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Schopenhauer

ARTHUR SCHOPENHAUER
Danzica (Polonia dell'impero prussiano) - 800

PADRE DEL PESSIMISMO - E’ il massimo esponente del pessimismo moderno. Analogo al


pessimismo cosmico di Leopardi, autori coevi - vivono nella stessa epoca.
Il grande critico letterario dell’800 De Santis, mise in luce per la prima volta le analogie tra i
due filosofi.

1819. Pubblicazione de “Il mondo come volontà e rappresentazione”, considerata un


capolavoro filosofico e letterario.
Venne ignorata inizialmente perché pubblicata nel periodo d’oro di Hegel. Hegel era
ottimista mentre Schopenhauer pessimista, nei suoi confronti usa parole terribili, contro la
sua filosofia e persona→ definito come sicario della verità, chiaro sentimento di odio.

1851. A distanza di qualche anno pubblica la sua ultima opera, “Parerga e paralipomena”,
titolo grecizzante che significa “Appendici e supplementi” → ripresa dei temi dell’opera
precedenti, per questo sono supplementi.
Lo stile è brillante, aforistico, più semplice, per questo attira le attenzioni di molti letterati
che scoprono la filosofia di Schopenhauer. Alla fine della sua vita riceve le attenzioni che ha
ricercato per tutta la vita.

Fonti del Suo Pensiero


Filosofi di ispirazione
KANT - E’ per lui il filosofo più importante e moderno. Utilizza i suoi termini affibbiandogli un
significato diverso, riprende la sua gnoseologia e terminologia ma le rovescia, le cambia

PLATONE -Della sua filosofia lo attrae la teoria delle idee, intese come forme eterne non
facenti parte del nostro mondo- Riprende il mito della caverna, che riassume in sé l'intera
filosofia platonica, per il quale noi prendiamo per vero qualcosa che non lo è (prigionieri in
una caverna e prendiamo per vere le ombre).

RELIGIONE INDUISTA - Per Schopenhauer la realtà è coperta dal velo di Maya (= illusione),
termine sanscrito. Trova l’idea che il mondo sia apparenza ( →fenomeno, ciò che appare) in
questi testi sacri.Non lo conosce, li legge in francese. Gli suggeriscono delle idee e un
repertorio di immagini, come deserti, pellegrini, serpenti a sonagli, fachiri… (che non hanno
nulla a che fare con la sua vita in Prussia, ma con l’oriente).
I testi sacri dell’induismo sono scritto in sanscrito.

1
Schopenhauer

Mondo come volontà e rappresentazione


Volontà - per Schopenhauer è l’essenza noumenica del mondo. E’ ciò che scopriamo tolto il
velo di Maya
Rappresentazione - è la realtà fenomenica, ciò che si manifesta e appare. E’ fenomeno e
finzione

Mondo come appare


Il punto di partenza della filosofia di Schopenhauer è la distinzione kantiana tra fenomeno e
noumeno, ovvero tra cosa che appare e la cosa in se→ distinzione diversa da quella
realmente usata da kant.

Kant - Il fenomeno (terminologia kantiana) è ciò che noi (soggetto non individuale) possiamo
effettivamente conoscere della realtà (scienza). Il fenomeno reca traccia dell'azione del
soggetto sulla materia esterna. Per arrivare al noumeno dovremmo eliminarci dalla visione
→ pensabile ma non potremo mai conoscerlo, inaccessibile (Dio).
Tono di Kant gnoseologico-scientifico.

Schopenhauer - Il fenomeno è un inganno dei sensi. Lo definisce come incantesimo, gioco di


prestigio (Platone con mito della caverna, Parmenide con doxa illusoria, aletheia ovvero
verità svelata). Atmosfera di Schopenhauer orientalistico-metafisica.
La vita legata al fenomeno è inconsistente, come vivere in sogno.
Cita nella sua opera altri autori, poeti che sostengono la sua stessa idea: Shakespeare (la vita
è fatta dello stesso materiale dei sogni), Calderon della barca (la vita è un sogno) e anche
testi della sapienza orientale (induismo). Percorre le epoche storiche e altri autori di diversi
generi letterari → una conferma della sua tesi.
Il fenomeno è la realtà come si manifesta a noi. A livello fenomenico il soggetto attivo
conosce la realtà avvalendosi delle forme pure a priori tempo, spazio, causalità (ne riprende
solo 3 delle 12 categorie di Kant).
Per indicare il fenomeno utilizza anche il termine rappresentazione e con ciò intende dire
che il fenomeno ha la sua esistenza dentro la coscienza del soggetto.
“Il mondo come volontà e rappresentazione” si apre con: Il mondo è una mia
rappresentazione →esprime l’essenza del kantismo. La rappresentazione ha due aspetti
essenziali e inseparabili, la cui distinzione costituisce la forma generale della conoscenza:
soggetto rappresentante e oggetto rappresentato.

Nonostante dica di essere contro realismo e idealismo, alcune sue affermazioni sembrano
tendere a queste due correnti di pensiero (mondo è rappresentazione).
es. Il pellegrino vede dell’acqua nel deserto, ma è solo il riflesso del sole sulla sabbia -
fenomeno è l’acqua, noumeno è il riflesso.

2
Schopenhauer

Mondo come volontà


Si arriva al mondo come volontà (arrivare all’essenza noumenica del mondo), secondo
Schopenhauer, ripiegandosi su se stessi e sentendo (sentire non con il pensiero) che il
proprio CORPO è una fenomenizzazione di un impulso, una forza che è la volontà di vivere
→impulso che tiene in vita noi stessi e la specie umana.

Il sistema digerente è la fenomenizzazione dell'impulso di nutrirci. Impulso diventa


fenomeno, si rende visibile come sistema digerente. Mantiene in vita l’individuo.
L’apparato sessuale è una fenomenizzazione dell’impulso a riprodursi. Mantiene in vita la
specie. Noi subiamo questi impulsi → io non è padrone in casa propria - Freud

Questa forza vitale è visibile negli animali, che funzionano allo stesso modo- pulsione fame,
sessuale per l’accoppiamento…
Attraverso l’analogia estende questo pensiero agli animali, al mondo vegetale e alla materia
inorganica (cristallo è tenuto insieme da una forza) → volontà di vivere come essenza
segreta dell’universo, pervade ogni essere della natura.
Non è un discorso scientifico ma METAFISICO.

Caratteri volontà
INCONSCIA. E’ un qualcosa di inconscio, l’animale non sa che ha questa pulsione, come le
radici che crescono per cercare acqua. Solo l’uomo può diventare conscio di ciò tramite la
filosofia. Il filosofo prende coscienza di come tutte le sue azioni sono mosse da questi
impulsi e quindi non siamo liberi, sa di essere un mezzo della volontà e che li usa per
mantenersi viva (burattino della volontà di vivere) - consapevolezza dolorosa (uomini
mondani non si fanno domande).
Legame conoscenza e sofferenza - QUI AUGET SCIENTIAM, AUGET ET DOLOREM.
Quanto più sappiamo, tanto più ci rendiamo conto della cruda verità e soffriamo, siamo
funzionari della volontà, c’è una forza che ci domina (non più padrone in casa propria - come
in Freud l’inconscio ci controlla senza che lo vogliamo).

Per lui la volontà di vivere, che garantisce la vita, non è una cosa positiva perchè vivere porta
dolore→ volontà garantisce la sofferenza. Pessimismo cosmico, ci costringe a vivere.

ETERNA. E’ sottratta al tempo, al luogo (non mia volontà che è in me), e alla categoria della
causalità, quindi non fine, spiegazione.

INCAUSATA. Schopenhauer: “Posso trovare una spiegazione al perché voglio una cosa o
l’altra nella mia quotidianità, ma non posso spiegare perché io voglio.” - incausata, forza
libera e cieca. La volontà primordiale non ha meta oltre se stessa.

3
Schopenhauer

LA CONDIZIONE UMANA
L’essere è quindi la manifestazione di una volontà infinita → per Schopenhauer questo
equivale a dire che la vita è dolore per essenza.

La volontà di vivere si manifesta nell’uomo come desiderio.
Il desiderio implica una mancanza, privazione dolorosa, rende difficile la vita. Desideriamo
ciò che non abbiamo.
es. desiderio doloroso - acqua. Una persona molto assetata è in pena è un desiderio dato
dal forte senso di privazione. Idea anche greca - Platone
Quando appaghiamo un desiderio (non succede molto, 1 volta lo appago 10 no), proviamo
godimento, ma dura un istante. Non è un vero e proprio piacere ma una cessazione di dolore
→ Il dolore è la struttura della vita umana mentre il piacere è una funzione derivata dal
dolore.
E’ istantaneo perchè quando ottengo ciò che desideravo non lo desidero più → meccanismo
del desiderio si annulla.
Il desiderio è un pensiero fisso e quando ottengo l’oggetto subentra la NOIA - nasce dal
possesso, da un senso di vuoto e disgusto → TEDIO - “Tedium vitae”.

“La vita è un pendolo che oscilla tra il dolore e la noia”

Il Pessimismo cosmico: Leopardi e Schopenhauer


Natura → Volontà
La natura è indifferente all’uomo e soffre per questo; la volontà invece ha una tendenza
negativa, persiste per la sofferenza degli uomini.
La volontà colpisce anche la natura: Un giardino di sofferenza - Zibaldone. Nella natura vi è
una lotta continua
- Formica gigante, troncata a metà le due parti lottano fino a che muoiono.
- 2 piante una cerca di superare l’altra

AMORE - Nell’opera ci sono delle parti sull’amore - prefruediane. l’amore da di sè una certa
rappresentazione ma è una pulsione sessuale → fine è l’accoppiamento.

Vie per sfuggire dal dolore


1. Suicidio non è una soluzione
Il suicida non odia la vita, ma odia la sua; essendo deluso si uccide. Ha un’idea grandiosa
della vita, soffre della sua esistenza deludente come un innamorato deluso →
Schopenhauer contro l’atto.
Se un singolo si suicidasse, sopprimerebbe la sua volontà ma non la volontà. Posso uccidere
come questa essenza si manifesta in me. Schopenhauer parla di una possibile solutiva

4
Schopenhauer

sconfitta della volontà e arrivare una NOLONTA’ (Noluntas)- una sorta di realtà dove la
volontà è soppressa, indicazione della via/ obiettivo da perseguire. Trova conferma e
conforto di ciò nei vari testi orientali - soluzione sta nell’estinzione del desiderio (punto
d’arrivo). E’ ciò che fanno gli asceti che si ritirano alla vita e rinunciano ai desideri.

ARTE e contemplazione artistica - la volontà non si manifesta perché chi vive un'esperienza
estetica profonda, è così assorbito intellettualmente da ciò che sta guardando da non sentire
gli stimoli corporei e fenomeni esterni (fame, scorrere del tempo…). Questa via di fuga
tuttavia è temporanea (“breve incantesimo”), nessuno vive di questo e non sconfigge così la
volontà. Il corpo si fa risentire con i suoi bisogni
L’arte per Schopenhauer coinvolge solo l’intelletto, non il corpo.

MORALE - molto diversa dalla concezione di Kant. In Kant la morale nasce dalla ragione e
non viene considerato il sentimento, nella sua filosofia non è presente il secondo livello.
Ha due livelli:
1. Giustizia - Non fare del male agli altri - la volontà ci spinge a lottare per la vita, come
fanno gli animali e le piante (soffocano l’altra per la luce) tra loro. Questo istinto per
la propria sopravvivenza non emerge perché abbiamo creato condizioni tali da non
dover lottare per vivere. In questo modo non assecondo la volontà.
2. Carità - Pietà (pietas, senso nobile) - empatizzare, compatire (compatire -
buddhismo) l’altro e quindi non solo non fargli del male. La volontà ci spinge invece
all’egoismo assoluto, lottare per la propria sopravvivenza non quella degli altri.
AGAPE - amore disinteressato, più puro e cristiano ≠ sessuale. E’ la volontà positiva e
attiva nel fare del bene agli altri.

ASCESI (askesis: esercizio di rinuncia) - è la via definitiva che permette il raggiungimento


della noluntas. L’ascesi si pratica con la rinuncia. Dobbiamo sopprimere gli impulsi e i
desideri: impulso sessuale attraverso la castità e l’impulso della fame attraverso il digiuno -
mortificazione di sé (medioevo cristiano).
Si dovrebbe tramite ciò alla noluntas → l’assenza di volontà porterebbe alla negazione del
mondo stesso. Non è stata raggiunta altrimenti non solo si estinguerebbe la specie ma
sparirebbe il mondo che è manifestazione della volontà.
E’ impraticabile perché non implica solo non accontentare la volontà (digiuno - castità) ma
non sentire più il desiderio, di fame e sessuale (noluntas - non avere volontà).

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