La logica di Aristotele
I predicati: dice Aristotele per fare scienza c’è bisogno d costruire un discorso che sia vero e per costruire
un discorso che sia serio c’è bisogno di regole che permettono al discorso di funzionare. Un discorso
scientifico e quindi vero, ha bisogno di essere costruito bene l’oggetto del discorso, in modo da poterlo
definire. Ed ecco i predicati che ci permettono dialla domanda: che cos’è? Si fa scienza per rispondere alla
domanda che cos’è? Definiti predicati egli si chiede con quali parole le predichiamo. Aristotele si mette a
studiare tutte le parole esistenti e le classifica in 10 categorie. Le categorie sono i generi sommi della
predicazione. Il genere ci permette di inquadrare ciò di cui stiamo parlando. Queste categorie raccolgono
le parole che ci permettono di conoscere le cose del mondo. Al di fuori di queste categorie non è possibile
nessuna predicazione, al di fuori delle parole che appartengono a queste categorie non si può costruire
un discorso che ti permetta di dire una cosa che cos’è. Queste categorie sono il fondamento di ogni
discorso e corrispondono:
1) alla sostanza
2) alla qualità
3) alla quantità
4) alla relazione con altri enti
5) dove
6) quando
7) giacere
8) avere
9) agire
10) patire.
Aristotele dice che si può spiegare una cosa se nella predicazione di quella cosa tu le predichi con tutte le
parole che appartengono a queste categorie puoi spiegare tutte le cose del mondo. La categoria più
importante tra queste è la sostanza. Infatti tutta la filosofia di Aristotele sarà improntata nel cercare di
capire la sostanza di ogni cosa. La sostanza è l’essenza di tutte le cose. Lui distingue tra sostanza prima e
sostanza seconda. La sostanza seconda è predicabile cioè contiene parole che si possono usare e
appartengono le specie e i generi (uomo, animale), mentre la sostanza prima non è predicabile ed è il
nome proprio e serve ad identificare una cosa da un’altra. La sostanza prima è molto più reale della
seconda.
I discorsi sono fatti da frasi o meglio da proposizione (soggetto, predicato e complemento). La logica
aristotelica si occupa di proposizioni dette apofantiche (dichiarare) e sono le frasi che ci permettono di
rispondere vero o falso. Esistono due tipi proposizione apofantiche: quantitative e qualitative. Quelle
quantititative ci permettono di parlare intorno ad una quantità, quelle qualitative invece in una qualità.
Quelle quantitative le possiamo dividere in universali e particolari ed entrambe possono essere affermative
e negative.
universale affermativa: tutti gli uomini sono bianchi
universale negativa: nessun uomo è bianco
particolare affermativa: alcuni uomini sono bianchi
particolare negativa: alcuni uomini non sono bianchi.
Il sillogismo è il ragionamento in cui da determinate premesse derivano determinate conclusioni. Per
esempio : mia madre ha steso i panni – sta iniziando a piovere- i panni si bagnano. Questo è un sillogismo
scientifico. Quello non scientifico parte da premesse sbagliate. Per creare conoscenza è necessario
ragionare. il quadrato logico serve a far capire i nessi di logicità che si usano tra i discorsi.
Il sillogismo è composto da tre parti: due premesse, una maggiore e una minore e una conclusione. Il
metodo di ragionamento è deduttivo e cioè dall’universale deduco il particolare.
Esistono 4 tipi di sillogismi:
1)sillogismo scientifico che parte da premesse vere e giunge a conclusioni vere.
2)Poi esiste il sillogismo dialettico che si basa su premesse fatte da opinioni condivise. Esso parte da
premesse non vere ma plausibili, sono cioè motivabili ma discutibile.
3)Il sillogismo eristico, è diverso da quello dialettico perché non è fondato su una opinione condivisa da
tutti e quindi può essere smentito.
4)Infine abbiamo il parologismo, è un falso sillogismo scientifico. E’ un ragionamento che parte da
premesse sbagliate e giunge a conclusioni sbagliate.