Nel V secolo, in particolare nella prima metà del V sec a.
C , in Grecia si sviluppa l’ORATORIA ,
l’arte del dire = λέγειν .
L’oratoria come τέχνη = arte, tecnica, fu fondata dai siculi Corace e Tisia che scrissero il primo
manuale di retorica.
Ad Atena fu introdotta dai sofisti, che di tale arte si proclamavano maestri. Per i sofisti la retorica e
la politica erano fondamentalmente la stessa cosa , difatti sia l’oratore che l’uomo politico venivano
indicati con lo stesso termine ρήτωρ.
L’oratoria si divide tradizionalmente in 3 generi in base al contesto nel quale venivano pronunciati i
discorsi :
- Genere politico (o deliberativo) usato nelle assemblee su questioni politiche
- Genere epidittico-dimostrativo usato come esercizio scolastico nelle scuole
- Genere giuduziario usato nei processi , pronunciati dal cittadino chiamato in causa e scritti
da un logografo professionista
In età alessandrina fu costituito un CANONE DI 10 ORATORI ritenuti i migliori.
Tra questi maggiori oratori ricordiamo:
LISIA (oratoria giudiziaria : es “Per l’invalido”)
ISOCRATE (oratoria epidittico- dimostrativa)
DEMOSTENE
EVOLUZIONE DELL’ORATORIA
Inizialmente l’oratoria era una disciplina finalizzata ad una utilità pratica, cioè era necessario
elaborare dei discorsi fatti bene da utilizzare in tribunale, aveva dunque una funzione pratica .
Successivamente da semplice τέχνη = arte, tecnica , diventa un genere letterario vero e proprio
tanto che si arrivò ad aprire delle scuole per formare i politici del tempo.
Nel 390 a.C Isocrate apre una scuola di retorica ad Atene .
Nello stesso periodo Platone apre l’Accademia platonica ( scuola neoplatonica).
Scuole frequentate dai figli di nobili, anche figli dei nobili romani che andavano ad apprendere ed
imparare le arti e le tecniche per elaborare discorsi persuasivi e convincenti. La loro finalità era
quella di formare gli uomini politici del tempo.
Le due scuole erano in competizione tra loro, perché proponevano due sistemi educativi
contrapposti.
- ISOCRATE sosteneva che la RETORICA era a tutti gli effetti una FILOSOFIA, ma la filosofia
intesa in senso ampio come amore per il sapere .
Finalizza tutto il suo insegnamento sull’ AGIRE BENE = εΰ πράττειν,. Per agire bene
bisogna PENSARE BENE = εΰ φρουειν, , per agire bene e pensare bene bisogna anche
PARLARE BENE = εΰ λέγειν.
Quindi alla base della scuola di Isocrate c’è il fatto che per diventare un buon cittadino ed
un buon uomo politico e per agire bene è necessario apprendere le arti legate alla retorica
all’ εΰ λέγειν. ( arte del dire, del parlare bene ).
- PLATONE invece mette alla base della sua filosofia e del suo sistema educativo,
insegnamenti che non hanno alcun fine pratico.
Platone vuole formare degli uomini politici che siano FILOSOFI, difatti nella sua opera “La
Repubblica” auspica che al potere devono esserci i filosofi. Isocrate accusa, critica Platone
perché ritiene che il sistema educativo di Platone , oltre ad essere troppo sbilanciato verso
gli insegnamenti scientifici (alla base della sua filosofia c’erano le materie scientifiche) non
ha fondamenti nella vita concreta, non ha un’utilità pratica mentre la sua scuola insegnava
concretamente a parlare bene , per poter pensare bene e quindi come fine ultimo ad agire
bene.
Il programma della scuola di ISOCRATE è esposto nel discorso contro i sofisti
(TESTO T 1 pag 680 ) Nella sua orazione “Contro i sofisti” che rappresenta il
manifesto programmatico di Isocrate , l’autore si scaglia Contro i sofisti, . Per Isocrate, i sofisti
sono tutti quelli che della retorica e della cultura hanno una concezione diversa dalla sua. Nella
parte iniziale della sua orazione , pars destruens, (1-13) critica le posizioni di questi “falsi
maestri”. In particolare :
- Isocrate si oppone agli eristici, dediti ad argomentazioni cavillose e capziose, che
promettono di guidare alla felicità affermando che non è possibile per l’uomo prevedere il
futuro, poiché il futuro è cosa invisibile e nessuno può prevedere esattamente le
conseguenze delle sue azioni;
- ai maestri di eloquenza politica (= capacità di tenere discorsi in Assemblea su questioni
importanti che riguardano tutta a comunità) che pretendono di insegnare i discorsi politici
attraverso schemi fissi mentre è fondamentale possedere l’originalità , la καιρός, saper
esprimere la cosa giusta al momento giusto; .
Per Isocrate sono "falsi maestri" non solo perché affermano di cercare la verità ma invece ci
ingannano con menzogne.. ma per di più il tutto viene effettuato dietro compenso.
Nella parte centrale dell’orazione, pars construens, Isocrate illustra il suo PROGRAMMA
PEDAGOGICO.
Per fare un buon oratore, secondo Isocrate, occorrevano tre elementi indispensabili:
a) talento naturale
b) esperienza attraverso l'esercizio, l’allenamento
c) istruzione appropriata
Credeva che il talento naturale fosse di gran lunga più importante. Difatti sosteneva che poteva
studiare la filosofia , (per Isocrate la filosofia era intesa come la retorica= un dire pratico, non
aveva un significato teorico come la intendiamo noi) solo l’allievo naturalmente dotato
accompagnato dall’insegnamento di maestri competenti che con i loro EXEMPLA contribuivano
alla formazione degli allievi.Quindi non abbiamo solo l’oratoria giudiziaria che si esercita
nell’ambito dei processi, o l’oratoria politica che si esercita nell’ambito dell’Assemblea dove i
cittadini aventi diritto*devono saper parlare per convincere e riuscire ad avere diritto di parola.
Devono saper convincere l’assemblea a votare la loro proposta,
ma abbiamo con ISOCRATE l’oratoria EPIDITTICO-DIMOSTRATIVA che si svolge all’interno
delle scuole dove i giovani vanno ad imparare l’arte del dire bene e dove , nel chiuso delle
aule, si svolgono esercitazioni, allenamenti.
(*potevano partecipare all’assemblea i cittadini ateniesi nati da genitori ateniesi che godono dei
diritti civili e politici)
L’oratoria tra il IV e il V secolo non segue uno stacco netto, come si ebbe con il teatro o con la
storiografia, ma si può parlare di una graduale evoluzione , si i mescola con gli altri generi letterari
come la filosofia, la storia per diventare un criterio di interpretazione della realtà.
Diventa anche un indicatore della situazione politica del tempo.
Da una parte c’era l’impero persiano, dall’altra c’era l’impero Macedone .
Oramai la vera minaccia, come sosteneva anche Demostene, non era più rappresentata dai Persiani ,
ma il vero pericolo era rappresentato dai Macedoni con Filippo che avendo un territorio
continentale, avevano mire egemoniche verso le città con sbocchi sul mare. La stessa Atene era in
pericolo. Mentre DEMOSTENE guarda ai macedoni e a Filippo come un nemico da sconfiggere,
ISOCRATE invece ( e la storia gli darà ragione perché la Grecia e la Macedonia si uniranno a
formare un unico regno ellenistico) guarda a Filippo e ai macedoni come degli alleati come dei
potenziali amici con i quali allearsi per sconfiggere il barbaro persiano e nello stesso tempo
fermare l’espansionismo macedone.
ISOCRATE
Nasce ad Atene nel 436 a.C e muore nel 388 a.C. Ebbe come maestri il sofista Gorgia e Prodico
(filosofi). Proveniente da una famiglia benestante, ma fu colpita successivamente da rovesci
finanziari, quindi si dedicò in un primo momento alla professione di logografo ( coloro che
scrivevano i discorsi, le orazione per altri, per i cittadini che dovevano affrontare un processo )
IL PROGRAMMA CULTURALE
Si parla di “UMANESIMO “ di Isocrate perché oggetto di studio di Isocrate non sono argomenti
trascendentali, ma è l’uomo e il rapporto con il mondo circostante. L’uomo calato nella società e
nella realtà. Gli insegnamenti sono finalizzati all’AGIRE BENE.
Ma per AGIRE BENE = εΰ πράττειν, bisogna PENSARE BENE = εΰ φρουειν, , per agire
bene e pensare bene bisogna anche PARLARE BENE = εΰ λέγειν.
πράττειν, φρουειν, λέγειν sono concetti che dipendono l’uno dall’altro e diventano un’unità
inscindibile.
Per Isocrate la parola =λέγειν, distingue l’uomo dalle bestie. La parola trasmette i principi etici,
consente alla comunità di potersi organizzare ecc, ma tutto questo è possibile non solo con la
“nuda” parola , ma la parola deve essere ornata attraverso una tecnica (oratoria)che permette di
elaborare discorsi raffinati, capaci di sedurre e convincere.
L’ideale di Isocrate è quello di formare un perfetto uomo politico sulla base di un’educazione
essenzialmente retorica. Alle doti naturali dell’allievo, il maestro aggiunge i propri insegnamenti.
Alla scuola di Isocrate si impara a parlar bene, ad usare una tecnica di discorso raffinata con cui
costruire orazioni formalmente perfette.
Per Isocrate la retorica è una vera e propria filosofia, ma non un sapere teorico, come in Platone,
ma un sapere pratico operativo, finalizzato all’agire bene.
LA VISIONE POLITICA
La visione politica di Isocrate si sostanzia nel voler andare oltre i particolarismi locali = le lotte
civili, gli interessi delle singole polis e di costituire una grande potenza per sconfiggere il nemico di
sempre : il barbaro persiano. Prima ritiene che era opportuno costituire un’ alleanza tra Sparta e
Atene, poi considera meglio, visto l’avanzare egemonico dei macedoni, allearsi con i macedoni e
con Filippo.
Isocrate si appella a tutta la Grecia (testo T3 pag 685) , un appello all’unità in vista della lotta
contro il nemico persiano.
L’IDEA DI GRECIA
Ma per Isocrate “chi sono questi greci?”(versi finali)
Essere greco non è un concetto legato alla stirpe , al sangue, alla nascita, ma è un concetto
culturale come di una comunità che si riconosce negli stessi valori. PARADOSSALMENTE
SONO GRECI ANCHE I MACEDONI A CON CUI ISOCRATE CERCA UN’ALLEANZA.
Praticamente Isocrate sostiene che tutti devono unirsi per combattere contro i persiani perché
fondamentalmente siamo tutti greci.
Ps in Isocrate è presente anche una parte conservatrice πάτριος πολιτεία = la
costituzione dei padri, degli antenati, delle origini. ( presente nell’AREOPAGITICO).
OPERE
Di Isocrate ci restano 21 discorsi (orazioni), che possiamo dividere in:
- Orazioni di carattere programmatico
CONTRO I SOFISTI (vedi sopra contenuto)
ANTIDOSI orazione in cui si illustra l'uso giudiziario dello scambio dei beni.
Era d’uso ad Atene che coloro che erano più ricchi, dovevano pagare le liturgie che erano delle
elargizioni che i cittadini più benestanti, pagavano per contribuire alle spese degli spettacoli teatrali
(allestimento dei cori) oppure per finanziare la flotta marittima di Atene : le TRIREMI , le navi da
guerra piccole e veloci. Se il cittadino riteneva di non essere ricco e non pagava, poteva chiamare
un altro cittadino ritenuto più ricco , il quale pagava oppure si faceva dare in cambio i beni di colui
che non aveva pagato.
In questa orazione Isocrate parte da un avvenimento biografico: era stato citato in giudizio perché
chiamato a sostenere le spese da un cittadino ateniese che lo considerava più ricco di lui . Isocrate
fu sconfitto in tribunale e reagì con l’ANTIDOSI, un discorso che costituisce una vera e propria
autobiografia, dove descrive la sua condotta pubblica.
- Orazioni a carattere encomiastico :
BUSIRIDE a contenuto mitologico
ENCOMIO DI ELENA a contenuto storico
Poi passa ad estendere l’encomio a personaggi realmente vissuti:
EVAGORA Re di Cipro a cui dedica un encomio
NICOLE figlio di Evagora a cui dedica un altro encomio
A NICOLE orazione di encomio a Nicole he prende il posto del padre come Re di Cipro, Isocrate
immagina che sia Nicole stesso a tenere questo discorso ai suoi sudditi.
In questi discorsi encomiastici Isocrte , delinea la figura del perfetto sovrano, ed esorta il giovane re
di Cipro Nicole a ad interessarsi al progetto dell’unità pantaellenica.
A FILIPPO , orazione nella quale Isocrate si rivolge a Filippo, re di Macedonia, per realizzare il
sogno di unire tutti gli stati greci e guidarli contro il barbaro persiano.
-Orazioni a carattere politico :
PANEGIRICO cominciò a scriverlo nel nel 380 a. C. e lo terminò dopo 10 anni. Quindi
apparentemente è un discorso politico, ma inei fatti non lo è , perché dopo 10 anni sono cambiate le
situazione quindi è un discorso politico non più efficace.
Il Panegirico, nasce dal desiderio di imitare l'Olimpico di Gorgia e ritenuto come il documento
fondamentale del programma politico di Isocrate.
Il titolo di quest'opera deriva dal termine greco panegyreis, che significa adunanza; infatti,
nell'orazione Isocrate auspica che tutti i greci possono unirsi in una grande alleanza panellenica
egli vorrebbe che la Grecia riacquisti l'antica gloria e vorrebbe che Sparta e Atene si riconcilino
per attaccare insieme il barbaro persiano per sottometterlo.
PANATENAICO, ultima orazione di Isocrate, scritta poco prima della morte, dopo quasi 50 anni
dal Panegirico perché deluso da come stava andando la politica ad Atene, riprende i temi che già
aveva esposto nel Panegirico.
Orazioni di carattere nostalgico:
SULLA PACE
Il discorso è sostanzialmente una critica alla politica estera di Atene , lui auspica che si ritorni ad
una armoni tra le polis, mentre Atene aveva sempre avuto un ruolo di maggiore rilevanza ad
esempio nella Lega- delio -attica, nei fatti non era al pari delle altre citta, ma aveva sempre un ruolo
di maggiore autorità. Isocrate auspica quindi la pace, un armonia tra le polis poichè il vero pericolo
da affrontare è esterno e tra le varie polis non deve esserci tensione.
AREOPATICO
Discorso nel quale si rivela un Isocrate nostalgico dove è presente anche una parte conservatrice
πάτριος πολιτεία = la costituzione dei padri, degli antenati, delle origini , difatti
rivendica un ruolo di primo piano al tribunale dell’AREOPAGO, promuovendolo a garante e
custode dell’educazione dei giovani.
LINGUA e STILE
Dal punto di vista formale e dello stile Isocrate è famoso per la armonia e regolarità della sua
prosa. Elabora periodi complessi , i periodi sono lunghi e opulenti, ma perfettamente
bilanciati.
I vocaboli sono accuratamente scelti , da conferire quasi musicalità.
Fu allievo di Gorgia, ma mentre Gorgia tende a concentrare i suoi pensieri in periodi brevi e densi,
Isocrate invece estende i suoi pensieri in lunghi discorsi che a lungo andare possono annoiare.
In ogni caso le opere di Isocrate sono giunte a noi nella stessa forma come venivano pronunciate,
anche se le orazioni di Isocrate erano destinate ad essere lette e non ad essere declamate ( es
Panegirico terminato dopo 10 anni)