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ARTHUR BACKGROUND

CAP 1: FRATELLI DI SANGUE


Samantha e Kurt Denoir, i genitori di Arthur, erano una umile e normale famiglia di contadini,
quando la loro vita fu sconvolta, non una, ma ben due volte, dalla nascita dei loro due figli. Elijah, il
primogenito, si rivelò infatti, sin dalla tenera età, capace di controllare il mana intrinseco nel suo
nucleo magico. I suoi genitori cercarono di scoraggiare il ragazzo dall’ utilizzo della sua magia,
avendo paura sia di una sua possibile corruzione, dovuta ad un uso improprio dei suoi poteri, sia
del rischio di attirare le attenzioni della inquisizione, cosa questa che avrebbe segnato la sua vita
per sempre. Ma Elijah non li ascoltava, era attratto dalla magia e non riusciva a concepire per
quale motivo avrebbe dovuto nascondere questa parte di sé e decise quindi di continuare a
praticarla di nascosto.
Passarono 4 anni tranquilli e nacque Arthur che, come il fratello, si rivelò
anche lui propenso all’ utilizzo del proprio mana. Di fronte a questa scoperta i
Denoir decisero quindi di allontanarsi dalle campagne intorno alla città per
poter trovare un luogo più sicuro, in cui crescere i loro figli. Purtroppo,
durante il tragitto, la carovana della famiglia fu attaccata dall’ inquisizione
che, tramite le loro spie, era già venuta a conoscenza della esistenza dei due
ragazzi e dei loro poteri. Kurt e Samantha provarono ad opporsi, ma i loro
sforzi furono inutili.
I genitori furono uccisi mentre i due ragazzi, dopo essere stati nascosti dalla
Arthur
madre, si stavano rifugiando all’ interno del carro con cui avevano viaggiato.
Arthur era ancora troppo piccolo per capire che cosa stesse succedendo,
mentre Elijah, avendo raggiunto i 10 anni e grazie ai suoi poteri, riuscì a seguire tutta la battaglia.
Il giovane, infatti, vide come le fonti di mana dei suoi genitori iniziarono man mano ad affievolirsi
fino a scomparire una volta uccisi dagli uomini dell’ inquisizione.
Se solo fosse stato più forte, se solo fosse stato in grado di controllare a pieno i suoi poteri questo
non sarebbe successo, continuava a ripetersi Elijah mentre gli assassini dei loro genitori iniziavano
ad avvicinarsi al carro attratti dal pianto di suo fratello.
E proprio quando uno di loro stava per aprire le tende del carro, Elijah percepì una nuova presenza
magica, così forte e sinistra, ma al tempo stesso calma e controllata, raggiungere il luogo dello
scontro. Il ragazzo che fino a quel momento non era stato in grado di muoversi, attanagliato dalla
paura lasciò il fratello e uscì fuori dal suo nascondiglio, attirato dalle urla di dolore degli uomini
dell’ inquisizione e dalle tracce di mana liberate nell’ aria dal lancio di incantesimi.
La scena era raccapricciante, la zona in cui si trovavano, precedentemente boschiva, era stata
completamente rasa al suolo, in pochi minuti quella che doveva essere stata una intera squadra di
soldati professionisti era stata annientata. Alcuni di loro erano stati trafitti da lance luminose di
mana concentrato di un color rosso cremisi, mente gli altri erano andati incontro ad una fine
anche peggiore, avvolti e consumati da oscure fiamme nere.
Una giovane e attraente donna, probabilmente la
responsabile del massacro, si ergeva al centro Demetra

della scena. La figura indossava una semplice ed


elegante veste nera, con un cappuccio che le copriva i lunghi capelli castano scuro, ma che le
lasciava invece parzialmente scoperto il petto dove era messo in mostra un tatuaggio luminoso
raffigurante una spada rosso cremisi rovesciata.
“E così sei tu il ragazzo benedetto dal mana” disse la donna avvicinandosi ad Elijah.
“Chi sei? E dove sono i miei genitori?” chiese il giovane non vedendo i suoi parenti fra i corpi
intorno a lui.
“Mi dispiace, ma sono arrivata troppo tardi e non sono riuscita a salvarli. Non sei pronto, non
potevo rischiare che perdessi il controllo vedendoli senza vita. Sei ancora troppo acerbo” gli
rispose la donna accarezzandogli il viso, con una delle sue fredde mani, mentre lo guardava con
occhi attenti e curiosi come se stesse cercando di valutare della merce.
Sentendo le parole “senza vita” Elijah strinse forte i pugni, si sentiva in colpa per la morte dei suoi
genitori, infondo l’ inquisizione stava cercando lui ed egli, nonostante i suoi poteri, non era stato in
grado di fare nulla per proteggerli.
“Fratellone… Dove sono mamma e papà?” Elijah, che era assorto fra i suoi pensieri, si girò di scatto
sentendo la voce del fratello, mentre cercava di uscire dal carro.
“E così ce ne è un altro, che strano… La tua presenza qui è al quanto inaspettata, però comunque
gradita, vieni non aver paura” disse la figura incappucciata facendo cenno ad Arthur di
raggiungerla, per poi rivolgersi nuovamente ad Elijah.
“I tuoi occhi mi rivelano ciò che stai pensando. So cosa ti affligge, so che senti di avere qualcosa di
speciale in te” le parole della donna colpirono il ragazzo che si sentiva, per la prima volta, capito.
“Io sono Demetra… Se mi seguirete, potrò portarvi in un posto speciale dove tutti i tuoi desideri
potranno realizzarsi. Potrai finalmente essere te stesso, dare pieno sfogo al tuo potere, farlo
crescere”
Elijah si ritrovò a contemplarla, completamente attratto e rapito da
questa figura che si ergeva di fronte a lui in tutta la sua maestosità e
bellezza, mentre gli porgeva la mano. Guardò suo fratello, il quale
era tutto ciò che ormai gli restava. La mamma, prima di andarsene,
gli aveva chiesto di proteggerlo ed egli sapeva che c’era un unico
modo per farlo, doveva imparare a controllare i suoi poteri.
Chiuse brevemente gli occhi e, una volta riaperti, intense fiamme
blu di mana, ispirate da quelle nere della maga, lo avvolsero. Il suo
Elijah
potere magico che, fino a poco prima, era da lui meticolosamente
celato, veniva ora invece lasciato libero di scorrere nell’ aria intorno
a lui. “Impressionante…” esclamò Demetra, con un sorriso
compiaciuto che le cingeva il volto. Elijah quindi, prendendo con una mano quella del fratello e
stringendo con l’ altra quella offertagli dalla donna disse “Sono pronto, andiamo”

CAP 2: ASCENSIONE
Demetra si rivelò essere al comando dell’ ordine della spada cremisi. Un gruppo di maghi e
stregoni studiosi del mana, fermamente convinti nella libertà dell’ individuo di poter utilizzare a
piacimento la magia. I due fratelli non viaggiarono a lungo, la maga li condusse nel centro della
foresta che stavano precedentemente attraversando con i loro genitori, dopo aver lasciato le
campagne, intorno a Dicathen, in cui erano cresciuti.
Dicathen era una grande cittadina di umani, luogo di una delle più grandi sedi dell’ inquisizione.
Questo era stato il motivo che aveva spinto i Denoir ad abbandonare la loro casa di famiglia, ormai
diventata troppo pericolosa vista la sua vicinanza a Dicathen.
Demetra fece attraversare ai due ragazzi un passaggio segreto che, tramite di una serie di tunnel,
gli fece raggiungere quella che era a tutti gli effetti una roccaforte sotterranea.
“Sorpresi? Il suo nome è Alacrya… È la nostra casa” intervenne la maga di fronte alle facce
incredule di Arthur ed Elijah.
Dopo una rapida iniziazione in cui ricevettero lo stesso tatuaggio di Demetra, una spada rovesciata
rosso cremisi simbolo dell’ ordine, i due fratelli furono quindi introdotti agli altri membri del culto,
i loro nuovi compagni.
Arthur ed Elijah iniziarono ben presto il loro allenamento, alternando lo studio teorico e pratico di
magia e cultura generale con delle lezioni di combattimento e maestria delle armi.
Passarono gli anni e l’ ordine divenne una seconda
famiglia, in particolare i due ragazzi strinsero una forte
amicizia con Camille, una giovane chierica della vita
incaricata di curare i maghi durante gli allenamenti.
Elijah maturò una profonda cotta per la ragazza e una
volta raggiunti i suoi 16 anni, l’ età minima concessa
agli apprendisti maghi dell’ ordine per ingaggiare altre
attività diverse dallo studio e l’ allenamento, decise di
dichiararsi. La ragazza ricambiò i sentimenti del mago
e i due ufficializzarono il fidanzamento con una
Camille Elijah
cerimonia di festa.
Per quanto riguarda i loro poteri magici sia Arthur che Elijah si rivelarono entrambi due validi
membri dell’ ordine, però le differenze fra i due fratelli furono ben presto evidenti. Arthur si
concentrava maggiormente nel perfezionare le sue abilità di combattimento limitandosi a sfruttare
la sua magia spaziale come supporto, potenziando le sue capacità fisiche. Elijah, invece, pur
eccellendo con la lancia, passava la maggior parte del suo tempo ad aumentare le sue riserve di
mana e il potenziale distruttivo della sua magia temporale.
Il potenziale del primogenito fu ben presto riconosciuto da Demetra che lo rese suo apprendista
personale, un onore questo che mai era stato prima concesso ad un altro membro dell’ ordine.
Per questo motivo tutti furono molto sorpresi quando scoprirono che il
giovane Arthur, alla sola età di 16 anni, fu nominato per l’ ascensione,
prima di suo fratello maggiore.
L’ ascensione era una cerimonia annuale in cui uno dei membri
dell’ ordine, scelto da Demetra, andava incontro a delle estenuanti
prove fisiche e veniva soggetto a forti traumi psicologici. Tale processo
aveva l’ obbiettivo di generare una corruzione spontanea nel nucleo di
mana dell’ asceso e se il candidato fosse riuscito a controllarla avrebbe aumentato
esponenzialmente le proprie capacità magiche.
Nonostante lo stupore generale, Elijah, pienamente fiducioso nei confronti del giudizio di
Demetra, si impegnò molto a supportare Arthur, essendo consapevole delle capacità del fratello e
conscio, comunque, del fatto che il suo turno sarebbe prima o poi giunto.
Arthur fu condotto in una stanza cerimoniale, che era stata adibita ad arena, al centro di essa c’era
un uomo in armatura con un elmo che lo rendeva irriconoscibile agli occhi del giovane. Demetra,
che l’ aveva accompagnato in questo luogo, senza dirgli niente, lasciò Arthur da solo nella stanza
con la figura misteriosa.
“Uhm la prima prova deve essere un combattimento” pensò il giovane Denoir mentre si accingeva
a sguainare la sua spada, pronto ad ingaggiare il suo avversario.
Poco dopo senza proferire parola l’ uomo in armatura iniziò lo scontro avventandosi contro
Arthur, mostrando una furia e un intento omicida strani per quella che doveva essere solo una
normale prova per accertarsi della sua forza. Il ragazzo capì ben presto che il suo avversario stava
cercando di ucciderlo. Non si trattava infatti di una sfida, ma di un incontro all’ ultimo sangue.
Lo scontro fu brutale, Arthur dovette far ricorso a tutto quello che aveva imparato nel corso degli
anni e, proprio quanto stava per esaurire l’ ultima goccia di potere magico, riuscì a sferrare il colpo
finale trafiggendo mortalmente la figura misteriosa.
Preso dallo sconforto di aver posto fine alla vita di quello che poteva Camille
essere un membro dell’ ordine, Arthur tolse l’ elmo al suo avversario e Elija
ciò che gli fu rivelato fu più scioccante di quanto non avrebbe mai
potuto immaginare. Il mago in armatura non era un uomo, ma era
Camille.
Il ragazzo non fece in tempo a realizzare l’ accaduto che un forte urlo
squarciò la sala. “Noooooooooooo...”
Elijah era appena arrivato nella stanza, accompagnato da Demetra,
dopo aver ricevuto da lei il permesso di andare a vedere l’ ascensione
del fratello.
Una volta giunto nella sala egli vide Arthur, il suo stesso sangue, girarsi
verso di lui sconvolto, mentre teneva fra le sue braccia il corpo inerme
di Camille trafitto al cuore dalla sua lama.

“Arthur Denoir, cosa hai fatto? Hai ucciso un membro dell’ ordine?” il
Elijah
silenzio surreale che si era creato fu interrotto da Demetra.
Elij
“No no non è come sembra, deve esserci stato un errore è stata lei ad
attacc…” il ragazzo non fece in tempo a difendersi che la stanza si
illuminò di una forte luce blu dovuta alle fiamme generate da Elijah.
“Taci” disse il primogenito prima di scagliarsi contro il fratello.
Ma proprio quando stava per colpire Arthur con la sua lancia di mana, Elijah fu fermato da un
fascio di energia viola generata dalla spada del giovane
ragazzo in un tentativo di difendersi.
Il collidere delle due magie, così opposte nella natura e al
tempo stesso così compatibili, causò una forte onda d’ urto di
mana che spinse via i due fratelli investendo i loro nuclei
magici.
Arthur ed Elijah provarono ad alzarsi, ma furono colpiti da un
dolore lancinante al cuore, le onde di energia unite ai traumi
psicologici subiti dai due ragazzi avevano dato inizio alla
corruzione.
Le loro magie incontrollate si diffusero ben presto nella
stanza, tanto che Demetra fu costretta a lasciarla
Elijah
momentaneamente per non essere coinvolta.
Arthur provò a parlare, doveva spiegare al fratello come
stavano le cose, che Demetra li stava ingannando, ma non riuscì a trovare le forze per farlo, decise
quindi di limitarsi a concentrare sul controllo della corruzione.
Quel giorno entrambi i fratelli andarono incontro all’ ascensione ed Arthur

entrambi furono in grado di superarla. Elija


Tra i due il primo che fu in grado di controllare il proprio mana fu
Arthur. Elijah invece avendo subito un trauma psicologico maggiore,
avendo perso la propria amata e non una amica, impiegò molto più
tempo per controllare i novi poteri.
Arthur cercò di sfruttare questo piccolo vantaggio che aveva su suo
fratello per cercare di farlo ragionare, ma non fu in grado. Il suo
corpo, nel vedere lo sguardo omicida di Elijah, quasi rispondendo al
proprio istinto di sopravvivenza, generò una sfera viola di mana che lo
avvolse trasportandolo nel luogo più lontano che i suoi poteri gli
potevano permettere di raggiungere.
Per la prima volta da quando era nato, il secondogenito Denoir era
stato separato dal fratello, rimanendo effettivamente da solo…

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