TECNOLOGIA :IL MONDO DEL LAVORO IN UN’OTTICA FEMMINILE.
La popolazione viene suddivisa in FORZE DI LAVORO e NON FORZE DI
LAVORO. Le forze di lavoro comprendono le persone occupate e quelle in cerca
di occupazione; le non forze di lavoro comprendono le persone in età lavorativa
(16-65) che non svolgono attività professionali e le persone in età non lavorativa.
Quando vogliamo iniziare a lavorare o desideriamo cambiare lavoro, dobbiamo
rivolgerci al cosiddetto “MERCATO DEL LAVORO” , regolato dall’offerta
delle aziende e dalla domanda di chi è in cerca di occupazione. Per entrare nel
mercato del lavoro si attivano contratti che uniscono al lavoro le attività di
formazione e riqualificazione professionale .Esistono contratti di lavoro che
favoriscono l’ingresso o la permanenza al lavoro da parte di persone che
hanno bisogno di coniugare il tempo di lavoro con quello dedicato alla
famiglia . Questi contratti sono disciplinati in modo da incoraggiare le
imprese ad utilizzarli ,regolarizzando le forme di lavoro e consentendo la
stabilità :il termine tecnico è FLEXSECURITY .Tra le varie tipologie di
contratti abbiamo
-PART TIME: L’esigenza di alcuni lavoratori è quella di disporre di una
parte del loro tempo per finalità diverse dal lavoro ,si tratta di un lavoro a
tempo parziale (4 ore al giorno o 3 giorni settimanali).
-LAVORO RIPARTITO: è un lavoro a coppia diffuso in molti paesi
industrializzati per consentire a due persone di garantire insieme una prestazione
distribuendosi liberamente settimane ,giornate o parte della giornata di lavoro.
-LAVORO INTERMITTENTE: si tratta di contratti che prevedono tempi di
lavoro certi e tempi di lavoro incerti ,durante i quali la persona, se rimane a
disposizione, riceve una adeguata indegnità.
-LAVORO OCCASIONALE: questa forma lavorativa non può superare i 30
giorni di durata nel corso dell’anno solare e una certa somma annua per
lavoratore .
-LAVORO A PROGETTO :in questo caso il lavoratore assume l’incarico di
eseguire un progetto o un programma di lavoro gestendo autonomamente il
proprio lavoro .
Gli ostacoli per le donne ad inserirsi e mantenere il lavoro sono molteplici.
Un fattore che troppo spesso favorisce l’uscita dal mercato del lavoro è la
maternità, basti pensare che il 30% delle madri interrompe il rapporto di
lavoro perché costretta a sostenere carichi familiari eccessivi. La nascita di
un figlio è spesso un periodo della vita in cui le donne desiderano chiedere
un part-time per poi poter rientrare a tempo pieno senza per questo essere
penalizzate in termini di carriera. Nel corso del tempo, il lavoro part-time
femminile è cresciuto notevolmente ma solo nella forma di part-time
involontario, questo significa che spesso non si tratta di una scelta ma viene
subìto per mancanza di alternative lavorative.
La presenza consistente di lavoratrici altamente qualificate e con elevati
titoli di studio non ha rotto definitivamente né la ‘segregazione orizzontale’,
che concentra di più le donne in determinati settori e occupazioni, né
incrinato il cosiddetto ‘soffitto di cristallo’, la barriera invisibile che ostacola
gli avanzamenti di carriera per le donne e impedisce loro di raggiungere i
livelli più alti. Questi fattori, uniti alla bassa partecipazione femminile al
mercato del lavoro, determinano il grave fenomeno del differenziale salariale
tra uomini e donne: secondo numerosi studi i salari medi dei lavoratori sono
tra il 10% ed il 18% più alti di quelli delle lavoratrici.
Nonostante diverse donne sono oggi impiegate nel mondo del lavoro non
tutte godono di pari opportunità, anzi sono spesso sottoposte a fenomeni di
mobbing ovvero di discriminazione e molestie sul posto di lavoro .Accanto al
mobbing si può anche citare il demansionamento che consiste nell’assegnare
al lavoratore dei compiti e delle mansioni inferiori a quelli che spetterebbero
in base all’inquadramento .