CAPIRE L'EDUCAZIONE – Sara Nosari
Premessa
Che cos'è il processo educativo? Quali sono le differenze tra educazione, istruzione,
formazione e animazione? È la stessa cosa parlare di un soggetto e di una persona? Che
cosa definisce un obiettivo e che cosa un fine? Si può ancora parlare di valore e qual è il
suo ruolo all'interno del processo educativo?
Per agire con efficacia in qualsiasi situazione educativa, per progettare un intervento,
seguirne lo svolgimento e valutarne i risultati, occorre condividere i significati degli
elementi essenziali (strutture, personaggi, scenari) che la costituiscono.
Il volume si presenta come un vero e proprio «dizionario dell'educazione» descrivendo le
principali nozioni del linguaggio educativo in modo semplice, chiaro e secondo un ordine
volto a dare senso agli elementi propri della scena educativa. Si introduce così il lettore
inesperto a prendere confidenza con i linguaggi specialistici, aiutandolo a usare
appropriatamente le parole dell'educazione e della formazione.
1 : Strutture dell’agire cognitivo
Cambiamento: è una modalità propria dell’essere temporale, caratteristica immediata di
tutto ciò che si trova nella dimensione del tempo. Questa modalità corrisponde a 2
azioni: modalità relazionale(mettere in relazione) e modalità
determinante(determinare): ogni cosa è compresa tra un prima e un dopo in un limite
determinato. L’uomo non solo cambia ma cambia nel cambiamento e cambia attraverso
il cambiamento; l’uomo è cambiamento perché è parte del ciclo di sviluppo, vive nel
cambiamento e vive di cambiamento. Il cambiamento è la condizione di possibilità
dell’educazione.
Processo educativo: successione di cambiamenti tenuti insieme tra loro da un nesso di
ordine naturale(ciò che cambia è conseguenza/effetto necessario delle condizioni/cause
che lo precedono) o di ordine storico(intenzione umana che organizza i cambiamenti
rivolgendoli ad una destinazione). Il processo educativo è impegnato nel compimento di
una identità da definire(l’ uomo è un essere da portare a maturazione),processo da
iniziare (richiede un atto che dia via all’intero processo),processo di trasformazione(il
soggetto che cambia segue il cambiamento perché lo compie). Quindi il processo
educativo è intenzionale, generativo e etico.
Fine: idea riconosciuta e scelta per orientare il processo educativo, immagine di un
possibile ordine del mondo. Il fine prospetta un compito che il processo educativo
assume come proprio ma non ne detta i contenuti. Il fine non è “la fine”, non si
esaurisce una volta compiuto è il punto di riferimento per il confronto ,è la ragione per il
quale compiere il processo educativo.
Obiettivo: contenuto che fa da ponte tra la situazione di partenza, il cambiamento che si
compie e la situazione di arrivo. Traduce il fine in un’operazione particolare e utilizza il
fine come orientamento; traduce il fine in agire operativo. La definizione degli obiettivi è
il piane lungo il quale il processo educativo si svolge; dalla definizione degli obiettivi
dipende l’efficacia del processo. L’efficacia dipende da: l’organizzazione delle azioni, la
selezione delle risorse e degli strumenti, valutazione dell’avanzamento del processo
stesso.
Educazione: processo che caratterizza il cambiamento dell’uomo in quanto tale. Duplice
movimento del processo educativo: dall’esterno all’interno(educare, l’uomo prova,
sperimenta e verifica) e dall’interno all’esterno( exducere , l’uomo prova e confronta con
quanto scoperto, sperimentato e verificato). L’educazione è sia proposta(il cambiamento
avviene unicamente per scelta del “materiale che l’uomo si trova davanti”) che
promozione(il cambiamento promuove l’essere umano). L’educazione comprende
diverse dimensioni dell’umano: è personale, relazionale e culturale. È un processo
situazionale perché dipende dalla situazione in cui agisce.
Tre tipi di educazione: formale(intenzionale), non formale(intenzionale e progettuale),
informale(non intenzionale e non progettuale).
Istruzione: processo che guarda all’uomo per la sua capacità di apprendimento: dipende
dalla capacità di acquisire conoscenze e dalla capacità di rispondere alle sollecitazioni
dell’esperienza. È un azione complessa e coinvolge tre processi: acquisizione(obiettivo è
l’apprendimento della conoscenza),organizzazione(possono essere di
pianificazione/preparazione e di gestione),valutazione(misurazione dei risultati e
giudizio). Importanza delle condizione interne e esterne durante il processo d’istruzione:
condizioni interne, sono le capacità già possedute – condizioni esterne, sono le
condizioni di allestimento del processo e della situazione. L’efficacia del processo
d’istruzione dipende dalla significatività degli obbiettivi scelti: il fine dell’istruzione deve
essere imparare a vivere nel mondo con se e con gli altri.
Formazione: processo che da forma in 2 sensi: formarsi (l’uomo lavora alla definizione
dei tratti con cui riconoscere ed esprimere se stesso, riconoscimento del proprio senso)e
“essere formato per”(processo che prepara all’attività lavorativa). Formazione come
processo che ha una portata capace di trasformare, coinvolgendo anche l’uomo nella sua
interezza.
Animazione: processo che da vita a quanto(pur presente) è latente nel singolo,
attivando le potenzialità inespresse; rivolto all’espressione di se. Azioni
dell’animazione :promozione (il singolo o il gruppo diventano protagonisti reali delle
proprie esperienze , portano in superficie motivazioni desideri, opinioni, gusti, bisogni,
aspirazioni) ,aggregazione(favorisce le relazioni di ascolto e confronto) e
ideazione(coordinare e armonizzare le proposte di tutti attraverso la collaborazione).
L’animazione si affida molto all’improvvisazione: non c’è definizione procedurale, va a
tentoni, niente ordine di previsione, solo libera espressione. Nonostante ciò esistono
metodi, tecniche ed esercizi che regolano il processo comunicativo e gestiscono le
dinamiche di gruppo favorendo il raggiungimento degli obbiettivi stabiliti.
2: Profili del protagonista dell’agire educativo
Identità: è un confine che delimita(oltre tale confine l’identità si perde o si
altera),distingue(c’è differenza tra ciò che è al di qua e ciò che è al di la del
confine),unifica(raccoglie in una unità ciò che contiene in un senso e in progetto) e
mette in relazione(condizione per il confronto). L’identità umana può essere spiegata in
quanto è espressione di unitarietà,storicità,irripetibilità ed educabilità;l’identità umana è
“da definire”,da tracciarne il confine,in quanto autentico e fedele profilo di quell’uomo.
Ogni singolo uomo è chiamato a definire la propria identità,sempre situata(all’ interno di
una situazione particolare) e sempre possibile. La definizione dell’identità ha bisogno
dell’intervento educativo,capace di selezionare e orientare. Ma l’identità non è mai un
traguardo da raggiungere,è il criterio di pensiero,giudizio e azione;formarsi un identità
richiede serietà e fatica. I profili dell’identità umana sono:etico(libertà e
responsabilità),sentimentale(sentimenti e attività di cura) e cognitivo(intelligenza e
apprendimento);nel compiere se stesso l’uomo deve/può dare un senso e lavorerà su i
tre profili,facendone(forse) emergere uno rispetto agli altri.
Libertà/responsabilità(profilo etico):l’uomo è principio di azione,nel momento in cui
agisce inevitabilmente causa qualcosa. Ogni azione è continuamente e inevitabilmente
prima anticipata e poi superata. Ma l’uomo può essere anche causa di un atto che non è
atto di un passaggio in un processo,ossia l’atto ha origine con l’uomo che lo compie,in
questo spazio viene riconosciuta la libertà umana. Liberà è intesa come capacità di
essere”libero di”,”libero da” e “libero per”. La responsabilità dell’uomo che si fa principio
di azione non è atto finale, è una risposta a ciò che l’uomo fa ed è. Due modi della
responsabilità:per il già fatto e per il da farsi.
Intelligenza/apprendimento(profilo cognitivo): l’uomo entra in relazione con il mondo
attraverso l’intelligenza,intesa come facoltà del conoscere. L’azione intellettiva ha un
duplice scopo: adattare l’uomo al mondo nel quale vive(capacità di ricercare,l’uomo che
conosce va alla ricerca di qualcosa) e produrre gli strumenti per modificare il processo
stesso di adattamento(l’azione di conoscenza diventa azione di progresso). L’intelligenza
ha un’azione circolare:si pone a raggiungere scopi di apprendimento e nel contempo gli
stessi scopi fanno si che l’intelligenza sia esercitata durante la ricerca e la progettazione.
L’intelligenza entra nella realtà e ne comprende le regole per trasformarla,procede per
tentativi ma soprattutto per errori,ricerca nella realtà le condizioni per progettare un
mondo che renda meno precaria l’esistenza.
Sentimento/cura(profilo sentimentale): il sentimento permette all’uomo di conoscere se
stesso,gli altri e il mondo e di costruirci una relazione. È una particolare facoltà del
conoscere che coglie una dimensione della realtà che sfugge alla conoscenza descrittiva.
Il sentimento non spiega la realtà ma è una conoscenza immediata che rende manifesto
e nello stesso tempo nasconde la presenza di confini e di relazioni ulteriori della
realtà,oltre quelli naturali,fisici e materiali. La cura traduce la capacità del sentimento di
sentire e comprendere,in una ricerca di ben-essere secondo la logica della dignità e del
rispetto. Corrispondenza tra sentimento e cura: la capacità di sentire implica il prendersi
cura e riconoscere la capacità di sentire impone una particolare attenzione alla sua
scoperta e alla sua attenzione; ciò è condizione fondamentale per l’apertura alla propria
identità.
Soggetto/persona: In ambito educativo è possibile riferirsi all’uomo come soggetto o
come persona in base all’idea della capacità di senso. l’uomo si distingue per la sua
capacità di dare senso alle cose,questa capacità deriva da altre 2 capacità: capacità di
domandare(l’uomo è capace di interrogarsi sulla sua presenza al mondo,facendo
domande l’uomo pesa il valore della situazione) e capacità di trasformazione(l’uomo da
senso alla realtà perché capace di riconoscere le possibilità in una particolare
situazione). Soggetto:al centro del soggetto c’è il proprio IO,per diventare soggetto
l’uomo deve esercitarsi nella pratica di se,il soggetto è il costruttore di senso. Il senso
costruito non è vincolo,ma può essere abbandonato o cambiato nel momento in cui il
soggetto non riconosca più in esso una propria espressione. Persona:al centro della
persona c’è il legame con una dimensione cognitiva che tiene insieme la molteplicità
degli uomini. Per diventare persona ,l’uomo si confronta continuamente con gli altri e la
loro dimensione di senso,l’uomo è legato agli altri nella misura in cui si trova nella
società.
Relazione educativa: è la relazione che avvia il processo di definizione,tale avvio è
possibile attraverso l’esemplificazione che agisce su colui che è da definire in 3
modi:indica un orientamento(agisce in quanto è esperienza viva,che testimonia un
orientamento), pone domande(la relazione educativa agisce da richiamo affinché
ciascuno si interroghi) e richiama una risposta. La relazione educativa non viene dopo
l’uomo,ma è la condizione di possibilità dello stesso processo di definizione,per definirsi
l’uomo deve scoprire le proprie capacità,desideri e interessi. Quindi la relazione
educativa è espressione di:originarietà(nel senso che il farsi se stesso ha come origine il
legame uomo con uomo) ,reciprocità(esperienza di relazione) e processualità(richiede
un inizio e comporta una trasformazione). La relazione educativa necessita di una
gestione,la gestione si articola in:gestione delle dinamiche tra autorità e libertà(significa
gestire la differenza di ruoli necessaria per il processo di cambiamento), gestione delle
dinamiche affettive(gestire la sensibilità affettiva,quale capacità di scoprire il mondo
attraverso l’esperienza sentimentale) e gestione della dinamica tra i vissuti(gestire la
significatività delle esperienze vissute dagli individui).
Diversità: diversità da conquistare(diversità considerata originalità,unicità e irripetibilità
dell’identità umana,la diversità da origine al processo educativo ma ne è anche il fine,la
diversità è originaria,nel senso che è caratteristica dell’uomo in quanto tale), diversità
da tutelare(diversità di genere[differenza biologica tra due soggetti],diversità
culturale[si riferisce alla presenza in un medesimo spazio di più gruppi di persone con
culture differenti],diversità della disabilità[fa riferimento a una condizione irreversibile in
seguito alla quale il disabile presenta un’oggettiva anomalia]) e diversità da prevenire e
normalizzare(vengono prese in considerazione i comportamenti di disagio,di
disadattamento e le forme di devianza).
3: Spazi di prova dell’agire educativo
Esperienza: processo attraverso il quale l’uomo definisce se stesso,fare esperienza è una
prova di se in relazione agli altri e al mondo.
Prova che fa conoscere:l’uomo si definisce provandosi in un’esperienza diretta di
se,scopre la realtà per com’è.
Prova che prepara:l’uomo si definisce provandosi in un’esperienza che è continuo
esercizio di se.
Prova che avvalora:l’esperienza di prova è un continuo confronto tra l’uomo stesso e
l’uomo comune.
Prova che impegna:la realtà viene scoperta,ma non accettata così com’è,l’esperienza
trasforma in modo concreto la realtà perché ne comprende le possibilità di
cambiamento.
Esperienza in senso retrospettivo:l’esperienza prova l’uomo in relazione a quanto
accaduto.
Esperienza in senso prospettico:l’esperienza prova l’uomo in relazione con quanto
accadrà.
Famiglia: è il primo spazio di prova, primo perché originario e perché ognuno proviene
da una famiglia che per prima apre e introduce al mondo.
Spazio di prova di un’identità umanamente specificata:è lo spazio all’interno del quale
l’uomo fa le prime esperienze della propria identità.
Spazio di prova delle relazioni che specificano un’esistenza umana:esperienza di
appartenenza che si traduce in:prove di legami(l’ordine sociale è definito da legami ed è
quindi prova di autorità e prova di reciprocità),prove di ruoli(la famiglia è un sistema di
relazioni e implica un ordine che ne mantenga l’equilibrio) e prove di compiti(lo spazio
familiare è esperienza di partecipazione a una causa comune). La famiglia è lo spazio
fondamentale di prova per il processo di umanizzazione ovvero primo spazio di prova
della propria identità. La famiglia deve adempiere a 2 compiti come :spazio di
protezione e come spazio di emancipazione.
Scuola: spesso identificata in un edifico, spazio di prova che permette di definire la
propria identità in senso cognitivo e sociale. Assume due compiti:
-Compiti d’istruzione: ovvero alfabetizzazione, chiave fondamentale per avere un proprio
pensiero. A scuola si impara a conoscere(acquisire conoscenze e comprenderle),a
giudicare(si esercitano capacità di giudizio e prese di posizione), a intraprendere(si
impara a prendere l’iniziativa).
-Compiti di educazione: ovvero esperienze di amicizia,rispetto,onestà,generosità e
responsabilità. A scuola si impara a rispettare(regole orali,ruoli e cose) e a
partecipare(si esercitano comportamenti sociali e civili per la convivenza e la
cooperazione).
Uscito dalla scuola l’uomo diventa protagonista,esercita quanto appreso,ricerca soluzioni
e assume decisioni;si troverà in uno spazio dove dovrà dimostrare di sapere stare e
lavorare con gli altri:quindi la scuola è spazio di prova e istituzione che lavora per dare
continuità al cambiamento e alla trasformazione.
Gruppo dei pari: spazio nel quale adolescenti e giovani compiono esperienze necessarie
al processo di differenziazione-identificazzione-separazione del proprio se(spazio
transazionale). Il gruppo dei pari è esperienza di emancipazione(passaggio
all’autonomia),di accettazione(facilità il processo di riconoscimento e accentazione di
se),di protezione(in gruppo si trovano sicurezza e forza). Il gruppo dei pari è emancipato
dal mondo degli adulti,vive le stesse attese e le stesse paure: è spazio della scoperta di
se,è spazio esperienziale comune:è esperienza di gruppo mediante il gruppo. Con il
gruppo si delinea il proprio modello di vita,è orientamento esistenziale, ma può
diventare anche spazio di condizioni problematiche e trasgressive(cattive
compagnie,dinamiche violente e aggressive).
Tempo libero:spazio non occupato da un organizzazione e impegnato in una libera
occupazione,è spazio della libertà di scelta e di definizione della propria identità,è un
tempo impegnato in processo di ri-creazione. È una necessità del processo educativo
perché viene provato il fare da soli(confronto con se stessi,con le proprie possibilità e i
propri limiti) e il fare insieme(confronto con gli altri per provare
partecipazione,appartenenza e partecipazione). La libertà del tempo libero è prova di
impegno(vale solo se portata a termine) e prova di responsabilità(porta a un confronto
con i risultati sia positivi che negativi):lascia liberi di esprimersi in pensieri e azioni di cui
assumersi responsabilità.
Lavoro: spazio nel quale l’uomo prevede e progetta in funzione della produzione di un
bene;il lavoro è “più” e viene “prima” del suo prodotto perché esprime il modo dell’uomo
ha di stare al mondo. Il lavoro ha una funzione che è quella di produrre beni e un senso
che è il bene comune. Il lavoro è un attività significante perché educa all’impegno(mette
alla prova e da prova),alla costanza(richiede continuità nel tempo),alla serietà(cioè
consapevolezza e assunzione di responsabilità) e alla dignità. Il lavoro struttura e
consolida l’identità umana perché è realizzazione personale,spesso lavoro di squadra e
visione del futuro.
Spazi digitali di rete: spazio che prova l’identità umana in dimensioni non fisiche,rese
praticabili dalla tecnologia. È una realtà che tende all’immediato dove le esperienze sono
caratterizzate da deterritorializzazione (cioè indipendente dalla condivisione di uno
stesso luogo fisico) e istantaneizzazione ( cioè relazione vissuta in tempo reale). Lo
spazio è non-fisico,capace di contenere tutto,dove i confini digitali danno vita a
comportamenti,dinamiche sociali e linguaggi di nuova valenza educativa. Inedite sono
anche le esperienze di socializzazione e le occasioni di apprendimento. L’attenzione
educativa è rivolta tanto ai rischi quanto alle opportunità. Il paradigma della
digitalità:assenza di limiti spazio temporali,quantità di dati quasi infinita,creazione di
nuovi contesti sociali(cambia il senso di comunità e le relazioni fisiche diminuiscono di
significato),mentalità in continua innovazione.
4: Modi e strumenti del pensiero educativo
Professionalità educative: figure professionali caratterizzate da una particolare modalità
di azione, la mediazione: queste figure mettono in relazione e a confronto il destinatario
dell’intervento e una particolare situazione; la mediazione è espressione umana(cioè
identità, cultura, comportamenti e relazioni) ed è implicata direttamente con l’umano(in
quanto rispetto e promozione dell’uomo). Responsabilità delle professionalità educative:
responsabilità verso la professione(necessità di arricchimento continuo e costante delle
proprie competenze ,di consapevolezza e di responsabilità),responsabilità verso i
destinatari degli interventi, e responsabilità verso la società(necessità di lavorare e
collaborare con le istituzioni).
Le professionalità educative sono:
*Educatore – ha la funzione di liberare le potenzialità espressive e comunicative del
soggetto, permettendogli di agire in libertà in qualsiasi contesto,aiutando l’uomo a farsi
cosciente della propria vita attraverso la scoperta dei valori.
*Insegnante – deve avere conoscenze ampie in specifici settori, deve essere in possesso
di strategie didattiche e capacità di applicarle, deve essere riflessivo e autocritico, dotato
di empatia e capacità di identificazione, con competenze gestionali sia dentro che fuori
l’aula.
*Formatore – il lavoro del formatore si svolge su più versanti,esso è “in situazione” cioè
capace di rilevare e comprendere i bisogni,progettare e combinare con altri aspetti la
risposta più coerente;necessità di competenze disciplinari da insegnare,competenze
sull’organizzazione dei soggetti destinatari.
*Animatori – necessità di creatività,adattamento alle strutture e alla mentalità,stile di
animazione centrato sul gruppo o sull’individuo,competenza,maturità,essere accettato
nell’ambiente in cui si trova,attitudine ad ascoltare e a dialogare,visione prospettica
della situazione e dei problemi.
Competenza pedagogica: bagaglio che permette di rispondere in modo
operativo,significativo e adeguato alle necessità della situazione concreta nella quale
interviene l’educazione. La competenza è teoria e pratica. Teoria in quanto è
preparazione e conoscenza di procedure e strumenti,è un consolidato possesso che
permette di capire la realtà sulla quale si andrà ad intervenire. La competenza così
definita è già pratica:quindi la competenza è impiego sempre situato e collocato delle
conoscenze acquisite(importanza della capacità di improvvisare). La competenza
richiesta a chi opera nella scena educativa è sempre teoria e sempre pratica perché
studia la situazione e vi riflette. La competenza pedagogica è una articolata forma di
sapere che è sempre sapere di sintesi critica(controllo/previsione) e sapere di sintesi
euristica(ricerca e rinnovamento):la competenza è pedagogica solo se il suo esito è
espressione umana,definizione di se,si attua attraverso un comportamento umano e
agisce sul destinatario a pieno.
Intenzionalità educativa: caratteristica propria dell’agire umano, in quanto agire mirato
a qualcosa. L’azione umana è quindi espressione di volontà,capacità e responsabilità.
L’intenzionalità è: agire cosciente di(cioè anticipazione dello stesso agire,e l’azione
diventa intenzione) e agire tendente a(cioè sforzo che raccoglie volontà e l’azione
diventa iniziativa.
Progettualità: modalità con cui l’uomo si dimostra capace di trasformare la realtà. La
capacità progettuale va educata perché implica un confronto tra la realtà come è e la
realtà come potrebbe essere,implica di riconoscere tale scarto e quindi si allena la
capacità di trasformazione dell’uomo e di cogliere le possibilità inespresse della
realtà(compito dell’intervento educativo è coltivare la curiosità). La capacità progettuale
va educata anche perché l’uomo va educato a soffermarsi a pensare sulla direzione che
intende dare alla realtà, contrastando gli impulsi e valutando antecedenti e
conseguenze. La modalità progettuale è fondamentale in un progetto. Il progetto è
composto da più fasi:esplorazione della realtà,rappresentazione del
cambiamento(importante fare uno studio di fattibilità e sostenibilità),definizione
dell’itinerario del cambiamento,attuazione dell’itinerario di cambiamento(attraverso
prove),valutazione dei risultati del cambiamento(possibilità sia di successo che di
fallimento).
Metodologia educativa: è la sintesi tra la teoria e la pratica,imposta,organizza e valuta
l’intervento affinché sia condotto a termine. Esse determina la successione delle fasi
dell’intervento e le stesse dipendono dalla particolare visione che fa da presupposto
all’intero processo educativo;quindi metodologia educativa come affermazione della
posizione dalle quale si guarda la scena educativa. Tre metodi per pensare la scena
educativa:paradigma quantitativo(importanza della sperimentazione e la comprensione
delle relazioni causa-effetto),paradigma qualitativo(importanza dell’originalità) e
paradigma sistemico(mischia i primi due paradigmi utilizzando anche
motivazione,desideri,pluralità di linguaggi ecc….). decidere per un paradigma o
quell’altro significa prendere una particolare e specifica posizione sia sul sapere
pedagogico che sulla natura dell’oggetto dell’educazione; la posizione assunta definirà la
metodologia educativa tanto nelle scelte di percorsi e strumenti quanto nella direzione
che gli stessi percorsi prenderanno.
Valutazione:azione regolatrice che attraversa l’intera scena educativa. Funzione
regolatrice sia sul piano descrittivo(in quanto operazione di verifica,di controllo e di
misura del cambiamento compiuto) e sia sul piano normativo(in quanto operazione
impegnata nell’attribuire un senso e un valore educativi). Problemi della valutazione:
problema del rigore(problema della strumentazione scientifica che rileva i dati) e
problema della soggettività. In assenza di azione valutativa sia delle singole azioni che
dei risultati finali, l’intero processo rimane sospeso,incompleto e incompiuto.
5: Valori dell’agire educativo
Valore: l’uomo ha il compito di definire la propria identità esprimendo se stesso;il
compito dell’uomo è divenire uomo:il valore è un richiamo che impegna, in nome del
valore gli uomini si mettono insieme per realizzarlo, è indicazione del senso che afferma
l’umanità dell’uomo. Il valore è qualcosa che “è” unicamente se compiuto da un uomo
solo,dal suo pensiero e dalla sua azione. L’uomo va educato al valore e lo si fa
attraverso l’esempio(ovvero la testimonianza) e l’abitudine.
Giustizia:è la possibilità da cui dipendono il riconoscimento e il rispetto della dignità
umana. Giustizia come ordine della fattualità(ovvero ogni uomo ha un passato e una
direzionalità) e della sacralità. Rendere giustizia è realizzare una prospettiva
umana:essa riconosce e fa riconoscere,rispetta e fa rispettare il senso dell’umanità,deve
essere capace di rendere conto unicamente di quanto accade e di quanto viene fatto.
Alla dignità deve corrispondere un processo che ne sia il reale compimento per
un’esistenza vissuta in modo degno.
Fiducia:possibilità per la quale,nella relazione educativa,ci si affida all’altro,confidando
sull’altro. La fiducia non da garanzia,cioè chi si affida all’altro non può contare su un
risultato garantito ne su un atto di riparazione nel caso in cui la garanzia venga meno;la
relazione di fiducia deve essere un atto di fede,alla cui origine c’è una promessa e un
credo. Avere fiducia è promettere e credere,implica una relazione di reciprocità perché
ognuno promette nell’altro e crede nell’altro:la relazione di fiducia richiede
apertura,disposizione verso l’altro e dalla parte di chi educa,e disponibilità dalla parte
del destinatario dell’intervento.
Bellezza: permette all’uomo di ampliare ed espandere la vita,è da scoprire nel significato
di tutto ciò che fa parte della realtà. Essa rapisce,illumina e impegna; richiama a
prendersi cura di ciò che è bello. Educare alla bellezza significa educare all’attenzione:
l’attenzione permette di raccoglierei dettagli e i particolari dell’intero e permette di
ricostruire poi l’intero. La bellezza è espressione rivelazione della verità:essa è
incanto,inesauribile e misteriosa.
Speranza: l’uomo lega,unisce e direziona pensieri,azioni e relazioni dell’intero processo
educativo secondo il valore della speranza,in quanto scena di attesa di un futuro nuovo.
Sperare significa:credere nel futuro,perseverare nel compito con fatica e sforzo
continui,pazientare nell’attesa. Educare alla speranza significa dare fiducia
all’uomo,dandogli il compito di definirsi assumendo su di se l’impegno per l’umano.
Amore:è la possibilità prima,la possibilità da cui dipendono tutte le altre,è ciò che da
forza e incide profondamente sul processo di definizione e persiste nel portarlo a
compimento. L’amore apre al mondo in quanto il processo di definizione dell’identità si
compie solo con la relazione con il mondo. L’efficacia dell’amore dipende da due
essenziali capacità: di ricominciare(si ricomincia quando il processo incontra un
insuccesso,e non è ripetizione ma continua ricerca) e capacità di cedere il passo(sa
riconoscere il momento in cui è giusto che i protagonisti dell’azione educativa cambino
ruolo,formando una nuova relazione).