Capitolo 4
La nostra Costituzione
La legge
fondamentale
dello Stato:
la Costituzione
CHE COS’È LA COSTITUZIONE ITALIANA
Il termine “costituzione” indica sia l’atto del costituire
sia la struttura dell’oggetto costituito.
La Costituzione italiana è innanzitutto l’atto
normativo più importante, che ha “costituito”
la Repubblica italiana.
Ma questo atto normativo si chiama così perché,
dal punto di vista sostanziale, descrive il modo
di essere dell’ordinamento giuridico della Repubblica
italiana, i suoi caratteri essenziali.
Capitolo 4 – La nostra Costituzione
LE CARATTERISTICHE DELLA COSTITUZIONE
Tutti gli Stati hanno una costituzione, almeno
nel senso sostanziale: tutti gli Stati hanno infatti
dei caratteri essenziali.
La maggior parte degli Stati (persino di quelli
non democratici) ha una costituzione anche
dal punto di vista formale, cioè
una costituzione scritta.
La principale eccezione è il Regno Unito, che
è stato il primo a riconoscere i diritti dei cittadini
e a limitare i poteri del re (già con la Magna
Charta Libertatum del 1215), ma non ha mai
sentito il bisogno di una costituzione scritta.
Capitolo 4 – La nostra Costituzione
LE CARATTERISTICHE DELLA COSTITUZIONE
Capitolo 4 – La nostra Costituzione
COME SI MODIFICA LA COSTITUZIONE?
Il procedimento di revisione costituzionale, disciplinato
dall’articolo 138 della Costituzione medesima, richiede che sia la Camera
sia il Senato deliberino non una volta sola, ma due volte, a distanza
di almeno tre mesi (procedura aggravata). Lo stesso procedimento
è richiesto per l’adozione delle leggi costituzionali.
La Costituzione è stata modificata una quindicina di volte.
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I PRINCIPI CHE ISPIRANO LA COSTITUZIONE
La Costituzione italiana è il prodotto delle tre principali correnti
di pensiero rappresentate nell’Assemblea costituente: quella cattolica,
quella socialista e quella liberale.
La Costituzione ha un linguaggio
chiaro: chiunque di noi può leggerla
e capire con facilità le sue previsioni.
Da questo punto di vista è molto
diversa dalle leggi e dai decreti,
spesso difficili da comprendere
anche per giudici e avvocati.
Capitolo 4 – La nostra Costituzione
LA STRUTTURA DELLA COSTITUZIONE
La Costituzione è divisa in due parti, precedute dall’enunciazione
dei principi fondamentali (articoli 1-12). La prima parte è dedicata
ai diritti e ai doveri dei cittadini (articoli 13-54), la seconda all’ordinamento
della Repubblica (articoli 55-139). Si aggiungono le disposizioni
transitorie e finali.
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I PRINCIPI FONDAMENTALI
I principi fondamentali indicano i caratteri essenziali della Repubblica:
• è una Repubblica democratica, che si preoccupa di tutelare
i soggetti deboli e di superare le diseguaglianze e attribuisce
un particolare valore al lavoro di ciascun cittadino;
• è uno Stato decentrato, che tutela le autonomie e le minoranze
linguistiche;
• rispetta il diritto internazionale e ripudia la guerra;
• è uno Stato laico, che afferma l’eguaglianza delle religioni di fronte
alla legge.
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DIRITTI E DOVERI DEI CITTADINI
La prima parte della Costituzione tratta dei cittadini: delle loro esigenze
e del modo di soddisfarle, dei loro diritti ma anche dei loro doveri,
dei rapporti tra essi.
Nel complesso, la prima parte della Costituzione enuncia le aspirazioni
fondamentali che il popolo italiano ha posto a fondamento
della Repubblica.
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L’ORDINAMENTO DELLA REPUBBLICA
La seconda parte della Costituzione è dedicata alla macchina dello Stato
e agli ingranaggi che la compongono.
L’organizzazione della Repubblica deve ispirarsi al principio della
separazione dei poteri, che implica la presenza di diversi enti territoriali
e di diversi organi costituzionali.
Capitolo 4 – La nostra Costituzione
Il principio
democratico
COME FUNZIONA UNA DEMOCRAZIA?
L’articolo 1 della Costituzione, dopo
avere stabilito che l’Italia è una
Repubblica democratica, aggiunge
che «la sovranità appartiene al popolo,
che la esercita nelle forme e nei limiti
della Costituzione».
Il principio fondamentale della
Costituzione è il principio democratico,
il quale implica che tutti i poteri dei
governanti si fondano sul consenso
dei governati: è il popolo a governare
attraverso i propri rappresentanti,
scelti con libere elezioni.
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LA DEMOCRAZIA DIRETTA E INDIRETTA
I cittadini non decidono direttamente, ma affidano il potere decisionale
ai propri rappresentanti: è per questo che parliamo di democrazia indiretta
o rappresentativa.
La democrazia diretta, in cui i cittadini prendono direttamente determinate
decisioni, può comunque trovare applicazione nelle seguenti forme:
• il referendum, cioè una votazione tra due soluzioni alternative;
• il referendum abrogativo, con il quale si può sottoporre agli elettori
la decisione di abrogare una legge;
• le petizioni, richieste che i cittadini possono fare al Parlamento oppure
ad altri organi politici;
• le proposte di legge di iniziativa popolare, che possono essere
presentate da almeno cinquantamila elettori.
Capitolo 4 – La nostra Costituzione
LA DEMOCRAZIA DIRETTA E INDIRETTA
Capitolo 4 – La nostra Costituzione
DEMOCRAZIA ED ELEZIONI
La democrazia rappresentativa costituisce il fondamentale principio
che ispira il funzionamento dell’ordinamento giuridico.
Il momento più importante è quello delle elezioni,
con le quali gli elettori scelgono i loro rappresentanti:
• il Parlamento è composto da questi rappresentanti
ed è l’organo in cui si esprime la sovranità popolare;
• dal Parlamento dipende il Governo, che deve
avere la sua fiducia, cioè il suo consenso;
• il Governo a sua volta controlla gli apparati
amministrativi che si occupano dei nostri interessi.
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IL CIRCUITO DEMOCRATICO
Questo cerchio, che parte dai cittadini e ritorna ai cittadini, si chiama
circuito democratico.
Capitolo 4 – La nostra Costituzione
L’INDIPENDENZA DEI GIUDICI
Anche i giudici applicano le leggi fatte
dal Parlamento: in effetti, a loro spetta
l’ultima parola sull’applicazione
della legge, perché intervengono
per risolvere le controversie.
Essi però non sono soggetti al controllo
né del Parlamento né del Governo:
sono indipendenti.
La ragione di questa indipendenza è che
la funzione giurisdizionale deve essere
svolta senza alcun condizionamento.
Capitolo 4 – La nostra Costituzione
Il principio
di legalità
NESSUNO È AL DI SOPRA DELLA LEGGE
Il principio di legalità significa che tutti devono rispettare le regole,
anche i governanti.
Lo stabilisce chiaramente l’articolo 54 della Costituzione, che contiene
due previsioni:
• la prima stabilisce che tutti i cittadini «devono essere fedeli
alla Repubblica e osservarne la Costituzione e le leggi»;
• la seconda stabilisce che i cittadini che svolgono funzioni
pubbliche, in particolare, devono non solo rispettare la Costituzione
e le leggi, come tutti gli altri, ma anche «adempierle con disciplina
e onore».
Capitolo 4 – La nostra Costituzione
LA DIFESA DELLA LEGALITÀ
La Costituzione stabilisce che tutti possono agire in giudizio per la tutela
dei propri diritti (articolo 24) e aggiunge che contro gli atti della Pubblica
amministrazione è sempre ammessa la tutela giurisdizionale
(articolo 113).
In questo modo, la Costituzione rende effettivo il principio di legalità,
perché consente a chiunque ne abbia interesse di invocare l’intervento
di un giudice.
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PRINCIPIO DI LEGALITÀ E PRINCIPIO DEMOCRATICO
Il principio di legalità, con riferimento alle norme di legge, si lega
al principio democratico.
La soggezione dei pubblici poteri alla legge significa non solo che essi
devono rispettare il diritto, ma anche che sono soggetti alle decisioni
dei rappresentanti dei cittadini, democraticamente eletti.
Quando la Costituzione stabilisce che alcune decisioni devono essere
prese con leggi e non con fonti normative subordinate, si ha una riserva
di legge.
Quando la Costituzione introduce una garanzia in più, prevedendo che la
decisione sull’applicazione della legge sia presa da un giudice, alla riserva
di legge si aggiunge la riserva di giurisdizione.
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LE GARANZIE COSTITUZIONALI
Capitolo 4 – La nostra Costituzione
LA VALIDITÀ DELLE LEGGI PENALI
Quando si tratta di limitare la libertà personale, il principio di legalità
si irrigidisce (soprattutto in materia penale).
La Costituzione contiene, da questo punto di vista, forti garanzie
per i cittadini, esplicitate in particolare nell’art. 25:
• è vietato punire un determinato fatto in mancanza di una specifica
norma di legge che lo configuri come reato;
• sono vietate tutte le forme di restrizione della libertà personale
(art. 13) e di applicazione di misure di sicurezza;
• una legge deve essere entrata in vigore prima del fatto che si vuole
punire (principio dell’irretroattività).
Capitolo 4 – La nostra Costituzione
Il principio
di eguaglianza
EVITARE LE DISCRIMINAZIONI INGIUSTE
Il principio di eguaglianza enunciato dalla Costituzione non significa
che bisogna sempre trattare tutti allo stesso modo.
Il principio di eguaglianza significa che non si deve discriminare
senza una buona ragione.
Situazioni uguali devono essere trattate in modo uguale, situazioni
diverse in modo diverso. Il problema è individuare quali differenze
giustifichino un trattamento diverso.
Capitolo 4 – La nostra Costituzione
SIAMO TUTTI EGUALI DAVANTI ALLA LEGGE
L’articolo 3 della Costituzione,
enuncia il principio dell’eguaglianza
formale: tutti i cittadini «sono eguali
davanti alla legge, senza distinzione
di sesso, di razza, di lingua,
di religione, di opinioni politiche,
di condizioni personali e sociali».
Capitolo 4 – La nostra Costituzione
RENDERE EFFETTIVA L’EGUAGLIANZA
L’articolo 3 della Costituzione, Tutti i cittadini «sono eguali davanti
nell’enunciare il principio alla legge, senza distinzione di sesso,
di eguaglianza formale, indica di razza, di lingua, di religione,
alcune differenze che non possono di opinioni politiche, di condizioni
giustificare discriminazioni. personali e sociali».
«È compito della Repubblica rimuovere
All’eguaglianza formale, gli ostacoli di ordine economico
la Costituzione ha aggiunto e sociale, che, limitando di fatto
l’eguaglianza sostanziale, enunciata la libertà e l’eguaglianza dei cittadini,
dal secondo comma dell’articolo 3. impediscono il pieno sviluppo
Questo obbliga le istituzioni pubbliche della persona umana e l’effettiva
ad adoperarsi perché le condizioni partecipazione di tutti i lavoratori
di svantaggio vengano eliminate. all’organizzazione politica, economica
e sociale del Paese.»
Capitolo 4 – La nostra Costituzione
La centralità
del lavoro
IL LAVORO COME DIRITTO E DOVERE
In ogni ordinamento giuridico ci sono diritti
e doveri.
La prima frase della Costituzione,
all’articolo 1, recita: «L’Italia è una
Repubblica democratica, fondata sul lavoro».
Il lavoro è sia un diritto sia un dovere
di ciascuno.
È un diritto, perché lavorare consente di
ottenere gratificazioni e di guadagnare i soldi
che servono per vivere. È un dovere, perché
nessuno deve vivere alle spalle degli altri.
Capitolo 4 – La nostra Costituzione
LA TUTELA DEI LAVORATORI
Il lavoro è così importante che la Costituzione gli dedica vari altri
articoli, contenuti nella sua prima parte e, in particolare, nel titolo
sui rapporti economici.
Questi articoli hanno due finalità principali:
• quella di rendere effettivo il diritto al lavoro, consentendo a ciascun
cittadino di averne uno;
• quella di tutelare i lavoratori nei confronti dei datori di lavoro.
Capitolo 4 – La nostra Costituzione
CHI TUTELA I LAVORATORI?
Ci sono due soggetti che possono riequilibrare il rapporto tra lavoratori
e datori di lavoro:
Capitolo 4 – La nostra Costituzione
Stato,
individuo
e formazioni
sociali
LA LIBERTÀ COME PRINCIPIO FONDAMENTALE
La Costituzione si preoccupa
di proteggere sia la nostra libertà
individuale sia le altre organizzazioni
sociali, di cui ciascuno di noi può far parte.
Tuttavia, essa non ha la pretesa di regolare
ogni aspetto della nostra vita, né quella
di escludere altri ordinamenti giuridici.
Essa impone a tutti il rispetto delle
norme, che inevitabilmente limitano
la nostra libertà. Ma questa limitazione
può aversi solo quando è necessaria
per ragioni di interesse generale.
Capitolo 4 – La nostra Costituzione
IL RICONOSCIMENTO DEI DIRITTI
La principale preoccupazione
della Costituzione non è
quella di attribuire allo Stato
il potere di sacrificare i nostri
diritti, ma quella di limitare
tale potere.
Per questa ragione, nella
Costituzione si parla molto
di diritti dei cittadini.
La Repubblica però riconosce
i diritti, non li attribuisce, ossia
riconosce qualcosa che preesiste.
Capitolo 4 – La nostra Costituzione
L’IMPORTANZA DELLE FORMAZIONI SOCIALI
Le formazioni sociali sono
le varie organizzazioni in cui si
svolgono i rapporti tra le persone:
la famiglia, le associazioni,
le comunità educative,
le organizzazioni professionali,
i Comuni e gli altri enti territoriali,
le confessioni religiose.
Esse vengono denominate anche
“corpi intermedi”, per evidenziare
la loro collocazione a metà strada
tra lo Stato e l’individuo.
Capitolo 4 – La nostra Costituzione
LA COLLABORAZIONE TRA CITTADINI E ISTITUZIONI
L’attività di interesse
generale non deve
necessariamente essere
svolta dalle istituzioni
pubbliche.
La Costituzione favorisce
il ruolo dei cittadini
e delle formazioni
sociali, incoraggiandole
a fare cose utili per sé
e per gli altri.
Capitolo 4 – La nostra Costituzione
Il patrimonio
ambientale
e culturale
LA COSTITUZIONE “GUARDA” AL PRESENTE E AL FUTURO
Una costituzione deve guardare
sia al presente sia al futuro.
La Costituzione italiana si occupa
della cultura, del paesaggio
e dell’ambiente per due ragioni
principali:
• le grandi tradizioni artistiche
e culturali dell’Italia;
• la tutela delle generazioni
future, per le quali questo
patrimonio deve essere
conservato e sviluppato.
Capitolo 4 – La nostra Costituzione
LA TUTELA DEL PAESAGGIO, DELLA CULTURA E DELL’AMBIENTE
L’articolo 9 della Costituzione, dedicato alla tutela di questo patrimonio,
stabilisce che:
• la Repubblica tutela il paesaggio, il patrimonio storico e artistico
e l’ambiente;
• la Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica
e tecnica.
Le due previsioni sono collegate tra loro, perché lo sviluppo della cultura
si basa su un patrimonio che ogni generazione eredita da quelle
precedenti e incrementa a beneficio di quelle future.
I riferimenti alla cultura, al paesaggio e alla ricerca erano presenti
nel testo originario della Costituzione. Il riferimento all’ambiente,
invece, è stato inserito con una revisione costituzionale operata nel 2022.
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LO SVILUPPO SOSTENIBILE
La tutela dell’ambiente va conciliata con le esigenze
di sviluppo economico e di progresso sociale.
Questa esigenza è espressa nel concetto di
sviluppo sostenibile, che implica una crescita
economica e sociale che possa durare nel tempo,
perché compatibile con la conservazione delle
risorse naturali.
Sull’idea di sviluppo sostenibile si basano alcuni
obiettivi che i Paesi aderenti alle Nazioni Unite
si sono proposti di raggiungere entro il 2030,
attraverso uno strumento chiamato Agenda 2030,
che ha individuato 17 Goals (“obiettivi”) su cui
puntare l’attenzione.
Capitolo 4 – La nostra Costituzione
I rapporti
internazionali
I RAPPORTI TRA GLI STATI
Nei rapporti tra gli Stati vi sono alcune norme generalmente
riconosciute e in linea di massima rispettate, per esempio il principio
di autodeterminazione dei popoli e la tutela dei diritti umani.
Inoltre, due o più Stati possono concludere trattati internazionali.
Le norme in genere riconosciute e i trattati, nel loro insieme, costituiscono
il diritto internazionale, al quale la Costituzione fa vari riferimenti.
Capitolo 4 – La nostra Costituzione
L’ADESIONE ALL’ONU E IL RIPUDIO DELLA GUERRA
Dopo l’esperienza sanguinosa della seconda guerra mondiale, il 24 ottobre
1945, a San Francisco, è stata istituita l’Organizzazione delle Nazioni
Unite (Onu), alla quale oggi aderiscono quasi tutti gli Stati.
Il quartier generale dell’Onu ha sede a New York, nel famoso “palazzo
di vetro”, dove si riunisce l’assemblea generale.
L’obiettivo principale dell’Onu è promuovere
la pace nel mondo. La Costituzione italiana
recepisce pienamente questo approccio.
L’articolo 11 stabilisce, innanzitutto,
che l’Italia ripudia la guerra
come strumento di offesa alla libertà
degli altri popoli e come mezzo di risoluzione
delle controversie internazionali.
Capitolo 4 – La nostra Costituzione