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Leggi 2

La legge del 1998 ha conferito l'autonomia alle istituzioni scolastiche. Il decreto legislativo del 1998 ha dato ad ogni capo d'istituto la funzione dirigenziale e la personalità giuridica e autonoma. Il decreto legislativo del 1998 ha definito le nuove funzioni e competenze dello Stato, della Regione e degli enti locali in ambito scolastico.

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La legge del 1998 ha conferito l'autonomia alle istituzioni scolastiche. Il decreto legislativo del 1998 ha dato ad ogni capo d'istituto la funzione dirigenziale e la personalità giuridica e autonoma. Il decreto legislativo del 1998 ha definito le nuove funzioni e competenze dello Stato, della Regione e degli enti locali in ambito scolastico.

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1968 Legge 444 ORDINAMENTO DELLA SCUOLA Nasce la scuola materna statale

MATERNA STATALE
1973 legge 477 Delega al governo per l’emanazione È il momento in cui le famiglie entrano dentro la scuola con i
di norme sullo stato giuridico del cosiddetti rappresentanti.
personale direttivo, ispettivo, docente
Dà la delega al governo per fare dei decreti. L’anno dopo il
e non docente della scuola materna,
governo emanerà 3 decreti: DPR 416 – 417 – 419 del 1974.
elementare, secondaria e artistica
dello Stato.

1974 DECRETI DELEGATI DELLA DPR 416  Istituzione e Art. 1: istituisce gli organi collegiali
L.477/73 riordinamento di organi collegiali
della scuola materna, elementare,
secondaria ed artistica
DPR 417  Norme sullo stato Art. 1 - Libertà di insegnamento.
giuridico del personale docente, Art. 2 - Funzione docente.
direttivo ed ispettivo della scuola Viene stabilita la funzione docente e di cosa si occupa
materna, elementare, secondaria ed
artistica dello Stato.
DPR 419  Sperimentazione e
ricerca educativa, aggiornamento
culturale e professionale ed
istituzione dei relativi istituti.
1994 D.L 297 Approvazione del testo unico delle Art. 395. - Funzione docente (uguale all’articolo 2 del DPR 417
disposizioni legislative vigenti in del 1974).
materia di istruzione, relative alle
Questo decreto organizza gli organi collegiali nel
scuole di ogni ordine e grado.
funzionamento
1997 Legge 59 - Legge ATTRIBUISCE L'AUTONOMIA ALLE La Scuola è configurata per la prima volta come organismo con
BASSANINI: delega al ISTITUZIONI SCOLASTICHE un’autonomia funzionale.
governo per il conferimento L’art 21 definisce l’autonomia scolastica ai commi:
di funzioni e compiti alle - autonomia organizzativa (comma 8)
regioni ed enti locali, per la - autonomia didattica (comma 9)
riforma della pubblica - autonomia di ricerca e sperimentazione (comma 10)
amministrazione e per la
semplificazione
amministrativa.
1998 D. legislativo 59 FUNZIONE DIRIGENZIALE Art. 1 darà ad ogni capo d’istituto la funzione dirigenziale (la
PERSONALITÀ GIURIDICA E scuola ha potere di scelta e di acquisto). Ad essi è attribuita la
AUTONOMA personalità giuridica e autonoma.
1998 D. legislativo 112 Nuove funzioni e compiti allo stato, L'art 137: competenze dello Stato
alla Regione, all'ente locale (Comune - l'organizza la rete scolastica
per il primo ciclo) - valuta il sistema scolastico
- determina e assegna le risorse finanziarie alle istituzioni
scolastiche
L’art 138: deleghe alla Regione
- programmazione dell'offerta formativa fra istruzione e
formazione professionale
- la programmazione della rete scolastica (dimensionamento
e accorpamento) sulla base dei piani provinciali
- la suddivisione del territorio regionale in ambiti funzionali al
miglioramento dell’offerta formativa
- la determinazione del calendario scolastico (comprese le
festività)
- i contributi alle scuole non statali/paritarie
- le iniziative e le attività di promozione relative all’ambito
delle funzioni conferite.
L’art 139: Province e Comuni (primo ciclo):
- l'istituzione, l'aggregazione, la fusione e la soppressione di
scuole;
- la redazione dei piani di organizzazione della rete delle
istituzioni scolastiche (comunali o provinciali);
- supporto organizzativo del servizio di istruzione per gli
alunni con handicap o in situazione di svantaggio;
- il piano di utilizzazione degli edifici e di uso delle
attrezzature;
- la sospensione delle lezioni in casi gravi e urgenti (il sindaco
decide);
- le iniziative e le attività di promozione relative all'ambito
delle funzioni conferite;
- la costituzione, i controlli e la vigilanza, sugli organi collegiali
scolastici a livello territoriale.
I comuni esercitano anche iniziative relative a:
- educazione degli adulti;
- interventi integrati di orientamento scolastico e
professionale;
- azioni tese a realizzare le pari opportunità di istruzione;
- azioni di supporto tese a promuovere e sostenere la
coerenza e la continuità in verticale e orizzontale tra i diversi
gradi e ordini di scuola;
- interventi perequativi (lo stato mi ha dato tot €, io li ho spesi
e il comune me ne da altri);
- interventi integrati di prevenzione della dispersione
scolastica e di educazione alla salute.
1998 DPR 233: Regolamento DIMENSIONAMENTO delle scuole Art.2 – parametri: una scuola conserva la sua autonomia se
recante norme per il nell'arco di un quinquennio ha avuto una popolazione
dimensionamento ottimale compresa fra 500 e 900 alunni. Nel caso in cui una scuola nel
delle istituzioni scolastiche quinquennio non ha avuto questo numero viene dimensionata
o fusa con un’altra scuola.
1998 DPR 249 statuto degli studenti e delle nello statuto c'è il regolamento, cioè come loro si devono
studentesse novellato dal decreto comportare e nel caso in cui si dovessero comportare male
legislativo 235 del 2007 (patto di sono previste delle sanzioni come la sospensione
corresponsabilità)
1999 DPR 275: “Regolamento REGOLAMENTA L’AUTONOMIA DELLE ART. 1: Natura e scopi dell’autonomia delle istituzioni
recante norme in materia di ISTITUZIONI SCOLASTICHE scolastiche.
autonomia delle istituzioni c 1 - Le istituzioni scolastiche sono espressioni di autonomia
scolastiche ai sensi dell’art In vigore dal 1 settembre 2000 funzionale e provvedono alla definizione e alla realizzazione
21 della legge 59/97”. dell'offerta formativa.
c 2 - L'autonomia delle istituzioni scolastiche è garanzia di
libertà di insegnamento e di pluralismo culturale e si sostanzia
nella progettazione e nella realizzazione di interventi di
educazione, formazione e istruzione mirati allo sviluppo della
persona umana.
ART. 3: POF (poi PTOF con art 1, comma 14, L.107/2015) È un
documento costitutivo dell'identità culturale e progettuale
delle istituzioni scolastiche ed esplicita la progettazione
curricolare, extracurricolare, educativa ed organizzativa che le
singole scuole adottano nell'ambito della loro autonomia. È
coerente con gli obiettivi che ci dà lo stato e riflette le
esigenze del territorio in termini sociali, culturali ed
economici. È la finestra di dialogo fra me scuola e l'utente.
ART. 4: Autonomia didattica
c 1: Le istituzioni scolastiche riconoscono e valorizzano le
diversità, promuovono le potenzialità di ciascuno adottando
tutte le iniziative utili al raggiungimento del successo
formativo.
c 2: le scuole regolano i tempi e attività nel modo più
adeguato al tipo di studi e ai ritmi di apprendimento degli
alunni. Adottare tutte le forme di flessibilità.
a. l'articolazione modulare del monte ore annuale di
ciascuna disciplina e attività;
b. definizione di unità di insegnamento non coincidenti con
l'unità oraria della lezione;
c. l'attivazione di percorsi didattici individualizzati, nel
rispetto del principio dell'integrazione degli alunni nella
classe e nel gruppo (BES);
d. l'articolazione modulare di gruppi di alunni provenienti
dalla stessa o da diverse classi o da diversi anni di corso;
e. l'aggregazione delle discipline in aree e ambiti disciplinari.
c 3: programmare percorsi formativi che coinvolgono più
discipline e attività, nonché insegnamenti in lingua straniera
in attuazione di intese e accordi internazionali.
c 4: iniziative di recupero e sostegno, di continuità e di
orientamento scolastico. Individuano modalità e i criteri di
valutazione.
c 5: La scelta, l'adozione e l'utilizzazione delle metodologie e
degli strumenti didattici, attuate con criteri di trasparenza e
tempestività. Esse favoriscono l'introduzione e l'utilizzazione
di tecnologie innovative (LIM, monitor, tablet, PC).
ART. 5: Autonomia organizzativa
c 1: adottare modalità organizzativa che sia espressione di
libertà progettuale (classi aperte, classi chiuse, classe
prevalente) e coerente con gli obiettivi generali e specifici di
ciascun tipo e indirizzo di studio.
c 2: adattamenti del calendario scolastico, nel rispetto del
calendario scolastico esercitato dalle Regioni.
c 3: L'orario del curricolo e quello destinato alle singole
discipline e attività sono organizzati in modo flessibile, sulla
base di una programmazione plurisettimanale (non meno di
cinque giorni) e il rispetto del monte ore annuale.
c 4: in ogni scuola l'utilizzo dei docenti può essere diversificato
nelle classi in funzione anche di quelle che sono le scelte
metodologiche ed organizzative.
ART. 6: Autonomia di ricerca, sperimentazione e sviluppo
c 1: Le istituzioni scolastiche, singolarmente o tra loro
associate, possono fare ricerca, possono sperimentare e
sviluppare.
ART. 6: Reti di scuole
c 1: promuovere o aderire ad accordi di rete per il
raggiungimento delle proprie finalità istituzionali.
c 2: può avere a oggetto: attività didattiche, di ricerca,
sperimentazione e sviluppo, di formazione e aggiornamento
(deve approvare il collegio e il consiglio); di amministrazione e
contabilità, acquisto di beni e servizi, di organizzazione.
c 3: può prevedere lo scambio temporaneo di docenti, che
liberamente vi consentono.
c 4: individua l'organo responsabile della gestione delle risorse
e del raggiungimento delle finalità del progetto, la sua durata,
le sue competenze e i suoi poteri, le risorse professionali e
finanziarie messe a disposizione della rete delle singole
istituzioni.
c 5: Gli accordi sono aperti all'adesione di tutte le istituzioni
scolastiche che intendano parteciparvi e prevedono iniziative
per favorire la partecipazione delle istituzioni in difficoltà.
c 6: possono essere istituiti laboratori finalizzati a:
a) la ricerca didattica e la sperimentazione;
b) la documentazione di ricerche, esperienze, documenti e
informazioni;
c) la formazione del personale scolastico;
d) l'orientamento scolastico e professionale.
Le scuole possono promuovere accordi di rete dove ognuno
mantiene i propri bilanci economici, ha autonomia di beni e di
servizio e ha la propria organizzazione. Questo accordo di rete
serve per crescere, per risparmiare, per valorizzare, per
massimizzare le risorse e quindi anche per migliorare l'offerta
formativa.
Con la legge 107/2015 art. 1 comma 70, si parlerà di reti di
ambito e di scopo.
Reti di ambito  Ci riuniamo quelli dell'ambito territoriale più
vicino per recepire le esigenze del territorio (formative,
progettuali, amministrative).
Reti di scopo  Ci riuniamo con altre scuole, anche del Nord,
allo scopo di contrastare qualcosa.
ART. 8: Curricolo nell’autonomia
Il curricolo è il percorso che devono attraversare gli
apprendimenti. Prevede e contiene dentro:
- gli obiettivi generali e specifici di apprendimento;
- le discipline e il monte ore di ogni disciplina ma anche il
monte ore di tutto l'anno;
- l'orario obbligatorio annuale complessivo comprensivo
della quota nazionale obbligatoria (80%) e della quota
obbligatoria riservata alle istituzioni scolastiche (20%) (
quote di autonomia).
- le istituzioni scolastiche determinano, nel PTOF, il curricolo
obbligatorio per i propri alunni.
spazi di flessibilità: significa utilizzare l'autonomia in maniera
funzionale a quelli che sono i bisogni dell'istituzione scolastica.
ART. 9: Ampliamento dell’offerta formativa
Le scuole, o da sole o in rete, ampliano l’offerta formativa
tenendo conto delle condizioni del contesto culturale, sociale
ed economico della realtà locale.
2000 D. legislativo 267 TESTO UNICO delle leggi Questo decreto definisce meglio i compiti degli enti locale.
sull’ordinamento L’art 3 comma 2 afferma che il Comune (per il primo ciclo) è
un ente costitutivo della Repubblica e ha il compito di
provvedere a:
- definire e gestire il PIANO COMUNALE delle scuole;
- fornire edifici, arredamenti e attrezzature per la scuola
dell’infanzia e del primo ciclo;
- definire il PIANO DELL’ASSISTENZA SCOLASTICA e del
DIRITTO ALLO STUDIO, comprese le provvidenze;
- provvedere alla RETE DEI TRASPORTI URBANI;
- vigilare sull’osservanza dell’obbligo d’istruzione.
L’art 3 comma 3 si parla invece della provincia (per il secondo
ciclo).
2001 Legge 3 LEGGE COSTITUZIONALE L’articolo 117 modifica il titolo V: esplicita la ripartizione del
potere legislativo tra stato e regioni. Scompare il vincolo di
Riscrive quelli che sono i compiti e le supremazia dello stato. Vi sono tre ambiti legislativi:
funzioni di province, comuni, regione - materie riserva dello stato: Lo Stato ha legislazione esclusiva
e Stato. nelle norme generali sull'istruzione (le indicazioni nazionali,
leggi che riformano gli indirizzi, i corsi di studio, che danno un
nome, che cambiano gli anni, le modalità).
- materie riserva delle regioni: l’istruzione e la formazione
professionale
- materie a legislazioni concorrente tra stato e regioni:
istruzione
2003 Legge 53 RIFORMA MORATTI Nuova articolazione degli studi: scuola dell’infanzia (3 anni,
non obbligatoria e anticipabile); primo ciclo (scuola primaria di
norma per eccellenza che punta cinque anni e scuola secondaria di primo grado di tre anni);
sull'educazione personalizzata secondo ciclo (sistema dei licei – durata 5 anni – e sistema
dell’istruzione e della formazione professionale – 3+1 anni).
Il diritto all’istruzione diventa anche un dovere sociale e un
diritto soggettivo.
2006 Legge 296 DIRITTO SCOLASTICO Art. 1: L’obbligo scolastico, previsto dalla costituzione è stata
innalzato di due anni e portato a 10 anni (fino al 16 anno di
età).
La sezione primavera: bambini dai 2 ai 3 anni
Tra il CCNL- Contratto Collettivo ART.26 - FUNZIONE DOCENTE
2006 e il Nazionale di Lavoro ART.27 - PROFILO PROFESSIONALE DOCENTE
2007 relativo al personale del 1. Il profilo professionale dei docenti è costituito da
Comparto Scuola per il competenze disciplinari, psicopedagogiche, metodologico-
quadriennio normativo didattiche, organizzativo-relazionali e di ricerca.
2006-2009 e biennio La funzione docente del contratto 2006-2007 sarà recuperata
economico 2006-2007. con il (CCNL) “Istruzione e Ricerca” 2016-2018 del 19 aprile
2018.
ART. 27 PROFILO PROFESSIONALE DOCENTE: aggiunzione di
competenze-informatiche, linguistiche.
ART. 28 ATTIVITÀ DEI DOCENTI
1. Fermo restando l’articolo 28 del CCNL 29/11/2007, l’orario di
cui al comma 5 di tale articolo può anche essere parzialmente
o integralmente destinato allo svolgimento di attività per il
potenziamento dell’offerta formativa.
ART.29 - ATTIVITÀ FUNZIONALI ALL’INSEGNAMENTO
1. L’attività funzionale all’insegnamento è costituita da ogni
impegno inerente alla funzione docente.
2. Tra gli adempimenti individuali.
3. Le attività di carattere collegiale.
2007 decreto legislativo 235 ART. 3 - PATTO DI Il patto si fa risalire allo statuto degli studenti e delle
CORRESPONSABILITÀ studentesse (DPR 249 del 98) –
In questo patto c'è l'alleanza scuola-famiglia. Il contenuto del
Patto si articola in una precisa enunciazione di doveri da
rispettare, da parte degli insegnanti e delle famiglie, la quale al
momento della firma da parte di entrambi i genitori, all'atto
dell'iscrizione, sancisce l'assunzione di responsabilità nel
progetto formativo di educazione dell'istituto.

2008 D.L. 112/2008 convertito in RIFORMA GELMINI Tra i punti principali della riforma troviamo:
L. 133/2008 - la reintroduzione del maestro unico nella scuola primaria;
- la reintroduzione dei voti da 1 a 10 nel primo ciclo di
istruzione;
- la conferma dell'obbligo scolastico fino a 16 anni;
- l'introduzione delle Indicazioni nazionali degli obiettivi
specifici di apprendimento.
-il riordino di istituti professionali, istituti tecnici e licei.
2009 DPR 89/2009 Riordinamento delle scuole SCUOLA DELL'INFANZIA
dell’infanzia e del primo ciclo. Dura 3 anni e la sua frequenza non è obbligatoria;
Numero alunni per sezione: non inferiore a 18 e non superiore
a 26. Con alunni con disabilità grave, non più di 20 alunni.
L'orario di funzionamento è stato 40 ore settimanali, con
possibilità di estensione fino a 50 ore.
Le famiglie possono chiedere la fruizione di un tempo-scuola
ridotto, limitato alla sola fascia del mattino, per complessive 25
ore settimanali.
Tali orari sono comprensivi della quota riservata
all'insegnamento della religione.
Età compresa fra i 3 e i 5 anni, compiuti entro il 31 dicembre
dell'anno scolastico di riferimento (Su richiesta delle famiglie,
possono essere sono iscritti anche bambini che li compiono
entro il 30 aprile dell'anno scolastico di riferimento).
SCUOLA PRIMARIA
La frequenza è obbligatoria in ottemperanza all'obbligo di
istruzione disposto dal D.M. 139/2007.
Numero di alunni per classe: dai 15 ai 26, elevabile fino a 27
qualora residuino resti. Le pluriclassi vanno da 8 a 18. In
presenza di alunni con disabilità, le classi sono costituite da
non più di 20 alunni.
Sono iscritti i bambini che compiono 6 anni di età entro il 31
dicembre dell'anno scolastico di riferimento. Possono,
altresì, essere iscritti, su richiesta delle famiglie, i bambini che
compiono sei anni di età entro il 30 aprile dell'anno scolastico
di riferimento (cd. anticipo di iscrizione).
L'orario scolastico settimanale è articolato su quattro modelli
di durata pari a 24, 27 e fino a 30 ore, nonché 40 ore (tempo
pieno).
Il tempo-scuola ordinario della primaria è svolto secondo il
modello dell'insegnante unico di riferimento, alternativo al
precedente assetto del modulo e delle compresenze. Di fatto
l'insegnante non è unico ma prevalente, in quanto è affiancato
sempre da altri colleghi specializzati.
2012 D.M. 254 Regolamento recante indicazioni
nazionali per il curricolo per la scuola
dell’infanzia e per il primo ciclo
d’istruzione
2015 Legge 107: riforma del RAFFORZA LA LOGICA - afferma il ruolo centrale della scuola,
sistema nazionale di DELL'AUTONOMIA DENTRO LE - intende innalzare i livelli di istruzione e le competenze degli
istruzione e formazione e SCUOLE. studenti,
delega al governo per le - contrastare le disuguaglianze,
disposizioni legislative - prevenire e ridurre l’abbandono e la dispersione scolastica,
vigenti. - realizzare una scuola aperta come comunità educante,
 BUONA SCUOLA come laboratorio che accoglie al fine di garantire il diritto
(ministro GIANNINI) allo studio, le pari opportunità e il successo formativo.
Art. 1, comma 14: Modifica l’art. 3 del DPR 275/99
DELEGA al governo per
POF  PTOF
rivedere le leggi attuali
- Prima gli indirizzi li dava il consiglio adesso è il dirigente
scolastico
Art. 1 (unico articolo con
- Il consiglio prima adottava (senza poter modificare) ora
212 commi)
approva (può modificare)
- Prima era POF e andava fatto ogni anno, ora è PTOF e ha
valore triennale ma è rivedibile ogni anno entro il 31 ottobre
- Oggi c’è l’obbligo di pubblicare il PTOF sul sito della scuola e
sul portale Unico “scuole in chiaro” ai sensi della legge
107/2015 art 1, comma 17.
COMMA 5: Al fine di dare piena attuazione al processo di
realizzazione dell’autonomia e di riorganizzazione dell’intero
sistema di istruzione, è istituito l’organico dell’autonomia. I
docenti dell’organico dell’autonomia concorrono alla
realizzazione del PTOF con attività di insegnamento, di
potenziamento, di sostegno, di organizzazione, di
progettazione e di coordinamento.
COMMA 6: Le istituzioni scolastiche effettuano le proprie
scelte in merito agli insegnamenti e alle attività curricolari,
extracurricolari, educative e organizzative e individuano il
proprio fabbisogno di attrezzature e di infrastrutture materiali,
nonché di posti dell'organico dell'autonomia di cui al comma
64.
COMMA 7: Le istituzioni scolastiche individuano il fabbisogno
di posti dell'organico dell'autonomia, in relazione all'offerta
formativa che intendono realizzare, nel rispetto del monte
orario degli insegnamenti e tenuto conto della quota di
autonomia dei curricoli e degli spazi di flessibilità, nonché in
riferimento a iniziative di potenziamento dell'offerta formativa
e delle attività progettuali, per il raggiungimento degli obiettivi
formativi individuati come prioritari. (sono le scuole che
dicono quanti posti servono).
COMMA 63: Le istituzioni scolastiche perseguono le finalità di
cui ai commi da 1 a 4 e l’attuazione di funzioni organizzative e
di coordinamento attraverso l’organico dell’autonomia
costituito dai posti comuni, per il sostegno e per il
potenziamento dell’offerta formativa.
COMMA 64: è determinato l’organico dell’autonomia su base
regionale (organico regione Sicilia, per il fabbisogno regionale).
COMMA 65: Il riparto della dotazione organica tra le regioni è
effettuato sulla base del numero delle classi, per i posti
comuni, e sulla base del numero degli alunni per i posti del
potenziamento, i posti di sostegno è effettuato in base al
numero degli alunni disabili.
COMMA 68: dall’anno scolastico 2016/2017 con decreto del
dirigente, l’organico dell’autonomia è ripartito tra gli ambiti
territoriali. L’organico dell’autonomia comprende l’organico di
diritto e i posti per il potenziamento, l’organizzazione, la
progettazione e il coordinamento incluso il fabbisogno per i
progetti e le convenzioni.
Sopra ogni istituzione scolastica ci sono: l’ufficio scolastico
regionale - USR che è suddiviso in ambiti territoriali (le varie
province) che a loro volta hanno i loro dirigenti (il
provveditore).
2017 DECRETI ATTUATIVI LEGGE D. Lgs. n. 60/2017 Promozione della cultura umanistica e sostegno della
107/2015 creatività
D. Lgs. n. 62/2017 Valutazione ed Esami di Stato per il primo e secondo ciclo

D. Lgs. n. 63/2017 Garanzia dell'effettività del diritto allo studio su tutto il


territorio nazionale, attraverso la definizione dei livelli
essenziali delle prestazioni, sia in relazione ai servizi alla
persona, sia in relazione ai servizi strumentali.
D. Lgs. n. 64/2017 revisione, riordino e adeguamento della normativa in materia
di istituzioni e iniziative scolastiche italiane all'estero
D. Lgs. n. 65/2017 Istituzione del sistema integrato di educazione e di istruzione
dalla nascita sino a sei anni, al fine di sviluppare potenzialità di
relazione, autonomia, creatività, apprendimento in un
adeguato contesto affettivo, ludico e cognitivo.
D. Lgs. n. 66/2017 Promozione dell'inclusione scolastica degli studenti con
disabilità e riconoscimento delle differenti modalità di
comunicazione
2018 NOTA n. 1143 L'autonomia scolastica quale fondamento per il successo
formativo di ognuno, a dire che in questo profilo giuridico del
docente si colloca l'intero sistema educativo e di istruzione che
rappresenta "(…) il fulcro dello sviluppo sia della persona che
della comunità; il suo compito è quello di consentire a ciascuno
di sviluppare pienamente il proprio talento e di realizzare le
proprie potenzialità".
2019 LEGGE 92 Introduzione dell’insegnamento dell’educazione civica, per
non meno di 33 ore del monte orario obbligatorio a partire
dall'a.s. 2020-2021.

COSTITUZIONE ART.34 “La scuola è aperta a tutti. L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I
capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi”.
COSTITUZIONE ART.3 “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza,
di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei
cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione
politica, economica e sociale del Paese”.
COSTITUZIONE ART.9 COMMA 1: ‘’La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica’’.
COSTITUZIONE ART 33: LIBERTA’ D’INSEGNAMENTO «L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento. La Repubblica
detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi. Enti e privati hanno il diritto di istituire
scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato».

ORGANI COLLEGIALI
PRIMA DOPO
DPR 416 del 74: istituzione e riordinamento degli organi collegiali Decreto Legislativo 297 del 1994 - testo unico delle leggi della scuola.
Al TITOLO I - ORGANI COLLEGIALI DELLA SCUOLA E ASSEMBLEE DEGLI
STUDENTI E DEI GENITORI
CAPO I - Organi collegiali a livello di circolo e di istituto e assemblee degli
studenti e dei genitori
Sezione I - Organi collegiali a livello di circolo e di istituto
ORGANO COLLEGIALE DA CHI È FORMATO COMPITI/FUNZIONI
ART. 5
docenti delle sezioni dello stesso Competenze relative al coordinamento didattico e dei rapporti interdisciplinari
IL CONSIGLIO DI plesso nella scuola materna. (sola presenza dei docenti).
INTERSEZIONE
docenti di sostegno che ai sensi Esercitano le competenze in materia di programmazione, valutazione e
Nella scuola materna dell'articolo 315 comma 5, sono sperimentazione.
(adesso è scuola contitolari delle classi interessate.
Si pronunciano su ogni altro argomento attribuito dal presente testo unico, dalle
dell’infanzia con la
un rappresentante dei genitori degli leggi e dai regolamenti alla loro competenza.
legge Moratti 53 del
alunni iscritti.
2003) Si riuniscono in ore non coincidenti con l'orario delle lezioni, col compito di
segretario  docenti membro del formulare al collegio dei docenti proposte in ordine all'azione educativa e
consiglio didattica e ad iniziative di sperimentazione e con quello di agevolare ed
estendere rapporti reciproci tra docenti, genitori ed alunni.
presidente  DS oppure da un
docente, membro del consiglio.
ART. 5
docenti dei gruppi di classi parallele Competenze relative al coordinamento didattico e dei rapporti interdisciplinari
IL CONSIGLIO DI o dello stesso ciclo o dello stesso (sola presenza dei docenti).
INTERCLASSE plesso.
Esercitano le competenze in materia di programmazione, valutazione e
Nella scuola primaria docenti di sostegno contitolari delle sperimentazione.
classi interessate.
Si pronunciano su ogni altro argomento attribuito dal presente testo unico, dalle
un rappresentante dei genitori degli leggi e dai regolamenti alla loro competenza.
alunni iscritti.
Si riuniscono in ore non coincidenti con l'orario delle lezioni, col compito di
segretario  docenti membro del formulare al collegio dei docenti proposte in ordine all'azione educativa e
consiglio didattica e ad iniziative di sperimentazione e con quello di agevolare ed
estendere rapporti reciproci tra docenti, genitori ed alunni.
presidente  DS oppure da un
docente, membro del consiglio.
personale docente di ruolo e non di - ha potere deliberante in materia di funzionamento didattico. Cura la
ART. 7
ruolo. programmazione dell'azione educativa e di favorire il coordinamento
interdisciplinare.
docenti di sostegno contitolari delle
- formula proposte per la formazione, la composizione delle classi e
COLLEGIO DEI DOCENTI classi interessate.
l'assegnazione ad esse dei docenti (OGGI questi sono compiti del dirigente),
per la formulazione dell'orario delle lezioni e per lo svolgimento delle altre
presidente  DS
attività scolastiche;
segretario  docenti - delibera, ai fini della valutazione degli alunni la suddivisione dell'anno
scolastico in due o tre periodi;
- valuta periodicamente l'andamento complessivo dell'azione didattica;
- provvede all'adozione dei libri di testo;
- adotta o promuove iniziative di sperimentazione e di aggiornamento;
- elegge i docenti incaricati di collaborare col dirigente scolastico (OGGI non è
più così, i collaboratori sono scelti dal DS con la legge 107/2015);
- elegge i suoi rappresentanti nel consiglio di circolo o di istituto;
- elegge i docenti che fanno parte del comitato per la valutazione del servizio
del personale docente;
- programma ed attua le iniziative per il sostegno degli alunni portatori di
handicap;
- esamina i casi di scarso profitto o di irregolare comportamento degli alunni;
- esprime al DS parere in ordine alla sospensione dal servizio;
- esprime parere, per gli aspetti didattici, in ordine alle iniziative dirette
all’educazione della salute e alla prevenzione delle tossicodipendenze;

Il collegio si insedia all'inizio di ciascun anno scolastico e si riunisce ogni


qualvolta il direttore didattico o il preside ne ravvisi la necessità oppure quando
almeno un terzo dei suoi componenti ne faccia richiesta; comunque, almeno
una volta per ogni trimestre o quadrimestre.

Le riunioni del collegio hanno luogo durante l'orario di servizio in ore non
coincidenti con l'orario di lezione.
SCUOLA FINO A 500 ALUNNI: 14 - determina le forme di autofinanziamento
ART. 8
MEMBRI - delibera il bilancio preventivo e il conto consuntivo e dispone in ordine
- N. 6 DOCENTI (eletti dal Collegio all'impiego dei mezzi finanziari per quanto concerne il funzionamento
docenti); amministrativo e didattico del circolo o dell'istituto.
CONSIGLIO DI CIRCOLO - N. 6 GENITORI DEGLI ALUNNI - ha potere deliberante, su proposta della giunta, per quanto concerne
O DI ISTITUTO (eletti dai genitori); l'organizzazione e la programmazione della vita e dell'attività della scuola,
- N. 1 ATA (eletto da altri ATA: nei limiti delle disponibilità di bilancio, nelle seguenti materie:
personale amministrativo, tecnico, a. adozione del regolamento interno del circolo o dell'istituto;
ausiliario); b. acquisto, rinnovo e conservazione delle attrezzature tecnico-scientifiche
- DIRIGENTE SCOLASTICO e dei sussidi didattici;
c. adattamento del calendario scolastico alle specifiche esigenze ambientali
SCUOLA PIÙ DI 500 ALUNNI: 19 (le regioni danno il calendario, ma il consiglio lo può adattare in base alle
MEMBRI esigenze, prendendo i giorni e poi recuperandoli);
- N. 8 DOCENTI (eletti dal Collegio d. criteri generali per la programmazione educativa;
docenti); e. criteri per la programmazione e l'attuazione delle attività
- N. 8 GENITORI DEGLI ALUNNI parascolastiche, interscolastiche, extrascolastiche, con particolare
(nella sc. Secondaria di 2° grado 3 riguardo ai corsi di recupero e di sostegno, alle visite guidate e ai viaggi di
genitori + 3 alunni); istruzione;
- N. 2 ATA (personale f. promozione di contatti con altre scuole;
amministrativo, tecnico, ausiliario); g. partecipazione del circolo ad attività culturali, sportive e ricreative;
- DIRIGENTE SCOLASTICO h. forme e modalità per lo svolgimento di iniziative assistenziali.
Il consiglio di circolo o di istituto indica, altresì:
Possono essere chiamati a - i criteri generali relativi alla formazione delle classi, all'assegnazione ad esse
partecipare, a titolo consultivo, gli dei singoli docenti, all'adattamento dell'orario delle lezioni e al
specialisti che operano in modo coordinamento organizzativo dei consigli;
continuativo nella scuola con compiti - esprime parere sull'andamento generale del circolo o dell'istituto.
medico, psico-pedagogici e di Esercita le funzioni in materia di sperimentazione ed aggiornamento e le
orientamento. competenze in materia di uso delle attrezzature e degli edifici scolastici.
Delibera le iniziative dirette alla educazione della salute e alla prevenzione
presidente  genitore delle tossicodipendenze.
segretario  membro del consiglio
stesso
Il consiglio di circolo o di istituto La giunta esecutiva dura in carica per tre anni scolastici.
ART. 8 – 10
elegge una giunta esecutiva,
- predispone il bilancio preventivo e il conto consuntivo;
composta da:
- La giunta esecutiva ha altresì competenza per i provvedimenti disciplinari a
- DIRIGENTE SCOLASTICO che ha la
GIUNTA ESECUTIVA carico degli alunni, adottate su proposta del rispettivo consiglio di classe.
rappresentanza del circolo o
dell'istituto
- il capo dei servizi di segreteria
(DSGA)
- 1 DOCENTE
- 1 impiegato amministrativo o
tecnico o ausiliario (ATA)
- 2 GENITORI (nella sc. Secondaria di
2° grado 1 genitore + 1 studente).

presidente  DS
segretario  DSGA
PRIMA DELLA L. 107/2015 PRIMA DELLA LEGGE 107/2015
ART. 11
- DIRIGENTE SCOLASTICO La valutazione del servizio di cui all'articolo 448 ha luogo su richiesta
- 2 o 4 DOCENTI quali membri dell'interessato previa relazione del dirigente scolastico. Alla eventuale
effettivi valutazione del servizio di un membro del comitato provvede il comitato stesso,
COMITATO PER LA - 1 o 2 DOCENTI quali membri ai cui lavori, in tal caso, non partecipa l'interessato.
VALUTAZIONE DEL supplenti
SERVIZIO DEI DOCENTI Il comitato di valutazione esercita le competenze in materia di anno di
eletti dal collegio dei docenti
formazione del personale docente e di riabilitazione del personale docente.
presidente  DS
segretario  docente membro del Il comitato dura in carica un anno scolastico.
L’ art.11 è stato comitato
novellato dal COMMA
DOPO LA L. 107/2015 DOPO LA LEGGE 107/2015
129 della LEGGE
- DIRIGENTE SCOLASTICO Il comitato ha durata di 3 anni scolatici.
107/2015
- 3 DOCENTI eletti 2 dal collegio dei Il comitato individua i criteri per la valorizzazione dei docenti sulla base*:
docenti e 1 dal consiglio di - della qualità dell’insegnamento e del contributo al miglioramento
circolo/istituto dell’istituzione scolastica, nonché del successo formativo e scolastico degli
- 2 GENITORI scelti dal consiglio studenti;
d’istituto - dei risultati ottenuti dal docente o dal gruppo di docenti in relazione al
- componente esterno individuato potenziamento degli alunni;
dall’USR - delle responsabilità assunte nel coordinamento organizzativo e didattico;
Il comitato esprime altresì il proprio parere sul superamento del periodo di
presidente  DS formazione e di prova per il personale docente ed educativo.
segretario  docente membro del Il comitato esercita altresì le competenze per la riabilitazione del personale
comitato docente.
*con la legge 107/2015 è nato il merito, il bonus premiale. Quindi il comitato
individua dei criteri per stabilire chi tra tutti i docenti può avere il merito
INCLUSIONE E BES

DISABILITÀ DISTURBI EVOLUTIVI SVANTAGGIO


- Psico-motoria tutti i disturbi che si presentano da 0 Studenti che non hanno nessuna
- neurosensoriale a 18 anni. Questi disturbi si dividono certificazione. Comprende tutti quei
- intellettiva in: bambini:
tutelata ai sensi della LEGGE 104 del - DISTURBI EVOLUTIVI SPECIFICI - disagio/svantaggio sociale,
92 (art. 12 e successivi) e novellata (DSA: dislessia, discalculia, economico e culturale
dal decreto legislativo 66 del 2017 e disortografia, disgrafia) protetti - hanno perso un genitore
dal correttivo decreto legislativo 96 dalla LEGGE 170 del 2010. - hanno avuto un trauma
del 2019. - DISTURBI EVOLUTIVI MISTI - stranieri.
Grazie a queste norme i ragazzi (ADHD, disturbo di iperattività Il consiglio di classe lo individua come
disabili hanno il vantaggio di: con o senza deficit di attenzione, il studente che deve essere trattato ai
 avere un insegnante di sostegno DOP: disturbo oppositivo sensi della normativa sui BES con un
 avere documenti strategici per provocatore, il FIL: funzionamento verbale scritto e il successivo PDP da
l’inclusione: intellettivo limite, deficit del sottoscrivere con i genitori.
- diagnosi funzionale e linguaggio), protetti dalla Questi casi vengono attenzionati nel
- PDF: profilo dinamico Direttiva ministeriale (DM) del 27 GLI (Gruppo di Lavoro per l’Inclusione)
funzionale che oggi si chiamano dicembre del 2012 e dalla a livello di istituto, anche il GLI è stato
profilo di funzionamento circolare ministeriale (CM) istituito dalla circolare ministeriale
- PEI, senza il quale sarebbero numero 8 del 2013: Nota circolare numero 8 del 2013.
bocciati sui BES.
 avere l’assistente all’autonomia e Grazie a queste norme i ragazzi
alla comunicazione; assistente hanno il SOLO vantaggio di:
igienico-sanitario; il trasporto;  avere un PDP. È un piano che si
l’uso agevolato degli acquisti dei sottoscrive con la famiglia, la cui
pc; ecc… firma di entrambi i genitori è
L'autismo rientra nella prima anta. obbligatoria. Esso prevede:
Questi casi vengono attenzionati nel strumenti compensativi e misure
GLO (Gruppo di Lavoro Operativo). dispensative.
Va presentato entro il 30 novembre,
ed è elaborato dal consiglio di classe
e sottoscritto da tutti i partecipanti al
processo inclusivo (consiglio, genitori
e dirigente).

NORMATIVA SULL’INCLUSIONE
RIFORMA GENTILE - Scuole speciali, classi differenziali o istituti per “corrigendi”
1928
L. 1859 del 1962 Classi di aggiornamento e classi differenziali
L. 444 del 1968 Sezioni speciali e scuole materne speciali
L. 118 del 1971 Istruzione dell’obbligo nelle classi normali, tranne casi gravissimi
DOCUMENTO si supera qualsiasi forma di emarginazione attraverso «un nuovo modo di concepire e di
FALCUCCI - 1975 attuare la scuola» (art. 1], ad esempio superando il concetto della valutazione poiché la
frequentazione dei ragazzi non implica il raggiungimento di mete culturali comuni minime.

L. 517 del 1977 Abolizione delle classi differenziate – introduzione dell’insegnante di sostegno (principio
dell’individualizzazione dell’insegnamento) – classi con max 20 alunni – gruppi di lavoro –
programmazione educativa collegiale
C.M. 199 del 28-7- In materia di integrazione, questa si può raggiungere solo se viene garantita all’alunno una
1979 partecipazione attiva alla attività didattiche.
L. 270 del 1982 Viene ridotto il numero dei bambini a sezione (da un max di 30 e min. di 13 prima) ad un
max di 20 e min. di 10 – rapporto di un’insegnante ogni 4 alunni portatori di handicaps –
viene adeguato l’orario alle esigenze reali dell’alunno – ruolo insegnate di sostegno.
1987 – sentenza corte la scuola superiore deve accogliere i soggetti handicappati
costituzionale
L. 170 dell’8 ottobre DSA, viene prevista la stesura del PDP
2010
D. Interm. 182 del Nuovo PEI (legato all’ICF)
2022
D.M. 5669/2011- art. 3 ha dettato le norme attuative della legge 170/2010 confermando la previsione di legge
LINEE GUIDA PER IL secondo la quale le istituzioni scolastiche attivino Percorsi di Didattica Individualizzata e
DIRITTO ALLO STUDIO Personalizzata, basata su misure dispensative e strumenti compensativi.
DEGLI ALUNNI E DEGLI all’art. 6 recita: «le istituzioni scolastiche attuano ogni strategia didattica per consentire ad
STUDENTI CON DSA alunni e studenti con DSA l’apprendimento delle lingue straniere.

• Con la L. 30 marzo 1971, n. 118 (Nuove norme in favore dei mutilati ed invalidi civili l'Italia scelse di aprire
ai disabili le scuole comuni «facilitandone l'integrazione nelle scuole superiori», concretamente con i
trasporti e l'abbattimento delle barriere architettoniche, pur non abolendo le scuole speciali e le classi
differenziali.
• Con la L. 4 agosto 1977, n. 517, il mondo della scuola vide sancire i presupposti, le condizioni, gli
strumenti e le finalità dell'integrazione scolastica, con l'obbligo della presenza degli alunni con disabilità
nelle classi comuni di elementari e medie con l'impiego di insegnanti specializzati.
•In seguito, la C.M. 22 settembre 1988, n. 262, attuativa della sentenza della Corte Costituzionale n. 215
del 3 giugno 1987, ribadì, con riferimento agli articoli 3 e 34 della Costituzione, che tutti gli alunni con
disabilità devono vedersi «assicurato il diritto pieno e incondizionato alla frequenza scolastica nelle scuole
superiori», qualunque sia la minorazione e il grado di complessità della stessa.
• Con la L. 5 febbraio 1992, n. 104 (Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle
persone handicappate) la normativa in materia ha fatto molti passi avanti, spostandosi da un orientamento
di tipo assistenziale nei confronti del disabile a una logica di tipo integrativo.
•II D.P.R. 24 febbraio 1994 (Atto di indirizzo e coordinamento relativo ai compiti delle unità sanitarie locali
in materia di alunni portatori di handicap) ha definito i criteri per l'individuazione dell'alunno disabile e della
stesura dei documenti relativi (descrive accuratamente DF, PDF PEI,)
• Con l'Ordinanza ministeriale 90/2001 sono state dettate norme per la valutazione ad esempio,
svolgimento degli scrutini e degli esami nelle scuole statali e non statali di istruzione elementare, media e
secondaria superiore, a seconda che seguano un percorso conforme o meno.
• Con la L. 3 marzo 2009, n. 18, è stata recepita nell'ordinamento italiano, la Convenzione delle Nazioni
Unite sui diritti delle persone con disabilità, documento che rappresenta il primo accordo.
• Le Linee guida per l'integrazione (Nota MIUR 4 agosto 2009, n. 4274) introducono per la prima volta il
concetto della disabilità in riferimento alla classificazione bio-psico-socale ICF dell'Organizzazione mondiale
della sanità.
• L. 107 13 luglio 2015 è una legge delega al Governo per l’emanazione di uno o più decreti legislativi che
puntino a rafforzare l’inclusione scolastica. Il Comma 181 lettera c) invita alla «Promozione dell’inclusione
scolastica degli studenti con disabilità e riconoscimento delle differenti modalità di comunicazione».
• II [Link]. 13 aprile 2017, n. 66, di attuazione della delega contenuta nella L. 107 / 2015, e incentrato
sull'inclusione scolastica degli alunni e degli studenti con disabilità certificata ai sensi della L. 104/1992, che
modifica direttamente in alcuni punti fondamentali, come ad esempio, introduce il modello bio-psico-
sociale della Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute (ICF) adottata
dall'OMS nell'ambito del nuovo Profilo di funzionamento, documento che sostituisce, ricomprendendoli, la
diagnosi funzionale e il profilo dinamico-funzionale.
•II [Link]. 96/2019 ha apportato modifiche al decreto n. 66, tra l'altro, al Gruppo di lavoro operativo per
l'inclusione nella scuola.
• Con il D.I. 182/2020 sono stati adottati i quattro nuovi modelli di PEI nazionali, rispettivamente per la
scuola dell'infanzia, la primaria e la secondaria di primo e di secondo grado, ma con la sentenza n.
9795/2021, il TAR Lazio ha annullato il Decreto interministeriale e i suoi allegati, facendo rivivere la
disciplina e i modelli utilizzati dalle scuole in precedenza.
• In linea con il PNRR (Piano nazionale di ripresa e resilienza) è stata emanata la L. 227/2021 di Delega al
Governo in materia di disabilità per il riordino delle disposizioni vigenti in materia. Si prevede, inoltre,
l'istituzione di un'Autorità Garante nazionale della disabilità.
DSA

Principali caratteristiche dei disturbi specifici dell’apprendimento: Base neurobiologica, carattere evolutivo,
variabilità espressiva, comorbilità, rilevanza.

Dislessia: la lettura orale è caratterizzata da distorsioni, sostituzioni o omissioni; sia la lettura orale che
quella a mente sono caratterizzate da lentezza ed errori di comprensione”. Si distinguono 2 tipi di dislessia:
evolutiva: di natura genetica; acquisita: solitamente presente in adulti a seguito di lesioni cerebrali.

Disortografia: consiste in una difficoltà nel realizzare il passaggio dal codice fonetico a quello grafemico.

Disgrafia: è un disturbo a carico della componente grafica della scrittura: nello specifico, la qualità, intesa
come leggibilità dei grafemi, e l’efficienza, intesa come velocità di scrittura, risultano compromesse. In altri
termini, la calligrafia dei bambini disgrafici risulta difficilmente comprensibile.

Discalculia: difficoltà nelle capacità di calcolo. È un disturbo delle abilità numeriche e aritmetiche che si
manifesta in bambini di intelligenza normale, che non hanno subito danni neurologici. Essa può presentarsi
associata a dislessia, ma è possibile che ne sia dissociata. Può essere: PRIMARIA disturbo delle abilità
aritmetiche e numeriche o SECONDARIA associata ad altri problemi di apprendimento.

ADHD, DDAI: Il deficit dell’attenzione è un problema neurologico che interessa il bambino fin dai primi mesi
di vita, che si protrae fino all’età adulta. Può presentarsi in associazione all’iperattività e in questo caso si
parla di ADHD. Le caratteristiche distintive sono rappresentate da difficoltà di attenzione, impulsività e
iperattività.

METODOLOGIE PER L'INCLUSIONE: le tecniche del prompting e fading rappresentano due momenti di
un'unica metodologia didattica e, quindi, vanno sempre programmate ed usate insieme. La tecnica
dell'aiuto consiste nel fornire all'individuo uno o più stimoli discriminati sotto forma di aiuti (prompt) che
possono essere rappresentati da: suggerimenti verbali; indicazioni gestuali; guida fisica. E poi necessario
attenuare progressivamente e gradualmente gli aiuti forniti attraverso (fading). Lo shaping è una tecnica
tramite la quale è possibile ampliare i repertori di capacità dei soggetti, facilitando la costruzione di nuove
abilità. Si basa essenzialmente sul rinforzo di comportamenti dell'allievo che progressivamente si avvicinano
a quello ricercato (comportamento meta). Il chaining o concatenamento è una tecnica di insegnamento che
consiste nello scomporre un comportamento difficile in piccole parti. Attraverso la scomposizione, infatti, le
abilità o comportamenti complessi vengono suddivisi in unità più piccole e quindi più facili da apprendere.

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