LE TRAGEDIE DI VITTORIO ALFIERI, UN PONTE DAL CLASSICISMO ALL’ILLUMINISMO,
E DALL’ILLUMINISMO AL ROMANTICISMO
“Il mio nome è Vittorio Alfieri: il luogo dove io son nato, l’Italia: nessuna terra mi è Patria. L’arte mia
son le Muse: la predominante passione, l’odio della tirannide; l’unico scopo d’ogni mio pensiero,
parola, e scritto, il combatterla sempre, sotto qualunque o placido, o frenetico, o stupido aspetto ella
si manifesti o si nasconda.”1
Vittorio Alfieri
Con questi pochi e semplici versi, Alfieri riesce a descrivere gli elementi della sua poesia ed
inevitabilmente la sua persona. Egli trae i soggetti delle sue tragedie da ambiti disparati: essi vanno
dalla tradizione del dramma greco (con i drammi Polinice, Antigone, Agamennone e Oreste), al vasto
mondo della mitologia (con Mediato, dalle metamorfosi ovidiane nella Mirra), fino a quello della storia
sacra (Saul); non solo, anche dalle vicende dell’antica Grecia (Con Timoleone, Merope ed Agide) fino
ad arrivare all’antica capitale dell’impero romano (Con Virginia, Sofonisba, Bruto I e II). È facile essere
consapevoli di come l’itinerario storico seguito da Vittorio Alfieri è molto variegato e dimostra che le
tematiche e le ideologie che l’autore sosterrà nelle sue opere sono di interesse universali.
Tra l’autore ed il genere tragico tuttavia non è certamente “amore a prima vista”, infatti la vocazione
verrà solamente in secondo luogo, dopo numerose insoddisfazioni e fallimenti in altri ambiti; questo
passaggio viene da lui descritto come una vera e propria “conversione”. L'elemento della sfida fa
avvicinare l’autore a questo genere; prima di lui in Italia nessun’altro aveva scritto drammi, se non
Federico della Valle il quale però non è comparabile ad Alfieri, per questo motivo la difficoltà fu proprio
nel porre le basi per una scrittura che nel suo Paese non aveva tradizione. Leggendo i suoi capolavori,
è evidente come Vittorio Alfieri sia stato notevolmente ispirato dai grandi compositori del classicismo:
l’eroismo, le imprese mosse da una nobile causa, il concetto di “pathos”, e le tematiche di amore, lotta
e libertà. Questa atmosfera è intelligentemente sostenuta dall’utilizzo del verso endecasillabo, che aiuta
a dar vita ad un’atmosfera grandiosa. Anche nella struttura, spesso divisa in 5 atti, ritroviamo le tipiche
dettature della poetica di Aristotele, rispettando l’unità di tempo, azione e spazio. Come l’autore spesso
dichiara, una caratteristica tipica delle sue tragedie è l’essere “piene del solo soggetto”, ovvero il poeta
esclude dall’azione tutti i personaggi secondari e le comparse, tutti gli elementi marginali e non
determinanti per l’intreccio di base, concentrando la sua attenzione e quella dei lettori unicamente sulle
vicende dei personaggi principali. Questi ultimi, perfettamente delineati e per nulla ambigui, non sono
altro che il riflesso della sua persona, la quale rispecchia la visione del mondo alfieriana.2
Ci si distacca però dal filone del classicismo rinascimentale, essendo quest’ultimo inserito in un
contesto più moderno, illuministico, finalizzato alla grandiosità ed all’armonia. Per la prima volta con
Vittorio alfieri si cessa di considerare il classicismo come “tradizione”, sostenendolo invece come
elemento fondamentale per la cultura personale contemporanea, da prendere in considerazione al fine
di combattere a favore della libertà contro il nemico della tirannide, proprio come i grandi poeti del
passato affidarono questo nobile compito a eroi maestosi, i quali diverranno successivamente dei veri e
propri modelli umani, ripresi dai futuri autori. 3
1 V. Alfieri, Il misogallo, Pisa 1814
2 https://www.inftub.com/italiano/ALFIERI-VITA-IDEE-POLITICHE21132.php
3 http://www.storiadellaletteratura.it/main.php?cap=13&par=9
Sempre dal modo classico Alfieri riprende fortemente il concetto di sublime, dal latino “sublimis”,
composto di “sub” = sotto e “liben”= soglia, letteralmente “che giunge sin sotto la soglia più alta”,
“altissimo, più elevato di ogni altro”.4
E quale forma più elevata di sublime eroismo alla quale può aspirare l’essere umano se non la difesa
della libertà morale? Difesa non solo dai pericoli del fato avverso e dalla malvagità degli esseri umani,
ma anche dalle passioni presenti nell’animo dell’eroe tragico. È proprio al Fato, motore delle azioni dei
grandi scritti classici, visto come ente sovraumano che interviene sulle passioni umane, il “nemico” al
quale è indirizzata la “rivolta” di alfieri. La ragione sta dietro al vincolo di un futuro già scritto, al quale
l’uomo è costretto, al contrario secondo l’autore a vincere deve essere sempre lo spirito libero di ogni
individuo. In particolare la tematica è analizzata nel Polinice e nell'Antigone. La figura di alfieri è in
primo luogo poliedrica, per questo motivo nelle sue tragedie emergono non solo elementi classici, ma
anche caratteristiche tipiche del periodo in cui egli vive, l’illuminismo.
Al contrario di come spesso si pensa, il poeta astigiano, non può essere considerato illuminista,
nonostante condivida con questo movimento culturale alcune idee come il forte desiderio di libertà ed
autonomia attraverso la letteratura, e la sua formazione fondata sulle ideologie di grandi intellettuali
dell’epoca come Rousseau, Voltaire e Montesquieu.
In primo luogo l’autore lascia spesso comprendere nelle sue opere l’avversità che aveva nei confronti
del mondo scientifico, il quale, eccessivamente razionale e schematico, limitava la fantasia e
l’immaginazione della nostra mente, reprimendo di conseguenza la tendenza a comporre poeticamente.5
Definito da lui il “vil secolo”, poiché caratterizzato da egoismo, ipocrisia, cupidigia e slealtà, che
dominavano incontrastati nel suo tempo, il 1700 venne da lui criticato per alcuni ideali religiosi in quel
periodo diffusi come il deismo o l’ateismo. Come evidenzia Ugo Foscolo con la sua citazione “Le
tragedie contengono, è vero, qua e là dei sarcasmi contro i papi, come pure nelle sue Opere minori si
trova qualche epigramma contro i cardinali e gli ordini monastici, ma in nessuno di tali componimenti
s'incontra, neppure alla sfuggita, una sola parola contraria alla cristiana dottrina”, Alfieri, mosso
infatti da un forte spirito religioso, è contro le istituzioni della Chiesa che, nel periodo illuminista,
tendeva a perdere importanza, sostenendo solamente l’originario valore e compito della fede. “La
religione cristiana non è per sé stessa favorevole al viver libero: ma la cattolica religione riesce
incompatibile quasi col viver libero”, è questa la vera motivazione della sua ostilità, i vincoli al quale
le istituzioni ecclesiastiche dell’epoca costringeva.6
Per questa sua avversione all’illuminismo nessuna tra le sue tragedie presenta caratteristiche tipiche di
questo movimento culturale. Infatti, secondo la mentalità dell’epoca dei lumi, il ver eroismo non
risiedeva in coloro che compivano imprese straordinarie, ma valoroso era l’uomo borghese, il mercante,
lo scienziato e tutti coloro che utilizzavano il proprio intelletto e le proprie conoscenze a loro favore.
Trionfava la commedia realistica ed il teatro di Goldoni, invece che la tragedia portata avanti da Alfieri,
la quale nasce invece da un’esperienza umana unica, e originalissima, dalla spinta all’estremo dei
4 https://www.treccani.it/vocabolario/sublime/
5 http://bmliterature.altervista.org/blog/vittorio-alfieri-e-rapporti-con-lilluminismo/
6 https://www.homolaicus.com/letteratura/alfieri.htm
desideri illuministi di libertà, autonomia e lotta contro il concetto tirannide, che diverrà il tema
principale dei suoi componimenti. 7
Differenziandosi dalla tendenza dell’epoca in cui visse, Alfieri non si ispira alla tragedia
shakespeariana, ma, come sottolineato più volte in precedenza, riprende la tragedia classicheggiante,
dove rappresenta passioni estreme collegandosi al preromanticismo dello Sturm und drang (lett.
Tempesta e passione), rifiutando però il loro carattere ottimista. Avandando di un passo, è possibile
riconoscere nelle tragedie di Alfieri, tematiche ricorrenti nel preromanticismo, quali l’aspirazione alla
libertà, l’azione eroica, l’atmosfera malinconica, l’incapacità di adattarsi al mondo e il desiderio di una
lotta titanica per il trionfo di un’idea.8
La morte è quindi l’unico modo di affermare il principio di libertà, ostacolato dalla dura realtà, ponendo
le basi per quel mistero, quel macabro e quell'angoscia che avvolgerà tutto il periodo romantico che,
proprio Alfieri, avrà la responsabilità di anticipare.
Amore, odio, ira, orgoglio, invidia, ammirazione... sono questi gli elementi che si aggiungono alle
tragedie di Vittorio Alfieri e che danno il via al movimento culturale preromantico, distaccandosi
dall'idea illuminista di considerare vero solamente ciò che la ragione ed i sensi possono comprendere
ed analizzare. Questi stessi sentimenti saranno poi alla base del titanismo. Il termine, derivante da
“titano”9, ed in particolare alla sfida di Promèteo contro il potere di Zeus, fa riferimento ad un
atteggiamento di ribellione fallimentare, contro tutte le forze superiori, che possono essere divinità, fato,
eventi naturali e politiche, al fine di riguadagnare la libertà. Concetto che verrà poi ripreso da Foscolo,
Leopardi, Byron...
Inoltre, espandendo l‘idea “sublime” alfieriana arriviamo ai concetti di infinito e di assoluti enti a quali,
Vittorio per primo seguito dai romantici, gli uomini di cultura tenderanno con insistente desiderio.
Classicismo, illuminismo e romanticismo, senza alcuna prevaricazione dell’uno sull’altro. Vittorio
Alfieri riesce a congiungere questi 3 movimenti ideologicamente troppo distanti tra loro, dando vita a
tragedie che riaprono le porte del mondo greco e romano, apparentemente serrate, ad una strada che si
affaccia alla letteratura moderna.
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8 https://balbruno.altervista.org/index-1629.html
9 https://www.treccani.it/vocabolario/titanismo/