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DIPARTIMENTO DI

MANAGEMENT E ECONOMIA
Corso di Laurea Triennale in
Economia Aziendale

RELAZIONE DI LAUREA

L’analisi di Bilancio: il caso Feyles S.r.l.

Relatore:
Rainero Christian

Candidata:
Avidano Elena

Anno Accademico 2023 / 2024

2
Ai miei nonni
INDICE
INTRODUZIONE: ANALISI DI BILANCIO, CHE COS’È? I
CAPITOLO 1 - FEYLES S.R.L. UNA REALTÀ LOCALE IN ESPANSIONE 1
CAPITOLO 2: RICLASSIFICAZIONE DEGLI SCHEMI DI BILANCIO CIVILISTICI 2
Riclassificazione dello schema di stato patrimoniale civilistico 3
Riclassificazione dello schema di conto economico civilistico 4
CAPITOLO 3: ANALISI DI BILANCIO PER INDICI 6
Analisi della struttura e della situazione finanziaria 8
Analisi dell’aspetto patrimoniale 13
Analisi della struttura e della situazione economica 17
CONCLUSIONI 18
BIBLIOGRAFIA E SITOGRAZIA 19
INTRODUZIONE: ANALISI DI BILANCIO, CHE COS’È?
Con il presente elaborato, si intende presentare e approfondire un tema fondamentale
nell’elaborazione delle informazioni da comunicare agli shareholders interessati ad
un’azienda. Si tratta delle analisi di bilancio, ovvero un processo interpretativo la cui finalità è
diagnosticare lo stato di salute di un’impresa sotto i distinti, ma complementari profili
economico, finanziario e patrimoniale.
Il seguente studio prenderà in esame la società Feyles s.r.l. Nel triennio 2020-2022.
L’obiettivo finale sarà quello di fornire una panoramica esaustiva sulla situazione
patrimoniale, finanziaria ed economica della società presa in esame, attraverso
l’apprezzamento dell’attitudine ad operare secondo i criteri di economicità, di solidità
patrimoniale e di liquidità fondamentali per la creazione di valore durevole nel tempo.
Inizialmente, sarà presentata la società, delineando la sua storia e i servizi offerti.
In seguito, si procederà alla riclassificazione dei prospetti di Stato Patrimoniale e di
Conto Economico e del calcolo degli indicatori di performance. Per ogni indicatore seguirà
una breve spiegazione e verrà elaborato un commento della situazione rappresentata.
Infine, si formulerà un giudizio finale sull’andamento della performance economica
aziendale e della struttura attuale della società, effettuando una valutazione complessiva
basata sugli indici e quozienti analizzati.

I
CAPITOLO 1 - FEYLES S.R.L. UNA REALTÀ LOCALE IN
ESPANSIONE
Fondata nel 1968, il grissinificio Feyles s.r.l. è una realtà locale in forte crescita nel
settore della produzione artigianale di prodotti culinari, in particolare è specializzata nella
vendita di grissini Rubatà.
Nata come azienda familiare con sede principale di produzione a Santena, in
provincia di Torino, Feyles s.r.l., nella produzione dei suoi prodotti, trae ispirazione
dall’atmosfera dei tradizionali antichi panifici, dove le lavorazioni rispettano scrupolosamente
i tempi e le consuetudini.
Nel processo produttivo vengono utilizzati esclusivamente ingredienti naturali e a
km0. Inoltre, le materie prime sono certificate non OMG e le farine utilizzate sono fornite da
un mulino di fiducia.
Nel corso della sua attività, la gamma di prodotti si è arricchita di nuove specialità,
per far fronte e soddisfare le diverse esigenze dei clienti. Ad oggi, si può scegliere tra grissini
classici, integrali o aromatizzati, e tra biscotti di meliga, alla nocciola o integrali al miele di
castagno.
Negli ultimi anni, la società Feyles s.r.l. Ha radicato la propria presenza non solo
nella provincia di Torino, ma anche su scala nazionale; questa crescita è dovuta alla scelta di
aggiornare i propri servizi, aprendo la possibilità della consegna a domicilio, implementata
maggiormente in seguito all’emergenza pandemica dovuta alla diffusione del virus Covid-19.
Dimostrano la volontà dell’azienda di espandere i propri confini anche le scelte
strategiche di acquisizione, nel 2022, di un nuovo fabbricato e, nel 2023, di un nuovo punto
vendita in Piazza Castello, Torino, nonché, nel 2020, la scelta di entrare a far parte del Gruppo
ALRAI s.r.l. Come controllata al 100%.
Infine, si può affermare che Feyles s.r.l. S’impegna a seguire pratiche commerciali
sostenibili e responsabili, adottando criteri etici lungo tutta la catena produttiva, enfatizzando
l’impegno dell’azienda nel soddisfare le esigenze dei propri clienti in modo efficiente e
innovativo.
In conclusione, riprendendo la prima frase di questo capitolo “il grissino Feyles s.r.l.
È una realtà locale in forte crescita (...)” Si può constatare che le azioni intraprese fino al
giorno d’oggi dall’azienda sono un forte segnale di competitività.
Analizzeremo, nel continuo di questo studio, se le scelte adottate sono sinonimo di
buona salute dell’azienda stessa.

1
CAPITOLO 2: RICLASSIFICAZIONE DEGLI SCHEMI DI BILANCIO
CIVILISTICI
Il bilancio d’esercizio è il punto di partenza dal quale si estrapolano i dati per le
successive analisi. Essendo rivolto a numerosi soggetti, interni ed esterni, interessati alla
situazione patrimoniale, economica e finanziaria di un’azienda è necessario rielaborare tali
informazioni.
Sotto il punto di vista operativo, il processo di analisi di bilancio si articola in una
serie di fasi che partono dalla rilettura preliminare dei valori di bilancio volta a verificare se
sono presenti i requisiti di “espressività” dei dati e l’”attendibilità” del bilancio.
Innanzitutto, i dati del bilancio d’esercizio devono essere riordinati, raggruppati e
riaggregati secondo schemi diversi da quelli vincolanti del Codice civile e dei Principi
Contabili Nazionali. Questo processo di rielaborazione dei dati patrimoniali ed economici è
chiamato “riclassificazione”.
Esistono diversi modelli, scelti in base alla tipologia di finalità informativa che le
analisi di bilancio devono soddisfare.
Per la presente analisi, adotteremo il modello di riclassificazione dello Stato
Patrimoniale secondo il criterio finanziario. Tale approccio richiede la riaggregazione delle
voci patrimoniali in base alla loro capacità di conversione in liquidità. Si distinguono pertanto
le attività e le passività in relazione alla loro liquidabilità o esigibilità nel breve termine, entro
un periodo di 12 mesi, e nel lungo termine.
Per la riclassificazione del Conto Economico, invece, adotteremo lo schema di
analisi reddituale. Tale approccio prevede la riorganizzazione delle voci del Conto Economico
in accordo alle loro componenti reddituali, al fine di acquisire una prospettiva più
approfondita e analitica dell’azienda. Questo metodo analitico risulta utile nel valutare la
stabilità dei profitti e nell'individuare punti di forza o di debolezza nell'operatività
dell'azienda.

2
CAPITOLO 2.1: Riclassificazione dello schema di stato patrimoniale civilistico
Il modello scelto per condurre la presente analisi è quello della riclassificazione dello
Stato patrimoniale secondo il criterio finanziario.
Con questa modalità, le attività e le passività vengono classificate in base al loro
grado di liquidità, ossia alla velocità con cui possono essere trasformate in denaro.
La liquidità può essere valutata secondo i criteri di realizzabilità degli investimenti e
di esigibilità dei finanziamenti. Il primo è la capacità degli elementi patrimoniali attivi di
trasformarsi in denaro; il secondo, invece, è l’attitudine di un elemento patrimoniale passivo
ad essere rimborsato.
Questi due criteri consentono di distinguere gli investimenti sulla base della durata di
utilizzo e i finanziamenti in relazione alla loro scadenza.
Gli elementi del capitale investito vengono suddivisi in due macro-raggruppamenti:
 il capitale fisso o attivo immobilizzato;
 il capitale circolante lordo o attivo circolante.
La struttura del capitale acquisito, invece, è suddivisibile in:
 patrimonio netto o capitale proprio;
 passività consolidate o passività medio-lungo termine;
 passività correnti o passività a breve termine.
Prospetto di riclassificazione dello Stato patrimoniale secondo il criterio finanziario
2020 2021 2022
2020 2021 2022
CAPITALE INVESTITO O IMPIEGHI
ATTIVO IMMOBILIZZATO
66.594 € 47.397 € 30.609 €
I - Immobilizzazioni immateriali 66.594 € 47.397 € 30.609 €
23.982 € 273.568 € 884.026 €
II - Immobilizzazioni materiali 23.982 € 273.568 € 884.026 €
90.576 € 320.965 € 914.635 €
TOTALE ATTIVO IMMOBILIZZATO 90.576 € 320.965 € 914.635 €
ATTIVO CIRCOLANTE
- € - € 3.500 €
I - Scorte di magazzino - € - € 3.500 €
10.286 € 8.652 € 2.365 €
II - Liquidità differite 10.286 € 8.652 € 2.365 €
495.803 € 338.525 € 306.539 €
III - Liquidità immediate 495.803 € 338.525 € 306.539 €
506.089 € 347.177 € 312.404 €
TOTALE ATTIVO CIRCOLANTE 506.089 € 347.177 € 312.404 €
596.665 € 668.142 € 1.227.039 €
TOTALE CAPITALE INVESTITO 596.665 € 668.142 € 1.227.039 €

CAPITALE ACQUISITO O FONTI


PATRIMONIO NETTO 328.871 € 395.263 € 498.987 €
328.871 € 395.263 € 498.987 €
di cui Capitale sociale 20.000 € 20.000 € 20.000 €
20.000 € 20.000 € 20.000 €
PASSIVITA' CONSOLIDATE 58.157 € 74.358 € 392.763 €
58.157 € 74.358 € 392.763 €
PASSIVITA' CORRENTI 209.637 € 198.521 € 335.289 €
209.637 € 198.521 € 335.289 €
TOTALE CAPITALE ACQUISITO 596.665 € 668.142 € 1.227.039 €
596.665 € 668.142 € 1.227.039 €

3
CAPITOLO 2.2: Riclassificazione dello schema di conto economico civilistico
Come lo Stato Patrimoniale, anche il Conto Economico è riclassificabile seguendo
diversi modelli; essi si basano su una logica comune, ovvero la scomposizione della gestione
nelle diverse aree che la caratterizzano: la gestione caratteristica, la gestione finanziaria, la
gestione accessoria, la gestione non corrente e la gestione fiscale.
La “gestione caratteristica o tipica” è composta dai ricavi e dai costi dei processi
caratteristici di acquisizione, trasformazione e vendita dei prodotti.
La “gestione finanziaria passiva” accoglie i costi derivanti dalle decisioni di
finanziamento mediante capitale di terzi a titolo oneroso; invece, la “gestione finanziaria
attiva” riguarda i proventi che si originano dalle disponibilità liquide temporaneamente in
attesa di investimento e da operazioni di impiego del capitale.
La “gestione atipica o accessoria” è collegata ai costi e ai ricavi relativi alle
operazioni estranee alla gestione operativa.
La “gestione non corrente o residuale” evidenzia i valori che non hanno i caratteri
che si originano come conseguenza di operazioni ed eventi fuori dall’ordinario; è necessario
isolare tali componenti di reddito per non influenzare il giudizio sulla redditività stabile e
durevole della gestione.
Infine, la “gestione fiscale” concerne gli oneri e proventi originati dalle scelte di
politica fiscale.
Le varie configurazioni di riclassificazione del Conto Economico si differenziano
nella sola componente “operativa o caratteristica”, mentre le aree extra-operative sono comuni
nei contenuti e nei risultati intermedi che mettono in evidenza.
In conclusione, la suddetta riclassificazione ha lo scopo di quantificare in che misura
le diverse aree della gestione concorrono, quantitativamente e qualitativamente, alla
determinazione dei risultati intermedi e di quello netto finale. Tra i risultati intermedi è
importante citare il reddito operativo, in quanto consente di valutare il concorso dell’attività
operativa alla formazione del risultato economico d’esercizio, ignorando il contributo
economico delle altre aree di gestione.

4
Prospetto riclassificazione Conto economico di analisi reddituale
2020 2021 2022
+ Valore della produzione 1.035.463 € 1.332.367 € 1.497.155 €
- Costi della produzione 756.239 € 1.087.654 € 1.203.605 €
= Reddito operativo 279.224 € 244.713 € 293.550 €
± Proventi e oneri atipici - € - € - €
± Proventi e oneri finanziari - 487 € - 4.290 € - 2.071 €
= Reddito della gestione corrente 278.737 € 240.423 € 291.479 €
± Proventi e oneri straorinari - € - € - €
= Reddito prima delle imposte 278.737 € 240.423 € 291.479 €
- Imposte sul reddito 81.669 € 73.798 € 86.772 €
= Reddito netto 197.068 € 166.625 € 204.707 €

5
CAPITOLO 3: ANALISI DI BILANCIO PER INDICI
Attraverso il processo di riclassificazione dei prospetti di Stato Patrimoniale e Conto
Economico, si riscontrano dei miglioramenti nella comprensione e nella pertinenza dei dati
inclusi nel bilancio aziendale. Tuttavia, per valutare accuratamente il significato di tali
informazioni e formulare un giudizio obiettivo sulla salute complessiva dell'azienda, è
essenziale procedere alla seconda fase del processo. Questa fase comprende il calcolo degli
indicatori chiave di performance economico-finanziaria.
Un'analisi esaustiva del bilancio richiede un'attenta revisione al fine di assicurare la
coerenza logica tra i dati e i risultati. Tale revisione va oltre la mera verifica contabile e
comporta una valutazione ponderata dei risultati ottenuti attraverso l'elaborazione di dati
provenienti da diverse fonti.
La gestione aziendale può essere analizzata in base ai seguenti tre parametri:
1) l'aspetto finanziario, focalizzato sulle relazioni tra il fabbisogno di capitale e le relative
strategie di finanziamento, nonché sui flussi di entrate e uscite di denaro. in questo
caso ci si focalizza sulla gestione della liquidità.
2) l'aspetto economico, che valuta le relazioni tra i costi sostenuti e i ricavi generati al
fine di valutare l'efficienza e la redditività complessiva dell'azienda.
3) l'aspetto patrimoniale, che analizza il rapporto tra il patrimonio netto e il capitale a
credito per valutare la solidità patrimoniale dell’impresa
I fattori di liquidità, solidità e redditività sono interconnessi e questo collegamento può essere
evidenziato nel corso della nostra analisi tramite specifici indicatori che saranno calcolati per
la società presa in esame.
Questi indicatori di bilancio rappresentano degli strumenti fondamentali impiegati da
analisti finanziari, investitori e dirigenti aziendali per valutare la salute di un'impresa e
guidare un soggetto a prendere delle decisioni strategiche in merito agli investimenti, ai
finanziamenti e alla gestione aziendale. La classificazione di questi indicatori dipende dagli
aspetti specifici dell'azienda che vogliamo valutare. Nel contesto specifico di questa analisi
consideriamo in particolare:
 gli indicatori di struttura e situazione finanziaria;
 gli indicatori patrimoniali;
 gli indicatori economici.

6
CAPITOLO 3.1: Analisi della struttura e della situazione finanziaria
Esistono due tipologie di indicatori nel contesto dell’analisi di bilancio: gli indicatori
di struttura e di situazione finanziaria. Quelli di struttura finanziaria esaminano le relazioni tra
la struttura degli investimenti effettuati dall'azienda e la struttura delle fonti di finanziamento
adottate. Si basa fondamentalmente sul calcolo degli indici che riflettono la composizione
degli investimenti e delle fonti rilevate nello Stato Patrimoniale riclassificato.
Lo scopo principale di tale analisi è evidenziare:
1) l’elasticità degli investimenti, considerando la liquidità degli investimenti
effettuati;
2) l’elasticità delle fonti di finanziamento.
Gli indicatori della situazione finanziaria hanno l'obiettivo di valutare la capacità dell'azienda
di soddisfare gli obblighi finanziari verso terzi e di generare flussi di cassa positivi. Per questa
analisi si utilizzeranno i seguenti margini e quozienti:
1) margine di tesoriera e indice di liquidità
a. grado di liquidità del capitale investito
b. grado di rigidità delle fonti di finanziamento
2) margine di struttura e indice di autocopertura del capitale fisso
3) capitale circolante netto e indice di disponibilità
4) indice di rotazione del capitale investito

7
ELASTICITÀ DEGLI INVESTIMENTI
L’elasticità degli investimenti viene analizzata attraverso l’esame della struttura del
capitale investito, individuando il:
- peso delle immobilizzazioni
I Immobilizzazioni
= ∗100
K Capitale investito

2020 2021 2022


90.576 320.965 914.635
∗100=15 , 18 ∗100=48 , 04 ∗100=74 ,54
596.665 668.142 1.227 .039
- peso del capitale circolante
C Capitale circolante
= ∗100
K Capitale investito

2020 2021 2022


506.089 347.177 312.404
∗100=84 , 82 ∗100=51, 96 ∗100=25 , 46
596.665 668.142 1.227 .039
I due indici di composizione, sopra elencati, segnalano la percentuale di rigidità o di
elasticità del capitale investito.
Esaminando con attenzione i due indicatori, nel triennio 2020-2022 emerge un
aumento dell'attivo immobilizzato all’interno del totale degli investimenti aziendali. Tale
incremento può essere dovuto a investimenti in beni durevoli come macchinari, impianti o
terreni, oppure potrebbe essere il frutto di un'espansione operativa significativa da parte
dell'azienda.

8
ELASTICITÀ DEI FINANZIAMENTI
L’elasticità dei finanziamenti viene osservata, in termini percentuali, attraverso
l’analisi della struttura del capitale acquisito, nei seguenti aspetti:
- peso delle passività correnti
P Passività correnti
= ∗100
K Capitale acquisito

2020 2021 2022


209.637 198.521 335.289
∗100=35 ,13 ∗100=29 , 71 ∗100=27 ,33
596.665 668.142 1.227 .039
- peso delle passività consolidate
P Passività consolidate
= ∗100
K Capitale acquisito

2020 2021 2022


58.157 74.358 392.763
∗100=9 ,75 ∗100=11 ,13 ∗100=32
596.665 668.142 1.227 .039
- peso del patrimonio netto o capitale proprio
N Patrimonio netto
= ∗100
K Capitale acquisito

2020 2021 2022


328.871 395.263 498.987
∗100=55 , 12 ∗100=59 , 16 ∗100=40 , 67
596.665 668.142 1.227 .039
Analizzando il peso delle passività correnti, Si può notare una riduzione della
dipendenza da finanziamenti a breve termine rispetto al capitale complessivo acquisito.
Questo comporta avere una maggiore stabilità finanziaria a breve termine e una ridotta
pressione sui flussi di cassa.
In seguito, prendendo in considerazione il peso delle passività consolidate si
evidenzia un aumento nell'uso di finanziamenti rispetto al capitale complessivo acquisito. Tale
crescita potrebbe essere associata a prestiti a lungo termine o altre forme di finanziamento che
hanno inciso maggiormente sulla struttura debitoria dell'azienda.
Infine, osservando l’ultimo indicatore, ovvero il peso del patrimonio netto, si può
notare una diminuzione della parte di risorse proprie rispetto al totale del capitale acquisito.
Questo potrebbe significare che la società ha una minore capacità di finanziare le sue attività
con risorse interne che ha comportato ad una maggiore dipendenza da finanziamenti esterni
(Come evidenziato dall'indicatore precedente).

9
Complessivamente, la società Feyles S.r.l. Ha diminuito l'utilizzo di prestiti a breve
termine ma ha incrementato il ricorso a debiti consolidati a lungo termine. Inoltre, si è
osservata una riduzione del capitale proprio rispetto all'intero capitale acquisito, indicando
una minore valore di risorse interne. Questi cambiamenti potrebbero suggerire una maggiore
necessità di dipendere da fonti esterne di finanziamento al fine di effettuare investimenti più
ampi e significativi.
MARGINE DI TESORERIA E INDICE DI LIQUIDITÀ
Il margine di tesoreria è una misura della liquidità disponibile di un'azienda e
fornisce un'indicazione della capacità di un'azienda di far fronte ai suoi debiti a breve termine
utilizzando le risorse liquide immediate e differite a sua disposizione, dopo aver scontato le
passività correnti. Questo margine riflette la capacità di un'azienda di affrontare i suoi
obblighi finanziari a breve termine.
( L+l )− p=(liquidità differite+ liquidità immediate)−passività correnti

2020 2021 2022


( 10.286+ 495.803 )−209.637=296.452
( 8.652+338.525 )−198.521=148.656
( 2.365+306.539 )−335.289=−26.385
Dai risultati ottenuti possiamo notare che nel biennio 2020-2021, la società ha
mantenuto un margine di tesoreria positivo, evidenziando una buona liquidità immediata e
differita rispetto alle passività correnti, confermando la solidità finanziaria. Tuttavia, nel 2022,
il margine di tesoreria negativo indica possibili difficoltà nel coprire i debiti a breve termine
con le risorse liquide disponibili, segnalando un’insufficiente liquidità per gli obblighi
finanziari immediati.
L'indice di liquidità valuta la capacità aziendale di pagare i debiti a breve termine
tramite le risorse liquide immediate e differite. Un indice superiore a 1 indica una situazione
in cui l'azienda possiede più risorse liquide di quelle necessarie per coprire i debiti immediati,
evidenziando una buona capacità nel gestire gli obblighi finanziari immediati.
L+l Liquidità differite+liquidità immediate
= ⋛1
P Passività correnti

2020 2021 2022


(10.286+ 495.803) ( 8.652+338.525 ) ( 2.365+306.539 )
=2 , 41 =1 ,75 =0 , 92
209.637 198.521 335.289
I risultati ottenuti con tale indicatore hanno lo stesso significato dei risultati
evidenziati dal margine di tesoreria.

10
L’indice di liquidità varia in funzione diretta del grado di liquidità del capitale
investito ed in funzione inversa del grado di esigibilità del capitale acquisito. La variabilità di
tale quoziente dipende quindi da quella dei seguenti fattori determinanti:
 grado di liquidità del capitale investito
( L+l ) Liquidità differite+liquidità immediate
= ≤1
K Capitale investito

2020 2021 2022


(10.286+ 495.803) ( 8.652+338.525 ) ( 2.365+306.539 )
=0 , 85 =0 , 52 =0 , 25
596.665 668.142 1.227 .039
 grado di rigidità delle fonti di finanziamento
K Capitale investito
=
P Passività correnti

2020 2021 2022


596.665 668.142 1.227 .039
=2 , 85 =3 ,37 =3 ,66
209.637 198.521 335.289
Analizzando complessivamente la situazione, si riscontra una diminuzione della
liquidità e un maggior ricorso a fonti di finanziamento esterne. Questa situazione, se non
tenuta sotto controllo, potrebbe comportare una minore autonomia finanziaria.
MARGINE DI STRUTTURA E INDICE DI AUTOCOPERTURA DEL CAPITALE
FISSO
Il margine di struttura indica la capacità dell’azienda di finanziare le proprie
immobilizzazioni con il capitale permanente.
N−I = patrimonio netto−immobilizzazioni

2020 2021 2022


328.871−90.576=238.295 395.263−320.965=74.298 498.987−914.635=−415.648
Nel biennio 2020-2021, l'azienda ha finanziato parte delle immobilizzazioni con il
capitale proprio, dimostrando una solida struttura finanziaria e una minore dipendenza da
fonti di finanziamento esterne. Nell’ultimo anno, invece, si evidenzia un margine negativo
dovuto all’utilizzo del capitale di terzi per finanziare le immobilizzazioni, con conseguente
aumento del rischio finanziario.

11
Mentre il margine di struttura indica la disponibilità di risorse finanziarie a lungo
termine per coprire gli investimenti in attività fisse, l’indice di autocopertura del capitale
fisso si concentra sulla capacità del capitale proprio di coprire le immobilizzazioni nette.
N Patrimonio netto ≥
= 1
I Immobilizzazioni ≤

2020 2021 2022


328.871 395.263 498.987
=3 ,63 =1 ,23 =0 ,55
90.576 320.965 914.635
In linea con quanto evidenziato dal margine di struttura, analizzando questo indice si
può notare che nei tre anni la copertura delle immobilizzazioni con il capitale proprio è andata
a deteriorare. Le cause potrebbero essere dovute ai maggiori investimenti effettuati nel
biennio 2021-2022.
CAPITALE CIRCOLANTE NETTO E INDICE DI DISPONIBILITÀ
Il capitale circolante netto è un indicatore di bilancio che misura la capacità
dell'azienda di autofinanziarsi con le proprie attività correnti.
C− p=capitale circolante lordo−passività correnti

2020 2021 2022


506.089−209.637=296.452 347.177−198.521=148.656 312.404−335.289=−22.885
L’indice di disponibilità misura la capacità immediata di un'azienda di far fronte
alle sue obbligazioni a breve termine utilizzando solo le sue liquidità immediate.
C Capitale circolante lordo ≥
= 2
P Passività correnti ≤

2020 2021 2022


506.089 347.177 312.404
=2 , 41 =1 ,75 =0 , 93
209.637 198.521 335.289
L'indice di disponibilità e il capitale circolante netto sono due indicatori
complementari che forniscono informazioni utili sulla liquidità e l'autonomia finanziaria di
un'azienda. L'analisi congiunta di questi indicatori permette di ottenere una valutazione più
completa della situazione finanziaria aziendale.
Nel biennio 2020-2021, l’attivo circolante è sufficiente a far fronte ai debiti di breve
periodo, mentre nell’ultimo esercizio le passività correnti superano le disponibilità liquide e le
rimanenze, inoltre è in difficoltà a coprire le passività correnti con le attività correnti.

12
CAPITOLO 3.2: Analisi dell’aspetto patrimoniale
Il patrimonio dell’impresa è composto da elementi positivi o attività patrimoniali e
da elementi negativi o passività patrimoniali; la differenza tra i primi e i secondi rappresenta il
patrimonio netto.
L’analisi della struttura patrimoniale mette in relazione tali componenti patrimoniali
osservandone la solidità sotto i seguenti tre aspetti:
1) indipendenza finanziaria;
2) solidità del capitale sociale;
3) patrimonio netto tangibile.
INDIPENDENZA FINANZIARIA
L'indice di indipendenza finanziaria valuta il rapporto tra il patrimonio netto e il
capitale acquisito, riflettendo in che misura i mezzi investiti sono stati finanziati attraverso
capitale proprio o a pieno rischio. Tale indice rivela la capacità di un'impresa di finanziarsi
internamente, diminuendo la dipendenza da fonti esterne di capitale.
La solidità del patrimonio netto è spesso un indicatore della fiducia che gli
stakeholders ripongono nella gestione e nella prospettiva futura dell'impresa.
N Patrimonio netto
= ≤1
K Capitale acquisito

2020 2021 2022


328.871 395.263 498.987
=0 , 55 =0 , 59 =0 , 41
596.665 668.142 1.227 .039
Nel biennio 2020-2021, l’aumento del valore di questo indice denota un
miglioramento nell’autonomia finanziaria dell'impresa, evidenziando la sua capacità di
onorare gli impegni finanziari senza subire pressioni esterne e mantenendo un'adeguata
patrimonializzazione. D’altro canto, nel 2022, si può notare una diminuzione dell'indice
evidenziando un maggiore livello di indebitamento. Questa situazione potrebbe tradursi in:
maggiori vincoli imposti dai creditori, limitazioni nella gestione aziendale e un incremento del
rischio finanziario ed economico. È importante distinguere l'indipendenza finanziaria dal
concetto di autofinanziamento e dalla condizione ideale di autosufficienza finanziaria, la
quale si riferisce alla completa indipendenza da debiti.

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QUOZIENTE DI INDEBITAMENTO
Il quoziente di indebitamento indica la "dipendenza finanziaria", ossia l'utilizzo di
risorse finanziarie esterne, sia a breve sia a lungo termine (quali passività correnti e
consolidate), per soddisfare i bisogni finanziari.
P+ p Capitale di terzi
=
K Capitale acquisito

2020 2021 2022


267.794 272.879 728.052
=0 , 45 =0 , 41 =0 ,59
596.665 668.142 1.227 .039
Dalla situazione della società Feyles s.r.l. Nel triennio 2020-2022, si può concludere
ipotizzando che in seguito a maggiori investimenti, quindi un aumento del capitale investito,
si è reso necessario un maggior accesso ai finanziamenti esterni.
SOLIDITA’ DEL CAPITALE SOCIALE
La robustezza finanziaria di un'impresa può essere valutata anche attraverso l'analisi
della struttura del patrimonio netto, esaminando sia la grandezza sia la qualità delle riserve in
relazione al totale del patrimonio netto.
Il coefficiente di solidità del patrimonio netto, definito come il rapporto tra il
patrimonio netto e il capitale sociale, indica quante volte il patrimonio netto supera il capitale
sociale. Questo rapporto è indicativo delle scelte aziendali relative all'autofinanziamento,
ovvero l'allocazione delle parti residue di utile in riserve.
N Patrimonio netto ≤
= 1
N Capitale sociale ≥

2020 2021 2022


328.871 395.263 498.987
=16 , 44 =19 ,76 =24 , 95
20.000 20.000 20.000
Questo quoziente può variare in funzione delle modifiche sia positive che negative
che il patrimonio netto può subire, considerando anche le fluttuazioni del capitale sociale. I
valori assunti dall’azienda Feyles S.r.l. Nel triennio 2020-2022 sono superiori all’unità, questo
è segno di crescita del patrimonio netto grazie alle politiche di autofinanziamento.
Le variazioni nel patrimonio netto che hanno influenzato la maggiore solidità del
capitale sociale sono dovute ad accrescimenti patrimoniali, tra cui maggiori accantonamenti a
riserva straordinaria e miglioramento del reddito netto.

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PATRIMONIO NETTO TANGIBILE
Il patrimonio netto tangibile rappresenta quella quota del patrimonio netto
impiegabile per il finanziamento degli investimenti materiali di un'azienda. Questo parametro
riflette la capacità del patrimonio netto di coprire gli investimenti, specialmente quelli
considerati più a rischio.
N−S . P . ATTIVO B . I = patrimonio netto−immobilizzazioni immateriali

2020 2021 2022


328.871−66.594=262.277 395.263−47.397=347.866 498.987−30.609=468.378
I dati storici mostrano un incremento progressivo nel patrimonio netto tangibile
dell'azienda. Questo aumento indica una crescente capacità dell'azienda di finanziare
investimenti tangibili attraverso risorse interne accumulate.

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CAPITOLO 3.3: Analisi della struttura e della situazione economica
L'analisi della situazione economica di un'impresa si focalizza sulla capacità di
questa di mantenere e attrarre i necessari fattori produttivi. Un'efficace valutazione della
redditività risulta positiva solo quando tale capacità è costante nel tempo, contribuendo così a
garantire la durabilità e la solidità economica dell'azienda.
REDDITIVITA’ OPERATIVA
Il ROI (Return On Investment) funge da indicatore della redditività operativa ed è
fondamentale per valutare l'efficacia con cui il management amministra il capitale impiegato
nelle attività operative ed evidenziando la capacità dell'impresa di generare valore.
Ro
∗V
V Ro
ROI= = ∗100
Ko Ko
L'analisi dei fattori che influenzano il ROI evidenzia che la redditività operativa
dipende principalmente da due elementi:
1. i margini di profitto generati da ogni ciclo di "acquisto di materie prime, lavorazione,
vendita di prodotti finiti";
2. la frequenza di ripetizione di questi cicli all'interno di un esercizio fiscale, determinata
dai volumi di vendita.
Riassumendo il ROI può essere così scomposto:
1. indice di redditività delle vendite (ROS)
R o reddito operativo
= ∗100 ¿ 0
V ricavi di vendita ¿
2. tasso di rotazione del capitale investito.
V ricavi di vendita
=
K o capitaleinvestito operativo
Il quoziente ROS quantifica il reddito operativo medio per unità di ricavo netto.
Questo indice delinea la capacità dei ricavi di coprire i restanti costi e oneri operativi, oltre a
fornire una base per la remunerazione del capitale proprio e di altri fattori economici, che
sono correlati ai risultati del periodo.
Invece, il tasso di rotazione del capitale investito indica, in termini economici, il
ricavo medio ottenuto per ogni unità di investimento operativo e funge da moltiplicatore del
tasso di redditività operativa. Questo indice mostra la frequenza con cui il capitale investito si
converte in risorse finanziarie attraverso le vendite di prodotti dell'azienda, nell’arco di un
determinato periodo.

16
17
2020 2021 2022
ROS
279.244 244.713 293.550
∗100=26 , 97 ∗100=18 , 37 ∗100=19 , 61
1.035.463 1.332.367 1.497 .155
TASSO DI ROTAZIONE DEL CAPITALE INVESTITO
1.035.463 1.332.367 1.497 .155
∗100=1 , 74 ∗100=1 , 99 ∗100=1 , 22
596.665 668.142 1.227 .039
ROI
279.244 244.713 293.550
∗100=46 ,80 ∗100=36 ,63 ∗100=23 , 92
596.665 668.142 1.227 .039
La redditività operativa nel corso del triennio è progressivamente diminuita, ma non
è necessariamente un fattore d’allarme.
L'analisi del ROI per fattori nel triennio 2020-2022 per Feyles S.r.l. Mostra una
tendenza decrescente, principalmente a causa di: una riduzione del margine operativo sulle
vendite, che ha influenzato negativamente la capacità dell'azienda di mantenere elevati livelli
di redditività operativa; un significativo calo del tasso di rotazione del capitale investito nel
2022, suggerendo che gli aumenti degli investimenti non sono stati ancora pienamente riflessi
in un aumento proporzionale delle vendite.
REDDITIVITA’ GLOBALE E ROE (Return On Equity)
Rn reddito netto
= ∗100
N patrimonio netto
Il ROE è un indicatore della redditività del capitale proprio e riflette il livello di
remunerazione che il capitale acquisito dall'impresa, assoggettato a pieno rischio, può
aspettarsi.
Indipendentemente da eventuali deficit patrimoniali, il segno positivo o negativo del
ROE dipende esclusivamente dal reddito d'esercizio.
Per una comprensione più dettagliata, il ROE è generalmente scomposto nei seguenti
fattori:
1. il quoziente di redditività operativa (ROI);
Ro
K
2. il livello di indebitamento dell'impresa;
K
N
3. il rapporto tra reddito netto globale e reddito operativo.

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Rn
Ro
ROE PER FATTORI
Ro
∗K
K
∗R n
N R
ROE= = n ∗100
Ro N

2020 2021 2022


ROI
279.224 244.713 293.550
=0,4680 =0,3663 =0,2392
596.665 668.142 1.227 .039
GRADO DI INDEBITAMENTO
596.665 668.142 1.227 .039
=1,8143 =1,6904 =2,4591
328.871 395.263 498.987
RAPPORTO TRA REDDITO NETTO GLOBALE E REDDITO OPERATIVO
197.068 166.625 204.707
=0,7058 =0,6809 =0,6973
279.224 244.713 293.550
ROE (%)
197.068 166.625 204.707
∗100=59 , 92 ∗100=42 ,16 ∗100=41, 02
328.871 395.263 498.987
L'analisi del ROE per fattori della società Feyles s.r.l. Nel triennio 2020-2022
evidenzia un andamento decrescente, principalmente dovuto a una diminuzione della
redditività operativa e a una maggiore dipendenza dal capitale di terzi. Sebbene il leverage
finanziario abbia contribuito ad amplificare il ritorno sul capitale proprio.

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CONCLUSIONI
Nel triennio 2020-2022, Feyles S.r.l. ha registrato un incremento significativo
dell'attivo immobilizzato, indicativo di investimenti sostanziali in beni durevoli quali
macchinari, impianti e terreni. Tale incremento riflette una probabile espansione operativa e
una strategia di crescita a lungo termine.
La riduzione della dipendenza dai finanziamenti a breve termine suggerisce una
maggiore stabilità finanziaria e una minore pressione sui flussi di cassa, migliorando così la
gestione delle passività a breve termine.
Durante i primi due anni del periodo analizzato, la società ha mantenuto un margine
di tesoreria positivo, dimostrando una solida capacità di coprire le passività correnti con le
risorse liquide disponibili, segno di una buona solidità finanziaria immediata. Tuttavia, nel
2022, il margine di tesoreria negativo ha indicato difficoltà nel coprire i debiti a breve termine
con le risorse liquide disponibili, segnalando una insufficiente liquidità per far fronte agli
obblighi finanziari immediati.
L'aumento dell'indice di indipendenza finanziaria nei primi due anni evidenzia una
maggiore autonomia finanziaria, permettendo all'azienda di onorare i propri impegni
finanziari senza pressioni esterne.
La crescita del patrimonio netto, favorita da politiche di autofinanziamento e
accantonamenti a riserva straordinaria, riflette un rafforzamento della solidità del capitale
sociale della società. Tuttavia, la diminuzione del capitale proprio rispetto al totale del capitale
acquisito segnala una minore capacità di autofinanziamento, aumentando la dipendenza da
fonti esterne di finanziamento e il rischio finanziario dell'azienda.
L'incremento progressivo del patrimonio netto tangibile indica una maggiore
capacità di Feyles S.r.l. di finanziare investimenti attraverso risorse interne, migliorando la
stabilità a lungo termine.
L'aumento del ricorso ai finanziamenti a lungo termine ha accresciuto la struttura
debitoria dell'azienda, comportando un maggiore rischio finanziario ed economico. Inoltre, la
riduzione della liquidità e il maggior ricorso a finanziamenti esterni potrebbero comportare
una minore autonomia finanziaria e maggiori vincoli imposti dai creditori.
Feyles S.r.l. ha affrontato sfide significative nel mantenere la redditività operativa e
nell'integrare efficacemente i nuovi investimenti. La riduzione del margine operativo e la
minore rotazione del capitale investito sono aspetti critici che l'azienda deve monitorare
attentamente.
Parallelamente, l'aumento della dipendenza dal capitale di terzi ha amplificato il
rischio finanziario, nonostante il leverage finanziario abbia temporaneamente sostenuto il
ritorno sul capitale proprio. Questi elementi suggeriscono la necessità di strategie mirate per
migliorare l'efficienza operativa e gestire il debito in modo sostenibile, al fine di rafforzare la
solidità finanziaria e la redditività a lungo termine.
In sintesi, i punti di forza della società sono:
1. aumento dell'attivo immobilizzato
2. riduzione delle passività correnti
3. margine di tesoreria positivo (2020-2021)
4. indice di indipendenza finanziaria (2020-2021)
5. solidità del capitale sociale
6. incremento del patrimonio netto tangibile
Mentre i punti di debolezza sono i seguenti:
1. aumento delle passività consolidate
2. riduzione del capitale proprio
3. margine di tesoreria negativo (2022)
4. diminuzione della liquidità
5. margine di struttura negativo (2022)
6. diminuzione della redditività operativa

A conclusione dell’analisi effettuata con il presente elaborato, Feyles S.r.l. ha


mostrato capacità di crescita e solidità in diversi ambiti, ma deve affrontare criticità legate alla
liquidità, alla dipendenza dai finanziamenti esterni e alla redditività operativa per garantire
una stabilità finanziaria a lungo termine.
BIBLIOGRAFIA E SITOGRAZIA

Ferrero G., Dezzani F., Pisoni P., Puddu L., “Analisi di bilancio e rendiconti
finanziari”, Giuffrè Editore, 2006, Milano

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Paolucci G., “Analisi di bilancio – Logica, finalità e modalità applicative”, Angeli,


2016, Milano

Teodori C., “Analisi di bilancio – Lettura e interpretazione” Giappichelli, 2017,


Torino

U. Sostero, P. Ferrarese, M. Mancin, C. Marcon, “L’analisi economico-finanziaria di


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“Nota integrativa al Bilancio di esercizio chiuso al 31-12-2022”, Feyles S.r.l.


“Nota integrativa al Bilancio di esercizio chiuso al 31-12-2021”, Feyles S.r.l.
“Nota integrativa al Bilancio di esercizio chiuso al 31-12-2020”, Feyles S.r.l.
RINGRAZIAMENTI
Vorrei esprimere la mia sincera gratitudine al professore Christian Rainero per il
supporto durante la stesura di questo lavoro.
Desidero inoltre ringraziare con affetto la mia famiglia per avermi sempre
incoraggiato a perseguire i miei obiettivi.
Un ringraziamento speciale va a tutti i miei amici, parenti e colleghi che mi hanno
accompagnato in questo percorso, offrendomi conforto e motivazione.
Infine, un grazie particolare alle mie compagne di studio, Cristina e Alice, per tutte le
ore passate insieme a studiare e per tutto il sostegno reciproco che ci siamo date. La vostra
amicizia e il vostro aiuto sono stati indispensabili.

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