DISTURBI DELL’APPRENDIMENTO
Definizioni, criteri diagnostici e classificazioni.
-Problemi scolastici di apprendimento
-In ambito istituzionale si è fatto riferimento a quei bambini che non ce la possono fare da
soli perché presentano bisogni educativi speciali (BES)
-Profili che potrebbero sottostare ad una difficoltà scolastica:
a)Condizione di handicap (mentale, sensoriale, visivo ecc.)
b)Disturbo di apprendimento
c)Disturbi specifici collegati (di attenzione, iperattività, problematiche emotive, autismo)
d)Funzionamento intellettivo limite (10 %)
e)Svantaggio socio-culturale (appartenenza a gruppi svantaggiati)
f)Difficoltà in altre aree scolastiche rilevanti (comprensione del testo, espressione scritta,
apprendimento matematico ecc.)
DSA (disturbo specifico di apprendimento) Principale tema
2 testi da prendere in considerazione sul DSA
a)definizione di Hammil 1990 si riferisce a un gruppo eterogeneo di disturbi manifestati
attraverso difficoltà acquisizione e abilità di ascolto, espressione orale, lettura ragionamento
e matematica dovute a disfunzioni del sistema nervoso centrale.
b)metodo Consensus Conferenceprincipale caratteristica per gestire questa categoria è la
specificità il disturbo interessa uno specifico dominio di abilità circoscritto lasciando
intatto il funzionamento attivo generale.
STORIA RICERCA SUL CAMPO
-In un lavoro Filostrato parla delle difficoltà di letture incontrate dal figlio di Erode (primo
DSA noto della storia)
-Problemi sempre presenti solo che adesso la scuola essendo per tutti considera e tutela gli
alunni non li emargina!
-Molto importanti nell’educazione il ruolo delle istituzioni italiane soprattutto religiose!
(impegno per ragazzi con disturbi di Don Bosco e Cottolengo)
Provolofece esibire davanti all’Imperatore d’Austria un coro di ragazzi sordomuti
-La Pedagogia speciale legata ai Bes nasce in Italia sul finire dell’800 con De Sanctis,
Montesano e Montessori.
-Montessori aveva promosso un esteso programma di educazione con bambini con
difficoltà di apprendimento.
A San Lorenzo, in Via dei Marsi, fondò La casa dei bambini
Professionalità nota ovunque e opere tradotte in tutte le lingue anche per via del suo
Metodo
Contributi: a)educazione sensoriale
b)stimolazioni per soggetti con svantaggio socio-culturale
c)predisposizioni materiali idonei per insegnare
d)bambini con difficoltà lettura, scrittura, calcolo
-Le prime discrezioni di dislessie specifiche fine 800, ambiente britannico.
-Anni 20 del 900 Orton si occupò di disturbi di lettura proponendo un’ipotesi secondo cui
la rappresentazione delle lettere è ottimale solo nell’emisfero dominante, quelli con poca
dominanza avevano il rischio che prevalesse una rappresentazione non appropriata.
-A partire da Strausssviluppo di approcci di diagnosi-trattamento che insistevano
sull’esame di abilità percettive, motorie, linguistiche sottostanti al processo di lettura,
scrittura, calcolo.
-Negli ultimi decenni si sta tornando ad un approccio alle abilità cognitive deficitarie per
stabilire la diagnosi.
-1962 Kirk, prima definizione del termine learning disabilty
-1968 prima definizione di DSA
-In Italia nonostante i ritardi le pubblicazioni teoriche e pratiche sono state attive sin dagli
anni 70.
-Classi speciali/Classi differenziali avrebbero dovuto aver posto bambini con disturbi
specifici
legge 1962 Scuola Media unificataistituzioni “classi speciali” (handicap) e “classi
differenziali” (alunni disadatti scolastici)
passaggio a tali classi stabilito da medici, neuropsichiatri e pedagoghi.
molte critiche sui fattori discriminanti, alunni inseriti in classi normali.
Dopo qualche erano furono create figure apposite di insegnanti di sostegno
-Negli anni 80 si tradusse Learning disabilityDisturbo specifico di apprendimento.
(preferito evidenziare il problema per evitare una totale patologizzazione)
EVOLUZIONI RECENTI
-Fino ai nostri giorni il campo dei disturbi dell’apprendimento ha visto una crescita enorme
con l’istituzione di numeri corsi e percorsi universitari
-AIRIPAAssociazione operatori formati e di ricercatori
-AIDAssociazione che aiuta le famiglie e fa pressioni politica
portarono grande sensibilizzazione
-Legge 170 sui DSAGrande svolta nel campo, non lasciandolo più alla discrezionalità di
volontari ma obbligando servizi e scuola a farsi carico degli studenti con DSA
Critica per l’esclusione di casistiche problematiche che finivano trascurate.
Direttiva 2012:
-Ha suddiviso casistiche che presentano bisogni educativi speciali:
a)Disabilità generale (Es: Down)
b)Disturbi evolutivi specifici (dislessia, disortografia, disgrafia, discalculia, disturbo
attenzione, comprensione, coordinazione motoria, disprassia)
c)Svantaggio socioeconomico, linguistico e culturale
-DSM-5 Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali
A cura dell’associazione americana degli psichiatri
ha introdotto la novità di fondere in un’unica categoria chiamata specific learning
disorder problemi distinti uniti da: genetica, fattori eziologici, storie psicopatologiche.
-ICD Classificazione internazionale delle malattie
ha mantenuto distinzione tra precedenti disturbi.
CRITERI E PROBLEMI MISURATIVI ASSOCIATI
1)Deviazione rispetto al proprio gruppo di riferimentoIl gruppo di riferimento per
problemi di apprendimento viene considerato quello di bambini con uguali stimolazioni
2)Ritardo rispetto alla propria fascia scolasticacomparabilità può essere
semplicemente definita in termini di prestazione pari o inferiori alla classe
3)Discrepanza fra un punteggio di abilità intellettiva e di apprendimento
negl
CLASSIFICAZIONE DEI DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO
-I servizi pubblici italiani fanno riferimento per la diagnosi di DSA al sistema ICD
Distingue disturbi di lettura, scrittura e calcolo.
-Nei primi apprendimenti importati i problemi di lettura, scrittura e calcoloper questo i
sistemi di classificazione vi si sono soffermati.
-Con il progresso però alcuni supporti tecnologici possono ridimensionare il ruolo di queste
abilità facendo emergere altri apprendimenti fondamentali.
quindiDisturbo dell’apprendimento raccoglie una gamma di problematiche diverse
definibili in base al mancato raggiungimento di taluni obiettivi che all’interno del contesto
in cui si trova il bambino sono considerati essenziali.
-Fletcher e Morrisclassificazione nel campo dei disturbi deve rispondere a tre criteri:
a)prestazione scolastica
b)analisi dei processi
c)analisi dello sviluppo
Codice e tipo di disturbo: F 80.0
Caratteristiche: Disturbo della fonazione-Disturbo specifico dell’articolazione
Età di insorgenza: 3 anni nei gravi, 6 degli altri.
Decorso: Recupero spontaneo nei lievi, per gli altri se trattati logopedicamente
Prevalenza: 2 % dei bambini fra i 6-7 anni, 0,5 % a 17
Familiarità: Componente di familiarità
Diagnosi differenziale: Necessari controlli audiometrici
Codice e tipo di disturbo: F 80.1
Caratteristiche: Disturbo di sviluppo del linguaggio espressivo-Disturbo del linguaggio
espressivo
Età di insorgenza: 3 anni nei gravi, 6 degli altri.
Decorso: Miglioramenti sostanziali. Le difficoltà persistono in età adulta per casi più gravi.
Prevalenza: dal 3 % al 10 %
Familiarità: Componente di familiarità
Diagnosi differenziale: Disturbo presente anche nell’autismo o altri disturbi pervasivi dello
sviluppo.
Codice e tipo di disturbo: Disturbo misto dell’espressione e della ricezione del linguaggio-
Disturbo della comprensione del linguaggio
Caratteristiche: Casi lievi problemi di comprensione, casi gravi problemi generali e deficit
uditivi.
Età di insorgenza: Gravi: prima dei 4 Meno gravi: dopo i 7
Decorso: Problematico per i gravi
Prevalenza: dal 3 al 5 %
Familiarità: E’ presente un certo indice di familiarità
Diagnosi differenziale: Rapporto con disabilità intellettiva e con disturbi d’udito
Codice e tipo di disturbo: F.81.0 Disturbo di sviluppo della lettura- Disturbo specifico
della lettura
Caratteristiche: Riguarda i vari aspetti della lettura
Età di insorgenza: Gravi: dai 7 meno gravi: 10
Decorso: Positivo, nei meno gravi.
Prevalenza: 4 %
Familiarità: comune nei familiari
Diagnosi differenziale: disturbo presente anche nella disabilità intellettiva.
Codice e tipo di disturbo: F 81.1 Disturbo dell’espressione scritta-Disturbo specifico dello
spelling
Caratteristiche: Vari aspetti della scrittura
Età di insorgenza: da 7 nei gravi a 10 meno gravi
Decorso:
Prevalenza: Difficile da stabilire. Stimato 1 % dei bambini in età scolare.
Familiarità: Certo familiarità
Diagnosi differenziale: disturbo presente anche nella disabilità intellettiva.
Codice e tipo di disturbo: F 81.2 Disturbo di sviluppo del calcolo-Disturbo specifico
abilità aritmetiche
Caratteristiche: Riguarda abilità di numero e di calcolo
Età di insorgenza: 8 anni
Decorso:
Prevalenza: Difficile da stabilire. 1 %
Familiarità:
Diagnosi differenziale: disturbo presente anche nella disabilità intellettiva.
Codice e tipo di disturbo: F 82 Disturbo di sviluppo della coordinazione-Disturbo
evolutivo specifico della funzione motoria.
Caratteristiche: Goffaggine, ritardo sviluppo motorio, difficoltà movimenti
Età di insorgenza: varie
Decorso: può mantenersi negli adulti
Prevalenza: 6 % fra i 5 e gli 11 anni
Familiarità:
Diagnosi differenziale: somiglianza sindrome deficit attentivo e disabilità intellettiva
Codice e tipo di disturbo: Disturbo da deficit di attenzione e iperattività: combinato con
disattenzione predominante con iperattività-impulsività
Caratteristiche: Persistente modalità di disattenzione ed iperattività -impulsività. Assume
manifestazione diverse in funzioni diverse di età.
Età di insorgenza: Diagnosi 6 anni
Decorso: Attenuazione dei sintomi spontanea per la maggior parte dei soggetti in tarda
adolescenza-età adulta.
Prevalenza: 3-7 % nell’età prescolare
Familiarità: Componente di familiarità
Diagnosi differenziale: Sintomi comuni di bambini con basso QI o con comportamento
oppositivo. Ipercinesia è comune nei soggetti con Disturbo da movimenti stereotipati.
DISTURBI DEL NEUROSVILUPPO E STRUTTURE INTELLETTIVE
-Classificazione e descrizioni dei disturbi collegati alle strutture cognitive implicate
sottostanti.
-In base al modello a cono dell’intelligenza gli apprendimento possono essere distinti:
a) piano orizzontalequelli che implicano abilità linguistiche, matematiche e
visuospaziali.
b)piano verticale quelli che implicano processi a basso controllo come decodifica,
ortografia, calcolo, visualizzazioni e quelli con alto controllo: comprensione del testo,
elaborazione scritta, soluzioni di problemi
-Importanza alle abilità visuospazialisono legate a difficoltà non sono inerenti al disegno
o alla geometria ma anche in lettura, scrittura e matematica quando sonio richieste
elaborazioni informatiche visuospaziali.
Sembrano legati a problemi di difficoltà visuocostruttive e nel grafismo, e più in generale
nella coordinazione motoria.
PROFILO COGNITIVO E NEUROPSICOLOGICO NELLE DIFFICOLTA’ DI
APPRENDIMENTO
-L’attenzione ai problemi relativi agli apprendimenti scolastici veri e propri può trascurare
la considerazione di problemi di sviluppo cognitivo comparsi prima della scuola.
Perché?? I disturbi possono avere origini remoti, biologiche, innate, ambientali o genetiche.
-Inoltri i problemi neuropsicologici segnalati tradizionalmente riguardano il linguaggio, il
coordinamento visuomotorio, organizzazione temporale, pensiero.
-es: Cornoldipropone divisi in dicotomie i deficit di memoria:
a)verbale vs non verbale
b)rievocazione vs riconoscimento
c)sequenziale vs simultaneo
d)episodico vs semantico
e) breve termine vs lungo termine
f) semplice vs complesso
-Kirkmodello particolare, test sul riconoscimento di diverse abilità: ricezione uditiva,
visiva, memoria sequenziale visiva ed uditiva, completamento uditivo e fusione suoni.
-questi particolari test evidenziano punti deboli e forti nella capacità intellettive, vari tipi
di problemi, e specializzazione di DNA.
Strenght (mancanza punti di forza) Weaknesses ( punti di debolezza marcati)
-Un altro aspetto di interesso ad oggi riguarda le Funzioni esecutivesi riferisce ad una
serie di processi altamente controllati e attentivi riconducibili riconducibili alle aree
perefrontali del cervello.
-Rapporto neurale complessivo
-Particolare importante: problemi di pianificazione (legame matematica),
categorizzazione e flessibilità regole.
-Memoria di lavoromantenimento temporaneo di informazioni4
TEORIE DELL’INTELLIGENZA E DELLA DIFFERIENZAZIONE PSICOLOGICA
-Teoria delle componenti (Sternberg) si riferisce alle relazioni tra intelligenza e mondo
interno dell’individuo, specificando tre tipi di componenti:
a)metacomponenti (funzionamento sistema educativo centrale come scelte. Monitoraggio,
diversificano normali da disabili)
b)componenti di prestazione (utilizzate nell’esecuzione di varie strategie richieste
nell’azione e si organizzano in fasi di soluzione del compito codifica stimoli, combinazione,
confronto, sono deficitarie nei disturbi di apprendimento in situazioni di “classe” es: disturbi
della matematica che insorgono da difficoltà di esecuzione dei componenti di prestazione
nelle abilità algebriche)
c)componenti di acquisizione di conoscenza (processi usati nell’acquisire nuova
conoscenzapresentano notevole variabilità nei soggetti con disturbi)
-Teoria-modello modulare
Elaborato da Fodor
Applicato molto in Italia
In base ad esso si assume l’esistenza di sistemi cognitivi di elaborazione dell’input
(chiamati moduli) fra loro indipendenti.
Ogni modulo è predeterminato geneticamente, interessa un solo dominio cognitivo, non è
composto da abilità più semplice, autonomo e indipendente.
Si è prestato bene a descrivere disturbi dell’adulto in lettura, ortografia e calcolo.
-L’indagine neuropsicologica mirava a identificare i moduli non funzionanti, ovvero la
dissociazione tra sistemi integri e deficitari.
-Critiche da parte degli studiosi: esle evidenti e numerosi relazioni tra scrittura e
lettura sembrerebbero mostrati come i modulo siano i risultati di un processo di
apprendimento, non indipendente (quindi si scontra con la teoria)
EVOLUZIONE DISTRUBI: DAI FATTORI DI RISCHIO PRECOCE A PROFILI
NELL’ADOLESCENTE E NELL’ADULTO.
-Fletcher e Morrisosservano come le classificazioni dei disturbi dell’apprendimento
tengono insufficientemente conto di variazioni importanti che insorgono nell’arco della vita.
Darebbe maggior attenzione ai disturbi dell’adolescenza e dell’età adulta.§
L’analisi di bambini molto piccoli evidenzierebbe una eccessiva prevalutazione
IDENTIFICAZIONE PRECOCE A RISCHIO DSA E INTERVENTO PREVENTIVO
-Dato il riscontro che bambini DSA presentavano con problemi percettivi, fonologici,
linguistici ecc vene naturale la possibilità di riconsocerli all’inizio della scuola primaria in
modo da intervenire. Progetto di ambizione e identificazione precoce.
-Metanalisi (tecnica statistica che combina più studi su un argomento)confermarono che
problemi linguistici stavano alla base dei futuri problemi di lettura e scrittura.
DISTURBI IN ADOLESCENZA
-I disturbi d’apprendimento al termine delle medie possono confluire nei problemi
adolescenziali.
-Le scuole italiano sono caratterizzate da maggiori sanzioni e questo sembra accrescere il
disagio psichico e cognitivo.
-L’adolescente con disturbi di apprendimento è stato descritto come un soggetto che
apprende passivamente per il quale l’insegnamento delle strategie attive è utile.
-L’adolescente colpito da Dsa è più propenso al suicidio rispetto ad altri (problemi tipici)
o a problemi legati alla criminalità
- insuccesso scolastico legato a critiche, cattive immagine delle istituzione, reazioni alle
regole.
DISTURBI IN ETA’ ADULTA
-La moderna prospettiva considera i disturbi per tutta la vita
-Swansonha considerato varie forme di disturbo di lettura dove il cardine è l’incompleta
automatizzazione in lettura, scrittura e calcolopermane un rallentamento
Anche dopo una corretta scolarizzazione la dislessia non viene del tutto separata
difficoltà associate: incapacità di prender appunti
-leggere materiale
-comprendere testi e progetti
-organizzare attività di studio
IL RUOLO DEI FATTORI DI ESCLUSIONE
-Una corretta diagnosi richiede che vengano applicati i fattori di esclusione rappresentati
da:
a) svantaggio socioculturale
b)handicap sensoriale
c)carenza istruttiva
d)disturbi emotivi
-Devono essere presi in considerazione per capire e scissi dal disturbo di apprendimento per
capire quale sia primario
handicap moto-sensoriale
-Risulta importante l’esclusione in quanto è evidente il rapporto causa-effetto
-I confini tra le problematiche però possono anche non essere cosi precisi
-Come spiegare la differenze tra abilità di calcolo di due ipovedenti?
aspetti emotivi
-Problemi di comportamento, disturbi emotivi e di personalità risultano esclusivi quando
sono primari rispetto ai DSA (che è quindi una conseguenza)
svantaggio socioculturale
-Alcune ricerche hanno messo in luce come bambini con genitori aventi un basso livello di
istruzione presentino più difficoltà
-Vari fattori contribuiscono (deprivazione affettiva precoce/carenza stimoli
intellettuali/situazione ambientale sfavorevole/mancanza sollecitazione, apprendimento,
aiuto in casa/difficoltà economica/brutto rapporto con la famiglia ecc.)
IL CASO DEGLI STUDENTI STRANIERI
-In principio gli stranieri potrebbero anche beneficiari di elementi favorevoli come: successo
scolastico visto come riscatto, maggior capacità attentiva dovuta a bilinguismo.
-Alcune ricerche hanno rivelato che le variabili importanti per distinguere stranieri con o
senza difficoltà sono:
a)numero anni in Italia
b)intelligenza non verbale
c)lingua usata nelle comunicazioni con familiari
d)ampiezza del vocabolario
L’ASSESMENT
-La valutazione dei DSA e degli altri distrubi del nuerosviluppo deve sciogliere il dilemma
tra una valutazione accurata ed assesment non troppo costoso
-Procedura prevede:
a)colloquio clinico con famiglia e interessato con rilevazione criticità e punti di forza
b)raccolta informazioni
c)valutazioni abilità interessate dal problema
d)valutazione profilo intellettivo
e)approfondimento in base al profilo emerso
-Informazioni importanti da raccogliere
-struttura famiglia
-familiarità
-problematiche prenatali o perinatali
-malattie
-sviluppo neuromotorio
-reazioni ai primi NO
-elementi emersi nido e infanzia
-impatto scuola primaria
-socializzazione
-attività strutturate
-uso tempo libero
ABILITA’ GENERALI E STRUMENTI PER LA VALUTAIZONE COGNITIVO-
NEUROPSICOLOGICA
-Test più classico è la scala WISC utile come controllo ma anche per esaminare deficit
cognitivi sottostanti il DSA, oppure L’indice di abilità generali
-Elementi che caratterizzano intervento specialistico di miglioramento rispetto a normale
aiuto
a)ancoraggio alla diagnosi
b)riferimento a modello deficitario
c)riferimento a tecniche di intervento efficaci
d)progettualità
e)predefinizione delle procedure
6)inclusione nel progetto di tutte le risorse utili a ridurre il problema
7)attenzione risvolti psicologici.