CARTESIO
IL METODO
Era stato allevato durante la fanciullezza nella convinzione che tramite le lettere avrebbe potuto raggiungere
la verità, ma non appena ebbe concluso il suo corso di studi si rese conto di essere ricoperto dai dubbi,
decise allora di non ricercare altra scienza se non quella che avrebbe potuto ritrovare in se stesso e nel
mondo, cominciò quindi a viaggiare e si rende conto che ciò che conta è la decantazione interiore ciò che
riesci e discendere dentro di tè. Infatti sebbene le tecniche gesuite fossero più moderne si concentravano
soprattutto sulla parola, c’è un tentativo di chiarezza ma non è efficace, non mostrano ai giovani la realtà e si
rifanno auctoritas.
Dopo essersi ritirato a vita privata scrive in francese il “Discorso sul metodo”, che vuole anche essere
un’autobiografia. Scrive in prima persona con lo scopo di creare un nuovo tipo di conoscenza aperta a
chiunque fornendogli strumenti utili per esercitare il dominio dell’umo sulla natura, attribuisce molta
importanza al soggetto come principio di conoscenza. Ha finalità pratiche, consento di migliorare la vita
dell’uomo, e teoretiche, consentono la conoscenza del reale.
Scrive 2 libri “Discorso sul metodo” e “meditazioni metafisiche”.
LA RAGIONE
Tutti hanno buon senso e ne sono consapevoli, il motivo per il quale non abbiamo tuti le stesse opinioni è
perché ognuno ha un differente metodo di ragionamento, la differenza sta nell’uso che se ne fa e nel
mondo il cui la si utilizza. La ragione è ciò che ci distingue dagli animali. Nessuno ha un metodo migliore di
altri, non esiste dunque nulla di sicuro. Anche lui non deve prendere per certo ciò che gli viene insegnato,
per migliorare deve eliminare tutti i pregiudizi e gli errori. Devo discendere la giusta strada da seguire non
perché me l’hanno insegnata ma perché io la reputo tale. Non basta possedere la ragione per ragionare
ben, bisogna utilizzarla nel modo giusto secondo regole precise ed ordinate.
A salvarsi secondo Cartesio è solo la matematica, che si distingue per certezza e chiarezza dei suoi
ragionamenti.
MODELO GEOMETRICO
Se uno vuole fare il fabbro ma non ha li strumenti adatti, come prima cosa utilizza strumenti più rozzi per
fabbricarsi gli utensili e solo dopo andrà a fare cose per altri. Deduzione e intuizione sono gli strumenti rozzi,
una è un procedimento argomentativo che arriva a una verità per vie più complesse (analisi e sintesi)
partendo da un’intuizione, l’altra è un’idea/verità immediata he appare subito chiara all’intelletto senza
mediazione di argomentazioni.
Il metodo si basa su assiomi indimostrabili, ed immediatamente chiari e evidenti, dai quali si ricavano
teoremi e dimostrazioni.
LE 4 REGOLE DEL METODO
1. EVIDENZA accetto solo ciò che mi appare chiare e distinte
2. ANALISI scomposizione del problema nelle sue parti più elementari
3. SINTESI ricomposizione del problema per passare da conoscenze semplici a più complesse
4. ENUMERAZIONE revisione rigorosa di tutte le fasi precedenti del processo conoscitivo
MEDITAZIONI METAFISICHE
Non possiamo affidarci totalmente ai nostri sensi. L’unico modo per arrivare a delle certezza è tramite il
dubbio, che viene fuori proprio dal criterio dell’evidenza.
Il DUBBIO METODICO ha lo scopo di dubitare di tutte le conoscenza per trovare una verità assoluta che sia
fondamento del metodo e del sapere. (utilizza l’argomento del sogno io posso credere a cose non vere, ma
se faccio attenzione riesco a distinguerle.)
Il dubbio metodico si differenzia dal dubbio scettico poiché non nega la possibilità di raggiungere una verità,
infatti il suo fine è proprio quello di giungere a una verità indubitabile. La ricerca della verità è certa se fatta
attraverso la meditazione.
DUBBIO IPERBOLICO
Non esiste nulla di indubitabile, l’unico modo per non cadere nell’inganno è rimanere nel della tesi che tutto
sia un inganno. Cartesio immagina che esista un genio maligno che è capace di far sembrare le cose vere,
ciò porta a dubitare delle verità più certe, come verità matematiche, esistenza del mondo esterno, esistenza
dello stesso corpo. L’unica certezza nel dubbio è i star dubitando, se dubito penso, se penso esisto, cogito
ergo sum, è un’intuizione immediata. Tramite l’esempio della cera Cartesio mostra come vedere il realtà è
sempre un’operazione mentale. Il cogito ergo sum da la certezza delle res cogitans ovvero delle cose
pensate, che restano però isolate in se stesse e assediate dal dubbio. Ciò porta al solipsismo ovvero esiste
per certo solo il soggetto che pensa e le sue idee.
Le idee esistono solo nel mio pensiero e non è dimostrato che corrispondano a qualcosa presente nel
mondo esterno. Possono essere di 3 tipi: avventizie che sembrano provenire dall’esterno (oggetti o animali
immaginari); fittizie prodotte dalla nostra mente riunendo attributi di cose diverse; innate che sembrano
nate con noi ed esprimono verità raggiungibili solo col pensiero, tra queste la più importante è Dio che è
una sostanza infinita, indipendente, sommamente potente ed intelligente e creatore di tutto ciò che esiste,
quindi è perfetto e non mi potrebbe ingannare; dimostra l’esistenza del mondo corporeo e materiale che è
presente nel mio pensiero.
Dio non proviene da me perché sono imperfetto, viene quindi da qualcosa di esterno che è perfetto, dio
stesso; se io mi fossi dato l’esistenza mi sarei dato anche la perfezione, quindi deve essere qualcosa al
difuori di me ad avermi dato l’esistenza e l’idea di perfezione; essendo perfetto non può essere inesistente
se no sarebbe imperfetto quindi mancherebbe di un attributo.
Cartesio non ne fa una questione di fede ma di gnoseologia serve dio perché è perfetto e non mi può
ingannare quindi non è il genio maligno. Dio è la corrispondenza tra ci che è chiaro e distinto e ciò che esiste
nella realtà così l’esperienza torna ad avere valore. Dio diventa garante della ragione naturale, per cui non
può essere che vero ciò che ci appare chiaro e distinto; del mondo esterno che non essendo prodotto da un
genio ingannatore non può che essere reale; della verità delle idee innate che egli stesso infonde nella
nostra mente. Dio ci da anche la certezza dell’esistenza del nostro corpo.
SOGGETTIVISMO
Come il pittore che si rappresenta nel quadro, nella conoscenza il cogito contiene le idee che sono una
rappresentazione della realtà in quanto rappresentazione di un oggetto del pensiero. La realtà esterna sono
le cose che esistono fuori dalla mente, che in quanto altro non possono essere oggetto diretto del pensiero
ma solo mediato. Come nell’arte concettuale l’opera non è solo l’oggetto in sé ma l concetto che c’è dietro.
Contro il principio aristotelico-tolemaico per cui nulla è nell’intelletto se prima non è passato attraverso i
sensi, crea una nuova teoria secondo la quale la conoscenza è opera della ragione la quale grazie alle sue
strutture he è capace di intuire da sola i principi del conoscere su di essi costruire una spiegazione
dell’intera realtà. Con Cartesio ha inizio il razionalismo moderno.
RAZIONALISMO: teoria filosofica per cui la conoscenza deriva da principi primi indubitabili e innati nella
mente, tramite i quali si possono ostruire spiegazioni certe in merito alla realtà empirica.
SOGGETTIVISMO: teoria gnoseologica dell’età moderna per cui non sono le cose sensibili oggetto di
conoscenza ma le loro rappresentazioni mentali.
LA SOSTANZA
E’ il fondamento della realtà (nel razionalismo di tutto ciò che è). Ciò che non ha bisogno d’altro per
sussistere ed è quindi l’essere necessario che non dipende da altro, solo dio è propriamente sostanza.
Possiamo però considerarne un’accezione più limitata definendola come ciò che no ha bisogno d’altro
eccetto dio per sussistere. C’è quindi una sostanza pensante (realtà spirituale indivisibile), rex cogita, e una
sostanza estesa(realtà esterna materiale e divisibile), rex extensa. Ognuna è fondamento di un aspetto della
realtà, ed essendo sostante divere costituiscono realtà separate (eterogene e lontane) e sono soggette a
leggi diverse. La materia è soggetta al meccanicismo, mentre lo spirito è caratterizzato dalla libertà di volere.
Così separando il mondo esterno dal pensiero viene favorita una ricerca di libertà autonoma intorno al
corpo umano e ai fenomeni fisici, non essendo più essi subordinati alla realtà spirituale.
ALBERO DELLA CONOSCENZA
Tutta la filosofia è come un albero, le radici sono la metafisica, il tronco la fisica e i rami tutte le altre scienze,
ma con tre principali ovvero: morale, meccanica, medicina. La metafisica ha il ruolo di fondare la fisica
poiché pone le premesse per conoscere il mondo fisico. Dimostra il dualismo delle sostanze, ne permette a
manipolazione libera ed autonoma da parte della scienza, per conseguire il dominio sulla natura, ura
estensione senza spirito.
Per Cartesio l’estensione comprende: grandezze, figura, quiete, movimento, e quali fanno parte
oggettivamente della realtà (non ne fanno parte tutti gli attributi soggettivi come odori, sapori...).
L’universo è meccanico quindi oggetto i scienza qualitativa ma descrivibile quantitativamente secondo leggi
necessarie perché volute da dio, ma autosufficienti una volta poste.
Il meccanicismo è la concezione che spiega la realtà n base ai principi meccanici (materia e movimento)
contro il finalismo, per cui tuto si spiega n base al fine a cui tutto tende.
L’UNIVERSO MACCHINA è composto i pezzi e ingranaggi che si muovono meccanicamente secondo leggi
naturali. Non ha più bisogno dell’intervento divino, che nella sua perfezione perpetua la sua volontà
creatrice primigenia conservandone infatti la materia e il movimento. Esclude così ogni possibilità di
miracolo poiché la perfezione divina non può smentire se stessa.
L’UOMO MACCHINA: il corpo umano è una macchina complessa fatta di materia (come piante e animali). Il
nostro corpo funziona in maniera meccanica (come i movimenti dell’orologio dipendono dagli ingranaggi) il
nostro corpo dipendono dalla disposizione degli organi. Rompe la concezione aristotelica-tolemaica
dell’anima come forma del corpo separando nettamente le due cose. L’unica vera anima è quella razionale
che ha caratteristiche del tutto diverso rispetto alla materia che compone il corpo.
LE QUESTIONI APERTE
DUALISMO: l’umo si differenzia dagli animali perché ha l’anima intesa come capacità razionale. La rex
extensa influisce sull’anima tramite gli spiriti animali (sentimenti e sensi) e la rex cogita dando ordini che
producono movimenti. Anima e corpo si incontrano nella ghiandola pineale, dove possono influire l’uno
sull’altro pur essendo così diversi.
Se dio è garante del nostro stesso intelletto perché esiste la possibilità dell’errore? È frutto della volontà,
cioè della possibilità di affermare o di negare ciò che l’intelletto non coglie in modo chiaro e distinto, mosso
da passioni (fattori esterni al soggetto) che preme sulla ragione sviandola. Questa volontà si chiama libertà
di indifferenza, si trova la di là dei limiti dell’intelleto. Si chiama libertà di ragione della volontà quando essa
è determinata dalle idee chiare e distinte dell’intelletto, quindi comprendere davvero il vero, questo è il
massimo grado di libertà.
Le passioni dell’anima sono determinate dal corpo che agisce sull’anima attraverso le passioni (istinti
animali), ciò è espressione della materia meccanica ma l’anima è espressione della natura razionale e
libertà, può controllare la passioni con nuove risposte attraverso il dominio della ragione sugli istinti dato il
libero arbitrio. La forza è dominare gli spiriti animali, la debolezza lasciarsi dominare
PASCAL