Capitolo 5
Ace non fece altro che pensare a quanto fosse inutile mentre era immerso nella nube creata da Zodiac, non
era riuscito a salvare la madre e la sorella, aveva perso un padre e talaltro era la seconda volta che
affrontava la morte. Mentre si rassegnava ad essere una nullità intravide una piccola luce soffusa in mezzo
a quel mare di ombra e si gettò a capofitto.
“Ace! Non puoi ancora dormire su! Svegliati” disse una voce ancora sconosciuta da Ace
Ace era distesso in un lettino di una stanza che assomigliava a quella di un’infermeria, ma a differenza degli
ospedali non c’erano attrezzi medici ma solo libri, oltre al lettino di Ace ce n’erano altri due, con tre
finestroni che si affacciavano sul cortile. Ace si trovava nel lettino al centro e di fianco a lui c’era una
ragazza con una armatura abbastanza vistosa.
Ace iniziò ad aprire gli occhi e vide una ragazza con i capelli blu e gli occhi color verde smeraldo.
“Chi sei?” Questa fu la prima cosa che venne in mente ad Ace appena la vide.
“Come chi sono! Allora la botta che hai avuto era veramente forte Paul”
“Paul? Chi è sto Paul?” disse Ace confuso
“HAHAHA allora la botta era veramente forte Paul, comunque mi aveva avvertito il dottor Merlin che
avresti riscosso problemi di memoria, ti chiami Paul Everspade e ti trovi nel regno neutrale di Amantys e sei
uno studente del primo anno dell’accademia di arti magiche e di spada e te bello mio sei il secondo
nell’arte della spada!”
*Regno neutrale di Amantys?! Arti magiche? IO BRAVO NELLA SPADA?!?! Ma se l’unica volta che ho
impugnato una presunta spada era in Francia con le baguette combattendo con mia sorella! * pensò Ace
“Ma te chi sei? La mia ragaz…” Ace provò a dirlo con una faccia perversa ma invece di una risposta ricevette
un pugno.
“Stupido! Prima non ti comportavi così Ace” disse la ragazza scuotendo la testa.
“Io mi chiamo Aurora Club e sono un cavaliere, a dirla tutta la prima fra tutti i cavalieri” disse Aurora con
aria vittoriosa e alzando il pugno verso il cielo
*Non capisco molto lei continua a chiamarmi Paul ma a volte mi chiama con il nome di Ace, mi trovo in
questo posto dove ci sono cavalieri e chissà cosa. Devo fingere di essere questo Paul perché se dovessi dire
loro la verità non mi crederebbero. Tanto chi crederebbe ad una storia del tipo “Non sono il ragazzo che
pensate, sono un ragazzo che è venuto da un altro mondo mandato da un Dio cattivo tramite del fumo
uscito dai suoi occhi”, mi prenderebbero per pazzo* pensò Ace
“Ti posso chiedere un favore Aurora?” disse Ace
“Certo!” rispose entusiasta
“Mi potresti chiamare solo Ace che è più facile da ricordare rispetto all’altro nome”
“Certo ma ricordati che quello è solo un soprannome che ti hanno dato per la tua bravura con la spada eh”
*Cazzo non ci avevo pensato a questa cosa con la spada* pensò
“Ah sì si certo!” rispose Ace
“Ah sei sveglio finalmente!” disse entrando nella stanza
“So che possa sembrare banale visto che mi conosci ma mi presento dato il tuo problemino di memoria,
sono il professor e medico Arthur Merlin, piacere di averti di nuovo fra noi piccolo Paul”
“Professore lo chiami Ace visto che ancora si deve abituare al suo nome” disse Aurora
“Ah strano, molto strano se non riconosce nemmeno il suo nome ma va bene lo farò” disse Merlin con aria
preoccupata e confusa
“Il piacere è mio professore” disse Ace con un sorriso forzato
Il signor Arthur Merlin era un uomo anziano circa sulla sessantina, abbastanza alto con capelli lunghi e grigi
probabilmente data dalla sua età, era vestito con abiti lunghi e marroni sembrava un monaco a primo
impatto ma era un mago di Rank S e insegnava arti magiche agli studenti dal primo al terzo anno ed era
l’unico professore di magia che c’era in quell’accademia.
“Ultimata la degenza puoi anche riprendere i corsi Ace” disse Merlin
“I corsi di cosa scusate?” disse Ace confuso
“I corsi per imparare nuove tecniche di spada Ace!” Intervenne Aurora
“Allora Aurora ti affido il compito di seguirlo, almeno in questo periodo prima che si riprenda” disse Merlin
rivolgendosi ad Aurora
“Uff! Va bene professore” disse Aurora con aria stufa
“Perfetto potete andare buona fortuna Ace” disse Merlin con un sorriso stampato in volto
“V-v-va bene profes-s-sore” disse Ace spaventato e con uno sguardo straziato dalla situazione come un
cane che non vuole abbandonare casa
“Ace muoviti non ho tutto il tempo di questo mondo!” disse Aurora infuriata
“Arrivederci professore”
Erano tante le strutture che formavano l’accademia e se le considerassi unite si sarebbe formato una specie
di cerchio di circa un chilometro di diametro, al centro dell’accademia c’erano 8 campi d’addestramento
che circondavo il campo più grande.
Una volta arrivati in uno dei cortili dell’accademia Ace fu incantato dalla varietà delle persone che ci viveva,
un luogo dove vivevano tutti i tipi di razze da quella orchesca a quella elfica.
“Wow” Questa fu l’unica cosa che riuscì a dire Ace
“Bello vero? Qui tutte le razze sono ben accette, a noi non interessa da dove viene, come sei fatto o a quale
Dio veneri l’unico scopo è quello di creare un mondo equo dove i nostri figli possono vivere in tranquillità.
Per questo ci stiamo allenando per sconfiggere il regno dei demoni che sta avanzando.”
L’obbiettivo dell’accademia era formare dei soldati d’élite per fronteggiare l’armata dei demoni, un po’
come i pedoni con gli scacchi, ma per Aurora il Re da proteggere non era la posizione sociale o l’interesse
economico ma la nuova generazione che dovrà vivere in questo mondo.
“Ah bastardo allora sei sveglio?!?!”
In quel momento Ace vide un ragazzo infuriato in armatura camminare verso di lui.