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Il Temporale

La poesia descrive un temporale in arrivo, con il cielo che si oscura e si tinge di rosso al mare e di nero sulle montagne. Tra le nubi si distingue un casolare paragonato a un'ala di gabbiano, che sembra simboleggiare un rifugio.

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Giorgio Buttitta
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Il Temporale

La poesia descrive un temporale in arrivo, con il cielo che si oscura e si tinge di rosso al mare e di nero sulle montagne. Tra le nubi si distingue un casolare paragonato a un'ala di gabbiano, che sembra simboleggiare un rifugio.

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TEMPORALE PARAFRASI 

Un bubbolìo lontano. . .

Il brontolio di un  tuono lontano…


  L’orizzonte si accende di rosso, come se fosse di
fuoco, verso il mare; sui monti il cielo è nero
come la pece, in mezzo vi sono nubi bianche:
Rosseggia l’orizzonte,
tra le nuvole nere c’è un casolare: un’ala di
gabbiano.
come affocato, a mare:

nero di pece, a monte,

stracci di nubi chiare:

tra il nero un casolare:

un’ala di gabbiano.

 
Le caratteristiche formali dominanti della poesia

Versi: 7 versi settenari divisi in 2 strofe di cui una (la prima) di un solo verso.

 Rime: ABCBCCA Essa è irregolare


 Figure di timbro: Alliterazione in O, inoltre “bubbolio” ha funzione onomatopeica.
 ipallagi: nero di pece, stracci di nubi
 analogia: casolare/ala di gabbiano
 Lessico: ad una prima lettura  può sembrare facile, ma ad un osservazione più attenta
e possibile osservare significati più complessi e profondi, come l’ala del gabbiano che
rappresenta la protezione da parte del nido.

Intenzione comunicativa 

È subito chiaro che il poeta non si limita a descrivere uno spettacolo naturale. Tanti indizi ci
dicono che egli sta piuttosto comunicando uno stato d'animo tormentato, di cui la tempesta e i 
colori sono “il simbolo”. Ce lo dicono le parole che ha scelto (rosso "affocato", dal nero "di
pece", dagli "stracci" di nubi); ce lo dice, anche  l’utilizzo di brevi frasi senza verbo, poste
una dopo l'altra, che non lasciano spazio ai dettagli nella descrizione della natura e sembrano
esprimere direttamente uno stato d'animo sbigottito; inoltre ce lo dice il ritmo dei versi, in
particolare i versi finali che hanno una più forte foga, questo effetto da un senso di stupore di
fronte ad un qualcosa di inusuale all’interno di un contesto completamente diverso (la piccola
casa che si distingue contro il nero minaccioso della tempesta).

Più elementi, dunque, concorrono ad esprimere un senso di disagio, di fastidio, di pena che
diventa infine attonito di fronte alla minaccia imminente del temporale, dando un senso di
fragilità di fronte ai pericoli che si presentano, portando ad un desiderio di rifugio.

Problematica Affrontata

Spesso Pascoli, nelle sue opere, richiama il tema del nido famigliare, attraverso metafore che
hanno un significato simbolico. Questo ne è una testimonianza che caratterizza la tecnica
dell’autore. Osservando l’opera è possibile comprendere, lo stato d’animo di disagio e di rifiuto
rappresentato dall’imminente presenza di un temporale, ma nel verso conclusivo con
l’espressione “ l’ala di gabbiano” rappresenta uno stato di serenità e di protezione favorito dalla
presenza del casolare che richiama il concetto del nido famigliare. Come sappiamo, le sue
opere richiamano problematiche dell’autore presenti nella sua vita.

Collegamento con altre poesie

Caratteristica dell’autore, nelle figure di timbro, è l’utilizzo delle onomatopee pure, nel quale
riporta il rumore nei suoi, per lo più naturali. Qui, però osserviamo che si presenta un
onomatopea semplice ( bubbolio), tale voce è presente in altre poesie come: nella baia
Tranquilla, In chiesa, Notte di vento.

Possiamo analizzare, come Pascoli tratti concetti alquanto pessimistici, come in questo caso
che tratta il tema della tristezza interiore, rappresentata in un'altra opera: Sera d’ottobre.
Parlando del tema possiamo osservare come il poeta utilizzi i colori e i rumori per
rappresentare l’infelicità, tale tecnica viene definita “simbolismo”, essa è presente in altre
opere dell’autore, come: IL LAMPO, TUONO,SAPIENZA, I gigli…

Poetica dell’autore

La poesia è per Pascoli la voce del poeta-fanciullo, in cui riscopre la realtà delle cose, anche
delle più piccole, attraverso lo sguardo innocente di un bambino che osserva il mondo con
stupore, cogliendo, però, i significati più nascosti. Quindi secondo Pascoli, si può considera
poeta colui che sa esprimere quello che tutti pensano inconsciamente ma che non diranno mai.

In ogni uomo esiste il fanciullo, un parte inconscia che va oltre la ragione e che a volte si
confronta con la persona, ma anche con il sopraggiungere della maturità, essa non crescerà
mai e continuerà a far sentire la sua voce ingenua, in cui essa ci porterà a seguire quelle
emozioni e sensazioni che solo un bambino può avere. Spesso, però questa parte non viene
più ascoltata dall’uomo adulto, e in questo che il poeta si distingue, poiché è esso che avrà la
capacità, anche da adulto, di dar voce al fanciullo che è in lui.

Inoltre, si può osservare il fatto che Pascoli utilizza fenomeni atmosferici, o la natura
per lo più, come similitudini ad accaduti, per lo più pessimistici, che caratterizzato la
vita dell’uomo.

1) TEMPORALE”

Un bubbolìo lontano…
Rosseggia l’orizzonte,
come affocato, a mare;
nero di pece, a monte,
stracci di nubi chiare:
tra il nero un casolare:
un’ala di gabbiano.

Parafrasi della poesia.


Un brontolio lontano annuncia un temporale…
Verso il mare, all’orizzonte, il cielo è rosso, infuocato; verso il monte è nero come la pece,
rischiarato qua e là da qualche nube frastagliata e sfilacciata; nel nero che domina questo paesaggio
si distingue una casa bianca che spicca come un’ala di gabbiano.
Spiegazione in prosa della poesia.
Questa poesia di Giovanni Pascoli narra di un temporale in cui si sentiva da lontano il brontolare dei
tuoni; i lampi che si trovavano verso il mare, tingevano di fuoco l'orizzonte mentre sulle montagne
il cielo era nero come la pece: delle nuvole molto chiare vagavano sulla pianura, s'intravedeva sulla
montagna un casolare, e un volo di gabbiano sperduto solcava l'aria in tempesta.
Attraverso questi pochi versi della poesia si può notare che solo il volo di un gabbiano solitario
dimostrava che c'era un essere in terra che cercava un rifugio, ma i colori che erano il rosso del
fuoco, il nero della pece, il bianco del casolare e l'ala dell'uccello esprimono l'immobilità paurosa
della natura negli attimi che precedono lo scatenarsi della tempesta.

Pascoli, con questa poesia, vuole descrivere il tuono che, con alto fragore, rintrona nella notte
scatenandosi in tutta la sua violenza terribile. L’essere umano all’udire il ruggito possente della
natura, s’impaurisce come un bimbo che ,spaventato, piange nella notte buia.
All’immagine minacciosa della natura si contrappongono, però, le figure rassicuranti della madre e
della culla,che nel simbolismo Pascoliano il motivo del “il nido familiare” distrutto, che rappresenta
per il poeta un mezzo di ricongiungimento con il “fanciullino” racchiuso nel suo io più profondo.
2) Lo schema delle rime è A BCBCCA ed è tipico di componimenti poetici cm “Il Lampo” ed “Il
Temporale” che sono intesi come la naturale prosecuzione de”Il Tuono”
3)Il componimento si fonda sull’opposizione Nulla-Culla,dove il Il nulla evoca l’oscurità, il male
che è presente nel mondo, mentre la culla simboleggia la vita e la sua bellezza.
4)L’autore isola l’espressione”la notte nera come il nulla” proprio per sottolinearne l’importanza
all’interno del componimento,l’obiettivo che si prefigge non è altro che incutere una paura quasi
reverenziale nel lettore che di fronte ad una sensazione di mistero e di vuoto si dovrebbe trovare
smarrito, rendendo l’atmosfera oscura, lugubre e terrorizzante.
5)Con il rimbombante schianto,il rimareggiare rinfranto e l’improvviso silenzio che subito dopo
sembra pervadere l’atmosfera
IL TEMPORALE

Le caratteristiche formali dominanti della poesia

· Versi: 7 versi settenari divisi in 2 strofe di cui una (la prima) di un solo verso.

* Rime: ABCBCCA Essa è irregolare


* Figure di timbro: Alliterazione in O, inoltre “bubbolio” ha funzione onomatopeica.
* ipallagi: nero di pece, stracci di nubi
* analogia: casolare/ala di gabbiano
* Lessico: ad una prima lettura può sembrare facile, ma ad un osservazione più attenta e possibile
osservare significati più complessi e profondi, come l’ala del gabbiano che rappresenta la
protezione da parte del nido.

Intenzione comunicativa

È subito chiaro che il poeta non si limita a descrivere uno spettacolo naturale. Tanti indizi ci dicono
che egli sta piuttosto comunicando uno stato d'animo tormentato, di cui la tempesta e i colori sono
“il simbolo”. Ce lo dicono le parole che ha scelto (rosso "affocato", dal nero "di pece", dagli
"stracci" di nubi); ce lo dice, anche l’utilizzo di brevi frasi senza verbo, poste una dopo l'altra, che
non lasciano spazio ai dettagli nella descrizione della natura e sembrano esprimere direttamente uno
stato d'animo sbigottito; inoltre ce lo dice il ritmo dei versi, in particolare i versi finali che hanno
una più forte foga, questo effetto da un senso di stupore di fronte ad un qualcosa di inusuale
all’interno di un contesto completamente diverso (la piccola casa che si distingue contro il nero
minaccioso della tempesta).

Più elementi, dunque, concorrono ad esprimere un senso di disagio, di fastidio, di pena che diventa
infine attonito di fronte alla minaccia imminente del temporale, dando un senso di fragilità di fronte
ai pericoli che si presentano, portando ad un desiderio di rifugio.

Problematica Affrontata

Spesso Pascoli, nelle sue opere, richiama il tema del nido famigliare, attraverso metafore che hanno
un significato simbolico. Questo ne è una testimonianza che caratterizza la tecnica dell’autore.
Osservando l’opera è possibile comprendere, lo stato d’animo di disagio e di rifiuto rappresentato
dall’imminente presenza di un temporale, ma nel verso conclusivo con l’espressione “ l’ala di
gabbiano” rappresenta uno stato di serenità e di protezione favorito dalla presenza del casolare che
richiama il concetto del nido famigliare. Come sappiamo, le sue opere richiamano problematiche
dell’autore presenti nella sua vita.

Poetica dell’autore

La poesia è per Pascoli la voce del poeta-fanciullo, in cui riscopre la realtà delle cose, anche delle
più piccole, attraverso lo sguardo innocente di un bambino che osserva il mondo con stupore,
cogliendo, però, i significati più nascosti. Quindi secondo Pascoli, si può considera poeta colui che
sa esprimere quello che tutti pensano inconsciamente ma che non diranno mai.

In ogni uomo esiste il fanciullo, un parte inconscia che va oltre la ragione e che a volte si confronta
con la persona, ma anche con il sopraggiungere della maturità, essa non crescerà mai e continuerà a
far sentire la sua voce ingenua, in cui essa ci porterà a seguire quelle emozioni e sensazioni che solo
un bambino può avere. Spesso, però questa parte non viene più ascoltata dall’uomo adulto, e in
questo che il poeta si distingue, poiché è esso che avrà la capacità, anche da adulto, di dar voce al
fanciullo che è in lui.

Inoltre, si può osservare il fatto che Pascoli utilizza fenomeni atmosferici, o la natura per lo più,
come similitudini ad accaduti, per lo più pessimistici, che caratterizzato la vita dell’uomo.

Un bubbolìo lontano. . .

Rosseggia l’orizzonte,
come affocato, a mare:
nero di pece, a monte,
stracci di nubi chiare:
tra il nero un casolare:
un’ala di gabbiano.

PARAFRASI

Il brontolio di un tuono lontano…


L’orizzonte si accende di rosso, come se fosse di fuoco, verso il mare; sui monti il cielo è nero
come la pece, in mezzo vi sono nubi bianchi: tra le nuvole nere c’è un casolare: un’ala di gabbiano.

Le caratteristiche formali dominanti della poesia


Versi: 7 versi settenari divisi in 2 strofe di cui una (la prima) di un solo verso.
Rime: ABCBCCA Essa è irregolare
Figure di timbro: Alliterazione in O, inoltre “bubbolio” ha funzione onomatopeica.
Ipallagi: nero di pece, stracci di nubi
Analogia: casolare/ala di gabbiano
Lessico: ad una prima lettura può sembrare facile, ma ad un osservazione più attenta e possibile
osservare significati più complessi e profondi, come l’ala del gabbiano che rappresenta la
protezione da parte del nido.

Intenzione comunicativa

È subito chiaro che il poeta non si limita a descrivere uno spettacolo naturale. Tanti indizi ci dicono
che egli sta piuttosto comunicando uno stato d'animo tormentato, di cui la tempesta e i colori sono
“il simbolo”. Ce lo dicono le parole che ha scelto (rosso "affocato", dal nero "di pece", dagli
"stracci" di nubi); ce lo dice, anche l’utilizzo di brevi frasi senza verbo, poste una dopo l'altra, che
non lasciano spazio ai dettagli nella descrizione della natura e sembrano esprimere direttamente uno
stato d'animo sbigottito; inoltre ce lo dice il ritmo dei versi, in particolare i versi finali che hanno
una più forte foga, questo effetto da un senso di stupore di fronte ad un qualcosa di inusuale
all’interno di un contesto completamente diverso (la piccola casa che si distingue contro il nero
minaccioso della tempesta).

Più elementi, dunque, concorrono ad esprimere un senso di disagio, di fastidio, di pena che diventa
infine attonito di fronte alla minaccia imminente del temporale, dando un senso di fragilità di fronte
ai pericoli che si presentano, portando ad un desiderio di rifugio.

Problematica Affrontata

Spesso Pascoli, nelle sue opere, richiama il tema del nido famigliare, attraverso metafore che hanno
un significato simbolico. Questo ne è una testimonianza che caratterizza la tecnica dell’autore.
Osservando l’opera è possibile comprendere, lo stato d’animo di disagio e di rifiuto rappresentato
dall’imminente presenza di un temporale, ma nel verso conclusivo con l’espressione “ l’ala di
gabbiano” rappresenta uno stato di serenità e di protezione favorito dalla presenza del casolare che
richiama il concetto del nido famigliare. Come sappiamo, le sue opere richiamano problematiche
dell’autore presenti nella sua vita.

Collegamento con altre poesie

I versi "Rosseggia l'orizzonte" "Nero di pece a monte", e "Stracci di nubi chiare" descrivono
l'ambiente attraverso tre colori: il Rosso, il Nero e il Bianco. I due primi colori danno sensazioni sia
di violenza, il rosso che di paura il nero; mentre il terzo, il bianco, inserisce una nota positiva
rafforzata subito dopo, sia dal casolare, simbolo di sicurezza, che dal gabbiano, immagine della
fuga. E' possibile cogliere un collegamento con S. Martino di G. Carducci dove l'autore parla di:
"Ceppi accesi.. rossastre nubi... uccelli neri".

Caratteristica dell’autore, nelle figure di timbro, è l’utilizzo delle onomatopee pure, nel quale riporta
il rumore nei suoi, per lo più naturali. Qui, però osserviamo che si presenta un onomatopea semplice
( bubbolio), tale voce è presente in altre poesie come: nella baia Tranquilla, In chiesa, Notte di
vento.

Possiamo analizzare, come Pascoli tratti concetti alquanto pessimistici, come in questo caso che
tratta il tema della tristezza interiore, rappresentata in un'altra opera: Sera d’ottobre. Parlando del
tema possiamo osservare come il poeta utilizzi i colori e i rumori per rappresentare l’infelicità, tale
tecnica viene definita “simbolismo”, essa è presente in altre opere dell’autore, come: IL LAMPO,
TUONO,SAPIENZA, I gigli…

Poetica dell’autore

La poesia è per Pascoli la voce del poeta-fanciullo, in cui riscopre la realtà delle cose, anche delle
più piccole, attraverso lo sguardo innocente di un bambino che osserva il mondo con stupore,
cogliendo, però, i significati più nascosti. Quindi secondo Pascoli, si può considera poeta colui che
sa esprimere quello che tutti pensano inconsciamente ma che non diranno mai.

In ogni uomo esiste il fanciullo, un parte inconscia che va oltre la ragione e che a volte si confronta
con la persona, ma anche con il sopraggiungere della maturità, essa non crescerà mai e continuerà a
far sentire la sua voce ingenua, in cui essa ci porterà a seguire quelle emozioni e sensazioni che solo
un bambino può avere. Spesso, però questa parte non viene più ascoltata dall’uomo adulto, e in
questo che il poeta si distingue, poiché è esso che avrà la capacità, anche da adulto, di dar voce al
fanciullo che è in lui.

Inoltre, si può osservare il fatto che Pascoli utilizza fenomeni atmosferici, o la natura per lo più,
come similitudini ad accaduti, per lo più pessimistici, che caratterizzato la vita dell’uomo.

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Il Temporale è un componimento poetico di Giovanni Pascoli, tratto dalla raccolta poetica Myricae.

Il temporale non è ancora scoppiato, ma incombe minaccioso all'orizzonte, come la mano nera del
destino sulla mia vita.

Piccola ballata di settenari. È una miniatura nella quale troviamo concentrati gli elementi
significativi del lavoro poetico pascoliano; nell'ordine:

L'onomatopea: "bubbolìo" (il rombo lontano del tuono);

La sintassi breve: c'è un solo verbo, "rosseggia";

Le parole del lessico quotidiano: "pece", "stracci";

Il tema della casa, metonimia della famiglia ma soprattutto della madre, intese come rifugio e fuga
dal mondo. È il marchio poetico pascoliano, legato da un lato al trauma infantile della perdita
drammatica di entrambi i genitori, e dall'altro al costante tentativo di ricostituire il mondo perduto
che ispirò tutta la sua esistenza.

L'analogia: "un'ala di gabbiano", qui scelto per la sua qualità di volatile capace di contrastare alla
violenza della bufera. È da sottolineare l'efficacia di questa locuzione che si staglia, nella brevità di
un singolo verso, a suggellare l'idea della forza protettiva.
Questa poesia è connessa a molte altre, sia di Myricae (Dopo l'acquazzone, Pioggia, Sera d'ottobre,
Ultimo canto, Il lampo, Il tuono, Lontana, I ciechi), che dei Canti di Castelvecchio (Temporale, La
mia sera). A esemplificazione del procedimento analogico nella scrittura pascoliana, proponiamo
l'accostamento di due figure analogiche parallele tratte dai versi finali dei due componimenti
contrassegnati dal medesimo titolo di Temporale:

Myricae:

tra il nero un casolare:


un'ala di gabbiano

Canti di Castelvecchio:

...mentre, col suo singulto


trepido, passa sotto
l'acquazzone una chioccia
[…] tra il vento e l'acqua, buono,
s'ode quel croccolare
co' suoi pigolii dietro.

L'uso dell'analogia è nei due casi molto diverso: l'ala di gabbiano si sovrappone in modo gratuito e
soggettivo sul proprio "analogo" - la casa - suscitando, con la sorpresa del suo apparire improvviso,
l'idea del contenuto profondo che il poeta vuole evocare. La chioccia è invece una figura
perfettamente aderente al contesto descrittivo della poesia: lo scrosciare della pioggia sui campi. Ma
tuttavia essa si presta a una lettura simbolica, che Pascoli stesso conferma, se non nella stessa
poesia, in numerosi altri momenti della sua produzione.

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