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Storia Parte 2

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Un secolo di guerra

Il secolo che intercorre tra il 1667 e il 1763 la Francia fu in guerra per 53 anni, l’Inghilterra e
l’Olanda per circa 40, la Russia per 33 anni. Le scopo delle guerre era l’annientamento
dell’avversario e della sua fede; la pace di Vestfalia del 1648 aveva stabilito in questo senso la ne
del fanatismo religioso. Le guerre di questo secolo furono guerre esclusivamente territoriali per
stabilire un nuovo equilibrio tra gli Stati. Da questo punto di vista, è evidente che anche
l’insediamento di una dinastia o di un’altra su un trono vacante assumeva lo stesso valore di una
conquista territoriale. Le guerre di successione del Settecento furono dunque dei pretesti per
modi care i rapporti di forza tra gli Stati

L’apogeo di Luigi XIV


La politica espansionistica di Luigi XIV, Re di Francia, abbia messo in discussione l'equilibrio
europeo stabilito nel 1648, dando inizio a un secolo di guerre. Luigi XIV cercava di sfruttare la
debolezza della Spagna, dell'Austria e dell'Inghilterra per a ermare la supremazia francese in
Europa. Durante questo periodo, l'Inghilterra era principalmente concentrata su questioni interne
no alla Gloriosa Rivoluzione del 1688. L'Impero austriaco, invece, dovette a rontare una nuova
minaccia turca che culminò con l'assedio di Vienna nel 1683. Le prime due guerre scatenate da
Luigi XIV furono la guerra di devoluzione (1667-68), in cui rivendicò i Paesi Bassi spagnoli
basandosi sul diritto di devoluzione, e la guerra d'Olanda (1672-78), in cui tentò un'invasione che
fu contrastata dagli olandesi aprendo le dighe e allagando il territorio. Entrambe le guerre
portarono nuovi territori sotto il controllo francese, inclusi possedimenti in Alsazia, Lorena e
Lussemburgo. La fase di espansione si concluse con la tregua di Ratisbona nel 1684, dove
l'Impero riconobbe le annessioni francesi no al 1681.
La ne della supremazia francese
Negli anni Ottanta del Seicento, la situazione internazionale subì un radicale cambiamento.
L'Austria scon sse i Turchi, mentre nel 1689 Guglielmo d'Orange salì al trono inglese, diventando
il leader della resistenza olandese contro la Francia. Nasce quindi la Lega di Augusta, una
coalizione antifrancese formata da Olanda, Spagna, Austria, Svezia, Prussia, Ducato di Savoia e,
dal 1688, anche dall'Inghilterra. Luigi XIV, isolato, dopo nove anni di guerra accettò per la prima
volta un accordo di pace nel 1697 (pace di Ryswyk). Tuttavia, la morte di Carlo II di Spagna nel
1700 portò a una nuova guerra di successione spagnola. Luigi XIV cercò di far diventare Filippo V
di Spagna, suo nipote, il nuovo re spagnolo, ma la sua intenzione di ridurre la Spagna al suo
servizio spinse a formare una nuova coalizione antifrancese. La guerra si concluse nel 1713 con la
pace di Utrecht e nel 1714 con la pace di Rastadt. Filippo V poté mantenere la corona spagnola
solo rinunciando all'unione con quella francese, la Spagna cedette i suoi domini in Italia all'Austria
e riconobbe privilegi commerciali all'Inghilterra, che ottenne anche alcune colonie. Queste guerre
sancirono la scon tta delle pretese di supremazia della Francia e videro il ra orzamento
dell'Austria e l'ascesa dell'Inghilterra come arbitro delle relazioni internazionali.
La sistemazione dell’area italiana
Nel 1713, la dominazione spagnola in Italia giunse al termine. Tuttavia, per stabilire
un'organizzazione stabile dei territori italiani, furono necessarie altre due guerre: la guerra di
successione polacca (1733-35) e la guerra di successione austriaca (1740-48). Solo con la pace
di Aquisgrana nel 1748, le potenze europee riuscirono a concordare la spartizione dell'Italia.
Il Regno di Napoli passò a Carlo di Borbone, glio del re di Spagna Filippo V, mentre la Lombardia
divenne dominio degli Asburgo d'Austria. Un ramo della famiglia asburgica controllava anche il
Granducato di Toscana, estintosi nel 1737 con la dinastia dei Medici. Nel panorama degli Stati
italiani, il Piemonte sabaudo emergette con forza: nel 1714 acquisì il Monferrato, nel 1720 la
Sardegna e il titolo regio (diventando il Regno di Sardegna), e nel 1748 vide ulteriori ampliamenti
dei con ni verso est no a Vigevano e Voghera. Sebbene i Savoia non riuscissero a conquistare la
Lombardia, che era stata la loro principale ambizione per oltre un secolo, il Piemonte sabaudo si
stava preparando al ruolo che avrebbe giocato nel Risorgimento italiano.
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Il tramonto della potenza romana
Nel 1683, un esercito ottomano assediò Vienna, ma l'intervento del sovrano
polacco Giovanni Sobieski portò alla vittoria imperiale, segnando la ne
dell'espansionismo turco. Nel 1686, la Lega Santa (Austria, Polonia, Venezia, Stato
Ponti cio, e successivamente la Russia) scon sse i Turchi, imponendo la pace di
Carlowitz nel 1699. Questo trattato portò all'Austria il riconoscimento della
sovranità su Ungheria, Transilvania e Croazia, mentre Venezia ottenne territori nei
Balcani e la Russia guadagnò il porto di Azov. Nel 1717, l'imperatore austriaco
Carlo VI in isse un'altra scon tta ai Turchi, consolidando l'Austria come una delle
principali potenze europee e evidenziando la decadenza della Repubblica di
Venezia. La pace di Passarowitz nel 1718 confermò le conquiste austriache.

Ra orzamento della russia


…..

La guerra dei sette ANNI


La Prussia, acquisendo la Slesia, si era trasformata in una potenza, ma l'Austria cercava di
riconquistare la regione. Ciò portò alla guerra dei Sette anni (1756-1763), considerata la prima
guerra mondiale della storia, combattuta in Europa, India e America. La guerra europea vide
Austria e Russia alleate contro la Prussia, sostenuta dall'Inghilterra. La pace di Hubertusburg
(1763) confermò il controllo della Slesia da parte della Prussia. Nel teatro coloniale, la Gran
Bretagna emerse vittoriosa, ottenendo territori in Nord America, Africa e India, mentre la Francia e
la Spagna subirono perdite signi cative, segnando la decadenza coloniale francese.

Guerra del settecento un bilancio


Le guerre europee del primo Settecento derivarono da contrasti geopolitici tra aree forti e
organizzate (Spagna, Portogallo, Francia, Inghilterra, Province Unite, Russia, Stati scandinavi) e
regioni deboli (come la Germania e l'Italia). Le dispute sulle successioni dinastiche servirono come
pretesti per iniziative militari. La Prussia emerse come potenza militare, acquisendo parte della
Polonia, mentre la Gran Bretagna si a ermò come principale potenza coloniale e commerciale
mondiale. Nel periodo 1689-1700, la otta mercantile britannica crebbe del 152%, consolidando il
dominio inglese sull'Oceano Atlantico. La Francia e la Spagna risultarono scon tte, perdendo
possedimenti in India e Nord America. La Spagna mantenne l'impero coloniale, ma la sua
economia a rontò una crisi di fronte alla potenza economica inglese. Nel XVIII secolo, la Polonia
fu spartita tra Austria, Russia e Prussia, perdendo la sua indipendenza, mentre il Ducato di Savoia
si trasformò in regno, acquisendo la Sardegna. L'Austria, pur perdendo il Mezzogiorno d'Italia, si
ra orzò conquistando territori in Polonia, Lombardia e Belgio, implementando poi riforme per
controllare province distanti. La Russia consolidò il suo ruolo politico e militare nell'Europa centro-
orientale e sperimentò un notevole sviluppo economico. Dopo il 1763, le guerre cedettero il passo
all'"illuminato dispotismo", segnando un'epoca di riforme.
Il dominio dell’Europa
L'Inghilterra acquisì il primato coloniale durante la guerra dei Sette anni grazie a uno sviluppo
economico e tecnologico accelerato, sostenuto da un sistema politico che garantiva diritti e
libertà, come la libertà di commercio e la tutela della proprietà privata. Questi elementi
di erenziarono l'Europa dalle grandi civiltà asiatiche, come la Cina e l'India, che rimasero
intrappolate in sistemi chiusi che limitarono lo sviluppo economico. La mancanza di autonomia
politica in Asia impedì la crescita economica che le città europee sfruttarono sin dall'età
comunale. L'Inghilterra si distinse nel XVIII secolo, ma anche Olanda e Francia conobbero una
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crescita economica, contribuendo a rendere l'Europa alla ne del Settecento il continente più
potente e ricco, al centro dell'economia mondiale. Il successo europeo si manifestò soprattutto
nella navigazione, negli armamenti e nelle conquiste coloniali.

……

La coscienza dell’altro
L'incontro tra Europei e altri popoli portò a una profonda ri essione culturale
durata tre secoli, dai primi contatti no al Settecento. Gli Europei si confrontarono
con l'esistenza dell'"altro" e dovettero a rontare questioni sulla natura, costumi e
organizzazione delle popolazioni sconosciute. Il dibattito toccò temi come l'origine,
la fede religiosa e la possibilità di salvezza per queste civiltà. Si interrogarono sulla
possibilità di società organizzate senza fede in una divinità, mettendo in
discussione principi religiosi ed etici. Questo confronto portò alla ri essione sulla
diversità, incoraggiando il riconoscimento del pluralismo religioso e culturale,
nonché la tolleranza. Emerse anche il campo delle scienze umane, come
l'antropologia. Verso i popoli semiprimitivi, come gli Indiani d'America, si
svilupparono due opposti miti: il "cattivo selvaggio" e il "buon selvaggio". Le
valutazioni oscillarono tra la superiorità europea e la visione dei selvaggi come
espressione di spontaneità e libertà so ocate nel Vecchio Mondo.

Imperi asiatici ed europei


In Cina gli europei furono costretti a misurarsi con una cultura evolutiva. La Cina nella sua solidità
culturale non lasciava spazio all’in uenza dell’Europa, tendeva a considerare gli europei come
barbari piuttosto che come colti colonizzatori.
Nel XVII secolo, la dinastia mancese Qing si insediò in Cina, centralizzando lo Stato e
ristrutturando economia e nanze. Nonostante lo sviluppo del commercio, la classe mercantile
cinese non raggiunse la stessa in uenza di quella europea, ostacolata dal confucianesimo e dal
ceto burocratico. Canton divenne una dogana marittima chiave per il commercio con la
Compagnia inglese delle Indie Orientali. L'incremento demogra co rendeva la Cina il paese più
popolato del mondo alla ne del XVIII secolo, ma questa rapida espansione contribuì alla crisi
economica, aprendo la strada alla penetrazione europea nel XIX secolo. In India, la dinastia
Moghul, fondata da Babur nel 1526, creò uno Stato feudale senza una classe borghese attiva. Nel
XVII secolo, i contrasti tra le culture induista e musulmana portarono alla crisi dell'Impero Moghul,
favorendo l'autonomia dei sultanati indù e la conquista inglese nel Settecento. In Giappone nel
Seicento, la dinastia Tokugawa centralizzò il potere, stabilendo uno shogunato che garantiva pace
e ordine interno. Tuttavia, il paese si isolò per evitare minacce esterne, aprendo solo nel secolo
successivo al commercio estero e limitando il peso politico del ceto mercantile urbano.
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