ACCOGLIENZA: INDICAZIONI UTILI
PER AVVIARE L’ANNO SCOLASTICO
Spunti e modalità per gestire momenti di
relazione
Cooperare è lavorare insieme per raggiungere obiettivi comuni, è acquisire un metodo di lavoro che,
partendo dal piccolo gruppo, permetta di lavorare insieme gli altri, migliorando reciprocamente
l’apprendimento e le abilità sociali. L’Apprendimento Cooperativo sostiene che tali abilità non siano
innate né supposte, ma possano essere apprese da ognuno. Possiamo pertanto educare all’uso di queste
capacità, possiamo fare esperienza e consolidare tali capacità. A piccoli passi, possiamo costruire questo
percorso di avvicinamento all’apprendere in modo cooperativo, possiamo guidare la classe proponendo
attività a differenti momenti della vita di classe. Il focus del webinar è sulla gestione del momento di
Accoglienza, inteso come occasione di conoscenza e condivisione per le classi prime di ogni ordine e
grado, ed anche dei momenti di avvio del nuovo anno scolastico con la definizione di regole di
convivenza comune.
Saranno svolti 3 incontri di 2 ciascuno per un totale di 6 ore
> Lunedì 4 settembre 2023 – dalle ore 17.00 alle ore 19.00
> Giovedì 7 settembre 2023 – dalle ore 17.00 alle ore 19.00
> Lunedì 11 settembre 2023 – dalle ore 17.00 alle ore 19.00
> RELATORE
Daniela Pavan – Scintille.it Srl
> COSTO 55 euro
LA CASA EDITRICE LA TECNICA DELLA SCUOLA E’ ENTE DI FORMAZIONE ACCREDITATO
DAL MIUR. PUOI ACQUISTARE ANCHE CON CARTA DOCENTE
Potrai rivedere la registrazione dei tuoi webinar senza limiti di tempo, anche in caso di assenza. Per
accedere, ti basterà acquistare il corso on line attraverso il nostro STORE. Con le stesse credenziali
potrai visionare tutti i materiali del corso sulla piattaforma formazione.tecnicadellascuola.it
> DESTINATARI
Docenti di scuola primaria, secondaria di primo e secondo grado.
> OBIETTIVI
Il presente webinar nasce per fornire all’insegnante spunti conoscitivi, metodologici e operativi per
avviare o implementare in classe attività in apprendimento cooperativo nel momento dell’Accoglienza.
Attraverso la lettura di attività realizzate, l’insegnante potrà confrontare la sua esperienza o acquisire
nuove modalità da proporre nella sua classe. Il percorso è realizzato in modo interattivo con momenti di
condivisione dei contenuti, revisioni di gruppo, momenti di presentazione di informazioni.
Obiettivi specifici del percorso sono:
conoscere gli elementi principali dell’Apprendimento Cooperativo attraverso la lettura di
attività realizzate e sperimentabili per l’Accoglienza;
conoscere le tecniche e le modalità proposte da alcuni autori del metodo (S. Kagan,
Johnson&Johnson, Sharan);
conoscere il modello di Gestione dell’Armonia di J. Freiberg ed esemplificazione di alcune
attività;
riflettere sulle esperienze presentate per avviare nuova progettazione in classe.
> PUNTI TEMATICI
Il programma del corso verte sui seguenti contenuti:
descrizione di attività in apprendimento cooperativo realizzate in fase di Accoglienza,
realizzate nella scuola primaria, secondaria di primo e secondo grado;
accenni ai principi essenziali dell’Apprendimento Cooperativo per poter leggere le
esperienze descritte, con particolare riferimento al modello dei fratelli Johnson e S. Kagan;
accenni al modello di J. Freiberg della Gestione dell’Armonia e sue esemplificazioni
operative;
analisi degli elementi operativi da tenere in considerazione quando si realizzano attività in
apprendimento cooperativo per l’Accoglienza.
> MAPPATURA DELLE COMPETENZE
In riferimento alle competenze europee tale progetto formativo sviluppa le seguenti aree:
1. imparare ad imparare. L’insegnante apprende una nuova metodologia ed organizza la vita di
classe in momenti comunicativi che fanno attenzione sia al livello individuale che di gruppo, è
inoltre consapevole di metodi e opportunità didattiche;
2. competenze sociali e civiche. L’insegnante nel gruppo di formazione esperimenta competenze
personali ed interpersonali e tutte quelle forme di comportamento che consentono alle persone
di partecipare in modo efficace e costruttivo alla vita sociale e lavorativa. Sviluppa cioè la
possibilità di un modelling in relazione alle competenze sociali. In merito alla competenza
civica apprende un modo per trasformare la classe in una palestra di democrazia, uguaglianza
e cittadinanza poiché dota gli studenti degli strumenti per impegnarsi a una partecipazione
attiva e democratica.
Il corso è presente sulla piattaforma ministeriale Sofia (ID. 86699)
TITOLO RILASCIATO
La Casa Editrice La Tecnica della Scuola è ente di formazione accreditato dal Miur per la formazione
del personale della scuola (prot. n. AOODGPER/6834/2012) ai sensi della direttiva ministeriale n.
90/2003 adeguato ai sensi della Direttiva n. 170/2016. Ai fini del rilascio dell’attestato di
partecipazione, il percorso di formazione si considera concluso con la fruizione del 75% delle lezioni in
diretta o in differita. E’ richiesto inoltre il completamento del test di verifica e del questionario di
gradimento presenti sulla nostra piattaforma e-learning da inviare entro e non oltre 20 giorni dall’ultimo
incontro.
Ugo Longo - Presidente IRASE Viterbo
METODOLOGIA APPRENDIMENTO COOPERATIVO
L'apprendimento cooperativo è una metodologia che
utilizzando piccoli gruppi
(3-4 persone) attiva la cooperazione e si propone di
massimizzare sia il processo di apprendimento, sia lo
sviluppo delle abilità sociali. E' una modalità di gestione
democratica della classe centrata su gruppi di lavoro
eterogenei e costruttivi, sull'effettiva interdipendenza
positiva dei ruoli, sull' uguaglianza delle possibilità di
successo per tutti, INDIPENDENTEMENTE DALLA
DISABILITA’.
L'apprendimento cooperativo crea un contesto
educativo non competitivo, altamente responsabile e
collaborativo, produttivo di processi cognitivi di ordine
superiore.
L’Apprendimento Cooperativo va distinto da:
1. Insegnamento Reciproco (Peer Tutoring)
si rispecchiano le differenze Docente-
Discente, infatti gli Studenti pur stando a
Coppia assumono dei RUOLI
ASIMMETRICI, uno fa da TUTOR all’altro.
Cioè Segue, Incoraggia, Guida
l’Apprendimento dell’Altro.
2. Collaborazione tra Pari
( Peer Collaboration)
- gli studenti sono alla PARI di fronte al
Compito da svolgere.
Debbono aiutarsi e collaborare per portare a
termine il lavoro
d’Apprendimento.
Rispetto a queste due
modalità l’APPRENDIMENTO COOPERATIVO propo
ne:
v Gruppo composto da più PERSONE
v COMPITO che realizza
l’INTERDIPENDENZA POSITIVA tra i membri
del gruppo.
FINALITA’
1. Tutti gli studenti (anche quelli più bravi, cosiddetti gifted
students) lavorarono di più, sviluppano più Motivazione
Intrinseca all'apprendimento e di conseguenza si
ottengono migliori risultati e pensieri di ordine superiore;
2. Si crea un forte Spirito di Squadra nella Classe, profondi
legami di Amicizia e di Solidarietà in cui si apprezza la
Diversità.
3. Si ottiene un clima più disteso che porta ad un
innalzamento dell' Autostima e migliora l' Autoefficacia.
4. Consente il Recupero di allievi problematici, poco motivati
allo studio con problemi Affettivi, Motivazionali, Sociali e
Cognitivi.
5. Permette l'Integrazione degli alunni in situazione di
handicap
6. Porta alla formazione di cittadini democratici e
responsabili
OBIETTIVI
Favorire modalità di Relazione Interpersonale che
portino ad un adeguato livello di qualità il cosiddetto 'Clima di
Classe', migliorando così le Abilità di RELAZIONE e di
GESTIONE della classe e dei Conflitti Interpersonali.
Assicurare un buon livello d 'Apprendimento, tramite
l’Incremento Volontario dei Tempi di Lavoro, una migliore
memorizzazione dei materiali di studio, e soprattutto lo
sviluppo della Motivazione Intrinseca e del
Pensiero Superiore.
RIFERIMENTI TEORICI
Secondo il Prof. Chiari, uno dei maggiori esperti italiani
d’Apprendimento Cooperativo, i principali riferimenti teorici dei
metodi di Cooperative Learning ruotano intorno a tre principali
prospettive:
1. Teorie motivazionali
2. Teorie sociali
3. Teorie cognitive
1. Tali teorie pongono l’accento sul cambiamento indotto dai
valori cooperativi sulle motivazioni degli studenti al lavoro
accademico, focalizzandosi sul modello delle ricompense e
degli obiettivi su cui gli studenti debbono operare.
Individuano tre classi tipo per diverse strutture di valori a cui
fanno riferimento:
a) Cooperativa, in cui gli sforzi orientati all’obiettivo
da parte di ciascun allievo
contribuiscono al conseguimento degli obiettivi
anche da parte dei compagni;
b) Competitiva, ogni sforzo da parte di ciascun allievo tende
a ridurre il conseguimento degli obiettivi degli altri;
c) Individualistica, dove il conseguimento dei propri
obiettivi non influisce sul conseguimento degli obiettivi degli
altri (Deutsch,1949).
In questa prospettiva i singoli membri del gruppo possono
conseguire i propri obiettivi personali solo attraverso il
successo del gruppo. Il gruppo come strumento per il
raggiungimento degli obiettivi di apprendimento individuale.
In altre parole, le ricompense dei gruppi basate sui
risultati dei gruppi stessi ( o sulla sommatoria
dei risultati individuali) creano una struttura interpersonale di
ricompense in cui i membri del gruppo danno o
ricevono riconoscimenti sociali ( ad esempio premi o
incoraggiamenti) in risposta agli sforzi legati al compito dei
propri compagni di gruppo (Slavin,1983)
La critica che viene mossa alla classe tradizionale, dai
sostenitori di tale teoria è che la classificazione competitiva e il
sistema informale di ricompense della classe, creano un
sistema di norme tra pari che addirittura si contrappone agli
sforzi degli insegnanti. Le peer norms contro le
academic norms, accade cioè che gli studenti elaborino una
serie di norme orientate verso il blocco dell’elevato
rendimento scolastico, che pongono al bando i cosiddetti
“secchioni”.
Invece, in una classe cooperativa, l’apprendere è una attività
che eleva nella gerarchia sociale del gruppo dei pari, lo
studente che si applica, che è sempre presente e che aiuta gli
altri è positivamente valutato nel gruppo. Si verifica un
cambiamento radicale circa le conseguenze sociali del
successo scolastico per effetto del clima e del
contesto cooperativo.
I valori cooperativi tendono a creare norme
“Proaccademiche” fra gli studenti e tali norme hanno un
effetto straordinario sul loro successo scolastico.
1. Teorie sociali e cognitive
Le teorie cognitive, sia evolutive che elaborative, si
concentrano sugli effetti positivi indotti dal lavorare insieme.
L’assunto fondamentale delle teorie evolutive afferma
che “l’interazione fra gli allievi su obiettivi cognitivi
aumenta la loro padronanza dei
concetti critici” (Vigotskij,1978; Murray,1982; Damon,1984)
Il gruppo cooperativo eterogeneo, sia per i livelli cognitivi che
sociali dei membri (handicap incluso), assume una rilevanza
fondamentale alla luce del concetto di “Zona di sviluppo
prossimale” trattato negli esemplari gli studi di Vigotskij, per
il quale il passaggio dal livello di sviluppo cognitivo attuale del
bambino a quello potenziale dipende dalla mediazione
dell’adulto e dalla collaborazione con compagni più capaci,
attraverso attività di problem solving.
Il contatto con i coetanei all’ interno di un gruppo di
collaborazione permette a ciascun allievo di poter operare
all’interno della propria zona di sviluppo prossimo, ottenendo
risultati più avanzati
Il gruppo come attivatore delle zone di sviluppo
prossimale di tutti componenti.
Così come Vigotskij, ha ribadito l’importanza della
dimensione sociale da cui procede lo sviluppo
dell’interiorizzazione e del linguaggio, come componenti
cognitive fondamentali della formazione dell’individuo,
il Piaget, scoprì che la conoscenza di tipo sociale- come il
linguaggio , i valori, le regole, la moralità, il sistema dei simboli
– può essere appresa soltanto in interazione con gli altri.
In seguito, numerosi studiosi di Piaget, hanno auspicato
l’introduzione di attività cooperative nella scuola in quanto gli
alunni con le loro discussioni sui contenuti creano conflitti
cognitivi, esposizione a nuovi processi di ragionamento e
l’emergere di livelli superiori di pensiero.
Rispetto alle teorie di elaborazione cognitiva, se
l’informazione deve essere trattenuta in memoria e posta in
relazione con altre informazioni presenti, l’alunno deve
impegnarsi in una ristrutturazione cognitiva o elaborazione del
materiale. In questa direzione l’eseguire un riassunto o
redigere uno schema è profondamente diverso sotto il profilo
cognitivo dal prendere appunti, in quanto nelle prime attività
sono richieste competenze di riorganizzazione, selezione ed
attribuzione di significato qualitativamente superiori. Da
numerose ricerche emerge che gli studenti dei gruppi
cooperativi che fornivano spiegazioni agli altri circa il materiale
elaborato, raggiungevano dei livelli d’apprendimento molto più
alti anche degli stessi compagni di gruppo.
Breve storia dei metodi cooperativi
Nel nostro paese è solo in questi ultimi anni che si è
risvegliato l’interesse verso i metodi cooperativi
come risposta alternativa all’apprendimento competitivo o
individualistico o peggio di pseudogruppo, in cui le
relazioni tra i membri sono di tipo “parassitario” senza alcuna
condivisione di obiettivi e relazione di interdipendenza, in cui
cioè la pseudo interazione di gruppo non conduce ad alcun
processo di crescita individuale, né a livello cognitivo né
tantomeno a livello sociale.
Un sicuro merito della diffusione della metodologia
cooperativa va ai centri e ai gruppi di ricerca che operano
negli Stati Uniti, in Canada, in Israele, in Olanda, in Inghilterra
ed in molti altri paesi [1]
Un gruppo autorevole di studiosi lavora presso il
centro “Cooperative learning center”
dell’ Università del Minnesota, di tratta dei fratelli David e
Roger Johnson che ricercano e producono studi e testi
sull’applicazione dell’apprendimento cooperativo nella scuola.
Collaboratrice del gruppo , Edythe Johnson Holubec, lavora
presso l’Università del Texas ad Austin. Il loro approccio
“Learning together” si fonda su cinque aspetti fondamentali:
a) interdipendenza positiva b) interazione costruttiva diretta c)
abilità sociali d) responsabilità individuale e) valutazione del
lavoro di gruppo. Tali aspetti contraddistinguono il vero gruppo
cooperativo.
Robert Slavin e suoi collaboratori hanno creato lo
“ Student team learning” che pone l’attenzione sullo sviluppo
della motivazione intrinseca degli alunni, l’autore sottolinea
come molti ragazzi, soprattutto quelli a rischio, non possono
essere facilmente indotti verso l’impegno nello studio e
nell’apprendimento se non con la prospettiva del
conseguimento di una ricompensa. Ciò è vero a livello
individuale ma lo è ancor più a livello di gruppo se la
ricompensa unifica e stimola l’impegno dei membri.
E. Aronson , dell’University of California a Santa Cruz, ha
sviluppato una procedura cooperativa
denominata Jigsaw, vertente sulla scomposizione e
ricomposizione dei gruppi di base attraverso la formazione di
gruppi esperti in chiave d’approfondimento tematico, che può
essere utilizzata per l’impostazione del lavoro di classe.
Spencer Kagan e Miguel Kagan conducono ricerche sul
Cooperative Learning nell’ University of California nel
Riverside e hanno fondato un centro di pubblicazioni in
California. Il loro apporto denominato “Structural approach”
si basa sulla predisposizione delle strutture di lavoro al fine di
garantire
un’ interdipendenza positiva effettiva. Intendono cioè
raggiungere alcuni dei principali obiettivi dell’apprendimento
cooperativo - coinvolgimento del maggior numero possibile di
studenti, uguale partecipazione e responsabilità individuale
- mediante l’adattamento di una struttura a scopi specifici
(apprendimento, organizzazione di conoscenze e riflessione,
clima di gruppo o della classe)
In Israele ed in particolare a Tel Aviv troviamo Shlomo e
Yael Sharan, Hanna Sachar, Rachel Hertz-
Lazarowitz. Shlomo e Yael Sharan sono gli autori del “Group
Investigation” un metodo per l’istruzione in classe in cui gli
studenti lavorano in modo collaborativo in piccoli gruppi per
esaminare, fare esperienza e capire il loro argomento di
studio. Essi sostengono che l’elemento fondamentale che
stimola l’apprendimento è il “desiderio di conoscere”, un
gruppo si muove alla ricerca di una conoscenza se
è adeguatamente stimolato da un problema. Il lavoro di
ricerca struttura la comunicazione tra i membri del gruppo,
l’apprendimento, la motivazione e la valutazione.
Elizabeth G. Cohen, statunitense, ha definito una
modalità di apprendimento cooperativo “ Complex
instruction” che organizza l’interdipendenza positiva tra i
membri come interdipendenza di abilità, al fine di controllare
l’effetto dello status dei membri del gruppo. Per evitare cioè
che i più dotati prevarichino i meno dotati, il compito viene
scelto sulla base della complessità e della diversificazione
delle abilità richieste per il suo compimento. Ognuno è
consapevole di essere necessario e di esprimere abilità non
comparabili con le altre.
In Canada nel Department of Cooperation di
Saskatchewan lavorano G.Hughes e i suoi colleghi.
In Norvegia E.Hjertaker e i suoi colleghi.
In Inghilterra Helen Cowie e Jean Rudduck hanno
lavorato al “ Cooperative Group Work Project”
all’ interno della Division of Education dell’Università di
Sheffield e ora la H. Cowie con un altro gruppo di
collaboratori lavora al Roehampton Institute di Londra.
In Italia i due filoni di ricerca sono riconducibili a Giorgio
Chiari che lavora presso il Dipartimento di Sociologia e
Ricerca Sociale dell’Università di Trento e a Mario
Comoglio dell’ Università Pontificia Salesiana – Istituto di
didattica di Roma.
La cooperazione come requisito essenziale di
competenza sociale e cognitiva per l’evoluzione
della società complessa
In uno studio di Slavin del 1990 si legge che:
“ la principale ragione per cui le scuole sono state costruite è
di offrire agli studenti conoscenze , concetti,
abilità, e apprendimenti necessari ai fini della
sopravvivenza nella nostra società”
A dieci anni di distanza questo pensiero è pienamente
attuale nella nostra società complessa, all’interno della quale il
soggetto singolo, seppur dotato delle migliori competenze ed
abilità, non riesce a rispondere a compiti ed impegni che
richiedono l’ interdipendenza positiva dei ruoli e delle persone
all’interno di un team mediante l’attivazione di: partecipazione,
comprensione, responsabilità, competenza sociale e
l’accettazione dell’altro e valorizzazione della diversità.
L’associazione della valorizzazione del gruppo con la
responsabilità individuale costituisce la base dei metodi di
Cooperative Learning, questi realizzano l’uguaglianza delle
opportunità di successo anche con una serie di accorgimenti
tecnici basati sul calcolo dei punteggi di miglioramento, che il
Prof. Chiari definisce ”matematica delle pari opportunità di
successo”:
La modalità LEARNING TOGETHER
di Johnson e Johnson
Essa si fonda su cinque elementi:
1. INTERDIPENDENZA POSITIVA
2. INTERAZIONE COSTRUTTIVA DIRETTA –
FACCIA A FACCIA
3. ABILITA’ SOCIALI
4. RESPONSABILITA’ INDIVIDUALE e di GRUPPO
5. PROCESSI DI GRUPPO
1. INTERDIPENDENZ
A POSITIVA
Vincola i Membri di
un gruppo nel
raggiungimento di
un FINE.
La COLLABORAZIO
NE RECIPROCA è
determinante per il
raggiungimento dell’
OBIETTIVO.
L’Interdipendenza
Positiva induce gli
Studenti ad
impegnarsi per
la RIUSCITA dei CO
MPAGNI come
per SE STESSI, ad
esempio in un
contesto di problem
solving la
strutturazione
dell’interdipendenza
positiva passa per
l’accordo di tutti i
membri circa le
risposte e le strategie
di soluzione per ogni
problema (interdipen
denza di
obiettivi), nella piena
attuazione delle
responsabilità
connesse ai
ruoli (interdipendenz
a di ruoli).
La sua
mancanza determin
a l’annullamento
della
COOPERAZIONE.
TIPOLOGIE DI INTERDIPENDENZA POSITIVA
Johnson consiglia il rispetto di due fasi di lavoro:
1. costruire l’interdipendenza degli obiettivi
2. integrare e rafforzare l’interdipendenza degli
obiettivi aggiungendo quella a livello di premi, di
ruoli, di risorse, ecc.
1. E’ necessario rendere edotti gli studenti delle loro
responsabilità individuali:
Ø Studiare il materiale assegnato
Ø Assicurarsi che lo studino tutti i compagni del
proprio gruppo
Di solito è proprio la presenza di questa seconda
abilità, di sostegno allo studio di
gruppo, che permette di riconoscere il forte legame
alla base dell’interdipendenza in oggetto. Ciò è frutto di
esperienza e formazione, che sia il docente che il
discente devono percorrere, pur rimanendo compito
specifico del primo il fornire un obiettivo comune ai
gruppi ed una ragione concreta per lavorare insieme.
L’insegnante deve specificare gli obiettivi in
riferimento all’incremento di profitto individuale e di
gruppo che si attende, e nel caso di relazioni o
esperienze di ricerca o studio richiede al gruppo che
tutti i componenti firmino il prodotto finale al fine di
vincolarli sull’ approvazione di quanto fatto, la
spiegazione, il perché ed il come.
La firma di ogni componente coinvolge in una doppia
responsabilità individuale e di gruppo.
v INTERDIPENDENZA DI COMPITI
- linea di produzione
- reazioni a catena
( il lavoro viene ripartito in una sequenza di fasi in
modo che uno studente debba fare la sua parte perché
il compagno possa svolgere la propria)
v INTERDIPENDENZA DI IDENTITA’
- Identità di gruppo
(logo, nome, bandiera, di classe, di scuola)
v INTERDIPENDENZA DI RISORSE
- risorse limitate (1 set di oggetti)
- puzzle di materiali
- contributi al lavoro separati
si articola cioè con la visibilità del contributo
personale che passa però per l’unione delle risorse.
Chi mantiene il suo materiale per sé impedisce al
gruppo di raggiungere l’obiettivo prefissato nel
compito.
v INTERDIPENDENZA AMBIENTALE
- lo spazio di lavoro di un gruppo è contrassegnato
da nastro adesivo sul pavimento
- il gruppo ha un punto d’incontro definito ( gruppo
di base: banco, aula per Jigsaw )
v INTERDIPENDENZA DI RUOLO
- assegnare ad ogni membro un ruolo e ruotarlo nel
tempo (leader, reporter, speaker, timer, observer,
ecc. )
l’ assegnazione di tali ruoli complementari e spesso
interconnessi (sostenere e guidare il lavoro di gruppo,
eseguire il diario di gruppo ed annotare le parti salienti
della relazione comune, riportare verbalmente alla
classe, programmare i tempi di lavoro, osservare i
comportamenti nel gruppo ) specifica la responsabilità
individuale rispetto al compito di gruppo e favorisce il
raggiungimento degli obiettivi, il mantenimento di
rapporti di lavoro efficaci, l’apprendimento e
l’integrazione delle nuove conoscenze con quelle che
già si possiedono e lo sviluppo della riflessione al fine
di migliorare le capacità di ragionamento di ciascuno.
v INTERDIPENDENZA DI IMMAGINAZIONE
- la situazione ha una interdipendenza ipotetica
( la sopravvivenza su di un pianeta)
v FESTA PER IL PREMIO
DELL’INTERDIPENDENZA
- festeggiare insieme il successo
- punti di abbuono
- premi non scolastici (adesivi, poster, incontri nel
tempo libero)
- individuare gradi gerarchici nel gruppo (con
l’accordo di tutti i membri)
questo permette di migliorare la qualità della
cooperazione perché mostra agli alunni che hanno
realizzato qualcosa che andava oltre le capacità
individuali, che gli sforzi di ciascuno contribuiscono al
successo comune e vengono sempre apprezzati ed
infine che ogni membro viene rispettato come persona.
v INTERDIPENDENZA NELLA COMPETIZIONE
CON L’ESTERNO
- competizione tra gruppi
- competizione fra classi
v INTERDIPENDENZA DI SCOPI
- tutti i partecipanti dimostrano padronanza
- tutti i partecipanti migliorano
- ogni partecipante apporta il suo punteggio a quello
totale del gruppo
- un solo prodotto del gruppo cui tutti i membri
hanno partecipato e che possono spiegare
(tratto da Johnson & Johnson, 1998)
2. INTERAZIONE
COSTRUTTIVA DIR
ETTA - FACCIA A
FACCIA
Si tratta di una serie
di Comportamenti
dei MEMBRI del
GRUPPO che mostr
ano
INTERESSE per
il raggiungimento
dell’OBIETTIVO.
Gli Alunni
contribuiscono
con IDEE e
LAVORO, si
ASCOLTANO RECI
PROCAMENTE e s
oprattutto NON HAN
NO PAURA DI
ESPORRE LA
PROPRIA OPINION
E, perché sicuri che
possa contribuire al
RISULTATO.
L’ AIUTO RECIP
ROCO si attua attra
verso la Spiegazione
Verbale
delle Strategie di
Soluzione dei
Problemi, la Discuss
ione dei
Concetti che si
Studiano,
la Condivisione
delle proprie
Conoscenze con i
Compagni di Classe
ed
infine l’Integrazione
dei contenuti da
Apprendere con
quanto già si
conosce.
L’interazione
faccia a faccia
promuove negli
studenti l’aiuto,
l’assistenza, l’incorag
giamento,
ma soprattutto
supporta tutti i
membri nella difficoltà
dell’apprendere
(diversità ed
handicap).
3. ABILITA’ SOCIALI
Gli studenti debbono
usare
in modo consapevol
e
le ABILITA’ INTERP
ERSONALI E DI
PICCOLO GRUPPO,
finalizzate al
mantenimento del
gruppo stesso.
Gli alunni dovranno
essere in grado di
esercitare un ruolo
di GUIDA, di
prendere DECISIONI,
di creare un CLIMA
di FIDUCIA,
di COMUNICARE e
di GESTIRE i
CONFLITTI.
Tali Abilità
dovranno essere
insegnate con la
stessa cura delle
Abilità Scolastiche.
LIVELLI DELLE ABILITA’ COOPERATIVE
1. Gestione:
abilità necessarie per gestire un gruppo in
modalità cooperativa; non gironzolare per
l’aula, parlare sottovoce, fare a turno gli
interventi, rivolgersi educatamente ai
compagni, ecc.
2. Funzionamento:
abilità necessarie per controllare le attività del
gruppo di apprendimento cooperativo nello
svolgimento del compito e mantenere
l’efficienza dei rapporti di lavoro; condivisione
delle proprie idee e deduzioni; guida del lavoro
di gruppo, incoraggiamento alla partecipazione
di ogni membro del gruppo.
3. Apprendimento:
abilità necessarie alla comprensione
approfondita del materiale studiato, a
promuovere l’uso di strategie metacognitive, e
massimizzare la padronanza e la ritenzione
mnemonica del materiale studiato.
Es: spiegazione passo per passo del proprio
ragionamento, collegamento dell’oggetto di
studio con quanto precedentemente appreso,
riconoscimento delle idee chiave.
4. Stimolo:
abilità necessarie per stimolare la
riconcettualizzazione del materiale che si sta
studiando, la discussione, la ricerca di ulteriori
informazioni e l’esposizione degli argomenti su
cui si basano le proprie conclusioni.
Es: criticare le idee altrui per provarne il
fondamento logico, conservare la propria
opinione finché il gruppo non ne dimostri
l’evidente illogicità
4. RESPONSABILITA’ INDIVIDUALE e di GRUPPO
Il Gruppo deve essere RESPONSABILE del
raggiungimento dei suoi OBIETTIVI e ogni
MEMBRO deve contribuire con la sua parte di
LAVORO.
Il GRUPPO deve avere ben chiari gli OBIETTIVI
che intende raggiungere e deve essere in grado
di Misurare sia i PROGRESSI compiuti verso il
loro raggiungimento che l’apporto INDIVIDUALE
di ciascun componente del gruppo.
La Responsabilità Individuale si estrinseca anche
attraverso la VALUTAZIONE delle PRESTAZIONI
di ogni Singolo Studente, e la successiva
DISCUSSIONE dei RISULTATI raggiunti sia dal
Gruppo che dal Singolo. Viene così definito chi
necessita di maggiore Assistenza e Sostegno,
l’Alunno o il Gruppo.
5. PROCESSI DI GRUPP
O
I gruppi necessitano
di specifici tempi di
discussione su come
raggiungere gli
obiettivi e mantenere
relazioni sociali
funzionali tra tutti i
membri.
I Gruppi devono
Identificare e
Descrivere quali
Azioni dei Membri
siano POSITIVE o
NEGATIVE e
decidere quali tipi di
Comportamento
Mantenere
o Modificare.
In questo senso
l’insegnante può
richiedere di elencare:
a. almeno tre azioni
dei membri che
hanno portato
al successo di
gruppo nel lavoro
della giornata
b. una
azione necessari
a affinché il
gruppo possa
avere più
successo domani.
Determinante il
ruolo del docente,
che deve
monitorare i
gruppi dando
feedback sul
come hanno
lavorato
insieme, riportand
o poi il tutto
all’intera classe.
LE PROMESSE DELLA RICERCA di Johnson
& Johnson
Il primo studio fu condotto
nel 1898
Più di 550 studi sperimentali
Più di 100 studi correlati
Ampia generalizzazione
degli studi
Prospettive multiple
Pratica della responsabilità
In tabella sono esplicitati gli ambiti presenti nel grafico:
Sforzo da raggiungere Relazioni positive
Raggiungimento del compito Spirito di corpo - Coesione
Memoria a lungo termine Legame reciproco - Uno per l'altro
Ragionamento a livello superiore Eterogeneità
Motivazione intrinseca Sostegno accademico
Comportamento rispetto al compito Sostegno personale
IL RUOLO DELLA LEADERSHIP NEI GRUPPI
COOPERATIVI
CHI E' IL VERO LEADER?
Lontra di mare-
Il suo motto è: "Giochiamo e
cerchiamo di essere amici"
Quando ti comporti come
una lontra di mare dai molto
valore al mantenimento di
buone relazioni tra i membri
del gruppo. Fornisci
attenzione smisurata ai
bisogni degli altri membri,
crei un'atmosfera
confortevole e amichevole e
lavori con un buon ritmo.
Faciliti la comunicazione,
medi i conflitti, riduci le
tensioni e fornisci molto
sostegno e apprezzamento.
Raramente contribuisci al
completamento del lavoro
ma concentri le tue energie
nel sincerarti che i membri
del gruppo interagiscano con
cura e sostegno.
CHI E' IL VERO LEADER?
Il Lupo
Comportandoti come un
lupo, ti interessa sia
il raggiungimento completo
degli obiettivi che la qualità e
il mantenimento di buone
relazioni di lavoro tra i
membri. Dai e cerchi
informazioni, riassumi e
integri ciò che i membri
conoscono, controlli che
gli altri membri del gruppo
abbiano capito, faciliti la
comunicazione, medi i
conflitti, e incoraggi gli altri
membri a partecipare. Sei
molto attivo sia nel voler
raggiungere gli obiettivi sia
nel fornire supporto e
incoraggiamento agli altri
membri del gruppo
CHI E' IL VERO LEADER?
Castoro
Se ti comporti come un
castoro ti impegni
moderatamente per
raggiungere gli obiettivi del
gruppo o alterni periodi di
intenso lavoro a periodi di
rilassamento. Nello stesso
tempo o mantieni relazioni
moderate con i compagni del
gruppo o alterni periodi in cui
lavori sulle relazioni
contribuendo ad alto livello a
periodi in cui ti dimostri
indifferente alle relazioni tra i
membri. A volte puoi
trascurare il raggiungimento
dell'obiettivo per
concentrarti a migliorare le
relazioni di lavoro o
viceversa. Non cerchi o non
trovi il modo per
integrare azioni di obiettivo
e di relazione per una
leadership ottimale.
CHI E' IL VERO LEADER?
CHI E' IL VERO LEADER?
Ape - Quando agisci come
Struzzo
un'ape ti concentri sulla
Quando nascondi la testa nella
conclusione del lavoro, in
sabbia, come uno struzzo, non
modi che mostrano poca
stai contribuendo
preoccupazione per le
al raggiungimento pieno degli
relazioni tra i membri.
obiettivi del gruppo e non stai
Il raggiungimento completo
aiutando a costruire e mantenere
dell'obiettivo è visto come
relazioni di lavoro efficaci tra i
determinante. Dai
membri. Non ti sforzi
informazioni e ricerchi tutte
minimamente
la conoscenze importanti in
affinché il lavoro del gruppo sia
possesso degli altri membri,
portato a termine.
riassumi, dirigi il lavoro del
Generalmente non sei coinvolto e
gruppo, assegni io ruoli ai
non interagisci con i membri
membri e infondi energia
dell'altro gruppo.
agli altri membri affinché
Essenzialmente dici:
lavorino alacremente. Ignori
"Non me ne curo!"
le relazioni tra i membri.
A causa della tua rinuncia e della
Adotti un atteggiamento da
mancanza di coinvolgimento, non
sergente dell'esercito
hai alcuna
addetto all'addestramento
influenza sui membri dell'altro
come approccio alla
gruppo.
leadership
Nelle parti precedenti si è fatto riferimento all’assegnazione
dei Ruoli (vedi interdipendenza di ruoli) come funzioni di
responsabilità assegnate al singolo studente che debbono
essere esercitate mediante precisi comportamenti durante
il lavoro di gruppo. Tali ruoli vengono di solito assegnati a
rotazione tra i membri, in modo che ciascuno abbia la
possibilità di poter sperimentare i diversi livelli di relazione
sociale, di decisione, di incoraggiamento e di stimolo e guida
per il gruppo.
Le teorie tradizionali sulla leadership affermano diverse
posizioni:
a. “leader si nasce” ribadendo quasi l’ereditarietà del
complesso di competenze ed abilità sia sociali che
cognitive che il vero leader deve
personalmente possedere.
b. “ leader è potere e titoli” si è leader in quanto si occupa un
posto di potere si ha titolo a decidere a pianificare contesti
e situazioni. La leadership è strettamente connessa al
ruolo sociale che si riveste.
c. “ leader è uno stile” si può essere leader secondo lo stile
Autocratico, Democratico o del Lasciar fare, è comunque
sempre una dimensione strettamente personale.
La teoria dell’apprendimento cooperativo, secondo i
Johnson, afferma invece che il Leader non è una
Persona, non si eredita, non è un potere, ma si è Leader
nel momento in cui si compiono azioni di aiuto e supporto
al gruppo ai fini del raggiungimento dell’obiettivo,
contribuendo a mantenere relazioni cooperative tra i
membri.
Il grafico a fianco esprime la
relazione esistente tra le
tipologie di ruoli presentate
precedentemente ( lupo,
lontra di mare, struzzo,
castoro, ape) e le strategie
di leadership che a tali
comportamenti si
accompagnano.
Sulle ascisse ci sono gli
obiettivi - intesi in termini di
volontà di raggiungimento -
e sulle ordinate le relazioni.
Ogni asse è poi tarato da un
livello di bassa importanza
ad un livello di alta
importanza per l'animale in
oggetto.
Ognuno di noi si può
divertire a ricercare l'animale
che è il vincitore delle
strategie di leadership.
Il leader, o meglio le funzioni di leadership, sono valide
solo se:
a. Contribuiscono all’efficacia del gruppo nell’
esecuzione del compito
b. Favoriscano relazioni di gruppo funzionali al
conseguimento di un compito successivo
qualitativamente superiore
c. Ogni componente del gruppo ha ricoperto tali funzioni,
osservando quali abilità o comportamenti sono stati
messi in atto e favorendo, anche con l’aiuto
dell’insegnante, la focalizzazione dei comportamenti
più flessibili ed efficaci.
Membro di gruppo = Leader
Leadership distribuita all’interno
del gruppo
Rispetto alle strategie di Leadership di cui sopra riporto, a titolo
esemplificativo, il questionario elaborato dai Johnson. Questo
valuta i comportamenti di leadership rispetto a due
componenti; la prima riguarda le funzioni tendenti al
raggiungimento dell’obiettivo, la seconda le funzioni di
relazione all’interno del gruppo. Tale conoscenza e
comprensione delle proprie strategie di leadership è funzionale
al potenziamento del contributo di lavoro e delle relazioni
all’interno del gruppo, grazie soprattutto
Questionario
Ognuno dei seguenti items descrive un' azione di leadership.
Per ogni affermazione assegna il seguente punteggio:
5 . Se ti comporti sempre in quel modo
4. Se ti comporti frequentemente in quel modo
3. Se ti comporti occasionalmente in quel modo
2. Se ti comporti raramente in quel modo
1 Se non ti comporti mai in quel modo
QUANDO SONO MEMBRO DI UN
GRUPPO
1. Offro fatti e espongo le mie opinioni, idee, sentimenti e
informazioni per aiutare la discussione di gruppo
2. Mi assicuro di capire ciò che dicono gli altri membri del
gruppo per trasporlo a parole mie. Uso buone abilità di
comunicazione ed aiuto a facilitare la comunicazione
effettiva tra i membri del gruppo.
3. Fornisco una direzione al gruppo richiamando l’attenzione
sugli obiettivi da raggiungere e suggerendo procedure per
completarli. Organizzo le responsabilità connesse ai
ruoli per i membri del gruppo
4. Promuovo una discussione aperta dei conflitti tra i membri
del gruppo per risolvere disaccordi e medio quando
i membri sembrano incapaci di risolvere i conflitti
direttamente.
5. Faccio battute e commenti divertenti per far ridere
i membri e per aumentare il divertimento di lavorare
insieme.
6. Riassumo i contributi dei membri del gruppo con una
frase concisa ed integro tutte le diverse azioni dei membri
in una sola definizione
7. Esprimo sostegno, accettazione, e simpatia per gli altri
membri del gruppo e mostro appropriati riconoscimenti ed
esprimo lodi quando un altro membro realizza
un'azione costruttiva nel gruppo
8. Chiedo fatti, informazioni, opinioni, idee, e sentimenti agli
altri membri del gruppo al fine di usare tutte le risorse per il
raggiungimento dell’obiettivo
9. Incoraggio tutti i membri del gruppo a partecipare. Provo a
dar loro fiducia a contribuire attivamente allo sforzo del
gruppo. Gli faccio capire di tenere in grande
considerazione i loro contributi
10. Chiedo agli altri di spiegare le risposte e le conclusioni
del gruppo per essere sicuro che abbiano compreso e
capito il materiale discusso dal gruppo.
11. Fornisco energia al gruppo. Cerco di creare aspettative
riguardo il raggiungimento degli obiettivi
12. Osservo il modo in cui il gruppo sta lavorando ed uso le
mie osservazioni per aiutare a discutere sul come far
lavorare meglio il gruppo
Valutazione del questionario di Leadership
FUNZIONI OBIETTIVO
Affermazione Punteggio Affermazione
1. Relatore di informazioni ed opinioni 2. Facilitatore della comunicazione
3. Definitore di relazione e ruolo 4. Risolutore dei problemi interpersonali
6. Colui che riassume 5. Chi smorza la tensione
8. Ricercatore di informazioni ed opinioni 7. Colui che sostiene e
10. Verificatore di comprensione 9. Incoraggiatore della partecipazione
11. Colui che infonde energia 12. Osservatore dei
Totale
Valutazione del punteggio conseguito nel
grafico cartesiano elaborato da Johnson
Apprendimento cooperativo e integrazione degli alunni in
situazione di handicap.
Un esempio di percorso in rete.
Tratto da ” Progetto Consorziato di Sperimentazione
Metodologico-Didattica-
I possibili itinerari dell’Integrazione –“
Coordinatore: Prof. Ugo Longo
Collaborazione Scientifica: Prof. Chiari Giorgio- Dip. Sociologia
e Ricerca Sociale
Università degli Studi di Trento.
Scuole partecipanti:
- Scuola elementare Vignanello – D.D.Orte
- Scuola media “P.Egidi” – Viterbo
- Scuola media “Dante Alighieri” – Civita
Castellana
- Scuola media Orte – Sede di Vasanello
- Istituto Professionale Statale per l’Industria e
l’Artigianato “G.Marconi” – Viterbo.
Classi coinvolte: n.6
Tipologie di disabilità:
- n. 1 Ritardo mentale grave
( partecipazione ai momenti di
riscaldamento e
condiv
isione delle
gratificazio
ni di
gruppo)
- n. 1 Disturbo dell’affettività e del
comportamento
- n. 2 Ritardo mentale lieve
- n. 1 Disturbo dell’apprendimento
- n. 1 Disturbo del linguaggio
APPROCCIO COOPERATIVO ALLA CLASSE
a) Welcome: "bene arrivati" (striscioni, coccarde, adesivi,
murales, ecc.), foto di gruppo-classe.
a) Io mi presento tu ti presenti
c) Test sociometrico e test clima di classe.
d) Giochi di warming-up.
ATTIVITÀ DI BASE NECESSARIE ALLA CREAZIONE DI UN
CLIMA DI CLASSE POSITIVO
(ABILITÀ SOCIALI DI BASE)
a) Motivazioni e aspettative nei confronti della scuola e della
materia. Registrazione sulla lavagna degli interventi più
interessanti.
b) Ruling: "Costituzione della Classe" (T-chart ed
esercitazione abilità sociali; regole con le firme e i nomi degli
osservatori per il primo periodo;), schede di osservazione
(analitica/sintetica; individui e gruppi).
c) Conoscere e familiarizzare con la classe e la scuola; vestire
i muri, definire gli spazi della classe e dei gruppi.
STRUMENTI PER L'ATTIVITÀ PRATICA: AVVIO
ALL'APPRENDIMENTO DI GRUPPO
a ) Task and Rules; incarichi da assegnare agli studenti per
aumentare il senso di responsabilità individuale e favorire
l'interdipendenza della classe.
b) Building the team; 'gruppi base' eterogenei
(background+sociometrici+abilità); ruoli per aumentare la
responsabilità individuale e per agevolare le interazioni nel
gruppo durante il lavoro: leader, speaker, reporter, timer,
observer, encourager, etc.).
LE TECNICHE PER LAVORARE IN GRUPPO
b) STAD, Jigsaw, TGT: tecniche di lavoro di gruppo per
creare il clima cooperativo. Si inizia con i giochi.
c) Come indurre feedback positivo; Group Analisis;
Cooperative Skills Analysis.
MONITORAGGIO E VALUTAZIONE
a) Valutazione e feedback: contabilità dell'interazione
a) Presentazione delle schede che l'insegnante deve utilizzare
per monitorare il lavoro svolto dagli studenti non solo per gli
sviluppi delle abilità cognitive ma soprattutto per lo sviluppo
delle abilità sociali. Schede di osservazione dell'insegnante, di
gruppo e schede di autovalutazione
b) Il metodo di valutazione basa il voto sulla percentuale di
risposte corrette fornite ai test.
PROGRAMMAZIONE E CONDUZIONE DELLA LEZIONE
COOPERATIVA
a) Contratto formativo in cui si esplicitano: gli obiettivi che si
intendono raggiungere, gli strumenti che consentiranno di
raggiungere tali obiettivi, i contenuti che verranno trattati nel
corso delle lezioni. Si tengono in considerazione eventuali
proposte da parte degli studenti
b) Piano della lezione cooperativa e Coordinamento con il
lavoro di gruppo.
c) Documentazione video delle attività svolte.
BIBLIOGRAFIA
1. D.W. Johnson, R.T. Johnson e Edythe
J.Holubec, Apprendimento cooperativo in classe, Erickson,
Trento, 1996
2. D.W. Johnson, R.T. Johnson, Small group leadership
skills, tratto da Learning to lead teams:
Developing Leadership skills, Interaction Book Company,
Edina, Minnesota, seminario del 24 giugno 2000 –
Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale - Università
degli Studi di Trento.
3. Yael Sharan, Shlomo Sharan, Gli alunni fanno
ricerca, Erickson, 1998
4. Chiari G., Climi di classe e apprendimento. Un progetto
di sperimentazione per il miglioramento del clima di
classe in quattro città italiane, Angeli, Milano
5. Chiari G., Climi di classe e stili d’insegnamento. In E.
Morgagni e F. Russo (a cura di), Sociologia
dell’educazione, Cooperativa Libraria, Bologna
6. Chiari G., Gruppi e apprendimento cooperativo:
Un’alternativa ai gruppi di recupero, in Scuola
Democratica, n.1, Gennaio - Marzo 1997
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un’alternativa ai gruppi di recupero, in Materiali di studio
atti del convegno internazionale “La qualità
dell’integrazione scolastica”, Erickson, 1997.
8. Comoglio M., Cardoso A.M., Insegnare e apprendere in
gruppo. Il cooperative learning, LAS, Roma 1996
9. Comoglio M., (a cura di ) , Il cooperative Learning,
strategie di sperimentazione, Edizioni Gruppo Abele,
Torino 1999
10. Comoglio M., Educare insegnando. Apprendere e
applicare il Cooperative Learning, LAS, Roma 1998
11. Cohen E.G., Organizzare i gruppi cooperativi, Erickson,
1999
12. Sharan S. , Cooperative learning: Theory and research,
Praeger, New York 1990.
13. Slavin R.E., Cooperative learning: Theory, research
and practice, Allyn and Bacon, London, 1990
[1]
Mario Comoglio indica per un approfondimento : “International
Journal of Educational Research”, vol ..23, 3, 1995.