La Divina Commedia
La Divina Commedia
CANTO I
Si parte con una metafora marina: Dante paragona la sua capacità di scrivere ad una
piccola navicella: Davanti a sé ha un mare completamente diverso da quello che si è
lasciato alle spalle (cioè dell’inferno)perché è calmo. C’è un colore che caratterizza la
cantica: azzurro, color zaffiro. Ci troviamo in corrispondenza dell’alba quindi i colori sono
più tenui. E una caratteristica cromatica opposta a quella dell’inferno perché predominanti
la notte e il buio. Dante più volte da rif a questa cappa che gli sovrasta non solo la testa,
ma anche i cuore. Era la manifestazione del peccato.
- Lui parte con una tappa obbligatoria: invocazione alla musa. L’invocazione poteva
essere rivolta a diverse entità: alla musa, apollo, vergine o dio in caso di poeti
cristiani. Qui in particolare alla musa della poesia epica, considerata più potente,
calliope e fa riferimento a un episodio tratto dalle metamorfosi di Ovidio che
scrive un libro e in cui raggruppa tutti miti in particolare che riguardano le
metamorfosi. Aveva punito le figlie del re Tessaglia, chiamate pieridi che avevano
chiesto una sfida a calliope ed erano state punite e trasformate da lei in poche
ossia cornacchie. Dante parte da questo episodio perché vuole evidenziare la
forza della poesia che nel modo in cui raggiunge il suo massimo livello può
spazzare via qualunque aspetto negativo dell’esistenza. Dante vorrebbe attingere a
questa grande energia. Per fare questo chiede aiuto a calliope per avere la forza di
raccontare del Purgatorio.
Ci sono due riferimenti astronomici:
1) COSTELLAZIONE DI VENERE
2) Fa riferimento al grande carro. “Mi sono ritrovato di fronte a un cielo azzurro e
pulito che crea un atmosfera di serenità”. Nell’inferno l’aria era calcinosa, ma i
suoi occhi iniziavano a trovare piacere: ciò che ha visto li lo ha colpito nell’anima
e agli occhi. Ci troviamo nell’emisfero australe e non è niente se non acqua con
la montagna del purgatorio. Dante parla di 4 stelle che verranno sparate in
faccia a catone e sono le 4 virtù cardinali: nell’emisfero australe esiste una
costellazione composta da 4 stelle la force del sud, ma Dante non la conosceva
ancora. Le quattro stelle vengono viste solo da Adamo ed Eva, coloro che sono
vissuti prima del peccato originale. Le stelle vengono sparate in faccia a catone
come se stanno a significare che ha raggiunto un livello di perfezione umana
che precede la grazia. Le virtù si sono incarnate in lui.
CANTO III
Ci ritroviamo nell’ anti purgatorio. Ci sono 9 canti dedicati ad esso. Qui ci sono delle
categorie di peccatori che si sono pentiti tardi in vita per motivi diversi, questo vuol dire
che non possono accedere subito alle 7 cornici, ma devono aspettare.
Prima categoria di peccatori: gli scomunicati. Sono le persone che la chiesa non riconosce
più come propri membri. E una cancellazione del tuo essere cristiano. Nola società attuale
la scomunica non esiste più. Essere scomunicato era una grandissima colpa. Si sono
opposti al papato, erano i ghibellini. Vengono descritti come delle pecorelle, ma in realtà in
vita sono state persone forti. Possono rientrare nella comunità purché si sentano e questo
può avvenire anche in fin di vita. Per tale indugio nel pentimento restano nell’antipurgatorio
trenta volte il tempo in cui vissero da scomunicati pk nel medioevo avere coraggio di
opporsi alla chiesa vuol dire avere carattere. Le pecore sono mansuete e si muovono in
maniera compatta, la pecora sembra non avere personalità ma in realtà non dobbiamo
associare ciò che erano in vita a ciò che sono ora. Queste anime ora si trovano a
cooperare per raggiungere un obiettivo comune che è la salvezza e non sono più così
ribelli pk hanno ricevuto il perdono e hanno ricevuto la grazia di Dio che li ha resi diversi.
Dante e Virgilio si apprestano a salire il monte del purgatorio .
Manfredi inizia subito a parlare a Dante significa che non ha paura e gli dice guardami e
cerca di capire se sai chi sono ok sono stato famoso. In realtà è impossibile che Dante lo
abbia visto perché quando Manfredi muore Dante aveva un anno. Dante dice io mi rivoli
verso di lui e lo guardai: era biondo, i capelli biondi erano sinonimo di bellezza, era bello,
nobile aspetto, aveva uno dei sopraccigli reciso da un colpo. Dante dice che umilmente gli
disse di non averlo mai visto in vita Manfredi gli mostra una ferita in mezzo al petto, in
corrispondenza del cuore. Manfredi gli sta mostrando i segni fisici della sua morte.
Dopodiché Manfredi si mette a sorridere e dice che è nipote di costanza e gli dice di
andare da sua figlia anche lei costanza e dirgli la verità sulla sua morte. Ci tiene da
personaggio pubblico a smentire dicerie suk suo conto. Dopo che due fendenti mortali mi
hanno trafitto il corpo mi sono rivolto piangendo a Dio.
Verso 121: Manfredi riconosce di essere stato un peccatore addirittura dice che i suoi
peccati sono stati orribili, però dice che la bontà di Dio ha delle braccia così grandi che
accolgono sempre chi si rifoge a lui. Qui c’è lo scontro tra due ideologie ossia quella
degli uomini e di Dio. Gli uomini, i papa si illudono di poter agire in nome di Dio
scomunicando, in realtà il Dio che professano è diverso dal vero pk accoglie e perdona
tutti. Per questo motivo le sue scuse sono state accettate da Dio misericordioso
Descrive cosa gli è successo:
Se il vescovo di Cosenza che fu sguinzagliato alla ricerca del mio corpo dal. Papa,
avesse saputo che sono stato perdonato adesso le mie ossa sarebbero ancora intere,
invece le mie ossa sarebbero state buttate alla pioggia e al vento fuori dal regno di
Napoli. Qui c’è il rif al verde che è un fiume che scorre tra Abruzzo Lazio e campagna,
segnala il confine tra stato pontificio e regno di Napoli. Quando arrivavano al colore
verde vuol dire che stavano finendo.
CANTO V
Introduce il tema delle persone che sono state uccise prima di chiedere totalmente
perdono a Dio, sono diventate cristiane l’attimo prima di morire. Dio accogliemmo loro
desiderio di conversione e di conseguenza le loro anime si trovano al Purgatorio. In questo
canto parla con tre anime: due maschi e una femmina. Hanno una storia molto
particolare, specialmente la donna.
1) Bonconte che si è convertito e ha chiesto perdono a Dio. Ma c’è stata una contesa
tra Angelo e diavolo. Il diavolo contemporaneamente all’Angelo scende sulla terra e
gli dice sei ridicolo pk strappi quest’anima a me e per ripicca scatena una tempesta.
Il corpo di Bonconte che già era sulle rive di un fiume , a seguito della tempesta,
verrà trasportato da questo fiume in piena nell’Arno, il suo corpo verrà rigirato e
sommerso nel fondo dai detriti.
Riassunto:
Dice stavo seguendo le orme del suo duca quando un’anima gli punta l’indice. L’anima
nota l’ombra che dante proietta e nota che cammina più velocemente rispetto alle anime e
lo fa parlando alle altre anime. Dante si sente a disagio. Interviene Virgilio e lo rimprovera:
dice di lasciarle stare, nella vita spesso e volentieri gli altri ti guarderanno, chiederanno
spiegazioni, ma non sarà sempre necessario darle. Se si ha un obiettivo da seguire
bisogna farlo. Similitudine: Tu devi comportarti come una torre la cui cima non deve mai
vacillare anche se soffia tanto vento quindi devi essere una persona ferma che non si
deve lasciare sconvolgere dal parere degli altri perché l’uomo non può avere in testa due
pensieri contemporaneamente pk automaticamente prima l’uno poi l’altro si accavallano e
non riuscirai a fare né una cosa né l’altra, quindi, tu devi aver solo un pensiero in testa
ossia come attraversare il monte e salvare la tua anima.
Dante si chiede cosa avrei potuto risponder a Virgilio se nonché aveva ragione. Poi dice
che si è anche un po’ vergognato pk V. Lo ha rimproverato e sembrerebbe che lui abbia
prestato eccessiva attenzione alle parole degli altri. Nel frattempo lungo una costa arriva
una schiera di anime che mentre camminano cantano a voci alternate il miserere che
significa abbi pietà di noi e quindi è un canto che si rivolge a Dio per ottenere il suo
perdono. E quando si rendono conto che dante proietta a un’ombra smisero di cantare e
restano a bocca aperta pronunciando un’esclamazione. Due di questo gruppo si staccano
e vanno da lui per chiedergli pk proietta un’ombra. Sono molto invadenti. Virgilio è secco
nella risposa e dice voi due dovet tornare da dove siete venuti e dire a tutti gli altri che lui
proietta un ombra pk è vera carne. Poi baratta ossia scambia qualcosa gli dice se voi
volete venire a parlare con lui, fatelo pk farlo può esse esservi utile: riferire si vostri parenti
la. Vostra storia è far pregare per voi accorciandovi la vita nel purgatorio. Virgilio sa come
agire ora. Dante paragona queste due anime a delle elle cadenti e i lampi durante i
temporali per metterei risalto la loro velocità per dire che non ha mai visto due entità che
sono ritornate così velocemente dai loro compagni per raccontare. Virgilio dice queste
anime che sono stante e tra un po’ vengono a dirti qualcosa però mentre le ascolti non ti
devi fermare. La prima d’anima gli dice t che sei vivo e che se qui fermati cammina più
lentamente pk ha il passo delle. Persone vive invece le anime camminano più lentamente,
quindi lei faceva fatica. Le anime dicono sempre la stessa cosa ossia guadaci bene in
faccia e vedi se ci riconosci. Dante specifica la natura di queste anime e dice noi morimmo
tutti di morte violenta e fummo peccatori fino all’ultima ora. Si sono pentiti in fin di ita ma
nonostante ciò dio le ha perdonato si trovano nel purgatorio e hanno una passione che è
quella di purificarsi il. Prima possibile e ricongiungersi a Dio. Dante è gentile nei loro
confronti e dice che non le riconosce ma se posso fare qualcosa per voi vi accontenterò.
C’è una fiducia reciproca pk Dante gli dice così | e loro rispondo lo sappiamo che ci
aiuterai. Sono tutti morti per morte violenta. In fin di vita si sono pentite e chiesto scusa a
Dio.
PRIMA ANIMA: Jacopo del cassero. Non dice il suo nome pk la sua vicenda era stata
così famosa ai tempi di Dante che non c’è bIoisogno di dire il suo nome. Dice che è di
Fano. E dice io che parlo da solo prima degli altri io ti prego se mai vedessi Fano ( tra
Romagna e regno di Carlo d’Angio ossia Napoli) mi raccomando di alle persone di pregare
per me. Deve andare a Milano, e passa per Padova, ma non per Ferrara pk c’era uPoin
suo acerrimo nemico Azzo deste che aveva cercato di rubargli i territori. Si era opposto a
questo e lo aveva caluniato: aveva detto che discende a da una lavandaia,a che se la
faceva con la matrigna e detto che era un codardo. Azzo si era incazzato e un giro va da
sicari e gli dice di uccidere Jacopo. Loro lo uccidono nei pressi di Padova, in quel territorio
dove lui si sentiva al sicuro pk aveva raggirato Ferrara. Fa riferimento a ferite profonde che
lo hanno portato a morire quindi è stato accoltellato, gli sono state fatte da un estense che
lo odiava. È stato ucciso a Padova in un posto in cui si sentiva al sicuro. Per scappare
corre e si trova in una palude dove si impantana ed è senzaenergie, cade a terra e prima
di morire si pente.
SECONDA ANIMA: bonconte da Montefeltro. Si vergogna pere nessuno si ricorda di lui.
Tira in ballo la moglie Giovanna e dice che lei è gli altri lo hanno dimenticato per questo mi
vergogno anche un po’. Dante a questo punto accende il proprio interesse: lo conosce pk
aveva partecipato ad una famosa battaglia quella di campaldino e gli chiede cosa gli è
successo, pk il suo corpo non è mai stato ritrovato. Bonconte era un ghibellini, Dante un
guelfo e avevano partecipato alla battaglia di campaldino, che si era combattuta l’dice11
giugno e aveva visto la contrapposizione tra elfi e ghibellini. A Dante non interessa ribadire
l’appartenenza politica dei due, vuole soffermarsi sulla storia delle anime. E gli chiede
cosa gli era successo pk il suo corpo non è mai stato ritrovato. Bonconte racconta cosa è
successo: nel momento in cui è stato colpito a morte da fendenti e gli hanno reciso la gola
quindi sta perdendo un sacco di sangue, riesce a raggiungere l’archia, affluenti dell’Arno.
Nel momento in cui si trova lungo le questo fiume, muore. Perde la vista e anche la
capacità di parlare. Prima di morire invoca il nome di Maria, versa una lacrima cioè il vero
pentimento e la sua anima si stacca dal corpo, il corpo muore e l’anima si eleva dal corpo.
Subito se la contendono due entità: un Angelo e un diavolo. L’anima nel momento in cui
viene pesata viene assegnata all’angelo , per la lacrima. Il diavolo si arrabbia dicendo che
era assurdo pk per questo pentimento finale tu mi strappi un’anima. Non potendo avere
l’anima decide di straziante corpo: raccoglie tutte le potenze della natura, fa venire giù un
diluvio, il corpo viene riversato nel fiume Archia che lo porta nell’arno e qui accade
qualcosa di particolare ossia la forza dell’acqua fa rigirare più volte il corpo, si crea un
mulinello lo tira giù e i detriti lo sommergono. Binconte prima di morire si era fatto il segno
della croce pk protegge la tua anima e subentra il rigor morti ossia si irrigidisce in quel
modo. La potenza dell’acqua è tale da sciogliere il segno di croce che si era fatto sul petto.
Finisce di parlare Bincinte, con una voce cavernosa, potente e ad essa si lega uan voce
flebile, dolcissima, delicata di pia. Bonconte in realtà aveva un papà di nome Guido da
Montefeltro e lo troviamo nel 27 esimo canto dell’inferno. CAMMEO: qualcosa che viene
incastonato. In letteratura se ne parla quando c’è una storia che si richiama. La storia del
padre: era un peccatore pk era un falsario ossia commette frode falsifica do. Ad un certo
punto aveva preso una decisione furba ossia prima di morire per paura di finire all’inferno
aveva deciso di fare il bravo, non facendo più il falsario, ma diventando un terziario
francescano ossia prendendo quei voti particolari. Diventa un terziario e si mette a pregare
pk pensa potrà purificarsi. Ma proprio alla fine bussa alla sua pota papà Bonifacio 8 e gli
chiede un ultimo favore : falsificare un documento che riguarda il castello di palistina , che
avrebbe accresciuto il patrimonio della chiesa. Guido dice ma mi sto purificando dai
peccati, Bonifacio gli risponde di non preoccuparsi che gli avrebbe fatto una particolare
benedizione che vale 1000 volte. Guido poi muore e si verifica la stesa cosa però tra il
diavolo e San Francesco. Vince il diavolo che si prende l’anima di Guido e sghignazza
verso San Francesco dicendo io sei la vera logica della Chiesa. Bonconte aveva versato
una lacrima che veniva dal cuore, il padre non era veramente pentito ma è un furbo. Il
diavolo per far capire che i gesti della Chiesa non servono a nulla nel momento in cui
spiritualmente non hai un trasporto religioso. La vicenda è speculare tra padre e figlio, ma
con esito diverso pk per Bonconte vince l’angelo, nel caso del padre vince il diavolo.
TERZA ANIMA: Pia dei Tolomei. Su di lei non sappiamo molto. Era una no il donna, nata
a Siena e morta nella Maremma Toscana. Quasi sicuramente è Stat uccisa dal marito, la
uccide per due motivi: o gelosia, oppure perché uccidendola avrebbe potuto sposare
un’altra diSina e condurre un matrimonio più vantaggioso. Questa donna era la nipote di
Bonifacio 8, il papa per eccellenza e cattivo. È stata buttata da un torrione del castello
familiare. Lei stessa ci dà queste pochissime informazioni. Non racconta la propria storia
pk dice lo sa bene cos’è successo colui che mi ha sposata. Nel momento in cui l’anima
decide di non raccontare la sua storia subentra una figura retorica della reticenza: ossia
non voler raccontare. Lo fa per due motivi : o perché e timida o perché raccontare fa male,
e un dolore eccessivo. Pia compie un gesto che nessun anima farà nei confronti di dnwte
e la rene di una purezza : dice a Dante mi raccomando quando ritornerai sulla terra e ti
avrai riposato da questo viaggio faticoso, ricordati di me che sono la pia. E l’unica che lo
fa, che si preoccupa che dante possa riposare nel momento in cui ritorna tra i vivi sa che
questo viaggio per dante è difficile. Dice a Dante ricordati di me pk non aveva nessun
altro, è l’unica sua speranza. Questo la rende ancora più fragile. La critica dice che in
questi sei versi da te ha abbozzato una figura da romanzo.
CANTO VI
Siamo sempre nell’anti purgatorio. È un canto politico ed è il più importante perché nella
seconda parte Dante fa un discorso sarcastico, quasi violento contro Firenze, la città che
ama molto ma che lo ha ferito tremendamente. Dante si definisce come esule
immeritatamente, cioè è stato mandato ingiustamente in esilio. Si apre con una
similitudine: Dante fa riferimento dal gioco della zara (cioè zero) ossia gioco d’azzardo e
dice che colui che perde rimane triste ripetendo mentalmente le mosse che ha fatto
cercando di capire dove ha sbagliato. Colui che ha vinto se ne va con tutti gli altri. Il
vincitore regala qualche spicciolo di quello che ha guadagnato per togliersi di torno la
ressa che gli da fastidio. Dante si paragona al vincitore del gioco che viene infastidito da
coloro che chiedono l’elemosina,allo stesso modo quella folla di anime gli chiedono di
essere ricordate e riconosciute.
Dante passa in rassegna una serie di anime perché non hole soffermarsi sulla loro storia,
ma semplicemente vuole darci l’idea di questa calca che gli sta intorno e lo sta
infastidendo:
1) Aretino ossia la persona che viveva ad Arezzo che fu ucciso dalle braccia possenti
di ghin di tacco.
2) Poi incontro uno che annego rincorrendo i suoi nemici.
3) Piero della boccia venne accusato da una signora di violenza sessuale, per questo
motivo lui fece una brutta fine. Lui non aveva fatto niente ma venne ucciso per
invidia e odio. Dante si rivolge a questa donna dicendole di chiedere perdono ora
che è in tempo perché si è macchiata di un peccato grave.
Dante chiede a Virgilio se è vero che lui dice in una sua opera(eneide) che è inutile che le
persone preghino perché dio ha già preso una decisione e le preghiere non la cambiano.
Chiede se quede anime stanno perdendo tempo, se le anime si stavano solo illudendo.
Virgilio si riappropria il ruolo di guida, infatti viene chiamato LUCE MIA. Luce in quanto
guida.
Virgilio risponde : è vero quello che ho detto però il fatto che le anime preghino o che le
persone in vita preghino per i loro defunti, non porta a cambiare la decisione di Dio, anzi,
accelera il loro percorso di purificazione. Non cancella totalmente il peccato. Sottolinea
anche che quando lui ha fatto questo esempio, parlava di pagani, cioè di persone che non
indirizzavano le loro preghiere a Dio ma a delle divinità false e bugiarde. Aggiunge che se
dopo la sua risposta permane qualche dubbio ancora, può rivolgersi a Beatrice c’è li
aspetta in cima al Purgatorio (eden). Il riferimento a lei non e casuale pk lei rappresenta la
fede, teologia. Dicendo così virgilio riconosce il suo limite. Questa risposta fa si che Dante
si sveglia e voglia procedere più velocemente pk non vede Los di rivedere Beatrice.
Virgilio gli dice di stare calmo ok ci vorranno ancora tre giorni per scrivere ( siamo al 10
aprile il viaggio finirà al mattino del mercoledì, chiuderanno il loro processo di cammino
con il calar della notte).
L’opera di Virgilio è l’Eneide, il sesto canto. È divisa in 12 libri. La prima parte parla del
viaggio di enea, l’altra richiama l’ilisde pk e la parte di guerra. Nel 6 libro stanno quasi per
arrivare alle coste del Lazio e colui che guidava la nave, palinuro, cade dalla nave e
muore. Resta sul fondo del mare e si disperso pk non può oltrepassare le sponde
dellscheronte. Per poterlo fare nell’antichità dovevi essere stato sepolto. Quindi si rivolge a
una Sibilla e le dice de poteva intercedere presso Ade e fare in modo che possa
oltrepassare lscherinte. Lei risponde di no , che era inutile pregsre perché il tuo destino
ormai e stato deciso.