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Bombe Su Parma

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Circolo Culturale Filippo Corridoni Borgo Santa Chiara 6 PARMA filippocorridoni@libero.

it

Associazione Arma Aeronautica Via Cavour 28 PARMA [email protected]

Presentano:
BOMBE SU PARMA Sabato 14 maggio alle ore 15,00 presso la sede dellAssociazione Arma Aeronautica in via Cavour 28 a Parma, il Circolo Culturale Filippo Corridoni e l Associazione Arma Aeronautica sez. di Parma MOVM Cap. Pil. Athos Maestri, organizzano una conferenza dal titolo Maggio 1944: bombe su Parma. Nellincontro si tratter del famoso bombardamento che colp la citt il 13 maggio 1944, inquadrando lepisodio nella storia delle missioni di guerra alleate sulla citt. Ci si soffermer anche su comera organizzata la difesa antiaerea sia passiva (i rifugi per i civili) sia attiva (contraerea e intercettazione ad opera dei reparti dellAeronautica Nazionale Repubblicana). Interverranno i Relatori: Gian Probo Ghizzi Panizza Andrea Di Betta Carlo Migliavacca

Parma maggio 1944 Macerie in Piazza Garibaldi

Appunti dascolto Serena Sangiorgi - Parma

Nella primavera 1944 la citt di Parma fu oggetto di pesanti bombardamenti, che hanno lasciato segni ancora visibili nel tessuto urbano. La conferenza ha avuto il merito di illustrare a fondo quegli avvenimenti, che fanno parte di una memoria collettiva ancora viva e rintracciabile da parte di testimoni oculari. Gian Probo Ghizzi Panizza ha aperto la conferenza inquadrando i fatti di Parma nel contesto storico. Il primo esempio di bombardamento dallalto usando un aeromobile addirittura del 1848, da una mongolfiera durante una delle battaglie della I guerra dIndipendenza : lepisodio non ebbe seguito, e bisogna attendere il 1911 con la guerra italiana in Libia per trovare un secondo bombardamento aereo, con luso di un vero aeroplano dellepoca. Ma solo nella Grande Guerra che laeronautica si afferma come nuova arma di guerra capace di influenzare in modo decisivo gli esiti di una battaglia. Nei primi decenni del 900 sono gi elaborate le due teorie principali duso del bombardamento aereo: la prima, di Giulio Douhet (http://it.wikipedia.org/wiki/Giulio_Douhet) sosteneva il bombardamento pesante di obiettivi anche civili (industrie ponti ferrovie), per annientare il morale del nemico, posti anche lontano dalla zona del fronte: la teoria del cosiddetto bombardamento strategico: http://it.wikipedia.org/wiki/Bombardamento_strategico ); - la seconda, del bombardamento tattico, invece sosteneva il bombardamento mirato in singola battaglia a sostegno delle truppe di terra (http://it.wikipedia.org/wiki/Bombardamento_tattico ). Le due teorie influenzano gli armamenti delle nazioni nella prima met del secolo: la Germania propende per la seconda teoria, e difatti non costruisce bombardieri ma caccia; lInghilterra e gli Stati Uniti invece scelgono la prima, e alla Seconda Guerra mondiale si presentano ben dotati di aerei da bombardamento: la strategia bombardare gli italiani per metterli contro il regime fascista e far uscire lItalia dalla guerra. Ad esempio noto che gli inglesi non ebbero scrupoli a bombardare Roma, mentre tra gli americani per il bombardamento del 19 luglio (a seguito del quale in effetti si ebbe la caduta del fascismo il 25 luglio) vennero scelti solo piloti

protestanti che non avessero remore ad effettuare un bombardamento il pi possibile di precisione ma certamente con vittime civili. I bombardamenti di precisione americani venivano effettuati di giorno, a una quota non alta, e si considerava buon risultato la caduta degli ordigni entro 1000 piedi dallobiettivo. Purtroppo lesito del bombardamento di Roma non fu abbastanza decisivo e gli alleati decisero di replicare su Milano, con la strategia usata su Amburgo: un bombardamento a tappeto con incendio della citt. A Milano leffetto non fu altrettanto devastante, in quanto Amburgo era ancora in gran parte di costruzione medievale con prevalente uso di legname, ma la strategia si dimostra comunque vincente (8 settembre, lItalia rompe con la Germania). In generale si possono delineare 5 fasi della guerra aerea in Italia: 1) dallentrata in guerra a tutto il 41 nessuna attivit, blanda preparazione; 2) 1942-1943 guerra diventa difensiva, ci si comincia a preoccupare; 3) 1943 inizio 1944: sbarco degli alleati, entrata in gioco della Luftwaffe, inizio dei bombardamenti al sud e centro Italia: in questo periodo che ad esempio si verifica il bombardamento del porto di Bari, unico episodio registrato (almeno sul fronte europeo) di guerra chimica, causa rilascio di gas yprite da una delle navi colpite; 4) primavera 1944-primavera 1945: lanno dei bombardamenti nel nord Italia, su tutte le citt; 5) 1945, ultimi mesi di guerra: la strategia cambia, si vuole la fine del conflitto al pi presto, bombardamenti indiscriminati a tappeto ( la strategia che porta poi nellagosto allo sgancio dellatomica in Giappone per chiudere lultimo fronte). Parma vive tranquilla fino al 23 aprile 1944. La voce popolare attribuiva a Toscanini, famosissimo in America, linfluenza positiva sullesenzione della citt dalle incursioni aeree. Quella domenica cera stata una partita di calcio molto attesa con la partecipazione di un giocatore stella delle Olimpiadi di Berlino del 1936, e una rappresentazione al Teatro Regio: senza alcun allarme arrivano sulla citt aerei inglesi, che causano pochi danni ma enorme scalpore e spavento nella popolazione, che dal giorno dopo in gran numero lascia la citt. Questo un bene, perch il 25 aprile invece lallarme suona in pieno giorno: gli americani bombardano davvero causando molti

danni e molti morti nella zona della stazione ferroviaria. Lincantesimo rotto: appaiono sulla Gazzetta di Parma articoli pesantissimi contro Toscanini, passato dalla parte degli americani e dipinto ora come nemico. Il 30 aprile, nuovo attacco sulla zona del Cornocchio: ma il 13 maggio, con una formazione di 80 aerei (si discute ancora se 80 bombardieri o pi probabilmente 40 bombardieri e 40 caccia di appoggio) distruggono la zona stazione (soprannominata Stalingrado dal popolo): testimoni oculari parlano del levarsi fino al cielo di una nube rossa di mattoni sbriciolati, che proviene dalla Pilotta e dai palazzi del centro (risparmiati miracolosamente il Duomo, il Battistero e San Giovanni). Sotto la Pilotta era stato costruito uno dei rifugi antaerei urbani, con una capienza di 400 posti, che resse nonostante tutto alla prova, anche del cumulo di macerie sovrastanti. I successivi bombardamenti dell8 novembre (soprattutto mitragliamenti ad opera dei caccia) e del 18 novembre causeranno poche vittime in citt, ma limpatto della guerra dal cielo stato fortissimo. Dopo novembre, la tattica aerea si sposta sul piano psicologico della paura: il bombardiere soprannominato Pippo impedisce tutte le notti il sonno, perch basta una piccola luce ad attirarlo. La riuscita dellazione dellaeronautica nella Seconda Guerra mondiale si misura con i danni registrati a fine conflitto, che parlano tra laltro della perdita del 50% della rete ferroviaria, del 90% della marina militare, del 40% delle strade. Il relatore Ghizzi Panizza ricorda come gli animi fossero a lungo esacerbati dopo la fine della guerra: Guareschi fu protagonista di una condanna al carcere per aver creduto a lettere (poi dimostrate false) di De Gasperi, in cui il politico approvava bombardamenti sulla popolazione per creare un movimento avverso al regime. Il secondo relatore, Andrea Di Betta, ha invece affrontato il tema della protezione in citt dai bombardamenti. Ha ricordato come, a inizio conflitto, gli aerei inglesi non avessero sufficiente autonomia per spingersi a bombardare lItalia settentrionale: lo sbarco del americani in Sicilia a cambiare radicalmente le cose e dare inizio ai bombardamenti sulle citt, che cercano di attrezzarsi per proteggere i civili con la costruzione di rifugi antiaerei o ladeguamento di strutture preesistenti giudicate idonee. Il rifugio ha bisogno di un tetto solido per resistere alle bombe: si comincia la costruzione da qui, per poi togliere il terreno da sotto,

oppure si scelgono palazzi antichi robusti e di una certa altezza, che assicurano cantine forti e anche una certa quantit di eventuali detriti utili come copertura. Il rischio in questultimo caso per che la quantit sia eccessiva: come capita con il rifugio centrale sotto il palazzo della Pilotta, in buona parte crollata il 13 maggio, che salva i 400 civili l rifugiati ma rimasti per ore imprigionati sotto le macerie. LUNPA (Unione Nazionale Protezione Antiaerea) nei primi tempi del conflitto praticamente unassociazione privata, che solo nel 1941 diviene in qualche modo paramilitare. E se a inizio conflitto le bombe erano da 250 libbre di esplosivo ciascuna alla fine conflitto arrivano a 4000 libbre, con la necessit di ben 6 metri di cemento armato per poter offrire una efficace resistenza. Purtroppo le materie prime scarseggiano e gli alleati tedeschi non sono molto generosi con gli italiani, n in materie prime n in forniture: ad esempio, a copertura dello spazio aereo italiano vengono concessi solo 8 radar (lItalia ne era totalmente priva), di cui ben 4 posizionati in Sicilia , persi immediatamente dopo lo sbarco americano nel 1943. Si potevano contare a Parma nel 1943 circa 26 rifugi pubblici, gli altri privati (per lo pi cantine di palazzi messi a disposizione per lurgenza del momento). La lista appare pubblicata sulla Gazzetta di Parma nella rubrica La bussola dei rifugi per un certo periodo ma sparisce dopo il luglio 1943, forse per non dare informazioni al nemico. Dopo il 1943 i rifugi raddoppiano, e si arriva ad una buona copertura di posti per i civili: la costruzione deve andare in percentuale dei residenti in citt. Le indicazioni date dal Ministero sono precise e identificano anche i luoghi adatti, niente pi riconversione di cantine. Queste strutture hanno resistito alla fine della guerra, e sono per lo pi ancora doverano: conoscerne esattamente ubicazione struttura e piante ancora oggi importante, perch possono essere un imprevisto ai cantieri, come successo a Genova dove unarea ha potuto essere edificata solo con molte difficolt dopo una lunga e onerosa demolizione di un rifugio antiaereo in cemento armato. Ma soprattutto sono una parte di storia recente della citt e della popolazione delle citt, in buona parte ancora testimone di quegli eventi, che meritano di essere riscoperti e valorizzati nellottica di un recupero della memoria collettiva e della storia del Novecento locale. Perfetto esempio ne il Rifugio 16, allestito sotto Palazzo

Medioli in Ghiaia, utilizzato a lungo anche dopo la guerra e poi completamente dimenticato sino a pochissimo tempo fa, proposto oggi nella rassegna di visite Sotto Parma. Percorsi sotterranei della citt. Lultimo relatore, Carlo Migliavacca, ha presentato una rassegna dei modelli di aereo attivi nella Seconda Guerra Mondiale. Con fotografie depoca ha illustrato le caratteristiche dei principali bombardieri e caccia: - lHalifax, bombardiere inglese con autonomia 3000 km protagonista delle azioni sulla Germania (http://it.wikipedia.org/wiki/Handley_Page_Halifax ) il B 24 Liberator americano ( http://www.acepilots.com/planes/b24.html, ed anche http://it.wikipedia.org/wiki/Consolidated_B-24_Liberator) con autonomia 4000 km, volava a 9000 metri di altezza, aveva un equipaggio di 10 uomini e ne furono costruiti, solo di questo aereo, pi esemplari di tutta laviazione italiana della Seconda guerra mondiale messa insieme - il Boeing B17 Fortezza volante che resta forse il pi famoso aereo della seconda guerra mondiale (http://it.wikipedia.org/wiki/Boeing_B-17_Flying_Fortress) - il Thunderbolt, caccia americano caratterizzato da una grandissima capacit di picchiata, (http://it.wikipedia.org/wiki/Republic_P-47_Thunderbolt) uno dei modelli pi usati dallaviazione americana tanto che nellultima fase del conflitto gli aerei non venivano neppure pi verniciati per risparmiare sui tempi di consegna - il Mustang P51 ( http://it.wikipedia.org/wiki/North_American_P51_Mustang), che aveva una autonomia di 5000 km e rest in servizio fino alla guerra di Corea lo Spitfire, caccia inglese (http://it.wikipedia.org/wiki/Supermarine_Spitfire) , laereo che vinse la Battaglia dInghilterra - il Macchi 205 Veltro (http://it.wikipedia.org/wiki/Macchi_M.C.205), con motore Daimler, costruito in appena 1500 esemplari ( 300 VELTRO + 1200 FOLGORE modello simile ma con motore meno potente ) - il Fiat G 55 Centauro (http://it.wikipedia.org/wiki/Fiat_G.55), ottimo modello italiano commissionato anche dai tedeschi ma che non pot essere costruito in pi di 300 esemplari, tutti abbattuti, causa le difficolt di produzione date dalla guerra.

Carlo Migliavacca ha ricordato anche che lunico esemplare esistente oggi al mondo del successivo G59 proprio a Parma (proprietario, Pino Valenti). La guerra aerea in Europa fu decisamente durissima per i piloti: si calcola oggi che laspettativa di vita fosse di appena 4 o 5 missioni nel periodo 1943-1944. Per quanto riguarda Parma, da notare che non era presente una vera e propria difesa antiaerea: sicuramente non esistevano postazioni fisse, ad esempio. Non molto diversa la situazione nel resto del nord Italia. Tuttavia i piloti italiani in 16 mesi abbattono 226 aerei alleati, perdendo 300 uomini e tutti gli aerei. Indubbiamente inferiori per numero ed equipaggiamenti, sono spesso protagonisti di episodi di valore che li fanno apprezzare dalla popolazione civile ed anche dai partigiani. Il pubblico, composto per lo pi di testimoni oculari degli eventi, ha partecipato con grande interesse aggiungendo aneddoti e ricordi personali, ed ha concluso con un grande applauso ai relatori che hanno saputo riportare in vita un pezzo di storia parmigiana dimenticata.

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