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NIETZSCHE

Nietzsche è stato un importante filosofo tedesco vissuto tra l'800 e il 900. Il suo pensiero si caratterizzò per una forte critica al mondo occidentale e per la distruzione delle certezze del passato. Introdusse concetti come il superuomo e l'eterno ritorno dell'identico.
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NIETZSCHE

Nietzsche è stato un importante filosofo tedesco vissuto tra l'800 e il 900. Il suo pensiero si caratterizzò per una forte critica al mondo occidentale e per la distruzione delle certezze del passato. Introdusse concetti come il superuomo e l'eterno ritorno dell'identico.
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NIETZSCHE

Nietzsche è stato un grande filosofo tedesco vissuto tra l’800 (1844) e il 900. Nacque in una cittadina della
Sassonia, in Germania da una famiglia di pastori protestanti. Sin da giovane mostra una grande passione per
la musica e la letteratura. Si laurea in filologia e inizia ad insegnare all’università. Purtroppo nel corso della
sua vita, Nietzsche soffrì di molti disturbi psichici, disturbi per cui fu poi ricoverato all’interno di un
manicomio.

Tre figure influenzarono particolarmente il suo pensiero:

- Il suo insegnante di università Ritschi, il quale gli insegnò il giusto metodo scientifico con cui leggere
ed interpretare i testi.
- Schopenhauer, in particolare la lettura dell’opera “il mondo come volontà e rappresentazione”
- Il musicista Wagner, con il quale strinse per un periodo una profonda amicizia.

Il filosofo per un periodo fu accusato di essere un anticipatore del nazismo, in realtà poi gli studi hanno
dimostrato che non lo era. Infatti quando il filosofo morì, sua sorella Elisabeth Forster Nietzsche,
rimaneggiò le opere del fratello e le pubblicò, modificando le opere fece apparire il pensiero di Nietzsche
confacente alle idee naziste. Le modifiche vennero fatte soprattutto nell’opera “la volontà di potenza”.

Tra le sue opere più importanti troviamo, “la nascita della tragedia”- “così parlò Zaratustra” – “al di là del
bene e del male”- “umano troppo umano”…

CARATTERISTICHE PENSIERO DI NIETZCHE

Il pensiero di Nietzche si caratterizza per una forte critica nei confronti nel mondo occidentale. Egli si
definisce “una dinamite”, una dinamite perché distrugge tutte le certezze del passato. Il filosofo può essere
considerato una dinamite anche nello stile, lui si scaglia duramente contro il suo bersaglio. Il suo stile si
caratterizza soprattutto per l’uso di aforismi, ossia brevi frasi, queste per lui erano il modo migliore per
esprimere il suo pensiero in maniera più precisa e tagliente.

La produzione del filosofo viene solitamente suddivisa in 4 fasi:

- La fase giovanile, dominata da Shopenhauer e Wagner. In questa fase scrive “la nascita della
tragedia”.
- Il periodo illuministico, opera una critica nei confronti di Shonepanuer e Wagner
- Periodo di Zarathustra, in cui scrive “così parlò Zarathustra”
- Fase del tramonto, quella in cui scrive gli ultimi scritti mentre era ricoverato in manicomio
LA NASCITA DELLA TRAGEDIA

“La nascita della tragedia” è una delle opere più importanti di Nietzsche. Il tema centrale dell’opera è la
distinzione tra APOLLINEO e DIONISIACO, si tratta di 2 concetti opposti che caratterizzavano lo spirito e
l’arte dei greci:

- L’Apollineo (da Apollo, dio del sole --- da απόλλυμι) rappresenta lo spirito razionale, quello che
cerca di dare ordine ed equilibrio a ciò che lo circonda attraverso la ragione.
- Il Dionisiaco (da Dionisio, dio del vino, dell’ebbrezza)= rappresenta lo spirito irrazionale.

L’uomo greco viveva in queste due dimensioni, da un lato cerava l’ordine, dall’altro capiva che il mondo era
caos.

Questi due spiriti:

- Inizialmente erano separati.


- Successivamente, durante il periodo della tragedia attica, quella di Eschilo e Sofocle (V secolo a.C.) i
due spiriti si unirono e impararono a convivere in armonia. Lo spirito apollineo era rappresentato
dall’attore, quello dionisiaco dal coro.
- Dopo Eschilo e Sofocle, dunque durante la tragedia di Euripide, l’apollineo iniziò a prevalere e si
aprì la fase della decadenza della Tragedia. Euripide infatti, influenzato da Socrate e dai suoi
ragionamenti razionali, fece prevalere l’aspetto razionale ( Nietzsche si scaglia ad esempio contro il
deus ex machina, un espediente utilizzato da Euripide per risolvere l’intreccio troppo complesso)

La decadenza della cultura occidentale nasce con Socrate, per questo Nietzsche lo critica.

Da quest’opera, emerge la concezione che Nietzsche ha della vita: per lui la vita è caos, è dolore, incertezza,
non ha uno scopo. Lui sceglie lo spirito dionisiaco. Per tale concezione il filosofo si avvicina al pensiero di
Schopenhauer, anche per lui infatti la vita era dolore (“la vita è un pendolo che oscilla tra la noia e il
dolore”). I due però hanno due modi differenti per liberarsi da questo dolore:

- Mentre per Schopenhauer per liberarsi dal dolore, bisognava percorrere la vita dell’ascesi (dove la
voluntas diventava noluntas). (Schopenhauer fu poi criticato perché con tale concetto spinge ad
allontanarsi dalla vita)
- Per Nietzche bisogna accattare la vita così com’è. Gli unici mezzi per liberarsi dal dolore, sono l’arte
e la musica.

In questo periodo Nietzsche ammira sia Wagner che Schopenhauer: Wagner lo ammira per la concezione
della musica, che viene vista come una liberazione dal dolore. Ammira invece Schopenhauer, per la sua
concezione salvifica nei confronti dell’arte.
CONCETTO DELLA STORIA PER NIETZSCHE

Un’altra sua opera importante è “considerazioni inattuali” in cui affronta il tema della storia, lui individua 3
tipi di storia:

- Storia monumentale= consiste nel guardare al passato per ritrovare modelli e maestri, per cercare
di replicarli. Può portare al fanatismo e alla paralisi, con la convinzione che ciò che è passato non
può possa essere più eguagliato.
- Storia antiquaria= storia in cui si ci sente eredi del proprio passato, connessi ad esso. Il problema di
questa è storia è il fatto che spinge più a guardare al passato che al futuro. E’ una storia che
paralizza, non spinge ad andare avanti, affezionandosi troppo al passato non si riesce ad andare
oltre.
- Storia critica= storia che condanna il passato, per trovare la forza di andare avanti. Anche questa se
portata all’eccesso ci porta a vivere in una condizione in cui si è troppo distaccati dal passato,
occorre invece ricordare che siamo legati al passato.

Visto che questi tipi di storia da soli non vanno bene, secondo il filosofo bisogna ripensare alla storia
fondendo questi tre concetti.

PERIODO ILLUMINISTICO

L’opera “umano troppo umano” rappresenta l’inizio del periodo illuministico della filosofia di Nietzsche. In
questo periodo il filosofo, rifacendosi al metodo proprio dell’illuminismo, ossia quello scientifico basato
sulla ragione, critica tutte le credenze religiose, morali e metafisiche che l’uomo si è creato per dare ordine
al cosmo.

In questo periodo, critica e si distacca da Schopenhauer e la musica di Wagner (vista addirittura come una
“malattia che ammala tutto ciò che tocca”):

- Critica Schopenhauer per l’ascetismo e il rifiuto della vita


- Mentre Wagner, sia perché si convertì al cristianesimo sia per la concezione della musica. Se prima
infatti la musica era vista come una via per liberarsi dal dolore, ora la musica viene sostituta con
l’ammirazione nei confronti della scienza e della ragione.

Il cristianesimo viene criticato dal filosofo perché questo si basa su concezioni metafisiche (che ha creato
per dare ordine alla vita), come l’esistenza di Dio. Nell’opera “Gaia Scienza” (la scienza diventa gaia, lieta
perché svincolata dalla tradizione) presenta la cosiddetta “morte di Dio”, attraverso il racconto di un uomo
folle.

La morte di Dio rappresenta la caduta di tutte quelle certezze e di tutti quei valori (su cui si basa la
metafisica, la morale e la religione) che l’uomo aveva creato nel tempo per sopravvivere al caos del
mondo. Dio, per lui non esiste “è la più antica delle nostre bugie”, è un illusione che l’uomo si è creato per
dare ordine al caos del mondo.

L’unico modo per sopportare la morte di Dio, è diventare “SUPERUOMO- OLTRE UOMO” (concetto che
viene analizzato nell’opera “così parlò Zarathustra”) = soltanto chi ha il coraggio di guardare in faccia alla
realtà, di accettare il crollo di tutti i valori considerati assoluti è pronto per diventare superuomo.

Il super uomo, è un individuo che si libera dai valori imposti dalla società, vive la vita in modo autentico
senza cercare conforto in illusioni metafisiche.
COSI’ PARLO’ ZARATHUSTRA (scritta in prosa)

“così parlò Zarathustra” rappresenta una delle opere più importanti di Nietzsche, è qui che il filosofo
analizza la figura del super-uomo, il concetto di eterno ritorno e di volontà di potenza.

Zarathustra era un profeta persiano, fondatore della religione zoroastrismo. Perché Nietzsche scelse
proprio lui come portavoce del suo pensiero? Si tratta di un argomento ancora dibattuto e sul quale non vi
è una risposta certa, forse ha scelto Zaratustra perché è stato il primo a proporre una morale ultraterrena.
Visto che è stato lui a cercare le false credenze, deve essere lui a presentarci il cambiamento con il quale
possiamo liberarcene.

Il super uomo è colui che è in grado di accettare la dimensione dionisiaca della realtà, quella caotica e
tragica. E’ colui che va oltre le credenze per poter affermare e stesso.

Nel primo discorso di Zarathustra, detto “delle tre metamorfosi”, Nietzche descrive il percorso che compie il
superuomo per diventare tale:

- Inizialmente è cammello, esso sopporta il grande peso della morale e della religione.
- Successivamente diventa un leone, si ribella e lotta contro le credenze metafisiche per affermare la
propria libertà.
- Infine mutua in fanciullo, diventa un individuo libero

Solo chi attraversa tali fasi, diventa un oltre uomo.

Per quanto riguarda la volontà di potenza, questa rappresenta l’impulso che porta a crescere sempre di
più. Trova la sua massima espressione nel superuomo, questo oltrepassa continuamente se stesso e si crea
dei valori nuovi.

Infine l’eterno ritorno, è il concetto secondo lui tutti gli avvenimenti della storia e della vita sono destinati a
ripetersi in eterno, da qui emerge la concezione ciclica del tempo che si contrappone a quella lineare della
tradizione cristiana.

NICHILISMO (nihil= nulla)

Con il termine nichilismo, Nietzche intende la negazione di tutti quei valori che gli uomini hanno fondato
per dare un senso alla propria esistenza.

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