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Bit Byte e Note

Raccolta di pagine di Wikipedia per un corso di informatica musicale

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bit, Byte e note

Avviamento all'Informatica Musicale

PDF generato attraverso il toolkit opensource ''mwlib''. Per maggiori informazioni, vedi [[[Link] [Link]
PDF generated at: Thu, 03 Mar 2011 [Link] UTC
Indice
Voci
Musica elettronica 1
Musica concreta 4
Musica digitale 6
Musica liquida 9
Musica sperimentale 13
Arte acusmatica 17
Musica elettroacustica 22
Vibrazione 23
Onda (fisica) 33
Frequenza 43
Lunghezza d'onda 44
Periodo (fisica) 46
Ampiezza 47
Acustica 48
Psicoacustica 52
Orecchio 55
Suono 58
Segnale acustico 62
Segnale elettrico 62
Analogico 64
Digitale (informatica) 65
Segnale discreto 66
Quantizzazione (elettronica) 67
Bit 69
Profondità di bit 71
Sample and hold 71
Pulse-code modulation 73
Campionamento 77
Campionamento (teoria dei segnali) 77
Conversione analogico-digitale 78
Convertitore analogico-digitale 79
Frequenza di campionamento 83
Teorema del campionamento di Nyquist-Shannon 85
Convertitore digitale-analogico 89
Modulazione Sigma-Delta 90
Aliasing 93
Filtro anti-alias 94
Dithering 96
Audio 105
Audio digitale 110
Clipping (audio) 112
Sintetizzatore 113
Sintesi granulare 121
Voltage-controlled filter 123
Oscillatore controllato in tensione 124
Amplificatore controllato in tensione 126
Campionatore 127
Elaborazione numerica dei segnali 130
DSP 131
Compressione del livello audio 133
Noise gate 138
Convoluzione 139
Riverbero 143
Chorus 146
Flanger 147
Phaser (musica) 148
Vibrato 148
Delay 149
Pitch shift 150
Leslie (musica) 151
Tremolo (musica) 153
Wow and Flutter 154
Filtro comb 154
Filtro passa alto 159
Filtro elimina banda 161
Filtro passa banda 163
Filtro passa basso 166
Frequenza di taglio 168
Risonanza elettrica 169
Inviluppo 171
ADSR 172
Oscillatore a bassa frequenza 173
Modulazione 173
Modulazione di frequenza 176
Modulazione a banda laterale singola 178
Modulazione di fase 182
Modulazione di ampiezza 183
Musical Instrument Digital Interface 187
Keyboard Follow 201
MIDI controller 201
General MIDI 204
Aftertouch 204
Informatica 205
Hardware 212
Software 214
Word clock 219
Scheda audio 219
Hard disk recording 221
Home recording 223
Registrazione multitraccia 224
Sequencer 228
Drum machine 232
Tracker 236
Musica tracker 241
Loop (musica) 242
Plugin (musica) 243
Virtual Studio Technology 245
Virtual Instruments 246
Orchestrazione virtuale 246
Cog (software) 247
Podcasting 249
Masterizzazione 253
Microfono 255
Microfono a condensatore 258
Missaggio 260
Mixer (consolle) 261
VU meter 265
Preamplificatore 266
Compact disc 267
Digital Audio Tape 275
S/PDIF 276
AES/EBU 279
ATRAC 282
Broadcast Wave Format 285
Codice (teoria dell'informazione) 287
Codec 288
Codifica di canale 290
Codice convoluzionale 292
Compressione dei dati 298
Compressione dati lossy 299
Compressione dati lossless 301

Note
Fonti e autori delle voci 305
Fonti, licenze e autori delle immagini 309

Licenze della voce


Licenza 313
Musica elettronica 1

Musica elettronica
Musica elettronica

Origini Musica sperimentale


stilistiche

Origini anni settanta, (Europa)


culturali

Strumenti Sintetizzatore, Drum machine, Sequencer, Tastiera, Campionatore, Vocoder


tipici

Popolarità Molto ben nota e diffusa dagli anni '70 fino ad oggi, soprattutto nei casi in cui viene utilizzata o fusa con altri generi
derivati, come Synthpop, Synth Rock, Dance e Hip Hop. Attualmente è in continua crescita,essendo ormai il genere
musicale più in voga,continua ad abbinarsi tra l'altro con altri generi,si pensa sia la musica universale in un prossimo
fituro,nel panorama musicale.
Generi derivati

Synthpop - Synth rock - Dance - Electro - Industrial


Categorie correlate

Gruppi musicali di musica elettronica · Musicisti di musica elettronica · Album di musica elettronica · EP di musica elettronica ·
Singoli di musica elettronica · Video e DVD di musica elettronica

Per musica elettronica si intende, in termini generali, la musica prodotta esclusivamente o prevalentemente con
strumentazione elettronica; ovvero con sintetizzatori, campionatori ed altri strumenti che non generano suoni
attraverso un processo meccanico. In tal senso, con l'evoluzione della tecnologia digitale, anche apparecchiature
come il personal computer sono diventati strumenti per produrre musica elettronica. La locuzione viene talvolta
assimilata, in modo non del tutto corretto, a quella di musica elettroacustica. Per questa ragione, poiché gran parte
della musica contemporanea è registrata, suonata, e scritta con l'ausilio di equipaggiamenti elettronici (sequencer,
hardware, software), l'espressione si applica in modo più appropriato a quei generi e a quelle opere musicali in cui
l'elettronica non costituisce semplicemente un mezzo utilizzato nel processo di creazione di una registrazione di un
brano musicale, ma è viceversa intrinseca alla natura stessa del brano, come nel caso di incisioni dominate da
sintetizzatori, campionatori, drum machine, sequencer e così via. Il che non significa comunque che questo genere di
musica abbia sempre caratteristiche immediatamente riconoscibili, dato che strumenti elettronici vengono spesso
usati per riprodurre sonorità naturali o meccaniche. Va dunque tenuto presente che in questo senso specifico,
l'espressione musica elettronica si può applicare a opere e artisti con intenti musicali estremamente diversi.
Da una matrice "colta", vicina alla musica contemporanea e a quella d'avanguardia, la musica elettronica si sviluppa
grazie al lavoro di compositori come Luciano Berio, John Cage, Franco Evangelisti, György Ligeti, Bruno Maderna,
Luigi Nono, Henri Pousseur, Steve Reich, Pierre Schaeffer, Karlheinz Stockhausen, Edgar Varèse, Iannis Xenakis e
Pietro Grossi. Questa prima generazione di compositori elettroacustici, particolarmente attiva negli anni Cinquanta e
Sessanta, è costituita dai pionieri della musica elettronica. La loro attività si svolge inizialmente presso le istituzioni
radiofoniche, gli unici enti che avevano la strumentazione necessaria e che investivano nelle apparecchiature
elettroniche. Presso gli studi della RTF di Parigi, Pierre Schaeffer e i suoi collaboratori sul finire degli anni Quaranta
avevano teorizzato e sviluppato la musica concreta. Con l'arrivo dei primi oscillatori questi studi divennero un fertile
terreno per la musica elettronica e la musica elettroacustica.
Da una matrice "leggera", sviluppandosi inizialmente con il lavoro di alcuni artisti e gruppi sperimentali degli anni
Sessanta, la musica elettronica ha uno sviluppo sostanzialmente eterogeneo, dovuto soprattutto al fatto che l'uso di
sintetizzatori e campionatori si è via via largamente diffuso in moltissimi generi, creando contaminazioni e
commistioni che spesso rendono difficile l'identificazione del genere stesso e il peso che la strumentazione
elettronica ha in esso. Accanto ai precursori fondamentali della musica elettronica tout-court, come Tangerine
Musica elettronica 2

Dream e Kraftwerk, alla diffusione del sintetizzatore contribuirono nomi legati maggiormente alla scena rock, come
Pink Floyd e Keith Emerson, che utilizzarono l'elettronica sia per creare atmosfere innovative, sia per riprodurre più
facilmente sonorità altrimenti vincolate ad esecuzioni strumentali complesse (ensemble di archi, ecc.)

Breve storia della musica elettronica


Quando fu scoperto il campo elettromagnetico uno degli effetti collaterali fu la produzione di suoni generati da esso:
il primo strumento elettronico che si ricorda è il theremin (dal nome del suo inventore, negli anni venti), che consiste
in una specie di antenna che traduce il campo elettromagnetico in suoni. Basta muovere le mani o altri oggetti per
modificare la disposizione di questo campo per ottenere dei suoni variabili. Dopo la seconda guerra mondiale, con
l'introduzione dei transistor e dei primi elaboratori elettronici molti sperimentatori sonori si interessarono alla
produzione di suoni derivanti dalle nuove tecnologie. Fino agli anni sessanta rimaneva una pratica per pochi, a causa
degli alti costi per procurarsi certe apparecchiature e per la relativa difficoltà nel loro uso sonoro. A partire dagli anni
settanta però la diffusione di macchine per la produzione di musica elettronica si allargò molto: sintetizzatori e
sequencer cominciarono a essere di uso comune e non più limitato all'avanguardia sperimentale. Negli anni ottanta la
diffusione di queste tecnologie si allargò sempre più fino a coinvolgere anche i primi computer a uso personale.
Negli anni successivi fino ad oggi, questo processo si è sempre più allargato rendendo la produzione di musica
elettronica sempre più alla portata di tutti. Basta una certa facilità nell'uso del computer e con costi molto bassi si
hanno a disposizione tutti i mezzi e i suoni possibili per comporre. Inoltre sono sempre disponibili le tecnologie
precedenti, che si possono sovrapporre ai computer, senza contare le possibilità di contaminazione con suoni acustici
o elettrici.
Negli ultimi anni, con la diffusione di internet, anche la distribuzione della musica può essere elettronica.
Tralasciando la distribuzione 'illegale' di mp3, molti produttori indipendenti decidono di distribuire le loro
produzioni su internet, con il vantaggio di ridurre di molto le spese e i tempi della distribuzione tradizionale. Le
netlabel (che sono in pratica delle etichette discografiche che usano internet per distribuire le loro produzioni) si
stanno sovrapponendo alle etichette indipendenti. L'elettronica è stato il primo genere naturalmente portato a usare
questo tipo di distribuzione, ma si sta progressivamente estendendo anche ad altri generi.

Alcuni dischi rilevanti


Un elenco sicuramente non esaustivo di opere che si evidenziano come significative nell'evoluzione della musica
elettronica, in vari periodi e relativamente a vari sottogeneri in cui l'uso di sintetizzatori e strumenti digitali è
preponderante o comunque rilevante per originalità e innovazione.

Nome dell'artista Titolo e anno

Harold Budd Pavilion Of Dreams - 1978

Walter Carlos Sonic Seasonings - 1972

Cluster Cluster - 1971

Current 93 Nature Unveiled - 1982

Deca Simbionte - 2002

Brian Eno Music For Airports - 1978

Faust Faust - 1971

John Foxx Metamatic - 1980

John Hassel Vernal Equinoxe - 1977

In The Nursery Koda - 1988

Jean Michel Jarre Oxygene - 1976


Musica elettronica 3

Kraftwerk Autobahn - 1974

Orb [Link] - 1992

Popol Vuh Hosianna Mantra - 1972

Robert Rich Rainforest - 1989

Steve Roach Dreamtime Return - 1988

Klaus Schulze Irrlicht - 1972

Tangerine Dream Alpha Centauri - 1971

Vangelis L'Apocalypse Des Animaux - 1972

Art of Noise Whos' Afraid Of - 1984

Voci correlate
• Electro Dance
• Elenco dei generi di musica elettronica
• Concerto di musica elettronica
• Electronic Dance Music
• Musica dance
• Eurodance
• Disco music
• Italo disco
• Italo dance
• Industrial
• Musica sperimentale
• Sintetizzatore
• Drum machine
• Sequencer
• Vocoder
• Tastiera
• House music
• Cosmo sound

Altri progetti
• Wikimedia Commons contiene file multimediali su Musica elettronica
• Wikizionario contiene la voce di dizionario «Musica elettronica»

Collegamenti esterni
• Storia della musica elettronica [1]
• Pietro Grossi [2]
• Tempo Reale [3]
Musica elettronica 4

Note
[1] http:/ / www. rockline. it/ articolo15. html
[2] http:/ / www. pietrogrossi. org
[3] http:/ / www. temporeale. it

Musica concreta
Musica concreta

Origini stilistiche musica elettroacustica

Origini culturali in Francia nel 1948 per opera di Pierre Schaeffer

Strumenti tipici

Popolarità

Categorie correlate

Gruppi musicali di musica concreta · Musicisti di musica concreta · Album di musica concreta · EP di musica concreta · Singoli di
musica concreta · Video e DVD di musica concreta

Musica concreta (Musique Concrète) è un genere musicale che ebbe origine dalle esperienze del compositore
francese Pierre Schaeffer nel 1948.[1]
Pierre Schaeffer parla di musica concreta intendendo il suono nella sua completezza; ovverosia il fatto di ascoltare il
suono in tutti i suoi aspetti (attacco sonoro, durata, inviluppo, densità di massa sonora, andamento, timbro,
frequenza, ampiezza etc.). Tale espressione si collocava in contrapposizione all'idea di "astrazione" che secondo
Schaeffer caratterizzava l'approccio musicale dominante (musica elettronica, musica strumentale). Cioè, il pensare la
musica per criteri astratti (armonia, contrappunto, notazione, dispositivi logici, etc.) piuttosto che elaborarla
concretamente attraverso il suono e l'ascolto.

Origini
Pierre Schaeffer fu ingegnere musicale all'interno degli studi della società radiotelevisiva francese (RTF). Questa
attività gli permise di utilizzare il vasto archivio discografico della radio e di cominciare a fare esperimenti sul suono
ed il rumore, ma soprattutto cominciò a maturare delle convinzioni innovative nell'ambito della composizione
musicale.
Assieme al musicista Pierre Henry ed al fisico Andrè Moles, fonda nel 1951 a Parigi il Groupe de Recherches de
Musiques Concrète.

« Noi abbiamo chiamato la nostra musica concreta, poiché essa è costituita da elementi preesistenti, presi in prestito da un
qualsiasi materiale sonoro, sia rumore o musica tradizionale. Questi elementi sono poi composti in modo sperimentale
mediante una costruzione diretta che tende a realizzare una volontà di composizione senza l'aiuto, divenuto impossibile, di
[1]
una notazione musicale tradizionale.  »

La possibilità di registrare il suono anche su nastro, apre orizzonti mai intravisti prima in tutta la storia della musica.
La Symphonie pour un homme seul del 1949 di Schaeffer ed Henry, in cui suoni strumentali si mescolano a suoni
presi dalla vita quotidiana dell'uomo (respiri, passi, fischi, porte che sbattono ecc.), ce ne offre un esempio.
Musica concreta 5

Analisi
Nei suoi studi, ed in particolar modo nel Traitè des objets musicaux, Schaeffer identifica la possibilità di cogliere,
all'interno delle varietà del “paesaggio sonoro” che ci circonda, diversi “oggetti sonori”. Grande attenzione va posta
però a non confondere l'oggetto sonoro con il corpo sonoro che lo ha prodotto, dal momento che ogni singolo corpo
sonoro “può produrre una quantità disparata di oggetti sonori, la cui varietà non può essere ricondotta alla loro
origine comune”. Egli inoltre elabora un sistema generale per la classificazione fisica degli oggetti sonori,
interessandosi non all'ambito acustico quanto a quello psicoacustico, chiamando questa operazione Solfège des
objects musicaux. La presenza dell'oggetto sonoro pone infatti l'ascoltatore di fronte a due diversi aspetti: l'aspetto
fisico e l'aspetto psicologico che mette in risalto l'ascolto indiretto di suoni che non avrebbero mai colpito la nostra
attenzione durante “l'esecuzione” dal vivo.
Con questo concetto, egli contrappone il nuovo modo di comporre, concreto appunto, a quello astratto della musica
strumentale. "Il nostro grande scopo è quello di far saltare le scogliere di marmo dell'orchestrazione occidentale, di
presentare nuove possibilità di composizione".
Il processo di creazione della composizione musicale è in questo caso inteso come atto compositivo tecnologico
dove l'esecuzione viene stravolta eliminando la presenza fisica dell'esecutore. In questo modo inoltre Schaeffer
attribuisce all'aggettivo “acusmatico” la distanza che separa un suono dalla sua fonte, anche se questa separazione è
da considerarsi un fatto mentale più che fisico in quanto l'altoparlante stesso rappresenta una fonte sonora.

Eredità
Non mancarono occasioni, da parte di questi rivoluzionari compositori, di portare la musica concreta nelle sale da
concerto, ma l'assenza di un interprete da vedere sul palco e la stranezza delle sonorità non convinsero il pubblico
che disertò le esecuzioni e la stampa che ignorò gli avvenimenti. Attualmente, un fantasma degli esperimenti
concreti di quegli anni riesce comunque a riecheggiare tra moderne composizioni che osano, ma non troppo,
diffondere nuovi ascolti al pubblico contemporaneo. Complici i media che con la grande diffusione inseriscono nel
flusso popolare queste rivoluzionarie sonorità. È il caso limite e stravagante, esempio tra vari, di Lipostudio and so
on (A Chanche To Cut Is A Chance To Cure - Matador, 2001) del duo statunitense Matmos. Gli elementi di musica
concreta sono composti assieme a suoni strumentali che indubbiamente ne ammorbidiscono l'ascolto.

Note
[1] Le muse, De Agostini, Novara, 1965, [Link], pag.388

Altri progetti
• Wikimedia Commons contiene file multimediali su Musica concreta
Musica digitale 6

Musica digitale
Con il termine musica digitale si intende una qualsiasi composizione musicale convertita in segnale digitale.
Per ottenere la conversione, il segnale audio prelevato da un microfono e trasformato in un equivalente segnale
elettrico, viene inviato ad un convertitore analogico-digitale, un dispositivo elettronico che provvede a generare un
flusso di dati digitali, rappresentanti il segnale audio originale. Il flusso di dati digitali può essere semplicemente
registrato sottoforma di file su nastro magnetico, hard disk o disco ottico. Ovviamente, durante il passaggio che
consiste nella trasformazione da segnale analogico a segnale digitale, una parte delle armoniche sonore che
compongono il segnale originale vengono perse e non compaiono nel segnale digitale finale, il degrado è abbastanza
avvertibile se la conversione avviene nello standard CD Audio definito nel 1979 da Sony e Philips, il quale fissa il
campionamento a 44.1 Khz, adottando frequenze di campionamento multiple di questo standard, la perdita di qualità
sonora nella conversione risulta molto minore, indistinguibile all'orecchio dal segnale analogico, il cui riferimento
tipico è il disco in vinile. Il file digitale registrato può essere sottoposto ad un successivo trattamento di
compressione allo scopo di ridurne le dimensioni, questo passaggio, a seconda del sistema di compressione
utilizzato, può comportare una perdita irreversibile di dati oppure no, ovviamente la maggiore efficienza nel ridurre
di dimensioni il file musicale, viene ottenuto dai sistemi che comportano la perdita di alcuni dati, in ogni caso,
l'efficienza degli algoritmi implementati allo scopo, basati sulla psicoacustica dell'orecchio umano, è tale da produrre
un degrado minimo, nonostante una notevole eliminazione di dati. Il vantaggio principale della musica digitale
consiste nella possibilità di copiarla in modo facile e rapido per un numero indefinito di volte, senza mai alterarne il
segnale di partenza. La possibilità di generare un numero indefinito di copie di un brano musicale, ha creato ovvi
problemi di diritti d'autore. Per evitare la realizzazione di copie non autorizzate, sono stati introdotti da parte dei
produttori discografici, dei formati digitali, i quali, utilizzando un particolare algoritmo di crittografia, impediscono
automaticamente la copia non autorizzata dei file.

Storia
La prima produzione di musica digitale nota fu realizzata dal computer australiano CSIRAC nel giugno del 1951.[1]
Nello stesso anno i tecnici della BBC registrarono la musica prodotta dal computer Ferranti Mark I creando la prima
registrazione di musica digitale.[2] Per molti anni la musica digitale comunque rimase limitata ai laboratori dato
l'elevato costo dell'elettronica. Con gli anni ottanta la rivoluzione dell'elettronica permise la nascita di sistemi
economici in grado di gestire ed elaborare la musica digitale. Questa si affermo con la diffusione dei Compact Disc. I
compact disc data l'elevata qualità del suono si diffusero rapidamente e a metà degli anni novanta iniziarono a
soppiantare le registrazioni analogiche.
Alla fine del secondo millennio, con l'avvento di programmi di
peer-to-peer come Napster, l'industria musicale ha fronteggiato una
crisi che dura fino ai giorni nostri, dovuta al drammatico calo di
vendite di Cd e singoli causato dal successo di questi tipi di
programmi, che incoraggiavano la pirateria informatica e lo scambio
illegale di brani musicali attraverso la rete internet.

A fianco delle continue azioni legali che le grandi etichette


discografiche hanno intrapreso contro i creatori e gli utenti di tali
programmi, sono partite contemporaneamente anche le contromosse
per riguadagnare il denaro perso: consci dell'impossibilità di sradicare Grafico che mostra i dati di crescita delle utenze
di Napster nel 2001
dalla mentalità soprattutto giovanile il desiderio di avere "tutto e
Musica digitale 7

subito" e dei progressi tecnologici, le grandi major hanno preferito legalizzare l'attività di vendita on-line di musica.
Napster stesso è stato acquistato dal gruppo tedesco Bertelsmann AG nel 2002 ed ha da quel momento in poi
cominciato a vendere musica legalmente distribuita dalle etichette.
La parte del "leone" in questo settore l'ha svolta all'inizio l'iTunes Store, creato nel 2003 come ramo del lettore
multimediale Apple iTunes. Già nel dicembre 2003 il numero di canzoni singole vendute ha superato le 25000 unità.
Nel 2004 iTunes rappresentava il 70% del mercato di musica digitale. Col tempo iTunes si è poi espanso anche nel
settore cinematografico, cominciando a vendere film, episodi di serie tv e audiolibri.
La nascita della musica in digitale ha segnato però il tramonto e la profonda agonia del singolo in quanto formato
discografico. Se le vendite degli album in qualche modo hanno retto l'ondata grazie alla ricchezza di contenuti che un
album può offrire oltre alle canzoni in sé (si pensi al booklet, o semplicemente al disco come concetto artistico in cui
i vari brani sono correlati tra loro musicalmente e tematicamente), i singoli invece agli occhi dell'utente moderno non
hanno più alcun interesse, in quanto oggi per acquistare quella particolare canzone che viene trasmessa alla radio o in
tv non bisogna nemmeno uscire di casa, ma basta collegarsi ad internet e scaricarla (legalmente o meno). In Italia nel
gennaio 2008 la FIMI ha annunciato l'interruzione della pubblicazione della classifica dei singoli più comprati,
mantenendo solamente quella dei brani più scaricati dalla rete, con queste parole: "Dal 45 giri in vinile si è passati al
cd singolo ed ora al supporto "liquido", è il segnale di un'era che si sposta verso il digitale"[3] .
Oggigiorno il mercato della musica digitale è in crescita costante ed ha raggiunto un fatturato mondiale di 3 miliardi
di dollari[4] .
Questa rivoluzione tecnologica che permette la registrazione ad alta qualità di musica e soprattutto l'estrema facilità
della sua condivisione immediata tramite la rete ha prodotto una rivoluzione anche tra gli stessi artisti del concetto
stesso del loro lavoro: ora gli artisti hanno capito che è possibile "bypassare" le lunghe attese e i problemi per la
produzione di un album completo semplicemente mettendo in rete la musica appena registrata. Il mercato musicale
attuale comincia a presentare scenari in cui una band finisce di registrare un pezzo e, senza aspettare di riuscire a
riempire un album, lo mette in vendita su un qualsiasi negozio musicale o persino sul proprio sito, creando così
discografie in cui accanto agli album compaiono singole tracce, slegate dalle altre registrazioni. A questo proposito
si segnala nell'ottobre del 2007 l'iniziativa dei Radiohead, che si sono dimostrati dei precursori in questo, di
pubblicare il loro attesissimo nuovo album In Rainbows come download legale sul loro sito, dando addirittura la
possibilità agli acquirenti di scegliere il prezzo a cui comprare l'album, a partire addirittura da 0 euro, cioè gratis. La
notizia ha avuto un'enorme eco pubblicitario per la portata dell'azione ed ha portato alle prime riflessioni
sull'esistenza di una coscienza degli acquirenti dalla rete: acquisteranno l'album al prezzo solito (20 euro di media in
Italia) lo pagheranno quanto si paga un album digitale (10 euro) o sfrutteranno l'occasione? I dati sono molto confusi
e si è assistito ad un balletto di cifre non indifferente sia sul guadagno totale (che alcuni ipotizzano addirittura sui 10
milioni di dollari in un solo giorno[5] ) che sulla percentuale di utenti che lo hanno scaricato gratis (alcuni sondaggi
riportano cifre che vanno dal 30% al 60%[6] ). Fatto sta comunque che quando due mesi dopo è stato pubblicato in
maniera tradizionale su Cd è entrato direttamente al numero 1 sia in America che in Gran Bretagna.[7]
Un altro aspetto di tale rivoluzione è la crescente voglia da parte di gruppi emergenti di entrare nel mercato
discografico in modi diversi dal passato, facendosi prima conoscere su internet. Gli esempi più clamorosi di gruppi
musicali diventati oggetti di culto in rete ancora prima di avere un contratto discografico "regolare" sono Arctic
Monkeys e Lily Allen, entrambi artisti entrati nella Top 10 britannica. Si sta rivelando un grande strumento in questo
senso la comunità online MySpace, che permette di caricare gratis brani musicali sulla propria pagina personale. Un
altro aspetto correlato del fenomeno è la nascita delle cosiddette netlabel, cioè una specie di etichetta discografica
ma che vive su internet.
Musica digitale 8

Formati musicali
I formati musicali più diffusi nel mondo informatico sono:
• AAC
• WMA
• Wave
• MP3, acronimo dell'algoritmo di codificazione Mpeg-I Layer III (MP3 = MPIII = MPeg-i layer III)
• MIDI
• Ogg Vorbis

Note
[1] CSIRAC: Australia’s first computer (http:/ / www. csiro. au/ science/ ps4f. html)
[2] La prima registrazione musicale informatica (http:/ / punto-informatico. it/ p. aspx?i=2325233)
[3] [Link] (http:/ / www. fimi. it/ dettaglio_documento. asp?id=910& idtipo_documento=1)
[4] [Link] (http:/ / www. fimi. it/ dettaglio_documento. asp?id=919& idtipo_documento=1)
[5] Radiohead, In Rainbows tra P2P e stime di vendita ufficiose [[Link]] (http:/ / www. megalab. it/ news. php?id=1863)
[6] Si vedano ad esempio (http:/ / pazziaumana. blogspot. com/ 2007/ 11/ radiohead-e-in-rainbows-fallimento-o. html) e (http:/ / entertainment.
timesonline. co. uk/ tol/ arts_and_entertainment/ music/ article2633798. ece)
[7] Radiohead - In Rainbows (http:/ / acharts. us/ album/ 31384)

Voci correlate
• Audio digitale
• Napster
• iTunes Store
• Digital Rights Management
• Spotify

Collegamenti esterni
• [Link] ([Link] forum di composizione musicale in digitale
• Musicblob ([Link] "l'universo della musica digitale in tutte le sue sfaccettature"
Musica liquida 9

Musica liquida
Il termine musica liquida[1] [2] [3] [4] è un
neologismo sempre più frequentemente
utilizzato nelle riviste di musica, HIFI,
informatica, tecnologia e soprattutto sul web
per indicare quella porzione della musica
fruibile dal grande pubblico
indipendentemente da un qualsiasi supporto
fisico (CD, vinile, nastro). Tuttavia, se di
neologismo si tratta, e infatti il termine non
è al momento considerato in nessuna
enciclopedia, è anche vero che negli ultimi
due anni la sua diffusione nelle riviste di
settore e nei portali web è stata tumultuosa:
Musica Liquida?
basti pensare che attualmente, digitando
"musica liquida" su Google compaiono ben
13.400 siti in cui tale termine è presente.

Storia
Non è facile definire il momento esatto in
cui il termine "musica liquida" sia stato
coniato, tuttavia vi sono importanti riviste
italiane di HIFI che hanno iniziato ad
utilizzarlo sistematicamente più o meno a
partire dal maggio 2007, subito dopo lo
storico accordo del 2 aprile fra la Apple e la
EMI[5] [6] [7] che prevedeva la possibilità di
scaricare da iTunes file musicali di qualità
migliore (256 Kbit/sec in luogo dei 128
Kbit/sec.) e soprattutto liberi dal DRM. In
particolare, la rivista SUONO[8] uscì a
maggio 2007 con una storica copertina
raffigurante un CD nell'atto di sciogliersi e
con un titolo inequivocabile: musica liquida.
Tale scelta politica, chiaramente innovativa,
fu molto discussa e anche criticata dagli
audiofili più affezionati ai classici formati
analogici (LP) e digitali (CD, SACD, DVD La storica copertina del N° 404 della rivista audio italiana SUONO
audio) e diffidenti nei confronti dei formati
liquidi scaricabili, allora disponibili praticamente solo in formati compressi.
Musica liquida 10

File compressi e non


compressi
Nei tempi immediatamente successivi, i file
musicali scaricabili da internet hanno
previsto sempre più frequentemente
differenti formati digitali, più o meno
compressi e del tutto recentemente, non
compressi, che stanno rivoluzionando in
questi anni le metodiche di diffusione della
musica ad alta qualità.

Le notizie relative alla cosiddetta musica


digitale (scaricabile dal web) e ai formati
musicali compressi (mp3, AAC, ogg, ecc.)
sono ampiamente descritte nella voce
relativa; trattasi di files musicali che hanno
avuto ampia diffusione soprattutto grazie ai
server e alle piattaforme di scambio peer to
peer come Napster, Audiogalaxy[9] ,
LimeWire, Emule ecc. e successivamente
con la diffusione delle piattaforme per
l'acquisto dei suddetti file come la già citata
iTunes. Il "Punto Zero"

Negli anni passati, la relativa lentezza delle


connessioni ad internet, unitamente ai limiti
dei supporti fisici di immagazzinamento dei
dati (Hard Disk) avevano imposto un
sistema di compressione di tali files, il più
popolare dei quali è sicuramente
rappresentato dal formato mp3.
Attualmente, invece, grazie alla disponibilità
e alla diffusione crescente della banda larga
(ADSL) e di periferiche di memorizzazione
dei dati sempre più capienti e veloci, come
gli hard disk portatili e le memorie flash, si
sta diffondendo anche la disponibilità in rete
di files musicali non compressi, spesso ad
alta risoluzione (24 bit, campionamenti a
44.1, 48, 88.2, 96, 176.4, 192 KHz). Un moderno impianto HIFI con sorgenti analogiche/digitali tradizionali e
apparecchiature per il download e l'ascolto di musica liquida
Musica liquida 11

Reperimento della "musica


liquida"
La piattaforma per lo scaricamento legale di
files musicali più celebre e diffusa è iTunes
di Apple che utilizza il formato compresso
AAC, ma ce ne sono moltissime altre e,
generalmente utilizzano il formato mp3
(MicMacMusic[10] , MSN Music[11] ,
Mindawn[12] , Jamendo, Soundclick[13] ) e il
loro numero è in continua crescita.

I file musicali ad alta risoluzione si possono


scaricare dai siti della Linn[14] , NAIM[15] ,
Deutsche Grammophon, HDTracks[16] , e
alcuni altri; è ragionevole prevedere un Un moderno Server Musicale basato su iTunes/Mac-Mini, un cavo USB e un DAC

veloce incremento dei siti per lo


scaricamento dei file musicali ad alta risoluzione nei prossimi mesi.

Significato dei file musicali ad elevata risoluzione (HD) e loro reale necessità
In un'epoca nella quale le major, in accordo con i principali colossi della vendita di musica online, hanno già deciso
il destino dei vari supporti e formati musicali (leggasi: morte del CD, del SACD e del DVD audio, sopravvivenza e
lieve aumento della diffusione di LP incisi su materiale vinilico di alta qualità destinati soprattutto al pubblico
audiofilo, diffusione planetaria e assoluto predominio della musica liquida), sorge spontanea la domanda: trattasi di
vero progresso o è semplicemente un altro tentativo di scuotere un mercato da anni in crisi profonda?
Se, come sostengono alcuni audiofili, è vero il fatto che la qualità fornita dal supporto analogico (LP e soprattutto
nastro a bobina) sia superiore a quella fornita dal classico Compact Disc con campionamento a 44.1 KHz[17] , ma che
quest'ultima rimanga molto superiore a quella di un file mp3, proporre e vendere (da una parte), quindi cercare e
scaricare (dall'altra) file musicali in HD può avere senso solo nell'ottica del superamento da parte di questi ultimi
della massima qualità ottenibile con il supporto CD, il che vuol dire avvicinarsi molto alla qualità dei master
originali. In realtà, la qualità finale di un'incisione discografica dipende soprattutto dalla qualità della registrazione,
del mixaggio e della produzione artistica e molto, ma molto meno dal tipo di supporto con la quale viene ascoltata[18]
.
Un recente studio pubblicato sul Journal of the Audio Engineering Society[19] che ha confrontato in doppio cieco il
formato classico del CD a 16 bit/44.1 KHz con l'HD a 24 bit/192 KHz (DVD audio) su 60 ascoltatori sottoposti
complessivamente a 554 test nel periodo di un anno, ha dimostrato che, a parità di qualità dell'incisione (medesimo
mastering) nessun soggetto è in grado di distinguere fra qualità del CD e qualità dell'HD. Tuttavia Gli autori dello
studio concludono anche che "virtualmente tutti i SACD e DVD audio suonano meglio, spesso molto meglio del
CD". Questo non è dovuto alla maggiore risoluzione, ma alla migliore qualità dell'incisione, del mixaggio e della
produzione artistica delle registrazioni che vengono poi proposte dalle etichette discografiche nei supporti ad alta
definizione, che siano essi solidi o liquidi[20] .
Musica liquida 12

Formati musicali liquidi


I formati musicali più diffusi sono:
• AAC
• WMA
• Wave
• AIFF
• MP3
• APE
• FLAC
• Ogg Vorbis

Note
[1] Musica liquida: Il futuro dell'Hi-Fi, anche per i giovani (articolo online di Annuario Audio) (http:/ / www. annuarioaudio. it/ music_liq. html)
[2] Sito web della rivista AudioFileMusic (http:/ / www. audiofilemusic. com/ AnteprimaMusicDownload. asp)
[3] Perché la musica liquida è meglio del CD (articolo online) (http:/ / www. dday. it/ redazione/ 592/ Perch-la-musica-liquida-meglio-del-CD.
html)
[4] Musica Liquida (articolo online) (http:/ / www. ut-musica. com/ ascoltare-la-musica/ musica-liquida)
[5] SUONO N° 404, Maggio 2007, pagg. 18-22 "Da solida a liquida: la trasformazione della musica"
[6] Audioreview N° 279, pag 6, "Attenti all'Audio": Editoriale di Paolo Nuti
[7] Vol. 434 della Rubrica della Posta di TNT-Audio, Luglio 2007 (http:/ / www. tnt-audio. com/ lettere/ letter434. html)
[8] Sito della storica rivista HIFI italiana SUONO (http:/ / www. suono. it/ )
[9] Sito storico di download illegale di files mp3, attualmente chiuso (http:/ / www. audiogalaxy. com/ )
[10] Piattaforma web MicMacMusic (http:/ / www. micmacmusic. com/ )
[11] Piattaforma web MSN Music (http:/ / music. msn. com/ )
[12] Piattaforma web Mindawn (http:/ / www. mindawn. com/ )
[13] Piattaforma web Soundclick (http:/ / www. soundclick. com/ )
[14] Sito web della Linn Records (http:/ / www. linnrecords. com/ )
[15] Sito web della NAIM Label (http:/ / www. naimlabel. com/ )
[16] Sito web di HDTracks (https:/ / www. hdtracks. com/ )
[17] "I Miracoli dell'Analogico", articolo di Le Guide di FDS (https:/ / docs. google. com/
leaf?id=0B2KAxciGwrubNmI3NGJhMDctZDkyYS00ZGZjLWFiNTctMTBlMmQ3OGZlM2E5& hl=it)
[18] Ancora CD contro LP, lettera a TNT-Audio (http:/ / www. tnt-audio. com/ lettere/ letter435. html#2)
[19] Sito web della rivista Journal of the Audio Engineering Society (http:/ / www. aes. org/ journal/ )
[20] Link del report dello studio pubblicato sul Journal of the Audio Engineering Society sul confronto in doppio cieco fra CD e HD (http:/ /
www. audiojunkies. com/ blog/ 1254/ does-highres-audio-really-sound-better)

Voci correlate
• Audio digitale
• Napster
• iTunes Store
• Digital Rights Management
• Loudness War
Musica liquida 13

Collegamenti esterni
• (IT) [Link] ([Link] forum di composizione musicale in digitale
• (IT) Musicblob ([Link] "l'universo della musica digitale in tutte le sue sfaccettature"

Musica sperimentale
Musica sperimentale

Origini stilistiche Avanguardia


Musique concrete
Musica artistica

Origini culturali è un termine coniato dal musicista John Cage nel 1955; corrisponde a un qualsiasi tipo
di musica che si contrappone a tutto ciò che è la musica

Strumenti tipici Varie principalmente elettronici (sintetizzatore, vocoder, campionatore)

Popolarità 1974 - ad oggi


Sottogeneri

Musica elettroacustica
Generi derivati

Avant-garde metal - Glitch - Experimental rock - Rock progressivo - IDM - Experimental Techno - Avant-progressive rock
Generi correlati

Musica contemporanea
Serialismo
Free jazz
Categorie correlate

Gruppi musicali musica sperimentale · Musicisti musica sperimentale · Album musica sperimentale · EP musica sperimentale ·
Singoli musica sperimentale · Video e DVD musica sperimentale

Musica sperimentale è un termine coniato dal musicista John Cage nel 1955. Cage
definì che "l'azione sperimentale è il risultato di ciò che non è previsto" (Cage 1961,
pag. 39), ed è stato particolarmente interessato ad opere che ha eseguito in un'alea
musicale (Mauceri 1997, pag. 197).

Definizione
In tal senso, si è giunti a specificare che a questa corrisponde un qualsiasi tipo di
musica che si contrappone a ciò che è la musica. La musica d'avanguardia è un altro
sinonimo di questa. David Cope descrive la musica sperimentale: "che rappresenta il
rifiuto allo status quo" (Cope, 1997, 222).

Origine del nome Moodswinger, Yuri Landman

Michael Nyman (1974) utilizza il termine "sperimentale" per descrivere i lavori dei
compositori americani (John Cage, Christian Wolff, Earle Brown, Meredith Monk, Malcolm Goldstein, Morton
Feldman, Terry Riley, La Monte Young, Philip Glass, John Cale, Steve Reich, etc.) in opposizione all'avanguardia
Musica sperimentale 14

europea dello stesso periodo (Karlheinz Stockhausen, Pierre Boulez, Iannis Xenakis). La parola "sperimentale" in
altri casi "fornisce la comprensione di se stessa, che non deve essere interpretato come una descrizione di un atto che
può essere giudicato come successo o fallimento, ma semplicemente come un'azione di cui l'esito è sconosciuto"
(Cage 1961, 13).

Caratteristiche
Secondo David Nicholls, "...più generalmente, la musica d'avanguardia può essere vista come un'ala più oltranzista
della tradizione, mentre la musica sperimentale si trova al di fuori di essa" (Nicholls 1998, 318). Tale tradizione
costituisce l'eredità delle pratiche comuni della musica artistica occidentale, con il concetto dello sfruttamento della
complessività, l'eredità storica, le intenzioni del compositore ed altre caratteristiche. In generale, e soprattutto
originalmente, la musica sperimentale prendeva ispirazione dalle teorie musicali non-Occidentali e ricorreva all'uso
di partiture di tempo variabili. Si potrebbe ispirare (direttamente in generazione di sistemi) ad altre forme di
informazione; coloro che la praticano, potrebbero o non potrebbero, essere dei professionisti nel senso comune del
termine, anche se possono essere assai formati nel loro campo ed abili in esso.
Leonard B. Meyer, d'altra parte, include nella "musica sperimentale" compositori come Berio, Boulez e Stockhausen,
nonché le tecniche di "totale serialismo" (Meyer 1994, 106–107 and 266), tenendo conto che "che non esiste
un'unica, o addirittura preminente, musica sperimentale, ma piuttosto una serie di diverse idee e metodi di essa"
(Meyer 1994, 237).
Come altre forme musicali che si spingono ai limiti di una particolare forma di espressione, non ci sono accordi per i
confini della musica sperimentale, anche tra i suoi musicisti. Da una parte, alcuni tipi della musica sperimentale sono
altro che stili musicali non convenzio