Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
57 visualizzazioni7 pagine

Boccacio

Il Decameron di Boccaccio è composto da un proemio e 100 novelle divise in 10 giornate, raccontate da 7 donne e 3 uomini rifugiatisi in campagna per sfuggire alla peste del 1358 a Firenze. Le novelle trattano temi come amore, fortuna e intelligenza e mostrano un ritratto realistico della società trecentesca.

Caricato da

Arianna Incerti
Copyright
© © All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato ODT, PDF, TXT o leggi online su Scribd
Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
57 visualizzazioni7 pagine

Boccacio

Il Decameron di Boccaccio è composto da un proemio e 100 novelle divise in 10 giornate, raccontate da 7 donne e 3 uomini rifugiatisi in campagna per sfuggire alla peste del 1358 a Firenze. Le novelle trattano temi come amore, fortuna e intelligenza e mostrano un ritratto realistico della società trecentesca.

Caricato da

Arianna Incerti
Copyright
© © All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato ODT, PDF, TXT o leggi online su Scribd

1313 nasce a Certaldo o a Firenze, figlio illegittimo di Boccaccino di Chellino, mercante dei Bardi.

A Firenze compie i primi studi, nel 1327 si trasferisce a Napoli con il padre. Dopo aver
abbandonato le attività commerciali, si dedica agli studi letterari. Frequenta la corte del re Roberto
d’Angiò e conosce Maria dei conti d’Aquino, la donna che amerà e celebrerà nei suoi
componimenti con il nome di Fiammetta.
A Napoli scrive le prime opere che trattano soprattutto il tema dell'amore: "Filocolo", "Filostrato",
"Teseida", "La caccia di Diana" e le "Rime".
1333 Caccia di Diana, un poemetto mondano-mitologico in terzine: nobildonne della società
mondana napoletana si dedicano a una caccia in onore di Diana. Venere. Animali uomini da loro
amati.
1336 Filocolo, romanzo d’avventura e d’amore, che narra dell’amore contrastato tra Florio e
Biancofiore.
1339 Teseida, poema epico in dodici libri, dedicato a Fiammetta.
1340 Filostrato. È un poema in ottave; narra dell’amore di Troiolo, per Criseida. Troiolo allora si
lascia uccidere in duello da Achille.
1340 Boccaccio lascia Napoli per ritornare a Firenze, dove incontra un periodo di crisi economica,e
qui per mantenersi, si mette al servizio del Comune che gli affida incarichi .Scrive: "Ninfale
d'Amleto", "Elegia di madonna Fiammetta", "Ninfale fiesolanò" e "Amorosa visione".
1342 Amorosa visione. È poema in terzine suddiviso in cinquanta canti. Boccaccio visita in sogno,
un castello; qui sono rappresentate scene allegoriche. Uscito dal palazzo, incontra Fiammetta. Si
apparta con lei in un boschetto.
1343Elegia di Madonna Fiammetta. Si tratta di una lunga lettera che Fiammetta rivolge alle donne
innamorate per raccontare loro il proprio dramma d’amore.
1344 Ninfale fiesolano, un poemetto di 473 ottave, in tono popolaresco; vuole cantare le origini di
Firenze e di Fiesole.
1348 muoiono per la peste il padre e la matrigna Bice.
1349-51 compone il Decameron. E incontara petra
1353 Scrive una lettera a Petrarca deprecando la sua decisione di stabilirsi a Milano presso
i Visconti.
1354 Missione ad Avignone presso papa Innocenzo VI.
1355 Compie un viaggio a Napoli con la speranza di essere nominato segretario regio. Visita
la Biblioteca di Montecassino per cercare e trascrivere codici antichi.
1360 Prima redazione del De casibus virorum illustrium [Le sventure di uomini illustri]. Ottiene da
Innocenzo VI la facoltà di tenere ufficio.
1361 A Certaldo comincia a scrivere il Corbaccio, l’opera in volgare di maggior spicco dopo
il Decameron, che rivela un radicale cambiamento nel rapporto con le donne: dalla filoginia (amore
per le donne) alla misoginia (odio per le donne).
1365 Boccaccio riceve dal comune fiorentino l’incarico di recarsi ad Avignone da papa Urbano
V per convincerlo a tornare a Roma.
1367 Dopo un nuovo viaggio a Venezia per incontrare Francesco Petrarca, 4 incontri
1373 dà inizio alle pubbliche letture della Commedia di Dante Aligheri, le commenta
1374 Verso la fine di gennaio cessa le sue letture dantesche e torna a Certaldo. È ammalato
1375 Giovanni Boccaccio muore a Certaldo
Ha ispirato Geoffrey Chaucer e si ispira a romanzi francesi
Il fondatore di un genere letterario chiamato "biografia romanzata"

Inizia con un Proemio, nel quale Boccaccio scrive che quest’opera è dedicata alle donne della classe
borghese perché esse sono in grado più di chiunque di comprendere il messaggio dell’opera. Il
messaggio che vuole comunicare è la scoperta della forza dell’amore e dell’ingegno umani.
Il Decameron si compone di un proemio, di una introduzione e di cento novelle, divise in dieci
«giornate», intercalate da dieci ballate e collegate da una cornice narrativa. Giovanni Boccaccio
immagina che durante la peste del 1358 si incontrino in Santa Maria Novella sette fanciulle e tre
giovani e decidano, per sfuggire il contagio, di rifugiarsi in una villa nei dintorni di Firenze.
Il proemio
L'autore dedica le sue opere alle donne innamorate, le quali sono costrette a nascondere i loro
sentimenti; da questa opera Boccaccio spera che esse potranno ricavare "diletto" e " utile consiglio"
per affrontare la vita.
La peste viene descritta da Boccaccio basandosi sulla sua personale osservazione diretta ; influenza
astrale,punizione divina. Distinzione tra le classi sociali
Boccaccio segna il passaggio dalla cultura medioevale all’Umanesimo; infatti nella sua opera
convivono l’eredità del passato e la realtà del presente. Il suo capolavoro esprime una concezione
del mondo nuova, laica e antropocentrica. Quest’opera può essere paragonata a una “commedia
umana”, a confronto di quella “divina” di Dante Alighieri. Boccaccio è fra gli iniziatori del
movimento umanista. Egli ha una grande passione per lo studio dei testi classici, per la loro
trascrizione in forma originale e per la costante cura della perfezione formale. Il suo scopo non è
quello di scrivere opere didattico- morali, ma di raccontare vicende che non insegnino niente
all’uomo, ma che piacciano al lettore.
quattro livelli compositivi:
extradiegetico. È quello in cui il narratore non prende parte alla narrazione: il proemio,
l’introduzione IV giornata e la conclusione dell’autore
intradiegetico. rappresentato dai dieci narratori che fanno parte di un racconto primario/ cornice,
raccontato dal narratore extradiegetico: l’introduzione generale, le introduzioni e le conclusioni alle
varie giornate e i collegamenti fra le varie novelle sotto forma di breve preambolo che introduce la
novella precedentemente detta. Nel Decameron i dieci giovani sono narratori eterodiegetici, non
parlano mai di sé stessi;
diegetico quello della realizzazione orale si passa agli enunciati narrativi (le novelle).
metadiegetico. Alcuni dei personaggi delle novelle diventano a loro volta narratori quando
raccontano a loro volta una novella
L’opera di Boccaccio presenta la società trecentesca in maniera reale e veritiera, attingendo con
fedeltà da avvenimenti storici, personaggi e paesaggi, linguaggi e psicologie. Si presenta come un
vero e proprio affresco dell’epoca e attraverso l’escamotage della metanovella e dei racconti nel
racconto, conferisce un’impronta reale all’opera.
I principali temi trattati nel Decameron sono l'amore, la fortuna, l'intelligenza.
L'amore è narrato in più modi:
- Istinto e sensualità
- Inizio di una tragedia
- Passione frustrante
- Carità operante.
Per quanto riguarda l’amore, da Boccaccio non è visto come lo si rappresentava nel mondo cortese,
dove la donna era omaggiata. La donna di Boccaccio è vera, reale e si lascia trascinare dalle
emozioni e dai sentimenti. ’amore è una forza invincibile.
La fortuna ha un ruolo decisivo, il caso è uno dei piu grandi protagonisti dell'opera perchè ribalta
felicità e prestigio. La fortuna è diversa dalla divina provvidenza dantesca, è guidata dal caso e ad
essa gli uomini devono imparare a rapportarsi con tutto il loro ingegno e la loro intelligenza.
L’innovazione dell’opera di Boccaccio sta dunque nell’aver elevato a valori tipicamente umani e
laici le forme di intelligenza, ingegno, astuzia, creatività che delineano la natura umana

L'intelligenza può e deve regolare ogni scelta di vita. Nell'opera gli intelligenti riescono con un
colpo di ingegno o d'astuzia, mentre gli stupidi fanno sempre una brutta fine. Quindi la furbizia e
l'intelligenza vengono premiate.
La critica alla Chiesa e alla sua corruzione,tema è affrontato in modo nuovo, polemica contro il
celibato ecclesiastico e l'ipocrisia dei religiosi in campo sessuale, al commercio delle reliquie.
-capacità dialettica
In volgare, legame assimetrico. Il Decameron è stato definito la prima “commedia umana”, perché i
racconti sono sempre collegati a una situazione storica e sociale reale, caratterizzata da un
concentrarsi dell'interesse sull'umano agire nel mondo per il mondo, piuttosto che nella prospettiva
dell'eterno.
tre livelli di narrazione: Boccaccio, l'autore, è un narratore onnisciente di primo livello. I narratori
delle novelle sono quelli di secondo livello, mentre i protagonisti delle novelle che raccontano a
loro volta una storia sono i narratori di terzo livello.
I nomi delle fanciulle sono tratti dai testi classici e dalla tradizione letteraria; le etimologie greche o
latine, create da Boccaccio stesso, servono a mettere in evidenza la principale caratteristica di
ciascuna: Pampinea (la saggia; compare nell’Ameto), Filomena (che ama il canto; a lei è dedicato
il Filostrato, trascinata dall'amore ), Neifile (nuova amante; secondo alcuni critici allude allo
Stilnuovo e a Dante), Fiammetta (l’ardente, è la donna di cui Boccaccio è innamorato), Elissa
(l’altro nome di Didone, l’infelice regina abbandonata da Enea), Lauretta (la donna amata
dall’amico Petrarca), Emilia (la lusinghiera; forse una donna fiorentina amata da Boccaccio e
protagonista della Teseida, dedicata a Fiammetta).
Panfilo è ormai "il tutto amore" o, come preferisce il Muscetta, "colui che ama il tutto"; Filostrato è
il "vinto da amore" secondo una falsa etimologia (in realtà significherebbe "l‘amante della guerra");
Dioneo, infine, come già sappiamo, sta per "il dissoluto".
Le sette ragazze e i tre ragazzi raccontano quotidianamente una novella ciascuno, sotto il
«reggimento» di un narratore diverso che decide il tema della giornata, con le eccezioni
della Prima e della Nona, entrambe a tema libero. Al solo Dioneo è consentito di trattare gli
argomenti che preferisce. Il venerdì e il sabato l’attività narrativa è sospesa per il riposo e la
preghiera
Le giornate
I giornata (Pampinea): novelle a tema libero.
II giornata (Filomena): imprese inizialmente ostacolate dalla fortuna che poi hanno esito felice.
III giornata (Neifile): vicende in cui il protagonista è riuscito a conseguire il suo obiettivo per
mezzo dell'abilità e dell'industria
IV giornata (Filostrato): storie d'amore infelici.
V giornata (Fiammetta): storie di amori a lieto fine dopo vicende sfavorevoli.
VI giornata (Elissa): motti di spirito arguti a trovate intelligenti usate da qualcuno per cavarsi
d'impaccio.
VII giornata (Dioneo) : beffe fatte dalle donne ai mariti.
VII giornata (Lauretta): beffe in genere.
IX giornata (Emilia): novelle a tema libero.
X giornata (Panfilo): azioni nobili e generose compiute in vicende amorose e d'altro genere.
Al termine di ogni giornata vi è una ballata cantata a turno dai giovani.
Le "Rubriche" Ogni novella è preceduta da un breve riassunto.
La conclusioneLa conclusione si trova alla fine del “Decameron” e previene alcune critiche che
l'autore immagina saranno mosse al libro, visto il modo in cui è presentato il clero. Nella
conclusione Boccaccio afferma che il "Decameron" è scritto a scopo d'intrattenimento.
-allegra brigata
-ser cepparello: I, 1, panfilo,beffa,uomo peggiore:Il protagonista di questa novella, Ser Ciappelletto,
è descritto da Boccaccio come “il peggior uomo che mai nascesse”. Egli è un falsario disseminatore
di litigi e contrasti all’interno di parenti e amici; assassino, bestemmiatore, traditore della Chiesa e
della religione .Egli viene assunto da Musciatto Franzesi per la gestione dei suoi intricati affari
sparsi in innumerevoli regioni. Durante il suo viaggio, trova accoglienza in casa di due fratelli
usurai e qui è vittima di un malore. I due proprietari sono timorosi delle ripercussioni che la
diffusione della notizia della morte di un personaggio simile nella loro abitazione senza l’estrema
unzione avrebbe comportato. Il loro dialogo, però, non sfugge a Ser Ciappelletto, che rassicura i
suoi ospiti garantendo loro nessuna preoccupazione futura. Per questo, fa venire il più “santo” tra i
parroci, per una sua prima ed ultima confessione. Durante la visita del prete, Ciappelletto gli fa
credere di essere un uomo perfetto, che non abbia mai commesso un peccato, quasi un santo. Il
frate, stupito da una simile purezza, dopo la morte dell’uomo, raccoglie tutti i suoi fratelli in
riunione con il solo obiettivo di lodare il defunto. Al funerale partecipa un gran numero di persone
che, convinte che ciò che è stato detto riguardo il morto sia del tutto vero, adorano la sua salma
proprio come se si trattasse di un individuo degno di essere beatificato ed adorato.
-landolfo rufolo: II,4 ,lauretta:Landolfo è un mercante che, avendo perso tutti i suoi averi a causa di
un affare finito male, decide di diventare un pirata. Procuratosi in tal modo un nuovo patrimonio,
decide di ritornare in patria ma nel viaggio di ritorno viene assalito da alcuni mercanti genovesi. La
nave in cui era prigioniero viene poi distrutta da una burrasca. Landolfo, scampato alla burrasca,
aggrappatosi ad una cassa, approda privo di sensi su una spiaggia e viene soccorso da una donna.
Quando apre la cassa si accorge che è piena di pietre preziose e si rende conto che tornerà a casa più
ricco di quando era partito. La novella è basata sui temi dell'avventura e della fortuna;
l'ambientazione geografica è nel Mediterraneo, percorso da mercanti e pirati.
-andreuccio da perugia: II, 5, fiammetta, avventura,prove, 3 episodi. cadere=degradazione fisica e
morale, arcivescovo
-masetto da Lamporecchio: III,1, filostrato In una città vi era un monastero con otto donne tutte
giovanissime e in questo monastero prestava servizio come ortolano un signore che si licenziò
perché scontento del salario; sentito l'accaduto un giovane di bell'aspetto di nome Masetto studiò
come farsi assumere ma temeva di non essere accolto perché troppo giovane e appariscente, allora
si finse muto. Così fu assunto e dopo pochi giorni alcune monache dicevano di aver sentito che il
piacere che potesse procurare l'unione con un uomo era insuperabile, perciò decisero di
sperimentare la cosa sul giovane ortolano e soddisfatte del rapporto lo ripeterono altre volte. Un
giorno la badessa scoprì per caso il fatto e decise di non denunciare il fatto ma di divertirsi anche lei
in questo modo ma egli non potendo soddisfare tutte le donne svelò di non essere muto e minacciò
di fare uno scandalo se non lo avessero promosso castaldo e dopo molti anni tornò a casa ricco.
Seconda novella (Pampinea): Un palafraniere del re Agilulfo, umile di aspetto ma bello nella
persona, si innamorò perdutamente di Teodolinda e avendo perso ogni speranza pensò di ricorrere
all'astuzia. Spiò il re per molte notti e vide che andava dalla regina con un mantello nero e una
torcia sempre alla stessa ora così una notte si vestì come il re, andò dalla regina un po’ prima del
solito ed ebbe un rapporto con lei. Quando si presentò il re, la regina chiese perché era ritornato ed
egli capì il tradimento, perciò pensò che al colpevole avrebbe dovuto battere ancora il cuore per
l'emozione e recatosi nel dormitorio di tutti i servi, visto colui al quale batteva il cuore più forte
tagliò una ciocca di capelli per riconoscerlo il giorno dopo però, una volta andato via, il servo tagliò
i capelli a tutti i servi, allo stesso modo con cui il re li aveva tagliati a lui, e così non fu mai
scoperto.
-tancredi e ghismunda: IV,1, fiammetta, virtù, amore cortese, Il principe di Salerno Tancredi aveva
una figlia, Ghismunda, che era ormai in età da marito, ma suo padre non si adoperava per trovarle
un marito né lei osava chiederlo. Un giorno si innamorò ricambiata di uno dei tanti uomini della
corte del padre, un giovane di umilissime origini di nome Guiscardo. I due iniziarono a frequentarsi.
Tramite un passaggio in una grotta, i due giovane tutte le notti si incontravano nella camera della
fanciulla. Tancredi però aveva l’abitudine di andare dopo mangiato nella camera della figlia per
discorre con lei. Un giorno vi entrò e non trovando la figlia, si addormentò sul suo letto sotto le
lenzuola. Fu svegliato dall’incontro dei due amanti. Voleva reagire d’impulso, ma gli venne in
mente una vendetta più raffinata. Il giorno seguente catturò il giovane e poi andò dalla figlia per
dirle che aveva scoperto la sua tresca amorosa e che Guiscardo era suo prigioniero. La fanciulla
disse che si sarebbe suicidata se il suo amato fosse morto. Guiscardo fu ucciso dopo il colloquio. Il
padre le inviò in una coppa d’oro il cuore dell’amante che la fanciulla baciò più volte. La fanciulla
bevendo una pozione velenosa si suicidò e fu sepolta dal padre nel sepolcro di Guiscardo.
-lisabetta da messina: IV,5, filomena :Lisabetta , ragazza di famiglia borghese, si innamora di
Lorenzo, l'aiutante dei suoi fratelli. La relazione è tenuta nascosta fino a quando i fratelli di
Lisabetta non la scoprono. I due fratelli attirano Lorenzo in un posto isolato e fuori città lo
uccidono, lo sotterrano e raccontano a Lisabetta di averlo mandato a fare una commissione in un
posto lontano. Ma una notte il povero sventurato appare in sogno alla propria amata e le racconta
ciò che è accaduto e le dice dove è sepolto. Lisabetta, l'indomani, si reca sul posto, trova il corpo e
decide di tagliargli la testa, per avere vicino una parte dell'amato. Tornata a casa, la donna mette la
testa del giovane in un vaso di basilico e la innaffia solo con le sue lacrime. Quando i fratelli lo
vengono a sapere, fanno sparire il vaso; di lì a poco Lisabetta muore. La novella si basa sul tema
dell'amore e della morte. Lisabetta rappresenta l'ideale dell'amor cortese.
-caterina e l'usignolo: V,4, filostrato,Lizio da Valbona ebbe una sola figlia, Caterina, che ben presto
ricambiò l’amore di un certo Ricciardo Manardi, frequentatore della casa del padre; l’unico
problema era il luogo dove potersi incontrare e la soluzione venne in mente al giovane
innamorato…. I due si videro per la prima volta sul balcone della casa di lei e, dopo molti baci,
passarono la notte assieme. Sfortunatamente però si addormentarono nudi e, quando si fece giorno,
Lizio li scoprì; questo, uomo molto costumato, non fece alcuna scenata, anzi acconsentì il loro
amore purché si fossero sposati. E così avvenne.
-federigo degli alberighi: V,9 fiammetta, nobili vs borghesi, Federico degli Alberighi, un
ricchissimo nobile di Firenze si innamorò di monna Giovanna, una delle donne più belle della
Toscana. Per sedurla organizzò feste in suo onore e le fece doni fino a sperperare tutti i suoi averi e
senza suscitare in lei nessuna attrazione. Si ridusse così a possedere solo un piccolo podere ed un
falcone, uno dei migliori del mondo che gli permettevano di sopravvivere. Avvenne però che il
marito di monna Giovanna morì e questa andò a trascorrere l'estate con il figlio in una tenuta vicino
a quella di Federico. Questo e il ragazzo fecero presto la conoscenza, grazie al grande interesse del
giovane per il falcone.
-chichibio: VI,4 ,neifile: Chichibio è il cuoco di Currado Gianfigliazzi. Mentre cucina una gru, le
sottrae una coscia per donarla alla sua bella. Il padrone lo rimprovera, e il cuoco lì per lì risponde
che le gru hanno solo una gamba. Il giorno dopo, Currado lo conduce in uno stagno dove si trovano
alcune gru, tutte ferme su una gamba sola; il cuoco afferma che le gru hanno una gamba sola ma
Currado lancia un grido e i trampolieri volano via, mostrando anche l’altra gamba. Allora Chichibio
dice:”Ma voi ieri sera non avete gridato; se l’aveste fatto, anche quella gru avrebbe mostrato l’altra
gamba”. La prontezza della battuta del cuoco placa l’ira del padrone. Questa novella si basa sul
tema della battuta che risolve una situazione difficile, dimostrando l’intelligenza del protagonista.
-guido cavalcanti:VI,9, elissa,Un'usanza dell’aristocrazia di Firenze era quella di formare liete
brigate di gentiluomini, cui partecipavano anche gentiluomini forestieri. Una di queste brigate di
giovani cavalieri era capeggiata da Betto Brunelleschi, un giovane coraggioso, il quale desiderava
che nel gruppo entrasse il celebre poeta e filosofo Guido Cavalcanti: per dare prestigio alla brigata.
Un giorno, Cavalcanti si trovava dalle parti di San Giovanni, dove a quel tempo c'era il camposanto
con grandi sarcofagi di pietra. Passava di lì la brigata di Betto Brunelleschi che pensò di andare a
punzecchiare il poeta. Tutti gli si avvicinarono stringendolo con i cavalli contro i sarcofagi di pietra
e si misero quindi a scherzare e a prenderlo in giro. Allora il poeta disse: «Egregi signori, a casa
vostra voi potete dire tutto quello che vi piace» e se ne andò. I giovani non capirono, ma Betto
Brunelleschi, che era il più sveglio di tutti, spiegò: «Guido ci ha offeso con eleganza infatti ci ha
detto che siamo come dei morti.
-frate cipolla: VI, 10, dioneo vizi del clero:Frate Cipolla si reca sempre a predicare nel contado, e
approfitta dell’ingenuità dei contadini per spillar loro elemosine. Un giorno annuncia che a Certaldo
mostrerà una penna dell’Arcangelo Gabriele, che in realtà era la penna di un pappagallo. Due
burloni, però, gliela rubano, e la sostituiscono con dei carboni. Nel corso della predica, il frate si
accorge della sostituzione, e senza farsi prendere dal panico, volge la situazione a suo vantaggio,
affermando che si tratta dei carboni della graticola su cui fu bruciato San Lorenzo; e così ottiene
ricchissime elemosine.
-peronella:VII,2, filostrato, Un muratore che viveva a Napoli era sposato con una bella donna di
nome Peronella, la quale era innamorata di un giovane che si chiamava Giannello. Tutte le mattine
il marito andava a lavorare e la moglie incontrava Giannello nella sua casa, ma un giorno
inaspettatamente tornò a casa prima e una volta bussato all’uscio, Peronella fece nascondere
Giannello dentro un tino. Lei si finse sorpresa del suo arrivo e chiedendo spiegazioni seppe che
aveva concluso un affare vendendo un tino per cinque gigliati, così lei, per non farsi credere meno
furba disse che anche lei aveva venduto un tino però a sette gigliati a un uomo che aveva voluto
entrarci dentro per vedere se era sano. In quel momento uscì Giannello fingendosi il compratore e
disse che gli sembrava un po’ sporco, perciò la donna fece entrare il marito per pulirlo e nel
frattempo se la spassò con il giovane, poichè per l’arrivo improvviso del marito non aveva potuto
farlo la mattina e quando finì, Gianello pagò i sette gigliati e se ne andò.
-tofano e ghita: VII,4, lauretta ,Ad Arezzo vi era un bel giovane di nome Tofano che era molto
geloso della moglie la quale mal sopportava la sua gelosia e decise di andare con un altro uomo e
tutte le sere, puntualmente lo faceva ubriacare e lo metteva a dormire così se la poteva intendere con
il suo amante talvolta in casa sua, talvolta in casa di lei. Un giorno il marito, capendo qualcosa,
finse di ubriacarsi e quando la donna andò a casa del suo amante, la chiuse fuori e al suo ritorno non
la faceva entrare. Cosicché la donna minacciò di buttarsi dentro al pozzo così la gente avrebbe
creduto che l’avesse buttata lui mentre era ubriaco e direttasi verso il pozzo buttò una grande
pietra,.Lui credendo che si fosse buttata, uscì di corsa per salvarla, però lei, che si era nascosta
dietro la porta, entrò in casa e a sua volta lo chiuse fuori, giustificando la sua azione come una
punizione per la sua gelosia, così si riconciliarono e lui le promise che non sarebbe più stato geloso.

-calandrino e l'elitropia: VIII,3, elissa, prot di 4 novelle:Bruno e Buffalmacco si mettono d’accordo


con Maso per organizzare uno scherzo all’ingenuo e sciocco Calandrino, protagonista di più d’una
novella: gli fanno credere che esiste una pietra, l’elitropia, che rende invisibili le persone che la
possiedono. Si recano con lui sul greto di un torrente per cercarla, e ad un certo punto fingono di
non vederlo più; Calandrino è convinto di aver trovato la pietra miracolosa e si lascia prendere a
sassate dai compagni per non rivelarsi, e non dividere con loro le pietre magiche che crede di aver
trovato. Quando giunge a casa carico di sassi, la moglie gli rivolge la parola e su di lei Calandrino
riversa la colpa di aver fatto svanire il potere della magica pietra. Nella novella, il protagonista è
deriso dall’autore per la sua ingenuità e stupidità.

-la badessa e le brache: IX,2, elissa,In un convento lombardo vive Isabetta, bella e giovane suora,
che un giorno conosce un giovane di cui si innamora,un amore che viene ricambiato dall’uomo.
Cosi tra loro nasce una relazione, il giovane infatti spesso, tramite un passaggio nascosto, si
introduce nel convento fino alla camera di Isabetta. Uno sfortunato giorno però la giovane suora
viene vista dalle altre suore, che però non si fanno notare, esse decidono di chiamare la badessa e di
cogliere Isabetta in fallo. Bussano alla porta della badessa che,”ospitando” anche lei nella camera
un prete, si veste in fretta e per sbaglio si mette le brache da prete al posto del velo, esce ma le altre
suore prese dalla foga non notano l’errore, dopo aver colto Isabetta la vogliono punire ma essa fa
notare alla badessa del suo sbagliato copricapo e lei messa alle corde non solo non la punisce ma
rende possibili le visite notturne nell’invidia delle altre suore che non avevano nessuno da invitare.
-donno gianni e la cavalla:IX,10, dioneo,La decima novella narra delle imprese di Donno Gianni di
Barolo un prete di Barletta che viaggiava per la Puglia vendendo la sua mercanzia per racimolare
qualche soldo. Durante uno dei suoi viaggi incontra Pietro da Tresanti con il quale diventa
[Link] questi ripagare l’ospitalità di Donno Gianni lo invita nella propria casa ma non
avendo posto per dormire decide di mandare la moglie da una sua vicina. Donno Gianni però
all’offerta risponde che preferisce rimanere a dormire nella stalla con la sua cavalla dicendo che la
può trasformare in una bella zitella. La moglie meravigliata per questo fatto chiede al marito di far
si che donno Gianni trasformi anche lei in una cavalla per guadagnare così più soldi. Donno Gianni
accetta la proposta e ordina ai due sposi di fare tutto ciò che lui avrebbe ordinato. Raccomanda
inoltre a Pietro di non pronunciare parola durante il rito altrimenti sarebbe andato tutto a monte.
Durante però la messa in scena, nel momento in cui Donno Gianni “attacca la coda”, Pietro si
lamenta di non volere una cavalla con la coda; così sia la moglie sia Donno Gianni si arrabbiano
con Pietro accusandolo di aver mandato tutto all’aria. Tuttavia il giorno seguente riprendono a
viaggiare in cerca di nuove fiere.
-griselda: X,10 , dioneo:La novella conclude la serie dei racconti. Il nobile marchese di Saluzzo
sposa, obbligato e per dovere, Griselda, una contadina del suo feudo, bella e virtuosa.
Dimostrandosi di animo nobile nel suo nuovo rango, la giovane fa indispettire il marchese perché
non dimostra superbia. Messa alla prova, la contadina subisce la vena sadica del marchese: le viene
fatto credere che i figli sono morti e che il marchese si risposerà e viene, infine, trattata come
schiava. Ma nonostante tutto ciò, Griselda nasconde lo sconforto e il dolore con esemplare
pazienza. Il marchese, allibito e sconcertato per queste virtù, le svela l’inganno e l’ammira come
moglie onorata e rispettata.

Potrebbero piacerti anche