I babilonesi
Il popolo babilonese nacque in Mesopotamia, una regione situata nel Medio Oriente,
caratterizzata da un deserto a nord e da una zona fangosa e paludosa a sud. Il territorio del popolo
si estendeva dal Mar Mediterraneo fino al Golfo Persico, seguendo il corso dei fiumi Tigri ed
Eufrate.
Al giorno d’oggi gli Stati principalmente occupati dalla regione sono Siria e Iraq, e sono anche
compresi in porzioni minori Turchia, Iran, Kuwait e Arabia Saudita.
La Mesopotamia era una regione prospera ma priva di difese naturali: non c’erano mari o deserti
o alte catene montuose a proteggerla. Dunque, nel corso degli anni, fu spesso invasa dalle
popolazioni provenienti dalle regioni vicine.
La storia babilonese abbraccia un periodo che va dalla fine del XXI secolo a.C. al I o II secolo d.C.
Attorno al 2000 a.C. la popolazione degli Amorrei conquistò la Mesopotamia e fondò un potente
regno che aveva come capitale Babilonia.
La “babilonia” è una regione storica del Vicino Oriente antico che prende il nome dal suo centro più
di prestigio, Babilonia. Erano detti babilonesi solo gli abitanti della capitale.
I signori della città riuscirono, agli inizi del XIX a.C. a istituire un regno: inizialmente la città-stato
comprendeva solo i propri dintorni, ma nel tempo riuscì a diventare la più importante delle città
amorree, fino a superare il sistema delle città-stato sumere.
L’uso di chiamare la regione con il nome della città si affermò solo nell’età Achemenide ed
ellenistica; infatti, dall’epoca del più importante re amorreo Hammurabi l’area veniva indicata come
“il paese degli accadi”.
La babilonia era, originariamente, come del resto tutta la Mesopotamia, sotto il controllo di diverse
città-stato sumere. Le origini del potere di Babilonia vanno, infatti, individuate con l’opera
unificatrice del sesto re della prima dinastia, Hammurabi.
Le conquiste di Hammurabi furono all’inizio centrate sulle sponde del fiume Eufrate; tuttavia, la
Babilonia estese i propri confini anche ai domini di Eshnunna e Larsa, oltre che fino al mare
inferiore (Golfo Persico).
A sud-est, la regione confinava con l’Elam, mentre a nord la linea di frontiera era localizzata poco
al di sopra dell’odierna Baghdad.
Fino al XVII secolo a.C., nel cosiddetto Periodo paleo-babilonese, diverse città-stato amorree (in
particolare Isin, Larsa, Eshnunna, Mari e la stessa città di Babilonia) combatterono per affermare la
propria egemonia in Mesopotamia. Tra la fine del XIX secolo e la fine del XVI secolo a.C. si
affermò la prima dinastia babilonese.
Il Periodo medio-babilonese (tra il XV e il XII secolo a.C.) vede i Cassiti al potere a Babilonia.
In questa fase, la Babilonia era al centro di un sistema regionale di potere che comprendeva, tra
gli altri protagonisti, il Regno medio-elamico, il Regno medio-assiro (principale avversario di
Babilonia), il Regno di Mitanni, il Nuovo Regno ittita e il Nuovo Regno egizio.
Segue in Babilonia, dal XII al XI secolo a.C., la II dinastia di Isin.
Tra il X secolo e la metà del VII secolo a.C., si sviluppa un primo periodo "neo-babilonese", in cui
la scena politica è dominata da Caldei e Aramei, a scapito del potere centrale.
Dalla metà dell'VIII secolo a.C., gli Assiri del Nuovo Regno aprono una fase di intervento e
occupazione diretta della Babilonia, che durerà fino alla seconda metà del VII secolo a.C.
Nel 689 a.C., il re assiro Sennacherib distrugge la città di Babilonia, poi ricostruita dai
successori di Sennacherib, Esarhaddon e Assurbanipal.
Nel 625 a.C. si apre il Periodo neo-babilonese. La prima metà del VI secolo vide la ripresa del
potere di Babilonia sulla Mesopotamia, che durò fino alla conquista da parte del re persiano
Ciro, nel 539 a.C.
In questo periodo regnò un altro re di notevole importanza, il caldeo Nabucodonosor, il quale
conquistò la Siria e la Palestina. Egli sconfisse gli Ebrei e distrusse Gerusalemme; in seguito,
deportò gli abitanti a Babilonia. Inoltre, fu sempre Nabucodonosor a fare restaurare la ziggurat di
Babilonia. Probabilmente, fu proprio questa “grande opera” che diede origine al mito della torre di
Babele.
La civiltà dei babilonesi si sviluppò, quindi, in una regione molto fertile compresa tra due fiumi,
(letteralmente “terra in mezzo ai fiumi”). Le caratteristiche geografiche hanno, perciò, influenzato
notevolmente le attività principali della popolazione.
Ad esempio, grazie alla presenza dei fiumi Tigri ed Eufrate, l’agricoltura babilonese crebbe su
larga scala. I fiumi, infatti, rendevano possibile e più semplice l’irrigazione dei campi di colture
(tra le quali grano, orzo, lenticchie, olive e frutta).
In particolare, la civiltà babilonese era nota per la propria bravura nell’utilizzo dei sistemi di
irrigazione per incrementare il prodotto delle colture.
Nonostante ciò, la ricchezza dei fiumi poteva anche trasformarsi in un rischio. La Mesopotamia
era una terra spesso soggetta ad inondazioni e questo ha, di conseguenza, reso necessario il
controllo delle acque per la sicurezza della popolazione.
Perciò, oltre a progettare sistemi di irrigazione, i babilonesi si ingegnavano anche nella creazione
di sistemi per gestire le acque dei fiumi e proteggere i raccolti dalle inondazioni.
I fiumi potevano essere sfruttati anche per il commercio fluviale. Questo ha reso la Mesopotamia
un vero e proprio crocevia commerciale. I babilonesi facevano uso del Tigri e dell’Eufrate per il
commercio sia interno che esterno.
Oltre a facilitare il trasporto merci, il commercio fluviale ha anche contribuito all’espansione
economica e all’apertura del commercio con altre civiltà.
Nelle vicinanze dei fiumi non era raro trovare grande disponibilità di argilla; quest’ultima ha
influenzato l’uso di mattoni di argilla nell’edilizia. Gran parte delle maestose costruzioni di
questo popolo sono state proprio costruite con questo materiale.
L’argilla però serviva anche a un altro scopo, ovvero l’incisione su tavolette. Furono i babilonesi
a inventare il sistema di scrittura cuneiforme, utilizzato per diverse finalità burocratiche.
Infine, la particolare caratteristica pianeggiante della terra della Mesopotamia la rende adatta
all’allevamento del bestiame. Il pascolo di bovini, ovini, caprini e asini forniva alla popolazione
alcune delle risorse più importanti.
Per quanto, invece, riguarda storia del popolo babilonese, è opportuno precisare la sua ricchezza
e complessità; nel corso dei secoli la civiltà si è evoluta e ha visto una continua evoluzione. Alcuni
degli aspetti principali della società babilonese furono:
-FORMA DI GOVERNO
Inizialmente, le città-stato dell’impero erano governate da re locali, ma nel XVII secolo a.C. il re
Hammurabi unificò gran parte di queste città-stato sotto il proprio dominio.
Questo venne attuato per mezzo del Codice di Hammurabi, uno dei primi sistemi legali
conosciuti. Il codice di Hammurabi consisteva in una stele in pietra sulla quale vennero riprodotte
238 sentenze.
Il codice, che venne realizzato in molte copie da disperdere nelle città babilonesi, aveva un valore
di propaganda. Attraverso la stele si voleva tramandare l’autorità del sovrano.
Successivamente, Babilonia fu soggetta ad altre dinastie e imperi (Impero Assiro e Persiano).
-GERARCHIA SOCIALE
La gerarchia dei babilonesi si suddivide in tre classi principali:
-uomini liberi (funzionari di corte, ufficiali e sacerdoti);
-semiliberi (Mushkin), composta da mercanti, artigiani, soldati e artigiani, i quali, nonostante
godessero della libertà personale, non possedevano né terre né mezzi di produzione. Di
conseguenza, la propria sopravvivenza dipendeva dal palazzo/tempio.
-schiavi “wardu”, ovvero prigionieri di guerra o uomini che a causa dei debiti avevano perso la
libertà. Non avevano più alcun diritto e si ritrovavano a svolgere i lavori infimi.
In cima alla piramide c’era il re, capo dei sacerdoti e incarnazione del dio Marduk.
La classe mercantile svolgeva, comunque, un ruolo importante data l’importanza del commercio
per la Mesopotamia.
-RELIGIONE
I babilonesi erano politeisti, ovvero adoravano più dei; nella loro cultura, la religione aveva
un’importanza cruciale.
Tra gli dèi più importanti c’erano Marduk, dio delle piogge, creatore dell’uomo e dell’Universo e
patrono di Babilonia, e Ishtar, dea della fertilità, amore e della guerra.
Per onorare i loro dei e svolgere cerimonie religiose, vennero costruiti imponenti templi chiamati
ziggurat. Alla dea Ishtar venne dedicata la più bella porta d’ingresso a Babilonia (la porta di
Ishtar).
-EVENTUALI AZIONI BELLICHE
I conflitti militari dei babilonesi furono influenzati dal loro ruolo centrale nella regione della
Mesopotamia. Durante il dominio dell’antica Mesopotamia, i conflitti sono stati una parte
fondamentale della storia babilonese.
Tra le azioni belliche fondamentali ci sono:
-l’unificazione delle città-stato sotto l’imperatore Hammurabi, avvenuta tra il 1792 e il 1750 a.C.
Per raggiungere l’obiettivo dell’unione, condusse numerose campagne militari per ottenere il
consenso del popolo;
-guerra con l’Impero Assiro: durante il corso della sua storia, l'Impero babilonese entrò in
conflitto con uno degli imperi più potenti del passato, l’Impero Assiro. Le motivazioni delle guerre
erano causate dalle costanti rivalità tra le civiltà e dagli scontri per il controllo di alcune aree delle
regioni mesopotamiche. Il più delle volte erano gli Assiri ad avere la meglio, ma ci furono occasioni
durante le quali furono i Babilonesi ad ottenere il sopravvento o la parità della situazione;
-invasione e conquista da parte dei Persiani: l’evento che segnò la fine dell'indipendenza
babilonese e l’inizio della dominazione persiana nella regione mesopotamica fu l'invasione
persiana di Babilonia nel 539 a.C. Nonostante tutto, la conquista, guidata dall’imperatore Ciro il
Grande, si rivelò relativamente pacifica e Ciro finì per essere visto da molti come un liberatore dal
dominio babilonese. La civiltà sottomessa preservò la propria cultura e la propria importanza
politica sotto il dominio persiano;
-rivolte e resistenza: benché la popolazione fosse stata sottomessa dal nemico, non furono rari
gli eventi di ribellione e gli atti di resistenza da parte dei babilonesi contro il dominio straniero.
Nonostante lo spirito di volontà, queste azioni non furono in grado di garantire l’indipendenza a
Babilonia a lungo termine;
-partecipazione a coalizioni militari: durante il dominio persiano, i babilonesi furono coinvolti in
conflitti più ampi come parte delle coalizioni militari persiane.
-EVENTUALI PROGRESSI SCIENTIFICI O INVENZIONI
Va riconosciuto il notevole contributo ai progressi scientifici e alle invenzioni dell’antica
Mesopotamia. La loro cultura, molto avanzata per i tempi, ha influito principalmente sui seguenti
campi:
-astronomia: i babilonesi erano abili osservatori del cielo notturno e dello studio dei movimenti
celesti. Sono stati tra i primi a sviluppare calendari lunari basati su osservazioni astronomiche.
Questi furono, poi, fondamentali per la pianificazione sia agricola che religiosa.
-matematica: la civiltà babilonese sviluppò un sistema numerico basato su 60 (sistema
sessagesimale). Oltre ad essere molto efficace ed estremamente flessibile per i calcoli matematici,
divenne anche la base per il nostro moderno sistema di misura del tempo e per la suddivisione del
cerchio in 360°.
-scrittura: i babilonesi svilupparono il sistema di scrittura cuneiforme, il quale utilizzava segni
incisi su tavolette d’argilla. Grazie a questo sistema, vennero scritti una vasta gamma di testi, dai
documenti legali a opere letterarie e scientifiche.
Nell’ambito artistico, i babilonesi hanno mantenuto i tratti fondamentali dell’arte sumera e
accadica, ovvero: la rigidità nella raffigurazione, le convenzioni severe nella rappresentazione
del corpo umano, dei monti, dell'acqua, delle piante e nella collocazione degli oggetti nello spazio.
Anche altri aspetti, come la rappresentazione di libertà e naturalezza per gli animali, i colori
vivaci nella pittura, la ripetizione di un certo numero di scene tipiche e il gusto raffinato nelle
arti minori (lavorazione dei tessuti, metalli, gemme, smalto, lavorazione ad intaglio dei materiali
teneri, del vetro, del legno e la ceramica; miniatura, lavorazione del mosaico, lavorazione della
porcellana) sono stati mantenuti da parte della civiltà babilonese.
Verso il 1950 a.C. vennero costituiti il regno d’Isin e di Larsa.
Questo periodo presenta poche opere rinvenute: una stele in calcare che ritrae una scena di
libazione (offerta sacrificale di bevande, specialmente diffusa nei riti dell'antichità classica) da parte
di un principe al dio Sole (Shamash). Lo stile è somigliante a quello sumero vista la vicinanza
temporale.
Dell’arte della prima dinastia (XIX a.C.-VII a.C.), sono pochi i monumenti e si sa ben poco
dell’architettura dell’epoca.
Gli edifici risalenti a questo periodo, le statue e le pitture dissotterrate permettono, però di farsi
un'idea dell'arte dell'epoca di Hammurabi.
A questa segue quella dei Cassiti (popolazione proveniente dai Monti Zagros, che avviò una
propria dinastia sul trono di Babilonia), che portò in netta decadenza tutti i campi, in particolare,
quello dell'arte.
Una volta che il potere politico ritornò nelle mani di dinastie indigene babilonesi, l'arte raggiunse di
nuovo alte vette e culminò negli splendori della Babilonia, a quel tempo governata dalla
dinastia neobabilonese (625-538 a. C.).
Tra i monumenti, la Porta di Ishtar è certamente uno dei reperti più rinomati e apprezzati.
Dal 604 a.C. al 562 a.C., con il re Nabucodonosor II, Babilonia conobbe un grande periodo di
splendore oltre che a un’intensa attività edilizia. La città era circondata da una cinta muraria di
quasi 18 km dalla quale si aprivano otto porte dedicate a diverse divinità.
La principale e la più famosa è, per l’appunto, la Porta di Ishtar (14x10 m.).
Era una doppia porta fiancheggiata da due torri; sulle pareti della struttura si trovava una
straordinaria decorazione in bassorilievo, con rappresentazioni floreali e file alternate di tori
(simbolo del dio Adad, dio delle manifestazioni atmosferiche) e di draghi (simbolo del dio Marduk,
creatore universo).
Tale sistema decorativo è realizzato con maioliche fatte di lapislazzulo e rivestite con ceramica
invetriata; le figure sono in colore bianco e giallo mentre lo sfondo è blu.
Sulla base della tecnica decorativa sono state individuate tre fasi successive:
-nella prima, le figure degli animali sono modellate a rilievo su mattoni non smaltati;
-nella seconda, i soggetti sono dipinti su mattoni smaltati;
-infine, nella terza, draghi e tori sono prodotti a rilievo su mattoni smaltati.
Tutto questo è stato realizzato nella parte anteriore del cancello.
La porta è stata chiamata così in onore alla dea Ishtar (dea della fertilità, amore e guerra).
La Porta di Ishtar è stata ricostruita grazie al ritrovamento di una moltitudine di frammenti sparsi
per tutto lo Stato ed è oggi custodita presso il Pergamon Museum, a Berlino. Una più piccola
riproduzione della porta è stata realizzata in Iraq, sotto il regno di Saddam Hussein.
Infine, ecco alcune curiosità sui babilonesi:
I Babilonesi producevano e utilizzavano aceto di fichi e datteri.
La civiltà conosceva 7 pianeti a cui corrispondevano 7 divinità:
-Shamash, al quale corrispondeva al Sole; è, inoltre, il figlio di Sin e il fratello di Ishtar;
-Sin era la divinità della sapienza e corrispondeva alla Luna;
-Ishtar era la dea dell’amore e della guerra, corrispondeva a Venere;
-Nimurta era la divinità della vegetazione e corrispondeva a Saturno;
-Marduk, ovvero il creatore dell'universo, nonché la divinità dell’armonia e corrispondeva a
Giove;
-Nabu era la divinità della scrittura e dell'irrigazione, corrispondeva a Mercurio;
-Nergal era la divinità della peste e dei flagelli, corrispondeva a Marte.
I babilonesi fecero importanti osservazioni astronomiche: divisero la giornata tra giorno e
notte, oltre che alla divisione in ore, minuti e secondi. Inoltre, divisero l'anno in 12 mesi e
mesi in 4 settimane, una divisione molto simile a quella attuale.
Per quanto riguarda l’argomento del riciclo, i babilonesi usavano riciclare le tavolette come
materiale edilizio.
Tra febbraio e marzo, i babilonesi celebravano una festa molto simile al carnevale. Era
una cerimonia religiosa che ricordava la lotta tra Marduk e il drago Tiamat, simbolo di caos
primordiale. Carri raffiguranti il sole, la luna e i segni zodiacali sfilavano per le strade
mentre la popolazione si dava alla libertà più sfrenata e allo stravolgimento delle regole.
Dopo il matrimonio, il padre della sposa, per un mese intero, forniva al genero tutto
l'idromele che quello riusciva a bere. Essendo l'idromele una bevanda ricavata dal miele ed
essendo il calendario babilonese basato sulle fasi lunari, questo periodo venne denominato
“luna di miele”. Si credeva che il miele stimolasse la fertilità della sposa e, in quanto il
primo “compito” della coppia era quello di procreare, era visto come un regalo prestigioso.
Intorno al 2000 A.C., i babilonesi avevano l'abitudine di rinfrescare l'aria nelle case
spruzzando acqua sui muri.