Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
42 visualizzazioni3 pagine

Spider Man

Manuale Marvel
Copyright
© © All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato DOCX, PDF, TXT o leggi online su Scribd
Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
42 visualizzazioni3 pagine

Spider Man

Manuale Marvel
Copyright
© © All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato DOCX, PDF, TXT o leggi online su Scribd

Crepuscolarismo e Futurismo

Primi del 900’


Movimenti, possiamo estendere il discorso al fenomeno delle avanguardie.
Il termine appartiene al linguaggio militare; le avanguardie storiche sono così chiamate per
distinguerle dalle nuove avanguardie del secondo 900.

Il crepuscolarismo nasce e si sviluppa nell’Italia giolittiana, età di transizione  mancanza di


certezze
Vive in un’epoca di transizione, di passaggio al nuovo secolo, l’800 non era però completamente
alle spalle, in particolare l’età giolittiana è considerata un’età sospesa, vi era un moderatismo
riformista; allo stesso tempo vi erano già i furori ideologici che porteranno alla guerra.
Il crepuscolarismo porta alle estreme conseguenze alcuni aspetti della poetica decadente, come il
ripiegamento intimistico, aggiungendo elementi nuovi come un rapporto molto libero con la
tradizione letteraria.
I crepuscolari hanno un atteggiamento più distaccato verso la realtà.
I poeti crepuscolari sono stati considerati per lungo tempo poeti di provincia, si rivolgevano con
nostalgia a un passato polveroso.
Per lungo tempo considerati poeti di secondo piano, hanno avuto l’importanza di documentare la
stanchezza dell’individuo contemporaneo, condannato a subire la noia e la quotidianità.
L’esperienza dei poeti crepuscolari è fondamentale per capire i motivi della poesia del 900.

Il termine venne usato dal critico Giuseppe Antonio Borgese, il quale nel 1910 pubblicò un articolo
sulla Stampa intitolato “poesia crepuscolare”, recensisce tre raccolte poetiche uscite
precedentemente. Secondo lui queste raccolte segnano la fine di una tradizione poetica iniziata
con Parini e finita con D’Annunzio, segnando l’inizio di una nuova poesia italiana.
Il termine crepuscolo indica il tramonto della poesia romantico-decadente.
Nel 1911 compaiono più nomi annoverati tra i poeti crepuscolari, tra questi viene ricordato Sergio
Corazzini e soprattutto Guido Gozzano.
C’è chi la definisce una piccola scuola poetica, comunanza di temi e di toni, in realtà non comparve
mai un manifesto.

Gli elementi comuni della scuola poetica erano caratterizzati da un rifiuto per la solennità e la
magniloquenza, al centro della poetica crepuscolare c’è la volontà di mettere in discussione i
grandi della tradizione (Foscolo, Leopardi, Manzoni, Carducci), vogliono un abbassamento dei
contenuti e dello stile della lirica alta.
Rifiutano la funzione del poeta Vate, rifiutano la figura dell’artista che si autoproclama individuo
fuori dal comune.
La poesia dai crepuscolari viene considerata espressione di un ripiegamento interiore.
La raccolta più importante di Gozzanti si chiama “i Colloqui”; differenza con Leopardi che scriveva
“i Canti”.
Viene valorizzata la dimensione privata del ricordo.
Cambiano i temi, ogni aspetto della vita viene abbassato, quasi banalizzato, sono per la semplicità,
demistificano tutto, non ci sono più le femme fatale, le donne sublimi, parlano di semplici ragazze
di paese, signorine domestiche, l’amore si trasforma, cambiano anche le ambientazioni, diventano
umili, famigliari, vecchie città, conventi, ospedali, cambiano anche gli oggetti, attenzione per le
piccole cose.
Gozzano  “la lirica di nonna Speranza”, fa una descrizione di vecchi oggetti.
[poetica degli oggetti; lat. Marziale]
Vengono definite “buone cose di pessimo gusto”

Futurismo
Queste due tendenze del crepuscolarismo e del futurismo risultano completamente diverse,
tuttavia esprimono comunque una comune esigenza, il rifiuto verso la tradizione e quindi il
rinnovamento.
Sempre all’inizio del 900, ci troviamo a seguito di una lunga fase di depressione economica, anche
l’Italia, investita da una rapita crescita industriale, scoperte scientifiche e tecnologiche, progresso
della comunicazione, avvento delle macchine.
Possiamo sicuramente parlare di modernizzazione che però sconvolge soprattutto i rapporti tra le
persone, trasformando le psicologie; il mondo si rinnova.
Nei confronti della modernizzazione c’è un duplice atteggiamento: da una parte c’è un rifiuto, il
progresso è quasi ripudiato; dall’altra parte c’è invece esaltazione.
La stampa e la letteratura descrivono con grande entusiasmo i nuovi processi della tecnica, in
queste opere si trova la celebrazione della vita attiva, dinamica, delle macchine.
Un critico ha parlato proprio “estetica della velocità”.
[Rif. arte Boccioni]
In questo clima, nel 1909, su un giornale parigino “Le Figaro” viene pubblicato un manifesto.
Il futurismo avrà tanti manifesti.

Filippo Tommaso Marinetti, letterato italiano, di cultura francese, il fatto che il suo manifesto
appaia sul giornale francese, fa si che ottenga molta più enfasi.
Infatti suscita subito grande interesse e curiosità, Marinetti deve dare un nome al movimento,
pare che avesse preso in considerazione i nomi dinamismo, elettricismo, optando poi per
futurismo; avrebbe scelto il nome che contiene le lettere dei suoi nomi.
Viene espressa una vera e propria battaglia, è evidente una contrapposizione tra nuove
generazioni ed energie intellettuali e gli avversari che venivano definiti “passatisti”, esponenti di
un pensiero che i futuristi ritenevano arretrato.
I futuristi avevano entusiasmo per l’avvenire, ritenevano di essere un’avanguardia.
Il termine assume in questo caso proprio la sua valenza di militanza aggressiva, riprendono il
significato del termine, senza la valenza metaforica.
I futuristi esprimono una battaglia verso tutto ciò che è vecchiume.

11 punti sono contenuti nel primo manifesto futurista: esprimevano concezioni della vita e della
poesia.
- amore del pericolo
- esaltazione del coraggio, audace ribellione
- celebrazione dell’aggressività
- contrapponevano schiaffo e pugno alla riflessione pacata
- esaltazione della velocità, di cui l’automobile è simbolo
- bellezza della lotta dell’uomo verso le forze ignote
- glorificazione della guerra e di ogni gesto istruttorio
i futuristi si proclamano nazionalisti e favorevoli alla guerra, che viene definita “la sola igiene del
mondo”.
Il disprezzo per la donna è un altro aspetto, era un punto programmatico del manifesto, che non
va però preso alla lettera; non era indirizzato al sesso femminile in generale ma più allo stereotipo
della donna fatale.
Avevano adorato la modernità, parlavano addirittura di modernolatria, Marinetti proponeva di
distruggere musei, biblioteche, accademie, raccomandava di vendere opere d’arte e portare
cannoni.
Consideravano Venezia il massimo del passatismo e invitavano i veneziani a dar fuoco alle
gondole.

Secondo loro il lessico tradizionale, le regole, la sintassi, erano inadeguati a cogliere ed esprimere
una nuova realtà.
Propongono l’uso del verso libero, bisognava esprimere tutte le sensazioni dell’individuo
contemporaneo.
Da istruzioni sulle disposizioni delle parole, dovevano essere in libertà, emancipate da una prigione
di rapporti sintattici.

Potrebbero piacerti anche