Strutture in Muratura: Consolidamento
Strutture in Muratura: Consolidamento
CONSOLIDAMENTO
STRUTTURE
IN MURATURA METODI E TECNICHE DI INTERVENTO
PER EDIFICI ESISTENTI IN MURATURA PORTANTE
AGGIORNATO ALL’ORDINANZA C.D.P.C. 20 FEBBRAIO 2013, N. 52
RELATIVA AI CONTRIBUTI PER GLI INTERVENTI DI PREVENZIONE DEL RISCHIO SISMICO
pavimento
soletta/massetto
tavolato
in ac hiave
ciaio
capoc
tirante in acciaio
trave in legno
muratura portante
in pietra
SOFTWARE INCLUSO
PRINCIPALI NORME DI RIFERIMENTO
Glossario (principali termini tecnico-normativi), F.A.Q. (domande e risposte sui principali argomenti),
Test iniziale (verifica della formazione di base), Test finale (verifica dei concetti analizzati)
Giuliano Vecchi, Marco Giovannelli
CONSOLIDAMENTO STRUTTURE IN MURATURA
ISBN 13 978-88-8207-542-2
EAN 9 788882 075422
Manuali, 152
Prima edizione, maggio 2014
Il presente volume è disponibile anche in versione eBook (formato *.pdf) compatibile con PC, Macintosh,
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INDICE
PREFAZIONE............................................................................................................... p. 1
1. IL MATERIALE MURATURA............................................................................ ˝ 3
1.1. Introduzione.................................................................................................. ˝ 3
1.2. La classificazione delle tipologie murarie.................................................... ˝ 3
1.3. Le caratteristiche meccaniche della muratura in genere............................... ˝ 7
1.4. Le caratteristiche meccaniche delle murature esistenti
secondo le NTC 2008 e relative circolari attuative....................................... ˝ 13
1.5. Conclusioni................................................................................................... ˝ 18
PREFAZIONE
Il testo è rivolto a tutti coloro che vogliono approfondire la conoscenza degli edifici in mura-
tura portante, tra cui certamente i professionisti del settore civile (ingegneri, architetti, geometri,
periti edili ecc.) e nasce dalla volontà di due colleghi prima universitari e poi professionali che
hanno maturato esperienza nel settore, e che hanno voluto rileggere in chiave critica il delicato
e sempre più attuale argomento degli edifici esistenti in muratura portante. Il libro è stato conce-
pito per fornire a chiunque le nozioni base per esaminare le caratteristiche costruttive delle varie
tipologie di edifici (capitoli 1 e 2) e per esaminare e cercare di capire le possibili insorgenze di
quadri fessurativi (capitolo 3). In particolare, con riferimento a questi ultimi, è stata focalizzata
l’attenzione sulle varie tipologie di lesioni possibili, al fine di capire il motivo della loro presen-
za ed individuare il criterio più appropriato di intervento di consolidamento che si può eseguire
sulla struttura.
Infine sono state esaminate le varie tipologie previste dalla norma vigente per intervento lo-
cale, miglioramento o adeguamento sismico, con lo scopo di cercare di capire quali siano i casi
in cui lo stesso possa essere classificato come locale e non “globale”, ovvero i casi in cui l’in-
tervento strutturale comporti una sostanziale modifica del comportamento dell’edificio nei con-
fronti delle azioni sismiche. Questa distinzione è molto importante, non solo dal lato analitico-
computazionale, infatti gli interventi di miglioramento e adeguamento prevedono l’esecuzione
dell’analisi sismica (lineare o non lineare) dell’intera struttura in oggetto, ma anche dal punto di
vista dell’iter amministrativo, infatti per l’intervento classificato dal D.M. 14 gennaio 2008 come
“locale” non è obbligatoria la redazione del collaudo statico (capitoli 4 e 5).
Infine viene dedicato un intero capitolo all’esame dell’Ordinanza del Capo del Dipartimento
della Protezione Civile del 2014, che prevede lo stanziamento di fondi per la mitigazione del
rischio sismico del patrimonio immobiliare esistente che include anche gli edifici privati.
Dopo il terremoto che ha colpito la Regione Abruzzo il 6 aprile 2009, è stato emanato il D.L.
n. 39 del 28 aprile 2009, il quale, all’articolo 11, prevede un fondo per il finanziamento di inter-
venti di mitigazione del rischio sismico su tutto il territorio nazionale.
La spesa autorizzata è di 44 milioni di euro per l’anno 2010, di 145,1 milioni di euro per il
2011, di 195,6 milioni di euro per ciascuno degli anni 2012, 2013 e 2014, di 145,1 milioni di
euro per l’anno 2015 e di 44 milioni di euro per il 2016 per una cifra complessiva di quasi un
miliardo di euro.
L’attuazione del fondo è affidata al Dipartimento della Protezione Civile ed è regolata attra-
verso ordinanze del Presidente del Consiglio dei Ministri, tra cui la prima è stata l’Ordinanza del
Capo del Dipartimento della Protezione Civile n. 52 del 2013, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
il 28 febbraio 2013, relativa ai fondi per l’annualità 2013, e poi la 2014, che regola le modalità
di finanziamento degli interventi di mitigazione del rischio sismico riguardanti anche il finanzia-
mento di interventi su edilizia privata.
2 CONSOLIDAMENTO STRUTTURE IN MURATURA
Per l’accesso al contributo occorre presentare una domanda presso il Comune di appartenen-
za che ha redatto il relativo bando e dove devono essere indicate le caratteristiche dell’edificio e
la tipologia di intervento che si chiede venga finanziato. Sulla base delle informazioni reperibili
da tale documento, le Regioni stilano una graduatoria di priorità per l’erogazione dei finanzia-
menti. Nel caso in cui venga concesso il contributo, il beneficiario deve provvedere a far redigere
un progetto di ristrutturazione, coerente con la richiesta presentata, entro il termine di novanta
giorni per gli interventi di rafforzamento locale e di centottanta giorni per gli interventi di
miglioramento sismico o demolizione e ricostruzione. La scelta della tipologia di intervento in-
dicata nella domanda va fatta con molta cautela in quanto, qualora il progetto non risulti coerente
con la richiesta, nel caso di intervento che aumenti la sicurezza della costruzione, la relativa mag-
giore spesa rispetto al contributo assegnato, rimane a carico del soggetto proponente, invece nel
caso di intervento in diminuzione della sicurezza, la Regione procede alla revoca del contributo
concesso ed alla cancellazione del soggetto dalla graduatoria.
Per la compilazione corretta della domanda è opportuno allora che il privato sia assistito da
un professionista che abbia delle specifiche capacità che gli permettano di capire quale sia la
tipologia più opportuna di intervento nell’edificio in oggetto, senza preliminarmente alcun tipo
di indagine, ma solo a seguito di un esame visivo della struttura.
3
CAPITOLO 1
IL MATERIALE MURATURA
❱❱ 1.1. Introduzione
Il materiale “muratura” è sostanzialmente un materiale composito, o aggregato più o meno
organizzato, di elementi resistenti lapidei tenuti insieme da un legante, la malta, in genere di
calce o cementizia.
La muratura si può presentare in molte forme, tipologie e tecniche diverse che possono essere
distinte in funzione di diversi aspetti:
–– secondo il materiale lapideo utilizzato ed il tipo di malta;
–– secondo la modalità di assemblaggio dei componenti;
–– secondo l’epoca storica di realizzazione del manufatto;
–– secondo l’area geografica di appartenenza (tutte le murature venivano realizzate con il
materiale che era più facilmente reperibile nelle vicinanze della zona di realizzazione del
manufatto).
Sulla base di tali criteri, si possono individuare una quantità elevata di tipologie murarie,
pertanto è opportuno cercare di stabilire dei criteri che permettano di classificare le varie tipolo-
gie murarie in determinate categorie che abbiano delle caratteristiche comuni dal punto di vista
delle proprietà meccaniche, al fine di creare una catalogazione che sia la più semplice possibile.
Figura 1.1
Analizzando la sezione verticale di muri con diverso spessore, ma realizzati con pietre della
stessa pezzatura si possono ottenere delle murature con diversi comportamenti. Con riferimento
alla figura 1.2, si vede che nel caso del muro di spessore S1, le pietre prendono praticamente tutto
lo spessore, quindi si ha una muratura sicuramente monolitica. Aumentando lo spessore a S2 o
1. IL MATERIALE MURATURA 5
S3, invece, ecco che il muro diventa a due paramenti, ottenendo una vera e propria muratura a
sacco nel caso del muro di spessore maggiore (S3).
Figura 1.2
Questo significa che in uno stesso edificio, se si riscontrano muri di diverso spessore, si
potrebbero avere murature con caratteristiche meccaniche diverse anche se sono realizzate con
elementi lapidei della stessa fattura e dimensioni.
Un miglioramento si può sicuramente avere se sono presenti di tanto in tanto dei “diatoni”, os-
sia degli elementi di collegamento trasversale, oppure ancora meglio delle listature in mattoni pieni;
infatti se i paramenti del muro sono ben collegati, esso conserva forma e monoliticità, ed ha
sicuramente un comportamento migliore nei confronti delle azioni perpendicolari al suo piano.
Figura 1.3
6 CONSOLIDAMENTO STRUTTURE IN MURATURA
Nel caso A della figura 1.3, il muro si comporta come un corpo rigido e quindi si avrà il mas-
simo del momento delle azioni stabilizzanti:
b
MS = W ⋅
2
Nel caso B, il muro si separa in due ed il momento stabilizzante diminuisce anche se il peso
è lo stesso in quanto diminuisce il braccio:
W b b
MS = 2 ⋅ ⋅ =W ⋅
2 4 4
W b b
MS = ⋅ =W ⋅
2 4 8
Tipologia di muratura
A Muratura in pietrame disordinata (ciottoli, pietre erratiche e irregolari)
B Muratura a conci sbozzati, con paramento di limitato spessore e nucleo interno
C Muratura in pietre a spacco con buona tessitura
D Muratura a conci di pietra tenera (tufo, calcarenite, ecc.)
E Muratura a blocchi lapidei squadrati
F Muratura in mattoni pieni e malta di calce
G Muratura in mattoni semipieni e malta cementizia (es.: doppio UNI foratura ≤ 40%)
H Muratura in blocchi laterizi semipieni (perc. foratura < 45%)
I Muratura in blocchi laterizi semipieni con giunti verticali a secco (perc. foratura < 45%)
L Muratura in blocchi di calcestruzzo o argilla espansa (perc. foratura tra 45% e 65%)
M Muratura in blocchi di calcestruzzo semipieni (perc. foratura < 45%)
1. IL MATERIALE MURATURA 7
In sostanza, quando ci si trova di fronte ad una muratura antica, dobbiamo cercare di capire
se la stessa è riconducibile ad una muratura irregolare, semi regolare o regolare, perché questa
caratteristica influenza direttamente la resistenza a compressione e a taglio.
La resistenza della pietra si può valutare facendo delle prove di compressione su provini ri-
cavati dalla roccia, il risultato è riportato nella sottostante tabella in cui si vede che la resistenza
delle varie pietre da costruzione è molto varia, infatti si passa dai 70 kg/cm² del tufo agli oltre
3.000 kg/cm² dei basalti; i due valori differiscono quindi di quasi 2 ordini di grandezza (102).
Figura 1.4
Le tensioni di trazione nella direzione ortogonale al carico nascono a causa delle interazioni
tra la malta ed il mattone. Queste interazioni sono dovute al fatto che la malta ha una deforma-
bilità maggiore di quella dei blocchi. Se la malta fosse libera di scorrere su questi, tenderebbe
ad avere delle deformazioni orizzontali maggiori per effetto del minore modulo elastico e del
diverso coefficiente di Poisson (Fig. 1.5).
Figura 1.5
Queste deformazioni sono però impedite dall’attrito tra malta e blocchi che si manifestano
con tensioni tangenziali al’interfaccia malta-blocco che ripristinano la congruenza delle defor-
10 CONSOLIDAMENTO STRUTTURE IN MURATURA
mazioni tra i materiali (Fig. 1.6). Queste tensioni tangenziali risultano essere tensioni orizzontali
di compressione nella malta (che ne incrementano la resistenza a compressione in quanto si cre-
ano per la malta delle azioni di confinamento) e tensioni orizzontali di trazione sui blocchi (che
ne diminuiscono la resistenza a compressione).
Questo spiega il motivo per il quale la muratura ha una resistenza intermedia tra malta e
blocchi.
Figura 1.6
Sulla base di quanto detto in precedenza, si può ricavare una relazione che esprime il valore
della tensione di trazione sui blocchi e che dipende dal rapporto tra i moduli elastici, dai coef-
ficienti di Poisson e dal rapporto tra gli spessori dei blocchi e del giunto di malta. In particolare
notiamo che maggiore è lo spessore della malta, maggiore sarà la trazione sui blocchi.
Queste formulazioni vengono proposte al solo scopo di far capire quali sono i parametri che
influenzano la resistenza a compressione della muratura e per trarre, come verrà proposto nel
seguito, delle conclusioni a livello qualitativo.
α (υm − βνb )
σ tb = σ cb
1+ αβ − υm − αβυb
Dove:
α = tm/tb è il rapporto tra lo spessore del giunto di malta tm e lo spessore del blocco tb;
β = Em/Eb è il rapporto tra i moduli elastici della malta Em e dei blocchi Eb;
νm è coefficiente di Poisson della malta;
νb è coefficiente di Poisson dei blocchi.
1. IL MATERIALE MURATURA 11
A questo punto si fissano dei criteri di resistenza per i blocchi e per la malta, che tengano con-
to del confinamento, nel caso della malta, e della presenza della trazione in direzione orizzontale
ne caso dei blocchi (non siamo in condizioni di compressione monoassiale).
Per i blocchi
σ cb σ tb
+ ≤1
fcb λ fbc
Per la malta
σc σ
− 4,1 cm ≤ 1
fmc fmc
Dove:
fbc è la resistenza a compressione dei blocchi;
λfbc = fbt è la resistenza a trazione dei blocchi espressa come percentuale di quella a compres-
sione;
fmc è la resistenza a compressione della malta.
Combinando i due criteri di rottura si arriva ad una formulazione che esprime la resistenza a
compressione della muratura tenendo conto di tutti i parametri in gioco.
L’Eurocodice 6 propone una formulazione semi empirica della resistenza compressione della
muratura, in quanto questa è influenzata da vari fattori empirici come i giunti verticali, la tessi-
tura degli elementi, l’esecuzione della malta e la qualità dei giunti.
fk = K fb0,65 fm0,25
Dove:
fk è la resistenza a compressione della muratura;
fb è la resistenza a compressione dei blocchi in MPa;
fm è la resistenza a compressione della malta in MPa;
K è la costante tabulata in funzione del tipo di blocchi.
Si possono quindi trarre delle conclusioni da queste teorie che abbiamo esposto in modo
qualitativo:
–– la resistenza a compressione della muratura aumenta all’aumentare della resistenza dei
componenti, ma in modo non proporzionale: se raddoppia la resistenza della malta non
raddoppia la resistenza della muratura;
–– se la malta è buona, l’aumento di resistenza degli elementi fa aumentare velocemente la
resistenza della muratura, cosa che non succede invece con malta scadente;
–– la resistenza della muratura aumenta molto più lentamente all’aumentare della resistenza
della malta, a parità di resistenza degli elementi;
12 CONSOLIDAMENTO STRUTTURE IN MURATURA
–– la resistenza della muratura diminuisce all’aumentare della dimensione dei giunti a causa
dell’aumentare delle tensioni di confinamento, e questo è tanto più vero quanto più sca-
dente è la malta.
La formulazione riportata nell’Eurocodice 6 tiene conto proprio di questi fattori mentre nella
norma italiana al posto della formulazione matematica c’è una tabella che rispecchia esattamente
quanto illustrato sino ad ora.
Guardando la tabella per righe, se prendo degli elementi scadenti (2, 3, 5 MPa), qualsiasi tipo
di malta usi come legante, non ho incrementi significativi di resistenza della muratura. Solo se ho
degli elementi lapidei buoni (> 7.5 MPa) allora la resistenza della malta influenza la resistenza
della muratura in modo sostanziale.
Guardando la tabella per colonne invece vediamo che se la malta è buona (M15), aumentan-
do la resistenza dell’elemento passo da 1 a 12 MPa, mentre se la malta è scadente M2.5, passo da
1 a 7 MPa, con malta scadente ho una variazione minore della resistenza della muratura.
Quindi per una muratura nuova, (la tabella si riferisce a muratura nuove) a seconda della
resistenza degli elementi e della malta posso andare da un minimo di resistenza di 1 MPa, ad un
massimo di 14,3 MPa.
Prendendo come riferimento la stessa tabella per le murature esistenti, considerando che la
malta sarà sicuramente scadente (per edifici esistenti “antichi” la malta usata sarà sicuramente
una malta di calce idraulica o pozzolanica), avremo delle resistenze a compressione della malta
di circa 1-2 MPa, di conseguenza si avranno delle variazioni di resistenza della muratura molto
contenute abbondantemente comprese tra 1 e 5 MPa.
Con degli elementi lapidei che hanno una resistenza compresa tra i 5 e i 10 MPa, la resistenza
della muratura sarà compresa tra 3 e 4 MPa (naturalmente si parla in questo caso di resistenze
caratteristiche che sono circa il 70% delle resistenze medie). Tutto questo per dire che il range di
variazione della resistenza a compressione delle murature esistenti è molto limitato.
Se guardiamo la resistenza a taglio le differenze sono ancora più attenuate, infatti con ele-
menti di media resistenza inferiore a 15 MPa, possiamo ottenere solo due valori di resistenza a
taglio in assenza di carichi verticali (0,1 e 0,2 MPa). Solo con elementi di resistenza >15 MPa e
malte di resistenza > 10 MPa posso arrivare a 0,3 MPa.
1. IL MATERIALE MURATURA 13
Tabella estratta dalle NTC 2008 e relativa ai valori di resistenza caratteristica a taglio
in assenza di tensioni normali fvk0 (valori in N/mm²)
Prendendo come riferimento questa tabella anche per le murature esistenti, così come abbia-
mo fatto per la resistenza a compressione, considerando la scarsa resistenza della malta, possia-
mo intuire che per le murature si hanno dei valori di resistenza al taglio sicuramente inferiori a
0,1 Mpa (1 kg/cm²).
fm t0 E G
w
Tipologia di muratura (N/cm²) (N/cm²) (N/mm²) (N/mm)
(kN/m³)
min-max min-max min-max min-max
Muratura in pietrame disordinata (ciottoli, 100 2.0 690 230
19
pietre erratiche irregolari) 180 3.2 1050 350
segue ❱
14 CONSOLIDAMENTO STRUTTURE IN MURATURA
fm t0 E G
w
Tipologia di muratura (N/cm²) (N/cm²) (N/mm²) (N/mm)
(kN/m³)
min-max min-max min-max min-max
Muratura a conci sbozzati, con paramento di 200 3.5 1020 340
20
limitato spessore e nucleo interno 300 5.1 1440 480
Muratura in pietrame a spacco con buona 260 5.6 1500 500
21
tessitura 380 7.4 1980 660
Muratura a conci di pietra tenera (tufo, cal- 140 2.8 900 300
16
carenite, ecc.) 240 4.2 1260 420
600 9.0 2400 780
Muratura a blocchi lapidei squadrati 22
800 12.0 3200 940
240 6.0 1200 400
Muratura in mattoni pieni e malta di calce 18
400 9.2 1800 600
Muratura in mattoni semipieni e malta ce- 500 24 3500 875
15
mentizia (es. doppio UNI foratura ≤ 40%) 800 32 5600 1400
Muratura in blocchi laterizi semipieni (perc. 400 30 3600 1080
12
di foratura < 45%) 600 40 5400 1620
Muratura in blocchi laterizi semipieni, con 300 10 2700 810
11
giunti verticali a secco (perc. di foratura < 45%) 400 13 3600 1080
Muratura in blocchi di calcestruzzo o argilla 150 9.5 1200 300
12
espansa (perc. di foratura tra 45% e 65%) 200 12.5 1600 400
Muratura in blocchi di calcestruzzo semi- 300 18 2400 600
14
pieni (foratura < 45%) 440 24 3520 880
Tabella estratta dalle NTC 2008 relativa ai valori di riferimento dei parametri meccanici (minimi e
massimi) e peso specifico medio per diverse tipologie di muratura, riferiti alle seguenti condizioni:
malta di caratteristiche scarse, assenza di ricorsi (listature), paramenti semplicemente accostati o
mal collegati, muratura non consolidata, tessitura (nel caso di elementi regolari) a regola d’arte;
fm = resistenza media a compressione della muratura, t0 = resistenza media a taglio della muratu-
ra, E = malore medio del modulo di elasticità normale, G = valore medio del modulo di elasticità
tangenziale, w = peso specifico medio della muratura.
Osservando le prime 4 tipologie murarie, che poi di fatto sono in generale le più comuni per
gli edifici esistenti in muratura, si ritrovano dei valori coerenti con quanto detto in precedenza,
ovvero ci sono murature con resistenze a compressione che vanno da un minimo di 1 MPa ad
un massimo di 3,8 MPa (da 10 a 38 kg/cm²), mentre le resistenze a taglio sono sempre inferiori
a 0,1 MPa (1 kg/cm²). In realtà, nelle applicazioni numeriche, questi valori vanno corretti con
opportuni coefficienti, nel caso in cui ricorrano le condizioni indicate nella seguente tabella:
di miscele leganti
Nucleo scadente
Malta buona
Giunti sottili
Connessione
trasversale
(< 10 mm)
o listature
e/o ampio
Iniezione
Intonaco
armato*
Ricorsi
Tipologia di muratura
di miscele leganti
Nucleo scadente
Malta buona
Giunti sottili
Connessione
trasversale
(< 10 mm)
o listature
e/o ampio
Iniezione
Intonaco
armato*
Ricorsi
Tipologia di muratura
Tabella estratta dalle NTC 2008 relativa ai coefficienti correttivi dei parametri meccanici da
applicarsi in presenza di: malta di caratteristiche buone o ottime; giunti sottili; ricorsi o listature;
sistematiche connessioni trasversali; nucleo interno particolarmente scadente e/o ampio; consoli-
damento con iniezioni di malta; consolidamento con intonaco armato.
Anche in questo caso, coerentemente con quanto esposto in precedenza, si osserva che:
–– nel caso di malta buona si ha un incremento della resistenza (ma è difficile ricadere in
questo caso!);
–– nel caso di giunti sottili si ha un incremento di resistenza in quanto diminuiscono le ten-
sioni di confinamento sulla malta e di conseguenza diminuisce la trazione sui blocchi;
–– la presenza di ricorsi, listature o connessione trasversale incrementa la resistenza in quan-
to migliora la regolarità e la monoliticità della muratura.
Come si vede dalla tabella C8.A.2.1 della C.M. n. 617/2009, per ogni tipologia di muratura
vengono forniti due valori delle sue caratteristiche meccaniche; la scelta del valore da usare nel
calcolo computazionale dipende dal livello di conoscenza raggiunto per la struttura in esame, in
particolare (vedi Circolare n. 617/2009, cap. C8A.1.A.4):
–– nel caso di conoscenza limitata, LC1: si adottano i valori minimi degli intervalli riportati
in tabella, adottando un fattore di confidenza FC = 1.35;
–– nel caso di conoscenza adeguata, LC2: si adottano i valori medi degli intervalli riportati
in tabella, adottando un fattore di confidenza FC = 1.20;
–– nel caso di conoscenza accurata, LC3: si adottano dei valori che sono funzione del nu-
mero di valori sperimentali che si hanno a disposizione, con un fattore di confidenza FC
= 1.0, ossia:
–– caso a), nel caso siano disponibili tre o più valori sperimentali di resistenza si prende
la media dei risultati delle prove;
–– caso b), nel caso siano disponibili due valori sperimentali di resistenza e se il valore
medio delle resistenze è compreso nell’intervallo riportato nella Tabella C8A.2.1 per
la tipologia muraria in considerazione si assumerà il valore medio dell’intervallo, se