MAPETHERM
Quaderno Tecnico
Quaderno Tecnico
MAPETHERM
ADESIVI • SIGILLANTI • PRODOTTI CHIMICI PER L’EDILIZIA
Quaderno Tecnico
MAPETHERM
PAG. 04 1 L’ISOLAMENTO TERMICO
PAG. 05 1.1 COS’È L’ISOLAMENTO TERMICO
PAG. 07 1.2 PONTI TERMICI
PAG. 09 1.3 CONDENSE E MUFFE
PAG. 11 1.4 TRASPIRABILITÀ
PAG. 12 2 IL QUADRO NORMATIVO
PAG. 19 2.1 REAZIONE AL FUOCO
PAG. 22 3 L’EFFICACIA DEL SISTEMA D’ISOLAMENTO
TERMICO A CAPPOTTO
PAG. 22 3.1 EDIFICI CON E SENZA CAPPOTTO
PAG. 25 3.1.1 ESEMPIO DI ESEMPIO DI EDIFICIO ESISTENTE NON ISOLATO
PAG. 26 3.1.2 ESEMPIO DI ESEMPIO DI EDIFICIO ESISTENTE RIQUALIFICATO CON
CAPPOTTO
PAG. 27 3.2 EFFICACIA INVERNALE ED ESTIVA
PAG. 29 3.2.1 ESEMPIO DI EDIFICIO ESISTENTE RIQUALIFICATO CON ISOLANTE IN
INTERCAPEDINE
PAG. 31 3.2.2 ESEMPIO DI EDIFICIO ESISTENTE RIQUALIFICATO CON ISOLANTE
DALL’INTERNO
PAG. 33 3.3 ESEMPI DI STIME DI RISPARMIO: ENERGETICO, EMISSIONI,
ECONOMICO
PAG. 34 3.4 TUTTI I VANTAGGI DEL CAPPOTTO MAPETHERM
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Quaderno Tecnico
MAPETHERM
PAG. 37 4 IL SISTEMA A CAPPOTTO
PAG. 37 4.1 I COMPONENTI
PAG. 38 4.2 CARATTERISTICHE E PRESTAZIONI DEI COMPONENTI
PAG. 38 4.2.1 SUPPORTO
PAG. 39 4.2.2 ADESIVO
PAG. 39 4.2.3 PANNELLO ISOLANTE
PAG. 40 4.2.4 TASSELLO
PAG. 40 4.2.5 RASANTE (INTONACO DI FONDO)
PAG. 41 4.2.6 RETE D’ARMATURA
PAG. 41 4.2.7 PRIMER
PAG. 42 4.2.8 RIVESTIMENTO DI FINITURA
PAG. 42 4.3 I SISTEMI MAPETHERM
PAG. 45 5 LA PROGETTAZIONE E LA SCELTA DEL SISTEMA
PAG. 47 5.1 LA SCELTA DELL’ADESIVO E DEL RASANTE
PAG. 50 5.2 LA SCELTA DEL PANNELLO ISOLANTE
PAG. 51 5.2.1 ISOLAMENTO TERMICO
PAG. 52 5.2.2 ISOLAMENTO ACUSTICO
PAG. 53 5.2.3 REAZIONE AL FUOCO (COMPORTAMENTO)
PAG. 54 5.2.4 RESISTENZA MECCANICA
PAG. 54 5.2.5 STABILITÀ
PAG. 55 5.2.6 ASSORBIMENTO D’ACQUA
PAG. 55 5.2.7 PERMEABILITÀ AL VAPORE (TRASPIRABILITÀ)
PAG. 56 5.2.8 COMPOSIZIONE NATURALE
PAG. 56 5.2.9 CONCLUSIONI
PAG. 57 5.3 LA SCELTA DEL TASSELLO (FISSAGGIO MECCANICO)
PAG. 58 5.4 LA SCELTA DELLA FINITURA
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PAG. 65 6 LA CORRETTA REALIZZAZIONE DEL SISTEMA
MAPETHERM
PAG. 66 6.1 LA PREPARAZIONE DEI SUPPORTI
PAG. 66 6.1.1 EDIFICI IN MURATURA IN PIETRA E MATTONI
PAG. 67 6.1.2 EDIFICI IN C.A. O IN MURATURA INTONACATI
PAG. 68 6.1.3 MURATURE E/O STRUTTURE IN CALCESTRUZZO FESSURATE
PAG. 69 6.1.4 STRUTTURE E/O ELEMENTI IN CALCESTRUZZO
PAG. 70 6.2 POSA DEI PROFILI DI CONTENIMENTO E PROTEZIONE
PAG. 71 6.3 POSA DEI PANNELLI ISOLANTI
PAG. 74 6.4 FISSAGGIO MECCANICO (TASSELLATURA)
PAG. 76 6.5 ELEMENTI DI RINFORZO E PROTEZIONE
PAG. 76 6.6 REALIZZAZIONE DELLA RASATURA ARMATA (INTONACO DI FONDO
CON ARMATURA)
PAG. 78 6.7 PROTEZIONE DEL SISTEMA
PAG. 78 6.8 REALIZZAZIONE DEL RIVESTIMENTO DI FINITURA
PAG. 80 7 I COMPONENTI DEL SISTEMA MAPETHERM
PAG. 80 7.1 ADESIVI E RASANTI
PAG. 82 7.2 PANNELLI ISOLANTI
PAG. 83 7.3 ACCESSORI
PAG. 86 7.4 PRIMER E FINITURE
PAG. 97 8 I SERVIZI MAPEI
PAG. 98 9 I DETTAGLI COSTRUTTIVI E I NODI CRITICI
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Quaderno Tecnico
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1. L’ISOLAMENTO TERMICO
Il presente Quaderno Tecnico è parte integrante delle certificazioni di
sistema previste dalle linee guida europee, si prefigge di diffondere la
conoscenza dei sistemi d’isolamento termico a cappotto (ETICS – External
Termal Insulation Composite System) e di dare precise risposte in merito
agli aspetti tecnici relativi alle sue prestazioni, ai materiali costituenti, alle
corrette modalità di posa e di progettazione, ai raccordi critici, al quadro
normativo vigente, oltre che cercare di semplificare alcuni concetti fisici
ad esso legati.
Alcune nozioni generali sono riportate a completamento d’informazione e
le linee guida devono essere verificate in base agli eventuali regolamenti
e norme nazionali.
La prestazione energetica di un edificio è primariamente determinata dalle
prestazioni isolanti dell’intero involucro.
Un efficiente isolamento termico degli edifici deve avere come obiettivo il
raggiungimento di una corretta temperatura non solo dell’aria, ma anche
dei muri, dei pavimenti e dei soffitti. La sensazione di freddo, infatti,
deriva da una bassa temperatura ambientale, ma anche da una ridotta
temperatura degli elementi di protezione orizzontale e verticale.
Per avere una sensazione di comfort occorre che i muri di casa siano ben
caldi e per evitare che si raffreddino bisogna coibentarli, cioè applicare
attorno ad essi un “caldo cappotto” di isolante.
L’esatto contrario deve avvenire nelle stagioni calde, quando i muri
devono surriscaldarsi il meno possibile e, pertanto, devono essere protetti
esternamente da uno “scudo” di isolante.
Un sistema d’isolamento termico ha lo scopo di ostacolare il passaggio del
calore: dall’interno verso l’esterno in inverno e dall’esterno verso l’interno
in estate; la sua efficacia è notevole in tutte le stagioni e in tutti i climi.
Un sistema d’isolamento termico è indispensabile per realizzare costruzioni
in base ai criteri di sostenibilità ambientale, risparmio economico e comfort
abitativo.
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1.1 COS’È L’ISOLAMENTO TERMICO
L’isolamento termico permette di avere le migliori condizioni abitative in
tutte le situazioni e non deve essere realizzato sommariamente, ma deve
soddisfare requisiti ben precisi.
Per gli edifici di nuova costruzione e per la riqualificazione energetica di
quelli esistenti, le normative vigenti prevedono un limite massimo per il
valore di Trasmittanza U (W/m²K); tale valore esprime la dispersione del
calore che avviene attraverso un metro quadrato della parete, progettata o
realizzata, in un’ora di tempo, per una differenza di un grado di temperatura
tra le due facce della costruzione (interna ed esterna). Banalizzando la
definizione, la Trasmittanza U rappresenta quanto calore si trasmette
(disperde) dall’interno verso l’esterno dell’edificio nella stagione invernale.
Minore è il valore di U, minore è il passaggio del calore, maggiore è quindi
la prestazione isolante della parete realizzata o riqualificata.
Ogni materiale edile (laterizi, isolanti, ecc) è caratterizzato da una propria
attitudine a trasmettere il calore, chiamata Conduttività termica λ, che è
determinata sperimentalmente e si esprime in W/mK.
Minore è il valore di λ, minore è la capacità del materiale di trasmettere il
calore, maggiore è quindi la sua capacità coibente.
Oltre alla conduttività termica, è importante considerare anche la
Capacità inerziale (o la Capacità termica) di un materiale, cioè la sua
capacità di accumulare calore per poi rilasciarlo successivamente,
espresso in J/K.
Per esempio in inverno, maggiore è la capacità inerziale della parete
interna, maggiore è la capacità della struttura di accumulare calore quando
è disponibile (impianto di riscaldamento acceso), per rilasciarlo quando si
raggiunge la temperatura impostata, ottenendo così un notevole risparmio
di combustibile.
In estate, maggiore è la capacità inerziale, maggiore è la capacità della
struttura di accumulare calore nelle ore più calde rallentandone l’ingresso
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nei locali interni, per rilasciarlo nelle ore notturne quando è possibile
ventilare gli ambienti.
L’isolamento a cappotto massimizza entrambi questi effetti.
La qualità estiva di un involucro edilizio è valutata in riferimento alle
condizioni di comfort raggiunte negli ambienti interni e per comprendere
meglio tale concetto consideriamo due dei parametri in gioco:
• Sfasamento (φ) dell’onda termica: rappresenta il tempo, misurato in
ore, che intercorre tra il picco di temperatura sul lato esterno e quello
interno di una struttura edilizia – maggiore è lo sfasamento, migliore è
la capacità della struttura di ritardare l’onda termica e quindi migliore è
la prestazione.
• Fattore di attenuazione (fa) dell’onda termica: rappresenta la
diminuzione d’ampiezza (attenuazione) che subisce l’onda termica
attraversando la struttura edilizia – minore è il fattore di attenuazione,
migliore è la capacità della struttura di smorzare l’onda termica.
È immediato comprendere come l’isolamento termico delle pareti possa
essere ottimizzato agendo solamente su due parametri: la natura dei
materiali utilizzati (quindi la loro capacità coibente ed inerziale) ed il loro
spessore.
La corretta progettazione di un involucro deve quindi tenere conto di
diversi parametri e del contesto nel quale l’edificio è ubicato: un involucro
molto prestazionale nei confronti del freddo potrebbe non essere ottimale
in quelli del caldo.
A questo va aggiunta la giusta sequenza degli strati dei materiali utilizzati;
una diversa disposizione degli stessi materiali cambia, infatti, in maniera
piuttosto significativa la prestazione totale in termini di: difesa nei confronti
di caldo e freddo, inerzia termica, punto di rugiada, ecc.
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1.2 PONTI TERMICI
Si tratta di discontinuità nell’isolamento termico e rappresentano la via
preferenziale attraverso la quale il calore si trasmette.
Determinano dispersioni, patologie e scarso comfort:
• dispersioni di calore verso l’esterno in inverno, con conseguente
raffreddamento degli ambienti interni ed aumento di consumi per il
riscaldamento;
Edificio privo di isolamento a cappotto in cui si • trasmissione del calore verso l’interno in estate, con conseguente
evidenziano i ponti termici della struttura (travi e pilastri).
I tamponamenti in muratura presentano aggressioni
biologiche in quanto più freddi
surriscaldamento degli ambienti interni ed aumento di consumi per il
raffrescamento;
• raffreddamento delle superfici interne in loro corrispondenza e
prossimità, in inverno, con conseguente formazione di condense e
sviluppo precoce di muffe e batteri.
Escludendo quelli occasionali, i ponti termici possono essere suddivisi in
due macro categorie:
• costruttivi: dovuti all’elevata conduttività (λ) di alcuni materiali come,
ad esempio, il cemento armato (travi e pilastri);
Lo stesso edificio ripreso con termocamera a infrarossi:
in corrispondenza dei ponti termici si riscontra una
temperatura superficiale nettamente superiore, indice
dell’ingente dispersione termica
Ponte termico costruttivo
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Ponte termico costruttivo corretto con Mapetherm System
• geometrici: zone in cui la superficie interna è inferiore a quella esterna
determinando maggiori dispersioni di calore, come, ad esempio, gli
spigoli degli edifici.
Ponte termico geometrico
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Ponte termico geometrico corretto con Mapetherm System
Nell’immagine 1.4 si riscontra una temperatura di 8,4°C in corrispondenza
del ponte termico e l’inevitabile formazione di condensa e muffa.
I ponti termici, costruttivi e geometrici, possono essere corretti
efficacemente solamente con un sistema d’isolamento termico a
cappotto.
1.3 CONDENSE E MUFFE
Il vapore acqueo è generato all’interno delle abitazioni dalle normali
attività quotidiane: cucinare, fare la doccia, asciugare il bucato, ma anche
respirare e parlare. Al contrario di alcune false informazioni solo l’1-3%
del vapore generato nell’abitazione migra attraverso la struttura muraria (si
veda il vol. 4 “Muffa, condensa e ponti termici” della collana “L’isolamento
termico e acustico” realizzata da ANIT – Associazione Nazionale per
l’Isolamento Termico e acustico).
Il vapore acqueo, così generato, condensa quando incontra superfici
sufficientemente fredde (temperatura inferiore al punto di condensa). Se la
quantità di vapore acqueo è elevata, la condensa si forma anche quando
incontra superfici non particolarmente fredde; ad esempio, in un ambiente
interno a +20°C e 80% di umidità relativa, si crea condensa su tutte le
superfici aventi una temperatura uguale o inferiore a 18°C!
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Quaderno Tecnico
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Si può così comprendere con quanta facilità si generino condense sulle
superfici murarie interne, in particolare in corrispondenza dei ponti termici
dove la temperatura superficiale è sensibilmente più bassa. Si noti che la
formazione di condensa si riscontra anche con tassi di umidità relativa
ritenuti di buona salubrità, cioè inferiori al 60%.
Tutte le zone di condensa rappresentano terreno fertile di coltura per
il proliferare di batteri e muffe, generando ambienti insalubri. (vedi
approfondimento tecnico “le aggressioni biologiche” a pag. 62).
Ambiente interno di edificio privo di isolamento
a cappotto
Per rendere più difficoltosa la formazione di condensa e le relative
conseguenti patologie è necessario che la temperatura delle superfici
interne sia la più alta possibile; questo si può ottenere solamente attraverso
un adeguato isolamento termico realizzato sulla superficie esterna e
controllando la percentuale di umidità relativa presente negli ambienti
mediante opportuni ricambi d’aria.
Ti= 20°C
18°C 11°C 7°C 2°C Lo stesso ambiente ripreso con termocamera a
infrarossi: in corrispondenza dei ponti termici si rileva
una temperatura di 8,4°C
Te= 0°C
Profili di temperatura in corrispondenza dei ponti termici
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Ti= 20°C
18°C 16°C 15°C
Ambiente interno di edificio isolato con Te= 0°C
Mapetherm System
Profili di temperatura in corrispondenza dei ponti termici corretti con Mapetherm System
1.4 TRASPIRABILITÀ
La traspirabilità o, più propriamente, la permeabilità al vapore acqueo,
esprime la quantità di vapore acqueo che riesce a passare attraverso una
superficie.
Quando si fa riferimento alle pareti esterne, un’alta traspirabilità è molto
utile per smaltire eventuale acqua di costruzione residua o piccoli accumuli
di condensa all’interno della struttura; molto spesso la traspirabilità è
Lo stesso ambiente ripreso con termocamera a però erroneamente intesa come il vapore acqueo, prodotto all’interno
infrarossi: in corrispondenza dei ponti termici corretti con
Mapetherm System si rileva una temperatura di 18,1°C
dell’abitazione, che riesce ad essere smaltito verso l’esterno attraversando
le pareti stesse. In realtà, la quantità di vapore che attraversa le pareti è
pochissima rispetto a quella generata all’interno di un’abitazione durante
le normali attività quotidiane. Numerosi esempi di modelli di calcolo
confermano che i muri non respirano e che non è grazie alla traspirabilità
delle pareti che si riesce a smaltire il vapore acqueo generato all’interno
delle abitazioni ma che, per farlo, sia indispensabile operare opportuni
ricambi d’aria.
In definitiva, utilizzando il sistema MAPETHERM si migliora il comfort
abitativo perché è la soluzione più efficace per porre in quiete termica
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l’edificio, correggere i ponti termici, innalzare sensibilmente la temperatura
delle superfici interne e minimizzare, di conseguenza, la formazione di
condense e di tutte le conseguenti dannose patologie.
Pur non condizionando la permeabilità delle strutture, il sistema
MAPETHERM è spesso abbinato ad altri interventi edili che migliorano
l’efficienza energetica dell’edificio e non è quindi possibile prescindere da
un’opportuna gestione degli ambienti, eseguendo periodici ricambi d’aria
attraverso le finestre, utilizzando cappe aspiranti durante la cottura dei cibi
o, come avviene nelle moderne abitazioni ad alta efficienza energetica,
dotarsi di impianti di ventilazione meccanica controllata.
2. IL QUADRO NORMATIVO
La prestazione energetica di un edificio, considerata poco significativa
in passato, sta diventando sempre più importante a causa dei vincoli
ambientali che impongono una riduzione delle emissioni di gas climalteranti
e dei costi crescenti di combustibile ed energia. Questi argomenti hanno
fatto emergere la necessità di limitare le dispersioni termiche delle
abitazioni e permesso lo sviluppo di soluzioni adeguate creando un settore
in rapida crescita nella moderna edilizia.
Nel 1997 è nato il Protocollo di Kyoto, un trattato internazionale volto a
ridurre le emissioni nell’ambiente. Entrato in vigore nel 2005 e sottoscritto
da quasi 190 nazioni, ha imposto ai governi di legiferare in materia
di efficienza energetica, facendo così diventare tale tema centrale e
largamente diffuso a livello popolare.
L’Unione Europea ha, in tal senso, demandato agli stati membri la
libertà di legiferare in recepimento alla direttiva 2002/91/CE detta anche
EPBD (Energy Performance Buildings directive), in seguito sostituita
integralmente con la Direttiva 2010/31/UE pubblicata in Gazzetta ufficiale
dell’Unione Europea il 18 giugno 2010.
Con ciò si impone la prescrizione di requisiti prestazionali minimi per gli
edifici e l’obbligatorietà di certificarli ufficialmente. Questo ha significato
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una vera e propria rivoluzione nel sistema edilizio, andando verso la
costruzione o la riqualificazione di edifici ad alta prestazione energetica,
aventi cioè basse emissioni nocive e bassi costi di gestione (sia per il
riscaldamento sia per il raffrescamento), ottenendo dispersioni termiche
bassissime di tutti gli elementi costituenti l’involucro esterno, drastica
riduzione del Fabbisogno di Energia Primaria (FEP), assenza di condense
interstiziali, correzione dei ponti termici, ecc.
Per l’ottenimento di tutte queste prestazioni, il sistema d’isolamento a
cappotto è diventato la tecnologia principale grazie alla sua semplicità,
economicità, praticità ed elevatissima efficacia in tutti i climi, caldi o freddi
che siano. Per incentivare la riqualificazione energetica degli edifici (pareti,
vetri, solai, ecc.) gli Stati mettono spesso a disposizione sgravi fiscali
anche di ingente portata, che possono permettere il ritorno di somme
anche superiori alla metà dell’investimento sostenuto.
Ricordiamo che la direttiva europea prevede che sia esclusiva
competenza dei singoli Stati membri definire i requisiti minimi di efficienza
energetica degli edifici, lasciando la responsabilità ai vari legislatori e
ciò ha comportato il proliferare di leggi e decreti integrativi che hanno
creato confusione a chi opera in questo settore. Riassumiamo ora quanto
accaduto in Italia a partire dal recepimento della Direttiva 2010/31/UE
avvenuto con la pubblicazione del Decreto Legge n. 63 del 4 giugno
2013 pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 5 giugno 2013 (Disposizioni
urgenti per il recepimento della Direttiva 2010/31/UE del Parlamento
europeo e del Consiglio del 19 maggio 2010, sulla prestazione energetica
nell’edilizia per la definizione delle procedure d’infrazione avviate dalla
Commissione europea, nonché altre disposizioni in materia di coesione
sociale). Con il DL 63/13 si introducono i presupposti per ridefinire gli
interventi in “riqualificazione energetica di un edificio” e “ristrutturazione
importante di un edificio” (modifica dell’articolo 2 del DLgs 192/05)
senza entrare nel merito dei nuovi limiti di legge (saranno poi pubblicati
nel DM 26/6/15).
Semplificando, si intende che non si utilizzeranno più le denominazioni
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come manutenzione ordinaria e straordinaria, ristrutturazioni, risanamento
conservativo ecc. ma sono stati assegnati nuovi ambiti di intervento.
Nell’articolo 3, nuovo comma 2-ter si segnala quali saranno gli ambiti di
intervento, ovvero:
• Nuova costruzione, si intende l’edificio il cui titolo abilitativo sia
stato richiesto dopo l’entrata in vigore del DM 26/6/15, cioè dopo il 1°
ottobre 2015. In questo ambito vengono inseriti anche tutti gli interventi
di demolizione e ricostruzione qualunque sia il titolo abilitativo, gli
ampliamenti di edifici esistenti (sia con nuovo impianto sia con
estensione di quello vecchio) se si interviene aumentando il volume
lordo climatizzato di una percentuale superiore al 15% dell’esistente
oppure se il nuovo volume climatizzato è superiore a 500 m².
• Ristrutturazioni importanti, che sono divise in due categorie, di
primo e di secondo livello.
Nel primo livello sono inclusi gli interventi che interessano più del
50% della superficie disperdente lorda* e contemporaneamente si
sostituisca l’impianto termico di climatizzazione per l’intero edificio.
Vengono inseriti nel secondo livello tutti quei casi che prevedono
interventi sull’involucro in percentuale maggiore del 25% della
superficie disperdente lorda* e può interessare anche l’impianto
termico oppure interessano oltre il 50% ma senza interventi
sull’impianto termico.
• Riqualificazioni energetiche, coinvolgono gli interventi in cui si opera
su una porzione inferiore al 15% della superficie disperdente lorda
complessiva*.
Con l’introduzione del DM 26/6/15 (pubblicato sulla G.U. 15 luglio 2015 in
attuazione alla Legge 90/13 di recepimento della Direttiva 2010/31/UE), si
introducono nuove regole per l’efficienza energetica degli edifici, entrate in
vigore dal 1 ottobre 2015 inerenti a:
• nuovi requisiti minimi per le nuove costruzioni, le ristrutturazioni
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importanti e le riqualificazioni energetiche dell’involucro e degli
impianti esistenti;
• la certificazione energetica degli edifici, con i nuovi modelli di
Attestato di Prestazione Energetica (APE) e di Attestato di
Qualificazione Energetica (AQE);
• le modalità di compilazione della relazione tecnica da consegnare
presso gli uffici comunali, integrata da tre nuovi modelli distinti in
funzione della tipologia dell’intervento in esame.
Le seguenti tabelle riportano i valori delle trasmittanze di riferimento delle
strutture (comprensive di incidenza del ponte termico), da utilizzare nel
calcolo degli indici di prestazione energetica limite divise per data di
entrata in vigore:
La prima colonna riporta i valori in vigore dal 1° ottobre 2015, la seconda
quelli da rispettare dal 1° gennaio 2019 per gli edifici pubblici e dal 1°
gennaio 2021 per tutti gli altri edifici.
TRASMITTANZE TERMICHE DI RIFERIMENTO PER EDIFICI NUOVI
TABELLA 1 (Appendice A)
Trasmittanza termica U di riferimento delle strutture opache verticali, verso
l’esterno, gli ambienti non riscaldati o contro terra
Urif [W/m²K]
Zona climatica Dal 1° ottobre 2015 Dal 1° gennaio 2019/2021
A-B 0,45 0,43
C 0,38 0,34
D 0,34 0,29
E 0,30 0,26
F 0,28 0,24
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TRASMITTANZE TERMICHE LIMITE PER EDIFICI ESISTENTI
TABELLA 1 (Appendice B)
Trasmittanza termica U massima delle strutture opache verticali, verso
l’esterno soggette a riqualificazione
Ulimite [W/m²K]
Zona climatica Dal 1° ottobre 2015 Dal 1° gennaio 2021
A-B 0,45 0,40
C 0,40 0,36
D 0,36 0,32
E 0,30 0,28
F 0,28 0,26
Attestato di Prestazione Energetica (APE)
Le prestazioni energetiche degli edifici sono valutate mediante l’APE
(comunemente chiamato “Targa energetica”) che certifica la quantità di
energia richiesta dall’edificio per il condizionamento degli ambienti interni:
riscaldamento, raffreddamento, produzione acqua calda, ventilazione, ecc.
In tale analisi sono pertanto inclusi i dati quantitativi di energia richiesta di
tutti gli elementi costituenti l’involucro (muri, finestre, coperture, pavimenti,
ecc.) e tutti gli impianti (caldaie, impianti di ventilazione, condizionatori,
ecc.) in modo da consentire ad acquirenti o locatari, di valutare la
prestazione energetica e confrontare diverse unità immobiliari.
L’APE deve essere rilasciato da esperti qualificati ed indipendenti (cioè
estranei alle altre fasi del progetto e/o della realizzazione), e certifica la
prestazione energetica attraverso l’utilizzo di specifici descrittori e fornisce
raccomandazioni per il miglioramento dell’efficienza energetica.
Attestato di Qualificazione Energetica (AQE)
È il documento che riassume le caratteristiche energetiche dell’ edificio.
Contiene i Fabbisogni di Energia Primaria (FEP), e la classe di appartenenza
dell’edificio.
L’AQE si differenzia dall’APE in tre punti fondamentali:
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• L’AQE può essere curato anche da un tecnico abilitato coinvolto nei
lavori dell’edificio da valutare.
• L’AQE non assegna una classa energetica ma la propone.
• L’AQE va consegnato al Comune anziché alla Regione come nel caso
dell’APE.
Il DM 26/6/15 inserisce anche delle esclusioni al rispetto dei requisiti
minimi per gli interventi su strati di finitura ininfluenti dal punto di vista
termico e ai lavori di rifacimento di porzioni di intonaco su superfici minori
del 10% della superficie disperdente.
* Con superficie disperdente si intende la superficie disperdente lorda degli
elementi opachi e trasparenti che delimitano il volume a temperatura
controllata dall’ambiente esterno e da ambienti non climatizzati quali le
pareti verticali, i solai contro terra e su spazi aperti, i tetti e le coperture.
Di seguito indichiamo il quadro temporale europeo ed italiano, sottolineando
che il progetto deve rispettare le prescrizioni previste dalla legge in vigore alla
data di richiesta del permesso di costruire o della denuncia di inizio attività.
QUADRO TEMPORALE LEGISLATIVO EUROPEO
Documento In vigore da Descrizione
La direttiva indica le nuove disposizioni in
materia di efficienza energetica del sistema
Direttiva 2002/91/CE 4 gen. 2002 edificio-impianto che ogni Stato membro della
Comunità Europea deve introdurre a livello
nazionale entro il 4 gennaio 2006
La direttiva aggiorna e integra i contenuti
della direttiva 2002/91/CE obbligando gli stati
Direttiva 2010/31/CE 9 lug. 2010
membri ad aggiornare i propri recepimenti
nazionali
La direttiva stabilisce un quadro comune
di misure per la promozione dell’efficienza
energetica nell’Unione al fine di garantire
il conseguimento dell’obiettivo principale
Direttiva 2012/27/CE 4 dic. 2012
dell’Unione relativo all’efficienza energetica
del 20 % entro il 2020 e di gettare le basi per
ulteriori miglioramenti dell’efficienza energetica
al di là di tale data.
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Quaderno Tecnico
MAPETHERM
QUADRO TEMPORALE LEGISLATIVO ITALIANO
Da: A: In vigore:
17 gen 1991 16 ago 2005 L 10/91 e decreti attuativi
17 ago 2005 7 ott 2005 L 10/91 e decreti attuativi + DM 178/05
8 ott 2005 1 feb 2007 DLgs 192/05
2 feb 2007 24 giu 2009 DLgs 192/05 + DLgs 311/06
25 giu 2009 28 mar 2011 DLgs 192/05 + DLgs 311/06 + DPR 59/09
29 mar 2011 5 giu 2013 DLgs 192/05 + DLgs 311/06 + DPR 59/09 + DLgs 28/11
6 giu 2013 3 ago 2015 DLgs 192/05 + DLgs 311/06 + DPR 59/09 + DLgs 28/11 + DL 63/13
4 ago 2013 30 set 2015 DLgs 192/05 + DLgs 311/06 + DPR 59/09 + DLgs 28/11 + DL 63/13 + L 90/13
1 ott 2015 – DLgs 192/05 + DLgs 311/06 + DLgs 28/11 + DL 63/13 + L 90/13 + DM 26/6/15
Edificio ad energia quasi zero
Nel DM 26/6/15 è inclusa la definizione di “edifici ad energia quasi zero”
(NZEB, Nearly Zero Energy Building) che chiarisce le caratteristiche
peculiari che devono avere e vengono così identificati come edifici ad
energia quasi zero tutti gli edifici di nuova costruzione o esistenti in cui
vengano rispettati contemporaneamente:
• il coefficiente medio di scambio termico (H’T) che deve essere inferiore
ai valori minimi tabellari;
• l’area solare equivalente estiva per unità di superficie utile
(Asol,est/Asup utile), inferiore ai valori minimi tabellari;
• i parametri di riferimento per gli indici di prestazione energetica per il
riscaldamento (EPH,nd), per il raffrescamento (EPC,nd), e per la prestazione
energetica globale dell’edificio (EPgl,tot) che saranno in vigore dal
1/1/2019 per gli edifici pubblici e dal 1/1/2021 per tutti gli altri.
• i rendimenti di efficienza media stagionale degli impianti di
riscaldamento (�H), dell’acqua calda sanitaria (ȠW), e della
climatizzazione estiva (ȠC), che dovranno avere valori superiori a quelli
indicati per l’edificio di riferimento.
È necessario inoltre rispettare gli obblighi di integrazione delle fonti
rinnovabili previsti nel DLgs 28/2011.
18
2.1 REAZIONE AL FUOCO
I concetti di resistenza e reazione al fuoco sono differenti, ad interessare i
sistemi a cappotto è quello di reazione.
La resistenza al fuoco è la capacità di una costruzione, di una parte di
essa o di un elemento costruttivo di mantenere per un tempo prefissato:
• la resistenza R: attitudine a conservare la resistenza meccanica sotto
l’azione del fuoco;
• l’ermeticità E: attitudine a non lasciar passare, né produrre, se
sottoposto all’azione del fuoco su un lato, fiamme, vapori o gas caldi
sul lato non esposto;
• l’isolamento termico I: attitudine a ridurre la trasmissione del calore.
La reazione al fuoco è il grado di partecipazione di un materiale
combustibile al fuoco al quale è sottoposto.
Ogni tipologia di materiale ha una propria reazione al fuoco che viene
definita in base a prove effettuate in conformità al Decreto Ministeriale
vigente che stabilisce una classificazione specifica che varia dalla
classe A (materiale incombustibile), alla classe F (materiale facilmente
infiammabile). I parametri di riferimento tengono conto soprattutto del
grado di combustibilità, della velocità di propagazione della fiamma, dello
sviluppo di calore nell’unità di tempo.
In Italia, il Ministero dell’Interno - dipartimento dei Vigili del Fuoco, del
Soccorso Pubblico e della Difesa Civile - ha pubblicato il 15/04/2013
l’aggiornamento della Guida Tecnica su “requisiti di sicurezza antincendio
delle facciate negli edifici civili”.
Si tratta di una modalità operativa per affrontare il tema della prevenzione
incendi dove al paragrafo 4 “Reazione al fuoco” è riporta la seguente
indicazione:
“ I prodotti isolanti presenti in una facciata, comunque realizzata secondo
quanto indicato nelle definizioni di cui al punto 2, devono essere almeno
19
Quaderno Tecnico
MAPETHERM
di classe 1 di reazione al fuoco ovvero classe B-s3-d0, in accordo alla
decisione della Commissione europea 2000/147/CE del 8.2.2000”.
Considerato che i sistemi Mapetherm sono inseriti nella classe di reazione
al fuoco minima B-s2-d0, segnaliamo che sono tutti migliorativi rispetto a
quanto richiesto dalla decisione della Commissione europea.
Per una più semplice interpretazione della richiesta di prestazione,
riportiamo di seguito una tabella estratta dalla norma tecnica UNI EN
13501-1 per le classi di reazione al fuoco previste per i prodotti impiegati
a parete o a soffitto con le relative descrizioni per ogni classe riportata.
A1
A2-s1, d0 A2-s1, d1 A2-s1, d2
A2-s2, d0 A2-s2, d1 A2-s2, d2
A2-s3, d0 A2-s3, d1 A2-s3, d2
B-s1, d0 B-s1, d1 B-s1, d2
B-s2, d0 B-s2, d1 B-s2, d2
B-s3, d0 B-s3, d1 B-s3, d2
c-s1, d0 C-s1, d1 C-s1, d2
C-s2, d0 C-s2, d1 C-s2, d2
C-s3, d0 C-s3, d1 C-s3, d2
D-s1, d0 D-s1, d1 D-s1, d2
D-s2, d0 D-s2, d1 D-s2, d2
D-s3, d0 D-s3, d1 D-s3, d2
E-d2
Per tutti i prodotti da costruzione, esclusi i pavimenti
Classe F: Prodotti per i quali non si determina alcun comportamento per
la reazione al fuoco o che non possono essere classificati in
una delle classi A1, A2, B, C, D, E.
Classe E: Prodotti che possono resistere, per un breve periodo, all’attacco
di una piccola fiamma senza propagazione sostanziale del fuoco.
20
Classe D: Prodotti che soddisfano i criteri della classe E e che possono
resistere, per un periodo più lungo, all’attacco di una piccola
fiamma senza propagazione sostanziale della fiamma. Tali
prodotti devono poter sostenere un attacco termico derivante
dall’incendio di un singolo oggetto con rilascio di calore
sufficientemente ritardato e limitato.
Classe C:
Come la classe D, ma rispondente a requisiti più severi.
Devono inoltre avere una limitata propagazione laterale
dell’incendio quando sottoposti all’attacco termico provocato
dall’incendio di un singolo oggetto.
Classe B: Come la classe C, ma rispondente a requisiti più severi.
Classe A2: Soddisfano gli stessi criteri della classe B per la EN 13823.
Inoltre questi prodotti, se sottoposti alle condizioni di un
incendio completamente sviluppato, non devono contribuire
significativamente al carico e alla crescita dell’incendio.
Classe A1:
I prodotti di classe A1 non contribuiscono a nessuna fase
dell’incendio, nemmeno in presenza di un incendio generalizzato.
Per questo motivo, si presume che siano in grado di soddisfare
automaticamente tutti i requisiti di tutte le classi inferiori.
Ulteriori classificazioni per la produzione di fumi:
s3 Non è richiesto alcun limite di produzione di fumi.
s2
La produzione totale di fumi è limitata, così come il rapporto di
crescita di produzione di fumi.
s1 Sono soddisfatti criteri più severi rispetto ad s2.
Ulteriori classificazioni per la produzione di gocce/particelle
infiammate:
d2 Nessuna limitazione.
d1 Nessuna goccia/particella infiammata persistente oltre un determinato
periodo di tempo.
d0 Nessuna goccia/particella infiammata.
21
Quaderno Tecnico
MAPETHERM
3. L’EFFICACIA DEL SISTEMA
D’ISOLAMENTO TERMICO A CAPPOTTO
Il sistema d’isolamento termico a cappotto permette l’ideale coibentazione
termica (e non solo) delle superfici verticali opache degli edifici. La sua
efficacia è evidente tanto nelle nuove costruzioni quanto nella riqualificazione
di quelle esistenti. Con questo semplice sistema si riescono ad ottimizzarne
prestazioni e caratteristiche: comfort abitativo, protezione delle strutture edili,
ottemperamento alle normative vigenti, risparmio energetico, abbattimento
delle spese inerenti riscaldamento e raffrescamento, abbattimento delle
emissioni inquinanti, risoluzione o prevenzione dei problemi di natura
termo-igrometrica, salubrità degli ambienti interni.
Nota: i grafici dei capitoli 3.1 e 3.2 riproducono una struttura a doppio tavolato
(8 + 12 cm) con intercapedine d’aria (6 cm) e intonaco interno ed esterno.
3.1 EDIFICI CON E SENZA CAPPOTTO
Analizzando i profili di temperatura nelle sezioni delle pareti, si evince
immediatamente come il cappotto riesca a mettere in quiete termica le
intere strutture ed elimini sostanzialmente le sollecitazioni di natura termo-
igrometrica; questo vantaggio si ottiene in ogni stagione, con qualsiasi
clima ed in presenza di ogni temperatura.
φ = 28 W/m²
φ = 8 W/m²
19.0 20
18.8
17.6
16.2 16.5
15.9
13.9
13.7
Parete esterna 10.3 Parete interna
Te= -5°C Ti= 20°C
5.2
-5 -4.5
-3.4
-3.9
Grafico 1
È evidente, confrontando il tracciato verde con quello giallo sul grafico 1, come
22
la realizzazione del sistema MAPETHERM alzi e mantenga pressoché costanti
le temperature di ogni sezione e conduca ad una molteplicità di vantaggi:
• temperatura superficiale della parete interna prossima a quella
ambiente (da +16,5°C a +19°C), maggiore difficoltà di formazione di
condensa e di muffa oltre che superiore comfort abitativo, sensibili
risparmi nel riscaldamento e abbattimento delle emissioni inquinanti;
• aumento di temperatura superficiale interna in corrispondenza dei ponti
termici e conseguenti vantaggi (come riportato al punto precedente);
• flusso termico attraverso la struttura ridotto (da 28 W/m² a 8 W/m²) e
conseguenti risparmio energetico e di emissioni inquinanti;
• flusso termico attraverso i ponti termici ridotto e conseguenti
risparmio energetico e di emissioni inquinanti;
• temperatura mitigata in corrispondenza della superficie muraria
esterna con una variazione di oltre +18°C sulla superficie del laterizio
(da -3,4°C a +13,9°C) e conseguente eliminazione delle fratture tipiche
(es. fessurazioni tra tamponamento in laterizio e struttura portante in
calcestruzzo armato);
• variazioni di temperatura limitate all’interno della struttura muraria e
sollecitazioni termiche sostanzialmente eliminate;
• eliminazione del punto di rugiada (zona dove si ha formazione di
condensa) dalle sezioni interne alla struttura.
1500
1399 Pa
1106
905
702 Condensazione
448 Pa
224 Pa
Grafico 2
23
Quaderno Tecnico
MAPETHERM
φ = 32.8 W/m²
φ = 9,4 W/m²
50 50
49.4
39.1
Parete esterna 33.2 Parete interna
Te= 26°C 29.3 Ti= 20C
29.1
26.4 26.7
26
24.8
23.4
23.1 20
Grafico 3
Si noti come, confrontando il tracciato verde con quello giallo sul grafico 3,
come anche in estate la realizzazione di un sistema MAPETHERM abbassi
e mantenga pressoché costanti le temperature di ogni sezione e conduca
ad una molteplicità di vantaggi:
• temperatura superficiale della parete interna prossima a quella ambiente
(da +26°C a +23,1°C) e maggiore confort abitativo oltre che sensibili
risparmi nella climatizzazione e abbattimento delle emissioni inquinanti;
• temperatura superficiale interna in corrispondenza dei ponti termici
ridotta e conseguenti vantaggi (come riportato al punto precedente);
• flusso termico attraverso la struttura ridotto (da 32,8 W/m² a 9,4 W/m²)
e conseguenti risparmio energetico e di emissioni inquinanti;
• flusso termico attraverso i ponti termici ridotto e conseguente
risparmio energetico e di emissioni inquinanti oltre che notevole
miglioramento del confort abitativo;
• temperatura mitigata della muratura esterna, con una variazione di
oltre +20°C sulla superficie del laterizio (da +49,4°C a +29,1°C) e
conseguente eliminazione delle fratture tipiche (es. fessurazioni tra
tamponamento in laterizio e struttura portante in calcestruzzo armato);
24
• variazioni di temperatura limitate all’interno della struttura muraria e
sollecitazioni termiche sostanzialmente eliminate.
In conclusione, si comprendono le ragioni per le quali il sistema
MAPETHERM permetta di ottenere straordinari vantaggi abitativi, ambientali
ed economici, ed incrementi la durabilità dei fabbricati proteggendo da
svariate patologie le intere strutture sulle quali viene applicato. Il concetto
di durabilità è quanto di più attinente a quello di sostenibilità ambientale;
questa è una delle ragioni per le quali il cappotto è l’intervento più
sostenibile che possa essere messo in pratica, indipendentemente dai
materiali coi quali è realizzato.
Nei paragrafi seguenti si evidenzia come, partendo da una prefissata
struttura, l’intervento di coibentazione possa cambiare tutti i parametri in
gioco in funzione della tipologia di isolante prescelta e della sua collocazione.
3.1.1 ESEMPIO DI EDIFICIO ESISTENTE NON ISOLATO
Una struttura tipica dell’edilizia è costituita dal doppio tamponamento in
laterizio con intercapedine d’aria.
Negli esempi si riportano solamente i calcoli termici eseguiti in
corrispondenza dei tamponamenti in laterizio senza considerare il ponte
termico costituito dalla struttura portante in calcestruzzo armato (travi e
pilastri) dove le dispersioni risultano ancora superiori.
Stratigrafia struttura non isolata
25
Quaderno Tecnico
MAPETHERM
3.1.2 ESEMPIO DI EDIFICIO ESISTENTE RIQUALIFICATO
CON CAPPOTTO
La struttura precedente isolata con sistema a cappotto MAPETHERM,
ipotizzato in questo caso con EPS, permette di migliorare le prestazioni
delle pareti in tutte le stagioni, di mettere in quiete termica le strutture e di
eliminare i ponti termici.
Stratigrafia struttura isolata con Mapetherm System
Edificio esistente
Edificio esistente -
Parametro riqualificato con Miglioramento
stato originario
cappotto
Trasmittanza (W/m²K) 1,115 0,261 più di 4 volte
Fattore attenuazione 0, 633 0,208 3 volte
Sfasamento 6 h e 6’ 9 h e 15’ 1,5 volte
Isolando le pareti dall’esterno, in inverno, si ottengono l’eliminazione di
tutti i punti freddi e l’aumento della capacità di accumulo termico (inerzia)
dell’edificio. I muri si scaldano, accumulano calore e poi lo restituiscono
all’ambiente interno. Questo fa sì che l’impianto possa funzionare un minor
numero di ore complessive, con un risparmio sensibile di combustibile e
una riduzione delle emissioni inquinanti.
Un sicuro vantaggio dell’isolamento a cappotto è l’eliminazione totale e
26
definitiva dei ponti termici, cioè di quei punti critici (perimetro dei serramenti,
angoli, solai, pilastri inseriti nella muratura,...) dove è più facile che si
verifichino, internamente, fenomeni di formazione di muffe e di macchie.
L’isolamento termico a cappotto, inoltre, viene realizzato senza disturbare
eccessivamente gli abitanti dello stabile e non è necessario che i locali siano
vuoti (si lavora solo all’esterno), posizionando l’isolante solo sull’esterno
dell’edificio. È ideale quando siano necessari lavori di ristrutturazione delle
facciate dell’edificio poiché, ponendo in quiete termica la struttura, evita gli
stress fisici ed impedisce la formazione di nuove fessure.
3.2 EFFICACIA INVERNALE ED ESTIVA
Interpretando i dati riportati nella tabella precedente, ed ipotizzando
una riqualificazione energetica realizzata su di un edificio esistente,
verifichiamo come il sistema a cappotto sia estremamente performante
nelle diverse stagioni.
In Inverno:
• la dispersione di calore verso l’esterno, in corrispondenza dei
tamponamenti in laterizio, si riduce di oltre 4 volte: la Trasmittanza
passa da 1,115 W/m²K a 0,261 W/m²K!
• i ponti termici risultano perfettamente eliminati ed in loro
corrispondenza si registrano riduzioni di dispersione di calore di entità
ancora superiore rispetto a quelle dei tamponamenti;
• il flusso termico si riduce di oltre 3 volte in corrispondenza dei
tamponamenti;
• il flusso termico si riduce di un fattore ancora superiore in
corrispondenza dei ponti termici;
• impedisce la formazione di condensa all’interno delle strutture murarie
che rimangono calde;
• massimizza lo sfruttamento della capacità di accumulo della parete
(inerzia termica);
27
Quaderno Tecnico
MAPETHERM
• mette in quiete termica le pareti, riducendo notevolmente le tensioni di
natura igro-termica sulle intere strutture dell’edificio.
Temperatura (°C)
25
20
15
10
0
10 12 24 29 37
Spessore (cm)
Profilo di temperatura, in inverno, di una struttura isolata con sistema a cappotto
In estate:
• all’interno dell’abitazione entra una quantità di calore 3 volte inferiore:
l’Attenuazione passa da 0,633 a 0,208;
• il calore arriva all’interno dell’abitazione ritardato di circa un 50%: lo
Sfasamento passa da 6 h e 6’ a 9 h e 15’;
• in corrispondenza dei ponti termici si registreranno riduzioni di
trasmissione di calore verso l’interno e ritardo nella trasmissione
ancora superiori ed i ponti termici risulteranno perfettamente eliminati;
• il flusso termico si riduce di quasi 4 volte in corrispondenza dei
tamponamenti;
• il flusso termico si riduce di un fattore ancora superiore in
corrispondenza dei ponti termici;
• evita il surriscaldamento delle pareti;
• mette in quiete termica le pareti, riducendo notevolmente le tensioni di
natura igro-termica sulle intere strutture dell’edificio.
Questi dati esprimono in maniera inequivocabile il notevole
miglioramento delle prestazioni della struttura muraria in tutte le
28
stagioni ed i conseguenti risparmi economici, riduzioni di consumi
energetici e di emissioni nocive, oltre che l’incremento del comfort
abitativo grazie all’eliminazione degli sbalzi termici e la salvaguardia
dell’intera struttura muraria che viene messa in quiete termica.
Le prestazioni di un sistema a cappotto possono essere incrementate
ulteriormente e con semplicità aumentando lo spessore dell’isolante o
utilizzando materiali isolanti più performanti nei confronti delle specifiche
prestazioni che si vogliano privilegiare.
Altre prestazioni possono essere incrementate (ad esempio la resistenza
meccanica, la durabilità nel tempo, la resistenza alle fessurazioni, la
resistenza alle intemperie, ecc) non variando l’isolante, quanto utilizzando
specifici materiali e metodiche di posa.
La tecnologia Mapei permette di porre in opera qualsiasi materiale
isolante idoneo per sistemi a cappotto.
Nei paragrafi seguenti sono riportate valutazioni comparative dell’efficacia
di sistemi d’isolamento alternativi.
3.2.1 ESEMPIO DI EDIFICIO ESISTENTE RIQUALIFICATO CON
ISOLANTE IN INTERCAPEDINE
Stratigrafia struttura isolata in intercapedine
29
Quaderno Tecnico
MAPETHERM
Edificio esistente
Edificio esistente
Edificio esistente - riqualificato
Parametri riqualificato con
stato originario con isolante in
cappotto
intercapedine
Trasmittanza (W/m²K) 1,115 0,261 0,261
Attenuazione 0, 633 0,208 0,497
Sfasamento 6 h e 6’ 9 h e 15’ 8 h e 7’
Una ipotetica riqualificazione energetica con isolante inserito in intercapedine,
rispetto quella realizzata con cappotto, conduce ai seguenti risultati:
• stesse prestazioni invernali in corrispondenza dei tamponamenti in
laterizio: Trasmittanza ridotta esattamente allo stesso modo;
• la prestazione estiva in corrispondenza dei tamponamenti in laterizio
migliora rispetto ad una struttura non isolata ma è peggiorativa
rispetto alla soluzione con cappotto;
• non corregge minimamente la prestazione in corrispondenza dei
ponti termici: la Trasmittanza, l’Attenuazione e lo Sfasamento saranno
esattamente quelli originari;
• permette uno sfruttamento parziale della capacità di accumulo della parete;
• mette in quiete termica le sole pareti interne;
• conduce ad un rischio medio di condensazione interstiziale;
Temperatura (°C)
25
20
15
10
0 2 14 24 29 37
Spessore (cm)
Profilo di temperatura, in inverno, di una struttura isolata in intercapedine
30
• potrebbe condurre alla formazione di fessure all’interfaccia tra la
struttura portante in calcestruzzo armato ed il tamponamento in
laterizio, in quanto amplificherebbe sensibilmente la differenza di
temperatura tra le due strutture e, di conseguenza, le loro dilatazioni
termiche;
• permette parziale risparmio sui costi per il condizionamento invernale
ed estivo.
Si tratta, pertanto, di una soluzione certamente non ottimale praticamente
da ogni punto di vista e potrebbe recare seri danni all’intera struttura.
3.2.2 ESEMPIO DI EDIFICIO ESISTENTE RIQUALIFICATO CON
ISOLANTE DALL’INTERNO
Stratigrafia struttura isolata dall’interno
Edificio esistente
Edificio esistente
Edificio esistente riqualificato
Parametri riqualificato con
- stato originario con isolante
cappotto
dall'interno
Trasmittanza (W/m²K) 1,115 0,261 0,261
Attenuazione 0, 633 0,208 0,240
Sfasamento 6 h e 6’ 9 h e 15’ 8 h e 53’
31
Quaderno Tecnico
MAPETHERM
Una ipotetica riqualificazione energetica con isolante posto all’interno,
rispetto quella realizzata con cappotto, conduce ai seguenti risultati:
• stesse prestazioni invernali in corrispondenza dei tamponamenti in
laterizio: Trasmittanza ridotta esattamente allo stesso modo;
• la prestazione estiva in corrispondenza dei tamponamenti in laterizio
migliora rispetto a quella di partenza ma è leggermente peggiorativa
rispetto alla soluzione con cappotto;
• non corregge minimamente la prestazione in corrispondenza dei
ponti termici: la Trasmittanza, l’Attenuazione e lo Sfasamento saranno
esattamente quelli originari;
• non consente di ottenere inerzia termica in quanto le superfici interne,
avendo scarsa massa, non sono in grado di accumulare calore;
• nelle stagioni fredde, comporta un alto rischio di formazione di
condensa interstiziale, in quanto tutta la parete risulta fredda;
Temperatura (°C)
25
20
15
10
0
2 14 19 27 28 38
Spessore (cm)
Profilo di temperatura, in inverno, di una struttura isolata dall’interno
• alto rischio di rapido proliferare di muffe occulte e non risolvibili
all’interno della struttura (in corrispondenza della condensa
interstiziale formatasi);
32
• parziale risparmio sui costi per il condizionamento invernale ed estivo.
In definitiva, anche questo tipo di soluzione non è da considerarsi idonea
ed, anzi, potrebbe condurre ad ulteriori gravi patologie.
È evidente come in una corretta progettazione non si possano trascurare i
vari parametri in gioco, anche in funzione delle zone climatiche interessate,
e come si debba tenere conto contestualmente di parametri non secondari
anche se non direttamente correlati alla prestazione termica come:
l’isolamento acustico, la classe di reazione al fuoco, la resistenza all’urto, il
costo, la durabilità, ecc.
3.3 ESEMPI DI STIME DI RISPARMIO:
ENERGETICO, EMISSIONI, ECONOMICO
Il consumo di energia e le quantità di sostanze nocive emesse dagli
impianti di riscaldamento, in seguito alla combustione del gas metano o del
gasolio, variano sensibilmente in funzione dell’efficacia della coibentazione
dell’intero involucro esterno dell’edificio (superfici verticali opache, infissi,
coperture, ecc) e dell’impianto di riscaldamento.
Analoghe considerazioni possono essere fatte in merito all’energia elettrica
consumata dagli impianti di raffrescamento estivi.
In seguito ad un intervento di riqualificazione energetica delle pareti esterne,
possono essere stimate le riduzioni delle emissioni di sostanze nocive, del
consumo di combustibile e di energia, nonché i risparmi economici.
Queste stime si ottengono considerando le differenti prestazioni
dell’involucro degli edifici prima e dopo l’intervento di riqualificazione,
l’ubicazione dell’edificio, i gradi giorno della specifica zona climatica, il
potere calorifico del combustibile e il rendimento annuo dell’impianto di
riscaldamento.
Appare evidente come la riqualificazione energetica delle pareti esterne di
un edificio rappresenti un intervento positivo di grande impatto economico
ed ambientale.
33
Quaderno Tecnico
MAPETHERM
Ipotizzando una riqualificazione energetica realizzata con il sistema a
cappotto MAPETHERM su una casa esistente ubicata a Bologna, con
una superficie esterna di 250 m² ed avente gli stessi parametri riportati al
paragrafo 3.2.1, si otterrebbero ogni anno i seguenti risparmi:
• Energia risparmiata in riscaldamento: 16535 KWh
• Gas metano non consumato: 1733 m³
• Anidride carbonica (CO₂) non emessa: 2963 kg
• Risparmio economico invernale: 1039 €
• Energia risparmiata in raffrescamento: 5750 KWh
• Risparmio economico estivo: 690 €
Risparmio economico totale annuale: 1729 €.
3.4 TUTTI I VANTAGGI DEL CAPPOTTO MAPETHERM
Risparmio energetico
La quantità di energia (metano, gas, elettricità) necessaria per riscaldare
e raffreddare le abitazioni è ridotta in maniera sensibile grazie al sistema
MAPETHERM, permettendo ingenti risparmi sui consumi mensili. Tali
risparmi permettono un rientro in pochi anni dell’investimento sostenuto.
Riduzione di emissioni inquinanti
MAPETHERM è indiscutibilmente uno dei sistemi tecnologici in grado
di realizzare soluzioni aventi la massima sostenibilità ambientale; infatti,
consente un risparmio energetico costante e duraturo e la sua vera
sostenibilità risiede nella capacità di contenere le emissioni inquinanti
o nocive per l’ambiente e, in particolare, di ridurre drasticamente le
dispersioni energetiche in ogni stagione.
Riqualificazione energetica a costi contenuti
MAPETHERM permette di riqualificare gli edifici esistenti con la massima
efficacia, prestazione e durabilità e con un impareggiabile rapporto costo/
beneficio, tanto da renderlo non una spesa ma un vero e proprio investimento.
34
Continuità dell’isolamento
MAPETHERM permette al progettista di isolare con continuità le intere
superfici verticali opache, eliminando localizzati e spesso dannosi
isolamenti parziali delle strutture (ad esempio in corrispondenza delle
strutture portanti in cemento armato).
Salvaguardia nel tempo delle strutture murarie
MAPETHERM permette di mettere in quiete termica l’edificio isolandolo
nella sua interezza e senza discontinuità. Ciò comporta l’eliminazione
delle sollecitazioni termo-igrometriche sulle strutture aumentandone la
durabilità. Si prevengono così la formazione di fessure e le conseguenti
infiltrazioni d’acqua che comporterebbero macchie, muffe e l’aumento
esponenziale dei fenomeni disgregativi, oltre che la sensibile diminuzione
della capacità coibente delle strutture.
Eliminazione totale e corretta dei ponti termici
MAPETHERM corregge ogni tipo di ponte termico, eliminando le principali
vie di dispersione del calore e fonti di condense e muffe sulle superfici
interne, mettendo in quiete le sezioni a maggior rischio di fessurazione (ad
es. all’interfaccia tra laterizi di tamponamento e travi e pilastri in cemento
armato). Inoltre, va sottolineato come ogni altro sistema di risoluzione
dei ponti termici sia artificioso e spesso portatore di successive gravi
patologie.
Sfruttamento inerzia termica dei muri
Nei periodi freddi MAPETHERM permette di mantenere calde le strutture
murarie e poterne sfruttare il calore accumulato in tutta la loro massa. Nei
periodi caldi, viceversa, ne impedisce il surriscaldamento.
Questo avviene grazie al corretto posizionamento della lastra isolante.
Ridotto spessore delle strutture murarie
MAPETHERM è realizzato sulle superfici esterne senza comportare,
35
Quaderno Tecnico
MAPETHERM
in riqualificazione, alcun disagio per gli occupanti e senza diminuire gli
spazi abitativi interni e consentendo di realizzare strutture murarie a basso
spessore, più economiche, dal peso ridotto, con aumento delle superfici
calpestabili interne.
Corretta e bilanciata diffusione del vapore
MAPETHERM consente lo smaltimento del vapore acqueo proveniente
dall’interno delle abitazioni, è assolutamente errato il luogo comune che
consideri il cappotto una barriera vapore.
Eliminazione delle condense interstiziali
MAPETHERM sposta il punto di rugiada all’esterno delle strutture,
impedendo la formazione di dannosa e malsana condensa interstiziale.
Salubrità e comfort abitativo
MAPETHERM riduce i rischi di formazione di condensa superficiale, e
conseguente muffa, sulle superfici interne e permette di sfruttare il volano
termico (flussi ridotti di calore in tutte le stagioni).
Risoluzioni semplici, affidabili e corrette dei nodi costruttivi
MAPETHERM risolve in modo affidabile, semplice ed economico tutti i
nodi costruttivi, inevitabilmente presenti sulle costruzioni, che molto
spesso sono oggetto di problematiche precoci e difficilmente risolvibili in
maniera efficace.
Aumento di valore dell’immobile
La riqualificazione energetica realizzata con MAPETHERM permette di
migliorare l’aspetto estetico del fabbricato e di attestarlo in una classe
energetica di assoluto rilievo, aumentandone il valore sia in caso di vendita
sia di locazione.
36
Sostenibilità
Un intervento di efficientamento energetico realizzato con MAPETHERM
ed i conseguenti risparmi energetici e riduzione di emissioni nocive sono
quanto di più duraturo e sostenibile si possa realizzare.
La sostenibilità va sempre rapportata all’intero ciclo di vita di un materiale
o sistema ed il concetto di durabilità assume un ruolo assolutamente
primario in questa valutazione. È quindi completamente semplicistica e
scorretta la diretta equazione naturale = sostenibile.
4. IL SISTEMA A CAPPOTTO
4.1 I COMPONENTI
MURATURA
INTONACO
ADESIVO
PANNELLO ISOLANTE
TASSELLO
RASANTE 1° mano
RETE DI ARMATURA
RASANTE 2° mano
PRIMER
RIVESTIMENTO DI FINITURA
37
Quaderno Tecnico
MAPETHERM
Elementi di connessione del sistema a cappotto: adesivo e rasante
4.2 CARATTERISTICHE E PRESTAZIONI ATTESE
DAI VARI COMPONENTI
È evidente come il sistema a cappotto, essendo costituito da diversi
componenti, debba essere valutato e considerato nel suo insieme ed ogni
singolo elemento debba essere reciprocamente compatibile con gli altri;
questo è di fondamentale importanza per la prestazione e la durata pluri-
decennale che un sistema a cappotto deve garantire, di conseguenza
ogni singolo elemento deve possedere specifici requisiti prestazionali.
È altrettanto evidente, dalla figura sopra riportata, come siano strategici gli
elementi di connessione di tutti i costituenti del sistema, cioè l’adesivo ed
il rasante (solitamente si tratta dello stesso materiale).
A questi due elementi è affidato il compito di tenere legato tutto il sistema
e di contrastare le varie ed importanti sollecitazioni alle quali il sistema
stesso è sottoposto.
4.2.1 SUPPORTO
È bene considerare il supporto murario come elemento costitutivo del
sistema MAPETHERM, anche se tecnicamente non lo è. Infatti il cappotto
può essere applicato praticamente su ogni tipologia di supporto, purché
questo risulti adeguato o correttamente preparato.
38
Il cappotto è un elemento portato e, di conseguenza, il supporto (muratura
o intonaco che sia) deve garantirne un adeguato sostegno, supportando
l’azione del peso proprio, del vento, di eventuali carichi e, soprattutto,
delle sollecitazioni termo-igrometriche.
È necessario quindi prevedere la planarità del supporto, in modo che il
cappotto possa essere posato con le metodiche più performanti, infatti
è dimostrato come sia più efficace e duraturo nel tempo il sistema
d’incollaggio con stesura dell’adesivo a strato continuo.
4.2.2 ADESIVO
L’adesivo è il primo fondamentale elemento connettente del sistema e deve
garantire prestazioni di adesione nel tempo, resistendo a rilevanti sforzi di
taglio e di peel, contrastando le dilatazioni termiche alle quali i pannelli
isolanti sono soggetti. Ciò può avvenire solo se le sue caratteristiche
sono state correttamente concepite, se vengono utilizzate materie prime
selezionate, se i siti produttivi utilizzano standard di qualità certificati e se il
suo utilizzo in cantiere avviene rispettando i corretti rapporti di miscelazione
e l’applicazione viene eseguita a regola d‘arte.
4.2.3 PANNELLO ISOLANTE
La determinazione dello spessore della lastra isolante è di competenza
del tecnico che si occupa del dimensionamento del sistema, attraverso
calcoli che tengano conto della tipologia dell’edificio (nuovo, esistente),
della stratigrafia delle pareti, della sua struttura portante (cls, mattoni,
termolaterizi, pietre ecc.), della località dove è situato e delle normative
vigenti (eventualmente anche in merito a possibili detrazioni fiscali derivanti
dalla riqualificazione energetica).
La scelta della tipologia della lastra isolante è da eseguirsi in funzione delle
esigenze specifiche; è infatti possibile abbinare alle capacità d’isolamento
termico differenti proprietà, in funzione dell’aspetto che si vuole privilegiare:
isolamento acustico, massima reazione al fuoco, massima permeabilità al
vapore acqueo, bassissimo assorbimento d’acqua, bioedilizia, economicità,
semplicità di posa, ecc.
39
Quaderno Tecnico
MAPETHERM
In commercio si possono trovare numerose varietà di pannelli di diversa
natura e dimensioni e non è possibile indicarne una come la migliore, ma
è opportuno scegliere in base a ciò che si vuole ottenere. Attualmente
non esiste un pannello che racchiuda in sé tutte le prestazioni possibili,
si dovranno quindi individuare le caratteristiche essenziali ed orientare
la scelta sul pannello che ne racchiude il maggior numero. È necessario
utilizzare pannelli che abbiano la marcatura CE e che siano dichiarati
idonei per i sistemi a cappotto (ETICS) dai rispettivi produttori.
4.2.4 TASSELLO
Anche se la tenuta complessiva del sistema è a carico dell’adesivo,
il fissaggio meccanico delle lastre isolanti con i tasselli rappresenta un
importante elemento di sicurezza e diviene imprescindibile in presenza di
determinate circostanze.
Lo schema di tassellatura ed il numero di tasselli è da determinarsi in
funzione della tipologia della muratura, della lastra isolante e della tecnica
d’incollaggio. Molteplici sono le proposte del mercato ma, come per la
rete d’armatura, spesso l’unico parametro di scelta è la sua economicità,
trascurando fattori importanti come la tipologia di isolante su cui verrà
utilizzato, l’adeguata lunghezza, la tipologia di supporto, la corretta posa,
le caratteristiche prestazionali (diametro, rigidità e portata del piattello,
resistenza alla trazione, conducibilità termica puntuale, ecc), ecc.
È certamente consigliabile utilizzare tasselli che rispettino le prescrizioni
della linea guida ETAG 014 che li classifica, con delle lettere (A, B, C, D, E),
in funzione della loro idoneità per i diversi supporti.
4.2.5 RASANTE (INTONACO DI FONDO)
È il secondo fondamentale elemento connettente del sistema e deve
garantire nel tempo adesione agli elementi che connette, deve contribuire
a contrastare le tensioni derivanti dalle variazioni termiche (con particolare
riguardo alle dilatazioni e contrazioni termiche dei pannelli isolanti), deve
conferire elevata resistenza meccanica all’intero sistema.
40
È, infatti, la rasatura armata che conferisce resistenza meccanica al sistema
e non la densità del pannello isolante, come spesso erroneamente si crede.
La resistenza meccanica del sistema deve essere garantita tanto a secco
quanto a umido, pertanto risulta importantissima la composizione chimica
del rasante ed in particolare la qualità del legante contenuto; è inoltre di
primaria importanza lo spessore applicato, che in alcuni casi può superare
i 5 mm.
4.2.6 RETE D’ARMATURA
La rete in fibra di vetro, generalmente avente peso di 140-160 g/m², è
inserita all’interno dello strato rasante ed è necessaria per distribuire le
sollecitazioni provenienti dal sottofondo e per aumentare la resistenza
meccanica agli urti del sistema.
Deve necessariamente subire un trattamento con appretto antialcali che la
protegga dall’aggressione del pH basico del rasante in cui è inserita e deve
essere ordita per garantire una corretta distribuzione degli sforzi.
Reti più pesanti (300-360 g/m²) offrono resistenze meccaniche più alte
e per questo motivo, in alcuni casi, vengono utilizzate nelle zoccolature
degli edifici, eventualmente in abbinamento con specifici rasanti (es.
MAPETHERM AR 1 LIGTH o MAPETHERM FLEX RP) in grado di conferire
una resistenza meccanica decisamente superiore rispetto ai tradizionali
rasanti da cappotto.
4.2.7 PRIMER
L’utilizzo del primer prepara ed uniforma la superficie che verrà ricoperta
con il rivestimento di finitura, evitando difformità di colore dovute a
reazioni diverse fra i materiali e/o differenti possibilità d’assorbimento
del supporto. Utilizzando primer colorati (fondi) si ottengono migliori
risultati di omogeneità. L’utilizzo di primer a solvente, oltre che non essere
necessario, è assolutamente sconsigliato perché può interagire con il
pannello alterandone le caratteristiche e causando distacchi della rasatura
o collasso del pannello stesso (nel caso sia in materiale sintetico).
41
Quaderno Tecnico
MAPETHERM
4.2.8 RIVESTIMENTO DI FINITURA
Il sistema a cappotto deve essere protetto dalle sollecitazioni termo-
igrometriche e dagli agenti atmosferici con dei rivestimenti di finitura
specifici: generalmente a spessore o comunque utilizzando appositi
sistemi che garantiscano specifiche prestazioni (vedi capitolo 5.4 “La
scelta della finitura”).
Le caratteristiche che un rivestimento di finitura deve possedere sono:
la plasticità atta a non generare fessure, una bilanciata permeabilità al
vapore acqueo, il basso assorbimento d’acqua per evitare estrazione
di sali o di carbonati dal rasante e per non portare all’interno del
sistema sali ed inquinanti provenienti dall’esterno, la stabilità del colore
(considerando che ci si trova su barriera termica), la capacità di resistere
all’aggressione di alghe e muffe, la tonalità chiara del colore allo scopo
di preservare il sistema da temperature decisamente elevate che si
manifestano sulla superficie in seguito all’irraggiamento solare e che
innescano maggiori sollecitazioni all’intero sistema (indice di riflessione
superiore al 20%).
4.3 I SISTEMI MAPETHERM
I sistemi Mapei permettono di progettare e realizzare le soluzione
funzionalmente più idonee alle caratteristiche strutturali, ambientali e del
supporto o in base ad ogni specifica esigenza o richiesta della committenza;
infatti, la qualità dei materiali studiati e la conoscenza teorico-pratica dei
suoi specialisti tecnici permettono di realizzare cappotti con ogni tipo
di lastra isolante, affrontare e risolvere ogni nodo critico o dettaglio di
progettazione o costruttivo, realizzare finiture di notevole pregio estetico,
conferire prestazioni tecniche peculiari, ecc.
I sistemi MAPETHERM significano soluzioni perché permettono di:
1. Ottimizzare le prestazioni d’isolamento termico invernale con isolanti
aventi bassa conduttività termica, grazie ai quali è possibile realizzare
lavori con i minimi spessori possibili.
2. Massimizzare le prestazioni d’isolamento termico estivo con isolanti
42
specifici aventi alta capacità inerziale, grazie ai quali affinare le
prestazioni in termini di sfasamento e attenuazione dell’onda termica.
3.
Conferire caratteristiche di fono-isolamento alle pareti con isolanti
aventi bassa rigidità dinamica, in grado di smorzare le onde acustiche.
4. Ottenere la migliore classe di reazione al fuoco con isolanti minerali,
ideali per realizzare superfici potenzialmente esposte alle fiamme (ad
esempio soffitti di parcheggi sotterranei).
5. Utilizzare materiali naturali e certificati per la bioedilizia.
6.
Privilegiare l’economicità dell’intervento utilizzando isolanti sintetici
leggeri abbinati all’utilizzo di prodotti con tecnologia Fast Track Ready
che rendano veloce l’intervento razionalizzandone i costi.
7. Esaltare la permeabilità al vapore acqueo con isolanti e finiture aventi
una bassa resistenza alla diffusione del vapore, in grado di risolvere
eventuali esigenze di condense interne alle strutture.
8. Privilegiare la facilità di posa con rasanti alleggeriti come MAPETHERM
AR1 LIGHT.
9. Impedire l’assorbimento d’acqua dal terreno con isolanti aventi basso
assorbimento d’acqua in abbinamento a rasanti impermeabilizzanti
come MAPELASTIC.
10. Mantenere le prestazioni e garantire la massima durabilità nel tempo
grazie alla assoluta qualità di adesivi, rasanti e finiture.
11.
Aumentare la resistenza meccanica delle pareti con rasanti
appositamente studiati come MAPETHERM AR1 LIGHT o MAPETHERM
FLEX RP, per sezioni particolarmente esposte agli urti come quelle delle
scuole, delle logge, quelle esposte verso la strada, ecc.
12. Minimizzare l’assorbimento d’acqua e incrementare la permeabilità
al vapore acqueo con finiture di natura silossanica, dalla comprovata
idrorepellenza, durevoli nel tempo come SILANCOLOR TONACHINO.
13. Potenziare la resistenza all’insorgere di muffe e alghe sulle superfici
esterne con prodotti dalla collaudata efficacia riconoscibili dal suffisso
“Plus” (es. QUARZOLITE TONACHINO PLUS).
43
Quaderno Tecnico
MAPETHERM
14. Realizzare finiture di elevato pregio estetico, anche in strato sottile con
particolari soluzioni con l’utilizzo di MAPETHERM FLEX RP 0,5 mm.
15. Ripristinare cappotti esistenti e ammalorati, con presenza di alghe,
muffe o fessurazioni (MAPETHERM FLEX RP).
La tecnologia Mapei permette di porre in opera qualsiasi materiale
isolante idoneo per sistemi a cappotto, conferire proprietà aggiuntive
che il solo isolante non potrebbe apportare, realizzare sistemi aventi
la massima prestazione, durabilità e sostenibilità. Fig. 4.1 - MAPETHERM XPS
Di seguito alcune delle soluzioni sopra elencate:
• Il sistema MAPETHERM XPS utilizza un pannello isolante in polistirene
espanso estruso senza pelle, con superficie ruvida per favorire
l’adesione del collante. È caratterizzato da basso assorbimento
d’acqua, buona resistenza alla compressione e ottime prestazioni
isolanti.
Conduttività termica λ: 0,032-0,036 W/mK
Resistenza alla diffusione del vapore acqueo: µ 80-100
È provvisto di Benestare Tecnico Europeo ETA 04/0061 rilasciato
dall’istituto ITC di San Giuliano Milanese. (vedi capitolo certificazioni). Fig. 4.2 - MAPETHERM EPS
• Il sistema MAPETHERM EPS utilizza un pannello isolante in polistirene
espanso sinterizzato, caratterizzato da economicità, facilità applicativa
e ottime prestazioni isolanti.
Conduttività termica λ: 0,033-0,040 W/mK
Resistenza alla diffusione del vapore acqueo: µ 30-70
È provvisto di Benestare Tecnico Europeo ETA 10/0025 rilasciato
dall’istituto OIB di Vienna. (vedi capitolo certificazioni).
• Il sistema MAPETHER M.WOOL utilizza un pannello isolante in
lana minerale, trattato con legante termoindurente, ad elevata
idrorepellenza. È caratterizzato da ottima resistenza al fuoco, altissima
44
permeabilità al vapore e ottimo abbattimento acustico.
Conduttività termica λ: 0,032-0,048 W/mK
Resistenza alla diffusione del vapore acqueo: µ 1,1-1,4
È provvisto di Benestare Tecnico Europeo ETA 10/0024 rilasciato
dall’istituto OIB di Vienna. (vedi capitolo certificazioni).
• Il sistema MAPETHERM CORK utilizza un pannello isolante in sughero
bruno espanso, naturale, privo di collanti chimici. È caratterizzato da
ottima permeabilità al vapore e ottima stabilità all’invecchiamento.
Fig. 4.3 - MAPETHERM M.WOOL
Materia prima rigenerabile ed ecosostenibile.
Conduttività termica λ: 0,040-0,048 W/mK
Resistenza alla diffusione del vapore acqueo: µ 5-30
Le voci di capitolato del sistema MAPETHERM sono disponibili sul sito
www.mapei.it
5. LA PROGETTAZIONE E LA SCELTA
DEL SISTEMA
La progettazione di un edificio dovrebbe includere l’analisi del contesto in
Fig. 4.4 - MAPETHERM CORK cui esso andrà ad inserirsi, dovrebbe tener conto dell’esposizione solare e
del microclima in cui si andrà ad edificare, valutando la miglior tipologia di
prodotti isolanti e di finitura da utilizzare, per scongiurare future problematiche
di condense e aggressioni biologiche che potrebbero manifestarsi, anche
nel breve periodo, causando disagi ed anche ambienti interni malsani.
Qualsiasi intervento d’isolamento per essere efficace deve essere
correttamente dimensionato. Le nuove costruzioni devono essere edificate
nel rispetto della normativa vigente attenendosi a parametri geografici che
tengono conto della zona climatica in cui è inserito il comune in cui sorgerà
l’edificio. Analogamente, non è praticabile l’adeguamento energetico di un
edificio esistente senza il contributo da parte di un tecnico specializzato
che, avvalendosi di software appropriati dimensionerà il sistema a cappotto,
45
Quaderno Tecnico
MAPETHERM
seguendo le esigenze del committente (prodotti naturali, economicità, ecc.),
ma rispettando i valori di trasmittanza termica imposti dalla normativa. In
nessun caso è opportuno decidere in autonomia la tipologia e lo spessore
del pannello e il “fai da te” non è raccomandabile, infatti può apparire
più economico ma può portare all’insorgere di problematiche difficilmente
risolvibili (muffe, condense, distacchi).
Il coinvolgimento di un tecnico specializzato consente di ottenere la
certificazione energetica dell’edificio edificato o oggetto di adeguamento
energetico. Calcolando in sede progettuale i valori necessari, è possibile
classificare l’immobile in base alla sua prestazione energetica, certificando
i consumi che effettivamente si avranno per il riscaldamento invernale ed il
raffrescamento estivo, permettendo anche di valorizzare economicamente
l’abitazione oltre che vivere col massimo comfort e godere dei benefici
ottenuti con l’installazione dell’isolamento.
Ogni componente di un sistema a cappotto deve essere correttamente
formulato e prodotto con adeguati standard di qualità per consentire
prestazioni affidabili e durature.
Con i sistemi MAPETHERM è possibile realizzare soluzioni
specializzate per ogni esigenza
Nei successivi paragrafi è messo in evidenza come sia indispensabile
eseguire un’accurata progettazione riguardo i pannelli isolanti ma anche
rispetto a elementi che, molto spesso, vengono sottovalutati o dati per
“scontati” come l’adesivo, il rasante, il tassello e la finitura.
Nel paragrafo 6 saranno messe in evidenza le corrette modalità di posa
che sono imprescindibili quanto la corretta progettazione e la scelta di
materiali di qualità specifici per cappotto.
Qualità di progettazione, di materiali e di posa si traducono in buona
riuscita di un sistema a cappotto, cioè nella sua corretta funzionalità
prestazionale e nella sua durabilità nel tempo, caratteristiche che rendono
il sistema quanto di più sostenibile possa essere messo in opera.
46
5.1 LA SCELTA DELL’ADESIVO/RASANTE
Quali caratteristiche deve avere e quali sono i requisiti fondamentali
di posa?
L’ingresso di Mapei nel settore dell’isolamento termico è avvenuto
dopo aver realizzato un’attenta analisi di ciò che accade ad un sistema
d’isolamento termico a cappotto, che deve affrontare le aggressioni
tipiche di una facciata, tenendo conto che il sistema è composto da
materiali molto diversi che devono collaborare sinergicamente, per offrire
la migliore prestazione. Le considerazioni emerse portano alla conclusione
che il sistema a cappotto sia un sistema complesso che debba sempre
essere considerato nel suo insieme, dal supporto alla finitura, ma che affidi
a due elementi (l’adesivo e il rasante) il compito strategico di connettere
tutti gli strati ed i materiali presenti.
Le prestazioni di resistenza agli sforzi di taglio e sforzi di peel sono garantite
unicamente dall’adesivo e dallo strato rasante.
Il peso proprio del sistema e la depressione indotta dal vento, normalmente
generano sforzi modesti che possono essere considerati trascurabili,
come è facile verificare da semplici bilanci di forze. Gli sforzi di gran lunga
più importanti sono generati dal contrasto delle deformazioni indotte dalle
forti differenze di temperatura tra le due facce del pannello isolante.
Infatti, il vento che soffia a 250 km/h induce una forza in depressione pari a
0,013 kg/cm² e la forza peso del sistema è nell’ordine dello 0,001 kg/cm²,
del tutto trascurabili rispetto ai 2 kg/cm² e 6,5 kg/cm² (calcolati nelle
condizioni riportate nelle immagini seguenti) che l’adesivo deve contrastare
a causa, rispettivamente, degli sforzi di peel (distribuiti su tutta la superficie)
e di taglio (concentrati in corrispondenza dei bordi del pannello) indotti
dalle variazioni termiche.
Le immagini che seguono rappresentano graficamente il “lavoro” a cui è
sottoposto l’adesivo.
Tratto da studio realizzato da prof. Collina unitamente al Dipartimento di
Ingegneria strutturale dell’Università Federico II di Napoli.
47
Quaderno Tecnico
MAPETHERM
STAGIONE INVERNALE STAGIONE INVERNALE
sforzi sul sistema 3109 µ sforzi sul sistema
Te= -5°C Te= -5°C
T= -4,5°C T= -4,5°C
T= 13,7°C T= 13,7°C
796 µ
Fig. 5.1 Fig. 5.2
STAGIONE ESTIVA STAGIONE ESTIVA
sforzi sul sistema 3536 µ sforzi sul sistema
Te= 26°C Te= 26°C
T= 50°C T= 50°C
T= 29,3°C T= 29,3°C
905 µ
Fig. 5.3 Fig. 5.4
48
I calcoli effettuati indicano che nella stagione invernale, con una temperatura
esterna di - 5°C e una temperatura ambiente interna di +20°C, la differenza
di temperatura tra le due facce del pannello (8 cm) supera i 18°C -
Fig. 5.1. In queste condizioni si generano forze di contrazione che, se non
contrastate dall’adesivo, causerebbero quasi 800 µm di deformazione a
ritiro e a oltre 3 mm di deformazione a flessione; queste forze devono
essere contrastate unicamente dall’adesivo sul quale graveranno forze di
senso opposto e momenti torcenti - frecce rosse in Fig. 5.2 - che solo
adesivi di elevata qualità sono in grado di garantire.
Analoghe considerazioni possono essere fatte considerando la situazione
nella stagione estiva, in cui si riscontrano sforzi ancora maggiori, come
evidenziato nelle figure 5.3 e 5.4, anche considerando una temperatura
dell’aria esterna non particolarmente gravosa di +26°C.
Le deformazioni che si generano sono quindi di notevole entità in tutte le
stagioni e saranno tanto più gravose quanto maggiore sarà lo spessore
dell’isolante utilizzato.
Solo adesivi di elevata qualità, progettati e realizzati per la specifica
applicazione, sono in grado di garantire queste prestazioni. Dall’analisi
delle forze si evince anche la regola di corretta applicazione: solo una
applicazione dell’adesivo in strato continuo e con cura della planarità,
evita inconvenienti gravi come quello rappresentato nelle Fig. 5.1 e 5.3.
La pratica diffusa di applicazione per cordolo e punti o, ancora peggio,
l’esecuzione a soli punti, non sono coerenti con la distribuzione dello
sforzo di peel che interessa tutto lo strato di adesivo; queste modalità di
applicazione causano una concentrazione anomala degli sforzi solo dove
l’adesivo è presente, con inevitabile superamento dei limiti di adesione
superficiale e dilatazioni del pannello non perfettamente contrastate,
come mostrato in Fig. 5.3. La planarità del supporto è importante perché
deviazioni sensibili creano le condizioni ideali all’insorgere di momenti
flettenti di eccentricità rilevanti, che aumentano gli sforzi entro l’adesivo
e possono causare il superamento del limite di adesione superficiale
all’interfaccia adesivo-pannello.
49
Quaderno Tecnico
MAPETHERM
Da non trascurare, nell’ottica di contrastare efficacemente le dilatazioni e
contrazioni termiche dei pannelli isolanti sopra esposte, l’importanza della
qualità e dello spessore dello strato rasante, cioè il secondo fondamentale
elemento connettente del sistema. La realizzazione di uno strato al tempo
stesso plastico e monolitico permette, infatti, di contrastare ancora più
efficacemente le tensioni igrotermiche, soprattutto nel caso non si utilizzi il
sistema di incollaggio a strato continuo; allo scopo è consigliabile utilizzare
rasanti di comprovata qualità e realizzare in due mani uno strato armato di
circa 4 mm (comunque non inferiore a 3 mm).
Mapei, da sempre punto di riferimento nel settore degli adesivi, grazie
al costante impegno nella ricerca e nello sviluppo di prodotti e sistemi
innovativi, ha ideato il Sistema MAPETHERM che assicura un importante
valore aggiunto: la garanzia MAPEI basata sull’indiscussa leadership nel
campo degli adesivi.
5.2 LE CARATTERISTICHE DEL PANNELLO ISOLANTE
Qual è il miglior pannello?
La conduttività termica (λ) è troppo spesso ritenuta l’unico valore
significativo per valutare un pannello, senza considerare che a questa è
possibile associare altre caratteristiche di notevole importanza. Troppo
spesso si tende ad utilizzare lo stesso tipo di pannello per abitudine o
per la sua economicità, generalizzando le situazioni dei cantieri. Il miglior
modo per decidere quale pannello utilizzare presuppone chiarezza degli
obiettivi e la verifica delle diverse prestazioni offerte dagli stessi:
• isolamento termico;
• isolamento acustico;
• reazione al fuoco;
• resistenza meccanica;
• stabilità;
• assorbimento d’acqua;
50
• permeabilità al vapore acqueo;
• composizione naturale;
• economicità.
A ciò vanno aggiunte l’analisi della prestazione isolante della muratura ed
eventuali necessità architettoniche.
5.2.1 ISOLAMENTO TERMICO
Il miglior isolante è l’aria ferma e secca che con un lambda (λ) pari a
0,026 W/m°K (vedi norma UNI 7357) è superata solo da particolari pannelli
(ad es. aerogel di silice sottovuoto alla pressione di 1,7 x 10-5 atmosfere) e
da alcuni gas pesanti. Questa premessa è importante perché, per riuscire
a superare questi valori, è necessario intrappolare l’aria, mantenerla
ferma e secca in bolle sempre più piccole ed impermeabili ed utilizzare
meno materiale possibile perché fonte di conduzione di calore. Elevate
prestazioni in questo senso vengono fornite dai pannelli in aerogel,
poliuretano, polifenolo o EPS con grafite, i quali permettono di ottenere
elevato isolamento termico con bassi spessori.
Leggermente diverso è il discorso dell’isolamento termico nei confronti
del caldo estivo, verso il quale risultano più performanti pannelli aventi
una maggiore densità, in grado di migliorare il Fattore di attenuazione e lo
Sfasamento dell’onda termica - si veda paragrafo 3.2. Elevate prestazioni,
in tal senso, si ottengono, ad esempio, con la fibra di legno, il sughero e
le lane minerali.
Da tenere in considerazione il fatto che alcuni materiali, essendo più
sensibili all’umidità, hanno una capacità isolante che tende a ridursi
sensibilmente in seguito all’assorbimento dell’umidità stessa.
Il parametro utilizzato nei calcoli termici, per i materiali in regime di
marcatura CE, è il lambda dichiarato dal produttore (λD) calcolato a 10°C in
mezzeria del campione e col campione stagionato a 23°C e 50% di umidità.
Volendo perfezionare il calcolo, il valore di λD può essere modificato in
51
Quaderno Tecnico
MAPETHERM
valore di conduttività di progetto λ in accordo con la norma di riferimento
UNI EN ISO 10456. I passaggi non sono banali poiché il progettista è
tenuto a valutare le condizioni di progetto di temperatura e umidità del
materiale isolante, determinando in base a esse il valore di λ che potrebbe
migliorare o peggiorare a seconda delle condizioni ipotizzate.
5.2.2 ISOLAMENTO ACUSTICO
Un edificio isolato anche acusticamente offre sicuramente un confort
superiore e, in particolare nelle ristrutturazioni, non è possibile migliorare
questo aspetto delle strutture verticali opache se non agendo sulle
caratteristiche del cappotto. Lo smorzamento dell’onda acustica avviene
attraverso il principio massa-molla-massa, dove il pannello agisce da molla
e smorza l’energia sonora incidente grazie alla sua elasticità (minore è la
rigidità dinamica del pannello, maggiore è la sua capacità fonoisolante).
Raffigurazione del principio massa-molla-massa
52
Elevate prestazioni in questo senso vengono fornite dai pannelli costituiti
da fibre, lane minerali (vetro e roccia) e da quelli in EPS-S, cioè in polistirene
a bassa rigidità dinamica (flessibilizzati).
Unico altro fattore sul quale è possibile agire per incrementare il fonoisolamento
è l’incremento della massa superficiale dello strato esterno (rasatura armata
+ rivestimento di finitura); è consigliabile, in questi casi, realizzare uno strato
esterno avente una massa di almeno 10 kg/m² (circa 8 mm complessivi).
È possibile calcolare l’incremento del potere fonoisolante delle pareti in
base alle norme UNI EN 12354-1 (valutazioni delle prestazioni acustiche
di edifici a partire dalle prestazioni acustiche dei prodotti) e UNI/TR 11175
(Guida alle norme serie UNI EN 12354 per la previsione delle prestazioni
acustiche degli edifici).
5.2.3 REAZIONE AL FUOCO (COMPORTAMENTO)
Ogni tipologia di materiale ha una propria reazione al fuoco che viene
definita in base a prove effettuate in conformità alla normativa vigente
(EN ISO 13501) che stabiliscono una classificazione specifica che varia
dalla classe (A) materiale incombustibile, alla classe (F) materiale facilmente
infiammabile. I parametri di riferimento tengono conto soprattutto del grado
di combustibilità, della velocità di propagazione della fiamma, dello sviluppo
di calore nell’unità di tempo. Spesso i materiali combustibili (isolanti vegetali
o sintetici) vengono ignifugati mediante applicazione in superficie di vernici
intumescenti oppure aggiungendo ignifuganti nella massa in fase di produzione.
Nel caso di sistemi a cappotto è opportuno considerare le prestazioni
dell’intero sistema, nel suo insieme, e non è necessario considerare quelle
dei singoli materiali.
In Italia la guida Tecnica del Ministero dell’Interno pubblicata il 15/04/2013
prevede (al punto 4), per gli edifici aventi altezza superiore a 12 m e per i
quali è necessario richiedere la Prevenzione Incendi, per l’intero kit (sistema)
a cappotto una prestazione minima B-s3-d0, in accordo con la decisione
della Commissione Europea 2000/147/CE del 8/2/2000. Tale Guida non è
prescrittiva, mantiene lo status di “Documento volontario d’applicazione”,
ma ne raccomanda l’utilizzo - si veda capitolo 2.
53
Quaderno Tecnico
MAPETHERM
5.2.4 RESISTENZA MECCANICA
La resistenza meccanica di quasi tutti i pannelli isolanti è sostanzialmente
ridotta a causa della scarsa densità o della fibrosità intrinseca, ma talvolta
sono richieste prestazioni impegnative per la natura del materiale di cui
sono composti. L’esempio più classico è la zoccolatura al piede della
parete, soggetta agli urti accidentali causati da passanti o veicoli (motorini
e biciclette). Le indicazioni dei produttori fanno spesso riferimento alla
resistenza a compressione al 10% dello schiacciamento, che indica
verosimilmente una sollecitazione temporanea e il secondo parametro,
indicato più raramente, la resistenza a compressione al 2% dello
schiacciamento che individua la deformazione massima a cui il pannello
può essere sottoposto permanentemente.
Di fondamentale importanza per l’ottenimento di superfici ad alta resistenza
all’urto non sono tanto i pannelli isolanti, quanto la qualità, la tipologia e lo
spessore dello strato armato che si realizza su di essi. È infatti possibile
prevedere l’utilizzo di specifici rasanti cementizi in grado di conferire
prestazioni nettamente superiori (tipo MAPETHERM AR 1 LIGHT) oppure
realizzare la rasatura con prodotti in pasta, esenti da cemento (tipo
MAPETHERM FLEX RP), che permettono di ottenere prestazioni di resistenza
agli urti superiori a 15 joule, ovvero più del 50% dei comuni rasanti.
5.2.5 STABILITÀ
Con il termine stabilità ci si riferisce principalmente alla stabilità
dimensionale inerente alle variazioni delle dimensioni del pannello
causate dalla scarsa stagionatura prima della commercializzazione, dal
cambiamento della temperatura e dal variare dell’umidità a cui è esposto.
Parametro da valutarsi è il coefficiente di dilatazione termica lineare che
non deve essere troppo elevato. Pannelli fibrosi, quali ad es. in fibra di vetro
o di roccia, sono pressoché immobili, mentre pannelli sintetici, quali EPS,
XPS, Poliuretano, hanno coefficienti più elevati ma i loro movimenti sono
perfettamente contrastati apponendo un adesivo di qualità correttamente
posizionato (ideale la stesura sull’intera superficie della lastra).
54
La stabilità chimico-fisica è attinente alle possibili interazioni o reazioni coi
raggi UV e con solventi (utilizzare esclusivamente prodotti a base acqua).
Particolarmente problematica in alcuni materiali sono la stabilità termo
fisica, cioè la capacità di mantenere inalterati i valori di conduttività con
il trascorrere degli anni, e la stabilità igrometrica, cioè la capacità di
mantenere inalterati i valori di conduttività in presenza di umidità (taluni
materiali sono fortemente igroscopici e, di conseguenza, molto influenzati
da questo fattore).
5.2.6 ASSORBIMENTO D’ACQUA
Questo parametro manifesta la predisposizione di un materiale ad inglobare
e trattenere acqua liquida. Alcune tipologie di materiali sono ritenuti ad
assorbimento pressoché zero (0,5-1,5%) anche in immersione, ma le
infiltrazioni d’acqua all’interno di un sistema a cappotto sono sempre da
evitare. Qualsiasi materiale che possa variare il proprio tasso d’umidità è
destinato a ridurre drasticamente il potere isolante e ad innescare precoci
fenomeni di degrado.
È pertanto di fondamentale importanza fare sempre attenzione ai materiali
a partire dal loro stoccaggio, passando per la messa in opera (in particolare
per materiali fibrosi può essere opportuno prevedere teli protettivi), fino
alla corretta impermeabilizzazione e sigillatura finale dell’intero sistema,
avendo particolare cura dei nodi critici – si veda capitolo 9.
5.2.7 PERMEABILITÀ AL VAPORE (TRASPIRABILITÀ)
Più correttamente definita resistenza alla diffusione del vapore acqueo (µ), è
la capacità di un materiale di offrire minor resistenza possibile al passaggio
del vapore. Una indicazione più importante è il valore Sd (spessore d’aria
equivalente) che tiene conto della resistenza al vapore riferita allo spessore del
materiale. È indispensabile che l’intera stratigrafia della parete sia progettata
in modo che non si generi condensa interstiziale. Una corretta permeabilità
al vapore permette di mantenere un adeguato equilibrio igrometrico della
struttura muraria, ma non si deve credere che attraverso le pareti si riesca
55
Quaderno Tecnico
MAPETHERM
a smaltire l’umidità prodotta all’interno dei locali dal normale uso familiare
– si veda paragrafo 1.4. In fase progettuale, utilizzando appositi software,
è possibile controllare l’eventuale formazione di condense superficiali o
interstiziali (verifica di Glaser), realizzando strutture in cui non si verifichino
queste condizioni. Raramente questo problema si rileva nel caso di sistemi a
cappotto, infatti una sua funzione primaria è proprio quella di spostare il punto
di condensa dalla superficie interna a quella esterna. Nel caso si riscontri,
è possibile ovviare aumentando lo spessore dell’isolante o utilizzarne uno
con una maggior permeabilità al vapore ma, molto spesso, è sufficiente
utilizzare un semplice rivestimento a base silossanica (come SILANCOLOR
TONACHINO PLUS).
5.2.8 COMPOSIZIONE NATURALE
La richiesta di prodotti naturali per confezionare pannelli isolanti è
soddisfatta principalmente da materiali come sughero, fibra di legno,
Kenaf ed ogni fibra vegetale o animale, ma anche minerali come l’idrato di
silicato di calcio o vetro cellulare riciclato.
5.2.9 CONCLUSIONI
A conclusione del capitolo dedicato alla progettazione, appare
evidente come la scelta del sistema dipenda principalmente dalle
caratteristiche dell’adesivo e dalla tipologia del pannello. L’esperienza
acquisita nel settore degli adesivi permette a Mapei di offrire collanti e
rasanti in grado di essere inseriti in qualsiasi sistema perché utilizzabili
con qualsiasi tipologia di pannello che abbia le caratteristiche idonee
per essere applicato nella realizzazione di un cappotto. È quindi chiaro
come, utilizzando sistemi Mapei nella progettazione, sia veramente
possibile rispondere ad ogni specifica esigenza della committenza,
come la necessità di ottenere alte prestazioni d’isolamento termico
(estive e invernali), isolare con spessori ridotti, conferire isolamento
acustico, avere la massima classe di reazione al fuoco, ottimizzare
la permeabilità al vapore, realizzare superfici aventi elevatissima
56
resistenza agli urti, minimizzare l’assorbimento d’acqua, utilizzare
materiali naturali e certificati per la bioedilizia, privilegiare la facilità di
posa o l’economicità dell’intervento.
5.3 LA SCELTA DEL TASSELLO
(FISSAGGIO MECCANICO)
Quando prescriverli, quanti e quali utilizzare?
Il fissaggio meccanico, in base alle considerazioni esposte al paragrafo
5.1, non sarebbe necessario in quanto un adesivo di qualità, applicato
col giusto criterio, è in grado di garantire la tenuta dell’intero sistema. Il
tassello è, però, un elemento di sicurezza da non trascurare, in quanto è in
grado di compensare un possibile cedimento del supporto sottostante e,
pertanto, è da prescriversi su tutte le superfici aventi dubbie caratteristiche
meccaniche, in caso di supporti intonacati, di supporti vecchi, di sistemi
a cappotto con peso superiore a 30 kg/m², di edifici di altezza rilevante, di
spessori di isolante superiore a 10 cm.
La scelta della tipologia del tassello è da eseguirsi in funzione del supporto
al quale saranno fissati, facendo riferimento alle categorie d’uso secondo
ETAG 014; è consigliabile utilizzare tasselli aventi certificazione d’efficacia
verificata da tale linea guida e dotati di una resistenza a trazione (pull-out)
non inferiore a 0,60 kN.
LE CATEGORIE D’USO SECONDO L’ETAG 014 DEFINISCONO I CAMPI DI IMPIEGO
DEL TASSELLO IN RELAZIONE AI VARI TIPI DI SUPPORTO
A B C D E
Calcestruzzo Blocchi cavi Calcestruzzo Calcestruzzo
Blocchi pieni
normale o forati alleggerito cellulare
La determinazione della quantità di tasselli deve tenere in considerazione
la qualità del tassello (resistenza a trazione), il tipo ed il peso dell’isolante
utilizzato, l’altezza dell’edificio; salvo casi particolari, utilizzando tasselli di
qualità, sono sufficienti 6 tasselli al m².
Determinanti, per il corretto funzionamento, sono anche lo schema di
tassellatura e la metodica di posa.
57
Quaderno Tecnico
MAPETHERM
Quanto devono essere lunghi?
La risposta non può mai essere univoca, anche a parità di spessore
d’isolante e considerando lo stesso supporto. Infatti, parametro essenziale
per determinarne la lunghezza è la profondità di ancoraggio, che è nominale
e specifica per ogni tipologia di tassello. Per non incorrere in errori banali
è quindi sempre necessario conoscere questo parametro (riportato sulle
specifiche tecniche e, spesso, anche sulle etichette).
F IA P
Il dimensionamento del tassello del conto dello spessore del pannello (P), dello spessore dell’adesivo (A),
dell’eventuale presenza dell’intonaco (I) e della corretta profondità di ancoraggio (F)
5.4 LA SCELTA DELLA FINITURA
Per il cappotto va bene qualsiasi finitura?
Lo strato di finitura di un sistema cappotto è collocato su una barriera
termica, creata dal pannello isolante e raggiunge elevate temperature
che possono variare anche molto rapidamente al mutare delle condizioni
climatiche, pertanto il rivestimento di finitura deve possedere requisiti
specifici e ben precisi:
• deve proteggere dalle sollecitazioni termoigrometriche e dagli agenti
atmosferici;
• deve contrastare le sollecitazioni derivanti dal sottofondo senza
fessurarsi; allo scopo è quindi indispensabile l’utilizzo di rivestimenti
58
a spessore dotati di adeguata flessibilità o adottare sistemi elastici,
appositamente studiati, che permettano di realizzare finiture a basso
spessore che assicurino protezione e durabilità;
• deve possedere un basso grado d’assorbimento d’acqua ed una
bilanciata permeabilità al vapore acqueo:
–– per impedire la veicolazione, all’interno del sistema, di sali che,
cristallizzando ed aumentando di volume, possano creare fratture;
–– per inibire l’estrazione dei sali e dei carbonati contenuti all’interno del
rasante cementizio e la loro comparsa sulla superficie del rivestimento
generando antiestetiche efflorescenze bianche o, peggio, la loro
presenza al di sotto del rivestimento generando dannose sub-
florescenze in grado di distaccare il rivestimento stesso;
–– per prevenire dannosi fenomeni gelivi interni;
–– per non causare il rigonfiamento dell’isolante nel caso questo sia
assorbente;
–– per non ridurre la capacità isolante del sistema.
• deve mantenere la fedeltà del colore; considerando che ci si trova su
barriera termica, la superficie è certamente più sollecitata dall’azione
diretta dei raggi UV e della temperatura; pertanto deve essere formulata
con particolari pigmenti aventi la massima resistenza e con un elevato
contenuto di resina legante di qualità, atta a proteggere i pigmenti nei
confronti della decolorazione indotta dai raggi UV e dalla temperatura;
• non deve indurre sollecitazioni e tensioni al sistema; come sopra
esposto, non deve surriscaldarsi eccessivamente, quindi è
consigliabile utilizzare una tonalità di colore non troppo scura e,
comunque, con un indice di riflessione superiore al 20% (valore da
aumentarsi nel caso di zone climatiche a forte irradianza); questa
precauzione è legata alle temperature a cui è sottoposta la
facciata dell’edificio a causa dell’irraggiamento solare che genera
59
Quaderno Tecnico
MAPETHERM
temperature che nel periodo estivo possono superare agevolmente
i +50°C.
• l’indice di riflessione (I.R.) è l’unità di misura della riflessione della luce
solare, ove il bianco ha I.R. = 100% (riflessione totale della radiazione
incidente) ed il nero I.R. = 0% (assorbimento totale della radiazione
incidente). Le immagini sottostanti indicano le diverse temperature
superficiali raggiunte, a parità di radiazione incidente, da diversi colori
dello stesso rivestimento di finitura.
• deve contrastare efficacemente il proliferare di alghe, muffe e batteri;
un cappotto ben progettato elimina il punto di rugiada interno alla
muratura ma lascia fredda la superficie esterna del sistema, pertanto
risulta di fondamentale importanza utilizzare materiali a basso
60
assorbimento d’acqua e aventi una riconosciuta efficacia, ad ampio
spettro d’azione, nei confronti di tutti i più comuni ceppi batterici,
algali e fungini presenti in natura.
Per ottemperare a tutti i requisiti elencati, Mapei propone tonachini
molto flessibili dall’elevato contenuto di resina legante di alta qualità,
con differenti granulometrie e caratteristiche che vanno dall’elevata
resistenza meccanica e chimica, al basso assorbimento d’acqua
con alta permeabilità al vapore acqueo, colorati utilizzando pigmenti
particolarmente resistenti in grado di esaltare la tenuta del colore nel
tempo, con una comprovata efficacia contro l’insorgere di alghe, muffe
e batteri.
I Tonachini devono generalmente essere applicati in spessori non inferiori a
1,2 mm; per questo motivo per quelli a granulometria inferiore, si dovranno
prevedere più mani fino al raggiungimento di tale spessore minimo.
Nel caso si voglia ottenere una finitura “liscia” sarà necessario realizzare
una rasatura armata in spessore non inferiore a 3-4 mm, utilizzando il
rasante in pasta MAPETHERM FLEX RP, fibrato e flessibile, esente da
cemento, colorabile, alleggerito e resistente all’aggressione di alghe e
muffe. L’utilizzo di MAPETHERM FLEX RP rende possibile l’applicazione
della finitura solo 24 ore dopo la sua stesura, senza attendere i tempi di
maturazione delle rasature cementizie e senza l’applicazione di un primer,
rendendo così molto più veloce il ciclo di finitura che in questo caso può
essere completato applicando due mani di pittura (pitture minerali escluse)
o con un più performante tonachino.
La qualità, la durabilità e, di conseguenza, la sostenibilità di un sistema a
cappotto possono essere assicurati esclusivamente da sistemi composti
da materiali coerenti, sviluppati, testati e certificati per essere combinati
tra loro, evitando quindi di realizzare cappotti assemblati e improvvisati,
con lo scopo di rendere solo più economico l’intervento rinunciando però
a qualità e durata.
Solamente partendo da queste solide basi, unitamente alla professionalità
61
Quaderno Tecnico
MAPETHERM
dei progettisti e delle maestranze, sarà possibile ottenere gli enormi
vantaggi prestazionali, economici, abitativi ed ambientali che il sistema
MAPETHERM può garantire.
LE AGGRESSIONI BIOLOGICHE
Le aggressioni biologiche in edilizia sono molto comuni e facilmente
individuabili, la presenza delle cosiddette “muffe” sulle facciate degli
edifici, ma ancor peggio all’interno di essi, non è particolarmente
gradita e possono portare a rapidi degradi della finitura o cosa peggiore, Fig. 5.5
all’insorgere di rischi per la salute dovuti alla sensibilità alle spore e micro
tossine rilasciate negli ambienti.
I microrganismi che costituiscono le alghe e le muffe, trovano
frequentemente le condizioni fisico-ambientali adatte e sono in grado in
breve tempo di infestare le facciate degli edifici e di intaccare le pareti
interne delle abitazioni, portandole ad un rapido degrado.
Il deterioramento delle superfici si manifesta come danni fisici sulle pareti
murali, con la formazione di antiestetiche macchie nere o verdastre
(Figg. 5.5, 5.6) e la conseguente penetrazione dei microrganismi, con il
rilascio di metaboliti acidi che provocano il progressivo decadimento del
rivestimento con la formazione di fessure e degrado in profondità nel
supporto.
ALGHE E MUFFE
Alghe e muffe sono organismi vegetali biologici che si riproducono
mediante emissione di spore, presenti nell’aria in grande quantità e varietà.
Le alghe (Fig. 5.7 al microscopio elettronico) sono organismi fotosintetici,
contenenti clorofilla: per vivere necessitano quindi dl luce, elevata umidità e
sali minerali, elementi tutti presenti normalmente sulle superfici murali. Per
queste loro particolari caratteristiche, sono presenti quasi esclusivamente
all’esterno. Le muffe (Fig. 5.8 al microscopio elettronico) sono organismi
vegetali appartenenti ai funghi, privi di capacità fotosintetica e necessitano,
oltre ad una certa umidità, anche di nutrimento organico. Substrati
62
favorevoli sono tutte quelle superfici murali che in vario modo contengono
questo “alimento”, come ad esempio strati di sporco (misto di polvere e
particolato organico) depositati sul rivestimento o derivati della cellulosa
contenuti nelle pitture murali. Si riproducono sia all’interno che all’esterno,
nell’ultimo caso per lo più su precedenti colonie di alghe (in simbiosi) che
assicurano la ritenzione d’acqua e l’apporto di metaboliti come nutrienti.
Alle muffe va rivolta particolare attenzione, in quanto sviluppano filamenti
detti ife che possono penetrare in profondità nel rivestimento apportando
Fig. 5.6
notevoli danni; sia le alghe che le muffe producono inoltre dalla loro attività
biologica diversi metaboliti acidi che attaccano ulteriormente il rivestimento.
L’UMIDITÀ: CONDIZIONE ESSENZIALE ALLO SVILUPPO DI ALGHE E
MUFFE
La condizione principale per il degrado biologico di una superficie interna
od esterna e sempre legata alla presenza di umidità sul supporto, ma
anche la differenza di temperatura può essere determinante, cosi come
l’ambiente alcalino può inibirne lo sviluppo.
In esterno, assorbimento e ritenzione d’acqua sono dovuti essenzialmente a:
• condizioni microclimatiche e ambientali dovute a vicinanza all’umidità
del terreno, corsi d’acqua, forte presenza di nebbie e mancata
Fig. 5.7
esposizione all’irraggiamento solare (pareti a nord);
• elevato grado di assorbimento d’acqua e bassa traspirabilità del
rivestimento;
• presenza di ponti termici (zone fredde) dovuti all’uso improprio di
materiali con diverse conducibilità termiche e conseguente possibile
formazione di condensa;
• esposizione agli agenti atmosferici senza elementi architettonici di
protezione (quali tettoie e gocciolatoi);
• le condizioni vengono aggravate dalla vicinanza all’edificio di composti
agricoli, fitta vegetazione ecc.
Fig. 5.8
63
Quaderno Tecnico
MAPETHERM
In interno, la formazione di condensa si verifica per lo più nei punti freddi
delle pareti ed e dovuta a:
• scarso isolamento termico;
• presenza di ponti termici;
• scarso ricambio d’aria e, quindi, scarso smaltimento dell’umidità
prodotta all’interno dei locali;
• le condizioni vengono aggravate dall’utilizzo di pitture e rivestimenti di
scarsa qualità.
Le problematiche esposte sono comuni e facilmente riscontrabili in quasi
tutte le costruzioni, si può quindi asserire che, in ogni edificio o muratura,
esiste il substrato adatto a favorire la crescita di questi organismi biologici.
I rivestimenti e le pitture utilizzati per la protezione e la decorazione
delle facciate non causano la crescita di alghe e funghi, bensì il loro
utilizzo improprio. Pur tenendo conto della difficoltà di prevedere se e
quando ci sara formazione di alghe o muffe, dove vi sono i presupposti
microclimatici favorevoli per il loro sviluppo si deve prevedere, in sede
progettuale, l’utilizzo di materiali sviluppati per ritardarne la comparsa
e prevedere una manutenzione programmata a tale scopo, perché
l’efficacia di questi prodotti tende a ridursi con il trascorrere del tempo.
Se possibile, per i nuovi edifici, e opportuno adottare adeguati metodi
e materiali da costruzione per sfavorirne l’attecchimento, anche se non
sempre tali accorgimenti risultano sufficienti, data l’estrema variabilità
dei fattori implicati e delle specie biologiche infestanti presenti nei diversi
luoghi. Nel caso di interventi di ripristino, invece, le possibilità di modifiche
costruttive sono molto limitate, anche se la storia dell’edificio può dare
importanti indicazioni sulla presenza o meno di fattori di rischio. L’unica
possibilità realmente efficace per contrastare il degrado biologico è quella
di utilizzare, in entrambi i casi, rivestimenti resistenti alla crescita di alghe e
muffe, e, nel caso di pareti già intaccate, prevedere un adeguato lavaggio
igienizzante delle zone interessate. In tali prodotti di finitura, la resistenza
64
agli organismi biologici viene impartita dalla presenza di speciali additivi,
che permangono all’interno del rivestimento anche dopo
la sua essiccazione e lo proteggono dalla proliferazione di alghe e muffe.
Tali additivi, opportunamente bilanciati, devono essere poco solubili, in
modo da non venire rimossi dal dilavamento ad opera dell’acqua piovana e
dall’umidità, dando quindi una protezione durevole, ma nello stesso tempo
devono garantire il loro effetto anche sulla superficie del rivestimento e
sopra eventuali strati di sporco.
Consapevole delle problematiche sopra esposte MAPEI ha sviluppato e
propone una serie di prodotti resistenti all’aggressione, alla crescita e alla
proliferazione dei microorganismi. Questi prodotti sono riconoscibili dal
suffisso “PLUS” e sono: SILANCOLOR CLEANER PLUS, SILANCOLOR
PRIMER PLUS, SILANCOLOR TONACHINO PLUS, SILANCOLOR
PITTURA PLUS, QUARZOLITE TONACHINO PLUS, QUARZOLITE HF
PLUS, ELASTOCOLOR TONACHINO PLUS e DURSILITE PLUS.
6. LA CORRETTA REALIZZAZIONE DEL
SISTEMA MAPETHERM
La corretta realizzazione del sistema di isolamento a cappotto non può
prescindere da una scelta accurata dell’intero kit costituente, quindi
non solo dello strato coibente, ma soprattutto dei materiali destinati
alla preparazione dei supporti, all’incollaggio dei pannelli termoisolanti,
alle rasature ed alle finiture che conferiscono alla facciata la resistenza
meccanica, la protezione e l’aspetto estetico definitivo. Allo stesso modo la
corretta realizzazione in cantiere e una corretta progettazione dei particolari
costruttivi nelle zone peculiari dell’edificio rappresentano condizioni
essenziali per garantire il comfort abitativo e conseguire i risultati attesi dal
punto di vista del risparmio energetico e della sostenibilità ambientale. Nei
paragrafi che seguono vengono, pertanto, definite le modalità di impiego
dei materiali e quelle di realizzazione dell’intero sistema MAPETHERM.
65
Quaderno Tecnico
MAPETHERM
Per i sistemi MAPETHERM è possibile fruire di una copertura assicurativa
decennale, la Polizza Rimpiazzo Opere ottenibile con tutte le tipologie
d’isolante ed i sistemi valutati come idonei.
6.1 LA PREPARAZIONE DEI SUPPORTI
Le superfici oggetto dell’intervento debbono presentarsi meccanicamente
resistenti, prive di zone in procinto di distaccarsi, perfettamente pulite e
prive di qualsiasi traccia di polvere, sporco, grasso, tracce di disarmante
e di qualsiasi sostanza che possa compromettere l’adesione del pannello
Fig. 6.1 - Edificio in muratura interessato da risalita
capillare
al supporto.
6.1.1 EDIFICI IN MURATURA IN PIETRA O MATTONI
Negli edifici in muratura di mattoni o pietra faccia-vista (privi di intonaco)
occorrerà accertarsi della consistenza dei conci lapidei e dello stato corticale
dei mattoni eliminando eventualmente la “cartella” in fase di distacco. Nel
caso di conci lapidei particolarmente porosi che presentino lieve spolverìo
superficiale si potrà valutare la possibilità di utilizzare un primer (tipo
MALECH, prodotto a base di resine acriliche micronizzate in dispersione
acquosa per la preparazione del fondo delle superfici murali in genere) da
applicare sulla superficie della muratura a spruzzo, rullo o pennello.
Nel caso i giunti di allettamento tra i conci lapidei o i laterizi dovessero
presentarsi “scavati” per effetto dell’azione dilavante dell’acqua piovana,
occorrerà procedere alla loro stilatura impiegando una malta di adeguate
caratteristiche elasto-meccaniche (tipo MAPE-ANTIQUE MC, malta
premiscelata deumidificante per il risanamento delle murature umide in pietra,
mattone e tufo o POROMAP INTONACO, malta premiscelata deumidificante,
resistente ai sali, di colore grigio, per il risanamento delle murature in pietra,
mattone e tufo applicabile a mano o con macchina intonacatrice).
Nell’eventualità che la muratura presenti accentuati fuori-piombo o
irregolarità conseguenti alla particolare apparecchiatura costruttiva (ad
esempio muratura a conci non squadrati, di tipo sbozzato o tondeggiante),
occorrerà ripristinarne la planarità e/o la verticalità mediante la realizzazione
66
di un intonaco utilizzando malte dotate di eccellenti caratteristiche di
adesione al supporto, basso modulo elastico, elevata resistenza a trazione
per flessione (tipo NIVOPLAN, malta livellante per pareti, con l’aggiunta
di PLANICRETE, lattice di gomma sintetica per malte cementizie oppure
INTOMAP R1, intonaco di fondo applicabile anche con intonacatrice).
Nelle murature soggette ad elevato grado d’umidità di risalita capillare il
sistema di isolamento a cappotto non deve essere realizzato.
L’erronea realizzazione, infatti, determinerebbe un aggravio del carico di
Fig. 6.2 - Le porzioni di intonaco in fase di distacco
umidità del muro per la minore evaporazione conseguente all’incollaggio
devono essere rimosse prima dell’incollaggio
dei pannelli isolanti del pannello termoisolante.
Il maggior contenuto di umidità costituirebbe paradossalmente una
situazione critica che nel periodo invernale, per effetto del riscaldamento
interno, provocherebbe la formazione di efflorescenze ed il rigonfiamento
delle pitture all’interno dell’abitazione. Nel periodo estivo, invece, la
migrazione dei sali verso l’esterno e la loro cristallizzazione, unitamente
all’aumento della tensione di vapore, potrebbe determinare il distacco di
porzioni dell’adesivo con compromissione dell’isolamento termico.
Pertanto, in presenza di umidità di risalita capillare, la realizzazione
del rivestimento a cappotto deve essere preceduta da un intervento
di bonifica della muratura mediante la realizzazione di barriere di tipo
chimico (iniettando all’interno della muratura miscele impermeabilizzanti
o idrorepellenti tipo MAPESTOP, agente di iniezione composto da una
microemulsione siliconica concentrata per la realizzazione di una barriera
chimica contro l’umidità di risalita capillare presente nelle murature).
In alternativa, bonificare il muro sull’esterno ricorrendo alla tecnica degli
intonaci macroporosi deumidificanti (tipo MAPE-ANTIQUE o POROMAP)
fino al 1° solaio, oltre il quale si potrà procedere alla realizzazione del
sistema a cappotto.
6.1.2 EDIFICI IN C.A. O IN MURATURA INTONACATI
Nel caso di edifici esistenti sia in muratura sia con intelaiatura in c.a. che
si presentino intonacati, prima dell’incollaggio dei pannelli termoisolanti,
67
Quaderno Tecnico
MAPETHERM
occorre accertarsi che l’intonaco risulti ben aderente al supporto
procedendo alla demolizione delle porzioni che risultino, invece, distaccate.
La ricostruzione delle zone di intonaco rimosse potrà avvenire impiegando
PLANITOP FAST 330 oppure malte cementizie modificate con lattice (tipo
NIVOPLAN + PLANICRETE).
Prima dell’incollaggio dei pannelli, inoltre, occorre verificare la consistenza
superficiale dell’intonaco, per esempio eseguendo alcune prove
di resistenza allo strappo. Se l’intonaco dovesse evidenziare valori
particolarmente bassi, è buona norma procedere ad una spazzolatura per la
rimozione della superficie di scarsa coesione ed, eventualmente, procedere
ad un trattamento da effettuarsi con un primer altamente penetrante e
consolidante (tipo MALECH). In presenza di intonaci con pitture o con
rivestimenti superficiali di tipo plastico, si dovrà accertare preventivamente
che siano ben aderenti al supporto. Nelle zone che si presentino degradate
e/o esfoliate, si procederà ad un’accurata spazzolatura seguita da lavaggio
dell’intera superficie con acqua in pressione.
Allo stesso modo nelle facciate con rivestimenti di mosaici ceramici o di
vetro o di piastrelle in klinker occorrerà accertarsi che questi siano ben
aderenti al supporto. Gli elementi in fase di distacco verranno rimossi e
ripristinati con NIVOPLAN + PLANICRETE o con PLANITOP FAST 330.
6.1.3 MURATURE E/O STRUTTURE IN CALCESTRUZZO FESSURATE
Nell’eventualità che le murature dovessero presentarsi fessurate
occorrerà, innanzitutto, stabilire le cause che hanno prodotto le
fessurazioni al fine di accertare se suddette soluzioni di continuità siano
stabili oppure rappresentino il risultato di movimenti ancora in atto. In
quest’ultima evenienza, prima di realizzare il sistema di isolamento a
cappotto, occorrerà attuare interventi che impediscano ulteriori movimenti
del fabbricato e, conseguentemente, evitino che il propagarsi del quadro
fessurativo possa interessare i pannelli, le rasature e le stesse finiture
dell’isolamento esterno.
Nel caso, invece, di fessure stabili, i cui unici movimenti sono quelli legati
68
agli inevitabili gradienti termo-igrometrici, si potrà, negli edifici in muratura
di pietra o mattone, ricostruire il paramento con la tecnica dello scuci e
cuci oppure, in presenza di fessure di modesta ampiezza, procedere ad
una semplice stuccatura utilizzando lo stesso adesivo che verrà impiegato
per l’incollaggio dei pannelli termoisolanti (MAPETHERM AR1, adesivo e
rasatura a base cementizia monocomponente per sistemi di isolamento a
cappotto, MAPETHERM AR1 GG, adesivo e rasatura a base cementizia
monocomponente con granulometria maggiorata per sistemi di isolamento
a cappotto o MAPETHERM AR1 LIGHT adesivo e rasatura alleggerita, a
base cementizia monocomponente con granulometria maggiorata per
sistemi di isolamento a cappotto).
Questa stessa tecnica potrà essere utilizzata per la stuccatura delle
fessure negli intonaci determinate dal ritiro igrometrico e/o da un elevato
assorbimento di acqua del supporto all’atto della realizzazione. La stuccatura
con malta potrà essere estesa anche alle fessure localizzate, negli edifici
intelaiati in c.a., all’attacco trave-tamponamento o pilastro-tamponamento.
Negli edifici di nuova costruzione, ove esista la possibilità che il rivestimento
a cappotto venga realizzato appena la costruzione è ultimata, è alto il rischio
che le fessure all’attacco telaio c.a. / tamponamento, manifestandosi
successivamente alla realizzazione del rivestimento a cappotto, possano
provocare lesioni e distacchi localizzati della rasatura e della finitura. Al fine
di ridurre al minimo il rischio che tale inconveniente possa manifestarsi è
necessario prevedere, durante l’esecuzione dell’intonaco, di disporre una
striscia di rete porta intonaco a presidio di tali zone.
6.1.4 STRUTTURE E/O ELEMENTI IN CALCESTRUZZO
Per le pareti in calcestruzzo occorrerà, se di nuova realizzazione, effettuare
un lavaggio con acqua in pressione (120 atm), eventualmente utilizzando
appositi additivi al fine di rimuovere dalla superficie le inevitabili tracce di
disarmante presenti.
Su strutture in calcestruzzo esistenti occorrerà procedere ad un’accurata
operazione di pulizia superficiale per rimuovere le parti incoerenti, il
69
Quaderno Tecnico
MAPETHERM
lattime superficiale e qualsiasi traccia di polvere, olio, grasso e sporco
in genere.
Qualora il calcestruzzo risultasse degradato, evidenziando zone ove i ferri
si presentino corrosi ed il copriferro delaminato e/o espulso, occorrerà
procedere preventivamente ad un intervento di ripristino che prevederà:
• l’asportazione del calcestruzzo degradato;
• la pulizia del ferro d’armatura mediante spazzolatura meccanica,
sabbiatura o idropulizia;
• la protezione della barra mediante l’applicazione di malte cementizie
passivanti (tipo MAPEFER 1K, malta cementizia monocomponente
anticorrosiva per ferri d’armatura);
• la ricostruzione della sezione mediante l’impiego di malte a ritiro
compensato (tipo MAPEGROUT T40, malta tissotropica fibrorinforzata
a media resistenza per il risanamento del calcestruzzo o
MAPEGROUT BM, malta tissotropica bicomponente a basso modulo
elastico oppure PLANITOP RASA & RIPARA, malta cementizia
tissotropica, a ritiro controllato e presa rapida, utilizzabile sia per
il ripristino corticale che per la finitura del cemento armato). Dopo
l’intervento di ricostruzione attendere la necessaria maturazione
del supporto prima di proseguire con l’esecuzione del sistema
d’isolamento a cappotto.
6.2 POSA DEI PROFILI DI CONTENIMENTO
E PROTEZIONE
Prima di procedere alla posa dei pannelli termoisolanti si dovranno
posizionare, mediante tasselli di fissaggio tipo MAPETHERM FIX B
posizionati ad interasse di circa 40 cm, i profili di partenza tipo
MAPETHERM BA con eventuale aggiunta di profilo antifessurazione
tipo MAPETHERM PROFIL BA, ed eventuali altri profili di contenimento
e protezione come chiusure laterali, sottodavanzali, copertine, lattonerie,
ecc.
70
6.3 POSA DEI PANNELLI ISOLANTI
L’incollaggio dei pannelli termoisolanti al supporto viene effettuato
mediante l’impiego di speciali adesivi premiscelati (tipo MAPETHERM AR1
o MAPETHERM AR1 GG o MAPETHERM LIGHT) da mescolare con acqua.
Indipendentemente dal tipo di adesivo che verrà utilizzato occorrerà
accertarsi preventivamente che i pannelli da incollare non presentino
una superficie troppo liscia (“pelle”) che ne ostacoli l’adesione al
supporto.
In presenza di un supporto planare l’incollaggio avverrà distribuendo
l’adesivo omogeneamente su tutta la superficie del retro del pannello
isolante, altrimenti si procederà con l’incollaggio a cordolo perimetrale e
punti centrali assicurandosi di ottenere una superficie d’incollaggio pari o
superiore al 40%. In caso di supporti con rilevante assenza di planarità
(superiore a 15 mm con staggia da 4 m) si dovrà procedere alla loro
rettifica, localizzata o generalizzata, utilizzando MAPETHERM AR1 LIGHT.
Durante la posa dei pannelli si avrà cura che l’adesivo non rifluisca nel
giunto tra pannelli contigui creando, per la maggiore conducibilità, un
ponte termico o, ancor peggio, la formazione di fessure in corrispondenza
dello stesso.
Fig. 6.3 - Posizionamento del profilo di partenza:
Lo spessore di adesivo da utilizzare è quello strettamente necessario per
assicurarsi la perfetta orizzontalità mediante livello a bolla
coprire omogeneamente la superficie del pannello e/o per eliminare le
eventuali differenze di planarità del supporto contenute al di sotto dei 5
mm. Per ottenere lo spessore consigliato si suggerisce l’utilizzo di una
spatola dentata N° 10.
Nel caso di supporti non perfettamente planari, utilizzare il sistema
d’incollaggio a cordolo perimetrale e punti centrali, avendo cura di non
compensare con l’adesivo asperità superiori ai 15 mm, allo scopo di non
generare inevitabili tensioni e distacchi durante la fase di ritiro del collante;
inoltre, il collante non più adeso non sarebbe in grado di contrastare le
dilatazioni termiche dei pannelli.
Accertarsi che il sistema di posa dell’adesivo non permetta il passaggio
Fig. 6.4 - Fissaggio del profilo di partenza mediante
tassello ad espansione
71
Quaderno Tecnico
MAPETHERM
di aria tra il pannello isolante ed il supporto, in modo da non creare un
effetto camino che può indurre il distacco delle lastre isolanti causando un
pericoloso effetto vela.
La posa dei pannelli termoisolanti avverrà partendo dal basso verso
l’alto, disponendo gli stessi con il lato più lungo in posizione orizzontale,
sfalsando i giunti verticali di almeno 25 cm. In corrispondenza degli spigoli
le teste dei pannelli isolanti dovranno essere alternate.
Fig. 6.5 - Distribuzione omogenea dell’adesivo sul
rovescio del pannello isolante
Al fine di beneficiare del massimo potere di adesione è opportuno
procedere alla posa del pannello, specialmente in periodi caldi e ventilati, Fig. 6.6 - Distribuzione a cordolo perimetrale e punti
centrali dell’adesivo sul rovescio del pannello isolante
immediatamente dopo la stesura dell’adesivo sul retro dello strato
isolante.
Con l’obiettivo di massimizzare la superficie di contatto supporto / adesivo
/ pannello, sarà opportuno, subito dopo la posa, esercitare sul pannello
una leggera pressione mediante un frattazzo, quindi, con frequenza
mediante una staggia, controllare la planarità delle superfici e provvedere
al suo eventuale ripristino mediante pressione.
A collante asciugato sarà possibile perfezionare ulteriormente la planarità
delle superfici, e ottenere un risultato estetico di assoluto rilievo,
mediante rabottatura (pannelli sintetici) o realizzazione di una rasatura di
compensazione (pannelli fibrosi).
72
La corretta ed attenta posa dello strato isolante è di fondamentale
importanza per ottenere un cappotto di qualità ed una resa estetica di
assoluto livello.
Se ad incollaggio avvenuto dovessero evidenziarsi fughe tra pannelli di
ampiezza superiore a 2 mm, occorrerà inserire all’interno delle fughe stesse
inserti di materiale isolante o, solo per fughe inferiori a 5 mm, utilizzare una
idonea schiuma isolante a bassa densità; in entrambi i casi il riempimento
deve realizzarsi per tutto lo spessore del pannello isolante.
Fig. 6.7 - Posa dei pannelli a giunti sfalsati In corrispondenza delle aperture (porte e finestre) gli accostamenti tra
pannelli non devono essere allineati con le spallette, gli architravi o gli
spigoli delle aperture stesse.
Fig. 6.8 - Battitura del pannello mediante frattazzo
Posa corretta dei pannelli in prossimità delle aperture
I giunti di dilatazione strutturali eventualmente presenti devono essere
rispettati e protetti con specifici profili coprigiunto lineari o angolari, come
MAPETHERM PROFIL E o MAPETHERM PROFIL V. In caso di isolamento
di imbotti delle aperture (spallette e voltini di porte e finestre) i pannelli
posati in facciata devono sporgere oltre il bordo delle aperture, ricoprendo
così anche il bordo dell’isolante posto all’interno degli imbotti.
Nel caso i pannelli in EPS o XPS rimangano esposti alla radiazione
solare per lunghi periodi, la superficie formerà una patina incoerente che
73
Quaderno Tecnico
MAPETHERM
deve essere rimossa mediante spazzolatura prima dell’applicazione del
rasante.
È bene prevedere protezioni nei confronti dell’umidità e delle precipitazioni
atmosferiche, in particolare nel caso di pannelli fibrosi.
6.4 FISSAGGIO MECCANICO (TASSELLATURA)
In aggiunta (ma non in alternativa) all’incollaggio può essere previsto un
fissaggio meccanico dei pannelli con tasselli. Per la valutazione della
necessità di utilizzo, la scelta del tipo e della lunghezza, si faccia riferimento
al Paragrafo 5.3.
I tasselli verranno applicati a collante indurito, in corrispondenza dello
stesso e fino al raggiungimento della porzione portante del supporto
(quindi non in corrispondenza, ad esempio, dell’intonaco).
In caso di pannelli isolanti particolarmente pesanti può essere utile
inserire un primo tassello centrale al momento della posa allo scopo di
sorreggerne il peso mentre il collante realizza il suo processo di presa;
seguirà tassellatura standard a collante indurito.
Nel caso il supporto si dovesse presentare incoerente e/o scarsamente
planare, oppure la distribuzione dell’adesivo dovesse avvenire a cordolo
e punti, sarà opportuno procedere ad aumentare il numero di tasselli
posizionandoli in corrispondenza dei vertici e del centro dei pannelli
Fig. 6.9 - Realizzazione del foro per inserimento del
tassello
fino al raggiungimento della parte coesa del supporto ed assicurando
una profondità d’ancoraggio adeguata (in funzione della profondità
d’ancoraggio prevista per lo specifico tassello).
Per pannelli in materiale sintetico è consigliabile utilizzare lo schema
di tassellatura a “T”, in modo da coadiuvare l’adesivo ed il rasante nel
contrastare le dilatazioni termiche dei pannelli.
Per pannelli fibrosi è consigliabile lo schema di tassellatura a “W”, in
modo da non rischiare la perforazione del pannello (pull-through) in
corrispondenza degli spigoli dei pannelli.
Fig. 6.10 - Inserimento del tassello
74
Schemi di tassellatura
I fori per i tasselli devono essere eseguiti a collante indurito (almeno 2-3
giorni) per non compromettere la planarità delle lastre posate, con punte
di trapano aventi lo stesso diametro dello stelo del tassello, utilizzando la
modalità a percussione del trapano solo in caso di supporto in calcestruzzo
o mattoni pieni.
Il tassello deve essere posato con il piatto a filo della superficie del
pannello isolante (tassello tipo MAPETHERM FIX) o, nel caso di tasselli a
scomparsa, apponendo l’apposito copri tassello.
Ogni tassello posato deve risultare perfettamente in presa, altrimenti deve
essere rimosso, il foro riempito con apposita schiuma isolante e collocato
un nuovo tassello nelle vicinanze.
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Quaderno Tecnico
MAPETHERM
6.5 ELEMENTI DI RINFORZO E PROTEZIONE
Dopo la posa dei pannelli, a collante indurito, devono essere applicati
elementi di rinforzo, fissandoli apponendo sul pannello lo stesso adesivo/
rasante per una larghezza pari a quella della striscia di rete del profilo da
posare; l’elemento di rinforzo deve quindi essere premuto sul rasante in
modo che il profilo e le strisce di rete siano annegate in esso.
Gli elementi di rinforzo, che devono essere in PVC o lega d’alluminio (mai
zincati o in ferro verniciato), sono:
• paraspigoli tipo MAPETHERM PROFIL in corrispondenza degli spigoli
per la loro piombatura e protezione meccanica;
• profili per giunti di dilatazione lineari o angolari tipo MAPETHERM
PROFIL E o MAPETHERM PROFIL V;
• profili con gocciolatoi per spigoli orizzontali tipo MAPETHERM
ROMPIGOCCIA da posizionarsi perfettamente in bolla mediante livella;
• profili per intradosso finestre tipo MAPETHERM PROFIL W in grado
di sigillare il sistema e compensare le diverse dilatazioni termiche dei
differenti materiali che giungono a contatto;
• armature diagonali in corrispondenza di tutti gli spigoli delle aperture,
della dimensione di circa 30x40 cm (ritagli di rete tipo MAPETHERM
NET), poste a perfetto contatto dell’angolo ed inclinate di 45°, allo
scopo di contrastare le sollecitazioni che si concentrano in queste
sezioni e prevenire, di conseguenza, l’insorgere delle tipiche fessure
diagonali.
6.6 REALIZZAZIONE DELLA RASATURA ARMATA
(INTONACO DI FONDO CON ARMATURA)
La rasatura dei pannelli isolanti viene effettuata mediante l’impiego di
speciali adesivi in pasta (tipo ADESILEX FIS 13) da mescolare con cemento
(CEM II/A-LL 42,5R conforme alle norme UNI EN 197/1) in rapporto
ponderale 1:0,7, oppure con prodotti premiscelati (tipo MAPETHERM AR1
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o MAPETHERM AR1 GG o MAPETHERM LIGHT) da mescolare con
acqua.
È possibile ottenere una finitura particolarmente liscia utilizzando il rasante
in pasta MAPETHERM FLEX RP, esente da cemento, fibrato, flessibile,
colorabile, alleggerito e resistente all’aggressione di alghe e muffe.
L’utilizzo di MAPETHERM FLEX RP rende possibile l’applicazione della
finitura senza l’applicazione di un primer e permette la realizzazione di un
sistema a cappotto dall’elevatissima resistenza agli urti.
Fig. 6.11 - Realizzazione della prima mano di rasatura Accertarsi preventivamente che i pannelli da rasare non presentino una
superficie polverosa che comprometta l’adesione del rasante al pannello
stesso.
L’applicazione della malta di rasatura deve essere effettuata solo dopo
che lo strato di adesivo sia sufficientemente indurito (questo tempo è
determinato anche dalle condizioni termoigrometriche, normalmente
almeno 48-72 ore). La malta rasante deve essere applicata con una spatola
in acciaio per uno spessore uniforme di circa 4 mm in due mani.
Nel caso di pannelli fibrosi potrebbe essere opportuno realizzare una
rasatura preliminare di livellamento, allo scopo di ottenere una resa estetica
di assoluto rilievo.
Si procederà quindi alla formazione della prima mano di rasatura dello
Fig. 6.12 - Messa in opera di MAPETHERM NET
spessore di circa 2,5-3 mm e su questo strato ancora fresco sarà messa
in opera la rete in fibra di vetro alcali resistente MAPETHERM NET,
dall’alto verso il basso, avendo cura di sovrapporre i teli per almeno
10 cm. Durante questa lavorazione deve essere accuratamente evitata
la formazione di bolle o pieghe, che in ogni caso non devono essere
eliminate ricorrendo al taglio della rete. La rete dovrà risultare posizionata
circa a metà dello strato rasante complessivo (o nel terzo esterno in
caso di spessori superiori a 4 mm – ad esempio come normalmente
avviene su pannelli fibrosi). In corrispondenza degli spigoli (dell’edificio,
delle aperture, ecc.) la rete d’armatura dovrà sormontare quella solidale
al paraspigolo.
Fig. 6.13 - Sovrapposizione dei teli di rete per almeno
10 cm
77
Quaderno Tecnico
MAPETHERM
Dopo circa 24 ore e comunque ad avvenuta essicazione del primo strato,
si procederà all’applicazione della seconda mano nello spessore di circa
1-1,5 mm, formando uno strato omogeneo e uniforme nel quale la rete
non dovrà essere più visibile e dovrà risultare ricoperta da uno strato di
almeno 1 mm.
6.7 PROTEZIONE DEL SISTEMA
Al fine di impedire in qualsiasi punto il contatto del pannello isolante
con l’esterno, onde evitare il passaggio di acqua, aria o polvere nei
giunti di interconnessione tra il sistema a cappotto e altre parti o
elementi dell’edificio, al fine di compensare i movimenti di dilatazione/
contrazione dei materiali isolanti, e compensare le differenti dilatazioni/
contrazioni termiche dei diversi materiali che vengono a contatto
tra loro, si dovrà provvedere, in accordo ai particolari costruttivi
riportati nel paragrafo 7, alla protezione delle specifiche sezioni
critiche con quanto necessario: cordoncini di schiuma polietilenica
estrusa tipo MAPEFOAM, sigillanti acrilici in dispersione acquosa
monocomponenti sovraverniciabili tipo MAPEFLEX AC4 e appropriati
accessori idonei allo scopo (MAPETHERM PROFIL BA, MAPETHERM
PROFIL W ecc.).
6.8 REALIZZAZIONE DEL RIVESTIMENTO DI FINITURA
(INTONACO DI FINITURA)
Attendere la perfetta asciugatura e stagionatura del rasante (in buona
stagione dopo almeno 14 giorni) allo scopo di non causare estrazione di
sali o carbonati dal rasante stesso e di non “bruciare”, a causa dell’alcalinità
ancora residua sul rasante, la resina ed i pigmenti di natura organica
eventualmente contenuti all’interno della finitura.
Si procederà quindi con l’applicazione di un primer conforme al rivestimento
che si andrà ad applicare (ad esempio MALECH o QUARZOLITE BASE
COAT con finitura QUARZOLITE TONACHINO).
Dopo almeno 12 ore può essere realizzata la finitura utilizzando un
78
rivestimento a spessore in pasta, applicato dall’alto verso il basso, con
spatola inox o di plastica e rifinito con frattazzo di spugna o di plastica
secondo la tipologia del prodotto.
Per l’esecuzione di queste operazioni devono essere impiegate finiture
a spessore, atte a contrastare l’insorgere di eventuali fessurazioni. I
rivestimenti a spessore aventi granulometria di almeno 1,2 mm possono
essere applicati in mano unica, mentre quelli a granulometria inferiore
devono essere applicati in più mani fino al raggiungimento dello spessore
Fig 6.14 - Applicazione di primer pigmentato
minimo di 1,2 mm.
Le interruzioni di posa devono corrispondere al completamento di intere
superfici ed è consigliabile prevedere l’utilizzo di tecniche appropriate e
sufficiente manodopera per evitare giunti visibili; prevedere eventualmente
fasce d’interruzione orizzontali e/o verticali per prevenire difetti derivanti
da riprese d’applicazione.
È consigliato l’utilizzo di finiture dalla comprovata efficacia nel contrastare
l’insorgere di alghe e muffe.
La natura del ciclo di protezione e finitura dovrà tener conto della tipologia
di pannello isolante utilizzato, dell’architettura dell’edificio e del contesto
in cui è inserito, del clima e delle indicazioni del progettista e del Direttore
dei Lavori.
Fig 6.15 - Applicazione del tonachino di finitura
Fig 6.16 - Rifinitura del tonachino con frattazzo di
plastica
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Quaderno Tecnico
MAPETHERM
7. I COMPONENTI DEL SISTEMA
7.1 ADESIVI E RASANTI
• ADESILEX FIS13
Adesivo e rasatura in dispersione acquosa da miscelare con cemento per
rivestimenti isolanti “a cappotto”.
–– Consistenza: pasta densa.
–– Colore: bianco.
–– Massa volumica (g/cm³): 1,5.
–– Temperatura di applicazione permessa: da +5°C a +35°C.
–– Rapporto di miscelazione: 1 parte ADESILEX FIS13 con 0,7 parti di
cemento 42,5 (in peso).
–– Pulizia: acqua.
–– Immagazzinaggio: 24 mesi.
–– Applicazione: spatola.
–– Consumo: 1,8-3,2 kg/m² a seconda della tecnica di incollaggio;
1-1,2 kg/m² per mm di spessore come rasatura.
–– Confezioni: fustini da 25 kg.
EN 998-1
• MAPETHERM AR1
CONFORME ALLA NORMA
EUROPEA
Malta cementizia monocomponente per l’incollaggio e la rasatura di EN 998-1
GP-CS IV
pannelli termoisolanti e per sistemi di isolamento “a cappotto”. MALTA PER INTONACI
INTERNI ED ESTERNI
–– Consistenza: polvere.
–– Colore: grigio.
–– Massa volumica dell’impasto (kg/m³): 1.450.
–– Temperatura di applicazione permessa: da +5°C a +35°C.
–– Rapporto di miscelazione: 21-24% con acqua (in peso).
–– Pulizia: acqua.
–– Immagazzinaggio: 12 mesi.
–– Applicazione: spatola.
–– Consumo: 4,0-6,0 kg/m² a seconda della tecnica d’incollaggio;
1,3-1,5 per mm di spessore come rasatura (consigliato: circa 4 mm in
2 mani).
–– Confezioni: sacchi da 25 kg.
80
• MAPETHERM AR1 GG
EN 998-1
Malta cementizia monocomponente a grana grossa per l’incollaggio e la
rasatura di pannelli termoisolanti e per sistemi di isolamento “a cappotto”.
CONFORME ALLA NORMA
EUROPEA
EN 998-1
GP-CS IV
MALTA PER INTONACI
INTERNI ED ESTERNI
–– Consistenza: polvere.
–– Colori: bianco e grigio
–– Massa volumica dell’impasto (kg/m³): 1.400.
–– Temperatura di applicazione permessa: da +5°C a +35°C.
–– Rapporto di miscelazione: 21-24% con acqua (in peso).
–– Pulizia: acqua.
–– Immagazzinaggio: 12 mesi.
–– Applicazione: spatola.
–– Consumo: 4,0-6,0 kg/m² a seconda della tecnica di incollaggio;
1,35-1,55 kg/m² per mm di spessore come rasatura (consigliato: circa
4 mm in 2 mani).
–– Confezioni: sacchi da 25 kg.
• MAPETHERM AR1 LIGHT
Malta cementizia monocomponente alleggerita per l’incollaggio e la
rasatura di pannelli termoisolanti e per sistemi di isolamento “a cappotto”.
EN 998-1 –– Consistenza: polvere.
CONFORME ALLA NORMA
–– Colore: bianco.
EUROPEA
EN 998-1
GP-CS IV
MALTA PER INTONACI
INTERNI ED ESTERNI
–– Massa volumica dell’impasto (kg/m³): 1.300.
–– Temperatura di applicazione permessa: da +5°C a +35°C.
–– Rapporto di miscelazione: 29-31% con acqua (in peso).
–– Pulizia: acqua.
–– Immagazzinaggio: 12 mesi.
–– Applicazione: spatola.
–– Consumo: 3,0-5,0 kg/m² a seconda della tecnica d’incollaggio;
1,20-1,40 di spessore come rasatura (consigliato: circa 4 mm).
–– Confezioni: sacchi da 23 kg.
• MAPETHERM FLEX RP
Fondo rasante elastico in pasta, fibrato, esente da cemento, alleggerito,
resistente alle aggressioni biologiche, per esterni ed interni.
Disponibile nelle seguenti granulometrie: 0,5 mm e 1,5 mm.
81
Quaderno Tecnico
MAPETHERM
–– Consistenza: pastoso.
–– Colore: bianco o tinte ottenibili con sistema di colorazione automatico
ColorMap®.
–– Massa volumica (g/cm³): ca. 1,45-1,50 (a seconda della
granulometria).
–– Temperatura di applicazione (del supporto e dell’aria): da +5°C a +35°C.
–– Pulizia: acqua.
–– Immagazzinaggio: 24 mesi.
–– Applicazione: spatola.
–– Consumo: 0,5 mm: 1,9-2,1 kg/m²; 1,5 mm: 4,0-5,0 kg/m².
–– Confezioni: fustini da 20 kg.
7.2 PANNELLI ISOLANTI
• MAPETHERM CORK
Pannello isolante in sughero per sistema di isolamento termico “a cappotto”.
–– Composizione: sughero espanso.
–– Colore: marrone / bruno.
–– Spessori disponibili mm: 40, 50, 60, 80, 100.
–– Dimensioni pannello mm: 1000 x 500.
–– Confezioni: pacchi da 1,5 a 4 m² (secondo lo spessore).
• MAPETHERM EPS
Pannello isolante in polistirene espanso sinterizzato per sistema di
isolamento termico “a cappotto”.
–– Composizione: polistirene espanso sinterizzato.
–– Colore: bianco.
–– Spessori disponibili mm: 40, 50, 60, 80, 100.
–– Dimensioni pannello mm: 1000 x 500.
–– Confezioni: pacchi da 3 a 7,5 m² (secondo lo spessore).
• MAPETHERM M. WOOL
Pannello isolante in lana di vetro ad alta densità per sistema di isolamento
termico “a cappotto”.
–– Composizione: lana di vetro ad alta densità.
82
–– Colore: giallo.
–– Spessori disponibili mm: 40, 50, 60, 80, 100.
–– Dimensioni pannello mm: 1200 x 600.
–– Confezioni: pacchi da 2,88 a 7,2 m² (secondo lo spessore).
• MAPETHERM XPS
Pannello isolante in polistirene estruso per sistema di isolamento termico
“a cappotto”.
–– Composizione: polistirene espanso estruso.
–– Colore: azzurro.
–– Spessori disponibili mm: 40, 50, 60, 80, 100.
–– Dimensioni pannello mm: 1200 x 600.
–– Confezioni: pacchi da 2,88 a 6,48 m² (secondo lo spessore).
7.3 ACCESSORI
• ELASTOCOLOR NET
Rete in fibra di vetro resistente agli alcali per l’armatura di rasanti in pasta
a granulometria fine.
–– Composizione: 100% fibra di vetro.
–– Colore: bianco.
–– Dimensione delle maglie (mm): 2,7 x 2,7.
–– Peso rete apprettata (g/m²): ca. 61.
–– Confezioni: rotoli da 50 x 1 metro.
• MAPETHERM BA
Profilo di partenza in alluminio con gocciolatoio.
–– Composizione: alluminio.
–– Colore: grigio.
–– Misure disponibili: mm 40, 50, 60, 80 e 100.
–– Dimensioni m: 2,50.
–– Confezioni: pacchi da 20 pezzi.
83
Quaderno Tecnico
MAPETHERM
• MAPETHERM FIX
Tassello per il fissaggio di pannelli isolanti e sistemi compositi di isolamento
termico, con spina in metallo/nylon e corpo in polipropilene.
–– Composizione: materiale sintetico con chiodo in acciaio zincato.
–– Colore: grigio.
–– Misure disponibili mm: 108, 128, 148.
–– Confezioni: scatole da 100 pezzi.
• MAPETHERM FIX 9
Elemento di fissaggio in polipropilene.
–– Composizione: polipropilene.
–– Colore: grigio.
–– Misure disponibili mm: 83.
–– Confezioni: scatole da 500 pezzi.
• MAPETHERM FIX B
Tassello di fissaggio in nylon con vite in acciaio zincocromato.
–– Composizione: nylon e acciaio zincocromato.
–– Colore: grigio.
–– Misure disponibili mm: 45.
–– Confezioni: scatole da 100 pezzi.
• MAPETHERM NET
Rete in fibra di vetro resistente agli alcali idonea all’esecuzione di
rasature armate, per il ripristino di facciate o per l’esecuzione dei sistemi
d’isolamento termico “a cappotto”.
–– Composizione: 100% fibra di vetro.
–– Colore: bianco.
–– Dimensione delle maglie (mm): 4,15 x 3,8.
–– Peso rete apprettata (g/m²): ca. 150.
–– Confezioni: rotoli da 50 x 1 metro.
84
• MAPETHERM PROFIL
Profilo angolare in alluminio con rete in fibra di vetro resistente agli alcali,
premontata.
–– Composizione: alluminio.
–– Colore: grigio.
–– Dimensioni m: 2,50.
–– Confezioni: scatole da 100 pezzi.
• MAPETHERM PROFIL BA
Profilo con gocciolatoio in PVC con rete da 10 cm premontata, in fibra di
vetro resistente agli alcali, per profilo di partenza MAPETHERM BA.
–– Composizione: PVC.
–– Colore: bianco.
–– Dimensioni m: 2,50.
–– Confezioni: pacchi da 25 pezzi.
• MAPETHERM PROFIL E
Profilo in PVC con rete da 10 cm premontata, in fibra di vetro resistente agli
alcali e membrana flessibile per giunti di dilatazione piani.
–– Composizione: PVC.
–– Colore: bianco.
–– Dimensioni m: 2,50.
–– Confezioni: pacchi da 25 pezzi.
• MAPETHERM PROFIL V
Profilo in PVC con rete da 10 cm premontata, in fibra di vetro resistente agli
alcali e membrana flessibile per giunti di dilatazione ad angolo.
–– Composizione: PVC.
–– Colore: bianco.
–– Dimensioni m: 2,50.
–– Confezioni: pacchi da 25 pezzi.
85
Quaderno Tecnico
MAPETHERM
• MAPETHERM PROFIL W
Profilo adesivo in PVC con rete da 10 cm premontata, in fibra di vetro
resistente agli alcali, per intradosso di finestre.
–– Composizione: PVC.
–– Colore: bianco.
–– Dimensioni m: 2,40.
–– Confezioni: pacchi da 30 pezzi.
• MAPETHERM ROMPIGOCCIA
Profilo angolare con gocciolatoio, in PVC con rete da 10 cm premontata,
in fibra di vetro resistente agli alcali, per le aperture di porte e finestre.
Utilizzabile come gocciolatoio per balconi e sporgenze.
–– Composizione: PVC.
–– Colore: bianco.
–– Dimensioni m: 2,50.
–– Confezioni: pacchi da 20 pezzi.
7.4 PRIMER E FINITURE EN 15824
• ELASTOCOLOR TONACHINO PLUS
CONFORME ALLA NORMA
EUROPEA
EN 15824
V2 W3
A2-s1 d0
Rivestimento elastomerico igienizzante per esterni ed interni, elastico, RIVESTIMENTI ESTERNI E INTERNI
A BASE DI LEGANTI ORGANICI
idrorepellente e resistente ad alghe e muffe.
Disponibile nelle seguenti granulometrie: 1,2 mm. EN 1504-2
CONFORME ALLA NORMA
EUROPEA
–– Consistenza: pastoso. Drop
EN 1504-2 (C)
PRINCIPI
Effect
MC-IR
–– Colore: bianco o tinte ottenibili con sistema di colorazione automatico SISTEMI DI PROTEZIONE DELLA
SUPERFICIE DI CALCESTRUZZO
ColorMap®.
–– Massa volumica (EN ISO 2811-1) (g/cm³): ca. 1,70.
–– Residuo secco (EN ISO 3251) (%): ca. 83.
–– Rapporto di diluizione: pronto all’uso (eventualmente diluire con 1-2%
di acqua).
–– Tempi di attesa tra una mano e l’altra: 24 ore.
–– Temperatura di applicazione permessa: da +5°C a +35°C.
–– Pulizia: acqua.
–– Immagazzinaggio: 24 mesi.
–– Applicazione: spatola.
86
–– Consumo: 1,2 mm; 1,9-2,3 kg/m².
–– Confezioni: fustini da 20 kg.
• MALECH
Fondo acrilico all’acqua, uniformante e promotore di adesione.
–– Consistenza: liquido fluido.
–– Colore: trasparente.
–– Massa volumica (EN ISO 2811-1) (g/cm³): ca. 1,01.
–– Residuo secco (EN ISO 3251) (%): ca. 15.
–– Rapporto di diluizione: pronto all’uso, in caso di superfici poco
assorbenti 30-50% di acqua.
–– Tempi di attesa per sovrapplicazione: 12-24 ore.
–– Temperatura di applicazione permessa: da +5°C a +35°C.
–– Pulizia: acqua.
–– Immagazzinaggio: 24 mesi.
–– Applicazione: pennello, rullo o spruzzo.
–– Consumo: 0,10-0,15 kg/m².
–– Confezioni: taniche da 2 e 10 kg.
• QUARZOLITE BASE COAT
Fondo acrilico pigmentato, per esterni ed interni, uniformante, riempitivo e
promotore di adesione.
–– Consistenza: liquido pastoso.
–– Colore: bianco o tinte ottenibili con sistema di colorazione automatico
ColorMap®.
–– Massa volumica (EN ISO 2811-1) (g/cm³): ca. 1,58.
–– Residuo secco (EN ISO 3251) (%): ca. 67.
–– Rapporto di diluizione: tal quale o diluito con 5-10% di acqua.
–– Tempi di attesa tra una mano e l’altra: 24 ore.
–– Temperatura di applicazione permessa: da +5°C a +35°C.
–– Pulizia: acqua.
–– Immagazzinaggio: 24 mesi.
–– Applicazione: pennello, rullo o spruzzo.
–– Consumo: 0,3-0,5 kg/m² per mano.
–– Confezioni: fustini da 20 kg.
87
Quaderno Tecnico
MAPETHERM
• QUARZOLITE GRAFFIATO
EN 15824
Rivestimento acrilico graffiato per esterni ed interni, a elevata protezione
CONFORME ALLA NORMA
EUROPEA
e mascherante.
EN 15824
V2 W3
A2-s1 d0
Disponibile nelle seguenti granulometrie: 1,2 mm e 1,8 mm. RIVESTIMENTI ESTERNI E INTERNI
A BASE DI LEGANTI ORGANICI
–– Consistenza: pastoso.
–– Colore: bianco o tinte ottenibili con sistema di colorazione automatico
ColorMap®.
–– Massa volumica (EN ISO 2811-1) (g/cm³): ca. 1,7-1,8 (a seconda della
granulometria).
–– Residuo secco (EN ISO 3251) (%): ca. 85.
–– Rapporto di diluizione: pronto all’uso (eventualmente diluire con 1-2%
di acqua).
–– Tempi di attesa tra una mano e l’altra: 24 ore.
–– Temperatura di applicazione permessa: da +5°C a +35°C.
–– Pulizia: acqua.
–– Immagazzinaggio: 24 mesi.
–– Applicazione: spatola.
–– Consumo: 1,2 mm: 1,9-2,3 kg/m²; 1,8 mm: 2,4-2,8 kg/m².
–– Confezioni: fustini da 20 kg.
• QUARZOLITE HF PLUS
Pittura acrilica igienizzante con quarzo granulare per esterni ed interni,
durevole e riempitiva, resistente ad alghe e muffe.
–– Consistenza: liquido pastoso.
–– Colore: bianco o tinte ottenibili con sistema di colorazione automatico
ColorMap®.
–– Massa volumica (EN ISO 2811-1) (g/cm³): ca. 1,58.
–– Residuo secco (EN ISO 3251) (%): 70.
–– Rapporto di diluizione: 10-15% di acqua.
–– Tempi di attesa tra una mano e l’altra: 24 ore.
–– Temperatura di applicazione permessa: da +5°C a +35°C.
–– Pulizia: acqua.
–– Immagazzinaggio: 24 mesi.
–– Applicazione: pennello, rullo o spruzzo.
–– Consumo: 0,35-0,45 kg/m² (riferito a due mani di prodotto).
–– Confezioni: fustini da 20 kg.
88
• QUARZOLITE TONACHINO
EN 15824
Rivestimento acrilico a spessore per esterni ed interni, a elevata protezione
CONFORME ALLA NORMA
EUROPEA
EN 15824
V2 W3 e riempimento.
A2-s1 d0
RIVESTIMENTI ESTERNI E INTERNI
A BASE DI LEGANTI ORGANICI
Disponibile nelle seguenti granulometrie: 0,7 mm, 1,2 mm, 1,5 mm e 2,0 mm.
–– Consistenza: pastoso.
–– Colore: bianco o tinte ottenibili con sistema di colorazione automatico
ColorMap®.
–– Massa volumica (EN ISO 2811-1) (g/cm³): ca. 1,65-1,95 (a seconda
della granulometria).
–– Residuo secco (EN ISO 3251) (%): ca. 85.
–– Rapporto di diluizione: pronto all’uso (eventualmente diluire con 1-2%
di acqua).
–– Tempi di attesa tra una mano e l’altra: 24 ore.
–– Temperatura di applicazione permessa: da +5°C a +35°C.
–– Pulizia: acqua.
–– Immagazzinaggio: 24 mesi.
–– Applicazione: spatola.
–– Consumo: 0,7 mm: 1,7-2,0 kg/m²; 1,2 mm: 1,9-2,3 kg/m²;
1,5 mm: 2,2-2,6 kg/m²; 2,0 mm: 2,6-3,0 kg/m².
–– Confezioni: fustini da 20 kg.
EN 15824
CONFORME ALLA NORMA
• QUARZOLITE TONACHINO PLUS
EUROPEA
EN 15824
V2 W3
A2-s1 d0
RIVESTIMENTI ESTERNI E INTERNI
A BASE DI LEGANTI ORGANICI Rivestimento acrilico igienizzante per esterni ed interni, a elevata protezione
e resistente a muffe e alghe.
Disponibile nelle seguenti granulometrie: 1,2 mm e 1,5 mm.
–– Consistenza: pastoso.
–– Colore: bianco o tinte ottenibili con sistema di colorazione automatico
ColorMap®.
–– Massa volumica (EN ISO 2811-1) (g/cm³): ca. 1,55-1,85 (a seconda
della granulometria).
–– Residuo secco (EN ISO 3251) (%): ca. 85.
–– Rapporto di diluizione: pronto all’uso (eventualmente diluire con 1-2%
di acqua).
–– Tempi di attesa tra una mano e l’altra: 24 ore.
–– Temperatura di applicazione permessa: da +5°C a +35°C.
–– Pulizia: acqua.
–– Immagazzinaggio: 24 mesi.
89
Quaderno Tecnico
MAPETHERM
–– Applicazione: spatola.
–– Consumo: 1,2 mm: 1,9-2,3 kg/m²; 1,5 mm: 2,2-2,6 kg/m². EN 15824
–– Confezioni: fustini da 20 kg. CONFORME ALLA NORMA
EUROPEA
EN 15824
V1 W3
A2-s1 d0
RIVESTIMENTI ESTERNI E INTERNI
A BASE DI LEGANTI ORGANICI
• SILANCOLOR AC TONACHINO
Rivestimento acril-silossanico a spessore per esterni ed interni,
idrorepellente ad elevato riempimento.
Disponibile nelle seguenti granulometrie: 1,2 mm.
–– Consistenza: pastoso.
–– Colore: bianco o tinte ottenibili con sistema di colorazione automatico
ColoMap®.
–– Massa volumica (EN ISO 2811-1) (g/cm³ ): ca. 1,70.
–– Residuo secco (EN ISO 3251-1) (% ): ca. 80.
–– Rapporto di diluizione: pronto all’uso (eventualmente diluire con 1-2%
di acqua).
–– Tempi di attesa tra una mano e l’altra: 24 ore.
–– Temperatura di applicazione permessa: da +5°C a +35°C.
–– Pulizia: acqua.
–– Immagazzinaggio: 24 mesi.
–– Applicazione: spatola.
–– Consumo: 1,2 mm: 1,9-2,3 kg/m².
Drop
–– Confezioni: fustini da 20 kg. Effect
• SILANCOLOR BASE COAT
Fondo silossanico pigmentato, per esterni ed interni, uniformante,
riempitivo e idrorepellente.
–– Consistenza: liquido pastoso.
–– Colore: bianco o tinte ottenibili con sistema di colorazione automatico
ColorMap®.
–– Massa volumica (EN ISO 2811-1) (g/cm³): ca. 1,58.
–– Residuo secco (EN ISO 3251) (%): ca. 67.
–– Rapporto di diluizione: pronto all’uso o diluito con 5-10% di acqua.
–– Tempi di attesa tra una mano e l’altra: 24 ore.
–– Temperatura di applicazione permessa: da +5°C a +35°C.
–– Pulizia: acqua.
90
–– Immagazzinaggio: 24 mesi.
–– Applicazione: pennello, rullo o spruzzo.
–– Consumo: 0,3-0,5 kg/m² per mano.
–– Confezioni: fustini da 20 kg.
• SILANCOLOR CLEANER PLUS
Detergente igienizzante in soluzione acquosa, uniformante e resistente a
muffe e alghe.
–– Consistenza: liquido fluido.
–– Colore: trasparente.
–– Massa volumica (EN ISO 2811-1) (g/cm³): ca. 1,01.
–– Rapporto di diluizione: diluire fino al 300% con acqua.
–– Tempi di attesa per sovrapplicazione: 24 ore.
–– Temperatura di applicazione permessa: da +5°C a +35°C.
–– Pulizia: acqua.
–– Immagazzinaggio: 24 mesi.
–– Applicazione: spruzzatore manuale a bassa pressione o pennello.
–– Consumo: 0,2-1 kg/m² di soluzione pronta all’uso.
–– Confezioni: taniche da 1 e 5 kg.
EN 15824
CONFORME ALLA NORMA
EUROPEA
EN 15824
V1 W2
A2-s1 d0
• SILANCOLOR GRAFFIATO
RIVESTIMENTI ESTERNI E INTERNI
Rivestimento silossanico graffiato per esterni ed interni, idrorepellente,
A BASE DI LEGANTI ORGANICI
Drop
Effect
traspirante e mascherante.
Disponibile nelle seguenti granulometrie: 1,2 mm e 1,8 mm.
–– Consistenza: pastoso.
–– Colore: bianco o tinte ottenibili con sistema di colorazione automatico
ColorMap®.
–– Massa volumica (EN ISO 2811-1) (g/cm³): ca. 1,7-1,8 (a seconda della
granulometria).
–– Residuo secco (EN ISO 3251) (%): ca. 80.
–– Rapporto di diluizione: pronto all’uso (eventualmente diluire con 1-2%
di acqua).
–– Tempi di attesa tra una mano e l’altra: 24 ore.
–– Temperatura di applicazione permessa: da +5°C a +35°C.
–– Pulizia: acqua.
91
Quaderno Tecnico
MAPETHERM
Drop
Effect
–– Immagazzinaggio: 24 mesi.
–– Applicazione: spatola.
–– Consumo: 1,2 mm: 1,9-2,3 kg/m²; 1,8 mm: 2,4-2,8 kg/m².
–– Confezioni: fustini da 20 kg.
• SILANCOLOR PITTURA PLUS
Pittura silossanica, igienizzante per esterni ed interni, idrorepellente,
traspirante, resistente a muffe ed alghe.
–– Consistenza: liquido pastoso.
–– Colore: bianco o tinte ottenibili con sistema di colorazione automatico
ColorMap®.
–– Massa volumica (EN ISO 2811-1) (g/cm³): ca. 1,55.
–– Residuo secco (EN ISO 3251) (%): ca. 65.
–– Rapporto di diluizione: 15-20% di acqua.
–– Tempi di attesa tra una mano e l’altra: 24 ore.
–– Temperatura di applicazione permessa: da +5°C a +35°C.
–– Pulizia: acqua.
–– Immagazzinaggio: 24 mesi.
–– Applicazione: pennello, rullo o spruzzo. Drop
Effect
–– Consumo: 0,3-0,4 kg/m² (riferito a due mani di prodotto).
–– Confezioni: fustini da 5 e 20 kg.
• SILANCOLOR PRIMER
Fondo silossanico, uniformante e traspirante.
–– Consistenza: liquido fluido.
–– Colore: lattescente.
–– Massa volumica (EN ISO 2811-1) (g/cm³): ca. 1,01.
–– Residuo secco (EN ISO 3251) (%): ca. 12.
–– Rapporto di diluizione: pronto all’uso.
–– Tempi di attesa per sovrapplicazione: 12-24 ore.
–– Temperatura di applicazione permessa: da +5°C a +35°C.
–– Pulizia: acqua.
–– Immagazzinaggio: 24 mesi.
–– Applicazione: pennello, rullo o spruzzo.
–– Consumo: 0,10-0,15 kg/m².
–– Confezioni: taniche da 10 kg.
92
Drop
Effect
• SILANCOLOR PRIMER PLUS
Fondo silossanico igienizzante, uniformante, resistente a muffe ed alghe.
–– Consistenza: liquido fluido.
–– Colore: lattescente.
–– Massa volumica (EN ISO 2811-1) (g/cm³): ca. 1,01.
–– Residuo secco (EN ISO 3251) (%): ca. 5.
–– Rapporto di diluizione: pronto all’uso.
–– Tempi di attesa per sovrapplicazione: 24 ore.
–– Temperatura di applicazione permessa: da +5°C a +35°C.
–– Pulizia: acqua.
–– Immagazzinaggio: 24 mesi.
–– Applicazione: pennello, rullo o spruzzo.
–– Consumo: 0,1-0,3 kg/m².
–– Confezioni: taniche da 2 e 10 kg.
• SILANCOLOR TONACHINO
Rivestimento silossanico a spessore per esterni ed interni, idrorepellente,
traspirante ad elevato riempimento.
Disponibile nelle seguenti granulometrie: 0,7 mm, 1,2 mm, 1,5 mm e 2,0 mm.
EN 15824
CONFORME ALLA NORMA
EUROPEA
–– Consistenza: pastoso.
EN 15824
V1 W3
A2-s1 d0
–– Colore: bianco o tinte ottenibili con sistema di colorazione automatico
RIVESTIMENTI ESTERNI E INTERNI
A BASE DI LEGANTI ORGANICI
ColorMap®.
Drop
Effect –– Massa volumica (EN ISO 2811-1) (g/cm³): ca. 1,65-1,95 (a seconda
della granulometria).
–– Residuo secco (EN ISO 3251) (%): ca. 80.
–– Rapporto di diluizione: pronto all’uso (eventualmente diluire con 1-2%
di acqua).
–– Tempi di attesa tra una mano e l’altra: 24 ore.
–– Temperatura di applicazione permessa: da +5°C a +35°C.
–– Pulizia: acqua.
–– Immagazzinaggio: 24 mesi.
–– Applicazione: spatola.
–– Consumo: 0,7 mm: 1,7-2,0 kg/m²; 1,2 mm: 1,9-2,3 kg/m²; 1,5 mm:
2,2-2,6 kg/m²; 2,0 mm: 2,6-3,0 kg/m².
–– Confezioni: fustini da 20 kg.
93
Quaderno Tecnico
MAPETHERM
• SILANCOLOR TONACHINO PLUS
EN 15824
Rivestimento silossanico igienizzante per esterni ed interni, idrorepellente, CONFORME ALLA NORMA
EUROPEA
EN 15824
V1 W3
A2-s1 d0
traspirante e resistente a muffe ed alghe. RIVESTIMENTI ESTERNI E INTERNI
A BASE DI LEGANTI ORGANICI
Disponibile nelle seguenti granulometrie: 0,7 mm e 1,2 mm. Drop
Effect
–– Consistenza: pastoso.
–– Colore: bianco o tinte ottenibili con sistema di colorazione automatico
ColorMap®.
–– Massa volumica (EN ISO 2811-1) (g/cm³): ca. 1,65-1,90 (a seconda
della granulometria).
–– Residuo secco (EN ISO 3251) (%): ca. 80.
–– Rapporto di diluizione: pronto all’uso (eventualmente diluire con 1-2%
di acqua).
–– Tempi di attesa tra una mano e l’altra: 24 ore.
–– Temperatura di applicazione permessa: da +5°C a +35°C.
–– Pulizia: acqua.
–– Immagazzinaggio: 24 mesi.
–– Applicazione: spatola.
–– Consumo: 0,7 mm: 1,7-2,0 kg/m²; 1,2 mm: 1,9-2,3 kg/m².
–– Confezioni: fustini da 20 kg.
• SILEXCOLOR BASE COAT
Fondo a base di silicati pigmentato, per interni ed esterni, uniformante,
riempitivo con elevata traspirabilità a norma DIN 18363.
–– Consistenza: liquido pastoso.
–– Colore: bianco o tinte ottenibili con sistema di colorazione automatico
ColorMap®.
–– Massa volumica (EN ISO 2811-1) (g/cm³): ca. 1,60.
–– Residuo secco (EN ISO 3251) (%): ca. 67.
–– Rapporto di diluizione: tal quale o 5-10% di SILEXCOLOR PRIMER.
–– Tempi di attesa tra una mano e l’altra: 24 ore.
–– Temperatura di applicazione permessa: da +8°C a +35°C.
–– Pulizia: acqua.
–– Immagazzinaggio: 12 mesi.
–– Applicazione: pennello, rullo o spruzzo.
–– Consumo: 0,3-0,5 kg/m² per mano.
–– Confezioni: fustini da 20 kg.
94
• SILEXCOLOR GRAFFIATO
EN 15824
Rivestimento ai silicati graffiato per esterni ed interni, ad elevata
CONFORME ALLA NORMA
EUROPEA
EN 15824
V1 W2
A2-s1 d0
traspirabilità e mascherante, a norma DIN 18363.
Disponibile nelle seguenti granulometrie: 1,2 mm e 1,8 mm.
RIVESTIMENTI ESTERNI E INTERNI
A BASE DI LEGANTI ORGANICI
–– Consistenza: pastoso.
–– Colore: bianco o tinte ottenibili con sistema di colorazione automatico
ColorMap®.
–– Massa volumica (EN ISO 2811-1) (g/cm³): ca. 1,7-1,8 (a seconda della
granulometria).
–– Residuo secco (EN ISO 3251) (%): ca. 80.
–– Rapporto di diluizione: pronto all’uso (eventualmente diluire con 1-2%
di SILEXCOLOR PRIMER).
–– Tempi di attesa tra una mano e l’altra: 24 ore.
–– Temperatura di applicazione permessa: da +8°C a +35°C.
–– Pulizia: acqua.
–– Immagazzinaggio: 12 mesi.
–– Applicazione: spatola.
–– Consumo: 1,2 mm: 1,9-2,3 kg/m²; 1,8 mm: 2,4-2,8 kg/m².
–– Confezioni: fustini da 20 kg.
• SILEXCOLOR PRIMER
Fondo ai silicati, uniformante ad elevata traspirabilità, a norma DIN 18363.
–– Consistenza: liquido fluido.
–– Colore: trasparente.
–– Massa volumica (EN ISO 2811-1) (g/cm³): ca. 0,9.
–– Residuo secco (EN ISO 3251) (%): ca. 14.
–– Rapporto di diluizione: pronto all’uso.
–– Tempi di attesa per sovrapplicazione: 24 ore.
–– Temperatura di applicazione permessa: da +8°C a +35°C.
–– Pulizia: acqua.
–– Immagazzinaggio: 12 mesi.
–– Applicazione: pennello, rullo o spruzzo.
–– Consumo: 0,1-0,15 kg/m².
–– Confezioni: taniche da 10 kg.
95
Quaderno Tecnico
MAPETHERM
• SILEXCOLOR TONACHINO
EN 15824
Rivestimento ai silicati a spessore per esterni ed interni, ad elevata CONFORME ALLA NORMA
EUROPEA
EN 15824
V1 W2
traspirabilità e riempimento, a norma DIN 18363. A2-s1 d0
RIVESTIMENTI ESTERNI E INTERNI
A BASE DI LEGANTI ORGANICI
Disponibile nelle seguenti granulometrie: 0,7 mm, 1,2 mm, 1,5 mm e 2,0 mm.
–– Consistenza: pastoso.
–– Colore: bianco o tinte ottenibili con sistema di colorazione automatico
ColorMap®.
–– Massa volumica (EN ISO 2811-1) (g/cm³): ca. 1,65-1,95 (a seconda
della granulometria).
–– Residuo secco (EN ISO 3251) (%): ca. 80.
–– Rapporto di diluizione: pronto all’uso (eventualmente diluire con 3-5%
di SILEXCOLOR PRIMER).
–– Tempi di attesa tra una mano e l’altra: 24 ore.
–– Temperatura di applicazione permessa: da +8°C a +35°C.
–– Pulizia: acqua.
–– Immagazzinaggio: 12 mesi.
–– Applicazione: spatola.
–– Consumo: 0,7 mm: 1,7-2,0 kg/m²; 1,2 mm: 1,9-2,3 kg/m²;
1,5 mm: 2,2-2,6 kg/m²; 2,0 mm: 2,6-3,0 kg/m².
–– Confezioni: fustini da 20 kg.
96
Membro EOTA
8. I SERVIZI DI MAPEI
Designated
Istituto per le Tecnologie according to Article 29 www.eota.eu
European Organisation for Technical
della Costruzione of Regulation (EU) Assessment
Organisation Européenne pour
Consiglio Nazionale delle Ricerche N° 305/2011.
l’évaluation technique
Via Lombardia 49 - 20098 San Giuliano Milanese – Italy
tel: +39-02-9806.1 – Telefax: +39-02-98280088
e-mail:
[email protected]Valutazione Tecnica Europea ETA 04/0061 of 28/07/16
(Versione in lingua Italiana; è disponibile la versione in Inglese)
QUALITÀ CERTIFICATA
PARTE GENERALE
Nome commerciale “MAPETHERM XPS”
Famiglia di prodotto a cui il prodotto
appartiene
Sistema Composito di Isolamento Termico Esterno di
facciata con intonaco destinato all’isolamento termico
Mapei garantisce la fornitura di materiali di elevatissima qualità studiati,
esterno delle murature degli edifici
sviluppati e testati appositamente per il sistema a cappotto e per la sua
Produttore Mapei S.p.A.
via Cafiero, 22 – I-20158 Milano (MI) - Italia
Impianto/i di produzione Mapei S.p.A.
St. Provinciale, 159
I- 20060 Robbiano di Mediglia (MI) - Italia
Questa Valutazione Tecnica Europea
contiene
14 pagine
durata prestazionale nel tempo.
Questa Valutazione Tecnica Europea è ETAG 004 Edizione 2013, utilizzata come EAD
rilasciata in accordo con il Regolamento (European Assessment Document –
(EU) N° 305/2011, sulla base la Linea
Guida
Documento di Valutazione Europea)
L’affidabilità è attestata dai certificati di idoneità conseguiti sia a livello dei
Questo ETA sostituisce il Benestare Tecnico Europeo 04/0061 rilasciato in
data 03.06.2013
sistemi nel suo insieme sia dei singoli componenti. Il benestare tecnico
Le traduzioni della presente Valutazione Tecnica Europea in altre lingue devono corrispondere pienamente all'originale
ETA (European Technical Assessment), rilasciato in base alle linee guida
rilasciato e devono essere indicate come tali.
La comunicazione della presente Valutazione Tecnica Europea, inclusa la trasmissione elettronica, deve avvenire in
versione integrale (ad eccezione degli eventuali Allegati confidenziali). In ogni caso, una riproduzione parziale può
essere fatta con il consenso scritto l'Organismo di Valutazione Tecnica che rilascia l'ETA. Ogni riproduzione parziale
deve essere indicata come tale.
europee ETAG 004, rappresenta un’attestazione a livello europeo della
qualità e costanza produttiva, che sono alla base della funzionalità e
Ermächtigt
und notifiziert
gemäß A r ti kel � � der Österreichisches Institut für Bautechnik durabilità dei sistemi MAPETHERM.
Richtlinie �������EWG des
Rates vom ��. Dezember ����
zur Angleichung der Rechts-
Schenkenstraße � | ���� Wien | Austria
T +�� � ��� �� �� | F +�� � ��� �� ��
ÖSTERREICHISCHES
und Verwaltungsvorschriften
der Mitgliedstaaten
[email protected] | www.oib.or.at Mitglied INSTITUT
der EOTA FÜR BAUTECHNIK
La tecnologia Mapei e l’esperienza internazionale maturata nel settore
über Bauprodukte
European technical approval ETA-10/0024
Handelsbezeichnung
(English language translation, the original version is in German language)
Mapetherm M. Wool
degli adesivi nel corso degli anni, permettono la realizzazione efficace e
Trade name
Zulassungsinhaber
Holder of approval
Mapei S.p.A
Via Cafiero, 22
20158 Mailand (MI)
duratura di sistemi a cappotto con tutte le lastre isolanti idonee per lo
Italy
specifico utilizzo e con finiture di elevato pregio estetico.
Zulassungsgegenstand Außenseitiges Wärmedämm-Verbundsystem mit Putzschicht
und Verwendungszweck zur Wärmedämmung von Gebäuden
Generic type and use of External Thermal Insulation Composite System with rendering for
construction product the use as external insulation of building walls
Geltungsdauer vom 28.06.2013
Validity from
bis 27.06.2018
to
Herstellwerk Mapei S.p.A
Manufacturing plant Strada Provinciale 159
20060 Robbiano di Mediglia (MI)
Italy Mapei garantisce la qualità dei materiali attraverso controlli continui e
Diese Europäische
technische Zulassung umfasst 15 Seiten einschließlich 0 Anhängen
This European technical
approval contains
Diese Europäische
15 pages including 0 Annexes
ETA-10/0024 mit Geltungsdauer vom 20.01.2010 bis
programmati sulla produzione, al fine di verificarne la rispondenza alle
technische Zulassung ersetzt 19.01.2015
This European technical ETA-10/0024 with validity from 20.01.2010 to 19.01.2015
caratteristiche necessarie per l’affidabilità e la durabilità del sistema.
approval revises
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Europäische Organisation für Technische Zulassungen
Alla ricerca sono sempre dedicati gli sforzi maggiori di Mapei ed ogni anno
Organisation Européenne pour l’Agrément Technique
il 5% del fatturato è destinato agli investimenti in ricerca e sviluppo.
Authorised
and notified according
to Article �� of the Council
Directive ��� ����EEC of
Österreichisches Institut für Bautechnik
�� December ���� on the
approximation of laws,
Schenkenstrasse � | ���� Vienna | Austria ÖSTERREICHISCHES
POLIZZA ASSICURATIVA
regulations and administrative
T +�� � ��� �� �� | F +�� � ��� �� ��
provisions of Member States [email protected] | www.oib.or.at MemberINSTITUT
of EOTA FÜR BAUTECHNIK
relating to construction
products
European technical approval
(English language translation, the original version is in German language)
ETA-10/0025
A conferma della loro qualità ed efficacia, tutti i sistemi MAPETHERM si
Handelsbezeichnung Mapetherm EPS
Trade name
Zulassungsinhaber Mapei S.p.A
avvalgono di una polizza di rimpiazzo opere (postuma decennale) per il
Holder of approval Via Cafiero, 22
20158 Mailand (MI)
Italy
Zulassungsgegenstand
und Verwendungszweck
Außenseitiges Wärmedämm-Verbundsystem mit Putzschicht
zur Wärmedämmung von Gebäuden
ripristino di danni causati da difetti di materiale o di posa in opera, rilasciata
Generic type and use of External Thermal Insulation Composite System with rendering for
construction product the use as external insulation of building walls
Geltungsdauer vom
Validity from
bis
28.06.2013
27.06.2018
da un primario Gruppo assicurativo.
to
Herstellwerk Mapei S.p.A
Manufacturing plant Strada Provinciale 159
20060 Robbiano di Mediglia (MI)
Italy
Diese Europäische
SERVIZIO TECNICO-COMMERCIALE
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This European technical
approval contains 15 pages including 0 Annexes
Diese Europäische ETA-10/0025 mit Geltungsdauer vom 20.01.2010 bis
technische Zulassung ersetzt 19.01.2015
This European technical
approval revises
ETA-10/0025 with validity from 20.01.2010 to 19.01.2015
Per gestire la complessità e l’eterogeneità degli argomenti, Mapei offre
un servizio specialistico, dedicato al settore, attraverso Specialisti di
European Organisation for Technical Approvals
Europäische Organisation für Technische Zulassungen
Organisation Européenne pour l’Agrément Technique
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Linea (tecnici esperti che fanno parte della struttura tecnico-commerciale)
dislocati sul territorio ed in grado di seguire tutti gli operatori della filiera
(progettisti, rivenditori, posatori, committenti). Gli Specialisti di Linea,
sempre aggiornati sui più importanti criteri applicativi e sulle normative
vigenti, lavorano seguendo pre e post vendita, controllando le importanti
e mai trascurabili fasi di diagnosi e di finitura, suggerendo le soluzioni
tecniche più adeguate e rispondendo a tutte le specifiche richieste con
indicazioni precise.
9. I DETTAGLI COSTRUTTIVI
E I NODI CRITICI
Questa sezione propone alcune rappresentazioni di dettagli costruttivi
e nodi tecnici, tipici dei sistemi a cappotto, evidenziando situazioni
di raccordo o di collegamento fra il sistema d’isolamento e la struttura
muraria o a particolari della stessa, porte, finestre, balconi ecc.
Tutte le situazioni illustrate saranno disponibili in formato DWG sul sito
www.mapei.it
Nota importante: le rappresentazioni a seguire hanno scopo puramente
illustrativo. Il dettaglio tecnico raffigurato è uno schema esemplificativo
di supporto alla progettazione. La possibilità di tale installazione, la
completezza e le caratteristiche tecniche dello schema devono essere
verificati in concreto dall’esecutore/cliente nel progetto esecutivo. Lo
schema sopra illustrato non sostituisce pertanto in alcun modo i progetti
esecutivi di cantiere e i dettagli di montaggio necessari. Tutte le dimensioni
devono essere verificate e stabilite nel progetto esecutivo di cantiere.
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