Torquato Tasso, Aminta
• Tasso si trova alla corte di Ferrara (Este) dal 1565
• nel 1573 scrive il dramma pastorale Aminta
• intorno al 1577 comincia a manifestare i segni di un disordine mentale. Il duca lo farà
chiudere per 7 anni nell’ospedale di Sant’Anna come pazzo nel 1579.
La favola pastorale (=il dramma pastorale)
Il dramma pastorale è un genere che si sviluppa nel Cinquecento
tema pastorale
- Di origine classica (Teocrito- Idilli, Virgilio – Bucoliche).
- Si vuole contrapporre (suprotstaviti) il mondo sincero, semplice della natura, il
mondo bucolico ed idilliaco dei pastori e delle ninfe all’universo della civiltà.
- Fulcro (srž) tematico: l’amore.
genere teatrale
- avvicina le caratteristiche del teatro cinquecentesco alla regolarità e alla tradizione
teatrale classica:
- si tratta di componimenti (sastavci) in versi
-> in genere: endecasillabi e settenari, in 5 atti, con una forte presenza di cori
(influsso della tragedia greca classica)
Rapporto con la corte
Per la favola pastorale il rapporto con la corte è essenziale
1. I principali autori lavorano tutti presso la (pod nadzorom) corte estense (Ferrara):
• Egle, Giambattista Giraldi Cinzio (1545)
• Sacrificio, Agostino Beccari (1554)
• Aminta, Torquato Tasso (1573)
• Pastor fido, Battista Guarini (1590)
2. I testi si riferiscono alla corte ed ai suoi personaggi.
L’ambiente pastorale è mascheramento dell’ambiente della corte.
3. Tuttavia: allo stesso tempo, l’ambiente pastorale è una fuga(bijeg) dal mondo della
corte, ed è quindi, in un certo senso, in antitesi con la corte.
L’Aminta (1573)
Tasso la chiama “favola boscareccia” (šumska bajka): il termine favola si riferisce al senso
latino di azione scenica, dramma (=dramma pastorale)
Caratteristica principale :
La mescolanza di tragedia e commedia !!
-> tale è tipica del dramma pastorale
(cfr. riflessione teorica di Guarini, il quale riflette sulla mescolanza di tragedia e commedia
nel dramma pastorale, di questo parleremo la prossima volta)
L’Aminta ha un successo straordinario e si impone come modello principale per il nuovo
genere - il dramma pastorale.
Caratteristiche:
1. La presenza di comico e tragico (elementi tragici ma lieto fine (sretan kraj))
2. Una grande varietà di toni e registri (patetico, sensuale, violento, macabro)
3. La differenza fra il mondo dei pastori e la società contemporanea
Struttura:
• Prologo
• 5 atti (seguiti ciascuno da un coro, una sorta di commento all’azione scenica, secondo
lo schema della tragedia classica)
Metro:
• versi endecasillabi e settenari
• cori: schema della canzone
Trama:
Amore del giovane pastore Aminta per la bella ninfa Silvia, che però preferisce la caccia (lov)
più dell’amore (era seguace (sljedbenik) di Diana, dea della caccia e custode (čuvarica) della
verginità).
La matura ninfa Dafne cerca di convincere Silvia a contraccambiare (uzvrati) Aminta, e il
maturo pastore Tirsi cerca di aiutare Aminta a vincere la propria timidezza.
Invano. – Uzalud.
Aminta salva Silvia dal tentativo di stupro (silovanja) da parte di un satiro, ma la ninfa non
gli si mostra grata.
Alla notizia che Silvia è morta in un incidente di caccia (sbranata (rastrgana) dai lupi), Aminta
si getta da una rupe. (baca s litice)
Ma Silvia non è morta. Tuttavia, Silvia viene a sapere che Aminta è morto: comincia a
disperarsi e rimpiangerlo.
Nell’ultima scena il saggio (mudri) Elpino racconta che Aminta, caduto su di un cespuglio
(grm), non è morto; accanto a lui Silvia, ormai innamorata, con le sue lacrime(suzama) lo
salva. Lieto fine. – Sretan kraj <3
Tecnica narrativa:
La maggior parte delle vicende della trama non è rappresentata direttamente sulla scena,
ma è narrata attraverso i dialoghi dei pastori.
Le azioni più importanti (l’incidente di caccia di Silvia, il tentato suicidio di Aminta, il lieto
fine) si svolgono fuori dalla scena.
I due protagonisti non compaiono mai sulla scena contemporaneamente.
Interpretazioni:
1. interpretazione tradizionale:
l’Aminta dà voce all’edonismo rinascimentale,
- > è un’opera diversa dalle altre opere tassiane.
il coro alla fine del I atto: viene esaltata (uzvišena) la mitica età dell’oro:
età mitica, in cui si godeva di una sensualità libera, senza inibizioni (sprječavanja),
non è limitata da quello che Tasso chiama senso dell’onore (il condizionamento
sociale, il senso di colpa che invece domina la società contemporanea, l’ambiente
della corte).
il lieto fine dell’Aminta:
La doppia presunta morte (navodna dvostruka smrt) dei protagonisti, una cosa
che Asor Rosa definisce “divertente”, permette il lieto fine.
2. interpretazioni più recenti:
Sono presenti elementi dell’inquietudine (anksioznosti) che domina la produzione di Tasso
degli anni successivi.
il coro alla fine del I atto: viene esaltata (uzvišena) la mitica età dell’oro, MA:
- l’età dell’oro, è rappresentata con un forte senso di nostalgia, come qualcosa che non
esiste più.
Tematiche: binomio Amore e Morte
L'amore è il nucleo, ma allo stesso tempo, un senso di morte domina la vicenda dei due
protagonisti.
Vediamo nel dettaglio...
• Silvia, conosce una possibile morte nel tentativo di stupro del Satiro,
impedito(spriječen od strane) da Aminta.
• Aminta ha notizia della morte di Silvia (sbranata dai lupi in un incidente di caccia).
• Silvia ha la notizia del suicidio avvenuto di Aminta. L’equivoco si risolverà presto, ma
il senso di tragedia non si cancella: Aminta ha tentato di uccidersi e solo un caso lo
ha salvato!
Senso di tragedia – legato al binomio amore-morte
L’amore vince tutto (omnia vincit amor, Virgilio, Bucoliche, ecloga X) è il messaggio finale
dell’opera ! ! ! !
• MA : l’ombra della morte non viene cancellata, perche aveva l’impatto sul corso
degli eventi.
atto I, coro (O bella età de l’oro)
metro:
canzone di 5 stanze con congedo finale
La Canzone:
La Canzone è un componimento lirico formato da un numero variabile di stanze
(tutte con lo stesso schema di rime), generalmente di endecasillabi misti a settenari.
Ciascuna stanza di una canzone è divisa in due parti, una detta fronte (divisa
in piedi con un numero identico di versi e con uguale disposizione di versi) e l'altra
chiamata coda o sirma.
Fronte e sirma sono di solito uniti da un verso chiamato chiave.
La canzone solitamente è chiusa da una stanza più breve detta congedo (che riprende la
sirma/coda).
-> VEĆ PRIJE NAPISANO !
Il coro del primo atto dell’Aminta
• canzone di versi endecasillabi e settenari, formata da cinque stanze più un congedo
(schema della rima: abCabC-cdeeDfF).
• Il congedo è di cinque versi (eeDfF).
Il coro espone (predstavlja) l’idea base del dramma pastorale:
Nel coro del primo atto:
• La mitica età dell'oro, l'epoca felice. Si pensa che la storia umana sia iniziata qui.
Un periodo in cui ciascuno era libero di abbandonarsi al piacere e alla sensualità,
senza essere influenzato da condizionamenti sociali, morali e religiosi (qui chiamati
onore ) che invece domina la vita contemporanea ( e quindi domina i personaggi
dell’Aminta: il mondo pastorale è infatti specchio del mondo della corte)
• Nella mitica età dell’oro, l’amore era vissuto secondo la massima (u skladu s
maksimumom)
- s’ei piace, ei lice: libertà amorosa assoluta (ora non è più così).
I pastori di Tasso sono più vicini alla società contemporanea (e quindi alla società della
corte):
Com’è questa età contemporanea? domina l’onore!
onore= senso di condizionamento sociale e senso di colpa che limita la libertà
individuale, portando profonda infelicità.
Nel coro dell’Aminta in generale
Qui emergono due importanti elementi della poetica tassiana:
1. il senso della caducità umana (prolaznosti), dell'imminenza della morte
(neposrednost smrti)
2. il conflitto fra desiderio di libertà (amorosa) e un profondo senso di colpa (dubokog
osjećaja krivnje):
-> si tratta di quel conflitto interiore che maturerà nella composizione della
Gerusalemme liberate - soprattutto nella storia di Armida e Rinaldo: conflitto fra
amore ed onore: fine diverso: Rinaldo rifiuta le lusinghe amorose in quanto contrarie
al dovere militare e religioso).
La dolorosa contrapposizione fra libertà e condizionamento emerge (proizlazi) nel coro in
generale:
- PRIMA: età dell’oro: felicità (perduta!): libera sensualità senza consapevolezza del
peccato
- ORA: senso dell’onore: infelicità (attuale!): senso del peccato, condizionamento
morale e religioso dell’età controriformistica (senso di colpa, sofferenza interiore)
Il senso della caducità umana emerge soprattutto nel carpe diem del congedo (basato sul
carme V di Catullo)
Prima della lettura e parafrasi: contenuto delle stanze - il coro del primo atto.
Prime due stanze: descrizione dell’età dell’oro
Prima stanza
Qui sono presentati gli elementi caratteristici dell’età dell’oro, ma tali
caratteristiche non sono indicate come i veri motivi per cui l’età dell’oro è
considerata un’età “bella” (cfr. O bella età dell’oro), ovvero i motivi per cui
tale era dell’umanità viene rimpianta: i fiumi di latte, i frutti della terra
ottenuti senza fatica, l’eterna primavera, l’assenza di guerre e commercio.
Seconda stanza
Qui sono indicati invece i veri motivi per cui tale età dell’oro è “bella”, i veri
motivi per cui tale era viene rimpianta: perché “quel vano / nome senza
soggetto” (cioè I'onore) non interveniva a turbare le questioni d'amore (“le
liete dolcezze / de l'amoroso gregge”) (vv. 669-677). Allora non governava la
legge dell’onore, ma la legge “aurea e felice”: se piace (se è gradito), è lecito
(è permesso).
Terza stanza: alcune scene della lontana e felice età dell’oro
gli amoretti che, privi di archi e dardi infuocati perché non ne hanno bisogno,
intrecciavano danze (“carole”, pronuncia: [karòle], v. 683); i pastori e le ninfe
che si scambiavano baci e sussurri; le ragazze che mostravano le loro bellezze
(le guance e i seni) senza pudore (bez srama), scherzando con gli innamorati.
Quarta stanza: il coro si rivolge direttamente all’onore accusandolo
accusa all’onore di aver reso tristi gli innamorati, ha fatto vergognare tutti (svi
su se stidjeli), a nascondere le bellezze del corpo, di aver imposto alle donne
di raccogliere i capelli, e in generale di aver posto un freno(kočnicu) alle
manifestazioni dell’amore.
Quinta stanza: il coro si rivolge direttamente all’onore con un appello
l’appello è il seguente: abbandona la gente umile e vai a turbare i sonni dei
potenti.
Ultima stanza (congedo): carpe diem
un invito ad amare, perché la vita passa anche troppo rapidamente e l’“eterna
notte” segue la “breve luce” della vita.