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Italia - Wikipedia

L'Italia è uno stato membro dell'Unione Europea situato nell'Europa meridionale. Ha una popolazione di circa 60 milioni di abitanti e Roma è la capitale. L'Italia ha una lunga storia che risale all'antica Roma e include il Rinascimento. Oggi l'Italia ha un'economia avanzata ed è una potenza globale.

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L'Italia è uno stato membro dell'Unione Europea situato nell'Europa meridionale. Ha una popolazione di circa 60 milioni di abitanti e Roma è la capitale. L'Italia ha una lunga storia che risale all'antica Roma e include il Rinascimento. Oggi l'Italia ha un'economia avanzata ed è una potenza globale.

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13/10/23, 19:33 Italia - Wikipedia

Coordinate: 42°30′N 12°30′E (Mappa)

Italia
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Italia (disambigua).
Disambiguazione – "Repubblica Italiana" rimanda qui. Se stai cercando altri significati,
vedi Repubblica Italiana (disambigua).

Italia
«Il bel paese / ch'Appennin parte, e 'l
mar circonda et l'Alpe»

(Francesco Petrarca, Rerum Vulgarium


Fragmenta, s. CXLVI)
(dettagli) (dettagli)
L'Italia (AFI: /iˈtalja/,[10] ), ufficialmente
Repubblica Italiana,[11] è uno Stato
membro dell'Unione europea, situato
nell'Europa meridionale e occidentale, il cui
territorio coincide in gran parte con
l'omonima regione geografica. L'Italia è una
repubblica parlamentare unitaria e conta una
popolazione di circa 59 milioni di abitanti,[12]
che ne fanno il terzo Stato dell'Unione
europea per numero di abitanti. La capitale è
Roma.

Delimitata dall'arco alpino, l'Italia confina a


nord, da ovest a est, con Francia, Svizzera, L'Italia (verde scuro) nell'Unione europea (verde
Austria e Slovenia; la penisola italiana si chiaro)
protende nel mar Mediterraneo, circondata Dati amministrativi
dai mari Ligure, Tirreno, Ionio e Adriatico, e
da numerose isole (le maggiori sono Sicilia e Nome
Repubblica Italiana
Sardegna), per un totale di completo
[13]
302 068,26 km². Gli Stati della Città del Nome ufficiale Repubblica Italiana
Vaticano e di San Marino sono enclavi della
Repubblica, mentre Campione d'Italia è Lingue ufficiali Italiano[1]
un'exclave della Repubblica Italiana e
Altre lingue Bilinguismo a livello regionale o
un'enclave della Confederazione Svizzera.
locale, vedi lista
Crocevia di numerose civiltà, l'Italia antica fu Capitale Roma (2 749 031 ab. / 2021)
unificata da Roma, diventando il centro
amministrativo, economico, culturale e Politica
politico dell'Impero romano. Dopo la caduta Forma di
dell'Impero romano d'Occidente, l'Italia Repubblica parlamentare
governo
medievale fu soggetta a invasioni e
dominazioni di popolazioni barbariche, Presidente
perdendo la propria unità politica. Tra XV e della Sergio Mattarella
XVI secolo, con la diffusione dell'Umanesimo Repubblica

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e del Rinascimento, divenne nuovamente il Presidente del


centro culturale del mondo occidentale. La Giorgia Meloni
Consiglio
penisola conobbe poi la controriforma, il
barocco e il neoclassicismo. Proclamazione 18 giugno 1946[2]

Dopo la parentesi napoleonica, gli italiani Ingresso


14 dicembre 1955
lottarono per l'unificazione e l'indipendenza nell'ONU
nazionale durante il Risorgimento, finché, Ingresso 25 marzo 1957
dopo la seconda guerra d'indipendenza e la
nell'UE (membro fondatore)
spedizione dei Mille, il 17 marzo 1861 nacque
il Regno d'Italia, che ottenne la vittoria nella Superficie
prima guerra mondiale (1918), completando
Totale 302 073[3] km² (72º)
il processo di unificazione nazionale. Nel
1946, dopo il ventennio fascista (1922-1943), % delle acque 2,4%
la seconda guerra mondiale, e la definitiva
Popolazione
guerra di liberazione, a seguito di un
referendum istituzionale, lo Stato italiano Totale 58 815 463 ab. (28 febbraio
divenne una repubblica. 2023) (25º)

Nel 2021 l'Italia, ottava potenza economica Densità 195,41 ab./km² (39º)
mondiale e terza nell'Unione europea, è un
Tasso di
paese con un alto livello di vita: l'indice di -0,65%[4]
sviluppo umano è molto alto, 0.895, e la crescita
speranza di vita è di 82,9 anni.[7] È membro Nome degli
fondatore dell'Unione europea, della NATO, Italiani
abitanti
del Consiglio d'Europa e dell'OCSE; aderisce
all'ONU e alla Convenzione di Schengen. Geografia
L'Italia è, inoltre, membro del G7 e del G20, Continente Europa[5]
partecipa al progetto di condivisione nucleare
della NATO, si colloca in nona posizione nel Confini San Marino, Città del Vaticano,
mondo per spesa militare ed è sia una Francia, Svizzera, Austria e
potenza regionale che una grande potenza Slovenia
globale.[14][15] È il quinto paese più visitato del
mondo e vanta il maggior numero di siti Fuso orario UTC+1
dichiarati patrimonio dell'umanità UTC+2 (ora legale)
[16]
dall'UNESCO (59).
Economia
Valuta euro
Indice PIL (nominale) 2 090 448[6] milioni di $ (2020
stima) (8º)
Etimologia del nome
Storia PIL pro capite
34 428[6] $ (2020 stima) (28º)
Preistoria (nominale)
Età antica PIL (PPA) 2 515 796[6] milioni di $ (2020
Medioevo stima) (12º)
Età moderna
PIL pro capite
Età contemporanea 41 433[6] $ (2020 stima) (33º)
(PPA)
L'Unificazione
Il Regno d'Italia ISU (2021) 0,895[7] (molto alto) (30º)
Il fascismo e la seconda guerra
Fecondità 1,25 (2021)[8]
mondiale
La Repubblica Italiana Varie

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Geografia fisica Codici ISO


Geologia IT, ITA, 380
3166
Vulcanismo e geotermia
Attività sismica TLD .it, .eu

Idrografia Prefisso tel. +39[9]


Clima Sigla autom. I
Società
Lato di guida Destra (↓↑)
Evoluzione demografica
Lingue Inno nazionale Il Canto degli Italiani
Lingua italiana 1:37
Altre lingue
Religione Festa
2 giugno
Criminalità nazionale
Media e libertà d'informazione
Diritti civili
Ordinamento
Assetto costituzionale
Suddivisioni amministrative
Sistema tributario
Istituzioni, enti e associazioni
Ordinamento scolastico
Sistema sanitario
Forze armate e pubblica sicurezza
Relazioni internazionali
Cittadinanza italiana
Simboli
Economia
Agricoltura
Evoluzione storica
Risorse minerarie
Industria Stato
Regno d'Italia
Design e moda precedente
Settore terziario
Turismo
Infrastrutture
Divario Nord-Sud
Ambiente
Aree protette
Biodiversità e minacce
Cultura
Arte
Architettura
Patrimoni dell'umanità
Pittura e scultura
Letteratura
Teatro
Fumetto

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Musica
Cinema
Musei
Scienza
Scienze matematiche, fisiche e naturali
Matematica
Fisica
Chimica
Medicina
Scienze umane
Economia
Geografia
Filosofia e storiografia
Scienze applicate
Ingegneria
L'Italia nello spazio
Altre scienze
Tecnologia
Tradizioni
Tradizioni e folclore
Gastronomia
Sport
Note
Bibliografia
Voci correlate
Altri progetti
Collegamenti esterni

Etimologia del nome


Lo stesso argomento in dettaglio: Etimologia del nome Italia.

Il nome proprio "Italia" nasce come toponimo. La sua origine, oggetto di studi sia da parte di
linguisti sia di storici, è controversa. Non sempre, tuttavia, sono suggerite etimologie in senso
stretto, bensì ipotesi che poggiano su considerazioni estranee alla specifica ricostruzione linguistica
del nome oppure che sono riferite a tradizioni non dimostrate (come l'esistenza del mitologico re
Italo)[17] o poco verosimili (come la correlazione del nome con il vitello).[18]

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Prima che si affermasse il nome Italia, altri termini sono stati usati per riferirsi alla penisola, tra cui
Esperia[19] (terra occidentale), Enotria[20] (terra del vino) o Ausonia[21] (terra degli Ausoni). Questi
termini sono tuttavia rimasti nell'uso poetico per riferirsi all'Italia.

Storia
Lo stesso argomento in dettaglio: Storia d'Italia.

Preistoria
Lo stesso argomento in dettaglio: Italia preistorica e protostorica e Neolitico in Italia.

Il popolamento del territorio italiano risale a circa 700 000 anni


fa, epoca di cui si conserva il sito archeologico del paleolitico
inferiore di Isernia La Pineta abitato da Homo erectus.[22]
Sempre in Italia meridionale si sviluppò anche la cultura
acheuleana a cui risalgono i primi bifacciali e i primi
insediamenti stabili; inoltre, nel corso della glaciazione Riss qui
comparve anche l'Homo neanderthalensis.[23] Il paleolitico
medio vide l'arrivo dei primi Homo sapiens e la loro coesistenza
con i Neanderthal; siti di questo periodo sono specialmente le
grotte come la grotta Paglicci, la grotta del Cavallo o la grotta
Guattari, dove sono stati rinvenuti strumenti più complessi e
differenziati come punte di freccia e raschiatoi.[24] Il paleolitico
superiore segnò la scomparsa dei Neanderthal e l'aumento degli
insediamenti umani, anche grazie alle migrazioni verso il nord
Italia; a questo periodo risalgono anche espressioni artistiche Cartina linguistica dell'Italia antica
come le veneri paleolitiche e le prime forme di scambio.[25][26][27] nell'Età del ferro, prima
dell'espansione romana.
La rivoluzione neolitica non modificò eccessivamente la vita
degli abitanti in grotta dell'Italia meridionale costiera, che
continuarono a basare la propria sussistenza sulla caccia e sulla raccolta di molluschi. A partire dal
VI millennio a.C., però, queste popolazioni, come, ad esempio, quelle della grotta dell'Uzzo, si
stabilirono nelle pianure circostanti, dando vita alla cultura di Stentinello, che realizzò i primi
villaggi difesi da fossati.[28] Per via della montuosità del territorio, in Italia centrale si sviluppò
l'allevamento transumante, mentre l'agricoltura apparve successivamente, dando vita nelle pianure
abruzzesi e marchigiane alla cultura di Ripoli.[29] Infine, anche nelle pianure dell'Italia
settentrionale nel IV millennio a.C. nacquero i primi villaggi agricoli, rappresentati principalmente
dalla cultura dei vasi a bocca quadrata e dalla cultura di Sasso-Fiorano.[30] In Sardegna, nel III
millennio a.C., si svilupparono la cultura di Arzachena e la cultura di Ozieri, entrambe
caratterizzate dai megaliti.[31]

L'inizio della metallurgia in Italia diede vita alle culture dell'età


del rame: nacquero, così, al nord la cultura di Remedello, al
centro la cultura del Rinaldone e al sud la cultura del Gaudo.[32]
L'età del bronzo portò allo sviluppo in Italia centrale e
settentrionale della cultura di Polada, mentre in meridione si
svilupparono la cultura di Castelluccio e la cultura di Capo
Graziano.[33] Intorno al XVII secolo a.C. in Italia centro-
meridionale la cultura appenninica entrò in contatto con la
Il nuraghe di Su Nuraxi civiltà micenea; in Italia settentrionale, invece, i terramare
costruirono i primi villaggi palafitticoli, mentre in Sardegna
nacque la civiltà nuragica.[34] Tra il XIII e il X secolo a.C. si ebbe

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un aumento della popolazione e uno sviluppo sociale che portarono alla nascita della cultura di
Pantalica e della cultura protovillanoviana, che, grazie all'abilità nella lavorazione dei metalli, si
sviluppò nella cultura villanoviana dell'età del ferro. Il IX secolo a.C. vide anche la presenza, in
centro Italia, della cultura laziale e, al nord, della civiltà atestina e della cultura di
Golasecca.[35][36][37]

Età antica
Lo stesso argomento in dettaglio: Popoli dell'Italia antica e Italia romana.

La colonizzazione greca delle coste dell'Italia centrale e


meridionale avvenuta nell'VIII secolo a.C. portò alla fondazione
di numerose poleis e alla nascita del popolo degli Italioti in
Magna Grecia e dei Sicelioti in Sicilia. La colonizzazione
costrinse i popoli dell'Italia antica a spostarsi verso l'interno
della penisola, ma permise anche uno scambio culturale che
portò allo sviluppo sociale e commerciale. Tra gli Italici, le
popolazioni principali furono Latini, Falisci, Volsci, Equi,
Ernici, Sabini, Umbri, Marsi, Peligni, Piceni, Pretuzi, Vestini,
Marrucini, Campani, Sanniti, Frentani, Lucani e Bruzi mentre
tra gli Iapigi furono Dauni, Peucezi e Messapi. In Sicilia
abitarono Siculi, Sicani, Elimi e anche coloni fenici, mentre in
Sardegna vivevano Corsi e Sardi. L'Italia settentrionale fu
abitata da Liguri, Veneti e da popolazioni galliche come Insubri,
Cenomani, Lingoni, Boi e Senoni. In Toscana si svilupparono
invece gli Etruschi, che nel VII secolo a.C. estesero il proprio
dominio anche nel Lazio, in Campania e in Val Padana, poi Regioni dell'Italia augustea
conquistata dai Galli nel V secolo a.C.[38]

Con la fondazione di Roma


da parte di alcuni popoli latini, nacque la civiltà romana, che,
organizzatasi in un regno indipendente, intraprese nel VII
secolo a.C. una guerra contro i Latini. Con l'inizio dell'età
repubblicana e lo scoppio della guerra contro gli Etruschi e delle
guerre contro Equi e Volsci, Roma ampliò ulteriormente il
proprio territorio per poi essere assediata dai Galli nei primi
anni del IV secolo a.C. La conquista della penisola proseguì in
seguito con una nuova guerra latina e con le guerre sannitiche,
Il Foro Romano, centro della civiltà cui seguirono le guerre pirriche, che consentirono a Roma di
romana governare, nella prima metà del III secolo a.C., l'Italia centrale e
meridionale. Nei territori italici conquistati Roma fondò
inizialmente colonie di diritto romano e latino, ma,
successivamente, preferì annettere le popolazioni sottomesse concedendo loro autonomia
amministrativa con la cittadinanza senza diritto di voto. Altre comunità italiche ottennero invece
minori diritti e ciò causò, nel I secolo a.C., lo scoppio della guerra sociale, che ebbe come esito la
concessione della piena cittadinanza romana a tutti gli italici e quindi la rapida diffusione della
cultura romana all'interno dell'Italia peninsulare.[39]

Posteriormente Cesare estese la cittadinanza romana anche all'Italia settentrionale, la quale venne
definitivamente annessa al territorio dell'Italia romana, e, in seguito alla conquista della Gallia,
gettò le basi per la nascita dell'Impero romano, che ebbe come primo imperatore Augusto, il quale
suddivise l'Italia in undici regioni. A partire dal III secolo d.C., per via della vastità e della
complessità dell'Impero, l'Italia perse gradualmente la sua centralità e la sua autonomia
amministrativa; inoltre, l'economia basata sul latifondo, impoverì la regione a vantaggio dei
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territori provinciali. L'editto di Caracalla del 212 d.C. estese la cittadinanza romana anche a tutti gli
abitanti liberi delle province, dalle quali sempre più spesso iniziarono a provenire gli imperatori e,
con Costantino, l'Italia perse la capitale in favore di Costantinopoli. Successivamente, all'interno
dell'Impero romano d'Occidente, l'Italia, costituita in diocesi, fu aggregata in una sola prefettura
con l'Illirico e l'Africa, e il suo progressivo declino creò, nel V secolo, le condizioni per le invasioni
barbariche. Roma fu più volte conquistata e, nel 476, Odoacre, re degli Eruli, depose Romolo
Augusto, l'ultimo imperatore d'Occidente.[39]

Medioevo
Lo stesso argomento in dettaglio: Italia medievale.

Odoacre governò l'Italia fino al 493, quando fu deposto dagli


Ostrogoti di Teodorico che in seguito a una guerra furono
sostituiti nel 553 dai Bizantini di Giustiniano I.[40] L’arrivo dei
Longobardi (569) pose fine all’unità politica dell’Italia, che sarà
riunificata solo nel 1861. L’Italia settentrionale e la Toscana
formavano il Regno longobardo, con capitale a Pavia, mentre
nell’Italia centro-meridionale i Longobardi controllavano i
ducati di Spoleto e Benevento[41]. La restante parte della
penisola rimase ai Bizantini e fu suddivisa tra Esarcato d'Italia,
con sede a Ravenna, Ducato romano, Ducato di Napoli, Ducato
di Calabria e Thema di Sicilia, quest'ultimo dipendente
direttamente dall’imperatore di Costantinopoli.[42] Nell’VIII
secolo, il progressivo indebolimento bizantino favorì Il regno d'Italia nel IX secolo.
l’espansionismo territoriale dei Longobardi e ciò provocò
l'insorgenza del papato che si rivolse ai Franchi di Pipino il
Breve.[41] Giunti in nord Italia, i Franchi, sotto la guida di Carlo Magno, riuscirono a sconfiggere i
Longobardi nel 774, e istituirono il Regnum Italicum (formato dai territori dell'ex regno
Longobardo, la Romagna, la Pentapoli e il ducato di Spoleto[43]), che fu subito dotato di una larga
autonomia[44][45] e riuscì a instaurare un'organizzazione abbastanza centralizzata delle funzioni
amministrative, giudiziarie e finanziarie del regno, che furono concentrate nella capitale,
Pavia[43][46]. Nel IX secolo, con l'ascesa al trono di Lotario I, il regno perse d'importanza e le famiglie
delle marche confinarie incrementarono la loro indipendenza entrando così in lotta tra loro dopo la
morte dell'imperatore Ludovico II, impegnato durate il suo governo a ridare importanza al regno.
L'Italia meridionale longobarda mantenne invece l'indipendenza e si suddivise in ducati rivali tra
loro che consentirono la conquista islamica della Sicilia e delle città di Taranto e Bari.[47] Il X secolo
vide l'inizio della dinastia ottoniana che unì il Regnum Italicum al Sacro Romano Impero
spostando la capitale imperiale a Roma secondo l'ideologia della Renovatio Imperii, e tentò senza
successo di annettere il meridione governato da Saraceni e Bizantini.[48][49]

L'XI secolo vide l'affermarsi


delle repubbliche marinare
mentre in Italia
settentrionale le comunità
cittadine ottennero
un'autonomia crescente. Nel
1059, con il concordato di
Melfi, cominciò la conquista
Venezia, capitale della più normanna dell'Italia
importante repubblica marinara[50] meridionale, che portò Castel del Monte, residenza di
all'unificazione politica della Federico II di Svevia
regione. In questo periodo la
politica italiana fu destabilizzata dalla lotta per le investiture
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che condusse a un durissimo scontro tra papa Gregorio VII e l'imperatore Enrico IV di Franconia, e
che portò alla nomina del primo antipapa.[51] Nel XII secolo, le repubbliche di Venezia, Genova e
Pisa, favorite anche dalle crociate, estesero i loro commerci verso Oriente, mentre, in Italia
settentrionale, le autonomie cittadine si svilupparono dando inizio all'età comunale.
L'indipendenza dei comuni spinse l'imperatore Federico Barbarossa a scendere in Italia, ma questi,
riuniti nella Lega Lombarda, lo sconfissero a Legnano nel 1176.[52] Nella prima metà del XIII secolo,
Federico II di Svevia, riorganizzò il governo del Regno di Sicilia con la promulgazione delle
costituzioni di Melfi, impedendo così la nascita delle autonomie locali. In Italia settentrionale
invece l'amministrazione comunale divenne più articolata, aumentò la contrapposizione tra nobiltà
e borghesia, e le città iniziarono a prendere posizione in favore del papa o dell'imperatore,
dividendosi così in due fazioni spesso in lotta tra loro: guelfi e ghibellini.[53]

Nella seconda metà del XIII secolo, in Italia settentrionale, furono aperte le prime banche e i
comuni si trasformarono in signorie, guidate dai gruppi familiari più potenti. In Italia meridionale,
Manfredi di Svevia, fu sconfitto a Benevento da Carlo I d'Angiò che, in seguito ai Vespri siciliani, fu
costretto a cedere l'isola agli Aragonesi, penetrati anche in Sardegna.[54] Nel XIV secolo, l'assenza
del papato, favorì nello Stato Pontificio la nascita delle signorie (Malatesta, Da Polenta, Ordelaffi e
Manfredi), mentre, in Val Padana, si insediarono i Visconti a Milano, i Gonzaga a Mantova, gli
Estensi a Ferrara e gli Scaligeri a Verona. Tuttavia, il quadro politico dell’Italia centrosettentrionale
fu rivoluzionato dai Visconti, che non solo riuscirono a controllare, con l’esclusione di Mantova,
tutta la Lombardia, il Canton Ticino, il Piemonte orientale e parte dell’Emilia, ma, con Gian
Galeazzo Visconti, nonostante le numerose leghe contro di loro promosse da Firenze e altri Stati
italiani, riuscirono a impadronirsi anche di buona parte del Veneto, di Bologna e di Pisa, Siena,
Perugia e Assisi. Tuttavia, la prematura scomparsa di Gian Galeazzo Visconti nel 1402 causò uno
sgretolamento del suo vasto dominio[55]. Il vuoto di potere seguito alla morte di Gian Galeazzo
Visconti e gli attriti che dividevano i suoi successori furono sfruttati dalla Repubblica di Venezia,
che, nonostante fosse da tempo impegnata nelle guerre contro Genova, riuscì a estendere
ulteriormente i suoi possedimenti in terraferma intaccando anche quelli viscontei estesi in tutto il
nord-est.[56] Nella prima metà del XV secolo, nelle Alpi occidentali, si formò il Ducato di Savoia,
mentre, a Firenze, salì al potere Cosimo I de' Medici, che prese parte con Milano e Venezia alle
guerre di Lombardia, che si conclusero nel 1454 con la pace di Lodi, e che videro un periodo di
stabilità dovuto alla continua mediazione di Lorenzo de' Medici nella Lega Italica.[57][58]

Età moderna
Lo stesso argomento in dettaglio: Italia rinascimentale.

Tra il 1494 e, con alcune interruzioni, il 1559, quando fu siglata


la Pace di Cateau-Cambrésis, l’Italia fu sconvolta dalle continue
guerre tra gli Asburgo e il Regno di Francia per il controllo della
penisola. Tali conflitti, che culminarono nella battaglia di Pavia,
videro infine prevalere Carlo V, imperatore e re di Spagna. Gran
parte dell’Italia si trovò così sotto il controllo della Corona
spagnola, che esercitava la diretta sovranità sul ducato di
Milano, sui regni di Napoli, Sicilia e Sardegna e sullo Stato dei
Presìdi. Indipendenti, ma di fatto vassalli del re di Spagna,
erano i ducati di Parma e Piacenza, di Mantova, di Ferrara, di
Massa e Carrara, di Urbino, il principato di Piombino, la
repubblica di Lucca, la repubblica di Genova. Mentre solo
quattro stati italiani erano veramente sovrani: ducato di Savoia,
la repubblica di Venezia, il granducato di Toscana e lo Stato
Pontificio[41]. L'Italia nel 1494

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L'età Moderna è anche il periodo dell'evoluzione bellica, con la comparsa della polvere da sparo e di
nuovi mezzi militari (cannoni, moschetti ecc.). Ciò modificò anche l'aspetto di molte città italiane,
costrette a evolvere le proprie difese militari: nasce la fortificazione alla moderna, detta anche
"fortificazione all'italiana", proprio perché i primi esempi di mura moderne compaiono nelle città
italiane (classico esempio è quello delle Mura di Lucca).

Nella seconda metà del Cinquecento comincia il tramonto della


vitalità rinascimentale, indebolita anche dalle nuove tensioni
religiose dovute all'avvento della riforma protestante in Europa,
che avevano portato a episodi luttuosi come il sacco di Roma del
1527 a opera dei Lanzichenecchi. Soltanto la repubblica di
Venezia e lo Stato Pontificio manterranno una certa prosperità e
autonomia politica. Il Seicento è invece un secolo di crisi per
tutto il Paese: la Chiesa, che ha subìto la perdita dell'unità
cristiana dei fedeli, cerca con la controriforma di rafforzare la
La fortezza di Palmanova esempio sua presenza nei Paesi rimasti cattolici, sia con iniziative
di fortificazione all'italiana educative e assistenziali, sia isolandoli dall'influsso degli Stati
protestanti. L'Italia viene così salvaguardata dai conflitti
religiosi che si accendono in Europa, ma è soggetta ugualmente
a carestie, spesso seguite da epidemie.[59] Scoppiano perciò numerose rivolte contro la dominazione
spagnola, di cui la più nota avviene a Napoli nel 1647 per opera di Masaniello, ma non portano a
nessun cambiamento.

All'inizio del Settecento finisce il periodo di pace e di torpore: a seguito dei trattati di Utrecht e
Rastatt, gli Asburgo d'Austria si impossessano di vari domini italiani subentrando agli spagnoli.[60]
Gli Asburgo sottrassero così al re di Spagna, il ducato di Milano, il ducato di Mantova, lo Stato dei
Presidi e i regni di Napoli e Sardegna, mentre il duca di Savoia Vittorio Amedeo II ottenne il
Monferrato, la Lomellina, la Valsesia e, soprattutto, il regno di Sicilia che, tuttavia, nel 1720,
dovette cedere agli Asburgo in cambio di quello di Sardegna.

Tra il 1733 e il 1738 l’Italia fu sconvolta da una nuova guerra, la guerra di Successione Polacca, al
termine della quale l’Austria dovette cedere Novara, Tortona e parte della Langhe a Carlo
Emanuele III di Savoia, i regni di Napoli e di Sicilia a Carlo III di Spagna, mentre gli Asburgo
ottennero il granducato di Toscana e il ducato di Parma e Piacenza.

La pace di Aquisgrana, del 1748, pose fine all’ultimo grande


conflitto europeo del Settecento combattuto anche sul suolo
italiano: la guerra di Successione Austriaca, con essa Carlo
Emanuele III tolse alcuni ex territori del ducato di Milano
all’Austria portando il confine del suo regno al Ticino, mentre il
ducato di Parma e Piacenza fu assegnato ai Borbone.

L’ultimo grande cambiamento territoriale che interessò l’Italia


nei decenni successivi fu la vendita da parte della repubblica di
Genova della Corsica al regno di Francia (1768)[61].

Tornata la pace in tutta la penisola, dalla seconda metà del


secolo, la diffusione dell'Illuminismo fa sì che anche l'Italia
venga investita da importanti riforme, che coinvolgono in
particolare il Ducato di Milano sotto Maria Teresa d'Austria e
L'Italia nel 1796.
Giuseppe II d'Asburgo, il Granducato di Toscana sotto Pietro
Leopoldo di Lorena che, nel 1786, con il codice leopoldino
abolisce, primo Paese al mondo[62], la pena di morte, e il Regno di Napoli, animato dal vivace
dibattito dei pensatori. Di rilievo le figure degli intellettuali Giambattista Vico, Gaetano Filangieri,

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Cesare Beccaria, Mario Pagano, Alessandro e Pietro Verri.[63] Nel 1796 Napoleone Bonaparte
incomincia la sua Campagna d'Italia (1796-1797), conquistando la penisola e ponendo fine
all'indipendenza millenaria della Repubblica di Venezia.

Età contemporanea

L'Unificazione
Lo stesso argomento in dettaglio: Risorgimento.

La Campagna d'Italia del 1800 e la


nascita del regno napoleonico nel
1805, risvegliano il sentimento
nazionale,[64] richiamato nel
[65]
proclama di Rimini, con cui
Gioacchino Murat, durante la
guerra austro-napoletana, si rivolge
agli italiani affinché si uniscano per
salvare il Regno di Napoli. È l'inizio
del Risorgimento, il periodo della
storia d'Italia che porta all'unità
Giuseppe Garibaldi politica e all'indipendenza della
nazione, e che occupa un arco
temporale di vari decenni. Esso
vede i primi patrioti aderire inizialmente alla società segreta L'Italia nel 1843
della Carboneria, cui seguono i moti del 1820-1821, duramente
repressi dagli austriaci. All'affermazione della Carboneria segue
quella della Giovine Italia e altri tentativi insurrezionali, tra cui quello dei fratelli Bandiera nel
1844.

I moti del 1848 portano alla prima guerra d'indipendenza contro gli austriaci, che vede coinvolte le
popolazioni cittadine, in particolare durante le Cinque giornate di Milano, le Dieci giornate di
Brescia, la Repubblica Romana e la spedizione nel 1857 di Carlo Pisacane nel Regno delle Due
Sicilie.[66] Né la guerra, né gli altri tentativi sono però coronati da successo.

Nel 1859, con la seconda guerra d'indipendenza prima e con la spedizione dei Mille poi, s'innesca il
definitivo processo di unificazione, che porta in breve alla conquista e all'annessione di varie
regioni e del Regno delle Due Sicilie: pochi mesi dopo, nel 1861, a Torino viene proclamato il Regno
d'Italia, retto da Casa Savoia, che non comprende ancora il Veneto, il Lazio, il Trentino-Alto Adige,
il Friuli e la Venezia Giulia.

Tra i maggiori artefici del processo spiccano Mazzini, fondatore della Giovine Italia e figura
eminente del movimento liberale repubblicano italiano ed europeo, Garibaldi, repubblicano e di
simpatie socialiste, Cavour, statista in grado di muoversi sulla scena europea per ottenere sostegni,
anche finanziari, all'espansione del Regno di Sardegna, e Vittorio Emanuele II, abile a
concretizzare il contesto favorevole con la costituzione del Regno d'Italia.[67]

Il Regno d'Italia
Lo stesso argomento in dettaglio: Regno d'Italia (1861-1946).

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Al Regno d'Italia vengono quindi annessi il Veneto, al termine


della terza guerra d'indipendenza e, dopo la presa di Roma, che
nel 1871 diviene capitale d'Italia, il Lazio. Già nei primi anni
dopo la riunificazione d'Italia le forti disparità socioeconomiche
fra il settentrione e il meridione del paese determinano
l'insorgere della questione meridionale legata al brigantaggio,
fenomeno da cui emersero temuti capibanda come Carmine
Crocco, Luigi Alonzi e Pasquale Romano.[68]

A Vittorio Emanuele II succedono Umberto I (1878-1900),


ucciso a Monza dall'anarchico Gaetano Bresci, e Vittorio
Emanuele III (1900-1946); gli anni a cavallo del secolo vedono
l'Italia impegnata in una serie di guerre di espansione coloniale Mappa animata dell'Italia dal 1829
in Somalia, Eritrea e Libia, mentre, il periodo prebellico, al 1871
dominato dalla figura di Giovanni Giolitti, è caratterizzato dalla
modernizzazione economica, industriale e politico-culturale
della società italiana.

Durante la grande guerra l'Italia, inizialmente neutrale, a seguito della stipula di un trattato segreto
che le accorda cospicui compensi territoriali, si allea alla Triplice intesa contro gli Imperi centrali.
Dopo due anni di guerra di trincea, il 24 ottobre 1917 l'esercito italiano, subita la disfatta di
Caporetto, si riorganizza e contrattacca sulla linea del Piave pervenendo, sotto il comando di
Armando Diaz e con l'apporto di giovani leve, alla vittoria finale nella battaglia di Vittorio Veneto
(4 novembre).

Vinta la guerra, l'Italia completa la riunificazione nazionale acquisendo il Trentino-Alto Adige, la


Venezia Giulia, l'Istria e alcuni territori del Friuli ancora irredenti, ma non ottenendo la cessione di
tutti i territori promessi col Patto di Londra, vede diffondersi l'insoddisfazione per la cosiddetta
vittoria mutilata.

Il fascismo e la seconda guerra mondiale

Lo stesso argomento in dettaglio: Storia dell'Italia fascista.

Nel contesto dei moti popolari del biennio rosso nasce lo


squadrismo che reprime, con intimidazioni e attacchi alle sedi
delle organizzazioni socialiste, i moti operai e contadini. Nel
1919 Benito Mussolini fonda a Milano il primo fascio di
combattimento, confluito poi nel Partito Nazionale Fascista, e il
30 ottobre 1922, dopo la marcia su Roma, sale al potere.

Nelle elezioni politiche italiane del 1924 Mussolini ottiene il


64,9% dei voti[69] e, come stabilito dalla legge Acerbo, i due terzi
dei seggi, assegnati alla lista di maggioranza relativa che abbia
raccolto almeno il 25% dei voti.[70] La denuncia, da parte di
Giacomo Matteotti, dell'irregolarità delle elezioni, è seguita
qualche giorno dopo dal suo rapimento e uccisione.[69] Nel 1925,
dopo un discorso in Parlamento, Mussolini si dichiara dittatore.
il regno d'Italia nel 1919.
Nel biennio 1925-1926 vengono emanate le cosiddette leggi
fascistissime, che avviano la trasformazione del Regno in uno
stato autoritario, mediante l'istituzione del Tribunale Speciale Fascista, del confino politico per gli
antifascisti e della polizia segreta, l'OVRA. Nel 1929 vengono firmati i Patti Lateranensi, chiudendo
la questione romana e nel 1938 vengono emanate le leggi razziali, principalmente, ma non solo, nei
confronti degli ebrei, seguendo il modello del "Manifesto della razza".
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Dal 1935 Mussolini accentua la sua politica estera aggressiva:


conquista l'Etiopia, proclama la nascita dell'Impero italiano,
interviene nella guerra civile spagnola e occupa l'Albania. Nel
maggio 1939 firma il patto d'Acciaio che sancisce l'alleanza alla
Germania nazista di Adolf Hitler al cui fianco l'Italia entrerà in
guerra, dopo un iniziale periodo di non belligeranza, il 10
giugno 1940 contro Francia e Regno Unito. Nel 1941 viene
dichiarata guerra anche all'Unione Sovietica e, con l'Impero
giapponese, agli Stati Uniti.

Le sconfitte militari su tutti i teatri bellici (si ricordano in


particolare quella di El Alamein in Nord Africa e quella sul
fiume Don sul Fronte russo) e soprattutto lo sbarco alleato in
Sicilia indeboliscono Mussolini che, il 24 luglio 1943, in una
riunione del Gran Consiglio del Fascismo, viene sfiduciato. Il
giorno seguente viene fatto arrestare dal re Vittorio Emanuele
Mussolini con Hitler III che lo sostituì a capo del governo con Pietro Badoglio; poche
settimane dopo viene firmata la resa, mentre la Germania
scatena l'operazione Achse e occupa militarmente le regioni
centro-settentrionali della penisola, Roma compresa. La campagna d'Italia, condotta dagli Alleati
con l'apporto della Resistenza italiana, si conclude nell'aprile del 1945 con la liberazione dei
territori occupati, la capitolazione delle forze tedesche e la disgregazione della Repubblica Sociale
Italiana, la struttura di governo collaborazionista organizzata da Mussolini dopo l'8 settembre. Il
Duce, catturato mentre tenta di fuggire, viene ucciso dai partigiani il 28 aprile 1945.

A guerra finita l'Italia è in condizioni critiche: i combattimenti e i bombardamenti aerei hanno raso
al suolo molti centri abitati, e le principali vie di comunicazione sono interrotte.[71] Il numero di
italiani morti è stimato tra 415 000 (330 000 militari e 85 000 civili)[72] e 443 000 unità. Sarà poi
nella seconda metà degli anni '40 aiutata nella ricostruzione dal Piano Marshall, come tutti i paesi
europei.

Sul piano geopolitico, coi trattati di Parigi del 1947 l'Italia cede parte del suo territorio a Francia e
Jugoslavia, il Dodecaneso alla Grecia, la concessione italiana di Tientsin alla Cina, perde tutte le
colonie africane e restituisce l'indipendenza all'Albania, che entra nell'area d'influenza dell'URSS.
Oltre il 90% degli italiani residenti nelle terre assegnate alla Jugoslavia, già colpiti dai massacri
delle foibe, abbandonò la propria terra e affrontò l'esilio in Italia e nel resto del mondo.[73] Oltre
100 000 furono gli italiani rimpatriati dai possedimenti coloniali in Libia ed Etiopia.

La Repubblica Italiana
Lo stesso argomento in dettaglio: Storia della Repubblica Italiana, Terrorismo in Italia
e Secondo dopoguerra in Italia.

Il 2 giugno 1946 un referendum sancisce la fine della monarchia e la nascita della Repubblica; il 1º
gennaio 1948 entra in vigore la nuova Costituzione della Repubblica Italiana.[74] Alcide De Gasperi,
che già era Presidente del Consiglio dal 1945, continua ad esserlo fino al 1953. Attraverso un'azione
di sviluppo coordinata dallo Stato mediante l'IRI e un'economia mista, l'Italia vive il miracolo
economico italiano (con diversi notevoli successi anche di rango internazionale, tra cui la veloce
costruzione dell'Autostrada del sole, il Programma spaziale San Marco, la costruzione di tre centrali
nucleari tra le più potenti dell'epoca - soprattutto quella di Caorso, la costruzione di oltre due
milioni di alloggi con il progetto INA-Casa, l'industrializzazione del Mezzogiorno grazie alla Cassa
omonima), favoriti da un'elevata disponibilità di manodopera, dovuta a un forte flusso migratorio
dalle campagne alle città e dal sud verso il nord: la crescita media del PIL del 6,3% tra il 1958 e il
1963[75] consente la riduzione del divario storico con paesi quali Regno Unito, Germania e Francia.

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A livello politico la DC sarà sempre il partito dominante, prima


durante il centrismo, poi dal 1963 con il Centro-sinistra
"organico" e infine negli anni '80 con il Pentapartito; vi
saranno, però, diversi tentativi di riportare l'Italia a uno Stato
più autoritario e conservatore (con i tentativi del Governo
Tambroni del 1960, del Piano Solo del 1964, del Golpe
Borghese del 1970 e infine quello della P2 di fine anni '70,
scoperto nel 1981). Nasceranno tensioni sociali e contestazioni
studentesche a fine anni '60 che scateneranno la reazione della
parte più conservatrice e di quella più rivoluzionaria della Il segretario del PCI Enrico
società italiana, portando alla strategia della tensione degli Berlinguer e il presidente della DC
anni di piombo,[76] segnata da numerosi attentati come la Aldo Moro sanciscono il
strage di piazza Fontana, la strage di piazza della Loggia e la Compromesso Storico
strage di Bologna, e culminati nell'agguato di via Fani e nel
sequestro e assassinio di Aldo Moro, l'apice dell'attacco
brigatista allo Stato democratico.[77]

Gli anni ottanta e novanta


sono invece segnati dal
riflusso nel privato - favorito
da una netta ripresa
economica nella seconda
metà degli anni '80 - e dalla
lotta alla mafia, che
nonostante importanti
successi delle istituzioni è Via Fani, il giorno del rapimento di
Giovanni Falcone e Paolo costata la vita a numerosi Aldo Moro
Borsellino magistrati e uomini dello
Stato, come Giovanni
Falcone e Paolo Borsellino.

Nel 1992 le indagini di mani pulite sul fenomeno dilagante delle tangenti coinvolgono esponenti
politici, principalmente del pentapartito, determinando la fine della prima Repubblica. Dopo lo
scandalo nascono nuovi partiti, come la Lega Nord e Forza Italia. In questa fase, definita seconda
Repubblica, nuove coalizioni politiche prendono il posto dei precedenti partiti di massa dando vita
a un sistema parzialmente bipolare; alcuni esponenti del centro-sinistra, in particolare Romano
Prodi, si alternano nella guida del paese a Silvio Berlusconi, leader del centro-destra che segna
quegli anni e il cui modello di pensiero e azione, definito berlusconismo, identifica un fenomeno
sociale e di costume.[78] La crisi del debito sovrano europeo colpisce anche l'Italia nel 2011 e alla
guida del paese s'insediano prima un governo tecnico e poi, dopo nuove elezioni, governi di
coalizione "di larghe intese".

Geografia fisica
Lo stesso argomento in dettaglio: Geografia dell'Italia.

La regione geografica italiana, suddivisa in una parte continentale e peninsulare e una insulare, è
unita al continente europeo dalla catena delle Alpi. Grazie alla sua posizione, costituisce idealmente
un ponte di passaggio verso l'Asia e l'Africa.[79]

L'Italia separa, inoltre, il bacino occidentale del mar Mediterraneo da quello centrale, ossia il Mar
Tirreno dal Mar Ionio. A nord del Salento si spinge l'insenatura lunga e stretta del mare Adriatico.
Le isole di Sardegna e di Corsica dividono poi il mar Tirreno dal mar di Sardegna; le coste italiane

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[80]
si sviluppano su 7 456 km e presentano paesaggi di vario
genere (dal lagunare al garganico, dall'adriatico al tirrenico
ecc.).[81]

Il suolo italiano, fortemente


antropizzato, ha varie
caratteristiche (vulcanico,
endolagunare, calcareo
[82]
ecc.); le zone collinari
sono prevalenti rispetto alle
zone montuose e a quelle
pianeggianti, l'altitudine
media del territorio è di
circa 337 m s.l.m.

Le catene montuose si Carta fisica muta d'Italia


Le zone altimetriche d'Italia estendono per buona parte
della nazione. Appartiene
all'Italia una gran parte del versante meridionale del sistema
alpino, per una lunghezza di circa 1 000 km. Le vette più elevate si trovano nelle Alpi Occidentali,
dove sono numerose le cime che superano i 4 000 m tra cui il Cervino (4 478 m), il Monte Rosa
(4 634 m) e il Monte Bianco (4 810 m), la montagna più alta d'Europa. La catena degli Appennini
percorre tutta la penisola, dalla Liguria alla Sicilia, fino alle Madonìe; il Gran Sasso (2 912 m),
situato in Abruzzo, è la sua vetta più alta.

Solo un quarto del territorio italiano è costituito da pianure; la


Pianura padana, una distesa alluvionale formata dal fiume Po e
dai suoi affluenti, è la più estesa di tutte. Seguono, per
dimensioni, il Tavoliere delle Puglie e la pianura salentina, due
pianure di sollevamento, e il Campidano, un'altra pianura
alluvionale.[83] Il punto meno elevato d'Italia è situato nella
frazione di Contane, in provincia di Ferrara (−3,44 m).

Le isole maggiori sono la Sicilia e la Sardegna; molte sono le


Il Monte Bianco
isole minori, in gran parte raccolte in arcipelaghi,[84] come
l'arcipelago Toscano, cui appartiene l'isola d'Elba, l'arcipelago
di La Maddalena, l'arcipelago Campano, comprendente Ischia e Capri, le isole Ponziane, le Pelagie,
le Eolie, le Egadi e le Tremiti.

Geologia
Lo stesso argomento in dettaglio: Geologia italiana.

La geologia dell'Italia è molto complessa: l'assetto fisiografico e geologico attuale dell'area


comprensiva della penisola italiana, delle sue isole e dei bacini marini adiacenti, è il risultato di
numerosi eventi geodinamici successivi riconducibili, in estrema sintesi, all'interazione tra due
placche litosferiche, la placca africana e quella europea a partire dal Cretacico superiore, periodo
nel quale iniziò la progressiva chiusura del paleo-oceano della Tetide. Il margine meridionale
africano, frammentandosi durante l'avvicinamento al continente settentrionale europeo, ha
originato una serie di microplacche interposte la cui successiva accrezione ha dato luogo nel corso
del Cenozoico all'attuale territorio peninsulare e siciliano.

In questo assetto si riconoscono due domini paleogeografici fondamentali, separati dalla linea
Insubrica (Alpi centrali):

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un dominio europeo, dato dal margine meridionale della


placca europea, che include il blocco sardo-corso e parte
del mar Tirreno, l'arco Calabro Peloritano, il bacino del
Mediterraneo occidentale, il sistema di falde alpine a
vergenza europea, costituite principalmente da rocce
metamorfiche e intrusioni di batoliti che testimoniano il
regime di compressione derivato dal movimento della
placca africana verso nord e dalla collisione con la placca
continentale europea;
un dominio africano (in senso lato) costituito dall'insieme del
Dominio Sudalpino e dei domini adriatico e apulo, che
rappresentano l'insieme di microplacche accrezionate
appartenenti al margine del continente meridionale. Interazione tra placche tettoniche

Il Dominio Sudalpino è formato da un sistema di falde a


vergenza adriatica, costituite principalmente da sequenze carbonatiche e miste che si prolungano a
est nelle Dinaridi.[85] Nella catena appenninica, la linea tettonica "Ancona-Anzio" separa
l'Appennino settentrionale, principalmente costituito da flysch terrigeni, dall'Appennino
meridionale ove le formazioni carbonatiche sono più frequenti. L'assetto strutturale appenninico è
caratterizzato nel suo insieme da un sistema di falde che sovrascorre sull'avampaese apulo. Questo
sistema di falde, che costituisce la parte affiorante della placca adriatica, si estende dal mar Ionio
fino all'estremità occidentale della val Padana e rappresentava in origine una sorta di
"promontorio" settentrionale della placca africana.

L'avampaese apulo (costituito sostanzialmente dal territorio pugliese), rappresenta un dominio di


piattaforma carbonatica stabile, persistente dal Mesozoico al Miocene e successivamente emerso,
coinvolto solo marginalmente nell'orogenesi appenninica. La Sicilia è formata nella parte centro-
orientale da rocce carbonatiche e silicoclastiche appartenenti al margine convergente africano
deformato ("unità maghrebidi"), mentre nella sua parte nord-orientale (Monti Peloritani) è di
pertinenza europea ("unità peloritane"); le unità "sicilidi" e "numidiche" interposte rappresentano
la copertura sedimentaria del dominio oceanico tetideo, in gran parte di natura flyschoide, scollata
dal substrato originario di crosta oceanica (non conosciuto) e sovrascorsa sul margine africano.

Il blocco sardo-corso costituisce un elemento strutturale appartenente al continente europeo,


originariamente solidale al margine meridionale franco-spagnolo e distaccatosi in età oligo-
miocenica, ruotando in senso antiorario fino a collidere con il margine continentale africano. Nel
quadro tardo e post-collisionale dell'area si inserisce il processo di espansione oceanica in corso del
Mar Tirreno. Il mar Tirreno ha una crosta oceanica neogenica in espansione in due aree: bacino di
Marsili e di Vavilov;[86] si ritiene che una crosta oceanica mesozoica si trovi nello Ionio sotto una
massiccia copertura sedimentaria.

Il rilevante vulcanismo neogenico e la elevata sismicità della maggior parte del territorio nazionale,
testimoniano il complesso assetto geodinamico ancora attivo.[87]

Dal punto di vista stratigrafico, le rocce sedimentarie affioranti databili con sicurezza in base al
contenuto paleontologico risultano di età compresa tra il Cambriano e il Quaternario. Metamorfiti
di basso grado affioranti nella parte meridionale della Sardegna, costituite da arenarie alternate
con peliti, sono datate dubitativamente al Precambriano.[88] La maggior parte della copertura
sedimentaria affiorante in territorio italiano è post-paleozoica. Il Paleozoico Inferiore non
metamorfico affiora solamente in Sardegna e in Carnia, mentre il Paleozoico Superiore (permo-
carbonifero) è presente in lembi più o meno estesi nei domini sudalpino e appenninico.

Vulcanismo e geotermia
Lo stesso argomento in dettaglio: Vulcani d'Italia e Vulcanologia d'Italia.

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In Italia sono presenti numerosi vulcani: i più noti sono l'Etna


(3 343 m), il vulcano più alto d'Europa, il Vesuvio e lo
Stromboli. L'elevata attività vulcanica e magmatica neogenica -
quaternaria appenninica, è suddivisibile in province:

Magmatica toscana (Monti Cimini, Tolfa e Amiata);


Magmatica laziale (Monti Vulsini, Vico nel Lazio, Colli
Albani, Roccamonfina);
Distretto ultra-alcalino umbro laziale (San Venanzo,
Cupaello e Polino); Il Vesuvio visto dagli scavi
archeologici di Pompei
Vulcanica campana (Vesuvio, Campi Flegrei, Ischia);
Arco eolico e bacino tirrenico (Isole Eolie e montagne
sottomarine tirreniche);
Avampaese africano-adriatico (canale di Sicilia, isola Ferdinandea, Etna e Monte Vulture).[89]

Fino agli anni cinquanta l'Italia fu il primo e unico paese a sfruttare, nella zona di Larderello e poi
nell'area del Monte Amiata, l'energia geotermica per produrre energia elettrica. L'elevato gradiente
geotermico che caratterizza parte della penisola rende altre province potenzialmente sfruttabili:
ricerche svolte negli anni sessanta-settanta individuarono potenziali campi geotermici nel Lazio e
in Toscana, così pure in gran parte delle isole vulcaniche.[90]

Attività sismica

Lo stesso argomento in dettaglio: Terremoti in Italia.

Per la situazione geodinamica il suo territorio è frequentemente


soggetto a terremoti dando all'Italia il primato in Europa per
questi fenomeni:[91] su 1 300 sismi distruttivi avvenuti nel II
millennio nel Mediterraneo centrale ben 500 hanno interessato
l'Italia;[92] analisi dei movimenti focali indicano che essi sono
per lo più distribuiti lungo le aree interessate dalla tettonica
alpina e appenninica, ove sono causati rispettivamente da
movimenti lungo faglie.[89] Nel Tirreno meridionale, la
distribuzione degli ipocentri, fino a una profondità di 500
chilometri indicherebbe la presenza di un piano di Benioff dato L'Aquila: la sede della Prefettura
dalla subduzione della litosfera ionica. dopo il terremoto del 2009

Idrografia
Lo stesso argomento in dettaglio: Fiumi d'Italia, Laghi d'Italia e Cascate d'Italia.

L'Italia, per la presenza di


diversi rilievi montuosi, con
nevai e ghiacciai, di laghi e
di acque sorgive, è ricca di
corsi d'acqua. In genere,
data la disposizione e
l'altitudine dei rilievi, i fiumi
Il lago di Garda a Garda più lunghi e di maggiore
portata appartengono alla
L'Adige a Verona
regione alpina mentre i
fiumi appenninici, a eccezione di Tevere e Arno, hanno corso
breve e regime torrentizio.
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Il fiume più importante è il Po, lungo 652 km, portata media circa 1 460 m³/s e bacino di circa
70 000 km[93] (anche se il fiume più lungo che nasce nel Paese è la Drava). Esso attraversa la
pianura padana sfociando nel mare Adriatico con un delta che è stato dichiarato patrimonio
dell'umanità dall'UNESCO.[94]

I laghi italiani più estesi, nell'ordine il lago di Garda, il lago Maggiore e il lago di Como, che è anche
il più profondo (410 m),[95] sono situati nella fascia prealpina. Altri laghi importanti si trovano nella
zona peninsulare, il lago di Bolsena, il lago di Bracciano e il lago di Albano d'origine vulcanica, il
lago Trasimeno, il più esteso dell'Italia peninsulare e i laghi costieri, come il lago di Lesina e il lago
di Varano.

Clima
Lo stesso argomento in dettaglio: Clima italiano.

La regione italiana (compresa tra il 47º e il 35º parallelo nord)


si trova quasi al centro della zona temperata dell'emisfero
boreale.

Il clima è fortemente influenzato dai mari che la circondano


quasi da ogni lato e che costituiscono un benefico serbatoio di
calore e di umidità. Determinano infatti, nell'ambito della zona
temperata, un clima particolare detto temperato
[96] Carta dei climi d'Italia
mediterraneo.

Secondo la classificazione di Köppen,[97] l'Italia è suddivisa in


tre tipi di clima (temperato, temperato freddo e freddo), a loro volta suddivisi in microclimi: si
passa dal clima temperato subtropicale (presente nelle aree costiere della Sicilia, della Sardegna
meridionale e della Calabria centrale e meridionale) al clima glaciale (tipico delle vette più elevate
delle Alpi ricoperte da nevi perenni, a quote generalmente superiori ai 3 500 metri s.l.m.).

Società

Evoluzione demografica
Lo stesso argomento in dettaglio: Italiani, Demografia d'Italia, Emigrazione italiana e
Immigrazione in Italia.

Con 59 257 566 abitanti,[98] l'Italia è il terzo paese dell'Unione europea per popolazione (dopo
Germania e Francia) e la sua densità demografica è di 196,17 abitanti per chilometro quadrato, più
alta della media dell'Unione.[99]

La popolazione è concentrata principalmente nelle zone pianeggianti (49,1% dei residenti) e


collinari (38,8%) del paese,[100] è caratterizzata nel 2016 da un alto numero di anziani (l'indice di
vecchiaia è pari a 161,4), da un basso tasso di fecondità, pari a 1,34 e da una speranza di vita di 80,6
anni per gli uomini e di 85,1 per le donne.[8] Alla fine del XIX secolo l'Italia è un paese di
emigrazione di massa,[101] fenomeno che si manifesta prima nelle regioni settentrionali e poi in
quelle meridionali. Le principali destinazioni sono le Americhe (Stati Uniti, Brasile, Argentina,
Uruguay) e l'Europa centro-settentrionale (in modo particolare la Germania). Nel XX secolo
l'emigrazione diviene anche interna, attratta dallo sviluppo industriale di alcune aree settentrionali
del Paese.[102] Il numero di italiani residenti all'estero che conservano la cittadinanza italiana è
stimato in circa 4 200 000.[103]

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Per quanto riguarda il fenomeno dell'immigrazione, invece, il numero di immigrati o residenti


stranieri regolari in Italia è aumentato considerevolmente soprattutto a partire dal 2001 e, secondo
i dati ISTAT, al 31 dicembre 2020 contava 5 013 215 unità, l'8,46% della popolazione residente;[104]
le comunità più numerose erano quella rumena (1 137 728 residenti), quella albanese (410 087) e
quella marocchina, (408 179)[8] A questi dati vanno aggiunti gli stranieri irregolari, circa 404 000
secondo un rapporto del 2015 sull'immigrazione della Fondazione Ismu.[105]

Lingue

Lingua italiana
Lo stesso argomento in dettaglio: Lingua italiana, Italiano regionale e Lingue romanze.

L'italiano è la lingua ufficiale e la più parlata; essa è


inoltre una delle lingue ufficiali dell'Unione europea.
Appartiene al gruppo delle lingue romanze orientali della
famiglia delle lingue indoeuropee e trova le sue origini nel
dialetto fiorentino del Trecento, idioma diffusosi presso le
classi colte di tutta Italia grazie anche ai grandi scrittori
toscani dell'epoca, come Dante, Boccaccio e Petrarca.

L'italiano moderno, nato nell'Ottocento in gran parte


grazie all'opera di Alessandro Manzoni, era parlato, negli Alessandro Manzoni Lingue regionali e
anni dell'unità, da poco più del 10% della dialetti parlati in
[106][107]
popolazione, cui si aggiungeva un numero Italia.
imprecisato di persone che ne avevano una conoscenza
variabile. Esso si è in seguito diffuso gradualmente,
dapprima grazie all'istruzione elementare, al fenomeno dell'inurbamento e alla creazione di una
burocrazia e di un esercito nazionali, e poi, dopo la seconda guerra mondiale, a causa dell'azione di
radio e televisione.[108] Nel territorio italiano, tuttavia, sono parlate numerose altre lingue,
sviluppatesi ed evolutesi indipendentemente dal toscano.[109]

Altre lingue
Lo stesso argomento in dettaglio: Lingue dell'Italia e Bilinguismo amministrativo in
Italia.

Le minoranze linguistiche storiche presenti in Italia ufficialmente riconosciute e tutelate sono


quelle "delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate, e di quelle
parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l'occitano e il sardo".[111] Vi sono
inoltre diverse parlate regionali che, sebbene siano censite dall'UNESCO come lingue minoritarie e
dalla comunità linguistica internazionale come lingue non riconducibili all'italiano, non godono di
alcun riconoscimento o tutela da parte dello Stato Italiano.[112]

Nelle regioni e nei comuni interessati dal bilinguismo, gli uffici pubblici e la segnaletica stradale
sono bilingui o trilingui (come i comuni ladini dell'Alto Adige e walser dell'alta valle del Lys), e i
documenti ufficiali possono essere redatti in italiano o nell'altra lingua riconosciuta.

Il livello di tutela di alcune minoranze è stabilito sia dalla normativa italiana sia dai trattati
internazionali: è il caso della minoranza germanofona dell'Alto Adige e dei comuni bilingui della
provincia di Trento, il cui status è regolato dall'accordo De Gasperi-Gruber, e di una parte della

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minoranza slovena del Friuli-Venezia Giulia, contemplata dal


Memorandum di Londra col quale Italia e Jugoslavia assunsero
rispettivamente l'amministrazione civile delle zone A e B del Territorio
Libero di Trieste.

La lingua dei segni italiana (LIS),[113] ossia la lingua visiva dei cittadini
sordi, è riconosciuta dalla regione Valle d'Aosta dal 2006.

Religione
Lo stesso argomento in dettaglio: Religioni in Italia. Le comunità linguistiche
di minoranza
In Italia vige il principio della laicità dello Stato e pertanto non vi è una riconosciute
religione ufficiale. ufficialmente in
Italia[110]
I cittadini italiani sono in maggioranza cristiani cattolici, anche se negli
ultimi anni si è osservato un forte calo dei credenti dovuto ad un crescente
processo di secolarizzazione. Secondo una ricerca Doxa del 2019 i cattolici sarebbero il 66,7% della
popolazione, gli atei e agnostici il 15,3% e i credenti di altre religioni il 18%[114][115].

La Chiesa cattolica in Italia è organizzata in 225 diocesi più un ordinariato militare;[116] il vescovo di
Roma ne è primate e assume il titolo di Papa. La Chiesa esercita un ruolo influente nella società
italiana, prendendo posizione su temi religiosi, sociali e politici, come il divorzio e l'aborto negli
anni settanta o, in anni più recenti, il testamento biologico e la fecondazione assistita, la rimozione
del crocifisso dalle aule scolastiche italiane (rimozione alla quale si dichiarano contrari oltre il 60%
degli italiani, con solo il 17% favorevoli)[117] o le politiche sull'immigrazione.

Il rapporto Stato-Chiesa è previsto dalla Costituzione, che lo demanda ai Patti Lateranensi, rivisti
nel 1984 col nuovo concordato (i rapporti con altre confessioni religiose sono regolati da specifiche
intese),[118][119] nel quale il sostegno statale alla Chiesa è stabilito attraverso una quota
proporzionale dell'otto per mille del gettito IRPEF,[120] che si aggiunge ad altri finanziamenti alla
Chiesa cattolica in Italia.

Fra le religioni minoritarie sono presenti diverse altre confessioni cristiane (in modo particolare
ortodossi e protestanti, questi ultimi in massima parte pentecostali), ebrei, mormoni e testimoni di
Geova. L'immigrazione contribuisce ad alimentare alcune tra le minoranze religiose presenti nel
Paese,[121] le più numerose delle quali sono i cristiani-ortodossi, i musulmani, i buddhisti e gli
induisti.[122]

Criminalità
Lo stesso argomento in dettaglio: Criminalità in Italia.

Nel corso del XIX secolo si origina in Sicilia[123] un fenomeno criminale organizzato sul territorio e
connotato da stretti legami con la politica e il potere economico, la mafia, termine che diviene
sinonimo di "crimine organizzato"; in Italia sono di stampo mafioso organizzazioni come cosa
nostra in Sicilia, la camorra in Campania, la 'ndrangheta in Calabria e la sacra corona unita e la
società foggiana in Puglia. Il fenomeno mafioso, che in Italia, secondo un rapporto del Censis del
2009, riguarda direttamente il 22% degli italiani e il 14,6% del PIL,[124] è poi proliferato a livello
mondiale, con diffusione e caratteristiche autonome.

L'Italia si distingue per una forte e continua lotta contro la mafia, costata la vita a magistrati,
uomini delle forze dell'ordine e delle istituzioni,[125] ma che ha ottenuto notevoli risultati, con
l'arresto di numerosi boss malavitosi.
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Per quanto riguarda gli omicidi, nel 2006, l'Italia risultava essere
il secondo paese più sicuro d'Europa, assieme a Danimarca,
Germania e Spagna, dopo la Norvegia.[126] Secondo una ricerca
de Il Sole 24 Ore, basata su dati del Ministero dell'Interno e
riferita al primo semestre del 2010, in Italia i reati perpetrati,
soprattutto nelle grandi aree urbane e nelle zone ad alta densità
infrastrutturale, sono circa 1 292 000. Milano, Torino e Bologna,
con circa 30 reati ogni mille abitanti, risultano le città più a
rischio, Matera, Potenza e Belluno quelle più sicure. Per quanto
riguarda i reati che impattano sull'economia (usura, riciclaggio di Tommaso Buscetta durante un
denaro e truffe) le città più penalizzate sono Napoli, Bologna, processo nel 1983
Trieste, La Spezia e Genova.[127]

Elevata è la corruzione all'interno della pubblica amministrazione (in modo particolare nel settore
sanitario): secondo il Rapporto Eurispes 2010 l'Italia è al 63º posto (su 180 paesi) nella classifica
globale.[128] Le regioni più colpite da questo fenomeno sono Calabria, Sicilia e Puglia. Secondo il
SAeT (Servizio Anticorruzione e Trasparenza), la corruzione "scoperta" è solo la punta di un
iceberg rispetto a un'ingente corruzione "coperta" che affligge un'ampia parte della società
italiana.[128]

Media e libertà d'informazione


Lo stesso argomento in dettaglio: Televisione in Italia, Censura in Italia, Quotidiani in
Italia e Storia dell'editoria italiana.

In campo radiotelevisivo[129] il panorama italiano è caratterizzato dal duopolio RAI - Gruppo


Mediaset (negli anni duemila, è diventato rilevante anche il ruolo della pay tv di Sky), i cui ascolti
complessivi, stabili da molti anni, si attestano nel 2010 al 78,6% del mercato.[130] A rafforzare la
predetta concentrazione è il ruolo centrale svolto dalla televisione come mezzo informativo, che in
Italia nel 2010 si attesta attorno al 90%;[130] la possibile influenza dell'allora presidente del
Consiglio Berlusconi, già proprietario di Mediaset, sul network pubblico RAI, ha portato
l'organizzazione Freedom House a classificare nel suo rapporto l'Italia, unico paese dell'Europa
occidentale, come "parzialmente libera",[131] mentre il rapporto 2017 di Reporter senza frontiere[132]
colloca l'Italia al 52º posto (su 180) nel mondo per la libertà di stampa.

Nel rapporto 2011 sulla libertà della rete, l'Italia è "libera", non rilevandosi significative limitazioni
alla libertà d'espressione e d'informazione sul web;[133] alla fine del 2011 la penetrazione internet è
al 58,7%.[134]

Per quanto riguarda la stampa, il Corriere della Sera detiene il primato per numero di copie
vendute, seguito da La Repubblica, La Gazzetta dello Sport e La Stampa.[135] Il quotidiano più
antico d'Italia, fondato nel 1664, e il giornale più antico del mondo ancora in edicola è la Gazzetta
di Mantova.[136]

Tra i giornalisti dell'Ottocento vanno citati Ferdinando Petruccelli della Gattina, tra i primi
corrispondenti di guerra e l'unico giornalista italiano dell'epoca a lavorare anche in Europa,[137]
Guglielmo Stefani fondatore della prima agenzia di stampa italiana, ed Edoardo Scarfoglio,
fondatore de Il Mattino e attento osservatore della questione meridionale. Guidato da Luigi
Albertini dal 1900 al 1925 il Corriere della Sera diviene il primo quotidiano italiano, con firme
autorevoli come Luigi Barzini e Ugo Ojetti; altre "penne" prestigiose del Novecento sono Curzio

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Malaparte, Indro Montanelli, conservatore e anticomunista, fondatore de Il Giornale e autore di


una monumentale Storia d'Italia, Oriana Fallaci, prima inviata speciale al fronte, Enzo Biagi e
Giorgio Bocca.

Diritti civili
Lo stesso argomento in dettaglio: Condizione femminile in Italia, Femminismo in Italia
e Diritti LGBT in Italia.

Ordinamento

Assetto costituzionale
Lo stesso argomento in dettaglio: Sistema politico della Repubblica Italiana e
Ordinamento giudiziario in Italia.

La Costituzione della Repubblica Italiana approvata


dall'Assemblea Costituente il 22 dicembre 1947,
promulgata il successivo 27 dicembre da Enrico De
Nicola, capo provvisorio dello Stato, ed entrata in
vigore il 1º gennaio 1948, è la legge fondamentale
dello Stato.

Il sistema politico italiano è quello tipico di una


repubblica parlamentare, in cui il parlamento è
l'unica istituzione a detenere la rappresentanza della
volontà popolare.
La Camera dei deputati

Le maggiori istituzioni sono:

Parlamento: è bicamerale e si compone della


Camera dei deputati e del Senato della
Repubblica,[138] esercita il potere legislativo[139] e
vota la fiducia al Governo.[140]
Presidente della Repubblica: è il capo dello Stato
e rappresenta l'unità nazionale;[141] viene eletto
dal Parlamento;[142] nomina a sua volta il
Presidente del Consiglio e, su proposta di questo,
i ministri.[143] Può sciogliere le camere.[144]
Governo: esercita il potere esecutivo, è composto
Sergio Mattarella Giorgia Meloni
dal presidente del Consiglio e dai ministri, che
Presidente della Repubblica Presidente del Consiglio
formano il Consiglio dei ministri.[143]
Magistratura: esercita il potere giudiziario (sia
inquirente sia giudicante) è indipendente da ogni altro potere, autonoma e governata dal
Consiglio superiore della magistratura.[145]
Corte costituzionale: svolge la funzione di garante della Costituzione, pronunciandosi sulla
conformità delle leggi a essa.[146]

Suddivisioni amministrative
Lo stesso argomento in dettaglio: Regioni d'Italia, Città metropolitane d'Italia,
Province d'Italia e Comuni d'Italia.

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Gli enti territoriali che, in base all'articolo 114 della Costituzione, costituiscono, assieme allo Stato,
la Repubblica Italiana sono:

le regioni[147] (15 a statuto ordinario e 5 a statuto speciale[148]);


le città metropolitane (15);
le province e i comuni (rispettivamente 93 e 7 904, dati ISTAT dell'anno 2020).[149]

Nell'elenco che segue, per ciascuna regione è riportata la bandiera ufficiale e il nome del capoluogo.

Di seguito le prime dieci città italiane per


abitanti del territorio comunale al 31
dicembre 2021.[150]

Italia suddivisa per regioni

Pos. Comune Città metropolitana Regione Abitanti

1 Roma Roma Lazio 2 749 031

2 Milano Milano Lombardia 1 349 930

3 Napoli Napoli Campania 921 142

4 Torino Torino Piemonte 848 748

5 Palermo Palermo Sicilia 635 439

6 Genova Genova Liguria 561 203

7 Bologna Bologna Emilia-Romagna 387 842

8 Firenze Firenze Toscana 361 619

9 Bari Bari Puglia 315 948

10 Catania Catania Sicilia 301 104

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I comuni italiani sono caratterizzati da piccole dimensioni e pochi abitanti, al 2019 il 45,8% dei
comuni non supera i 20 chilometri quadrati di superficie e il 69,6% non supera i 5 000 abitanti.[151]

Sistema tributario
Lo stesso argomento in dettaglio: Sistema tributario italiano.

Il sistema tributario italiano si informe a criteri di progressività[152]. Le principali imposte nazionali


sono l'IRPEF (imposta sui redditi delle persone, con aliquote dal 23% al 43%), l'IRES (imposta sui
redditi delle società, fissata al 24%), l'IRAP (imposta locale sulle aziende, fissata al 3,9% + massimo
0,92% delle regioni) e l'IVA (imposta su vendita di beni e servizi, fissata al 22% con aliquote minori
per particolari settori).

Istituzioni, enti e associazioni


Lo stesso argomento in dettaglio: Stato sociale in Italia.

Ordinamento scolastico
Lo stesso argomento in dettaglio: Istruzione in Italia.

L'istruzione in Italia è regolata con modalità diverse secondo la forma giuridica (scuole pubbliche,
scuole paritarie, scuole private). La formazione professionale, comprendente gli istituti
professionali, dipende invece dalle regioni.

L'obbligo scolastico termina a 16 anni.[153]

Il sistema scolastico italiano è strutturato in tre cicli di


istruzione:

istruzione primaria, di durata quinquennale;


istruzione secondaria, che comprende la scuola secondaria
di primo grado, di durata triennale, e la scuola secondaria di Palazzo della Carovana, sede
secondo grado, di durata quinquennale; storica della Normale di Pisa
istruzione superiore, che comprende l'università e la
formazione specialistica, come master e scuola di
specializzazione.

A questi cicli d'istruzione si affianca la scuola dell'infanzia, un'istituzione prescolastica non


obbligatoria, caratterizzata dal gioco e della convivenza con i compagni e dalla preparazione al
primo ciclo d'istruzione.

Il ciclo degli studi all'università si articola, dopo la riforma introdotta dal processo di Bologna, in
tre fasi:

1. laurea (3 anni)
2. laurea magistrale (2 anni)
3. dottorato di ricerca (3 anni)

Secondo un'analisi ISTAT del 2010, il livello di istruzione e formazione degli studenti italiani è
carente, soprattutto se paragonato a quello degli altri paesi europei: il 46,1% della popolazione
adulta ha conseguito la sola licenza media, laddove la media europea si attesta al 28,5%. Nelle
scuole superiori l'elevato numero di abbandoni scolastici porta l'Italia al primato negativo in

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Europa per i giovani tra 18 e 24 anni che lasciano la scuola superiore senza aver conseguito il
diploma (il 20% nel 2009); anche il numero di laureati è sotto la media europea (solo il 21,6% dei
giovani tra i 25 e i 29 anni). A ciò si aggiunge una bassa qualità dell'istruzione: secondo una
valutazione condotta nell'ambito del programma per la valutazione internazionale dell'allievo, la
competenza dei quindicenni italiani, già inferiore al valore medio nei 30 paesi OCSE, è aggravata
dalla carenza nell'utilizzo di nuove tecnologie. L'Italia ha infine il primato europeo dei giovani che
non studiano, né lavorano (nel 2009 erano il 21,2% delle persone tra 15 e 29 anni).[154]

Vi sono due Biblioteche Nazionali Centrali sedi del deposito legale dello Stato, a Firenze e a Roma.

Sistema sanitario
Lo stesso argomento in dettaglio: Servizio sanitario nazionale (Italia).

Il Servizio sanitario nazionale italiano (SSN) è un sistema pubblico di carattere universalistico che,
come stabilito dall'art. 32 della Costituzione della Repubblica Italiana, garantisce il diritto alla
salute e all'assistenza sanitaria a tutti i cittadini, finanziato attraverso la fiscalità generale e le
entrate dirette, percepite dalle aziende sanitarie locali, derivanti dai ticket sanitari (cioè le quote
con cui l'assistito contribuisce alle spese) e dalle prestazioni a pagamento.[155]

Una ricerca del 2000 dell'Organizzazione mondiale della sanità colloca il sistema sanitario italiano
al secondo posto nel mondo, dopo la Francia, in termini di efficienza di spesa e accesso alle cure
pubbliche per i cittadini.[156] Tuttavia, solo il 35,8% della popolazione si dichiara soddisfatto del
sistema sanitario e il 42% dell'assistenza ospedaliera, mentre il 79,4% ritiene intollerabili i tempi di
attesa nelle strutture sanitarie.[157]

Forze armate e pubblica sicurezza


Lo stesso argomento in dettaglio: Forze armate italiane e Forze di polizia italiane.

La Repubblica Italiana, per difendere militarmente il suo


territorio e per supportare decisioni di politica interna ed
estera, si serve di diverse forze armate e di polizia: l'Arma dei
Carabinieri, la Polizia di Stato, la Guardia di Finanza, il Corpo di
polizia penitenziaria, l'Esercito Italiano, l'Aeronautica Militare e
la Marina Militare. Esse sfilano nella parata militare per la
Festa della Repubblica Italiana assieme al Corpo nazionale dei
vigili del fuoco e della Polizia Roma Capitale (in rappresentanza
delle altre polizie locali), e al personale militare e civile di altre Le Frecce Tricolori
associazioni, come la Croce Rossa Italiana e la Protezione civile.
Il Paese schiera truppe in Kosovo, Libano, Marocco, Mali,
Somalia, Iraq e Libia.[158] Secondo il SIPRI, nel 2016 la spesa militare italiana ha superato i 25
miliardi di euro, collocandola in decima posizione tra le nazioni europee.[159]

L'Istituto Geografico Militare è l'ente cartografico di Stato e si trova a Firenze.

Relazioni internazionali
Lo stesso argomento in dettaglio: Relazioni internazionali dell'Italia.

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L'Italia sostiene l'Organizzazione delle Nazioni Unite, ove è stata ammessa nel 1955, e le sue attività
internazionali di sicurezza ed è uno dei membri fondatori della Comunità europea, dal 1993 Unione
europea. È inoltre membro della NATO, dell'OCSE, del GATT, del G7, del G8, del WTO e del
Consiglio d'Europa e ha ricoperto più volte la presidenza di turno sia del G8 sia dell'Unione.

Cittadinanza italiana
Lo stesso argomento in dettaglio: Cittadinanza italiana.

La legge stabilisce che è cittadino per nascita:[160]

il figlio di padre o di madre cittadini;


chi è nato nel territorio della Repubblica se entrambi i genitori sono ignoti o apolidi
se il figlio non segue la cittadinanza dei genitori, secondo la legge statale di questi
se la persona vive stabilmente da almeno 4 anni se proveniente da un paese dell'Unione
Europea, 10 anni se da altri paesi.

In accordo a modalità previste dalla legge, si può acquisire la cittadinanza italiana pur
appartenendo a tutti gli effetti a un altro paese.

L'Italia riconosce la doppia cittadinanza, si può quindi ottenere la cittadinanza italiana senza
rinunciare a quella di un altro stato.

Simboli
Lo stesso argomento in dettaglio: Simboli patri italiani.

I principali simboli che rappresentano l'unità nazionale italiana


sono:[161]

la bandiera d'Italia, nata il 7 gennaio 1797 a Reggio


nell'Emilia come bandiera della Repubblica Cispadana, la
cui conformazione è stabilita dall'art. 12 della Costituzione;
Il Canto degli Italiani, anche noto come Inno di Mameli o
Fratelli d'Italia; scritto nel 1847 da Goffredo Mameli e Il Vittoriano
musicato da Michele Novaro, fu adottato come inno
nazionale il 12 ottobre 1946;
l'emblema della Repubblica Italiana, caratterizzato dalla stella d'Italia, dalla ruota dentata e dai
rami di ulivo e quercia è stato ufficialmente adottato il 5 maggio 1948;
lo stendardo presidenziale italiano, che rappresenta il segno distintivo della presenza del
presidente della Repubblica;
il Vittoriano, ovvero il complesso monumentale a Roma dedicato al primo re d'Italia, Vittorio
Emanuele II di Savoia;

Economia
Lo stesso argomento in dettaglio: Economia d'Italia e Storia economica d'Italia.

Membro del G7, nel 2018 l'Italia è l'ottava (secondo il FMI[162]) o la nona (secondo Banca
Mondiale[163] e ONU[164]) potenza economica del pianeta per PIL nominale assoluto, con un valore
simile al Brasile, e l'undicesima o dodicesima se si considera la parità dei poteri di acquisto, con un

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valore simile al Messico.


Anche in termini pro-capite
l'Italia è una delle economie
più ricche, occupando una
posizione nel mondo tra la
25ª e la 28ª secondo le
diverse classifiche e tra la
29ª e la 35ª a parità di
potere d'acquisto.
Palazzo Mezzanotte sede della
Borsa di Milano L'economia italiana occupa
un ruolo di rilievo nel
commercio internazionale,
risultando nel 2017 nona per esportazione e decima per
importazione di merci, con un saldo positivo pari a 54 milioni di
dollari[165].
Palazzo dell'Eni, sede dell'Ente
Come tutte le economie avanzate, anche l'Italia è fortemente Nazionale Idrocarburi a Roma
orientata verso il settore dei servizi, che nel 2017 ha
rappresentato tre quarti del valore aggiunto (contro poco più
del 50% nel 1970); tuttavia la quota dell'industria rimane alta se comparata con gli altri grandi
paesi europei, pari a circa il 23% del PIL[166]. Il tessuto produttivo dell'economia è formato in
prevalenza da piccole e medie imprese: quelle di maggiori dimensioni sono gestite in gran parte
dalle famiglie fondatrici e, in taluni casi, da gruppi stranieri. Il modello di public company, impresa
a capitale diffuso gestita da un management, è poco diffuso.

Dopo una politica fiscale molto espansiva durante gli anni


ottanta, a partire dai primi anni novanta l'Italia ha perseguito
una politica fiscale molto più rigida, per rientrare nei parametri
dell'Unione economica e monetaria. Nel 1999 il Paese ha
aderito all'euro, che ha sostituito la lira anche nella circolazione
cartacea a partire dal 2002, cosicché negli anni duemila l'Italia
ha potuto registrare tassi di inflazione e di interesse
notevolmente più bassi che nei decenni precedenti.

Durante la grave grande recessione il tasso di disoccupazione in


Italia è passato dal 6,1% del 2007 all'8,4% del 2011 e al 10,6%
del 2018[167]; il PIL nel 2011 è del 4,5% più basso che nel 2007 e,
Automobili durante un test sulla
nello stesso arco di tempo, il debito pubblico è aumentato di 17
pista di collaudo del Lingotto di
punti percentuali rispetto al PIL[168]. Problemi come l'evasione
Torino, ex sede centrale e storica fiscale, l'elevato debito pubblico (131,4 % del PIL nel 2017) e la
fabbrica della FIAT criminalità organizzata ostacolano la crescita economica.

Agricoltura
Lo stesso argomento in dettaglio: Storia dell'agricoltura italiana.

Nel corso del XX secolo l'Italia si è trasformata da paese prevalentemente agricolo a paese
industriale vero e proprio. Di conseguenza, il settore agricolo (comprensivo di selvicoltura e pesca)
ha visto l'occupazione calare drasticamente, passando dal 43% al 3,8% del totale,[169][170] una
percentuale minima nel quadro economico nazionale. Al 2011, gli occupati in agricoltura sono
891 000, in gran parte uomini (71,3 % del totale) e residenti nel Mezzogiorno (46,8% del
totale).[171]

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La superficie agricola italiana, dati 2011, è pari a 17,8 milioni di


ettari, di cui 12,7 utilizzati, e si concentra soprattutto nel
Mezzogiorno (45,7%).[172] Da notare che il 10% della
manodopera agricola è straniera.[170]

Nel 2010 il valore complessivo della produzione agricola era


pari 48,9 miliardi di euro,[173] mentre nel 2022 era pari a 74,7
miliardi di euro. [174] Per quanto riguarda la produzione
vegetale, che incide per 25,1 miliardi,[175] i maggiori prodotti in Paesaggio vitivinicolo nelle Langhe
termini di valore sono stati il vino (1 803 milioni di euro), il
granoturco (1 434), l'olio (1 398) e i pomodori (910). Per
quantità prodotte, invece, i prodotti principali dell'agricoltura italiana sono il granoturco (84
milioni di quintali), i pomodori (66), il frumento duro (38) e l'uva da vino (35).[176]

Nel comparto della produzione di origine animale spiccano latte di vacca e di bufala (4 040 milioni
di euro per 11 200 migliaia di tonnellate), carni bovine (3 199 e 1 409 rispettivamente), carni suine
(2 459 e 2 058) e pollame (2 229 e 1 645).[177]

La produzione complessiva della pesca marittima e lagunare, comprensiva di crostacei e molluschi,


si attesta nel 2010 a 2 247 milioni di euro.[173]

Risorse minerarie
Lo stesso argomento in dettaglio: Legislazione mineraria italiana.

Il territorio italiano presenta giacimenti minerari di vario genere che, fino al termine del XX secolo,
hanno consentito una fruttuosa produzione di mercurio, antimonio, piombo, zinco, argento, ferro e
di minerali quali pirite, fluorite, amianto e bauxite. Successivamente, tuttavia, i giacimenti con un
potenziale sfruttamento economico sono diminuiti, e l'attività mineraria rimasta si è concentrata
sui sali evaporitici, le marne cementizie, le argille (principalmente bentonite e montmorillonite) e i
feldspati, per l'industria ceramica e i refrattari; sempre attiva l'attività estrattiva, tipica per l'Italia,
delle numerose cave di marmo e altre rocce per l'edilizia, l'estrazione di pomice, ossidiana,
pozzolana e talco.[178]

Industria

L'Italia, la cui quota di produzione mondiale nel settore


manifatturiero si attesta negli anni duemila attorno al 4%,
collocandola al secondo posto in Europa,[179] differisce, rispetto
agli altri paesi industrializzati, per una vasta diffusione di
piccole e medie imprese di proprietà familiare.[180][181] A partire
dal Nord-Est del Paese, si sono affermati i cosiddetti distretti
industriali, un modello che ha visto una consistente diffusione
lungo la dorsale adriatica, al punto da costituire una delle
caratteristiche peculiari dell'economia italiana.[182] Il Lingotto di Torino

Avanzata e diversificata, l'industria italiana è particolarmente


sviluppata nei settori della cantieristica navale, degli elettrodomestici, chimico, farmaceutico,
metallurgico, agroalimentare[183][184] e della difesa.[185] Nel settore automobilistico, che assieme al
petrolchimico e al siderurgico è stato alla base dell'industrializzazione postbellica del Paese, l'Italia
risulta agli ultimi posti in Europa per produzione di automobili[186] (fortemente penalizzata dalla

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[187]
delocalizzazione produttiva) ma mantiene una grande rilevanza a livello europeo e
[188][189]
mondiale grazie alla presenza del gruppo FIAT, azienda multinazionale che nel 2008 ha
prodotto 2 524 325 veicoli in tutto il mondo.[190]

Design e moda
Lo stesso argomento in dettaglio: Design italiano, Moda italiana e Made in Italy.

Lo stile italiano – soprattutto nel disegno industriale, nell'arredo e nell'auto – si contraddistingue


per la mescolanza di fantasia e rigore progettuale e si caratterizza per l'uso di materiali considerati
scarti, ma al tempo stesso innovativi.[191] Nato alla fine del XIX secolo,[192] diviene Bel Design tra il
1945 e il 1965, quando nascono la Vespa V98 farobasso, la Innocenti Lambretta, la Iso Isetta, la
Fiat 600 e la Fiat Nuova 500 nel campo dei trasporti, la macchina da cucire Mirella della Necchi,
la macchina da calcolo elettrica Divisumma 24 di Olivetti e alcuni radioricevitori e televisori
progettati per RadioMarelli e Brionvega nel campo degli elettrodomestici. Al design italiano,
rappresentato da aziende,[191] scuole di specializzazione[193] e artisti come Gio Ponti, Ettore Sottsass
e Bruno Munari, sono dedicati musei[194] e riconoscimenti, come il Premio Compasso d'oro, il più
antico e prestigioso premio mondiale di design.[195] La Fiera di Milano, il maggiore polo espositivo
europeo, ospita annualmente numerose esposizioni di design di livello internazionale.[196]

Negli anni del miracolo economico italiano nasce e si sviluppa la moda italiana. Agli abiti di alta
moda le sartorie affiancano il prêt-à-porter, proponendosi sui mercati internazionali e portando, in
collaborazione con l'industria, all'affermazione del made in Italy. Numerosi stilisti, come Valentino,
Armani, Prada, Versace, Dolce & Gabbana, Trussardi, Cavalli e Gucci portano l'Italia ai vertici
mondiali per i suoi prodotti[197] mentre Milano e Roma sono annoverate tra le capitali della
moda.[198]

Settore terziario

In Italia il terziario rappresenta il settore più importante dell'economia, sia per numero di occupati
(nel 2013 pari al 72,1% del totale) sia per valore aggiunto (il 74,4%).[199]

Secondo il rapporto sul terziario pubblicato nel 2014 dalla Confcommercio, il 56,3% delle imprese
ad essa iscritte appartiene al settore dei servizi, suddiviso nei quattro sottosettori indicati nella
tabella che segue:[199]

Settore Imprese (migliaia) Percentuale Unità di lavoro (migliaia)


Commercio 1 546 25,6% 3 360

Trasporti e logistica 194 3,2% 1 130

Turismo, tempo libero e comunicazioni 630 10,4% 2 250


Altri servizi 695 10,6% 2 780

Sul finire degli anni ottanta del XX secolo e nel decennio successivo vari fattori, come
deregolamentazione, disintermediazione e nuove tecnologie hanno spinto, in linea con l'andamento
internazionale, i settori bancario e assicurativo a processi di concentrazione e a forme
d'integrazione[200] normati dalla L. 287/90[201] contro gli abusi da posizione dominante. Questi

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gruppi bancari ricoprono, attraverso la partecipazione azionaria in importanti industrie o società di


servizi o tramite la presenza nei patti parasociali aziendali, un ruolo primario nel sistema
economico italiano.[202]

Turismo
Lo stesso argomento in dettaglio: Turismo in Italia.

Un settore di primaria importanza per l'economia italiana


continua a essere il turismo: secondo il Rapporto Eurispes 2011
occupa poco meno di 2 500 000 di addetti, l'incidenza sul PIL è
del 9,5% e la sua quota mondiale si attesta al 4,1%.[203] Nel 2019
gli introiti derivanti dal turismo si aggirano intorno ai 42
miliardi di euro.[204]

Nel 2019 l'Italia, con 62,1 milioni di turisti stranieri annui, è al Da in alto a sinistra, in senso orario,
quinto posto nel mondo per arrivi internazionali, e con 215 le Dolomiti, Venezia, i Sassi di
milioni di pernottamenti è al quarto posto per numero di Matera e i Faraglioni di Capri
presenze turistiche al mondo, dopo Stati Uniti, Spagna, Regno
Unito e Cina.[205] Anche per quanto riguarda le entrate derivanti
dal turismo internazionale, l'Italia si colloca al quinto posto al mondo con 42 miliardi di dollari nel
2019.[205]

Rilevanti sono anche i flussi turistici interni. Nel 2011 si sono registrati 68,2 milioni di viaggi di
turisti italiani all'interno del Paese, in forte contrazione (-16,5%) rispetto all'anno precedente. Le
regioni più visitate d'Italia sono, nell'ordine: Veneto, Trentino-Alto Adige e Toscana. Le città più
visitate sono invece Roma, Milano e Venezia.[206]

Infrastrutture
Lo stesso argomento in dettaglio: Trasporti in Italia ed Energia elettrica in Italia.

L'Italia è stato il primo paese al mondo a inaugurare un'autostrada: la Milano-Laghi (o Autostrada


dei Laghi, oggi parte dell'A8), costruita da Piero Puricelli e inaugurata nel 1924.[207][208] Nel giro di
pochi anni, tra il 1958 e il 1964, verrà costruita l'Autostrada del Sole (o A1), capace di dare
un'ulteriore spinta alla modernizzazione del paese.

Al 2018 la rete stradale italiana è costituita da circa 166 000 km


di strade statali, regionali e provinciali di cui 7 000 km sono
autostrade,[209] mentre il trasporto ferroviario si estende su circa
16 800 km di linee.[210] Il trasporto su gomma è prevalente
rispetto a quello su rotaia, che costituisce circa il 15% del
traffico merci[211] e il 33% del trasporto pubblico.[212] Il trasporto
navale di merci è consistente e focalizzato principalmente sui
prodotti petroliferi, i porti maggiori sono Trieste e Genova e in L'autostrada A1, detta l'Autostrada
Europa il settore è secondo solo a quello dei Paesi Bassi; per del Sole
quanto riguarda il traffico passeggeri i porti più movimentati
sono quelli di Messina, Reggio Calabria e Napoli.[213] Il
trasporto aereo è concentrato principalmente nel Lazio e in Lombardia, in particolare i maggiori
aeroporti in Italia per traffico passeggeri e merci sono rispettivamente Roma-Fiumicino e Milano-
Malpensa.[214][215]

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L'Italia ha un consumo
energetico lordo di circa
171 Mtep, di cui il 18% da
fonte rinnovabile,
un'intensità energetica
(98,8) migliore rispetto
alla media UE (117,8) ma
è caratterizzata da una
forte dipendenza Il Terminale GNL Adriatico
energetica (76,3% contro
Frecciarossa 1000 alla Stazione di una media UE del 55,7%)
Torino Porta Susa dovuta alla scarsità di risorse primarie energetiche del
sottosuolo quali petrolio, usato principalmente nei trasporti
e gas naturale, impiegato per usi civili e nella produzione di
energia elettrica. Per quanto riguarda l'energia elettrica, l'Italia ne produce il 60% da combustibili
fossili e il 40% da fonti rinnovabili, in particolare il 17% è prodotto dalle centrali idroelettriche,
l'8% dal fotovoltaico, il 7% da bioenergia, il 6% dall'energia eolica e il 2% dalla geotermia.[216]

Il prelievo annuo di acqua potabile è superiore a 9 Gm³, il valore più alto dell'UE e corrispondente
mediamente a 420 L al giorno pro capite. L'acqua viene prelevata principalmente da falda
acquifera tramite sorgente e pozzo per poi essere immessa nella rete idrica, la cui scarsa efficienza
ne provoca una perdita del 42%.[217]

I rifiuti urbani raccolti annualmente ammontano mediamente a 30 Mt (circa 0,5 t pro capite) e la
percentuale di raccolta differenziata sul totale è del 58%.[218]

Divario Nord-Sud
Lo stesso argomento in dettaglio: Questione meridionale.

Nei decenni successivi all'Unità d'Italia, le regioni settentrionali del Paese, Lombardia, Piemonte e
Liguria in particolare, cominciano un processo d'industrializzazione e di sviluppo economico
mentre le regioni meridionali rimangono indietro. A causa del crescente divario economico e
sociale si comincia a parlare di questione meridionale.[219] Lo squilibrio tra Nord e Sud, ampliatosi
costantemente nel primo secolo post-unitario, si riduce negli anni sessanta e settanta anche
attraverso la realizzazione di opere pubbliche, l'attuazione delle riforme agraria e scolastica,[220]
l'espansione dell'industrializzazione e le migliorate condizioni di vita della popolazione.[219] Questo
processo di convergenza si interrompe, invece, negli anni ottanta. Nel 2019 il PIL pro-capite del
Mezzogiorno ammontava a circa il 51% di quello del Nord-ovest,[221] mentre Il tasso di occupazione
della popolazione di 15 anni e più nel 2017 era del 48,9% tra i residenti al Centro-nord e del 33,8%
nel Mezzogiorno. Il tasso di disoccupazione riflette un simile divario, registrando al Centro-Nord
l’8,4% della forza lavoro in cerca di occupazione, e nel Mezzogiorno il 19,6%.[222]

Uno studio del Censis attribuisce alla presenza pervasiva di organizzazioni criminali un ruolo
importante nel ritardo del Mezzogiorno d'Italia, stimando una perdita annuale di ricchezza del
2,5% nel Mezzogiorno nel periodo 1981-2003 dovuta alla presenza di tali organizzazioni e
valutando che senza di esse il PIL pro-capite del Mezzogiorno avrebbe raggiunto quello del
Nord.[223]

Ambiente

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L'articolo 9 della Costituzione italiana sancisce la tutela del paesaggio,[224] che dal 1986 è
salvaguardato dal Ministero dell'Ambiente che ha il compito di coordinare il risanamento delle aree
colpite dal degrado e di tutelare quelle ancora intatte.[225]

Aree protette

L'elenco ufficiale delle aree protette comprende 871 aree


naturali che si estendono per 31 635,9 km² coprendo il 10,5%
del territorio italiano.[226] Sono suddivise in:

24 parchi, 147 riserve e 3 altre aree protette nazionali:[227] i


parchi nazionali coprono circa la metà del territorio protetto
e i più antichi sono il Parco nazionale del Gran Paradiso
(istituito nel 1922), il Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e
Molise (1923), il Parco nazionale dello Stelvio (1935) e il
Parco nazionale del Circeo (1935).[228] La sorveglianza dei
Da in alto a sinistra, in senso orario:
parchi e delle riserve nazionali è affidata al Comando unità
per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare. parco nazionale del Gran Paradiso,
dell'Asinara, del Gran Sasso e delle
134 parchi, 365 riserve e 171 altre aree protette
Cinque Terre
regionali.[229]
27 aree marine protette: l'area più estesa è il Santuario per i
mammiferi marini, costituito in cooperazione con la Francia e il Principato di Monaco.[230]
Considerando anche le aree protette statali e regionali la superficie marina tutelata si estende
per 28 530,3 km².[226]

A queste vanno aggiunte anche le 56 zone umide italiane della lista di Ramsar che si estendono su
73 308 ha.[231]

Biodiversità e minacce
Lo stesso argomento in dettaglio: Biodiversità in Italia, Flora italiana e Fauna italiana.

L'Italia è ricchissima di biodiversità ed è il paese europeo con


più specie di piante superiori,[232][233] molte delle quali
endemiche. Questo è dovuto a una molteplicità di fattori quali
l'eterogeneità ambientale, la complessa struttura dell'orografia
italiana, le vicissitudini biogeografiche e la storia geologica.
L'Italia, assieme alla penisola iberica e al sud dei Balcani, è stata
inoltre un rifugio per molte specie animali e vegetali estintesi
nelle zone centrali e settentrionali del continente europeo
durante le glaciazioni pleistoceniche. L'ampia estensione
latitudinale della penisola, di circa 10°, la pone a cavallo tra le
Alcune specie endemiche dell'Italia.
zone climatiche temperate, centroeuropea (Cfa o Cfb secondo
Da in alto a sinistra, in senso orario:
Köppen) e calda mediterranea (Csa secondo Köppen) e quindi
Zerynthia cassandra, ululone
almeno su due zone di vegetazione molto diverse.[232][234]
italiano, primula di Palinuro e orso
Le aree più ricche di endemismo sono, oltre alle isole marsicano
(soprattutto la Sardegna), gli alti massicci montuosi isolati tra
aree più basse, considerabili come "isole biogeografiche": alcuni
esempi sono le Alpi Apuane per le piante e le Prealpi orientali per gli insetti cavernicoli. La fauna
d'acqua dolce è spesso differenziata tra i fiumi del nord Italia (bacino del Po) e quelli del centro.[233]

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La vegetazione naturale potenziale del territorio italiano è il bosco su tutto il territorio tranne che
sulle vette più elevate del piano nivale e nelle zone più aride delle isole circumsiciliane, oltre che
nelle aree più prossime al mare. I boschi italiani sono fortemente sfruttati per la selvicoltura che
prende la forma di ceduazione per i boschi di querce (che principalmente producono legna da
ardere) e di castagno (per la produzione di pali) mentre quelli di faggio e di conifere sono perlopiù
trattati a fustaia.[233][235]

I boschi mediterranei di leccio sono quasi sempre degradati dalla ceduazione, dagli incendi e dal
pascolo ovicaprino; gli stadi di degradazione sono noti come macchia mediterranea quando si ha
un denso e impenetrabile cespuglieto alto qualche metro e di gariga se il terreno è coperto di
vegetazione bassa che lascia scoperto il terreno, spesso ricco di affioramenti rocciosi. Gli stadi di
macchia e gariga comunque portano un contributo positivo alla biodiversità italiana in quanto
ricche di specie rare e da proteggere, tra cui numerose orchidee.[232][233][235] La fauna italiana è
molto ricca di endemismi, soprattutto negli invertebrati, nei pesci d'acqua dolce,[236][237] negli anfibi
e nei rettili. Gli uccelli e i mammiferi, animali più mobili, sono caratterizzati da un minor tasso di
endemismo.[232][233][235] Non è da trascurare l'uso ricreativo che hanno le foreste (soprattutto pinete
di pino domestico) prossime ai centri urbani.[235] L'elevata densità di popolazione,
l'industrializzazione diffusa, l'estesa urbanizzazione delle zone costiere e planiziari, l'inquinamento
delle acque, l'introduzione di specie aliene e l'agricoltura intensiva fanno sì che la difesa della
biodiversità e degli ambienti naturali siano questioni particolarmente rilevanti.[233]

Cultura
Lo stesso argomento in dettaglio: Cultura italiana.

Arte
Lo stesso argomento in dettaglio: Arte italiana.

Nel corso dei secoli l'Italia, secondo tutti gli storici, ha portato un contributo di primo piano alla
cultura mondiale. In particolare nei due periodi in cui il territorio italiano fu il centro della civiltà
del tempo, ovvero durante l'Impero romano e il Rinascimento, il ruolo che ebbe nella storia della
conoscenza umana fu di grande rilevanza. Dai templi greci ai borghi medievali, dalle terme romane
alle ville settecentesche, l'Italia possiede molteplici monumenti nazionali, dichiarati tali da una
legge apposita che ne riconosce l'importanza culturale e artistica per la comunità.[238] Sebbene vari
istituti si occupino della catalogazione dei beni artistici italiani, non è possibile formulare una
stima affidabile del patrimonio artistico nazionale, che peraltro ha subito e subisce una consistente
opera di dispersione.[239]

Architettura
Lo stesso argomento in dettaglio: Architettura italiana e Monumenti nazionali italiani.

L'eredità dell'antichità classica rappresenta il primo e più importante


fattore nello sviluppo delle arti in tutta Italia.[240] L'influenza
dell'architettura romana si protrarrà nelle chiese paleocristiane,
costruite sul modello delle basiliche civili dell'antichità; pregevoli
esempi, con influenze bizantine, nelle basiliche di San Vitale e
Sant'Apollinare Nuovo in Ravenna.[241]
Il Colosseo
Nel VII secolo nascono i complessi abbaziali unitamente alle
espressioni dell'architettura longobarda, con significative
testimonianze nel tempietto di Cividale del Friuli, nella basilica di San Salvatore a Brescia e nella
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[241]
chiesa di Santa Sofia a Benevento. Della renovatio carolingia e il recupero della classicità
attuati da Carlo Magno nel IX secolo permangono importanti complessi architettonici
principalmente a Roma (basilica di Santa Prassede), Bardolino, Spoleto e Milano.

Il X e l'XI secolo vedono la fioritura delle cattedrali romaniche,


come la basilica di San Marco, il duomo di Pisa e il duomo di
Modena, mentre la basilica di Sant'Ambrogio a Milano presenta
una copertura con volte a crociera con costoloni tra le più
antiche d'Europa.[242] Nel secolo successivo si diffonde nell'Italia
meridionale l'architettura arabo-normanna che ha nel palazzo
dei Normanni a Palermo e nel duomo di Monreale alcuni fra gli
esempi più caratterizzanti.[16] Contemporaneamente
nell'architettura civile fanno la loro comparsa numerose torri Piazza dei Miracoli, Pisa
gentilizie; celebri quelle di San Gimignano e di Bologna.

L'architettura gotica, introdotta dai cistercensi, spazia dall'originale


protogotico della basilica di San Francesco ad Assisi alle chiese di
Firenze (cattedrale di Santa Maria del Fiore, basilica di Santa Croce,
basilica di Santa Maria Novella), Siena (duomo di Santa Maria
Assunta), Orvieto (duomo), Napoli (basilica di San Lorenzo
Maggiore), Bologna (basilica di San Petronio), Venezia (basilica di
Santa Maria Gloriosa dei Frari) e Milano (duomo). Fra i castelli
Duomo di Milano disseminati nella penisola spicca il celebre Castel del Monte.[241]

Il primo Rinascimento trova


testimonianza a Firenze nella
cupola di Santa Maria del Fiore e
nello spedale degli Innocenti[243]
costruiti dal Brunelleschi e
nell'attività di Leon Battista
Duomo di Firenze Alberti. Il pieno Rinascimento,
invece, è essenzialmente romano
e legato ai nomi di Bramante,
Raffaello e Michelangelo, i quali furono attivi nella Basilica di San Marco
ricostruzione della basilica di San Pietro in Vaticano. Per le
realizzazioni urbanistiche rinascimentali mirabile esempio è
l'Addizione Erculea a Ferrara. Il passaggio dal Rinascimento al manierismo, esemplificato da
Baldassarre Peruzzi nella Villa Farnesina,[244] vede attivi Jacopo Barozzi da Vignola, Giulio Romano
e Giorgio Vasari, mentre l'opera di Andrea Palladio (che influenzerà l'architettura occidentale con
l'avvento del neopalladianesimo)[245] oscilla tra i tratti manieristici delle architetture religiose, a
quelli più rinascimentali delle costruzioni laiche.[241]

Lo stile barocco, preannunciato da Jacopo Barozzi da Vignola nella chiesa del Gesù,[246] si sviluppa
a Roma, dove si concentrano le principali realizzazioni, influenzando tutto il mondo cattolico. Alle
prime opere di Carlo Maderno e Martino Longhi il Giovane seguono i capolavori di Gian Lorenzo
Bernini (piazza San Pietro), Francesco Borromini (chiesa di Sant'Ivo alla Sapienza) e di Pietro da
Cortona (facciata di Santa Maria della Pace).[241]

Alla prima metà del Settecento risale il più significativo esempio tardo barocco e rococò: la
palazzina di caccia di Stupinigi, progettata da Filippo Juvarra.[247] Invece, nel Regno di Napoli, con
Luigi Vanvitelli, viene avviata, dal 1752, la costruzione della reggia di Caserta, ultima grande
realizzazione del barocco italiano.[248] Dopo la seconda metà del secolo l'architettura neoclassica
produce, anche nella sua variante neogreca, diverse opere di valore come la grande basilica di San
Francesco da Paola a Napoli.[249] Con l'unità d'Italia prevale lo stile neorinascimentale o, più in
generale, l'eclettismo.
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L'Art Nouveau ha in Giuseppe


Sommaruga, Ernesto Basile e
Raimondo D'Aronco i principali
esponenti, mentre nel 1914
Antonio Sant'Elia pubblica il
Manifesto dell'Architettura
futurista e le sue tavole della
Palazzo della Civiltà Italiana "Città Nuova", proponendo nuovi
modelli architettonici che esaltano La Reggia di Caserta vista dai
la funzionalità e una nuova giardini
estetica.

Il razionalismo italiano si manifesta inizialmente con l'attività del Gruppo 7 e del MIAR, ove si
distingue Giuseppe Terragni, che fra le altre opere realizzerà la Casa del Fascio di Como. Negli anni
trenta prende forma e ha maggiore impulso la tendenza, favorita dal regime, al cosiddetto
neoclassicismo semplificato di cui Marcello Piacentini sarà l'esponente più rappresentativo.[250] Le
tendenze razionaliste trovano diversi sviluppi e reazioni nel dopoguerra diversificandosi sempre
più; nel tentativo di umanizzare l'International Style, si sviluppa il neorealismo, al quale subentra il
neoliberty e, in seguito, il brutalismo.[241]

Il postmoderno, anticipato da Paolo Portoghesi, trova la sua consacrazione nelle opere di Aldo
Rossi.

Tra i principali architetti attivi in Italia tra la fine del XX e l'inizio del XXI secolo si ricordano
Renzo Piano, Massimiliano Fuksas, Gae Aulenti, lo svizzero Mario Botta e l'irachena Zaha Hadid.

Patrimoni dell'umanità
Lo stesso argomento in dettaglio: Patrimoni dell'umanità d'Italia.

Il ricco patrimonio culturale italiano è testimoniato anche dalla presenza di ben 59 siti iscritti nella
Lista dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.

In particolare il Colosseo (Roma) nel 2007 fu inserito nella lista delle Nuove sette meraviglie del
mondo.

Pittura e scultura
Le singole voci sono elencate nella Categoria:Pittori italiani e Categoria:Scultori
italiani.

Le prime rilevanti produzioni artistiche in Italia risalgono al neolitico.[251] Nell'evo antico, etruschi
e romani costituiscono grandi poli artistici in grado di rivaleggiare con l'arte greca. Con il tardo
impero e le invasioni barbariche si avvia quel processo di decentramento che porta a far fiorire più
capitali e più centri artistici come Milano, Ravenna e Pavia. Eccezionale e irripetibile è la fioritura
di Palermo sotto gli arabi. Dopo l'anno Mille si ha una ripresa della produzione artistica, che
culmina nei grandi cantieri architettonici romanici, in cui viene riavviata anche la scultura
monumentale, come con Wiligelmo e Benedetto Antelami.

La pittura invece subisce sorti alterne, restando fermamente ancorata ai modelli bizantini fino al
XIII secolo. I mercanti delle repubbliche marinare, portando in patria modelli e spunti da tutto il
Mediterraneo, danno impulso alle scuole locali, in cui non mancano di manifestarsi graduali
progressi. In Toscana Nicola Pisano, Cimabue e Giotto pongono infatti le basi per una vera e

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13/10/23, 19:33 Italia - Wikipedia

propria rivoluzione figurativa, dove la rappresentazione veritiera dello


spazio, della figura umana e dei suoi affetti è alla base di futuri,
straordinari sviluppi.[252] L'arte gotica fiorisce con risultati di estrema
eleganza in centri come Siena, Milano, Napoli.

Il Rinascimento è un fenomeno culturale di ampia portata, che affonda le


radici nell'Umanesimo letterario trecentesco e nel rinnovato interesse per
l'arte romana. Agli albori del Quattrocento, a Firenze, Filippo
Brunelleschi, Donatello e Masaccio stimolano uno sviluppo delle arti
all'insegna di un rinnovato rigore, della rinuncia all'"ornato" superfluo e
della costruzione geometrica dello spazio, la prospettiva.[253] La loro
lezione viene ripresa da altri artisti, che nei loro viaggi diffondono il
nuovo stile contaminandolo con le scuole locali e dando origine al
Monna Lisa di Leonardo
periodo straordinario delle corti, in cui centri come Urbino, Ferrara,
Mantova, Padova, Rimini, Napoli e l'Umbria, oltre a Firenze, forniscono
nuove idee all'insegna di un panorama estremamente ricco e variegato.

Il Cinquecento si apre con figure


universali come Leonardo, Raffaello e
Michelangelo, tra i più celebri, in
assoluto, esponenti del Rinascimento
italiano, facendo dell'Italia il modello
di riferimento per tutta l'arte
europea.[254] La straordinaria stagione
della Roma papalina fornisce un
modello artistico dominante, al quale
Estasi di santa Teresa d'Avila di Il David di Michelangelo
solo Venezia, con Giorgione e Tiziano,
Gian Lorenzo Bernini è in grado di fornire un'alternativa
altrettanto valida.[255] Eventi tragici
come il Sacco del 1527 portano alla dispersione degli artisti,
garantendo però una nuova fioritura periferica.

Quando già le bizzarrie del manierismo, estremo sviluppo del Rinascimento romano e fiorentino,
fanno presa in tutta Europa, la storiografia artistica vede la sua nascita con l'opera di Giorgio
Vasari, il primo, grande, consapevole documentatore dei fatti artistici fin dai tempi della Grecia
classica.

Già alle soglie del Seicento maturano a Bologna, in Lombardia e soprattutto a Roma nuove forme
di produzione artistica, tese a una rinnovata attenzione alla verosimiglianza, al quotidiano, alla
teatralità. Alla corte dei papi il trionfo della Chiesa romana trova in un nuovo stile, il barocco, un
potente mezzo di autocelebrazione e propaganda, con ripercussioni in tutta la scena artistica ormai
ampliatasi anche oltre i confini europei. Artisti come Caravaggio, Bernini e Borromini sono i
protagonisti di un rinnovamento di grande impatto, che si affranca dai canoni dell'arte classica.[256]

Dopo essere diventata la meta di artisti di tutto il mondo, col Grand Tour, aver espresso la grande
scuola dei vedutisti veneziani (Canaletto su tutti)[257] e figure come Giambattista Tiepolo, nonché
aver ricoperto un ruolo importante durante il periodo neoclassico con Antonio Canova,[258] l'Italia
dell'arte perde peso culturale al cospetto di altri paesi europei. Si deve aspettare la fine del XIX
secolo per ritrovare esperienze figurative di rilevanza europea, con il movimento dei macchiaioli[259]
e quello dei divisionisti,[260] sebbene circoscritti nell'influenza al solo panorama nazionale, se non
regionale.

Durante il XX secolo tuttavia l'Italia partecipa a pieno titolo alle rapide vicissitudini dell'arte
moderna, con il futurismo (la prima delle avanguardie storiche), la metafisica, l'arte povera e la
transavanguardia, fino agli artisti contemporanei, alcuni vere e proprie celebrità rinomate anche

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[261]
all'estero.

Letteratura
Lo stesso argomento in dettaglio: Storia della letteratura italiana.

La nascita della letteratura italiana si fa canonicamente risalire


alla prima metà del XIII secolo con la diffusione, all'interno di
circuiti privati, di manoscritti di carattere religioso, laico e
giocoso, a uso della comunità religiosa e laica, ma sempre a un
alto livello della scala sociale (per esempio i notai). Ciò che
permette di parlare di una letteratura italiana è la lingua.[262]
Infatti, prima del Duecento la lingua utilizzata per scrivere i
documenti era il latino.

Essa nasce in ritardo rispetto ad altre letterature europee


perché molto ancorata alla tradizione del latino. Nel XIII secolo
si hanno le prime esperienze letterarie, la poesia religiosa in
Umbria (il Cantico delle creature di San Francesco d'Assisi e le
Laude di Jacopone da Todi), la Scuola siciliana (nata a Palermo
alla corte di Federico II di Svevia) e, alcuni decenni più tardi, la
Da in alto a sinistra in senso orario:
lirica toscana. A cavallo tra XIII e XIV secolo la letteratura
Dante, Foscolo, Pirandello e
italiana possedeva già tre grandi opere letterarie: la Divina
Leopardi.
Commedia di Dante Alighieri, il Canzoniere di Francesco
Petrarca e il Decameron di Giovanni Boccaccio. In questo
periodo, inoltre, emergono i poeti Guittone d'Arezzo, Guido Guinizzelli e Guido Cavalcanti, in cui è
assente la componente religiosa usata dai suoi predecessori.

Nel XV secolo si distinguono invece personaggi poliedrici come Leon Battista Alberti, Leonardo da
Vinci, Lorenzo de' Medici, letterato e mecenate, che promuove la nuova letteratura in volgare,
Angelo Poliziano, traduttore del poema Iliade, e Matteo Maria Boiardo, che compone l'Orlando
Innamorato. Nel XVI secolo Ludovico Ariosto, compone il poema Orlando Furioso, Niccolò
Machiavelli scrive Il Principe, Baldassarre Castiglione scrive Il Cortegiano e Torquato Tasso è
autore della Gerusalemme liberata. Nel XVII secolo emergono le figure di Giovan Battista Marino,
rappresentante della poesia barocca e di Alessandro Tassoni, ideatore del poema eroicomico, in
quello successivo quelle del poeta tragico Vittorio Alfieri e di Giuseppe Parini, autore de Il giorno.

A cavallo tra XVIII e XIX secolo spiccano Silvio Pellico, autore de Le mie prigioni, Vincenzo Monti,
che traduce l'Iliade in lingua italiana, Ugo Foscolo, tra i principali esponenti del neoclassicismo,
patriota e sostenitore di Napoleone, Alessandro Manzoni, autore dei Promessi Sposi (una delle
maggiori opere della letteratura italiana) e Giacomo Leopardi, uno dei grandi poeti italiani del XIX
secolo. Da citare, nella seconda metà dell'Ottocento, anche la figura di Francesco de Sanctis, critico
e storico della letteratura italiana, Emilio Salgari, uno dei padri del romanzo d'avventura, Edmondo
De Amicis e Carlo Collodi. Nel XX secolo si distinguono Giosuè Carducci (premio Nobel per la
letteratura nel 1906), Giovanni Verga, esponente del verismo, Grazia Deledda, Nobel nel 1926,
Giovanni Pascoli e Gabriele D'Annunzio, esponenti del decadentismo italiano, Luigi Pirandello,
Nobel nel 1934 e Ignazio Silone. Altri autori importanti del periodo sono stati Giuseppe Ungaretti,
Italo Svevo, Italo Calvino, Dino Buzzati, Gianni Rodari, Mario Rigoni Stern e i premi Nobel
Salvatore Quasimodo, Eugenio Montale e Dario Fo.

Teatro
Lo stesso argomento in dettaglio: Teatro in Italia.

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Il teatro latino, presente sin dai tempi dell'antica Roma, che in


alcune farse ripropone il teatro greco rappresentato nella Magna
Grecia, vede all'apice della sua espressione Livio Andronico, Plauto,
Terenzio (per la commedia) e Seneca (per la tragedia). Dopo un
periodo di decadimento generale delle arti successivo alla caduta
dell'impero romano, nel Medioevo il teatro riprende nuovo vigore
grazie alle sacre rappresentazioni e all'opera buffonesca e satirica dei
giullari. Il teatro alla Scala di Milano

In età moderna emerge la figura di Carlo Goldoni, che supera la


tradizione della commedia dell'arte, sviluppatasi tra XVI e XVIII
secolo, basata sull'improvvisazione degli attori e sui canovacci, e
introduce una nuova forma di teatro, in cui le maschere vengono
progressivamente eliminate e si passa dall'improvvisazione a una
recitazione che segue un copione preciso;[263] bisogna inoltre
ricordare il melodramma del Metastasio e l'Opera dei Pupi, un teatro
delle marionette diffusosi nell'Italia meridionale tra la seconda metà La Fenice di Venezia
del XIX e la prima metà del XX secolo e inserito dall'UNESCO tra i
patrimoni orali e immateriali dell'umanità.[264]

Durante il XX secolo spicca la figura di Luigi Pirandello la cui apparizione costituisce uno degli
avvenimenti chiave del teatro europeo contemporaneo.[265] Tra gli altri esponenti del periodo vanno
annoverati Eduardo Scarpetta, Eduardo De Filippo, Raffaele Viviani, Gilberto Govi e Dario Fo.

Fumetto
Lo stesso argomento in dettaglio: Storia del fumetto italiano.

In ambito letterario da ricordare anche l'importante contributo del fumetto italiano, spesso di
rilevanza anche internazionale; si ricordano Sergio Tofano con il Signor Bonaventura, Hugo Pratt
con Corto Maltese, Giovanni Luigi Bonelli e Aurelio Galleppini, creatori di Tex Willer, Andrea
Pazienza e Zerocalcare[266]. Tiziano Sclavi, grazie al suo Dylan Dog, è la punta di diamante del
genere del fumetto horror italiano, a cui segue Max Bunker che crea personaggi di spicco come
Satanik. Lo stesso Bunker sarà tra i capostipiti del fumetto nero italiano grazie a Kriminal. Il genere
trova la sua perla in Diabolik creazione delle sorelle Angela e Luciana Giussani. Dalla seconda metà
del XX secolo, la Sergio Bonelli Editore è stata la più nota casa editrice del settore, con numerosi
titoli tradotti anche all'estero. Da segnalare anche Elisabetta Gnone, creatrice della fortunata serie
W.I.T.C.H., dalla quale verrà tratta una serie animata di successo.

Musica
Lo stesso argomento in dettaglio: Musica italiana.

La musica italiana comincia a svilupparsi nel Trecento con la diffusione dell'ars nova, che introduce
la polifonia nella musica profana. In questo periodo, città come Mantova, Firenze, Ferrara,
Venezia, Milano e Roma diventano centri di primo piano nel panorama musicale europeo,[267]
mentre nel Quattrocento si ricordano i canti carnascialeschi nati a Firenze nell'epoca di Lorenzo il
Magnifico.

Nel Cinquecento si ricordano Costanzo Festa, primo polifonista di fama internazionale,[267] Gioseffo
Zarlino, che dà un notevole contributo alla teoria del contrappunto, Pierluigi da Palestrina, tra i più
importanti compositori della musica rinascimentale, Luca Marenzio, Carlo Gesualdo, uno dei

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[267]
principali innovatori del linguaggio musicale e Claudio
Monteverdi, grazie al quale nasce e si afferma l'opera lirica e in
particolare il melodramma,[267][268] nato a Firenze nel 1598 con
l'opera Dafne di Jacopo Peri e Ottavio Rinuccini.[269]

Nel Seicento l'Italia è sede delle prime grandi scuole di musica


strumentale, che influenzeranno i musicisti di tutta Europa
soprattutto attraverso le opere degli autori del periodo barocco
Giovanni Gabrieli, Girolamo Frescobaldi, Arcangelo Corelli, che
dà un notevole contributo allo sviluppo dell'arte violinistica e
del concerto grosso,[270] Antonio Vivaldi, che accentua il
virtuosismo individualistico e con il quale il concerto assume
una sua struttura definitiva,[270] Domenico e Alessandro Da in alto a sinistra in senso orario:
Scarlatti, che rinnovano le composizioni per clavicembalo[270] e Verdi, Vivaldi, Pavarotti e Puccini.
Giovanni Battista Pergolesi.

Nel Settecento, Luigi Boccherini, Luigi Cherubini e Antonio Salieri, compositore ufficiale della
corte asburgica, sono i maggiori rappresentanti della musica strumentale e operistica italiana
mentre Napoli diviene, grazie ai suoi conservatori, un vivacissimo centro di formazione e
aggiornamento e un indiscusso riferimento nel mondo musicale e teatrale europeo, ove insegnano
Alessandro Scarlatti, Francesco Durante, Tommaso Traetta, Niccolò Jommelli, Gaetano Greco,
Nicola Antonio Zingarelli e Nicola Porpora, alla cui scuola si formano numerosi castrati, tra cui
Carlo Broschi, in arte Farinelli, il più celebre sopranista del Settecento.[271] In tale contesto si
sviluppa l'opera buffa, genere operistico della musica intesa come divertimento, rappresentato da
compositori come Baldassare Galuppi, Niccolò Piccinni, Pietro Alessandro Guglielmi e Domenico
Cimarosa e da opere come La serva padrona, La Cecchina e Il matrimonio segreto. Tra il XVIII e
il XIX secolo, inoltre, si distinse la figura di Muzio Clementi, chiamato "padre del pianoforte"[272].

Del periodo romantico si ricordano opere liriche come il Guglielmo Tell e Il barbiere di Siviglia di
Gioachino Rossini, I puritani di Vincenzo Bellini, l'Aida, il Nabucco, La traviata e il Rigoletto di
Giuseppe Verdi; sono invece ispirate al verismo la Turandot, Madama Butterfly, la Tosca e La
bohème di Giacomo Puccini, i Pagliacci di Ruggero Leoncavallo e la Cavalleria rusticana di Pietro
Mascagni.

Vanno ricordati anche strumentisti come Niccolò Paganini, uno dei maggiori
violinisti del XIX secolo;[273] nella seconda metà dello stesso secolo Giovanni
Bottesini, "il Paganini del contrabbasso"[274], riconosciuto universalmente
come il massimo virtuoso del suo strumento;[274] Arturo Benedetti
Michelangeli, raffinato interprete di pianoforte del XX secolo; Maurizio Pollini,
Salvatore Accardo e Uto Ughi, violinisti di fama internazionale e infine il
violoncellista Mario Brunello. Tra le orchestre sinfoniche risaltano l'Orchestra
dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, l'Orchestra Sinfonica
Nazionale della Rai di Torino, l'Orchestra Sinfonica Siciliana di Palermo e la
Filarmonica della Scala di Milano; tra i direttori d'orchestra spiccano Arturo
Toscanini, Ferruccio Busoni, Riccardo Muti, Claudio Abbado. Sono italiani
molti interpreti della lirica del XIX e del XX secolo: i tenori Luciano Pavarotti,
Enrico Caruso e Giuseppe Di Stefano, i soprani Renata Tebaldi e Katia
Ricciarelli, il mezzosoprano Cecilia Bartoli, i bassi-baritoni Ruggero Raimondi e
Sesto Bruscantini e i contralti Marietta Alboni, Clorinda Corradi e Rosmunda
Pisaroni. E ancora da ricordare Alessandra Ferri e Carla Fracci, onorate del
titolo di prima ballerina assoluta. Il Cannone di
Paganini
Il repertorio che va dagli inizi dell'Ottocento all'immediato secondo
dopoguerra, la cui epoca d'oro cade a cavallo tra XIX e XX secolo,[275]
costituisce la canzone classica napoletana, nata tradizionalmente nel 1839 con Te voglio bene
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[276]
assaje e che annovera brani celebri come 'O sole mio, 'O surdato 'nnammurato e Torna a
Surriento.

Nel XX e nel XXI secolo, in seguito al risveglio musicale in atto nei vari paesi europei, alcuni
compositori italiani cercano di proporre un nuovo linguaggio musicale come Ildebrando Pizzetti,
Alfredo Casella, Ottorino Respighi, Gian Francesco Malipiero e Goffredo Petrassi durante le due
guerre mondiali; Bruno Maderna, Franco Donatoni, Luciano Berio, Luigi Nono, Aldo Clementi dal
dopoguerra sino ai nostri giorni.

La musica leggera italiana degli ultimi decenni può contare su rassegne canore di rilevanza
internazionale come il Festival di Sanremo e lo Zecchino d'Oro.

Particolarmente degna di nota è la rilevanza internazionale che ebbe la musica leggera degli anni
'60 (interpretata da artisti come Al Bano, Domenico Modugno, Mina e altri), l'Italo disco degli anni
'80, di cui Giorgio Moroder ne è l'artista più prolifico e originale, conosciuto a livello internazionale
come il "padre della musica Disco"[277] e l'Italo dance, genere diffusosi in Italia e in tutta Europa
tra gli anni '90 e i primi anni duemila, di cui si ricordano tra gli altri Corona, Netzwerk, Gigi
d'Agostino, Eiffel 65, Magic Box, Gabry Ponte e Giorgio Prezioso.

La canzone d'autore italiana, nel corso degli anni, ha mostrato artisti degni di nota come Fabrizio
De André, Giorgio Gaber (quest'ultimo si rese noto soprattutto nel suo teatro canzone), Francesco
Guccini, Pino Daniele, Lucio Dalla e altri grandi nomi che, in alcuni casi, riuscirono a entrare nelle
antologie di letteratura; molti di questi, inoltre, si cimentarono in brani e album scritti e cantati nel
proprio dialetto: basta guardare all'album Creuza de mä del già citato De André, che si distinse
anche per l'utilizzo di strumenti etnici e orientali.

Cinema
Lo stesso argomento in dettaglio: Cinema italiano.

Il cinema italiano nasce nel 1905 a Torino e a Roma[278] e


conquista rapidamente un ruolo di primo piano, producendo
pellicole come Gli ultimi giorni di Pompei, Quo vadis? e
Cabiria che, esportate ovunque, lo collocano ai primi posti nel
mondo;[279] nello stesso genere Rodolfo Valentino diviene
celebre in America.

Gli anni seguenti vedono la nascita dell'Istituto Luce (1925), del


Festival di Venezia (1932), del Centro sperimentale di
cinematografia (1935), dell'ENIC (1935) e, promossa dal
regime, di Cinecittà (1937), che favorisce lo sviluppo del cinema
italiano e che propone, accanto al cinema di propaganda
Da in alto a sinistra in senso orario:
fascista, le pellicole stucchevoli e piccolo borghesi del cinema
Sophia Loren, Gina Lollobrigida,
dei telefoni bianchi.
Alberto Sordi e Federico Fellini.
Nel dopoguerra il cinema italiano dà vita alla stagione del
neorealismo, i cui registi più noti - Vittorio De Sica, Roberto
Rossellini e Luchino Visconti - ottengono importanti riconoscimenti all'estero, benché accusati in
patria di mostrare un paese povero. Nei primi anni cinquanta emerge una generazione di autori, tra
cui Federico Fellini, Michelangelo Antonioni, Alberto Lattuada, ai quali si affianca la figura
anticonformista di Pier Paolo Pasolini. A livello di consumo di massa incassano miliardi i film
"strappalacrime" (Matarazzo).

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Negli anni sessanta, nell'Italia del "boom" economico, il cinema


si inventa la commedia all'italiana, con registi come Pietro
Germi, Mario Monicelli, Ettore Scola, Luigi Comencini, Dino
Risi; è l'ora di Gina Lollobrigida, Claudia Cardinale, Totò,
Marcello Mastroianni, Vittorio Gassman, Nino Manfredi, Ugo
Tognazzi, Aldo Fabrizi e Alberto Sordi. Saranno però opere
drammatiche a condurre Anna Magnani nel 1956 (prima
italiana a vincere la statuetta), e Sophia Loren nel 1962
all'assegnazione dell'Oscar alla miglior attrice. Una scena di Ladri di biciclette, film
simbolo del neorealismo post
Negli anni settanta l'ottimismo lascia spazio ad una società bellico
tormentata. Emergono il giallo all'italiana (Lucio Fulci e Dario
Argento), il cinema politico, con registi come Elio Petri e
Francesco Rosi e interpreti come Gian Maria Volonté, oppure quello della difficoltà esistenziale
(Marco Bellocchio). Ma nasce anche il filone degli "spaghetti-western", in cui si afferma Sergio
Leone.[280] Da ricordare anche le figure di Franco Zeffirelli, Ermanno Olmi, Carlo Verdone, Nanni
Moretti e Massimo Troisi. In questi anni anche il cinema erotico italiano trova splendore con il
regista Tinto Brass, suo massimo esponente.

Con l'avvento della televisione commerciale, emergono difficoltà che permangono nonostante una
straordinaria sequenza di successi internazionali, come i 9 premi Oscar assegnati a L'ultimo
imperatore di Bernardo Bertolucci (1988), o quelli vinti da Nuovo cinema Paradiso di Giuseppe
Tornatore (1990), da Mediterraneo di Gabriele Salvatores (1992) e da La vita è bella di Roberto
Benigni (1999).

Negli anni duemila a incassare maggiormente sono i cosiddetti cine-panettoni,[281] caratterizzati da


comicità disimpegnata, ma che fa presa sul largo pubblico, spesso ambientati in luoghi esotici. Gli
ultimi successi sono del musicista Ennio Morricone, Oscar sia alla carriera (2007) che nel 2016, e
di Paolo Sorrentino, Oscar 2014 con La grande bellezza.

Musei
Lo stesso argomento in dettaglio: Musei italiani.

L'Italia presenta un elevato patrimonio in termini di Musei ed Aree archeologiche, sia in termini di
numerosità che di diffusione sul territorio; la rilevazione Istat del 2018 ha evidenziato che in Italia
esistono 4 908 strutture mueseali ed archeologiche, che sono presenti in oltre 1/3 dei territori
comunali nazionali, ovvero una ogni 50 km² ed una ogni 6 000 abitanti.

In termini regionali queste strutture sono più diffuse in Toscana (553), Emilia-Romagna (454) e
Lombardia (433), mentre per quanto riguarda le città, le prime 10 sono Roma (121), Firenze (69),
Torino (49), Milano (47), Bologna (46), Trieste (41), Genova (40), Napoli (38), Venezia (37) e Siena
(34).

Nel 2018 si è registrato il record annuale di visitatori per le strutture museali ed archeologiche, con
un incremento dell'8% rispetto al 2017, che ha raggiunto il numero di 128 milioni di visitatori, il
58,6% dei quali sono stranieri. Il dato registra poi un'alta concentrazione delle presenze, visto che il
55% delle visite, è stato registrato in sole 10 città.[282]

Scienza
Le singole voci sono elencate nella Categoria:Scienziati italiani.

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Tra gli scienziati si distinguono Galileo Galilei, il fondatore della


scienza moderna[283] e Leonardo da Vinci, uno dei geni
dell'umanità.[284] Pittore, scultore, architetto, ingegnere, anatomista,
letterato, musicista e inventore,[285] rappresenta, nel Rinascimento
italiano, lo spirito universalista che lo porta alle maggiori forme di
espressione nei diversi campi dell'arte e della conoscenza.[284]

Scienze matematiche, fisiche e naturali

Matematica

Nel corso del Medioevo e del Rinascimento, Leonardo Fibonacci


introduce i numeri arabi e scrive nel 1202 il Liber abbaci, Niccolò
Leonardo da Vinci Tartaglia risolve l'equazione cubica mentre Girolamo Cardano e Paolo
Ruffini contribuiscono allo sviluppo dell'algebra. Luca Pacioli pubblica
nel 1494 la Summa de arithmetica. A partire dal XVIII secolo diversi
matematici italiani contribuiscono alla geometria ed alla nuova disciplina dell'analisi matematica:
tra questi Giuseppe Luigi Lagrange, fondatore della meccanica analitica, Giuseppe Peano, noto per
il teorema di esistenza di Peano e gli assiomi di Peano che costituiscono tuttora uno dei capitoli
fondamentali della logica e dei fondamenti della matematica, Jacopo Riccati, Eugenio Beltrami,
Ulisse Dini, Vito Volterra, Guido Fubini, Mauro Picone, Francesco Severi, Guido Castelnuovo,
Federigo Enriques, Leonida Tonelli, Renato Caccioppoli,[286][287] Giuseppe Bruno, Ennio De Giorgi
ed Enrico Bombieri e Alessio Figalli entrambi insigniti della medaglia Fields; a Bruno de Finetti è
dovuta la riformulazione dei fondamenti della probabilità e statistica. Nel XVIII secolo tra le donne
si distinse soprattutto Maria Gaetana Agnesi, la prima donna autrice di un libro di matematica[288].
Nei secoli XIX e XX si sviluppano la scuola italiana di geometria algebrica e quella di geometria
differenziale, in particolare i lavori di Luigi Bianchi, Tullio Levi-Civita e Gregorio Ricci-Curbastro
forniranno ad Albert Einstein gli strumenti matematici per la formulazione della relatività
generale.

Fisica

Lo stesso argomento in dettaglio: Storia della fisica in Italia.

Nel campo della fisica, oltre al già citato Galileo, sostenitore del
sistema eliocentrico e della rivoluzione copernicana,[283] che
introduce il metodo scientifico e la relatività galileiana, spiccano
Alessandro Volta, Luigi Galvani, Augusto Righi e Eugenio
Beltrami per le scoperte e le applicazioni relative all'elettricità,
mentre a Galileo Ferraris dobbiamo la scoperta del campo
magnetico rotante, fenomeno alla base del motore elettrico.
Risaltano le figure insignite con il premio Nobel per la fisica di
Guglielmo Marconi, inventore della radio, Enrico Fermi (e i
ragazzi di via Panisperna) per i contributi alla fisica nucleare,
Emilio Segrè, scopritore dell'antiprotone, Carlo Rubbia
nell'ambito della fisica subnucleare, Riccardo Giacconi per la
Da in alto a sinistra in senso orario:
scoperta di sorgenti cosmiche di raggi X e Giorgio Parisi per i
Volta, Galilei, Marconi e Fermi
contributi alla teoria della complessità. Bruno Rossi vinse il
premio Wolf per la fisica per le ricerche sui raggi cosmici. Lo
studioso Nicola Cabibbo contribuisce alla teoria sulle

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13/10/23, 19:33 Italia - Wikipedia

interazioni deboli nel campo della fisica delle particelle, per il quale l'Italia dispone dei laboratori
nazionali del Gran Sasso, i laboratori sotterranei più estesi al mondo[289] mentre Federico Faggin
contribuisce in maniera essenziale nel campo dei microprocessori.

Chimica

Contributi importanti sono dati da scienziati come Stanislao Cannizzaro inventore della reazione di
Cannizzaro, nell'ambito della chimica organica, Ascanio Sobrero, inventore della nitroglicerina,
Giacomo Fauser e Luigi Casale, ideatori di un processo di sintesi dell'ammoniaca diffusosi in tutto
il mondo e da Amedeo Avogadro, colui che ha introdotto il concetto di mole. Nell'ambito della
chimica industriale si distingue Giulio Natta, premio Nobel per la chimica per i suoi studi sui
polimeri.[290]

Medicina
Lo stesso argomento in dettaglio: Storia della medicina in Italia.

La tradizione medica italiana ha origini medievali, con la Scuola medica salernitana, la prima e più
importante istituzione medica del Medioevo.[291] Continua attraverso i secoli grazie alle scoperte
effettuate da medici come Gabriele Falloppio, che descrive la struttura delle tube di Falloppio,
Marcello Malpighi, che formula la teoria del funzionamento dei polmoni e la struttura dei
corpuscoli renali, Giovanni Battista Morgagni, considerato il fondatore della contemporanea
anatomia patologica, Giovanni Maria Lancisi, il primo medico a ipotizzare la trasmissione della
malaria tramite le zanzare e Lazzaro Spallanzani, che confuta la teoria della generazione
spontanea; nel XX secolo si sono distinti medici come Camillo Golgi, Daniel Bovet, Salvador Luria,
Renato Dulbecco, Rita Levi-Montalcini e Mario Capecchi, tutti insigniti del premio Nobel per la
medicina. Nel contesto medico bisogna, inoltre, ricordare la figura di Maria Montessori,
pedagogista e, nel 1896 tra le prime donne a laurearsi in medicina.

Scienze umane

Economia

In ambito economico nel Settecento e nell'Ottocento vanno ricordate le figure di Pietro Verri,
fondatore de Il Caffè, di Gian Rinaldo Carli, di Quintino Sella, Ministro delle finanze di tre governi
e presidente dell'Accademia Nazionale dei Lincei e di Vilfredo Pareto. Nel Novecento spiccano
Francesco Saverio Nitti, rispettato economista e politico noto per i suoi studi sulla questione
meridionale, Luigi Einaudi, intellettuale ed economista di fama nonché Presidente della
Repubblica, Piero Sraffa, che in Produzione di merci a mezzo di merci critica il marginalismo,
Franco Modigliani, vincitore del premio Nobel per l'economia nel 1985, Paolo Sylos Labini,
Federico Caffè e Tommaso Padoa-Schioppa, già Ministro dell'economia e delle finanze e dirigente
del Fondo Monetario Internazionale.

Geografia

L'interesse per le esplorazioni geografiche, che nel Duecento aveva portato Marco Polo fino in Cina
seguendo la Via della seta, raggiunge il culmine nel XV e XVI secolo: in tale periodo si collocano i
viaggi di Cristoforo Colombo, a cui si deve la scoperta dell'America, di Giovanni Caboto, che scopre
il Canada arrivando in Nuova Scozia, di Amerigo Vespucci, esploratore del Nuovo Mondo che, in
suo onore, verrà chiamato America, e di Giovanni da Verrazzano, che esplora le coste atlantiche
nordamericane. E ancora nel XVI secolo importanti sono le figure del gesuita Matteo Ricci, che

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13/10/23, 19:33 Italia - Wikipedia

divulga in Cina la cultura occidentale, e di Antonio Pigafetta, che partecipò alla prima
circumnavigazione del globo della quale scrisse il più dettagliato resoconto esistente (la Relazione
del primo viaggio intorno al mondo). Nel XIX secolo si segnala Pietro Savorgnan di Brazzà che
fonda la città di Brazzaville in Congo. Nel XX secolo Umberto Nobile, a bordo del dirigibile Norge, è
il primo a trasvolare il Polo nord.

Filosofia e storiografia
Lo stesso argomento in dettaglio: Filosofia italiana e Filosofia della storia.

Nel campo della filosofia si


distinguono in epoca tardo
romana e medievale Severino
Boezio, le cui opere influenzano
la filosofia cristiana del
Medioevo e perciò considerato
da alcuni fondatore della
Scolastica,[292] Tommaso
d'Aquino, filosofo scolastico tra i
più noti, e Bonaventura da
Bagnoregio, importante
esponente della scuola Renzo de Felice
[293]
francescana. Tra i filosofi
Benedetto Croce
moderni vanno citati Marsilio
Ficino e Pico della Mirandola, esponenti del neoplatonismo,
Bernardino Telesio, precursore dell'empirismo moderno[294] e autore
del trattato De rerum natura iuxta propria principia (1570), Giordano Bruno, esponente del
naturalismo rinascimentale che anticipa per via filosofica le scoperte dell'astronomia, e Tommaso
Campanella. Durante il XVIII e il XIX secolo spiccano Giambattista Vico, teorico dei «corsi e ricorsi
storici» in opposizione alla filosofia cartesiana, l'illuminista Cesare Beccaria, Antonio Rosmini,
critico verso l'illuminismo e il sensismo, e Vincenzo Gioberti. Tra i filosofi contemporanei vanno
ricordati lo storicista Benedetto Croce, ideologo del liberalismo e importante esponente del
neoidealismo al pari di Giovanni Gentile, e Antonio Gramsci di tradizione marxista.

Tra gli storici figurano Landolfo Sagace, che integra la Historia romana di Paolo Diacono con la
sua Historia Miscella, Lorenzo Valla, filologo e iniziatore del revisionismo storiografico, Francesco
Guicciardini, noto per aver scritto la Storia d'Italia, Ludovico Antonio Muratori, considerato il
padre della storiografia italiana e personaggio di primo piano del settecento italiano, Scipione
Maffei, punto di riferimento per intellettuali italiani e governanti riformatori durante il Settecento,
Gaetano De Sanctis, direttore della Rivista di filologia e di istruzione classica e presidente
dell'Istituto dell'Enciclopedia Italiana dal 1947 al 1954, Gioacchino Volpe, Federico Chabod,
direttore della Rivista storica italiana, e Renzo De Felice, studioso del fascismo. Da ricordare
Ciriaco Pizzecolli, il fondatore dell'Archeologia classica.

Scienze applicate

Ingegneria

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L'ingegneria civile conosce un grande sviluppo nella penisola sin dall'epoca romana, producendo
grandi opere urbane visibili ancora oggi (strade, ponti, acquedotti, edifici pubblici quali le terme,
ecc.). Tale eredità sarà ripresa nell'urbanistica del Rinascimento, che vide anche un avanzamento
nella tecnologia ad uso militare.

L'Italia nello spazio

L'ente governativo che gestisce le missioni spaziali è l'Agenzia Spaziale Italiana (ASI). L'Italia è il
terzo maggior contribuente dopo Francia e Germania dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA).[295][296]

15 dicembre 1964: viene lanciato il primo satellite italiano, il San Marco 1


31 luglio 1992: Franco Malerba, in seguito alla missione spaziale STS-46, è il primo italiano ad
andare nello spazio
9 luglio 2013: Luca Parmitano è il primo italiano ad effettuare un'attività extraveicolare (EVA)
23 novembre 2014: Samantha Cristoforetti, in seguito alla missione Expedition 42, è la prima
donna italiana ad andare nello spazio
14 settembre 2015: prima osservazione di onde gravitazionali GW150914 da parte delle
collaborazioni VIRGO (Italia) e LIGO (Stati Uniti) usando i dati di Advanced LIGO
Ottobre 2019: Luca Parmitano diventa il primo italiano (e il terzo europeo) al comando della
Stazione Spaziale Internazionale (ISS) durante la Expedition 61.[297]
28 settembre 2022: Samantha Cristoforetti diventa la prima donna europea comandante della
Stazione Spaziale Internazionale[298]

Altre scienze

Nell'ambito delle scienze politiche vanno citati Niccolò Machiavelli, uno dei padri della scienza
politica moderna, Gaetano Mosca, sostenitore dell'elitismo, Augusto Del Noce, politologo di
ispirazione cattolica e Norberto Bobbio, influente personalità culturale dell'Italia del ventesimo
secolo.

Nel campo antropologico Giustiniano Nicolucci, fondatore della scuola italiana di antropologia e
autore di Delle Razze Umane, il primo trattato italiano di antropologia e paletnologia, Paolo
Mantegazza, uno dei primi divulgatori in Italia delle teorie darwiniane, Cesare Lombroso, pioniere
degli studi sulla criminalità e Ernesto de Martino.

Fra gli psicologi vanno ricordati Roberto Ardigò, promotore di una concezione scientifica della
psicologia, Sante De Sanctis, fondatore della neuropsichiatria infantile in Italia, Giulio Cesare
Ferrari, pioniere della psicologia sperimentale italiana,[299] Vittorio Benussi, esponente di spicco
della Scuola di Graz e maestro di Cesare Musatti, padre della percettologia e della psicoanalisi in
Italia.[300]

Per la pedagogia Ferrante Aporti, pioniere dell'educazione scolastica infantile, i già citati Roberto
Ardigò e Giovanni Gentile, Maria Montessori, che propone un nuovo metodo educativo, le Sorelle
Agazzi, pedagogiste sperimentali e Mario Lodi.

Nel campo della linguistica il poeta Giacomo Leopardi, Luigi Ceci e Antonino Pagliaro, i fondatori
della glottologia moderna mentre tra i giuristi, oltre a Vico, si ricordano Baldo degli Ubaldi, Cesare
Beccaria, Costantino Mortati, Salvatore Satta e Giuseppe Dossetti.

Da ricordare anche il geologo Giuseppe Mercalli, inventore della scala Mercalli, che realizza la
prima carta sismica del territorio italiano.

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13/10/23, 19:33 Italia - Wikipedia

Tra il XX e il XXI secolo, nella disciplina dell'astrofisica, si è distinta, in particolare, la figura di


Margherita Hack.

Nell'informatica teorica ricordiamo infine i contributi di Corrado Böhm, autore di teoremi sui
linguaggi formali.

Tecnologia
Anche nel campo tecnologico l'Italia ha dato importanti e notevoli contributi allo sviluppo del
settore con tante importanti e innovative scoperte, come la pila di Volta (1799) ad opera di
Alessandro Volta, l'invenzione nel 1853 del motore a scoppio ad opera degli ingegneri Eugenio
Barsanti e Felice Matteucci, l'invenzione della prima macchina da caffè espresso, nel 1884, ad
opera di Angelo Moriondo, e ancora l'invenzione della radio (1895) ad opera di Guglielmo Marconi
e della moka (1933), ideata da Alfonso Bialetti. A partire dal 1698 Bartolomeo Cristofori mette a
punto il fortepiano, precursore del moderno pianoforte.

Tra gli altri ci furono Alessandro Cruto, pioniere della lampadina ad incandescenza (riuscì a
completarne una il 4 marzo 1880, cinque mesi dopo Edison), Antonio Pacinotti, inventore del
motore elettrico in corrente continua e della dinamo, e Innocenzo Manzetti, eclettico inventore
ottocentesco inventore tra le altre cose di un'auto a vapore, di un automa capace di suonare il flauto
e di un primo prototipo di telefono. Nel 1871 Antonio Meucci sviluppò un dispositivo di
comunicazione vocale a distanza, che egli chiamò «telettrofono» e che diverse fonti accreditano
come il primo telefono.[301][302]

Nel 1965 Pier Giorgio Perotto ideò il primo personal computer, la Programma 101. Nel 1988, un
ricercatore del laboratorio CSELT (creato nel 1964 sul modello dei Bell Labs), Leonardo
Chiariglione, fonda il gruppo MPEG che produrrà numerosi standard di internet: ad esempio il
noto Mp3, di cui nel 1992 lo stesso CSELT dimostrò la prima versione funzionante.

Tradizioni

Tradizioni e folclore
Lo stesso argomento in dettaglio: Folclore d'Italia.

L'Italia annovera numerose tradizioni storiche e folcloristiche di


vario genere,[303] famose anche a livello internazionale, come ad
esempio il Palio di Siena. Oltre al Palio, una certa importanza
nella tradizione italiana assume il carnevale: manifestazioni
caratteristiche sono il Carnevale di Viareggio, di Venezia, di
Acireale, di Sciacca, di Termini Imerese, di Bagolino; il
Carnevale di Fano, che è il carnevale più antico d'Italia[304],
quello di Putignano, il carnevale più lungo d'Italia e il più antico
d'Europa[305], il Carnevale Storico di Pont-Saint-Martin[306], di Palio di Siena del 2008
Ivrea e di Mamoiada (con i caratteristici Mamuthones), e
ancora i riti della Settimana Santa di alcuni comuni, oltre a
varie tradizioni tipo l'infiorata di Genzano, la giostra del Saracino ad Arezzo, la festa dei ceri a
Gubbio, la giostra della Quintana a Foligno, il Festival dei Misteri a Campobasso[307], il Palio della
Balestra tra Gubbio e Sansepolcro, la Giostra dell'orso a Pistoia, il Gioco del ponte a Pisa e il calcio
storico fiorentino. Nel 2013 le feste delle grandi macchine a spalla sono state incluse nella Lista
rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell'umanità nell'ambito della Convenzione
per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale dell'UNESCO; le feste incluse tra i
patrimoni immateriali sono la varia di Palmi, la macchina di Santa Rosa a Viterbo, la festa dei Gigli
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[308][309]
di Nola e la faradda di li candareri di Sassari. Inoltre il 24 dicembre 1223 a Greccio, in
provincia di Rieti venne realizzato da San Francesco d'Assisi il primo presepe del mondo[310]. E
sempre in Italia, e precisamente a Gubbio si trova l'albero di Natale più grande del mondo[311].

Gastronomia
Lo stesso argomento in dettaglio: Cucina italiana.

La cucina italiana, una delle più note e apprezzate nel mondo,


conta su una vasta gamma di prodotti enogastronomici, molto
vari da zona a zona, dovuti sia a fattori storici (numerosi popoli
l'hanno abitata nel corso dei secoli) sia climatico-territoriali, dal
clima montano delle Alpi a quello continentale della pianura
Padana al temperato delle zone costiere.[312]

Come in altri paesi europei del mediterraneo, sono presenti


tratti distintivi ed elementi che caratterizzano la dieta
mediterranea, un modello nutrizionale che usa alimenti naturali
come legumi, cereali, carni bianche e pesce azzurro, frutta e
verdura e pochi grassi (con utilizzo prevalente dell'olio
extravergine di oliva),[313] inserita nel 2010 nella lista dei Pizza Margherita, spaghetti alla
patrimoni immateriali dell'umanità.[264] Alcuni alimenti, come carbonara, caffè espresso e gelato
la pasta e la pizza, sono simboli universalmente riconosciuti
della cucina italiana.[312]

I prodotti agroalimentari tradizionali italiani sono inclusi dal Ministero dell'Agricoltura in un


apposito elenco;[314] a essi vanno aggiunti, ai sensi del Regolamento CE 510/2006, i prodotti DOP e
IGP italiani e i vini IGT, DOC e DOCG.[315]

Alcune associazioni, come Slow Food e l'Accademia italiana della cucina, si occupano della
riscoperta per la gastronomia e l'enologia e della salvaguardia delle tradizioni regionali italiane.

Tra gli chef italiani più noti si citano Gualtiero Marchesi, Massimo Bottura, Enrico Bartolini,
Massimiliano Alajmo, Nadia Santini, Gianfranco Vissani, Bruno Barbieri, Antonino
Cannavacciuolo, Carlo Cracco, Lucia Pavin, Enrico Crippa, Niko Romito e Giorgio Locatelli.

Sport
Lo stesso argomento in dettaglio: Sport in Italia.

Nel 2013 le federazioni sportive affiliate al CONI sono 45 con


4 500 327 praticanti, e 19 discipline associate. La Federazione
Italiana Giuoco Calcio ha il maggior numero di tesserati con
1 098 450 atleti iscritti, seguita dalla Federazione Italiana
Pallavolo con 365 732 tesserati e dalla Federazione Italiana
Pallacanestro con 313 587 tesserati.[316]

A livello amatoriale, nel 2010 risultano oltre 19 milioni di


individui che praticano almeno uno sport, pari al 33% della
popolazione, a fronte di oltre 22 milioni, esattamente il 38,3%, Tifosi italiani a Roma seguono la
che non svolgono alcuna attività fisica.[316] Secondo un rapporto finale Italia-Francia dei mondiali di
CENSIS-CONI del 2008, le attività ginniche equivalgono al calcio del 2006
calcio come sport più praticato, seguite dagli sport acquatici, il
ciclismo, l'atletica leggera, gli sport invernali e il tennis.[317]
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La Serie A del campionato italiano di calcio è uno dei più importanti e seguiti campionati calcistici
del mondo,[318] nonché il terzo più competitivo d'Europa secondo il ranking stilato dall'UEFA nel
2023.[319] La Nazionale italiana di calcio è una delle più titolate, avendo vinto quattro mondiali, due
europei e un'Olimpiade.

Tra gli altri sport popolari vi sono la pallacanestro, la pallavolo,


il rugby, il ciclismo (che conta competizioni internazionali come
il Giro d'Italia e la Milano-Sanremo), l'atletica leggera, la
scherma e gli sport acquatici, come nuoto, pallanuoto e tuffi;
infine, negli sport motoristici (automobilismo e motociclismo),
vanno ricordati gli autodromi di Monza, Imola, Misano e del
Ferrari SF16-H nel 2016 Mugello, le case motociclistiche, come Aprilia, Gilera, MV
Agusta e Ducati e automobilistiche, come la Lamborghini o la
Ferrari, che in Formula 1 detiene il record di titoli per piloti e
costruttori, di vittorie per singole gare e di presenza ininterrotta dall'istituzione del campionato
mondiale di Formula 1.[320]

Per quanto riguarda i Giochi olimpici, Roma ha ospitato i Giochi della XVII Olimpiade, Cortina
d'Ampezzo i VII Giochi olimpici invernali e Torino i XX Giochi olimpici invernali.

Nonostante le severe sanzioni delle federazioni sportive, anche lo sport italiano risente di effetti
negativi come la diffusione del doping tra gli sportivi, professionisti e amatori (nel 2007 le
federazioni hanno eseguito 11 250 controlli, con un tasso di positività dello 0,6%), la corruzione
(caso eclatante nel 2006 è stato Calciopoli), gli eccessi economici, la violenza negli stadi e le
discriminazioni.[317]

La maglia azzurra è l'uniforme adottata da quasi tutte le compagini sportive che rappresentano
l'Italia in ambito internazionale.

Note
1. ^ Legge 15 dicembre 1999, n. 482, in materia di "Norme in materia di tutela delle minoranze
linguistiche storiche"
2. ^ Gazzetta Ufficiale n. 135 del 21 giugno 1946 (http://www.gazzettaufficiale.it/eli/gu/1946/06/21/
135/sg/pdf), e successive fino al 31 agosto (http://www.gazzettaufficiale.it/eli/gu/1946/08/31/19
6/sg/pdf), con dizione "Atti emanati anteriormente al 10 giugno 1946" e consimili.
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Voci correlate
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Storia d'Italia
Italia preistorica e protostorica
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Italia rinascimentale
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Istituzioni, economia e politica

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Collegamenti esterni

Sito ufficiale, su italia.it.


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Italia, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
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(EN) lccn-n79021783 (https://www.worldcat.org/identities/lccn-n79021783)

Portale Italia Portale NATO Portale Unione europea

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