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La Divina Commedia

Il canto si apre con Dante e Virgilio che vagano sperduti sulla spiaggia del Purgatorio. Ad un certo punto vedono avvicinarsi una navicella trainata da un angelo, dalla quale scendono delle anime tra cui Casella, un amico di Dante. Casella accetta di cantare una poesia di Dante ma vengono interrotti da Catone che li rimprovera per aver perso tempo prezioso.

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La Divina Commedia

Il canto si apre con Dante e Virgilio che vagano sperduti sulla spiaggia del Purgatorio. Ad un certo punto vedono avvicinarsi una navicella trainata da un angelo, dalla quale scendono delle anime tra cui Casella, un amico di Dante. Casella accetta di cantare una poesia di Dante ma vengono interrotti da Catone che li rimprovera per aver perso tempo prezioso.

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IL PURGATORIO

CANTO I
Si parte con una metafora marina: Dante paragona la sua capacità di scrivere ad una
piccola navicella: Davanti a sé ha un mare completamente diverso da quello che si è
lasciato alle spalle (cioè dell’inferno)perché è calmo. C’è un colore che caratterizza la
cantica: azzurro, color zaffiro. Ci troviamo in corrispondenza dell’alba quindi i colori sono
più tenui. E una caratteristica cromatica opposta a quella dell’inferno perché predominanti
la notte e il buio. Dante più volte da rif a questa cappa che gli sovrasta non solo la testa,
ma anche i cuore. Era la manifestazione del peccato.
- Lui parte con una tappa obbligatoria: invocazione alla musa. L’invocazione poteva
essere rivolta a diverse entità: alla musa, apollo, vergine o dio in caso di poeti
cristiani. Qui in particolare alla musa della poesia epica, considerata più potente,
calliope e fa riferimento a un episodio tratto dalle metamorfosi di Ovidio che
scrive un libro e in cui raggruppa tutti miti in particolare che riguardano le
metamorfosi. Aveva punito le figlie del re Tessaglia, chiamate pieridi che avevano
chiesto una sfida a calliope ed erano state punite e trasformate da lei in poche
ossia cornacchie. Dante parte da questo episodio perché vuole evidenziare la
forza della poesia che nel modo in cui raggiunge il suo massimo livello può
spazzare via qualunque aspetto negativo dell’esistenza. Dante vorrebbe attingere a
questa grande energia. Per fare questo chiede aiuto a calliope per avere la forza di
raccontare del Purgatorio.
Ci sono due riferimenti astronomici:
1) COSTELLAZIONE DI VENERE
2) Fa riferimento al grande carro. “Mi sono ritrovato di fronte a un cielo azzurro e
pulito che crea un atmosfera di serenità”. Nell’inferno l’aria era calcinosa, ma i
suoi occhi iniziavano a trovare piacere: ciò che ha visto li lo ha colpito nell’anima
e agli occhi. Ci troviamo nell’emisfero australe e non è niente se non acqua con
la montagna del purgatorio. Dante parla di 4 stelle che verranno sparate in
faccia a catone e sono le 4 virtù cardinali: nell’emisfero australe esiste una
costellazione composta da 4 stelle la force del sud, ma Dante non la conosceva
ancora. Le quattro stelle vengono viste solo da Adamo ed Eva, coloro che sono
vissuti prima del peccato originale. Le stelle vengono sparate in faccia a catone
come se stanno a significare che ha raggiunto un livello di perfezione umana
che precede la grazia. Le virtù si sono incarnate in lui.

CATONE: Personaggio storico che si è opposto a Cesare e al suo tentativo di fare a


pezzi le istruzioni repubblicana. Nel momento in cui capisce che cesare sta vincendo
decide di porre fine alla sua vita ad Ustica suicidandosi nel 46 avanti Cristo quando ha
solo 48 anni. Dante enfatizza l’aspetto della vecchiaia di catone, infatti,ci parla di un
vecchio solo perché più le persone sono anziane più acquistano autorità. Ha i capelli
brizzolati, barba lunga. Questo dato lo prende da Lucano che scrisse che all’inizio delle
guerre civili Catone si fa crescere la barba e i capelli, nonostante i romani ci tenessero
all’aspetto, ma lui come segno di sofferenza non si curava più. Vuol dire che lui lo fa come
forma anche fisica di opposizione al potere politico di Cesare. Mettere catone come
difensore del Purgatorio è una scelta audace perché non era cristiano, ma pagano, si è
opposto a un sistema politico che ha successivamente portato alla nascita del
Cristianesimo e si è suicidato. Per dante Catone è il difensore della libertà e rappresenta il
libero arbitrio: possibilità di scegliere liberamente. Le anime del Purgatorio hanno fatto
una scelta: si sono pentiti, hanno chiesto perdono a Dio. Hanno esercitato la loro capacità
di scelta e per questo si sono salvate.
Catone quando vede Virgilio e Dante è stizzito. Chiede chi sono, cosa ci fanno lì e pensa
che lui e Virgilio siano due anime dannate scappati dall’inferno. Si chiede se è cambiata
qualche legge all’inferno.
VIRGILIO: Nell’inferno è una guida a tutti gli effetti. È sempre intervenuto in difesa di
Dante. Ha sempre guidato Dante fisicamente perché conosceva l’inferno anche
topograficamente ossia sapeva come era strutturato e sapeva come muoversi. Nel
purgatorio è un semplice accompagnatore. Vivrà delle situazioni i disagio perché non
conosce il posto. Oltre ad essere sperduto fa una brutta figura davanti a Catone.
1) Il suo discorso è ripetitivo. Ripete due volte che non si trovano li per iniziativa
personale ma per volere di una donna (Beatrice). Lo fa in maniera leziosa, è
ruffiano. Catone è infastidito da ciò, reagisce in maniera brusca difronte a ciò.
Virgilio tratta con rispetto catone, dice c’è Dante è ancora vivo, ma in realtà se sta
facendo quel viaggio è perché era molto vicino alla morte dell’anima. Virgilio e
stato mandato per aiutarlo e chiede per favore di lasciarli passare pk Dante stava
cercando la libertà spirituale.
2) Il secondo sbaglio è quello di fare rif a Marzia, moglie di catone, dicendo dice che
lui è un anima del limbo e anche lei si trova lì. Io ho visto i suoi occhi casti, belli e
ancora ti pensano. Virgilio dice a catone di lasciarli passare in nome dell’amore
che ancora prova per Marzia . Catone risponde che lui non ha più nessun affetto
verso di lei. Ribadisce che la lui ha il compito di smistare le anime del Purgatorio e
dice c’è inutile giocare quella carta. Virgilio si rende conto di aver fatto uno sbaglio,
ma non se ne parlerà più.
Catone decide di farli passare , ma consiglia a Dante di lavarsi la faccia e mettersi in
vita un giunco: rito di iniziazione, dal valore prettamente cristiano. Il lavaggio della faccia
corrisponde al battesimo. Il giunco: fa rif o al saio dei frati o al cilicio, in riferimento ai
flagellanti, strumenti di tortura.
Il canto si conclude con Catone che dice che devono scendere in basso verso la spiaggia
e troveranno i giunchi. Non troveranno altre piante perché non hanno la stessa flessibilità
per resistere alle onde del mare. Accade una magia: Virgilio strappa il giunco che ricresce
subito
C’è un riferimento ad Ulisse: che aveva sfidato la divinità ed era stato punito, perché
aveva superato le colonne d’Ercole. Dante si contrappone a lui che è un eroe antico,
dall’altra Dante che è il pellegrino moderno chi si muove per motivazione spirituale . Dante
si contrappone a Ulisse che era stato il classico eroe che sfida i limiti delle divinità.
CANTO II
Riassunto:
Dante è Virgilio sono sulla spiaggia del purgatorio e sono confusi perché entrambi non
conoscono il posto. Virgilio era esperto dell’inferno, era stato una guida esemplare, nel
purgatorio inizia a dare segni di cedimento. Più che una guida si può parlare di
accompagnatore cioè una persona che ti sta accanto nel viaggio. Dante si rende con di
questo e lo perdona perché gli vuole bene. Fa un’altra sbavatura: perché non sanno dove
andare e vagano sperduti sulla spiaggia del Purgatorio. Ad un certo punto guardano
verso l’orizzonte e vedono un puntino luminosissimo che si sta avvicinando a loro con una
velocità sorprendente e man mano che si avvicina si rendono conto si tratta di una
navicella. Questa navicella era trainata da un angelo. Quando le anime scendono dalla
navicella, Dante tra queste persone riconosce un suo amico, Casella.
Casella in vita era un musico, ossia musicista ( accompagnava con strumenti a corda dei
componimenti poetici). Di lui sappiamo pochissimo storicamente sappiamo che aveva
messo in musica dei versi delle poesie di Dante. Quando Dante lo vede è stupito. Gli
chiede di musicare una sua poesia : contenuta nel terzo libro del convivio “amor che ne la
mente mi ragiona “ è importante pk unisce aspetto emotivo e razionale. Casella accetta. È
come se il tempo si fermasse, come se fossero totalmente avvolti dalla bellezza questo
canto e dimenticano di essere anime che devono fare un cammino di purificazione.
SBAGLIO DI VIRIGLIO: non li ferma, li lascia cantare, perdendo così tempo prezioso.
A questo punto ritorna Catone che li sgrida e le anime sono scosse, si mettono a correre
pk capiscono di aver perso tempo, a loro è stata una grande possibilità di salvarsi e
devono muoversi. In questa fuga ci sono anche Dante e Virgilio. Le anime nel momento in
cui arrivano e scendono dalla navicella cantano un salmo, inno liturgico: fa rif al popolo
ebraico liberato dalla schiavitù di Egitto. Non è casuale perché così come gli ebrei furono
liberati dalla schiavitù allo stesso modo la anime sono state liberate dal peccato. Le anime
che si lasciano travolgere dalla bellezza del canto è un riferimento al mito di Orfeo e
euridice. Riferimento al mondo classico.

CANTO III
Ci ritroviamo nell’ anti purgatorio. Ci sono 9 canti dedicati ad esso. Qui ci sono delle
categorie di peccatori che si sono pentiti tardi in vita per motivi diversi, questo vuol dire
che non possono accedere subito alle 7 cornici, ma devono aspettare.
Prima categoria di peccatori: gli scomunicati. Sono le persone che la chiesa non riconosce
più come propri membri. E una cancellazione del tuo essere cristiano. Nola società attuale
la scomunica non esiste più. Essere scomunicato era una grandissima colpa. Si sono
opposti al papato, erano i ghibellini. Vengono descritti come delle pecorelle, ma in realtà in
vita sono state persone forti. Possono rientrare nella comunità purché si sentano e questo
può avvenire anche in fin di vita. Per tale indugio nel pentimento restano nell’antipurgatorio
trenta volte il tempo in cui vissero da scomunicati pk nel medioevo avere coraggio di
opporsi alla chiesa vuol dire avere carattere. Le pecore sono mansuete e si muovono in
maniera compatta, la pecora sembra non avere personalità ma in realtà non dobbiamo
associare ciò che erano in vita a ciò che sono ora. Queste anime ora si trovano a
cooperare per raggiungere un obiettivo comune che è la salvezza e non sono più così
ribelli pk hanno ricevuto il perdono e hanno ricevuto la grazia di Dio che li ha resi diversi.
Dante e Virgilio si apprestano a salire il monte del purgatorio .

Si divide in due parti:


1) Introduzione di un aspetto teologico cioè il fatto che l’unica persona che
continua ad avere un corpo e proiettare un’ombra è Dante. Lui si accorge per
la prima volta di proiettare un’ombra in questo momento. Perché nell’inferno era
buio di conseguenza il tuo corpo non può proiettare ombre. Inoltre il viaggio di
Dante nel Purgatorio si colloca all’alba, alle sei del mattino, quindi, il sole che
sorge investe il corpo di Dante e proietta questa ombra. Dante quando vede che
ce solo la Sua ombra si spaventa perché crede di essere rimasto da solo,
Virgilio interviene e gli dice sono qui non potrei mai abbandonarti, non posso
proiettare un’ombra perché sono solo anime e pur non avendo i corpi comunque
provano sofferenze. Virgilio dice che è morto a Napoli, ma è nato a Mantova e
sepolto a brindisi. Dante lo guarda chiedendosi come fanno. Virgilio dice
perché è la volontà di Dio che arriva dove la ragione non arriva. Virgilio se un
certo punto non potrà andare avanti ok rappresenta la ragione e non arriva dove
c’è dio. Virgilio tira in ballo uno dei misteri più grandi da risolvere: il dogma ossia
verità più difficile da accettare e non possono avere una spiegazione razionale:
nel cristianesimo è la trinità ossia come padre gli è spirito Santo possano essere
in una sola figura. In particolare si fa rif a due filosofi Aristotele e Platone che
non si sono mai riusciti a spiegare questo dogma.
2) Virgilio teneva il viso basso cercava di capire come fare a scalare il purgatorio
mentre Dante guardava in alto intorno alla montagna del purgatorio, dalla parte
sinistra arrivava una schiera di angeli. Dante si rivolge a Virgilio e gli dice di
guardare queste anime che possono dirgli come scalare la montagna dal
momento che Virgilio non riesce a capirlo. Virgilio si rianima, si riprende e dice a
Dante chiamandolo dolce figlio di andare verso loro. Quella schiera di anime
era lontana circa 1000 passi e li paragona a una persona che lancia un oggetto.
Sembra strano che il lancio ad esempio di un giavellotto potesse ricoprire solo
1000 passi. È un giro di parole che Dante usa per dirci che le anime procedono
molto lentamente e nel momento in cui intercettano i due si fermano e si
rendono conto che c’è qualcosa che non va e si stringono luna all’altra. Virgilio
fa di nuovo da guida e gli dice di spiegargli come ascendere la montagna del
Purgatorio. Virgilio non vuole perdere tempo che aveva già perso con casella e
quindi ora hanno voglia di intraprendere questo viaggio e devono fare in fretta.
Sono le anime degli scomunicati.
Dante dice non appena si resero conto che il suo corpo proiettava un’ombra che si
stagliava sulla parete della montagna, si spaventarono e indietreggiarino sempre in
maniera compatta pk riconoscono Dante come qualcosa fuori contesto. Virgilio diventa
più reattivo e interviene subito dicendo che quello che vedete è un corpo umano per
questo proietta l’ombra. Ancora una volta dice non dovete pensare che Dante voglia
intraprendere il viaggio di sua spontanea volontà ma perché c’è la grazia di Dio che gliela
permesso, voluto da Dio. Nel momento in cui le anime ascoltano la risposta di Virgilio si
tranquillizzano e li invitano ad avvicinarsi.
CANTO IV
Manfredi di svevia è il protagonista di questo canto. La scomunica aveva un ruolo
fondamentale nel medioevo e significava non avrebbe appartenere più alla chiesa. Nel
medioevo faceva paura pk se eri un personaggio politico e avevi dei sudditi, se venivi
scomunicato i sudditi erano autorizzati a scomunicarsi e compiere delle diserzioni. La
scomunica ti inde oliva politicamente e il papa lo sapeva. In apparenza la scomunica è
un’arma religiosa.
In questo canto si presenta Manfredi figlio di Federico 2, il più grande imperatore che
veniva chiamato stupore mundi e muore nel 1250 e sale al trono un suo figlio illegittimo
che è appunto Manfredi., però lo riconosce come figlio e dato che ne era capace diventa
re de l regno di Sicilia e Napoli. Manfredi morirà dopo essere stato scomunicato più volte
perché eretico e Epicuro, Manfredi è uno dei principali rappresentanti della corrente
ghibellina quindi si oppone alla chiesa. Ci sarà la battaglia di Benevento del 1266 il papa si
scaglia contro Manfredi aiutato da Carlo d’Angiò che, nel momento in cui, Manfredi muore
e verrà ritrovato tre giorni dopo sul campo di battaglia, Carlo insieme ai suoi seguaci gli
danno un’onorata sepoltura : scavano una fossa e ci mettono sopra delle pietre per
segnalare la presenza di un morto. Lo seppelliscono nella terra non consacrata essendo
stato scomunicato. Il papa clemente 4a di allora appena viene a sapere questa cosa
manda il vescovo di Cosenza di nome Bartolomeo a disseppellire il cadavere. Questo pk il
papa dice che non poteva essere seppellito in quel modo pk eretico. Bartolomeo va di
notte con le candele spente e capovolte, una sorta di anti rito, con altre persone vanno a
disseppellire il cadavere e lo buttano da un’altra parte come se buttassero un oggetto di
nessun valore. È un gesto di spregio per dire che una persona scomunicata non merita la
sepoltura e bisogna compiere un’anti cerimonia appunto di notte. Manfredi racconta a
Dante che in fin di vita lui si è pentito e ha chiesto perdono a Dio e Dio dal momento che è
giusto e misericordioso lo ha perdonato e accettato le sue scuse ed è questo il motivo per
cui si ritrova nell’’anti purgatorio e non all’inferno. Per scalare effettivamente la montagna
devo aspettare un po di tempo. Manfredi vuole che Dante racconti la sua storia agli altri pk
vuole che la sua immagine venga riabilitata agli occhi della gente e che tutti sappiano che
non è all’inferno. Poi dice che deve raccontarla in particolare a sua figlia costanza che
deve pregare per me che sono il padre pk secondo la tradizione cristiana pregare o far
dire le messe per i defunti accorcia il loro periodo di fermo nel purgatorio.

Manfredi inizia subito a parlare a Dante significa che non ha paura e gli dice guardami e
cerca di capire se sai chi sono ok sono stato famoso. In realtà è impossibile che Dante lo
abbia visto perché quando Manfredi muore Dante aveva un anno. Dante dice io mi rivoli
verso di lui e lo guardai: era biondo, i capelli biondi erano sinonimo di bellezza, era bello,
nobile aspetto, aveva uno dei sopraccigli reciso da un colpo. Dante dice che umilmente gli
disse di non averlo mai visto in vita Manfredi gli mostra una ferita in mezzo al petto, in
corrispondenza del cuore. Manfredi gli sta mostrando i segni fisici della sua morte.
Dopodiché Manfredi si mette a sorridere e dice che è nipote di costanza e gli dice di
andare da sua figlia anche lei costanza e dirgli la verità sulla sua morte. Ci tiene da
personaggio pubblico a smentire dicerie suk suo conto. Dopo che due fendenti mortali mi
hanno trafitto il corpo mi sono rivolto piangendo a Dio.
Verso 121: Manfredi riconosce di essere stato un peccatore addirittura dice che i suoi
peccati sono stati orribili, però dice che la bontà di Dio ha delle braccia così grandi che
accolgono sempre chi si rifoge a lui. Qui c’è lo scontro tra due ideologie ossia quella
degli uomini e di Dio. Gli uomini, i papa si illudono di poter agire in nome di Dio
scomunicando, in realtà il Dio che professano è diverso dal vero pk accoglie e perdona
tutti. Per questo motivo le sue scuse sono state accettate da Dio misericordioso
Descrive cosa gli è successo:
Se il vescovo di Cosenza che fu sguinzagliato alla ricerca del mio corpo dal. Papa,
avesse saputo che sono stato perdonato adesso le mie ossa sarebbero ancora intere,
invece le mie ossa sarebbero state buttate alla pioggia e al vento fuori dal regno di
Napoli. Qui c’è il rif al verde che è un fiume che scorre tra Abruzzo Lazio e campagna,
segnala il confine tra stato pontificio e regno di Napoli. Quando arrivavano al colore
verde vuol dire che stavano finendo.
CANTO V
Introduce il tema delle persone che sono state uccise prima di chiedere totalmente
perdono a Dio, sono diventate cristiane l’attimo prima di morire. Dio accogliemmo loro
desiderio di conversione e di conseguenza le loro anime si trovano al Purgatorio. In questo
canto parla con tre anime: due maschi e una femmina. Hanno una storia molto
particolare, specialmente la donna.
1) Bonconte che si è convertito e ha chiesto perdono a Dio. Ma c’è stata una contesa
tra Angelo e diavolo. Il diavolo contemporaneamente all’Angelo scende sulla terra e
gli dice sei ridicolo pk strappi quest’anima a me e per ripicca scatena una tempesta.
Il corpo di Bonconte che già era sulle rive di un fiume , a seguito della tempesta,
verrà trasportato da questo fiume in piena nell’Arno, il suo corpo verrà rigirato e
sommerso nel fondo dai detriti.
Riassunto:
Dice stavo seguendo le orme del suo duca quando un’anima gli punta l’indice. L’anima
nota l’ombra che dante proietta e nota che cammina più velocemente rispetto alle anime e
lo fa parlando alle altre anime. Dante si sente a disagio. Interviene Virgilio e lo rimprovera:
dice di lasciarle stare, nella vita spesso e volentieri gli altri ti guarderanno, chiederanno
spiegazioni, ma non sarà sempre necessario darle. Se si ha un obiettivo da seguire
bisogna farlo. Similitudine: Tu devi comportarti come una torre la cui cima non deve mai
vacillare anche se soffia tanto vento quindi devi essere una persona ferma che non si
deve lasciare sconvolgere dal parere degli altri perché l’uomo non può avere in testa due
pensieri contemporaneamente pk automaticamente prima l’uno poi l’altro si accavallano e
non riuscirai a fare né una cosa né l’altra, quindi, tu devi aver solo un pensiero in testa
ossia come attraversare il monte e salvare la tua anima.
Dante si chiede cosa avrei potuto risponder a Virgilio se nonché aveva ragione. Poi dice
che si è anche un po’ vergognato pk V. Lo ha rimproverato e sembrerebbe che lui abbia
prestato eccessiva attenzione alle parole degli altri. Nel frattempo lungo una costa arriva
una schiera di anime che mentre camminano cantano a voci alternate il miserere che
significa abbi pietà di noi e quindi è un canto che si rivolge a Dio per ottenere il suo
perdono. E quando si rendono conto che dante proietta a un’ombra smisero di cantare e
restano a bocca aperta pronunciando un’esclamazione. Due di questo gruppo si staccano
e vanno da lui per chiedergli pk proietta un’ombra. Sono molto invadenti. Virgilio è secco
nella risposa e dice voi due dovet tornare da dove siete venuti e dire a tutti gli altri che lui
proietta un ombra pk è vera carne. Poi baratta ossia scambia qualcosa gli dice se voi
volete venire a parlare con lui, fatelo pk farlo può esse esservi utile: riferire si vostri parenti
la. Vostra storia è far pregare per voi accorciandovi la vita nel purgatorio. Virgilio sa come
agire ora. Dante paragona queste due anime a delle elle cadenti e i lampi durante i
temporali per metterei risalto la loro velocità per dire che non ha mai visto due entità che
sono ritornate così velocemente dai loro compagni per raccontare. Virgilio dice queste
anime che sono stante e tra un po’ vengono a dirti qualcosa però mentre le ascolti non ti
devi fermare. La prima d’anima gli dice t che sei vivo e che se qui fermati cammina più
lentamente pk ha il passo delle. Persone vive invece le anime camminano più lentamente,
quindi lei faceva fatica. Le anime dicono sempre la stessa cosa ossia guadaci bene in
faccia e vedi se ci riconosci. Dante specifica la natura di queste anime e dice noi morimmo
tutti di morte violenta e fummo peccatori fino all’ultima ora. Si sono pentiti in fin di ita ma
nonostante ciò dio le ha perdonato si trovano nel purgatorio e hanno una passione che è
quella di purificarsi il. Prima possibile e ricongiungersi a Dio. Dante è gentile nei loro
confronti e dice che non le riconosce ma se posso fare qualcosa per voi vi accontenterò.
C’è una fiducia reciproca pk Dante gli dice così | e loro rispondo lo sappiamo che ci
aiuterai. Sono tutti morti per morte violenta. In fin di vita si sono pentite e chiesto scusa a
Dio.
PRIMA ANIMA: Jacopo del cassero. Non dice il suo nome pk la sua vicenda era stata
così famosa ai tempi di Dante che non c’è bIoisogno di dire il suo nome. Dice che è di
Fano. E dice io che parlo da solo prima degli altri io ti prego se mai vedessi Fano ( tra
Romagna e regno di Carlo d’Angio ossia Napoli) mi raccomando di alle persone di pregare
per me. Deve andare a Milano, e passa per Padova, ma non per Ferrara pk c’era uPoin
suo acerrimo nemico Azzo deste che aveva cercato di rubargli i territori. Si era opposto a
questo e lo aveva caluniato: aveva detto che discende a da una lavandaia,a che se la
faceva con la matrigna e detto che era un codardo. Azzo si era incazzato e un giro va da
sicari e gli dice di uccidere Jacopo. Loro lo uccidono nei pressi di Padova, in quel territorio
dove lui si sentiva al sicuro pk aveva raggirato Ferrara. Fa riferimento a ferite profonde che
lo hanno portato a morire quindi è stato accoltellato, gli sono state fatte da un estense che
lo odiava. È stato ucciso a Padova in un posto in cui si sentiva al sicuro. Per scappare
corre e si trova in una palude dove si impantana ed è senzaenergie, cade a terra e prima
di morire si pente.
SECONDA ANIMA: bonconte da Montefeltro. Si vergogna pere nessuno si ricorda di lui.
Tira in ballo la moglie Giovanna e dice che lei è gli altri lo hanno dimenticato per questo mi
vergogno anche un po’. Dante a questo punto accende il proprio interesse: lo conosce pk
aveva partecipato ad una famosa battaglia quella di campaldino e gli chiede cosa gli è
successo, pk il suo corpo non è mai stato ritrovato. Bonconte era un ghibellini, Dante un
guelfo e avevano partecipato alla battaglia di campaldino, che si era combattuta l’dice11
giugno e aveva visto la contrapposizione tra elfi e ghibellini. A Dante non interessa ribadire
l’appartenenza politica dei due, vuole soffermarsi sulla storia delle anime. E gli chiede
cosa gli era successo pk il suo corpo non è mai stato ritrovato. Bonconte racconta cosa è
successo: nel momento in cui è stato colpito a morte da fendenti e gli hanno reciso la gola
quindi sta perdendo un sacco di sangue, riesce a raggiungere l’archia, affluenti dell’Arno.
Nel momento in cui si trova lungo le questo fiume, muore. Perde la vista e anche la
capacità di parlare. Prima di morire invoca il nome di Maria, versa una lacrima cioè il vero
pentimento e la sua anima si stacca dal corpo, il corpo muore e l’anima si eleva dal corpo.
Subito se la contendono due entità: un Angelo e un diavolo. L’anima nel momento in cui
viene pesata viene assegnata all’angelo , per la lacrima. Il diavolo si arrabbia dicendo che
era assurdo pk per questo pentimento finale tu mi strappi un’anima. Non potendo avere
l’anima decide di straziante corpo: raccoglie tutte le potenze della natura, fa venire giù un
diluvio, il corpo viene riversato nel fiume Archia che lo porta nell’arno e qui accade
qualcosa di particolare ossia la forza dell’acqua fa rigirare più volte il corpo, si crea un
mulinello lo tira giù e i detriti lo sommergono. Binconte prima di morire si era fatto il segno
della croce pk protegge la tua anima e subentra il rigor morti ossia si irrigidisce in quel
modo. La potenza dell’acqua è tale da sciogliere il segno di croce che si era fatto sul petto.
Finisce di parlare Bincinte, con una voce cavernosa, potente e ad essa si lega uan voce
flebile, dolcissima, delicata di pia. Bonconte in realtà aveva un papà di nome Guido da
Montefeltro e lo troviamo nel 27 esimo canto dell’inferno. CAMMEO: qualcosa che viene
incastonato. In letteratura se ne parla quando c’è una storia che si richiama. La storia del
padre: era un peccatore pk era un falsario ossia commette frode falsifica do. Ad un certo
punto aveva preso una decisione furba ossia prima di morire per paura di finire all’inferno
aveva deciso di fare il bravo, non facendo più il falsario, ma diventando un terziario
francescano ossia prendendo quei voti particolari. Diventa un terziario e si mette a pregare
pk pensa potrà purificarsi. Ma proprio alla fine bussa alla sua pota papà Bonifacio 8 e gli
chiede un ultimo favore : falsificare un documento che riguarda il castello di palistina , che
avrebbe accresciuto il patrimonio della chiesa. Guido dice ma mi sto purificando dai
peccati, Bonifacio gli risponde di non preoccuparsi che gli avrebbe fatto una particolare
benedizione che vale 1000 volte. Guido poi muore e si verifica la stesa cosa però tra il
diavolo e San Francesco. Vince il diavolo che si prende l’anima di Guido e sghignazza
verso San Francesco dicendo io sei la vera logica della Chiesa. Bonconte aveva versato
una lacrima che veniva dal cuore, il padre non era veramente pentito ma è un furbo. Il
diavolo per far capire che i gesti della Chiesa non servono a nulla nel momento in cui
spiritualmente non hai un trasporto religioso. La vicenda è speculare tra padre e figlio, ma
con esito diverso pk per Bonconte vince l’angelo, nel caso del padre vince il diavolo.
TERZA ANIMA: Pia dei Tolomei. Su di lei non sappiamo molto. Era una no il donna, nata
a Siena e morta nella Maremma Toscana. Quasi sicuramente è Stat uccisa dal marito, la
uccide per due motivi: o gelosia, oppure perché uccidendola avrebbe potuto sposare
un’altra diSina e condurre un matrimonio più vantaggioso. Questa donna era la nipote di
Bonifacio 8, il papa per eccellenza e cattivo. È stata buttata da un torrione del castello
familiare. Lei stessa ci dà queste pochissime informazioni. Non racconta la propria storia
pk dice lo sa bene cos’è successo colui che mi ha sposata. Nel momento in cui l’anima
decide di non raccontare la sua storia subentra una figura retorica della reticenza: ossia
non voler raccontare. Lo fa per due motivi : o perché e timida o perché raccontare fa male,
e un dolore eccessivo. Pia compie un gesto che nessun anima farà nei confronti di dnwte
e la rene di una purezza : dice a Dante mi raccomando quando ritornerai sulla terra e ti
avrai riposato da questo viaggio faticoso, ricordati di me che sono la pia. E l’unica che lo
fa, che si preoccupa che dante possa riposare nel momento in cui ritorna tra i vivi sa che
questo viaggio per dante è difficile. Dice a Dante ricordati di me pk non aveva nessun
altro, è l’unica sua speranza. Questo la rende ancora più fragile. La critica dice che in
questi sei versi da te ha abbozzato una figura da romanzo.

CANTO VI
Siamo sempre nell’anti purgatorio. È un canto politico ed è il più importante perché nella
seconda parte Dante fa un discorso sarcastico, quasi violento contro Firenze, la città che
ama molto ma che lo ha ferito tremendamente. Dante si definisce come esule
immeritatamente, cioè è stato mandato ingiustamente in esilio. Si apre con una
similitudine: Dante fa riferimento dal gioco della zara (cioè zero) ossia gioco d’azzardo e
dice che colui che perde rimane triste ripetendo mentalmente le mosse che ha fatto
cercando di capire dove ha sbagliato. Colui che ha vinto se ne va con tutti gli altri. Il
vincitore regala qualche spicciolo di quello che ha guadagnato per togliersi di torno la
ressa che gli da fastidio. Dante si paragona al vincitore del gioco che viene infastidito da
coloro che chiedono l’elemosina,allo stesso modo quella folla di anime gli chiedono di
essere ricordate e riconosciute.
Dante passa in rassegna una serie di anime perché non hole soffermarsi sulla loro storia,
ma semplicemente vuole darci l’idea di questa calca che gli sta intorno e lo sta
infastidendo:
1) Aretino ossia la persona che viveva ad Arezzo che fu ucciso dalle braccia possenti
di ghin di tacco.
2) Poi incontro uno che annego rincorrendo i suoi nemici.
3) Piero della boccia venne accusato da una signora di violenza sessuale, per questo
motivo lui fece una brutta fine. Lui non aveva fatto niente ma venne ucciso per
invidia e odio. Dante si rivolge a questa donna dicendole di chiedere perdono ora
che è in tempo perché si è macchiata di un peccato grave.
Dante chiede a Virgilio se è vero che lui dice in una sua opera(eneide) che è inutile che le
persone preghino perché dio ha già preso una decisione e le preghiere non la cambiano.
Chiede se quede anime stanno perdendo tempo, se le anime si stavano solo illudendo.
Virgilio si riappropria il ruolo di guida, infatti viene chiamato LUCE MIA. Luce in quanto
guida.
Virgilio risponde : è vero quello che ho detto però il fatto che le anime preghino o che le
persone in vita preghino per i loro defunti, non porta a cambiare la decisione di Dio, anzi,
accelera il loro percorso di purificazione. Non cancella totalmente il peccato. Sottolinea
anche che quando lui ha fatto questo esempio, parlava di pagani, cioè di persone che non
indirizzavano le loro preghiere a Dio ma a delle divinità false e bugiarde. Aggiunge che se
dopo la sua risposta permane qualche dubbio ancora, può rivolgersi a Beatrice c’è li
aspetta in cima al Purgatorio (eden). Il riferimento a lei non e casuale pk lei rappresenta la
fede, teologia. Dicendo così virgilio riconosce il suo limite. Questa risposta fa si che Dante
si sveglia e voglia procedere più velocemente pk non vede Los di rivedere Beatrice.
Virgilio gli dice di stare calmo ok ci vorranno ancora tre giorni per scrivere ( siamo al 10
aprile il viaggio finirà al mattino del mercoledì, chiuderanno il loro processo di cammino
con il calar della notte).
L’opera di Virgilio è l’Eneide, il sesto canto. È divisa in 12 libri. La prima parte parla del
viaggio di enea, l’altra richiama l’ilisde pk e la parte di guerra. Nel 6 libro stanno quasi per
arrivare alle coste del Lazio e colui che guidava la nave, palinuro, cade dalla nave e
muore. Resta sul fondo del mare e si disperso pk non può oltrepassare le sponde
dellscheronte. Per poterlo fare nell’antichità dovevi essere stato sepolto. Quindi si rivolge a
una Sibilla e le dice de poteva intercedere presso Ade e fare in modo che possa
oltrepassare lscherinte. Lei risponde di no , che era inutile pregsre perché il tuo destino
ormai e stato deciso.

INVETTIVA CONTRO L’ITALIA


Se la prende principalmente con l’imperatore Alberto d’Asburgo, tedesco. 1298-1308.
Alberto aveva trascurato l’Italia per dedicarsi si possedimenti tedeschi! Dice che l’Italia
darebbe potuta essere un giardino meraviglioso, invece è diventata un deserto. Dante
maledice gli Asburgo e la discendenza di Alberto. È un gesto estremo, vuol dire che è
indignato. Utilizza per farci capire ciò che succede in Italia, una metafora equestre: l’Italia
viene descritta come una giumenta ( cavalla femmina) che è stata lasciata libera da tutti.
Ha una sella bellissima, ma essa e vuota. L’imperatore avrebbe dovuto domarla, ma non
l’ha fatto. La chiesa che ha commesso due colpe: impedito e ostacolato all’imperatore di
salire sulla giumenta. La seconda colpa è stata quella di pensare di poter gestire l’Italia,
ma non ne ha la capacità,ha solo la prevenzione di poterlo fare, ma è farlo solo come
stridere non come cavaliere, semplicemente tenendola per le briglie. Le briglie e la sella
rappresentano le leggi. Dante dice che nonostante ci siano leggi ben fatte, sistemate da
Giustiniano, non vengono rispettare pk non c’è nessuno che le fa rispettare. La colpa
maggiore oltre che dell’imperatore e del papa e della chiesa che non riconosce un precetto
contenuto nella Bibbia, nel vangelo di matteo. Dante vuole dire alla chiesa di farsi gli affari
suoi e non deve impedire all’imperatore di prendere in mano le redini, non deve interferire
con l’imperatore . Dante ha una visiona manichea: visione o tutta bianca o tutta nera della
realtà. Dice che c’è un potere temporale (imperatore) e un potere spirituale (chiesa), non è
possibile la via di mezzo e devono collaborare, ma rimanere separate. Questo Dante lo
chiama digressione cioè parentesi ed è quella più ampia che lui si concede nella divina.
CANTO 6 INFERNO
Incontra ciacco, goloso. Vengono sferzati da una pioggia, mista neve e immersi con la
faccia all’interno della fanghiglia. Dante si era scagliato contro Firenze e la aveva chiamata
città partita, cioè divisa in tanti partiti. L’invettiva contro Firenze era stata molto più breve e
si era scagliato principalmente contro Firenze che lo aveva esiliato. Più volte lui si definirà
esule immeritato.
Nel purgatorio si prende tanto spazio e doppi aver parlato male dell’Italia dicendo che non
c’è più pace in Italia ma è piena di guerra civile, ad un certo punto parte l’invettiva contro
Firenze attraverso l’apostrofe cioe mi rivolgo direttamente a qualcuno e inizio ad elencare i
punti per cui c’è l’ho con loro. Dante oscilla tra ironia e sarcasmo spietato.
Mentre le anime smettono di infastidire Dante, virgilio vede Sordello che viene paragonato
ad un leone che sta riposando. Permette di avvicinarsi. E sono Pk virgilio gli chiede quale
da la strada migliore per poter salire, invece di rispondere gli chiede chi sono e da dove
vengono. Lui risponderà Mantova e soedello lipo [Link] rimarca il fatto che ai
tempi di Sordello esisteva ancora pace e serenità tra coincitrepadini quindi solo il nome di
una terra comune riaccende l’amore e il rispetto. Ora non è possibile pk la gente si odia tra
città e all’interno della stessa città.
Il suo nome vero è Sordello da Goito, era un poeta definito trovatore. Nella sua vita ne
combina molte e muore dei morte violenta in Abruzzo, non si sa in che modo.
Verso 130: Dante dice che ci sono persone che devono perder tempo per scoccare la
freccia, cioè per raggiungere la giutizia. I fiorentini invece gia da quando parlano hanno
giustizia nel cuore. È un antifrasi.
148: Firenze viene descritta come una vecchia piena di dolori e si trova in un letto anche
sporco, non riesce a dormire e si gira e si rigira, ma nonostante questo non riesco da farlo.
Secondo Dante Firenze che viene personificata sembra malata di un virus che è la smania
continua, il non trovare pace che la porta continuamente a rinnovarsi e fare un disastro
dopo l’altro.

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