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| TECNICA |
Vas eter tis CST Oar areas aa2020009433
eee
Qual é il miglior rapporto tra alesaggio e corsa? Rispetto a questo
interrogativo si contrappongono pareri, preferenze e credenze:
cercheremo di far luce sulla questione illustrando pro e contro di
ciascuna soluzione, a seconda delle esigenze da soddisfare, poiché,
come solitamente accade, non é possibile dare una risposta univoca.
rima di avviarci per la nostra breve pas
seggiata tecnica é bene fare chiarezza
su alcune definizioni: un motore si
dice quadro se la corsa & identica all’-
lesaggio; superquadro oa corsa corta sel'alesag-
gio € maggiore della corsa; sottoquadro oa corsa
Tunga se la corsa supera 'alesaggio.
Schbene da un punto di vista strettamente cine-
‘matico le tre differenti possibilita abbiano le
ac « Wespista
Motore
0
LaVespae
rnatacon un
‘motore con la
stessa misura
dialesaggioe
medesime ricadute sia nei motori a due tempi
che in quelli a quattro tempi, ben differenti sono
le conseguenze sul rendimento alle quali i due tipi
di motore vanno incontro a causa delle loro carat-
teristiche peculiari.
In generale avere una corsa limitata riduce la ve-
locita media del pistone e tutti gli effetti negativi
generati dalle masse coinvolte dal moto alterno.
Inoltre, a parti di altre condizioni, siriducono le2020009433
spinte laterali esercitate dal pistone sulla canna,
cosi come si riducono giocoforza le masse volani-
che, visto che i colli dell’albero motore si trovano
pitt vicini al’asse di rotazione. La camera di scop-
Pio si fa invece necessariamente meno raccolta. Al
contrario, una corsa Iunga incrementa le masse
volaniche ed é assai indicata per la realizzazione
di motori lenti: tale scelta & stata quasi sistem.
ca nella produzione delle automobili “tranquille”
specialmente in tempi ormai lontani; il pistone
risulta pitt stretto e quindi le tolleranze possono
essere pitt ridotte, mentre una camera di scoppio
‘meno estesa in senso orizzontale si rivela parti-
colarmente utile quando la candela si trova in
posizione laterale. Tuttavia a causa della velocit
‘media del pistone pitt elevata, i motoria corsa lun
ga scaldano un po’ di pit. Nei motori a quattro
tempi cio si riflett, in misura tanto pitt evidente
quanto piit alto il regime di rotazione, anche sul-
Ja quantita di calore ceduto allolio, che raggiunge
Alesaggio
Indica it
diametro della,
sezione intema
det iindro
temperature maggiori, cosa di cui bisogna tenere
conto sia in sede di progettazione sia in sede di
eventuale elaborazione. Proprio nell‘ottica dell’e
laborazione occorre appunto orientarsi in manie-
ra differente a seconda che il motore in questione
sia sottoquadro o viceversa superquadro: nel
primo aso, qui ci riferiamo in particolare all'am-
bito automobilistico, ¢ opportuno evitare fasature
troppo spinte perché pitt facilmente si rischia di
raggiungere i limit strutturali degli organi mecca
nici interessati dal moto alterno, bielle in primis.
Inoltre, sollecitazioni meccaniche a parte, un ulte
riore rischio é strettamente legato alla corsa e agli
alti regimi di rotazione: la fusione apparentemen-
te immotivata delle bronzine di biella, dovuta alla
centrifugazione immediata dell’olio che lubrifica
appunto le bronzine uscendo da fori, di norma ri
cavati sulla parte esterna dei colli
Dal punto di vista dello sfruttamento della pres- >
Gant a an2020009433
sione di scoppio, in caso di corsa lunga, questa
insiste su una superficie pit ridotta, sfeuttando al
contempo un braccio di leva pitt favorevole; in
caso di corsa corta, il braccio di leva é minore, ma
maggiore éI'area sulla quale si esercita la pressio.
ne, pertanto eventuali dfferenze di resa non van
no ricercate in questo ambito.
Giunti a questo punto, le esigenze dei motori a
due e quattro tempi iniziano a divergere. Infat-
ti soluzioni fortemente superquadre si rivelano
‘molto pitt vantaggiose per i secondi: una testa
piit ampia mette a disposizione pitt spazio per le
valvole, mentre una eventuale doppia accensio
ne rimedia facilmente agli svantaggi dovuti a una
camera di scoppio troppo estesa lateralmente;
inoltre i piston, grazie anche all'utilizzo di bielle
CEL espista
Corsa
Eladistanza
percorsa dal
pistone durante
Un ciclo.
molto lunghe rispetto alla corsa, possono essere
dotati di un mantello cortissimo, senza per questo
rischiare il ribaltamento.
Nel motore a due tempi, invece, analoghe misure
caratteristiche finirebbero per essere contropro
ducenti: il mantello del pistone non pud essere ac-
corciato oltre una certa misura, perché altrimenti
al punto morto superiore la luce di scarico verreb
be scoperta; una camera di scoppio molto estesa
promuove solo l'autoaccensione senza offrire van-
taggi, tanto pitt che il ristagno di sacche di gas ro
vente a bordo camera nei due tempi si verifica pit
facilmente, dato che il lavaggio é meno energico
pur avvenendo con frequenza doppia. Oltretut-
to, una corsa troppo corta rispetto allalesaggio
costringerebbe a realizzare luci di travaso molto2020009433
corsa ri
RC oRAC- E itrapporto tra
ilvolume totale del ciindro
‘quando ilpistone é al punto
orto inferiore, dopo la fase
diaspirazione, eit volume
che rimane nel cilindro
‘quando ilpistone & al punto
morto superiore, dopo
lacompressione.
La geometria del motore:
Quadro, Superquadroe
Sottoquadro
https:/bit ly/3KNIwmZ
PS
[al Kea
IOFFICINADELVESPISTA 49)2020009433
larghe e molto basse, cosa che peggiorerebbe il
rapporto superficie/sezione del condotto, con
conseguente perdita di carico. Lo stesso problema
riguarderebbe anche la luce di scarico per la quale
pero gli effetti pit: negativi si patirebbero prin
palmente dal punto di vista dell'accumulo di i
crostazioni, che diverrebbe pit rapido. Altrettanto
svantaggiosa nel motore a due tempi sarebbe una
corsa molto lunga che implicherebbe l'impiego
di una biella proporzionalmente lunga e quindi un
incremento tanto indesiderato quanto inevitabile
150. GEFIOINADEL
del volume del carter pompa, che a sua volta in
fluenzerebbe pesantemente il rendimento, Non &
tun caso infatti se i motori a due tempi da corsa
sono sempre piuttosto prossimi alla conforma-
Ax2020009433
SS
zione quadra, che rappresenta il miglior compro-
messo tra le esigenze fluidodinamiche (Iavaggio
ottimale) e quelle cinematiche.
Tea lltzo non bisogna dimenticare che nei due
tempi le masse in moto alterno sono intrinseca-
‘mente pitt contenute rispetto a quanto accade nei
‘motori a quattro tempi, quindi nei primi i benefici
legati a una corsa ultra-corta sarebbe-
ro comunque meno pronunciati che nei second
E con le nostre Vespa come conviene regolarci
e/oadattarci?
Dungue, salvo i rari e costosissimi casi rappresen-
tati da motori interi, progettati si per poter essere
montati sul telaio Piaggio ma che nulla hanno
a che vedere con il propulsore originale, siamo
costretti ad adattarci alla base di partenza, uti
lizzando le parti speciali disponibili sul mercato,
tenendo al contempo sempre ben presenti le con-
seguenze e le esigenze legate a ciascuna soluzione.
Nelloperare le nostre scelte di elaborazione
dobbiamo considerare il tipo di raffreddamento
adottato, che nella stragrande maggioranza dei
casi& ad aria, visto che solo all’estero talvolta i
golamenti ammettono il raffreddamento a liqui-
do per la categoria proto. Pertanto, specialmente
se il gruppo termico é in ghisa, incrementare la
corsa richiede l'adozione di alcuni accorgimenti
atti a prevenire il surriscaldamento: in parti-
colare & bene ampliare generosamente la fase di
scarico effettivo, al fine di ottimizzare il lavaggio
e ridurre il RC (rapporto di compressione nd),
impiegando, quale necessario complemento, una
marmitta idonea ad addoleire la curva di eroga-
zione.
D/altro canto Vineremento della corsa, ove sia
possibile realizzarlo senza compromettere I'afli-
dabilta,offte il vantaggio di accrescere la fase di
travaso senza dover aggiungere necessariamente
spessori sotto al cilindro e spianarlo quindi alla
sommitd (dato che intervenire sulle luci di travaso
in canna é assolutamente sconsigliato). Pertanto,
dopo aver adeguato anche la luce di scarico per at-
rivate al differenziale scarico /travaso opportuno,
il gruppo termico si trovera a funzionare con una
fasatura ben piit spinta di quella prevista in corsa
standard, con un miglioramento della resa molto
superiore a quanto vi sarebbe da attendersi
guito al mero aumento di pochi centimetri cubici
dicilindrata
Una corsa maggiorata pud far si che il pistone al
PMI (punto morto inferiore ndr) scenda sotto il
bordo inferiore di tutte le luci: per quanto concer-
ne i travasi non vi sono particolari controindica-
zioni, mentre lo scarico va lavorato verso il basso
per eliminare lo scalino che altrimenti ostacole-
rebbe il libero fluire dei gas in uscita
Quanto al rapporto di compressione geometrico,
se ci limitiamo a ripristinare le quote, lo vedre
mo salire in quanto avremo la medesima camera
di scoppio ma una cilindrata maggiore. Tuttavia
tun ampliamento della camera di scoppio al fine
di ripristinare il RC originario non & sempre op-
portuno: va valutato caso per caso, in relazione
all'incremento della fase di scarico che riduce il
RC effettivo e migliora il lavaggio.
Per un errore redazionale @ stato indicato nelle didascalie in
‘maniera errata iltipo di combustione. Ecco le dida corrette con le
rigpettve foto