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Intermediari Domande

Il documento tratta diversi argomenti relativi al sistema finanziario e bancario. Descrive concetti chiave come l'intermediazione finanziaria, il mercato primario e secondario, i rischi bancari e la regolamentazione prudenziale secondo Basilea 2.

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Intermediari Domande

Il documento tratta diversi argomenti relativi al sistema finanziario e bancario. Descrive concetti chiave come l'intermediazione finanziaria, il mercato primario e secondario, i rischi bancari e la regolamentazione prudenziale secondo Basilea 2.

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-Secondo la teoria delle asimmetrie informa ve, la banca si a erma come

meccanismo alloca vo più e ciente perché:


Ha conoscenze professionali e suppor metodologici nella valutazione di rischi e
nella costruzione di portafogli di credi superiori a quelle di altre possibili…-

-Un’a vità nanziaria è:


Un bene che esprime un rapporto contra uale nel quale le entrambe le prestazioni
in causa sono denominate in moneta e scadono in tempi diversi.
-La funzione di allocazione del risparmio svolta da un sistema nanziario:
Presuppone, nelle con gurazioni evolute, la complementarità fra circui … indire e
intermediazione.
-Il mercato primario:
Esprime il prezzo dei toli di nuova emissione e fornisce fondi all’emi ente.
-Il market maker:
È l’intermediario che si obbliga nei confron del mercato a sostenere il corso dei
toli c.s. illiquidi.
-La banca è un’azienda di produzione che:
Svolge sistema camente e a proprio rischio l’a vità di intermediazione nanziaria e
intermediazione mobiliare.
-Le forme tecniche di raccolta basate su strumen di mercato:
Consentono alla banca di ampliare la scadenza della propria raccolta e una poli ca di
impieghi oltre il breve termine.
-L’apertura di credito in conto corrente:
È lo strumento di nanziamento a breve termine più essibile per il sogge o
u lizzatore.
-L’inves mento in toli da parte delle banche:
Risponde a obie vi aziendali di ricerca e mantenimento di adegua equilibri
economici e nanziari della ges one bancaria.
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-La nozione di liquidità bancaria:
Esprime la capacità della banca di far fronte, in modo tempes vo e in condizioni
economiche, alle obbligazioni assunte verso i suoi creditorie le sue contropar .
-Il rischio di tasso di interesse del banking book ha origine:
Da una variazione avversa del livello dei tassi di interesse in relazione ai volumi, lo
scadenzario, la composizione delle a vità e delle passività dello speci co
intermediario.
-Il margine di intermediazione:
È il margine economico espressivo della complessiva a vità di intermediazione
svolta dalla banca.
-La funzione di intermediazione a ribuita al sistema nanziario consiste:
Nel facilitare il trasferimento delle risorse monetarie dai sogge in avanzo
nanziario ai sogge che devono fronteggiare ai bisogni di fondi, genera da
inves men in a vità reali.
-La presenza di asimmetrie informa ve:
-L’esistenza di asimmetrie informa ve:
La presenza di stru ure di intermediazione per contrastare l’adverse selec on e i
hazard.
-Per rischio nanziario si intende:
Il veri carsi tanto di un evento nega vo quanto posi vo.
-L’intermediazione mobiliare è un’area di a vità per le banche che:
Si sostanzia nel supporto a emi en e inves tori che e e uano transazioni
mobiliari.
-Nell’ambito della vigilanza prudenziale (previdenziale), le autorità di vigilanza:
Introducono regole che ruotano a orno alla no zia fondamentale di patrimonio per
garan re la sana e prudente ges one della banca.
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-Gli strumen di raccolta di po personalizzato:
Sono le forme di ince a fondi per le banche che all’interno di operazioni
standardizzate presentano un grado di negoziabilità più o meno ampio con la
clientela.
-Nelle an cipazioni su pegno:
È prevista l’erogazione di una linea di credito e la contestuale richiesta di una
garanzia di natura personale al debitore quale elemento essenziale del contra o.
-In BASILEA 2:
Il primo pilastro prevede requisi patrimoniali minimi obbligatori a fronte del rischio
di credito dei rischi di mercato e del rischio opera vo.
-Secondo il testo unico delle leggi in materia bancaria e credi zia:
L’a vità bancaria è de nita come l’a vità di raccolta del risparmio tra il pubblico e
l’esercizio del credito.
-Nella ges one di patrimoni mobiliari su base individuale:
L’inves tore delega la ges one del proprio risparmio ad un operatore specializzato.
-I fondi comuni di inves mento mobiliare aper :
Cos tuiscono un’opzione di inves mento par colarmente ada a per il piccolo
risparmiatore.
-Ogni strumento di pagamento diverso dalla moneta legale:
Circola secondo un regime duciario che rappresenta il presupposto a nché i
surroga monetari siano acce a e di usi tra il pubblico.
-Nei credi di rma:
La banca si impegna ad assumere o a garan re un’obbligazione dell’impresa cliente.
-Il patrimonio ai ni di vigilanza è:
È il primo presidio a fronte dei rischi connessi con l’a vità bancaria.
-Il rischio di credito è:
La possibilità che una variazione ina esa del merito credi zio di una controparte nei
confron della quale esiste un’esposizione, generi una corrispondente variazione
ina esa del valore di mercato della posizione creditoria.
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-La nozione di liquidità bancaria:
Iden ca la capacità delle banche di far fronte con il valore corrente delle a vità
possedute alle proprie passività.
-Il mercato secondario:
Esprime nel con nuo il prezzo dei toli già emessi e consente nello stesso tempo
all’originale acquirente di liquidare il proprio inves mento.
-Nei servizi di negoziazione in conto terzo, banche e sim:
Rappresentano il “tramite” per mezzo del quale gli inves tori inviano ordini al
mercato.
-I fondi comuni di inves mento mobiliare chiusi:
Rappresentano una forma di inves mento con orizzonte temporale di m/l durata.
-L’apertura di credito in c/c:
È lo strumento di nanziamento a breve termine più essibile per il sogge o
u lizzatore.
-Secondo i paradigmi del risk management, il rischio di credito è:
La possibilità che una variazione ina esa del merito credi zio di una controparte, nei
confron della quale esiste un’esposizione, generi una corrispondente variazione
ina esa del valore di mercato della posizione creditoria.
-Nei gruppi bancari, il processo di diversi cazione opera va e geogra ca:
Consente alle banche e alle società prodo o che ne fanno parte di de nire in
condizioni di piena autonomia e indipendenza le proprie strategie aziendali.
-Il consorzio di collocamento con garanzia:
Le banche so oscrivono i toli non distribui per imme erli per il mercato
secondario, ciò al ne di garan re il risultato.
-Gli strumen di raccolta di po personalizzato (forma tecnica):
Sono le forme ince a fondi per le banche che all’interno di operazioni standardizzate
presentano un grado di negoziabilità più o meno in linea con la clientela.
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-Nel mercato interbancario:
Esiste una pia aforma telema ca organizzata e regolamentata a cui le banche si
rivolgono per soddisfare le proprie esigenze di tesoreria.
-Il margine d’interesse:
È il margine economico espressivo dell’a vità d’intermediazione credi zia svolta
dalla banca.

-Cos corren di corrispondenza passivi.


Tra la raccolta di po personalizzato troviamo il deposito di c/c di corrispondenza
passivo, il quale nasce con una doppia anima: funzione di inves mento e funzione di
pagamen . Quindi nel momento in cui un sogge o deposita una somma presso una
banca rinuncia a consumarla, a spenderla in moneta legale (funzione d’inves mento)
a fronte di questa privazione la banca oltre a res tuire la somma alla scadenza
riconosce anche un tasso d’interesse (funzione di pagamento). Dunque nel c/c di
corrispondenza passivo si trasferisce il denaro dal depositante corren sta alla banca,
dietro l’impegno di quest’ul ma a res tuirlo ad una certa scadenza, e si dà alla
banca il compito di eseguire una serie di operazioni per conto del corren sta. Oggi
tende a prevalere la funzione di pagamento, di ges one dei ussi nanziari
(tesoreria) del corren sta, andando ad esaltare la funzione monetaria della banca.
La banca me e a disposizione la moneta bancaria che è la disponibilità nel c/c di
corrispondenza che i corren s hanno. Dunque il c/c esalta la funzione monetaria
della banca perché a raverso l’u lizzo di strumen di pagamento consente agli
operatori del sistema economico di regolarizzare tra di loro le operazioni
commerciali a raverso l’u lizzo del c/c e di altri strumen che lo alimentano in
senso posi vo o nega vo, cioè arreca al sistema una moneta alterna va a quella
legale, cioè quella bancaria. Quindi oggi il c/c è un deposito di risorse nanziarie
presso la banca, ma di fa o è diventato anche uno strumento per ges re la tesoreria
ed è per questo che la remunerazione è in via scesa, no a diventare in alcuni casi
nega va, cioè è il cliente che paga un costo alla banca per il servizio di tesoreria.
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(È un po di raccolta personalizzato. Ha una doppia funzione: di inves mento e di
pagamento. Quando il cliente deposita un somma presso la banca, egli rinuncia a
consumarla, a fronte di ciò la banca oltre a res tuirgli la somma alla scadenza
riconosce anche un tasso d’interesse.
La funziona di pagamento perme e al cliente di ges re i propri ussi nanziari.

-I mezzi propri.
-Le funzioni del capitale.
Con la vigilanza prudenziale si è data una maggiore importanza al patrimonio della
banca, al patrimonio di vigilanza. Ci si basa sul requisito dell’adeguatezza
patrimoniale cioè la banca deve avere un patrimonio adeguato per far fronte ai
rischi, e il patrimonio minimo obbligatorio è che il patrimonio di vigilanza deve
essere almeno pari all’8% del totale dell’a vità della banca ponderante per il rischio.
L’8% è un requisito minimo obbligatorio che la banca deve detenere, ovviamente
maggiore è la percentuale detenuta, maggiore è la solidità della banca, più è
rischiosa l’a vità e più la banca deve accantonare capitale e ovviamente quindi il
patrimonio di vigilanza della banca ha un importante funzione che è quella di
tutelare la banca dai rischi: quale rischio di mercato, rischio opera vo e rischio di
credito che è quello più importante.

(Il patrimonio di una banca per essere adeguato e per far fronte ai rischi deve essere
almeno pari all’8% del totale dell’a vità della banca ponderante il rischio.
ovviamente maggiore è la percentuale detenuta, maggiore è la solidità della banca,
il patrimonio di vigilanza della banca ha un importante funzione che è quella di
tutelare la banca dai rischi: quale rischio di mercato, rischio opera vo e rischio di
credito che è quello più importante)

-I rischi del capitale proprio.


Il patrimonio di vigilanza serve a capire principalmente tre forme di rischio.
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Rischio opera vo: riguarda le perdite e danni che la banca potrebbe sopportare per
e e o di errori umani, malfunzionamento dei sistemi informa vi, per e e o di
comportamen dolosi o fraudolen di sogge con cui la banca è in a vità.
(Tale rischio ha assunto un peso importante. È un rischio puro. Tali perdite hanno un’in uenza
dire a sulla reputazione della banca e in questo rischio è compreso anche quello legale.)

Rischio di mercato: È il rischio di perdite di posizioni di toli in seguito a variazioni


sfavorevoli di prezzi di mercato. riguarda il portafoglio di negoziazione della banca.
(È il rischio generato dall’opera vità della banca sui merca riguardan gli strumen , le valute e le
merci.)

Rischio di credito: la possibilità che una variazione ina esa sul mercato credi zio di
una controparte, nei confron della quale esiste un’esposizione, generi una
corrispondente variazione ina esa del valore di mercato della posizione creditoria.
(Il rischio di credito non è solo il rischio derivante dall’insolvenza della controparte, ma anche il
semplice derivamento ina eso della situazione economico- nanziaria dell’impresa per cui si ha
un’esposizione per e e o del quale diventa maggiormente incerto il rimborso.)

-Cos’è una SICAV (società a capitale variabile).


È una società per azioni a capitale variabile avete per ogge o esclusivo
l’inves mento colle vo del patrimonio raccolto mediante l’o erta al pubblico di
proprie azioni. È classi cato tra gli organismi di inves mento colle vo del risparmio.
Può essere assimilata al FCI dal quale si di erenzia perché mentre nel FCI
l’inves tore è tolare di una quota del fondo stesso che viene assimilato da una
società di ges one dis nta (SGR), nella SICAV l’inves tore assume la quali ca di
socio della società garante, il cui capitale sociale coincide col patrimonio
amministrato. Le azioni della SICAV possono essere a scelta del so oscri ore
nomina ve o al portatore. La SICAV può essere cos tuita previa autorizzazione della
BI, sen ta la Consob e le condizioni per il rilascio dell’autorizzazione sono:
-adozione forma di Spa
-sede legale e direzione generale situate nella Repubblica Italiana
-CS di ammontare non inferiore a quanto stabilito da BI
-possessione nello Statuto dell’ogge o esclusivo dell’inves mento colle vo del
patrimonio raccolto mediante l’o erta al pubblico delle piccole azioni.
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SGR: sono degli is tu di intermediazione nanziaria. Svolgono in via esclusiva
l’a vità di promozione e di ges one di FCI, possono anche essere autorizzate a
svolgere la ges one individuale di portafogli di inves mento e il servizio di
consulenza. La SGR deve essere autorizzata dalla BI, sen ta la Consob e per avere
l’autorizzazione deve rispe are le seguen condizioni:
-forma di Spa
-sede legale e direzione generale nel territorio della Repubblica Italiana
-capitale versato non inferiore a quanto stabilito da BI (1 milione di euro)
-gli esponen aziendali devono avere requisi previs da TUF
-la stru ura del gruppo di cui la SGR fa parte deve pregiudicare l’esercizio dell
vigilanza su di essa
-vengono presenta insieme allo statuto e all’a o cos tuito un programma avente
l’a vità iniziale e una relazione sulla stru ura organizza va.
-la denominazione sociale con ene le parole società di ges one del risparmio.

SIM: sono Spa che svolgono l’a vità d’intermediazione mobiliare. Vengono
disciplinate dal [Link]. 24 del 1998 secondo cui devono essere autorizzate dalla Consob
e l’autorizzazione deve indicare a quale speci ca a vità si riferisce.
Devono essere organizzate so o forma di Spa e devono avere sede e direzione nel
territorio italiano. Il CS non può essere inferiore a quanto stabilito da BI e il
management deve disporre sempre dei requisi di professionalità e onorabilità. A
di erenza delle banche non possono svolgere intermediazione credi zia.

-Esistenza degli intermediari secondo il principio d’asimmetria informa va.


La teoria sui cos di transazione viene superata grazie al fa o che è possibile ridurre
i cos con la tecnologia, anche se i merca sono ben stru ura e ci si deve essere
informazione. Naturalmente ciò comporta l’esistenza di asimmetria informa va.
L’economia dell’informazione proprio per l’asimmetria informa va gius ca
l’esistenza degli intermediari. Nella fase di screening il prenditore di fondi è in una
posizione di vantaggio rispe o al datore di fondi, avendo una base informa va
migliore. Invece il complesso di datori non avendo una buona base informa va
assegnano ai prenditori una rischiosità media, ciò per agevolare i prenditori con
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rischiosità elevata e penalizzare quelli con rischiosità ada a. In tal caso il prenditore
di elevata qualità non concede credito, lasciano spazio a quelli di scarsa qualità e
questo porta alla crescita dei tassi. Per ovviare a questo problema, il prenditore di
elevata qualità e e ua segnalazioni in modo tale da spostare su di sé l’a enzione
del datore. Naturalmente tu e queste segnalazioni hanno un costo. A livello di
sistema, queste imperfezioni penalizzano il massimo volume di scambi potenziale sul
mercato (adverse selec on), Questa imperfezione nella fase di screening gius ca
l’esistenza dell’intermediario perché esso ha la facoltà di poter valutare il singolo
prenditore di fondi e minimizzare gli e e nega vi dell’asimmetria, ma anche il
costo dell’asimmetria stessa.

-Cosa sono gli ETF (Exchange Traded Find)


Sono una par colare pologia di fondi. Il progresso scien co, tecnologico,
l’innovazione nanziaria sono un fenomeno inde nito, che va avan in maniera lenta
ma con nua. Gli ETF sono sta introdo nel 2002, sono fondi di inves mento
quota sul mercato e sono sta un’innovazione dirompente. Il mercato degli ETF è
un mercato all’avanguardia perché hanno cara eris ca che li rende interessan . La
cara eris ca degli ETF è data da un duplice ordine di circostanza:
1) si possono comprare e vendere con un qualsiasi tolo azionario/obbligazionario.
2) anche in questo caso, come per gli altri fondi, comprando la quota di
partecipazione al fondo si compra una parte di portafoglio; tu avia in questo caso
viene acquistato un portafoglio e in ogni momento è possibile sapere cosa è stato
comprato.
Sono fondi a ges one passiva o indicizza , vuol dire che sono fondi che replicano un
indice di mercato. Ques fondi donano gli indici di mercato (panieri di toli). Ogni
mercato regolamentato ha uno o più indici di riferimento. Ques indici di riferimento
sono dei panieri, cioè dei contenitori di più toli. Ad esempio esamino il FTSE MIB
SO: indice del mercato azionario che con ene dei toli delle prime 30 società per
capitalizzazione del mercato azionario italiano. Se scelgo EUROSTOCK SO: paniere di
toli che include le SO società per maggiore capitalizzazione nei merca europei.
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L’industria dell’EFT ha introdo o degli EFT che replicano gli indici di mercato ritenu
maggiormente acca van per gli inves tori. Questo modo di operare vuole
interce are la domanda di quegli inves tori che hanno l’esigenza di capire cosa
stanno comprendo cioè un paniere di toli individuato dall’indice di riferimento.
Qualche anno fa si inves va nei Paesi emergen .

Gli exchange-traded fund sono un tipo di fondi d'investimento quotati in


borsa, a responsabilità limitata per i soci che vi partecipano con la
compravendita di azioni; hanno la peculiarità di essere a gestione passiva
poiché si legano a un indice azionario preesistente

-I macro obie vi della vigilanza sul sistema nanziario.


-Autorità di vigilanza.
Le autorità di vigilanza: il sistema non si può autoregolamentare oppure si creano
situazioni di assenza di controllo. Prevale il modello di vigilanza in cui vi è la presenza
di pubblici poter sui merca . Prevalgono i modelli di vigilanza mis che sono
cara erizza da una regolamentazione quadro de ata da leggi dello Stato, da una
regolamentazione di secondo livello prodo a dalle autorità di vigilanza e processi di
autoregolazione che si danno agli operatori. Gli obie vi della vigilanza sono qua ro:
stabilità del sistema, corre ezza e trasparenza dei comportamen , e cienza e la
concorrenzialità.
-stabilità del sistema: è necessario che ci sia un portafoglio disponibile, il capitale
non deve essere disperso, il risparmio deve essere prote o dall’operato delle
autorità di vigilanza e dalle leggi. Il risparmio è tutelato dall’art. 46 della Cos tuzione
secondo il quale coloro che ricevono il risparmio sono le banche e per cer versi i
sogge emi en . Le banche devono essere sogge solubili, cioè capacità
dell’intermediario di essere in equilibrio patrimoniale, equivale a dire stabilità del
sistema, monitorare one to one le banche. Le banche più grandi vengono vigilate
dalla banca centrale europea, essendo più capitalizzate con a vità di bilancio al . Le
banche più piccole sono monitorate dalla Banca d’Italia. Il singolo intermediario
deve rispe are il principio di adeguatezza patrimoniale, adeguata alla sua speci ca
a vità, al suo speci co contesto opera vo.
-Gli intermediari e i sogge emi en devono operare con trasparenza: condo a
improntata dalla corre ezza (esplicitare tu e le condizioni del rapporto, dare
un’informa va chiara e corre a, esplicitare i con i d’interesse che la banca può
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avere, evidenziare i cos del servizio) e alla trasparenza. Entrambi impongono agli
operatori di evidenziare al cliente potenziali situazioni di cri cità rispe o
all’operazione. Ciò si rivolge sopra u o verso la clientela retail (che abbia meno
dimes chezza con gli strumen nanziari).
E cienza: l’a vità deve essere svolta in maniera e ciente con cos e tempi
minimizza .
-Concorrenzialità: sana compe zione tra i sogge , sprigionare le migliori energie
con bene ci all’interno del sistema. Le autorità di vigilanza del sistema bancario
sono: la Banca d’Italia per pro li di stabilità e concorrenzialità, Consob per pro li di
corre ezza e trasparenza dei comportamen , per servizi di intermediazione
mobiliare de servizi di inves mento (banche e SIM), IVASS per la compagnia di
assicurazione (dipar mento della banca d’Italia). Commissione di vigilanza su fondi
pensione COVIP. Ques ul mi due di dedicano a due operatori ben codi ca , ovvero
imprese di assicurazione e fondi pensione.
ANTITRUST: autorità della concorrenza e del mercato che interviene su due
tema che: aggregazioni bancarie (la banca acquista un’altra banca) a nché non ci
sia abuso di posizione dominante.

-La moneta bancaria e gli strumen di pagamento.


La moneta bancaria è quella che viene emessa dalla banca ed essa è la disponibilità
del c/c di corrispondenza passiva. Per quanto riguarda gli strumen di pagamento
abbiamo la moneta direzionale che è emessa dal ministero del Tesoro, la moneta
legale che è emessa dal ministero della banca d’Italia, il giroconto a raverso cui si
trasferisce il denaro da un conto all’altro, il boni co che è ordine di pagamento in cui
il dato più importante è l’iban, l’assegno; la ricevuta bancaria, con cui il creditore
dichiara di aver ricevuto una somma tramite banca ed incassare la somma; il
rapporto inter-bancario dire o che è un servizio basato su incasso di credi che si
basa di un’autorizzazione data dal debitore alla propria banca di acce are gli ordini
di addebito provenien da un determinato creditore e poi i vagli postali, il c/c postali
e le carte di credito no postali.
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-Le diverse forme di risparmio ges to.
La ges one del risparmio è uno strumento a raverso cui l’inves tore dà in ges one
ad un sogge o specializzato, il gestore, una parte del suo risparmio e le forme di
ges one: abbiamo ges one individuale e colle va.
Individuale: si dà al cliente la possibilità di dare delle indicazioni al gestore e di
inves re nell’a vità di ges one del risparmio a di erenza invece nella ges one
colle va con i fondi comuni d’intervento dove questo non è possibile. I fondi
comuni d’inves mento sono di natura retail sono na per far a acciare il piccolo
risparmiatore al mercato borsis co; comunque sono na altri nuovi fondi comuni
d’inves mento che hanno altre preroga ve, ma comunque la preroga va principale
è quella del piccolo risparmio ed essi vengono amministra da SGR. Un altre po di
fondo a raverso cui si ha una ges one colle va del risparmio sono le TF che sono
cara erizzate da una duplice circostanza cioè si possono comprare o vendere con un
qualsiasi tolo obbligazionario o azionario, e comprare la quota di partecipazione al
fondo signi ca comprare una parte di portafoglio ed essi sono dei fondi a ges one
passiva perché vanno a replicare un indice di mercato.

-Le cara eris che per cui nascono gli intermediari nanziari.
-Perché esistono gli intermediari nanziari.
Nella teoria economica l’esistenza degli intermediari nanziari è ricondo a alle
seguen ragioni:
-esigenza di conciliare le preferenze di portafoglio dei se ori in avanzo ( a vità a
breve termine e a basso rischio) con quelle dei se ori in disavanzo (scadenze più
lunghe e rischi superiori), mediante trasformazione di scadenze e rischi (Gurley &
Show).
-riduzione dei cos di transazione, sopra u o quelli di ricerca della controparte
(Benston & Smith; Klein): gli intermediari hanno la capacità e conoscenze tecniche e
sono in grado di sfru are le economie di scala nella produzione di a vità nanziarie;
-riduzione delle asimmetrie informa ve (Leland & Pyle). L’intermediario si pone
come creditore in de cit e debitore di quello in surplus; il problema si ripropone tra
ognuna delle par e l’intermediario, ma ques si trova in posizione migliore perché,
per la natura del rapporto che ha con le imprese riesce ad o enere le informazioni.
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-I principali prodo del risparmio ges to
Le diverse forme di risparmio ges to, si possono sviluppare su base patrimoniale,
ovvero individuale o colle va.
INDIVIDUALE: Servizi di ges one patrimoniale mobiliare, in cui l’inves tore invece di
operare in un’o ca “fai da te” si spoglia di una decisione e la delega a un sogge o
specializzato. Delega: circostanziata, de nire periodo, inves mento, azioni o
obbligazioni. Gestore e ges one da monitorare, controllo ex-ante (il cliente si
informa sul po di ges one e il portafoglio di inves mento, portafoglio TARGER) e
ex-post (periodicamente il gestore invia un rendiconto, performance portafoglio e
benchmark). Il benchmark è il rendiconto del portafoglio target astra o, dichiarato al
momento della so oscrizione del mandato. Il gestore riceve una commissione di
ges one e una di performance.
FONDI COMUNI DI INVESTIMENTO: a di erenza dei primi, il cliente è escluso da ogni
decisione, ovvero non ha alcun potere decisionale. Nascono per i risparmiatori
Retail, infa grazia alla ges one di un patrimonio più ampio la banca può operare
meglio la selezione e la diversi cazione degli inves men . Il fondo è un raccoglitore
che si forma con la quota di risparmio conferite dai singoli partecipan , si investe in
strumen nanziari. Non hanno personalità giuridica e sono ges te da una SGR.
Quest’ul ma ha una riserva di legge per svolgere l’a vità. La banca depositaria da
garanzia alle operazioni, è l’is tuto tesoriere del fondo che ges sce i ussi di cassa in
entrata e in uscita. Sono fondi mobiliari aper . Operazione trasparente, il cliente ha
solo base informa va e riceve il rendiconto del fondo (stato patrimoniale, valore PN
ne o, quota). Il fondo deve pubblicizzare il NAV (net asset value)
ETF: Gli ETF sono gli Exchange Traded Funds, ovvero strumen nanziari di risparmio
ges to, che uniscono alcune delle cara eris che dei toli azionari con altre proprie
dei fondi comuni di inves mento. Ques strumen sono cara erizza dal fa o che
possono essere acquista e vendu come toli azionari o obbligazionari (Fondi
quota sul mercato). È possibile comprare una parte del portafoglio e quindi
conoscere esa amente cosa si è comprato. Sono chiama anche FONDI A GESTIONE
PASSIVA O INDICIZZATA, in quanto replicano e clonano gli indici di mercato (che sono
panieri di toli che dicono l’andamento di mercato).
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-Le funzioni e il ruolo del patrimonio in Banca
All’interno del patrimonio di una banca troviamo un patrimonio di vigilanza che è
l’aggregato di riferimento in base al quale vengono de nite una serie di a vità
opera ve. Si dis ngue dal patrimonio ne o, perché composto sia da poste di equity
che di debito. È composto da un patrimonio di base, che serve a coprire le perdite
della banca in caso di con nuità dell’impresa, e da un patrimonio supplementare,
che serve a coprire le perdite in caso di liquidazione. Il patrimonio di vigilanza, deve
avere almeno una soglia minima dell’8%, per poter fronteggiare i rischi di credito, di
mercato e opera vi. Con i tra a di Basilea, si vuole incitare le banche ad andare
oltre i requisi minimi e bisogna rendere trasparente la situazione patrimoniale degli
stakeholder.
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