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Costantinopoli

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Ippodromo di Costantinopoli
Costantinopoli (nome latino: Constantinopolis, greco: Κωνσταντινούπολη) è il nome della città
capitale dell'Impero Romano tra il 330 e il 395, capitale dell'Impero bizantino tra il 395 e il 1453 e
capitale dell'Impero Ottomano tra il 1453 e il 1923. È spesso indicata anche come Bisanzio, dal
nome greco della città precedente al 330. Nel 1930 il nome greco-latino (usato per vezzo
eurocentrico dall'Occidente e tollerato dagli Ottomani, che dei Bizantini si ritenevano i legittimi e
migliori successori) fu abolito ufficialmente da Atatürk in favore di quello turco di Istanbul che gli
occidentali - nella forma di Stamboul - attribuivano invece alla sola parte sita sulla riva destra del
Corno d'Oro.[1]
Oggi la città costituisce il maggior centro urbano della Turchia.

Mappa di Costantinopoli nel XVI secolo

Costantinopoli è il nome italiano di Kostantinoupolis, che in greco significa "Città di Costantino".


Il nome le fu dato in onore dell'imperatore romano Costantino I quando la città divenne capitale
dell'Impero romano l'11 maggio dell'anno 330. Costantino la ribattezzò Nova Roma, ma questo
nome non entrò mai nell'uso comune. Roma continuò a mantenere sull'antica Bisanzio i suoi diritti
politici e commerciali. La città venne inaugurata con panem et circenses, ed un carro mobile
introdusse nell'Ippodromo una statua di Costantino con significato allegorico.
Durante il medioevo, Costantinopoli, capitale dell'Impero Bizantino, è la più grande e ricca città
d'Europa: si pensa che nel X sec. arrivasse a contare un milione di abitanti. La basilica di Hagia
Sophia, monumento di estrema rilevanza architettonica, diventa il centro della cristianità greco-
ortodossa. Nonostante le aspre lotte interne per il potere e la scarsa autorità individuale
dell'imperatore, l'oligarchia bizantina mantenne una stabile struttura politica durante i quasi mille
anni dell'impero.

Altri motivi, e non meno importanti, rendevano Roma inadatta come capitale:
essa era troppo lontana dal Danubio e dalle frontiere d'Oriente, che
rappresentavano i punti più minacciati dell' impero. Occorreva una città che
fosse vicina al Danubio e non lontana dall'Eufrate, in una posizione forte da cui
si potesse anche dominare il Mar Nero e tenere le chiavi del Mediterraneo. La
scelta di Costantino era caduta su Bisanzio e fin dalla seconda metà del 326 si
erano iniziati i lavori per fare di essa una capitale degna di un così grande
impero.
La capitale nuova fu inaugurata 1' 11 maggio del 330 ed ebbe il nome ufficiale
di Nuova Roma, ma comunemente fu chiamata Costantinopoli. Essa fu la
capitale di un impero in cui Cristianesimo e Paganesimo vivevano accanto e il
principe, pur rimanendo sempre devoto al dio Sole, adottava come insegna la
Croce. La sua ibrida fisionomia cristiano-pagana si leggeva chiaramente nei
monumenti: templi pagani, quali quelli a Cibele e alla Fortuna di Roma, e
chiese come quelle dedicate agli Apostoli e a Santa Irene, statue a Castoro e a
Polluce e la statua alla equivoca divinità cui era devoto Costantino, cioè al Sole
Invitto, una immagine che fece sormontare dalla Croce (così accontentava gli
uni e gli altri).

Al pari di Roma, Costantinopoli, che sorgeva su sette colli, fu divisa in


quattordici regioni, ebbe un Campidoglio, un Palatino, la Curia, il miliare
aureo, il Foro, la via Sacra, chiamata trionfale, circhi e teatri, ebbe il diritto
italico e le distribuzioni gratuite di grano, vino ed olio che, con le facilitazioni
concesse agli immigranti, affollarono la città di plebei oziosi e corrotti.
Costantinopoli fu la capitale di un impero edificato a monarchia assoluta come
Diocleziano aveva voluto, ma con successione ereditaria. Infatti Cesare era
stato Prisco e Cesari erano i tre figli avuti da

Fausta.

Mappa del centro di Costantinopoli

Dotata di un notevole impianto di fortificazioni, la città rimase per secoli inespugnata, fino al 1204,
quando venne saccheggiata dagli eserciti della quarta crociata. Iniziò, per Costantinopoli, un
periodo di lento declino. Il 29 maggio 1453, la città, oramai quasi spopolata, cadde in mano ai
turchi ottomani guidati da Maometto II il Conquistatore, che ne fece la capitale dell'Impero
Ottomano. La caduta di Costantinopoli, e quindi la fine dell'Impero Romano d'Oriente, è indicata
talvolta come l'evento che convenzionalmente chiude il medioevo e inizia l'evo moderno.

Veduta di Costantinopoli di Nicolas de Fer, Parigi 1696


Sotto i sultani ottomani, Costantinopoli ritrovò un nuovo periodo di splendore, diventando sede del
califfato nel 1517, ma mantenendo la sede del patriarcato greco-ortodosso e in generale il carattere
cosmopolita che la caratterizzò nei secoli precedenti. Il XVI sec. segnò l'apice del potere ottomano.
A questo secolo risale la costruzione delle più importanti moschee della città: Beyazit, Suleymaniye
(la più grande moschea di Istanbul), Sultan Ahmed e Fatih (lett. "il Conquistatore", riferito al
sultano Maometto II, ossia Mehmet II). L'impero ottomano, sconfitto durante la prima guerra
mondiale, finì ufficialmente il 1 novembre 1922. Quando nel 1923 fu fondata la Repubblica di
Turchia, la capitale venne spostata da Istanbul ad Ankara.

La città fu chiamata, nel corso dei secoli, con svariati nomi: Costantinopoli (nome ufficiale), Neà
Romè o Nuova Roma, Polis o La Città (per eccellenza, come già Roma), Rūmiyya al-Kubrā (La
maggior Roma, in Arabo), Qostantiniyye (Costantinopoli in Arabo e in Turco), Istanbul, Stambul,
Islambol (centro dell'Islam, perché sede del Califfato), Michaelgard (città di Michele, nome di
alcuni Imperatori, nella lingua dei mercenari Variaghi, cioè Vichinghi, che parlavano l'antico
germanico norreno), Zarigrado (cioè città degli Imperatori in Russo e in Bulgaro),
Gostandnubolis (il suo nome in Armeno). Istanbul divenne il nome ufficiale solo nel 1930. Il nome
Istanbul, a sua volta, sembra sia derivato dalle parole greche Eis ten polin che significano "verso la
Città", sulla cui origine peraltro si discute ancora. Costantinopoli era conosciuta durante l'era
bizantina. Il nome Costantinopoli Nuova Roma viene ancora oggi usato ufficialmente dalla Chiesa
ortodossa.

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