LETTERATURA (Manzoni e Leopardi)
LETTERATURA (Manzoni e Leopardi)
La parola romanticismo viene associata al movimento culturale più importante della prima metà
dell’ottocento. Nasce in Germania verso la fine del settecento, probabilmente dalla delusione
Nel seicento si era usato il termine Romantik in Inghilterra per indicare il senso spregiativo
Nel settecento inizia ad essere usati in modo positivo per indicare il rapporto tra paesaggio e stati
d’animo malinconici e viene usato dai filosofi tedeschi per definire la letteratura moderna che è in
Di questa cerchia di filosofi fa anche parte Shleghel che usa il termine romantico per disegnare uno
ASPETTI GENERALI
• Si basa sul rifiuto dei principi generali dell’Illuminismo! Fondati sulla ragione, sulla scienza e sul
cosmopolitismo
religione cristiana e delle tradizioni, contro l’ateismo, il deismo e esazione della scienza tipici del
settecento
• Primi primato dell’intuizione della passione, cioè degli aspetti irrazionali invece della ragioni
illuministica.
Germania inizia la pubblicazione della rivista Atheneum e in Inghilterra vengono pubblicate le lyrical
Dalla Germania e dall’Inghilterra il movimento si diffonde negli altri paesi europei per esaurirsi alla
metà dell’ottocento.
In Francia in Italia il dibattito sulle nuove tendenze romantiche comincia con la pubblicazione del
trattato l’Allemand del 1810 di madame de Stäel, in cui si esalta la cultura tedesca si espongono le
settecento)
Che è costretto a svolgere una doppia professione trovando occupazione come insegnante,
Ma soprattutto l’intellettuale perde la propria posizione privilegia, si sente quindi declassato e posto
La nuova società industriale borghese e dominata dalle logiche del mercato e dei valori dell’utile e
della produttività, che nega ad ogni spazio la ricerca disinteressata della bellezza.
Artista intellettuale pur provenendo anch’essi dalla borghesia, sono percepiti come figure
improduttive e inutili all’interno della società società industriale e ciò genera un conflitto, che si
esprime come rifiuto dei valori di quel mondo, anticonformismo, atteggiamenti di rivolta, e evasione
Il conflitto è aggravato dal fatto che opera d’arte opera letteraria vengono anche sottoposte alle
leggi del mercato e considerate come merci, questo significa che l’artista per vendere la sua opera
Il soggettivismo
Esplorazione dell’irrazionale, per tutto ciò che sfugge al controllo della ragione, i sentimenti e tutti gli
Stati della psiche che si allontanano dalla normalità, come ad esempio il sogno, l’allucinazione, la
L’interiorità, ovvero la soggettività sono il campo di indagine privilegiato e sono proiezione dell’io.
C’è inoltre la tensione verso l’infinito ovvero il rifiuto della realtà esterno, della ragione di ogni forma
di costrizione si traduce in un’ansia di assoluto, desiderio di una realtà sentito come più vera.
all’infinito che non è necessariamente da intendere in senso religioso, porta con sé anche altre
La fuga spesso trova come rifugio il mondo dell’infanzia, visto come un paradiso perduto di
innocenza e gioia.
Al mito dell’infanzia si affianca anche quello della primitività. Le civiltà primitive sono viste come
A questa si collega la rivalutazione del popolo nel quale che sia dell’anima originaria e spontanea
NOVALIS=> rivista Atenheum, uno dei quarti tedeschi più importanti con una visione mistica della
realtà, nelle sue opere si nota molto il misticismo tipico del romanticismo.
Il poeta accomunabile con il sacerdote perché tutti e due vanno oltre le cose sensibili che
La poesia è quindi un qualcosa di indefinito che non si può definire e quindi non si può dire che
sacerdote)
Simile anche agli aedi, come Omero che addirittura era cieco e anche se non poteva vedere i tuoi gli
occhi deva tramite la poesia ispirata dalle muse, qui abbiamo l’esempio perfetto del poeta
veggente.
SCHLEGHEL=> scrive “corso di letteratura drammatica” anche lui faceva parte degli intellettuali
della rivista Atheneum.
La melanconia romantica e l’ansia dell’assoluto
Questo è il tema centrale del testo ed è il confronto tra antico e moderno, ovvero ovvero lo scontro
È un testo argomentativo. All’inizio sembra andare contro i filosofi, ma invece alla fine ci farà capire
Presso i greci la natura umana bastava a se stessa, bastava vivere non sentire il vuoto, non c’è una
tensione verso l’infinito e quindi non c’è una tensione verso la perfezione.
C’è la valorizzazione del mondo terreno poiché una felicità terrena è possibile.
Nei tempi moderni, con l’arrivo del cristianesimo, la religione ci insegna che gli esseri dopo il loro
grande peccato hanno perso la vera felicità che avevano nel giardino terrestre.
Noi quindi ci troviamo sulla terra aspiriamo a quella felicità, cosa però è impossibile perché nella vita
terrena non c’è quella felicità della vita ultraterrena, l’unica speranza e quindi nella vita vita eterna
dopo la morte.
L’oltretomba dei greci esiste come quello dei cristiani, che condizionò la vita con il paradiso inferno.
Il cristianesimo ha quindi imposto dei limiti sulla vita che viviamo sulla terra visto che non
C’è una similitudine tra noi gli ebrei a Babilonia, la nostra patria esiliata sulla terra sospira per la
Da qui viene il termine malinconia che è un’ansia nel raggiungere qualcosa che non si può
raggiungere
Se i greci sono arrivati alla perfezione nelle loro opere, i moderni non arriveranno mai.
Romanticismo italiano
Il romanticismo italiano ha più aspetti positivi, la autore principale del romanticismo italiano e
Manzoni.
Gli intellettuali ereditano dall’Illuminismo il ruolo civile dell’unità sociale, la letteratura deve avere
quindi un’utilità.
Il dibattito tra classicismo e romanticismo avviene poiché l’Italia è la culla del classicismo.
Nel 1816 madame de stäel pubblica “ sulla maniera e l’utilità delle traduzioni”, trattati importanti
1. Pietro Giordani: amico di Leopardi, difensore della letteratura neoclassica è contro le ideologie
della de Stäel
2. Ludovico di Breme, Pietro Borsieri, Giovanni Berchet: favorevoli al romanticismo, ognuno di loro
scrive un articolo che diventerà un manifesto del romanticismo italiano. Berchet in particolare
scrive “ lettera semiseria di Girostormo a suo figlio”, in cui sottolinea la natura popolare della
4. Leopardi: nel 1818 partecipa con un sottoscritto chiamato “ discorso di un italiano” in cui
Borse e Berchet danno vita a Milano alla rivista “ il conciliatore” che divulga desidero romanticismo
antifemminista.
Conobbe bene Napoleone e ne rimase ammaliata, ammira infatti la sua grandezza, ma aveva paura
La donna finisce a vivere in Germania, più in particolare a Berlino dove incontrò Schelgel .
Questo trattato non fu pubblicato in Francia ma ebbe un impatto enorme in Inghilterra e in Italia.
La donna ebbe una vita romantica frastagliata, si sposa in un matrimonio combinato e si divorzia.
-Pietro Giordani
TESI=> la nostra letteratura non sarà arricchita dall’influenza delle letterature straniere. Pietro
Giordani però che ci vuole una novità, scrivendo quindi un argomento a favore dell’ antitesi.
esempio degli artisti che nel XVII secolo cercarono di aggiungere novità alle loro opere che però
Anche nella letteratura nuovo non significa bello perché se allontana dall’armonia classica.
Almeno durante il seicento la bruttezza del nuovo ere italiana ed era originalità dell’Italia.
Se copiassimo i tedeschi sarebbe un brutto lavoro e neanche italiano, sarebbe una mera
Le idee tedesche non si adattano infine a quelle italiane, bisogna difendere la letteratura italiana.
Se ci saranno testi stranieri in Italia gli italiani non apprezzeranno più la letteratura nostrana.
agio nella società, nel romanticismo italiano l’intellettuale non entra in conflitto con la società, anzi si
• La continuità con l’Illuminismo poiché non c’è una rottura fra i due movimenti letterari
storia grandiosa) l’ottocento è quindi il secolo della borghesia. Il romanzo del genere che rispecchia
Il romanzo infatti non ha regole, è un genere spontaneo e aperto a qualsiasi tema, inoltre un genere
1. Romanzo storico => nasce in Inghilterra, e ambientato in un’epoca passata, si basa su fonti
storiche, in questi romanzi le trame personaggi di invenzione sono inseriti in un contesto sociale
critico la contemporaneità nei suoi vari aspetti aspetti. Si sviluppa particolarmente in Francia
Un posto importante da anche Niccolò Tommaseo e Ippolito dove nel suo romanzo “ confessioni di
un italiano”, il suo personaggio parla in prima persona dei suoi ottant’anni di vita e di quello che ha
visto in Italia.
Nella seconda metà dell’ottocento il narratore onnisciente entra in crisi e quindi il punto di vista
lingua comune.
Le questioni della lingua era nata con Dante che con il “ de vulgari eloquenzia” propose il fiorentino
come lingua della nazione.
Nell’ottocento Manzoni non vuole più seguire il modello dei grandi autori del trecento, visto che lo
considera obsoleto.
Manzoni lavorerà anche in una commissione che dovrà diffondere questa lingua in Italia.
L’Italia però non si diffonderà così nel paese, ma attraverso la guerra, la televisione, eccetera
eccetera.
MANZONI
Nasce a Milano nel 1785, figlio di Giulia Beccaria (a sua volta figlia di Cesare Beccaria).
Tra il 1790 e il 1791 viene accudito in collegio, e qui nasce la sua avversione nei confronti della
religione.
E nel 1805 si trasferisce a Parigi , visto che sua madre si è trasferita per andare a vivere con il conte
Si avvicina poi al giansenismo, una dottrina cattolica, con una tendenza verso il protestantesimo,
Manzoni condivide la visione pessimista e il rigore morale, ma non l’assenza del libero arbitrio.
L’influenza le opere di Manzoni sono ora la religione e il romanticismo, scriverà infatti gli inni sacri.
Nel 1840 c’è l’ultima relazione dei promessi promessi sposi sposi.
Nel 1860 viene nominato senatore dopo l’unificazione d’Italia e muore nel 1873 a Milano.
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regione fede idealidigiustiziauguaglianza elibertà
Cattolicesimity pover le
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Ihi
Guardare sul libro “ storia e invenzione poetica” a pagina 788
Tragedia Manzoniana
Le tragedie manzoniane, sono tragedie di storia.
Manzoni non riprende le sue personaggi dal mito o dalla Bibbia, sono personaggi realmente esistiti.
Manzoni contro le tre unità, non costrinse le azioni non luogo ristretto o in un tempo ristretto.
La tragedia di Manzoni introduce una funzione diversa del coro, che ha una funzione funzione di
Nella tragedia classica il coro era uno spettatore ideale che provava i sentimenti che la tragedia
doveva trasmettere.
L’ADELCHI
Questa tragedia di Manzoni è ambientata nel regno dei longobardi, durante la guerra tra franchi e
Emengarda viene ripiudata da Carlo e rispedita dal re dei longobardi, Desiderio, che era suo padre.
Adelchi, fratello di Ermengarda, deve combattere in guerra, anche se non vuole e non la sente sua.
Desiderio vuole costringere il Papa Adriano primo a incoronare il re dei franchi i figlio del fratello di
Carlo Magno.
Invani sono i tentativi di Adelchi di opporsi ai franchi: i duchi traditori passano dalla parte di Carlo, e
l’esercito longobardo è in rotta.
Adelchi viene portato in scena ferito e morente. Con le sue ultime parole, chiede al vincitore di
La storia è per lui dominata dalla violenza e dall’ingiustizia, che si perpetuano nelle generazioni in
Non esiste il mondo il diritto, ma solo una forza feroce che si fa passare per diritto.
Non vi è spazio per azioni magnanime: agirono un simile contrasto significa compiere del male.
Inoltre non vi è modo di porvi rimedio: chi agisce per contrastare il male è costretto a compiere
La condizione del potente, colui che ha la responsabilità di fare la storia, è totalmente negativa: il
meccanismo brutale della realtà lo costringe a seminare ingiustizie e sofferenze, rendendo e infelice
Per questo quando desiderio è fatto schiavo, Adelchi e felice per lui, perché non è più legato
Nelle parole menti di Adelchi si delinea quindi il male del mondo che è irrimediabile.
C’è una differenza però fra il pessimismo di Adelchi e il pessimismo nei professi sposi.
Nei promessi sposi il pessimismo sulla storia appare temperato dalla fiducia della possibilità, da
È importante in questo senso la figura di Carlo Magno, il re dei franchi è certo rappresentante tipico
dei personaggi “ politici” che mirano solo ai fini di potenza, incuranti delle sofferenze e delle
Però il suo intervento in Italia ha risultato di salvare il Papa dalle scorrerie del longobardi e di
garantire ai latini schiavizzati da essi almeno un lieve miglioramento delle condizioni generali di vita.
Quindi anche nell’Delhi si prospettano la possibilità di agire positivamente nella storia, attenuando il
male connesso con la condizione terrena, contrariamente a quello che dice ADELCHI morente.
Gruppi sociali che vengono usati come Capri espiatori, si cerca chi punire per la peste(detti untori)
Manzoni in questo trattatelo ricostruisce il processo agli untori, criticando i giudici che dovevano
GIACOMO LEOPARDI
Giacomo Leopardi nasce a Recanati, nello Stato Pontificio (oggi nelle Marche), nel 1798 da una
famiglia nobile, ma in decadenza. Appena l’età lo consente, il padre Monaldo lo affida a precettori
Il padre non si accorge del disagio di Giacomo, spesso rinchiuso nella grande biblioteca paterna,
solo, a studiare. È l’unica possibilità di evasione, di sfogo, di consolazione: un dialogo muto con gli
antichi autori che sembrano comprenderlo più dei suoi cari. Passano così «sette anni di studio
matto e disperatissimo».
Giacomo Leopardi impara alla perfezione il greco, il latino, l’ebraico, il francese (allora lingua
giovanile, al «bello», alla poesia e a una maggiore sensibilità per i valori artistici e per la speculazione
filosofica. Invia le sue prime poesie all’illustre letterato Pietro Giordani, che lo incoraggia.
Inaugura lo Zibaldone (1817-1832), l’enorme diario cui affida appunti, progetti, riflessioni. Scrive le
prime canzoni civili e le pubblica a Roma. Dopo una visita di Giordani, Giacomo prova a scappare di
casa, avventurosamente, nel 1819, ma viene scoperto e fermato dal padre. Sentendosi prigioniero,
Nel 1822 Leopardi va a Roma, dagli zii materni. Questo viaggio tanto agognato, si rivela deludente. I
grandi monumenti antichi non destano interesse; le donne romane, dice Leopardi, sono stupide e
dialoghi filosofici sui temi più spinosi della condizione umana. Con le Operette, inoltre, inaugura un
Nel 1825 Giacomo Leopardi è a Milano e collabora con l’editore Stella. Si aiuta anche con le lezioni
private, ma la sua economia è tutt’altro che florida. Va a Bologna e poi a Firenze. Nel 1828 è a Pisa
dove ritrova l’ispirazione poetica: scrive Il Risorgimento e A Silvia, avviando il ciclo dei Canti pisano-
Finita la collaborazione con Stella, è costretto a tornare a Recanati per quelli che lui chiama «sedici
mesi di notte orribile» (novembre 1828 – aprile 1830). Eppure è un periodo fecondo, perché scrive
altri Canti.
Di nuovo a Firenze, Giacomo Leopardi stringe amicizia con Antonio Ranieri, giovane e affascinante
scrittore napoletano, e s’innamora di Fanny Targioni Tozzetti. La donna lo rifiuta, forse dopo averlo
illuso con la tenerezza e la sincera ammirazione che sentiva nei suoi riguardi. Con questo rifiuto,
dolorosissimo, Leopardi abbandona l’estremo degli inganni umani: l’amore. Nell’occasione scrive
per lei Il pensiero dominante, Amore e Morte, A se stesso, Aspasia. Proprio quest’ultimo nome, dato
a Fanny come omaggio all’amante di Pericle (grande politico ateniese del V sec a. C.) diede il titolo
all’intero ciclo di poesie denominato appunto Il ciclo di Aspasia. Nel 1832, Leopardi scrive il suo
ultimo appunto sullo Zibaldone, che conta ormai ben 5000 pagine.
Nell’ottobre del 1833 Leopardi si trasferisce a Napoli insieme a Ranieri. Pur provato nel fisico,
interviene nel dibattito culturale: si scaglia contro l’illusione del progresso e contro la cieca fiducia
nella scienza. Contro i moti liberali del 1820-21 e 1831, scrive il poemetto satirico i Paralipomeni
della Batracomiomachia.
Tra il 1836 e il 1837 Leopardi e Ranieri (e la sorella di Ranieri, Paolina) abbandonano Napoli per
l’epidemia di colera e vanno a Torre del Greco alle falde del Vesuvio. Durante la permanenza,
Leopardi compone due poesie straordinarie: La ginestra o il fiore del deserto (1836) e Il tramonto
della luna (1837). Sono opere di grande sapienza e bellezza, e sono anche il suo testamento poetico
e spirituale. A Napoli, nel 14 giugno del 1837, Giacomo Leopardi si spegne tra le braccia del suo
Si chiamava zibaldone un piatto tipicamente emiliano in cui venivano mescolate diverse cose.
Molti punti di tangenza tra Leopardi e Schopenhauer, maturano la stessa riflessione ma senza mai
conoscersi effettivamente.
Bisogna riflettere sulla sua teoria del piacere che coincide con la felicità, che cos'è? Piacere
sensibile e materiale.
Non è un piacere infinito quello materiale. Per natura l'uomo desidera qualcosa=> il piacere infinito è
impossibile da raggiungere. Nessun piacere particolare può soddisfare quella parte dell'uomo che
desidera.
Cerca le ragioni dell' infelicità umana=> inappagazione perché quando ottengo una cosa che
Secondo Leopardi gli antichi, più vicini alla natura e innocenti, ma erano più felici.
La ragione=progresso ha allontanato l'uomo dalla felicità perché gli ha messo davanti agli occhi il
La colpa non è della natura ma dell'uomo e della società=> Rousseau mito del buon selvaggio.
Pietro verri aveva scritto un trattato "discorso sull'indole del piacere" che nasce dalla cessassione
Collegata alla del piacere c'è la poetica "del vago e dell' indefinito"=> se il piacere è indefinito allora
bisogna che la realtà immaginata sia richiamata dalla poesia con immagini vaghe ed indefinite che
slanciano le illusioni.
Esempio=> l'infinito di Leopardi, la siepe che gli occupa la visione gli permette di immaginare cosa
Permettono l'immaginazione perché risvegliano qualcosa di noi che avevamo nella nostra infanzia
antichità Ide
sinterain largione progresso
unanaturabuona infanzia etàadulta cihamostratolatristezza
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tristezza felicità tristezzacomune lasoddisfazionenonviene
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Pessimismo cosmico~ Leopardi perviene al cosiddetto pessimismo cosmico, ovvero a quella
concezione per cui, contrariamente alla sua posizione precedente, afferma che l'infelicità è
connaturata alla stessa vita dell'uomo, destinato quindi a soffrire per tutta la durata della sua
esistenza. La natura è infatti la sola colpevole dei mali dell'uomo; essa è ora vista come un
organismo che non si preoccupa della sofferenza dei singoli, ma svolge incessante e noncurante il
indifferente e crudele che fa nascere l'uomo per destinarlo alla sofferenza. Infatti la natura,
mettendoci al mondo, ha fatto sì che in noi nascesse il desiderio del piacere infinito, senza però
darci i mezzi per raggiungerlo. Questa concezione, che è alla base della maggior parte della
produzione poetica di Leopardi, emerge per la prima volta con assoluta chiarezza nel "Dialogo della
Natura e di un Islandese", un'Operetta morale scritta nel 1824. Significativa è, a questo proposito, la
conclusione del Canto notturno di un pastore errante dell'Asia (w. 100-104), dalla quale emerge
tutta la sfiducia del poeta verso la condizione umana nel mondo, una condizione fatta di sofferenza
e di diuturna infelicità.
I CANTI
Canti di Leopardi sono uno dei libri di poesia più importanti dell’intera letteratura italiana,
A differenza del Canzoniere petrarchesco, che delinea quasi un romanzo d’amore e che perciò si
presenta molto compatto e omogeneo, i Canti sono un libro dalle molte facce e dai molti registri
stilistici. Essa è data dalla costante inclinazione “teorica” del pensiero che si esprime nei singoli
componimenti: da un testo all’altro, si disegna, infatti, l’evoluzione di una concezione della storia,
Il libro, che contiene quasi tutta la produzione poetica leopardiana, fu stampato due volte durante la
vita dell’autore: la prima volta a Firenze nel 1831, la seconda a Napoli nel 1835. La prima edizione
conteneva le canzoni, gli idilli, e i canti pisano-recanatesi (senza Il passero solitario); la seconda
Una terza edizione, arricchita di due poesie scritte nel 1836 (Il tramonto della luna e La ginestra), fu
pubblicata a cura di Antonio Ranieri, intimo amico di Leopardi e interprete delle sue ultime volontà,
nel 1845 dopo la morte dell’autore.
Nella sua forma definitiva la raccolta è costituita di 41 testi composti nell’arco di un periodo che va
dal 1818 al 1836. Al suo interno sono individuabili alcuni gruppi o sezioni di testi omogenei,
ciascuno dei quali rappresenta una fase dello sviluppo formale della poesia leopardiana o
Il titolo "Canti", insolito per la tradizione lirica italiana, non significa “canzoni”, ma indica
semplicemente che i testi raccolti sono componimenti lirici, a prescindere dalle loro specifiche
Esso suggerisce, insomma, che il principio intorno al quale si organizza la raccolta non è,
diversamente da quanto avveniva nella maggior parte di quelle anteriori, di carattere metrico e
stilistico. In effetti, dalla lettura emerge che il tratto unificante più marcato è costituito dalla tensione
I Canti di Leopardi si aprono con un blocco di 9 canzoni, composte in un periodo che va dal 1818 al
1823, e già pubblicate autonomamente. Le unificano la forma metrica – la canzone –, fin dal
Duecento considerata quella più alta della poesia lirica, che Leopardi, però, elabora in modo
originale. Nelle canzoni Leopardi sviluppa infatti un discorso continuato sull’infelicità umana, vista
come conseguenza del progressivo e inarrestabile distacco dell’uomo dalla felice fusione con la
Natura che era propria degli antichi e dei popoli primitivi. Il distacco è stato causato dal prevalere
della ragione e della conoscenza, che non sono da considerarsi una conquista, in quanto uccidono
la fantasia e la capacità di illudersi. La scrittura delle canzoni, densamente retorica, impiega parole
rare, metafore ardite e una sintassi complessa che ne rende difficile l’immediata comprensione.
Seguono 5 idilli (L’infinito, La sera del dì di festa, Alla luna, Il sogno, La vita solitaria), composti fra
1819 e il 1821, in endecasillabi sciolti, cioè non rimati. Nella tradizione greco-ellenistica, ripresa dalla
poesia settecentesca, l’idillio era soprattutto un breve componimento che descriveva uno scenario
naturale, campestre. Leopardi lo trasforma spostando l’attenzione dal paesaggio naturale, che pure
è presente, all’interiorità. Dichiara lui stesso che gli idilli descrivono «situazioni, affezioni, avventure
storiche» del suo animo. L’indagine interiore è condotta attraverso uno stile «vago» e «indefinito»,
caratterizzato da un lessico meno ricercato e più familiare (ma sempre ‘letterario’) rispetto a quello
delle canzoni, da una sintassi più elementare e da una minore densità retorica.
Nei cosiddetti canti pisano-recanatesi (Il risorgimento, A Silvia, Le ricordanze, Canto notturno di un
pastore errante dell’Asia, La quiete dopo la tempesta, Il sabato del villaggio e, di datazione incerta, Il
passero solitario), scritti fra il 1828 e il 1830, Leopardi sperimenta una poesia che è insieme lirica e
dell’ineliminabile conflitto fra naturale desiderio del piacere e sua irrealizzabilità, fra illusione e realtà.
In essi il “noi” storico delle canzoni, che rappresentava l’umanità moderna, e l’“io” esistenziale degli
idilli si unificano in un “io” che parla di “noi tutti”. Anche la forma metrica innovativa, la canzone
libera, nella quale cioè le strofe non hanno un numero di versi predefinito e non esistono vincoli di
rima, sembra fondere la tradizionale forma chiusa delle canzoni con la libertà degli idilli. Non a caso
fino a non molti anni fa questi canti venivano chiamati “grandi idilli” in opposizione-continuità con i
L’ultima sezione dei Canti di Leopardi è costituita dai canti napoletani, quelli, cioè, scritti nell’ultimo
periodo della vita di Leopardi, da Aspasia (ancora legato alla tematica amorosa dei canti precedenti)
alla Ginestra.
L’INFINITO
L'infinito e la teoria del «vago e indefinito
Linfinito, composto nel 1819, anticipa in forma poetica un nucleo tematico che diverrà il centro delle
riflessioni Leopardiane negli anni successivi, a partire dal luglio del 1820: la «teoria del piacere», da
Le pagine dello Zibaldone sopra riportate sono perciò indispensabili a chiarire il senso di questa
poesia. Come si ricorderà, Leopardi vi sostiene che particolari sensazioni visive o uditive, per il loro
carattere vago e indefinito, inducono l'uomo a crearsi con l'immaginazione quell'infinito a cui aspira,
e che è irraggiungibile, perché la realtà non offre che piaceri finiti e perciò deludenti. L'infinito è
Nel primo momento (vv. 1-8) l’avvio è dato da una sensazione visiva, o per meglio dire!
Dall’impossibilità della visione: la siepe che chiude lo sguardo che impedendo adesso lo spinge di
costruisce l'idea di un infinito spaziale, cioè di spazi senza limiti, immersi in «sovrumani silenzi» e in
Nel secondo momento (v. 8-15) l'immaginazione prende l'avvio da una sensazione uditiva, lo
stormire del vento tra le piante. La voce del vento viene paragonata all’infinito silenzio creato
dall’immaginazione e suscita l’idea del perdersi dalle cose umane del silenzio dell’oblio.
Viene così in mente al poeta l’idea di un infinito temporale, ovvero l’eterno, in contrasto con le
Tra i due movimenti bianchi un passaggio psicologico: l’io lirico davanti all’immagine dell’infinito,
provoca un senso di sgomento, ma nel secondo momento l’si annega nell’immensità dell’infinito
immaginato, sino a perdere la sua identità, e questo sensazione di un fragile gli è piacevole e quindi
dolce.
Grandi idilli
Tema dell’esclusione
Parte dalla descrizione di un notturno lunare ( sembra evocare il libro ottavo dell’ Iliade di Omero)
Ieee Eileen
La donna
Èfase Tasche
della
h
sequi c'è
che
natura
una
personificazione
adduttoreprosopopea
Étienne tentagiunni
popoio
dimax im
it
tristeperchélecose
nonamoineterno Domande pag. 36
• Leopardi nella poesia ci illustra i suoi stati d'animo: in questo caso si tratta di uno stato di serenità
a seguito dalla contemplazione del paesaggio che lo circonda. Attorno a lui vede l'infinito che è
indefinito, un elemento molto evidente in questo idillio leopardiano. Inoltre l'idillio rende anche
• «interminati», «sovrumani», «profondissima», sono parole che spiccano sia per la loro lunghezza
per la loro estraneità alla tradizione lirica. Queste parole danno il senso dell’infinito
Saffo si è uccisa gettandosi dalla rupe di Leucade per via di un amore non corrisposto di un giovane
Leopardi dai rivede nelle sofferenze di Saffo, non amata perché brutta.
SAFFO=> simbolo del genio incompreso perché escluso ed emarginato da una natura che ha come
valore la bellezza
TEMI
2. Virtù incompresa
Ifencemo
o_proseranainsinrerno EEi
A SILVIA
Non è importante ci sia Silvia, molti mettono in discussione la sua esistenza.
Molti pensano sia la figlia del cocchiere di casa Leopardi, morta in giovane età, simbolo delle
È
clima KwaieyeAzi
forti
sentimenti
pamoesempionazoneliberierardinainose
senza
Gaustrofe madammembraza fegato
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Non è una lirica d’amore. Una figura diversa da quelle delle altre figure femminili, una donna terrena.
Si ritrova in questa ragazza, le strofe alternano l’attenzione, le prime due e la quinta parlano di Silvia,
Questa canzone rientra nei grandi idilli, ormai è avvenuto il passaggio al pessimismo cosmico.
È la natura che causa la tristezza nell’uomo=> Silvia muore per una malattia, per colpa della natura.
Un pastore perché in quel periodo circolavano molti articoli di argomenti esotici, che parlavano delle
Legge un articolo sulle usanze dei pastori mongoli che passavano la notte a guardare la luna e
Il pastore per quanto possa essere vicino all’innocenza dei primitivi, è completamente consapevole
della sua situazione
Pessimism
o cosmico
perché
accomuna
fai
apost
tutti gli
non
a uomini.
C’è il tema
della noia
dell
meteora
TIME
verbale
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Antitesereimale
echiasmo commein
ciecogdieri
q no
µ
Antitesi ilpastore si fafilosofo
µ
LE OPERETTE MORALI
Insieme di prose in quel momento di delusione nei confronti della società in cui non riesce a scrivere
poesie.
Si chiamano operette morali perché affrontano argomenti filosofici che hanno la funzione civile di
scuotere le coscienze=> effettuare una critica lucida e spietata contro i valori del suo tempo ( la
figura cieca nel progresso, lo spiritualismo, le mode del suo tempo ,ecc)
Luciano di Samosata=> autore greco del secondo secolo, autore a cui si ispira Leo.
Pessimismo cosmico
Suicidio
Polemica vs antropocentrismo
Leopardi durante il pessimismo storico) richiamo ad Hobbes con la frase “l’uomo lupo per altri
uomini).
Si chiede il perché, dopo essere fuggito dall’Islanda la natura va contro a tutti gli uomini e non solo
in Islanda, visto che all’inizio pensava che in Islanda stava male solo perche non era il clima giusto
L’ambientazione della poesia è recanatese, tutta rivolta alla semplicità di un piccolo borgo, vicino
alla campagna, verso il tardo pomeriggio di sabato, e quindi ormai già pronto a godersi la festa
Le prime inquadrature sono per una giovinetta che torna allegramente a casa, e una petulante
vecchietta che sulla scala comincia a parlare della sua gioventù. La prima è felice, e la seconda è
triste.
La ragazza è contenta perché è giovane, la festa è un’occasione per essere corteggiata. Eppure un
giorno sarà lei quella vecchietta sulla scala, e sarà triste per aver perduto la giovinezza.
Quando cioè possiamo proiettare il nostro piacere in una specie di ripetibilità infinita e
indeterminata, godiamo. Quando ci accorgiamo del venire meno di questo aspetto, si affacciano in
noi tristezza, angoscia e inquietudine: le sensazioni tipiche della domenica, la vigilia di un giorno
feriale. La poesia leopardiana è quindi sempre legata alla vita concreta dell’uomo e cerca di offrire
un insegnamento per affrontarla. Alla fine, il poeta fa una raccomandazione a tutti i giovani: godete
la vita, gioite, esultate, fate follie, voi che adesso potete. Domani penserete alla vostra realtà adulta,
ma solo domani.
Pieno di slancio e leggerezza, Il sabato del villaggio propone sul piano lessicale vocaboli mai troppo
Se il sabato è la giovinezza, capiamo che la domenica altro non è che allegoria della fase adulta
della vita.
Or la squilla dà segno 20
I fanciulli gridando
Su la piazzuola in frotta, 25
E qua e là saltando,
Fischiando, il zappatore,
E s'affretta, e s'adopra
Stagion metafora
lieta è cotesta.
P.127 traccia A
rinnonvisoondamaeomencondente
ameeitnorodiessofennemma
1) O luna graziosa, mi ricordo che, un anno fa, salivo pieno di ansia su questa collina per osservarti:
e anche in quel momento, così come stai facendo adesso, rimanevi sospesa su quel boschetto che
illumini interamente.
A causa, però, del pianto che mi usciva dagli occhi il tuo aspetto mi sembrava sfocato e
annebbiato, visto che la mia vita era dolorosa, e lo è ancora, né dà alcun segno di voler cambiare,
Tuttavia ricordare mi dà sollievo, così come contare gli anni che ho passato a soffrire.
Oh, com’è gradito quando giunge in età giovanile, quando la speranza ha di fronte un lungo
cammino e la memoria ha alle sue spalle invece un tratto breve, il ricordo del passato, nonostante
2)
1-5: Leopardi si dirige su un colle per osservare la luna, così come fece anche tempo prima
6-10:La vita di Leopardi che è stata sempre caratterizzata dalla tristezza, cosa che non cambierà
Il vero progresso non è quello che porta alla ricchezza o allo sviluppo industriale, deve essere un
progresso civile e sociale che deve avere alla base l’unione degli uomini che devono allearsi per far
È organizzato in diverse strofe, hla prima è inaugurata da un passo del Vangelo di Giovanni.
Stravolge il senso del versetto di Giovanni ( gli uomini hanno una propensione verso il peccato
invece che rivolgersi alla luce di dio), nella versione Leopardiana gli uomini tendono ad illudersi
(tenebre) invece che rivolgersi alla realtà (la luce della ragione ).
Opera in cui Leo dimostra in modo più esplicito l’odio verso là mentalità del suo tempo, la critica la
fiducia del progresso, l’ozio , la moda (tutto quello che distoglie dai veri valori e corrompe l’animo
viziandolo) e lo spiritualismo. Contro l’ideologia nascente del Positivismo (fiducia nel progresso),
La ginestra viene adorata da Leo perché è una piantina che sopravvive alle intemperie, vs le pendici
Paesaggio ostile e natura distruttrice (79 dC Pompei) La ginestra è come l’umanità, come lei ha
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