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Futurismo

Il documento descrive il movimento artistico del Futurismo emerso in Italia all'inizio del 1900. Il Futurismo celebrava il progresso industriale e tecnologico e rifiutava le convenzioni artistiche del passato. Il manifesto fondatore fu pubblicato da Filippo Tommaso Marinetti nel 1909. Tra i principali esponenti ci fu il pittore Umberto Boccioni, le cui opere come 'La città che sale' esaltavano la dinamicità e il movimento.

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Futurismo

Il documento descrive il movimento artistico del Futurismo emerso in Italia all'inizio del 1900. Il Futurismo celebrava il progresso industriale e tecnologico e rifiutava le convenzioni artistiche del passato. Il manifesto fondatore fu pubblicato da Filippo Tommaso Marinetti nel 1909. Tra i principali esponenti ci fu il pittore Umberto Boccioni, le cui opere come 'La città che sale' esaltavano la dinamicità e il movimento.

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IL FUTURISMO

 CONTESTO STORICO

L'inizio del Novecento è caratterizzato da un clima di tensione, scetticismo, pessimismo e incertezza che
coincide con il collasso dei valori e delle idee dell'era Vittoriana, trainate dal Positivismo. Tra i protagonisti
dell'età moderna bisogna ricordare Sigmund Freud e Albert Einstein, che con i loro studi riguardo alla
relatività hanno dichiarato che è impossibile dare un'assoluta interpretazione all'uomo. Dato che l'arte,
come la letteratura, segue il pensiero filosofico del tempo cui fa riferimento, nascono in pochi anni le
avanguardie: espressionismo, cubismo, astrattismo, surrealismo. Tra queste avanguardie rientra anche il
futurismo. Le avanguardie sono dei fenomeni artistici e letterali estremisti, innovativi e audaci che
ovviamente sono intrecciati alla scienza e alla tecnologia; il futurismo infatti è molto interessato alla
velocità, all'aviazione e all'elettricità. All'inizio del '900, tutto il mondo dell'arte e della cultura è in
evoluzione, spinto dai cambiamenti politici, per le guerre e per la veloce trasformazione della società. Il
telegrafo senza fili e la radio annullano le distanze. Il dirigibile e poi l'aeroplano avvicinano i continenti. Le
città vengono illuminate dall'elettricità e le automobili diventano il nuovo simbolo del secolo.

 LE CARATTERISTICHE DEL FUTURISMO

Il futurismo nasce come fenomeno letterario e artistico nel 1909 con la


pubblicazione del manifesto sul futurismo del poeta milanese Tommaso Marinetti
su "Le Figarò". Il manifesto è scritto in forma di declamatoria per fornire una
raccolta concisa di pensieri, convinzioni e intenzioni dei Futuristi. Sono infatti
elencati gli 11 punti cardine del movimento. Il manifesto esprime dunque un
programma teorico, una posizione ideologica che spesso precede la pratica, ma la
prima regola applicata dai futuristi sarà l'abolizione, nell'immagine, della
prospettiva tradizionale, per un moltiplicarsi di punti di vista che esprimano, con
intensa emozionalità, il suo dinamico interagire con lo spazio circostante.

Il pensiero futurista si rifaceva alla volontà di potenza e all'Übermensch di


Nietzsche.
È il primo movimento avanguardista italiano, imitato poi in tutta Europa, soprattutto Inghilterra e Russia. Le
sue caratteristiche sono:

 L'ideale risorgimentale di un'Italia incompiuta;


 Il mito della guerra;
 L'influenza di Nietzsche e la volontà di potenza;
 Posizioni anarchiche e antiborghesi;
 Il rifiuto di ogni museo e arte contemporanea;
 Odio per Venezia e qualsiasi forma di sentimentalismo;
 Il dinamismo e l'esaltazione della velocità;
 L'interesse per la cronofotografia;
 Il mito dell'elettricità;
 L'esaltazione della città moderna e dell'automobile;
 L'esaltazione dell'uomo eroico e atletico.

Nel campo letterario il futurismo sfocia nel paroliberismo, sintetizzato in


"parole in libertà", che utilizza nuovi caratteri tipografici e un nuovo
linguaggio senza sintassi. Gli scrittori futuristi concordavano infatti che i
rigidi canoni sintattici non erano adeguati alla nuova società che aveva
ritmi veloci e dinamici. Vengono redatti nuovi manifesti successivi a
quello di Marinetti, tra i quali il più importante è il Manifesto tecnico
della letteratura futurista, del 1912, nel quale figura la proposta di
distruggere ogni sorta di nesso sintattico per fare spazio a l'onomatopea
e all’analogia.

In campo politico, invece, i futuristi sono nazionalisti e molti sono


sostenitori del fascismo, altri sono partiti per la Prima guerra mondiale.

Le opere futuriste sono di vario genere, dalla pittura alla scultura, alla letteratura, la musica, l'architettura,
la danza, la fotografia, il cinema e anche la gastronomia. Caratteristica che le accomuna è la sinestesia,
ovvero unire allo spazio più sensi come il suono, il colore e vengono utilizzate immagini simboliste.

Nei componimenti si trova sostanzialmente l'esaltazione del futuro delle sensazioni forti associate alla
velocità e alla guerra. Venivano utilizzate linee ellittiche e oblique per risaltare la dinamicità.
UMBERTO BOCCIONI
Umberto Boccioni è stato pittore, scultore futurista e inventore del
Dinamismo Plastico. L'artista nasce a Reggio Calabria il 19 ottobre 1882, ma
trascorre infanzia ed adolescenza in varie città perché il padre, impiegato
statale, è costretto a frequenti spostamenti.
La famiglia è originaria di Forlì, ma si trasferisce a Genova, poi a Padova nel
1888 ed in seguito a Catania nel 1897, dove Umberto consegue il Diploma
all'Istituto Tecnico.
Nel 1899 va a vivere a Roma presso una zia e frequenta la Scuola Libera del
Nudo, lavorando presso lo studio di un cartellonista.
In questo periodo il giovane pittore, dallo stile molto realista, conosce
l'altrettanto giovane Gino Severini e con lui frequenta lo studio di Giacomo
Balla (che in quegli anni, a Roma, è un maestro molto famoso), per
approfondire la ricerca sulle tecniche divisioniste.
Dal 1903 al 1906 Umberto Boccioni partecipa alle esposizioni annuali della Società Amatori e Cultori, ma nel
1905 in polemica con il conservatorismo delle giurie ufficiali, organizza con Severini, nel foyer del Teatro
Costanzi, la "Mostra dei rifiutati".
Per sfuggire l'atmosfera provinciale italiana, nella primavera del 1906 Boccioni si reca a Parigi, dove rimane
affascinato dalla modernità della metropoli.
Da Parigi, dopo alcuni mesi, fa un viaggio in Russia, prima di tornare in Italia e stabilirsi a Padova per
iscriversi all'Accademia di Belle Arti di Venezia, dove si laurea.
Per conoscere a fondo le nuove correnti pittoriche, derivate dall'evoluzione dell'Impressionismo e del
Simbolismo, Boccioni intraprende un altro viaggio fermandosi a Monaco, dove incontra il movimento
"Sturm und drang" tedesco e subisce l'influsso dei Preraffaelliti inglesi.
L'Italia del primo Novecento ha una vita artistica ancora ancorata alle vecchie tradizioni, ma Milano è
diventata una città dinamica, ed è qui che Boccioni si stabilisce al ritorno dal suo ultimo viaggio in Europa
per sperimentare, sotto l'influenza del Divisionismo e del Simbolismo, varie tecniche.
Finalmente Boccioni, dopo aver conosciuto Marinetti, si avvicina al movimento avanguardista e, nel 1910
scrive, con Carlo Carrà e Luigi Russolo, il "Manifesto dei pittori futuristi" ed il "Manifesto tecnico della
pittura futurista", firmati anche da Severini e Balla.
Boccioni modernizza lo stile pittorico utilizzando un linguaggio proprio, mentre partecipa attivamente a
tutte le iniziative futuriste diventando il pittore più rappresentativo di questa corrente.

Tra le sue opere futuriste più celebri ricordiamo "La città che sale" e "Forme uniche della continuità nello
spazio".
 LA CITTA' CHE SALE

"La città che sale" è un dipinto ad olio su tela di cm


200 x 290,5 realizzato nel 1910. È oggi esposto al
Museum of Modern Art di New York.
Boccioni per dipingere quest' opera prende spunto
dalla vista di Milano che si vedeva dal balcone della
casa dove abitava. Nonostante la presenza degli
elementi realistici come il cantiere o la costruzione,
o ancora la resa dello spazio in maniera prospettica,
il dipinto viene considerato la prima opera
veramente futurista del pittore.
Si coglie la visione di palazzi in costruzione in una periferia urbana, mentre compaiono ciminiere e
impalcature solo nella parte superiore. Gran parte dello spazio è invece occupato da uomini e da cavalli,
fusi esasperatamente insieme in uno sforzo dinamico. In tal modo Boccioni mette in risalto alcuni tra gli
elementi più tipici del futurismo, quali l'esaltazione del lavoro dell'uomo e l'importanza della città moderna
plasmata sulle esigenze del nuovo concetto di uomo del futuro. In parole povere l'intento dell'artista è di
dipingere il frutto del nostro tempo industriale.
Ciò che accomuna il quadro allo spirito futurista è però l'esaltazione visiva della forza e del movimento,
della quale sono protagonisti uomini e cavalli e non macchine. Boccioni rappresenta il progresso industriale
con la sua inarrestabile avanzata. Sintesi di ciò ne è il cavallo inutilmente trattenuto dagli uomini attaccati
alle sue briglie.
L'influsso di Gaetano Previati come si vede è ancora evidente nelle pennellate filamentose e nella tecnica
divisionista, le pennellate tratteggiate hanno infatti andamenti ben direzionati e funzionali al mettere in
evidenza le linee di forza che caratterizzano il movimento delle figure, non quindi alla costruzione di masse
e volumi, anche se i tratti pittorici sono qui volti a dare dinamicità ai volumi fino a far perdere loro
consistenza e peso. La composizione del quadro conserva tuttavia ancora un impianto abbastanza
tradizionale. Le figure sono scandite su precisi piani di profondità dove in basso si vedono le figure in primo
piano, mentre in alto quelle sui piani più profondi. La composizione può essere divisa in tre fasce orizzontali
che corrispondono ad altrettanti piani:
1. in basso Boccioni colloca le figure umane realizzate secondo linee oblique che ne evidenziano lo sforzo
dinamico.
2. al centro dominano delle figure di cavalli, tra le quali ne risaltano tre, gli ultimi due hanno una
colorazione rossa e dei profili di colore blu che rappresentano i cavalieri sulla groppa.
3. nel terzo piano appare lo sfondo di una periferia urbana, che probabilmente andrebbe identificata con
un quartiere di Milano in costruzione.
 FORME UNICHE DELLA CONTINUITÀ NELLO SPAZIO

"Forme uniche della continuità nello spazio" è una scultura in


bronzo che rappresenta simbolicamente il movimento e la fluidità.
Dalle dimensioni di 126,4 per 89 per 40,6 centimetri circa, è oggi
conservata alla Galleria d'Arte Contemporanea di Milano.
La scultura raffigura un corpo umano che avanza con un passo
deciso, ma è rappresentato in modo realistico, piuttosto come uno
"scorticato" anatomico perché ad esempio non ci sono le braccia. I
vari particolari del volto e del corpo infatti non sono chiaramente
riconoscibili, se non dopo una attenta osservazione.
L’opera inoltre si sviluppa mediante l’alternarsi di cavità, rilievi,
pieni e vuoti che generano un frammentato e discontinuo
chiaroscuro fatto di frequenti e repentini passaggi dalla luce
all'ombra. Anche la linea di contorno si sviluppa come una sequenza
di curve ora concave, ora convesse: in tal modo i contorni irregolari
non limitano la figura come di consueto ma la dilatano espandendola nello spazio.
La schematizzazione delle forme insieme a questo uso particolare della linea, ha contribuito a definire
questa immagine che sembra quasi deformata, ma è proprio questa deformazione a suggerire l'idea del
movimento. Osservandola, sembra quasi cogliere il ritmo di questo passo deciso e veloce, che si
trasformerà forse in una corsa veloce, con quelle masse muscolari messe in evidenza, che sottolineano
l'effetto di dinamicità e movimento del corpo.
Il volume costituisce l'aspetto tridimensionale dell'opera e ci fa percepire la figura immersa nello spazio.
L'effetto plastico si coglie se ci muoviamo girando intorno all'opera.
La perfetta lucentezza ricca di contrasti del materiale bronzeo, riesce ad esprimere tensione, scatto, forza e
accentua meglio di altri materiali per sculture, il dinamismo e la tensione vitale.
La figura viene modellata dall'aria creando così un corpo aerodinamico.
Boccioni riesce a realizzare un'opera che coglie non il movimento di un singolo istante, ma la somma delle
diverse fasi del movimento stesso, che sono state riassunte in un'unica forma nello spazio.

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