, Verdi enfatizza il tema della
maledizione. In questo tema possiamo notare la
ripetizione della nota DO con ritmo doppio puntato .
1
Da Giuseppe Verdi lettere. Editore Enaudi
26
TRAMA
Nella storia, Rigoletto è alla corte del duca di Mantova
un noto libertino, il suo ruolo è quello del buffone cioè
colui che ironizza e scherza su tutto e tutti. Rigoletto
schernisce l’irato Conte di Ceprano dopo che il duca ne
aveva corteggiato la moglie. Durante la festa a corte
improvvisamente irrompe il Conte Monterone il quale
accusa il Duca di avergli sedotto la figlia.
Rigoletto lo irride e Monterone maledice lui e il duca di
Mantova il quale a sua volta ordina di farlo arrestare.
Rigoletto fugge turbato dalla maledizione di Monterone.
Mentre è sulla strada di casa viene avvicinato da
S.Sparafucile, un sicario prezzolato il quale gli offre i
suoi servigi. Lui continua per la sua via ancora
fortemente turbato dalla maledizione e immerso in
questi pensieri si paragona a Sparafucile il quale ferisce
e uccide con il pugnale mentre lui, Rigoletto, ferisce e
uccide con ‘’la lingua‘’ cioè con le parole pungenti che
escono dalla sua bocca.
Giunto a casa da sua figlia Gilda che è totalmente
all’oscuro del lavoro di suo padre, raccomanda alla
domestica Giovanna di vegliare scrupolosamente su
Gilda. Rigoletto infatti a sua volta, è ossessionato dalla
paura che la figlia possa essere insidiata.
Purtroppo il Duca sotto mentite spoglie si è già
presentato alla ragazza e fingendosi uno studente
povero si è dichiarato innamorato.
Nei dintorni della casa di Rigoletto si aggirano i
cortigiani che hanno l’intenzione di rapire quella che
credono l’amante del buffone. Essi coinvolgono
Rigoletto, facendogli credere di voler rapire la contessa
di Ceprano. Approfittando dell’oscurità mettono una
27
benda al povero mal capitato e gli fanno reggere una
scala che si trova a ridosso di un muro. Solo quando
tutti sono partiti Rigoletto si accorge dell’inganno e si
avvede che la donna rapita in realtà altri non è che sua
figlia Gilda. Ecco, la maledizione di Monterone lo ha
colpito fin dentro la sua casa nel suo bene più caro.
Rigoletto va alla corte del Duca e fingendo indifferenza,
cerca sua figlia. I cortigiani però gli impediscono di
raggiungerla (Cortigiani Vil Razza Dannata) .
Egli sfoga la sua ira contro i nobili imprecando, e rivela
a tutti che la ragazza rapita è sua figlia. Arriva Gilda e
dice al padre di essere stata disonorata. Quando
restano soli Gilda gli racconta che ignorava la vera
identità del Duca. In quel frangente passa Monterono
che sta per essere condotto in carcere. Il conte guarda
un quadro che ritrae il Duca e constata che la sua
maledizione è stata vana.
Rigoletto che ha ascoltato le parole di Monterono replica
fra se che la vendetta accadrà per mano sua (No vecchio
tinganni … Si vendetta).
Quello è il momento in cui decide di commissionare a
spara fucile la morte del Duca. Rigoletto conduce Gilda
alla locanda di Sparafucile per far vedere a sua figlia chi
è in realtà il Duca l’uomo di cui è ancora innamorata.
Gilda può vedere di nascosto il Duca che corteggia
Maddalena , sorella di Sparafucile .
Rigoletto da ordine alla figlia di tornare a casa ma lei,
travestitasi da uomo , ritorna alla locanda e fuori dalla
porta ascolta che Maddalena chiede al fratello di salvare
il Duca e di uccidere al suo posto Rigoletto quando
tornerà con il danaro. Sparafucile però non accetta e
trova un compromesso, ucciderà il primo uomo che
entrerà dalla porta dopo la mezzanotte. Gilda a questo
28
punto
fingendosi un
mendicante
bussa alla porta
e viene
pugnalata a
sangue freddo
da Sparafucile.
Come
convenuto
Rigoletto a
tarda notte
ritorna alla
locanda per
prendere il
cadavere del
Duca che gli
viene
consegnato chiuso in un sacco. Sicuro di aver compiuto
la sua vendetta porta a spalla il sacco verso il fiume .
Ad un certo punto sente in lontananza la voce del
Duca.
Rigoletto incredulo dell’accaduto apre il sacco e vi trova
la figlia morente che esala l’ultimo respiro e muore fra
le sue braccia. Rigoletto al colmo della disperazione
vede compiuta la maledizione di Monterone ( Ah, la
maledizione ) .
29
I DUE GRANDI BARITONI DEL XX SECOLO - I RIVALI
PIERO CAPPUCCILLI
(Trieste 1929 – Trieste 2005 ) dopo aver iniziato
gli studi di architettura a Roma si dedicò ad un
nuovo interesse , lo studio del canto lirico.
Debuttò nel 1956 al Teatro Nuovo di Milano
nell’opera
‘’Pagliacci’’.
Dopo aver
vinto il
concorso
Viotti nel
1957 , in
qualità di
vincitore fu protagonista del “Barbiere di Siviglia”
di Rossini con ben trentaquattro recite in
Germania .
Nel giro di qualche anno si specializzò nel
repertorio verdiano e nei primi anni sessanta
incominciò ad essere scritturato nei più grandi
teatri in Italia e all’estero ( esordì nel 1960 ne La
Traviata al Teatro Metropolitan di New York )
imponendosi come uno dei baritoni più
importanti della sua generazione.
30
Nel suo repertorio
fanno parte opere
come: Lucia di
Lammermoor, Aida, Il
Trovatore, Un ballo in
maschera, La
Traviata, Simon
Boccanegra,
Macbetth, Andrea
Chénier, Il Tabarro e
Tosca.
La sua carriera ebbe
un brusco arresto nel
1992, quando di ritorno da una recita all’Arena di
Verona incorse in un grave incidente
automobilistico che lo costrinse a un ritiro dalle
scene .
31
RENATO BRUSON
Nato a Granze, in Veneto nel 1936 , ha studiato
canto con Elena Favi Cenati (insegnate del tenore
Giacomini) ha debuttato a Spoleto nel ‘’Trovatore’’
di Giuseppe Verdi e dopo ne ‘’I Puritani’’ di
Vincenzo Bellini .
Ha iniziato dopo queste opere un importante
carriera che l’ha portato ad esibirsi nei più grandi
teatri del mondo . Nel 1969 debutta in Lucia di
Lammermoor al Teatro Metropolitan di New York
e subito dopo in ‘’Linda di Chamounix‘’ al Teatro
alla Scala di Milano. Renato Bruson si è spesso
cimentato nel repertorio Donizzettiano facendo
apprezzare sempre più lo stile eseguendo queste
opere nel migliore dei modi.
Si possono ascoltare bellissime registrazioni dove
un giovane Bruson tratta con maestria questo
difficile repertorio oltre a Lucia di Lammermoor, è
protagonista ne ‘’La Favorita‘’, ‘’Poliuto‘’,’’Don
Pasquale‘’, Roberto ‘’Devereux’’ e ‘’Maria di
Rohan‘’. Ha interpretato inoltre opere che erano
oramai quasi scomparse come ‘’Fausta‘’ , il ‘’Duca
d’Alba’’, ‘’Les Martirs’’, ‘’Caterina Cornaro‘’ e ‘’Il
Furioso dell’isola di S.Domingo‘’.
La sua tecnica gli ha consentito di riscuotere
successi per oltre quarant’anni. Nel corso del
32
tempo ha potuto cimentarsi in un repertorio più
drammatico come per le opere di G.Verdi.
Possiamo ricordare il ‘’ Nabucco’’ al Teatro alla
Scala di Milano, ‘’Simon Boccanegra‘’ per
l’inaugurazione del Teatro Carlo Felice di Genova
ed il personaggio di Jago nell’Otello.
33
JAGO
IL GRANDE ISTIGATORE
Otello è una delle ultime composizione
operistiche di G.Verdi tratta da una tragedia di
Shakespeare .
Il grande istigatore che muove le fila del male è
Jago, ruolo affidato al baritono.
Mai un personaggio del panorama operistico è
stato così invidioso insidioso e maligno.
34
La sua perfidia camuffata da gentilezza e legata
alla sete di potere, porta Otello alla disperazione e
lo conduce, nella sua trama diabolica, a
distruggere un amore grande e sincero come
quello che Desdemona ha per il suo sposo.
¹ << Oh, guardatevi dalla gelosia, mio
signore . E’ un mostro dagli occhi verdi
che dileggia il cibo di cui si nutre.
Beato vive quel cornuto il quale ,
conscio della sua sorte , non ama la
donna che lo tradisce : ma oh, come
conta i minuti della sua dannazione chi
ama sospetta ; sospetta e si distrugge
d’amore ! >>
________________________________________________
1. Da Otello di W.Shakespeare. Jago ad Otello, atto III, scena III,
traduzione italiana di Cesare Vico Lodovici
35
Otello uccide Desdemona, travolto dalla gelosia
soffocandola con un cuscino .
Emilia rivela ad Otello che il tradimento di
Desdemona non era reale ma solo un’invenzione
ed una macchinazione di suo marito Jago .
L’opera finisce con la morte di Otello, il quale
preso dal rimorso, si toglie la vita. Il grande
istigatore è riuscito a portare a termine la sua
opera malvagia .
36
BIBLIOGRAFIA
R.Celletti Storia dell’opera italiana Garzanti
F. Della Seta Italia e Francia nell’Ottocento EDT
A.A.V.V Dizionario Enciclopedico della UTET
Musica e dei Musicisti, Le Biografie
L.Balducci La musica in italiano Rizzoli
A.A.V.V. Invito all’opera DeAgostini
A.A.V.V. Un palco all’opera Fabbri Editori
R.Steiner-Isenmann Gaetano Donizetti Bern
37
SITOGRAFIA
www.wikipedia.it
www.biografieonline.it
www.italianopera.org
www.magazzini-sonori.it
www.windoweb.it
www.liberiber.it
www.magiadellopera.com
www.opera-rar.com
www.quadriclavio.it
www.muti.ch
www.chieracostui.com
www.fidest.files.wordpress.com
38