Lo spumante può essere creato con 3 metodi diversi:
Metodo classico: si ottiene con una doppia fermentazione in bottiglia, infatti
quando si va a stappare deve produrre una sovrappressione tra le 3 e le 6
atm.
Metodo Charmat: si ha sempre con una doppia fermentazione, però in
autoclave. Con questo metodo si ottengono le uve aromatiche, che poi
daranno origine a dei spumanti che appunto saranno aromatici, come ad
esempio Asti, Moscato….
Metodo artificiale: in questo caso si ha un’insufflazione di anidrite carbonica.
Con questo metodo possiamo ottenere: Spumanti commerciali, bevande di
fantasia ed anche acqua gassata.
Fasi di produzione dello spumante:
Nascita del nuovo vino: quando si ha la maturazione delle uve, viene
effettuata la vendemmia, che poi verrà lavorata in bianco. La spremitura deve
avvenire in modo soffice, facendo attenzione a non rompere le bucce oltre ai
vinaccioli. Dopo la spremitura, il mosto viene messo a decantare in vaste per
12/24 ore, per eliminare tutte le sostanze in sospensione per diminuire la
flora microbica. In fine si travasa il tutto per iniziare la lavorazione. Una
particolarità della nascita del nuovo vino è quella che la vendemmia, viene
svolta 10 giorni prima, in modo tale che si ottiene una buona acidità, profumi
e colori migliori.
Assemblaggio: in Primavera quando si prepara il vino di base (la cuvée), si
assemblano i vari tipi di vini provenienti da vitigni diversi. Una cosa
importante che avviene è quando un’annata è particolarmente favorevole,
infatti una parte delle uve viene destinata alla produzione di spumanti
millesimati, i quali assemblano uve di una sola annata, sono spumanti
particolarmente pregiati, che vengono destinati a lavorazioni e invecchiamenti
molto lunghi. Questi spumanti li riconosciamo da altri perché nell’etichetta
viene riportato l’anno di vendemmia.
Imbottigliamento: Al vino di base viene aggiunto uno sciroppo zuccherino, che
prende il nome di liqueur de tirage che contiene appunto zucchero di canna,
sostanze azotate nutritive ed in fine lieviti selezionali. Il vino viene
imbottigliato con normali tappi a corona, inserendo sotto una piccola capsula
in plastica. Ovviamente per avere un buon prodotto oltre ad un buon vino di
base, ci sono anche determinati lieviti, i quali devono permettere la corretta
fermentazione anche a basse temperature intorno 11/12 gradi.
Presa di spuma: Le bottiglie vengono accatastate in posizione orizzontale, in
luoghi freschi e bui, dove avviene la seconda fermentazione, che dura diversi
mesi. In questa fase i lieviti tra-sformano gli zuccheri in alcol e anidride
carbonica, aumenta quindi la presenza di alcol e nella bottiglia si forma una
pressione di 6-7 atm. Infatti notiamo che le bottiglie possiedono un vetro
abbastanza duro, proprio per la potenza che contiene all’interno.
Affinamento: Consumati gli elementi nutritivi, i lieviti muoiono e le loro cellule
si depositano nella bottiglia, il contatto con questi elementi fa sì che nel vino si
sviluppino gli aromi tipici, questo contatto rimane per circa ½ anni. Infatti
Durante questo periodo l’unica operazione svolta è lo sbancamento, circa
ogni 6 mesi le cataste vengono smontate e rimontate, scuotendo le bottiglie
per rimettere in sospensione il deposito affinché non aderisca troppo al vetro
e avvenga un contatto maggiore tra vino e lieviti.
Scuotimento: all’interno delle bottiglie si è formato un deposito compatto,
composto principalmente da cellule di lieviti, disposto lungo la parete della
bottiglia e che deve essere eliminato. Le bottiglie vengono dunque trasferite
dalle cataste nelle pupìtre, dei supporti dì legno a cavalletto. In fine gli uomini
nei giorni scuoteranno la bottiglia, variando l’inclinazione, fino ad arrivare a
far stare la bottiglia in modo verticale. Terminata questa fase vengono tolte le
bottiglie e messe dalla parte del tappo in basso.
Sboccatura: In questo momento i sedimenti sono tutti vicini al tappo, dentro
la capsula detta bidule; per eliminarli senza perdere troppa pressione e vino,
si ghiaccia il collo delle bottiglie facendolo passare in un liquido refrigerante. A
questo punto la bottiglia viene stappata da apposite macchine, e la pressione
interna espelle il ghiacciolo.
Dosaggio: Durante la sboccatura, insieme al ghiacciolo esce anche del vino, e
le bottiglie vengono immediatamente rabboccate. con il liqueur d’expédition
(liquore di spedizione), una miscela di cui ogni casa ha la propria ricetta,
composta da spumante vecchio, brandy (Cognac per lo Champagne) e
zucchero di canna, in quantità variabile in base al tipo di spumante che si
vuole ottenere.
In fine: Tappatura ed etichettatura.
Abbiamo due tipi di classificazioni dei vini:
- Classificazione italiana
- Classificazione Europea che ne fa parte dal (2008)
Quella italiana si hanno:
- Vini di tavola (VdT): sono quelli prodotti con uve autorizzate, senza che ci
siano particolari disciplinari di produzione, però c’è l’obbligo di scrivere
sull’etichetta il lotto di produzione, il volume del recipiente ed in fine il luogo
di imbottigliamento e di vinificazione.
- Indicazione geografica tipica (IGT): Vengono prodotti in determinate regioni,
oppure in alcune aree specifiche, che però devono essere autorizzate per
legge, seguendo tutti i disciplinari di produzione. Infatti il disciplinare di
produzione per i vini IGT, stabilisce che è necessario l’indicazione del vitigno,
l’annata ed in fine le aree specifiche di produzione.
- Denominazione di origine controllata (DOC): questa tipologia di vini, vengono
prodotti secondo determinati disciplinari, che ovviamente garantiscono che i
vini siano tutelati attraverso delle norme. In Italia abbiamo molti vini di questa
tipologia, che per noi rilevano la qualità, infatti questi vini come ho accennato
in precedenza, sono sottoposti a controlli molto severi, che ne comprovano la
qualità.
- Denominazione di origine controllata e garantita (DOCG): Vengono sempre
prodotti come i vini DOC, però hanno dei disciplinari più rigorosi, infatti la
differenza principale è che essendo DOC, per passare a DOCG, avendo quasi
gli stessi disciplinari, cambia solo che un DOCG passa solo dopo 5 anni che è
stato DOC, proprio perché vi è un vino molto più pregiato.
Classificazione Europea:
Vini varietali: Sono vini senza denominazione di origine o indicazione
geografica, ma riconducibili ad un determinato vitigno prevalente. Infatti
sull’etichetta, viene riportato solamente l’indicazione dell’annata assieme alla
varietà delle uve, però come ripeto non vi e nessun legame al territorio di
produzione. Ovviamente la certificazione si basa su una verifica documentale,
per appunto sapere se quello che viene riportato sull’etichetta sia veritiero.
Vini generici: sono i vini precedentemente classificati come Vini da Tavola, essi
sono prodotti con uve autorizzate, ma senza vincoli specifici di territorialità o
tipologia di vitigno. Sull’etichetta è obbligatorio riportare la ragione sociale
dell’imbottigliatore mentre è facoltativa l’indicazione del colore (rosso, bianco
rosato) e dell’annata, ovviamente è assolutamente vietato fare riferimento ai
vitigni utilizzati.