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Schopenhauer

filosofia di Schopenhauer

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SCHOPENHAUER 1788 - 1860

B I OG R A FI A
• Nasce nel 1788 a Danzica e muore nel 1860 a Francoforte
• Siamo nella iloso ia dell’800 : lui è tedesco, insegna a Berlino ed è contemporaneo ad Hegel e Fichte. ( alle
lezioni di Schopenhauer nessuno andava mai perché tutti andavano a quelle di Hegel, anche se lui le
programmava appositamente in parallelo alle sue )
• Era seguito da pochi pupilli e de inisce la iloso ia di Hegel “una vuota chiacchierata” : ci litiga, lo considera un
ciarlatano, insomma non lo apprezza proprio, tanto che la sua iloso ia è contro quella idealista. La sua vita non
fu particolare, ma lo ricordiamo per l’opera : “l’arte di trattare le donne”

« L’ART E D I T RAT TARE LE D O N N E »


Qui lui esplicita la sua idea sulle donne : le giudica cognitivamente e naturalmente inferiori agli uomini.
Il suo odio verso le donne scaturisce forse dalla madre ( una salonnières, una poetessa che accoglie nella
sua casa molto personaggi come anche Goethe ) la quale secondo il iglio lei era la causa del suicidio del
padre.

• Dopo la morte del padre, Schopenhauer si laurea in iloso ia con un’opera intitolata : « Sulla quadruplice radice
del principio di ragion su iciente » iloso ia nel 1813. La madre lo sminuisce per quest’opera dopo averla letta
( RISENTIMENTO verso lei e di conseguenza verso tutte le donne )

• Non si è mai sposato ed ha avuto relazioni con donne poco raccomandabili. Alla ine della sua vita ( tra il 1850 e
il 1855 ) inizia a parlare di matrimonio e che solo alla ine della vita questo argomento sia il più opportuno per
sposarsi. Ma perché ? Perché a quest’età la donna non è più oggetto del desiderio ma diventa una donna con la
quale parlare con leggerezza senza nessuno sfondo sessuale.

• CURIOSITÀ -> l’unica “femmina” che riusciva ad accettare è la sua cagnolina .

• CARATTERE -> È una igura “scorbutica”, ma sensibile ( collegamento LEOPARDI ) . Si de inisce


autonomamente una persona superiore dato il suo “non avere nulla in comune con le altre persone, che non
lo comprendono”. Fuoriesce dunque una profonda solitudine ( collegamento LEOPARDI ) collegata
all’incomprensione del suo pensiero iloso ico.

Sembra “antipatico” alle altre persone, in realtà è che non si riconosce con il genere umano.
La sua spiccata intelligenza, il non riconoscersi nel genere umano, la sua spiccata comprensione del
mondo sono il frutto del suo carattere.

O P ER E
Le due più importanti opere furono :
• LA TESI ( 1813 ) ;
• IL MONDO COME VOLONTÀ E RAPPRESENTAZIONE ( 1819 )
• PERERGA E PARALIPOMENA ( 1851 )
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I L MO N DO C OM E VOLONTÀ E R AP P R E S EN TA ZION E
Quest’opera è quella più importante del ilosofo anche se non lo rende famoso, non ha molto successo, ( mentre
“parerga e paralimomena” pubblicata dopo la morte di Hegel ebbe più successo ) .
I iloso i che in luenzano il suo pensiero sono:
• Hegel ( iloso ia opposta ) ;

• Kant ( revisore della sua iloso ia, soprattuto riguardo l’opera “la critica della ragione pura” quando parla di
FENOMENO / RAPPRESENTAZIONE ) ;

• Goethe ( soprattutto per l’apertura al mondo orientale ) ;

• Platone ( in luenza in alcune parti della sua iloso ia es. idee ) .

DIVISIONE IN DUE PARTI DELL’OPERA :


1. « IL MONDO COME RAPPRESENTAZIONE »

Il termine “rappresentazione” tiene insieme il fatto che non c’è divisione tra soggetto che rappresenta è oggetto
rappresentato ( più spostato verso il soggetto ) . Quando parliamo di rappresentazione non c’è né uno puro
realismo ( esiste la realtà FILOSOFIA REALISTA ) , né la ragione prevale ( esiste solo il soggetto FILOSOFIA
IDEALISTA ) .

DIFFERENZA CON KANT :


1. Schopenhauer parla anche lui di “facoltà che studiano la ragione” , solo che non parla di 3 facoltà che
studiano la ragione come Kant ( SENSIBILITÀ, INTELLETTO e RAGIONE ) . Egli le mette tutte insieme parlando
solamente di “intelletto” ( unica facoltà della ragione ) .
All’interno dell’intelletto ci sono solamente 3 forme pure :

• SPAZIO Esse sono esattamente come le intendeva


• TEMPO Kant, solo che tutte e tre si trovano

• CASUALITÀ nell’intelletto.

2. La questione è spostata più verso il soggetto. Tiene insieme il fatto che non esiste un oggetto senza un
soggetto che lo rappresenti ma non esiste nemmeno il contrario .

3. Usa la parola “RAPPRESENTAZIONE” , riferendosi al “FENOMENO” in Kant.

4. Schopenhauer sosteneva che la rappresentazione è “ILLUSIONE E APPARENZA” ( inganno stesso, per ritrovare
la realtà noumenica di Kant bisogna “sollevare il velo di Maya” al di là dell’illusione ). Mentre per Kant la realtà
fenomenica è così e basta perché “la ragione non inganna”.

5. Anche se già detto in precedenza, ribadiamo meglio che : per Schopenhauer la realtà noumenica È
CONOSCIBILE attraverso la “VOLONTÀ” ( 2° parte dell’opera ) ; mente per Kant la realtà noumenica è
inconoscibile .

IN SINTESI : il mondo come rappresentazione è = illusione e apparenza , intelletto , la dimensione della


scienza.
Per arrivare alla realtà noumenica, al principio meta isico di tutto bisogna superare l’illusione, andare al di là
dell’inganno. La vera realtà, ciò che spiega tutto, è la VOLONTÀ ( forza irrazionale che tende a conservare se
stessa ) .
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DIVISIONE IN DUE PARTI DELL’OPERA :
1. « IL MONDO COME VOLONTÀ »

Perché è contrario alla iloso ia di Hegel ? Per Schopenhauer, per cogliere il mondo / la realtà / la verità non
abbiamo bisogno della ragione ma del CORPO .

Il corpo per Schopenhauer non è una rappresentazione ( ovvero non è illusione ), ma è un continuo bisogno di
istinti da soddisfare ( percezione interiore dei sensi ) . Il corpo viene inteso come “fascio di bisogni” da
soddisfare ( es. fame , sonno , freddo ) interiormente.

Ciò corrisponde ad una VOLONTÀ DI VIVERE , poiché dentro questo bisogni c’è il desiderio di prolungare la vita
del singolo, di conservarsi .

A ermando questo nega tutto ciò che sostenevano le iloso ie prima di lui ( illuminismo, idealismo ) che
esaltavano invece il raziocinio dell’uomo .

LE CARATTERISTICHE DI VOLONTÀ / REALTÀ NOUMENICA / PRINCIPIO METAFISICO :


1. è una
2. è eterna
3. è in inita ( non c’è niente di de inito perché ciò che de inisce è l’intelletto )
4. è irrazionale
5. è senza inalità ( non ce alcun valore morale, il rapporto di causa è nell’intelletto )
6. è libera ( non è determinata da nulla , non ce nulla che la condizioni, neppure le forme pure )
7. è volontà di vivere

IN SINTESI : tutto deriva dalla volontà, da un’unica volontà inde inita, libera, senza scopo, eterna. È una forza
irrazionale perché non domina l’intelletto, è una volontà che tende ad a ermare se stessa .
Cercando di concentrarmi sul corpo percepisco dall’interno, riesco a coglierla nel modo con cui si manifesta
dentro di me la volontà ( che è anche la volontà di vivere, il bisogno, la pulsione ) . Ogni cosa che appartiene al
mondo viene dalla volontà che prende forme diverse ( es. albero, vulcano, roccia, uomo etc… )
Guardando dentro di me colgo il legame con la volontà e le sue caratteristiche .
È LA PRIMA VOLTA CHE SI AFFERMA IRRAZIONALE UN PRINCIPIO METAFISICO.

CHI COGLIE LA VOLONTÀ -> IL FILOSOFO

N.B. ! = Schopenhauer rispondi ad alcuni concetti di Platone ( l’ idea ).


L’idea per Schopenhauer è l’archetipo da cui tutte le cose derivano. Ad esempio una prima volta la
volontà si determina in un’idea, quella di albero, che poi diventano tutti gli alberi presenti in natura.
L’idea è ciò che consente alla volontà di manifestarsi nelle in inite cose presenti in natura. Tutto nel
cosmo deriva ed è in luenzato dalla volontà, tutto risente di quest’ultima!
Noi uomini come risentiamo della volontà? Nei nostri bisogni, negli istinti che abbiamo.
La volontà ha lo scopo di conservare se stessa e questo si manifesta in ogni aspetto del creato / reale,
dunque tutto ne risente. Noi abbiamo l’istinto di conservare la nostra vita per preservarci .
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I PESSIMISMI ( ESISTENZIALE , COSMICO , STORICO )

1. IL PESSIMISMO ESISTENZIALE ( riguarda l’uomo )

La vita dell’uomo è un continuo rincorrere desideri, il continuo soddisfare i propri bisogni ( ho un desiderio e
faccio di tutto per arrivare rincorrere quel desiderio ) .
È questa la causa scatenante della so erenza dell’uomo : il DESIDERIO IRREFRENABILE di soddisfare i bisogni.
È NATURALE il dolore nell’uomo, poiché è causato dalla mancanza di ciò che soddisfa quel bisogno.

es.
HO FAME E SODDISFO IL MIO BISOGNO .
Nel momento in cui lo faccio questo “dolore” sembra cessare e sono momentaneamente felice, poiché
dopo poco subentrerà un altro bisogno da soddisfare e so rirò ancora.

LA FELICITÀ NON È ALTRO CHE UNA MOMENTANEA PAUSA DAL DOLORE, PERCHÉ LA VITA
DELL’UOMO È DOLORE.

La NOIA è peggiore del dolore, perché almeno ino a che


« L A VI TA D E LL’UOMO
c’è dolore c’è tensione, cioè ricerca, mi rendo conto di avere
OSCIL L A C OM E U N PE ND O LO
uno scopo. La noia è lo stadio successivo alla felicità, subito
D I QUA E DI L A T RA IL D OLOR E dopo aver soddisfatto il mio desiderio. È una situazione di
E L A NOI A » stallo dove non siamo vivi .

L’AMORE e il PESSIMISMO :

L’amore non è nient’altro che ILLUSIONE, non è un sentimento ma soltanto un inganno della volontà .
Esso è solo un mascheramento dell’attrazione isica verso l’altro sesso ( perché lo scopo della volontà è
conservare se stessa, dunque ha bisogno che gli uomini procreino ) .
A supporto della sua tesi, Schopenhauer dice che noi uomini ci innamoriamo solo quando siamo giovani, quando
siamo attivi dal punto di vista sessuale / fertili. Questo però non è amore, è solo attrazione isica ( lui pensa al
matrimonio quando ormai è vecchio ) .

2. IL PESSIMISMO COSMICO ( riguarda tutte le cose )

Qualsiasi cosa in natura può essere spiegato come una lotta di forze contrastanti .

es.
L’ACQUA CONTRO IL FUOCO / LA TERRA CONTRO L’ACQUA / LA CATENA ALIMENTARE DEGLI UOMINI …
IL SEME CHE FUORIESCE DALLA TERRA ( richiamo ad Eraclito con la “lotta dei contrari” )

Ecco che tutto so re perché tutto tende ad a ermare se stesso dominato dalla volontà : dunque non è solo l’uomo
a so rire, ogni aspetto dell’universo so re .
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2. IL PESSIMISMO COSMICO ( riguarda tutte le cose )

Qualsiasi La storia. va avanti per lotte / contrasti / opposizione . La storia ci dimostra la so erenza .

( Hegel vedeva questo scontro tra contrari come positivo, Schopenhauer lo vede come negativo categorico ) .

« HEG E L » « SCHO PENHAUE R »

RAZIONALE, SISTEMATICO & IRRAZIONALE, SENSIBILE &


OTTIMISTA PESSIMISTA

ASSOLUTO FINITO : il inito ha poca importanza IL SINGOLO : la sua iloso ia mette in evidenza il
rispetto all’Assoluto perché il inito ha senso solo singolo, inteso come esistenza di ciascuno. Si da
nell’Assoluto . importanza alla vita di ciascuno, all’individualità .

IL SUICIDIO e il PESSIMISMO :

Per lui si suicida chi non accetta che la sua vita vada in una certa direzione. Dunque chi è molto attaccato alla vita
si suicida ( mentre chi vorrebbe vivere in un altro modo lo fa ) .
Dietro all’attaccamento della vita c’è la vittoria della volontà perché è voglia di vivere ( voglia di vivere in
un’altra maniera perché quel vivere non ti piace ) .
Inoltre se muore un singolo, la volontà non ne risente : il SUICIDIO è INUTILE (confronto con i romantici la cui
massima espressione dei loro sentimenti era il suicidio ). La volontà è indi erente alla morte di uno, perché
continua a ria ermarsi in altro .

LE TRE VIE DI LIBERAZIONE DALLA VOLONTÀ ( L’ARTE , L’ETICA , L’ASCESI )

1. L’ARTE ( ci libera momentaneamente dalla realtà )

L‘artista è un genio, ha una sensibilità diversa che lo porta a creare una vera opera d’arte. Quando la realizza non
imita qualcosa che sta nella natura.

es.
Van Gogh dipinge il cielo stellato ma non lo fa in base a ciò che vede mai in base a ciò che sente.

RIPRODUCE L’IDEA ( = archetipo dietro il quale la volontà di determina ) .

Nel momento in cui l’osservatore guarda l’opera è perso, concentrato, assorto dall’idea. Egli si dimentica
di se stesso, si stacca dal modo con cui la volontà lo condiziona.

L’uomo viene “rapito dal dipinto” e si dimentica di tutto il resto ( se ho fame non la ho più
MOMENTANEAMENTE ) .

In questa fase quindi, la volontà non vince, non condiziona l’uomo —> sto raggiungendo lo stato di NOLUNTAS
( annullamento della volontà e di come essa mi condiziona ) .

Supero così l’individualismo, so oco momentaneamente il modo in cui la volontà mi condiziona.


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2. L’ETICA o MORALE ( ci parla di tre concetti : GIUSTIZIA , VOLONTÀ , COMPASSIONE )

« GI UST I ZIA » « VOLO NTÀ » « CO MPASSI ON E »

Stato in cui ciò che è MIO resta MIO Stato di chi NON PENSA SOLO Stato compassionativo . Dal
e ciò che TUO resta TUO. Sono le AL PROPRIO BENE, ma lavora per latino “CUM - PATIRE” ovvero
leggi che regolano la società civile. il bene dell’altro. sentire le so erenze che prova
Se io riesco a rispettare ciò che è Facendo questo io mi dimentico l’altro.
tuo senza far rivelare il mio egoismo, di me stesso e tengo così bada la Se io mi concentro sulle
riesco a mettere a tacere la volontà. mia volontà. so erenze altrui, mi dimentico
Devo cercare di lavorare per la ( L’uomo ci prova ma non sempre delle mie e non mi concentro
giustizia e tenerla bada . ci riesce ) su me stesso .

3. L’ASCESI ( è un atteggiamento, una scelta di vita che può prendere due direzioni : LA POVERTÀ & LA CASTITÀ )

L’asceta cerca di NON DARE IMPORTANZA A TUTTO CIÒ CHE RIGUARDA IL SUO ESSERE SENSIBILE : non mangia,
non cerca i beni materiali, non cerca soddisfazioni sessuali, perché cerca il senso profondo della vita.

Dato che è la volontà che ci condiziona, se io riuscissi a non credere più alle sue lusinghe ( es. desiderio sessuale )
mi abituo a dominarla. Supero il mio individualismo perché NON SODDISFO PIÙ I MIEI BISOGNI ( es. San
Francesco ) .

L’asceta non ha bisogno di niente, È DAVVERO LIBERO. ( Oggi la nostra società ci crea il bisogno, dunque siamo
tutti schiavi di essa ) . Praticando la castità e lasciando tutti i beni materiali raggiungo lo stato di NOLUNTAS .
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