Sale al trono Federico Barbarossa: l’inizio della dinastía degli Svevi
Mentre in Italia cresceva l’importanza dei Comuni, in Germania era inizia una
contesa per chi dovesse prendere la carica di imperatore. Due casate si
contendevano la corona: i Duchi di Baviera e i Duchi di Svevia. I guelfi parteggiavano
per i duchi di Baviera e i ghibellini per i duchi di Svevia.
Nel 1152 fu eletto imperatore Federico I di Svevia detto “Barbarossa” dal colore
della sua barba. Era imparentato con tutte e due le casate e questo pose fine alla
lotta. Federico Barbarossa voleva imporre la sua autorità sui comuni divenuti ormai
autonomi. Cercò di impedire ai comuni di coniare monete, riscuotere le tasse, avere
un esercito (questi diritti erano detti “regalie” e spettavano al re). L’imperatore nella
Dieta di Roncaglia (un’assemblea) riunì i rappresentanti dei comuni italiani e ordinò
di restituirgli i diritti di cui si erano appropriati.
Se i Comuni avessero accettato questa richiesta, avrebbero perso tutta la loro
autonomia. Così 22 Comuni italiani si riunirono a Pontida e formarono la Lega
Lombarda, un’alleanza militare. Furono sostenuti anche da papa Alessandro III.
Federico Barbarossa aveva riconosciuto come papa Vittore IV (antipapa, cioè
opposto al Papa legittimo) ed è per questo che il papa Alessandro III divenne suo
nemico.
La sconfitta del Barbarossa
La guerra tra i Comuni della Lega Lombarda e Federico Barbarossa durò molti anni.
Si schierarono contro Barbarossa anche i feudatari tedeschi. Non riuscendo a
combattere sia in Italia che in Germania, fu sconfitto dalla Lega Lombarda a
Legnano. Venne firmata la pace di Costanza in cui l’Imperatore riconosceva le
libertà che erano state tolte ai Comuni e in cambio questi ultimi giurano fedeltà
all’imperatore.
Federico si riconciliò anche con Papa Alessandro III, riconoscendo l’indipendenza
della Chiesa dall’Imperatore.