Diritto Canonico
Diritto Canonico
26/09
Diritto della Chiesa cattolica Diritto dello Stato italiano che regolamenta qualsiasi
fenomeno religioso.
Può essere:
- unilaterale
- Bilaterale: accordi tra le Chiese e lo Stato
Il diritto canonico non è un diritto nazionale, riguarda soltanto coloro che appartengono alla chiesa
cattolica = è un diritto sovranazionale.
La chiesa si avvale di uno strumento che l’aiuta nell’interpretazione del diritto divino: la TRADITIO =
trasmissione delle verità contenute nelle Sacre scritture nel corso dei secoli. È la specificazione dei principi
contenuti nelle Sacre scritture. Lo scopo della Chiesa è di indicare sempre meglio le regole di diritto divino.
—> Maggiore capacità dell’istituzione chiesa di comprendere il messaggio e modificare il proprio
atteggiamento nei confronti della realtà sociale nel corso dei secoli.
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Ciò non significa che il diritto divino muta: è la capacità umana di comprendere il diritto divino che può
modificarsi nel tempo attraverso la traditio.
La chiesa non potrà mai emanare una norma contraria al diritto divino, perchè le sue norme sono superiori
nella gerarchia delle fonti.
Es. L’istituto del divorzio non è contemplato all’interno del diritto canonico.
Es. Non è possibile l’unione civile tra due persone dello stesso sesso. —> il motivo è la procreazione.
Il diritto canonico umano (diritto ecclesiastico) è un diritto necessitato: è vincolato, deve necessariamente
rispettare i principi del diritto divino rivelato e naturale.
Prima del codice di diritto canonico, la fonte principale del diritto canonico era il Corpus Iuris Canonici.
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COME NASCE LO STATO DELLA CITTA’ DEL VATICANO
Lo Stato italiano nasce col processo di unificazione, nonostante ci fosse già una concezione unitaria anche
quando l’Italia era divisa in tanti stati.
- NAZIONE: insieme di un popolo che condivide lingua, storia, tradizione e, spesso, credenze religiose.
- STATO: ordinamento giuridico che non necessariamente rispetta il concetto di nazione. Es. Israele,
Benelux
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L’Unificazione d’Italia avviene il 17 giugno 1861, ma mancavano:
- Veneto
- Trentino
- Friuli Venezia Giulia
- Roma
La capitale era Torino perchè vi si era trasferito il Regno Sardo dei Savoia (1861-1865).
Roma rimane sotto la potestà del pontefice. Lo Stato Pontificio era stato debellato e il pontefice era protetto
dalla Francia.
Nel 1870, Napoleone III dichiara guerra alla Prussia. —> Alla Francia va male perchè i prussiani arrivano
quasi a Parigi. —> I sardo-piemontesi entrano a Roma.
Vengono emanate le LEGGI DELLE QUARANTIGIE: leggi emanate dal Regno d’Italia in favore del
pontefice, concedenti dei benefici, che garantiscono al pontefice la qualità di capo di Stato.
—> Nel 1868 il pontefice risponde all’unificazione con il “NON EXPEDIT”, in cui invita i cittadini a non
partecipare alla vita pubblica del Paese.
La Costituzione d’Italia era lo Statuto Albertino, dove si citava la religione cattolica, tuttavia i primi
governi non furono confessionali.
—> C’era una situazione di SEPARATISMO tra Stato e Chiesa.
La “QUESTIONE ROMANA”, l’esilio forzato del pontefice, si risolve con i Patti Lateranensi del 1929.
Nel 1922 avviene la Marcia su Roma: Mussolini prende il potere al governo e il re non fa nulla per
fermarlo. —> NASCE IL REGIME FASCISTA.
Mussolini capì che per consolidare il proprio potere doveva avere dalla sua parte la Chiesa. Per avere il
consenso del 98% degli italiani cattolici, doveva risolvere la Questione Romana.
Nel 1923, Mussolini introduce la RIFORMA GENTILE, introducendo l’insegnamento obbligatorio della
religione cattolica nelle scuole elementari.
Nel 1924, introduce il crocifisso obbligatorio nelle scuole a fianco dell’immagine del re.
Oggi, secondo un principio supremo della Costituzione, l’Italia è uno stato LAICO. (È un principio
supremo = principio non scritto esplicitamente in un articolo della Costituzione, ma risulta dal combinato di
più articoli).
—> Lo Stato deve essere equidistante da tutte le confessioni religiose, ma nonostante ciò non è stato
possibile togliere il crocifisso in quanto introdotto come regolamento, e di conseguenza non giudicabile da
parte della Corte cost., che giudica leggi e non regolamenti.
Nel 1929, il cardinale Gasparri e Benito Mussolini firmano i PATTI LATERANENSI con i quali si chiude
la questione romana.
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sposato civilmente. Riguarda i cittadini italiani che ritengono di sposarsi in chiesa, limitatamente al
territorio italiano.
• La religione cattolica diventa la religione di Stato.
• Viene introdotto l’insegnamento obbligatorio della religione cattolica oltre che nelle scuole
elementari, anche nelle scuole medie e superiori.
• Si prevede un assegno di congrua per i religiosi che non raggiungano un certo stipendio.
Nel 1946 si effettua il referendum sulla scelta tra monarchia e repubblica. Vince la repubblica e la famiglia
regia viene esiliata dal territorio italiano, con divieto di un successivo ingresso.
Nel 1946 viene istituita l’assemblea costituente incaricata di scrivere la Costituzione che entra in vigore il 1
gennaio 1948.
I cittadini del Vaticano acquisiscono la cittadinanza quando hanno un rapporto stabile con il servizio dello
Stato della Città del Vaticano. Non devono necessariamente risiedere all’interno dello Stato.
Il pontefice non è cittadino vaticano, ma è il capo supremo dello Stato della Città del Vaticano: è il
proprietario di tutti i beni contenuti all’interno del territorio del Vaticano.
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SACRAMENTI DI INIZIAZIONE
I SACRAMENTI sono gli atti introdotti da Cristo nelle Sacre scritture, al fine di salvare l’anima.
Il BATTESIMO è un sacramento che normalmente viene impartito qualche mese dopo la nascita e individua
l’ingresso nella comunità della Chiesa.
È criticato perchè scelta dei genitori e non del bambino.
In Spagna nacque un movimento che chiese alla Diocesi di non essere considerati battezzati = lo
SBATTEZZO. —> Si diffuse in tutti i paesi europei in cui la religione cattolica era molto diffusa.
I componenti del movimento chiesero alla chiesa cattolica di togliere il battesimo come sacramento,
perchè non ne erano consapevoli alla nascita. MA, nel diritto canonico i sacramenti sono per sempre =
sono incancellabili.
Altri sacramenti incancellabili sono il matrimonio e l’ordine sacro. Il sacerdote che vuole rifiutare il proprio
compito rimane sacerdote, ma viene sospeso riguardo alle attività della Chiesa.
La risposta della Chiesa è stata: “non posso eliminare il sacramento del battesimo, ma posso non contarti
nel numero dei fedeli di questa diocesi”. = disposizioni in ordine alla riservatezza (oggi privacy).
Lo sbattezzo comporta un reato per il diritto canonico: l’APOSTASIA = radicale negazione della fede
cristiana ricevuta con il primo sacramento del battesimo. È un atto volontario in cui si manifesta
esplicitamente di rifiutare la chiesa cattolica.
SACRAMENTI DI GUARIGIONE
SACRAMENTI DI EDIFICAZIONE
I sacramenti si susseguono in ordine d’età. Nell’ordinamento canonico l’età è commisurata agli istituti
previsti.
La maggiore età si raggiunge a 18 anni.
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- Lo STATO DI VITA CONSACRATA fa sì che le persone svolgano una funzione profetica che trascende
quelli che sono i limiti umani. Può avvenire all’interno di istituti chiericali e all’interno di istituti laici. I
voti di povertà, castità e obbedienza possono essere emessi anche in un istituto laico.
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Es. Carnevale: periodo in cui si poteva mangiare la carne, prima di entrare nella quaresima.
A seconda del luogo in cui ci si trova si segue il rito romano o il rito ambrosiano.
Es. Celibato sacerdotale (diritto umano): le chiese orientali consentono il matrimonio dei sacerdoti perchè
nelle Sacre scritture non c’è scritto che non si può.
Per la chiesa cattolica ciò non è possibile.
Con quale strumento giuridico viene introdotto il diritto particolare nell’ordinamento canonico?
—> attraverso il DIRITTO ECCLESIASTICO (leggi umane).
La produzione del diritto ecclesiastico avviene attraverso la LEGGE.
Nel codice di diritto canonico non esiste la definizione di legge.
—> Bisogna, quindi, ricorrere a 2 definizioni date nel tempo da:
- TOMMASO D’AQUINO (XIII sec.): La legge è una disposizione della ragione, diretta al bene comune
e promulgata da chi ha la responsabilità della collettività. —> La legge deve essere:
• Una disposizione della ragione: la legge deve essere ragionevole e lo è quando è compatibile e rispetta i
principi di diritto divino rivelato e naturale.
• Diretta al bene comune: deve perseguire gli obiettivi di salvezza umana.
• Promulgata da chi ha la responsabilità della collettività: coloro che costituiscono l’apparato gerarchico
della Chiesa.
- FRANCISCO SUAREZ (XVI-XVII sec.): La legge è un comando della legittima autorità per il bene dei
sudditi. —> Non è più chi ha la responsabilità della comunità, ma è colui che gerarchicamente ordina ai
sudditi di rispettare le regole emanate dall’autorità.
La legge entra in vigore 3 mesi dopo la promulgazione. La regola può essere cambiata nel momento in cui
il legislatore decide di far entrare in vigore la legge prima dei 3 mesi.
LEGGI PARTICOLARI
Sono pubblicate secondo le regole previste dal diritto particolare.
Nel diritto italiano le leggi sono pubblicate nel notiziario della CEI (conferenza episcopale italiana: organo
permanente composto da tutti i vescovi della nazione Italia che ha un proprio notiziario in cui vengono
pubblicate le leggi particolari di diritto canonico).
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Una delibera della CEI prevede che l’età per contrarre matrimonio in Italia è di 18 anni, oppure è di 16 anni
per i minorenni emancipati. —> é una delibera che scoraggia la norma del codice canonico.
LEGGI IRRITANTI
Leggi che prevedono la nullità di un atto.
LEGGI INABILITANTI
Leggi che prevedono che una persona sia inabile, non possa compiere un determinato atto.
Es. Una legge che rende inabile una persona a contrarre matrimonio è quella che stabilisce che chi ha un’età
inferiore a 14 anni (donna) e 16 anni (uomo) e non raggiunge la maturità psico-fisica, non può farlo.
CANONE 12
Alle leggi universali sono tenuti tutti coloro per le quali sono state fatte.
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CANONE 15
L’ignoranza o l’errore circa le leggi irritanti o inabilitati NON impediscono l’effetto delle medesime, a
meno che non sia stabilito espressamente altro.
CANONE 17
Prevede come debba essere interpretata la legge da parte degli operatori giuridici.
CANONE 18
Le leggi che:
- stabiliscono una pena
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- restringono il libero esercizio dei diritti
- contengono un’eccezione alla legge
sono sottoposte a una INTERPRETAZIONE STRETTA. —> Bisogna ricorrere al solo significato delle
parole nel testo e nel contesto.
1) Il canone prevede di ricorrere ai PRINCIPI GENERALI DEL DIRITTO applicati con EQUITA’
CANONICA.
Il diritto canonico può avvalersi di qualsiasi principio generale del diritto, ma questo può applicarsi solo con
equità canonica.
4) Se la lacuna non si risolve nemmeno ricorrendo a questi 2 criteri, si ricorre al MODO DI SENTIRE
COMUNE E COSTANTE DEI GIURISTI.
CANONE 20
La legge posteriore abroga la precedente:
- in modo espresso
- qualora esprima principi contrari alla precedente legge
PROBLEMA DEL DIRITTO CANONICO
Il problema del diritto canonico, nel corso dei secoli, è stata la difficoltà di avere un ORDINAMENTO
LEGISLATIVO COERENTE E COMUNE a tutto il popolo di Dio.
Non c’erano ordinamenti che riguardavano un determinato territorio e persone, ma ordinamenti diversi per
persone che appartenevano a caste diverse.
Il momento in cui la Chiesa cattolica ha deciso di cercare di rendere il proprio ordinamento il più coerente
possibile è il momento in cui GRAZIANO, professore all’Università di Bologna, nel XII sec., compila il
manuale intitolato “DELLA CONCORDANZA DEI CANONI DISCORDANTI”. È un’opera privata.
Egli si è reso conto che l’interpretazione dei canoni era discordante.
Non è sufficiente emanare un decreto per eliminare le diverse interpretazioni che avvenivano nei diversi
tribunali ecclesiastici, MA il pontefice ha attribuito l’ESCLUSIVITÀ al decreto di Graziano, impedendo
il ricorso a fonti differenti da questa.
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Graziano è citato da Dante nel Paradiso: “aiutò l’uno e l’altro foro” = foro interno e foro esterno:
- Ciò che avviene dentro l’animo umano
- La relazione che si crea tra il fedele e la Chiesa.
Dopo il decreto di Graziano, i pontefici hanno aggiunto altri libri:
- GREGORIO IX - “LIBER EXTRA”
- BONIFACIO VIII - “LIBER SEXTUS”
- Di CLEMENTE V, ma emanate da GIOVANNI XXII - “CLEMENTINAE”
Il Decreto di Graziano e queste opere vengono raccolte nel CORPUS IURIS CANONICI nel 1582.
—> Il Corpus rappresenta la prima opera esclusiva del diritto canonico.
Il diritto canonico si rende conto che è importante vincolare l’interpretazione dei canoni ad un’unica
interpretazione.
—> Ciò ha portato allo IUS CODIFICATUM: Primo Codice del diritto canonico - 1917.
Prima del Codice, il diritto canonico era regolato dal Corpus Iuris Canonici.
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Con il Concilio Vaticano I, ci si rende conto che il Corpus Iuris Canonici non risponde più alle necessità
del tempo.
Il Corpus Iuris Canonici aveva recepito a monte una quantità di RIFORME introdotte dal CONCILIO DI
TRENTO (1545-1563).
L’accavallarsi di queste riforme non giovò al Corpus Iuris Canonici: alcuni rilevarono che non aveva una
struttura tale da essere agevolmente consultato.
Nel 1869, il legislatore era a conoscenza della CODIFICAZIONE, introdotta da Napoleone.
CONCILIO = insieme di tutti i vescovi, presieduti dal pontefice, che possono esercitare il loro potere
legislativo e si riuniscono per deliberare delle riforme del diritto canonico.
I cardinali sono una figura particolare, che nasce come titolo nobiliare, per cui non rappresentano un grado
dell’ordine sacro.
L’idea di scrivere un codice viene accantonata a causa della Breccia di Porta Pia.
Pio X, nel 1904, con un MOTU proprio “Arduum sane munus ”ripropone l’esigenza di un Codice per
ristabilire chiarezza e sistematicità, istituendo un’apposita commissione cardinalizia.
MOTU = provvedimento del pontefice che ha efficacia di diritto universale, ma può a seconda delle
circostanze, avere un nome diverso.
Il segretario di Stato Pietro Gasparri precisa le intenzioni del pontefice. Il codice è deve essere distinto in
3 parti:
1) Persone
2) Cose
3) Azioni
Il codice è pronto nel 1916, viene prolungato all’anno successivo perchè in quest’anno vengono fatti propri
atti legislativi emanati negli anni precedenti molto importanti:
- Decreto ne tenere (1907): riguarda celebrazione del matrimonio
- Sapienti consiglio (1908): riguarda il riordino della curia romana
- Acta apostolicae sedis (1909): gazzetta ufficiale dove vengono pubblicate le norme di diritto universale
della Chiesa. Qui viene pubblicato e così promulgato il Codice del 1917, da Benedetto XV, dal titolo
“Provvidentissima madre ecclesia”. Il Codice viene chiamato Piobenedettino.
Il Codice:
- è suddiviso in canoni
- È costituito da 5 libri:
1) Norme generali
2) Persone
3) Cose
4) Processo
5) Delitti e pene
Riguarda soltanto la chiesa Latina, che fa capo a Roma. (Le chiese orientali avranno un codice nel 1990,
promulgato da Giovanni Paolo II).
Nel 1959, viene convocato il CONCILIO VATICANO II da Giovanni XXIII (Il “Papa buono”).
Secondo il pontefice occorre mettere a contatto il Vangelo con il mondo moderno.
Il concilio Vaticano II termina sotto il pontificato di Paolo VI nel 1965 (Giovanni XXIII muore nel 1963).
La documentazione non aveva la forma di norme giuridiche, aveva una forma letterale, per cui fu molto il
lavoro e il tempo dedicato per poter tradurre le disposizioni emanate dal Concilio Vaticano II in canoni, per
poter riformare il Codice.
Nel 1980 si instituisce una commissione cardinalizia e una commissione di vescovi per stilare il NUOVO
CODICE DI DIRITTO CANONICO, che vede la luce nel 1983.
Nel 1984 viene istituita una commissione per l’interpretazione autentica del codice.
Nel 1990, Giovanni Paolo II, attraverso la chiesa apostolica (sacri canonis), promulga il CODICE DELLE
CHIESE ORIENTALI.
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1) Norme generali
2) Fedeli “Popolo di Dio”
3) Funzione di insegnare della Chiesa
4) Funzione di santificare della Chiesa
5) Beni temporali della Chiesa
6) Sanzioni nella Chiesa
7) Processi
Il nuovo codice ha il carattere della sistematicità e introduce grandi novità all’interno dell’ordinamento
canonico.
Nel 1984 avviene un NUOVO CONCORDATO tra Italia e Santa Sede, che tiene conto delle novità
introdotte dal codice:
- il matrimonio concordatario rimane
- L’assegno di congrua viene abrogato perchè il Nuovo codice istituisce un altro sistema per il
sostentamento del clero: si riversano tutti i profitti delle varie diocesi in un ISTITUTO CENTRALE
che poi li distribuiscono al clero dello Stato italiano.
- Mantiene la distinzione tra le pene ferendae sententiae = pene applicate attraverso una sentenza del
giudice e le pene latae sententiae = pene in cui si incorre con il fatto di porre in essere un comportamento
considerato dalla chiesa delittuoso. Es. Divorzio: va contro la sacralità del matrimonio e avviene
attraverso il provvedimento automatico della scomunica.
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Nel Concilio Vaticano II si fece una PROPOSTA di dare all’ordinamento canonico una LEGGE
FONDAMENTALE della chiesa “LEX ECCLESIAE FUNDAMENTALIS”.
Un progetto per cui alcuni pensarono di dare una sorta di Costituzione.
Era rischioso formalizzare i principi fondamentali della Chiesa nel diritto canonico perchè avrebbe potuto
causare più rigidità, mentre il diritto divino è eterno, fisso e immutabile.
Inoltre, l’istituto della Traditio svela i reali principi di diritto divino.
—> Ciò avrebbe impedito all’istituto della Traditio la funzione di rivelare i principi fondamentali di
diritto divino rivelato e naturale.
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Rimane un ordinamento necessitato, vincolato dalle prescrizioni del diritto divino. Questi sono
insormontabili poiché l’ordinamento canonico è rigorosamente gerarchico.
Anche la produzione di diritto ecclesiastico è una produzione che deriva, per la maggior parte dei casi,
dall’alto. Il grado della fonte dipende da chi la produce.
CANONE 26
A meno che non sia stata approvata in modo speciale dal legislatore competente, una consuetudine
contraria al diritto canonico vigente o al di fuori della legge canonica, ottiene forza di legge soltanto se
sarà stata osservata legittimamente per 30 anni continui e completi; ma contro una legge canonica che
contenga la clausola che proibisce consuetudini future, può prevalere la sola consuetudine centenaria o
immemorabile.
CANONE 96
Mediante il battesimo, l’uomo (uomo e donna) è incorporato alla Chiesa di cristo e in essa è costituito
persona.
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CANONE 97
Le persone che hanno compiuto 18 anni sono considerate maggiorenni.
PAR. 2: coloro che abbiano compiuto i 7 anni, si presume che abbiano l’uso della ragione.
Il diritto canonico prevede delle distinzioni tra le persone in base al luogo in cui vivono.
CANONE 100
Una persona viene detta:
- ABITANTE: qualora viva nel luogo del suo domicilio
- DIMORANTE: qualora viva nel luogo in cui abbia il suo quasi domicilio
- FORESTIERO: se si trova fuori dal domicilio e dal quasi domicilio
Questa distinzione è rilevante per l’applicazione del DIRITTO PARTICOLARE.
Si è obbligati ad un determinato diritto particolare quando ci si trova abitualmente in un determinato
territorio. —> Questo vale per gli abitanti e dimoranti, ma non per i forestieri che si trovano in un
determinato luogo solo se di passaggio.
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IL PONTEFICE
PIETRO viene designato da Cristo come fondatore della Chiesa e viene scelto all’interno del collegio
episcopale (degli apostoli).
Viene montata una stufetta dove vengono bruciate le schede elettorali con degli additivi chimici.
- Se esce una fumata nera l’elezione non è andata a buon fine.
- Se esce una fumata bianca è avvenuta l’elezione del pontefice.
CONCLAVE (cum clave) = riunione dei soli cardinali che devono eleggere il pontefice.
Il fatto che i cardinali debbano essere isolati, deriva dal fatto che nel 1270, quando la sede papale era a
Viterbo, i cardinali vennero chiusi a chiave nel palazzo reale dagli abitanti che scoperchiarono il tetto
affinché fossero esposti a intemperie.
Prima del XIII sec., l’ultimo pontefice designava il suo successore. Veniva scelto all’interno del clero
romano.
Nel 557, GIUSTINIANO sottomette l’elezione del pontefice all’approvazione imperiale. —> Il neo eletto
non poteva essere consacrato come tale se l’imperatore non avesse approvato la sua elezione.
Questa pratica dura ufficialmente 2 secoli. Non ufficialmente la pratica va avanti fino all’XI sec.
Il conclave venne introdotto da Papa GREGORIO X nel XIII sec., dopo i fatti di Viterbo, con la
Costituzione apostolica “UBI PERICULUM”—> Prime regole procedurali per l’elezione del pontefice: i
cardinali si riuniscono 10 giorni dopo la morte del pontefice.
Nel 1492 viene celebrato il primo conclave nella Cappella Sistina che porterà all’elezione di LEONE XIII.
Nel XVII sec., GREGORIO V emana una costituzione “AETERNI PATRIS” in cui prevede che il pontefice
possa essere eletto con la maggioranza dei 2/3 e che il voto sia segreto.
Nel 1970, PAOLO VI con la costituzione “INGRAVESCENTEM AETATEM” impedisce che possano
partecipare cardinali che abbiano raggiunto l’80esimo anno d’età.
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Nel 1996, GIOVANNI PAOLO II emana un’altra costituzione “UNIVERSI DOMINICI GREGIS” che
regolamenta lo svolgimento del conclave: dopo la morte del pontefice vengono convocati i cardinali di
tutto il mondo a Roma.
Giovanni Paolo II fa costruire la DOMUS SANCTAE MARTHAE, struttura in cui vanno ad alloggiare tutti i
cardinali, creata affinché i cardinali fossero al riparo dalla possibilità di comunicare con altre persone.
I cardinali fanno una messa e fanno ingresso nella Cappella Sistina. Giunti li, coordinati dal CARDINALE
DECANO (più anziano) pronunciano un giuramento e, successivamente il cardinale decano pronuncia
l’EXTRA OMNES (fuori dal voto i cardinali con età superiore a 80 anni).
Se un candidato riceve un voto pari o superiore ai 2/3 dei votanti, viene proclamato pontefice.
Prima dell’annuncio “Habemus Papam” fatto affacciatosi sulla piazza di San Pietro, si chiede al Papa che
nome voglia scegliere.
Il pontefice fa forgiare per lui un anello con simbologie diverse, a seconda delle inclinazioni dei vari
pontefici.
CANONE 330
Come Pietro deriva dal collegio degli apostoli, allo stesso modo i singoli pontefici dovranno derivare dal
collegio dei vescovi.
La scelta del pontefice è demandata a un collegio particolare di vescovi, il collegio dei cardinali.
CANONE 331
Il romano pontefice è capo del concilio dei vescovi e ha una particolare POTESTÀ:
- ORDINARIA: la potestà non è delegata, non deriva da nessuna autorità umana. È ordinata in quanto
deriva direttamente dalla volontà del Signore.
- SUPREMA: non c’è nessuna potestà umana superiore alla sua. (Per questo il pontefice si alterò quando
vennero emanate le Leggi Quarantigie).
- PIENA: in ogni ambito. Non c’è settore su cui il Papa non possa esprimere la sua opinione. Si estende
dalla fede ai costumi e a tutto ciò che riguarda la società anche civile.
- IMMEDIATA: non ha bisogno di una mediazione. La sua potestà può essere esercitata direttamente nei
confronti di chiunque, e in particolare per quanto riguarda gli ecclesiastici, non ha bisogno di rispettare
la gerarchia.
- UNIVERSALE: riguarda tutta la Chiesa universale, comprese le chiese particolari. Si esercita su tutti i
fedeli.
CANONE 332
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Il romano pontefice ottiene la potestà piena e suprema nella Chiesa con l’elezione legittima da lui
accettata che raggiunge insieme alla consacrazione episcopale.
Il pontefice viene eletto, scelto dal collegio cardinalizio e deve accettare la sua elezione.
Il papa non può che essere scelto tra i vescovi. —> Il pontefice non può che essere un vescovo.
La consacrazione episcopale è fondamentale perchè va rispettato l’istituto scritto nelle Sacre scritture.
—> Se il pontefice viene eletto al di fuori del collegio episcopale, deve essere nominato
immediatamente vescovo.
CANONE 333
Par. 3: contro la sentenza o il decreto del romano pontefice non si dà appello né ricorso.
—> Potestà suprema. Non si può perchè non sapremmo a chi rivolgerci.
CANONE 334
Il pontefice si avvale della collaborazione dei vescovi, e in particolare, della stretta collaborazione dei padri
cardinali.
I cardinali sono vescovi che nel corso dei secoli hanno ricevuto un titolo nobiliare da parte dei pontefici.
Il papa ha istituito l’organismo della CURIA ROMANA che si occupa di varie questioni: a capo dei singoli
dicasteri nomina un vescovo a cui dà il titolo di cardinale:
- Per il governo della Chiesa
- Per la particolare funzione che ha nel consigliare personalmente il pontefice.
COLLEGIO DEI VESCOVI
CANONE 336
Il collegio dei vescovi, insieme al suo capo e mai senza il suo capo, è soggetto di piena e suprema potestà
sulla Chiesa universale.
—> La suprema potestà nella Chiesa è condivisa tra il pontefice e il collegio episcopale, composto da tutti
i vescovi, compreso il pontefice.
Il pontefice fa parte del collegio episcopale in quanto VESCOVO DI ROMA.
Il collegio episcopale può esercitare la potestà legislativa, e in questo caso cambia nome in CONCILIO
ECUMENICO che viene presieduto dal pontefice che non siede più in quanto vescovo di Roma, ma come
SOMMO PONTEFICE.
CANONE 338
Spetta unicamente al romano pontefice:
- convocare
- presiedere personalmente
- sospendere
- sciogliere
Il concilio ecumenico
- approvarne i decreti affinché abbiano validità e forza di legge.
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Qualora si verifichi la MORTE del pontefice, il concilio ecumenico deve sospendere immediatamente i
propri lavori e spetterà al successivo pontefice:
- convocare il concilio ecumenico precedente e continuare i lavori sotto il precedente pontefice
- riconvocarlo per sottoporgli nuove questioni
I decreti del concilio ecumenico assumono forza solo quando approvati dal romano pontefice e
promulgati dallo stesso pontefice.
Concilio ecumenico
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CANONE 349
I cardinali costituiscono un collegio al quale spetta provvedere all’elezione del romano pontefice.
La riunione dei cardinali è detta CONCISTORO: offre consigli e aiuto al pontefice, nel governo della
Chiesa.
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RAGGRUPPAMENTI DELLE CHIESE PARTICOLARI
CANONE 368
Dispone che le chiese particolari sono, innanzitutto, le DIOCESI.
CANONE 369
Definizione diocesi: porzione del popolo di Dio che viene affidata alla cura pastorale del VESCOVO, con
la cooperazione del PRESBITERIO.
La diocesi costituisce una chiesa particolare in cui opera la chiesa di Cristo santa, cattolica e apostolica.
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Le chiese particolari sono importanti perchè attraverso queste, il diritto canonico si adegua a realtà sociali,
geografiche e politiche differenti, SENZA tradire i principi del diritto canonico universale.
Permettono al diritto canonico di essere unito e allo stesso tempo plurale (somma dei diritto particolari). =
PLURALISMO ed UNITA’.
CANONE 374
Ogni diocesi è divisa in parti distinte, che indichiamo nelle PARROCCHIE.
La parrocchia è una porzione di popolo di Dio all’interno della diocesi, governata dal vescovo, ma al cui
capo viene posto un presbitero, chiamato PARROCO.
IL VESCOVO
CANONE 375
I vescovi che per divina istituzione, sono successori degli apostoli mediante lo Spirito santo, e sono:
- Maestri di dottrina
- Sacerdoti del sacro culto
- Ministri del governo
CANONE 376
I vescovi si distinguono in:
- DIOCESANI = vescovi a cui è affidata la cura di una diocesi
- TITOLARI = vescovi a cui non è stata affidata la cura di una diocesi
CANONE 377
Il SOMMO PONTEFICE nomina liberamente i vescovi, oppure conferma l’episcopato a coloro che
sono stati scelti da una COMMISSIONE DI ALTRI VESCOVI.
La nomina da parte della commissione di altri vescovi deve essere necessariamente confermata dal pontefice.
CANONE 378
Requisiti che deve avere una persona che si ritenga idonea a divenire vescovo:
- Eminente per fede salda e buoni costumi, pietà, zelo per le anime, saggezza, prudenza e virtù umane
- Deve godere di buona reputazione
- Deve avere almeno 35 anni d’età
- Deve essere presbitero da almeno 5 anni
Il vescovo diocesano esercita nei confronti della diocesi una potestà ordinaria, propria e immediata.
- ORDINARIA: non è delegata dal pontefice. = come era ordinaria la potestà dei singoli apostoli che
diffondevano la parola di Dio nei vari territori del mondo.
- IMMEDIATA: non ha visione di intermediari.
LA CONFERENZA EPISCOPALE NAZIONALE
Le conferenze episcopali godono di PERSONALITÀ GIURIDICA, all’interno dello Stato in cui operano.
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Sono presiedute dal presidente eletto dalle stesse conferenze episcopali, eccetto la conferenza episcopale
italiana che viene eletta dal PONTEFICE.
Il diritto canonico prevede che per contrarre il matrimonio la donna deve avere 14 anni e l’uomo 16 anni.
La conferenza episcopale afferma che bisogna fare il possibile perchè ciò avvenga a 18 anni.
I PRESBITERI
Nel Concilio Vaticano II ci si è resi conto che si poteva aprire il primo grado ad altre persone: si inventa
l’istituto del DIACONATO PERMANENTE, destinato a uomini che abbiano un’età matura e siano anche
sposati, ma che rimarranno diaconi per sempre (non potranno accedere al secondo grado dell’ordine, il
presbiterato).
I diaconi e i diaconi permanenti possono amministrare i sacramenti e ciò comporta un grande aiuto per la
Chiesa, nei territori in cui ci sono pochi presbiteri (che vengono aiutati dai diaconi permanenti).
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IL MATRIMONIO
Proprietà
Le proprietà essenziali del matrimonio sono:
- Unità intesa come esclusività —> l'unione tra i due coniugi esclude qualsiasi forma di poligamia.
- Indissolubilità —> perpetuità del vincolo matrimoniale (si scioglie solo con la morte di uno dei due
coniugi).
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CANONE 1057
Chiarisce il CONSENSO delle parti, che deve essere manifestato giuridicamente tra 2 persone
giuridicamente abili.
Quindi l'atto che costituisce il matrimonio è il consenso, da qui si deduce che i MINISTRI del sacramento
matrimoniale sono LE stesse PARTI. Il sacerdote è un testimone qualificato.
CANONE 1058
Prevede che TUTTI possono contrarre matrimonio se hanno la possibilità di diritto. —> Per i fedeli
battezzati il matrimonio è un diritto.
Il matrimonio è regolamentato sia da norme di diritto divino, che da norme di diritto umano.
- Il nucleo di diritto divino non può essere modificato dal diritto umano.
- È possibile derogare alle regole di diritto umano e procedere alla stipulazione di un valido matrimonio.
CANONE 1060
Il matrimonio ha il FAVORE del diritto. Qualora vi sia un dubbio che un matrimonio sia valido o meno,
l’ordinamento preferisce ritenerlo valido poiché, essendo un sacramento, ha lo scopo di salvare i fedeli.
Esempio: Prete malfattore, difetto di forma —> I coniugi possono decidere di ricelebrare il matrimonio, ma
se uno dei due è defunto, il matrimonio è comunque considerato valido perché qualora vi siano grandi lacune
che riguardino il matrimonio, supplisce la Chiesa alla mancanza o al fatto che il ministro di culto non fosse
realmente tale. —> La Chiesa sostituisce la figura del testimone qualificato invalido.
CANONE 1061
Il matrimonio valido tra battezzati si dice SOLAMENTE RATO se non è stato consumato, mentre si
definisce RATO E CONSUMATO se i coniugi hanno compiuto tra loro l’atto coniugale di per sé idoneo
alla generazione della prole.
Il canone aggiunge: i coniugi devono aver compiuto tra loro in modo umano l’atto coniugale di per sé
idoneo alla generazione della prole. —> Ciò significa che esclude tutte le possibilità di procreazione che
derivano da attività diverse dall’unione del corpo di uomo e donna.
Esempio: inseminazione artificiale —> Comporta un aborto = omicidio per la Chiesa. Non per questo la
chiesa esclude le altre pratiche che possano aiutare la gravidanza.
La generazione della prole deve avvenire in modo umano, attraverso l’unione dei 2 corpi.
Se c’è stata coabitazione tra i coniugi, si presume, fino a prova contraria, che il matrimonio sia stato
consumato.
SCUOLA DI BOLOGNA
Il matrimonio deve essere RATO E CONSUMATO per produrre i propri effetti tipici.
Il matrimonio veniva accostato a quei contratti reali che si perfezionano con la dazione della cosa.
Impedire ai coniugi di convivere significava impedire il consenso, e quindi questo portava alla non
esistenza del matrimonio.
SCUOLA DI PARIGI
Il matrimonio SOLAMENTE RATO è valido. La non consumazione del matrimonio può essere causa di
nullità del matrimonio. Il matrimonio c’è e solo successivamente viene dichiarato nullo.
Il solo scambio del consenso porta alla nascita del matrimonio.
Finché la nullità non viene dichiarata, il matrimonio produce i suoi effetti.
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Requisiti
NON DEVONO SUSSISTERE IMPEDIMENTI al matrimonio: situazioni di fatto che impediscono la
valida o la lecita celebrazione del matrimonio.
L’ impedimento di specie si verifica quando rende INABILE una persona a contrarre validamente
matrimonio.
La Conferenza Episcopale Italiana, nel 1983, invita ad unire in matrimonio le persone che abbiano
raggiunto il 18esimo anno di età o i minori emancipati. —> Regola di diritto particolare che, se violata,
rappresenta illeciti o e prevede delle sanzioni nei confronti di coloro che hanno assistito.
Il matrimonio è comunque valido secondo le leggi di diritto canonico.
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CANONE 1084 - IMPEDIMENTO D’IMPOTENZA
L’impotenza copulativa antecedente e perpetua, sia da parte dell’uomo sia da parte della donna, assoluta o
relativa, per la sua stessa natura rende NULLO il matrimonio.
Il diritto canonico si accontenta che, in modo umano, i 2 corpi diventino una sola carne.
C’è un processo naturale per cui, dopo la copula perfetta, c’è la fecondazione degli ovuli e l’inizio della
gravidanza.
I tempi e le modalità, secondo il diritto canonico, non sono nel potere degli umani, ma della natura.
—> Seguono le regole di diritto naturale.
Solo attraverso l’intervento divino si può superare la sterilità.
Nel XVI sec., in Spagna si diffuse un’usanza che donne ricche e vedove si accompagnavano a EUNUCHI
(soggetti sottoposti in età prepuberale/puberale a interventi di mutilazione dell’apparato genitale) o
SPADONI.
L’eredità andava al primo genito. Gli altri erano destinati al convento o ai monasteri.
Le donne si accompagnavano a questi soggetti che, pur essendo evirati, potevano mantenere una capacità
erettile, ma non potevano procreare.
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SISTO V decise di IMPEDIRE tali matrimoni, rendendo nullo il matrimonio con spadoni o eunuchi per
impotenza, tuttavia tali soggetti non erano impotenti, ma solo sterili.
Sisto V, sulla base di studi scientifici, disse che se queste ghiandole vengono asportate, i soggetti non
possono emettere il verum, ma altre sostanze non idonee alla procreazione.
Ha detto che se c’è la possibilità di porre in essere la copula perfetta, ma non emettere il vero seme, si è
nell’ipotesi di impotenza.
Vi è l’ipotesi di impotenza che rende nullo il matrimonio, perchè dalla coppia con spadoni ed eunuchi non
fuoriesce il verum semen, idoneo alla procreazione.
La mancata emissione del vero seme può essere causata non solo dall’evirazione, ma anche da patologie o
malformazioni.
La questione è stata sottoposta alla congregazione per la dottrina della fede che dichiarò che era sufficiente
la copula perfetta per dichiarare valido il matrimonio. —> Sì alla copula, no all’emissione del verum semen.
Se uno dei 2 coniugi prima del matrimonio sia a conoscenza di un’impotenza propria o del coniuge, tale non
impedirebbe comunque la buona riuscita del matrimonio. —> L’impedimento è superato dalle persone che
pur non avendo figli hanno la grazia che deriva dal sacramento del matrimonio.
Canone 1084 - Par. 3 —> La sterilità nè proibisce nè dirime il matrimonio, fermo restando il disposto del
canone 1098.
Canone 1098 - canone del dolo: il soggetto è consapevole della propria sterilità, ma corteggiando l’altra
persona la inganna, facendole credere che sia fertile. —> Il matrimonio è nullo per vizio del consenso, non
per l’impedimento d’impotenza.
CANONE 1085
È invalido il matrimonio di chi è legato da un precedente vincolo matrimoniale, anche se non
consumato.
Par. 2 —> Quantunque il matrimonio precedente sia, per qualunque causa, nullo o sciolto, non per questo è
lecito contrarne un altro prima che sia constatata legittimamente e con certezza la nullità o lo scioglimento
del precedente.
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