Geometria solida
1-2. Punti, rette, piani nello spazio
Rette nello spazio;
Piani nello spazio;
Retta e piano nello spazio;
Distanze.
3. Diedri e angoli nello spazio
Definizione diedro;
Sezione diedro;
Ampiezza diedro;
Piani perpendicolari;
Angolo tra retta e piano.
5. Poliedri
Definizione poliedro;
Relazione di Eulero;
Prisma;
Parallelepipedo;
Cubo;
Angoloide;
Triedro;
Piramide;
Tronco di piramide;
Poliedro regolare.
6. Solidi di rotazione
Cilindro;
Cono;
Sfera.
7-9. Aree e volumi di solidi
Prisma retto;
Parallelepipedo rettangolo;
Cubo;
Piramide retta;
Tronco di piramide retta;
Cilindro;
Cono;
Tronco di cono;
Sfera.
8. Estensione ed equivalenza di solidi
Geometria analitica nello spazio
1. Coordinate nello spazio
Distanza fra due punti;
Punto medio di un segmento;
Baricentro di un triangolo.
2. Vettori nello spazio
Componenti cartesiane;
Operazioni tra vettori;
Vettori paralleli;
Vettori perpendicolari.
3. Piano e sua equazione
Piano per un punto e vettore normale;
Casi particolari;
Piano passante per tre punti;
Piani paralleli;
Piani perpendicolari;
Distanza di un punto da un piano.
4. Retta e sua equazione
Equazioni parametriche;
Casi particolari;
Geometria solida
1-2. Punti, rette, piani nello spazio
Due rette nello spazio sono complanari (incidenti o parallele) se appartengono
allo stesso piano, altrimenti sono sghembe.
Due piani nello spazio sono:
incidenti se hanno in comune solo una retta;
paralleli se non hanno alcun punto in comune oppure sono coincidenti.
Una retta nello spazio può essere:
incidente al piano se ha un solo punto in comune con il piano;
parallela al piano se non ha alcun punto in comune con il piano o se
giace sul piano.
TEOREMA: Dati una retta r e un piano α, se r è
parallela a una retta s giacente su α, allora r è
parallela ad α.
Una retta incidente a un piano in un punto P è perpendicolare al piano
quando è perpendicolare a tutte le rette del piano passanti
per P. In tal caso P è detto piede della perpendicolare.
Per affermare che una retta è perpendicolare a un piano
è sufficiente verificare che essa è perpendicolare a due
qualsiasi rette del piano passanti per il punto di
incidenza.
Teorema delle tre perpendicolari: se dal piede H di una
perpendicolare r a un piano α si manda la perpendicolare s a
una qualunque retta t del piano, quest’ultima risulta
perpendicolare al piano β delle prime due.
La distanza di un punto da un piano è la lunghezza del
segmento che ha per estremi il punto stesso e il piede della perpendicolare al
piano.
La distanza fra una retta e un piano paralleli è la distanza tra uno qualunque
dei punti della retta e il piano.
La distanza fra due piani paralleli è la lunghezza del segmento intercettato
dai due piani su una qualunque retta perpendicolare ai due piani stessi.
3. Diedri e angoli nello spazio
Dati due semipiani dello spazio aventi la stessa origine, un diedro
è ognuna delle due parti, compresi i semipiani, in cui essi dividono
lo spazio.
La sezione di un diedro è l’angolo ottenuto
dall’intersezione del diedro con un piano che interseca il suo spigolo.
TEOREMA: Sezioni parallele di uno stesso diedro sono congruenti.
Una sezione è normale se ottenuta come intersezione tra il diedro e un
piano perpendicolare al suo spigolo.
Chiamiamo ampiezza di un diedro l’ampiezza della sua sezione
normale; un diedro si dice retto, acuto o ottuso a seconda che la sua
sezione normale sia un angolo retto, acuto o ottuso.
TEOREMA: due diedri sono congruenti se e solo se sono congruenti le
loro sezioni normali.
Due piani incidenti sono perpendicolari quando dividono
lo spazio in quattro diedri retti.
TEOREMA: Se una retta contenuta in un piano α è
perpendicolare a un piano β, allora i due piani α e β sono
perpendicolari.
TEOREMA: Dati un piano α e una retta r non perpendicolare ad α,
esiste ed è unico il piano passante per r e perpendicolare ad α.
L’angolo di una retta r con un piano α è l’angolo acuto formato da r
e dalla sua proiezione r’ su α.
5. Poliedri
Un poliedro è una figura solida, limitata da un numero finito di poligoni
appartenenti a piani diversi e tali che il piano di ogni poligono non attraversi il
solido.
I poligoni sono detti facce del poliedro, i lati dei poligoni spigoli del
poliedro, i vertici dei poligoni vertici del poliedro.
Si dice diagonale di un poliedro il segmento che congiunge due vertici
non situati sulla stessa faccia.
Relazione di Eulero: Detti F, S e V, rispettivamente, il numero delle facce,
quello degli spigoli e quello dei vertici di un poliedro, allora: F + V - S = 2
Un prisma è un poliedro delimitato da due basi che sono poligoni congruenti
posti su piani paralleli e da facce laterali che sono parallelogrammi. La
distanza fra i piani delle basi è l’altezza del prisma.
Un prisma è retto se gli spigoli laterali sono perpendicolari ai piani delle
basi, è regolare quando è retto e le sue basi sono poligoni regolari.
Un prisma è un parallelepipedo se anche le basi sono parallelogrammi.
TEOREMA: Le facce opposte di un parallelepipedo, ossia quelle
che non hanno vertici in comune, sono congruenti e parallele.
TEOREMA: Le diagonali di un parallelepipedo si incontrano in
uno stesso punto che le divide in due segmenti congruenti.
Un parallelepipedo retto in cui le basi sono rettangoli è un
parallelepipedo rettangolo. Se le tre
dimensioni sono congruenti, è un cubo.
Consideriamo un poligono convesso e un punto V non
appartenente al suo piano. Chiamiamo angoloide il solido
costituito da tutte le semirette di origine V che passano per
i punti del poligono.
Un triedro è un angoloide con tre spigoli.
In ogni angoloide di vertice V, la somma degli
angoli in V delle facce è minore di un angolo giro.
In ogni angoloide l’angolo di una faccia è minore della somma degli
angoli delle rimanenti.
Una piramide è la parte di angoloide compresa fra il suo vertice e un piano
che interseca tutti i suoi spigoli. oppure Una piramide è
un poliedro delimitato da un poligono, la base, e da
facce laterali triangolari che hanno in comune il vertice
della piramide e hanno il lato opposto a tale vertice
coincidente con un lato del poligono di base. La distanza
fra il vertice e il piano della base è l’altezza della
piramide.
Una piramide è retta quando nella base si può inscrivere una
circonferenza il cui centro è la proiezione ortogonale del vertice della
piramide sul piano di base.
TEOREMA: In una piramide retta le altezze delle
facce laterali passano per i punti di tangenza dei
lati di base con la circonferenza inscritta e sono tra
loro congruenti. Una qualunque di queste altezze
si chiama apotema.
Una piramide è regolare quando è retta e la sua base è
un poligono regolare.
Un tronco di piramide è limitato da due poligoni simili fra
loro e posti su piani paralleli (le basi del tronco) e da facce
laterali che sono trapezi.
TEOREMA: Se si taglia una piramide di vertice V con
un piano parallelo alla base, si ha che:
1. la sezione e la base sono poligoni simili;
2. i lati e i perimetri di questi poligoni sono proporzionali alle
distanze del loro piano dal vertice V;
3. le misure delle superfici sono proporzionali ai quadrati delle
misure di queste distanze.
Un poliedro regolare è un poliedro in cui le facce sono poligoni regolari
congruenti, gli angoloidi sono tutti congruenti e anche i diedri sono congruenti.
I cinque poliedri regolari possibili sono detti solidi platonici.
6. Solidi di rotazione
Un solido di rotazione è un solido generato dalla rotazione di una figura piana
attorno a una retta.
Un cilindro è un solido generato dalla rotazione completa di un rettangolo
attorno a uno dei suoi lati; è equilatero se la sua altezza è congruente al
diametro di base.
Un cono è un solido generato dalla rotazione completa di un triangolo
rettangolo attorno a uno dei suoi cateti; è equilatero se l’apotema è congruente
al diametro di base.
TEOREMA: In un cono, le misure delle aree del cerchio di base e del cerchio
ottenuto da una sezione parallela al piano di base stanno tra loro come i
quadrati delle misure delle loro distanze dal vertice.
Una sfera è un solido generato dalla rotazione completa di un semicerchio
attorno al suo diametro.
la superficie sferica è il luogo dei punti dello spazio che hanno distanza
dal centro uguale al raggio;
la sfera è il luogo dei punti dello spazio che hanno distanza dal centro
minore o uguale al raggio .
La calotta sferica e il segmento sferico a una base sono,
rispettivamente, le parti in cui una superficie sferica e una sfera restano
divise da un piano secante.
La zona sferica e il segmento sferico a due basi sono, rispettivamente,
le parti di una superficie sferica e di una sfera comprese tra due piani
paralleli secanti.
Il fuso sferico e lo spicchio sferico sono, rispettivamente, le parti in cui
una superficie sferica e una sfera restano divise da due semipiani aventi
come origine comune una retta passante per il centro della sfera.
7-9. Aree e volumi di solidi
La superficie di un poliedro è la somma delle superfici di tutte le sue facce.
Prisma retto
Al =2 p∗h
At = Al +2 Ab
V = A b∗h
Parallelepipedo rettangolo
Al =2(a+b)∗c
At =2(ab +ac +bc)
V =a∗b∗c
d= √ a2+ b2 +c 2
TEOREMA: i volumi dei parallelepipedi rettangoli che
hanno basi congruenti sono proporzionali alle relative altezze.
Cubo
Ab =s 2
At =6 s2
V =s 3
d=s √3
Piramide retta
Al =p∗a
A t = Al + A b
1
V = 3 A b∗h
Tronco di piramide retta
Al =( p+ p' )∗a
At = Al + A b+ A 'b
1 ' '
V = 3 h∗( Ab + A b+ √ A b∗A b)
Cilindro
Ab =π r 2
Al =2 πr∗h
At =2 πr∗( h+r )
V =π r 2∗h
Cono
Ab =π r 2
Al =πra
At =πr∗(a+r )
1
V = π r 2∗h
3
Tronco di cono
Al =πa∗( r +r ' )
At = Al + A b+ A 'b
1 2 ' ' 2
V = 3 πh∗(r +r +r∗r )
Sfera
A=4 π r 2
4 3
V= 3 π r
8. Estensione ed equivalenza di solidi
Due solidi che hanno la stessa estensione si dicono equivalenti (¿˙ ).
Data la relazione di equivalenza tra solidi, definiamo volume di un solido la
classe di equivalenza alla quale il solido appartiene.
Due solidi di dicono equicomposti (o equiscomponibili) se sono scomponibili
in solidi rispettivamente congruenti.
TEOREMA: due solidi equicomposti sono equivalenti.
Principio di Cavalieri: due solidi che possono essere disposti in modo che ogni
piano parallelo a un altro piano fissato, scelto come riferimento, li tagli
secondo sezioni equivalenti, sono equivalenti.
Geometria analitica nello spazio
1. Coordinate nello spazio
Distanza fra due punti:
2 2 2
´
AB= √
( x B −x A ) + ( y B− y A ) + ( z B −z A )
Punto medio di un segmento:
x A+ xB y +y z +z
xM = , y M= A B , zM = A B
2 2 2
Baricentro di un triangolo:
x A+ xB+ xc y + y +y z +z +z
x G= , y G = A B c , z G= A B c
3 3 3
2. Vettori nello spazio
a⃗ =a x i⃗ +a y ⃗j+ az k⃗ |⃗
a|= √a 2x +a2y +a 2z
⃗AB(x B−x A ; y B− y A ; z B −z A )
Operazioni tra vettori:
Somma: a⃗ + ⃗b=(a x + b x ; a y + b y ; az + b z)
Differenza: a⃗ −⃗b=(ax −bx ; a y −b y ; a z−b z )
Prodotto per uno scalare: k a⃗ =(k a x ; k a y ; k a z )
Prodotto scalare: a⃗ ∙ ⃗b =a x b x + a y b y +a z b z
Vettori paralleli:
ax a y a z
a⃗ /¿ b⃗ ⇔ = =
bx b y b z
Vettori perpendicolari:
a⃗ ⊥ ⃗b ⇔ a x b x + a y b y +a z b z=0
3. Piano e sua equazione
Piano per un punto e vettore normale:
P0 (x 0 ; y 0 ; z 0 )∈ α , ⃗n
n⃗ ( a ; b ; c ) ⊥ α
α è il luogo dei punti P( x ; y ; z )dello spazio tali che ⃗
P 0 P sia ortogonale a n⃗
α : a(x−x 0 )+ b( y− y 0)+c (z−z 0 )=0
d=−a x 0−b y 0−c z 0
α : ax+ by+ cz+ d=0
Casi particolari:
Se d = 0, il piano passa per l’origine;
Se nell’equazione ax +by +cz + d=0 una variabile ha coefficiente 0, il piano
è parallelo all’asse coordinato relativo a tale variabile e perciò
perpendicolare al piano individuato dagli assi coordinati relativi alle
altre due variabili;
Se l’equazione generale contiene una sola variabile, cioè due variabili
hanno coefficiente 0, il piano è parallelo agli assi relativi a quelle
variabili, quindi è parallelo al piano coordinato che tali assi definiscono.
Piano passante per tre punti:
Sappiamo che tre punti non allineati nello spazio individuano
uno e un solo piano. Allora, dati tre punti A, B, C, possiamo
scrivere l’equazione del piano passante per A, B e C,
considerando l’equazione generale del piano
e imponendo il passaggio per i tre punti.
Piani paralleli:
a b c
= =
a' b' c'
a b c d
Se a ' = b ' = c ' = d ' i piani sono coincidenti.
Piani perpendicolari:
aa ' + bb '+cc '=0
Distanza di un punto da un piano:
α : ax+ by+ cz+ d=0
A( x ¿ ¿ A ; y A ; z A ) ¿
|a x A + b y A +c z A +d|
d ( A , α )=
√ a2 +b 2+ c 2
4. Retta e sua equazione
Equazioni parametriche:
P0 ( x 0 ; y 0 ; z 0 )
⃗v (l; m ; n)
r è il luogo dei punti P ( x ; y ; z ) dello spazio tali che
⃗P0 P sia parallelo a ⃗v
x=x 0 + kl
{ y= y 0 +km
z=z 0+ kn
Casi particolari:
se l = 0, la retta è parallela al piano Oyz;
se m = 0, la retta è parallela al piano Oxz;
se n = 0, la retta è parallela al piano Oxy;
se l = m = 0, la retta è parallela all’asse z;
se l = n = 0, la retta è parallela all’asse y;
se m = n = 0, la retta è parallela all’asse x.
Equazioni cartesiane:
x−x 0 y− y 0 z−z 0
= =
l m n
Retta passante per due punti:
A( x ¿ ¿ 1; y 1 ; z1 ) ¿
B( x ¿ ¿ 2; y 2 ; z 2) ¿
AB(x 2−x 1 ; y 2− y 1 ; z2 −z1 )
⃗
x=x 1 +k ( x 2−x 1 )
{ y= y 1 +k ( y 2− y 1)
z=z 1 +k ( z 2−z 1 )
x−x 1 y − y 1 z−z 1
= =
x2 −x1 y 2− y 1 z 2−z 1
Retta come intersezione di due piani:
{a ' axx++by +cz +d=0
b ' y+ c ' z +d ' =0
Dalla retta come intersezione di due piani alla forma parametrica e viceversa:
Si pone una variabile uguale a k e si sostituisce nelle altre equazioni;
Rette parallele:
l m n
= =
l' m ' n '
Rette perpendicolari:
¿ '+ mm' +nn '=0
Rette sghembe o incidenti:
Se il sistema della loro intersezione ha una soluzione le rette sono incidenti,
altrimenti sono sghembe.
5. Posizione reciproca di una retta e un piano
Paralleli:
al+bm+cn=0
Incidenti:
n⃗ e ⃗v non sono perpendicolari fra loro
Perpendicolari:
a b c
= =
l m n
Distanza di un punto da una retta:
P0 ( x 0 ; y 0 ; z 0 )
x=x 1 +kl
{
r : y= y 1 +km
z =z1 + kn
P ¿ ¿; z 1+ kn ¿ ϵ r
d⃗ (l ; m; n)
⃗P P 0 ⊥ ⃗d (somma dei prodotti delle componenti omologhe) ⇒ trovo P
d ( P0 , r )= P´P 0
Distanza tra due rette:
Minimo delle distanze PP'´ tra due punti appartenenti uno ad una retta e uno
all’altra.
Rette incidenti: d=0;
Rette parallele: distanza di un punto di una retta dall’altra retta;
Rette sghembe: d= PP ´ '
P ∈r P ' ∈r '
PP' ⊥ ⃗d
⃗
{
⃗PP' ⊥ ⃗
d'
Distanza tra retta e piano:
Incidenti: d=0;
Paralleli: distanza di un punto della retta dal piano.
Distanza tra due piani:
Incidenti: d=0;
Paralleli: distanza di un punto di un piano dall’altro piano.
Retta passante per un punto perpendicolare a un piano
Imporre il passaggio per il punto e, poiché il vettore direzione della retta deve
essere parallelo al vettore normale al piano, scrivere a, b e c come l, m, n.
P( x 0 ; y 0 ; z 0 )
α : ax+ by+ cz+ d=0
x=x 0+ ka
{
r : y= y 0 +kb
z=z 0 +kc
6. Superficie sferica
( x−x 0 )2+( y− y 0 )2 +(z−z 0 )2=r 2
x 2+ y 2+ z 2 +ax +by +cz + d=0
C (x 0 ; y 0 ; z 0)
C ( −a2 ;− b2 ;− c2 )
a2 b2 c 2
r=
√ + + −d
4 4 4
Piano tangente a una circonferenza in un punto P
Il raggio PC
´ deve essere perpendicolare al piano tangente in P, dunque il
vettore ⃗
PC è il vettore normale del piano.