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Lello Caliendo

IL COMPRESSORE

Il compressore appartiene alla famiglia dei processori di dinamica del segnale, la quale contiene
anche altri componenti illustri quali Limiter, Gate, Expander, Deesser, Ducker.

I compressori servono a ridurre la dinamica del segnale audio a cui sono applicati. I motivi del loro
utilizzo possono essere molteplici: aumentare il livello medio del segnale (per renderlo omogeneo),
semplificare le operazioni di missaggio, modificare l’inviluppo dei singoli suoni (es. conferire un
attacco piu’ incisivo a un rullante o una cassa), fornire a un impianto una protezione verso picchi
imprevisti per evitare di danneggiare i componenti.

Parametri del compressore:

RATIO (Rapporto)

E’ il rapporto di compressione, questo varia generalmente da 1:1 (nessuna compressione, se il


livello del segnale cresce di un Db, anche il livello di uscita aumenterà di un Db) fino al limite di
8:1 (infinito ad uno). Il senso e’ chiaro. Ad esempio un rapporto di 4:1 di un compressore applicato
a un segnale significa che saranno necessari 4Db per ottenere un aumento di livello di 1Db. Cosi’
un rapporto di 10:1 significa che saranno necessari 10Db per ottenere l’incremento di un solo Db.
Generalmente quando si parla di rapporti 10:1 si parla gia’ di una applicazione Limiter che è una
particolare forma di compressione. Il rapporto 8:1 (infinito ad uno) è proprio il caso teorico di un
Limiter. Dato che sarà impossibile superare questa soglia teorica (dare un incremento infinito di Db
per avere un aumento di livello di 1) si utilizza per evitare il sovraccarico di determinati circuiti.
Una specie di valvola di sicurezza. Se ad esempio settiamo un limiter a -1 su un segnale in ingresso
(magari stiamo registrando una voce e non vogliamo che schizzi oltre i 0db compromettendo la
registrazione con picchi inaspettati) saremo sicuri di non avere sbalzi di livello.
Il rapporto di compressione e’ strettamente legato ad un altro parametro e cioe’ al Treshold.
La Ratio in poche parole ci dice “Quanto comprimere”, il Treshold invece “a quale livello di
segnale inizio a comprimere?”
TRESHOLD (Soglia)

Il treshold quindi corrisponde al livello a cui il compressore inizia ad agire. Se ad esempio questa
soglia e’ stabilita a -10 Db e il rapporto di compressione e’ settato a 4:1, il compressore sara’
assolutamente ininfluente fino a che il livello di segnale non superi i -10 Db; da questo punto in poi
il segnale sarà aumentato di un decibel per ogni 4 decibel in entrata. In poche parole aumento il
livello del segnale di input di 4 decibel e in uscita del compressore ottengo un decibel in piu’ e non
quattro. E importante non farsi ingannare dai rapporti di compressione. Un compressore con
soglia a -40 db e ratio a 2:1 provoca una attenuazione maggiore di un compressore con soglia -
10db e ratio 10:1. Nel primo caso infatti (compressore con soglia a -40 db e ratio 2:1) per 40db (da -
40db a 0db) il compressore effettuerà una riduzione reale di 20 Db. Infatti considerando i rapporto
2:1 spingeremo il segnale di 40 per avere poi alla fine 20 Db. Quindi una riduzione reale di 20.
Nel secondo caso invece (compressore con soglia -10db e ratio 10:1) il compressore inizia a
lavorare da -10 Db, quindi per 10db (da -10db a 0db) avremo una riduzione reale di 9db.
Spingendo il segnale in ingresso, anziche’ andare a 0db il segnale si ferma a -9Db. (quindi alzando
il segnale di 10db (-10db a 0db), il segnale anziche’ andare a 0 si fermerà a -9).

Il punto di intervento del compressore si chiama Knee (ginocchio), puo’ essere di tipo hard, hard
knee e di tipo soft, soft knee. L’hard knee crea un angolo netto, tra la linea del segnale non trattato
e quello compresso. Di solito per le applicazioni di limitino si usa un hard knee dato che si richiede
un intervento netto deciso e immediato. Il soft Knee invece è piu’ trasparente e morbido, il rapporto
di compressione non subisce un salto netto ma aumenta gradatamente nei decibel intorno al valore
di soglia prefissato. Un intervento di soft knee di solito è richiesto per evitare fastidiosi effetti
collaterali dei compressori (Pumping, breathing) e per rendere l’uso del compressore non evidente
all’ascolto. Ottimo per trattare la voce solista.
ATTACK (Attacco)

Questo parametro stabilisce il momento in cui il compressore diventa operativo dal momento in cui
il segnale in input oltrepassa la soglia stabilita (treshold). I valori di solito variano da 1 a 200
millisecondi. Al valore di 1ms il compressore attacca immediatamente a 200 attacca con ritardo. E’
possibile anche trovare come parametri le voci “Fast” e “Slow” e quindi nessun riferimento a
millisecondi. Fast (solitamente potenziometro a sinistra) per un attacco immediato del processore,
Slow (potenziometro ruotato a destra) per un attacco piu’ ritardato. Ogni segnale richiede il suo
parametro giusto di attacco. Quanto più lungo viene settato il tempo di attacco, tanta più parte della
dinamica del segnale originale viene lasciata inalterata prima che entri in azione il compressore.
Sulla voce ad esempio un attacco troppo immediato puo’ compromettere la comprensibilità delle
parole (specie le consonanti) e inscurire il timbro, meglio scegliere tempi di attacco medi o lunghi.
Con un tempo di attacco lungo su un suono di chitarra, si potrà ottenere una compressione che
mantenga il classico attacco della pennata del chitarrista. Analogamente, un tempo di attacco lungo
su una cassa di batteria conserva una parte del suono iniziale tipico di questo strumento. In questi
casi, scegliere un tempo più lungo può rendere un suono più naturale e che non snatura le
caratteristiche degli strumenti presi in esame. Un attacco cortissimo è invece necessario quando si
usi un limiter per evitare forti picchi che possano danneggiare l'impianto. Ovviamente se
utilizziamo il compressore come Limiter, sara’ necessario un tempo di attacco rapidissimo, proprio
per dare una soglia che non deve essere superata.

RELEASE (Rilascio)

Chiamato anche nel gergo Hold, determina quanto tempo il compressore deve continuare ad agire
dopo che il segnale e’ tornato sotto la soglia di intervento (treshold).
Il range varia da 20 millisecondi e 2 o 3 secondi. Attenzione a non confonderci:
Un tempo di rilascio lungo genera un sustain breve del suono, perche’ il suono continua ad essere
compresso (quindi abbassato di volume).
Un tempo di rilascio breve ci permette di avere un sustain piu’ ampio dei suoni, utile ad esempio
sui rullanti e sui suoni percussivi. Un buon metodo per il giusto settaggio consiste nel partire da
tempi di rilascio brevi (potenziometro a sinistra) e aumentarne il valore fin quando il compressore
agisce in modo deciso e pulito.

OUTPUT (Uscita) o controllo di gain

E’ un semplice controllo di guadagno con escursione che va dai -20 ai 20 db, serve ad alzare il
volume in modo da compensare i decibel che sono stati attenuati. Il suo giusto settaggio va fatto
alzando il livello di tanti db quanti sono quelli indicati nell’indicatore di attenuazione (gain
reduction). Ricordiamoci sempre di utilizzare l’interruttore di Bypass per monitorare come era
prima il suono e come è invece con l’applicazione del compressore.

I METER

I compressori sono dotati di meters per monitorare la loro attività. Di solito si tratta di led ad azione
velocissima. In un sistema completo gli indicatori sono 3.

Input level. È il livello in ingresso del segnale, ovviamente è in base a questo valore che noi
regoleremo il livello di treshold. Dobbiamo fare ovviamente attenzione quando interfacciamo un
compressore con un mixer settando il livello operativo a -10dbv o a +4dbu.
Output level. E’ il livello di uscita del segnale processato. Ovviamente se il compressore è in
bypass questo livello corrisponde a quello di entrata, dato che il compressore non sta operando.

Gain reduction. E’ l’indicatore forse piu’ importante, quello che mostra effettivamente la quantità
di decibel attenuati dal compressore. Va sempre tenuto sotto controllo specie mentre regoliamo i
parametri piu’ delicati quali l’attacco e il rilascio del compressore.

Infine c’e’ da dire che su molti compressori abbiamo un selettore Peak-Rms, che regoleremo a
seconda se vogliamo far lavorare il compressore sul livello medio del segnale (rms) o sul livello di
picco (Peak). In teoria l’analisi dei picchi risulta piu’ adatta per strumenti percussivi mentre quella
Rms piu’ adatta a segnali complessi. Spesso pero’ la differenza si riduce al fatto che mettendo il
selettore in Rms, il compressore regola automaticamente i tempi di attacco e di rilascio. Sappiamo
bene pero’ che non sempre i settagli automatici possono essere ideali.

Suggerimenti sulla compressione di alcuni strumenti:

Bass drum o Snare drum


Ratio da 4:1 a infinito.
Attack lento se si vuole mantenere la presenza dello strumento, veloce se si vuole attenuare tutta banda del suono.
Release medio/veloce.
Knee tanto più il knee è hard tanto più la compressione è udibile, il soft knee rende l’attacco della compressione più morbido.

Voice
Ratio = da 2:1 a 4.1
Attack = medio/lento
Release = medio/lento
Knee = soft

Guitar
Ratio = da 4:1 a infinito
Attack = da determinare in funzione del sistema usato dal musicista (plettro, unghie, corde di nylon o metallo).
Release = medio/lento
Knee = da determinare in funzione del risultato che si vuole ottenere.
L'uso del compressore sulle chitarre acustiche permette un suono denso morbido e senza spigoli dinamici. Scegliendo una
velocità di attacco tra i 10 e i 40 millisecondi, si può mantenere la naturalezza dello "Strum": l' attacco del plettro, cosa molto
importante in fase di accompagnamento, se invece scegliamo un' attack più immediato e un rilascio lungo e con una Ratio
molto elevata: 8/1, avremo una sorta di effetto arco, le stesse condizioni si rilevano con le chitarre elettriche, se si vuole
aumentare il sustain senza aumentare la saturazione, si può comprimere semplicemente l'imput, utilizzando un attacco veloce e
un release di circa 250 ms.

Bass
Ratio = da 2:1 a 4:1
Attack = medio/lento
Release = medio/veloce
Knee = hard

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