Chiesaviva
MENSILE DI FORMAZIONE E CULTURA
DIRETTORE responsabile: sac. dott. Luigi Villa
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«LA VERITÀ VI FARÀ LIBERI»
(Jo. 8, 32)
ANNO XXXIII - N° 349
APRILE 2003
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Fotocomposizione in proprio - Stampa: Com & Print (BS) I manoscritti, anche se non pubblicati, non vengono restituiti
contiene I. R. Ogni Autore scrive sotto la sua personale responsabilità
«Fides christianorum
resurrectio Christi est».
(Sant’Agostino)
Alla Vittima pasquale, «La tomba del Cristo vivente,
s’innalzi, oggi, il sacrificio di lode! la gloria del Cristo risorto,
L’Agnello ha redento il suo gregge, e gli Angeli suoi testimoni,
l’Innocente ha riconciliato il sudario e le sue vesti.
noi peccatori col Padre! Cristo, mia speranza, è risorto;
e vi precede in Galilea».
Morte e vita di sono affrontate
in un prodigioso duello. Sì, ne siamo certi;
Il Signore della vita era morto, Cristo è davvero risorto!
ma ora, vivo, trionfa! Tu, Re vittorioso,
portaci la tua salvezza.
«Raccontaci, Maria; (Sequenza: liturgia
che hai visto sulla via?». della Domenica di Pasqua)
Con animo riconoscente,
2 “Chiesa Viva” *** Aprile 2003
ILLUSO IO O ILLUSI
QUELLI CHE VOGLIONO
PAOLO VI BEATO?
del sac. dott. Luigi Villa
C
ontinuando le riflessioni del cardi- 1929, il dittatore musulmano Idi
nale Ruini, in quel suo discorso di Amin4... Non è da stupire, quindi, che il
chiusura del processo diocesano senso maiestatico del Romano Pontefice
per la “canonizzazione” (sic!) del so- sia tanto scemato, e che l’Osservatore
praddetto Papa, scelgo, ora, tra le sue Romano del 1° gennaio 1972, per la pen-
presunte virtù cristiane, quella di cui il na del suo Vice-direttore, mettesse il Pa-
Cardinale ebbe a dire che Paolo VI “è pa “tra i più noti leaders spirituali del
stato, prima di tutto, un esempio vi- mondo”.
vente di umiltà, manifesta a tutti”! Sono gesti, questi, di Paolo VI, che conti-
«Risum teneatis, amici?..1 Mi sarà facile, nuavano quegli altri, moltissimi, che fece
anche in questo, sottolineare quel suo da Arcivescovo di Milano, come quando,
comportamento tutt’altro che di umiltà!.. per incosciente liberalità umanistica, pre-
Come sempre, saranno i “fatti” a parla- fazionò il libro del Mazzucchelli sulla
re. A comprova, cito subito un “passo “Monaca di Monza” (che poi dovette ri-
inedito” che tolgo dal prezioso e impa- trattare!), o come quando, nel velodromo
reggiabile lavoro “Jota Unum” del prof. milanese, si mise il berretto da ciclista;
Romano Amerio, là dove scrisse: «Virtù o quando parlò agli operai nel cortile
di umiltà o umiliazione della Chiesa e dell’arcivescovado, dove era stato innal-
del Papato?»2. zato un simulacro di Cristo con falce e
Scrive: martello!»...
«E se troppo si prosternavano gli uomini Bastano questi accenni per dire che la
ai piedi della pontificale maestà, con tri- persona privata di Montini veniva da Lui
plice genuflessione, e se troppo equivo- confusa con la sua persona pubblica,
camente il giornale della Santa Sede, si- credendo, forse, che la maestà dell’ufficio
no a pochi anni fa, per designare il Papa che rivestiva fosse anche maestà pro-
adoperò la formula: “La Santità di No- pria, e che la riverenza che si doveva al
stro Signore”, una sorta di rovescia- Suo Ufficio dovesse essere prestata an-
mento operò Paolo VI, troppo, viceversa, che alla Sua persona, umiliando, così,
prosternandosi Egli a personaggi che i Papa Paolo VI. la dignità del Papato e della Chiesa!..
suoi antecessori avevano trattato a maio- E questo non era, certo, frutto di umiltà,
re o a pari, ma non mai a minore. bensì il suo esatto contrario! E questo vo-
Furono delle teatralità, ma sono ben più leva dire che Paolo VI era tutt’altro che
profonda cosa che l’agire scenico quel porta il titolo di Primate anglicano ma umile, ma umiliò di continuo la Chiesa!..
suo prostrarsi, improvviso, baciando il che, secondo il Decreto di Leone XIII, Ancora, qui, saranno i “fatti” a provare il
piede al legato del patriarca Atenago- “Apostolicae curae” del 1896, non poté nostro asserto, come vedrete in questo
ra; quell’uscire inopinato dal corteggio avere ordinazione valida; quel suo inopi- sintetico elenco che vi presentiamo:
papale, in San Pietro, per salutare il pa- nato dar benedizione particolare alla – Accenno subito ad alcuni dei tantissimi
store Boegner; quel regalare il proprio squadra calcistica del Cagliari, errori, o deviazioni dottrinali, di questa
bastone pastorale al segretario delle nell’omelia al Santuario della Madonna di drammatica situazione della Chiesa del
Nazioni Unite, U’ Thant; quell’inanellare Bonaria3; quel suo incontrare a braccia Vaticano II, ormai tanto lontana dalla Tra-
del proprio anello il dott. Ramsey, che aperte e con fasto, non più usato dal dizione Apostolica.
1Cfr. Orazio, “Ors Poetica”, 5. do Ricciardi Editore, Milano-Napoli. 4 Cfr. “Weltwoche”, 29 sett. 1975.
2 Cfr. Romano Amerio, “Jota Unum”, Riccar- 3 Cfr. “Corriere della sera”, 24 aprile 1970.
“Chiesa Viva” *** Aprile 2003 3
Eccoli: di radice sincretista.
– Ha scambiato il Cristianesimo in un
1. Una nuova concezione ecumenica semplice “umanesimo”8, quando Paolo
della Chiesa, divisa nella Fede, già VI ha scritto: «La Chiesa fa “dialogo”
condannata dal “Sillabo”, n. 185; (non più “evangelizzazione”, quindi!), e
2. Una posizione nuova, democrati- questo “dialogo” dovrà caratterizzare
ca, della Chiesa, già condannata il Nostro compito apostolico»9.
dal Vaticano I°; – Ha rinunciato alla “tiara” con le tre
3. Una nuova concezione dei “diritti In alto a sinistra: Paolo VI con Tito. corone, donando, poi, al Segretario Ge-
naturali dell’uomo”, quali appaiono Sopra: Paolo VI riceve Janos Kadar, il perse-
nerale dell’ONU, M. U Thant, un birmano,
nel Decreto sulla “Libertà Religio- cutore del cardinale Mindszenty. di alto grado massonico, i due altri sim-
sa”, già condannata nella “Quanta boli del suo Papato: l’Anello Pontificale
cura”, (Pio IX) e nella enciclica “Li- In alto a destra: Il tradimento dei popoli cri- e la Croce Pettorale. (Riceverà, poi, in
bertas” di Leone XIII; stiani consegnati al comunismo. Mindszenty cambio, il simbolo del “Grande Sacerdo-
4. Una nuova concezione del potere confidò a don Luigi Villa queste parole: «Mi te Ebreo” del Sanhédrin (= Sinedrio):
del Papa6; creda: Paolo VI ha consegnato i Paesi cristia- l’EPHOD, ossia il Pettorale che Caifa
5. Un cambio radicale su concezio- ni in mano al comunismo»! portava sul petto al momento della
ne protestante del “Santo Sacrifi- condanna di Nostro Signore!.. e che
cio della Messa” e dei “Sacramen- Paolo VI porterà, per molti anni, sopra la
ti”, già condannata dal Concilio di “mozzetta”!).
Trento (Sessione XXII); – La sua “apertura al mondo”10, quella
6. Una voluta libera circolazione del- voluta del modernismo: un adattamento
le “eresie” e soppressione del della Chiesa al mondo, programma che è
Sant’Uffizio. appunto l’essenza e l’anima del moderni-
smo, (già condannato dall’enciclica “Pa-
scendi” di San Pio X), e sempre voluta
*** dalla Massoneria!
– Ha smantellato il baluardo anti-mo-
Ora, si può ignorare che la dottrina di dernista, il Sant’Uffizio, aprendo, così,
sempre della Chiesa cattolica fu quella le porte a una rivoluzione permanente,
insegnata dai Padri e dai Dottori della sia nell’ordine temporale che nell’ordine
Chiesa, come un San Roberto Bellarmi- spirituale.
no, il quale, esprimendo un principio di – Il suo “dialogo” con la Massoneria di
Morale generale, ha affermato che si de- cui si era circondato deliberatamente, no-
ve resistere a quel Pontefice la cui nostante che tutti i Papi che l’avevano
azione fosse nociva alla salvezza delle preceduto l’avessero denunciata e con-
anime7. dannata da sempre, proprio per lo scopo
Perciò, leggete e giudicate questo po-po’ stesso per cui la Massoneria è stata fon-
di auto-distruzione della “nuova Chie- data, e cioè, come scrisse il Capo degli
sa” di Paolo VI: Illuminati dell’Alta Vendita, il Nubius: «il
– Una Messa ecumenica in cui fu “de- nostro scopo finale è quello di Voltaire
sacralizzata” la Santa Comunione, pre- e della Rivoluzione Francese: l’anni-
sa in piedi, in mano, distribuita da laici, in chilimento totale del cattolicesimo e
cui fu attaccato il “Sacrificio Propiziato- persino dell’idea cristiana»!.. (E questo
rio”, in cui la definizione di Messa fa la suo legame massonico non fu, certo, né
distinzione del sacerdozio, quello “co- per ignoranza né per dabbenaggine, co-
mune” del popolo di Dio, e quello del me l’ho dimostrato nel capitolo IV° del
prete, divenuto solo Presidente, un diret- Paolo VI incontra, nel 1964, il Patriarca di Co- mio libro: “Paolo VI - Processo a un
tore del rito; in cui la “riforma” del rito fu stantinopoli,e massone del 33° grado del Rito Papa”11, riportando persino, in appendi-
ispirata da un massonico ecumenismo Scozzese Antico e Accettato, Atenagoras. ce, il satanico marchio massonico che
5 Cfr. Dz. N. 2918. 8 Cfr. “Ecclesiam suam”. 11 Cfr. “Paolo VI... beato?” - Editrice Civiltà -
6 Cfr. Dz. N. 3115. 9 Cfr. “Ecclesiam suam”, n. 60. Brescia Appendice, p. 279ss.
7 Cfr. “De Romano Pontifice”, 1, 2, c. 29. 10 Cfr. “Gaudium et spes”.
4 “Chiesa Viva” *** Aprile 2003
c’era sulla formella N° 12 della “Porta La sua errata “tolleranza” e la sua “fal-
di bronzo” della Basilica di San Pietro, sa bontà” davanti alle “passioni” e agli
quasi a firma, non generica, del suo Pon- In alto a sinistra: Il Card. Ottaviani pone il “errori” li ha allontanati da Dio e immersi
tificato!..). Triregno sul capo di Paolo VI. nel mondo, senza mai che Lui intervenis-
E che dire dello sconvolgente “elogio fu- Sopra: Papa Paolo VI depone definitivamen- se a correggere la sua direttiva sbagliata
nebre” che l’ex Gran maestro di Palaz- te il Triregno, simbolo dei tre poteri papali. che li portava alla deriva!..
zo Giustiniani, Giordano Gamberini, I suoi “catechismi” perversi furono uno
fece su “La Rivista Massonica” di Pao- In alto a destra: Paolo VI indossa l’Ephod, scandalo e una piaga che hanno ferito
lo VI, in cui concludeva: «... per la prima il pettorale che indossava Caifa quando con- maggiormente la Chiesa durante il suo
volta nella storia, i Massoni possono dannò a morte Gesù Cristo. Pontificato!.. E quella frana montiniana
rendere omaggio al tumulo di un Pa- non si è ancora fermata!.. Seminari, Con-
pa!»?.. venti, Chiese chiuse, svendute, profana-
– Il Suo aver aperto alla Chiesa la “de- te, abbattute... e l’artefice principale di
mocrazia universale”, nonostante la questa auto-distruzione della Chiesa
sua costituzione atea, nonostante i suoi cattolica fu Lui!..
sofismi, quali: “il princìpio di ogni auto- – E fu Lui a non permettere che il Vati-
rità esiste essenzialmente nella nazio- cano II condannasse il comunismo,
ne”; nonostante sia la negazione e la di- per esplicita sua volontà!.. E la sua
struzione dell’Autorità; nonostante il Ma- diabolica Ost-politik denuncia, ancora
gistero passato, quale quello di Pio VII oggi, quel suo atteggiamento aperto al
(“Lettera Apostolica”), di Gregorio XVI comunismo ateo, tradendo anche Pio
(“Mirari vos”), di Pio IX (“Quanta cu- XII, benché fosse il Suo Sostituto! - co-
ra”), di Leone XIII (“Immortale Dei”, me continuerà a tradire la linea anti-co-
“Diuturnum”); nonostante che nessun munista di quel grandissimo Papa, anche
Papa, prima di Paolo VI, abbia mai osato dopo il suo arrivo al Soglio Pontificio! Ba-
neppure pensare che la Chiesa potes- sterebbe ricordare le sue inqualificabili
se diventare “democratica”, e che i cri- decisioni di rimuovere tutti i Cardinali (co-
stiani dovessero farsi o dirsi democratici! me Mindszenty, Slipy, ecc.) che non ce-
Fu, dunque, anche questo volere la “de- devano davanti al suo “nuovo corso”,
mocrazia universale” di stampo sociali- impostato di equivoci e d’ipocrisia, con i
sta, ossia massonico-modernista, nella comunismo-marxismo che Pio XI nella
Chiesa, fu una accettazione della Rivolu- sua “Divini Redemptoris”, aveva bolla-
zione Francese del 1789, dalla quale to come “intrinsecamente perverso”!..
nacque, essendo stati i Giudei a volere e Sopra: Paolo VI incontra l’arcivescovo di – La sua fissazione di voler riconcilia-
dirigere quella Rivoluzione satanica per Canterbury, Dr. Ramsey. re, ad ogni costo, la Chiesa con il
mezzo della Framassoneria, proprio me- “mondo moderno”, ossia con la sua fi-
diante l’idea democratica!.. Sotto: Paolo VI e gli “osservatori protestanti” losofia soggettivista e immanentista.
che hanno partecipato alla Riforma Liturgica.
Un vero tradimento, quindi, perché la E sarà sempre quel Suo “culto dell’uo-
“democrazia universale” soffocherà la mo”, quel Suo “amore per il mondo”
Chiesa per cambiarla in un “umanesi- che alimenterà le sue chimere, quali:
mo ateo!.. l’umanità in marcia verso un mondo nuo-
– Il “male” che ha lasciato fare, che ha vo, verso una società ideale di libertà,
favorito con la sua tolleranza indebita, fratellanza ed eguaglianza, che dovranno
donde il silenzio e il non intervento da- formare la “Grande Democrazia” già
vanti all’errore! - è una tacita approvazio- sognata dalla Rivoluzione Francese. La
ne e una complicità!.. Il suo celarsi sotto sua enciclica “Populorum progressio”
la maschera della “tolleranza”, del ri- è tutta qui: non più evangelizzazione per
spetto a tutte le religioni, del dialogo, la salvezza delle anime, ma la Chiesa
lo condannano, senza scuse, davanti al dovrà impiegare “tutti i suoi sforzi”
“fumo di Satana” entrato nella Chiesa e per la promozione di un “umanesimo
davanti all’“auto-distruzione” di tutta la pieno”, anzi, passando addirittura al-
Chiesa! I suoi “aggiornamenti”, infatti, l’“avanguardia dell’azione sociale”
hanno distrutto i Seminari, gli Istituti Reli- ignorando quello che dice la Sacra Scrit-
giosi, la vita spirituale e intellettuale del tura: «Guai all’uomo che mette la sua
clero. confidenza nell’uomo, che fa di una
“Chiesa Viva” *** Aprile 2003 5
carne il suo appoggio!»12, e quello che un “Decreto” per il “matrimonio mi-
disse Gesù: «senza di Me non potete sto”, senza esigere il battesimo catto-
fare niente!»”13; e le altre della Sacra lico per i figli? E non fu Lui ad inviare il
Scrittura: «Felice l’uomo che mette in card. Willebrandt, come suo “Legato”,
Dio la sua fiducia, e che non si volge all’Assemblea luterana di Evian, per tes-
verso i superbi!»14. sere l’elogio a Lutero?... E non è stato
– E’ un fatto che Paolo VI non volle Lui a volere la prima donna ambascia-
mai condannare, e impedì anche che trice in Vaticano (di neppure 28 anni!)?..
si condannasse (eccetto mons. Lefeb- e a benedire i “Pentecostali”, danzanti
vre!). Infatti, disse (nel 1958): «i confini e urlanti, in San Pietro?..
della ortodossia non coincidono con
quelli della carità pastorale». Per Paolo ***
VI, quindi, la “pastorale” era al di là
della stessa Fede! E questo lo era an- E potrei continuare ancora a lungo su
che in documenti gravi e solenni, come quel cumulo di rovine del Pontificato di
nel “suo Credo”, come nella Sua “Hu- Paolo VI, che Lui stesso dovette chiama-
manae vitae”, in cui non ci sono più re: “auto-distruzione”!
né oblighi né sanzioni!..; e per questo Ma, ormai, il gregge cattolico si è disper-
demolì alcune encicliche dei suoi prede- so e gli agnelli, abbandonati, seguono i
cessori che avevano condannato il “Co- mercenari.
munismo”, il “Modernismo”, la “Mas- Questo nostro intervento, perciò, non può
soneria”. E così fece con la sua scanda- avere che gli stessi sentimenti che eb-
losa passività di fronte allo scisma olan- Dettaglio della 12a formella della “Porta di be San Paolo di fronte a San Pietro, al-
dese, permettendo, cioè, che gli “errori” bronzo” della Basilica di San Pietro con la lorché lo rimproverò di non seguire la
dilagassero ovunque. E così fu la sua “Stella a cinque punte” impressa sul dorso “verità del Vangelo” (Gal. 2, 11-14); e
non-azione verso i catechismi eretici, della mano sinistra di Paolo VI. memore anche di quanto scrisse San
verso il “pluralismo teologico”. E così Roberto Bellarmino, esprimendo un
fu anche quel non aver voluto condan- principio di Morale generale, che si deve
nare l’eretico massone gesuita resistere a quel Pontefice la cui azione
Teilhard de Chardin; e quel aver dife- fosse nociva alla salvezza delle
so, personalmente, l’eretico Hans anime15! Ora, questo fu, appunto, in to-
Küng, ecc. ecc... to, il Pontificato di Paolo VI, tradendo
– E che dire della diminuizione del totalmente il “GIURAMENTO” che fece
“sacerdozio ministeriale” che Paolo VI Egli nel giorno della Sua “Incoronazio-
avvicinò al ministero dei “Pastori prote- ne” (30 giugno 1963), ma che Lui, poi,
stanti” e al “sacerdozio dei fedeli?”... non lo tenne in alcun conto, rendendolo,
– E non è stato forse Lui a togliere così, un autentico “spergiuro”!..
l’abito talare, per un altro abito borghe-
se?..
– E non è stato Lui a eliminare la
“Tonsura”, l’Ostiariato, l’Esorcistato, il NOTE
“Suddiaconato”, ossia tutti gli Ordini Mi-
nori?.. 12 Cfr. Ger. 17, 5.
– E non è stato Lui ad eliminare molte 13 Cfr. Jo. 15, 5.
La bara di Paolo VI. Sulla cassa da morto non 14
feste di precetto?.. a sopprimere l’asti- c’era la croce. Cfr. Ps. 40, 5.
nenza delle carni il venerdì?.. a emettere 15 Cfr. “De Romano Pontifice”, 1, 2, c. 29.
LA “NUOVA CHIESA” DI PAOLO VI NOV
sac. dott. Luigi Villa
(pp. 380 - 119 Fofografie - Euro 20)
ITÀ
Tutte le speranze nate col Vaticano II sono poi svanite. L’aggiornamento, infatti,
ha creato solo turbamenti e rimpianti che hanno suscitato contestazioni per il de-
classamento degli stessi dogmi della dottrina cattolica.
Questo libro sulla “Nuova Chiesa” di Paolo VI, perciò, viene a confermare, con
evangelica franchezza, che le analisi e le previsioni emerse nel corso degli anni
conciliari, e dopo, si sono rivelate tragicamente vere. Inutile, quindi, stracciarsi le
vesti, puntare il dito accusatore, indignati, e condannare... Il dramma che vive oggi
la Chiesa, dopo Paolo VI, ha reso conto del cumulo di giudizi arbitrari e faciloni, di
deformazioni e di varie bugie su tutto quanto è storicamente attinente alla “Nuova
Chiesa” di Paolo VI!
Per richieste, rivolgersi a:
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6 “Chiesa Viva” *** Aprile 2003
I SANTI
E L’EUCARESTIA
di A. Z.
1
D
opo aver assistito alla Messa di ne, e il santo rispose: «Le parole santissi-
Padre Pio, un sacerdote disse: me della Consacrazione sono sulle mie
«Io non ho sentito alcun profu- labbra come carboni ardenti. Pronuncian-
mo, non ho avuto rivelazioni, non mi dole devo fare come chi deve ingoiare ci-
sono accorto che egli conoscesse i bi bollenti». E avrebbe desiderato avere
segreti della mia anima. Ma ho assisti- mani riservate solo a toccare l’Eucaristia.
to alla sua Messa, e quella Messa io
non la dimenticherò mai»! Nel suo diario, Sant’Ignazio di Loyola
A un amico che esprimeva meraviglia nel annota spesso le lacrime da lui sparse
vederlo piangere durante la Messa, Pa- durante la celebrazione della Messa.
dre Pio rispose: «Che cosa sono quelle «Ogni mattina, nonostante i molti impe-
poche lacrime di fronte a ciò che av- gni, premetteva un tempo di preparazio-
viene sull’altare? Torrenti di lacrime ci ne alla celebrazione dell’Eucaristia, alla
vorrebbero!». quale seguivano abitualmente due ore di
Un suo figlio spirituale gli chiese: «Padre, orazione durante le quali non voleva es-
come dobbiamo partecipare alla Mesa?». sere disturbato. La celebrazione eucari-
Rispose: «Come la Madonna, san Gio- stica costituiva il centro della sua orazio-
vanni e le pie Donne sul Calvario, aman- ne, era il tempo privilegiato per le sue più
do e compatendo». intime comunicazioni con Dio, spesso ac-
E a un altro: «Nell’assistere alla Messa compagnate da doni mistici. All’Eucaristia
incentra tutto te stesso nel tremendo mi- portava le sue intenzioni e preoccupazio-
stero che si sta svolgendo sotto i tuoi oc- ni, che non mancavano nel governo della
chi: la Redenzione della tua anima e la Compagnia, e in essa riceveva illumina-
riconciliazione con Dio». zioni e ispirazioni che lo guidavano al fe-
Gli fu detto: «Padre, quanto le tocca sof- dele compimento dei disegni divini» (Gio-
frire nello stare per tutta la Messa in pie- vanni Paolo II, 31 luglio 1990).
di, poggiando sulle piaghe sanguinanti
dei piedi!». E il Padre rispose: «Durante San Francesco di Assisi ascoltava abi-
la Messa non sto in piedi: sto appeso». tualmente due Messe, e le lacrime da lui
Con Gesù sulla Croce, crocifisso con Lui! versate a volte diventavano sanguigne.
Chi ha assistito alla Messa di Padre Pio zione. Diceva: «Prima Dio, poi il resto». Diceva: «L’uomo deve tremare, il mondo
ricorda quelle sue lacrime brucianti, quel- Gli capitò anche con la marchesa Fausti- deve fremere, il Cielo intero deve com-
la sua imperiosa richiesta ai presenti di na, dama di corte venuta a parlargli in muoversi quando sull’altare, tra le mani
seguire la Messa in ginocchio. Ricorda il nome del re. Mostrandosi infastidita per del sacerdote, appare il Figlio di Dio».
silenzio impressionante che avvolgeva il l’attesa, il Santo se ne scusò dicendole
sacro rito e la sofferenza crudele che si che era in udienza presso la Maestà di San Tommaso d’Aquino, dopo la sua
sprigionava dal volto del Padre quando Dio. Messa, ne serviva un’altra in ringrazia-
sillabava a strappi violenti le parole della A tutti, insegnanti, infermiere, medici, ge- mento. Sono suoi i meravigliosi inni per
Consacrazione, mentre i presenti lo se- nitori raccomandava la Messa quotidia- la festa del Corpus Domini.
guivano in silenzio per più di un’ora. na, e a chi diceva di non aver tempo, ri-
A volte stentava visibilmente a toccare spondeva: «Cattiva economia, cattiva San Luigi IX, re di Francia, ascoltava
l’Eucaristia perché se ne riteneva inde- economia di tempo!». Quanto a se stes- ogni giorno diverse Messe. A quel mini-
gno. so diceva: «Se la Chiesa permettesse di stro che lo voleva più dedito agli affari del
celebrare dieci Messe al giorno, vorrei regno, il santo rispose: «Se impiegassi
Il fratello di San Giuseppe Cottolengo celebrarle tanto volentieri senza lasciarne doppio tempo nei divertimenti o nella
espresse la sua meraviglia che il santo una sola». caccia, nessuno ne avrebbe da ridire!».
piangesse di commozione celebrando la Arrivava fino a dire: «Le ostie per me fa- Ascoltava la Messa in ginocchio sul nudo
Messa. La mamma gli disse: «Lascia tele grosse, perché ho bisogno di tratte- pavimento, e quando gli fu presentato un
pure che pianga: lui sa il perché. nermi a lungo con Gesù e non vorrei che inginocchiatoio, disse: «Nella Messa, Dio
All’altare si piange bene». le sacre Specie si consumassero troppo si immola, e quando Dio si immola, an-
Alla Messa si preparava con ore di pre- presto». che i re si inginocchiano sul pavimento».
ghiera (nel nuovo messale non sono più
riportate le preghiere di preparazione e di A San Giuseppe da Copertino il supe- Altri rilievi si potrebbero fare ricordando il
ringraziamento!), e non consentiva che lo riore chiese come mai inceppasse nel rispetto dei Santi per i frammenti eu-
si disturbasse prima o dopo la celebra- pronunciare le parole della consacrazio- caristici, così scandalosamente tra-
“Chiesa Viva” *** Aprile 2003 7
scurati non solo nelle Messe dei neo- sti né vittime espiatorie. Allora dissi: DA SACRO CONVITO
catecumenali. Essendogli caduta inav- “Eccomi, o Dio, come è scritto per Me, A COMUNITÀ SECOLARIZZATA
vertitamente una particola, San Carlo a fare il tuo volere”». È un “volere per
Borromeo per quattro giorni non ebbe il il quale noi siamo santificati mediante Spostando la prospettiva verso una con-
coraggio di celebrare la Messa e si impo- l’oblazione del Corpo di Gesù Cristo cezione conviviale della Messa incentrata
se la penitenza di otto giorni di digiuno. una volta per sempre... Il nostro Sa- nella comunità, ossia oscurando il valore
cerdote ha offerto in perpetuo un solo sacrificale della Messa a vantaggio
Santa Teresa d’Avila, dopo la Messa, Sacrificio per i peccati e si è assiso al- dell’aspetto conviviale, la corrente liturgi-
vide un frammento di Ostia sulla patena. la destra di Dio, e con un’unica obla- ca modernista cade inevitabilmente
Chiamò allora le novizie, e in processio- zione ha reso perfetti per sempre colo- nell’alterazione dello stesso valore convi-
ne portò in sacrestia la patena con som- ro che vengono santificati” (Eb. 10, viale dell’istituzione eucaristica, ossia
ma venerazione. Esagerazione di Santi? 5s). dell’indole essenzialmente redentiva del
No, ma senso di proporzione di fronte al- Questa “consacrazione” è espressa, Sacro Convito: da Comunione di Redenti,
la divina Presenza. dunque, da Gesù nel “fare il volere del radunati per alimentarsi del Corpo e del
Padre”: “Mio cibo è fare la volontà di Sangue di Cristo e trasformarsi in Colui
Occorrerebbe rileggere le vite dei Santi, Colui che mi ha mandato e compiere che mangiamo (LG 26), l’assemblea de-
come Filippo Neri, Lorenzo da Brindisi, l’opera sua” (Gv. 4, 34). cade in riunione umanitaria, un incontro
Veronica Giuliani, Giuseppe da Coper- Il Sacrificium si attua, dunque, in una di amici per interessi terreni.
tino, Alfonso de Liguori, Gemma Gal- configurazione di Amore del Figlio per il A questo punto, rileviamo un altro incre-
gani, e tanti altri, per conoscere la loro Padre, in forza dello Spirito che fa del scioso smarrimento di certa teologia at-
sentita e spesso sofferta partecipazione Padre e del Figlio una cosa sola. Il fondo tuale: ossia l’esortazione a non fare, nella
al mistero della Croce. del Sacrificio è quindi l’Amore, che con- celebrazione eucaristica, moralismo o
«Come rimanere indifferenti di fronte alla sacra nella verità. dell’ethos, come allude Ratzinger.
crocifissione di Gesù? Non saremo come Il Sacrificio di Gesù Cristo ci rende sa-
gli Apostoli addormentati nel Getsemani, cri configurandoci con Gesù nel suo
o peggio come i soldati che, ai piedi della Amore per il Padre. Quindi, il Sacrificio DECADIMENTO DELLA SPIRITUALITÀ
Croce, giocavano a dadi, incuranti degli
spasimi atroci di Gesù morente? Eppure Questa “messa in guardia” dal morali-
questa è l’impressione angosciosa che si smo appare nella lettera del cardinal
prova, oggi, assistendo alle Messe cele- Martini per il Congresso Eucaristico di
brate al ritmo delle chitarre e delle taran- Milano, elaborata da mons. Serenthà. Ci
tole, con donne in abiti sconci e giovani si chiede che senso abbia tale esclusio-
dalle fogge più stravaganti?» (P. Stefano ne: non è forse istituita l’Eucaristia per
Manelli). santificarci nella Verità, come ha pregato
E peggio ancora. Gesù nell’orazione sacerdotale? Che
senso dare alle parole di Gesù: “Come il
Padre, il Vivente ha mandato me, e Io
LA MESSA É ANZITUTTO SACRIFICIO vivo per il Padre, così chi mangia di
Me vivrà per Me” (Gv. 6, 57)? Come dis-
Al di là delle aberrazioni avvenute in que- sociare l’Eucaristia dalla configurazione
sti anni, rimane una Riforma Liturgica in- spirituale e morale con Gesù Amore, dal-
fetta di progressismo e superficialità, ela- la metanoia, o conversione, che anima
borata in fucine progressiste ben lontane l’intero Vangelo? Dimenticando l’aspetto
dalla luce donata alla Chiesa dalla tradi- conversivo, di configurazione spirituale
zione di mistici e Santi che ben perce- con Cristo, si può ancora parlare di Euca-
pivano il valore redentivo della Messa. ristia? O si vuole ridurre la comunione a
Il cardinal Ratzinger denunzia una diffu- un fatto puramente fisiologico o simboli-
sa riluttanza di teologi anche cattolici ad co?
affermare il valore sacrificale della Mes- Vivere per Gesù significa vivere nella sua
sa, per accentuarne l’aspetto conviviale, grazia, vivere senza peccato, rinunciare
riducendola a cena alla maniera prote- a se stessi e portare la croce, vivere mo-
stante. Tale deformazione va contro le ralmente puri come esige il Vangelo.
chiare indicazioni della Scrittura, le paro- S. Giovanni Crisostomo esortava: «Co-
le di Gesù nell’istituzione eucaristica, la me potremmo noi fare dei nostri corpi
tradizione perenne della Chiesa e l’atteg- un’Ostia? I vostri occhi non guardino
giamento dei Santi. nulla di cattivo, e avrete offerto un sa-
Occorre approfondire il senso del Sacrifi- crificio; la vostra lingua non profferi-
cio. “Sacrificium” è “sacrum facere”, Eucaristico, che perenna il Sacrificio del- sca parole sconvenienti, e avrete fatto
rendere sacro, consacrare. la Croce, è essenzialmente Comunione un’offerta; la vostra mano non com-
I sacrifici, anche pagani, si ispirano, più o di Amore di Gesù con il Padre, comunio- metta peccato, e avrete compiuto un
meno consapevolmente, all’idea che l’og- ne nostra di amore con Gesù. La Comu- olocausto».
getto offerto in sacrificio entra nella sfera nione è il compimento del Sacrificio. Senza trasformazione morale la comu-
inviolabile del sacro. Il Sacrificio della Croce e il Sacrifico nione è vana.
Mediante il Sacrificio della Croce, Cri- Eucaristico che lo attualizza hanno per Col consueto acume teologico, il grande
sto “entra nel Santuario una volta per noi un valore redentivo: il significato Agostino insegna che «il Sacrificio Eu-
tutte” (Eb. 9, 11s), entra nella Luce inac- profondo della Messa è la Redenzione caristico ha come scopo che tutta la
cessibile di Dio, offrendo se stesso al Pa- operata da Gesù sulla Croce: lo ha detto città redenta, ossia la riunione e la co-
dre come vittima senza macchia che si Lui stesso nell’atto di istituire il Sacrificio munità dei Santi, si offra a Dio come
sostituisce a tutte le vittime offerte a Dio Eucaristico: “Questo è il mio Corpo, da- sacrificio universale per mezzo del
dagli uomini, sia nell’Antica Alleanza che to per voi... Questo Calice è la Nuova Grande Sacerdote, il quale ha offerto
nella Nuova: il suo è il Sangue della Alleanza nel mio Sangue: fate questo, se stesso per noi con la sua Passione
Nuova Alleanza. tutte le volte che lo berrete, in memo- per farci diventare corpo di così eccel-
Il senso della sua offerta è espresso da ria di Me”. “Quindi - commenta l’Aposto- so Capo» (PO 2). L’offerta non è tanto
Gesù stesso entrando nel mondo con lo - ogni volta che voi mangiate di que- materiale quanto spirituale, di conformità
queste parole rivolte al Padre: «Tu non sto Pane e bevete di questo Calice, voi con Cristo e con Dio.
volesti sacrifici e oblazioni, ma mi hai annunziate la morte del Signore fino a
foggiato un corpo; non volesti olocau- che Egli venga” (1 Cor. 11, 23s. e parr.). (continua)
8 “Chiesa Viva” *** Aprile 2003
OCCHI SULLA POLITICA
LA REGINA ISABELLA DI CASTIGLIA LA DOTTRINA SOCIALE CATTOLICA
(da: La Dottrina sociale cattolica: sfida per il terzo millennio - Rimini)
La Regina Isabella di Castiglia
Non salirà agli onori degli Altari, Da: “RERUM NOVARUM”
In quanto gli israeliti son contrari Lettera Enciclica di S.S. Leone XIII sulla questione sociale - 15. 5. 1891
E pronti a scatenare la guerriglia,
Poichè soppresse, nel secolo passato, le corporazioni di arti e
mestieri, senza nulla sostituire in loro vece, nel tempo stesso
Per cui la Chiesa nicchia e si consiglia, che le istituzioni e le leggi si allontanavano dallo spirito cristiano,
Al fin di non urtare i suoi avversari, avvenne che, a poco a poco, gli operai rimasero soli ed indife-
si in balìa della cupidigia dei padroni e di una sfrenata con-
Con il Concilio fatti autoritari, correnza.
E diventati “amici di famiglia”. Accrebbe il male un’usura divoratrice che, sebbene condanna-
ta tante volte dalla Chiesa, continua lo stesso, sotto altro co-
lore, a causa di ingordi speculatori. Si aggiunga il monopolio
La Regina Isabella ebbe il coraggio, della produzione e del commercio, tanto che un piccolissimo
Di caccair dalla Spagna i farisei, numero di straricchi hanno imposto all’infinita moltitudine dei pro-
per cui subì, nei secoli, il linciaggio letari un giogo meno che servile.
A rimedio di questi disordini, i socialisti, attizzando nei poveri
l’odio ai ricchi, pretendono si debba abolire la proprietà, e far
Dei quondam detti “perfidi giudei”, di tutti i particolari patrimoni un patrimonio comune da am-
Ai quali questo Papa ha reso omaggio, ministrarsi per mezzo del Municipio e dello Stato. Con que-
Quantunque abbiano ucciso l’Agnus Dei! sta trasformazione della proprietà, da personale a collettiva, e
con l’eguale distribuzione degli utili e degli agi tra i cittadini, cre-
dono che il male sia radicalmente riparato.
Prof. Arturo Sardini Ma questa via, non che risolvere le contese, non fa che dan-
neggiare gli stessi operai, ed è inoltre ingiusta per molti motivi,
giacché manomettere i diritti dei legittimi proprietari altera le
competenze degli uffici dello Stato, e scompiglia tutto l’ordi-
ne sociale.
QUEL DISCOLO DI CRISTO... Infatti, non è difficile capire che lo scopo del lavoro, il fine
prossimo che si propone l’artigiano, è la proprietà privata.
Poiché se egli impiega le sue forze e la sua industria a vantaggio
Recentemente Cristo è ritornato - altrui, lo fa per procurarsi il necessario alla vita: e però con il
Grazie a Letizia - a frequentar la scuola: suo lavoro acquista un vero e proprio diritto, non solo di esi-
Il “discolo” che quei della “cazzuola”, gere, ma d’investire come vuole, la dovuta mercede.
Se, dunque, con le sue economie è riuscito a far dei risparmi e,
Dopo la “breccia” avevano cacciato! per meglio assicurarli, li ha investiti in un terreno, questo terreno
non è, infine, altra cosa che la mercede medesima travestita di
Quel “discolo” di Cristo, condannato forma, e conseguente proprietà sua, né più né meno che la stes-
Solo per aver detto una parola sa mercede. Ora, in questo, appunto, come ognuno sa, consiste
la proprietà, sia mobile che stabile.
Di verità, indicando la tagliola: Con l’accumulare, pertanto, ogni proprietà particolare, i sociali-
Ovverosia l’inganno del peccato! sti, togliendo all’operaio la libertà d’investire le proprie mer-
cedi, gli rapiscono il diritto e la speranza di trarre vantaggio
dal patrimonio domestico e di migliorare il proprio stato, e ne
Dopo il ‘70, il perfido avversario rendono, perciò, più infelice la condizione.
Lo espulse, estromettendolo di peso, Il peggio è che il rimedio da costoro proposto è un’aperta ingiu-
Riammesso, poi, dai Patti col Vicario! stizia, giacché la proprietà privata è diritto di natura.
Per la sterminata ampiezza del suo conoscimento, che abbrac-
cia, oltre al presente anche l’avvenire, e per la sua libertà, l’uo-
Quel “discolo” di Cristo è ancor sospeso mo, sotto la legge eterna e sotto la Provvidenza universale di
Tra Cielo e Terra: questo è lo scenario, Dio, è provvidenza a se stesso!
In quanto l’uomo ancor non l’ha compreso! Non vi è, quindi, ragione di ricorrere alla provvidenza dello Sta-
to, perché l’uomo è anteriore allo Stato: quindi, prima che si
formasse il civile consorzio egli dovette avere dalla natura il di-
Prof. Arturo Sardini ritto di provvedere a se stesso!
“Chiesa Viva” *** Aprile 2003 9
Documenta-Facta
e, quindi, dalle coscienze dell’opinione
pubblica - in diverse aree. In Cecenia,
continua la guerra venuta alla ribalta
nel novembre 2001 con l’assalto al
teatro di Mosca e subito ricacciata nel
dimenticatoio; anche in Indonesia, Fi-
lippine, Sri Lanka, India (Kashmir),
Nepal, Cina, Myanmar, sono in corso
violenti conflitti interni. Mentre è anco-
ra molto alta la tensione tra le due po-
tenze atomiche asiatiche: India e
Pakistan.
In Ameria Latina, la situazione più dif-
ficile riguarda la Colombia. Tensioni
anche in Guatemala.
Anche in Europa non mancano i foco-
lai di conflitto, Irlanda e Paesi Baschi
in testa. Ma anche nell’ex Jugoslavia
permangono situazioni di tensione in
Kosovo, Macedonia e Bosnia.
Nel decennio scorso, le guerre com-
battute un po’ ovunque nel mondo
hanno provocato 27 milioni di morti,
35 milioni di rifugiati e 2 milioni di
CATTOLICI: UN MILIARDO molte vittime - afferma Gyula Orban, bambini uccisi. (a.p.).
olandese, dell’Aiuto alla Chiesa che
Un miliardo e 61 milioni: sono i cat- soffre - approssimativamente il 10%
tolici nel mondo, secondo i dati del dei due miliardi di cristiani nel mondo
2001. In aumento anche le vocazioni, sono perseguitati.
ma non tanto in Europa quanto in Questo significa che cira 200 milioni
Asia, in Africa e, sorpresa, in Ameri- di cristiani (“martiri senza nome” li
ca. ha definiti qualcuno) soffrono a causa
I sacerdoti sono 405.067, con una di- della loro religione.
minuzione di 111 unità rispetto all’an-
no precedente, ma sono aumentati i
candidati al sacerdozio. Anche qui TUTTI I CONFLITTI DEL MONDO
con differenze, perché, mentre in
Asia, in Africa e in America “gli in- Mentre la vecchia Europa cammina
crementi sono significativi”, in Eu- verso una sognata unità politica, do-
ropa e in Oceania, si registrano “fles- po 56 anni si “pace”, il mondo non
sioni”. ha ancora chiuso i conti con le riven-
dicazioni etniche, le battaglie sociali, i
conflitti a sfondo religioso.
UN MARTIRIO La pace è ancora un sogno, come si
CHE CONTINUA ANCOR OGGI può, qui, vedere.
L’hanno chiamata “la mattanza dei ***
cristiani”. Centosessantamila morti
nel 1999, molti di più nel 2000 e Secondo l’Istituto di studi per la pace
2001. di Stoccolma (Sipri), consulente delle
É un allarme mondiale: la persecuzio- Nazioni Unite, sarebbero 142 i foco-
ne nei confronti dei cristiani sta cre- lai di conflitto che sono presenti nel
scendo, praticamente in ogni area del mondo e che interessano 103 Paesi:
pianeta, anche in regioni dove fino a 26 sono vere e proprie guerre o ge-
qualche anno fa l’equilibrio religioso nocidi e 28 i conflitti ad “alta inten-
ed etnico sembrava davvero acquisi- sità”.
to, in terre dai nomi esotici che, per In 17 casi le tensioni non sono anco-
noi poveracci malati di immagini e di ra degenerate in veri e propri conflitti,
spot, sono solo possibili méte di va- mentre esistono 23 situazioni di tre-
canze esotiche. gua formale, segnata da una certa
L’allarme viene da più parti. Nazioni instabilità: in 8 casi sono in corso pro-
Unite, Organizzazini dei diritti uma- cessi di pace.
ni, la Commissione Giustizia e Pa- La regione più interessata da guerre e
ce, la Federazione protestante di tensioni è l’Africa, dove si registrano
Francia, Cristiani contro la tortura, una quindicina di conflitti: Congo, Ni-
Aiuto alla Chiesa che soffre: tutti in geria, Sudan, Costa d’Avorio,
questi ultimi mesi, hanno presentato Uganda, Somalia, Centrafrica, solo
denunce, chiesto interventi o attenzio- per citarne alcuni.
ne da parte dei media distratti. In Asia, oltre l’Afghanistan, in parte
“Specialmente in India, Sudan, Indo- ancora sotto i riflettori internazionali,
nesia, Timor Est ed Egitto, ci sono si combatte lontano dalle telecamere -
10 “Chiesa Viva” *** Aprile 2003
“Chiesa Viva” *** Aprile 2003 11
LA MODERNITÀ
di Sua Em.za Mons. Giuseppe Siri
da una “Lettera Pastorale al Clero”.
2
CHE COSA GLI UOMINI miti e riverenza reciproca tra i due
CREDONO SIA NUOVO sessi. Non più freni esigenti ed assolu-
ti a voglie, istinti, comodi e voluttà.
Lo scopo per il quale parliamo della Non più coscienziosa discrezione, ri-
modernità, cari Confratelli, è, sì, intel- gorosità di giustizia, fedeltà inconcus-
lettuale, ma è soprattutto morale. Ed sa di parola, rispetto scrupoloso del di-
ogni considerazione morale deve, per ritto altrui nella vita di relazione. Tutto
forza sua, accostarsi a considerazioni facile sorridente e libero.
soggettive, ai fatti cioè che accadono
nell’interno degli uomini, ai loro modi Nuovo sarebbe il concetto di li-
di vedere, alle loro malattie spirituali, bertà.
alle tare interiori. Non più ragionevole autonomia
Interessa, sì, sapere che cosa ci sia di nell’ambito del proprio diritto, con pro-
nuovo a questo mondo; però dal punto tezione ottenuta dai propri doveri, con
di vista morale interessa anche sapere limiti nel diritto altrui e nel benessere
che cosa si credano gli uomini che sia comune, no! Piuttosto: licenza in mo-
“nuovo” a questo mondo. rale, sfruttamento d’ogni possibilità e
Della risposta oggettiva ci siamo oc- d’ogni verità in comodo proprio anche
cupati nella prima parte della Nostra fino all’inganno ed alla violenza, con
lettera; della risposta alla questione un arresto vigliacco solo alle soglie
soggettiva veniamo ad occuparci ora. della paura. Leggete adunque per
È importante. Infatti, non è detto che il esempio sta roba e vedete come vi
nuovo “reale” ed il nuovo “creduto” conciano la verità dei fatti e l’obiettività
coincidano, specialmente ove acca- dei giudizi, senza coscienza e senza
desse che il “nuovo” fosse semplice- onore: e saprete che si sa fare e che
mente una formula di evasione da si arriva a pensare d’ogni libertà!
stanchezze o complicazioni spirituali.
“Nuovo” potrebbe essere una deco- Nuovo sarebbe il concetto di educa-
rosa copertina di debolezze. Si potreb- zione.
be continuare. I ragazzi non sarebbero più né deboli,
Vediamo allora: che cosa è che la né immaturi, né incompleti; finita l’ora
massa grigia degli uomini crede sia Sua Em.za Mons. Giuseppe Siri. dei limiti, delle cautele e delle discipli-
nuovo e diverso dall’antico? ne; inutile, e viete l’autorità e la rinun-
Sarà o non sarà nuovo; sarà o non cia. Ci sia l’autonomo sfogo della vita
sarà buono: l’importante è che lo cre- esuberante. L’educazione sia istruzio-
de o piuttosto si crede autorizzata a ne ed in più servizio e contorno alla
prenderlo per nuovo e per buono senza scialba novella od una volgare inchiesta, sufficiente perfezione della infantile na-
discussione e con arie scandalizzate per dona della vita “nuova”. tura.
chi osasse dubitare.
Nuovo sarebbe il concetto della fami- Nuovo sarebbe il concetto della psico-
Nuovo sarebbe il concetto della vita. glia. logia umana.
Non più iscritto tra umiltà, ordine, legge e Non più, infatti, nido e focolare, doveri e A correggere quella sensibilità che de-
dovere, Dio e famiglia, lavoro e limiti, amore, dono e gratitudine, fecondità e borda in tentazione ed assilla le retrogra-
economia preveggente ed austerità sere- sacrificio, fedeltà e pienezza, intimità e ri- de religiose coscienze, basta romperla
na, normalità e semplicità, dignità e ono- serbo, comunione e raccoglimento, fiori- con gli indugi e gettare tranquillamente le
re. Sarebbe, invece, quadrato così: fanta- tura e austerità, silenzio e sorriso, bellez- anime alle smaccate rappresentazioni del
sia e comodo, istinto e licenza, poltrone- za e anima. Bensì: porto di un giovanile male. Più si forza l’anima e meglio essa
ria e pretese, avventura e fortuna, oblìo e istinto e rimedio di necessità pratiche, ri- resiste. Essa si pasce a preferenza di co-
sogno. Di questi, i due ultimi sarebbero la serva per naufraghi e supplemento alla se strane e di brividi.
panacea di tutti i mali; quanto all’amore, strada ed al ritrovo, fecondità stentata e Sono molti coloro che pensano essere di-
si dovrebbe trovar modo di farlo entrare paternità egoista, necessaria gabbia e ri- ventata così stranamente nuova la fisio-
in qualcuno degli altri termini elencati, fugio sul tramonto. nomia del nostro mondo? Non sapremmo
non trovandoglisi miglior sede. Leggete dire esattamente. Però, l’aria di questa
pure una buona parte della stampa perio- Nuovo sarebbe il concetto della mo- mentalità la si respira e la gran parte del-
dica e diteCi se non è questo il concetto, rale. la gente o poco o tanto ne subisce l’in-
che, tra un pettegolezzo e l’altro, una Non più pastoie e distanze e riguardi e li- fluenza.
12 “Chiesa Viva” *** Aprile 2003
LE REGOLE MORALI nuove alle quali noi sacerdoti dobbia- bagaglio di abitudini ormai connaturate,
CIRCA IL “NUOVO” mo adeguarci in ragione del nostro contraddire le simpatie solite a nascere
stesso ministero. dalla propria antica consuetudine, fatica-
Il problema morale circa la modernità sta, Insistiamo nel dire che certe cose nuove re a rifar sempre qualcosa, tante volte
anzitutto, nel formarsi di essa un’idea ci possono non riguardare affatto. Posso- cominciare da capo!
esatta ed equilibrata, unica base di un at- no riguardare il campo delle cose di libe- In queste parole, Ci accorgiamo di avere
teggiamento saggio e conforme alla leg- ra scelta; non sarebbe davvero felice anticipato tutto il sugo della Nostra pre-
ge di Dio. A tale scopo abbiamo scritto fin l’idea di considerare ogni novità una ridu- sente lettera.
qui. zione della libertà. Non sarebbe serio C’è qualcosa di creduto “nuovo” al
Lo stesso problema morale si precisa tut- estendere anche a questo campo l’impe- quale non ci dobbiamo assolutamente
tavia ancora e pone a noi le seguenti do- ro del rispetto umano (quanto conta esso adeguare?
mande: se dobbiamo adeguarci al nell’argomento della modernità!). In più, Sì. Eccolo.
“nuovo”; se possiamo ed in che modo molte cose nuove sono effimere, troppo Non possiamo accettare di fruire della
possiamo adeguarci al “nuovo”; se effimere e spesso dannose alla dignità e comodità indotta dal progresso oltre
c’è qualcosa di “nuovo”, o creduto ta- austerità con le quali si santifica e proteg- quanto è tollerato dal bene dell’anima no-
le, al quale non ci dobbiamo assoluta- ge il nostro ministero. stra.
mente adeguare. Con la risposta a tali Notare che i princìpi generali, ora espo- Non possiamo accettare (per agire di
domande crediamo di poter assolvere sti, valgono per tutti, anche se possono conseguenza) che si creda diminuita la
sufficientemente il compito di dare i limiti assumere particolare forza ed applicazio- debolezza della natura umana, in modo
morali della “modernità”. ne per noi. da essere autorizzati ad usare meno ri-
Prima, però, di affrontare direttamente serbo, meno prudenza, meno cautele,
le questioni poste sopra, Ci pare ne- a gettarci invece in braccio a qualsivo-
cessario sostare ancora un poco, rivol- glia esperienza, sensazione, brivido.
gendoci una domanda che sembrerà Non possiamo accettare si siano alte-
piuttosto un sogno. rate le proporzioni delle virtù, il rappor-
Che cosa ci dovrebbe dare la mo- to messo dalla legge di Dio tra il tem-
dernità, ossia il “nuovo” indotto nel po del lavoro e quello del divertimento,
mondo? la necessità di frenare le sensualità, il
Maggiori mezzi per compiere il be- bisogno di usare la mortificazione cri-
ne. Infatti, essa aumenta le cognizioni stiana, le norme del pudore, della mo-
e pertanto la cultura della mente, la rale familiare, della giustizia.
chiarezza delle meraviglie create, la Non possiamo, soprattutto, accettare
disponibilità facile e pronta delle cose che siamo dispensati dal seguire inte-
in obbedienza agli uomini, il più fecon- gralmente il Vangelo.
do sfruttamento delle ricchezze terre- Cari Confratelli, questo richiamo ci sal-
ne e pertanto il più diffuso benessere verà dalle illusioni.
tra di essi. Dovrebbero esserci più Fino a questo punto, Ci siamo sforzati
bontà, più luce, meno dolori e guai. di richiamarvi princìpi universali, che
Tutti voi siete in grado di dire se in hanno valore per tutti gli uomini.
realtà le cose stiano così. Gli occhi si Ora, è necessario che entriamo in ca-
abbassano e si riempiono di lacrime. sa nostra e studiamo il problema della
Il Signore ha disposte le cose tutte per modernità, ossia dell’adeguamento al
il bene degli uomini, ma gli uomini, po- “nuovo dei nostri tempi” da questo
co e malamente, colgono il frutto di particolare ed interessante punto di vi-
questa infinita saggezza. Che tuttavia sta. In tutto quello che diremo vi pre-
le ricchezze del mondo e della storia ghiamo, cari Confratelli, di tenere pre-
non sono esaurite, che le risorse e le senti le conclusioni generali e partico-
sorprese del meglio non sono sfuma- lari alle quali siamo già arrivati.
te, che la strada ha ancora da snodar-
si tra panorami di incantevole e per
nulla monotona bellezza, noi, proprio II - IL “NUOVO”
per la fede e la fiducia nel Creatore, CHE VA TENUTO
fermamente lo crediamo. IN GIUSTO CONTO
Dobbiamo adeguarci al “nuovo”?
Là dove si è solamente spettatori, non Riassumiamo, sotto alcune voci, gli
si segue. Non è detto che perché ci aspetti più interessanti, per i quali noi
sono delle cose nuove, si debba muta- Papa Paolo VI col berretto da ciclista. non possiamo semplicemente stare
re noi. Bisogna por mente a questa a vedere, per i quali, cioè, non riusci-
importante riserva. remmo mai ad essere onestamente in-
A due condizioni ci si deve adegua- differenti, e che inducono doveri nuovi
re al “nuovo”: che sia morale e che Possiamo adeguarci al nuovo? ai ministri di Dio. Forse, non è esatto par-
obiettivamente richieda da noi qual- Fatte tutte le riserve, in questo momento lare di doveri nuovi e si sarebbe meglio
che mutazione od adattamento. Con espresse, rispondiamo: sì. La domanda nel giusto a parlare di sfumature nuove
queste due condizioni l’adeguarsi è un parrebbe oziosa se si considera il “nuo- in doveri vecchi. La dicitura interessa,
obbligo di coscienza. Infatti, dobbiamo fa- vo” esclusivamente come una comodità anche perché il ritorno della austera pa-
re la volontà di Dio in tutto; questa ci vie- maggiore. Ma questa sarebbe un’idea rola “dovere” serve a disincantare colo-
ne manifestata non solo dalla legge eter- troppo ristretta. Se è vero che molte cose ro che vanamente sperano essere la mo-
na e da chi ci rappresenta Dio, ma anco- nuove sono rappresentate dai prodotti dernità una riduzione di oneri ed un au-
ra dalle circostanze nelle quali viviamo e del progresso scientifico e tecnico, le mento dei propri comodi. Infatti, per le te-
che si generano dallo svolgersi del piano quali diminuiscono innegabilmente il mar- ste piccole la posizione del problema, a
della Provvidenza. gine di fatica e di fastidio, è non meno dichiarare il quale abbiamo stese queste
Le due condizioni sopra esposte sono vero che adattarsi a molte cose nuove sudate pagine, è precisamente questa e
giustificate tanto dal generale obbligo (situazioni, psicologia, metodi, colpe e bi- nulla più.
morale quanto dal fatto che molte cose sogni) rappresenta semplicemente umiltà No, la modernità arriva per aumentare
nuove non toccano tutti, rimanendo e sacrificio. il capitolo dei doveri. Forse per tutti (a
estranee a taluni e forse a molti. Sarà no- Allora, infatti, occorre dimenticare molto guardarci bene!), ma certo per noi Sa-
stro dovere dirvi, cari Confratelli, le cose del proprio passato, buttare a mare un cerdoti!
“Chiesa Viva” *** Aprile 2003 13
I MEZZI DELLA TECNICA bienti, molti dei quali rimarrebbero altri- un contrappeso spirituale, allo scopo di
E LORO REGOLE MORALI menti irraggiungibili. Facilita, inoltre, lo impedire il danno dell’anima nostra e
spirito della cattolicità, perché tutto diven- l’inavvertito declino verso lo spirito e la
La materia si sta trasformando in un im- ta più vicino, più interdipendente, più mentalità mondana.
menso congegno, nel quale sembra pas- esposto alla vicendevole irradiazione. In qualunque tempo, con qualunque rota-
si il soffio dell’intelligenza viva e ci viene Il giudizio cambia allorché si tratta dei zione di cose nuove, tanto più - anzi - se
sostituendo nelle fatiche, ci facilità, ci ac- mezzi della tecnica in comodo personale gli uomini diventano molto comodi, la no-
celera, si piega obbediente ai nostri cen- nostro. stra forza, dopo la grazia di Dio, è la
ni. Le comodità crescono e scemano di Nessun disprezzo per quello che può nostra austerità e la nostra indipen-
prezzo. Tutto questo, a parte la spropor- giovare alla nostra azione. Però, noi denza dalle cose di questo mondo.
zione col ridotto progresso spirituale e la non possiamo e non dobbiamo diventa- Perché la nostra soprannaturale furbizia
possibilità triste di usarne male, è non sta tanto nel segnare il passo col
dono di Dio. Possiamo usarne senza mondo, quasi presi dal timore esso
dubbio. rida di noi, umili servi di Dio; bensì
Ma è importante tenere una distin- nel sorpassarlo arditamente, an-
zione: altro è il giudizio, ove i mez- dando audacemente oltre i fugaci
zi della tecnica servono al nostro beni, che esso serve!
apostolato, altro è il giudizio allor- A questo proposito, alcuni di voi Ci
ché servono a noi personalmente. chiedono, certo, delle norme prati-
I mezzi moderni (attrezzatura, loco- che. Eccole.
mozione, ecc.) possono e debbono I mezzi che servono a risparmiare
servire al ministero e all’apostolato. tempo al nostro ministero (salvo il
Essi diminuiscono l’impiego del tem- decoro e le disposizioni diocesane)
po, aumentano il raggio di azione, di- siano benedetti. Lo stesso dicasi di
fendono più efficacemente, permet- quelli che reggono e facilitano una
tono di sostenere e superare la più efficiente organizzazione. Quello
concorrenza del male. Il loro uso che è necessario al tenore di vita,
saggio e tempestivo impedisce ripie- per mantenere il decoro anche in
gamenti dolorosi, fa risparmiare uo- confronto e proporzione con la gente
mini, economizza le energie prezio- tra la quale si vive, sicchè non sia
se, dà i collegamenti celeri, facilità i sminuita la estimazione e la dignità,
ben congegnati piani. sicchè non si abbia a favorire il di-
Quando diciamo “mezzi moderni” sprezzo e la commiserazione del no-
non intendiamo solamente la mac- stro ministero e della classe sacerdo-
china e l’utensile, ma tutti gli onesti tale, può venire onestissimamente
metodi ed espedienti della tecnica usato. Però, non si dimentichino mai
propagandistica, reclamistica, orga- le cautele dette sopra. I mezzi che
nizzativa, finanziaria. Fanno parte servono ad attirare le anime ed a
essenziale di tutta la fungibilità mo- gettare ponti verso i più lontanti
derna. (sempre con le stesse cautele), en-
Tutti questi mezzi è giusto servano trano ugualmente nella luce dell’one-
al loro Creatore, nella forma e misu- stà.
ra in cui diventano validi a tale onori- Noi abbiamo estremo bisogno di
fico servizio. questa immunizzazione, che si ottie-
Il loro uso, però, è soggetto a parti- ne accettando tutto per il ministero e
colari leggi, restrizioni e considera- Un mazzo di fiori offerto a Papa Paolo VI nulla di molle o sensuale per noi,
zioni, allorché si tratta di ecclesiasti- da una giovane zingara. perché il progresso ha una sbalorditi-
ci, avvertendo come, se può sem- va andatura e noi saremo sempre
brare limitino, in realtà proteggono. più nella necessità di servircene per
Eccole. non restare fuori delle correnti della
La finalità nell’uso dei mezzi moderni re delle persone comode. La Croce vita.
è quella apostolica e non quella di lu- che teniamo in mano, nel segno della Vogliamo chiudere lo studio su questo
cro. Guai se si confondesse la limpida fi- quale benediciamo e che predichiamo, aspetto relativo della modernità, facendo
nalità di questo uso. ce lo impedisce. Potremo avere delle rilevare come la tecnica stessa dei rap-
La quantità d’impiego non può compro- moderate e ragionevoli facilitazioni, spin- porti tra gli uomini, i mezzi di cui essi si
mettere, per il suo peso ed il suo vortice, te talvolta a parere delle comodità allor- servono per far presa, raggruppare, sta-
lo spirito sacerdotale. Il quale è più pre- ché lo esigono la nostra salute e la mag- bilire scambi e comunioni di cultura, pos-
zioso di tutti i mezzi moderni. giore disponibilità della nostra persona; sono essere fecondo oggetto di studio da
Quantità e qualità di impiego non debbo- ma - ripetiamo - noi non possiamo es- parte nostra in ordine all’apostolato. Ciò
no danneggiare la dignità ecclesiastica, sere delle persone comode. Tutto ha bisogno di equilibrio e prudenza, an-
della disciplina e delle istituzioni. Guai se, l’ideale di vita che Nostro Signore ci che perché non tutti i mezzi hanno ugua-
ad esempio, un convento diventasse fab- ha tracciato nel Suo Vangelo, per se- le valore ed opportunità sotto ogni cielo
brica. Neppure si può indurre nell’uso dei guirLo ed essere depositari della Sua ed in ogni clima storico, ma dovunque è
mezzi moderni quella esagerazione che stessa missione, si leva a proibirci di possibile che le risorse puramente
meccanicizza e che altererebbe quella essere delle persone comode. Se ciò ci umane “cooperino al bene”.
serena fisionomia di un ambiente eccle- dispiace è segno che non abbiamo inteso È certo, però, che anche l’impiego di
siastico. bene quello che facevamo, seguendo mezzi di apostolato nuovi, tanto più sarà
Particolare attenzione si deve porre nel Gesù nel sacerdozio, o che abbiamo per- saggio quanto più sarà, nella scelta e
rispettare al massimo la naturalezza duta la freschezza della prima generosa nella misura, lasciato a chi, nella Chiesa,
dell’ambiente liturgico; perché in quello accettazione. E, piuttosto che cambiare può legittimamente reggere ed indirizza-
non è la comodità che si deve favorire la verità cristallina delle cose, meglio sa- re, quanto più sarà frenato dai sacri limiti
anzitutto, sebbene la purezza ed espres- rebbere riconoscere la propria miseria. della disciplina e della tradizione eccle-
sività dei mezzi, della materia e dei sim- Andiamo più innanzi: quando le esigenze siastica.
boli usati. di ministero, le contingenze civili, i parti- Il “nuovo” può entrare, quando lo si
Non bisogna dimenticare che il saggio colari impegni di speciali missioni ci met- battezza con la sapienza antica!
impiego dei sussidi moderni, permette di tono in condizione di usare delle como-
arrivare ad essere presenti in tutti gli am- dità, dobbiamo immediatamente crearci (continua)
14 “Chiesa Viva” *** Aprile 2003
DEMOCRAZIA INTEGRALE:
PROGETTO PER UN DIRITTO DELLA PERSONA
CON CONTENUTO PATRIMONIALE
del dott. Francesco Stilo
M
ai come oggi si impone la neces- del momento strumentale, oggettivo,
sità di muovere alla ricerca delle nel momento edonistico, soggettivo.
cause del malessere sociale che Si è definita, in tal modo, la società come
ha assunto dimensioni mondiali. concetto carente di contenuto umano, co-
Soffermarsi a considerare il significato di me mero “fantasma giuridico”, prezioso
parole usuali entrate nel linguaggio di strumento nelle mani dei gruppi di potere,
moda e, a nostro avviso, il presupposto partecipi esclusivi di una cultura iniziatica.
indispensabile per tentare di dare un Una volta realizzata la coincidenza del-
contributo concreto alla soluzione dei l’“io” col “non io”, era consequenzial-
grandi problemi del nostro tempo. mente possibile confondere il “mio” col
Dopo aver valutato positivamente l’acce- “tuo”, perché il “tuo” potesse diventare
zione di “capitalismo” nel senso di eco- “mio”.
nomia libera o di mercato, la Centesimus È questo il capitalismo, che non è un fe-
Annus (n. 42) avverte: «... ma se con nomeno solo del nostro tempo, ma che
capitalismo si intende un sistema in ha avuto un clamoroso precedente stori-
cui la libertà nel settore dell’economia co: Mammona. Mammona è, infatti, la
non è inquadrata in un solido contesto società anonima ante litteram. Mancan-
giuridico che la metta al servizio della do, all’epoca, il concetto di persona giuri-
libertà umana integrale e la consideri dica, si è ricorsi all’unico concetto di
come una particolare dimensione di persona, diverso dalla persona umana,
questa libertà, il cui centro è etico-reli- disponibile nella cultura del tempo: la di-
gioso, allora la risposta è decisamente vinità.
negativa». Tanto che, non a caso, Mammona, in
Il capitalismo è essenzialmente - come aramaico, significa denaro. Era, dun-
andremo a dimostrare - un ribaltamento que, Mammona la soggettività strumenta-
dei valori etico-giuridici, perché sostitui- le cui attribuire il momento edonistico del
sce, alla centralità dell’uomo, la centralità valore, ossia la proprietà della moneta
del capitale. all’atto dell’emissione.
L’espressione usata nella “Centesimus Così avveniva che, mentre la collettività
Annus”, «un sistema non inquadrato creava il valore della moneta, i dottori
in un solido contesto giuridico», richia- della legge, strumentalizzando Mammo-
ma alla mente l’anatema del Cristo: na, diventavano di fatto i proprietari
«Guai a voi, dottori della legge...», per- nella sua universalità e perennità, è il fon- della moneta.
ché lo stratagemma per «caricare gli al- damento della tradizione giuridica roma- Esattamente con queste medesime carat-
tri di pesi insopportabili e non sfiorarli no-cristiana: è l’essenza del diritto natu- teristiche, opera ancor oggi il sistema del-
nemmeno con un dito» è essenzialmen- rale. la banche centrali, che espropriano ed in-
te giuridico. Per arrogarsi il momento edonistico del debitano le collettività nazionali del loro
Non a caso, con la solida saggezza ro- valore, era necessario ai dottori della denaro, perché lo emettono prestandolo;
mana, Menenio Agrippa avvertiva, legge proporre alla collettività uno stru- e prestare denaro è una prerogativa del
nell’apologo delle membra ribellatesi allo mento che avesse la mera immagine del- proprietario.
stomaco, che il giudizio di valore è nor- la persona. Il concepimento di questa ipo- Ci sovviene l’incisiva parola della Encicli-
male quando si distingue il momento tesi è stato, nella cultura moderna, il ca Quadragesimo Anno (nn. 105 e 106):
strumentale o funzionale - oggettivo - “non io” di Hegel, definito come coinci- «E in primo luogo, ciò che ferisce gli
prerogativa dell’organo, dal momento dente con l’“io”. Si realizzava così la tra- occhi, è che, ai nostri tempi, non vi è
edonistico - soggettivo - prerogativa del- sposizione dell’“io” nel “non io”, che solo concentrazione della ricchezza,
la collettività sociale. Questo princìpio, giustificava la mostruosa immanenza ma l’accumularsi altresì di una poten-
“Chiesa Viva” *** Aprile 2003 15
za enorme, di una dispotica padronan- padrone dà da mangiare al cavallo: chi strumentali.
za della economia in mano di pochi, e gode del foraggio, in senso fisiologico, è il Sotto questo aspetto, non corre alcuna
questi, sovente, neppure proprietari, cavallo; chi ne gode, in senso giuridico, è differenza tra capitalismo di Stato e
ma solo depositari ed amministratori il padrone. capitalismo privato, se non nella diver-
del capitale, di cui essi, però, dispon- La trasposizione del momento edonistico sa fonte normativa che in quello è la leg-
gono a loro grado e piacimento. Que- degli strumenti giuridici dalla persona ge, in questo è il contratto. Tanto è vero
sto potere diviene più che mai dispoti- umana alla persona giuridica, trasforma, ciò che, come nello Stato socialista la
co in quelli che, tenendo in pugno il dunque, le società strumentalizzanti in al- proprietà è dello Stato e non del citta-
denaro, la fanno da padroni; onde so- levatori di uomini, ed alla persona umana dino, nella società anonima la pro-
no, in qualche modo, i distributori del - privata della legittimazione giuridica - prietà è della società e non dei soci:
sangue stesso di cui vive l’organismo non resta altra possibilità che il mero go- entrambe le formule sono il terreno di cul-
economico, e hanno in mano, per così dimento fisiologico dei beni. tura di società strumentalizzanti che
dire, l’anima dell’economia, sicché Si realizza, allora, una pseudo-forma di li- spacciano sotto la parvenza di interesse
nessuno, contro la loro volontà, po- bertà dal bisogno del pane, ma non dal generale, l’interesse proprio.
trebbe nemmeno respirare». bisogno spirituale di poterlo pretendere. Ecco perché non si può fare seriamente
Poiché non è concepibile uno strumento Avviene così che, in una concezione con- la storia dello Stato Costituzionale, se
senza chi lo adoperi, il concetto di sog- sumistica, si definisce la distinzione non si fa la storia delle logge; non si può
gettività strumentale presuppone, neces- dell’uomo libero dall’uomo schiavo in ba- fare la storia dello Stato socialista, se non
sariamente, la società strumentalizzante, se ad una semplice valutazione quantita- si fa la storia della classe dominante; non
fondata su una concezione economi- si può fare la storia della società ano-
cistica dell’etica. nima e della multinazionale, se non si
Ridotto il concetto di società a fa la storia dei sindacati di maggio-
strumento, è fin troppo evidente che ranza degli azionisti e delle scalate.
l’unica ipotesi possibile è il servir- L’esplosione di queste imponenti ma-
sene, non il servire. nifestazioni di patologia etico-giuridi-
Nell’uomo della strada si è consolida- ca costituisce la prova della insuffi-
to il convincimento di un interesse mi- cienza fondamentale delle moderne
tico ed astratto, pur se diverso dal scuole di dottrina dello Stato e di dirit-
proprio, giudicato meritevole di consi- to societario, quando pretendono di
derazione positiva, proprio perché si è rendere immanente nello strumento
mascherato, sotto la parvenza di sa- giuridico il princìpio etico.
crificio etico, il sacrificio economico. È Merita di governare un popolo solo
avvenuto, così, che la somma dei sa- chi lo ama, perché solo chi ama è
crifici economici individuali ha realiz- disposto a servire, e chi non ama a
zato l’imposizione alle collettività na- servirsi. E l’amore non può costituire
zionali di quei “pesi insopportabili”, oggetto di un obbligo giuridico: esso
a beneficio di pochi sapienti manipo- sta necessariamente al di fuori, al di
latori di strategie culturali e sociologi- sopra della carta costituzionale.
che di dominazione. Tra amore e norma costituzionale esi-
L’illusione di una mitica partecipazio- ste, forse, la medesima incompatibi-
ne ad un interesse sociale inesisten- lità che vi è stata tra la testa dei re e
te, ha espresso, nel termine “comu- la lama della ghigliottina.
nismo”, l’assonanza e l’illusione della Al primo posto dell’ordine gerar-
comunione o comproprietà, e, nel “ti- chico deve stare l’uomo, e non lo
tolo azionario”, la parvenza di una strumento: la persona umana e
quota di proprietà del capitale. non la persona giuridica. Il diritto è
Come nel sistema socialista la pro- sempre uno strumento, perché è il ri-
prietà è dello Stato-fantasma e non sultato di una attività creatrice dello
del cittadino, così, nella società anoni- spirito, e la strumentalità non è mai
ma, la proprietà è della società-fanta- momento primario dello spirito. Al pri-
sma e non del socio. mo posto sta sempre la scelta dei fini.
Stato socialista e società anonima so- tiva, per cui l’uomo libero sarebbe tale, Ed è solo in un momento logicamente e
no, dunque, le due facce del capitali- solo perché più grasso. cronologicamente successivo, che viene
smo. E lo Stato socialista altro non è che Quando Cristo dice: “non di solo pane concepito ed approntato lo strumento.
una forma macroscopica di società anoni- vive l’uomo”, avverte che l’ulteriore biso- Il limite dello Stato costituzionale sta,
ma. gno di libertà, in senso etico e giuridico, quindi, nel fatto che, al suo vertice, si tro-
La coincidenza dell’“io” col “non io” ha non può essere soddisfatto da una “mag- va una “volontà voluta e depsicologiz-
consentito la possibilità di una assurda giore quantità di pane”. zata”, quale è appunto quella della nor-
rappresentanza organica del momento Su queste premesse, ci si spiega come il ma giuridica. Manca la volontà “volen-
edonistico del valore. concetto di capitalismo ha realizzato, sul te”, manca la volontà dell’uomo vivo,
Posto, infatti, che - in una visione norma- presupposto di una concezione economi- manca la volontà di chi è capace di
le dei giudizi di valore - il momento edoni- cistica dell’etica ed utilizzando il fonda- amare e servire.
stico è strettamente individuale e non de- mentale parametro della soggettività stru- Una volta personificata la volontà voluta,
legabile, la coincidenza concettuale del- mentale, (stato costituzionale, stato so- la “volontà volente” diventa quella della
l’“io” col “non io” realizza una soggetti- cialista, società anonima, multinazionale, società strumentalizzante che, per quanto
vità astratta alla quale viene attribuito il ente di Stato, banca, ecc.) la sottrazione sopra detto, ha necessariamente un’etica
momento edonistico dei valori giuridici e, del momento edonistico alla persona economicistica.
conseguentemente, di quelli economici in umana per attribuirlo alla persona giuridi- Al principio di diritto naturale e cristiano
essi contenuti: cioè la “proprietà”. ca, e per essa alle società che la stru- del conviene essere onesti, conviene
Questa trasposizione del momento edoni- mentalizzano (gruppi di potere, classe essere giusti (“Fate la volontà del Padre
stico opera, apparentemente, a favore dominante, sindacato di maggioranza de- mio che è nei cieli ed il resto vi sarà
della società strumentale, sostanzialmen- gli azionisti, ecc.). dato in sovrappiù”), si sostituisce il prin-
te, a favore delle società strumentalizzan- La forma più imponente di questa pa- cipio del “è giusto quello che convie-
ti. tologia dei valori si è realizzata con ne”.
Si è realizzata, così, attraverso una sa- l’attribuzione del diritto di proprietà - Desiderare di porre al vertice dello Stato
piente trappola giuridica, una situazione che è godimento giuridicamente protetto - la volontà volente di un re - che può es-
analoga a quella che si verifica quando il ai fantasmi giuridici delle soggettività sere capace di amore o di tirannia - o la
16 “Chiesa Viva” *** Aprile 2003
volontà voluta di un patto costituzionale, ammesso altra forma di utilità che l’utilità “Esiste un qualcosa che è dovuto
che implica per difetto di amore, tempi di dell’“io”, riducendo e confondendo il con- all’uomo perché è uomo”, insegna Gio-
pacifica decadenza, costituisce forse un cetto di “utilità” con quello di “egoi- vanni Paolo II.
grande pendolo della storia. smo”. Sul presupposto di questa strate- La parola “dovuto” presuppone la “pre-
Occorre, pertanto, recepire negli ordina- gia culturale, non vi è spazio per i Santi e tesa giuridica”. Il diritto di pretendere è,
menti costituzionali e legislativi il princìpio gli eroi: l’unico ideale possibile e nella mi- dunque, il “di più”. E l’espressione “per-
essenziale di diritto naturale per cui il gliore delle ipotesi, quello dell’uomo ché è uomo...” sta a significare che, per
momento edonistico dei valori giuridi- “grasso e disperato”: testimonianza vi- il solo fatto che esiste, l’uomo è legittima-
ci - come del resto di tutti i valori - deve vente del fallimento delle scuole razionali- to a pretendere anche il contenuto econo-
essere prerogativa esclusi- mico del diritto sociale...
va della persona umana ed Infatti, che l’anelito vitale sia
inibito alle soggettività esso stesso fonte di valore,
strumentali ed innanzi tutto emerge dai seguenti assiomi:
alle società strumentaliz- – non esiste ricchezza in un
zanti. mondo di morti;
Quello che deve interessare – dunque il presupposto della
la scienza del diritto non è ricchezza è la vita;
tanto se il regime politico sia – l’uomo, per il solo fatto che
democratico, monarchico, dit- vive, crea il valore dei beni di
tatoriale od oligarchico, quan- cui necessita;
to affermare quali debbano – l’uomo contribuisce a crea-
essere i criteri per realizzare re i valori convenzionali mo-
strumenti giuridici capaci di netari, perché accetta la mo-
soddisfare il bisogno di giusti- neta come mezzo di paga-
zia. mento, e cioè come misura
Con la trasposizione del mo- del valore e valore della misu-
mento edonistico dalla perso- ra;
na umana alla persona giuri- – dunque all’uomo va ricono-
dica, è nata la società della sciuto l’equivalente di questo
disperazione. La speranza è, valore, come oggetto di una
infatti, la previsione del mo- pretesa giuridica, e non di
mento edonistico, e quando elargizione o di benevola con-
esso viene sottratto all’uomo, cessione.
e pretestuosamente attribuito
ad un fantasma giuridico, i vi- Una vista di Wall Street. La tradizione giuridica cristia-
vi invidiano i morti. Non a ca- na medioevale ci ha trasmes-
so il suicidio tra i giovani è di- so, del resto, questo messag-
ventato, ormai, una malattia gio di socialità nell’istituto
sociale. E questi giovani muoiono ben nu- ste ed atee, che così lo hanno costruito e dell’uso civico che, col diritto di caccia, di
triti e ben vestiti: solo assetati di amore plasmato. pesca, di pascolo e di legnatico, costitui-
o, per meglio dire, di amare, cioè di Dunque, il solo pane - espressione di una va a favore della persona umana un dirit-
ideali. mera concezione consumistica dell’edoni- to con contenuto patrimoniale, a misura
L’etica economicistica di stampo hegelia- smo umano - non è sufficiente: occorre dell’economia del tempo.
no porta in sé il vizio di origine: dopo aver dare all’uomo un di più qualitativamente
ridotto la realtà all’“io pensante”, non ha diverso. (continua)
ERRATA CORRIGE
Nei precedenti numeri di “Chiesa viva” 347 e 348, pur avendo, verso la fine dell’articolo,
fatto riferimento alla fonte delle informazioni sull’U.R.I.,
dovevamo meglio evidenziare l’Autore di questo testo;
quindi:
ci scusiamo dell’errore commesso attribuendo ad A.Z. lo studio
di cui è, invece, autore Epiphanius, a pp. 591 e ss. del suo ben informato volume:
“Massoneria e sette segrete: la faccia occulta della storia”,
pubblicato in terza edizione notevolmente accresciuta (pp. 776)
dell’editrice “Ichtys”, v.Trilussa 45 - 00041 Albano Laziale (RM).
“Chiesa Viva” *** Aprile 2003 17
Conoscere la Massoneria
del dott. Franco Adessa
Nel 1917, Massimiliano Kolbe fonda la “Milizia dell’Im-
macolata”. Naturalmente, la sua lotta non fu quella di ab-
battere le anime del nemico, ma quella di richiamarle e
convertirle, per la loro eterna salvezza, e per questo, Pa-
dre Kolbe si rivolgeva anche ai suoi nemici.
In un suo articolo dal titolo: “Poveretti!!!”, scriveva: “L’uo-
mo è redento. Cristo ha fondato la sua Chiesa sulla roccia.
Una parte del popolo ebreo riconobbe in lui il Messia, gli al-
tri, soprattutto i superbi farisei, non vollero riconoscerlo;
essi perseguitarono i suoi seguaci e diedero il via ad un
gran numero di leggi che obbligavano gli ebrei a persegui-
tare i cristiani. Queste leggi, insieme a narrazioni e ad ap- Il centro stampa di P. Kolbe, alla periferia di Nagasaki, per la sua
pendici, verso il 500, formarono il loro libro sacro, il “Tal- felice posizione non andò distrutto in seguito all’esplosione
mud”. In questo libro, i cristiani vengono chiamati: idolatri, dell’atomica del 1945. Hiroshima e Nagasaki erano le due città
peggiori dei turchi, omicidi, libertini impuri, sterco, ani- con la più alta concentrazione di cattolici in Giappone!
mali in forma umana, peggiori degli animali, figli del
diavolo, ecc. I sacerdoti vengono chiamati indovini e te-
ste pelate (...). La Chiesa (viene chiamata) casa di scem- vitabile conclusione di ogni vita. (...). Giustizieremo i
piaggine e di sporcizia. Le immagini sacre, le medagliette, massoni in modo tale che nessuno, (...) potrà avere dei
i rosari, sono chiamati idoli. Nel “Talmud”, le domeniche sospetti, neppure le stesse vittime: moriranno tutti nel
e le feste vengono denominate giorni di perdizione. In momento in cui ce ne sarà bisogno, apparentemente per
questo libro si insegna, inoltre, che ad un ebreo è permes- effetto di malattie comuni (...)».
so ingannare e derubare un cristiano, poiché tutti i beni E il Santo continua: «Signori massoni, voi che, recentemen-
dei cristiani - vi è scritto - “sono come il deserto: il primo te, durante il Congresso di Bucarest, vi siete rallegrati del
che li prende, ne diviene il padrone”. Quest’opera che rac- fatto che la Massoneria si sta rafforzando ovunque, riflettete
coglie dodici volumi e che ispira odio contro Cristo e i e dite sinceramente: non è meglio servire il Creatore nella
cristiani, viene considerata da questi farisei un libro sacro, pace interiore (...), piuttosto che obbedire agli ordini di
più importante della Sacra Scrittura. chi vi odia?».
In ricorrenza del Congresso Internazionale dei massoni, San Massimiliano si rivolge, infine, ai Capi Incogniti della
che si tenne a Bucarest nel 1926, Padre Kolbe scrisse, in Massoneria con queste parole: «E a voi, piccolo manipolo di
un articolo: «Quei signori (cioè i massoni) credono di esse- ebrei, “Savi di Sion”, che avete provocato coscientemente
re loro a governare: ascoltiamo, allora, ciò che scrivono i già tante disgrazie e ancora di più ne state preparando, a
“Protocolli dei Savi di Sion”», documento che Padre Kol- voi mi rivolgo con la domanda: quale vantaggio ne ricava-
be chiamava: “Il libro davvero fondamentale della Mas- te? (...). Gran cumulo di oro, di piaceri, di svaghi, di po-
soneria”. tere: tutto questo non rende ancora felice l’uomo. E se
Il Santo scrive: «Il protocollo n.11 afferma: “Noi creeremo anche questo desse la felicità, quanto potrà durare?
e metteremo in atto le Leggi e i Governi (…) e, al mo- Forse una decina di anni, forse una ventina (...). E
mento opportuno, (...) sotto forma di rivolta nazionale. poi?... E voi, capi ebrei, che vi siete lasciati sedurre da
(...). E necessario che le popolazioni, sconcertate dall’av- Satana, il nemico dell’umanità, non sarebbe meglio se an-
venuta rivolta, poste ancora sotto l’influenza del terrore e che voi vi rivolgeste sinceramente a Dio?».
dell’incertezza, comprendano che siamo talmente forti, tal- In un altro articolo del 1926, Padre Kolbe, sempre citando i
mente intoccabili, talmente pieni di potere che in nessun “Protocolli dei Savi di Sion” scriveva: «Essi dicono di se
caso terremo conto delle loro opinioni e dei loro desideri, stessi: “Chi o che cosa è in grado di far crollare una for-
ma, anzi, siamo in grado di schiacciare le loro manifestazio- za invisibile? La nostra forza è appunto di questa natu-
ni in ogni momento e in ogni luogo (...). Allora, per paura, ra. La “Massoneria esterna” serve solo per nascondere i
chiuderanno gli occhi e rimarranno in attesa delle conse- suoi scopi, ma il piano d’azione di questa forza sarà
guenze. (...). A quale scopo abbiamo ideato e imposto ai sempre sconosciuto alla gente».
massoni tutta questa politica, senza dare ad essi la possibi- Ma il Santo sottolinea con sottile ironia: «Noi siamo un eser-
lità di esaminarne il contenuto? Questo è servito di fonda- cito, il cui “Condottiero” vi conosce ad uno ad uno, ha os-
mento per la nostra organizzazione massonica segreta servato e osserva ogni vostra azione, ascolta ogni vostra
(...) la cui esistenza neppure sospettano queste “be- parola, anzi... nemmeno uno dei vostri pensieri sfugge alla
stie” da noi adescate nelle logge massoniche». sua attenzione. Dite voi stessi: in tali condizioni, si può parla-
Padre Kolbe, a questo punto, si rivolge ai massoni dicen- re di segreto nei piani, di clandestinità e di invisibilità?». E
do: «Avete sentito, signori massoni? Coloro che vi hanno qui, Padre Kolbe rivela il nome del “Condottiero” del suo
organizzato e vi dirigono segretamente, gli ebrei, vi consi- esercito: «E’ l’Immacolata, il rifugio dei peccatori, ma an-
derano delle bestie, attirate nelle logge massoniche per che la debellatrice del serpente infernale. Ella vi schiac-
scopi che voi neppure sospettate (...). Ma sapete, signori cerà il capo!».
massoni, che cosa vi attende il giorno in cui vi verrà in men-
te di incominciare a pensare da soli? Ecco, ascoltate: il me-
desimo protocollo prosegue affermando: «La morte è l’ine- Nota: il testo è tratto da un articolo pubblicato su Chiesa viva n° 125.
18 “Chiesa Viva” *** Aprile 2003
In Libreria
Lettere «Guardati dall’uomo che
ha letto un solo libro».
alla Direzione (S. Tommaso d’Aquino)
SEGNALIAMO:
Rev.mo e illustre Monsignore, ma” di Rochefoucauld, si legge che “l CASSIODORO: LE ISTITUZIONI
benché io non sia teologo, ma l’ultimo ridicolo disonora più del disonore” - e - Basi per una rinascita di civiltà -
dei fedeli davvero credenti (se non presu- questo detto proviene da vari testi biblici A cura di Antonio Caruso
mo troppo!), sento il dovere di rivolgerLe (cf. 1 Re 9, 4-9; Ez. 22, 1-5), mi sembra
il più intenso plauso per il Suo ottimo conseguirne che i “neo-catecenali” ma Per Flavio Magno Aurelio Cassio-
saggio: “Eresie” nella dottrina neo-ca- prima e peggio i loro potentissimi doro, vissuto storicamente nel lonta-
no sesto secolo dopo Cristo, ma uo-
tecumenale. “protettori”, vanno bollati e scherniti mo di oggi, cultura classica greco-
In questo saggio, Lei, teologo di perfetta come “Mao-sinagogali”! romana e cristianesimo sono i due
ortodossia cattolica, di autentica genialità In unione con sante di pregiere, La rin- fattori più sicuri, collaudati e insosti-
e di vasta e profonda cultura, smaschera grazio di quanto ci ha insegnato e La os- tuibili per raggiungere il traguardo di
l’apostasia di tutti quei sovversivi; e ci rie- sequio toto corde in Christo Rege! una vera umanizzazione e quindi, in
sce - ardisco dire col massimo rispetto - (un sostenitore di “Chiesa viva”) ogni epoca di crisi di valori come la
ancor più e meglio del pur validissimo e nostra, di una civilizzazione degna
compianto P. Prof. Zoffoli. *** del nome.
Tanto è vero che Lei fa vedere da “chi” Senza la ragione umana sgombra di
quei “brigatisti rossi” dello spirito sono Rev.do Don Villa, preconcetti e di ideologie fuorvianti,
“protetti”. Peggio di “quelle” (cf.. pp. 6- complimenti per la Sua risposta e per si rende incomprensibile la Parola
16; 99-101). Infatti, si tratta di una enor- le altre risposte date al Vescovo di Bre- Divina offerta agli uomni, e la cultura
me prostituzione spirituale; (per una pal- scia (...). corre irrimediabilmente allo sbando.
lida approssimazione si pensi all’8 luglio La invito a continuare con sempre più Alla sua epoca, Cassiodoro fu, in un
u. s.); appunto come denuncerebbero i slancio in questa Sua opera evangelizza- primo tempo, il Senatore per eccel-
Santi Profeti Isaia, Geremia, Ezechiele; trice... lenza, il politico di quel precursore
ma, soprattutto, Nostro Signore (cf. Mt. (S. M. - Vicenza) Regno d’Italia, fondato da Teodorico
7, 6; ivi 15, 18-20; ivi 23, 1-39; Gv. 8, 44; ,conosciuto col nome di “Grande”.
Ap. 2, 9; ivi 3, 9). *** In un secondo tempo, fu monaco,
E dopo la più convincente dimostrazione fondatore di monasteri che, in mez-
dell’apostasia radicale di quella sètta «RingraziandoVi, auguro a tutta la Vs. zo al dilagare delle alluvioni barbari-
(pp. 17-91), Lei mette a fuoco la schia- grande Famiglia, cominciando dal tanto che, elaborò, con le Istituzioni, il
vesca dipendenza di essa dall’ebrai- caro e apprezzato Capostipite, mons. concetto di Studi Universitari, of-
smo cabalistico-talmudico e dal sog- Luigi Villa, ogni bene e benedizione e frendo le linee della Magna Carta,
gettivismo protestantico che coinvolge, forza e coraggio in questi momenti pre- rimasta fondamento delle Università
del Medioevo.
all’interno di sè, tanto la superbia gnosti- APOCALITTICI, dove certamente atten-
ca quanto la stoltezza fideistica, il più diamo la “Grande Tribolazione quale
scatenato immoralismo e persino la bar- mai fu nè sarà!” (Mc. 3, 19; Ap. 16-18)
barie marxista (cf. pp. 91 s. V. altresì senza escludere il martirio anche fisico Per richieste
l’agghiacciante tabella riassuntiva di (quello spirituale c’è già), per poi godere
quelle eresie: pp. 95-98). in pace e giustizia le promesse del Padre Edizioni VIVERE IN
Il Signore La benedica e rimeriti anche nostro! Via di Acque Salvie 1/A - Roma
per le altre Sue opere che tanto degna- Il Signore Gesù e la SS: Vergine Maria Tel. e Fax: 065943323
mente si affiancano a questa. ci concedano la Grazia!
Mi permetta, dunque, di concludere col ri- Vostro affezionatissimo abbonato da anni.
lievo seguente. Giacché, in una “massi- (S.E.M. - Venezuela)
RAGAZZE e SIGNORINE
in cerca vocazionale, se desiderate diventare Religiose-Missionarie”
– sia in terra di missione, sia restando in Italia – per opere apostoliche, con la preghiera e il sacrificio,
potete mettervi in contatto, scrivendo, o telefonando a:
“ISTITUTO RELIGIOSO MISSIONARIO”
Via Galileo Galilei, 121 - 25123 Brescia Tel. e Fax: 030 3700003
“Chiesa Viva” *** Aprile 2003 19
Conoscere
il Comunismo
contro Dio
contro l’uomo
MARTIRI IN CINA
di Giancarlo Politi APRILE 2003
MARTIRI IN PROVINCIA DI FUJIAN
SOMMARIO N. 349
DIOCESI DI XIAMEN (AMOY)
alla prigione di Jiangping senza che
Cheng Shiguang si accertasse l’accusa. In prigione, ILLUSO IO O ILLUSI
Sacerdote, diocesano. Morì di cancro al venne fatto inginocchiare su piante
fegato nel 1972, in conseguenza dei mal- appuntite di cactus e su gusci d’ostri- QUELLI CHE VOGLIONO
trattamenti subìti. La notizia venne raccol- che; bastoncini accesi di incenso
ta da una commemorazione pubblica, te- vennero avvicinati alla sua barba e ai PAOLO VI BEATO?
nutasi a Xiamen, in onore di vittime della peli delle gambe. Appeso al soffitto,
rivoluzione culturale. fu picchiato per costringerlo a confes-
sare di aver nascosto armi. Padre 2 Buona e Santa Pasqua!
DIOCESI DI XIAPU (FUNING) Liao non era colpevole, ma non ave-
Staccata dal Vicariato apostolico del va modo di difendersi dalle accuse. 3 Illuso io o illusi quellI
Fujian settentrionale il 27 dicembre 1926, Per alcuni giorni gli fu rifiutato il cibo. che vogliono Paolo VI beato? (2)
il vicariato venne affidato ai domenicani Il suo corpo si gonfiò, non poteva del sac. dott. Luigi Villa
spagnoli. dormire e la sua mente era sconvolta
7 I Santi e l’Eucarestia (1)
dalle torture. Una notte, una donna di A. Z.
Martini Urbano cattolica, a rischio della vita, gli portò
Sacerdote domenicano. Orignario di Po- un po’ di minestra di riso, ma il Padre 9 Occhi sulla politica
lencia, Spagna, dove era nato intorno al fu incapace di mandarla giù.
1907. Ordinato sacerdote negli Stati Uniti, Fu deciso di portarlo davanti alle au- 10 Documenta-Facta
nel 1932, venne fucilato a Qizhen il 24 torità del governo locale, ma a quel
giugno 1934. punto, Padre Liao era troppo debole 12 La Modernità (2)
per riuscire a camminare. I comunisti di Sua Em.za Mons. Giuseppe Siri
Un Cattolico lo legarono e lo trascinarono fino alla
Laico, di oltre 70 annI. Fucilato a Qizhen, sede del partito. Là, lo abbandonaro- 15 Democrazia integrale: progetto
il 24 giugno 1934. no nel sottoscala. Le braccia erano per un diritto della persona
gonfie e piagate, piene di pus e persi- con contenuto patrimoniale (1)
del dott. F. Stilo
no di vermi.
Alcuni cattolici erano stati arrestati e 18 Conoscere la Massoneria
si trovavano nello stesso luogo. Una
P. LIAO ZEMIN di essi, Anna Wang, passandogli vici- 19 Lettere alla Direzione - In Libreria
no non lo riconobbe. «Chi sei?», gli
Padre Liao Zemin era parroco di chiese. Padre Liao rispose. «Anna,
Zhushan, nel disretto di Dongxing, nel- 20 Conoscere il Comunismo
non mi riconosci? Sono Padre Liao.
la provincia di Guangdong. Un giorno Non dimenticare di pregare per me.
di autunno del 1951, una donna catto- Stanotte vado in cielo. Chiederò a SCHEMI DI PREDICAZIONE
lica gli portò un bimbo da battezzare. Dio di lasciarti libera fra tre giorni». di p. Alessandro Scurani s.j.
La donna andò, poi, dalle autorità lo- Quella notte stessa Padre Liao rese
cali e denunciò il sacerdote di aver la sua anima a Dio e, tre giorni dopo, Epistole e Vangeli
contravvenuto la legge, battezzando Anna fu veramente liberata. Anno B
un bambino. P. Liao venne arrestato.
Falsamente accusato di aver nasco- (Dalla IV Domenica di Pasqua
(Sunday Examiner, alla Pentecoste)
sto armi, il sacerdote venne condotto Hong Kong, 8 maggio 1992)
20 “Chiesa Viva” *** Aprile 2003