PITAGORA
Il numero come principio, ordine e
armonia dell’universo
Vita
• Della vita di Pitagora sappiamo molto poco.
Nacque a Samo tra il 571 e il 570 e morì
attorno al 497-96 a.C.
• Visse a Crotone, città nella quale fondò la
sua scuola di filosofia a carattere esoterico
(si trattava di una comunità chiusa di
persone che non divulgavano le loro
dottrine) e religioso (la filosofia veniva
ritenuta una sapienza derivata da quella
divina e finalizzata alla salvezza dell’uomo).
Pitagora e l’orfismo
• La comunità filosofica fondata da Pitagora riprende temi tipici
dell’orfismo, un movimento religioso ispirato al mitico poeta
Orfeo, propugnatore, nel mito, di un ideale di vita ascetico
che prevedeva l’astensione dalle carni e dai piaceri sensibili
allo scopo di purificare l’anima e prepararla ad una
trasmigrazione in un altro corpo per iniziare una vita migliore.
• L’idea di una metempsicosi (trasmigrazione delle anime)
che si reincarnano in vite sempre più nobili per sconfiggere la
malvagità propria della natura umana, diviene patrimonio
comune non solo dei pitagorici, ma anche di filosofi posteriori
come Platone.
• Accanto a ciò, gli orfici trasmettono al pitagorismo la
tendenza esoterica a costituire comunità di iniziati che sono
tenuti al più rigoroso silenzio sulle dottrine della scuola.
Orfeo ed Euridice dagli Inferi, di Jean-Baptiste Camille Corot (1861)
La figura divinizzata di Pitagora
• Pitagora non lasciò niente di scritto. Le sue dottrine
furono tramandate oralmente nel chiuso dei vari gruppi di
discepoli che subito si diffusero in tutta l’Italia
meridionale, fino a che non vennero rese pubbliche, con
grande scandalo degli altri appartenenti al gruppo, da
Filolao nella seconda metà del V secolo.
• I seguaci furono protagonisti di una progressiva
divinizzazione del maestro, attraverso la diffusione di
leggende favolose attorno alla sua figura. Essi
considerarono le sue dottrine immutabili e coniarono per
questo la locuzione autòs éfa (ipse dixit = lui lo ha detto)
ad indicare l’assoluta e inviolabile autorità delle opinioni
del filosofo.
La filosofia
• Per Pitagora la filosofia doveva essere una disciplina
coltivata al fine di liberare, attraverso il sapere, l’anima
dalla prigione del corpo (dottrina questa mutuata dagli
orfici), nel quale era caduta a motivo di una non meglio
determinata colpa originaria.
• Dopo tale caduta essa avrebbe trasmigrato da corpo a
corpo, vivendo diverse vite. Nel susseguirsi delle vite, la
qualità morale di quella precedente avrebbe influenzato
quella successiva, nel senso che ad una vita vissuta
“bene” sarebbe succeduta una vita migliore come giusta
retribuzione, o altrimenti una peggiore (per esempio nel
corpo di un animale).
La matematica
• Ai pitagorici si deve la nascita della matematica come
vera e propria scienza, elaborandone gli elementi
fondamentali (quantità, punto, linea, superficie, angolo,
corpo) e facndo astrazione da tutte le applicazioni
pratiche (già comunque in uso presso i popoli Egiziani e
orientali)
• LA filosofia dei potagorici è un riflesso della loro
matematica.
Il numero come arché
• Dal punto di vista dei contenuti, la filosofia di
Pitagora indica il principio di tutte le cose nel
NUMERO, facendo leva sull’osservazione
della regolarità numerica dell’avvicendarsi
delle stagioni, del moto dei pianeti, dei cicli
biologici e della musica.
• Dunque conoscere la realtà significa
comprendere la sua vera essenza numerica.
Che cosa è il numero?
• Il numero è ciò che anzitutto indica un’insieme di
unità, e l’unità è intesa come un punto geometrico.
• Ogni numero immediatamente rappresentabile
come una serie di punti nello spazio.
• Così l’aritmetica e la geometria vengono in fondo
a coincidere, poiché ogni numero viene ad essere
un punto, componente di una figura geometrica, la
quale non è altro che un ordinamento di punti
nello spazio.
1
4
_
10
Il 10 e’ il numero perfetto e cla tetraktys è una figura sacra.
Numeri e figure
• 1= · (punto)
• 2= .. = _ (retta)
• 3= Δ (triangolo cioè tre punti corrispondenti
agli angoli)
• 4= tetraedro
Ordine del mondo
• I numeri, intesi in modo aritmo-geometrico,
costituiscono l’ordine misurabile della
realtà con cui si spiegano tutti gli oggetti
d’esperienza (forme e quantità delle cose,
avvicendamento delle stagioni, eventi
atmosferici, astronomici, biologici etc.)
La musica
• Nell’identificazione del principio con il numero,
riveste un ruolo centrale la musica.
• In un’esecuzione musicale sia la melodia
(successione delle note) sia l’armonia (l’esecuzione
contemporanea di suoni diversi) risultano piacevole
solo se seguono un ordine determinato.
• Il pitagorico Filolao (V-IV a. C.) si riferisce
all’armonia che definisce come la cosa più bella.
Intesa come unità del molteplice nascosto,
conocordanza delle discordanze.
La cosmologia
• La musica oltre a essere una forma d’arte per i
pitagorici è anche un aspetto della cosmologia.
• Muovendosi le sfere celeste, producono una
splendida melodia, la più bella che si possa mai
immaginare.
• https://www.youtube.com/watch?
v=cDEx6tolC6w&list=RDcDEx6tolC6w&index=1
( da A Beutiful mind, film su John Nash)
• L’uomo non ne è consapevole, perchè da sempre
immerso in questa armonia cosmica.
• Pensare il numero come principio di ogni
cosa è riconoscere ciò che fa della natura
qualcosa di oggettivo e che al contempo la
rende così bella e armonica.
L’opposizione cosmica: Pari e dispati
• Se nel mondo si distinguono cose diverse
e anche opposte tra loro, ciò è dovuto alla
l o r o d i v e r s i t à n u m e r i c a . Vo l e n d o
classificare, la principale e fondamentale
diversità fra i numeri è quella fra pari e
dispari. Essa si riflette dappertutto perché
è qualcosa che oltrepassa il semplice
concetto di divisibilità.
Dispari: limite
• Il numero dispari, infatti, è per essenza
qualcosa di limitato, compiuto e quindi
perfetto.
• La sua rappresentazione è la seguente
3: . 5: .. 7: … dove il punto in mezzo tra le due metà segna la loro «chiusura»
. . . cioè la loro finitezza, quindi, in un’ottica squisitamente greca, la
. .. … loro perfezione.
Pari: illimitato
• Il numero pari rappresenta l’illimitato, il non
chiuso, l’aperto e quindi l’imperfetto.
• Eccone la rappresentazione:
2: . 4: .. 6: …
. .. …
Le altre opposizioni e la loro conciliazione
L’opposizione fra pari e dispari, cioè fra ciò che è LIMITATO e ciò che
è ILLIMITATO, così come è stata definita, fonda tutte le altre
opposizioni riscontrabili nella realtà, di cui Pitagora ci indica le 10
opposizioni fondamentali:
1) limitato-illimitato;
2) dispari -pari;
3) unità-molteplicità;
4) destra-sinistra;
5) maschio-femmina;
6) quiete-movimento;
7) retta-curva;
8) luce-tenebra;
9)bene-male;
10) quadrato- rettangolo.
Armonia universale
Tuttavia la possibilità di combinare i numeri è segno che le
opposizioni si possono conciliare e che sulle opposizioni
regna comunque un più vasta armonia, di cui la musica è il
carattere sensibile. La musica consta infatti di una struttura
matematica in cui i numeri non si oppongono più, ma
nell’insieme si armonizzano.
Il numero arché dell’ordine del mondo
• Il mondo è dunque un cosmo ordinato perché
nato da un relazione numerica, cioè dall’incontro
di ciò che è illimitato e il suo limite.
• Ogni cosa ha un’identità, cioè dei confini ben
definiti, una sua forma e tutte le caratteristiche
che la contraddistinguono, perché è una sorta di
materia illimitata (numero pari) contenuta in un
forma limitante (numero dispari). Quest’ordine e
questa misura sono l’armonia numerica di tutte le
cose.
Una matematica simbolica e
qualitativa
Da quanto abbiamo detto, si evince che l’aritmo
geometria pitagorica ha dunque un carattere non
solo quantitativo ma anche qualitativo in cui i
numeri simboleggiano anche le qualità dei corpi
(maschio-femmina, luce-tenebra) fino ad arrivare
ad avere un significato morale (bene e male).
I numeri stessi hanno una qualità: sono perfetti quelli
dispari e imperfetti quelli pari.
In particolare il numero perfetto, avente anche dei
significati religiosi, è il 10.
La tetraktis, la sfera e la cosmologia
pitagorica
• Il 10, numero perfetto è rappresentabile nella figura
perfettamente simmetrica e regolare di un triangolo
equilatero in cui ciascun lato misura 4 punti e nel quale è
segnato il punto centrale d’incontro tra le rette bisettrici di
ogni angolo.
• Questa è la più perfetta tra le figure piane e si affianca alla
più perfetta tra le figure solide, la sfera che ha tutti i punti
equidistanti dal centro. Quest’ultima diviene
significativamente modello cosmologico per definire la forma
della terra, dei corpi celesti e delle loro orbite, che girano
attorno ad un centro chiamato Hestia (focolare o altare
dell’universo), così da costruire un modello assai
interessante e «moderno» della struttura dell’universo.