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Inclusione Riassunto

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Perché questa materia è importante?

Inclusione. Cosa è l'inclusione?

La pedagogia speciale ha come obiettivo prioritario quello di favorire l'inclusione


delle persone con bisogni speciali nel loro contesto sociale e culturale.
(Che cos'è l'inclusione) Inclusione significa accogliere. La scuola deve accogliere
l'alunno con problemi speciali, deve rimodellare il suo stesso approccio didattico,
attraverso un'educazione speciale individualizzata e personalizzata, e introducendo
l'uso delle tecnologie nella didattica quali strumenti per favorire l'inclusione e
permettere all'alunno con bisogni speciali di crescere in continuità e sicurezza,
condividere con i compagni il proprio percorso di crescita per sentirsi riconosciuti
valorizzati e apprezzati come persone uniche, irripetibili e singolari e costruttori attivi
del proprio percorso di crescita. Solo così valorizzando la diversità diventa risorsa
anche per il gruppo classe.
La Costituzione italiana nel 1948 affermò due principi innovativi :
• tutti i cittadini hanno pari dignità sociale
• gli inabili e i minorati hanno diritto all'educazione
sancì così il diritto all'educazione dei disabili.
La piena integrazione dei disabili nelle classi di alunni normodotati fu riconosciuta
con la legge 517 del 4 Agosto 1977. Tale normativa è frutto della legge 118 del 30
marzo 1971 con la quale scomparvero gli istituti speciali.
(percorso storico) Prima di quella data le persone disabili erano chiusi in scuole
speciali e istituti, isolati da tutti.
• Il medico De Sanctis nel 1899 apre a Roma il primo asilo-scuola per minorati
psichici per favorirne l'apprendimento e il recupero sociale.
• Lo psichiatra Ferruccio Montesano si concentra sulla formazione continua
degli insegnanti che devono possedere conoscenze, competenze e metodi per
aiutare l'infanzia in difficoltà. Fonda nel 1900 a Roma la prima scuola
magistrale ortofrenica per la rieducazione dei fanciulli frenastenici e per la
formazione del personale specializzato.
• Maria Montessori fu la prima donna ad esercitare l'attività di medico. Si
interessò al recupero dei bambini ritardati, della cura dell'ambiente educativo
che deve stimolare le facoltà cognitive del bambino e sostiene l'importanza
della formazione specializzata degli insegnanti.
De Sanctis, Montesano e Montessori sono i fautori della nascita della psichiatria
infantile e della pedagogia speciale in Italia.
Nel 1908 ci furono le prime istituzioni di classi differenziali e scuole speciali.
Nel 1923 la riforma Gentile segna l'intervento diretto e indiretto dello Stato
nell'educazione speciale (fino ad allora assente nell'educazione dell'infanzia disabile)
e con una legislazione successiva le scuole speciali passano definitivamente in mano
allo Stato nel 1934. Con ulteriori decreti vengono regolamentati le modalità delle
prove di esame attraverso prove equipollenti (prove scritte sulla lavagna per mano di
esaminatori o prove orali) per studenti disabili motori e sensoriali e la formazione
degli insegnanti specializzati.
I disabili psichici vengono esclusi dall'obbligo scolastico con possibilità di
inserimento nelle classi differenziali o nelle classi annesse o nell'asilo-scuola in base
alla richiesta dell'insegnante e dopo la visita medica.
A partire dagli anni 50 si diffonde una nuova mentalità in favore della pari dignità e
uguaglianza di tutti i cittadini (grazie alla costituzione) così viene sancito con la
legge 517 del 1977 l'inserimento dell'obbligo scolastico dei disabili nelle classi
normali della scuola pubblica.
La legge 517/1977 concretizza in norme la scolarizzazione dei disabili.
Essa prevede:
• l'introduzione dell'insegnante specializzato nelle scuole comuni
• la riduzione del numero di alunni nelle classi che ospitano alunni disabili
Inizia un periodo di cambiamento:
• vengono introdotti gli organi collegiali
• si assiste al decentramento dello stato alle regioni
• si attribuiscono alle unità sanitarie locali funzioni di prevenzione, terapie,
recupero e riabilitazione dei disabili.
Legge 104/1992 (legge quadro sull'handicapp)
La norma più importante per l'inclusione è la legge quadro sull'handicapp, la legge
104/1992, approvata nei primi anni 90.
La legge 104/1992 stabilisce l'integrazione degli handicappati tra i diritti della
persona e del cittadino. In particolare l'articolo 13 garantisce il diritto all'istruzione e
all'educazione della persona con handicap nelle scuole di ogni ordine e grado.
Essa considera persona con handicap colui che presenta “una minorazione fisica,
psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di
apprendimento, di relazione e di integrazione lavorativa tale da determinare uno
svantaggio sociale o emarginazione”. Ma grazie alla classificazione dell'OMS il
termine handicap è stato sostituito da disabilità.
DOCUMENTAZIONE per ingresso dei disabili nella scuola?
La legge quadro individua la documentazione a carattere diagnostico, osservativo e
progettuale che accompagna la frequenza scolastica degli alunni con disabilità e
sono :
• la diagnosi funzionale (DF)
• il profilo dinamico funzionale (PDF)
• il piano educativo individualizzato (PEI)
L'articolo 4 della legge 104/1994 e il DPCM 185/2006 stabiliscono che la condizione
di disabilità deve essere certificata in base ai parametri stabiliti dall'OMS, da:
• una commissione medica delle ASL che rilascia la DIAGNOSI
FUNZIONALE (DF) alla famiglia .
Ad essa segue il profilo dinamico funzionale (PDF) : esso è redatto dal consiglio di
classe, dall'insegnante di sostegno e dall'unità multidisciplinare (medico specialista,
neuropsichiatra infantile, terapista della riabilitazione, personale educativo) e con la
collaborazione della famiglia.
Ad esso segue il piano educativo individualizzato o PEI , è il documento di
programmazione educativa delle attività di sostegno scolastiche e non , riferito ad
ogni alunno disabile che frequenta la scuola. E' redatto dal team dei docenti di classe
nella scuola dell'infanzia e primaria e dal consiglio di casse nelle scuole secondarie.
IL PDF, il profilo dinamico funzionale, indica :
• le caratteristiche fisiche, psichiche e sociali dell'alunno e le sue difficoltà di
apprendimento
• deve essere aggiornato alla fine di ogni ciclo scolastico
• confluisce nel PEI
IL PEI, il piano educativo individualizzato, indica:
• le attività educative e didattiche
• gli interventi riabilitativi e sociali
• gli strumenti, i metodi, i tempi, gli spazi e il raggiungimento degli obiettivi da
raggiungere a lungo, medio e breve tempo
• le verifiche e le valutazioni periodiche

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