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Moto Di Caduta Libera

Il documento descrive un esperimento per determinare la relazione tra lo spazio percorso e il tempo impiegato da un corpo in caduta libera. Vengono fornite le istruzioni per il montaggio dell'attrezzatura necessaria e la procedura sperimentale. I dati raccolti sono elaborati per calcolare l'accelerazione media in funzione dello spazio percorso.
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Moto Di Caduta Libera

Il documento descrive un esperimento per determinare la relazione tra lo spazio percorso e il tempo impiegato da un corpo in caduta libera. Vengono fornite le istruzioni per il montaggio dell'attrezzatura necessaria e la procedura sperimentale. I dati raccolti sono elaborati per calcolare l'accelerazione media in funzione dello spazio percorso.
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Moto di caduta libera

Scopo dell’esperienza: Determinare la legge che intercorre tra lo spazio percorso di una
pallina, o di un generico corpo, in moto di caduta libera, ed il tempo
impiegato per percorrere tale spazio. Calcolare e valutare l’eventuale
costante di proporzionalità della relazione, e verificare se è
effettivamente costante.

Attrezzatura: -Pallina in ferro (oggetto metallico generico da far cadere)


-Asta graduata (sensibilità 0,1cm, portata 100 cm), con due traguardi mobili
-Cronometro (sensibilità 0,001s, portata 9,999 s)
-asta metallica
-due fotocellule
-pulsante elettromagnetico con calamita e generatore di tensione
-cavi usb

Schema di montaggio:

Fotocellule Cavi usb Pallina metallica

Cronometro Asta metallica Metro


1
Generatore di tensione Magnete del pulsante elettromagnetico

Agganciare le fotocellule all’asta metallica in modo tale che le due fotocellule siano parallele ed a
una distanza ideale per effettuare l’esperienza (in questo caso 20 cm). Collegare ora le due
fotocellule con un cavo usb, e collegare la fotocellula inferiore con il cronometro. Fissare ora la
magnete il più vicino possibile alla fotocellula, collegarla al generatore di tensione, che deve essere
collegato al pulsante elettromagnetico. Azionarlo e verificare che premendo il pulsante la calamità
non “attiri” il corpo metallico.

Descrizione:-Dopo aver predisposto la strumentazione, posizionare le fotocellule a una distanza


di 20 cm, quindi far cadere la pallina, azionando il pulsante elettromagnetico, ed
annotare il tempo.

- Fare più misurazioni per ogni distanza, ed effettuare le misurazioni di più


distanze, aumentando di 20 cm alla volta.

- Annotare il tutto e riportare tutti i dati in una tabella. Calcolare i tempi medi,
calcolare la costante di proporzionalità (K = s / t² ) e costruire un grafico spazio-
tempo che riporti i valori ottenuti. Infine osservare e rielaborare i dati.
2
Richiami teorici:-Saper “lavorare” con le misure: cifre significative (ovvero le cifre certe di una
misura e la prima cifra incerta), l’arrotondamento, il valore medio (somma
delle misure/numero delle misure), conoscere gli errori casuali, errori
sistematici, ed errore massimo.
-Saper calcolare la propagazione degli errori nelle misure indirette: nella
somma e nella sottrazione le incertezze si sommano ( a+ b), mentre nella
moltiplicazione si somma il prodotto tra il valore medio di “b” e l’errore di “a”
con il prodotto tra il valore medio di “a” con l’errore di “b” (b× a+a× b),
infine nella sottrazione si somma l’errore relativo di “a” con l’errore relativo di
“b” ( a:a+ b:b).
-Saper creare e analizzare grafici: conoscere i vari tipi di curve, le relative
relazioni (direttamente proporzionale, y=kx, inversamente proporzionale, k=xy,
la dipendenza lineare, y=kx+q, direttamente proporzionale al quadrato, y=kx²,
e inversamente proporzionale al quadrato, y=k/x²), e saper ricavare le eventuali
leggi. Saper inoltre interpretare i grafici, ed essere in grado di dedurre da tali
grafici le eventuali leggi orarie (es. s ( t ) =v t )

-Conoscere le principali nozioni sulla cinematica e sulla dinamica: punto


materiale, corpo rigido, traiettoria (la linea che unisce le posizioni successive
occupate da un corpo in un moto), i sistemi di riferimento, la velocità media
(ovvero il rapporto tra la distanza percorsa e l’intervallo di tempo impiegato
v = s / t ), il moto rettilineo uniforme ( cioè il movimento di un punto
materiale, o corpo, che si sposta lungo una retta con velocità costante),
l’accelerazione media (è il rapporto tra la variazione di velocità e l’intervallo di
tempo in cui essa avviene: a = v / t ) ed il moto uniformemente accelerato
(ovvero il movimento di un punto materiale che si sposta lungo una retta con
accelerazione costante).

Domande guida:1)Che legame esiste tra lo spazio percorso da un corpo in caduta libera
(pallina) e il tempo impiegato per percorrere tale spazio?
2)Calcolare e determinare la costante di proporzionalità e verificare se non
varia ed assume un valore fisso.

Raccolta dati:

Spazio (cm) Tempo (s)


73,0 ± 0,1 0,369 ± 0,001 0,369 ± 0,001 0,369 ± 0,001

53,0 ± 0,1 0,318 ± 0,001 0,318 ± 0,001 0,318 ± 0,001

33,0 ± 0,1 0,247 ± 0,001 0,247 ± 0,001 0,247 ± 0,001

13,0 ± 0,1 0,142 ± 0,001 0,142 ± 0,001 0,142 ± 0,001

0,0 ± 0,1 0,000 ± 0,001 0,000 ± 0,001 0,000 ± 0,001

3
Elaborazione dati:
Δ t ₁+ Δt ₂+ Δt ₃
 Δt =
3
0,000 s+0,000 s+0,000 s
Δt 0,000 m= =0,000 s
3
0,369 s+0,369 s+0,369 s
Δt 0,730 m= =0,369 s
3
0,318 s+0,318 s+0,318 s
Δt 0,530 m= =0,318 s
3
0,247 s+0,247 s+ 0,247 s
Δt 0,330 m= =0,247 s
3
0,142 s +0,142 s +0,142 s
Δt 0,130 m= =0,142 s
3
Δ t max− Δt min
 Ea = Δt
2
0,000 s−0,000 s
Ea = =0,000 s
Δt0,000m
2
0,369 s−0,369 s
Ea = =0,000 s
Δt0,730m
2
0,318 s−0,318 s
Ea = =0,000 s
Δt0,530m
2
0,247 s−0,247 s
Ea = =0,000 s
Δt0,330m
2
0,142 s−0,142 s
Ea = =0,000 s
Δt0,130m
2
Δs
 a m= 2
Δt
0,000 m m
a m0,000 m= 2
=0,00 2
(0,000 s) s
0,730 m m
a m0,730 m= 2
=6,32 2
(0,142 s) s
0,530 m m
a m0,530 m= 2
=6,47 2
( 0,247 s ) s
0,330 m m
a m0,330 m= 2
=6,72 2
( 0,318 s ) s
0,130 m m
a m0,130 m= 2
=7,58 2
(0,369 s ) s

 Ea = 2 ∙
am
Δt Δs (
Δs Δ Δs Δt ∙ Δ Δt + Δt ∙ Δ Δt
+
Δt 2 )
( )
2
0,000 m 0,001 m 0,000 s m
Ea = ∙ + =0,00
am0,000m
0,000 s ² 0,000 m 0,000 s 2

Ea am0,730m
= (
0,730 m 0,001 m 0,001 s ²
∙ +
0,020 s ² 0,730 m 0,020 s ² )
=0,14
m

4
Ea am0,530m
= 2 (
0,530 m 0,001m 0,000 s2
∙ +
0,061 s 0,530 m 0,061 s2
m
=0,06 2
s )
( )
2
0,330 m 0,001m 0,001 s m
Ea = 2
∙ + 2
=0,04 2
am0,330m
0,101 s 0,330 m 0,101 s s

Ea am0,130m
= ∙ (
0,130 m 0,001 m 0,001 s 2
+
0,136 s ² 0,130 m 0,136 s 2
=0,04
m
s²)

Costante di proporzionalità
Spazio (m) Δ t Tempo (s)
a = s / t² ( m/s² )
0,730 ± 0,1 0,369 ± 0,001 6,32± 0,14

0,530 ± 0,1 0,318 ± 0,001 6,47 ± 0,06


0,330 ± 0,1 0,247 ± 0,001 6,72± 0,04

0,130 ± 0,1 0,142 ± 0,001 7,58± 0,04

0,000 ± 0,1 0,000 ± 0,001 0,000 ± 0,000

0.8
Grafico spazio tempo
0.7

0.6

0.5
Spazio (m)

0.4

0.3

0.2

0.1

0
0 0.05 0.1 0.15 0.2 0.25 0.3 0.35 0.4
Tempo (s)

5
Commento al Grafico:

Il grafico orario, tenendo conto degli errori sperimentali, è un arco di parabola, ovvero la
rappresentazione di una relazione diretta quadratica data dalla formula: s / t² = K

Conclusioni:

Tra lo spazio percorso dalla pallina, o di un generico corpo, in moto di caduta libera, e il tempo
impiegato per percorrere tale spazio esiste un rapporto di proporzionalità diretta quadratica.
All’aumentare della prima grandezza anche la seconda grandezza aumenta in modo proporzionale, e
precisamente diventa il quadrato. Tale proporzionalità si evince dal grafico, che è rappresentato con
una parte di parabola. Tale rapporto può essere esprimibile con la seguente formula:

s / t² = K

La costante di proporzionalità ( k), nei limiti degli errori ( sia sistematici, riportati anche nella
scrittura della grandezza, che casuali, che si sono verificati durante la sperimentazione), è regolare. I
probabili errori si sono verificati principalmente nel lancio della pallina, che è avvenuto
probabilmente troppo lontano dalla fotocellula, che ha fatto si che la pallina acquistasse velocità, e
non partisse da ferma, come sarebbe dovuto essere.

Tali conclusioni fanno si che si possa verificare un’importante “caratteristica” di questa relazione,
ovvero che K sia costante ed equivalga 4,4 m/s², ovvero circa la metà dell’accelerazione di gravità,
scoperta da Galileo Galilei, e spiegata dalla legge della caduta dei gravi. Anche se ciò non può
essere definito completamente vero, perché la costante, che si ottiene nel caso esaminato attraverso
l’esperienza, ha un valore diverso da quello definito come valore teorico. Questo è sicuramente
causato dagli errori prima citati.

La costante K, può essere quindi associata all’accelerazione, poiché oltre ad avere le stesse unità di
s
misura, hanno anche, e soprattutto stessa “legge” con la quale definirle(a = v m = t = s ). Questa
m
t t t2
proprietà rende il moto della pallina in caduta libera, un moto uniformemente accelerato. La legge
oraria di questo moto è quindi esprimibile mediante le seguenti formule:

s(t) = am ∙ t² e √
2
t(s) = a
m
s

Queste formule, utilizzando le caratteristiche del moto, e trasformando la costante accelerazione (a)
nella costante di gravità (g), possono essere anche riscritte nel seguente modo:


1 s
s(t) = 2 g ∙ t² e t(s) = 2 1 g
2

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