RIPASSO LETTERATURA
La "Divina Commedia" è un poema epico scritto da Dante Alighieri, un autore
italiano del Trecento, considerato uno dei più grandi poeti della letteratura
mondiale. L'opera è divisa in tre parti: Inferno, Purgatorio e Paradiso. Ciascuna
parte contiene 33 canti, ad eccezione dell'Inferno che ne ha 34, per un totale di
100 canti. La "Divina Commedia" è scritta in terza rima (terzine), una forma
metrica inventata dallo stesso Dante.
Struttura dell'opera
1. Inferno: Descrive il viaggio di Dante attraverso i nove cerchi dell'Inferno,
guidato dal poeta latino Virgilio. Ogni cerchio rappresenta un peccato
specifico e la punizione corrispondente.
2. Purgatorio: In questa sezione, Dante sale i sette terrazzi del Purgatorio,
dove le anime scontano le loro pene per purificarsi dai peccati commessi in
vita.
3. Paradiso: Infine, Dante, guidato da Beatrice, esplora i nove cieli del
Paradiso, dove le anime beate godono della visione di Dio.
Temi principali
1. Salvezza e Redenzione: Il viaggio di Dante rappresenta il percorso
dell'anima dalla condizione di peccato alla redenzione e alla beatitudine
eterna. Attraverso l'espiazione delle colpe e la purificazione, Dante illustra
la possibilità della salvezza per ogni anima.
2. Giustizia Divina: La "Divina Commedia" esplora il concetto di giustizia
divina, dove ogni peccato viene punito in modo giusto e proporzionale alla
sua gravità. Questo è particolarmente evidente nell'Inferno, dove le pene
sono spesso simboliche e riflettono la natura del peccato commesso.
3. Amore Divino e Amore Terrestre: L'amore è un tema centrale, sia come
forza corruttrice (nel caso dell'amore peccaminoso nell'Inferno) sia come
forza redentrice (l'amore puro e divino che guida le anime nel Paradiso).
Beatrice rappresenta l'amore ideale e divino, che conduce Dante alla
salvezza.
4. Conoscenza e Sapienza: Il viaggio di Dante è anche un percorso di
conoscenza e illuminazione. Virgilio rappresenta la ragione e la saggezza
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umana, mentre Beatrice rappresenta la sapienza divina e teologica.
Analisi del Linguaggio e Stile
Dante utilizza un linguaggio ricco di simbolismi e allegorie. La scelta della terza
rima, con la sua struttura a incastro, crea un ritmo musicale e una connessione
continua tra i versi. La "Divina Commedia" è scritta in volgare fiorentino, la
lingua parlata del popolo, il che rappresenta una scelta rivoluzionaria per
l'epoca, poiché la letteratura alta era generalmente scritta in latino.
Allegorie e Simbolismi
La Selva Oscura: All'inizio del poema, la selva oscura in cui Dante si
smarrisce rappresenta la condizione di peccato e smarrimento spirituale.
Le Tre Fiere: Il leone, la lonza e la lupa che impediscono a Dante di uscire
dalla selva rappresentano rispettivamente la superbia, la lussuria e
l'avarizia.
Virgilio e Beatrice: Virgilio simboleggia la ragione umana, mentre Beatrice
rappresenta la fede e la grazia divina.
💡 La "Divina Commedia" non è solo un capolavoro letterario, ma anche
un'opera profondamente spirituale e filosofica. Attraverso il viaggio
allegorico di Dante, il poema esplora temi universali come la colpa, la
redenzione, la giustizia e l'amore. La sua combinazione di narrativa
avvincente, profondità intellettuale e bellezza poetica continua a
renderla una delle opere più studiate e ammirate della letteratura
mondiale.
CANTO I
Il canto I della "Divina Commedia" di Dante Alighieri serve come introduzione al
poema e presenta diversi contenuti e personaggi fondamentali per
comprendere l'intera opera. Qui, Dante si trova smarrito in una "selva oscura" e
incontra vari ostacoli che preannunciano il suo viaggio attraverso l'Inferno, il
Purgatorio e il Paradiso.
Contenuti del Canto I
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1. Selva Oscura: Il canto inizia con Dante che si risveglia in una selva oscura,
simbolo dello smarrimento morale e spirituale. È "nel mezzo del cammin di
nostra vita", ossia all'età di 35 anni, a metà del percorso della vita umana
secondo la concezione medievale.
2. Montagna illuminata dal sole: Dante cerca di uscire dalla selva e vede una
collina illuminata dal sole, che rappresenta la speranza e la salvezza divina.
3. Tre Fiere: Mentre tenta di salire la collina, Dante è bloccato da tre bestie
feroci:
Lonza: Una lince maculata che rappresenta la lussuria.
Leone: Simboleggia la superbia.
Lupa: Rappresenta l'avarizia e la cupidigia.
Personaggi del Canto I
1. Dante: È il protagonista e il narratore del poema, che rappresenta ogni
uomo (l'uomo medio) nella sua ricerca di redenzione e salvezza.
2. Virgilio: Il grande poeta romano, autore dell'"Eneide", appare a Dante per
guidarlo fuori dalla selva oscura. Virgilio rappresenta la ragione umana e la
saggezza classica. Egli spiega a Dante che l'unico modo per sfuggire alle
fiere è seguire un percorso più lungo, attraverso l'Inferno e il Purgatorio.
Sintesi del Canto I
Smarrito nella selva: Dante descrive la sua situazione di smarrimento e
disperazione nella selva oscura. Questa rappresenta il peccato e la
condizione di alienazione dell'anima umana.
Incontro con le fiere: Cercando di uscire dalla selva e raggiungere la luce
del sole (simbolo di Dio), Dante è ostacolato dalle tre fiere.
Arrivo di Virgilio: Quando Dante si trova disperato, appare Virgilio, che gli
offre il suo aiuto e gli spiega che deve intraprendere un viaggio attraverso
l'Inferno e il Purgatorio per poter arrivare alla salvezza.
Temi e Simbolismi
Smarrimento esistenziale: La selva oscura rappresenta il peccato e lo
smarrimento spirituale.
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Ostacoli morali: Le tre fiere simboleggiano i peccati principali che
impediscono all'uomo di raggiungere la virtù e la salvezza.
Guida della ragione: Virgilio rappresenta la ragione e la conoscenza umana,
che può guidare l'uomo solo fino a un certo punto, ma che è comunque
indispensabile per iniziare il cammino di redenzione.
Il canto I della "Divina Commedia" stabilisce quindi le basi tematiche e narrative
del poema, introducendo Dante come un'anima smarrita in cerca di salvezza e
presentando Virgilio come la guida che lo accompagnerà nel suo viaggio
ultraterreno.
CANTO III
Il Canto III dell'Inferno nella "Divina Commedia" di Dante Alighieri è uno dei più
celebri e introduce diversi elementi chiave della struttura dell'Inferno. In questo
canto, Dante e Virgilio entrano nell'Inferno vero e proprio e incontrano le anime
degli ignavi, coloro che in vita non hanno mai preso una posizione netta tra il
bene e il male.
TERZINE DA SAPERE
"Per me si va ne la città dolente,
per me si va ne l’etterno dolore,
per me si va tra la perduta gente.
→ «Attraverso me si va nella città sofferente, attraverso me si va nel luogo del
dolore eterno, attraverso me si va tra i dannati.
E ’l duca lui: «Caron, non ti crucciare:
vuolsi così colà dove si puote
ciò che si vuole, e più non dimandare»
→E la mia guida a lui: «Caronte, non preoccuparti: così si vuole là [in Paradiso]
dove si può [ottenere] ciò che si vuole; non chiedere altro».
Contenuti del Canto III
1. La Porta dell'Inferno: Il canto inizia con la descrizione della porta
dell'Inferno e l'iscrizione sopra di essa:
"Per me si va nella città dolente,
per me si va nell'etterno dolore,
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per me si va tra la perduta gente."
Questo avvertimento culmina nella famosa frase: "Lasciate ogne speranza,
voi ch'intrate".
2. Ingresso nell'Inferno: Dante, spaventato, viene confortato da Virgilio che
gli spiega il significato delle parole sulla porta e lo incoraggia a proseguire.
3. Il Vestibolo degli Ignavi: Dopo aver attraversato la porta, Dante e Virgilio
arrivano nel vestibolo dell'Inferno, dove incontrano le anime degli ignavi,
coloro che non hanno mai preso una posizione nella vita e che sono rifiutati
sia dal Paradiso che dall'Inferno. Qui Dante vede anche gli angeli che non si
schierarono né con Dio né con Lucifero durante la ribellione.
4. Punizione degli Ignavi: Gli ignavi sono condannati a inseguire eternamente
un'insegna bianca, simbolo della loro mancanza di ideali, mentre sono punti
incessantemente da vespe e mosconi. Le loro lacrime, mescolate a sangue,
alimentano vermi disgustosi ai loro piedi.
5. Il Fiume Acheronte: Dante e Virgilio arrivano quindi al fiume Acheronte,
dove vedono le anime dei dannati radunate per essere traghettate sull'altra
sponda da Caronte, il traghettatore infernale.
6. Caronte: Caronte è un demone con occhi di brace che inizialmente rifiuta di
traghettare Dante perché è ancora vivo. Tuttavia, Virgilio lo convince a
lasciarli passare spiegando che il viaggio di Dante è voluto da Dio.
7. Il Passaggio sull'Acheronte: Alla fine del canto, Dante sviene per la paura e
si risveglierà sull'altra riva del fiume, segnando l'inizio del suo vero e
proprio viaggio nell'Inferno.
Personaggi del Canto III
1. Dante: Il protagonista, rappresenta ogni uomo e la sua ricerca di salvezza.
È spaventato ma determinato a proseguire nel suo viaggio.
2. Virgilio: La guida di Dante, simbolo della ragione umana, lo conforta e lo
protegge, spiegandogli ciò che vede e accade.
3. Ignavi: Le anime dei pusillanimi, che in vita non hanno mai preso una
posizione netta, sono condannate a una pena eternamente futile e dolorosa.
4. Caronte: Il traghettatore infernale che conduce le anime dei dannati
attraverso l'Acheronte. È descritto con occhi di brace e un comportamento
severo.
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Temi e Simbolismi
1. Neutrali e Ignavi: Gli ignavi rappresentano coloro che vivono senza mai
impegnarsi moralmente o prendere una posizione. La loro punizione
simboleggia l'inutilità della loro esistenza e la giustizia divina che non tollera
l'indifferenza.
2. Speranza e Disperazione: L'iscrizione sulla porta dell'Inferno introduce il
tema della perdita di speranza per i dannati, contrapponendosi alla
speranza di redenzione di Dante.
3. Giustizia Divina: La severità della giustizia divina è evidente nella punizione
degli ignavi, che sono esclusi da qualsiasi speranza di salvezza o
riconoscimento.
Il Canto III è cruciale per la comprensione della struttura morale dell'Inferno di
Dante. Introduce l'idea che l'indifferenza e la mancanza di impegno morale
sono puniti severamente, stabilendo un tono di giustizia inesorabile che
pervaderà l'intero poema. La presenza di Caronte e il passaggio sull'Acheronte
segnalano l'inizio del vero viaggio di Dante tra i dannati.
CANTO V
Il Canto V dell'Inferno nella "Divina Commedia" di Dante Alighieri è uno dei
canti più noti e toccanti dell'intera opera. In questo canto, Dante e Virgilio
incontrano le anime dei lussuriosi, coloro che sono stati sopraffatti dalla
passione carnale in vita.
TERZINE DA SAPERE
Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende
prese costui de la bella persona
che mi fu tolta; e ’l modo ancor m’offende.
Amor, ch’a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m’abbandona.
Amor condusse noi ad una morte:
Caina attende chi a vita ci spense».
Queste parole da lor ci fuor porte.
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→ Amore, che rapisce facilmente un cuore gentile, fece innamorare costui
(Paolo) del bel corpo che mi venne tolto in un modo che ancora mi
offende. Amore, che a nessuno risparmia di amare quando è amato, mi prese a
sua volta della bellezza di costui (Paolo) in un modo tanto forte che ancora non
mi abbandona. Amore ci condusse insieme ad una stessa morte e Caina
attende chi ci tolse la vita”. Queste parole ci furono riportate.
Contenuti del Canto V
1. Discesa al Secondo Cerchio: Dopo aver lasciato Minosse, il giudice
infernale che assegna le anime ai vari cerchi, Dante e Virgilio scendono nel
secondo cerchio dell'Inferno, il primo dei cerchi propriamente detti, dove
sono puniti i lussuriosi.
2. Minosse: Minosse è descritto come un mostruoso giudice infernale che
decide il destino delle anime avvolgendo la sua coda intorno al corpo tante
volte quanti sono i cerchi a cui l'anima è destinata. Egli inizialmente cerca di
impedire a Dante di passare, ma viene fermato da Virgilio.
3. Pena dei Lussuriosi: Le anime dei lussuriosi sono trascinate eternamente
da una bufera infernale, simbolo delle loro passioni incontrollabili in vita.
Non hanno mai pace né riposo, proprio come furono travolti dalle loro
passioni terrene.
4. Incontro con Francesca da Rimini e Paolo Malatesta: Dante parla con
Francesca da Rimini, che racconta la sua tragica storia d'amore con Paolo
Malatesta. I due furono uccisi dal marito di Francesca, Gianciotto Malatesta,
fratello di Paolo, quando li sorprese in adulterio. La loro storia commuove
profondamente Dante.
Personaggi del Canto V
1. Dante: Il protagonista, profondamente commosso dalla storia di Francesca
e Paolo. La sua reazione emotiva riflette la sua umanità e sensibilità.
2. Virgilio: La guida di Dante, che lo incoraggia e lo sostiene mentre affronta le
pene infernali.
3. Minosse: Il giudice dell'Inferno, che assegna le anime ai vari cerchi. È
descritto come una figura terribile e imponente.
4. Francesca da Rimini: Una delle anime dei lussuriosi, che racconta a Dante
la sua triste storia d'amore con Paolo.
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5. Paolo Malatesta: L'amante di Francesca, che appare accanto a lei, ma non
parla direttamente. La sua presenza silenziosa accresce il pathos del
racconto di Francesca.
Temi e Simbolismi
1. Lussuria e Passione: La punizione dei lussuriosi riflette la natura del loro
peccato: come furono travolti dalle passioni in vita, così ora sono
eternamente travolti da una bufera infernale.
2. Amore e Tragico Destino: La storia di Francesca e Paolo rappresenta
l'amore che conduce alla rovina, mostrando il lato oscuro della passione
incontrollata.
3. Compassione e Commozione: La reazione di Dante alla storia di Francesca
mostra la sua compassione e umanità. Questo elemento umanizza il poeta e
crea un forte legame emotivo con il lettore.
Analisi Letteraria
Dialogo Drammatico: Il dialogo tra Dante e Francesca è carico di emozioni
e drammaticità. Francesca racconta la sua storia in modo struggente, e la
reazione di Dante enfatizza la gravità della loro pena.
Simbolismo del Vento: La bufera che travolge i lussuriosi simboleggia le
passioni incontrollabili che li hanno dominati in vita. È un'immagine potente
che trasmette l'idea di un'energia inarrestabile e distruttiva.
Contrappasso: Il contrappasso (la legge del contrappasso) è il principio
secondo cui la punizione riflette il peccato commesso. Nel caso dei
lussuriosi, la bufera che li trascina senza sosta rappresenta la loro
incapacità di controllare le proprie passioni.
Il Canto V dell'Inferno è uno dei momenti più intensi della "Divina Commedia",
dove Dante esplora il tema della lussuria e il suo potere distruttivo. La storia di
Francesca e Paolo è un esempio toccante di come l'amore possa condurre alla
dannazione se non è temperato dalla ragione e dalla moralità. La commozione
di Dante di fronte a questa storia sottolinea la sua umanità e la complessità
delle emozioni umane, rendendo questo canto uno dei più memorabili e studiati
dell'intera opera.
CANTO XXVI
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Il Canto XXVI dell'Inferno nella "Divina Commedia" di Dante Alighieri è uno dei
più celebri e affronta il tema dell'ingegno umano e della sua potenziale
corruzione. In questo canto, Dante e Virgilio si trovano nell'ottava bolgia
dell'ottavo cerchio dell'Inferno, dove sono puniti i consiglieri fraudolenti.
TERZINE DA SAPERE
Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e canoscenza"
→Prendete coscienza della vostra origine: non foste creati per vivere come
animali, ma per perseguire la virtù e la conoscenza”.
Contenuti del Canto XXVI
1. Introduzione al Canto: Dante inizia il canto con un'invettiva contro Firenze,
la sua città natale, colpevole di corruzione e decadenza morale. Esprime il
suo dispiacere per il comportamento dei suoi concittadini e per la fama
negativa che si è guadagnata.
2. Ottava Bolgia: Dante e Virgilio sono nell'ottava bolgia dell'ottavo cerchio,
dove i consiglieri fraudolenti sono puniti. Queste anime sono avvolte in
fiamme individuali, che nascondono la loro forma umana, simboleggiando
l'inganno e la falsità delle loro azioni.
3. Incontro con Ulisse e Diomede: Tra le fiamme, Dante vede una doppia
fiammella che avvolge insieme due anime: Ulisse (Odisseo) e Diomede.
Questi due eroi greci sono puniti insieme per le loro azioni fraudolente
durante la guerra di Troia, come il furto del Palladio e l'inganno del cavallo
di Troia.
4. Il Monologo di Ulisse: Ulisse parla a Dante e racconta la storia del suo
ultimo viaggio, che non è presente nell'Odissea di Omero. Ulisse narra
come, spinto dalla sete di conoscenza e di avventura, abbia deciso di
navigare oltre le Colonne d'Ercole, considerate il limite estremo del mondo
conosciuto. Con un discorso appassionato, incita i suoi compagni a
continuare il viaggio per "seguir virtute e canoscenza". Tuttavia, la
spedizione termina tragicamente quando la nave di Ulisse viene inghiottita
da un vortice nell'emisfero australe, sancendo la sua fine.
Personaggi del Canto XXVI
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1. Dante: Il protagonista del poema, che ascolta con grande interesse e
ammirazione il racconto di Ulisse. La sua curiosità e sete di conoscenza
rispecchiano, in parte, le caratteristiche di Ulisse, ma il viaggio di Dante è
guidato da una finalità divina e non da un semplice desiderio umano di
esplorazione.
2. Virgilio: La guida di Dante, che lo accompagna e lo incoraggia. Spiega a
Dante la natura dei peccatori puniti in questa bolgia e lo aiuta a
comprendere il significato delle pene.
3. Ulisse (Odisseo): Il famoso eroe greco dell'Odissea, punito nell'Inferno per
la sua sete di conoscenza e le sue azioni ingannevoli. La sua storia di
esplorazione e di ricerca della conoscenza è raccontata con grande pathos
e tragica grandezza.
4. Diomede: Compagno di Ulisse nelle imprese fraudolente della guerra di
Troia, appare insieme a lui nella stessa fiamma. Sebbene non parli, la sua
presenza rafforza il tema della collaborazione nel peccato.
Temi e Simbolismi
1. Ingegno e Conoscenza: Il canto esplora il tema dell'ingegno umano e della
ricerca della conoscenza. Ulisse rappresenta l'emblema della curiosità
intellettuale e della spinta verso l'ignoto, ma anche il pericolo dell'orgoglio e
della hybris (tracotanza).
2. Fiamme Individuali: Le anime avvolte nelle fiamme simboleggiano la natura
nascosta e ingannevole dei loro peccati. La fiamma stessa è un simbolo di
ingegno, ma anche di punizione divina.
3. Limiti e Trasgressione: Ulisse rappresenta la trasgressione dei limiti imposti
all'uomo. Le Colonne d'Ercole simboleggiano i confini del mondo
conosciuto e dell'esperienza umana, e la sua decisione di oltrepassarle
rappresenta un atto di sfida che porta alla rovina.
4. Invettiva contro Firenze: L'inizio del canto, con l'invettiva di Dante contro
Firenze, sottolinea il tema della corruzione morale e della decadenza,
contrastando con la grandezza tragica del racconto di Ulisse.
Il Canto XXVI dell'Inferno è un esempio potente della capacità di Dante di
intrecciare narrazione, simbolismo e riflessione morale. La figura di Ulisse
incarna la tensione tra la nobile aspirazione alla conoscenza e il pericolo della
presunzione umana. La tragica fine di Ulisse serve da monito contro l'orgoglio e
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l'irresponsabile ricerca del sapere senza considerazione dei limiti imposti dalla
condizione umana.
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