I L F U T U R O N O N A S P E T TA
I RIFIUTI
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Indice
Cos’è un rifiuto? Cosa possiamo fare a casa nostra?
◦ Definizione e nozioni base ◦ Prevenzione dei rifiuti
◦ Raccolta differenziata
Quali rifiuti produciamo?
◦ Classificazione dei rifiuti Cosa è la sindrome NIMBY? Perché è
dannosa?
Quanti rifiuti produciamo?
◦ Focus sui rifiuti urbani Perché movimentiamo i rifiuti?
Cosa ne facciamo/Come li trattiamo? Contesto europeo
◦ Recupero di materia
◦ Recupero di energia Come sono normati i rifiuti?
◦ Smaltimento ◦ Riferimenti normativi
◦ Alcuni esempi di azioni illecite
I rifiuti nell’economia circolare ◦ Ecomafie
◦ Principi dell’economia circolare e gerarchia dei rifiuti
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Nelle foto ci sono dei rifiuti? Cosa è un rifiuto?
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Definizione di rifiuto
Il RIFIUTO è :
«Qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi, abbia l’intenzione o abbia l’obbligo di disfarsi»
DISFARSI = Avviare ad un’operazione di recupero o smaltimento
RECUPERO SMALTIMENTO
Qualsiasi operazione che consente ai rifiuti di svolgere Qualsiasi operazione sui rifiuti diversa dal recupero
un ruolo utile, sostituendo altri materiali che
sarebbero stati altrimenti utilizzati
Il recupero può essere di due tipi:
• Recupero di materia (= RICICLAGGIO)
• Recupero di energia Il contenuto di materia ed energia viene
sostanzialmente perso
Il contenuto di materia e/o energia torna
ad essere disponibile
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Classificazione dei rifiuti
I rifiuti sono classificati, secondo l'origine, in rifiuti urbani e rifiuti speciali e, secondo le caratteristiche di
pericolosità, in rifiuti pericolosi e rifiuti non pericolosi.
Rifiuti urbani (RU) Rifiuti pericolosi (RP)
• Rifiuti domestici • Rifiuti che presentano una o più delle caratteristiche
• Rifiuti provenienti dallo spazzamento delle strade e di cui all’Allegato I della Parte Quarta del D.Lgs. 152/06
dalle aree verdi
• Rifiuti di qualunque natura e provenienza giacenti Rifiuti non pericolosi (RNP)
sulle aree pubbliche o private ad uso pubblico • Rifiuti che non presentano le caratteristiche di cui
sopra
Rifiuti speciali (RS)
• Rifiuti provenienti da attività industriali, artigianali,
commerciali e da attività di servizio
Rifiuti speciali Rifiuti urbani
Assimilabilità
RP RNP RP RNP
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Responsabilità della gestione
Rifiuti Urbani Rifiuti Speciali
◦ Il Comune provvede allo svolgimento delle ◦ Il Produttore del rifiuto ha l’onere e la
attività di gestione necessarie attraverso aziende responsabilità della corretta classificazione e
pubbliche (in-house) o private, nelle modalità gestione, avvalendosi di soggetti in possesso dei
regolamentate dalle norme sui servizi pubblici necessari titoli abilitativi in una logica di libero
locali mercato
◦ I costi sono sostenuti dai cittadini attraverso la ◦ I costi sono sostenuti dal Produttore del rifiuto
TARI
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Composizione dei rifiuti urbani
Composizione merceologica dei rifiuti urbani in Italia
(media periodo 2008-2017)
I L FUTURO NON ASPET TA Fonte: ISPRA 8
Provenienza e pericolosità dei rifiuti speciali
Ripartizione percentuale dei rifiuti speciali per attività economica, anno 2017
▪ Ripartizione percentuale dei rifiuti speciali per pericolosità, anno 2017
• 93% Rifiuti non pericolosi
• 7% Rifiuti pericolosi
I L FUTURO NON ASPET TA Fonte: ISPRA 9
Gestione dei Rifiuti
Le operazioni di Gestione sono:
▪ Raccolta -> Il prelievo dei rifiuti, compresi la cernita preliminare e il deposito preliminare alla raccolta, ivi
compresa la gestione dei centri di raccolta di cui alla lettera "mm", ai fini del loro trasporto in un impianto di
trattamento.
▪ Trasporto -> Non è presente alcuna definizione nella normativa applicabile, quindi assume il significato della
lingua italiana; è esclusa la movimentazione in aree private
▪ Recupero -> Qualsiasi operazione il cui principale risultato sia di permettere ai rifiuti di svolgere un ruolo
utile, sostituendo altri materiali che sarebbero stati altrimenti utilizzati per assolvere una particolare
funzione o di prepararli ad assolvere tale funzione, all'interno dell'impianto o nell'economia in generale.
▪ Smaltimento -> Qualsiasi operazione diversa dal recupero anche quando l'operazione ha come conseguenza
secondaria il recupero di sostanze o di energia.
▪ Intermediazione -> Attività che consiste nel disporre ed organizzare il recupero o lo smaltimento dei rifiuti
per conto di terzi, compreso il caso in cui non si acquisisce la materiale disponibilità dei rifiuti.
▪ Commercio -> Operazione di acquisto e successiva vendita dei rifiuti, compresa quella che avviene senza
prendere materialmente possesso dei rifiuti.
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Titoli Abilitativi necessari per le attività di gestione
Raccolta, Trasporto, Intermediazione e
Commercio senza detenzione Smaltimento e Recupero
ISCRIZIONE ALL’ALBO
NAZIONALE DEI GESTORI TITOLI AUTORIZZATIVI
AMBIENTALI (es. AIA, AUA, Art. 208 del TUA) *
(ANGA)
Le attività di gestione sono subordinate al possesso di
un’autorizzazione/iscrizione
I L FUTURO NON ASPET TA • AIA = Autorizzazione Integrata Ambientale; AUA= Autorizzazione Unica Ambientale;
• TUA= Testo Unico Ambientale (D.Lgs. n. 152/06) 11
Produzione di rifiuti
Produzione di rifiuti in Italia (fonte Assoambiente)
Produzione di rifiuti pro capite
Produzione pro-capite rifiuti in UE Produzione pro-capite rifiuti in Italia
(kg/ab/2016) (kg/ab/2017)
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Rifiuti urbani – Andamento della produzione
Produzione di rifiuti urbani in Italia Correlazione tra rifiuti urbani e andamento
dell’economia
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Recupero di materia
▪ Il riciclo dona una nuova vita al rifiuto e rappresenta la risposta più rilevante all’esigenza di innovazione,
conversione e rilancio del sistema industriale nell’ottica della Circular Economy
▪ Al riciclo vengono avviati i rifiuti urbani dopo la raccolta differenziata (circa il 49% dei rifiuti urbani avviati
a gestione) e i flussi differenziati di rifiuti speciali (circa il 65% dei rifiuti speciali avviati a gestione)
Riciclo dei rifiuti urbani in Italia vs.
obiettivi UE (fonte ISPRA)
Il tasso di riciclo dei rifiuti speciali
raggiunge livelli importanti anche in
assenza di obiettivi vincolanti definiti
a livello europeo, come invece accade
per i rifiuti urbani.
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Recupero di materia – i principali flussi
RIFIUTI NUOVI PRODOTTI
CARTA PROCESSO MATERIALE
DI RECUPERO SECONDARIO
PROCESSO MATERIALE
VETRO DI RECUPERO SECONDARIO
PROCESSO MATERIALE
PLASTICA
DI RECUPERO SECONDARIO
PROCESSO MATERIALE
LEGNO
DI RECUPERO SECONDARIO
PROCESSO MATERIALE COMPOST
ORGANICO
DI RECUPERO SECONDARIO
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Recupero di materia – alcune considerazioni
Il recupero non è un’operazione gratuita: richiede il consumo di materia ed energia,
in generale di risorse (lavoro, infrastrutture impiantistiche, ecc.) → Life Cycle Analysis
▪ I processi di riciclo presentano rese (date dal rapporto tra Materiale Resa (%)
quantità di materiale in entrata nei processi di riciclo e la secondario
quantità in uscita), che variano non solo a seconda della Carta 89
frazione merceologica considerata ma anche, per quanto
riguarda i soli rifiuti urbani, del grado di qualità della Vetro 77
raccolta differenziata → Importanza fondamentale di ricerca Plastica 79
e sviluppo tecnologico Legno 75
Organico 27
▪ Gli inevitabili scarti devono trovare altre forme di gestione Fonte: L’Italia del riciclo 2016
diverse dal recupero di materia → Necessità di disporre di un
mix di impianti, di recupero e di smaltimento
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Re c u p e ro d i m ate ria – S c h e m a d i p ro d u zio ne d i u n m ate ri al e s e co n dari o
(*)
(*) Box da non considerare per il flusso di materiale organico
I L FUTURO NON ASPET TA Fonte: L’Italia del riciclo 2016 17
Recupero di materia – Sistema consortile
Il CONAI è un consorzio privato senza fini di lucro costituito dai
produttori ed utilizzatori di imballaggi con la finalità di perseguire
gli obiettivi di recupero e riciclo dei materiali di imballaggio
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http://www.rilegno.org/rileg https://www.youtube.com
http://scuola.comieco.org/
no-verso-un-mondo-nuovo/ /user/alurecycling
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CONAI – Progetto scuola
CONAI e Corriere della Sera hanno ideato e avviato dal 2017 "Riciclo di classe", progetto per educare bambini e famiglie a
comportamenti responsabili e consapevoli in materia di raccolta differenziata e riciclo dei materiali di imballaggio.
www.riciclodiclasse.it
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Recupero di energia
▪ Nelle operazioni di recupero energetico rientrano i termovalorizzatori che raggiungono
una efficienza energetica di cui all’allegato D del d.lgs.152/06
La termovalorizzazione consente
il risparmio di risorse
energetiche, non rinnovabili,
riducendo per quota parte la
dipendenza in materia del nostro
Paese da fonti fossili e
contribuisce anche alla riduzione
delle emissioni di
gas clima alteranti.
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Recupero di energia - Termovalorizzatore
Il termovalorizzatore è una tipologia di inceneritore in cui il calore sviluppato durante la combustione
dei rifiuti viene recuperato per produrre vapore, a sua volta utilizzato per la produzione diretta di
energia elettrica o come vettore di calore (ad esempio per il teleriscaldamento).
L’impatto ambientale di un termovalorizzatore è connesso soprattutto alle emissioni in atmosfera. La
performance ambientale dipende da:
◦ Tecnologia utilizzata
◦ Composizione rifiuti inceneriti
▪ I termovalorizzatori di ultima generazione sono eserciti secondo le BAT (Best Available Techniques)
e sono caratterizzati da bassi livelli emissivi, grazie ad efficaci sistemi di depurazione dei fumi.
COPENHILL
• Tratta circa 400 mila tonnellate di rifiuti in un anno,
provenienti da 550 -700 mila cittadini e 46 mila imprese
• Produce elettricità per 50 mila utenze e calore per 120 mila
• Ospita un percorso trecking ed una pista da sci
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Smaltimento
Le operazioni di smaltimento più diffuse sono:
◦ Incenerimento
◦ Termovalorizzazione che non raggiunge un determinato livello di efficienza energetica
(di cui all’allegato D del d.lgs.152/06)
◦ Conferimento in Discarica
Lo smaltimento deve svolgere un ruolo residuale ma comunque indispensabile per il
corretto ed efficace funzionamento del ciclo integrato di gestione dei rifiuti, sia urbani che
speciali.
Le discariche devono essere considerate come facility a supporto per consentire la gestione
controllata dei rifiuti che non dispongono di alternative.
In particolare dovrebbero essere utilizzate soltanto per:
◦ Rifiuti non riciclabili (es. amianto)
◦ Rifiuti non termovalorizzabili (es. inerti)
◦ Residui dei processi di termovalorizzazione (es. ceneri)
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Smaltimento - Discarica
La discarica è il luogo dove vengono depositati/stoccati
i rifiuti in modo permanente
L’impatto ambientale di una discarica è connesso al
potenziale inquinamento del suolo, della falda
acquifera e dell’aria dovuto alla produzione di biogas e
percolato
Al fine di minimizzare gli impatti ambientali derivanti da
biogas e percolato le discariche controllate sono
realizzate attraverso l’installazione di:
◦ Barriere di impermeabilizzazione del terreno
◦ Sistemi di drenaggio del percolato
◦ Pozzi di captazione del biogas
La normativa vigente prevede tre tipologie di discariche
con differenti caratteristiche tecniche:
◦ Discariche per rifiuti inerti
◦ Discariche per rifiuti non pericolosi
◦ Discariche per rifiuti pericolosi
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Rifiuti urbani conferiti in discarica
▪ La figura mostra l’andamento della percentuale ▪ La figura mostra l’attuale percentuale di
di smaltimento in discarica rispetto alla conferimento in discarica VS l’obiettivo prescritto
percentuale di Raccolta Differenziata dalla direttiva UE al 2035
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Destinazione rifiuti urbani
Anno 2017
I L FUTURO NON ASPET TA 25
I rifiuti
nell’economia Relazione tra la gerarchia dei rifiuti
ed i principi dell’economia circolare
circolare ▪ Gerarchia dei rifiuti
▪ Principi di economia circolare
I L FUTURO NON ASPET TA 26
Gerarchia dei rifiuti
La figura mostra i criteri di priorità nella
gestione dei rifiuti definiti dalla direttiva
europea 2008/98/EU
L’applicazione della gerarchia deve tener
conto della fattibilità tecnica ed
economica delle diverse soluzioni
Stanti le attuali tecnologie, è comunque
necessario poter disporre di impianti sia
di recupero che di smaltimento
I L FUTURO NON ASPET TA 27
Economia circolare: concetto e motivazioni
L’economia circolare è un sistema economico progettato
per auto-rigenerarsi, ove i prodotti di oggi diventano le
risorse di domani e non più rifiuti destinati allo
Scarsità delle Impatto
smaltimento risorse sull’ambiente
Take Make Use Dispose
Prelievo di Smaltimento
risorse
Produzione di
beni
Utilizzo dei
beni prodotti
dei beni non Evoluzione dell’economia
dall’ambiente più utili
da lineare a circolare
Reduce
Prelievo di nuove Re-use Scarto ridotto
risorse ridotto al Recycle al minimo
minimo indispensabile
Diffusione della cultura di «circolarità»
indispensabile
Nell’economia circolare le risorse permangono all’interno Importanza della ricerca e sviluppo di nuove tecnologie
del sistema economico e mantengono un ruolo utile.
Le risorse vanno intese nel senso più ampio,
comprendendo materiali, energia e asset. Necessità di un cambiamento del sistema normativo
I L FUTURO NON ASPET TA 28
Economia circolare vs Economia lineare
Economia lineare
Economia circolare
I L FUTURO NON ASPET TA Fonte: Parlamento Europeo 29
Cosa
possiamo fare Comportamenti virtuosi
a casa nostra? ▪ Prevenzione dei rifiuti
▪ Raccolta differenziata
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Prevenzione dei rifiuti nella vita quotidiana
CONSUMARE MENO PER ALLUNGARE
Preferire LA VITA
prodotti con
PRODURRE MENO RIFIUTI basso UTILE DEI BENI
contenuto
materico ed
Continua ad energetico
Evita l’acquisto del Attenzione allo spreco utilizzare il bene con Dona a chi può
Ripara, non buttare
superfluo alimentare la stessa o con una avere bisogno
diversa funzione
ESSERE CONSUMATORI CONSAPEVOLI
DEL PROPRIO IMPATTO SULL’AMBIENTE
Preferisci prodotti eco
Attenzione compatibili e fornitori
Preferisci
agli imballaggi attenti all’ambiante
prodotti locali
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Alcuni esempi di comportamento
Invece di…. Meglio così…
borse di plastica per la spesa borse di juta, cotone, retine
contenitori di plastica monouso contenitori riutilizzabili
detersivi in contenitori di plastica detersivi in polvere in cartoni o sfusi
cibi confezionati in involucri inutili cibi venduti sfusi, nelle quantità desiderate
o di difficile riciclo in sacchetti di carta, imballaggio semplice,
riutilizzabile e biodegradabile
comperare scatolame di cibi per animali dare ai nostri amici animali i nostri avanzi (se
compatibile con la loro salute)
pile "usa e getta" pile ricaricabili, senza mercurio
apparecchiature che funzionano solo a batteria apparecchi che funzionano sia a rete che a pile
prodotti fatti per durare poco prodotti che durano
prodotti in carta non riciclata prodotti in carta riciclata
I L FUTURO NON ASPET TA 32
Filiera rifiuti urbani
Raccolta differenziata Raccolta indifferenziata
FRAZIONE ORGANICA FRAZIONI SECCHE Separazione e vagliatura
- Domestico - Carta e Cartone
- Mercatale - Plastica
- Potature - Altro
Materiali Frazione Frazione
ferrosi e vetro secca umida
Compostaggio Scarti
Linea di selezione del secco
Altri recuperi
(ripristini,
Compost coperture, ecc)
Scarti Pulito secco Scarti TERMOVALORIZZATORE
di qualità
Utilizzo in Consorzi Discarica
agricoltura Riciclaggio
I L FUTURO NON ASPET TA 33
Raccolta differenziata
La raccolta differenziata rappresenta una condizione essenziale per l’efficienza della fase
successiva cioè quella del riciclo dei rifiuti, che consente non solo l’attuazione del concetto
di Circular Economy ma anche il raggiungimento degli obiettivi definiti a livello europeo
% Raccolta differenziata nel 2017 Ripartizione % raccolta differenziata nel 2017
Obiettivo
al 2012
I L FUTURO NON ASPET TA 34
NIMBY - Not In My Back Yard
Con l’acronimo NIMBY si indica la protesta da parte di membri di una comunità locale contro
opere di interesse pubblico sul proprio territorio, ma che non si opporrebbero alla loro
costruzione in un altro luogo, dato che comunque desiderano fruire del servizio dell’opera
▪ Secondo il NIMBY FORUM nel 2017 i progetti contestati sono stati 317
• 57,4% → settore energetico (e di queste ben il 73,3% riguarda progetti di energia
da fonti rinnovabili)
• 36% → settore rifiuti
IL FU
35 T U R O NON ASPET TA 35
Perché la sindrome NIMBY è dannosa?
La sindrome NIMBY è uno dei motivi della carenza di impianti di trattamento rifiuti in Italia
La capacità di trattamento dei rifiuti , sia urbani che speciali, in Italia è insufficiente e mal
distribuita sul territorio, costringendo alcune aeree del nostro paese ad affrontare
continue emergenze e a sostenere costi molto elevati per lo smaltimento
Il dibattito tra favorevoli e oppositori agli impianti, che in
larga percentuale ormai si svolge in rete, è complicato dalle
modalità con cui avviene sui social media per la mescolanza
fra informazione e disinformazione, scienza e opinione
I L FUTURO NON ASPET TA 36
Perché movimentiamo i rifiuti?
“Esportiamo per mancanza di impianti, importiamo perché siamo
un distretto industriale di riciclaggio forte ”
(L’Italia del riciclo 2018)
ESPORTIAMO IMPORTIAMO
▪ circa 3.1 milioni di tonnellate di rifiuti speciali ▪ circa 5,8 milioni di tonnellate di rifiuti speciali
(2016) di cui 1 milione pericolosi (esportati di cui il 98% composto di materiale per filiere di
soprattutto verso la Germania) riciclaggio
▪ circa 355.000 tonnellate di rifiuti urbani (2017) ▪ circa 213.000 tonnellate l’anno di rifiuti urbani,
interamente composti da materiali destinati a
riciclaggio
Nel 2016 l’esportazione dei rifiuti speciali è costata all’Italia fra i 0,5 e 1 miliardo
di euro all’anno, a cui aggiungere circa 0,1 miliardi di euro per i rifiuti urbani
La movimentazione di rifiuti verso l’estero ed anche all’interno del nostro paese (tra una Regione e
l’altra) ha interessato circa 42 milioni di tonnellate di rifiuti impegnando nel 2016 1,7 milioni di TIR
I L FUTURO NON ASPET TA 37
Contesto
europeo Confronto tra Paesi UE
▪ % riciclo
▪ % recupero
▪ % discarica
I L FUTURO NON ASPET TA 38
Destinazione rifiuti urbani – UE (anno 2016)
Ripartizione percentuale della gestione dei rifiuti urbani nella UE, anno 2016
I L FUTURO NON ASPET TA 39
Evoluzione dell’approccio al rifiuto nella normativa
La Direttiva Quadro sui rifiuti (2008/98/EU) è il principale riferimento normativo in UE
È il risultato di una stratificazione di differenti approcci al «rifiuto» che nel tempo si sono avvicendati
È stata modificata recentemente dal «Pacchetto per l’Economia Circolare»
È recepita nell’ordinamento italiano nella Parte IV del D.Lgs. 152/06
Severi vincoli per assicurare
Protezione della salute dell’uomo e dell’ambiente
una gestione appropriate dei
rifiuti, specialmente per quelli
Rifiuto come pericolosi
minaccia
Gestione sostenibile del rifiuto Direttiva Quadro
sui rifiuti Regole per sottrarre alcune
sostanze ed oggetti dal regime
2008/98/EU
Rifiuto come risorsa Economia circolare dei rifiuti, sotto certe
condizioni
I L FUTURO NON ASPET TA 40
Quadro normativo Circular Economy
Dicembre 2015 Giugno 2018 5 luglio 2020
Quadro Direttiva Direttiva
sui Rifiuti 2008/98/CE Comunicazione della Commissione Europea L’anello 2018/851/UE
Direttiva mancante: un piano d’azione europeo per l’economia Direttiva
Imballaggi
1994/62/CE circolare 2018/852/UE
Direttiva ▪ progettazione ecologica
Discariche Direttiva Recepimento
1999/31/C ▪ sviluppo mercati end of waste 2018/850/UE
E del Pacchetto
Raee Direttiva ▪ modelli di consumo sostenibili Direttiva
2012/19/UE
da parte degli
▪ gestione dei rifiuti 2018/849/UE
Stati Membri
Pile e Direttiva ▪ eco-innovazione
2006/66/CE Direttiva
accumulatori ▪ green public procurement 2018/849/UE
Veicoli Direttiva ▪ strumenti europei di finanziamento Direttiva
fuori uso 2000/53/CE 2018/849/UE
Il 12 giugno 2019 è stata pubblicata in GUUE la direttiva UE 2019/904, sulla riduzione dell’incidenza di determinati prodotti di
plastica sull’ambiente, che entro il 2021 impone agli Stati Membri di vietare l'uso di una serie di articoli in plastica monouso
I L FUTURO NON ASPET TA 41
Impianto sanzionatorio
L’impianto sanzionatorio relativo alla gestione dei rifiuti è regolato dalle seguenti norme:
◦ D.Lgs. 152/06
◦ Codice penale
◦ D.Lgs. 231/01
e prevede sanzioni amministrative e penali
Alcuni esempi di azioni illecite
◦ Abbandono di rifiuti – Sanzione amministrativa pecuniaria da 300€ a 3000€ (il doppio per i rifiuti pericolosi)
◦ Abbandono di rifiuti di piccolissime dimensioni – Sanzione amministrativa pecuniaria da 30€ a 150€ (per i
rifiuti di prodotti da fumo la sanzione è raddoppiata!)
◦ Combustione illecita di rifiuti – Reclusione da 2 a 5 anni (da 3 a 6 anni per rifiuti pericolosi)
I L FUTURO NON ASPET TA 4242
Ecomafie
Il termine ecomafia è un neologismo coniato dall'associazione ambientalista Legambiente per indicare
le attività illegali delle organizzazioni criminali, di tipo mafioso, che arrecano danni all'ambiente
◦ Nel linguaggio comune con il termine ecomafie generalmente si intendono le associazioni criminali dedite in
particolar modo al traffico e allo smaltimento illegale dei rifiuti
Legambiente dal 1997 pubblica il Rapporto Ecomafia, che ogni anno fa il punto sull'argomento
Nel 2018 sono in aumento i reati legati al
ciclo illegale dei rifiuti: si avvicinano alla
Un giro d’affari che nel 2018 ha soglia degli 8.000 (22 al giorno)!!
fruttato all’ecomafia ben 16,6 miliardi
di euro
VIDEO ECOMAFIA
I L FUTURO NON ASPET TA 43
Approfondimenti
Parte IV del D.Lgs. n. 152/06
Direttiva 2008/98/CE
https://www.minambiente.it/pagina/rifiuti-e-inquinamento
http://www.isprambiente.gov.it/it/evidenza/pubblicazioni/
nohomepage/rapporto-rifiuti-urbani-edizione-2018
http://www.isprambiente.gov.it/it/evidenza/pubblicazioni/
no-homepage/rapporto-rifiuti-speciali-edizione-2019
I L FUTURO NON ASPET TA 4444