BOZZA Tesi
BOZZA Tesi
MANAGEMENT E ECONOMIA
Corso di Laurea Triennale in
Economia Aziendale
RELAZIONE DI LAUREA
Relatore:
Rainero Christian
Candidata:
Avidano Elena
2
Ai miei nonni
INDICE
INTRODUZIONE: ANALISI DI BILANCIO, CHE COS’È? I
CAPITOLO 1 - FEYLES S.R.L. UNA REALTÀ LOCALE IN ESPANSIONE 1
CAPITOLO 2: RICLASSIFICAZIONE DEGLI SCHEMI DI BILANCIO CIVILISTICI 2
Riclassificazione dello schema di stato patrimoniale civilistico 3
Riclassificazione dello schema di conto economico civilistico 4
CAPITOLO 3: ANALISI DI BILANCIO PER INDICI 6
Analisi della struttura e della situazione finanziaria 8
Analisi dell’aspetto patrimoniale 13
Analisi della struttura e della situazione economica 17
CONCLUSIONI 18
BIBLIOGRAFIA E SITOGRAZIA 19
INTRODUZIONE: ANALISI DI BILANCIO, CHE COS’È?
Con il presente elaborato, si intende presentare e approfondire un tema fondamentale
nell’elaborazione delle informazioni da comunicare agli shareholders interessati ad
un’azienda. Si tratta delle analisi di bilancio, ovvero un processo interpretativo la cui finalità è
diagnosticare lo stato di salute di un’impresa sotto i distinti, ma complementari profili
economico, finanziario e patrimoniale.
Il seguente studio prenderà in esame la società Feyles s.r.l. Nel triennio 2020-2022.
L’obiettivo finale sarà quello di fornire una panoramica esaustiva sulla situazione
patrimoniale, finanziaria ed economica della società presa in esame, attraverso
l’apprezzamento dell’attitudine ad operare secondo i criteri di economicità, di solidità
patrimoniale e di liquidità fondamentali per la creazione di valore durevole nel tempo.
Inizialmente, sarà presentata la società, delineando la sua storia e i servizi offerti.
In seguito, si procederà alla riclassificazione dei prospetti di Stato Patrimoniale e di
Conto Economico e del calcolo degli indicatori di performance. Per ogni indicatore seguirà
una breve spiegazione e verrà elaborato un commento della situazione rappresentata.
Infine, si formulerà un giudizio finale sull’andamento della performance economica
aziendale e della struttura attuale della società, effettuando una valutazione complessiva
basata sugli indici e quozienti analizzati.
I
CAPITOLO 1 - FEYLES S.R.L. UNA REALTÀ LOCALE IN
ESPANSIONE
Fondata nel 1968, il grissinificio Feyles s.r.l. è una realtà locale in forte crescita nel
settore della produzione artigianale di prodotti culinari, in particolare è specializzata nella
vendita di grissini Rubatà.
Nata come azienda familiare con sede principale di produzione a Santena, in
provincia di Torino, Feyles s.r.l., nella produzione dei suoi prodotti, trae ispirazione
dall’atmosfera dei tradizionali antichi panifici, dove le lavorazioni rispettano scrupolosamente
i tempi e le consuetudini.
Nel processo produttivo vengono utilizzati esclusivamente ingredienti naturali e a
km0. Inoltre, le materie prime sono certificate non OMG e le farine utilizzate sono fornite da
un mulino di fiducia.
Nel corso della sua attività, la gamma di prodotti si è arricchita di nuove specialità,
per far fronte e soddisfare le diverse esigenze dei clienti. Ad oggi, si può scegliere tra grissini
classici, integrali o aromatizzati, e tra biscotti di meliga, alla nocciola o integrali al miele di
castagno.
Negli ultimi anni, la società Feyles s.r.l. Ha radicato la propria presenza non solo
nella provincia di Torino, ma anche su scala nazionale; questa crescita è dovuta alla scelta di
aggiornare i propri servizi, aprendo la possibilità della consegna a domicilio, implementata
maggiormente in seguito all’emergenza pandemica dovuta alla diffusione del virus Covid-19.
Dimostrano la volontà dell’azienda di espandere i propri confini anche le scelte
strategiche di acquisizione, nel 2022, di un nuovo fabbricato e, nel 2023, di un nuovo punto
vendita in Piazza Castello, Torino, nonché, nel 2020, la scelta di entrare a far parte del Gruppo
ALRAI s.r.l. Come controllata al 100%.
Infine, si può affermare che Feyles s.r.l. S’impegna a seguire pratiche commerciali
sostenibili e responsabili, adottando criteri etici lungo tutta la catena produttiva, enfatizzando
l’impegno dell’azienda nel soddisfare le esigenze dei propri clienti in modo efficiente e
innovativo.
In conclusione, riprendendo la prima frase di questo capitolo “il grissino Feyles s.r.l.
È una realtà locale in forte crescita (...)” Si può constatare che le azioni intraprese fino al
giorno d’oggi dall’azienda sono un forte segnale di competitività.
Analizzeremo, nel continuo di questo studio, se le scelte adottate sono sinonimo di
buona salute dell’azienda stessa.
1
CAPITOLO 2: RICLASSIFICAZIONE DEGLI SCHEMI DI BILANCIO
CIVILISTICI
Il bilancio d’esercizio è il punto di partenza dal quale si estrapolano i dati per le
successive analisi. Essendo rivolto a numerosi soggetti, interni ed esterni, interessati alla
situazione patrimoniale, economica e finanziaria di un’azienda è necessario rielaborare tali
informazioni.
Sotto il punto di vista operativo, il processo di analisi di bilancio si articola in una
serie di fasi che partono dalla rilettura preliminare dei valori di bilancio volta a verificare se
sono presenti i requisiti di “espressività” dei dati e l’”attendibilità” del bilancio.
Innanzitutto, i dati del bilancio d’esercizio devono essere riordinati, raggruppati e
riaggregati secondo schemi diversi da quelli vincolanti del Codice civile e dei Principi
Contabili Nazionali. Questo processo di rielaborazione dei dati patrimoniali ed economici è
chiamato “riclassificazione”.
Esistono diversi modelli, scelti in base alla tipologia di finalità informativa che le
analisi di bilancio devono soddisfare.
Per la presente analisi, adotteremo il modello di riclassificazione dello Stato
Patrimoniale secondo il criterio finanziario. Tale approccio richiede la riaggregazione delle
voci patrimoniali in base alla loro capacità di conversione in liquidità. Si distinguono pertanto
le attività e le passività in relazione alla loro liquidabilità o esigibilità nel breve termine, entro
un periodo di 12 mesi, e nel lungo termine.
Per la riclassificazione del Conto Economico, invece, adotteremo lo schema di
analisi reddituale. Tale approccio prevede la riorganizzazione delle voci del Conto Economico
in accordo alle loro componenti reddituali, al fine di acquisire una prospettiva più
approfondita e analitica dell’azienda. Questo metodo analitico risulta utile nel valutare la
stabilità dei profitti e nell'individuare punti di forza o di debolezza nell'operatività
dell'azienda.
2
CAPITOLO 2.1: Riclassificazione dello schema di stato patrimoniale civilistico
Il modello scelto per condurre la presente analisi è quello della riclassificazione dello
Stato patrimoniale secondo il criterio finanziario.
Con questa modalità, le attività e le passività vengono classificate in base al loro
grado di liquidità, ossia alla velocità con cui possono essere trasformate in denaro.
La liquidità può essere valutata secondo i criteri di realizzabilità degli investimenti e
di esigibilità dei finanziamenti. Il primo è la capacità degli elementi patrimoniali attivi di
trasformarsi in denaro; il secondo, invece, è l’attitudine di un elemento patrimoniale passivo
ad essere rimborsato.
Questi due criteri consentono di distinguere gli investimenti sulla base della durata di
utilizzo e i finanziamenti in relazione alla loro scadenza.
Gli elementi del capitale investito vengono suddivisi in due macro-raggruppamenti:
il capitale fisso o attivo immobilizzato;
il capitale circolante lordo o attivo circolante.
La struttura del capitale acquisito, invece, è suddivisibile in:
patrimonio netto o capitale proprio;
passività consolidate o passività medio-lungo termine;
passività correnti o passività a breve termine.
Prospetto di riclassificazione dello Stato patrimoniale secondo il criterio finanziario
2020 2021 2022
2020 2021 2022
CAPITALE INVESTITO O IMPIEGHI
ATTIVO IMMOBILIZZATO
66.594 € 47.397 € 30.609 €
I - Immobilizzazioni immateriali 66.594 € 47.397 € 30.609 €
23.982 € 273.568 € 884.026 €
II - Immobilizzazioni materiali 23.982 € 273.568 € 884.026 €
90.576 € 320.965 € 914.635 €
TOTALE ATTIVO IMMOBILIZZATO 90.576 € 320.965 € 914.635 €
ATTIVO CIRCOLANTE
- € - € 3.500 €
I - Scorte di magazzino - € - € 3.500 €
10.286 € 8.652 € 2.365 €
II - Liquidità differite 10.286 € 8.652 € 2.365 €
495.803 € 338.525 € 306.539 €
III - Liquidità immediate 495.803 € 338.525 € 306.539 €
506.089 € 347.177 € 312.404 €
TOTALE ATTIVO CIRCOLANTE 506.089 € 347.177 € 312.404 €
596.665 € 668.142 € 1.227.039 €
TOTALE CAPITALE INVESTITO 596.665 € 668.142 € 1.227.039 €
3
CAPITOLO 2.2: Riclassificazione dello schema di conto economico civilistico
Come lo Stato Patrimoniale, anche il Conto Economico è riclassificabile seguendo
diversi modelli; essi si basano su una logica comune, ovvero la scomposizione della gestione
nelle diverse aree che la caratterizzano: la gestione caratteristica, la gestione finanziaria, la
gestione accessoria, la gestione non corrente e la gestione fiscale.
La “gestione caratteristica o tipica” è composta dai ricavi e dai costi dei processi
caratteristici di acquisizione, trasformazione e vendita dei prodotti.
La “gestione finanziaria passiva” accoglie i costi derivanti dalle decisioni di
finanziamento mediante capitale di terzi a titolo oneroso; invece, la “gestione finanziaria
attiva” riguarda i proventi che si originano dalle disponibilità liquide temporaneamente in
attesa di investimento e da operazioni di impiego del capitale.
La “gestione atipica o accessoria” è collegata ai costi e ai ricavi relativi alle
operazioni estranee alla gestione operativa.
La “gestione non corrente o residuale” evidenzia i valori che non hanno i caratteri
che si originano come conseguenza di operazioni ed eventi fuori dall’ordinario; è necessario
isolare tali componenti di reddito per non influenzare il giudizio sulla redditività stabile e
durevole della gestione.
Infine, la “gestione fiscale” concerne gli oneri e proventi originati dalle scelte di
politica fiscale.
Le varie configurazioni di riclassificazione del Conto Economico si differenziano
nella sola componente “operativa o caratteristica”, mentre le aree extra-operative sono comuni
nei contenuti e nei risultati intermedi che mettono in evidenza.
In conclusione, la suddetta riclassificazione ha lo scopo di quantificare in che misura
le diverse aree della gestione concorrono, quantitativamente e qualitativamente, alla
determinazione dei risultati intermedi e di quello netto finale. Tra i risultati intermedi è
importante citare il reddito operativo, in quanto consente di valutare il concorso dell’attività
operativa alla formazione del risultato economico d’esercizio, ignorando il contributo
economico delle altre aree di gestione.
4
Prospetto riclassificazione Conto economico di analisi reddituale
2020 2021 2022
+ Valore della produzione 1.035.463 € 1.332.367 € 1.497.155 €
- Costi della produzione 756.239 € 1.087.654 € 1.203.605 €
= Reddito operativo 279.224 € 244.713 € 293.550 €
± Proventi e oneri atipici - € - € - €
± Proventi e oneri finanziari - 487 € - 4.290 € - 2.071 €
= Reddito della gestione corrente 278.737 € 240.423 € 291.479 €
± Proventi e oneri straorinari - € - € - €
= Reddito prima delle imposte 278.737 € 240.423 € 291.479 €
- Imposte sul reddito 81.669 € 73.798 € 86.772 €
= Reddito netto 197.068 € 166.625 € 204.707 €
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CAPITOLO 3: ANALISI DI BILANCIO PER INDICI
Attraverso il processo di riclassificazione dei prospetti di Stato Patrimoniale e Conto
Economico, si riscontrano dei miglioramenti nella comprensione e nella pertinenza dei dati
inclusi nel bilancio aziendale. Tuttavia, per valutare accuratamente il significato di tali
informazioni e formulare un giudizio obiettivo sulla salute complessiva dell'azienda, è
essenziale procedere alla seconda fase del processo. Questa fase comprende il calcolo degli
indicatori chiave di performance economico-finanziaria.
Un'analisi esaustiva del bilancio richiede un'attenta revisione al fine di assicurare la
coerenza logica tra i dati e i risultati. Tale revisione va oltre la mera verifica contabile e
comporta una valutazione ponderata dei risultati ottenuti attraverso l'elaborazione di dati
provenienti da diverse fonti.
La gestione aziendale può essere analizzata in base ai seguenti tre parametri:
1) l'aspetto finanziario, focalizzato sulle relazioni tra il fabbisogno di capitale e le relative
strategie di finanziamento, nonché sui flussi di entrate e uscite di denaro. in questo
caso ci si focalizza sulla gestione della liquidità.
2) l'aspetto economico, che valuta le relazioni tra i costi sostenuti e i ricavi generati al
fine di valutare l'efficienza e la redditività complessiva dell'azienda.
3) l'aspetto patrimoniale, che analizza il rapporto tra il patrimonio netto e il capitale a
credito per valutare la solidità patrimoniale dell’impresa
I fattori di liquidità, solidità e redditività sono interconnessi e questo collegamento può essere
evidenziato nel corso della nostra analisi tramite specifici indicatori che saranno calcolati per
la società presa in esame.
Questi indicatori di bilancio rappresentano degli strumenti fondamentali impiegati da
analisti finanziari, investitori e dirigenti aziendali per valutare la salute di un'impresa e
guidare un soggetto a prendere delle decisioni strategiche in merito agli investimenti, ai
finanziamenti e alla gestione aziendale. La classificazione di questi indicatori dipende dagli
aspetti specifici dell'azienda che vogliamo valutare. Nel contesto specifico di questa analisi
consideriamo in particolare:
gli indicatori di struttura e situazione finanziaria;
gli indicatori patrimoniali;
gli indicatori economici.
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CAPITOLO 3.1: Analisi della struttura e della situazione finanziaria
Esistono due tipologie di indicatori nel contesto dell’analisi di bilancio: gli indicatori
di struttura e di situazione finanziaria. Quelli di struttura finanziaria esaminano le relazioni tra
la struttura degli investimenti effettuati dall'azienda e la struttura delle fonti di finanziamento
adottate. Si basa fondamentalmente sul calcolo degli indici che riflettono la composizione
degli investimenti e delle fonti rilevate nello Stato Patrimoniale riclassificato.
Lo scopo principale di tale analisi è evidenziare:
1) l’elasticità degli investimenti, considerando la liquidità degli investimenti
effettuati;
2) l’elasticità delle fonti di finanziamento.
Gli indicatori della situazione finanziaria hanno l'obiettivo di valutare la capacità dell'azienda
di soddisfare gli obblighi finanziari verso terzi e di generare flussi di cassa positivi. Per questa
analisi si utilizzeranno i seguenti margini e quozienti:
1) margine di tesoriera e indice di liquidità
a. grado di liquidità del capitale investito
b. grado di rigidità delle fonti di finanziamento
2) margine di struttura e indice di autocopertura del capitale fisso
3) capitale circolante netto e indice di disponibilità
4) indice di rotazione del capitale investito
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ELASTICITÀ DEGLI INVESTIMENTI
L’elasticità degli investimenti viene analizzata attraverso l’esame della struttura del
capitale investito, individuando il:
- peso delle immobilizzazioni
I Immobilizzazioni
= ∗100
K Capitale investito
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ELASTICITÀ DEI FINANZIAMENTI
L’elasticità dei finanziamenti viene osservata, in termini percentuali, attraverso
l’analisi della struttura del capitale acquisito, nei seguenti aspetti:
- peso delle passività correnti
P Passività correnti
= ∗100
K Capitale acquisito
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Complessivamente, la società Feyles S.r.l. Ha diminuito l'utilizzo di prestiti a breve
termine ma ha incrementato il ricorso a debiti consolidati a lungo termine. Inoltre, si è
osservata una riduzione del capitale proprio rispetto all'intero capitale acquisito, indicando
una minore valore di risorse interne. Questi cambiamenti potrebbero suggerire una maggiore
necessità di dipendere da fonti esterne di finanziamento al fine di effettuare investimenti più
ampi e significativi.
MARGINE DI TESORERIA E INDICE DI LIQUIDITÀ
Il margine di tesoreria è una misura della liquidità disponibile di un'azienda e
fornisce un'indicazione della capacità di un'azienda di far fronte ai suoi debiti a breve termine
utilizzando le risorse liquide immediate e differite a sua disposizione, dopo aver scontato le
passività correnti. Questo margine riflette la capacità di un'azienda di affrontare i suoi
obblighi finanziari a breve termine.
( L+l )− p=(liquidità differite+ liquidità immediate)−passività correnti
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L’indice di liquidità varia in funzione diretta del grado di liquidità del capitale
investito ed in funzione inversa del grado di esigibilità del capitale acquisito. La variabilità di
tale quoziente dipende quindi da quella dei seguenti fattori determinanti:
grado di liquidità del capitale investito
( L+l ) Liquidità differite+liquidità immediate
= ≤1
K Capitale investito
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Mentre il margine di struttura indica la disponibilità di risorse finanziarie a lungo
termine per coprire gli investimenti in attività fisse, l’indice di autocopertura del capitale
fisso si concentra sulla capacità del capitale proprio di coprire le immobilizzazioni nette.
N Patrimonio netto ≥
= 1
I Immobilizzazioni ≤
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CAPITOLO 3.2: Analisi dell’aspetto patrimoniale
Il patrimonio dell’impresa è composto da elementi positivi o attività patrimoniali e
da elementi negativi o passività patrimoniali; la differenza tra i primi e i secondi rappresenta il
patrimonio netto.
L’analisi della struttura patrimoniale mette in relazione tali componenti patrimoniali
osservandone la solidità sotto i seguenti tre aspetti:
1) indipendenza finanziaria;
2) solidità del capitale sociale;
3) patrimonio netto tangibile.
INDIPENDENZA FINANZIARIA
L'indice di indipendenza finanziaria valuta il rapporto tra il patrimonio netto e il
capitale acquisito, riflettendo in che misura i mezzi investiti sono stati finanziati attraverso
capitale proprio o a pieno rischio. Tale indice rivela la capacità di un'impresa di finanziarsi
internamente, diminuendo la dipendenza da fonti esterne di capitale.
La solidità del patrimonio netto è spesso un indicatore della fiducia che gli
stakeholders ripongono nella gestione e nella prospettiva futura dell'impresa.
N Patrimonio netto
= ≤1
K Capitale acquisito
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QUOZIENTE DI INDEBITAMENTO
Il quoziente di indebitamento indica la "dipendenza finanziaria", ossia l'utilizzo di
risorse finanziarie esterne, sia a breve sia a lungo termine (quali passività correnti e
consolidate), per soddisfare i bisogni finanziari.
P+ p Capitale di terzi
=
K Capitale acquisito
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PATRIMONIO NETTO TANGIBILE
Il patrimonio netto tangibile rappresenta quella quota del patrimonio netto
impiegabile per il finanziamento degli investimenti materiali di un'azienda. Questo parametro
riflette la capacità del patrimonio netto di coprire gli investimenti, specialmente quelli
considerati più a rischio.
N−S . P . ATTIVO B . I = patrimonio netto−immobilizzazioni immateriali
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CAPITOLO 3.3: Analisi della struttura e della situazione economica
L'analisi della situazione economica di un'impresa si focalizza sulla capacità di
questa di mantenere e attrarre i necessari fattori produttivi. Un'efficace valutazione della
redditività risulta positiva solo quando tale capacità è costante nel tempo, contribuendo così a
garantire la durabilità e la solidità economica dell'azienda.
REDDITIVITA’ OPERATIVA
Il ROI (Return On Investment) funge da indicatore della redditività operativa ed è
fondamentale per valutare l'efficacia con cui il management amministra il capitale impiegato
nelle attività operative ed evidenziando la capacità dell'impresa di generare valore.
Ro
∗V
V Ro
ROI= = ∗100
Ko Ko
L'analisi dei fattori che influenzano il ROI evidenzia che la redditività operativa
dipende principalmente da due elementi:
1. i margini di profitto generati da ogni ciclo di "acquisto di materie prime, lavorazione,
vendita di prodotti finiti";
2. la frequenza di ripetizione di questi cicli all'interno di un esercizio fiscale, determinata
dai volumi di vendita.
Riassumendo il ROI può essere così scomposto:
1. indice di redditività delle vendite (ROS)
R o reddito operativo
= ∗100 ¿ 0
V ricavi di vendita ¿
2. tasso di rotazione del capitale investito.
V ricavi di vendita
=
K o capitaleinvestito operativo
Il quoziente ROS quantifica il reddito operativo medio per unità di ricavo netto.
Questo indice delinea la capacità dei ricavi di coprire i restanti costi e oneri operativi, oltre a
fornire una base per la remunerazione del capitale proprio e di altri fattori economici, che
sono correlati ai risultati del periodo.
Invece, il tasso di rotazione del capitale investito indica, in termini economici, il
ricavo medio ottenuto per ogni unità di investimento operativo e funge da moltiplicatore del
tasso di redditività operativa. Questo indice mostra la frequenza con cui il capitale investito si
converte in risorse finanziarie attraverso le vendite di prodotti dell'azienda, nell’arco di un
determinato periodo.
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17
2020 2021 2022
ROS
279.244 244.713 293.550
∗100=26 , 97 ∗100=18 , 37 ∗100=19 , 61
1.035.463 1.332.367 1.497 .155
TASSO DI ROTAZIONE DEL CAPITALE INVESTITO
1.035.463 1.332.367 1.497 .155
∗100=1 , 74 ∗100=1 , 99 ∗100=1 , 22
596.665 668.142 1.227 .039
ROI
279.244 244.713 293.550
∗100=46 ,80 ∗100=36 ,63 ∗100=23 , 92
596.665 668.142 1.227 .039
La redditività operativa nel corso del triennio è progressivamente diminuita, ma non
è necessariamente un fattore d’allarme.
L'analisi del ROI per fattori nel triennio 2020-2022 per Feyles S.r.l. Mostra una
tendenza decrescente, principalmente a causa di: una riduzione del margine operativo sulle
vendite, che ha influenzato negativamente la capacità dell'azienda di mantenere elevati livelli
di redditività operativa; un significativo calo del tasso di rotazione del capitale investito nel
2022, suggerendo che gli aumenti degli investimenti non sono stati ancora pienamente riflessi
in un aumento proporzionale delle vendite.
REDDITIVITA’ GLOBALE E ROE (Return On Equity)
Rn reddito netto
= ∗100
N patrimonio netto
Il ROE è un indicatore della redditività del capitale proprio e riflette il livello di
remunerazione che il capitale acquisito dall'impresa, assoggettato a pieno rischio, può
aspettarsi.
Indipendentemente da eventuali deficit patrimoniali, il segno positivo o negativo del
ROE dipende esclusivamente dal reddito d'esercizio.
Per una comprensione più dettagliata, il ROE è generalmente scomposto nei seguenti
fattori:
1. il quoziente di redditività operativa (ROI);
Ro
K
2. il livello di indebitamento dell'impresa;
K
N
3. il rapporto tra reddito netto globale e reddito operativo.
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Rn
Ro
ROE PER FATTORI
Ro
∗K
K
∗R n
N R
ROE= = n ∗100
Ro N
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CONCLUSIONI
Nel triennio 2020-2022, Feyles S.r.l. ha registrato un incremento significativo
dell'attivo immobilizzato, indicativo di investimenti sostanziali in beni durevoli quali
macchinari, impianti e terreni. Tale incremento riflette una probabile espansione operativa e
una strategia di crescita a lungo termine.
La riduzione della dipendenza dai finanziamenti a breve termine suggerisce una
maggiore stabilità finanziaria e una minore pressione sui flussi di cassa, migliorando così la
gestione delle passività a breve termine.
Durante i primi due anni del periodo analizzato, la società ha mantenuto un margine
di tesoreria positivo, dimostrando una solida capacità di coprire le passività correnti con le
risorse liquide disponibili, segno di una buona solidità finanziaria immediata. Tuttavia, nel
2022, il margine di tesoreria negativo ha indicato difficoltà nel coprire i debiti a breve termine
con le risorse liquide disponibili, segnalando una insufficiente liquidità per far fronte agli
obblighi finanziari immediati.
L'aumento dell'indice di indipendenza finanziaria nei primi due anni evidenzia una
maggiore autonomia finanziaria, permettendo all'azienda di onorare i propri impegni
finanziari senza pressioni esterne.
La crescita del patrimonio netto, favorita da politiche di autofinanziamento e
accantonamenti a riserva straordinaria, riflette un rafforzamento della solidità del capitale
sociale della società. Tuttavia, la diminuzione del capitale proprio rispetto al totale del capitale
acquisito segnala una minore capacità di autofinanziamento, aumentando la dipendenza da
fonti esterne di finanziamento e il rischio finanziario dell'azienda.
L'incremento progressivo del patrimonio netto tangibile indica una maggiore
capacità di Feyles S.r.l. di finanziare investimenti attraverso risorse interne, migliorando la
stabilità a lungo termine.
L'aumento del ricorso ai finanziamenti a lungo termine ha accresciuto la struttura
debitoria dell'azienda, comportando un maggiore rischio finanziario ed economico. Inoltre, la
riduzione della liquidità e il maggior ricorso a finanziamenti esterni potrebbero comportare
una minore autonomia finanziaria e maggiori vincoli imposti dai creditori.
Feyles S.r.l. ha affrontato sfide significative nel mantenere la redditività operativa e
nell'integrare efficacemente i nuovi investimenti. La riduzione del margine operativo e la
minore rotazione del capitale investito sono aspetti critici che l'azienda deve monitorare
attentamente.
Parallelamente, l'aumento della dipendenza dal capitale di terzi ha amplificato il
rischio finanziario, nonostante il leverage finanziario abbia temporaneamente sostenuto il
ritorno sul capitale proprio. Questi elementi suggeriscono la necessità di strategie mirate per
migliorare l'efficienza operativa e gestire il debito in modo sostenibile, al fine di rafforzare la
solidità finanziaria e la redditività a lungo termine.
In sintesi, i punti di forza della società sono:
1. aumento dell'attivo immobilizzato
2. riduzione delle passività correnti
3. margine di tesoreria positivo (2020-2021)
4. indice di indipendenza finanziaria (2020-2021)
5. solidità del capitale sociale
6. incremento del patrimonio netto tangibile
Mentre i punti di debolezza sono i seguenti:
1. aumento delle passività consolidate
2. riduzione del capitale proprio
3. margine di tesoreria negativo (2022)
4. diminuzione della liquidità
5. margine di struttura negativo (2022)
6. diminuzione della redditività operativa
Ferrero G., Dezzani F., Pisoni P., Puddu L., “Analisi di bilancio e rendiconti
finanziari”, Giuffrè Editore, 2006, Milano
Cantino V., De Bernardi P., Devalle A., “Le analisi di bilancio” estratto da “Sistemi
di rilevazione e misurazione delle performance aziendali”, Giappichelli Editore, 2020, Torino