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LIBRO 1.

DALLE ORIGINI ALLA FINE DEL 300

IL MEDIOEVO
● Il termine medioevo indica il periodo che inizia alla fine dell’età antica e finisce all' inizio
di quella moderna.
● Inizia nel 496 dalla caduta dell’impero romano d’occidente e finisce con la scoperta
dell'America nel 1492.
● Si suddivide in BASSO e ALTO medioevo.
● Nel medioevo le condizioni di vita migliorano e c'è la nascita dei mercanti, banchieri,
comuni,ecc…
● I primi documenti i italiano risalgono al medioevo ovvero:
→ L’INDOVINELLO VERONESE: scritto tra l’ottavo e il nono secolo sembra di
descrivere il lavoro di un aratore ma in realtà descrive il lavoro di uno
scrittore.Attualmente si trova nella biblioteca di Verona.
→ PLACITO CAPUANO: scritto nel 960 è un documento ufficiale che tratte
dell'appartenenza delle terre.
● I 4 GRUPPI DELLA POESIA LIRICA:
→ a) POESIA RELIGIOSA: San Francesco d’Assisi→ il cantico delle creature
→ b) POESIA LIRICA:
- SCUOLA POETICA SICILIANA: Jacopo Da Lentini
- SCUOLA POETICA TOSCANA
- SCUOLA COMICO REALISTICA: Cecco Angiolieri
- IL DOLCE STIL NOVO : movimento poetico con città principali Firenze e
Bologna. Il padre del dolce stil novo è Guido Guinizzelli. Gli autori principali del
dolce stil novo sono: Dante Alighieri, Guinizzelli e Cavalcanti. Il tema principale
è l'amore e la donna viene vista come un angelo.

DANTE ALIGHIERI
VITA
● Nasce nel 1265 a Firenze e muore nel 1321 a Ravenna.
● Studiò grammatica, retorica, filosofia e teologia.
● Fu un poeta stilnovista.
● Sposò Gemma Donati
● Il suo vero amore fù Beatrice.
● In politica fù un guelfo bianco.
● Fù condannato all’esilio perché si oppose al papa e fù pure accusato di baratteria.

OPERE
● Le opere in latino sono: De vulgari eloquentia, monarchia,ecc…
● Le opere in volgare sono le rime, la vita nova e la DIVINA COMMEDIA.

LA DIVINA COMMEDIA

● La Commedia prende questo nome dal suo finale che è lieto e perché è scritto in un
linguaggio umile.
● L'aggettivo divina lo aggiunge Boccaccio però.
● La Divina Commedia è un poema allegorico perché nasconde dei simboli e didascalico
perché ha un insegnamento.
● Il poema è strutturato in 3 cantiche (paradiso,purgatorio,inferno) ognuna contenente 33
canti più 1 d'introduzione. Le tre guide che accompagnano Dante nel poema sono Virgilio
nell’inferno e nel purgatorio, Beatrice nel paradiso e San Bernardo da Dio Empireo.
● Le tre fiere sono il leone, la lupa e la lonza.

→ L’INFERNO
- l’ inferno è composto da 9 cerchi suddivisi in antinferno, alto inferno e basso inferno.
- La legge del contrappasso dice che la prima pena è uguale al peccato commesso e la
seconda opposta ad essa.

→ IL PURGATORIO
- il purgatorio è composto da 2 balze e 7 cornici suddivisi in antipurgatorio, purgatorio e
paradiso terrestre.
- nel purgatorio vanno le anime che si sono pentite.

→ IL PARADISO
- il paradiso è composto da 9 cieli.

BRANI:
● *Canto V (Paolo e Francesca): da ‘La Divina Commedia’
Dante e Virgilio entrano nel II cerchio dell’Inferno, dove sono puniti i lussuriosi (coloro
che in vita si fecero dominare dalla passione). Le anime dei lussuriosi vengono trascinate
nell’aria da una bufera infernale. Dante vede due anime, uniche tra tutte, che sono
abbracciate e vuole parlare con loro. Il vento trasporta le due anime verso i due poeti e
Dante chiede loro di parlare. La donna (Francesca) racconta di essere nata a Ravenna e
gli racconta del suo amore per Paolo e di come sono stati uccisi. La parte più profonda
dell’Inferno, dove sono puniti i traditori dei parenti, attende Gianciotto che tolse ai due
innamorati la vita.
Gli racconta che un giorno lei e Paolo stavano leggendo la storia di Lancillotto e della
regina Ginevra, moglie di re Artù. Quando lessero del bacio tra i due, Paolo baciò
Francesca e lì iniziò il loro amore. Mentre lo spirito di Francesca pronunciava queste
parole, lo spirito di Paolo piangeva. Dante per la tristezza perse i sensi e cadde come un
corpo morto.

● *Canto XXXIII (Ugolino della Gherardesca e l’arcivescovo Ruggeri): da ‘La Divina


Commedia’
Dante vede due dannati immersi nella stessa buca, uno dei quali rode ferocemente il cranio
dell’altro: il conte Ugolino della Gherardesca morde il cranio dell’arcivescovo Ruggeri.
Ugolino inizia a raccontare la sua storia:
accusato di aver tradito Pisa, fu rinchiuso in una torre insieme ai figli e ai nipoti e lasciato
morire di fame. Questa torre si chiama torre della Muda o “torre della fame”. Una notte fa
un triste sogno sul suo destino – ha sognato che lui e i figli sono dei lupi e che
l’arcivescovo da loro la caccia per ucciderli. Quando si sveglia, Ugolino sente piangere i
suoi figli affamati. Per due giorni restano tutti in silenzio. Al quarto giorno uno dei figli si
getta ai suoi piedi e gli chiede di aiutarlo. Uno ad uno iniziano a morire e lui con la vista
offuscata cammina sui loro corpi. Ugolino dice che alla fine la fame fu più potente del
dolore. Dopo aver raccontato la storia, Ugolino morde di nuovo il cranio di Ruggeri. Alla
fine del canto Dante si rivolge a Pisa, dicendole che anche se Ugolino l’aveva tradita, non
doveva sottoporre i figli a tale dolore.

FRANCESCO PETRARCA
VITA
● Francesco Petrarca nacque ad Arezzo e morì ad Arquà.
● Si trasferì in Francia più esattamente ad Avignone con suo padre.
● Frequento la facoltà di legge di Montpellier.
● Si innamora di Laura dopo averla vista nella chiesa di Santa Chiara.
● Fu chierico/prete.
● Strinse amicizia con Boccaccio.
● Fù filologo ovvero riscriveva testi antichi.
OPERE

● Le opere in latino sono : Africa, Secretum, epistolario, ecc…


● Le opere in volgare sono il Canzoniere e i Trionfi.

IL CANZONIERE
● Il Canzoniere e una raccolta di 366 poesie (sonetti, canzoni, ballate) in volgare ovvero
una poesia per ogni giorno dell'anno più una introduttiva.
● Il suo vero titolo è frammenti di cose in volgare.
● Il Canzoniere è suddiviso in liriche in vita di Laura e liriche in morte di Laura infatti
come tema principale troviamo l’amore ma non solo anche la natura, la politica, la
religione e la vita di Petrarca.

*Chiare, fresche et dolci acque: da ‘Il Canzoniere’


canzone di 5 strofe + un congedo (saluto)
tematiche:l’ amore per Laura, natura, morte, dolore

Petrarca ricorda la figura di Laura che si bagna nelle acque del fiume Sorga, a Valchiusa. Le
acque sono chiare, fresche e dolci. L’albero nobile e gentile perché toccato da Laura. L’erba, i
fiori, l’aria sono sacri per la presenza di Laura.
Petrarca spera che in futuro il suo corpo venga sepolto in questi luoghi cari al suo ricordo. La
morte sarà meno dolorosa per il poeta se porta nel suo cuore questa speranza.
Petrarca immagina di essere morto e che Laura torni in questi luoghi desiderosa di vederlo. Qui
troverà la tomba del poeta, davanti alla quale si commuoverà e verserà lacrime d’amore.
Laura si sedette avvolta da una nuvola di fiori. I capelli di Laura sembravano d’oro lucente.
Sembrava come se dicesse: Qui regna Amore.
Petrarca preso dallo stupore disse: Lei sicuramente è nata in paradiso. Gli piace così tanto questa
riva tutta verde d’erba che altrove non trova pace.
Congedo: il poeta invita la sua canzone a lasciare questo luogo di pace e ad andare tra la gente
per farsi conoscere.

GIOVANNI BOCCACCIO
VITA
● Giovanni Boccaccio nasce e muore a Certaldo.
● Nella vita si trasferirà a Napoli per fare commercio dove conoscerà Maria, denominata da
lui Fiammetta.
● Stringe amicizia con Petrarca.
● Lavoro come chierico.
● Commento la DIVINA Commedia è infatti li aggiunse questo aggettivo.

OPERE
● Opere del periodo napoletano sono: la caccia di Diana e Tesedia.
● L’ opera del periodo fiorentino invece è il Decameron.

IL DECAMERON
● Il decameron è una raccolta di 100 novelle suddivise in 10 giornate.
● I novellatori delle storie sono 10 ovvero 7 donne e 3 uomini.
● Decameron significa 10 giorni ed è ambientato a Firenze durante la peste bubbonica.

TRAMA: 7 donne e 3 uomini si incontrano nella chiesa di Santa Maria Novella e decidono di
rifugiarsi in una villa sui colli fiorentini per fuggire dalla peste. Ogni giorno viene eletto un re o
una regina tra di loro che decidono come organizzare la giornata. Durante i 10 giorni ogni
giovane racconta una novella.

*Andreuccio da Perugia: da ‘Il Decameron


tematiche: la fortuna e l’ingenio
Andreuccio da Perugia si occupa della compravendita di cavalli. Decide di andare a Napoli per
acquistare qualche cavallo da rivendere. A Napoli si sistema in un albergo. La mattina dopo va al
mercato per vedere diversi cavalli, ma non compra nessuno. Per non far pensare ai venditori che
gli manca denaro, mostra un po’ a tutti la sua borsa piena di monete d’oro. Una giovane
prostituta siciliana vede la borsa con tutte quelle monete. Nel frattempo Andreuccio incontra una
vecchia che lo riconosce (era la sua babysitter). La giovane prostituta corre dalla vecchia per
chiederle informazioni su Andreuccio.
Dopo essere tornata a casa, la prostituta manda la sua cameriera da Andreuccio per invitarlo a
casa sua. La prostituta, avendo le informazioni che le ha dato la vecchia, convince Andreuccio di
essere suo fratello. Un giovane servo accompagna Andreuccio in camera e gliela mostra, ma
soprattutto lo stanzino con il bagno. Rimasto solo, entra nello stanzino e cade nella ‘cacca’ (a
causa di un trabocchetto sul pavimento). La ‘sorella’ nel frattempo gli ruba le monete.
Due uomini venivano verso di lui con una lanterna in mano e gli dicono che sono due ladri che
vanno a rubare. Gli chiedono se voleva andare con loro. Decidono di legare Andreuccio e di
mandarlo nel pozzo a lavarsi, ma vedono delle guardie e scappano. Le guardie, quando tirano la
fune per prendere il secchiello, vedono Andreuccio e si spaventano.
Andreuccio cammina e incontra nuovamente i due ladri. Gli spiegano che vogliono rubare i
gioielli che si trovano su un cadavere in una tomba nel duomo. Andreuccio, disperato, accetta.
Rompono una finestra ed entrano nel duomo, sollevano il coperchio della tomba e decidono di
mandare dentro Andreuccio. Andreuccio entra e prende l’anello del morto, dicendo ai ladri che
l’anello non c’era. Nel frattempo allunga ai ladri altre cose di valore del morto. I due ladri,
convinti che l’anello non ci fosse, chiudono Andreuccio nella tomba e se ne vanno. Andreuccio
sviene e quando rinviene cerca di aprire la tomba, senza riuscirci. Vengono altri ladri che
vogliono entrare nella tomba e si spaventano. Andreuccio esce dalla tomba, mette l’anello in
tasca, torna in albergo e paga il contro. Non vedeva l’ora di raccontare la sua storia agli amici.

IL QUATTROCENTO

L’UMANESIMO
● L’umanesimo è un movimento culturale che mette in primo piano l’uomo e attribuivano
molta importanza alla vita terrena.
● L’uomo infatti viene visto come artefice del proprio destino.
● In questo movimento recuperano i classici greci e latini.
● Nasce la disciplina della FILOLOGIA.
● Ci fù l’invenzione della stampa da parte di Gutenberg.
● Leon Battista Alberti organizzò una gara poetica sul tema dell'amicizia in volgare a
Firenze.
● La corte più importante in quel periodo sono i De Medici.

LORENZO DE MEDICI
VITA
● Lorenzo De Medici nacque a Firenze e morì a Careggi.
● Ricevette un'educazione umanista.
● Si innamorò di Lucrezia Donati però sposò Clarice.
● Fù un mecenate ovvero colui che proteggeva gli studiosi e gli artisti.
● Fù soprannominato il MAGNIFICO perché sotto la sua guida a Firenze c'era pace.
● CONGIURA DEI PAZZI: volevano ucciderlo ma un amico lo salva - suo fratello muore
OPERE
- Rime,
- Ambra,
- CANTI CARNASCIALESCHI.

CANTI CARNASCIALESCHI
● Sono canzoni a ballo composte per il carnevale scritte in un linguaggio semplice.
● Il ritornello si ripete ed nella canzone si trova dei diminutivi.
● TEMI: il tempo che passa, essere felici nel presente

Canzone di Bacco e Arianna: da Canti Carnascialeschi

PERSONAGGI:
● BACCO: dio del vino
● ARIANNA: sposa di Bacco
● NINFE: ragazze del bosco
● SATIRI: divinità con caratteristiche umane
● SILENO: satiro ubriaco
● MIDA: quello che tocca diventa oro

Ritornello: la giovinezza è il periodo più bello, bisogna cercare di divertirsi ed essere felici ora,
perché non si sa cosa accadrà in futuro.
Sul primo carro ci sono Bacco (Dio del vino) e Arianna (figlia del re di Creta e sposa di Bacco)
belli e innamorati. Ci sono le ninfe e altre persone che sono contente.
Ci sono i satiri (divinità con caratteristiche animalesche – coda, corna, zampe di capra) che sono
innamorati delle ninfe. Sono eccitati dal vino di Bacco e ballano e saltano. Le ninfe mischiate ai
satiri, suonano e cantano.
C’è Sileno (uno dei satiri, un dio silvestre, figlio di Pan), trasportato da un asino, ubriaco e
allegro, grasso e vecchio. Anche se non riesce a stare in piedi, ride e si diverte.
Dietro a tutti questi personaggi viene Mida, mitico re di Frigia che, dopo aver ricevuto da Bacco
il dono di trasformare tutto in oro ciò che toccava, si rese conto di essere diventato il più infelice,
perché non poteva nemmeno bere e mangiare.

IL CINQUECENTO
RINASCIMENTO E CONTRORIFORMA
IL RINASCIMENTO

● Il rinascimento è un movimento culturale, artistico e letterario che nasce a Firenze.


● L’uomo si trova al centro del mondo.
● Dopo la morte del Magnifico ci fù un periodo di crisi e guerra.
● Gli esponenti principali sono ARIOSTO E MACHIAVELLI.
● LA QUESTIONE DELLA LINGUA: si voleva trovare una lingua comune, Pietro Bembo
dice che si deve prendere spunto della lingua usata da Petrarca e Boccaccio, è infatti in
fine prevale la sua teoria.

LA CONTRORIFORMA
● La controriforma è la reazione della chiesa cattolica alla riforma protestante iniziata con
le 95 tesi di Martin Lutero.
● In questo movimento si inaugurò il concilio di Trento ovvero una riunione di vescovi sul
cristianesimo.
● Nasce anche l’indice dei libri proibiti ovvero un elenco di libri proibiti dalla chiesa.
● Venezia però ebbe una cultura libera.
● Nasce anche il petrarchismo ovvero l'imitazione della poesia di Petrarca.

TORQUATO TASSO
VITA
● Nasce a Sorrento e muore a Roma.
● Ricevette un'educazione umanistica e studio lettere ed eloquenza.
● Lavorò per la famiglia D’Este.
● Fù rinchiuso perché offese il Duca e venne rinchiuso nell'ospedale di Sant’Anna per 7
anni.

OPERE
- Gerusalemme liberata
- Rime
- Epistolario
- Aminita
- …

GERUSALEMME LIBERATA
● Gerusalemme liberata è un poema cavalleresco scritto in ottave e composta da 20 canti.
● Fù dedicata ad Alfonso d’Este.
● Racconta della prima crociata.
● La narrazione si divide in 3 parti:
- i crociati arrivarono a Gerusalemme
- opposizione dell’inferno
- conquista di Gerusalemme (Goffredo)

● I temi principali sono la guerra tra cristiani e saraceni, la religione, l’amore, la magia,...
● I personaggi principali sono: Goffredo, Tancredi ,Clorinda, Rinaldo,...

TORQUATO TASSO

*Proemio: da ‘Gerusalemme liberata’


● Dedicato ad Alfonso d’Este
● Tratta di Goffredo va a gerusalemme per liberare il santo sepolcro di cristo
● Prende ispirazione dalla musa Urania

Diviso in 3 parti:
1. Introduzione all’argomento:
Tasso parlerà di armi devote e del condottiero che liberò il Santo Sepolcro di Cristo. (Goffredo
di Buglione, che guidò la prima crociata). Egli agì molto con saggezza e con forza, sopportò
molte sofferenze per la conquista di Gerusalemme; inutilmente si opposero a lui forze infernali e
combatterono contro di lui varie popolazioni.

2. Invocazione della Musa ispiratrice:


La musa è Urania, musa ispiratrice di poesia epica, ha una corona d’oro di stelle immortali.
Tasso le chiede di ispirarlo e le chiede di perdonarlo se mescola finzione alla verità storica.

3. Dedica al protettore del poeta:


Dedica ad Alfonso, il quale guida in porto Tasso. Gli dice di accogliere con benevolenza questo
mio poema che gli offre. Gli dice che è destinato a imitare Goffredo, di ascoltare i suoi versi e di
prepararsi alla guerra.

*Tancredi e Clorinda: da ‘Gerusalemme liberata’

La bella guerriera pagana Clorinda decide di entrare nell’accampamento cristiano per incendiare
la torre di Gerusalemme. Per non farsi riconoscere, abbandona la sua armatura bianca e travestita
esce dalla città con Agramante. I due appiccano il fuoco alla torre, Argante riesce ad entrare,
Clorinda rimane fuori. Mentre cerca una via di scampo, Tancredi, innamorato di lei, la
raggiunge e, senza riconoscerla, la sfida a duello. I due si scontrano come due tori gelosi e
infiammati. Queste imprese sono così memorabili che dovrebbero venir fatte di giorno davanti ad
un pubblico. Si colpiscono anche con le impugnature, con gli elmi e con gli scudi.
Tancredi vede che il nemico perde molto sangue ed è felice. Interviene l’autore dell’opera,
Tasso, e dice a Tancredi che se sopravvivrà i suoi occhi verseranno tante lacrime quanto tutto
quel sangue. Alla fine Tancredi la infilza con la spada nel seno. La spada riempie di sangue la
veste ricamata d’oro. Clorinda non ha forze e si sente morire. Gli chiede di battezzarla. Tancredi
riempie l’elmo con acqua per battezzare l’avversario. Toglie l’elmo all’avversario e resta senza
parole incapace di muoversi. Capisce che si tratta della sua amata e si abbandona al dolore.

LUDOVICO ARIOSTO
VITA
● Nasce a Reggio Emilia e muore a Ferrara.
● Studiò legge.
● Lavorò per Ippolito d’Este.
● Sposò Alessandra Benucci.
● Fu nominato governatore della Garfagnana.

OPERE
- Orlando furioso
- rime
- epistolario
- satire

L’ORLANDO FURIOSO
● L’Orlando furioso è un poema cavalleresco composto da 46 canti.
● Dedicato ad Ippolito d’Este.
● Orlando furioso è la continuazione dell’opera Orlando innamorato di Boiardo.
● Tratta della guerra tra i cristiani di Carlo Magno e i saraceni di Agramante.
● Esistono 3 edizione diverse.
● Suddiviso in 3 filoni narrativi:
- guerra tra cristiani e saraceni
- l’amore di Orlando per Angelica
- amore tra Ruggero e Bradamante (antenati della famiglia d’Este)
● Personaggi: Carlo Magno
● Agramante
- Orlando
- Angelica
- Ruggero
- Bradamante
- Medoro
- Astolfo
● I temi principali sono la guerra, l’amore, la morte, la magia, la follia di Orlando e la
religione.

*Proemio e antefatto: da L’Orlando furioso

Proemio
Diviso in 3 parti:
1. Introduzione all’argomento: Ariosto parlerà di donne, cavalieri, armi, amori e audaci
imprese che avvennero al tempo in cui i mori attraversarono il mare e causarono molti danni in
Francia, seguendo il loro re Agramante, che voleva vendicare la morte di suo padre, Troiano
(ucciso da Orlando), combattendo contro Carlo, imperatore del Sacro Romano Impero.
2. Invocazione della musa ispiratrice: racconterà di Orlando cose mai dette prima, che impazzì
per amore per Angelica. La musa di Ariosto è Alessandra Benucci.
3. Dedica al protettore del poeta: dedica ad Ippolito, figlio di Ercole, gli dice di accettare
questo dono (il poema). Non deve dire che è poco, perché gli dona tutto quello che ha.
Parlerà anche di Ruggiero, capostipite della famiglia d’Este.

Antefatto
Orlando innamorato di Angelica, decide di tornare con essa in Occidente, dove sotto i monti
Pirenei era accampato in un campo aperto Carlo Magno. Orlando arriva poco prima della
battaglia, ma si pente di essere arrivato poiché gli fu tolta la sua donna. Dall’Occidente
all’Oriente l’aveva difesa, ora gli fu tolta. L’imperatore Carlo Magno gliela tolse. Carlo che non
voleva litigi, diede Angelica al duca di Baviera, vecchio consigliere dell’imperatore. Carlo disse
che Angelica andrà a colui che ucciderà più nemici. Ma i cristiani furono messi in fuga. Il duca
di Baviera fu fatto prigioniero e perciò la tenda in cui c’era Angelica rimase priva di
sorveglianza. La fanciulla, che doveva essere il premio del vincitore, era salita in sella e al
momento opportuno fuggi. Entro in un bosco e incontro un cavaliere a piedi: Rinaldo.
*Orlando pazzo per amore: da L’Orlando furioso
Orlando ancora in cerca di Angelica, giunge in un luogo dove scopre dappertutto i segni
dell’amore di lei per Medoro. Cammina per il bosco tutta la notte e allo spuntar del Sole torna
presso il luogo dove Medoro aveva inciso l’epigramma (M+A), cioè l’iscrizione che celebra
l’amore per Angelica. Inizia a provare odio, rabbia, ira e furore e prende la spada. Spezzo
l’iscrizione e la roccia su cui essa era incisa. Distrugge tutto: la grotta e ogni albero su cui si
leggono i nomi Angelica e Medoro. Prende e getta sassi e tronchi nel fiume. Stanco e bagnato di
sudore cade a terra e sospira al cielo. Rimane così senza cibo e senza dormire per 3 giorni. Il
dolore cresceva e lo conduceva verso la pazzia. Il quarto giorno sconvolto dalla follia si squarcia
l’armatura. L’elmo, lo scudo, l’armatura, la corazza erano sparpagliate per il bosco. Si tolse i
panni e rimase nudo. Sradico un pino al primo scrollone. Ne sradico altri e fece lo stesso con altri
tipi di alberi.
I pastori hanno sentito i rumori, lasciarono il gregge e vennero a vedere cosa stava succedendo.
Nel terrore si voltano per fuggire. Il pazzo veloce si muove e uccide un contadino staccandogli la
testa. Abbatte altri due contadini, gli altri scappano. Il pazzo inizia ad inseguire il gregge.
Gli agricoltori lasciano il lavoro nei campi e si nascondono sui tetti delle case e delle chiese.
Orlando continua a rompere tutto. Dal monte si vede arrivare persone con archi, aste appuntite e
fionde per assaltare il pazzo.
Migliaia di contadini si stringono intorno a Orlando per ucciderlo, ma riesce a sbaragliare. Entra
in un villaggio, abbandonato dagli abitanti fuggiti in preda al terrore. Trova cibo ed inizia a
mangiare. Dava la caccia agli uomini e agli animali – capre, daine, orsi, cinghiali – li uccise a
mani nude.

NICCOLÒ MACHIAVELLI - rinascimento

VITA
● Nacque a Firenze dove morì
● Diventò segretario della seconda cancelleria.
● Quando i Medici persero il loro potere fù costretto a lasciare Firenze.
● Machiavelli fu torturato per aver partecipato a un complotto dei Medici.
● Fù nominato storico ufficiale.
● Lo emarginarono dalla politica perché accusato di aver sostenuto i Medici.

OPERE
- il principe
- l'epistolario
- storie fiorentine
- Mandragola

IL PRINCIPE
● Il principe è un trattato politico composto da 26 capitoli.
● Dedicato a Lorenzo II de Medici.
● Si suddivide in 4 sezioni ovvero:
- parla dei diversi tipi di principato come (ereditario, nuovo, misto)
- parla delle milizie mercenarie (milizia pagata) e dei eserciti formati da cittadini
- come dovrebbe sembrare il principe ideale
- elenco di alcune cause per cui alcuni principi italiani hanno perso i loro stati e
invita Lorenzo a liberare l'Italia dai francesi e spagnoli.
● I temi principali sono la politica, il principe ideale, i tipi di principato, la qualità dei
principi,...
● Secondo Machiavelli il principe doveva essere coraggioso, furbo, non sempre buono,
astuto come una volpe e forte come un leone e non deve agire per interesse personale ma
per il popolo.
● Il principe ideale secondo Machiavelli e Cesare Borgia.

La “verità effettuale”: da Il Principe

In questo brano vengono descritte le qualità che deve possedere un principe.


Il principe deve analizzare la verità effettuale, ovvero la realtà come è nei fatti. Importante che
un principe, per mantenere il potere, impari a poter essere non buono. I principi, per essere posti
ancora più in alto degli altri, sono giudicati. Alcuni principi vengono considerati: munifici
(liberali), miseri, capaci di donare, rapaci, crudeli, pietosi, fedeli, vili, coraggiosi, cortesi,
superbi, leali, astuti, rigidi, severi, religiosi… È necessario che un principe sia tanto saggio da
evitare i vizi che gli farebbero perdere il potere e attenersi a quei vizi che portano il potere.

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