Lavorava la famiglia presso i Torlonia alla la torre, una tenuta gestita dal padre di Pascoli Ruggiero.
L'età
dell'infanzia e un’età particolarmente felice per Giovanni, così la ricorda costantemente nella sua
produzione poetica. Tuttavia nel 1867 succede qualcosa e questa serenità si rompe per sempre. il 10 agosto
del 1867 il padre stava tornando da una fiera in un paese vicino e viene assassinato con un colpo di fucile.
una morte inspiegabile per Pascoli che lo segnerà per tutta la vita. Non è facile trovare i colpevoli ma Ad
ogni modo si dice però che ci fossero dei rancori molto forti proprio per l'assegnazione del posto di
amministratore della torre della proprietà dei torlonia quindi probabilmente questa assegnazione dell'aver
scatenato alcuni rancori che hanno poi portato ad un omicidio. Pascoli tornerà su questo momento molto
spesso nella sua poesia come se la poesia in qualche modo tentasse di guarire, di sanare questa ferita. Le
poesie più famose che parlano di questa morte sono chiaramente 10 agosto una delle poesie più famose
della letteratura italiana ma anche la cavalla storna purtroppo da questo momento in poi la vita di Giovanni
pascoli peggiora perché in realtà negli anni successivi ci saranno diversi lutti in questa famiglia molto
numerosa morirà di tifo a diciott'anni da sorella poi morirà anche la madre e successivamente i due fratelli
Luigi e Giacomo. La presenza della morte in un'età così giovanile condizionerà per sempre la vita e anche la
produzione poetica di pascoli che tornerà costantemente sul tema della morte ma anche sul tema
dell'abbandono al quale pascoli cerca di opporre costantemente un'immagine simbolo che è quella del nido
il nido familiare che viene sconvolto da questi l'ultima che lui cercherà di ricomporre per tutta la vita su
questo insomma anche stato detto molto infatti nel corso della sua vita pasquali cercherà di ricostruire
questo nucleo familiare questo nido chiamando a vivere con sé le sorelle Ida e Maria cercando di ricostruire
per una decina d'anni una vera e propria famiglia però visti i ruoli è vista anche l'età adulta questo nucleo
familiare diventerà ben presto qualcosa di molto confuso pascoli cercherà in modo quasi morboso di tenere
accanto a sé le sorelle e avrà molte gelosie quando una delle due si sposera il matrimonio di Ida infatti
viene sentito proprio da pascoli come un tradimento no un'altro abbandono un'altra profanazione di
questo nido allo stesso modo quando si presentò alla possibilità che lui si sposasse tra l'altro con una sua
cugina dovette rinunciare poi per le gelosie dell'altra sorella Maria. Molto importanti sono gli anni che
passa all'universita di Bologna nel 1873, vince una borsa di studio e ha l'occasione di incontrare un altro
grande poeta del periodo che è Carducci, divenne suo professore ma anche suo mentore. Si laurea nel
1882. Durante l'università abbiamo anche un Pascoli inaspettato: quello che partecipa ai movimenti
studenteschi e alle delle manifestazioni socialiste anarchiche. proprio per la sua partecipazione in una di
queste manifestazioni nel 1879 viene addirittura arrestato e rimane in carcere per quattro mesi uscirà a
dicembre del 1879. Questa è un'altra esperienza che lo segnò per tutta la vita. Eppure nonostante questo in
pascoli poi alla fine non riusciamo ad individuare una vera e propria militanza attiva, cioè la sua adesione al
socialismo più che politica è intima, personale anche un po’ mistica. Nel socialismo lui riscontra proprio
tutta quella serie di valori nei quali credeva profondamente, gli permette il socialismo di desiderare di
vagheggiare un mondo che è solidale in cui tutti si aiutano, un mondo fatto di fraternità. il socialismo dà la
possibilità di ragionare su una cosa fondamentale cioè sul fatto che tutti i conflitti di classe possono essere
superati in nome di una legge maggiore superiore che è quella dell'amore della fratellanza. c'è nella poesia
di pascoli a volte il tema politico pensiamo per esempio al discorso la grande proletaria si è mossa che viene
pronunciato nel 1911 per appoggiare la guerra coloniale contro la Libia
Successivamente pascoli diventa professore il suo nome è sempre più conosciuto entrerà in contatto con i
grandi intellettuali dell'epoca e in questi anni si dedica attivamente alla produzione poetica.
- nel 1891 esce la prima edizione delle myricae, forse la raccolta di poesie più nota e da questo
momento in poi pascoli produrrà diverse riedizioni delle Mylicae fino all'ultima che è quella del
1911.
- nel 1903 i canti di Castelvecchio
- nel 1904 e poi mi conviviali
- nel 1906 odi e inni
in tutte queste raccolte tornano spesso i temi che sono cari e pascoli, quelli fondamentali che
possiamo spiegare già con il titolo della sua prima raccolta.
Le Mylicae sono le tamerici, delle piante umili, di poco valore ed effettivamente così che pascoli
voleva concepire le sue poesie, come qualcosa di vicino alla realtà quotidiana, alla realtà più umile
un'attenzione cioè alle piccole. La poesia di pascoli quindi è fatta di piccole cose e di autobiografia e
questo è comune a tutte le raccolte di cui stiamo parlando.
Pascoli però non è soltanto un poeta ma è anche un saggista. Scrive un importantissimo saggio
chiamato il fanciullino, un po’ il suo manifesto poetico che appare per la prima volta sulla rivista il
marzocco. È un saggio diviso in 20 paragrafi e in questi 20 paragrafi abbiamo una riflessione che è
poetica ma che anche esistenziale, cioè il modo in cui pascoli vede la poesia e il mondo intero gli
crea questa figura memorabile del fanciullino, che è un bambino presente in ognuno di noi:
l'abbiamo tutti soltanto che nell'età infantile è più facile sentirlo, confonde la sua voce con la nostra
ci dice pascoli, mentre nell'età adulta tutto ciò diventa difficile. La vita stessa non ci permette di
ascoltarlo, è come se non riuscissimo più ad individuare la sua voce però c'è ancora e questo
fanciullino coincide esattamente con il sentimento poetico quindi è come dire che la vera età della
poesia è quella infantile infatti. alla capacità che l'uomo adulto non ha più di individuare nel mondo
dei significati nuovi dei significati meravigliosi con sorpresa fanciullino non inventa la poesia ma la
scopre nel mondo grazie al suo sguardo puro, grazie al suo sguardo meravigliato che l'uomo adulto
invece perde. è la sua sensibilità del fanciullino che genera la poesia, che fa nascere la poesia quindi
anche il poeta adulto tira fuori il suo fanciullino quando scrive un componimento. Il fanciullino lo
notiamo quando gli adulti tra di loro sentono questo sentimento di vicinanza, di fratellanza quindi il
fanciullino corrisponde alla nostra umanità più buona, più semplice ed è proprio da questo che
nasce la poesia. Quindi noi cresciamo ma questo fanciullino resta piccolo dentro di noi il poeta che
si avvale del suo fanciullino per scrivere poesie non fa altro che scoprire nel mondo nella realtà quei
significati simbolici, quei significati nascosti e li portai in versi. Questo è importante dirlo perché
questo saggio e questa visione della poesia collega fortemente pascoli col simbolismo e col
decadentismo.
La poesia significa cogliere l'ignoto, quel mistero dietro l'apparenza delle cose che sembra molto
semplice ma che invece contiene delle verità misteriose e infatti secondo pascoli il poeta è colui che
esprime la parola che tutti avevano sulle labbra perché tutti hanno il fanciullino tutti hanno la
capacità di cogliere tutto questo eppure nessuno avrebbe detta quindi è colui che invece sa
raccontare queste cose sa individuarle e sa spiegarle.
Il decadentismo è questa corrente letteraria che rifiuta la visione positivista per cui la ragione e
scienza non spiegano la realtà anzi la realtà è misteriosa e piena di cose inspiegabili, enigmatica e
quindi se rinunciamo alla razionalità allora possiamo trovare dei nuovi modi per comprenderla.
Tornando alla sua vita possiamo dire che nel 1905 a seguito della malattia di Carducci pascoli
prende il suo posto quindi riceve la cattedra di letteratura italiana dell'università di Bologna eredita
da Carducci anche il ruolo di poeta vate in qualche modo cioè di cantore proprio ufficiale della
patria tuttavia qualche anno dopo pascoli cominciò ad andare incontro ad un rapido declino fisico
nel 1912 morirà a soli 57 anni.
Il linguaggio è semplice, tra l’altro diceva che il suo pubblico ideale era fatto di bambini.
Pascoli collega la poesia italiana con la poesia europea, con quella francese principalmente
attraverso il simbolismo presente nelle sue poesie, attraverso questi elementi possiedono un senso
altro. quindi la realtà non viene interpretata in modo razionale attraverso strumenti razionali come
poi avveniva per la maggiore durante il positivismo ma in realtà c'è sempre il filtro del sogno, del
ricordo, della visione. La campagna per esempio ha un ruolo fondamentale nella poesia di pascoli a
volte le poesie di pascoli sono dei veri e propri quadretti campestri che rappresentano proprio con
termini precisi la realtà di campagna.
Pascoli è un grandissimo autore anche per le soluzioni formali della sua poesia cioè è un innovatore
rispetto alla tradizionale poetica italiana, per esempio opta per una sintassi più semplice fatta di
coordinazione più che di subordinazione, un lessico che mescola senza alcuna difficoltà registri
linguistici e codici diversi quindi troviamo vicini dei termini aulici dei termini presi dalla tradizione
poetica italiana e dei termini addirittura gergali e dialettali. È proprio un'infrazione della norma che
fino a quel momento si era imposta nella tradizione poetica italiana ma soprattutto le poesie di
pascoli sono famosi anche per gli aspetti fonici molto presente è l'onomatopea che rimanda proprio
ad un tipo di comunicazione analogica, appunto infantile. Figure retoriche sono molto utilizzate
come a sinestesia ma anche l'analogia che è simile alla metafora però è meno facilmente
riconoscibile: cioè si accostano due realtà tra loro molto lontane molto diverse si eliminano tutti i
passaggi logici intermedi e quindi rimane l'associazione di due immagini slegati tra di loro che però
inaspettatamente creano un nuovo significato o meglio tanti vari significati.