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Pacioli 2016

Il documento contiene informazioni su un sito web dedicato al cinema nelle scuole. Il sito include sezioni su film, registi e linguaggio cinematografico con l'obiettivo di fornire materiale didattico per gli studenti.

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Ruggi Remo
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l uglio 2016
a
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I.T.PACIOLI
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il cinema a
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àaaaaaaa
Film
0/9-A-B-C-D-E-F-G-  
HIJ-KL-M-N-O-P-

 Q-R-S-T-U-V-WZ
 

0/9
12 anni schiavo

17 ragazze


A cena col diavolo

A ciascuno il suo

A proposito di donne

A prova d'errore

A torto o a ragione

A Wong Foo, grazie di


tutto, Julie Newmar

Abramo Lincoln in Illinois

Abuna Messias

Accadde a Selma

Accadde una notte

Achtung! Banditi

Adèle H., una storia


d'amore

Affare di donne, Un

Affondate la Bismark

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Pagina film

Agnese va a morire, L'

Agorà

Aguirre, furore di Dio

Al posto del cuore

Albero degli zoccoli, L'

Albero di Antonia, L'

Alexander Nevskij

Ali

Alice

Allievo, L'

Allonsanfan

All'ovest niente di nuovo

Amante perduto, L'

Amarcord

Amaro sapore del potere, L'

Amen

American Graffiti

American History X

Amiche

Amici per la pelle

Amico ritrovato, L'

Amistad

Ammutinati del Bounty,


Gli

Amore 14

Amore e altre catastrofi

Amore & morte a Long


Island

Amore tossico

Anche libero va bene

Angelo alla mia tavola, Un

Angie, una donna tutta


sola

Anima divisa in due, Un'

Anne Frank

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Pagina film

Anni di piombo

Anni '40

Anni spezzati, Gli

Anno vissuto
pericolosamente, Un

Anonymus

Apocalypse Now

Arancia meccanica, L'

Ardena

Arida stagione bianca, Un'

Armata Brancaleone, L'

Armata degli eroi, L'

Arpa birmana, L'

Arriva John Doe

Arrivederci ragazzi

Artemisia - Passione
estrema

Articolo 2

Assassini nati

Asso nella manica, L'

Attimo fuggente, L'

Auguri professore

Avventura terribilmente
complicata, Un'


Bacio appassionato, Un

Bagdad Café

Balla coi lupi

Ballroom-Gara di ballo

Bambini ci guardano, I

Bambino col pigiama a


righe, Il

Banchieri di Dio, I

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Pagina film

Banda Baader Meinhof, La

Barone rosso, Il

Barriera invisibile

Barry Lyndon

Battaglia dei giganti, La

Battaglia di Alamo, La

Battaglia di Algeri, La

Battaglia di Midway, La

Believer, The

Belle al bar

Benvenuti a Sarajevo

Benvenuti in paradiso

Berretti verdi

Betrayed-Tradita

Betty Love

Billy Elliot

Black Hawk Down

Bling Ring

Bloody Sunday

Bobby

Bolle di sapone

Boys

Brancaleone alle Crociate

Branco, Il

Braveheart-Cuore
impavido

Bread and Roses

Brigante di Tacca del Lupo

Bronte

Bronx

Bruttina stagionata, La

Buio oltre la siepe, Il

Buon compleanno Mr.


Grape

Bus in viaggio

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Pagina film


Caccia tragica

Cacciatore di aquiloni, Il

Caduta, La - Gli ultimi


giorni di Hitler

Caduta degli dei, La

Caduta delle aquile, La

Caduta dell'impero
romano, La

Calata dei barbari, La

Calda notte dell'ispettore


Tibbs, La

Camicia nera

Cammelli, I

Cammino della speranza, Il

Cancelli del cielo, I

Canzone di Carla, La

Caso Martello, Il

Caso Mattei, Il

Caso Moro, Il

Caterina va in città

Cento giorni a Palermo

Cento passi, I

Central do Brasil

C'eravamo tanto amati

Cerchio, Il

Che mi dici di Willy?

Che

Che ora è?

Chi non salta bianco é

Chiamami aquila

Chiavi di casa, Le

China Girl

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Pagina film

Christiane F, noi ragazzi


dello zoo di Berlino

Ci sarà la neve a Natale?

Cielo cade, Il

Cinderella Man

Cinque giorni di tempesta

Cleopatra

Clockers

Club degli imperatori, Il

Codice d'onore

Collina del disonore, La

Colonna infame, La

l colore della libertà-


Goodbye Bafana

Colore viola, Il

Colori della vittoria, I

Colpire al cuore

Com'era verde la mia valle

Come eravamo

Come te nessuno mai

Compagni, I

Concorrenza sleale

Confessione, La

Conformista, Il

Consigli per gli acquisti

Conrack

Conspiracy

Cose di questo mondo

Così ridevano

Cover Boy

Creature del cielo

Croce di ferro, La

Crociate, Le

Cronache di poveri amanti

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Pagina film

Cronisti d'assalto

Crooklin


Da morire

Daniel

Danton

Day After, The

Defenders-In nome
dell'odio

Delitto Matteotti, Il

Del perduto amore

Demoni e dei

Dentro la notizia

Diari della motocicletta, I

Diario di Anna Frank, Il

Diario di Bridget Jones, Il

Diavolo in corpo, Il

Diaz

Dichiarazioni d'amore

Dien Bien Phu

Dies Irae

Dietro la maschera

Diritto di cronaca

Dirty Dancing

Diverso da chi?

Dolci inganni, I

Donna tutta sola, Una

Donne senza trucco

Dottor Stranamore, Il

Dottor Zivago, Il

Due amiche

Due giorni una notte

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Pagina film

Duellanti, I


E Johhny prese il fucile

E venne un uomo

East is East

Eau froide, L'

EDtv

Edward mani di forbice

El Alamein

Elephant Man,The

Elizabeth

Enrico V

Erin Brockovich

Eroe borghese, Un

Eroe per caso

Eroi del Pacifico, Gli

Esca, L'

Est-Ovest, Amore e Libertà

Estate di Davide, L'

Estate di Kikujiro, L'

Estranea fra noi, Un'

Età acerba, L

Ettore Fieramosca

Europa Europa

Exodus


Fa' la cosa giusta

Family Life

Fandango

Fate ignoranti, Le

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Pagina film

Febbre a 90

Febbre del sabato sera, La

Figurine

Fine della notte, La

Fire

Flags of Our Fathers

Flashdance

Flight 93

Folle stagione d'amore,


Una

Footloose

Fragola e cioccolato

Fragole e sangue

Frances

Fratelli e sorelle

Fratello Sole, sorella Luna

Frontiera

Fucking Amal-Il coraggio


di amare

Fuga dalla scuola media

Fuga per la vittoria

Full Metal Jacket

Furore


Galileo

Gandhi

Garage Olimpo

Garofano rosso, Il

Gattopardo, Il

Generale della Rovere, Il

Gente comune

Germania anno zero

Germinal

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Pagina film

Geronimo

Giardino dei Finzi-


Contini, Il

Ginger e Fred

Giordano Bruno

Giornata particolare, Una

Giorno da leoni, Un

Giorno della civetta, Il

Giorno perfetto, Un

Giorno più lungo, Il

Giovani, carini e
disoccupati

Giovani leoni, I

Giovanna d'Arco

Giovanna la pazza

Giovanni Falcone

Gioventù bruciata

Giovinezza, Giovinezza

Girasoli, I

Gita scolastica, Una

Giulia

Giulio Cesare

La giusta distanza

Gladiatore, Il

Glory-Uomini di gloria

Go Fish

Go Now

Gomorra

Good Bye Lenin

Good Morning Vietnam

Good Night and Good


Luck

Gott mit uns (Dio è con


noi)

Grande Blek, Il

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Pagina film

Grande cocomero, Il

Grande dittatore, Il

Grande guerra, La

Grande illusione, La

Grande sentiero, Il

Grande uno rosso, Il

Gran Torino

Grazie, signora Thatcher

Green zone

Grido della terra, Il

Grido di libertà

Guardia del corpo

Guendalina

Guerra del fuoco, La

Guerra e pace

Guerrieri della notte, I

H-I-JÝ
Hannah Arendt

Havana

He Got Game

Help the

Hotel Rwanda

Hurricane

Hurt Locker

I Love You, I Love You Not

I Vicerè

Il capitale umano

Il figlio di Saul

Il labirinto del silenzio

Il rosso e il blu

Impiegati

In & Out

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Pagina film

In My Country

In nome del Papa Re

Indocina

Indovina chi viene a cena

Invictus

Io la conoscevo bene

Io non ho paura

Ivan il Terribile-La
congiura dei Boiardi

Jack Frusciante è uscito dal


gruppo

Jakob il bugiardo

Jefferson in Paris

JFK - Un caso ancora


aperto

Joe Hill

Jona che visse nella balena

Jungle Fever

Juno

K-LÝ
K-19

Kapò

Katyn

Kippur

Kolya

Kundun

L'arte di vincere

La legge del mercato

La mafia uccide solo


d'estate

Ladri di biciclette

Ladri di saponette

Ladro di bambini, Il

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Pagina film

Ladybird, Ladybird

Lamerica

Lanterne rosse

Larry Flint- Oltre lo


scandalo

Lascia perdere Johnny

Laureato, Il

Lawrence d'Arabia

Lebanon

Léon

Lettera scarlatta, La

Lettere da Iwo Jima

Lezioni di piano

Liam

Libera, amore mio

Liberty Heights

Lincoln

Love Story

Lucky Luciano

Ludwig

Lunga notte del '43, La

Lunghi giorni delle aquile,


I

Lungo giorno finisce, Il

Luther

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M-Z

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Adlon Percy

Alea Tomas Gutierrez -


Tabìo Juan Carlos

Alessandrini Goffredo

Allen Woody

Amelio Gianni

Amenabar Alejandro

Amoroso Carmine

Annakin Ken

Annaud Jean Jacques

Apted Michael

Aranda Vicente

Archibugi Francesca

Ardolino Emile

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August Bille

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Avati Pupi

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Baldoni Sandro

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Bellocchio Marco

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Benvenuti Alessandro

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Bergman Ingmar

Bertolucci Bernardo

Bertolucci Giuseppe

Besson Luc

Bigelow Kathryn

Blasetti Alessandro

Bodrov Sergej

Bogdanovich Peter

Bolognini Mauro

Boorman John

Boyle Danny

Branagh Kenneth

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Brooks L.James

Brooks Richard

Brusati Franco

Burton Tim


Calogero Francesco

Cameron James

Campion Jane

Capra Frank

Caton-Johnes Michael

Chabrol Claude

Chaplin Charles

Chéreau Patrice

Chiesa Guido

Cimino Michael

Clooney George

Coletti Duilio

Comencini Cristina

Comencini Francesca

Comencini Luigi

Coppola Francis Ford

Coppola Sofia

Corman Roger

Cosmatos George Pan

Costa Gavras
Constantin

Costanzo Saverio

Costner Kevin

Crialese Emanuele

Cromwell John

Crowe Cameron

Curtiz Michael

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Damiani Damiano

Dante Joe

Dardenne Luc e Jean


Pierre

Davis Terence

De Concini Ennio

De Niro Robert

De Palma Brian

De Santis Giuseppe

De Sica Vittorio

Delvaux André

Demme Johnathan

Diritti Giorgio

Dmytryk Edward

Donaldson Roger

Dornhelm Robert

Dreyer Carl Theodor

Du Vernay Ava


Eastwood Clint

Edel Ulrich

Ejzenstejn Sergej

Emmer Luciano

Emmerich Roland

Estevez Emilio


Faenza Roberto

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Fassbinder Rainer
Werner

Fellini Federico

Ferrara Abel

Ferrara Giuseppe

Ferrario Davide

Finch Nigel

Fleischer Richard

Fleming Victor

Folman Ari

Ford John

Forman Milos

Forster Marc

Forzano Gioacchino

Frankenheimer John

Frears Stephen

Fuller Samuel


Gallone Carmine

Gansel Dennis

Garrone Matteo

Genina Augusto

Germi Pietro

Gibson Mel

Gilbert Brian

Giordana Marco Tullio

Gitai Amos

Greengrass Paul

Guédiguian Robert

Guillermin John

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PAGINA REGISTI

H-IÝ
Hallstrom Lasse

Hamilton Guy

Hathaway Henry

Henckel von
Donnersmark Florian

Herman Mark

Herzog Werner

Hill Walter

Hiller Arthur

Hogan Paul

Holland Agniezska

Howard Ron

Hudson Hugh

Huston John

Hytner Nicholas

Ichikawa Kon

Ivory James

J-KÝ
Jackson Mick

Jackson Peter

Jeunet Jean Pierre

Jewison Norman

Joffé Roland

Jordan Neil

Kaplan Johnathan

Kapur Shekhar

Kassovitz Mathieu

Kazan Elia

Kitano Takeshi

Konchalovsky Andrej

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Kramer Stanley

Kubrick Stanley


Labate Wilma

Labute Neil

Lattuada Alberto

Lean David

Leconte Patrice

Lee Ang

Lee Spike

Leigh Mike

Leland David

Levinson Barry

Lewis Gilbert

Lioret Philippe

Lizzani Carlo

Loach Ken

Losey Joseph

Loy Nanni

Lucas George

Luchetti Daniele

Luhrmann Baz

Lumet Sidney

Lynch David

Lyne Adrian

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PAGINA REGISTI

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AB Linguaggio
I generi cinematografici

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Asincronismo

Autore

Barocco

B-Movies

Botteghino

Budget

Calligrafismo

Censura

Cineasta

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Ellissi

Esercizio

Estetismo

Fiction

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Formato

Fotografia

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Illuminazione

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Interpellazione

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Major

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Presa diretta

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Profondità di campo

Prolessi

Regia

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Retrospezione

Satira

Sceneggiatura

Scenografia

Sequenza

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PAGINA LINGUAGGIO

Set

Soft-core

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Stile

Stilema

Tempi morti

Trasparente

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Sommario percorsi

Cosa sono i
percorsi?

AB
Nucleo tematico:
Uomo e   Società
Nucleo tematico:
Cinema e Sport
Nucleo tematico: Cinema e Storia

Nucleo tematico: Uomo e   Società


 
Condizione adolescenziale e giovanile:

Famiglia

Disagio

Momenti di gioventù

Amore

 
La diversità :

Handicap

Omosessualità

Incontro con l'altro

 
La condizione femminile

 
Mass Media:

Stampa - Giornalismo

Televisione

Radio

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Sommario percorsi

Razzismo, intolleranza, immigrazione, società multietnica:

Antisemitismo

Razzismo contro i neri

Problemi dell'immigrazione e della multietnicità

 
Antimilitarismo, pacifismo

Nucleo tematico:
Cinema e Sport

Nucleo tematico: Cinema e Storia


 
Età antica

Medioevo

Cinquecento

Seicento

Settecento

Ottocento

Novecento e Duemila

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cinema e sport

abc

CINEMA E SPORT
 

Atletica leggera

Momenti di gloria (B-T)


Race-Il colore della vittoria  (B-T)
Un ragazzo di Calabria (B-T)

Pugilato

Ali (B-T)
Cinderella Man (B-T)
Million Dollar Baby (B-T)

Calcio

Febbre a 90 o (B-T)

Fuga per la vittoria (B-T)

Il miracolo di Berna (B-T)

Sognando Beckham (B-T)

Rugby

Invictus (B-T)

Baseball

L'arte di vincere (T)

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cinema e sport

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La famiglia

abcd

SOTTOTEMA: La famiglia
 

Genitori e Figli (GF)

Il Cinema scruta nel rapporto più delicato della vita, quello che mette in gioco gli affetti e i sentimenti
più profondi e primitivi, quelli che possono segnare il destino di una persona e la sua personalità. Un
cammino in bilico tra amore e incomunicabilità, tenerezza e risentimento, sussurri e grida.

Che ora è?
Crooklin
Colpire al cuore
Bronx
Voltati Eugenio
Fratelli e sorelle
Ardena
The Snapper
Gente comune
Segreti e bugie
I bambini ci guardano
Padre e figlio
Tempesta di ghiaccio
He Got Game
Figurine
Un mondo a parte
Caterina va in città
Anche libero va bene
Un mondo perfetto
Il capitale umano
Mommy

Padre Padrone (PP)

Quando la famiglia diventa una prigione, luogo di violenza e prepotenza, nucleo patogeno che schiaccia
e reprime i più deboli, i figli e le donne, allora non c'è spazio né per la ragione né per il sentimento e il
rischio è lo stritolamento. Non resta che la rivolta o la fuga.

Family Life
Shine
Volevo i pantaloni
Ci sarà la neve a Natale?
Padre Padrone
Once Were Warriors. Una volta erano guerrieri
La promesse

        

          Ipotesi percorso breve sintetico sottotematico: La famiglia                ( Biennio)

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La famiglia

Voltati Eugenio (GF)


La promesse (PP)
Volevo i pantaloni (PP)
Ci sarà la neve a Natale? ( PP )

  

   Ipotesi percorso lungo sintetico sottotematico : La famiglia (Biennio)

Ardena (GF)
Voltati Eugenio (GF)
Figurine (GF)
Volevo i pantaloni (PP)
Shine (PP)
Ci sarà la neve a Natale? (PP)

  

     Ipotesi percorso breve sintetico sottotematico : La famiglia         (Triennio)

The Snapper (GF)


He Got Game (GF)
Padre Padrone (PP)
Family Life (PP)

  

      Ipotesi percorso lungo sintetico sottotematico : La famiglia          (Triennio)

He Got Game (GF)


The Snapper (GF)
Segreti e bugie (GF)
Once Were Warriors. Una volta erano guerrieri (PP)
Family Life (PP)
Padre Padrone (PP)

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Il disagio

abcd

SOTTOTEMA: Il disagio
 

Gioventù violenta (GV)

Giovinezza stagione dell'eccesso. Anche nella violenza. Si addormenta la ragione e si svegliano i mostri.
Perché? Il Cinema tenta di dare qualche barlume di risposta, di capire, di comprendere, ma più spesso si
limita ad affacciarsi sgomento sul baratro.

Arancia meccanica (T)


Assassini nati (T)
Clockers (T)
Creature del cielo (T)
I guerrieri della notte (T)
I ragazzi della 56° strada (T)
Il branco (T)
La fine della notte (T)
L'esca (T)
L'odio (T)
Mery per sempre (T)
Paranoid Park (T)
Rusty il Selvaggio (T)
Spring Breakers-Una vacanza da sballo  (T)

 Schermo tossico (ST)

Come si entra nel tunnel della droga? Come si muore? Come si (soprav)vive in questo cerchio infernale?
Come se ne esce? Un viaggio allucinante nell'angosciante dimensione dell'autodistruzione e
dell'annullamento di sé, nel buco nero che ha ingoiato migliaia di giovani.

Amore tossico  (T)


Clockers (T)
Cristiane F. Noi i ragazzi dello zoo di Belino (T)
Radiofreccia  (T)
Ritorno dal nulla (T)
Spring Breakers-Una vacanza da sballo  (T)
Trainspotting (T)

L'età acerba (EA)

Disperazione, angoscia, frustrazione, insoddisfazione, rabbia, ma anche ingenuità, fragilità, generosità,


speranze, altruismo. Storie di ordinario disagio di giovani e adolescenti alle prese con la fatica del vivere.
Qualcuno ha detto: Sono stato giovane e vieto a chiunque di dire che è l'età più bella della vita

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Il disagio

Bling ring (T)


Fucking Amal (T)
Fuga dalla scuola media (B-T)
Gioventù bruciata (T)
I quattrocento colpi (B-T)
Io la conoscevo bene (T)
Jack Frusciante è uscito dal gruppo (B-T)
Juno (T)
L'onda (T)
La vita sognata degli angeli (T)
Le nozze di Muriel (B-T)
L'eau froide (B-T)
L'estate di Davide (T)
Mommy (T)
Sarà perchè ti amo (B-T)
Sciuscià (B-T)
Senza tetto né legge (T)
Sweet Sixteen (T)
Vorrei che tu fossi qui (T)

Ipotesi percorso breve sintetico sottotematico: Il disagio      (Biennio)

Fuga dalla scuola media (EA)


I quattrocento colpi (EA)
Le nozze di Muriel (EA)

       

    Ipotesi percorso lungo sintetico sottotematico: Il disagio          (Biennio)

L'eau froide (EA)


Fuga dalla scuola media (EA)
I quattrocento colpi (EA)
Sciuscià (EA)
Le nozze di Muriel (EA)

     Ipotesi percorso breve sintetico sottotematico: Il disagio           (Triennio)

L'esca (GV)
Cristiane F. Noi i ragazzi dello zoo di Berlino (ST)
Bling ring (EA)

Ipotesi percorso lungo sintetico sottotematico : Il disagio     (Triennio)

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Il disagio

L'esca (GV)
L'odio (GV)
Cristiane F. Noi i ragazzi dello zoo di Berlino (ST)
Ritorno dal nulla (ST)
Le nozze di Muriel (EA)
Bling ring (EA)

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Momenti di gioventù

abcd

SOTTOTEMA: Momenti di gioventù


 

Linea d'ombra (LO)

C'è un momento della giovinezza in cui ci rendiamo conto che qualcosa è cambiato o sta per cambiare,
che non si è più quelli di prima, che una stagione della nostra vita sta per chiudersi, che si è diventati
più maturi, che abbiamo percorso un viaggio iniziatico o stiamo per farlo. La voglia di crescere e la
paura di crescere, l'ansia di superare la linea d'ombra che separa dalla società degli adulti e il desiderio
di trattenersi in essa per sempre.

17 ragazze
American Graffiti
Ardena
Cinque giorni di tempesta
Fandango
Fragole e sangue
I ragazzi della 56° strada
Il garofano rosso
Il grande Blek
Il laureato
Il posto
Impiegati
Io non ho paura
Lascia perdere Johnny
Le nozze di Muriel
L'estate di Davide
L'età acerba
Ovosodo
Radiofreccia
Ragazze
Scalciando e strillando
Stand By Me
Stella
Tutta la vita davanti
Tutto l'amore che c'è
Un mercoledì da leoni
Un'avventura terribilmente complicata
Will Hunting-Genio ribelle

Sui banchi di scuola (BS)

Quanti insegnanti bravi, quanti insegnanti pessimi, quanti compagni da ricordare, quanti compagni
dimenticati, quanti momenti belli, quanti momenti brutti! La scuola è tutto questo e tanto altro ancora,
la scuola è un microcosmo che si prende metà esistenza di giovani e adolescenti e li aiuta a crescere e a
capire il mondo (di rado) o ne deprime le potenzialità e la vitalità (spesso). La scuola, insomma, nel
bene e nel male è un pezzo di vita e un pezzo di cuore.

La scuola
L'attimo fuggente

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Momenti di gioventù

Pensieri pericolosi
Come te nessuno mai
Auguri professore
Conrack
Il Club degli imperatori
La notte prima degli esami
Il seme della violenza
Il rosso e il blu

Come eravamo (CE)

Un cinema sul filo del ricordo e della nostalgia che rievoca anni lontani persi in qualche angolo della
memoria. Dal tempo perduto affiorano attimi e volti, voci e immagini sospese tra mito e realtà. Un
viaggio a ritroso perché a volte solo rivivendolo attraverso la finzione il passato ci può restituire qualche
pezzo di verità che allora non avevamo colto.

Storia di ragazzi e ragazze


Radio Days
Radiofreccia
Dichiarazioni d'amore
Figurine
Anni Quaranta
Il lungo giorno finisce
Ardena
L'ultimo spettacolo
American Graffiti
Una gita scolastica
Amarcord

Percorso lungo analitico: Amici per la pelle (AP)

Il legame più intenso e totale dell'adolescenza e della giovinezza è sicuramente l'amicizia. Quando è
autentica e profonda diventa spazio di slanci assoluti, complicità e solidarietà, quando non è sincera
delude e ferisce. Qualche film sull'amicizia per (ri)scoprire tramite le storie di altri anche il senso della
nostra esperienza.

L'amico ritrovato
Gli anni spezzati
Arrivederci ragazzi
Le ragazze di piazza di Spagna
Ragazze
Due amiche
Giovinezza, Giovinezza
Un mercoledì da leoni
Creature del cielo
Sarà perchè ti amo
La vita sognata degli angeli
Amici per la pelle
Il cacciatore di aquiloni

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Momenti di gioventù

Ballando Ballando (BB)

Il ballo è da sempre uno dei riti centrali nella cultura dei popoli e uno dei gesti più importanti nella vita
dei giovani. Con il ballo si comunica e ci si conosce, si parla e si ama; il ballo è liberatorio e sensuale,
insomma il ballo è un grande momento di gioventù.

Dirty Dancing
Ballroom-Gara di ballo
Flashdance
La febbre del sabato sera
Footloose
Billy Elliot

Ipotesi percorso breve sintetico sottotematico: Momenti di gioventù        (Biennio)

Io non ho paura (LO)


Ballroom-Gara di ballo  (BB)
L'attimo fuggente (BS)
Anni Quaranta (CE)
Arrivederci ragazzi (AP)

Ipotesi percorso lungo sintetico sottotematico : Momenti di gioventù           (Biennio)

Stand By Me (LO)
Io non ho paura (LO)
L'attimo fuggente (BS)
Anni Quaranta (CE)
Arrivederci ragazzi (AP)
Gli anni spezzati (AP)
Footloose (BB)
Dirty Dancing (BB)

Ipotesi percorso breve sintetico sottotematico: Momenti di gioventù          (Triennio)

Il grande Blek (LO)


Fandango (LO)
L'attimo fuggente (BS)
American Graffiti (CE)
L'amico ritrovato (AP)
Dirty Dancing (BB)

Ipotesi percorso lungo sintetico sottotematico: Momenti di gioventù           (Triennio)

Il grande Blek (LO)


Fandango (LO)
Radiofreccia  (CE)
Come te nessuno mai (BS)

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Momenti di gioventù

L'attimo fuggente (BS)


American Graffiti (CE)
Arrivederci ragazzi (AP)
L'amico ritrovato (AP)
Dirty Dancing (BB)

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Esci

Arrivederci
 
Vi ringraziamo
dell'attenzione  e vi
invitiamo a inviarci 
osservazioni, critiche o
proposte,

Scriveteci!
 

I testi di Cinema2000 sono stati scritti da Massimo Lori.


Il sito Web è stato realizzato da Irene Ciprandi.

Chi volesse visitare il sito Cineteca


dell'Istituto Pacioli, può cliccare
sull'immagine a fianco

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Codici visivi

Inquadratura
Nel linguaggio cinematografico il termine inquadratura viene usato con due diversi significati:

A). Lo spazio che la macchina da presa (m.d.p.) delimita, riproducendolo attraverso l'obiettivo sulla pellicola e la
posizione da cui lo delimita (concezione spaziale dell'inquadratura).

B). Il frammento ininterrotto di azione filmica che si trova compreso fra uno stacco e l'altro (concezione temporale
dell'inquadratura).

In riferimento al significato A l'inquadratura assume nomi diversi a seconda della maggiore o minore porzione di
spazio che racchiude, delle parti della figura umana che isola e della posizione che la m.d.p. viene ad assumere
rispetto all'asse del piano d'appoggio e all'orizzontalità dello spazio inquadrato. In riferimento allo spazio si parla di
campi, in riferimento alla figura umana (più raramente può essere un animale o un oggetto) di piani, in riferimento
alla posizione si parla di angolazioni e inclinazioni.

Tipologia dei campi


Campo lunghissimo ( abbreviato in cll): lo spazio delimitato dalla m.d.p. è vastissimo, sino a perdersi
nell'orizzonte.

Campo lungo (abbreviato in cl): lo spazio delimitato dalla m.d.p. è minore che nel precedente, ma è sempre
così ampio da dare allo spettatore l'impressione della grande distanza che separa la m.d.p. dal centro
dell'interesse (per esempio: la diligenza che si inoltra nel canyon o un gruppo di indiani che compare sul
ciglio di una collina).

Campo medio (abbreviato in cm) : le figure che si trovano o si muovono nel quadro sono abbastanza vicine
da essere riconoscibili, anche se non occupano ancora longitudinalmente l'intero quadro, rimanendo cioè
ancora un margine tra la testa della figura e il limite superiore e/o tra i piedi della stessa e il limite inferiore
(per esempio: la m.d.p. inquadra una persona a circa 7-10 metri di distanza da essa).

Tipologia dei piani


Figura intera (abbreviato in fi): la figura umana occupa l'intero quadro senza lasciare margini.

Piano americano (abbreviato in pa): la figura umana è vista tagliata al ginocchio (questo piano trae il
proprio nome dal Cinema americano che nel Western usava questa inquadratura per poter mostrare la
rivoltella riposta nella fondina).

Mezza figura (abbreviato in mf): la figura umana è vista dalla cintola in su e, in qualche raro caso,
viceversa.

Primo piano (abbreviato in pp): l'intero quadro è occupato dalla testa e dalle spalle del personaggio.

Primissimo piano (abbreviato in ppp): il volto del personaggio occupa tutta l'inquadratura.

Particolare (abbreviato in part.): l'intera inquadratura è occupata da una parte del volto, o del corpo, o da
una parte di un oggetto ( in questo caso è meglio usare il termine di dettaglio, abbreviato in dett.).

Tipologia delle angolazioni


Orizzontale: l'asse dell'obiettivo è parallelo all'asse del piano d'appoggio della m.d.p..

Obliqua: l'asse dell'obiettivo forma con l'asse del piano d'appoggio della m.d. p. un angolo da 1° a 89°.

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Codici visivi

Verticale: l'asse dell'obiettivo è perpendicolare all'asse del piano d'appoggio della m.d.p. (angolo a 90°).

Tipologia delle inclinazioni


Normale: l'orizzonte mantiene nel quadro la sua orizzontalità.

Obliqua: l'orizzonte è inclinato verso destra o verso sinistra.

Tipologia dei movimenti della macchina da presa


Panoramica: movimento della m.d.p. intorno al suo asse orizzontale o a quello verticale. Le inquadrature
che ne derivano prendono nome dal senso dello spostamento (panoramiche orizzontali, verticali). Talvolta si
usano panoramiche rapidissime (a schiaffo), ma solitamente le panoramiche sono eseguite lentamente poiché
rispondono ad esigenze descrittive.

Carrellata: la m.d.p. è montata su un carrello dotato di binari per eseguire movimenti fluidi, senza scosse.
La carrellata è

- frontale quando il movimento avviene in profondità,

- laterale quando il movimento si compie da destra a sinistra o viceversa nel quadro,

- trasversale quando combina i due movimenti precedenti.

- A volte il movimento della m.d.p. può essere solo apparente, prodotto da un puro gioco
di lenti: in questo caso si ha lo zoom.

- Il movimento delle carrellate può essere affidato non solo a un carrello con binari, ma
anche a una gru fissa o semovibile (il cosiddetto dolly), che permette di realizzare più
movimenti contemporaneamente.

- La m.d.p. può anche essere montata su un'automobile che consente maggior velocità di
spostamento (camera-car),

oppure essere applicata al corpo stesso dell'operatore (carrellata a mano) con conseguenti
sbalzi caratteristici dell'andatura umana e perciò con formidabile effetto realistico.

- Una carrellata a mano può essere eseguita anche senza i suddetti sbalzi, garantendo la
stessa fluidità della carrellata su binari: in questo caso si ricorre ad una sofisticata m.d.p.
chiamata steadycam.

- Si parla infine di carrellata aerea quando la macchina da presa è collocata su di un


aeroplano.

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/framegram001.htm[12/07/2017 18:55:26]
Codici sintattici

Montaggio
Se consideriamo il termine di inquadratura nell'accezione B, cioè come frammento ininterrotto di azione filmica
che si trova compreso fra uno stacco e l'altro (concezione temporale dell'inquadratura), vediamo che un testo
filmico produce il proprio senso sulla base dell'associazione di più inquadrature di durata variabile. Ognuna di
queste inquadrature si collega alla precedente e alla seguente secondo determinate relazioni. E' evidente l'analogia
con il meccanismo di funzionamento del linguaggio verbale per mezzo del quale la comunicazione è resa possibile
dal rapporto che viene a instaurarsi fra le singole parole di uno stesso periodo, rapporto che ci è disvelato da quella
codificazione che è indicata con il termine di sintassi. L'operazione tecnica che realizza la giuntura delle varie
inquadrature prende il nome di montaggio.

A questo punto è importante fissare il concetto di sequenza (volendo usare una terminologia più specifica si
dovrebbe definire segmento autonomo), cioè una sola inquadratura o un insieme di inquadrature che sono isolabili,
dal punto di vista narrativo, dal restante contesto testuale (per esempio: le inquadrature A, B, C, D, E, F ci mostrano
un personaggio che compie un assassinio, le inquadrature G, H, I, J, K ci mostrano due agenti che in un posto di
polizia ricevono una telefonata che li avvisa dell'accaduto. Le inquadrature A, B, C, D, E, F costituiscono una
sequenza, le inquadrature G, H, I, J, K costituiscono un'altra, diversa, sequenza.

Tipologia delle associazioni sintattiche


Associazione per identità: si verifica quando l'immagine contenuta nell'inquadratura A è la stessa della
successiva inquadratura B (per esempio A ci mostra il volto di un personaggio, quella B la nuca).

Associazione per prossimità: si verifica quando le immagini A e B presentano elementi che si danno per
contigui (per esempio: all'inquadratura di qualcuno che parla succede l'inquadratura di qualcuno che ascolta;
all'inquadratura degli inseguitori succede quella degli inseguiti).

Associazione per transitività: si verifica quando all'inquadratura A segue l'inquadratura B che ne costituisce
il logico completamento (per esempio: all'inquadratura di un personaggio che spara succede l'inquadratura di
un personaggio che cade a terra colpito).

Associazione per analogia o contrasto: si verifica quando in due immagini contigue sono rinvenibili
elementi simili o marcatamente differenti (per esempio: due inquadrature successive contengono entrambe
un'immagine di due volti sorridenti oppure una contiene l'immagine di un volto sorridente l'altra di un volto
malinconico).

Accostamento: si verifica quando all'inquadratura A segue l'inquadratura B che non ha con la precedente
nessun legame (per esempio: l'ultima immagine di una sequenza e la prima di una successiva).

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/5-Linguaggio/framegram002.htm[12/07/2017 18:55:27]
Codici sonori

La colonna sonora:   a) Il suono


Diegetico: se la fonte è presente nella storia narrata (per esempio: la musica emessa da una radio che rientra
nell'ambiente in cui si svolge la storia). A sua volta dobbiamo distinguere tra suono in (la cui fonte è
inquadrata) e suono off (la cui fonte non è inquadrata).

Extradiegetico: se la fonte è estranea alla vicenda narrata (per esempio: la colonna musicale di
accompagnamento di alcuni momenti della vicenda). In questo caso si usa anche il termine di suono over.

La colonna sonora:   b) La voce


Diegetica: se appartiene ad un personaggio della vicenda (in questo caso può essere in, se il personaggio che
parla è inquadrato, oppure off, se chi parla non è inquadrato o addirittura non è presente nell'inquadratura,
come un personaggio che racconta allo spettatore la storia di cui è protagonista. In questo caso si tratta
dell'equivalente dell'io-narrante in letteratura.

Extradiegetica : se appartiene ad una fonte che non si riconosce in nessun personaggio, se è insomma al di
sopra della vicenda (è l'equivalente del narratore-esterno in letteratura, come il narratore de I Promessi
Sposi).In questo caso si usa anche il termine di voce over.

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Fellini Federico

Fellini Federico
Italia (1920-1993)

Lascia ventenne Rimini per cercare fortuna a Roma, dove mette a profitto le sue doti di vignettista e giornalista in
alcuni giornali satirici. Dopo un apprendistato come sceneggiatore (Roma città aperta e Paisà fra gli altri titoli)
passa alla regia nel 1950 con Luci del varietà, firmato insieme con A.Lattuada. Nel 1952 realizza da solo Lo
sceicco bianco e nel 1953 I vitelloni, che gli dà notorietà internazionale. Già da queste prime opere emerge la
tendenza a filtrare la realtà attraverso un gusto deformante e caricaturale e un'inclinazione verso atmosfere
evocative e decadenti. Alcuni suoi film successivi diventano vere e proprie pietre miliari della storia del Cinema,
oltre che casi nazionali (la censura si accanisce stolidamente contro di lui) e modi di dire. Pensiamo a La dolce vita
(1959) e Amarcord (1973). Nell'ultima fase della sua attività ha affiancato ai suoi tradizionali temi un'amara e
disincantata riflessione sui guasti estetici e morali indotti dalla televisione e dall'imporsi di una modernità
invadente e cialtrona (Ginger e Fred, 1985, La voce della luna, 1989). Fellini è un vero e proprio autore, un
regista che attraverso gli anni ha sviluppato una personalissima idea di Cinema, sottoponendo l'autobiografismo al
filtro di uno stile barocco e visionario, dove sogno e realtà, memoria e inconscio, vita e mito si confondono.

 Luci del varietà 1950

Lo sceicco bianco 1951

Amore in città (episodio: Un'agenzia matrimoniale) 1953

I Vitelloni 1953

La strada 1954

Il bidone 1955

La dolce vita 1959

Boccaccio '70 (episodio: le tentazioni del dottor Antonio) 1962

Otto e mezzo 1963

Giulietta degli spiriti 1965

Tre passi nel delirio (episodio: Toby Dammit) 1968

Fellini Satyricon 1969

I clowns 1970

Roma 1972

Amarcord 1973

Il Casanova di Federico Fellini 1976

Prova d'orchestra 1979

La città delle donne 1980

E la nave va 1983

Ginger e Fred 1985

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Fellini Federico

L'intervista 1987

La voce della luna 1989                               (*Filmografia completa))

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Paginaiuto

il cinema a
Cinema 2000 scuola

Homepage Percorsi Film Registi Linguaggio Esci

Come si naviga in Cinema 2000?


 
Qui c'è l'INDICE di
ogni sezione. 1. Il sito Cinema 2000 è articolato in 4 sezioni, ciascuna individuata da un
diverso colore dello sfondo, richiamato anche nella barra dei comandi:
Cliccando su di una voce
presente in questo settore,

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/1Home%20page/paginaiuto.htm[12/07/2017 18:55:43]
Paginaiuto

vedrete Contiene l'elenco dei percorsi tematici e


illustra (cosa sono i percorsi?) il modo in
comparire  a 1. Percorsi cui sono strutturati.
destra la
pagina
corrispondente.

 
Contiene l'elenco dei film e le schede di
Data la lunghezza degli 2. Film ciascuno di questi.
indici dei film e dei registi,
è stata posta, prima
dell'elenco dei titoli o dei
nomi, una striscia
dell'alfabeto: cliccando Contiene l'elenco dei registi i cui film
sulla singola lettera, si sono presenti in Cinema 2000, con brevi
accederà immediatamente 3. Registi notizie sui più significativi tra questi e
ai titoli o ai nomi relativa filmografia.
dall'iniziale
corrispondente.

Per ritornare velocemente Grammatica del film


all'inizio dell' indice, I generi cinematografici
potrà' essere usata la 4. Linguaggio Scuole e correnti
freccia ritorna, ( Le parole del cinema
posizionata in fondo ad un
elenco, a fianco di un
nome o di una lettera
dell'alfabeto. Dalla Home page si può passare direttamente a ciascuna di queste sezioni, cliccando
sulla parola corrispondente.

2. La pagina iniziale delle varie sezioni (Percorsi - Film - Registi - Linguaggio) è


divisa in tre parti, esattamente come questa:

In alto è sempre presente la barra dei comandi


Home
page Percorsi Film Registi Linguaggio Esci

che permette in qualsiasi momento di cambiare sezione.

In basso a sinistra (sfondo arancione)  viene visualizzato l'indice di ogni sezione


(dei percorsi, dei film, dei registi, del linguaggio).

In basso a destra, in questo stesso spazio dove adesso state leggendo è possibile
visualizzare la pagina scelta: cliccando a sinistra sull'argomento scelto, sarà
possibile visualizzare sulla destra la pagina desiderata.

Esempio:

Film: Scheda:
cliccando sul titolo del
Anima divisa in film, vedrò comparire  a
Un'anima divisa in due
due, Un' destra la scheda
corrispondente

3. In ogni pagina di ogni sezione è presente il punto interrogativo,

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/1Home%20page/paginaiuto.htm[12/07/2017 18:55:43]
Paginaiuto

  cliccando sul quale sarà possibile, in qualsiasi momento,  ritornare a


consultare questa pagina.

4. Nella barra dei comandi

Homepage Percorsi Film Registi Linguaggio Esci

sono anche presenti due pulsanti, il primo (Home page) e l'ultimo (Esci) che
permettono rispettivamente

di ritornare alla pagina iniziale


di andare direttamente all'ultima pagina, dove è possibile reperire un indirizzo
di posta elettronica tramite il quale mettersi in contatto con gli autori di Cinema

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/1Home%20page/paginaiuto.htm[12/07/2017 18:55:43]
Progetto

Cinema 2000 il cinema a scuola

Homepage Percorsi Film Registi Linguaggio Esci

   Progetto
Premessa
Ad esclusione di qualche rara eccezione l’ istituzione scolastica italiana non risulta in grado di utilizzare in modo
didatticamente produttivo il linguaggio cinematografico, né sotto il profilo strutturale-stilistico né sotto quello
storico-sociologico. Uniche prospettive, queste ultime, funzionali all‘affermazione della piena autonomia
dell’espressione filmica e della sua dignità artistica e quindi adeguate alla finalità di educare l’alunno ad una più
compiuta comprensione dei codici cinematografici,   affinandone al contempo capacità critica e gusto estetico.

Generalmente il Cinema viene assunto nella scuola italiana in una dimensione particolarmente impoverita e
limitata, quasi sempre subordinato ad altre discipline (il film tratto dal romanzo in Letteratura, il film che rievoca il
fatto storico in Storia, ecc.) o più frequentemente come puro pretesto per affrontare tematiche ritenute degne di
speciale attenzione (Droga, Sessualità, Razzismo, Disagio giovanile, ecc.). Una pratica questa certamente sancita
dalla tradizione e che può anche avere una sua utilità come primordiale momento di accostamento al Cinema,
ma che appare sempre più anacronistica e ingenua, specie in considerazione degli stimoli al rinnovamento di
metodi e contenuti che l’imminente riforma dei cicli e la sfida dell’autonomia dovrebbero alimentare.

In attesa che lo studio del linguaggio e della storia del Cinema trovi nella scuola lo spazio che merita, il presente
progetto si propone di offrire a docenti ed alunni strumenti di consultazione e lavoro e apporto di consulenza
tali da rendere l’approccio al Cinema un po’ meno casuale e confuso rispetto a quanto normalmente si verifica.

Percorsi cinematografici
L’ obiettivo è quello di creare del materiale informativo incentrato sulla proposta di precisi percorsi tematici, di
genere ,di storia del Cinema, linguistici, ecc..., strutturati in base ad elenchi di titoli di film, di ognuno dei quali si
indicano riferimenti al ciclo scolastico (biennio-triennio) cui meglio si adatta e al livello di difficoltà che presenta
per gli alunni. Questi percorsi potrebbero costituire delle embrionali unità didattiche variamente riadattate e
ricomposte, trovando collocazione all’interno del programma scolastico, come pure essere riferimento per
l’organizzazione di esperienze extracurricolari (si pensi al monte-ore).

Va  sottolineato che nella scelta dei film non si è puntata l'attenzione soltanto sui cosiddetti capolavori, sulle
pellicole, cioè, il cui valore  artistico è indiscusso, ma si sono scelti anche titoli che si collocano in una fascia
media, se vogliamo di consumo, che di fatto è oggetto dell'interesse degli studenti e che, più di qualsiasi libro o
film impegnato, fa parte della loro quotidiana od occasionale fruizione. Si ritiene ovviamente importante che gli
studenti abbiano  strumenti adeguati per accostarsi  a testi filmici complessi e  di grande valore, ma si vorrebbe
comunque che la loro frequentazione cinematografica fosse caratterizzata da un approccio più consapevole
anche quando si rivolge  a pellicole di minor pregio artistico o di minor impegno tematico.

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/1Home%20page/paginaprogetto.htm[12/07/2017 18:55:44]
Progetto

Schedatura dei film


A questa prima sezione dovrà aggiungersene un’altra di maggior complessità e articolazione, concepita come
indispensabile supporto alla precedente e qui convenzionalmente indicata con il termine di "schedatura ". I film
che compongono i suddetti percorsi saranno accompagnati da un’apposita scheda che proporrà i seguenti dati:

a) Collocazione nella videoteca d’Istituto: qualora il titolo non fosse ivi reperibile, si offriranno indicazioni sulla
reperibilità da altra fonte.

b.) Credits: Regia, Soggetto, Sceneggiatura, Musica, Fotografia, Interpreti ecc.; nella maggior parte dei casi verrà
fornito un breve breve profilo del regista nella sezione Registi.

c) Trama.

d) Traccia tematica, l'analisi dei temi trattati dal film e del modo in cui vengono sviluppati.

e) Valutazione critica , il tentativo di proporre una valutazione del film che si basi su motivazioni stilistiche o di
significato concretamente verificabili.

f) Riferimenti interdisciplinari, problemi sociali, fatti storici, opere letterarie ecc. cui il film fa direttamente o
indirettamente riferimento.

Registi
Dei registi più significativi si propongono:

breve profilo biografico

filmografia (parziale o completa)

Linguaggio cinematografico
Una terza sezione sarà costituita da:

grammatica del film, che costituirà un supporto informativo capace di spiegare il significato della
terminologia tecnica (tipologia dei campi e dei piani, movimenti di macchina, montaggio ecc.)  usata
nelle schede.

generi cinematografici, l'elenco delle più diffuse tipologie di film.

scuole e correnti, l'illustrazione delle tendenze più significative nella storia del cinema.

le parole del cinema, analisi del significato di alcuni termini usati di frequente nel linguaggio
cinematografico.

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Progetto

Un ipertesto a misura di lettore


Cinema 2000 è un  ipertesto, che potrebbe essere letto in modo sequenziale, come fosse un libro; in realtà la
struttura stessa del sito ne sollecita un approccio diverso, che costruisca un percorso personalizzato,  partendo
dalla curiosità e dagli interessi dell'utente, si tratti di studente o di insegnante. Questo quindi potrà tracciare un
itinerario che parta:

dall'interesse per uno specifico tema, da sviluppare attraverso una serie di film (Handicap: Il mio piede
sinistro- Rain man ecc.).

dall'interesse per un regista di cui sia presente un certo numero di schede-film (P.Avati, S.Lee, E.Scola ecc.).

da una caratteristica di stile e/o di linguaggio che  voglia verificare all'interno di film che la esibiscono in
modo significativo (Giallo/Commedia, Neorealismo/Espressionismo ecc.).

E' necessario precisare che è stata immessa nella rete una parte soltanto del progetto, corrispondente
all'impegno di due anni e destinata ad arricchirsi ancora: nel corso del presente anno 2000-2001 verranno
aggiunti nuovi percorsi legati al tema Cinema e Storia .

Questo ipertesto, infatti, se è stato progettato in base alle esigenze di un singolo istituto, si presta ad essere
utilizzato da altre scuole superiori, dato che la rete di Internet lo rende facilmente accessibile. Saranno quindi
graditi ed auspicati commenti e giudizi da parte di insegnanti e studenti di altri istituti - sia apprezzamenti, sia
critiche - in quanto permetteranno di adeguare il progetto iniziale alle esigenze concrete degli utenti (nella
sezione Esci è infatti inserito un indirizzo di posta elettronica col quale comunicare direttamente con gli autori di
Cinema 2000).

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/1Home%20page/paginaprogetto.htm[12/07/2017 18:55:44]
L'amore

abc

SOTTOTEMA: L'amore
 

Amore e altre catastrofi (AC)

Saper guardare alla propria vita sentimentale e ai propri problemi con l'altro sesso con sguardo divertito
ed ironico non è cosa da poco, specie se si è giovani (e quindi abituati a prendere tutto maledettamente
sul serio). Un percorso tra la commedia giovanile degli ultimi anni.

Amore ed altre catastrofi


Donne senza trucco
Giovani, carini e disoccupati
Le ragazze di piazza di Spagna
Parlando e sparlando
Singles
Sliding Doors
Swingers
Tutti giù per terra

Primi amori (PA)

Forse non sempre sarà vero amore, ma le esperienze sentimentali della prima giovinezza coinvolgono
totalmente. Il cinema si è addentrato in questo territorio fatto di fragilità e insicurezze, di ingenuità e
passione, di tremori e timori, alla scoperta di una delle poche cose che ancora conservano il sapore
dell'innocenza.

Amore 14
Prima dell'alba
Amiche
Mignon è partita
La ragazza con la valigia
Boys
Guendalina
L'età acerba
Jack frusciante è uscito dal gruppo
Come te nessuno mai
I dolci inganni
Fucking Amal
Al posto del cuore
Tutto l'amore che c'è
Tre metri sopra il cielo
Scusa ma ti chiamo amore

Percorso lungo analitico: Mélo (M)

Amore e morte, connubio romantico per tutte le stagioni, spesso all'insegna della lacrima facile. Da
Paolo e Francesca di Dante a Romeo e Giulietta di Shakespeare, dal melodramma di Verdi e Puccini

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L'amore

al Cinema. Sulla grande passione d'amore di due giovani irrompe la tragedia della morte.

Love Story
Storia d'amore
Titanic
Il diavolo in corpo
China Girl
Scelta d'amore
Romeo & Giulietta
Una folle stagione d'amore

        

Ipotesi percorso breve sintetico sottotematico: L'amore         (Biennio)

Giovani, carini e disoccupati (AC)


Amore 14  (PA)
Titanic (M)

     Ipotesi percorso lungo sintetico sottotematico: L'amore        (Biennio)

Giovani, carini e disoccupati (AC)


Sliding Doors (AC)
Mignon è partita (PA)
Amore 14 (PA)
Titanic (M)
Love Story (M)

Ipotesi percorso breve sintetico sottotematico: L'amore       (Triennio)

Amore ed altre catastrofi (AC)


Prima dell'alba (PA)
China Girl (M)

Ipotesi percorso lungo sottotematico: L'amore      (Triennio)

Amore ed altre catastrofi (AC)


Singles(AC)
Prima dell'alba (PA)
Amiche (PA)
Romeo & Giulietta (M)
Storia d'amore (M) 

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Handicap

abcd

SOTTOTEMA: Handicap
 

  La maschera (M)

Spesso dietro la maschera di un volto deturpato da malformazioni congenite, incidenti o semplicemente


dalla bruttezza si nascondono sensibilità e intelligenza o anche solo il bisogno di essere amati e
compresi.

Dietro la maschera (B-T)

Elephant Man (B-T)

L'uomo senza volto (B-T)

Passione d'amore (B-T)

  

Il corpo negato (CP)

Non poter fare, dire, ascoltare le cose che fanno, dicono e ascoltano gli altri è forse la peggiore delle
condanne. Esiste un'umanità sofferente per cui vivere è più difficile di quanto non lo sia per noi
"normali".

Buon compleanno Mr. Grape (B-T)


Edward mani di forbice  (B-T)
Go Now (T)
Il mio piede sinistro (B-T)
Perdiamoci di vista (B-T)
Tic Code
Tornando a casa (T)

  

Matti da slegare (MS)

Può accadere che attraverso il buio della mente si veda meglio e più lontano. Il Cinema ci avvicina
all'universo degli esclusi e alla loro lucida follia.

Il grande cocomero (B-T)


Le chiavi di casa (T)
L'ottavo giorno (B-T)
Mi chiamo Sam (B-T)
Qualcuno volò sul nido del cuculo  (B-T)
Rain Man (B-T)
Shine (B-T)
Uomini e topi (B-T)

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Handicap

Ipotesi percorso breve sintetico sottotematico: L'handicap (Biennio-Triennio)

Dietro la maschera  (M)


Il mio piede sinistro (CN)
Rain Man (MS)

Ipotesi  percorso lungo sintetico sottotematico: L'handicap  (Biennio-Triennio)

Dietro la maschera   (M)


Elephant Man (M)
Il mio piede sinistro (CN)
Buon compleanno Mr. Grape (CN)
Qualcuno volò sul nido del cuculo (MS)
L'ottavo giorno (MS)

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Omosessualità

abcd

SOTTOTEMA: Omosessualità
 

    La diversità omosessuale (DO)

La più irrisa e scomoda delle diversità disvela il baratro del pregiudizio e dell'intolleranza della presunta
normalità. Il Cinema ci aiuta a capire il dramma della condizione omosessuale e il deficit di civiltà di una
società che si crede "moderna".

Una giornata particolare


Fragola e cioccolato
Maurice
La scelta
Stonewall
Che mi dici di Willy?
Wilde
Amore e morte a Long Island
Fire
Go Fish
Gli occhiali d'oro
Demoni e dei
Fucking Amal
Women
Le fate ignoranti
I segreti di Brokeback Mountain
Milk
Saturno contro
Pride

   Gay è bello (GB)

L'essere omosessuale senza troppi complessi nella commedia cinematografica, per (sor)ridere della
stupidità del mondo e affermare l'orgoglio della propria identità attraverso l'esorcismo della risata e il
gusto dell'ironia.

Piume di struzzo
In & Out
Priscilla
Belle al bar
A Wong Foo, grazie di tutto Julie Newmar
Diverso da chi?

Ipotesi percorso breve sintetico sottotematico: L'omosessualità (Biennio)

Una giornata particolare (DO)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/2-Percorsi/framperc003.htm[12/07/2017 18:56:02]
Omosessualità

Piume di struzzo (GB)

Ipotesi percorso lungo sintetico sottotematico: L'omosessualità (Biennio)

Una giornata particolare (DO)


Piume di struzzo (GB)
Diverso da chi? (GB)
Gli occhiali d'oro (DO)

 Ipotesi percorso breve sintetico sottotematico: L'omosessualità (Triennio)

Una giornata particolare (DO)


Piume di struzzo (GB)
Belle al bar (GB)
Pride (DO)

Ipotesi percorso lungo sintetico sottotematico: L'omosessualità (Triennio)

Una giornata particolare (DO)


Stonewall (DO)
Che mi dici di Willy? (DO)
Piume di struzzo (GB)
In & Out (GB)
Pride (DO)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/2-Percorsi/framperc003.htm[12/07/2017 18:56:02]
Incontro con l'altro

abcd

SOTTOTEMA: Incontro con l'altro


 

L'uomo e il bambino (UB)

L'ingenua tenerezza di un bambino può far breccia nell'indifferenza del più burbero degli uomini.

Central do Brasil (B-T)


Il ladro di bambini (T)
Kolia (B-T)
Léon (B-T)
L'estate di Kikujiro (B-T)
Un mondo perfetto (B-T)

  ll valore della diversità (VD)

E' proprio quando la nostra vita incrocia per caso quella di chi sembra essere lontano mille miglia da noi
che possiamo (ri)scoprire noi stessi e soprattutto colui che prima ignoravamo.

Arrivederci ragazzi (B-T)


Il tempo si è fermato (B-T)
L'albero di Antonia (B-T)
Philadelphia (T)
Segreti e bugie  (T)
Verso il sole  (B-T)

  L'amore impossibile (AI)

Il mito romantico dell'amore impossibile: il destino fa incontrare due esseri che risolvono nell'amore
l'abissale lontananza dei loro mondi prima che la diversità riprenda il sopravvento.

Come eravamo (T)


Guardia del corpo  (B-T)
Il viaggio della sposa (B-T)
Jungle Fever (T)
La canzone di Carla (B-T)
La stazione (B-T)
L'uomo che sussurrava ai cavalli (B-T)
Un mondo senza pietà (T)
Un'anima divisa in due (T)
Un'estranea fra noi (B-T)
Witness-Il testimone (B-T)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/2-Percorsi/framperc004.htm[12/07/2017 18:56:03]
Incontro con l'altro

 Diversità e commedia (DC)

Dialoghi schioppettanti, situazioni grottesche, gag esilaranti. Quando nella commedia hollywoodiana la
scheggia impazzita della diversità rovina sul tranquillo fluire dell'esistente, allora può accadere veramente
di tutto.

Accadde una notte  (B-T)


Chi non salta bianco è! (B-T)
Chiamami aquila (B-T)
Ma papà ti manda sola? (B-T)
Romuald e Juliette (B-T)

   Ipotesi percorso breve sintetico sottotematico: Incontro con l'altro          (Biennio)

Kolia (UB)
Il tempo si è fermato (VD) 
La stazione (IA)
Romuald e Juliette (DC)

   Ipotesi percorso lungo sintetico sottotematico: Incontro con l'altro             (Biennio)
Kolia (UB)
Un mondo perfetto (UB)
Il tempo si è fermato (VD)
Arrivederci ragazzi (VD)
La stazione  (IA)
Ma papà ti manda sola? (DC)

  

Ipotesi percorso breve sintetico sottotematico: Incontro con l'altro             (Triennio)
Un mondo perfetto (UB)
Philadelphia (VD)
La stazione (IA)
Romuald e Juliette (DC)

Ipotesi percorso lungo sintetico sottotematico: Incontro con l’altro            


(Triennio)

Un mondo perfetto (UB)


Il ladro di bambini (UB)
Segreti e bugie (VD)
Philadelphia (VD)
Un’anima divisa in due (IA)
Witness-Il testimone (IA)
Ma papà ti manda sola ? (DC)
Chiamami aquila (DC)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/2-Percorsi/framperc004.htm[12/07/2017 18:56:03]
Incontro con l'altro

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/2-Percorsi/framperc004.htm[12/07/2017 18:56:03]
La condizione femminile

abc

TEMA: La condizione femminile


 

Umiliate e offese (UO)

Trasversale ad ogni epoca e latitudine l'oppressione della donna è una costante dalla storia. Sottomessa
al padre, al fratello, al marito, al figlio, in una parola al potere maschile, dimenticata dalle leggi, esclusa
ed emarginata dalle istituzioni, sfruttata nel lavoro e in famiglia, violata nel corpo e nell'anima. Una ferita
aperta che è rimorso e colpa dell'umanità.

Ci sarà la neve a Natale? (B-T)


Family Life (T)
Frances (T)
Il cerchio (T)
Il colore viola (B-T)
Il segreto di vera Drake (T)
La scelta di Sophie (T)
Ladybird Ladybird (T)
Lanterne rosse (T)
Magdalene (T)
Martha (T)
Mi piace lavorare - Mobbing (T)
Once Were Warriors (T)
Persepolis (T)
Philomena (T)
Punto di rottura (T)
Quarto comandamento (T)
Sotto accusa (T)
Un affare di donne (T)
Un mondo perfetto (T)
Una giornata particolare (T)
Viaggio a Kandahar (B-T)
Volevo i pantaloni (B-T)

Donne tutte sole (DTS)

Accade che essere deboli e indifese significhi anche essere sole. La solitudine è spesso legata alla
condizione femminile, come causa o conseguenza del disagio che l'accompagna. A volte però l'essere
sola può diventare per una donna una risorsa, una scelta per vedere un po' meglio nella propria vita e
nel proprio futuro.

Agorà (B-T)

Alice (T)

Angie, una donna tutta sola (B-T)

Io la conoscevo bene (T)

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/2-Percorsi/Percorsi2000/2framperc009.htm[12/07/2017 18:56:03]
La condizione femminile

La bruttina stagionata (T)

La parmigiana (T)

La ragazza con la valigia (B-T)

Marianna Ucrìa (B-T)

Ritratto di signora (T)

Speriamo che sia femmina (T)

Un angelo alla mia tavola (T)

Una donna tutta sola (T)

Vorrei che tu fossi qui (T)

Sorellanza (S)

Il predominio degli uomini si esprime anche nell'uso delle parole, specie di quelle storicamente più
solenni: insieme con la Libertà e l'Uguaglianza la rivoluzione francese sbandierava la Fratellanza. In cosa
essa consistesse, visto cosa è successo nei due secoli successivi, non lo si è mai capito molto bene.

Meglio allora parlare di Sorellanza come faceva il femminismo radicale degli anni settanta sovvertendo
il vocabolario, cioè di un legame profondo e autentico tra donne che si colloca tra l'amicizia e l'amore e
che diventa fondamentale per reagire all' universo maschile degli uomini e riscoprire il senso della
propria identità femminile.

A proposito di donne (T)

Anni di piombo (T)

Bagdad Cafè (B-T)

Giulia (B-T)

Le nozze di Muriel (B-T)

Pomodori verdi fritti (B-T)

Ragazze (T)

Thelma e Louise (T)

Donne contro (DC)

Donne che si ribellano alla passività, che si fanno valere, che si oppongono alle ingiustizie, al potere dei
maschi e delle loro istituzioni. Donne forti e coraggiose, tenaci e determinate, pronte a tutto, anche alla
morte.

Del perduto amore (T)


Erin Brockovich (B-T)
Giulia (B-T)

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La condizione femminile

La lettera scarlatta (T)


Libera, amore mio (B-T)
Norma Rae (B-T)
Silkwood (T)
Soldato Jane (T)
Thelma e Louise (T)

Donne in amore (DIA)

Il sentimento più sconvolgente, l'amore, viene vissuto dalle donne con grande intensità e trasporto. Il
mito romantico dell'amore totale ha nella donna la sua grande interprete. Prima la letteratura e poi il
Cinema ci hanno raccontato storie di donne che sono soprattutto storie d'amore.

Adèle H. (T)

Artemisia (T)
Betty Love (B-T)
Fire (T)
Il Diario di Bridget Jones (T)
La lettera scarlatta (T)
La mia Africa (T)

La ragazza di Bube (B-T)

Le onde del destino (T)


Lezioni di piano (T)
Madame Bovary (T)
Pane e tulipani (B-T)
Rosa Scompiglio e i suoi amanti (T)
Scusa ma ti chiamo amore (B-T)
Storia di una capinera (B-T)
Va' dove ti porta il cuore (T)

Donne in guerra (DIG)

Storie di donne sullo sfondo della guerra, che è cosa fatta e voluta dagli uomini, ma che ricade
tragicamente sui più deboli. Vulnerabile e indifesa, è da lei che nel mezzo della barbarie spesso arriva un
messaggio di civiltà e umanità.

Kapò (B-T)

L'Agnese va a morire (B-T)

Paradise Road (B-T)

Rescuers 1 (B-T)

Ipotesi percorso breve sintetico tematico: La condizione femminile (Biennio)

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La condizione femminile

Volevo i pantaloni (UO)


Storia di una capinera (DTA)
Norma Rae (DC)
Pomodori verdi fritti (S)
Marianna Ucrìa (DTS)

Ipotesi percorso lungo sintetico tematico: La condizione femminile (Biennio)

Il colore viola (UO)


Volevo i pantaloni (UO)
Agorà(DTS)
Marianna Ucrìa (DTS)
Giulia
Pomodori verdi fritti (S)
Storia di una capinera (DIA)
Paradise Road (DIG)
Kapò (DIG)

Ipotesi percorso breve sintetico tematico: La condizione femminile (Triennio)

Ladybird, Ladybird (UO)


Thelma e Louise (DC)
Giulia(S)
Marianna Ucrìa (DTS)
Philomena (UO)

Ipotesi percorso lungo sintetico tematico: La condizione femminile (Triennio)

Family Life (UO)


Philomena (UO)
Ladybird, Ladybird (UO)
Marianna Ucrìa (DTS)
La ragazza con la valigia (DTS)
Giulia(S)
Norma Rae (DC)
Thelma e Louise (DC)
La ragazza di Bube (DIA)
Kapò (DIG)

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Chaplin Charles

Chaplin Charles
Gran Bretagna (1889-1977)

Figlio di due artisti del varietà dall’esistenza travagliata e infelice, si trova, insieme al fratello, abbandonato in
giovane età e costretto a vivere in una miseria estrema nei quartieri più poveri di Londra, guadagnandosi da vivere
con precari lavori di acrobata e mimo. Assunto nel 1907 dalla compagnia comica di Fred Karno, Chaplin impara
girando l’Inghilterra tutti i trucchi e le astuzie dell’arte comica. Nel 1911 emigra con Karno negli Stati Uniti, dove
si fa immediatamente notare per la sua bravura nelle pantomime e viene così scritturato nel Cinema per le famose
comiche (brevi film di inseguimenti e torte in faccia che accompagnavano nelle proiezioni i lungometraggi).
Nasce così nel 1914 il personaggio di Charlot, goffo vagabondo dal cuore d’oro senza fissa dimora in lotta per la
sopravvivenza quotidiana e sempre in conflitto con poliziotti, benpensanti e borghesi ottusi. Il pubblico si identifica
immediatamente con questo sottoproletario che irride l’ordine costituito e difende la causa dei più deboli e gli
tributa un successo enorme ed entusiastico. Diventato ricco e famoso, nel 1921 realizza, dopo aver girato una
grande quantità di cortometraggi, il suo primo lungometraggio, Il monello, film dall’evidente sottofondo
autobiografico e in cui riassume i temi e i canoni stilistici della sua comicità. La febbre dell’oro (1925), Il circo
(1928), Luci della città (1931) e Tempi moderni (1936) sono i quattro grandi film che chiudono la stagione del
muto (cui Chaplin resterà legato anche dopo l’avvento del sonoro), consacrando il personaggio di Charlot come il
romantico e sentimentale eroe che difende la propria anarchica libertà ed individualità contro la massificazione di
una società moderna avida e disumanizzante, dominata dalla corsa all’arricchimento e dall’egoismo. Con Il grande
dittatore (1940) si cimenta per la prima volta con il sonoro e in piena guerra mondiale svolge la più irridente e
pungente parodia di Hitler (e Mussolini) che il Cinema abbia mai realizzato, senza dimenticare nel contempo di
lanciare un messaggio di pace e fratellanza. Nel dopoguerra prosegue la sua attività di attore e regista, rinunciando
definitivamente al personaggio di Charlot (indissolubilmente legato, per le sue caratteristiche, alla mimica e allo
stile recitativo del muto) e calzando le vesti di personaggi diversi, come il pluriomicida gentiluomo di Monsieur
Verdoux (1947) e il clown dal cuore tenero e attaccato alla vita di Luci della ribalta (1952). Nel 1953 a causa della
persecuzione maccartista di cui è oggetto negli Stati Uniti decide di emigrare in Europa, collocando la sua
residenza in Svizzera. Tornerà in America solo vent’anni dopo per ricevere le scuse degli americani e un Oscar alla
carriera. Chaplin è stato certamente uno degli artisti più significativi del Novecento (di cui la maschera buffa e
mingherlina di Charlot costituisce un’icona fondamentale), al quale il Cinema, e non solo, deve molto per l’alto
valore morale e poetico della sua opera e la sua straordinaria capacità di attore.

L’eterno vagabondo 1915

Giorno di paga 1916

Charlot soldato 1916

Charlot rientra tardi 1916

Charlot usuraio 1916

La cura 1916

L’emigrante 1917

L’evaso 1917

Vita da cani 1918

Un idillio nei campi 1918

Il monello 1921

Sbronzi tra gentiluomini 1921

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Chaplin Charles

Giorno di paga 1921

Il pellegrino 1922

La donna di Parigi 1923

La febbre dell’oro 1925

Il circo 1928

Luci della città 1931

Tempi moderni 1936

Il grande dittatore 1940

Monsieur Verdoux 1947

Luci della ribalta 1952

Un Re a New York 1957

La contessa di Hong Kong 1966

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Sommario filmMZ

àaaaaaaa
0/9-A--B-C-D-E-F-G

HIJ-KL-M-N-O-P

Q-R-S-T-U-V-WZ
 


Mad City-Assalto alla
notizia

Madame Bovary

Magdalene

Magnificat

Malcolm X

Mandolino del capitano


Corelli, Il

Mani sulla città, Le

Ma papà ti manda sola?

Marcia su Roma, La

Marianna Ucrìa

Maria Stuarda, regina di


Scozia

Marie Antoinette

Marsigliese, La

Martha

Massacro di Attica, Il

Masseria delle allodole, La

Maurice

Memphis Belle

Mercoledì da leoni, Un

Mery per sempre

Mestiere delle armi, Il

Metello

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Sommario filmMZ

Mi piace lavorare -
Mobbing

Mia Africa, La

Mia generazione, La

Mia regina, La

Michael Collins

Mi chiamo Sam

Migliori anni della nostra


vita, I

Mignon è partita

Milk

1860

1492 - La scoperta del


paradiso

Million Dollar Baby

Miracolo di Berna, Il

Mio piede sinistro, Il

Missing-Scomparso

Mission

Mississippi Burning-Le
radici dell'odio

Mississippi Masala

Momenti di gloria

Mommy

Mondo a parte, Un

Mondo perfetto, Un

Mondo senza pietà, Un

Mongol

Monsieur Batignole

Mr. Klein

Mulino del Po, Il

Muro di gomma, Il

Music Box-Prova d'accusa

Mussolini ultimo atto

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Sommario filmMZ


Napoléon

Nato il 4 luglio

Nel nome del padre

Nell'anno del Signore

Nemico alle porte, Il

Niente di personale

La nobildonna e il duca

Noi credevamo

Nome della rosa, Il

Norma Rae

No Man'sLand

Not in this town

Notte delle matite


spezzate, La

Notte di San Lorenzo, La

Notte prima degli esami,


La

Novecento. Atto I e II

Nozze di Muriel, Le

Nuovomondo-
Golden Door


Occhiali d'oro, Gli

Odio, L'

Odio implacabile

Odio razziale

Ogni cosa è illuminata

Ogro

Okinawa

Oltre Rangoon

Once Were Warriors-Una


volta erano guerrieri

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Sommario filmMZ

Onda l'

Onde del destino, Le

Opera al nero, L'

Operazione Valchiria

Orizzonti di gloria

Oro di Roma, L'

Ottavo giorno, L'

Ottobre

Ovosodo


Padre Daens

Padre e figlio

Padre Padrone

Paisà

Pane e cioccolata

Pane e tulipani

La Papessa

Paradise Now

Paradise Road

Paranoid Park

Parlando e sparlando

Parmigiana, La

Partigiano Johnny, Il

Partita per la libertà, Una

Passaggio in India

Passione d'amore

Patriota, Il

Patton, generale d'acciaio

Pattuglia sperduta, La

Pazzi in Alabama

Pazzia di re Giorgio, La

Pearl Harbour

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Sommario filmMZ

Pensieri pericolosi

Per chi suona la campana

Perdiamoci di vista

Per il re e per la patria

Persepolis

Philadelphia

Philomena

Pianista, Il

Piazza delle Cinque Lune

Piccoli maestri, I

Piccolo grande uomo, Il

Più grande avventura, La

Piume di struzzo

Platoon

Pleasantville

Pomodori verdi fritti alla


fermata del treno

Ponte sul fiume Kwai, Il

Portaborse, Il

Porzus

Posto, Il

Power

Prefetto di ferro, Il

Presa di potere di Luigi


XIV

Prestanome, Il

Prete da uccidere, Un

Pride

Prima dell'alba

Prima della pioggia

Prima pagina

Principe guerriero, Il

Priscilla, la regina del


deserto

Private

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Sommario filmMZ

Private Parts

Processo di Verona, Il

Proiezionista, Il

Promesse, La

Pummarò

Punto di rottura


Qualcosa di personale

Qualcuno volò sul nido del


cuculo

Quando sei nato non puoi


più nasconderti

Quanto è bello lu murire


acciso

Quarto comandamento

Quarto potere

Quattro giornate di Napoli,


Le

Quattrocento colpi, I

Queimada

Quell'ultimo ponte

Quinto potere

Quiz Show


Race il colore della vittoria

Radio Days

Radiofreccia

Ragazza con la valigia, La

Ragazza di Bube, La

Ragazze

Ragazze di Piazza di
Spagna, Le

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Sommario filmMZ

Ragazzi della 56°strada, I

Ragazzo di Calabria, Un

Ragtime

Rain Man

Rappresaglia

Re per una notte

Reality

Reds

Regeneration

Regina Margot, la

Rescuers 1-Storia di donne


coraggio

Rescuers 2- Due coppie

Rescuers 3-Due famiglie

Revolution

Ridicule

Risorse umane

Ritorno dal nulla

Ritratto di signora

Rob Roy

Rocco e i suoi fratelli

Roma città aperta

Romeo & Giulietta

Romero

Rommel, la volpe del


deserto

Romuald e Juliette

Rosa bianca, La -
Sophie Scholl

Rosa Scompiglio e i suoi


amanti

Rose del deserto, Le

Rosenstrasse

Rusty il selvaggio

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Sommario filmMZ


Sacco e Vanzetti

Saimir

Salvador

Salvate il soldato Ryan

Salvatore Giuliano

San Michele aveva un gallo

Sarà per chè ti amo

Saturno contro

Sbandati, Gli

Sbatti il mostro in prima


pagina

Scalciando e strillando

Scelta, La

Scelta d'amore

Scelta di Sophie, La

Schindler's List

Scipione l'Africano

Sciuscià

Scuola, La

Scusa ma ti chiamo amore

Seconda guerra civile


americana, La

Seduzione del male, La

Segreti di Brokeback
Mountain, I

Segreti di Stato

Segreti e bugie

Segreti Segreti

Il segreto di Vera Drake

Seicento di Balaklava, I

Selma

Seme della violenza, Il

Senso

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Sommario filmMZ

Senza tetto nè legge

Sesso e potere

Sette fratelli Cervi, I

Sette giorni a maggio

Shakespeare in love

Shine

Silkwood

Singles-L'amore è un gioco

Sinuhe l'egiziano

Sliding doors

Snapper, The

Sognando Beckham

Soldati a cavallo

Soldato blu

Soldato molto semplice


Ivan Chonkin, Il

Soldato Jane

Sole ingannatore, Il

Sospetto, Il (di Francesco


Maselli)

Sostiene Pereira

Sottile linea rossa, La

Sotto accusa

Sotto tiro

Spartacus

Speriamo che sia femmina

Spring breakers

Squadrone bianco, Lo

Stand By Me

Stazione, La

Stella

Stella solitaria

Stonewall

Storia d'amore

Storia di ragazzi e ragazze

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Sommario filmMZ

Storia di una capinera

Storia di una ladra di libri

Strategia del ragno, La

Sweet Sixteen

Swingers

Swing Kids-Giovani
ribelli


Talk Radio

Telefonata per ricordare,


Una

Tempesta di ghiaccio

Tempi moderni

Tempo si è fermato, Il

Terra e libertà

Terraferma

The conspitator

Thelma e Louise

Thirteen Days

Tic Code

Tiro al bersaglio

Tiro al piccione

Titanic

Tobruk

Tora! Tora! Tora!

Tornando a casa

Torneranno i prati

Trainspotting

Train de vie-Un treno per


vivere

300

Tregua, La

Tre metri sopra il cielo

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Sommario filmMZ

Truman Show, The

Tutta la vita davanti

Tutti a casa

Tutti giù per terra

Tutto l'amore che c'è


U Boot 96

U-571

Ultimi dieci giorni di


Hitler, Gli

Ultimo imperatore, L'

Ultimo inquisitore, L'

Ultimo spettacolo, L'

Ultimo treno, L'

Umberto D

Una lunga domenica di


passioni

Università dell'odio, L'

Uomini contro

Uomini e topi

Uomo che sussurrava ai


cavalli, L'

Uomo che verrà, L'

Uomo chiamato cavallo,


Un

Uomo del banco dei pegni,


L'

Uomo di ferro, L'

Uomo di marmo, Il

Uomo per tutte le stagioni,


Un

Uomo senza volto, L'

Uovo del serpente, Il

Urla del silenzio

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Sommario filmMZ


Va' dove ti porta il cuore

Vai e vivrai

Vatel

Vajont

Valzer con Bashir

Vecchia guardia

Vento che accarezza l'erba,


Il

Vento di primavera

Verso il sole

Verso l'Eden

Vesna va veloce

Via col vento

Viaggio a Kandahar

Viaggio della sposa, Il

Vichinghi, I

Vincere

Vincitori e vinti

Vita difficile, Una

Vita è bella, La

La vita e nient'altro

Vita sognata degli angeli,


La

Le vite degli altri

Vittime di guerra

Viva l'Italia

Volevo i pantaloni

Voltati Eugenio

Vorrei che tu fossi qui

W-ZÝ

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Sommario filmMZ

Welcome

Westfront 1918

Wilde

Will Hunting, genio ribelle

Witness - Il testimone

Women

Women in gold

Z, L'orgia del potere

Zulu

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TORNARE ALLE
LETTERE 

A-L

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agorà

 12 anni schiavo


TITOLO ORIGINALE 12 Years a Slave
REGIA Steve McQueen
SOGGETTO E Dall’autobiografia omonima di Solomon Northup
SCENEGGIATURA
John Ridley
FOTOGRAFIA Sean Bobbitt
MONTAGGIO Joe Walker
MUSICA Hans Zimmer
INTERPRETI Chiwetel Ejiofor (Solomon Northup), Michael Fassbender (Edwin Epps), Benedict
Cumberbacth (William Ford), Lupita Nyong’o (Patsey) Paul Dano (Tibeats), Paul
Giamatti (Freeman), Brad Pitt (Bass)
PRODUZIONE Dede Gardner, Anthony Katagas, Jeremy Kleiner, Steve McQueen, Arnon
Milchan, Brad Pitt, Bill Pohlad per Plan B Entertainment/New Regency Pictures
DURATA 134’
ORIGINE Usa-Gran Bretagna, 2013
REPERIBILITA' Cineteca Pacioli
INDICAZIONE Biennio-Triennio
PERCORSI Il colore nero Razzismo, intolleranza, immigrazione, società multietnica/Uomo
e società
 

  

TRAMA
 1841. Il violinista di colore Solomon vive libero nella Contea di Saratoga con la sua famiglia. Un giorno accetta
una proposta di lavoro di due impresari e si trasferisce a Washington. Si tratta di un inganno: Solomon viene
sequestrato e venduto come schiavo ad un proprietario di piantagione in Louisiana. Resterà schiavo per 12 anni

TRACCIA TEMATICA
Il film è tratto da una storia vera, che ci è raccontata dallo stesso protagonista in un libro pubblicato quasi subito
dopo la sua liberazione. Questa precisazione è importante per rendere consapevoli gli spettatori di non trovarsi di
fronte ad una ricostruzione arbitraria ed eccessivamente romanzata di quella che è stata la schiavitù negli Usa
dell’Ottocento, ma ad una vicenda che aderisce con fedeltà alla realtà storica, per quanto le cose mostrate possano
sembrare incredibili per noi contemporanei. La schiavitù, ci dice il regista, è stata una grande tragedia a spese
di un intero popolo (paragonabile, in riferimento al XIX secolo, all’Olocausto) e la sua natura di sopraffazione
primitiva e crudele risalta ancor più se paragonata con la sensazione di avanzamento civile e culturale che alla
stessa epoca sembrava caratterizzare il nord degli Stati Uniti. Se Solomon sopravvive a questa terribile
esperienza è perché sa piegarsi con la necessaria adattabilità alla sua condizione di schiavitù, accettando
anche di snaturare se stesso e il proprio senso morale. A volte, ci suggerisce i film, è meglio piegarsi, anziché
spezzarsi.

VALUTAZIONE CRITICA
Il film vuole essere una sdegnata denuncia degli orrori dello schiavismo ottocentesco e quindi punta sull’impatto

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agorà

emotivo determinato dall’identificazione totale con il protagonista. La macchina da presa si colloca a ridosso di
Solomon e ci fa aderire agli sconvolgimenti psicologici e fisici subiti, riducendo al minino la distanza che divide lo
spettatore dall’esperienza vissuta dal personaggio.

La regia lavora sull’accumulazione degli episodi di sadica sopraffazione, immergendoci in uno spazio di
segregazione di cui riesce a trasmetterci il senso di calura opprimente, il lezzo nauseabondo degli odori, le voci e i
rumori di sottofondo, il dolore lancinante dei corpi martoriati. L’uso della macchina da presa a spalla accentua
all’estremo la concitata drammaticità delle sequenze di violenza e i campi larghi sui paesaggi sottolineano il
contrasto fra il dramma umano cui stiamo assistendo e la suggestione del paesaggio naturale.

RIFERIMENTI INTERDISCIPLINARI
 

Lingua inglese                 Il romanzo “12 anni schiavo” di Solomon  Northup.

Storia                               La schiavitù negli Stati Uniti dell’Ottocento

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agorà

 17 Ragazze
TITOLO ORIGINALE 17 Filles
REGIA Delphine e Muriel Coulin
SOGGETTO E Delphine e Muriel Coulin
SCENEGGIATURA
FOTOGRAFIA Jean-Louis Vialard
MONTAGGIO Guy Lecorne
   
INTERPRETI Louise Grinberg (Camille), Juliete Darche (Julia), Roxane Duran
(Florence), Esther Garrel (Flavie), Yara Pilartz (Clémentine), Solène
Rigot (Mathilde )
PRODUZIONE André Bouvard, Denis Freyd per Archipiel 35/arte France Cinéma
DURATA 90'
ORIGINE Francia, 2012
REPERIBILITA' Videoteca Pacioli/Homevideo
INDICAZIONE Triennio

PERCORSI                   Linea d’ombra  

Momenti di gioventù/La condizione adolescenziale e giovanile


/Uomo e società
 

  

TRAMA
Diciassette ragazze di un liceo di Lorient, in Bretagna, decidono di restare incinte nello stesso
momento, convinte da Camille, la prima ad aspettare un figlio, che la loro vita potrebbe così
cambiare in meglio, sottraendosi alla tutela dei genitori per andare a vivere in comune.
 

TRACCIA TEMATICA
17 ragazze (la storia è ispirata ad un fatto di cronaca realmente accaduto negli Stati Uniti nel
2008) non è un film che dà risposte o propone delle tesi precostituite, ma che ci mostra una
situazione ormai deteriorata e definitivamente compromessa. Vale a dire la frattura
generazionale che divide e contrappone genitori e figli, tra i quali sembra chiusa ogni
possibilità di dialogo e comprensione. Il giudizio delle adolescenti protagoniste nei confronti dei
loro genitori e degli adulti in generale è sprezzante e senza appello. E’ il loro stile di vita e la
loro mentalità ad essere messe sotto accusa.

Il gesto di queste 17 ragazze rimane, tuttavia, privo di una reale motivazione, che non sia
quella di caricare la loro scelta di una vaga pulsione liberatoria che le possa emancipare  da
un’esistenza avvertita come priva di prospettive. Fondamentale l’attrazione che su di loro

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agorà

esercita la possibilità di realizzare

specie di famiglia alternativa allargata e comunitaria chiusa agli adulti e ai maschi e


direttamente autogestita.

La realtà rivelerà la natura utopica di questo progetto e ognuna delle ragazze alleverà da sola il
proprio figlio, ma (e questa sembra la considerazione che ci consegna il film) sognare qualcosa
di diverso dalla quotidianità (specie se grigia e inappagante) è un elemento tipico
dell’adolescenza e sarebbe forse peggio se non fosse così.   
 

VALUTAZIONE CRITICA
Il film riesce a comunicare con efficacia l’atmosfera opprimente degli spazi della periferia
urbana (gli enormi condomini su cui si soffermano molte inquadrature) che fanno da sfondo
alla vicenda, disegnando una realtà ambientale che rimanda un’idea di chiusura e
monotonia (cui sfuggire rifugiandosi in bar e discoteche o in progetti improbabili) e di un
futuro senza prospettive.  E ricco di suggestioni evocative è anche l’immagine dell’oceano, che
assume le connotazioni simboliche di una via di fuga verso un futuro luminoso.

Meno felice, invece, la delineazione dei personaggi, sia delle ragazze protagoniste, la cui
personalità è tratteggiata con una certa superficialità (molti dialoghi sono forzati e artificiosi), sia
degli adulti la cui immagine è sempre a rischio di un eccesso caricaturale e semplificatorio.
 

RIFERIMENTI INTERDISCIPLINARI
Scienze               La gravidanza

Geografia           La Bretagna e la città di Lorient

 
 

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Sommario filmA-L

àaaaaaaa
0/9-A-B-C-D-E-F-G-

HIJ-KL-M-N-O-P-

 Q-R-S-T-U-V-WZ
 

0/9
12 anni schiavo

17 ragazze


A cena col diavolo

A ciascuno il suo

A proposito di donne

A prova d'errore

A torto o a ragione

A Wong Foo, grazie di


tutto, Julie Newmar

Abramo Lincoln in Illinois

Abuna Messias

Accadde a Selma

Accadde una notte

Achtung! Banditi

Adèle H., una storia


d'amore

Affare di donne, Un

Affondate la Bismark

Agnese va a morire, L'

Agorà

Aguirre, furore di Dio

Al posto del cuore

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Sommario filmA-L

Albero degli zoccoli, L'

Albero di Antonia, L'

Alexander Nevskij

Ali

Alice

Allievo, L'

Allonsanfan

All'ovest niente di nuovo

Amante perduto, L'

Amarcord

Amaro sapore del potere, L'

Amen

American Graffiti

American History X

Amiche

Amici per la pelle

Amico ritrovato, L'

Amistad

Ammutinati del Bounty,


Gli

Amore 14

Amore e altre catastrofi

Amore & morte a Long


Island

Amore tossico

Anche libero va bene

Angelo alla mia tavola, Un

Angie, una donna tutta


sola

Anima divisa in due, Un'

Anne Frank

Anni di piombo

Anni '40

Anni spezzati, Gli

Anno vissuto
pericolosamente, Un

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Sommario filmA-L

Anonymus

Apocalypse Now

Arancia meccanica, L'

Ardena

Arida stagione bianca, Un'

Armata Brancaleone, L'

Armata degli eroi, L'

Arpa birmana, L'

Arriva John Doe

Arrivederci ragazzi

Artemisia - Passione
estrema

Articolo 2

Assassini nati

Asso nella manica, L'

Attimo fuggente, L'

Auguri professore

Avventura terribilmente
complicata, Un'


Bacio appassionato, Un

Bagdad Café

Balla coi lupi

Ballroom-Gara di ballo

Bambini ci guardano, I

Bambino col pigiama a


righe, Il

Banchieri di Dio, I

Banda Baader Meinhof, La

Barone rosso, Il

Barriera invisibile

Barry Lyndon

Battaglia dei giganti, La

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Sommario filmA-L

Battaglia di Alamo, La

Battaglia di Algeri, La

Battaglia di Midway, La

Believer, The

Belle al bar

Benvenuti a Sarajevo

Benvenuti in paradiso

Berretti verdi

Betrayed-Tradita

Betty Love

Billy Elliot

Black Hawk Down

Bling Ring

Bloody Sunday

Bobby

Bolle di sapone

Boys

Brancaleone alle Crociate

Branco, Il

Braveheart-Cuore
impavido

Bread and Roses

Brigante di Tacca del Lupo

Bronte

Bronx

Bruttina stagionata, La

Buio oltre la siepe, Il

Buon compleanno Mr.


Grape

Bus in viaggio


Caccia tragica

Cacciatore di aquiloni, Il

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Sommario filmA-L

Caduta, La - Gli ultimi


giorni di Hitler

Caduta degli dei, La

Caduta delle aquile, La

Caduta dell'impero
romano, La

Calata dei barbari, La

Calda notte dell'ispettore


Tibbs, La

Camicia nera

Cammelli, I

Cammino della speranza, Il

Cancelli del cielo, I

Canzone di Carla, La

Caso Martello, Il

Caso Mattei, Il

Caso Moro, Il

Caterina va in città

Cento giorni a Palermo

Cento passi, I

Central do Brasil

C'eravamo tanto amati

Cerchio, Il

Che mi dici di Willy?

Che

Che ora è?

Chi non salta bianco é

Chiamami aquila

Chiavi di casa, Le

China Girl

Christiane F, noi ragazzi


dello zoo di Berlino

Ci sarà la neve a Natale?

Cielo cade, Il

Cinderella Man

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Sommario filmA-L

Cinque giorni di tempesta

Cleopatra

Clockers

Club degli imperatori, Il

Codice d'onore

Collina del disonore, La

Colonna infame, La

l colore della libertà-


Goodbye Bafana

Colore viola, Il

Colori della vittoria, I

Colpire al cuore

Com'era verde la mia valle

Come eravamo

Come te nessuno mai

Compagni, I

Concorrenza sleale

Confessione, La

Conformista, Il

Consigli per gli acquisti

Conrack

Conspiracy

Cose di questo mondo

Così ridevano

Cover Boy

Creature del cielo

Croce di ferro, La

Crociate, Le

Cronache di poveri amanti

Cronisti d'assalto

Crooklin

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Sommario filmA-L

Da morire

Daniel

Danton

Day After, The

Defenders-In nome
dell'odio

Delitto Matteotti, Il

Del perduto amore

Demoni e dei

Dentro la notizia

Diari della motocicletta, I

Diario di Anna Frank, Il

Diario di Bridget Jones, Il

Diavolo in corpo, Il

Diaz

Dichiarazioni d'amore

Dien Bien Phu

Dies Irae

Dietro la maschera

Diritto di cronaca

Dirty Dancing

Diverso da chi?

Dolci inganni, I

Donna tutta sola, Una

Donne senza trucco

Dottor Stranamore, Il

Dottor Zivago, Il

Due amiche

Due giorni una notte

Duellanti, I


E Johhny prese il fucile

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Sommario filmA-L

E venne un uomo

East is East

Eau froide, L'

EDtv

Edward mani di forbice

El Alamein

Elephant Man,The

Elizabeth

Enrico V

Erin Brockovich

Eroe borghese, Un

Eroe per caso

Eroi del Pacifico, Gli

Esca, L'

Est-Ovest, Amore e Libertà

Estate di Davide, L'

Estate di Kikujiro, L'

Estranea fra noi, Un'

Età acerba, L

Ettore Fieramosca

Europa Europa

Exodus


Fa' la cosa giusta

Family Life

Fandango

Fate ignoranti, Le

Febbre a 90

Febbre del sabato sera, La

Figurine

Fine della notte, La

Fire

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Sommario filmA-L

Flags of Our Fathers

Flashdance

Flight 93

Folle stagione d'amore,


Una

Footloose

Fragola e cioccolato

Fragole e sangue

Frances

Fratelli e sorelle

Fratello Sole, sorella Luna

Frontiera

Fucking Amal-Il coraggio


di amare

Fuga dalla scuola media

Fuga per la vittoria

Full Metal Jacket

Furore


Galileo

Gandhi

Garage Olimpo

Garofano rosso, Il

Gattopardo, Il

Generale della Rovere, Il

Gente comune

Germania anno zero

Germinal

Geronimo

Giardino dei Finzi-


Contini, Il

Ginger e Fred

Giordano Bruno

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Sommario filmA-L

Giornata particolare, Una

Giorno da leoni, Un

Giorno della civetta, Il

Giorno perfetto, Un

Giorno più lungo, Il

Giovani, carini e
disoccupati

Giovani leoni, I

Giovanna d'Arco

Giovanna la pazza

Giovanni Falcone

Gioventù bruciata

Giovinezza, Giovinezza

Girasoli, I

Gita scolastica, Una

Giulia

Giulio Cesare

La giusta distanza

Gladiatore, Il

Glory-Uomini di gloria

Go Fish

Go Now

Gomorra

Good Bye Lenin

Good Morning Vietnam

Good Night and Good


Luck

Gott mit uns (Dio è con


noi)

Grande Blek, Il

Grande cocomero, Il

Grande dittatore, Il

Grande guerra, La

Grande illusione, La

Grande sentiero, Il

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Sommario filmA-L

Grande uno rosso, Il

Gran Torino

Grazie, signora Thatcher

Green zone

Grido della terra, Il

Grido di libertà

Guardia del corpo

Guendalina

Guerra del fuoco, La

Guerra e pace

Guerrieri della notte, I

H-I-JÝ
Hannah Arendt

Havana

He Got Game

Help the

Hotel Rwanda

Hurricane

Hurt Locker

I Love You, I Love You Not

I Vicerè

Il capitale umano

Il figlio di Saul

Il labirinto del silenzio

Il rosso e il blu

Impiegati

In & Out

In My Country

In nome del Papa Re

Indocina

Indovina chi viene a cena

Invictus

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Sommario filmA-L

Io la conoscevo bene

Io non ho paura

Ivan il Terribile-La
congiura dei Boiardi

Jack Frusciante è uscito dal


gruppo

Jakob il bugiardo

Jefferson in Paris

JFK - Un caso ancora


aperto

Joe Hill

Jona che visse nella balena

Jungle Fever

Juno

K-LÝ
K-19

Kapò

Katyn

Kippur

Kolya

Kundun

L'arte di vincere

La legge del mercato

La mafia uccide solo


d'estate

Ladri di biciclette

Ladri di saponette

Ladro di bambini, Il

Ladybird, Ladybird

Lamerica

Lanterne rosse

Larry Flint- Oltre lo


scandalo

Lascia perdere Johnny

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Sommario filmA-L

Laureato, Il

Lawrence d'Arabia

Lebanon

Léon

Lettera scarlatta, La

Lettere da Iwo Jima

Lezioni di piano

Liam

Libera, amore mio

Liberty Heights

Lincoln

Love Story

Lucky Luciano

Ludwig

Lunga notte del '43, La

Lunghi giorni delle aquile,


I

Lungo giorno finisce, Il

Luther

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LE LETTERE

M-Z

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A cena col diavolo

A cena con il diavolo


TITOLO ORIGINALE Le souper
REGIA Eduard Molinaro
SOGGETTO Dalla commedia omonima di Jean-Claude Brisville
SCENEGGIATURA Yves Rousset-Rouard, Eduard Molinaro, Jean-Claude Brisville
FOTOGRAFIA Michael Epp (colori)
MUSICA Vladimir Cosma, Luigi Cherubini
MONTAGGIO Annick Rousset-Rouard
INTERPRETI Claude Rich, Claude Brasseur
Trinacra, Parma Films, France 2, Canal Plus, Investimages 4, Cofimage 4,
PRODUZIONE
Procirep
DURATA 90'
ORIGINE Francia, 1992
REPERIBILITA’ Homevideo/Cineteca Pacioli
INDICAZIONE Triennio
Età napoleonica
PERCORSI
Ottocento/Cinema e Storia

TRAMA
6 luglio 1815, pochi giorni dopo la sconfitta di Napoleone a Waterloo. Il presidente del governo provvisorio,
Joseph Fouché, ministro della polizia con Napoleone, si reca a casa del principe Talleyrand, notabile
nell’Ancien Regime e ministro degli esteri con Napoleone, per un incontro segreto. Nel corso della cena
Talleyrand convince l’ospite della necessità del ritorno della monarchia borbonica e quindi di trovare un
accordo con essa per salvaguardare la propria carriera politica.

TRACCIA TEMATICA
Talleyrand e Fouché, che occuparono posti di rilievo nel regime napoleonico, preparano il loro riciclaggio politico
nel periodo della restaurazione borbonica che si annuncia, disposti a salire sul carro del vincitore pur di non perdere
privilegi e potere. Entrambe figure di scarsa limpidezza morale e di estrema ambiguità politica, vizioso e
corrotto il primo e crudele e spietato il secondo (Il vizio in braccio al crimine ebbe a dire di loro Chateaubriand),
intrecciando un dialogo carico di allusioni (sagra dell’eufemismo e del sottinteso) offrono un saggio su ciò cui può
arrivare l’ambizione abbinata al cinismo. Alla concezione della Storia intesa come successione di grandi eventi
determinati da eroici e titanici personaggi, il film di Molinaro contrappone la dimensione del rerstroscena,
dell’intrigo e del sottobanco, dell’importanza delle figure di secondo piano e della loro capacità manovriera .Il
tema della spregiudicatezza della classe politica riferita alla pratica del trasformismo è qui esplorato in riferimento
agli anni della Restaurazione, ma non si può fare a meno di osservare come esso conservi un’indubbia attualità.

Un discorso a parte merita il ruolo del popolo nel film. Lo si sente manifestare di sotto le finestre del palazzo
Talleyrand, senza mai vederlo e senza che mai turbi i due vecchi marpioni delle politica che lo guardano dall’alto
in basso, convinti che solo le grandi personalità e non le masse possano decidere dei destini della nazione.

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A cena col diavolo

VALUTAZIONE CRITICA
A cena con il diavolo (titolo italiano che allude alla natura mefistofelica dei due protagonisti e delle loro trame ) è
un film storico piuttosto anomalo, caratterizzato com’è dalla rinuncia all’esibizione spettacolare in chiave
kolossal che spesso contrassegna questo tipo di pellicole, per concentrarsi esclusivamente sui dialoghi(e affidandosi
alla grande bravura dei due attori principali) e privilegiare un’impostazione teatrale priva di sviluppo narrativo e
claustrofila

Privo di schematiche contrapposizioni (Bene-Male, Giustizia -Ingiustizia, Libertà-Oppressione) e


interpretazioni e tesi attraverso cui filtrare la Storia, la pellicola cerca di addentrarsi dietro le quinte di essa,
ipotizzando ciò che due vecchie volpi delle politica possono essersi dette sulla base della conoscenza della loro
personalità e della biografia (la sceneggiatura del film è frutto di pura immaginazione). Ciò che interessa,
evidentemente, non è il vero, ma il verosimile (Talleyrand e Fouché non hanno veramente detto quelle cose, ma
potrebbero benissimo averlo fatto e comunque , nella sostanza profonda, ciò che il film ci racconta sembra assai
credibile). Non c’è coinvolgimento emotivo e trascinamento identificatorio (manca il buono dalla cui parte stare), il
film può anche ingenerare una certa sensazione di noia (specie se non si conoscono a fondo gli avvenimenti storici
di riferimento

RIFERIMENTI INTERDISCIPLINARI
Storia          La rivoluzione francese.

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A ciascuno il suo

A ciascuno il suo
TITOLO ORIGINALE Idem
REGIA Elio Petri
SOGGETTO Dal romanzo omonimo di Leonardo Sciascia
SCENEGGIATURA Elio Petri, Ugo Pirro
FOTOGRAFIA Luigi Kuveiller (colore)
MUSICA Luis Enriquez Bakalov
MONTAGGIO Ruggero Mastroianni
INTERPRETI Gian Maria Volontè, Irene Papas, Gabriele Ferzetti, Leopoldo Trieste, Salvo
Randone
PRODUZIONE Giuseppe Zaccariello per la Cemo Film
DURATA 93'
ORIGINE Italia, 1967
REPERIBILITA' Homevideo/Cineteca Pacioli
INDICAZIONE Triennio
PERCORSI Mafia

Novecento/Cinema e Storia

TRAMA
Sicilia, anni Sessanta. In un paese imprecisato dell’isola vengono uccisi il farmacista Manno e il dottor Roscio.
Essendo Manno un donnaiolo, la polizia conclude affrettatamente che si tratta d'un delitto d'onore e che Roscio
è stato eliminato casualmente in quanto testimone scomodo. Paolo Laurana, un professore di liceo, giunge alla
conclusione che la vittima designata dell'omicidio è, invece, proprio Roscio e non viceversa e confida i suoi
sospetti all'avvocato Rosello e alla vedova di Roscio, Luisa, di cui è innamorato. Quando scopre un diario di
Roscio che contiene le prove che Rosello è un capo della mafia locale, Laurana decide di denunciarlo, senza
sapere che Luisa, alla quale ha rivelato tutto, è l'amante dell'insospettabile avvocato.

TRACCIA TEMATICA
Il film ha come sfondo sociopolitico la Sicilia oppressa dal fenomeno mafioso, presentato come nodo
inestricabile di omertà, silenzi, intrighi, complicità politiche e interessi economici, su cui questa organizzazione
criminosa basa la forza e il radicamento nel territorio. L'avvocato Rosello è il simbolo di una gretta e
improduttiva borghesia locale che ricorre all'illegalità e alla compromissione con il potere mafioso per ottenere
un facile arricchimento e una rapida scalata sociale.

Il professor Laurana, intellettuale ingenuo e fragile ma combattivo, rappresenta la rivolta della cultura
progressista e democratica contro la mafia, ma la tragica conclusione della sua indagine diventa emblematica
dell'isolamento e della debolezza cui sono condannate nell'isola le forze di opposizione al domino malavitoso.

Il destino di sconfitta e morte che attende il generoso impegno di Laurana, cui fanno da contrasto le immagini delle

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A ciascuno il suo

affollate e festose nozze di Rosello con la vedova di Roscio, imprime al film una cupa impronta di pessimismo
e amaro sarcasmo, segno di sfiducia nelle possibilità di cambiare a breve la terribile realtà della Sicilia.

VALUTAZIONE CRITICA
Petri conferisce alla storia un’incalzante e tesa dinamica narrativa, che coinvolge lo spettatore grazie alla
natura da giallo dell’intreccio e alla tensione polemica in senso politico-civile. Ma più che sullo svolgersi della
vicenda, piuttosto scontata nei suoi sviluppi e nelle sue conclusioni (difficilmente i film di mafia si concludono con
il trionfo della giustizia: per quanto questo tipo di epilogo sarebbe consolatorio, indurrebbe colpevolmente un
atteggiamento di sottovalutazione del problema e della sua gravità), il regista lavora sulla creazione di
un’atmosfera densa di assillanti premonizioni.

La solare luminosità del paesaggio siciliano, che avvolge con ossessiva insistenza uomini e cose, comunica una
sensazione di accecante riverbero che crea disagio e inquietudine, oltreché di sonnolenta e imperturbabile
immobilità che ben si coniuga con il torpore morale cui si vuole alludere. L’irrompere su questa vivida luce del
motivo cromatico del nero (i vestiti dei personaggi, le automobili, ecc..) inserisce un elemento di contrasto che
richiama l’idea del lutto, anticipando l’esito di morte del febbrile affannarsi di Laurana, la cui nevrotica e concitata
irrequietezza costituisce l’unica presenza disturbante di un ambiente che rinchiude su se stesso i propri misteri.
L’uso nervoso degli zoom e del teleobiettivo, che isolano e evidenziano i particolari, sembra esprimere un’ansia
frustrata di penetrare oltre l’apparenza ingannevole delle cose.

RIFERIMENTI INTERDISCIPLINARI
Storia     A) Le origini della mafia.

     B) La mafia nella Sicilia e nell’Italia degli anni Sessanta.

C) La mafia dopo gli anni Novanta.

Letteratura italiana Confronto fra il film e il romanzo omonimo di L. Sciascia.

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A proposito di donne

A proposito di donne
TITOLO ORIGINALE Boys on the Side
REGIA Herbert Ross
SOGGETTO E Don Ross
SCENEGGIATURA
FOTOGRAFIA Donald E. Thorin (colori)
MUSICA David Newman
MONTAGGIO Michael R. Miller
INTERPRETI Whoopi Goldberg, Mary-Louise Parker, Drew Barrymore
PRODUZIONE Arnon Milchan, Steven Reuther, Herbert Ross per New Regency/Hera
DURATA 118'
ORIGINE USA, 1995
REPERIBILITA' Homevideo/Cineteca Pacioli
INDICAZIONE Triennio
PERCORSI Sorellanza

La condizione femminile/Uomo e Società

TRAMA
Jane, una vissuta cantante di colore lesbica, Robin, un'agente di commercio iperigienista malata di aids, e
Holly, una ragazza scapestrata e svampita sempre nei guai, hanno tutte e tre qualche buona ragione per
raggiungere la California. Holly, in particolare, ne ha qualcuna in più, visto che ha ucciso, anche se
involontariamente, il manesco fidanzato. A Tucson le tre donne sembrano aver trovato un rifugio ideale in cui
rifarsi un'esistenza e ritrovare un equilibrio, ma Jane non riesce del tutto a fare accettare la propria identità
omosessuale, la legge incalza Holly e l'aids Robin.

TRACCIA TEMATICA
Nonostante la profonda diversità che le separa, Jane, Robin e Holly stabiliscono un'intesa che trae alimento
proprio dalla distanza delle rispettive personalità. La burbera e smaliziata Jane smussa il proprio carattere
spigoloso e assume nei confronti delle due amiche più giovani un atteggiamento materno, fatto di affetto e
indulgenza nei confronti della loro giovanile ingenuità; Robin, condizionata da un'educazione perbenista e da un
inguaribile romanticismo, viene avviata al gusto della trasgressione e Holly (il personaggio, a dire il vero, meno
approfondito) trova nella vicinanza con le più mature amiche un freno alla propria esuberanza.

Inoltre ciò che consolida questo sodalizio femminile è il fatto che le tre donne condividono un ruolo di
emarginazione e diversità: Jane in quanto omosessuale, Robin in quanto sieropositiva e Holly in quanto ricercata
dalla polizia.

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A proposito di donne

VALUTAZIONE CRITICA
La prima parte del film è decisamente la migliore, impegnata com'è nel dare spessore psicologico, con
leggerezza ed ironia, ai personaggi di Jane e Robin: il tono è da commedia (che raggiunge quasi il grottesco
nella sequenza della lotta delle tre donne con il violento fidanzato di Holly) e le battute di Jane vivacizzano il suo
rapporto di scontro-incontro con la smorfiosetta Robin.

La seconda parte, invece, specie dall'aggravarsi della malattia di Jane in poi, non resiste alla tentazione di
scivolare nel patetismo sentimentalista a tinte melodrammatiche e non ci risparmia quello che ormai è
l'armamentario consolidato dei film sull'aids: volti emaciati di malati terminali, feste d'addio, lacrima facile,
pietismo e buonismo a piene mani, ecc.

RIFERIMENTI INTERDISCIPLINARI
Scienze     L'aids.

Geografia     La California.

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A prova d'errore

A prova d'errore
TITOLO ORIGINALE Fail Saif
REGIA Sidney Lumet
SOGGETTO Dalla novella di Eugene Burdick e Harvey Wheeler
SCENEGGIATURA Walter Bernstein
FOTOGRAFIA Gerald Hirschfeld (bianconero)
INTERPRETI Henry Fonda, Walther Matthau, Dan O' Herlihy, Frank Overton, Edward Binnis,
Larry Hagman
PRODUZIONE Max E. Youngstein per la Columbia Pictures
DURATA 111'
ORIGINE USA, 1964
REPERIBILITA' Homevideo/Cineteca Pacioli
INDICAZIONE Triennio
PERCORSI Guerra fredda, terrore nucleare, Maccartismo

Novecento/Cinema e Storia

TRAMA
Stati Uniti, anni Sessanta. A causa di un errore tecnico una pattuglia di aerei americani con armamento
nucleare riceve l'ordine di dirigersi sull'URSS per bombardarla. Il Presidente USA, avvisato dell'accaduto,
cerca in tutti i modi di scongiurare una guerra atomica che distruggerebbe l'intera umanità.

TRACCIA TEMATICA
Girato all'epoca del confronto nucleare fra le due superpotenze, quando i rispettivi arsenali atomici erano cresciuti a
dismisura, A prova d'errore costituisce una denuncia dei gravi pericoli insiti nell'affidarsi totalmente alla
tecnologia, fosse anche la più moderna e sofisticata. La macchina a prova d'errore non esiste ed essa non potrà mai
sostituire interamente l'uomo: delegare completamente a congegni che sembrano perfetti il sistema di difesa (e di
attacco) di una nazione è quindi una scelta irresponsabile, che può portare a conseguenze incontrollabili e
catastrofiche.

Ma la visuale del film è più ampia: in nome dei principi di distensione e pacifica convivenza fra le due potenze
responsabili dei destini dell'umanità (che era all'epoca la politica portata avanti dall'amministrazione kennediana), si
auspicano la fine della corsa agli armamenti ed una politica di disarmo e si condannano lo stolido
militarismo ai limiti dell'isteria di alcuni settori dell' esercito degli Stati Uniti e il cinismo guerrafondaio di
esperti civili come lo scienziato Groeteschele.

VALUTAZIONE CRITICA

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A prova d'errore

All'inizio degli anni Sessanta la cinematografia americana subisce la suggestione dell'ipotesi fantapolitica in
connessione con la psicosi dello scoppio di una guerra nucleare per errore. A prova d'errore rappresenta uno dei
risultati migliori di questo filone (senza dimenticare, ovviamente, il geniale capolavoro di Kubrick Il dottor
Stranamore, che del film di Lumet costituisce la versione ironica e grottesca), per la capacità registica di
fondere sapientemente l'efficacia del messaggio (è indispensabile una politica di disarmo e una riduzione del
potere degli apparati militari) con una tensione narrativa spinta all'estremo, che coinvolge nella propria
drammatica suspense lo spettatore.

Il crescendo del film è spietato e inarrestabile, gli ambienti completamente chiusi ad ogni contatto con l'esterno
alimentano in chiave ansiogena un senso di claustrofobia che aumenta con l'assottigliarsi delle speranze, i
prolungati primi piani del Presidente comunicano con grande intensità l'angoscia che lo attanaglia, il fermo-
immagine che blocca alcuni istanti della quotidianità newyorkese poco prima dell'esplosione finale risolve con
felice intuizione il problema di come rendere visivamente il momento culminante dell'immane tragedia che si va a
consumare.

RIFERIMENTI INTERDISCIPLINARI
Storia     A) La guerra fredda.

     B) La presidenza Kennedy e la politica di convivenza pacifica tra USA e URSS

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A torto o a ragione

A torto o a ragione
TITOLO ORIGINALE Taking Sides
REGIA Istvan Szabò
SOGGETTO E Ronald Harwood da un suo lavoro teatrale
SCENEGGIATURA
FOTOGRAFIA Lajos Voltai (colori)
MUSICA Estratti da opere di Beethoven, Bruckner, Schubert sotto la supervisione di Ulrich
Trimbson
MONTAGGIO Sylvie Landra
INTERPRETI Harvey Keitel, Stellan Skarsgard, Birgit Minichmayr, Moritz Bleibtreu
PRODUZIONE Yves Pasquier per Little Big Bear Filmproduction
DURATA 109’
ORIGINE Germania/Austria/Gran Bretagna/Francia, 2001
REPERIBILITA' Homevideo/Cineteca Pacioli
INDICAZIONE Classe quinta

PERCORSI Nazismo

Novecento/Cinema e Storia

TRAMA
Berlino, 1946. Il maggiore americano Steve Arnold viene incaricato da un superiore di indagare sul direttore
d’orchestra tedesco Wilhelm Furtwangler, sospettato di avere aderito al nazismo durante il Terzo Reich. Arnold
sottopone Furtwangler a degli interrogatori spossanti ed umilianti, manifestando tutto il suo disprezzo nei suoi
confronti. Seduta dopo seduta le gravi responsabilità del direttore d’orchestra vanno emergendo.

TRACCIA TEMATICA
Tema centrale del film è il rapporto tra arte e politica. Furtwangler ritiene che questi due ambiti debbano
rimanere separati e che anche sotto un governo oppressivo e criminale è dovere dell’artista perseguire ed affermare
la propria missione estetica, anche se questo può comportate il ricorso a qualche compromesso. Arnold è convinto,
invece, che dignità e coscienza dovrebbero indurre l’artista a negare il proprio genio a chi lo utilizza per dare lustro
e prestigio ad un regime obbrobrioso come è stato quello nazista. Dalla parte delle ragioni di Furtwangler si
schierano non solo i suoi ex-orchestrali (che difendendo il maestro assolvono in qualche modo anche se stessi), ma
anche il collaboratore ebreo di Arnold e la sua segretaria, affascinati dalla grandezza del direttore.

Se nel corso della prima parte il film sembra alimentare nello spettatore il medesimo atteggiamento di
indulgenza nei confronti dell’apparentemente tormentato e contrito Furtwangler e di conseguenza di antipatia
verso la rozza aggressività del suo implacabile inquisitore, nel finale l’incalzante interrogatorio di Arnold che
smaschera la meschinità e lo squallido opportunismo che possono allignare anche nell’animo di un artista ci
inducono ad una valutazione più severa riguardo ad un uomo di cui forse avevamo sottovalutato le
responsabilità morali. La stessa voce fuori campo del maggiore americano che alla fine ci informa
dell’assoluzione dell’imputato e della folgorante carriera del suo rivale Von Karajan (anch’egli dipinto come
piuttosto compromesso con il nazismo) accentuano questa sensazione di solidarietà del film alla figura
dell’accusatore.   

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A torto o a ragione

VALUTAZIONE CRITICA
A torto o a ragione ha il non trascurabile merito di affrontare un tema delicato sfuggendo al rischio di prendere una
posizione netta e inequivocabile, dividendo in modo schematico le ragioni per sostenere così una tesi senza margini
di dubbio e ambiguità. C’è, invece, materia per riflettere sulle tante contraddizioni e debolezze della natura umana
(e non solo su quelle del pur colpevole Furtwangler, ma anche su quelle di Arnold, che sembra sfogare su di lui un
rabbioso livore che forse avrebbero meritato maggiormente altri complici del nazismo ben più colpevoli del
direttore d’orchestra e ben più impuniti) e della logica del potere (i sovietici vorrebbero risparmiare il famoso
personaggio per servirsene come strumento di propaganda, per non parlare del fallito colpo di Stato degli ufficiali
tedeschi contro Hitler, dettato più da considerazioni opportunistiche che da sentimenti antinazisti). Semmai al film
si può rivolgere l’appunto di aver forse risolto in modo troppo semplicistico le figure del maggiore Arnold e del
suo collega sovietico (la sequenza che li riprende ubriachi a sentenziare non è certo indimenticabile).

Felice è la ricostruzione d’ambiente, giustamente quasi tutta concentrata in interni claustrofobici ed


oppressivi che conservano il beffardo ricordo della maestosità d’un tempo (pensiamo al concerto che si svolge
tra le rovine dell’imponente teatro dove si apre il film) e la sottolineatura della differenza culturale fra che
divide il sanguigno Arnold dal raffinato Furtwangler dettata dall’efficace contrapposizione tra le canzoni
alla moda del circolo ufficiali e Beethoven.

RIFERIMENTI INTERDISCIPLINARI
Storia                            A) L’avvento del nazismo in Germania

                                      B) Lo sterminio degli ebrei

                                      C) La Seconda Guerra Mondiale

                                      D) Il processo di Norimberga 

Educazione musicale    A) Le musiche del film

                                       B) La figura di H. Von Karajan

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A Wong Foo

  A Wong Foo, grazie di tutto, Julie Newmar


TITOLO ORIGINALE To Wong Foo,Thanks for Everything! Julie Newmar
REGIA Beeban Kidron
SOGGETTO E Douglas Carter Beane
SCENEGGIATURA
FOTOGRAFIA Steve Mason (colori)
MONTAGGIO Andrew Mondshein
MUSICA Rachel Portman
INTERPRETI Wesley Snipes, Patrick Swayze, John Leguizamo
PRODUZIONE G. Mac Brown per Amblin Entertainment
DURATA 108’
ORIGINE USA, 1995
REPERIBILITA’ Homevideo/Cineteca Pacioli
INDICAZIONE Biennio-Triennio
PERCORSI Gay è bello

Omosessualità/Diversità/Uomo e Società

TRAMA
Noxeema, Vida e Chi Chi sono tre travestiti intenzionati a raggiungere Los Angeles per partecipare ad un
prestigioso concorso di bellezza. Dopo aver comprato una scassata Cadillac del ‘67 si mettono per la strada, ma
iniziano gli imprevisti: dapprima incontrano lo sceriffo Ballard, che, del tutto ignaro della vera identità sessuale
delle persone che ha fermato, si prende delle libertà con Vida, che reagisce stendendolo privo di sensi
sull’asfalto; in seguito rimangono appiedati dalla macchina in panne e sono costretti a soggiornare per qualche
giorno a Snyderville, uno sperduto paesino abitato da donne frustrate e uomini prepotenti. I tre inventivi
travestiti rivoluzionano in poco tempo la vita della sonnolenta cittadina, per arrivare poi puntuali ad Hollywood
per ricevere le congratulazioni di Julie Newmar, una procace bellezza degli anni quaranta che è il loro idolo.

 TRACCIA TEMATICA
Noxeema, Vida e Chi Chi non sono tre gay qualunque, sono a modo loro tre artisti, maestri del travestitismo
d’alta scuola, ispirato ad un gusto kitsch che fa dell’eccesso e dell’ostentazione il criterio estetico prevalente.
Ma dietro questa propensione a coltivare con appassionata dedizione la propria immagine si cela un cuore d’oro e
una grande sensibilità, che le porta ad aiutare con solidale trasporto le tristi ed umiliate donne di Snyderville. Per
il futuro di quest’ultime nulla sarà più come prima, grazie all’intervento dei tre creativi travestiti, che con la loro
incontenibile vitalità le hanno positivamente contagiate, imparando a loro volta a non vergognarsi più della loro
vera identità.

Quando Noxeema, Vida e Chi Chi stanno per partire le miracolate di Snyderville le definiscono angeli: che dopo
secoli di dispute si sia finalmente risolta la questione del sesso degli angeli?

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A Wong Foo

VALUTAZIONE CRITICA
In questo film tutto risulta un po’ superficiale e schematico, dai problemi esistenziali dei tre protagonisti
(pensiamo a Vida che non è stata accettata dai suoi genitori) e delle donne del paese (innamorate infelici e mogli
maltrattate) sino all’happy end, troppo affrettato e zuccheroso. Da una commedia però non dobbiamo aspettarci
approfondimento psicologico e analisi della complessità del reale, ma la capacità di muoversi con disinvoltura e
scioltezza nei territori dell’humour e dell’ironia e queste caratteristiche in A Wong Foo ecc.. certo non
mancano (con tanto di partecipazione fulminea , ma significativa, di una complice Naomi Campbell che si rivolge
ai nostri tre eroi con un vorrei essere bella come voi!). Ma più che nelle risorse di una sceneggiatura brillante il
punto di forza del film va ricercato negli sgargianti costumi dei protagonisti, nel tripudio di colori degli
arredamenti, nella sontuosa Cadillac (che sarà meno affidabile di un’auto nuova, ma che certo ha più stile), in
tutte quelle cose cioè rigorosamente inutili, ma assolutamente indispensabili.

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Abramo Lincoln

Abramo Lincoln in Illinois


TITOLO ORIGINALE Abe Lincoln in Illinois
REGIA John Cromwell
SOGGETTO E Robert E. Sherwood
SCENEGGIATURA
FOTOGRAFIA James Wong Howe (bianconero)
MUSICA Roy Webb
MONTAGGIO Douglas Travers
INTERPRETI Raymond Massey, Ruth Gordon, Gene Lochkart, Mary Howard, Howard Da Silva
PRODUZIONE RKO-Max Gordon Plays Pictures Corporation
DURATA 72’
ORIGINE USA, 1940
REPERIBILITA' Homevideo/Cineteca Pacioli
INDICAZIONE Triennio
PERCORSI Nascita di una nazione

Ottocento/Cinema e Storia

 
TRAMA
 Si racconta la prima parte della vita di Abramo Lincoln (1809-1865), dagli oscuri inizi di boscaiolo, segnati
dall’amore infelice per Ann Rutledge e dagli studi in legge, sino alle sue prime affermazioni politiche, il
matrimonio con Mary Todd e, infine, l’elezione a Presidente degli Stati Uniti. Il film termina con la sua
partenza in treno per Washington.

TRACCIA TEMATICA
Per comprendere completamente la personalità di uno dei più grandi presidenti della storia degli Stati Uniti e la sua
statura morale e politica, ci dice il film, è necessario risalire alle radici rurali della sua formazione di uomo e
cittadino, collocate nell’America profonda del primo Ottocento. Per questo il film termina dove ci si aspetta che
inizi, perché una volta profilato il contesto culturale e antropologico nel quale è cresciuto il suo compito è finito.

Del futuro presidente si mettono in evidenza la solida tempra umana e la forte sintonia con lo spirito più
autenticamente popolare e democratico della nazione americana. Sobrio, volitivo, fiero, d’animo nobile e
d’intelligenza acuta e pronta, Lincoln incarna le qualità di vigoria e tenacia tipiche dell’età del pionierismo. Uomo
di campagna, mal si adatta alle raffinatezze della città e all’opportunismo dei politicanti e, se non fosse stato per la
morte prematura di Ann Rutledge, avrebbe passato la propria vita in un villaggio sperduto accanto alla donna
amata. Ma il destino di grandezza che sembra incombere su di lui lo porta al sacrificio della sua vita privata
(il matrimonio con l’ambiziosa Mary Todd non è felice) in nome di un impegno politico ispirato ai principi di
libertà e uguaglianza e alla lotta contro la schiavitù dei neri. 

VALUTAZIONE CRITICA
Tratto dal lavoro teatrale di Robert Sherwood (premio Pulitzer nel 1938), che scrisse anche la sceneggiatura del
film, Abramo Lincoln in Illinois è considerato dalla critica come una delle migliori biografie sul presidente
grazie all’austera delineazione del personaggio, scevra di toni magniloquenti e retorici, attenta soprattutto ai
risvolti umani della sua personalità (quando raramente il film rinuncia a questo registro i toni si fanno

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Abramo Lincoln

inevitabilmente enfatici, come nel discorso di Lincoln a favore dell’abrogazione della schiavitù).  Cromwell riesce
in particolare a imprimere sul percorso esistenziale del grande protagonista un alone di malinconia che deriva
dalla rinuncia agli affetti più cari in nome di un dovere supremo (il bene della nazione e della comunità) che lo
sovrasta e lo porta a compiere scelte irrevocabili. La contrapposizione fra l’ariosità degli spazi rurali dell’inizio e
le oscurità notturne della seconda parte (quella dedicata alla sua consacrazione politica) si direbbe voglia esprimere
questo triste senso di perdita di una dimensione più vicina agli uomini e alla natura.

RIFERIMENTI INTERDISCIPLINARI

 Storia                                  A) Storia degli Stati Uniti nell’Ottocento


                                               B) La figura di A. Lincoln

 Diritto                                  Il sistema politico-istituzionale degli Stati Uniti

Geografia                             L’Illinois

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Abuna messias

Abuna Messias
TITOLO ORIGINALE Idem
REGIA Goffredo Alessandrini
SOGGETTO Luigi Bernardi, Callisto Vanzin
SCENEGGIATURA Goffredo Alessandrini, Vittorio Cottafavi, Domenico Meccoli, Cesare Vico
Ludovici
FOTOGRAFIA Renato Del Frate, Beniamino Fossati, Aldo Tonti (bianconero)
MUSICA Mario Gaudiosi
MONTAGGIO Giorgio C. Simonelli
INTERPRETI Camillo Pilotto, Enrico Glori, Mario Ferrari, Ippolito Silvestri
PRODUZIONE Alessandro F. Gagna per la Romana Editrice Film
DURATA 96’
ORIGINE Italia, 1939
REPERIBILITA' Homevideo/Cineteca Pacioli
INDICAZIONE Triennio
PERCORSI Colonialismo, imperialismo, paesi extraeuropei

Ottocento/Cinema e Storia

TRAMA
Etiopia, metà Ottocento. Il cardinale Massaia fonda in Abissinia una missione cattolica con l’intento di alleviare
le miserevoli condizioni di vita degli indigeni. Gode dell’amicizia interessata del ras Menelik, che in lotta per la
successione con il negus Joannes, spera di potersi giovare del sostegno europeo nel conflitto che lo oppone al
sovrano etiope di cui è feudatario. Apertamente ostile al benefico apostolato di Massaia è l’Abuna Atanasio,
capo della locale chiesa copta, che vede nella presenza del missionario cattolico una minaccia per il suo potere e
per la tradizionale religione abissina.

TRACCIA TEMATICA
Per quanto il film rievochi fatti e personaggi di quasi un secolo prima, appare evidente l’intento propagandistico
assegnato dal regime fascista a questa per l’epoca impegnativa produzione: sostenere la politica di espansione
coloniale che l’Italia aveva inaugurato proprio con la conquista dell’Etiopia. La tesi che emerge in modo
trasparente dalla pellicola è che lasciato solo il popolo abissino appare incapace di governarsi, dilaniato com’è da
lotte intestine, e che la miseria e l’arretratezza degli abitanti può trovare lenimento soltanto mediante l’intervento
di una nazione a più alto livello di civilizzazione, in grado di prendersi a cuore dei problemi di questo infelice
territorio.

La figura del cardinale Massaia diventa così il simbolo dell’uomo bianco e cattolico (quindi più
specificatamente italiano), che trova in una superiore levatura morale e in un maggior livello di istruzione la
legittimazione del proprio ruolo civilizzatore (e quindi colonizzatore) in Africa e nel mondo.

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Abuna messias

VALUTAZIONE CRITICA
Vincitore della Coppa Mussolini alla Mostra del Cinema di Venezia del 1939, Abuna Messias è un film che nasce
fortemente segnato nel senso di dovere esprimere la posizione ufficiale del governo fascista relativamente ai
fondamenti razziali e culturali nei quali il regime pretendeva di trovare un sostegno per la propria politica
imperialista. Questo intento condiziona visibilmente l’opera nel senso di incentivarne la dimensione enfatica e
celebrativa (l’eroico apostolato del Massaia contrapposto agli intrighi politici degli abissini, e dell’Abuna Atanasio
in particolare, esponente di quella chiesa copta presente anche nella vicina Grecia, che un anno dopo sarebbe stata
aggredita dall’Italia). Nonostante questi limiti, tuttavia, non si può fare a meno di sottolineare l’indubbia abilità
registica nel creare una messa in scena ricca di suggestioni figurative che traggono alimento dall’esotico
paesaggio africano e nel gestire enormi masse umane in sequenze di massa di grande efficacia spettacolare
(pensiamo soltanto alla battaglia finale).

RIFERIMENTI INTERDISCIPLINARI
Storia   A. Il colonialismo europeo e italiano in Africa nell’Ottocento

B. La figura del Cardinale Massaia

   C.   La guerra Italo-etiopica del 1935-36 e la fondazione dell’Impero

   D. L’Africa orientale italiana

Geografia   L’ Etiopia e l’Africa orientale

Religione    La religione copta.

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Accadde a Selma

Accadde a Selma
TITOLO ORIGINALE Selma, Lord, Selma
REGIA Charles Burnett
SOGGETTO Dal romanzo omonimo di Sheyann Webb e Rachel West Nelson
FOTOGRAFIA Johnny Simmons (colori)
MUSICA Stephen James Taylor
INTERPRETI Mackenzie Astin, Jurnee Smollett, Clifton Powell, Ella Joyce
PRODUZIONE Christopher Seitz
DURATA 88'
ORIGINE USA, 1997
REPERIBILITA' Cineteca Pacioli
INDICAZIONE Biennio-Triennio
PERCORSI Il colore nero

Razzismo contro i neri/Razzismo, intolleranza, immigrazione, società


multietnica/Uomo e Società

TRAMA
Alabama, 1965. Selma è una cittadina del profondo sud degli USA, dove prevale una mentalità razzista che
discrimina i neri, negando loro il diritto di voto. Un giorno arriva a Selma Martin Luther King, intenzionato ad
organizzare il movimento per i diritti civili. A questa lotta partecipa con entusiasmo l'adolescente Sheyann,
nonostante le resistenze che incontra in famiglia, e il reverendo Jonathan, un giovane bianco che ha sposato la
causa dell'uguaglianza e della libertà di tutti gli uomini e che pagherà questa scelta con la vita. Alla fine, dopo
duri scontri ed uccisioni, la comunità di colore di Selma vince la sua battaglia per il diritto di voto.

TRACCIA TEMATICA
Martin Luther King, premio Nobel per la pace, teorico della non-violenza, ucciso nel 1968 per mano razzista, è
stato il grande leader carismatico della lotta dei neri americani per i diritti civili. Una lotta che King ha
sempre voluto improntata ai dettami della non-violenza.

Sheyann Webb, che diventata da adulta direttrice di un centro per bambini di tutte le razze racconterà in un libro le
vicende narrate dal film, ha nei confronti di King una vera e propria venerazione. Ella rappresenta lo spontaneo
entusiasmo con cui spesso l'adolescenza sa aderire ai principi di giustizia e impegnarsi totalmente per essi, di
contro alla prudente distanza con cui molti adulti guardano agli inevitabili pericoli insiti nello scontro con un potere
violento e autoritario.

Il reverendo Jonathan è una figura adamantina, un fulgido esempio di coerenza agli ideali cristiani di amore e
fraternità. Inevitabile che anch'egli entri in conflitto con l'atteggiamento accomodante e rinunciatario del vescovo
di Selma.

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Accadde a Selma

Il messaggio che il film ci consegna è limpido: anche nelle condizioni più difficili la perseveranza nella lotta
per una causa giusta e la fedeltà ai propri ideali alla fine portano alla vittoria.

VALUTAZIONE CRITICA
Accadde a Selma è un esempio minore (normalmente il Cinema hollywoodiano ci ha abituato a cose decisamente
migliori) di film d'impegno civile e politico, con i pregi e i difetti tipici di questo genere.

I pregi: tramandare alle generazioni future il ricordo della lotta che è stata necessaria per l'affermazione dei più
elementari diritti umani assume un'indubbia valenza educativa e formativa. Appare inoltre doveroso rendere
omaggio a quelle personalità che eroicamente hanno sacrificato la vita per i loro ideali (nel caso specifico Martin
Luther King e il reverendo Jonathan).

I difetti: l'esigenza didascalica e celebrativa tende ad appiattire personalità e psicologie dei personaggi verso una
tipizzazione schematica (da una parte i buoni, che fanno e dicono sempre le cose giuste; dall'altra i cattivi che
fanno e dicono sempre le cose sbagliate) e a rendere l'intera struttura narrativa funzionale alla tesi che si vuol
dimostrare. Ciò che soprattutto manca è la capacità di dare una maggior profondità alla vicenda indagando nel
retroterra sociologico e storico del razzismo americano, per appellarsi esclusivamente a una mozione dei
sentimenti che ci emoziona e coinvolge, ma che ci aiuta poco a far chiarezza sulle radici di questo fenomeno.

RIFERIMENTI INTERDISCIPLINARI
Storia     A) I Neri d'America: dalla schiavitù al segregazionismo degli Stati del sud.    

                B) La figura di Martin Luther King e la lotta per i diritti civili negli anni cinquanta e sessanta.

Geografia    L'Alabama.

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Accadde una notte

Accadde una notte


TITOLO ORIGINALE It Happened One Night
REGIA Frank Capra
SOGGETTO Dal racconto Night Bus di Samuel Hopkins Adams
SCENEGGIATURA Robert Riskin
FOTOGRAFIA Joseph Walker (bianconero)
MONTAGGIO Gene Havlick
MUSICA Louis Silvers
INTERPRETI Clark Gable, Claudette Colbert
PRODUZIONE F. Capra per Columbia Pictures
DURATA 105'
ORIGINE USA, 1934
REPERIBILITA' Homevideo/Cineteca Pacioli
INDICAZIONE Biennio-Triennio
PERCORSI Diversità e Commedia

Incontro con l'altro/Diversità/Uomo e Società

TRAMA
Ellie è una ragazza insopportabilmente viziata, che il giorno prima delle nozze rifiuta di sposare l'uomo che il
padre, un grande magnate della finanza, ha scelto per lei e fugge dal suo innamorato. Durante il viaggio viene
riconosciuta da Peter, un giornalista dalla personalità spiccata e dal temperamento anarcoide. Dopo gli scontri
iniziali, nei quali Peter cerca di domare i capricci della bizzosa miliardaria, tra i due sboccia l'amore.

TRACCIA TEMATICA
Ellie è una ragazza viziata perché appartiene al mondo dei ricchi, che nella visione populista di Capra è segnato
dalla mancanza di valori autentici e dalla lontananza dai piaceri semplici e più appaganti della vita. Non si
tratta di un limite insormontabile: l'incontro con una persona di vitale concretezza e solida umanità come il
giornalista Peter può modificare la situazione.

Si tratta evidentemente di un ottimismo eccessivo, ma che costituisce il segno di maggior riconoscibilità del
Cinema di Capra, un regista fortemente impegnato a fornire al New Deal roosveltiano degli anni trenta una
sponda ideologica sul piano cinematografico, improntata all'esaltazione di quelli che venivano considerati i più
genuini valori americani di solidarietà e fratellanza contro l'egoismo e l'avidità dell'aristocrazia del denaro, che
all'epoca della grande depressione, nel cui contesto si inserisce il film, veniva messa sotto accusa dall'opinione
pubblica progressista e democratica.

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Accadde una notte

 VALUTAZIONE CRITICA
Accadde una notte è quello che oggi si dice un Cult Movie, cioè un film di grande rilevanza nella storia del
Cinema: esso infatti viene universalmente riconosciuto come il modello originario di un genere di commedia
cinematografica che negli anni a venire sarà ripetutamente imitato, anche se con risultati non sempre altrettanto
brillanti.

Clark Gable e Claudette Colbert (che proprio grazie a questo film si consacreranno come grandi divi degli anni
trenta) tratteggiano con grande bravura la psicologia dei personaggi, mentre il grande Frank Capra mantiene la
storia d'amore tra i due su un piano di gustosa ironia, con tanto di audacie (la gamba nuda della Colbert che fa
l'autostop) e di allusioni sessuali (le mura di Gerico) decisamente insolite per quegli anni.

 
RIFERIMENTI INTERDISCIPLINARI
Storia     La grande depressione degli anni trenta e il New Deal roosveltiano.

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Achtung banditi

Achtung! Banditi
TITOLO ORIGINALE Idem
REGIA Carlo Lizzani
SOGGETTO E Carlo Lizzani, Rodolfo Sonego, Giuseppe Dagnino, Ugo Pirro, Massimi Mida,
SCENEGGIATURA Enrico Ribulsi, Mario Socrate, Gaetano Giuliani De Negri
FOTOGRAFIA Gianni Di Venanzio (bianconero)
MUSICA Mario Zafred
MONTAGGIO Enzo Alfonsi
INTERPRETI Gina Lollobrigida, Andrea Checchi, Lamberto Maggiorani, Giuliano Montaldo
PRODUZIONE Cooperativa Spettatori-Produttori Cinematografici
DURATA 96’
ORIGINE Italia, 1951
REPERIBILITA' Homevideo/Cineteca Pacioli
INDICAZIONE Biennio-Triennio
PERCORSI Resistenza

Novecento/Cinema e Storia

TRAMA
Genova, 1944. E’ iniziato l’ultimo inverno di guerra e ai partigiani sulle montagne dell’Appennino ligure arriva
il proclama del generale americano Alexander, che invita i resistenti a tornare a casa dal momento che
l’avanzata alleata nella penisola si preannuncia lenta e difficoltosa. I partigiani, però, non si lasciano
scoraggiare dalla prospettiva di un altro inverno di guerra e un gruppo di loro compie una spedizione a Genova
per procurarsi delle armi. Nella città si trova nel mezzo di uno sciopero operaio per soffocare il quale
intervengono i tedeschi, che occupano la fabbrica dove sono state nascoste le armi destinate ai patrioti.
Quest’ultimi attaccano la fabbrica e dopo una cruenta battaglia riescono a tornare sulle montagne con le armi e
con nuovi numerosi compagni che hanno deciso di unirsi a loro nella lotta contro l’invasore.

TRACCIA TEMATICA
Realizzato nel 1951, Achtung! Banditi (che era l’espressione con cui i tedeschi indicavano i partigiani) è un film
radicato nel suo tempo, ancora molto vicino agli eventi che si vogliono rievocare e quindi ancora
spiccatamente influenzato dall’intento celebrativo della Resistenza (che per altro proprio negli anni Cinquanta,
a causa degli equilibri politici a dominanza moderata conservatrice che si erano imposti nel paese, tendeva ad
essere, se non rimossa, almeno svuotata del suo significato più radicale).

Lizzani, infatti, esalta il valore della lotta di liberazione rivissuta come un’epopea dai toni epici, dominata da
un grande spirito di sacrificio e di eroismo. La Resistenza è mostrata come una sollevazione collettiva che
coinvolge tutto un popolo attorno alla guida della classe operaia (non a caso la storia è ambientata in gran parte in
una fabbrica e nella periferia proletaria di Genova), che aggrega e egemonizza attorno a sè le altre componenti
sociali (come la borghesia intellettuale e progressista, rappresentata dal personaggio dell’ingegnere e dal giovane e

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Achtung banditi

occhialuto studente universitario, e i contadini, che soffrono delle spoliazioni dei tedeschi) e che risveglia anche il
protagonismo femminile (il ruolo positivo delle donne è ripetutamente sottolineato dal film).

VALUTAZIONE CRITICA
Achtung! Banditi risente in modo evidente della lezione neorealista. Influenza che si coglie nell’ambientazione
prevalentemente in esterni realistici e marcatamente popolari, nell’uso di attori non professionisti (anche se
compiono attori noti, come la Lollobrigida e Checchi), nella forte dimensione corale e nell’evidente povertà di
mezzi. Lo stile del film è sobrio ed essenziale, alieno da eccessi drammatici e truculenti (le scene più brutali sono
alluse e non mostrate, come l’impiccagione dell’ingegnere e di Marco) e la narrazione procede con stringata
scorrevolezza, senza lungaggini e ridondanze. Notevole appare, soprattutto, la capacità di sfruttare al meglio le
potenzialità figurative del paesaggio della periferia industriale di Genova, nei cui labirintico groviglio si svolge la
battaglia tra partigiani e tedeschi.

Certo non mancano i difetti, come una certa enfasi (per altro contenuta) e uno schematismo un po’affrettato
(comprensibile alla luce della chiara finalità didascalica del film), situazioni e personaggi poco riusciti e irrisolti
(come i due amanti della villa, che scivolano facilmente nel macchiettismo) ed altri troppo condizionati dal ruolo
(positivo o negativo) che devono svolgere, ma nel complesso la pellicola di Lizzani va apprezzata per la fresca
impronta di sincerità e l’appassionata partecipazione che esprime.

RIFERIMENTI INTERDISCIPLINARI
Storia          A) La Seconda Guerra Mondiale

B) La guerra e la Resistenza in Italia

C) Il Secondo Dopoguerra in Italia

Geografia    Genova e l’Appennino ligure

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Adele H. una storia d'amore

Adèle H., una storia d'amore


TITOLO ORIGINALE L'histoire de Adéle H.
REGIA Francois Truffaut
SOGGETTO Dal libro di Frances V. Guille Le Journal d'Adéle Hugo
SCENEGGIATURA Francois Truffaut, Jean Gruault, Suzanne Schiffman
FOTOGRAFIA Nestor Almendros (colori)
MUSICA Maurice Jaubert
MONTAGGIO Yann Dedet
INTERPRETI Isabelle Adjani, Bruce Robinson, Sylvia Marriot, Joseph Blatchley
PRODUZIONE Les Films Carosse/Les Productions Artistes Associés
DURATA 110'
ORIGINE Francia, 1975
REPERIBILITA' Homevideo/Cineteca Pacioli
INDICAZIONE Triennio
PERCORSI Donne in amore

La condizione femminile/Uomo e Società

TRAMA
Metà Ottocento. Adéle Hugo, figlia del grande scrittore francese, sbarca a Halifax, porto canadese della Nuova
Scozia, per ritrovare un suo amore passato, il tenente Pinson, uomo indegno e mediocre, che non ne vuole più
sapere di lei. Adèle, però, non si rassegna e fa di tutto per convincere il tenente a sposarla, piegandosi alle più
cocenti umiliazioni. Quando Pinson parte per le Barbados, Adèle lo segue: ormai è impazzita e si aggira come
un fantasma per le strade dell'isola, fatta oggetto dello scherno generale.

TRACCIA TEMATICA
Il film si basa sui diari di Adèle Hugo scoperti nel 1955 da Frances Vernor Guille, che Truffaut rielabora
liberamente (i testi delle lettere della protagonista sono suoi).

Adèle porta alle estreme conseguenze il mito romantico ottocentesco dell'amore impossibile e
dell'opposizione tra Ideale-Reale, che ha trovato il principale veicolo di diffusione nella letteratura dell'epoca, di
cui Victor Hugo è stato uno dei rappresentanti più significativi. Adèle vive un'esperienza di amore totale e assoluto
che finisce per prescindere sempre più dall'oggetto del suo desiderio e che alla fine la porta alla follia ed
all'annullamento di sé. La protagonista simboleggia l'esito di sconfitta e autodistruzione di chi, inseguendo il
sogno e l'illusione, si scontra con una realtà squallida e meschina che penalizza la forza e la sincerità dei
sentimenti.

Il film interpreta il tormentato percorso esistenziale di Adèle anche come un esempio di protofemminismo: la
giovane protagonista si identifica con tutte le donne oppresse ed umiliate e cerca di affrancarsi dalla ingombrante

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Adele H. una storia d'amore

tutela paterna ripudiando la propria famiglia (vuole essere solo Adèle e rifiuta il cognome Hugo). In altre parole
Adèle H. può anche essere considerato come la storia di una donna che cerca disperatamente di affermare la sua
autonomia e indipendenza in una società ancora incapace di comprendere questa ansia di libertà.

VALUTAZIONE CRITICA
Truffaut costruisce il film sulla centralità del volto e del corpo di Isabelle Adjani, che conferisce al
personaggio di Adèle tutta l'intensità della sua espressione imbronciata e stupefatta, da eterna adolescente
che sfida il mondo. La protagonista domina incontrastata la scena e gli altri personaggi diventano comparse
sbiadite prive di consistenza psicologica, semplici fantasmi della sua ossessione (pensiamo al personaggio di
Pinson, alla sequenza significativamente ambientata in un cimitero e a quella nella quale il tenente si incrocia con
un' Adèle che nemmeno lo guarda).

Il regista pur attraverso uno stile sobrio e distaccato, che sembra limitarsi a registrare gli eventi, segnala la
sua partecipazione al dramma di Adèle, concedendosi una silenziosa apparizione in veste dell'ufficiale scambiato
per Pinson e alzando enfaticamente i toni con l'immagine della giovane che si erge di fronte all'oceano, quasi a
sfidare il destino e la società. Ma è soprattutto con il finale documentarista (con fotografiche d'epoca) che si
conclude con l'immagine autentica della tomba di Adéle Hugo, che si amplifica il senso di malinconia che
attraversa tutta la pellicola: la dimensione del Cinema (e quindi della fantasia, della finzione, e soprattutto
dell'illusione, come quella coltivata da Adèle) è sopraffatta dalla dimensione della realtà (e quindi
dell'inesorabile scorrere del tempo e della morte).

RIFERIMENTI INTERDISCIPLINARI
Lingua e letteratura francese     A) I diari di Adèle Hugo.

                                                      B) La figura di Victor Hugo, letterato e uomo pubblico.

Storia    La Francia dal secondo Impero alla Terza Repubblica.

Geografia    A) La nuova Scozia.

                     B) Le isole Barbados.

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Affare di donne, Un

Un affare di donne
TITOLO ORIGINALE Une affaire de femmes
REGIA Claude Chabrol
SOGGETTO Dal libro Une affaire de femmes di Francis Szpiner
SCENEGGIATURA Colo Tavernier O' Hagan, Claude Chabrol
FOTOGRAFIA Jean Rabier (colori)
MUSICA Matthieu Chabrol
MONTAGGIO Monique Fardoulis
INTERPRETI Isabelle Huppert, Francois Cluzet
PRODUZIONE Marin Karmitz per MK2, Films A2, Films du Camélia e Le Sept
DURATA 105'
ORIGINE Francia, 1988
REPERIBILITA' Homevideo/Cineteca Pacioli
INDICAZIONE Classe quinta
PERCORSI Umiliate e offese

La condizione femminile/Uomo e Società

TRAMA
Francia, durante l'occupazione tedesca, 1940-1943. Marie, madre di due figli con il marito al fronte, aiuta una
vicina ad abortire per solidarietà. Ben presto però altre donne si rivolgono a lei per interrompere la gravidanza e
Marie inizia a farsi pagare. Oltre a svolgere questa attività affitta alcune stanze a delle prostitute. Le sue
condizioni economiche migliorano sensibilmente ed ella può permettersi lussi prima impensabili. E' il marito,
che nel frattempo è tornato dalla prigionia, a denunciarla alle autorità per vendicarsi del tradimento che Marie
ha consumato ai suoi danni con un bellimbusto del posto. Processata, sarà condannata a morte, ultima donna a
subire la pena capitale nella storia della Francia.

TRACCIA TEMATICA
Il film si ispira alla storia vera di Marie Latour, l'ultima donna ad essere condannata alla ghigliottina il 30 luglio
1943. Per la Francia collaborazionista, totalmente asservita all'occupante tedesco, la sventurata Marie
diventò il capro espiatorio dell'umiliante sconfitta subita nella guerra contro la Germania, il simbolo di una
decadenza di costumi da reprimere in modo esemplare. Il governo filonazista e antisemita di Vichy si basava su
di un'ideologia clerico-fascista (ben richiamata nel film dall'accostamento della suora con la fotografia del generale
Pétain), improntata al recupero dei valori della tradizione rurale e del cattolicesimo più oscurantista ed orientata
verso l'esaltazione del ruolo fattrice della donna e della sua moralità come esempio per la società.

Marie è una persona istintiva e irriflessiva, ma anche semplice e sincera, del tutto incapace di valutare
eticamente le proprie azioni e lontana dall'attribuire ad esse una qualsiasi valenza negativa. Le sue scelte
sono funzionali all'accrescimento del benessere suo e dei suoi figli, il suo orizzonte non va oltre il desiderio di

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Affare di donne, Un

un'avventura che le dia l'emozione dell'innamoramento e il sogno innocente di diventare cantante.

Priva di cultura, intuisce, tuttavia, dopo la condanna, di essere vittima di un meccanismo assai più grande e
perverso delle piccole miserie quotidiane con cui conviveva. Durante il tremendo calvario carcerario in lei affiora
una primitiva coscienza di classe (considera che se fosse stata ricca non l'avrebbero arrestata) e la consapevolezza
di come il culto mariano possa essere utilizzato in una chiave contraria alla libertà e dignità della donna (la
scandalosa preghiera blasfema).

VALUTAZIONE CRITICA
Chabrol dissemina nel corso del film una serie di segnali che anticipano l'esito nefasto del percorso di Marie:
i coltelli in bella vista in cucina, la testa dell'oca mozzata da Lucien, l'accenno del figlio al mestiere del boia,
l'uomo misterioso con il volto insanguinato costituiscono evidenti riferimenti alla decapitazione che attende la
donna. Si direbbe che il regista abbia voluto sottolineare il carattere di fatale ineluttabilità del destino di morte
della protagonista, il suo essere vittima designata di una realtà che si era ingenuamente illusa di poter controllare
e volgere a suo vantaggio.

Una tragedia annunciata che trova la sua perfetta ambientazione nella Francia occupata dai tedeschi, che il
film ricostruisce con efficacia evocativa tramite i prevalenti toni grigi e lividi degli esterni e il cupo squallore degli
interni, culminante nell'oppressiva atmosfera del carcere.

Chabrol ci racconta una storia così coinvolgente con misurata gradazione narrativa e uno stile distaccato e
conciso, teso a raffreddare ogni asprezza drammatica, potendo contare sulla grande interpretazione di una
splendida Isabelle Huppert, qui al massimo delle sue possibilità.

RIFERIMENTI INTERDISCIPLINARI
Storia     L'occupazione tedesca della Francia durante la seconda guerra mondiale e la Repubblica di Vichy.

Diritto     La legislazione italiana sull'interruzione volontaria della gravidanza.

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Affondate la Bismarck

Affondate la Bismark!
TITOLO ORIGINALE Sink the Bismarck!
REGIA Lewis Gilbert 
SOGGETTO Dal romanzo di G.S. Forester
SCENEGGIATURA Edmund H. North
FOTOGRAFIA Christopher Challis (bianconero)
MUSICA Clifton Parker
MONTAGGIO Peter Hunt
INTERPRETI Kenneth Moore, Dana Wynter, Carl Mohner
PRODUZIONE John Brabourne per la Twenty Century Fox
DURATA 100'
ORIGINE Gran Bretagna, 1960
REPERIBILITA' Homevideo/Cineteca Pacioli
INDICAZIONE Biennio-Triennio
PERCORSI Seconda Guerra Mondiale

Novecento/Cinema e storia

TRAMA
Maggio, 1941. La grande corazzata tedesca Bismark ha iniziato a solcare i mari e presso l’ammiragliato
britannico a Londra giungono le prime notizie sulle navi inglesi affondate dai potenti cannoni del gioiello della
flotta germanica. Se la Bismark non sarà affondata, il transito dei convogli che dall’America riforniscono la
Gran Bretagna sarà seriamente compromesso. Da Churchill arriva un ordine perentorio: Affondate la Bismark!.
Gli ufficiali, che dal sotterraneo dell’ammiragliato britannico guidano le operazioni della flotta inglese, iniziano
da quel momento un’attività insonne per dare la caccia alla corazzata vanto della marina da guerra di Hitler.

 
TRACCIA TEMATICA
Il film rievoca una delle pagine più gloriose nella storia della marina britannica: l’affondamento della Bismark.
Tanto più importante in quanto costituisce un’inversione di tendenza rispetto ad un andamento della guerra sui mari
fino al quel momento sfavorevole agli inglesi.

All’infaticabile tenacia con cui il granitico capitano Shepard (ma anch’egli alla fine cede a quei sentimenti di cui
avrebbe voluto il totale azzeramento) persegue il suo obiettivo si contrappone il fanatico entusiasmo guerriero
dell’ammiraglio tedesco Lutjens, per il quale gli elogi del Fuhrer costituiscono motivo di smisurato orgoglio. Da
una parte, insomma, una determinazione ferrea, ma non disgiunta da una rassicurante dimensione umana (il
personaggio femminile di Anne si fa in un certo senso garante delle giuste esigenze del cuore e del sentimento),
dall’altra uno spirito combattivo estremo ed esaltato (e che il capitano Lindemann cerca in un qualche modo di
limitare), che in un film del 1960 (sono passati solo quindici anni dalla fine della guerra) doveva pur sempre
contrassegnare il militarismo nazista.

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Affondate la Bismarck

Ma più che fissare delle discriminanti morali e politiche, la preoccupazione principale del film sembra essere quella
di avvincere lo spettatore con la storia di una battaglia navale che assume quasi i contorni di una partita a
scacchi (lo stesso tavolo con i modellini delle navi suggerisce questa idea), di un vero e proprio gioco di intuito e
perspicacia, dove il fattore umano acquista un ruolo preminente rispetto alla potenza dei mezzi e alla
tecnologia.

 
VALUTAZIONE CRITICA
Affondate la Bismark! è la dimostrazione di come si possa realizzare un film bellico appassionante e coinvolgente
anche senza ricorrere al formato ad alta intensità spettacolare del kolossal di tradizione hollywoodiana. Lewis
ripropone così il meglio della tradizione del cinema medio britannico, capace di costruire solidi intrecci narrativi e
discrete sceneggiature con scarsità di mezzi economici. Del resto basta pensare a come una metà del film sia
ambientato in interni e buona parte dell’altra metà sia costituita da materiale documentaristico di autentiche scene
di battaglia ripescate nei ricchi archivi britannici, per arrivare alla conclusione che per fare del buon Cinema non
sono necessari gli effetti speciali computerizzati e il gigantismo scenografico.

Efficace ed incisivo, inoltre, risulta il modo con cui vengono presentate le fasi dei combattimenti, dove il rapido
montaggio basato su di una semplice struttura binaria (volto dell’ufficiale che ordina il fuoco–immagine
dell’esplosione contro la nave avversaria), scandita in un rapido susseguirsi di inquadrature, imprime un ritmo
incalzante all’azione; gustoso qualche tocco di garbato humour, come l’ammiraglio tedesco che muore con il
telegramma di Hitler in mano e il capitano Shepard che se ne va con il modellino della Bismark; un po’ zuccherosa
e approssimativa (una concessione alle signore che davanti ai film di guerra si annoiano?) la storia d’amore fra
l’ufficiale burbero, ma dal cuore tenero, e la troppo perfetta Anne.

 
RIFERIMENTI INTERDISCIPLINARI
Storia     A) La Seconda Guerra Mondiale.

          B) La battaglia dell’Atlantico e la guerra dei convogli.

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Quarto potere

Quarto potere
TITOLO ORIGINALE Citizen Kane
REGIA Orson Welles
SOGGETTO E Herman J. Mankiewicz, Orson Welles
SCENEGGIATURA
FOTOGRAFIA Gregg Toland (bianconero)
MUSICA Bernard Herrmann
MONTAGGIO Mark Robson, Robert Wise
INTERPRETI Orson Welles, Joseph Cotten
PRODUZIONE Orson Welles per Mercury Productions
DURATA 119'
ORIGINE USA, 1941
REPERIBILITA' Homevideo/Cineteca Pacioli
INDICAZIONE Triennio
PERCORSI Quarto Potere

Stampa-Giornalismo/Mass-Media/Uomo e Società

TRAMA
Charles Forster Kane, magnate della stampa statunitense, prima di morire ha pronunciato la parola Rosabella.
Un giornalista inizia un'indagine per scoprire il significato di questo termine, venendo a contatto con le persone
più importanti della vita del grande capitalista. La biografia di Kane viene così ricostruita attraverso le più
diverse testimonianze, dall'addio alla sua famiglia adottiva all'acquisto del primo giornale, dalla scalata fallita
alla presidenza della repubblica alla reclusione volontaria nella fastosa villa di Xanadu. Alla fine della sua
ricerca il giornalista ha ripercorso le fasi salienti della vita di Kane, ma non ha scoperto nulla su Rosabella.

TRACCIA TEMATICA
Quarto potere è incentrato sull'analisi della controversa personalità di Kane, figura emblematica del
capitalismo americano, in grado di produrre enormi concentrazioni di ricchezza e di potere, specie quando
all'intraprendenza e allo spirito d'iniziativa si abbinano cinismo e spregiudicatezza.

Kane non è solo il padrone assoluto della carta stampata, ma anche un protagonista della vita pubblica
statunitense, che cerca di condizionare attraverso il controllo e la manipolazione dell'informazione (La gente pensa
quello che io voglio che pensi dice Kane), sullo sfondo dell'intreccio tra politica, potere economico e affarismo
che caratterizza la società americana.

Parallelamente all'immagine pubblica di Kane il film esplora la sua dimensione umana e privata, segnata da una
sfrenata propensione ad una narcisistica megalomania che lo porta a circondarsi di un kitsch sfarzoso e opprimente
e dal fallimento della sua vita sentimentale e dei rapporti d'amicizia. Kane muore solo e infelice, rimpiangendo la
slitta della sua infanzia, simbolo di un'innocenza irreparabilmente perduta.

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Quarto potere

VALUTAZIONE CRITICA
Quarto potere è considerato uno dei più grandi capolavori della storia del Cinema, anche se alla sua uscita nel
1941 non incontrò i favori del pubblico e suscitò violente polemiche a causa delle allusioni alla sua persona che
pensò di intravedere nel film William Randolph Hearst, magnate della stampa americana.

Welles ci racconta la storia di Kane attraverso una frantumazione narrativa basata sull'uso del flashback
(assolutamente nuova per quegli anni) e della focalizzazione interna, che condanna lo spettatore ad un sapere
parziale e spesso inattendibile (che ci costringe a riflettere sulla relatività del concetto di verità), salvo poi svelarci
l'enigma di Rosabella attraverso una splendida carrellata (oggettiva irreale) che spezza il soggettivismo della
memoria per esaltare il potere dell'arte cinematografica di penetrare nei misteri dell'animo umano assai più
di qualunque inchiesta giornalistica.

Quarto potere è anche un film in cui Welles sperimenta con eccezionali risultati espressivi una serie di novità
tecniche e linguistiche, come la profondità di campo, la marcata angolazione delle inquadrature, la sintesi di
lunghe frazioni temporali in pochi secondi, il grandangolo che deforma la percezione spaziale, la manipolazione
delle immagini così da farle sembrare veri cinegiornali. Si direbbe che la storia della comunicazione di massa e
l'insieme degli stili cinematografici della prima metà del Novecento confluiscano e si rimescolino in modo geniale
e mirabile in questo straordinario capolavoro.

RIFERIMENTI INTERDISCIPLINARI
Storia    La figura di William Randolph Hearst, magnate della stampa americana.

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Sommario registiM-Z

@
A-B-C-D -E-F -G-

HI-JK -L-M -NO-PQ

-R-S -T-UV-WY-Z
 


Madden John

Magni Luigi

Makhmalbaf Mohsen

Malick Terrence

Malle Louis

Manchevski Milcho

Mankiewicz Joseph

Mann Anthony

Mann Michael

Maoz Samuel

Martinelli Renzo

Martone Mario

Maselli Francesco

Mazurski Paul

Mazzacurati Carlo

McQueen Steve

Melville Jean-Pierre

Menges Chris

Menzel Jiri

Michalkov Nikita

Mihaileanu Radu

Milestone Lewis

Milius John

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Sommario registiM-Z

Miller Claude

Moccia Federico

Molinaro Edouard

Monicelli Mario

Montaldo Giuliano

Monteleone Enzo

Muccino Gabriele

Mullan Peter

Mulligan Robert

N-OÝ
Nair Mira

Nelson Ralph

Newell Mike

Nichetti Maurizio

Nichols Mike

O'Connor Pat

Olmi Ermanno

O'Sullivan Thaddeus

Ozpetek Ferzan

Oz Frank

P-QÝ
Pabst Georg Wilhelm

Pakula Alan

Palcy Euzhan

Panahi Jafar

Parker Alan

Peckinpah Sam

Penn Arthur

Petersen Wolfgang

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Sommario registiM-Z

Petri Elio

Piccioni Giuseppe

Pietrangeli Antonio

Pif

Placido Michele

Polanski Roman

Pollack Sidney

Pontecorvo Gillo

Ponzi Maurizio

Pozzessere Pasquale

Preminger Otto

Puccini Gianni


Ray Nicholas

Redford Robert

Reitman Jason

Reiner Rob

Renoir Jean

Reynolds Kevin

Ricciarelli Giulio

Richardson Tony

Risi Dino

Risi Marco

Risi Nelo

Ritt Martin

Rochant Eric

Rohmer Eric

Rosi Francesco

Ross Gary

Ross Herbert

Rossellini Roberto

Rossi Franco

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Sommario registiM-Z

Rossi Stuart Kim

Rothemund Marc

Rubini Sergio


Salles Walter

Salvatores Gabriele

Sayles John

Schaffner Franklin J.

Schatzberg Jerry

Schultz Michael

Schumacher Joel

Scola Ettore

Scorsese Martin

Scott Ridley

Serreau Coline

Shelton Ron

Sheridan Jim

Silverstein Elliot

Singer Bryan

Singleton John

Siodmak Robert

Smight Jack

Snyder Zack

Soderbergh Steven

Soldini Silvio

Solondz Todd

Spielberg Steven

Spottiswoode Roger

Squitieri Pasquale

Stevens George

Stone Oliver

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Sommario registiM-Z

Sverak Jan

Szabò Ivan


Tamahori Lee

Tanovic Danis

Tavernier Bertrand

Taviani Paolo e Vittorio

Techiné André

Till Eric

Trotta Margarethe von

Truffaut François

Trumbo Dalton

U-VÝ
Van Dormael Jaco

Vancini Florestano

Van Sant Gus

Varda Agnes

Verdone Carlo

Verheyde Sylvie

Vicari Daniele

Vidor King

Virzì Paolo

Visconti Luchino

Von Trier Lars

W-YÝ
Wajda Andrzej

Warchus Matthew

Wargnier Régis

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Sommario registiM-Z

Wayne John

Weir Peter

Welles Orson

Wicki Bernhard

Widerberg Bo

Wilder Billy

Wyler William

Winterbottom Michael

Wood Sam

Wortmann Sonke

Yimou Zhang


Zaccaro Maurizio

Zeffirelli Franco

Zinnemann Fred

Zonca Erick

Zwick Edward

Zurlini Valerio

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LETTERE 

A-L

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Adlon Percy

Adlon Percy
Germania (1935)

Ha esordito nel mondo dello spettacolo come attrice negli anni '60 e nel decennio successivo si è cimentata come
regista di documentari. Nel 1981 dirige il suo primo film, Celeste, ispirato alla domestica di Proust nella
Recherche, e nel 1986 si fa conoscere al pubblico italiano con il bel Sugar Baby. Ma è con Bagdad Café (1987),
Tucano d'0ro, premio Ocic e Fipresci al Festival di Rio De Janeiro, che raggiunge il successo internazionale. Nel
1988 con Rosalie va a far la spesa ripropone la sua attrice feticcio, la florida Marianna Sagenbrecht, nello stesso
ruolo di una donna indipendente e intraprendente, che l'aveva resa famosa nei film precedenti. Regista di indubbio
talento e originalità, la Adlon negli anni novanta non ha più incontrato i favori di critica e di pubblico che avevano
accompagnato le sue prime pellicole.

 
Celeste 1981

Sugar Baby 1985

Bagdad Cafè 1987

Rosalie va a far la spesa 1988

Salmonberries. A piedi nudi nella neve 1991

Younger & Younger 1994

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Alea Tomas G.

Alea Tomas Gutierrez


Cuba (1928)

Tabìo Juan Carlos


Cuba (1943)

Sono i due maggiori cineasti cubani viventi. Cresciuti entrambi alla scuola del documentarismo, mettono la loro
professionalità al servizio della rivoluzione castrista con opere che sostengono gli ideali socialisti della nuova
Cuba. Nel 1993 si fanno conoscere al pubblico internazionale con Fragola e cioccolato, un film che affronta con
coraggio, in una Cuba stremata dall'embargo e sempre più impermeabile alle riforme, il tema dell'omosessualità.
Anche il successivo Guantanamera (1995), presentato alla mostra di Venezia, affronta in chiave critica, attraverso
il filtro della commedia, la spinosa questione dell'ottuso burocratismo che asfissia la società cubana.

Fragola e cioccolato 1993

Guantanamera 1995

Lista d'attesa 2000 (diretto dal solo Tabio)

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Alessandrini Goffredo

Alessandrini Goffredo
Italia (1904-1978)

Compie studi di ingegneria in Inghilterra e di architettura in Italia. Inizia la carriera cinematografica come
assistente di Alessandro Blasetti e in seguito si trasferisce a Hollywood, dove lavora al doppiaggio. Tornato in
Italia esordisce nel 1931 con la scanzonata commedia La segretaria privata, che ottiene un grande successo, anche
per lo spregiudicato (per l’epoca e per il nostro paese) uso di alcuni stilemi del musical statunitense. Nel 1936
realizza quello che da alcuni critici è considerato il suo miglior film, Cavalleria, una crepuscolare rievocazione
dell’Italia all’inizio del secolo. Dal quel momento Alessandrini diventa un regista di regime, ponendo la propria
attività di al servizio della propaganda fascista con film di forte connotazione politico-patriottica, come Luciano
Serra pilota (1938) e Giarabub (1941). Nel dopoguerra subirà per qualche anno un’emarginazione causata dalla
sua compromissione con il passato regime e quando negli anni Cinquanta tornerà dietro la macchina da presa non
ritroverà più l’ispirazione delle sue opere migliori, rappresentate proprio da quei film di propaganda che,
nonostante la pesante ipoteca ideologica, gli avevano dato modo di esprimere uno spiccato talento figurativo e
scenografico.

La segretaria privata 1931

Seconda B 1934

Don Bosco 1935

Cavalleria 1936

Luciano Serra pilota 1938

Abuna Messias 1939

Giarabub 1941

Noi vivi-Addio, Kira! 1942

L’ebreo errante 1948

Camicie rosse 1952

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Allen Woody

Allen Woody
Stati Uniti (1935)

Ebreo newyorchese, Allen arriva al successo dopo un lungo apprendistato nel mondo dello spettacolo minore,
facendo l'intrattenitore e il gag man alla televisione e nei night club. Nella seconda metà degli anni sessanta debutta
con successo a teatro e appare con un ruolo secondario in Ciao Pussycat di C. Donner (1965), film di cui è
sceneggiatore. Nel 1969 esordisce come regista con Prendi i soldi e scappa, una gustosa parodia del genere
carcerario. Gli anni settanta sono dedicati soprattutto ad una rivisitazione in chiave comico-parodistica dei
principali generi hollywoodiani, sino a Io e Annie (1977) e Manhattan (1979), film nei quali s'impone
l'autobiografismo. Ed autobiografismo, più o meno mediato, e riflessione sul Cinema e il mondo dello spettacolo e
dei mass-media sono, a cominciare dagli anni ottanta, i due filoni tematici più frequentati. Quasi sempre interprete-
protagonista dei suoi film, a volte rinuncia a mettersi davanti alla macchina da presa, accontentandosi
esclusivamente di dirigere. Nascono così alcuni dei suoi lavori di più intensa penetrazione psicologica e riflessione
esistenziale, come Interiors (1978), Settembre, (1987) e Un'altra donna (1988). Pellicole queste in cui emerge il
filoeuropeismo della sua formazione cinematografica, che trova in registi come Bergman e Fellini i propri
riferimenti principali. Cinefilo e grande appassionato di cinema classico, Allen non ha rinunciato, nel corso della
sua carriera, a lavorare anche sulla struttura del linguaggio cinematografico, con film innovativi sul piano formale.
E' il caso dello psudodocumentario Zelig (1983) e del falso-amatoriale Mariti e Mogli (1992). Dietro la superficie
spesso comica e grottesca dei suoi film ha affrontato alcuni temi di grande rilevanza filosofica e morale: il senso
della vita, la nostalgia del passato, la ricerca di identità, il bisogno di assoluto, l'angoscia esistenziale e la difficoltà
dei rapporti umani. La leggerezza della confezione non è mai andata a detrimento della profondità. Regista capace
di rinnovarsi in continuazione, pur rimanendo sempre fedele a se stesso, Allen si è ormai consacrato come una
delle più grandi personalità artistiche del Novecento.

Prendi i soldi e scappa 1969

Il dittatore dello Stato libero di Bananas 1971

Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso e che non avete mai osato chiedere 1972

Il dormiglione 1973

Amore e guerra 1975

Io e Annie 1977

Interiors 1978

Manhattan 1979

Stardust Memories 1979

Una commedia sexy in una notte di mezza estate 1982

Zelig 1983

Brodway Danny Rose 1984

La rosa purpurea del Cairo 1985

Hannah e le sue sorelle 1986

Settembre 1987

Radio Days 1987

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Allen Woody

Un'altra donna 1988

Crimini e misfatti 1989

New York Stories (episodio: Edipo relitto) 1989

Alice 1990

Ombre e nebbia 1991

Mariti e mogli 1992

Misterioso omicidio a Manhattan 1993

Pallottole su Broadway 1994

La dea dell'amore 1995

Tutti dicono I Love You 1996

Harry a pezzi 1997

Celebrity 1998                                                     

Accordi e disaccordi 1999 

Criminali da strapazzo 2000

La maledizione dello scorpione di giada 2001                               

Hollywood Ending 2002

Anything Else 2003 

Melinda e Melinda 2004

Match Point 2005

Scoop 2006  

Sogni e delitti (2007)

Vicky Cristina Barcelona (2008)

Basta che funzioni  (2009)

Incontrerai l'uomo dei tuoi sogni (2010)

Midnight in Paris (2011)

To Rome with Love (2012)

Blue Jasmine (2013)

Magic in the Moonlight (2014)

Irrational Man (2015)

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Allen Woody

(*Filmografia completa)

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Amelio Gianni

Amelio Gianni
Italia (1945)

Si forma negli anni sessanta lavorando come aiuto-regista in numerose produzioni televisive e televisivo sarà il
suo esordio con La fine del gioco, un film sperimentale del 1970. Esordisce nella regia cinematografica nel 1982
con Colpire al cuore, una riflessione complessa sul difficile rapporto fra padre e figlio negli anni del terrorismo.
Con I ragazzi di via Panisperna (1988), prodotto per la televisione e ridotto poi per il Cinema, affronta la
misteriosa vicenda della scomparsa del fisico Ettore Majorana negli anni '30, con un approccio originale, ricco di
suggestioni psicanalitiche e simboliche. E' la conferma che ci si trova di fronte ad un autore dalla forte personalità,
capace di avventurarsi in ambiti inesplorati dal sempre più asfittico cinema italiano degli anni '80. E' con Il ladro di
bambini, premiato a Cannes nel 1992, che si consacra come regista di statura internazionale. Con Così ridevano
vince nel 1998 il Leone d'oro alla Mostra del Cinema di Venezia. Sensibile alle problematiche civili e alla lezione
del neorealismo, Amelio si accosta alle prime privilegiando soprattutto la dimensione interiore ed umana dei
personaggi e rielaborando la seconda in modo personale e creativo. Il suo non è un cinema facile e compiacente nei
confronti dello spettatore. Spesso sospeso tra analisi sociale e denuncia politica da una parte ed atmosfere surreali e
decadenti dall'altra, legato ad uno stile scarno e rigoroso, antispettacolare, Amelio è uno dei pochi autori italiani in
grado di affrontare, i più drammatici problemi del presente e del passato.

Colpire al cuore 1982

I ragazzi di via Panisperna 1988

Porte aperte 1990  (il film non è schedato in Cinema 2000; è soltanto presente nella Cineteca dell'Istituto Pacioli)

Il ladro di bambini 1992

Lamerica 1994  

Così ridevano 1998

Le chiavi di casa 2004

La stella che non c'è 2006

Il primo uomo (2011)

L'intrepido (2013)

Felice chi è diverso (2014) - Documentario

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alejandro amenabar

Amenàbar Alejandro
Cile (1972)

Nato da padre cileno e madre spagnola, la sua famiglia si trasferisce a Madrid nel 1973. Amenàbar studia alla
facoltà di Scienze dell’Informazione di Madrid, che lascia presto per dedicarsi al cinema. Il suo primo
lungometraggio Tesis (1995) ottiene in Spagna numerosi riconoscimenti. Il suo secondo film Apri gli occhi (1997)
riscuote un grande successo internazionale e Hollywood ne produce un remake, Vanilla Sky (2001) interpretato da
Tom Cruise e Penelope Cruz. Nel 2001 gira il suo primo film inglese The Others, una perturbante e suggestiva
storia di fantasmi. Nel 2004 si aggiudica alla 61 Mostra del Cinema di Venezia il Gran premio della Giuria e il
premio Oscar come Miglior Film straniero nel 2005 con Mare dentro, un film sulla vita di Ramon Sampedro, una
 persona completamente paralizzata agli arti  che chiede e ottiene di porre volontariamente fine alla propria
esistenza. Notevole interesse e clamore ha suscitato la sua ultima opera Agorà  (2009), sulla vita della filosofa
Ipazia vittima del fanatismo religioso. Regista eclettico, capace di misurarsi con generi assai distanti tra loro, dal
fantastico al realistico, dal gotico allo storico, Amenàbar si è perfettamente integrato nel sistema produttivo
hollywoodiano, conservando quelle caratteristiche di originalità e solidità narrativa che da sempre costituiscono la
sua qualità più spiccata.

  
 Tesis 1995

Apri gli occhi 1997

The Others 2001

Mare dentro 2004

Agorà 2009                                     (*) Filmografia completa

Regression (2015)

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carmine amoroso

Amoroso Carmine
(Italia, 1963)

 E’ stato allievo della scuola di drammaturgia di Eduardo De Filippo e negli anni Ottanta e Novanta ha svolto
un’intensa attività di sceneggiatore (tra le altre, sua è la sceneggiatura del film di successo di Mario Monicelli
Parenti serpenti). Esordisce nel 1996 con Come tu mi vuoi, primo film italiano a tematica transgender. Nel 2007 ha
diretto Cover Boy, film a basso costo girato in digitale, che racconta la storia di un tormentato rapporto tra un
ragazzo italiano ed un immigrato romeno. Particolarmente apprezzato nei festival cinematografici internazionali, il
film è stato distribuito in Italia a più di un anno dalla sua uscita.

Come tu mi vuoi 1996

Cover Boy 2007                                                      ( * Filmografia completa )

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Annakin Ken

Annakin Ken
Gran Bretagna (1914-2009)

Fece numerosi mestieri prima di approdare al Cinema, dove passò per una serie di ruoli, come quello di operatore e
di sceneggiatore, prima di intraprendere la regia. L’esordio nel lungometraggio a soggetto (in precedenza c’era
stata una discreta attività di documentarista) avviene nel 1947 con Campeggio estivo, film che inaugura una lunga e
prolifica carriera (circa 50 film), che lo consacra come uno dei più popolari registi inglesi del dopoguerra. Nel 1952
realizza quello che viene considerato il suo capolavoro Sangue bianco. Nel 1962 partecipa al kolossal bellico Il
giorno più lungo, dirigendo la parte inglese e nel 1965 ribadisce la sua predisposizione per questo tipo di genere
con La battaglia dei giganti. Il film di guerra, il comico e l’avventuroso sono gli ambiti nei quali ha saputo
esprimersi al meglio.

Campeggio estivo 1947

Doppia confessione 1950

La storia di Robin Hood 1952

Sangue bianco 1952

La spada e la rosa 1953

La valle dei Maori 1954

Tre uomini in barca 1956

La sfida del terzo uomo 1959

Robinson nell’isola dei corsari 1960

La signora Sprint 1962

Il giorno più lungo 1962

Quei temerari sulle macchine volanti 1965

La battaglia dei giganti 1965

Colpo grosso alla napoletana 1967

Il lungo duello 1967

Il richiamo della foresta 1972

Buona fortuna maggiore Bradbury 1976

Le nuove avventure di Pippi Calzelunghe 1988

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Annaud J.J.

Annaud Jean-Jacques
Francia (1943)

Dimostra precocemente il proprio amore per il Cinema, cominciando a girare già ad undici anni con una piccola
cinepresa. Diplomato all’Istituto per gli Alti Studi cinematografici di Parigi, si dedica agli spot pubblicitari (ne
realizza circa 500). Nel 1976 con la sua opera prima Bianco e nero a colori conquista l’Oscar come miglior film
straniero. Il successo vero e proprio su scala internazionale arriva, però, nel 1981 con La guerra del fuoco, opera di
grande inventiva ed originalità, che ha il merito di aver dato dignità cinematografica ad un argomento (la preistoria)
solitamente trascurato. Nel 1986 gli viene affidata la superproduzione Il nome della rosa, film in costume
d’ambientazione medioevale, tratto dal celebre romanzo di U. Eco. Nel 1997 gira Sette anni in Tibet, altro film ad
alto budget con il divo del momento Brad Pitt. Ormai Annaud si è affermato come regista versatile e di grande
mestiere, in grado di cimentarsi soprattutto con le grandi produzioni, che meglio mettono a frutto la sua particolare
predisposizione per un Cinema ad alto tasso di spettacolarità, più di confezione che di sostanza, patinato ed
accurato, ma povero d’ispirazione e talento.

Bianco e nero a colori 1976

La guerra del fuoco 1981

Il nome della rosa 1986

L’orso 1988

L’amante 1992

Sette anni in Tibet 1997

Il nemico alle porte 2001

Due fratelli 2004

Sa Majesté Minor (2007)

Il principe del deserto (2011)

L'ultimo lupo (2015)

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Apted Michael

Apted Michael
Gran Bretagna (1941)

Triplo eco 1973

Chiamami Aquila 1981

Gorky Park 1983

Gorilla nella nebbia 1988

Conflitto di classe 1990

Occhi nelle tenebre 1994

Nell 1994

Extreme Measures. Soluzioni estreme 1996

Vite difficili 1998

007 - Il mondo non basta 1999

Enigma 2001

Via dall'incubo 2002

Amazing Grace (2006)

Le cronache di Narnia - Il viaggio del veliero  2010)

Chasing Mavericks (2012)

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Aranda Vicente

Aranda Vicente
(Spagna 1926)

 Nel 1949 emigra in Venezuela. Nel 1959 fa ritorno in Spagna e a Barcellona fonda una piccola casa di
produzione. I suoi primi film sono censurati dal regime franchista, in particolare Fata Morgana (1966),
influenzato dal linguaggio della Nouvelle Vague. Aranda cambia genere e con l’horror Un abito da sposa
macchiato di sangue (1973) conquista il pubblico internazionale. Il suo film più famoso è sicuramente Amantes
(1991), un torbido e decadente noir, che svela quella vena di morboso erotismo che in tarda età sembra ormai
essere diventato l’interesse prevalente del regista.

Discontinuo e non eccelso, ma sempre dignitoso, Aranda esprime quel gusto ironico e grottesco per il macabro e
l’osceno, tipico della cultura spagnola e che, dopo la fine del regime franchista, ha potuto dispiegarsi nel Cinema
senza più remore ed inibizioni.

Fata Morgana 1966

Un abito da sposa macchiato di sangue 1973

Cambio di sesso 1976

Amantes 1991

L’amante bilingue 1993

Lo sguardo dell’altro 1997

Giovanna la pazza 2001

Carmen 2003

Tirante el Blanco (2006)

Canciones de amor en Lolita's Club (2007)

Luna Caliente (2009)

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Archibugi Francesca

Archibugi Francesca
Italia (1960)

Diplomatasi al Centro sperimentale di cinematografia di Roma, debutta con Mignon è partita nel 1988,
un'esplorazione amara e disincantata del mondo dell'adolescenza. Nel 1993 con Il grande cocomero, ispirato ai
metodi terapeutici di Marco Lombardo Radice, ottiene un buon successo. Ancora legato alle tematiche dell'infanzia
e alla crisi della famiglia il suo ultimo lavoro L'albero delle pere del 1998.

Mignon è partita 1988

Verso sera 1990

Il grande cocomero 1993

Con gli occhi chiusi 1994

La strana storia di Banda Sonora 1997

L'albero delle pere 1998

Domani 2001                                                                (*Filmografia completa)

Lezioni di volo (2006)

Questione di cuore (2009)

Il nome del figlio (2014)

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Ardolino Emile

Ardolino Emile
Stati Uniti (1943-1993)

Dirty Dancing 1987

Uno strano caso 1989

Tre scapoli e una bimba 1990

Sister Act. Una svitata in abito da suora 1992

Gypsy 1994

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Sommario registi A-L

A-B-C-D -E-F -G-

HI-JK -L-M -NO-PQ

-R-S -T-UV-WY-Z
 


Adlon Percy

Alea Tomas Gutierrez -


Tabìo Juan Carlos

Alessandrini Goffredo

Allen Woody

Amelio Gianni

Amenabar Alejandro

Amoroso Carmine

Annakin Ken

Annaud Jean Jacques

Apted Michael

Aranda Vicente

Archibugi Francesca

Ardolino Emile

Ashby Hal

Assayas Olivier

Attenborough Richard

August Bille

Autant-Lara Claude

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Sommario registi A-L

Avati Pupi

Avnet Jon


Badham John

Baldoni Sandro

Banderas Antonio

Barbareschi Luca

Bay Michael

Beatty Warren

Bechis Marco

Bellocchio Marco

Benigni Roberto

Bentivoglio Fabrizio

Benvenuti Alessandro

Beresford Bruce

Bergman Ingmar

Bertolucci Bernardo

Bertolucci Giuseppe

Besson Luc

Bigelow Kathryn

Blasetti Alessandro

Bodrov Sergej

Bogdanovich Peter

Bolognini Mauro

Boorman John

Boyle Danny

Branagh Kenneth

Brooks L.James

Brooks Richard

Brusati Franco

Burton Tim

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Sommario registi A-L


Calogero Francesco

Cameron James

Campion Jane

Capra Frank

Caton-Johnes Michael

Chabrol Claude

Chaplin Charles

Chéreau Patrice

Chiesa Guido

Cimino Michael

Clooney George

Coletti Duilio

Comencini Cristina

Comencini Francesca

Comencini Luigi

Coppola Francis Ford

Coppola Sofia

Corman Roger

Cosmatos George Pan

Costa Gavras
Constantin

Costanzo Saverio

Costner Kevin

Crialese Emanuele

Cromwell John

Crowe Cameron

Curtiz Michael


Damiani Damiano

Dante Joe

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Sommario registi A-L

Dardenne Luc e Jean


Pierre

Davis Terence

De Concini Ennio

De Niro Robert

De Palma Brian

De Santis Giuseppe

De Sica Vittorio

Delvaux André

Demme Johnathan

Diritti Giorgio

Dmytryk Edward

Donaldson Roger

Dornhelm Robert

Dreyer Carl Theodor

Du Vernay Ava


Eastwood Clint

Edel Ulrich

Ejzenstejn Sergej

Emmer Luciano

Emmerich Roland

Estevez Emilio


Faenza Roberto

Fassbinder Rainer
Werner

Fellini Federico

Ferrara Abel

Ferrara Giuseppe

Ferrario Davide

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Sommario registi A-L

Finch Nigel

Fleischer Richard

Fleming Victor

Folman Ari

Ford John

Forman Milos

Forster Marc

Forzano Gioacchino

Frankenheimer John

Frears Stephen

Fuller Samuel


Gallone Carmine

Gansel Dennis

Garrone Matteo

Genina Augusto

Germi Pietro

Gibson Mel

Gilbert Brian

Giordana Marco Tullio

Gitai Amos

Greengrass Paul

Guédiguian Robert

Guillermin John

H-IÝ
Hallstrom Lasse

Hamilton Guy

Hathaway Henry

Henckel von
Donnersmark Florian

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Sommario registi A-L

Herman Mark

Herzog Werner

Hill Walter

Hiller Arthur

Hogan Paul

Holland Agniezska

Howard Ron

Hudson Hugh

Huston John

Hytner Nicholas

Ichikawa Kon

Ivory James

J-KÝ
Jackson Mick

Jackson Peter

Jeunet Jean Pierre

Jewison Norman

Joffé Roland

Jordan Neil

Kaplan Johnathan

Kapur Shekhar

Kassovitz Mathieu

Kazan Elia

Kitano Takeshi

Konchalovsky Andrej

Korine Harmony

Kramer Stanley

Kubrick Stanley


Labate Wilma

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Sommario registi A-L

Labute Neil

Lattuada Alberto

Lean David

Leconte Patrice

Lee Ang

Lee Spike

Leigh Mike

Leland David

Levinson Barry

Lewis Gilbert

Lioret Philippe

Lizzani Carlo

Loach Ken

Losey Joseph

Loy Nanni

Lucas George

Luchetti Daniele

Luhrmann Baz

Lumet Sidney

Lynch David

Lyne Adrian

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LE LETTERE

M-Z
 

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Madden John

Madden John
Gran Bretagna (1949)

Ha cominciato la carriera come regista teatrale per poi passare alla televisione e alla radio. Nel 1975 si è trasferito
negli Stati Uniti e nel 1992 ha esordito al Cinema con Ethan Frome-La storia di un amore proibito, tratto da un
racconto della scrittrice americana Edith Warton. Il film cui deve la propria celebrità è Shakespeare in Love (1998),
una fantasiosa rivisitazione della vita del grande commediografo britannico che ha ottenuto un grande successo di
pubblico. Ultimamente a Madden è stata affidata la regia di Il mandolino del capitano Corelli, una pellicola sul
massacro dei soldati italiani nell’isola greca di Cefalonia nel 1943.

Ethan Frome- La storia di un amore 1992

Promise Land 1993

Golden Gate 1994

La mia regina 1997

Shakespeare in Love 1998

The Replacementes 2000

Il mandolino del capitano Corelli 2001                              (*) Filmografia completa

Proof - La prova (2005)

Killshot (2008)

Il debito (2010)

Marigold Hotel (2012)

Ritorno al Marigold Hotel (2015)

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Magni Luigi

Magni Luigi
Italia (1928-2013)

Prima di arrivare alla regia lavora come sceneggiatore e autore teatrale. Il suo esordio dietro la macchina da presa
avviene nel 1968 con Faustina, dove mette in luce quella spiccata predisposizione per le ricostruzioni storiche
ambientate a Roma, che sarà una costante delle sue opere migliori. Il suo primo successo è Nell'anno del Signore
(1970), una rievocazione storica della Roma papalina d'inizio Ottocento di solido impianto narrativo e di sorridente
ironia, impregnata degli umori della commedia all'italiana. Con In nome del Papa Re (1977), altro affondo storico
nella Roma ottocentesca ormai vicina alla fine del potere temporale, ripete il successo di pubblico del film
precedente, soprattutto grazie ad una grande prova d'attore di Nino Manfredi. Negli anni successivi prosegue nello
stesso filone, senza però raggiungere mai i risultati precedenti.

Faustina 1968

Nell'anno del Signore 1970

La Tosca 1973

Signore e signori buonanotte 1976

Basta che non si sappia in giro 1976

In nome del Papa Re 1977

Un'avventura a Campo de' Fiori 1980

State buoni se potete 1983

Secondo Ponzio Pilato 1987

O'Re 1989

In nome del popolo sovrano 1990

Nemici d'infanzia 1995

La carbonara 1999

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Malick Terrence

Malick Terrence
Stati Uniti (1945)

Ha studiato lettere a Harvard e Cinema all’AFI. Operaio nei pozzi di petrolio, professore di filosofia, giornalista,
sceneggiatore, prima di approdare alla regia (attività per altro cui ha dedicato solo una parte della propria vita),
Malick costituisce una dei personaggi più originali ed affascinanti del mondo culturale, prima ancora che
cinematografico, statunitense. Esordisce nel 1974 con La rabbia giovane, un suggestivo e intenso road–movie che
racconta di due adolescenti che si lasciano dietro una scia sanguinosa di omicidi. Nel 1979 presenta al festival di
Cannes I giorni del cielo, per il quale vince il Premio Speciale per la regia. Costato enormemente di più rispetto ai
300.000 dollari stanziati dalla produzione, il film fallì al botteghino negli USA e non ottenne sorte migliore in
Europa, nonostante in esso emergesse già la grande attenzione del regista nei confronti del paesaggio naturale, reso
con raffinatissima sensibilità figurativa. Appare già evidente come Malick, sia una personalità artistica di grande
spessore, tale da rendersi inconciliabile con le esigenze spettacolari dell’industria hollywoodiana. E’ anche per
questa difesa della propria identità ed indipendenza di autore che Malick si impone quasi vent’anni di silenzio,
tornando a girare un film soltanto nel 1998. Si tratta dell’indiscusso capolavoro La sottile linea rossa, un bellico
assolutamente anomalo nel panorama del filone di guerra. Con il supporto di un grande budget e con la
partecipazione (in alcuni casi anche solo per una breve apparizione) di molti tra i più famosi attori americani del
momento, il regista compone una mirabile tramatura di immagini e voce off, forse unica nella storia del Cinema,
esprimendo con rara tensione morale e lirica il proprio trepidante e angoscioso sgomento di fronte alla presenza del
Male nel mondo.

La rabbia giovane 1974

I giorni del cielo 1979

La sottile linea rossa 1998  

Il nuovo mondo 2006                                      (*Filmografia completa)

The Tree of Life (2011)

To the Wonder (2012)

Knight of Cups (2015)

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Malle Louis

Malle Louis
Francia (1932-1995)

Frequenta l’università del Cinema di Parigi e diventa aiuto-regista di R. Bresson. Esordisce nel 1957 con
Ascensore per il patibolo, un thriller teso e nervoso. Nel 1959 con Les amants, una storia d’amore con alcune
scene erotiche forse troppo audaci per quel tempo, suscita scandalo al Festival di Venezia, mentre l’anno dopo con
l’originale Zazie nel metrò offre un saggio di trasgressione del linguaggio tradizionale alla Nouvelle vague. Negli
anni successivi Malle abbandona le sperimentazioni formali per tornare ad un cinema più tradizionale, anche se
sempre attraversato dalla centralità di personaggi irrequieti e scomodi, in contrasto con la società circostante.
Figure apparentemente negative (ladri, prostitute, falliti, collaborazionisti del nazismo ecc.) che riescono a trovare
la via del riscatto. Nel 1987 con Arrivederci ragazzi, una crepuscolare rievocazione di un ricordo d'adolescenza,
vince il Leone d'Oro alla mostra del Cinema di Venezia.Nel corso della sua carriera Malle ha dimostrato la capacità
di saper adattare il proprio Cinema a temi e suggestioni di diversa natura, sempre preoccupato però della qualità
formale dell’immagine (i suoi film solo molti attenti alla dimensione figurativa) e senza mai abbandonare la
polemica antiborghese che attraversa quasi tutta la sua filmografia.

Ascensore per il patibolo 1957

Les amantes 1958

Zazie nel metrò 1960

Fuoco fatuo 1963

Il ladro di Parigi 1967

Soffio al cuore 1970

Cognome e nome: Lacombe Lucien 1974

Pretty Baby 1978

Atlantic City 1980

Alamo Bay 1985

Arrivederci ragazzi 1987

Milou a maggio 1989

Il danno 1992

Vanya sulla Quarantaduesima strada 1994

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Manchevski Milcho

Manchevski Milcho
Yugoslavia (1959)

Nato in Macedonia, si trasferisce negli USA, dove si laurea in cinematografia alla Southern Illinois University
nell''82. Prima di girare un lungometraggio di finzione, ha diretto circa una trentina di videoclip e spot
pubblicitari, ricevendo numerosi premi. Il suo esordio da regista è clamoroso: con Prima della pioggia vince nel
1994 il Leone d'Oro alla mostra di Venezia. Si tratta di un film a suo modo autobiografico, che affronta la scottante
tematica del conflitto etnico nella martoriata ExYugoslavia. Da allora Manchevski lavora ad un progetto di film
western.

 
Prima della pioggia 1994

Dust 2001                                 *Filmografia completa

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Mankiewicz Joseph

Mankiewicz, Joseph
Stati Uniti (1909-1993)

Prima di arrivare alla regia lavora a lungo a Hollywood come sceneggiatore, ottenendo in questa veste un oscar
nel 1934 con Le due strade di W. S. Van Dyke, e come produttore, attività nella quale si distingue nella
realizzazione di pellicole di grande successo. Il suo primo film dietro la macchina da presa è Il castello di
Dragonwyck (1946), un gotico suggestivo e raffinato, cui segue l’anno successivo il romantico e fantastico Il
fantasma e la signora Muir. Ormai consacrato come uno dei maggiori cineasti americani dirige nel 1949 Lettera a
tre mogli, psicodramma borghese sul rapporto di coppia e le sue difficoltà risolto con il tono leggero e acuto della
commedia, e realizza con Eva contro Eva (1950), amaro apologo sul carrierismo nel mondo dello spettacolo, quello
che forse è il suo capolavoro. Negli anni successivi Mankiewicz rivela tutta la sua capacità di esprimere il suo
grande talento registico cimentandosi in generi molto diversi tra loro, passando dallo scespiriano Giulio Cesare
(1953) al musical Bulli e pupe (1953), dallo storico Cleopatra (1963), kolossal dalla vita molto difficoltosa che
segna la fine di un’epoca di fastose superproduzioni, al giallo bizzarro ed ironico come Gli insospettabili (1972).
Estremamente attento alla qualità dei dialoghi (la sua formazione come sceneggiatore si fece sempre sentire),
raffinato nella messa in scena e abile direttore di attori, ha posto al centro del proprio interesse più che la storia il
personaggio, analizzato soprattutto nel suo scontro drammatico con il mondo circostante per affermare la propria
personalità e il diritto alla realizzazione dei propri desideri.

Il castello di Dragonwyck 1946

Il bandito senza nome 1946

Schiavo del passato 1947

Il fantasma e la signora Muir 1947

Il fuggitivo 1948

Lettera a tre mogli 1949

Amaro destino 1949

Uomo bianco, tu vivrai 1950

Eva contro Eva 1950

La gente mormora 1951

Operazione Cicero 1952

Giulio Cesare 1953

La contessa scalza 1954

Bulli e pupe 1955

Un americano tranquillo 1957

Improvvisamente l’estate scorsa 1959

Cleopatra 1963

Masquerade 1967

Uomini e cobra 1970

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Mankiewicz Joseph

Gli insospettabili 1972

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Anthony Mann

Mann Anthony
(Stati Uniti 1906-1967)

 Fin dall’adolescenza lavora nel mondo dello spettacolo, come impresario teatrale e regista di commedie a
Broadway. Mann diventa celebre solo negli anni Cinquanta quando realizza cinque grandi film di genere western
in sodalizio con l’attore James Stewart, tra cui ricordiamo Winchester ‘73 (1950), Là dove scende il fiume (1952),
L’uomo di Laramie (1955). Da queste indimenticabili pellicole emerge uno spiccato sentimento del paesaggio, un
attento lavoro psicologico sui personaggi e la centralità di una figura d’eroe crepuscolare e solitario, cha anela ad
una pace e tranquillità che non riesce a raggiungere. Ammirato e celebrato in Europa come uno dei maggiori
“autori” statunitensi si trasferisce nel vecchio continente dopo il 1960, dove gli vengono affidate delle
superproduzioni, come El Cid (1961) e La caduta dell’impero romano (1964), dagli esiti modesti. 

La caduta dell’impero romano 1964

Miami Vice (2006)

Nemico pubblico - Public Enemies (2009)

Blackhat (2015)

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Michael Mann

Mann Michael
(Stati Uniti, 1943)

 Studia in Inghilterra alla London Film School e dopo qualche piccolo ruolo come attore esordisce alla regia nel
1979 con un film-TV, Jericho Mile, ma l’anno decisivo per la sua carriera è il 1981 quando con il poliziesco Strade
violente ottiene un buon successo. Per circa un decennio dirige la popolare serie televisiva Miami Vice. Il suo
ritorno al cinema lo vede impegnato sempre con film di grande successo, fra cui ricordiamo L’ultimo dei Mohicani
(1992), La sfida (1995), The Insider (1999), nel quale il regista mette sotto accusa le grandi multinazionali del
tabacco, e il noir Collateral (2004). Capace di attraversare generi e temi diversi, Mann esprime il meglio quando
può raccontare vicende e personaggi estremi, riuscendo sempre a imprimere ai suoi film una tensione vibrante e
ansiogena, che non dà respiro allo spettatore costretto a forti emozioni e a poderosi impatti visivi. Impeccabile la
tecnica di montaggio di inquadrature sempre ben studiate e calibrate ed ottima la combinazione immagini e
musica.

Jericho Mile (1979)

Strade violente (1981)

La fortezza (1983)

Manhunter-Frammenti di un omicidio (1986)

Sei solo, agente Vincente (1989)

L’ultimo dei Mohicani (1992)

La sfida (1995)

Insider-Dietro la verità (1999)

Alì (2001)

Collateral (2004)                                                    *Filmografia completa

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samuel maoz

Maoz Samuel
Israele (1962)

 Studia cinematografia al Beit Tizi di Tel Aviv. Nel 1982 partecipa all’invasione del Libano a soli vent’anni. Come
il suo connazionale Ali Folman autore di Valzer con Bashir (2008), molti anni dopo avverte l’esigenza morale di
rievocare la sua esperienza bellica con la sua opera prima Lebanon, che viene premiato alla  Mostra del Cinema di
Venezia del 2009 con il Leone d’Oro. Film di asciutta e angosciante claustrofobia, Lebanon è destinato a diventare
un classico del cinema antimilitarista e pacifista.

Lebanon 2009                                       (*) Filmografia completa

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Martinelli Renzo

Martinelli Renzo
Italia (1948)

Laureato in Lingue e letterature straniere si è specializzato in cinematografia alla Scuola Superiore di


Comunicazioni Sociali dell’Università Cattolica di Milano. Negli anni Settanta ha realizzato videoclip e spot
pubblicitari, producendo contemporaneamente numerosi servizi per la televisione di Stato. Ha esordito al Cinema
nel 1994 con Sarahsarà. Lascia il segno, però, soltanto con la sua opera seconda Porzus (1997), presentata alla
Mostra del Cinema di Venezia, dove suscita polemiche a causa della riesumazione di un discusso episodio della
Resistenza friulana che vede i partigiani comunisti locali sul banco degli accusati per una strage di partigiani
cattolici. La predisposizione del regista per il Cinema di denuncia e di inchiesta si conferma con il successivo
Vajont (2001), che rievoca la tragica catastrofe avvenuta il 9 ottobre 1963. Attualmente Martinelli è impegnato
nella lavorazione di Piazza delle cinque lune, una ricostruzione del rapimento e dell’assassinio di Aldo Moro.

Sarahsarà 1994

Porzus 1997

Vajont 2001

Piazza delle cinque lune 2003

Il mercante di pietre 2006

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Martone Mario

Martone Mario

(Italia, 1959)

Nato a Napoli, inizia la sua carriera artistica nel teatro e allestisce il suo primo spettacolo, Faust o la quadratura del
cerchio, nel 1976. Due anni più tardi, grazie ai fondi e agli spazi messi a disposizione dall'Università, nel dicembre
del 1977, fonda il gruppo Nobili di Rosa, che nel 1979 diventa Falso Movimento. Tra le sue rappresentazioni Otello
nel 1982, Coltelli nel cuore nel 1986 da Brecht, Ritorno ad Alphaville da Godard nel 1986. Sempre nel 1986 il
gruppo "Falso Movimento" si fonde con il Teatro dei Mutamenti di Antonio Neiwiller e il "Teatro Studio" di
Caserta di Toni Servillo, dando origine a Teatri Uniti. Martone alternerà sempre l’attività teatrale con quella
cinematografica. Dal 2007 è direttore del Teatro Stabile di Torino, carica che ricopre tuttora.
Esordisce nella regia cinematografica nel 1992 con Morte di un matematico napoletano, storia del matematico
Renato Caccioppoli, che gli vale il Gran premio della giuria alla Mostra di Venezia.
Tre anni dopo realizza il suo secondo film: L'amore molesto, in concorso al Festival di Cannes e vincitore del
David di Donatello. In queste due prime opere si evidenzia una dimensione registica orientata verso uno stile secco
ed essenziale ed uno stretto collegamento con gli scenari e le atmosfere la città di Napoli nella quale sono
ambientati entrambi i film..
Con Noi Credevamo del 2010 il regista allarga la visuale all’intero mezzogiorno italiano, rievocando alcune pagine
poco conosciute del Risorgimento democratico-mazziniano sullo sfondo di una rievocazione in chiave critica di
quella pagina di storia nazionale.
Nel 2014 presenta al festival di Venezia Il giovane favoloso, la prima biografia cinematografica del grande poeta
recanatese.
 

  
Filmografia completa

Morte di un matematico napoletano (1992)


Rasoi (1993)
Antonio Mastronunzio pittore sannita, episodio del film collettivo Miracoli (1994)
L'amore molesto (1995)
La salita, episodio del film collettivo I vesuviani (1997)
Teatro di guerra (1998)
L'odore del sangue (2004)
Noi credevamo (2010)
Il giovane favoloso (2014)
 

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Maselli Francesco

Maselli Francesco
Italia (1930)

Si diploma a 19 anni al Centro Sperimentale di Cinematografia e comincia a lavorare come assistente di registi
importanti come L. Chiarini e M. Antonioni. Nel 1955 gira il suo primo film Gli sbandati, una storia di alcuni
giovani borghesi di fronte alle difficili scelte del dopo 8 settembre 1943. Un film che mette in luce l'inclinazione
del regista verso un'idea di Cinema nutrita di una narratività tradizionale, ma ancorata ad una solida
consapevolezza politica. Nei successivi I delfini (1960) e Gli indifferenti (1963) si accentua il polemismo
antiborghese che caratterizza buona parte delle sue prime opere. Negli ultimi anni, attenuatisi i furori ideologici,
Maselli è andato orientandosi verso film tematicamente più problematici e più ricercati dal punto di vista
linguistico, come Storia d'amore (1986), un tentativo di esplorazione dell'universo proletario postsessantottino e
Cronache del terzo millennio (1996), un'allucinata allegoria in chiave surreale sul destino degli oppressi in un
futuro che è già oggi.

 Gli sbandati 1955

I delfini 1960

Gli indifferenti 1964 (il film non è schedato in Cinema 2000; è soltanto presente nella Cineteca dell'Istituto
Pacioli)

Lettera aperta a un giornale della sera 1970

Il sospetto 1975

Storia d'amore 1986

Codice privato 1988

Il segreto 1989

L'alba 1990

Cronache del terzo millennio 1996

Il compagno 1999

Civico zero (2007)

Le ombre rosse (2009)

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Mazurski Paul

Mazursky Paul
Stati Uniti (1930-2014)

Di origini ebraiche si forma nei cabaret di Greenwich Village (il quartiere newyorchese degli artisti e degli
intellettuali), iniziando la carriera cinematografica come attore. Dopo aver svolto l’attività di sceneggiatore,
esordisce come regista nel 1969 con Bob & Carol & Ted & Alice, una garbata commedia sull’evoluzione dei
costumi sessuali nella società americana. Ben presto emerge come uno dei rappresentanti più importanti della
cosiddetta Scuola newyorchese, una tendenza cinematografica che, in contrasto con il Cinema spettacolare e
divistico hollywoodiano, propone scene di vita quotidiana della metropoli della east coast, legate a storie di gente
comune, con un piglio realista di stampo più europeo che americano (evidente il riferimento alla Nouvelle Vague
francese). Nel 1976 con l’autobiografico Stop a Greenwich Village dirige quello che viene considerato il suo
capolavoro. Anche il successivo Una donna tutta sola (1977) si distingue per penetrazione psicologica e spigliato
tono da commedia. Da questo momento si può dire che inizi la fase calante del regista, che negli anni successivi
non riesce più a trovare, pur realizzando film più che dignitosi e di buona fattura, l’incisività e il piglio innovativo
delle pellicole degli esordi.

Bob & Carol & Ted & Alice 1969

Harry e Tonto 1974

Stop a Greenwich Village 1976

Una donna tutta sola 1977

Io, Wille e Phil 1980

Tempesta 1982

Mosca a New York 1984

Su e giù per Beverly Hills 1986

Il dittatore del Parador in arte Jack 1988

Nemici, una storia d’amore 1989

Storie di amori e infedeltà 1991

Buona sfortuna, Mr. Stone 1993

Infedeli per sempre 1996

Winchell 1998

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Mazzacurati Carlo

Mazzacurati Carlo
Italia (1956-2014)

Studia al Dams (Dipartimento Arte, Musica Spettacolo) di Bologna e impegna l'eredità per girare Vagabondi
(1979). Nel 1987 la Sacher di Nanni Moretti gli produce Notte italiana, un giallo padano fatto di atmosfere
ambigue, incentrate su un sapiente uso del paesaggio (specialmente quello del suo Veneto). Nel 1994 con Il toro,
un inconsueto road-movie ambientato nell'est Europeo, vince il Leone d'Argento alla Mostra del Cinema di
Venezia. Mazzacurati ama porre al centro del proprio Cinema individui in crisi, che nell'incontro-scontro con altre
persone e altri ambienti cercano una qualche risposta al loro malessere materiale o esistenziale. Pur attraverso una
carriera discontinua, il regista padovano si è affermato come uno dei talenti più interessanti del Cinema italiano
contemporaneo.

Vagabondi 1979

Notte italiana 1987

Il prete bello 1989

Un'altra vita 1992

Il toro 1994

Vesna va veloce 1996

L'estate di Davide 1998         

La lingua del santo 2000  

A cavallo della tigre 2002

L'amore ritrovato 2004

La giusta distanza  2007                                                                               (*Filmografia completa))

La passione (2010)

La sedia della felicità (2014)

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McQueen Steve

McQueen Steve

(Gran Bretagna, 1969)


 

Regista di colore, McQueen ha studiato al Chelsea College of Art and Design e al Goldsmiths College. Lasciato
quest'ultimo nel 1993, ha frequentato la Tisch School di New York.
Prima di cimentarsi col suo primo lungometraggio, nel 2007 espone le proprie opere alla 52° Biennale di Arti
Visive di Venezia.
Si fa quindi conoscere a livello internazionale nel maggio 2008, quando il suo film Hunger partecipa in concorso al
61º Festival di Cannes nella sezione Un Certain Regard. In quest'occasione la pellicola viene premiata con la
Caméra d'Or per la miglior opera prima.
Nel 2011 il regista dirige il suo secondo lungometraggio: Shame, film presentato in concorso alla 68ª Mostra
internazionale d'arte cinematografica di Venezia, dove il protagonista, Michael Fassbender, alla seconda
collaborazione col regista, vince la Coppa Volpi per la miglior interpretazione maschile.
Nel 2013 è la volta di 12 anni schiavo, film che narra la storia vera di Solomon Northup, un uomo di colore libero
che viene rapito nel 1841 e venduto in schiavitù per lavorare nelle piantagioni in Louisiana.. Il film riceve i più
importanti riconoscimenti tra cui tre premi Oscar. In questa occasione McQueen riceve anche la sua prima
nomination come Miglior regista.

Filmografia completa

Hunger (2008)
Shame (2011)
12 anni schiavo (2013)
 

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Melville Jean-Pierre

Melville Jean-Pierre
Francia (1917-1973)

Jean-Pierre Grumbach (Melville è uno pseudonimo assunto in gioventù in onore dello scrittore americano autore di
Moby Dick) partecipa alla Seconda Guerra Mondiale, riparando in Inghilterra dopo la resa della Francia ai tedeschi
nel 1940. Arruolato nelle truppe della Francia Libera del generale De Gaulle combatte in Nordafrica e in Italia.
Tornato a Parigi fonda una società di produzione e nel 1948 gira il suo primo film a soggetto Il silenzio del mare,
realizzato in ristrettezze di mezzi e con attori in parte non professionisti. Nel 1955 dirige Bob le flambeur, opera
che risente in modo manifesto dell’influenza del Cinema americano e del genere gangster in particolare,
riferimento che da quel momento sarà fondamentale nella filmografia del regista. E’ soprattutto il B-movie noir,
che Melville assume come modello, rivisitandolo alla luce di un sentimento sottilmente malinconico e crepuscolare
dell’esistenza, intriso di una fatalistica e disincantata accettazione di un destino di morte e di sconfitta. Spesso gli
eroi (o meglio gli antieroi) dei suoi film sono dei perdenti con la consapevolezza di esserlo, dotati di un solido
codice d’onore che conferisce loro una specie di nobile dignità. E’ il caso del solitario protagonista di Frank
Costello, faccia d’angelo (1967) o del gruppo di ladri professionisti di I senza nome (1970), che cercano nella
realizzazione di un audace furto, più che i soldi del bottino, una sfida con se stessi che dia un senso alla loro
identità appannata di criminali. Nel corso degli anni Melville è andato affinando uno stile sempre più personale,
riconoscibile per l’asciutta essenzialità della progressione narrativa e la sobria parsimonia dei dialoghi. Nonostante
abbia diretto prevalentemente thriller, e quindi film incentrati sull’azione e la suspense, il suo Cinema è diventato
quasi sinonimo di sottrazione emotiva (i suoi film tendono a raffreddare piuttosto che a intensificare le emozioni) e
di puritano rigore espressivo (è assente ogni ricercatezza formale e non c’è traccia di effettismo o compiacimento
tecnico). Si può affermare che tutto il Cinema francese di genere noir e gangsteristico di scuola americana debba
moltissimo alla lezione di Melville.

Il silenzio del mare 1948

Les enfants terribles 1949

Labbra proibite 1953

Bob le flambeur 1955

Le jene del quarto potere 1958

Léon Morin, prete 1961

Lo spione 1962

Lo sciacallo 1962

Tutte le ore feriscono, l’ultima uccide 1966

Frank Costello, faccia d’angelo 1967

L’armata degli eroi 1969

I senza nome 1970

Notte sulla città 1973                                     (*) Filmografia completa

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Menges Chris

Menges Chris
Gran Bretagna

Inizia la sua carriera negli anni 60 come documentarista, occupandosi fra l'altro anche dei conflitti razziali in
Sudafrica. Diventa più tardi uno dei più apprezzati direttori della fotografia a livello mondiale. Sua la fotografia di
film di successo come Urla del silenzio (1984) e Mission (1986), entrambi di R. Joffé, per i quali è premiato con
l'Oscar. Esordisce alla regia nel 1988 con Un mondo a parte, una denuncia dell'apartheid sudafricano vista
attraverso gli occhi di un'adolescente, che riscuote buona accoglienza presso la critica.

 
Un mondo a parte 1988

Un padre in prestito 1994

Il figlio perduto-The Lost Son 1999

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Menzel Jiri

Menzel Jiri
Cecoslovacchia (1938)

Si diploma nel 1962 alla Scuola di Cinema di Praga. Nel 1965 firma come regista un episodio del film collettivo
Perline sul fondo, considerato da molti come il manifesto della Novà Vlna. Nel 1966 realizza il primo film
totalmente suo, Treni strettamente sorvegliati, che ottiene l’Oscar come miglior film straniero. Si tratta di un
leggero e gustoso apologo che collega l’iniziazione sessuale di un giovane all’incontro con la morte. Fin da
quest’opera d’esordio emerge l’interesse del regista per il tema della sessualità trattato con divertita ironia. Nel
1969 con Allodole sul filo racconta la storia di un gruppo di operai all’epoca dello stalinismo, suscitando la dura
reazione del potere che proibisce il film (che sarebbe uscito nel 1990 alla caduta del regime comunista
cecoslovacco). L’anno prima, infatti, i carri armati del Patto di Varsavia avevano posto fine all’esperimento di
rinnovamento democratico del socialismo cecoslovacco della Primavera di Praga e sul paese era calata una
pesante cappa repressiva e censoria. Negli anni successivi Menzel si adegua al clima di normalizzazione degli
intellettuali e della cultura imposto dalle autorità, ma non abbandona mai la sua vena sottilmente umoristica e
svagata, facile ad immergersi in divagazioni surreali e grottesche. Dopo anni di silenzio, recentemente è tornato
alla regia grazie ad una composita coproduzione con Il soldato molto semplice Chonkin, presentato alla Mostra del
Cinema di Venezia del 1994, una pungente satira dello stalinismo.

Treni strettamente sorvegliati 1966

Un’estate capricciosa 1967

Delitto in un night 1968

Allodole sul filo 1969 (uscito nel 1989)

Chi cerca il bottone d’oro 1975

I maghi dello schermo verde 1979

Montaggio stretto 1980

Il soldato molto semplice Chonkin 1994

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Michalkov Nikita

Michalkov Nikita
Unione Sovietica (1945)

I suoi primi interessi sono rivolti alla recitazione e conserva questa attitudine a rivestire il ruolo di attore anche
quando passa dietro la macchina da presa, diventando interprete della maggior parte dei suoi film. Esordisce come
regista nel 1974 con Amico tra i nemici, nemico tra gli amici, un insolito western ambientato durante la
Rivoluzione Russa, nel quale rivela un vigore narrativo non inferiore ai modelli americani cui sembra essersi
ispirato. Con Schiava d’amore (1975), una crepuscolare e romantica rievocazione dei primi set cinematografici
russi, dimostra la propria predilezione per i film in costume e un prezioso e raffinato gusto figurativo. I successivi
Partitura incompiuta per pianola meccanica (1976), Oblomov (1979) e Oci Ciorni (1987) confermano la sua
inclinazione per un Cinema d’ambientazione ottocentesca e d’ispirazione letteraria (fondamentale appare
l’influenza cecoviana), popolato da un’umanità tormentata e fiaccata nello spirito, debole e incerta di fronte ai
dilemmi dell’esistenza, inetta a realizzare le proprie aspirazioni, espressione di quella borghesia provinciale e
frustrata che sarà spazzata via dalla Rivoluzione Bolscevica. Ad essa il regista guarda con sostanziale affetto e
simpatia, stemperandone il mal di vivere e la spiccata inclinazione alla malinconia con una sempre affiorante
propensione all’ironia e all’umorismo. In quest’ultimo decennio Michalkov ha cambiato i temi del proprio Cinema,
riaccostandosi al suo tempo: con Urga (1991) effettua una divertita incursione fra le popolazioni mongole alle
prese con l’emergere della modernità e con Il sole ingannatore (1994) svolge una dura denuncia dello stalinismo.
Con la sua ultima pellicola, Il barbiere di Siberia (1998), è ritornato, però, con toni apertamente nostalgici, al suo
caro mondo ottocentesco.

Amico tra i nemici, nemico tra gli amici 1974

Schiava d’amore 1976

Partitura incompiuta per pianola meccanica 1976

Cinque serate 1978

Oblomov 1979

Oci Ciornie 1987

Urga 1991

Anna 1993

Sole ingannatore 1994

Il barbiere di Siberia 1998

12 (2007)

Il sole ingannatore 2 (2010)

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Mihaileanu Radu

Mihaileanu Radu
Romania (1958)

Ebreo rumeno lascia nel 1980 il suo paese per trasferirsi in Francia, dove studia alla Scuola di Studi Superiori di
Cinematografia, facendo poi l'assistente a vari registi. Prima di affermarsi al festival di Cannes 1998 con Train de
vie, aveva esordito nel 1993 con Betrayed, insignito di numerosi premi.

 
Betrayed 1993

Train de vie 1998

Ricchezza nazionale 2002

Vai e vivrai 2005

Il concerto (2009)

La sorgente dell'amore  (2011)

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Milestone Lewis

Milestone Lewis
Russia (1895-1980)

Trascorre l’infanzia ad Odessa, per emigrare giovanissimo gli Stati Uniti, per i quali combatte, tornato di nuovo in
Europa, nel corso della Prima Guerra Mondiale. Il suo esordio come regista avviene all’epoca del muto. Quando
inizia la stagione del Cinema sonoro Milestone è già un professionista affermato, che nel 1927 con Una notte in
Arabia ha conquistato un Oscar per la miglior regia. Nel 1930 dirige quello che viene considerato il suo
capolavoro, All’ovest niente di nuovo, pellicola antimilitarista che ottiene due Oscar, destinata a diventare un
classico del Cinema pacifista. Il regista vive con intenso impegno il periodo d’oro della Hollywood degli anni
Trenta, cimentandosi nei generi più vari e diversi tra loro, anche se dimostra sempre una particolare predisposizione
per il film bellico. Nel dopoguerra rallenta il ritmo della sua attività e chiude la sua carriera con il kolossal Gli
ammutinati del Bounty (1962), subentrando per volontà dell’attore Brando al collega Reed. Lontano dal possedere
una precisa identità d’autore, Milestone ha comunque sempre espresso, pur restando rigorosamente nell’ambito
degli imperativi spettacolari hollywoodiani, un Cinema onesto e più che dignitoso.

La parata dei peccatori 1925

La bella e la bestia 1926

All’avventura 1926

Una notte in Arabia 1927

Eden Palace 1928

Il racket 1928

Tradimento 1929

All’ovest niente di nuovo 1930

Prima pagina 1931

Pioggia 1932

Alleluia, sono un vagabondo 1933

Il capitano odia il mare 1934

Il generale morì all’alba 1936

Uomini e topi 1939

Fuoco a oriente 1943

La bandiera sventola ancora 1943

Prigionieri di Satana 1944

Salerno ora x 1945

Lo strano amore di Marta Ivers 1946

Arco di trionfo 1948

Okinawa 1950

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Milestone Lewis

Gli ammutinati del Bounty 1962

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Milius John

Milius John
Stati Uniti (1944)

Frequenta il corso di Cinema all’università di California, dove conosce S.Spielberg e F.F.Coppola. Compie un
lungo tirocinio come sceneggiatore di registi di prim'ordine prima di passare alla regia. Nel 1973 esordisce dietro
la macchina da presa con Dillinger, senza abbondonare negli anni successivi l’attività di sceneggiatore. Milius si è
rivelato un autore profondamente legato alla tradizione del Cinema d’azione americano, che ha tradotto sullo
schermo con deciso piglio narrativo.

Dillinger 1973

Il vento e il leone 1975

Un mercoledì da leoni 1978

Conan il Barbaro 1981

Alba rossa 1984

Addio al Re 1988

L’ultimo attacco 1990

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Ashby Hal

Ashby Hal
Stati Uniti (1936-1988)

Si laurea all’università dello Utah in materie letterarie. Entra nel mondo del Cinema come tecnico del montaggio,
collaborando in questa veste con il regista N. Jewison. Nel 1970 esordisce alla regia con Il padrone di casa, un
film sui problemi razziali. Il suo primo grande successo è Harold e Maude (1971), una commedia brillante, ma
con un sottofondo di grande malinconia, sullo strano rapporto d’amore tra un’anziana donna ed un ventenne. Nel
1973 con L’ultima corvé, realistico e aspro film antimilitarista, si consacra come uno dei maggiori registi della New
Hollywood. Sempre nell’ambito delle nuove tendenze del Cinema americano degli anni Settanta nel 1978 dirige
Tornando a casa, un’amara riflessione sul dramma che la Guerra del Vietnam ha determinato sulle vite e le
coscienze degli americani. Nel 1980 gira quello che viene considerato il suo capolavoro, Oltre il giardino:
interpretato da uno straordinario Peter Sellers, il film costituisce una pungente satira della figura del presidente
degli Stati Uniti. Regista piuttosto discontinuo e altalenante, Ashby ha comunque rappresentato con indubbia
originalità i fermenti innovativi della New Hollywood, riuscendo ad esprimere con acutezza e vigore attraverso
diversi generi cinematografici il disorientamento e le inquietudini della società americana in uno dei momenti più
critici della sua storia.

Il padrone di casa 1970

Harold e Maude 1971

L’ultima corvé 1973

Shampoo 1975

Questa terra è la mia terra 1976

Tornando a casa 1978

Oltre il giardino 1980

The Rolling Stones. Il tempo è dalla nostra parte 1981

Cercare di uscire 1982

La moglie del campione 1985

Otto milioni di modi per morire 1986                                   (*) filmografia completa

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Assayas Olivier

Assayas Olivier
Francia (1955)

Ha alle spalle un passato di studente d'arte e di critico cinematografico per la prestigiosa rivista Cahiers du Cinéma.
Esordisce alla regia con Désordre, presentato con successo alla mostra del Cinema di Venezia del 1986, un noir di
grande penetrazione psicologica, nel quale pur partendo dall'azione l'attenzione si sposta gradatamente verso
l'interiorità dei personaggi. Anche nei film successivi il regista ha manifestato questa tendenza a scavare in
profondità, alla ricerca di una verità difficile da afferrare e che emerge più dai primi piani, dai silenzi, dagli
ambienti che dai comportamenti. Particolarmente attenti alla dimensione dell'adolescenza e della giovinezza,
condotti con uno stile spoglio e severo, che nulla concede allo spettacolo, i film di Assayas rappresentano quanto di
meglio ha espresso il Cinema francese degli ultimi anni.

Désordre 1986

Il bambino d'inverno 1989

Contro il destino 1991

L'eau froide 1994

Irma Vep 1996

Le destinées sentimentales 2000

Demonlover 2002

Clean 2005

Boarding Gate (2007)

L'Heure d'été (2008)

Qualcosa nell'aria  (2012)

Sils Maria  (2014)

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Attenborough Richard

Attenborough Richard
Gran Bretagna (1923-2014)

Educato alla Royal Academy, milita nell’aviazione britannica durante la seconda guerra mondiale. Esordisce nel
mondo dello spettacolo come attore di teatro e quindi di Cinema, dove interpreta moltissimi ruoli di secondo piano
come caratterista, non avendo le doti fisiche per rivestire ruoli da protagonista. Il suo primo film da regista è Oh!
Che bella guerra (1969), di sfondo bellico, dove tuttavia un prevalente tono umoristico annulla ogni senso di
drammaticità. Sempre d’argomento guerresco, ma questa volta con seri intenti di ricostruzione storico-bellica lo
spettacolare Quell’ultimo ponte (1977). E’, però, con Gandhi (1982) che Attenborough si consacra come regista di
fama internazionale. Il film, un’accurata biografia dell’eroe indiano della non-violenza, ottiene ben 8 Oscar e un
grande successo di pubblico. Questo kolossal mette in luce le doti di Attenborough di realizzatore di film
all’insegna della grandiosità produttiva e della rievocazione di importanti eventi e personaggi storici. Un tipo di
Cinema più attento alla confezione e alla superficie del prodotto che all’approfondimento dei temi trattati.

 
Oh! Che bella guerra 1969

Gli anni dell’avventura 1972

Quell’ultimo ponte 1977

Magic, Magia 1978

Gandhi 1982 

Chorus Line 1985

Grido di libertà 1987

Charlot 1992

Viaggio in Inghilterra 1993

Amare per sempre 1998

Grey Owl. Gufo grigio 1999

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bille august

Bille August
(Danimarca, 1948)

 Trasferitosi molto presto in Svezia, vi lavora come direttore della fotografia per alcuni registi. Dopo le buone
prove d’esordio con film a basso costo incentrati sull’analisi dello squallore materiale  e morale della periferia
urbana di Copenaghen, nel 1987 conquista la Palma d’Oro a Cannes e l’Oscar per il miglior film straniero con
Pelle alla conquista del mondo. Nel 1992 Ingmar Bergman lo sceglie per dirigere Con le migliori intenzioni,
racconto della storia dei genitori del grande cineasta svedese,  e anche questo film gli vale la Palma d’Oro. Questi
titoli segnano il punto più alto della carriera di August, che da quel momento in poi si accontenterà di portare sullo
schermo mediocri versioni cinematografiche di romanzi di successo, come la Casa degli spiriti (1993) e I
miserabili (1998). Piuttosto anomala per la sua filmografia l’ultima fatica,  Il colore della libertà (2007), dedicato
all’eroe dell’indipendenza sudafricana Nelson Mandela.

Pelle alla conquista del mondo 1987

Con le migliori intenzioni 1992

La casa degli spiriti 1993

Jerusalem 1996

Il senso di Smilla per la neve 1997

I miserabili 1998

Una canzone per Martin 2001

Il colore della libertà 2007                                                          (Filmografia essenziale)

Treno di notte per Lisbona  (2013)

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Autant Lara Claude

Autant-Lara Claude
Francia (1903-2000)

Frequenta l'Accademia delle Belle Arti e si impone come scenografo di importanti film d'avanguardia degli anni
venti. Nel 1933 gira il suo primo film Ciboulette. Nel 1947 raggiunge la notorietà internazionale con Il diavolo in
corpo, un film considerato scandaloso dai benpensanti per la vicenda adulterina e dai nazionalisti per l'assunto
pacifista. Nel 1949 gira quello che viene considerato il suo capolavoro Occupati d'Amelia. Regista in grado di
esprimere sempre dignitosi livelli qualitativi e solida padronanza narrativa, non ha mai rasentato la genialità. La
nouvelle vague ne farà oggetto di polemica, additandolo ad esempio di un Cinema sclerotizzato in formule
tradizionali, incapace di rinnovarsi.

 Ciboulette 1933

Il diavolo in corpo 1947

Occupati d'Amelia 1949

La traversata di Parigi 1956

La giumenta verde 1959

Non uccidere 1961

L'omicida 1963

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Avati Pupi

Avati Pupi
Italia (1938)

Nato a Bologna, resta sempre legato alla sua terra, dove ambienta molti dei suoi film. Dopo aver esordito nel
genere horror e aver attraversato anche il comico e la satira politica, ottiene un buon successo con lo sceneggiato
televisivo Jazz Band (1978), ambientato nella sua Bologna. E' l'inizio del periodo migliore della sua produzione,
ormai sempre più improntata ad una trasognata ispirazione elegiaca e crepuscolare (Le strelle nel fosso, Aiutami a
sognare, Una gita scolastica, Noi tre, Festa di laurea, Storia di ragazzi e ragazze), non priva però di affondi
disincantati in mondi segnati dall'indifferenza e dal cinismo (Impiegati, Regalo di Natale). Negli ultimi anni ha
allargato la propria visuale a nuove tematiche e suggestioni (Magnificat, L'amico d'infanzia, L'arcano incantatore),
senza rinunciare alla sua vena più congeniale (Dichiarazioni d'amore, Il testimone dello sposo).

Balsamus, l'uomo di Satana 1968

Thomas, gli indifferenti 1969

La mazurka del barone, della santa e del fico fiorone 1975

La casa dalle finestre che ridono 1976

Bordella 1976

Tutti defunti tranne i morti 1977

Le strelle nel fosso 1979

Aiutami a sognare 1981

Zeder 1982

Una gita scolastica 1983

Noi tre 1984

Festa di laurea 1985  (il film non è schedato in Cinema 2000; è soltanto presente nella Cineteca dell'Istituto
Pacioli)

Impiegati 1985

Regalo di Natale 1986

Ultimo minuto 1987

Sposi 1988

Storia di ragazzi e ragazze 1989

Bix. Un'ipotesi leggendaria 1990

Fratelli e sorelle 1992

Magnificat 1993  

Dichiarazioni d'amore 1994

L'amico d'infanzia1994

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Avati Pupi

L'arcano incantatore 1995

Festival 1996

Il sindaco1996

Il testimone dello sposo 1997

La via degli angeli 1999

I cavalieri che fecero l'impresa 2001 

Il cuore altrove 2003

La rivincita di Natale 2004

Ma quando arrivano le ragazze? 2004

La seconda notte di nozze 2005                                         (*) Filmografia completa

La cena per farli conoscere (2007)

Il nascondiglio (2007)

Il papà di Giovanna (2008)

Gli amici del bar Margherita (2009)

Il figlio più piccolo (2010)

Una sconfinata giovinezza (2010)

Il cuore grande delle ragazze (2011)

Un ragazzo d'oro (2014)

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Avnet Jon

Avnet Jon
Stati Uniti (1949)

 
Pomodori verdi fritti alla fermata del treno 1992

The War 1994

Qualcosa di personale 1996

L'angolo rosso. Colpevole fino a prova contraria 1997

La rivolta 2001

88 minuti (2007)

Sfida senza regole (2008)

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Badham John

Badham John
Gran Bretagna (1939)

Si trasferisce giovanissimo negli Usa, dove entra nel mondo del Cinema come produttore associato di S. Spielberg
e regista televisivo. Debutta nel grande schermo nel 1977 con La febbre del sabato sera, ottenendo un grande
successo. Lontano dal modello del regista-autore, si è rivelato però un ottimo professionista in grado di far rendere
al meglio sceneggiature di genere, realizzando prodotti medi di buona confezione per il grande pubblico.

La febbre del sabato sera 1977

Wargames. Giochi di guerra 1983

Tuono blu 1983

Corto Circuito 1986

Sorveglianza speciale 1987

Nome in codice: Nina 1992

Occhio al testimone 1993

Minuti contati 1997

Incognito 1997

The Jack Bull 1999

Un killer per Lucinda (2002)

Obsessed - Ossessione (2002)

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Baldoni Sandro

Baldoni Sandro
Italia (1954)

Regista di spot pubblicitari e collaboratore di riviste satiriche, esordisce dietro la macchina da presa nel 1994 con
Strane storie, un film a episodi dalla tribolata realizzazione a causa delle difficoltà di finanziamento. La sua opera
seconda Consigli per gli acquisti (1997) incontra problemi di distribuzione per la feroce satira contro il mondo
della pubblicità. Baldoni è tra i pochi registi italiani ad essersi cimentato sul terreno della critica di costume
attraverso il filtro dell'assurdo e del surreale.

 
Strane storie 1994

Consigli per gli acquisti 1997                                                (*Filmografia completa)

Italian Dream (2008)

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Banderas Antonio

Banderas Antonio
Spagna (1960)

Banderas si è affermato come attore recitando in vari film del celebre regista spagnolo Almodovar (Labirinto di
passioni, La legge del desiderio, Legami). Il successo l’ha condotto negli USA, dove ha interpretato, fra gli altri,
Philadelphia, La casa degli spiriti, Evita, La maschera di Zorro. Diventato il marito dell’attrice Melanie Griffith
ha esordito alla regia con Pazzi in Alabama, nel quale la moglie recita nel ruolo della protagonista.

Pazzi in Alabama 1999

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Barbareschi Luca

Barbareschi Luca
Italia (1956)

Noto quasi esclusivamente come attore di seconda schiera (pochi, anche se significativi, i suoi ruoli da
protagonista, come in Romance di M. Mazzucco, 1986), sovente nei panni di un comprimario antipatico e infido
(Impiegati di P. Avati, 1985), Barbareschi esordisce alla regia nel 1997 con Ardena, un film dai toni crepuscolari
e di trasparente autobiografismo.

Ardena 1997

Il trasformista 2002

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Michael Bay

Bay Michael
Stati Uniti (1962)

Dopo aver frequentato la scuola di Cinema Wesleyan University, inizia la sua carriera nel mondo della pubblicità e
dei videoclip. Di questa formazione rimangono evidenti tracce in tutta la sua produzione registica, improntata alla
creazione di prodotti ad alto tasso di spettacolarità in sintonia con i gusti spettatoriali più diffusi, farciti di effetti
speciali e modellati secondo convenzioni narrative di genere. Bay è insomma pienamente inserito dell’industria
hollywoodiana del blockbuster (film destinato ad essere in testa alle classifiche degli incassi), ai cui canoni si
adegua con asettica professionalità.

Bad Boys 1994

The Rock 1996

Armageddon 1998

Pearl Harbour 2001

Bad Boys II (2003)

The Island (2005)

Transformers (2007)

Transformers - La vendetta del caduto (2009)

Transformers 3 (2011)

Pain & Gain - Muscoli e denaro (2013)

Transformers 4 - L'era dell'estinzione (2014)

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Beatty Warren

Beatty Warren
Stati Uniti (1937)

Frequenta corsi d’arte drammatica a New York e debutta a Broadway nel 1959. Nel 1961 esordisce come attore nel
film di Elia Kazan Splendore nell’erba, consacrandosi così sul piano internazionale come un bello hollywoodiano
ed iniziando una fortunata carriera da star. Come regista (ma continuerà ad essere il protagonista dei film da lui
diretti) debutta all’età di quarant’anni con la commedia fantastica Il paradiso può attendere (1979), ma è con
Reds (1982), biografia del giornalista di sinistra John Reed (l’unico film hollywoodiano che abbia come
protagonista, in chiave positiva, un comunista), che offre la sua prova più convincente esibendo una grande
maturità registica che gli permette di mettere in atto procedure stilistiche e linguistiche assai differenti all’interno
della stessa opera. Con Dick Tracy (1990) rende omaggio all’eroe del fumetto omonimo, riconfermando la sua
grande inventiva. Ultimamente è uscito il suo ultimo film, il discusso

Il paradiso può attendere 1979

Reds 1982

Dick Tracy 1990

Bulworth-Il senatore 1998                                            (*) filmografia completa

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Bechis Marco

Bechis Marco
Cile (1958)

Di madre svizzera e di padre italiano, si trasferisce ancora bambino a Buenos Aires con la famiglia. Quando i suoi
decidono di venire a vivere in Italia, Bechis rimane in Argentina a fare il maestro elementare e ad impegnarsi
politicamente per la trasformazione in senso progressista e democratico del paese sudamericano. Nel 1976 i militari
vanno al potere ed instaurano un regime di terrore che si rivolge soprattutto verso la repressione degli elementi
democratici e di sinistra. Bechis è fra questi e anch’egli subisce il sequestro e la detenzione da parte dei famigerati
squadroni paramilitari responsabili della scomparsa di migliaia di cittadini argentini (i cosiddetti desaparecidos),
riuscendo a salvarsi solo grazie alla cittadinanza straniera. Dal 1977 vive in Italia. Nel 1991 esordisce alla regia
con Alambrado, ambientato in una desolata e solitaria terra dell’Argentina (dove nel frattempo è tornata la
democrazia). Nel 1999 dirige Garage Olimpo, una cruda e aspra testimonianza sulla tragedia della repressione
militare negli anni della giunta militare argentina, sconvolgente rielaborazione cinematografica della sua tremenda
esperienza autobiografica.

Alambrado 1991

Garage Olimpo 1999  

Figli 2001                                         (*) Filmografia completa

La terra degli uomini rossi - Birdwatchers (2008)

Il sorriso del capo (2011)

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Bellocchio Marco

Marco Bellocchio
Italia (1939)

 Appartenente ad una famiglia borghese fortemente attaccata ai valori della tradizione, compie tutto il ciclo
scolastico presso istituti religiosi, interrompendo gli studi di filosofia all’Università Cattolica di Milano per
iscriversi al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Dopo aver seguito corsi di Cinema alla Slade School
of Fine Arts di Londra nel 1965, esordisce alla regia con I pugni in tasca, un’opera di stampo autobiografico
intrisa di acri e dissacratori umori antiborghesi, incarnati nella figura di un nevrotico emarginato che esprime il
proprio anarchico ribellismo in una rivolta cieca ed insensata. Aderisce con partecipazione ed entusiasmo alla
stagione di contestazione del 1968, della cui ansia di rivolta la sua opera prima cinematografica costituisce
un’anticipazione. Nel 1971 con Nel nome del padre rielabora in chiave onirico-allucinatoria i propri trascorsi
presso il liceo cattolico dei Barnabiti. Più strettamente collegati all’emergere di un preciso impegno politico di
denuncia i successivi Sbatti il mostro in prima pagina (1972) e Marcia trionfale (1976), nei quali il regista
condanna implacabilmente due istituzione portanti dello stato borghese: la stampa e l’esercito. Attenuatosi
l’impegno militante, negli anni Ottanta Bellocchio ripiega sulle tematiche esistenziali e morali degli esordi con film
come Salto nel vuoto (1980) e Gli occhi, la bocca (1982), mentre nel 1985 offre una personalissima rivisitazione
del tema del terrorismo con Diavolo in corpo, un remake aggiornato del famoso film di Autant-Lara di
quarant’anni prima. Dopo un periodo caratterizzato da pellicole controverse, che dividono la critica e inducono e
ritenere che la stagione più proficua del regista si sia conclusa, Bellocchio ritorna al centro dell’attenzione con due
film di grande impatto e spessore: La balia (1999) e L’ora di religione (2002), opera quest’ultima di risentita ed
orgogliosa fede laicista contro ogni dogmatismo e conformismo, con cui ripropone l’ispirazione provocatoria e
polemica della sua giovinezza. E’ proprio questa tensione verso un Cinema scomodo e aspro, non facile e spesso
spiazzante, ricco di rimandi e sottintesi, denso di riferimenti culturali e autobiografici, stilisticamente asciutto, se
non addirittura disturbante, che costituisce l’essenza più autentica di un cineasta dalla spiccata e originale
personalità artistica.

I pugni in tasca 1965

La Cina è vicina 1967

Amore e rabbia 1969

Sbatti il mostro in prima pagina 1972

Matti da slegare 1975

Marcia trionfale 1976

Salto nel vuoto 1980

Gli occhi, la bocca 1982

Enrico IV 1984

Diavolo in corpo 1985

La visione del sabba 1988

La condanna 1991

Il sogno della farfalla 1994

Il principe di Homburg 1997

La balia 1999

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Bellocchio Marco

L’ora di religione 2002 

Buongiorno notte 2003 

Il regista di matrimoni 2006   

Vincere 2009                                               (*) Filmografia completa

Sorelle Mai (2010)

Bella addormentata (2012)

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Benigni Roberto

Benigni Roberto
Italia (1952)

Inizia giovanissimo recitando in teatro, come attore comico partecipa a parecchie trasmissioni televisive e recita in
numerosi film di registi importanti come G.Bertolucci, M.Ferreri e F.Fellini. Quando esordisce alla regia nel 1983
con il film a episodi Tu mi turbi è già uno dei volti più popolari e amati dello spettacolo. La sua è una comicità
travolgente e provocatoria, caratterizzata in senso regionale, ma in grado di parlare a tutti grazie ad una mimica
prodigiosa e ad un eccezionale senso della battuta pungente e dissacrante. Benigni trasferisce nei ruoli che
interpreta sullo schermo sempre qualcosa della sua ricca personalità comica, tanto da riproporre lo stesso
personaggio attraverso film diversi (secondo una tradizione comica che va Chaplin a Totò) e senza ridurre la sua
regia ad un puro supporto delle sue performance attoriali, anzi dimostrando di avere idee e talento anche dietro la
macchina da presa. Con il suo ultimo film La vità è bella (1997) ha guadagnato un Oscar che ne ha consacrato la
fama internazionale.

Tu mi turbi 1983

Non ci resta che piangere (coregia con Massimo Troisi) 1984

Il piccolo diavolo 1988

Johnny Stecchino 1991

Il mostro 1994

La vita è bella 1997  

Pinocchio 2002   

La tigre e la neve 2005                                           (*filmografia completa)

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fabrizio bentivoglio

Bentivoglio Fabrizio
(Italia, 1957)

 Frequenta la scuola del Piccolo Teatro di Milano, debuttando sul palcoscenico con una tragedia shakespeariana. Si
trasferisce a Roma dove fonda la casa di produzione Tipota Movie Company. Affermatosi negli anni Novanta
come uno dei maggiori attori del cinema italiano (Coppa Volpi a Venezia nel 1993 per Un’anima divisa in due),
Bentivoglio continua a coltivare l’attività di attore teatrale. Nel 2007 esordisce come regista nel lungometraggio
con Lascia perdere Johnny!, una gustosa e delicata ricostruzione delle atmosfere degli anni Settanta.

Lascia perdere Johnny! 2007

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Benvenuti Alessandro

Benvenuti Alessandro
Italia (1950)

Attore di cabaret e teatro acquista notorietà con il gruppo dei Giancattivi (insieme con A. Cenci e F.Nuti), con cui
esordisce come regista nel 1981 con Ad ovest di Paperino, commedia all'insegna di un umorismo vagamente
surreale.

Ad ovest di Paperino 1981

Era una notte buia e tempestosa 1985

Benvenuti in casa Gori 1990

Zitti e Mosca 1991

Caino e Abele 1992

Belle al bar 1994

Ivo il Tardivo 1995

Ritorno a casa Gori 1996

I miei più cari amici 1997

Ti spiace se bacio mamma? (2003)

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Beresford Bruce

Beresford Bruce
Australia (1940)

Emerge come regista nel clima della new wave del Cinema australiano degli anni settanta, quando sulla scia della
protesta contro la guerra del Vietnam, cui l'Australia prende parte, una generazione di registi trentacinquenni (tra
cui il più famoso è P. Weir) affronta alcune tematiche strettamente legate all'identità nazionale (il conflitto tra
mentalità puritana anglosassone e natura, lo sterminio degli aborigeni e il ruolo subalterno dell'Australia nell'ambito
dell'impero britannico). Il prodotto più rilevante di questa stagione è costituito per Beresford da Breaker Morant
(1980), una denuncia dello spietato cinismo con cui gli alti comandi inglesi usarono i soldati australiani nella guerra
anglo-boera. Approdato a Hollywood Beresford perde l'originario vigore polemico e si trasforma in un eclettico
professionista dell'industria cinematografica, sfornando numerose pellicole commerciali nulla più che dignitose, tra
le quali va ricordata A spasso con Daisy (1989), che ottiene numerosi riconoscimenti fra cui l'Oscar.

Breaker Morant. Esecuzione di un eroe 1980

The Club 1982

Tender Mercies. Un tenero ringraziamento 1983

King David 1985

Crimini del cuore 1986

A spasso con Daisy 1989 (Il film non è presente in Cinema 2000, ma solo nella Cineteca dell'Istituto Pacioli)

Alibi seducente 1989

Mister Johnson 1990

Manto nero1992

Alla ricerca dello stregone 1994

Rosso d'autunno 1995

Difesa ad oltranza 1996

1997

Colpevole d'innocenza 1999

B ride of the Wind (2001)

Evelyn (2002)

The Contract (2006)

Mao's Last Dancer (2009)

Peace, Love & Misunderstanding (2011)

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Bergman Ingmar

Bergman Ingmar
Svezia (1918-2007)

Figlio di un pastore protestante, studia storia e letteratura all’Università di Stoccolma e diventa aiuto-regista al
Teatro Reale dell’Opera, dedicandosi per anni alla regia teatrale. Nel 1945 dirige il suo primo film Crisis. Il primo
successo l’ottiene con Estate d’amore, presentato alla Mostra di Venezia nel 1950, ma l’opera che gli garantisce la
notorietà internazionale è Sorrisi di una notte d’estate (1955). I successivi Il settimo sigillo (1956) e Il posto delle
fragole (1957) sono tra i suoi capolavori. In questi film si precisa in modo quasi definitivo l’orientamento di
Bergman verso un Cinema di intensa e dolorosa riflessione filosofico-esistenziale sul senso della vita, sulla
condanna dell’uomo alla solitudine e all’infelicità e sull’angosciosa ricerca di Dio, mentre dal punto di vista
stilistico emergono alcuni costanti, quali la creazione di atmosfere ai limiti del surrealismo, il prevalere
dell’elemento dialogico (aspetto, questo, di chiara derivazione teatrale), l’assenza di colonna sonora musicale, il
rigore formale, la presenza di una vena ironico-grottesca che spesso alleggerisce l’insostenibile tensione
psicologica dei suoi film. Negli anni Sessanta l’attenzione del regista si concentra in modo particolare sull’universo
femminile e sui problemi della fede religiosa, della crisi d’identità e dell’incomunicabilità tra esseri umani.
Esemplare in questo senso la trilogia composta da Come in uno specchio (1961), Luci d’inverno (1962) e Il silenzio
(1963). Nel 1972 ottiene un grande successo internazionale con Sussurri e grida, dove affronta i temi della
malattia, della morte e dell’amore fra sorelle. Nel 1974 realizza per la televisione svedese Scene da un matrimonio
(esiste anche una versione ridotta per le sale cinematografiche), un’analisi impietosa delle dinamiche di attrazione e
repulsione all’interno della coppia borghese. Dopo aver lasciato la sua Svezia (all’abbandono della sua patria non
sono estranee ragioni di natura fiscale), vive per qualche anno all’estero. Nel 1977 s’avventura in una grande
produzione affrontando un genere, quello storico-politico, a lui poco congeniale con L’uovo del serpente, sulla
genesi del Nazismo nella Germania degli anni Venti. Considerato quasi unanimemente una battuta d’arresto nella
carriera del regista, testimonia pur sempre della volontà di Bergman di volersi misurare anche in un ambito distante
dalle sue consuete tematiche (ma anche qualche anno prima, nel 1973, aveva girato una splendida versione
cinematografica dell’opera lirica mozartiano Il flauto magico). Tornato in patria, nel 1983 dirige il film più costoso
e più lungo della sua carriera Fanny e Alexander, una saga familiare di inizio Novecento, non priva di risvolti
autobiografici, piena di colori caldi e morbidi e calata in un clima spesso festoso (e quindi lontana dal cupo
bianconero e dalle atmosfere inquietanti dei film dell’esordio).  Il regista dichiara che questa sarà la sua ultima
opera cinematografica e negli anni successivi manterrà la promessa, anche se continuerà a realizzare film per la
televisione. Bergman è stato uno dei maggiori e più celebrati registi della storia del Cinema (certamente devono a
lui qualcosa grandi maestri quali Antonioni, Wenders e Allen). Nel suo Cinema ha affrontato, con un’asciuttezza
ed essenzialità linguistica rare e con una straordinaria capacità di penetrazione psicologica, i temi cruciali
dell’esistenza senza mai arrivare a dare risposte esaustive, ma ponendo al centro della propria opera tutta la
drammaticità di una condizione umana alle prese con drammatiche domande destinate a rimanere tali.  

Crisis 1945

Piove sul nostro amore 1946

La terra del desiderio 1947

Sete 1949

Un’estate d’amore 1950

Monica e il desiderio 1952

Donne in attesa 1953

Una vampata d’amore 1953

Una lezione d’amore 1954

Sogni di donna 1955

http://pacioli.crw.it/ftp/cinema2000-2016/4-Registi/Registi2002/4framreg002.htm[12/07/2017 18:59:18]
Bergman Ingmar

Sorrisi di una notte d’estate 1955

Il settimo sigillo 1956

Il posto delle fragole 1957

Il volto 1958

La fontana delle vergini 1959

L’occhio del diavolo 1960

Come in uno specchio 1961

Luci d’inverno 1962

A proposito di tutte queste signore 1963

Il silenzio 1963

Persona 1966

La vergogna 1968

L’ora del lupo 1968

L’adultera 1971

Sussurri e grida 1972

Il flauto magico 1973

Scene da un matrimonio 1974

L'immagine allo specchio 1975

L’uovo del serpente 1977

Sinfonia d’autunno 1978

Un mondo di marionette 1980

Fanny e Alexander 1983

Dopo la prova  (1984)

Vanità e affanni  (1997)

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Bertolucci Bernardo

Bertolucci Bernardo
Italia (1941)

Figlio del poeta Attilio e fratello maggiore del regista Giuseppe, è aiuto-regista di Pasolini in Accattone ed
esordisce nel 1962 con La commare secca, film di chiara ispirazione pasoliniana. Nel 1964 gira Prima della
rivoluzione, opera prima a suo modo sperimentale, influenzata dalla Nouvelle Vague francese e di evidente
ispirazione autobiografica. In essa sembrano convergere alcuni dei temi che poi diventeranno delle costanti della
sua filmografia: la difficoltà a superare la condizione di borghese, l’approccio psicanalitico, il citazionismo
letterario e cinematografico, l’attaccamento alle proprie radici emiliane. Con La strategia del ragno (1970), un
apologo surreale ambientato in un angolo remoto della bassa padana ricco di risonanze magiche, affronta il mito
della Resistenza filtrato attraverso un conflittuale rapporto padre-figlio. Il successivo Ultimo tango a Parigi (1972),
torbida storia di amore e morte sullo sfondo di una Parigi ambigua e decadente, ribadisce l’interesse del regista
all’esplorazione della crisi della borghesia attraverso il filtro della psicanalisi. Film considerato immorale e
scandaloso, viene perseguitato dalla censura sino alla condanna al rogo (unico caso della storia) con una sentenza
della Corte di Cassazione italiana. Nel 1976 realizza con capitali americani Novecento-Atto I e Atto II, una
monumentale epopea rurale ambientata nella campagna emiliana, nella quale il regista rievoca la storia della prima
metà del XXsecolo collocandosi dalla parte dei contadini e della loro lotta contro i padroni e i fascisti. Più che
l’esattezza della ricostruzione storica (piuttosto approssimativa), a Bertolucci interessa cogliere una verità politica e
poetica insieme, dove l’amore per la propria terra d’origine si confonde con l’adesione all’ideologia comunista. I
successivi L’ultimo imperatore (1987), Il tè nel deserto (1990) e Piccolo Buddha (1993) portano il regista lontano
dalla prediletta Emilia, a conquistare fama e successo internazionale con superproduzioni di grande livello
spettacolare, nelle quali continua, però, a riproporre, pur attraverso situazioni narrative assai differenti tra loro, i
motivi tipici del suo Cinema e i caratteristici stilemi antirealistici ed espressionistici. Le due ultime pellicole, Io
ballo da sola (1995) e L’assedio (1999), segnano il suo ritorno in Italia e sembrano testimoniare di una volontà di
riaccostarsi ad un Cinema povero, più dimesso dal punto di vista dell’impegno economico e più sobrio e vigilato
sul piano del linguaggio. Regista tra i maggiori che il Cinema italiano ha espresso nella sua storia, Bertolucci ha
sempre cercato di coniugare nella sua opera le ragioni della sua autobiografia con le suggestioni provenienti dalla
storia, dalla politica, dalla cultura, dalla letteratura e soprattutto dal Cinema stesso in una singolare e
personalissima mescolanza, che forse non sempre è riuscito a dominare, ma che costituisce il motivo del fascino
perdurante della sua opera.

La commare secca 1962

Prima della rivoluzione 1964

Partner 1968

La strategia del ragno 1970

Il conformista 1971

Ultimo tango a Parigi 1972

Novecento-Atto I e Atto II 1976

La luna 1979

La tragedia di un uomo ridicolo 1981

L’ultimo imperatore 1987

Il tè nel deserto1990

Piccolo Budda 1993 (presente soltanto nella cineteca dell'Istituto Pacioli)

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Bertolucci Bernardo

Io ballo da sola 1995

L’assedio 1999

The Dreamers - I sognatori 2003

Io e te (2012)

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Bertolucci Giuseppe

Bertolucci Giuseppe
Italia (1947-2012)

Ha esordito come aiuto-regista e sceneggiatore per il fratello Bernardo. Nel 1977 dirige il suo primo film,
Berlinguer ti voglio bene con un Benigni non ancora famosissimo. Nel 1984 affronta il difficile tema del terrorismo
con Segreti segreti, dove rivela una particolare attenzione per l’universo e la sensibilità femminili, che si ripeterà in
pellicole successive, come Amori in corso (1989) e il recente Il dolce rumore della vita (1999). Regista eclettico,
non ha mai abbandonato il registro comico-grottesco degli esordi, affidandosi alle performance di attori provenienti
dal cabaret, come D. Abatantuono, P.Rossi e S.Guzzanti, tutti e tre bravissimi nel surreale apologo I cammelli
(1989).

 
Berlinguer ti voglio bene 1977

Segreti segreti 1984

Strana la vita 1987

I cammelli 1989

Amori in corso 1989

Troppo sole 1994

Il dolce rumore della vita 1999

L'amore probabilmente 2001

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Besson Luc

Besson Luc
Francia (1959)

E' considerato il cineasta più americanizzato (ha frequentato degli stage negli Stati Uniti) della nuova generazione
di registi francesi e questo per lo spiccato senso dello spettacolo, del ritmo e dell'azione che caratterizza i suoi film,
che spesso hanno come protagonisti dei cosiddetti outsiders, personaggi cioè che vivono discosti dalla società,
esprimendo un solitario e conflittuale rapporto con il mondo. Una specie di rivincita degli esclusi, secondo il più
consolidato dei modelli del Cinema americano.

Subway 1985

Atlantis 1990

Nikita 1990

Léon 1994

Il quinto elemento 1997 (il film non è schedato in Cinema 2000; è soltanto presente nella Cineteca dell'Istituto
Pacioli)

Giovanna d'Arco 1999

Angel-A (2005)

Arthur e il popolo dei Minimei (2006)

Arthur e la vendetta di Maltazard  (2009)

Adèle e l'enigma del faraone (2010)

Arthur e la guerra dei due mondi (2010)

The Lady - L'amore per la libertà  (2011)

Cose nostre - Malavita (2013)

Lucy (2014)

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Bigelow Kathryn

Bigelow Kathryn
(Stati Uniti, 1951)

 Si laurea in Cinema alla Columbia University nel 1979. Il film che la fa scoprire al grande pubblico è Il buio
s’avvicina (1987), che fonde insieme horror e western, due generi piuttosto anomali per una regista donna. E’
quindi la volta di un thriller di grande intensità e di compressa suspence: Blue Steel (1990). Diventata moglie del
famoso regista hollywoodiano James Cameron dirige Point Break (1991), ancora un thriller fortemente segnato
dagli stereotipi classici del genere, che però la Bigelow sa reinventare con grande originalità e riproporre attraverso
il filtro di un linguaggio ipercinetico, dove le possibilità dinamiche del montaggio sono spinte all’estremo. Con
Strange Days (1995) esplora il genere fantascientifico, rivisitato in chiave esistenzial-filosofica, come una
riflessione allusiva sulle frontiere della visione e del voyeurismo cinematografico. Con il suo ultimo film, K-19
(2002), si spinge nel territorio del film bellico, rievocando una pagina sconosciuta della Guerra Fredda. Quello
della Bigelow è un cinema americano al 100%, ma che sa ritagliarsi una sua assoluta riconoscibilità nel
conturbante e sensuale impatto visivo, dove il ruolo delle immagini e la loro successione (spesso frenetica) acquista
una centralità decisiva (ben più della sceneggiatura e della trama) immettendo lo spettatore in un vortice di
emozioni e suggestioni sempre in grado di coinvolgerlo.

The Loveless (con Monty Montgomery) 1982

Il buio s’avvicina 1987

Blue Steel 1990

Point Break 1991

Strange Days 1995

Il mistero dell’acqua 2000

K-19 2002                                                                       (*Filmografia completa)

The Hurt Locker (2008)

Zero Dark Thirty (2012)

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Blasetti Alessandro

Blasetti Alessandro
Italia (1900-1987)

Dopo aver svolto l’attività di critico cinematografico, fonda nel 1929, insieme ad un gruppo di amici, la società
Augustus, che produsse nelle stesso anno il suo primo film, Sole!, sulla bonifica delle paludi pontine, andato quasi
completamente perduto, ma nel quale sono già chiaramente ravvisabili le influenze del Cinema realista sovietico.
Nel 1934 dirige 1860, un’antiretorica rievocazione dell’impresa garibaldina vista dalla parte di due umili popolani.
Con Vecchia guardia (1935), celebrazione dello squadrismo delle origini, Blasetti afferma la sua adesione al regime
fascista, anche se al film non furono risparmiate critiche da parte di un regime che preferiva rimuovere le proprie
origini violente. Verso la fine degli anni Trenta l’alleanza italo-germanica e le tendenze sempre più apertamente
guerrafondaie di Mussolini lo spingono a rivedere il suo appoggio al regime e a dedicarsi a film in costume distanti
dalla contemporaneità, come La cena delle beffe (1941) e La corona di ferro (1941). La svolta nella carriera del
regista si ha nel 1942 con Quattro passi fra le nuvole, una commedia bucolica ricca di spunti realistici, che
anticipa alcune caratteristiche del neorealismo del dopoguerra. Negli anni cinquanta Blasetti sembra orientarsi
sempre più in direzioni di commedie dal garbato sapore populista, ricche di brio e scioltezza. Ricordiamo su tutte il
delizioso Prima comunione (1950) e Peccato che sia una canaglia (1955). Negli ultimi anni di carriera inventa, con
Europa di notte (1958), il genere del reportage documentaristico sulla vita notturna delle capitali europee e tenta
con Io,io, io…e gli altr i (1966) di esplorare i territori dell’apologo moralistico con un film-saggio sull’egoismo
nella società moderna. Blasetti è, insieme a Camerini e Alessandrini, il regista più significativo del primo decennio
del Cinema sonoro italiano, nel quale riuscì a lasciare una traccia profonda per i forti elementi di novità e audacia
sperimentalista che vi seppe introdurre, muovendosi su generi e temi assai diversi tra di loro ed esprimendo
posizioni ideologiche spesso discutibili, ma sempre personali e mai banali. Seppe, inoltre, sintonizzarsi con
coraggio e curiosità con le correnti cinematografiche più innovative e vitali del momento, pensando sempre in
grande e mostrandosi un esperto conoscitore della tecnica cinematografica.

Sole ! 1929

Nerone 1930

Terra madre 1931

Resurrectio 1931

La tavola dei poveri 1932

L’impiegata di papa 1933

Il caso Haller 1933

Vecchia guardia 1934

1860 1934

Aldebaran 1935

La contessa di Parma 1937

Ettore Fieramosca 1938

Retroscena 1939

Un’avventura di Salvator Rosa 1940

La cena delle beffe 1941

La corona di ferro 1941

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Blasetti Alessandro

Quattro passi fra le nuvole 1942

Nessuno torna indietro 1943

Un giorno nella vita 1948

Fabiola 1948

Prima comunione 1950

Altri tempi 1952

Peccato che sia una canaglia 1955

La fortuna di essere donna 1955

Amore e chiacchiere 1957

Europa di notte 1958

Liolà 1963

Io, io, io …e gli altri 1966

La ragazza del bersagliere 1967

Simon Bolivar 1970

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sergej bodrov

Bodrov Sergej
URSS (1948)

 Studia all’Istituto Cinematografico russo VGIK di Mosca e si diploma come regista e sceneggiatore. Si segnala al
festival di Berlino del 1989 con La libertà è il paradiso. Alterna le regie con le sceneggiature e nel 1996 realizza il
suo film più importante Il prigioniero del Caucaso, ispirato ala guerra di Cecenia, il piccolo Vietnam della Russia 
postcomunista. In quest’opera emergono le caratteristiche del suo cinema: sobrio realismo, sensibilità antropologica
per usi e i costumi premoderni, suggestive deviazioni oniriche. Nel 2007 dirige il kolossal Mongol, un’epica e
avventurosa biografia di Gengis Khan, dove conferma la sua tendenza all’impasto tra realismo e visionarietà,
secchezza narrativa e ridondanza decorativa.

  

La libertà è il paradiso 1989

Il prigioniero del Caucaso 1996

Decisione rapida 2001

IL bacio dell’orso 2002

Mongol 2007                                                  (*) Filmografia essenziale

Il settimo figlio (2014)

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Bogdanovich Peter

Bogdanovich Peter
Stati Uniti (1939)

Studioso di Cinema e critico cinematografico, ha scritto libri sull'opera di alcuni dei più grandi maestri del Cinema
americano classico, come J.Ford, H. Hawks, A. Hitchcock. Questo culto per la scuola cinematografica del passato
permea la sua prova d'esordio L'ultimo spettacolo (1971), un film girato in un prezioso bianconero e improntato ai
moduli stilistici degli anni quaranta e cinquanta, che esprime tutta la sua commossa nostalgia per un Cinema che
non c'è più. Anche le sue prove successive risentono di questa impostazione nostalgica.

Targets 1968

L'ultimo spettacolo 1971

Ma papà ti manda sola? 1972

Paper moon 1973

Daisy Miller 1974

Finalmente arrivò l'amore 1975

Vecchia America 1976

Saint Jack 1979

E tutti risero 1981

Dietro la maschera 1985

Illegalmente tuo 1988

Texasville 1990

Rumori fuori scena 1991

Quella cosa chiamata amore 1993   

Rescuers 1 - Storie di donne coraggio 1997  

Un serial killer a New York 1998                        (*Filmografia completa)

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Bolognini Mauro

Bolognini Mauro
Italia (1923-2001)

Laureatosi in architettura, si iscrive al Centro Sperimentale di Cinematografia e negli anni cinquanta fa esperienza
con numerose commedie di dignitoso livello, prima di affermarsi all'attenzione della critica con due film, La notte
brava e La giornata balorda, entrambi del 1960, nati dall'incontro con gli scrittori Moravia e Pasolini. Da quel
momento in poi quasi tutte le sue regie saranno segnate dal connubio tra sceneggiature di origine letteraria e un
gusto stilistico calligrafico, di grande precisione sul piano dell'aderenza storica. Nascono da questa impostazione le
sue opere migliori, come Metello (1970) e Bubu (1971), nelle quali la sua raffinatezza figurativa trae ispirazione
dalla pittura italiana ottocentesca coeva al periodo in cui sono ambientati i film. Tutte le volte che in seguito
Bolognini ha abbandonato questa propensione ad un accurato formalismo, la qualità del suo Cinema ne ha
negativamente risentito.

 
Gli innamorati 1955

Guardia, guardia scelta, brigadiere e maresciallo 1956

Marisa la civetta 1957

Giovani mariti 1958

La notte brava 1960

La giornata balorda 1960

Il bell'Antonio 1960

La viaccia 1961

Senilità 1962

La corruzione 1963

Arabella 1969

Un bellissimo novembre 1969

Metello 1970 

Imputazione di omicidio per uno studente 1972

Fatti di gente perbene 1974

Per la antiche scale 1975

Libera, amore mio 1975

L'Eredità Ferramonti 1976

Gran bollito 1977

Mosca addio 1986

La venexiana 1986

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Bolognini Mauro

La villa del Venerdì 1991

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Boorman John

Boorman John
Gran Bretagna (1934)

Dopo aver lavorato per qualche tempo alla BBC ed aver esordito alla regia con un film non eccelso, emigra negli
Usa, dove si svolgerà, tranne qualche breve soluzione di continuità, quasi tutta la sua attività. Il suo primo film di
successo è Un tranquillo week-end di paura (1972), una sconvolgente ed inquietante riflessione sui pericoli di un
ingenuo abbondonarsi alla natura. Nel 1980 affronta con Excalibur le antiche saghe cavalleresche della sua terra
d'origine, mostrando una notevole capacità di giocare sul registro spettacolare. In questo, come in altri film, emerge
la sua ossessione acquorea, che trasforma fiumi e laghi in scenari privilegiati delle sue storie.

 Senza un attimo di tregua 1967

Duello nel pacifico 1968

Leone l'ultimo 1970

Un tranquillo week-end di paura 1972

Zardos 1974

Esorcista II: l'eretico 1977

Excalibur 1980

La foresta di smeraldo 1985

Anni '40 1987

Oltre Rangoon 1995

Il sarto di Panama 2001

In My Country 2004

The Tiger's Tail  (2006)

Queen and Country (2014)

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Boyle Danny

Boyle Danny
Gran Bretagna (1957)

Piccoli omicidi tra amici 1994

Trainspotting 1995

Una vita esagerata 1997

The Beach 1999

28 giorni dopo 2003

Millions 2004

Sunshine (2007)

The Millionaire  (2008)

127 ore (127 Hours) (2010)

In trance (Trance) (2013)

Steve Jobs (2015)

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Branagh Kenneth

Branagh Kenneth
Irlanda (1960)

Ancora giovanissimo si è affermato con un demiurgico attore-manager teatrale: non si è limitato a recitare, ma ha
diretto e gestito in tutti i sensi la sua compagnia, la Reinnassence Company. Egocentrico e presuntuoso (ma chissà,
forse anche un po’ autoironico), scrive a soli ventinove anni la sua autobiografia. Esordisce nel Cinema nel 1989
con Enrico V, nel ruolo che già era stato del grande Lawrence Olivier. Attore e regista al contempo (e non poteva
essere altrimenti), offre una versione piuttosto innovativa, antiaccademica e cupa, del testo shakespeariano.
Successivamente Branagh si cimenta con prove cinematografiche che si discostano dal repertorio teatrale classico
per accostarsi ai generi più tradizionalmente cinematografici. E’ il caso del giallo L’altro delitto (1991) e della
commedia Gli amici di Peter (1992). Nel 1994 dirige Frankenstein di Mary Shelley, prodotto da Coppola,
un’ennesima rivisitazione del famoso romanzo ottocentesco che suscita reazioni divergenti nella critica e non
convince particolarmente il pubblico. Nel 1996 il regista torna all’amato Shakespeare con Hamlet, una sontuosa
versione cinematografica della celebre tragedia, dopo che l’anno prima l’insigne bardo era stato pretesto per
imbastire la godibile commedia in bianconero Nel bel mezzo di un gelido inverno. Autore dall’indubbio talento e
dalla vulcanica inventiva, anche se non geniale, Branagh, nonostante la tendenza all’eccesso e alla ridondanza, sia
nella messa in scena (spesso afflitta da un esibito barocchismo), sia nelle soluzioni stilistiche (sovente ispirate ad
un gusto compiaciuto del virtuosismo tecnico), è certamente una delle personalità artistiche più rilevanti
dell’attuale panorama cinematografico.

Enrico V 1989

L’altro delitto 1991

Il canto del cigno 1992

Gli amici di Peter 1992

Molto rumore per nulla 1993

Frankenstein di Mary Shelley 1994

Nel bel mezzo di un gelido inverno 1995

Hamlet 1996

Pene d'amor perdute 2000

The Magic Flute 2006

Sleuth - Gli insospettabili (2007)

Thor (2011)

Cenerentola (2015)

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Brooks L.James

Brooks L. James
Stati Uniti (1940)

Inizia la carriera in televisione come regista e sceneggiatore. Esordisce con Voglia di tenerezza (1983), per il
quale vince un Oscar per la miglior regia, un film accusato di eccessivo patetismo strappalacrime, ma che evidenzia
la sua capacità di ottenere il meglio dagli attori. Anche la successiva denuncia di certo giornalismo televisivo
d'assalto, Dentro la notizia (1987), conferma questa sua predisposizione. Regista pienamente inserito nel sistema
spettacolare hollywoodiano, si distingue da molti suoi colleghi per il controllo quasi totale (dal soggetto alla
produzione) dei suoi film.

 
Voglia di tenerezza 1983

Dentro la notizia 1987

Una figlia in carriera 1994

Qualcosa è cambiato 1997

Spanglish - Quando in famiglia sono in troppi a parlare (2004)

Come lo sai (2010)

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richard brooks

Brooks Richard
(Stati Uniti, 1912-1992)

Prima di passare alla regia ricopre più ruoli nel mondo dello spettacolo e dell’informazione. Giunto a Hollywood
negli anni Quaranta inizia a scrivere sceneggiature per importanti registi. Esordisce dietro la macchina da presa nel
1950 con La rivolta (di cui è anche sceneggiatore) e da quel momento in poi firmerà la sceneggiatura di quasi tutti
i suoi film successivi. Il suo primo grande film è L’ultima minaccia (1952) , sentito omaggio al lavoro di giornalista
(che anni prima fu anche il suo). Il regista conferma le sue doti di narratore abile ed efficace con Il seme della
violenza (1955), film antirazzista che denuncia il degrado delle scuole statali di periferia. Da questo momento la
carriera di Brooks sarà in costante ascesa con più nomination agli Oscar e con pellicole di differenti generi.
Formatosi negli anni della grande depressione Brooks ha maturato una coscienza politica liberal che spesso si è
trasferita nei suoi film migliori , nei quali ha posto al centro figure di personaggi coraggiosi che tentano in tutti i
modi di difendere in tempi e paesi diversi i principi di libertà  e giustizia nei quali credono. Si può dire che il
regista sia stato, soprattutto nei primi anni, uno dei migliori interpreti del filone realista e democratico del Cinema
americano affermatosi subito dopo la Seconda Guerra Mondiale 

La rivolta 1950

L’immagine meravigliosa 1951

L’ultima minaccia 1952

Il seme della violenza 1955

La gatta sul tetto che scotta 1958

Il figlio di Giuda 1960

La dolce ala della giovinezza 1962

I professionisti 1966

A sangue freddo 1967

Stringi i denti e vai 1975

In cerca di Mr Goodbar 1977

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Brusati Franco

Brusati Franco
Italia (1922-1993)

Laureatosi in Scienze politiche a Ginevra, lavora per molti anni come giornalista per passare successivamente
all’ambiente del Cinema come aiuto-regista, ruolo nel quale ha modo di farsi le ossa accanto ai maggiori registi
italiani degli anni Cinquanta. Il suo esordio dietro la macchina da presa avviene nel 1956 con Il padrone sono me,
che non ebbe molto successo, ma nel quale è già rinvenibile quella particolare predisposizione all’eleganza visiva e
all’accuratezza dei testi (a scapito della continuità e coerenza narrativa), che sarà sempre una delle sue
caratteristiche principali. La delusione per la poco lusinghiera accoglienza della sua opera prima lo spinge a
dedicarsi al teatro, per il quale scrive parecchie commedie. Torna al Cinema nel 1962 con Il disordine, film
sull’insoddisfazione esistenziale nella Milano del boom economico.

Pane e cioccolata (1974) è l’opera cui deve il primo vero e proprio successo commerciale e di critica.  Affidato
all’istrionismo del bravo Manfredi, il film è una riflessione malinconicamente ironica sulla condizione
dell’emigrante italiano in Svizzera. Con Dimenticare Venezia (1979) Brusati torna alla frammentazione narrativa
tipica delle sue prime opere, abbandonandosi al fluire della memoria e intessendo una crepuscolare elegia sulla
nostalgia del passato.  

Il padrone sono me 1956

Il disordine 1962

Tenderly1968

I tulipani di Harlem 1970

Pane e cioccolata 1974

Dimenticare Venezia 1979

Il buon soldato 1983

Lo zio indegno 1989                                                                (*Filmografia completa)

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Burton Tim

Burton Tim
Stati Uniti (1960)

Regista dell'ultima generazione americana, esprime un'idea di Cinema antirealista e visionaria, completamente
filtrata attraverso un immaginario collettivo che ha nei fumetti (Batman, 1989) e nel Cinema degli anni cinquanta
(Mars Attacks, 1997) il proprio riferimento principale. Burton sa accostare e intrecciare riferimenti e suggestioni di
svariata provenienza, da onnivoro consumatore di Cinema quale è stato ed è, senza rinunciare ad un'abbondante
dose di arguta ironia, che conferisce ai suoi film quel tocco di divertita consapevolezza di muoversi in un universo
tutto chiuso nel recinto dell'invenzione fantastica e della memoria cinematografica.

 Storie incredibili (episodio: fammeli Dog) 1985

Beetlejuice. Spiritello porcello 1988

Batman 1989

Edward mani di forbice 1990

Batman il ritorno 1992

Ed Wood 1995

Mars Attacks! 1997 

Il mistero di Sleepy Hollow 1999   

Il pianeta delle scimmie 2001 

Big Fish 2003 

La fabbrica di cioccolato 2005

La sposa cadavere 2005                                           (*Filmografia completa)

Sweeney Todd - Il diabolico barbiere di Fleet Street (2007)

Alice in Wonderland (2010)

Dark Shadows (2012)

Frankenweenie (2012)

Big Eyes (2014)

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Calogero Francesco

Calogero Francesco
Italia (1957)

Curatore di cineclub e rassegne di festival, esordisce nel 1986 con La caviglia di Amelia, un film che guarda a E.
Rohmer, suo regista modello. Del 1987 è La gentilezza del tocco, pellicola che l'ha fatto conoscere alla critica
italiana.

La caviglia di Amelia 1986

La leggerezza del tocco 1987

Cinque giorni di tempesta 1997

Metronotte 2000

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Cameron James

Cameron James
Stati Uniti (1954)

Nasce in Canada e nel 1971 si trasferisce in California dove studia fisica. Il suo primo film di successo è
Terminator del 1984. Da allora Cameron resta fedele a un Cinema di alta spettacolarità, ricco di effetti speciali e
grande tensione narrativa. Film come Terminator e True Lies (1994) sono, oltre che veri e propri gioielli di ritmo,
esempi mirabili di applicazione di tecnologia sofisticata al Cinema. Nel 1998 Cameron ha legato il proprio nome al
film-evento Titanic, che, tuttavia, nonostante l'eccezionale clamore suscitato, appare inferiore a buona parte della
sua filmografia.

Piranha paura 1981

Terminator 1984

Aliens, scontro finale 1986

Abyss 1989

Terminator 2. Il giorno del giudizio 1991

True Lies 1994

Titanic 1997                                          (*Filmografia completa)

Avatar (2009)

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Campion Jane

Campion Jane
Nuova Zelanda (1954)

A ventun anni dopo essersi laureata in antropologia lascia la Nuova Zelanda per recarsi in Gran Bretagna a studiare
Arte. Rientrata in patria inizia la sua attività registica, esordendo nel lungometraggio di fiction nel 1986 con Due
amiche, ma è con Sweetie, che nel 1989 ottiene al Festival di Cannes un enorme successo, imponendosi
all'attenzione del pubblico e della critica internazionale. Il Cinema della Campion riesce a intrecciare con effetti di
grande suggestione una dimensione realistica calata nella natura e nella civiltà della sua terra con improvvise
deviazioni fantastiche e visionarie ricche di enigmatico fascino.

Due amiche 1986

Sweetie 1989

Un angelo alla mia tavola 1990

Lezioni di piano 1992

Ritratto di signora 1994  

Holy Smoke 1999      

In the Cut 2004                           (*Filmografia completa) 

The Water Diary (2006)

Bright Star (2009)

Top Of The Lake (2013)

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Capra Frank

Capra Frank
Stati Uniti (1897-1990)

Nato in Sicilia emigra bambino con la famiglia negli Stati Uniti e inizia la carriera all'epoca del muto dirigendo
alcune comiche. Nel 1934 con Accadde una notte si può dire che crei il prototipo della commedia brillante
hollywoodiana, destinata a grande fortuna negli anni a venire. E' stato appena eletto alla presidenza degli Stati Uniti
F.D. Roosevelt, che cerca di risollevare l'America dalla grande depressione iniziata nel 1929. Capra, esaltando con
il suo Cinema ottimistico e fiducioso le virtù americane dell'uomo della strada e i principi di integrità e onestà cui
dovrebbe ispirarsi la classe dirigente, offre al New Deal rooseveltiano un importante supporto ideologico e
propagandistico sul piano cinematografico (allora certamente più influente di oggi, data l'assenza della televisione).
Con lo scoppio del secondo conflitto mondiale Capra offre il suo contributo come operatore di guerra. Con il
dopoguerra e la crisi del rooseveltismo anche il Cinema di Capra non ritrova più il precedente smalto e il regista
sembra affidare nel 1948 al film Lo stato dell'Unione il proprio testamento di fede democratica e di critica al
cinismo dei politicanti.

 La donna di platino 1931

La donna del miracolo 1931

Proibito 1932

Strettamente confidenziale 1934

Accadde una notte 1934

E' arrivata la felicità 1936

Orizzonte perduto 1937

L'eterna illusione 1938

Mr. Smith va a Washington 1939

Arriva John Doe 1941

Arsenico e vecchi merletti 1944

La vita è meravigliosa 1946

Lo stato dell'Unione 1948

Angeli con la pistola 1961

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Caton-Jones Michael

Caton-Jones Michael
Gran Bretagna (1958)

Dopo aver lavorato per anni come macchinista nei teatri di Londra, inizia a girare cortometraggi e
successivamente a lavorare alla televisione. Nel 1989 esordisce alla regia con Scandal, un film che rievoca la
vicenda dello scandalo Profumo, un caso di spionaggio che coinvolse importanti uomini politici inglesi negli anni
Sessanta. L’anno successivo dirige Memphis Belle, un bellico di grande vigore spettacolare e narrativo. Nel 1995
ha realizzato la superproduzione Rob Roy, film storico dal registro epico-avventuroso. Regista non geniale e
nemmeno originale, Caton-Jones è andato formandosi quella solida professionalità necessaria al Cinema medio di
consumo di buona qualità.

Scandal 1989

Memphis Belle 1990

Doc Hollywood:dottore in carriera 1991

Voglia di ricominciare 1993

Rob Roy 1995

The Jackal 1997

Colpevole d'omicidio 2002

Shooting Dogs (2005)

Basic Instinct 2 (2006)

Mondo senza fine (2012)

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Chabrol Claude

Chabrol Claude
Francia (1930-2010)

Trascorre la fanciullezza in un paese di provincia (quella provincia che così spesso entrerà nei suoi film) e si laurea
in lettere a Parigi. Frequenta gli ambienti del Cinema ed incontra i registi Godard, Truffaut e Rohmer, insieme al
quale scrive nel 1957 un libro su Hitchcock, autore destinato ad influenzare profondamente la sua opera. Nello
stesso anno gira, in ristrettezza di mezzi, il suo primo film, Le beau Serge, che è considerato il punto di partenza
della nouvelle vague. Da quel momento inizia per Chabrol una lunga e prolifica carriera, segnata quasi per intero
dalla fedeltà al genere poliziesco, che il regista reinterpreta in modo personale, privilegiando con costanza alcuni
aspetti: l'introspezione psicologica dei personaggi, l'accurata descrizione di un ambiente sociale spesso ristretto alla
dimensione del piccolo paese, la condizione borghese come condanna all'insoddisfazione, l'ambiguità morale che
sta alla base dei comportamenti delittuosi. Si può dire che Chabrol abbia ribaltato dall'interno la logica del giallo
classico (genere deputato a rassicurare il pubblico confortandolo con la finale punizione del colpevole e con il
ristabilimento dell'ordine turbato), immettendovi elementi di inquietudine e problematicità tali da lasciare sempre
piuttosto turbato lo spettatore.

Le beau Serge 1958

I cugini 1959

A doppia mandata 1959

Donne facili 1960

Parigi di notte 1963

Landru 1963

Le più belle truffe del mondo (ep: L'uomo che vendette la tour Eiffel) 1963

La tigre ama la carne fresca 1964

Marie Chantal contro il dottor Kha 1965

La tigre profumata alla dinamite 1965

Criminal Story 1967

Delitti e champagne, Le scandale 1967

Stephane, una moglie infedele 1968

Les biches. Le cerbiatte 1968

Ucciderò un uomo1969

All'ombra del delitto 1970

Il tagliagole 1970

Dieci incredibili giorni 1971

Trappola per un lupo 1972

L'amico di famiglia 1973

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Chabrol Claude

Sterminate Gruppo Zero 1973

Una gita di piacere 1974

La panchina della disperazione 1975

Profezia di un delitto 1975

Gli innocenti dalle mani sporche 1975

Follie borghesi 1976

Rosso nel buio 1977

Violette Nozière 1978

Il sistema del dr. Gaudron e del dr. Plume 1980

Les fantomes du chapelier 1982

Una morte di troppo 1985

L'ispettore Lavardin 1986

Il grido del gufo 1987

Volto segreto 1987

La lumaca nera 1988

Un affare di donne 1988

Doctor M 1989

Giorni felici a Clichy 1990

Madame Bovary 1991

Betty 1992

L'inferno 1994

Il buio nella mente 1995

Rien ne va plus 1997

Il colore della menzogna 1998

Grazie per la cioccolata 2000

Il fiore del male 2002

La damigella d'onore 2005

La commedia del potere (2006)

L'innocenza del peccato (2007)

Bellamy (2009)

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Chabrol Claude

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Chereau Patrice

Chéreau Patrice
Francia (1944-2014)

Debutta giovanissimo come regista teatrale. La sua carriera è rapida e assai lusinghiera e lo consacra come uno dei
più prestigiosi uomini di teatro d’Europa (è rimasta famosa una sua tetralogia di Wagner al Festival di Bayreuth).
Ha collaborato anche con il Piccolo di Milano. Nel 1975 ha affrontato per la prima volta la cinepresa come regista
cinematografico con Un’orchidea rosso sangue, un thriller di raffinata fattura. Dopo alcune importanti esperienze
come attore in Danton e L’ultimo dei Mohicani, torna alla regia nel 1994 con La regina Margot, una turgida e
barocca ricostruzione della Notte di S. Bartolomeo ispirata al romanzo di A. Dumas. Si tratta di un kolossal
europeo di grandi ambizioni spettacolari e artistiche, che però non mantiene le promesse legate al grande budget e
all’eccezionale cast di attori a disposizione. Nel 2000 vince il Festival di Berlino con Intimacy-Nell’intimità, film
scandaloso di un erotismo molto esplicito, che per la prima volta sembra avergli guadagnato anche i consensi della
critica, fino a quel momento piuttosto fredda nei suoi confronti.

Un’orchidea rosso sangue 1975

La regina Margot 1994

Intimacy-Nell’intimità 2000 

Son frère 2003 

Gabrielle 2005                                                  (*Filmografia completa)

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Chiesa Guido

Chiesa Guido
Italia (1959)

Nasce a Torino e si laurea in Lettere e Filosofia con una tesi in storia del Cinema. Si reca negli Stati Uniti dove
collabora con il regista J. Jarmush e fa il corrispondente per la Rai occupandosi di musica e di cultura giovanile.
Nel 1991 presenta alla Mostra del Cinema di Venezia la sua opera d’esordio Il caso Martello, un film che rivisita il
tema della Resistenza in modo anomalo e anticonformista, indagando nelle zone d’ombra inesplorate della lotta
partigiana e dei suoi esiti. Nel 2000 ritorna sullo stesso argomento con Il partigiano Johnny, tratto dal romanzo di
B. Fenoglio, la cui narrativa è sempre stata per lui un importante riferimento. In particolare il cinema di Chiesa
sempre avere al proprio centro personaggi irrisolti e inquieti dall’esistenza tormentata e come sfondo il paesaggio
della campagna piemontese avvolto dalle nebbie e raggelato dall’inverno.

Il caso Martello 1991

Babylon 1995

Non basta mai 1999

Il partigiano Johnny 2000

Lavorare con lentezza 2004

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Cimino Michael

Cimino Michael
Stati Uniti (1943)

Dopo un apprendistato come sceneggiatore esordisce nel 1974 con un film interpretato da C.Eastwood Una
calibro 20 per lo specialista. Nel 1978 dirige Il cacciatore, un film teso e vibrante sul reducismo dalla guerra del
Vietnam. Incoraggiato dal successo convince la United Artists a finanziargli I Cancelli del cielo (1979), una
superproduzione che rievoca, con respiro epico e rigorosa ricostruzione storica, gli anni del pionierismo della
conquista del west. L'insuccesso del film è clamoroso e provoca il fallimento della casa di produzione: per Cimino
inizia un lungo periodo di ostracismo. Riprende a lavorare nel 1985 con il discusso L'anno del dragone, che suscita
le proteste della comunità cinese di Los Angeles. Nel 1996 Cimino, ancora dopo anni di silenzio, ha realizzato
Verso il sole, una desolata e nostalgica parabola sulla fine dell'epica e dell'innocenza nella società americana.

Una calibro 20 per lo specialista 1974

Il Cacciatore 1978  (il film non è schedato in Cinema 2000; è soltanto presente nella Cineteca dell'Istituto Pacioli)

I cancelli del cielo 1979

L'anno del dragone 1985

Il siciliano 1987

Ore disperate 1990

Verso il sole 1996

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george clooney

 Clooney George
(Stati Uniti, 1961)

Prima di passare al Cinema gira un'enorme quantità di serie televisive. Negli anni Novanta si afferma come uno dei
più popolari e ricercati attori americani: tra i film più importanti da lui interpretati in ruoli di protagonista
ricordiamo: Out of Sight (1998), Fratello, dove sei? (2001), Solaris (2002), Prima ti sposo poi ti rovino (2003). Il
suo primo film da regista è Confessioni di una mente pericolosa (2003), la storia vera di un conduttore televisivo
che viene costretto a diventare una spia della CIA. Ma è nel 2005 che Clooney conferma le sue doti di regista con
Good Night and Good Luck, un omaggio alla figura di un giornalista televisivo che con coraggio si oppose negli
anni Cinquanta al maccartismo.

Confessioni di una mente pericolosa (2003)

Good Night and Good Luck (2005)

In amore niente regole (2007)

Le idi di marzo (2011)

Monuments Men (2014)

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Coletti Duilio

Coletti Duilio
Italia (1908-1999)

Il fornaretto di Venezia 1939

Capitan Fracassa 1940

Il mercante di schiave 1942

Il passatore 1947

Cuore 1948

Il grido della terra 1949

Miss Italia 1950

E' arrivato l'accordatore

I sette dell’orsa maggiore 1952

Divisione Folgore 1954

Londra chiama Polo Nord 1956

Sotto dieci bandiere 1960

Il re di Poggioreale 1961

Lo sbarco di Anzio 1968

Valdez, il mezzosangue 1973

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Comencini Cristina

Comencini Cristina
Italia (1956)

Scrittrice, oltre che regista, collabora come sceneggiatrice con il padre L.Comencini ed esordisce nel 1988 con
Zoo, un film sull'adolescenza. Nel 1992 dirige La fine è nota, un giallo ricco di suggestioni noir, che dimostra il
possesso di buone qualità di regia, che non sempre hanno trovato modo di esprimersi al meglio.

 
Zoo 1988

I divertimenti della vita privata 1990

La fine è nota 1992

Va' dove ti porta il cuore 1995

Matrimoni 1998

Liberate i pesci 2001

Il più bel giorno della mia vita 2002

La bestia nel cuore 2005

Bianco e nero (2008)

Quando la notte (2011)

Latin Lover (2015)

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Comencini Francesca

Comencini Francesca
Italia (1961)

Figlia del regista Luigi e sorella della maggiore Cristina, anch’essa regista, Francesca esordisce con il film
Pianoforte nel 1984, presentato al Festival di Venezia, una vicenda autobiografica di tossicodipendenza. In Francia,
dove si è trasferita dirige La luce del lago (1988). Attenta alle problematiche civili e politiche contemporanee
propone nel 2002 Carlo Giuliani, ragazzo, dove viene ricordato il giovane no-global ucciso durante i fatti di
Genova del 2001. Con Mi piace lavorare-Mobbing (2004) la regista ha fornito quella che forse è la sua prova
migliore, confermando le sue doti di attenta sensibilità ai sentimenti e di pudica e accurata analisi psicologica.  

Pianoforte 1984

La luce del lago 1988

Le parole di mio padre 2002

Carlo Giuliani, ragazzo 2002

Mi piace lavorare - Mobbing 2004

A casa nostra 2006

Lo spazio bianco (2009)

Un giorno speciale (2012)

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Comencini Luigi

Comencini Luigi
Italia (1916-2007)

Si forma come critico cinematografico e svolge già negli anni trenta una benemerita attività di reperimento e
conservazione delle pellicole, dando inizio all'istituzione della Cineteca Italiana di Milano (echi di questa sua
passione cinearcheologica si colgono nel suo La valigia dei sogni del 1954). Il suo primo film, Proibito rubare, del
1948, è ambientato tra gli scugnizzi di Napoli e mette in luce da subito la particolare predisposizione del regista
per le tematiche legate all'infanzia e all'adolescenza. Accanto a questo argomento preferenziale, da lui trattato
sempre con estrema sensibilità ed adesione, Comencini si dedica, con esiti discontinui, ma sempre di dignitoso
professionismo, al genere della commedia all'italiana.

 Proibito rubare 1948

Pane, amore e fantasia 1953

Mariti in città 1956

La finestra sul Luna Park 1957

Tutti a casa 1960  

La ragazza di Bube 1963   

Il compagno Don Camillo 1965

Incompreso 1966

Lo scopone scientifico 1972

La donna della domenica1975

L'ingorgo. Una storia impossibile 1978

Voltati Eugenio 1980

Cercasi Gesù 1982

Un ragazzo di Calabria 1987

Marcellino pane e vino 1991

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Coppola F.F.

Coppola Francis Ford


Stati Uniti (1939)

Inizia la carriera come sceneggiatore e aiuto-regista e nel 1968 si laurea all'Ucla (il più prestigioso istituto di
cinematografia statunitense) con il film anticonformista ispirato alla nouvelle vague Buttati Bernardo!. All'inizio
degli anni settanta dà vita alla casa di produzione indipendente American Zoetrope, che diviene ben presto punto
di riferimento di molti giovani registi della new Hollywood. Nel 1971 realizza il kolossal Il Padrino (replicato due
volte dai seguiti Il padrino parte seconda, 1974, e Il padrino parte terza, 1990) e il successo di questo film gli
permette di realizzare un'altra superproduzione, Apocalypse Now (1979), un'allucinata e visionaria riflessione sulla
guerra del Vietnam. Gli anni ottanta sono per Coppola un periodo di sperimentazione tecnica (famose le sue
applicazioni dei metodi di ripresa elettronici al Cinema) e esplorazione di nuovi percorsi espressivi e tematici, che
a volte lo portano ad operazioni azzardate e commercialmente fallimentari come Un sogno lungo un giorno (1982),
un suggestivo musical dalle colorate atmosfere oniriche. In questi ultimi anni sembra essersi accostato ad un
cinema più tradizionale e convenzionale, anche se meno coraggioso e innovativo rispetto a quello del decennio
precedente. Coppola è un regista che non ha avuto paura di cimentarsi in nuove strade, avendo sempre l'attenzione
rivolta, più che alla realtà, all'immenso magazzino dell'immaginario del Cinema americano, e proponendoci un'idea
di Cinema grandioso e barocco, visionario e spettacolare, tradizionale ed innovativo nel contempo.

 Buttati Bernardo! 1966

Il padrino 1971

Il padrino parte seconda 1974

La conversazione 1974

Apocalypse Now 1980 

Un sogno lungo un giorno 1982

I ragazzi della 56a strada 1983

Rusty il selvaggio 1983

Cotton Club 1985

Peggy Sue si è sposata 1986

Giardini di pietra 1987

Tucker, un uomo e il suo sogno 1988

Il padrino, parte terza 1990

Dracula 1992

Jack 1996

L'uomo della pioggia 1997  (soltanto presente nella Cineteca dell'Istituto Pacioli)

Apocalypse Now Redux (2001)

Un'altra giovinezza (2007)

Segreti di famiglia (Tetro) (2009)

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Coppola F.F.

Twixt (2011)

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sofia coppola

Coppola Sofia
(Stati Uniti, 1971)

 Figlia del famoso regista Francis Ford, Sofia esordisce alla regia nel 1999 con Il giardino delle vergini suicide,
un film d’argomento adolescenziale che risale all’inizio degli anni Settanta per calarsi in profondità nel disagio
giovanile dell’America di quel periodo travagliato. Con Lost in Traslation (2003) e con Marie Antoinette (2006), la
Coppola ottiene la consacrazione internazionale, liberandosi definitivamente dal sospetto di sfruttare per la sua
carriera la fama del padre. Apprezzati dalla critica d’ogni paese ed amati dal pubblico, questi due titoli proseguono,
pur attraverso storie e personaggi molto diversi, l’esplorazione  attenta e partecipata della regista dell’universo
morale e psicologico giovanile e femminile , analizzato in particolare nella situazione di fragilità e solitudine che
spesso s’accompagna a questa condizione. Lontana dagli Stati Uniti (i due film sono girati rispettivamente in
Giappone e in Francia) la Coppola riesce a sfruttare al meglio le possibilità scenografiche e visivo-visionarie di
contesti per lei così esotici, caricandoli di risonanze e significati spesso ambigui e fascinosi.

  

Il giardino delle vergini suicide (1999)

Lost in Translation (2003)

Marie Antoinette (2006)                                                              * Filmografia completa

Somewhere (2010)

Bling Ring (2013)

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roger corman

 Corman Roger
(Stati Uniti,1926)

 Laureato in ingegneria, si reca in Europa dove frequenta dei corsi di letteratura all’università di Oxford. Tornato in
California fonda una sua casa di produzione, la Roger Corman Production, che lavora in economia sfornando B-
Movie che piacciono soprattutto al pubblico giovanile degli anni Cinquanta.  Corman esordisce alla regia nel 1955
con Cinque colpi di pistola e nei cinque anni successivi dirige ben 23 film dei più disparati generi cinematografici.
Negli anni Sessanta realizza il famoso ciclo ispirato ai racconti di E. A. Poe, acquistando fama internazionale come
maestro dell’horror. Nei decenni successivi rallenta la sua attività registica per dedicarsi con grande impegno e
passione all’attività di talent scout grazie ad struttura produttiva indipendente, che controlla tutte le fasi della
lavorazione di una pellicola grazie all’ausilio di ottimi professionisti.

Il Cinema di Corman trae il proprio punto di forza nella scelta di girare a bassissimo costo (specie in rapporto agli
alti budget tipici dell’industria hollywoodiana) e in brevissimo tempo, trasformando questa condizione produttiva
in un’opzione estetica che conferisce alla sua opera  vigore narrativo, asciuttezza linguistica e un’impronta
d’inconfondibile kitsch esibito e autoironico, tanto da poter parlare di stile alla Corman,  soprattutto in riferimento
alla capacità  di sfornare tantissimi prodotti di buon livello con pochi mezzi. Dopo un’iniziale sottovalutazione da
parte della critica più colta, oggi Corman è unanimemente considerato, se non come uno dei più grandi cineasti
della storia del Cinema moderno, certamente come un esempio (forse unico) di geniale e autarchica creatività. 

Cinque colpi di pistola 1955

Il mostro del pianeta perduto 1955

Il vampiro del pianeta rosso 1956

La legge del mitra 1958

La vita di un gangster 1958

I vivi e i morti 1960

Il pozzo e il pendolo 1961

L’odio esplode a Dallas 1961

Sepolto vivo 1962

I racconti del terrore 1962

I maghi del terrore 1963

La maschera della morte rossa 1964

La tomba di Ligeia 1965

Il massacro del giorno di S. Valentino 1967

Il clan dei Barker 1970

Il barone rosso 1971

I gladiatori dell'anno 3000 (1978)

I magnifici sette nello spazio (1980)

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roger corman

Frankenstein oltre le frontiere del tempo (1990)

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cosmatos

Cosmatos George Pan


Grecia (1941-2005)

Rappresaglia 1973

Cassandra Crossing 1976

Amici e nemici 1979

Rambo 2-La vendetta 1985

Cobra 1986

Leviathan 1989

Tombstone 1993

Programma segreto 1997                                              *Filmografia completa

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Cosat Gavras Constantin

Costa Gavras Costantin


Grecia (1933)

All'età di 18 anni lascia Atene per andare a Parigi, dove si iscrive all'Istituto di Studi Superiori di Cinema. Nel
1965 realizza il suo primo film Vagone letto per assassini, un noir caratterizzato da un discreto senso del ritmo
narrativo, ma è nel 1969 con Z, l'orgia del potere che Costa Gavras raggiunge la notorietà internazionale (ottiene
tra altri riconoscimenti anche l'Oscar come miglior film straniero 1970). Si tratta di una pellicola di denuncia del
regime militare di destra instaurato in Grecia negli anni sessanta. Nel 1982 con Missing-Scomparso vince la Palma
d'oro al festival di Cannes. E' anche questo un film d'impegno civile, basato sulla feroce repressione seguita al
colpo di stato di Pinochet in Cile. Attraverso un andamento narrativo decisamente orientato verso le modalità
spettacolari del thriller e del poliziesco Costa Gavras è da sempre fedele ad un Cinema politico teso a
sensibilizzare lo spettatore su importanti temi d'attualità.

Vagone letto per assassini 1965

Il tredicesimo uomo 1968

Z, l'orgia del potere 1969

La confessione 1970

L'amerikano 1973

L'affare della sezione speciale 1975

Chiaro di donna 1979

Missing. Scomparso 1982

Hanna K. 1983

Consiglio di famiglia 1985

Summer Lightning 1988

Betrayed, Tradita 1988

Music Box. Prova d'accusa 1989

La piccola apocalisse 1992

Mad City. Assalto alla città 1997

No Other Life 1998 

Amen 2002

Il Cacciatore di teste 2005 

Verso l'Eden 2009                                             (*Filmografia completa)

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Saverio Costanzo

Costanzo Saverio
(Italia, 1975)

 Figlio di Maurizio, si laurea in sociologia delle comunicazioni alla Sapienza e inizia a lavorare come conduttore
radiofonico. Inizia a lavorare come documentarista rivolgendo il proprio interesse in direzione di problematiche di
drammatica urgenza sociale. La sua opera prima è Private (2004), scritto durante il suo soggiorno in Israele, che
vince il Pardo d’Oro al Festival di Locarno. Attualmente Costanzo è sicuramente una dei più promettenti registi
italiani dell’ultimissima generazione.

 Private (2004)

In memoria di me (2007)

La solitudine dei numeri primi (2010)

Hungry Hearts (2014)

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Costner Kevin

Costner Kevin
Stati Uniti (1955)

Assai più noto come attore che come regista, Costner è oggi una delle più grandi star dell’universo
hollywoodiano.Gli inizi della carriera sono difficili e caratterizzati da tante particine insignificanti. Nel 1985 si
afferma come attore protagonista di Fandango dell’amico Kevin Reynolds, diretto dal quale girerà
successivamente parecchie pellicole di successo, come Robin Hood principe dei ladri (1991) e il kolossal
Waterworld (1995). Nel 1990 si mette dietro la macchina da presa dirigendo se stesso nel western Balla coi lupi,
film fortemente voluto (l’attore ha investito personalmente nella produzione per rendere possibile la sua
realizzazione) attraverso il quale Costner rende un commosso omaggio alla civiltà pellerossa distrutta dai bianchi
d’America. E’ passato, invece, piuttosto inosservato il suo secondo film L’uomo del giorno dopo (1997).

Balla coi lupi 1990

L’uomo del giorno dopo 1997

Terra di confine-Open Range 2003

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emanuele crialese

Crialese Emanuele
(Italia, 1965)

Si laurea in Cinema alla New York University e negli Stati Uniti gira il suo primo film Once We Were Strangers
(1997), la storia di un incontro tra due immigrati negli States, che anticipa il tema dell’immigrazione che ritorna nel
suo ultimo film. Tornato in Italia dirige Respiro (2002), per il quale gli viene assegnato il primo premio alla
Settimana della Critica a Cannes. Con Nuovomondo ottiene il Leone d’Argento alla Mostra del Cinema di Venezia
del 2006. In questo film Crialese affronta il tema dimenticato dell’immigrazione italiana in America con tonalità tra
il mitico-favoloso, sorretto da uno spiccato e personalissimo gusto per la dimensione visionaria ed onirica.
Attualmente il regista rappresenta una delle realtà più interessanti del Cinema italiano. 

Respiro 2002

Nuovomondo 2006

Terraferma (2011)

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Cromwell John

Cromwell John
Stati Uniti (1888-1979)

Attore, regista e produttore teatrale, inizia a lavorare nel Cinema all’inizio degli anni Trenta. Si inserisce
pienamente nel sistema hollywoodiano realizzando film di genere e rivelandosi un ottimo direttore di attori.
Lavorarono con lui alcuni dei più noti divi del periodo classico del Cinema americano, come Bette Davis, Lionel
Barrymore, Leslie Howard e Humphrey Bogart. Regista di sicura professionalità e di consolidata esperienza,
Cromwell attraversa con grande disinvoltura i più diversi generi cinematografici, adattandosi ai canoni spettacolari
e narrativi dell’industria hollywoodiana. Nella sua filmografia non troviamo il capolavoro, ma sempre film di buon
livello e di più che dignitosa qualità. Alla fine degli anni Cinquanta si ritira dall’attività.

Figli di lusso 1933

A doppia briglia/L’uomo che ritrovò se stesso 1933

Schiavo d’amore 1934

Il prigioniero di Zenda 1937

Un’americana nella Casbah 1938

Abe Lincoln in Illinois 1945

Solo chi cade può risorgere 1947

La gang 1951

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Crowe Cameron

Crowe Cameron
Stati Uniti (1958)

Singles. L'amore è un gioco 1992

Jerry Maguire 1996

Almost Famous 2000

Vanilla Sky 2001

Elizabethtown 2005

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Curtiz Michael

Curtiz Michael
Impero Austro-Ungarico (1888-1962)

Curtiz (il cui vero nome è Mihaly Kertész) nasce a Budapest e manifesta, fin dai primi anni, una grande passione
per il teatro e successivamente per il Cinema. La sua carriera di regista inizia in Austria dopo la Prima Guerra
Mondiale. Qui dirige alcuni film storici, tra cui Schiava regina (1925), che esportato negli Stati Uniti lo rende
famoso in America. Emigrato ad Hollywood, resta per 25 anni sotto contratto con la Warner Bros., girando
un’enorme quantità di film, tra i quali i più famosi sono Capitan Blood (1935) e il celeberrimo Casablanca (1943),
un vero e proprio cult cinefilico. Nel dopoguerra gli viene affidata la regia di un magniloquente kolossal, Sinuhe
l’egiziano (1954). Di Curtiz si dice che sia stato un classico esempio di artigiano di grande mestiere del tutto
funzionale all’industria hollywoodiana. Per quanto questa affermazione sia incontestabile, la critica più recente ha
rivalutato le sue qualità registiche, sottolineandone la padronanza tecnica e la particolare attenzione alla cura
formale dell’immagine e dei movimenti di macchina. Anche dal punto vista del registro dominante, pur nella
continua variazione di generi e temi, Curtiz ha dimostrato una certa predilezione per atmosfere ispirate ad
un’inquieta malinconica (probabilmente collegate al Cinema espressionista nel quale si formò in Austria negli anni
Venti), che spesso ha tradotto con un gusto ed una sensibilità che denunciano la sua origine europea.

La maschera di cera 1933

Il pugnale cinese 1933

Capitan Blood 1935

La carica dei 600 1936

L’ombra che cammina 1936

Milionario su misura 1937

Gli angeli con la faccia sporca 1938

Occidente in fiamme 1938

Quattro figlie 1938

Robin Hood 1938

Carovana d’eroi 1940

I pascoli dell’odio 1940

Lo sparviero del mare 1940

Casablanca 1943

Il giuramento dei forzati 1944

Il romanzo di Mildred 1945

Vita col padre 1947

Viale Flamingo 1949

Le foglie d’oro 1950

Golfo del Messico 1950

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Curtiz Michael

Stringimi forte tra le tue braccia 1951

Sinuhe l’egiziano 1954

Non siamo angeli 1955

L’ora scarlatta 1956

La via del male 1958

Il boia 1959

Le avventure di Huck Flinn 1960

I comanceros 1962

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Damiani Damiano

Damiani Damiano
Italia (1922-2013)

Dopo aver studiato pittura all’Accademia milanese di Brera è scenografo a Roma e quindi regista. Esordisce nel
1959 con Il rossetto, una delicata storia di un trapasso dall’adolescenza all’età adulta. E’ con La rimpatriata (1963),
un’amara storia di examici che ritrovandosi dopo anni misurano il fallimento delle rispettive esistenze. Dopo Quien
Sabe? (1967), un western all’italiana un po’ anomalo per il sottinteso messaggio politico che lo attraversa,
Damiani inizia una specie di trilogia dell’impegno politico riferito ad alcuni grandi problemi della realtà italiana
contemporanea: con Il giorno della civetta (1968) affronta il tema della mafia, con Confessione di un commissario
di polizia al procuratore della repubblica (1970) quello della corruzione presente a livello della istituzione
giudiziaria e con L’istruttoria è chiusa, dimentichi (1971), quello delle mostruosità del sistema giudiziario. Non si
può certo parlare di capolavori, ma sicuramente di prodotti dignitosi, in cui il regista evidenzia la sua propensione
per i meccanismi del Cinema d’azione a forte struttura narrativa, senza mai dimenticare gli intenti di denuncia
civile. Negli anni successivi, tuttavia, con lo spegnersi degli echi della stagione del sessantotto, in Damiani prevale
la vena puramente spettacolare e commerciale e si oscura quasi completamente quella politica. Un’eccezione in
questo quadro di sostanziale ripiegamento L’inchiesta (1986), un film religioso singolarmente ambientato in
Palestina anni dopo la crocifissione di Cristo. Va ricordato pure il grande successo riportato con lo sceneggiato
televisivo La piovra 1 (1984), con cui il regista torna al tema della mafia.

Il rossetto 1959

L’isola di Arturo 1962

La rimpatriata 1963

La noia 1963

Quien Sabe? 1967

La strega in amore 1967

Il giorno della civetta 1968

Una ragazza piuttosto complicata 1969

La moglie più bella 1970

Confessioni di un commissario di polizia al procuratore della repubblica 1970

L’istruttoria è chiusa, dimentichi 1971

Perché si uccide un magistrato 1975

Un genio, due compari e un pollo 1976

Goodbye e Amen 1977

Un uomo in ginocchio 1979

L’avvertimento 1980

Amityville Possession 1982

Pizza Connection 1985

L’inchiesta 1986

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Damiani Damiano

Gioco al massacro 1988

Il sole buio 1989

L’angelo con la pistola 1991

Uomo di rispetto 1993

Assassini dei giorni di festa 2002

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Dante Joe

Dante Joe
Stati Uniti (1948)

Esperto di fumetti, fantascienza e horror, si forma alla scuola del grande regista di B-movies R. Corman,
destinato a diventare oggetto di culto per più di una generazione di appassionati del Cinema artigianale di qualità.
Nel 1976 esordisce con Hollywood Boulevard, ottenendo buona accoglienza e realizzando di lì a poco un altro film
prodotto da Corman Piranha (1978). Ormai Dante è un regista affermato quando nel 1980 gira una pellicola ad alto
budget, L'ululato, destinato a diventare una pietra miliare del Cinema horror. Negli anni successivi si conferma
come un riferimento fondamentale dei più recenti sviluppi cui l'horror viene sottoposto a Hollywood,
caratterizzandosi soprattutto per l'inconfondibile dose di ironia che infonde nelle trame terrificanti dei suoi film.
Nel 1997 con La seconda guerra civile americana ha dimostrato di sapersi misurare assai bene anche sul terreno
della satira fantapolitica.

Hollywood Boulevard 1976

Pirahna 1978

L'ululato 1980

Quelli della pallottola spuntata (ep: Grido di paura) 1982

Ai confini della realtà (ep: Nightmare at 20.000 Feet) 1983

Gremlins 1984

Storie incredibili (Ep: The Greibble) 1985

Explorers 1985

Salto nel buio 1987

Donne amazzoni sulla luna 1988

L'erba del vicino 1989

Gremlins 2, la nuova stirpe 1990

Matinée 1993

La seconda guerra civile americana 1997

Small Soldiers 1998                                                (*Filmografia completa)

Looney Tunes: Back in Action (2003)

The Hole in 3D (2009)

Burying the Ex (2014)

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Dardenne Luc e Jean Pierre

Dardenne Luc e Jean-Pierre


Belgio (1954, 1951)

Fin dal 1974 scelgono la strada dell’impegno civile girando documentari che trattano di questioni sociali. Nel 1994
fondano la casa di produzione Les Films du fleuve e nel 1996 ottengono un discreto successo internazionale con La
promesse, una scarna e tesa denuncia dello spietato sfruttamento cui sono sottoposti gli immigrati extracomunitari
in Belgio. Nel 1999 con Rosette vincono a sorpresa la Palma d’Oro al festival di Cannes. Si tratta di un film
d’impostazione neorealista, girato con uno stile di estrema essenzialità espressiva, con la macchina da presa a
ridosso della protagonista, una ragazza emarginata che lotta per la sopravvivenza. I Dardenne si stanno affermando
come i più coerenti e convinti propugnatori di un Cinema povero e antispettacolare, se non addirittura disturbante,
ma capace di misurarsi coraggiosamente con situazioni estreme di degrado e di parlare alle coscienze.

 
La promesse 1996

Rosette 1999

Il figlio 2002

L'enfant 2005

Il matrimonio di Lorna (2008)

Il ragazzo con la bicicletta (2011)

Due giorni, una notte (2014)

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Davis Terence

Davis Terence
Gran Bretagna (1945)

Esordisce nel mondo dello spettacolo come attore teatrale. Si rivela alla critica con Trilogia di Terence Davis, un
film girato in tempi diversi e uscito in versione definitiva nel 1984, destinato a diventare una significativa
espressione di quel cosiddetto Cinema gay, che proprio in quegli anni inizia ad uscire da una specie di clandestinità
e ostracismo. Raggiunge una più ampia notorietà con Voci lontane...sempre presenti (1988), vincitore al festival di
Locarno, e soprattutto con Il lungo giorno è finito (1992), una crepuscolare e malinconica rievocazione della sua
adolescenza a Liverpool, dove mette in risalto la propria inclinazione poetica ed elegiaca, unitamente ad una
rilevante capacità di invenzione linguistica.

 Trilogia di Terence Davis 1984

Voci lontane...sempre presenti 1988  (il film non è schedato in Cinema 2000; è soltanto presente nella Cineteca
dell'Istituto)

Il lungo giorno finisce 1992

La casa della gioia 2000

Of Time and the City (2008)

The Deep Blue Sea (2011)

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De Concini Ennio

De Concini Ennio
Italia (1923-2008)

Si accosta al Cinema come soggettista e sceneggiatore e all’inizio della carriera scrive per registi dall’inclinazione
popolare e melodrammatica. A lui si deve in particolare la sceneggiatura di Le fatiche di Ercole (1958) di Pietro
Francisci, il film che inaugura in Italia la fortunata stagione del genere epico-mitologico a Cinecittà. De Concini è,
però, sceneggiatore di grande versatilità e si cimenta un po’ in tutti i generi, contribuendo così al successo di titoli
indimenticabili della commedia all’italiana come Divorzio all’italiana (1961) di Pietro Germi e Operazione S.
Gennaro (1966) di Dino Risi. Come regista dirige pochi film e non riesce a pervenire ai livelli raggiunti con la
scrittura dei copioni. L’unico suo lavoro degno di essere ricordato è Gli ultimi dieci giorni di Hitler (1973).

Gli undici moschettieri 1952

Daniela e Maria 1972

Gli ultimi dieci giorni di Hitler 1973

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De Niro Robert

De Niro Robert
Stati Uniti (1943)

D'origini italiane è già considerato uno dei più grandi attori della storia del Cinema. E' nota la sua grande versatilità
interpretativa e la sua capacità di calarsi, anche fisicamente, nel personaggio che deve interpretare. Particolarmente
legato al regista M.Scorsese, del quale ha interpretato, specie agli inizi della carriera, parecchi film, che hanno
contribuito non poco alla sua affermazione, De Niro ha esordito alla regia nel 1993 con Bronx, un film ambientato
nel quartiere italo-americano di New York, chiaramente ispirato per atmosfere e situazioni al suo maestro Scorsese.

 Bronx 1993

The Good Shepherd - L'ombra del potere (2006)

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De Palma Brian

De Palma Brian
Stati Uniti (1941)

Quando è ancora studente alla Columbia University realizza una serie di cortometraggi che attirano su di lui
l’interesse e l’apprezzamento di numerosi festival. Negli anni Sessanta risentendo degli umori anticonformisti e
contestatari tipici della generazione del Vietnam De Palma realizza alcuni film a basso costo: si tratta di opere
dall’evidente impostazione sperimentale e avanguardistica, condizionate dall’influenza europea della Nouvelle
Vague. Tra questi arriveranno in Italia parecchi anni dopo Festa nuziale (1963-66) e Hi Mom (1969). In entrambi,
fra l’altro, faceva i propri esordi come attore Robert De Niro. Nel 1974 De Palma ottiene un grande successo con
la rielaborazione in chiave kitsch e visionaria di Il fantasma del palcoscenico, un horror che segnala la
propensione del regista alla rielaborazione libera e creativa dei generi più forti e marcati della tradizione
cinematografica americana. Nel 1980 gira Vestito per uccidere, un thriller di grande tensione che assume come
modello la lezione hitchcockiana (il regista inglese resterà sempre uno dei suoi punti di riferimento fondamentali),
come pure Omicidio a luci rosse (1984), ispirato a La finestra sul cortile (1954). De Palma aggiorna gli stilemi di
Hitchcock ai tempi e ai progressi del linguaggio cinematografico, rivisitando il maestro del giallo attraverso una
marcata tendenza a sconvolgere e spiazzare lo spettatore con shock visivi e colpi di scena narrativa. Montaggio,
movimenti di macchina, inquadrature diventano gli elementi ansiogeni e attivatori di suspence del suo Cinema e
il regista li usa con mirabile maestria e inventiva al limite del virtuosismo (e l’eccesso di compiacimento in questo
senso è forse un suo limite). Negli anni successivi il suo repertorio si amplia ad altri generi, come il gangsteristico
con Gli Intoccabili (1987), il bellico con Vittime di guerra (1989), lo psicanalitico con Doppia personalità (1992),
lo spionistico con Missione impossibile (1996) e addirittura il fantascientifico con Mission to Mars (2000), ma
sempre conservando come costanti la tensione alla sperimentazione ed innovazione linguistica e alla costruzione
narrativa creatrice di luoghi narrativi estremi all’insegna del brivido e della tensione.

Oggi sposi 1963-66

Ciao America 1968

Hi Mom 1969

Le due sorelle 1973

Il fantasma del palcoscenico 1974

Complesso di colpa 1975

Carri, lo sguardo di satana 1976

Fury 1978

Home Movies, vizietti familiari 1979

Vestito per uccidere 1980

Blow Out 1981

Scarface 1983

Omicidio a luci rosse 1984

Cadaveri e compari 1986

Gli intoccabili 1987

Vittime di guerra 1989

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De Palma Brian

Il falò delle vanità 1990

Doppia personalità 1992

Carlito’s Way 1993

Mission: impossible 1996

Omicidio in diretta 1998

Mission to Mars 2000

Femme Fatale 2002

Black Dahlia 2006

Redacted (2007)

Passion (2012)

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De Santis Giuseppe

De Santis Giuseppe
Italia (1917-1997)

All’inizio degli anni Quaranta frequenta a Roma il gruppo di intellettuali raccolto attorno alla rivista Cinema, dalla
quale nel 1941 lancia un appello insieme a Mario Alicata perché il Cinema italiano riscopra il realismo e la
tradizione popolare. In seguito segue i corsi del Centro Sperimentale di Cinematografia. Nel 1947 dirige il suo
primo film Caccia Tragica, nel quale confluiscono quelle che saranno le caratteristiche del suo Cinema degli inizi:
la lotta di classe, il protagonismo delle masse, l’importanza dei ruoli femminili per quel che riguarda il versante
tematico ed un ritmo ed un vigore narrativo vicino al Cinema americano classico per quel che riguarda il versante
stilistico-espressivo. Nel 1949 con Riso amaro approfondisce ulteriormente questa sua tensione a fondere le ragioni
del realismo (siamo in piena stagione neorealista) con quelle del melodramma popolare a tinte forti, secondo un
equilibrio di istanze sociali e suggestioni romanzesche destinato a restare fondamentale nel suo Cinema. Roma ore
11 (1952) e Un marito per Anna Zaccheo (1953) confermano l’attenzione di De Santis nei confronti del mondo
femminile colto negli aspetti più drammatici della condizione della donna nella nostra società. Nel 1964 tenta la
strada della rievocazione storica con Italiani brava gente, film sulla tragedia del corpo di spedizione italiano in
Russia durante la Seconda Guerra Mondiale. La difficoltà a vedere accettati i suoi progetti dai produttori e il
fallimento di alcuni film d’ambiente borghese e quindi distanti dal prediletto coté proletario, fanno sì che il regista
scompaia precocemente dalla scena cinematografica italiana, alla quale aveva dato molto con l’originalità del suo
tentativo di coniugare un Cinema di nobili ascendenze (l’avanguardia sovietica, il realismo socialista, il
neorealismo italiano, i grandi generi hollywoodiani) con i rimandi alla tradizione popolare del melodramma, del
romanzo d’appendice, della sceneggiata.

Giorni di gloria 1945

Caccia tragica 1946

Non c’è pace tra gli ulivi 1949

Riso amaro 1949

Roma ore 11 1951

Un marito per Anna Zaccheo 1953

Giorni d’amore 1955

Uomini e lupi 1956

La strada lunga un anno 1959

La garçonniere 1960

Italiani brava gente 1964

Un apprezzato professionista di sicuro avvenire 1972       (*) Filmografia completa

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De Sica Vittorio

De Sica Vittorio
Italia (1901-1974)

Esordisce come attore teatrale interpretando quel ruolo di giovanotto un po' vanesio e farfallone, ma
fondamentalmente buono ed onesto, che ricoprirà nei film d'ambiente piccolo-borghese di M. Camerini degli anni
trenta, di cui diventa vero e proprio attore simbolo. Nel 1943 con il commovente e aspro I bambini ci guardano
anticipa i modi del neorealismo. Da questo film inaugura il fecondo connubio con lo sceneggiatore C. Zavattini.
Inizia nel dopoguerra la sua stagione migliore con i capolavori neorealisti Sciuscià (1946), Ladri di biciclette
(1948), Miracolo a Milano (1951), Umberto D. (1952). Un neorealismo il suo attento a cogliere la dimensione
sociale dei problemi, ma soprattutto sensibile nel tradurre in note di dolente umanità il dramma della miseria e
dell'emarginazione. Con la crisi del neorealismo De Sica alterna con grande duttilità prove registiche a impegni
attoriali, mantenendosi sempre su di un piano di dignitoso e abile professionismo, ma senza più raggiungere gli alti
esiti artistici della stagione neorealista.

 Rose scarlatte 1940

Maddalena zero in condotta 1940

Teresa Venerdì 1941

Un garibaldino al convento 1942

I bambini ci guardano 1943

La porta del cielo 1944

Sciuscià 1946

Ladri di biciclette 1948  

Miracolo a Milano 1951 (soltanto presente nella Cineteca dell'Istituto Pacioli)

Umberto D. 1952

Stazione Termini 1953

L'oro di Napoli 1954

Il tetto 1956

La ciociara 1960

Il giudizio universale 1961

I sequestrati di Altona 1962

Boccaccio '70 (episodio: La riffa) 1962

Ieri, oggi, domani 1963

Il boom 1963

Matrimonio all'italiana 1964

Un mondo nuovo 1966

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De Sica Vittorio

Caccia alla volpe 1966

Sette volte donna 1967

Le streghe (episodio: Una sera come le altre) 1967

Amanti 1968

Le Coppie (episodio: il leone) 1970

I girasoli 1969

Il giardino dei Finzi-Contini 1970   

Lo chiameremo Andrea 1972

Una breve vacanza 1973

Il viaggio 1974                                           (*Filmografia completa)

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Delvaux André

Delvaux André
Belgio (1926-2002)

Studia filosofia tedesca e diritto alla Libera Università di Bruxelles e pianoforte e composizione al Conservatorio
Reale della città. In gioventù lavora al museo del Cinema della capitale belga, dove ha modo di vedere i maggiori
capolavori di tutto il mondo. Dopo aver lavorato alla televisione belga, esordisce alla regia nel 1965 con L’uomo
dal cranio rasato, una storia di un amore impossibile dove realtà e fantasia si intrecciano. Nel 1968 dirige Una
sera, un treno, che resta a tuttoggi il suo film più celebre e forse il suo capolavoro. In esso, come nella pellicola
d’esordio, il piano della realtà e quello della coscienza e dell’inconscio si confondono, dando vita ad un’opera di
grande fascino, pervasa da atmosfere magiche e surreali. Nel 1983 gira Benvenuta, un’altra storia d’amore filtrata
attraverso un’intensa dimensione spirituale. Del 1988 è L’opera al nero, tratto da un romanzo della Yourcenar, che
offre un quadro cupo e oppressivo delle Fiandre del periodo della controriforma cattolica. Autore di spiccata
raffinatezza figurativa (la pittura fiamminga del Cinquecento è un repertorio cui attinge abbondantemente per
ricavarne precise suggestioni visive) e di acuta sensibilità poetica, Delvaux propone un’idea di Cinema colto e
aristocratico, alieno da ogni cedimento spettacolare e proteso ad addentrarsi nei territori più intimi della vita
interiore alla ricerca della dimensione più vicina al sacro e all’assoluto.

L’uomo dal cranio rasato 1965

Una sera, un treno 1968

Appuntamento a Bray 1971

Belle 1973

Donne tra cane e lupo 1979

Benvenuta 1983

L’opera al nero 1988

Tra cielo e terra 1991

Sulla terra come in cielo 1992

T 2002

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Demme Johnathan

Demme Jonathan
Stati Uniti (1944)

Dopo una carriera come critico cinematografico, collabora con il grande regista di B-movies horror R. Corman e
nel 1974 esordisce con Femmine in gabbia. Raggiunge il successo con Qualcosa di travolgente (1987), un insolito
intreccio di commedia e thriller. La sua consacrazione definitiva si ha però nel 1991 con Il silenzio degli
innocenti, un'agghiacciante vicenda incentrata su un serial killer feroce e geniale nel contempo. Con Philadelphia
(1993) Demme si confronta con notevoli esiti con il genere giudiziario.

Femmine in gabbia 1974

Il segno degli Hannah 1979

Qualcosa di travolgente 1987

Una vedova allegra …ma non troppo 1988

Il silenzio degli innocenti 1991

Philadelphia 1993

Beloved 1998

The Truth about Charlie 2002

The Agronomist 2003

The Manchurian Candidate 2004

Rachel sta per sposarsi (2008)

Ricki and the Flash (2015)

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giorgio diritti

Diritti Giorgio
Italia (1959)

 Si forma lavorando al fianco di importanti registi italiani (Fellini, Lizzani, Vancini, Avati). Come autore dirige
cortometraggi e programmi televisivi. Il suo film d’esordio Il vento fa il suo giro (2005) ottiene svariati
riconoscimenti internazionali e nazionali. Si tratta di un film di grande originalità e di notevole spessore
antropologico, girato in lingua occitana fra le sperdute montagne delle Alpi piemontesi. Con L’uomo che verrà, una
libera rievocazione della strage nazista di Marzabotto, nel 2009 Diritti ha vinto il primo premio al Festival del
Cinema di Roma. Approdato piuttosto tardi al lungometraggio e dimenticato per anni dalla distribuzione italiana
(Il vento fa il suo giro è colpevolmente approdato nelle sale ben quattro anni dopo la sua uscita in vari festival
internazionali), è stato risarcito da un significativo consenso di pubblico e di critica. Regista sensibile al registro
realistico-documentarista esplorato nella dimensione della piccola comunità premoderna, indagata nelle sue
molteplici sfaccettature lontano da facili idealizzazioni, Diritti si è segnala come uno degli autori più interessanti del
cinema italiano.

Il vento fa il suo giro 2005

L’uomo che verrà 2009                        (*) Filmografia completa

Un giorno devi andare (2012)

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Dmytryk Edward

Dmytryk Edward
Canadà (1908-1999)

Nato da genitori ebrei di origine ucraina, entra giovanissimo nella Paramount come fattorino, per poi diventare
montatore nel corso degli anni Trenta. Esordisce alla regia con una serie di b-movie d’azione non eccelsi, per
segnalarsi all’attenzione con il suo primo film di buon livello, L’ombra del passato (1945), un ottimo noir
dall’incisivo spessore narrativo. Nell’immediato dopoguerra, Dmytryk, che è entrato a far parte dei circoli
intellettuali progressisti e di sinistra, rivolge i suoi interessi di cineasta alle tematiche sociali, a cominciare da
quelle legate al problema del reinserimento dei reduci (Anime ferite, 1946, e Odio implacabile, 1947). Questo suo
impegno civile lo rende sospetto di comunismo durante la campagna maccartista e il regista è costretto ad
emigrare in Inghilterra dove gira Cristo fra i muratori (1949), cupo dramma realista sull’emigrazione italiana a
New York. Tornato in America sconfessa pubblicamente le sue precedenti posizioni politiche e viene
completamente riabilitato, potendo così tornare a lavorare a Hollywood. Negli anni successivi la sua attività si fa
piuttosto discontinua e, nonostante buoni film (ricordiamo su tutti L’ammutinamento del Caine, 1954, e il western
Ultima notte a Warlock, 1959), Dmytryk non riesce più a pervenire all’intensa efficacia dei suoi primi film a
sfondo sociale.

Tragico oriente 1943

Eravamo tanto felici 1944

L’ombra del passato 1945

Missione di morte 1945

Gli eroi del Pacifico 1945

Anime ferite 1946

Odio implacabile 1947

Cristo fra i muratori 1949

I perseguitati 1953

La lancia che uccide 1954

L’ammutinamento del Caine 1954

La fine dell’avventura 1955

La mano sinistra di Dio 1955

L’albero della vita 1957

I giovani leoni 1957

Ultima notte a Warlock 1959

Anime sporche 1962

L’uomo che non sapeva amare 1964

Alvarez Kelly 1966

Il giustiziere 1975

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Dmytryk Edward

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Donaldson Roger

Donaldson Roger
Australia (1945)

Emigra a 19 anni in Nuova Zelanda, dove lavora come fotografo per poi passare alla televisione, dove dirige film
pubblicitari. Esordisce con il lungometraggio Sleeping Dogs del 1977. Il film che lo rende famoso a livello
internazionale è Il Bounty (1984), terza versione della celeberrima vicenda dell’ammutinamento della nave
britannica e girato con capitali americani, che si distingue per offrire una versione in parte inedita dei fatti e più
veritiera rispetto alle pellicole precedenti. Ormai pienamente integrato nel sistema hollywoodiano Donaldson dirige
film piuttosto convenzionali e commerciali, legati ai canoni dei generi codificati. E’ il caso del giallo-spionistico
Senza via di scampo (1987), un altro rifacimento di un film degli anni Quaranta, del road-movie gangsteristico
Getaway (1994), altro rifacimento ancora, questa volta del ben più famoso film di S. Peckinpah, del catastrofico
Dante’s Peak (1997). Ultimamente si è cimentato in Thirteen Days (2000), un’accurata ricostruzione storica della
crisi dei missili di Cuba del 1962. Tipico esempio di regista puro esecutore di progetti altrui e quindi privo di una
caratterizzazione autoriale secondo il modello statunitense, Donaldson ha comunque sempre dimostrato di saper
offrire un prodotto medio di dignitosa qualità e di buona tenuta spettacolare. Da un conterraneo di registi come
Jane Campion e Peter Weir, tuttavia, era lecito aspettarsi di più di questo anonimo appiattimento sullo standard
medio dell’industria hollywoodiana.

Sleeping Dogs 1977

Il Bounty 1984

Senza via di scampo 1987

Cocktail 1988

Cadillac Man 1990

Getaway 1994

Dante’s Peak 1997

Thirteen Days 2000

La regola del sospetto 2002

Indian - La grande sfida  (2005)

La rapina perfetta (2008)

Solo per vendetta (2011)

The November Man (2014)

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Dornhelm Robert

Dornhelm Robert
Romania (1947)

Nato in Romania, emigra all’età di tredici anni a Vienna, dove segue i corsi dell’Accademia di Arte Drammatica.
Alla fine degli anni Sessanta Dornhelm inizia a lavorare presso la televisione austriaca. Si fa conoscere  nel 1985
alla Mostra del Cinema di Venezia con Echo Park, un film che racconta le ansie e le speranze di un gruppo  di
giovani amici e che resta a tuttoggi il suo lavoro migliore. A cominciare dagli anni Novanta, il regista si è dedicato
quasi esclusivamente a film per la televisione, tra cui si è segnalato Anne Frank (2001).

I ragazzi dell'opera 1978

Echo Park 1985

Cold Feet 1989

Anne Frank 2001 (TV)

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Dreyer Theodor

Dreyer Carl Theodor


Danimarca (1899-1968)

Inizia la carriera cinematografica, dopo anni di giornalismo, come redattore di didascalie di film muti all’affermata
casa di produzione scandinava Nordisk Films. Nel 1919 esordisce alla regia con Il presidente e nel 1920 dirige
Pagine del libro di Satana, film in 4 episodi unificati dall’argomento del fanatismo e dell’intolleranza, che
ritornerà in alcune delle maggiori opere successive, come La passione di Giovanna d’Arco (1928), indiscusso
capolavoro dell’epoca del muto, che esalta l’audace sperimentalismo linguistico d’avanguardia del regista e la
tensione spirituale ed etica del suo Cinema. Anche Dies Irae (1943), ambientato nel Seicento della caccia alle
streghe, ripropone, anche se inserito in un apparato formale più disteso e classico, il tema della repressione violenta
delle pulsioni vitali da parte del Potere. In Ordet (1954) Dreyer ritrova in uno squarcio di vita familiare ambientato
nella sperduta campagna danese la sacralità eversiva e catartica della follia e della diversità nel ripetersi del
miracolo della resurrezione. La centralità nella sua ispirazione artistica di una tensione religiosa tutta laica ed
umanistica è testimoniata dal progetto, a lungo accarezzato e mai realizzato, di Jesus, un film sulla vita di Cristo.
Giustamente considerato come uno dei più grandi registi di tutti i tempi, Dreyer ha attraversato epoche, movimenti
e correnti cinematografici differenti (muto, sonoro, espressionismo, kammerspielfilm, surrealismo) piegandoli
sempre in modo innovativo e personale ad esprimere il proprio universo poetico e morale. Nei suoi ultimi film il
regista ha abbandonato l’ansia di ricerca linguistica degli esordi, sottoponendo il suo stile ad un processo di
depurazione formale che gli ha conferito una misura e un’essenzialità espressiva rara ed un equilibrio compositivo
(di derivazione pittorica e teatrale) unico nella storia del Cinema.

Il presidente 1919

Pagine dal libro di Satana 1920

Desiderio del cuore 1924

L’angelo del focolare 1925

La passione di Giovanna d’Arco 1928

Vampyr 1932

Dies Irae 1943

Ordet 1954

Geltrud 1964

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Du Vernay Ava

 Du Vernay Ava

(Stati Uniti, 1972)

È la prima donna afroamericana a ricevere una nomination al Golden Globe e al Critics Choice Award come
miglior regista per il film Selma - La strada per la libertà.
 

Filmografia completa

I Will Follow (2011)


Middle of Nowhere (2012)
Selma - La strada per la libertà (2014)
  
 

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Eastwood Clint

Eastwood Clint
Stati Uniti (1930)

Inizia la carriera come attore, diventando famoso (prima in Italia che in America) con i film western di S. Leone. Il
volto impenetrabile del duro e l'atteggiamento freddo e distaccato costituiscono la maschera inconfondibile del
pistolero spietato ed anche più tardi dell'ispettore Callaghan, un poliziotto pronto ad andare oltre i regolamenti per
sconfiggere i criminali. A questa attività d'attore a cominciare dagli anni settanta Eastwood affianca quella
registica con film prevalentemente d'azione, che lo vedono sempre come interprete in ruoli da protagonista.
Attraverso la sua filmografia ritaglia per se stesso i contorni di un personaggio eroico e inflessibile nel perseguire
la propria idea di giustizia, solitario e taciturno, che sembra non aver futuro nell'aurea di crepuscolare malinconia
con cui lascia la scena (esemplari in questo senso i due western elegiaci Il cavaliere pallido, 1985, e Gli spietati,
1992). Gli anni novanta lo consacrano come grande autore, capace di affrontare temi e generi diversi, dominando
con grande maestria la materia narrativa e sviluppando una riflessione amara e disincantata sulla società americana.

Brivido nella notte 1971

Breezy 1973

Lo straniero senza nome 1973

Assassinio sull'Eiger 1975

Il texano dagli occhi di ghiaccio 1976

L'uomo nel mirino 1977

Broncio Billy 1980

Honkytonk Man 1982

Firefox. Volpe di fuoco 1982

Coraggio fatti ammazzare 1983

Il cavaliere pallido 1985

Gunny 1986

Bird 1988

La recluta 1990

Cacciatore bianco cuore nero 1990

Gli spietati 1992

Un mondo perfetto 1993

I ponti di Madison County 1994

Mezzanotte nel giardino del bene e del male 1997

Potere assoluto 1997

Fino a prova contraria 1998   

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Eastwood Clint

Space Cowboys 2000   

Debito di sangue 2002

Mystic River 2003

Million Dollar Baby 2005    

Flags of Our Fathers 2006  

Lettere da Iwo Jima  2006 

Gran Torino 2008   

Invictus   2009                                          (*Filmografia completa)

Hereafter (2010)

J. Edgar (2011)

Jersey Boys (2014)

American Sniper (2014)

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Edel Ulrich

Edel Ulrich
Germania (1947)

Cristiane F. Noi i ragazzi dello zoo di Berlino 1980

Ultima fermata Brooklyn 1989

Body of Evidence 1992

Tyson 1995

Rasputin, Il demone nero 1996

Il mio amico vampiro 2000

La banda Baader Meinhof 2008

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Ejzenstejn

Ejzenstejn Sergej Michailovic


Russia (1898-1948)

Si dedica nella giovinezza agli studi scientifici, in particolare d’ingegneria ed architettura, a Pietrogrado. Quando
scoppia la rivoluzione del 1917 si schiera dalla parte dei bolscevichi e durante la guerra civile si arruola
nell’Armata Rossa. Congedato dall’esercito inizia ad interessarsi intensamente di teatro, partecipando al lavoro
delle avanguardie artistiche, soprattutto quelle legate alle teorie rivoluzionarie del poeta Majakovskij, e
cominciando ad elaborare quel metodo del montaggio delle attrazioni che sarà uno dei capisaldi della sua
concezione cinematografica. Quel che interessa ad Ejzenstejn del Cinema non è raccontare delle storie in base a
criteri di drammaturgia tradizionale di derivazione ottocentesca e teatrale, ma la possibilità di rivoluzionare
completamente il linguaggio cinematografico in modo da renderlo capace di comunicare idee e concetti allo stesso
modo del linguaggio verbale (vedi avanguardia sovietica). Nella sua concezione diventa fondamentale il ruolo del
montaggio per le possibilità che offre di accostare immagini anche molto diverse fra di loro, onde suggerire allo
spettatore un significato nuovo che può scaturire solo dall’incontro-scontro fra queste stesse immagini. Non è più
(o non è solo) la successione cronologica di determinati fatti lo scopo del montaggio, ma la una successione logico-
poetica che produce un di più di senso, che nel caso di Ejsenstejn assume una precisa connotazione ideologico-
politica di carattere rivoluzionario. Per lui, insomma, il Cinema deve porsi al servizio della causa della rivoluzione
sovietica e degli ideali socialisti e per fare questo è necessario che non solo i contenuti siano rivoluzionari, ma che
lo sia anche la forma. Simbolismi, metafore, antitesi, allusioni, iterazioni d’ogni genere si affollano nelle sue
pellicole e frenano la tradizionale progressione narrativa, creando sconcerto e disorientamento in spettatori proletari
abituati a ben diverse consuetudini di visione. Non è un caso che il suo ammirato capolavoro, La corazzata
Potemkin (1926), riscuota più consensi all’estero che in patria e che Ottobre (1927), celebrazione del decennale
della rivoluzione sovietica del 1917, non venga compreso dalle masse contadine ed operaie per le quali è stato
destinato. Intanto il consolidarsi del regime staliniano chiude in Unione Sovietica ogni spazio di libertà espressiva e
sulle avanguardie artistiche dell’inizio degli anni Venti scende la plumbea cappa conformistica del realismo
socialista. Ejsenstejn accetta l’incarico di svolgere negli Stati Uniti un viaggio di studio per apprendere le nuove
tecniche del Cinema sonoro. Qui gira parecchio materiale in vista di un film sulla rivoluzione messicana, ma senza
approdare ad alcun risultato definitivo (uscirà molti anni dopo, montato da altri, con il titolo Que viva
Mexico!).Tornato in patria il regista si adatta al mutato clima del suo paese realizzando Alexander Nevskij (1938),
un’agiografica rievocazione del grande condottiero del Medioevo russo, nel quale si adombra la figura di Stalin. Per
quanto Ejsenstejn abbandoni nel film lo sperimentalismo linguistico del decennio precedente, la forza figurativa
della pellicola è tale che gli esiti estetici sono comunque di eccelso livello. Lo stesso dicasi per la sua ultima opera,
il ciclo in due episodi Ivan il Terribile e La congiura dei Boiardi (1944-1948), rievocazione storica dell’autocrate
russo, nella quale alcuni vollero vedere un’allusione, non proprio in positivo, a Stalin e al clima di sospetto e
congiura che dominava nell’URSS di quegli anni. Quando Ejsenstejn muore, a soli cinquant’anni, è ormai
considerato come uno dei più grandi e innovativi cineasti e teorici del Cinema di tutti i tempi, capace anche di
esprimere la propria potenza creativa fra le strette maglie del controllo censorio e burocratico.

Il messicano 1921

Sciopero 1925

La corazzata Potemkin 1926

La linea generale. Il vecchio e il nuovo. 1928

Ottobre 1928

Il prato di Bezin 1937

Aleksander Nevskij 1938

Ivan il Terribile 1944

La congiura dei Boiardi 1946                                     (*Filmografia completa)

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Ejzenstejn

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Emmer Luciano

Emmer Luciano
Italia (1918)

Dopo un lungo tirocinio come documentarista d'arte, esordisce nel cinema di finzione con Domenica d'agosto nel
1950, un film che mette in luce le sue qualità di narratore affettuoso e garbato di scene di vita popolare e piccolo
borghese. Lo stesso tono dimesso e antienfatico, attento alla quotidianità della gente comune, si ritrova nei
successivi Le ragazze di Piazza di Spagna (1952) e in Terza liceo (1953). A cominciare dal 1960 Emmer si dedica
esclusivamente alla televisione, tornando alla regia cinematografica solo nel 1991 con Basta! Ci faccio un film, una
specie di seguito di Terza liceo.

 Domenica d'agosto 1950

Le ragazze di Piazza di Spagna 1952

Terza liceo 1953

La ragazza in vetrina 1960

Basta! Ci faccio un film 1991

Una lunga, lunga, lunga notte d'amore 2001

L'acqua...il fuoco 2003

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Emmerich Roland

Emmerich Roland
Germania (1955)

Il suo primo film significativo lo gira in Germania: 1997-Il principio dell’Arca di Noè (1983), un fantascientifico
costruito con pochi mezzi e ispirato alla scuola americana dei generi. Dopo Moon 44 (1990), è notato dai
produttori statunitensi e si stabilisce a Hollywood, dove si dedica alle superproduzioni fantastico-fantascientifiche
computerizzate su cui punta l’industria cinematografica americana degli anni Novanta. Indipendence Day (1996) e
Godzilla (1998) esprimono assai bene questa idea di Cinema di grande spettacolarità e di alti costi, ma
sostanzialmente ripetitivo rispetto agli schemi narrativi consolidati dalla tradizione. Quel che in particolare sembra
mancare ad Emmerich è la capacità di alleggerire l’enfasi a volte un po’ troppo ingombrante dei suoi film con
qualche tocco di ironia o semplicemente di originalità. Anche la sua ultima realizzazione, il kolossal Il patriota
(2000), un film tagliato su misura per il carisma eroico di Mel Gibson, si risolve in una retorica celebrazione di
spirito patriottico, dove l’epica e il mito prevalgono sulla storia.

Joey 1985

1997- Il principio dell’Arca di Noè 1985

Fantasmi a Hollywood 1987

Moon 44 1990

I nuovi eroi 1992

Stargate 1994

Indipendence Day 1996

Il patriota 2000

The Day After Tomorrow 2004

The Day After Tomorrow - L'alba del giorno dopo (2004)

10.000 AC (2008)

2012 (2009)

Anonymous (2011)

Sotto assedio - White House Down (2013)

Independence Day 2 (2016)

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emilio estevez

Estevez Emilio
(Stati Uniti, 1962)

 Figlio dell’attore Martin Sheen, inizia la carriera cinematografica come attore, in ruoli giovanili. A cominciare
dagli anni Novanta, pur senza rinunciare al ruolo di attore,  ha intrapreso anche  l’attività registica. Il suo esordio è
del 1986 con il modesto Wisdom (di cui è anche attore protagonista), cui seguono altri film tutt’altro che
memorabili, sino al 2006, quando presenta alla Mostra del Cinema di Venezia Bobby, un’intensa e corale
rievocazione dell’ultimo giorno di vita del senatore Robert Kennedy, assassinato nel 1968, proprio quando si
apprestava a candidarsi per la presidenza della repubblica degli Stati Uniti. 

  

Wisdom 1986

Il giallo del bidone giallo 1990

Conflitti di famiglia 1996

Rated X-La vera storia dei re del porno americano 2000

Bobby 2006                                     (Filmografia essenziale)

Il cammino per Santiago (2010)

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Faenza Roberto

Faenza Roberto
Italia (1943)

Si diploma al Centro Sperimentale di Cinematografia ed esordisce nel 1968 con Escalation, una denuncia
dell'alienazione nella società capitalistica che oggi potrebbe apparire un po' datata, ma che va inserita nel clima
contestatario di quegli anni. Di rilievo il suo Forza Italia! (1978), una specie di protoblob costruito con tanti
spezzoni di cinegiornali d'epoca, una corrosiva satira contro il potere democristiano che è stata praticamente
proibita per quasi vent'anni. La carriera registica di Faenza, che intanto ha insegnato all'università di Pisa
Sociologia delle comunicazioni, si è successivamente sviluppata in modo discontinuo, alternando opere discrete,
come Jona che visse nella balena (1993), a pellicole afflitte da un eccesso di didascalismo, come Sostiene Pereira
(1994).

 
Escalation 1968

Forza Italia! 1978

Si salvi chi vuole 1980

Copkiller 1983

Mio caro Dottor Grasler 1990

Jona che visse nella balena 1993

Sostiene Pereira 1994  

Marianna Ucrìa  1997

L'amante perduto 1999

Prendimi l'anima 2003

Alla luce del sole 2004

I giorni dell'abbandono 2005

I Vicerè (2007)

Il caso dell'infedele Klara (2009)

Un giorno questo dolore ti sarà utile (2011)

Anita B. (2014)

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Fassbinder Rainer Werner

Fassbinder Rainer Werner


Germania (1945-1982)

Figlio di genitori separati rimane con la madre, che per ragioni di lavoro lo lascia spesso solo. E' così che il piccolo
Fassbinder trascorre buona parte del suo tempo al cinema. Tra i tanti film visti in questi anni di infanzia e
adolescenza solitaria e difficile saranno soprattutto i melodrammi a forti tinte quelli di cui si ricorderà
maggiormente nella sua attività registica. Nel 1967 entra a far parte dell'Action-Theater, un gruppo d'avanguardia
di Monaco, scrivendo testi teatrali, attività che non abbandonerà mai. Nel 1969 gira il suo primo film, L'amore è
più forte della morte, ispirato alla nouvelle vague, e diventa uno dei massimi esponenti del cosiddetto nuovo
cinema tedesco. Fassbinder privilegia in particolare il tema dell'amore, analizzato nella sua problematica
realizzazione all'interno dei rapporti sociali borghesi, dominati da una logica di dominio e potere (Le lacrime
amare di Petra von Kant, 1972, La paura mangia l'anima, 1973, Effi Briest, 1974, Martha, 1974). Altro suo ambito
privilegiato di riflessione è la difficoltà di rielaborazione da parte della Germania della tragedia del nazismo e
l'affiorare dei fantasmi del passato su una superficie di tranquillizzante rimozione (Il mercante delle quattro
stagioni, 1972, Il matrimonio di Maria Braun, 1979, Veronika Voss, 1982). Regista di straordinaria prolificità (42
film in 13 anni di attività), Fassbinder ha espresso un incessante bisogno di sperimentazione e novità, ispirandosi ai
generi e alle scuole più diverse e fondendo la tradizione del melodramma hollywoodiano con il linguaggio
trasgressivo delle avanguardie teatrali e cinematografiche degli anni settanta.

 
L'amore è più freddo della morte 1969

Il fabbricante di gatti 1969

Il soldato americano 1970

Perché il signor R. è diventato matto?

Dei della peste 1970

Attenzione alla puttana santa 1970

Selvaggina di passo 1972

La lacrime amare di Petra von Kant 1972

Il mercante delle quattro stagioni 1972

Martha 1974

Effi Briest 1974

La paura mangia l'anima 1974

Mamma Kusters va in cielo 1975

Il diritto del più forte 1975

Voglio solo che voi mi amiate 1976

Nessuna festa per la morte del cane di Satana 1976

Roulette cinese 1976

Despair 1978

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Fassbinder Rainer Werner

Un anno con tredici lune 1978

La terza generazione 1978

Il matrimonio di Maria Braun 1979

Lili Marleen 1980

Lola 1981

Veronica Voss 1982

Querelle de Brest 1982

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Ferrara Abel

Ferrara Abel
Stati Uniti (1951)

Nato a New York da una famiglia di origini italo-irlandesi, vive per qualche tempo in Inghilterra, dove lavora per
la BBC. Tornato negli Usa segue i corsi di una scuola di Cinema a New York. Esordisce nel 1979 con Driller
Killer, un film horror nel quale interpreta il ruolo del protagonista. Nel 1992 ottiene un buon successo con Il
cattivo tenente, un film crudo e forte, che deve molto alla bravura dell'attore H. Keitel. Nel 1995 realizza The
Addiction, una sconvolgente riflessione sull'inclinazione malefica della natura umana. Un Cinema, quello di
Ferrara, aspro e allucinatorio, disturbante e crudele, che sa esplorare le zone più oscure dell'anima.

 China Girl 1987

Il cattivo tenente 1991

Ultracorpi. L'invasione continua 1993

Occhi di serpente 1993

The addiction 1995

Fratelli1996

Blackout 1997

New Rose Hotel 1998

Il nostro Natale 2001

Mary 2005

Go Go Tales (2007)

Napoli Napoli Napoli (2009)

4:44 Last Day on Earth (2011)

Welcome to New York (2014)

Pasolini (2014)

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Ferrara Giuseppe

Ferrara Giuseppe
Italia (1932)

Il suo primo film è Il sasso in bocca (1970), un documentario-inchiesta con numerose sequenze di ricostruzione
recitate, nel quale si illustra il fenomeno mafioso e se ne denunciano le connivenze politiche che permettono ad
esso di prosperare. Pur nei suoi limiti, il film nell’indubbia efficacia e immediatezza rivela un regista in grado di
confrontarsi con grinta e coraggio con i grandi temi civili. Ancora sulla mafia è Cento giorni a Palermo (1984),
una rievocazione dell’uccisione del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, film che sottolinea la capacità di Ferrara
di agganciarsi con tempestività alle vicende di bruciante attualità. Sulla stessa linea si colloca Il caso Moro (1986),
che conferma la scelta ormai definitiva del regista di abbandonare lo stile documentarista per affidare le proprie
ricostruzioni esclusivamente ad attori professionisti, alcuni dei quali di grande fama. Con Giovanni Falcone (1993)
Ferrara arriva addirittura a girare il film sul magistrato siciliano a meno di un anno dal suo assassinio, stabilendo
probabilmente un record di tempestività nella storia del Cinema di impegno civile. Se gli esiti estetici dei suoi film
non sono mai eccelsi, troppa è la preoccupazione espositiva e didattica perché il regista si possa concentrare anche
sulla dimensione stilistico-linguistica delle sue pellicole, va riconosciuta a Ferrara coerenza e continuità nel
perseguire negli anni un’idea di Cinema che trae alimento esclusivo dai fatti di maggior urgenza politica e sociale
per assolvere il dovere civile di dare all’opinione pubblica adeguati strumenti di informazione e conoscenza.

Il sasso in bocca 1970

Faccia di spia 1975

Cento giorni a Palermo 1984

P2 Story. I misteri d’Italia: la vera storia della P2 1986

Il caso Moro 1986

Gioacchino Rossini 1988

Il caso Nicaragua 1989

Narcos 1992

Giovanni Falcone 1993

Segreto di stato 1995

I banchieri di Dio 2002

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Ferrario Davide

Ferrario Davide
Italia (1956)

Critico cinematografico, curatore di rassegne, distributore per la Lab 80 Film (benemerita per aver portato in Italia
tanto Cinema di qualità, altrimenti irreperibile), sceneggiatore, esordisce alla regia nel 1991 con La fine della
notte, una storia di gratuita violenza giovanile nel profondo nord.

 La fine della notte 1991

Anime fiammeggianti 1994

Tutti giù per terra 1996

I figli di Annibale 1998  

Guardami 1999 

Dopo mezzanotte 2004    

Se devo essere sincera 2005                                           (*Filmografia completa)

La strada di Levi (2006)

Tutta colpa di Giuda (2009)

Piazza Garibaldi (2011)

La luna su Torino (2013)

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Finch Nigel

Finch Nigel
Gran Bretagna (1949-1995)

Diplomatosi alla Sussex University, ha quasi costantemente lavorato per la televisione britannica con documentari
d'argomento artistico e musicale e qualche fiction. Il suo unico lavoro arrivato in Italia è Stonewall, presentato alla
mostra del Cinema di Venezia nel 1995, lo stesso anno della sua morte per aids.

 Stonewall 1995

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Fleischer Richard

Fleischer Richard
Stati Uniti (1916-2006)

Il suo primo successo è Così questa è New York (1948), film che gli schiude le porte degli studi hollywoodiani, nei
quali Fleischer inizia una lunga carriera all’insegna di un solido professionismo e di una grande versatilità nei
confronti dei generi dominanti dell’industria cinematografica americana. Si è cimentato con il gansteristico (Le
jene di Chigaco, 1952), l’avventuroso (20.000 leghe sotto i mari, 1954), lo storico (I vichinghi, 1957),
l’agiografico (Barabba, 1962), il fantastico (Viaggio allucinante, 1966), il musical (Il favoloso Dottor Doolittle,
1967) il bellico (Tora! Tora! Tora! 1970), il mitologico (Conan, il distruttore, 1984). Regista non eccelso, ma
sempre dignitoso, è stato interprete di un Cinema medio solido e spettacolare.

Così questa è New York 1948

Tempo felice 1952

Le jene di Chicago 1952

20.000 leghe sotto i mari 1954

L’altalena di velluto rosso 1956

I vichinghi 1957

Frenesia del delitto 1959

Dramma allo specchio 1960

Barabba 1962

Viaggio allucinante 1966

Il favoloso Dottor Doolittle 1967

Lo strangolatore di Boston 1968

Tora! Tora! Tora! 1970

L’assassino di Rillington Place 1971

L’ultima fuga 1971

Terrore cieco 1971

2022: i sopravvissuti 1973

A muso duro 1974

Il principe e il povero 1977

Astanti 1979

La febbre del successo. The Jazz Singer 1980

Il duro più duro 1983

Conan il distruttore 1984

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Fleischer Richard

Yado 1985

Il mistero da 4 milioni di dollari 1987

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Fleming Victor

Fleming Victor
USA (1883-1949)

Inizia la carriera come operatore alla macchina da presa negli anni Dieci, quando muoveva i primi passi la grande
industria hollywoodiana (fu anche operatore personale del presidente Wilson alla conferenza di pace di Versailles).
Negli anni Venti, all’epoca d’oro del muto, esordisce alla regia e in più di un’occasione è anche produttore di se
stesso. Il primo film sonoro da lui diretto è La canzone dei lupi (1929), cui segue il western Il virginiano (1929),
interpretato da un giovane Gary Cooper, attore destinato ad una folgorante carriera. Fleming realizza da questo
momento in poi numerose pellicole, prevalentemente di tenore sentimentale e avventuroso, acquisendo fama di
professionista serio e scrupoloso. Né geniale, né eccelso, si rivela, tuttavia, capace di padroneggiare con grande
mestiere e padronanza tecnica (gli torna utile il lungo apprendistato di operatore degli esordi) i meccanismi del
Cinema commerciale dell’industria americana, che gli affida costose superproduzioni. E’ il caso del fantastico Il
mago di Oz (1939) e, soprattutto, di Via col vento (1939), grandioso kolossal storico destinato a passare alla storia
come il paradigma di una precisa concezione di spettacolarità hollywoodiana. Subentrato a ben due registi che non
erano andati d’accordo con l’invadente produttore Selznick, Fleming riuscì a portare a termine il film, dimostrando
ancora una volta la sua capacità d’adattamento ai condizionamenti e alle pressioni del sistema produttivo. Negli
ultimi anni d’attività diresse una specie di trittico (Il dottor Jekyll e mister Hyde, 1941, Gente allegra, 1942, Joe il
pilota, 1944) con l’attore Spencer Tracy, che riteneva particolarmente congeniale per le sue storie.

Douglas superstizioso 1919

Quando le nuvole volano via 1920

Mani vuote 1924

Avventura 1925

Nel gorgo del peccato 1927

Il risveglio 1928

Rosa d’Irlanda 1928

La canzone dei lupi 1929

Il virginiano 1929

La spia 1930

Il romanzo di Elena Neil 1930

Il giro del mondo in ottanta giorni 1931

Lo schiaffo 1932

Argento vivo 1933

La suora bianca 1933

L’Isola del tesoro 1934

Tentazione bionda 1935

Capitani coraggiosi1937

Arditi dell’aria 1938

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Fleming Victor

Via col vento 1939

Il mago di Oz 1939

Il dottor Jekyll e mister Hyde 1941

Gente allegra 1942

Joe il pilota 1944

Giovanna d’Arco 1948

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ari folman

Folman Ari
Israele (1962)

 Dopo aver studiato cinema, Folman tra il 1991 e il 1996 dirige documentari per la televisione, soprattutto nei
territori occupati. Nel 1996 realizza il suo primo lungometraggio a soggetto  Saint Clara (inedito in Italia), che
riscuote notevoli apprezzamenti in festival internazionali. Nel frattempo inizia ad utilizzare il linguaggio
dell’animazione, producendo ancora una volta documentari per la televisione.  E lo strumento dell’animazione è
quello scelto dal regista per Valzer con Bashir (2008), una rievocazione tra realtà e visionarietà della sua
esperienza di combattente nella guerra del Libano del 1982. Film originale e creativo, oltrechè profondo e
problematico nell’esplorare la memoria di eventi lontani e non ancora del tutto metabolizzati, Valzer con Bashir
riscuote un enorme successo internazionale e consacra Folman, insieme a Maoz, come  il maggior autore israeliano
vivente.

  

Valzer con Bashir 2008                                                  (*) Filmografia essenziale

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Ford John

Ford John
Stati Uniti (1895-1973)

Nato da una famiglia di origini irlandesi, il suo vero nome è Sean Aloysius O’Feeney (altri indicano O’Fearna),
che modificò in Ford perché il fratello Francis aveva assunto questo cognome quando aveva intrapreso la carriera
d’attore a Hollywood. John arriva alla regia nel 1917, dirigendo una serie di piccoli western e questo sarà il genere
a cui rimarrà più fedele nella sua lunga carriera. Nel 1924 gira il suo primo western di grande successo Il cavallo
d’acciaio, nel quale già sono riscontrabili alcune delle sue principali caratteristiche, come la forte dimensione
epica, l’attento tratteggio psicologico e il tema della frontiera e del pionierismo. Con l’avvento del sonoro Ford è
già un regista pienamente affermato e con un suo mondo tematico e poetico ormai consolidato. Un altro western,
considerato da molti come paradigmatico di una tipologia di personaggi e situazioni destinata a fare scuola
nell’ambito di questo genere, Ombre rosse (1939), ne conferma le doti di grande narratore e di cantore dell’epopea
del West, rievocata con tono nostalgico e con accenti vigorosi nel delineare la rude e dignitosa umanità che
distingue le figure dei suoi eroi, che trovano nei volti di attori come John Wayne, James Stewart e Henry Fonda le
migliori incarnazioni. Negli anni del dopoguerra realizza una serie di western memorabili, come Sfida infernale
(1946), Il massacro di Fort Apache (1948), I cavalieri del nord-ovest (1949) e Rio Bravo (1950), che delineano in
modo sempre più definito il western come il genere più congeniale al regista per esprimere la propria concezione
virile e generosa dell’esistenza e l’esaltazione di quelle virtù di saldezza morale, laboriosità e spirito d’avventura
che avevano costruito la grande nazione americana e che erano consustanziali allo spirito della frontiera, inteso
come pulsione vitale alla conquista di spazi incontaminati su cui fondare una solida e robusta comunità di uomini
liberi e orgogliosi di sé. Ford, insomma, ha contribuito a fare della conquista dell’ovest nell’Ottocento l’evento
fondativo dell’identità americana (ben più della Guerra d’Indipendenza, per altro ricordata con toni celebrativi nel
1939 in La più grande avventura), rievocandolo non in chiave storica, bensì mitologico-leggendaria (come del resto
prima di lui avevano fatto poeti epici come Omero e Virgilio, personalità alle quali Ford non è indegno di essere
accostato) e senza mai disgiungere l’enfasi rievocativa da accenti di crepuscolare malinconia legati alla
consapevolezza dell’irrimediabile tramonto del mondo che aveva alimentato quell’epopea che tanto amava (Sentieri
selvaggi, 1956, e L’uomo che uccise Liberty Valance, 1962). L’attività registica di Ford (la sua straordinaria
prolificità si misura in ben 137 titoli) non si è espressa solamente nel western, ma ha avuto modo di manifestarsi
anche in altri generi, a conferma della versatilità del regista e della sua apertura nei confronti di diverse
sollecitazioni. Tra quest’ultimi film ricordiamo tra i più artisticamente compiuti Il traditore (1935) e Un uomo
tranquillo (1952), entrambi ambientati nell’Irlanda dei suoi avi, terra alla quale Ford fu sempre affettivamente
molto legato.

Ladro d’amore 1920

Il cavallo d’acciaio 1924

Il traditore 1935

Maria di Scozia 1936

Uragano 1937

Il giuramento dei quattro 1938

La più grande avventura 1939

Alba di gloria 1939

Ombre rosse 1939

Furore 1940

Viaggio senza fine 1940

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Ford John

La via del tabacco 1941

Com’era verde la mia valle 1941

I sacrificati 1945

Sfida infernale 1946

La croce di fuoco 1947

In nome di Dio 1948

Il massacro di Fort Apache 1948

I cavalieri del nord-ovest 1949

Bill sei grande 1950

Rio Bravo 1950

La carovana dei mormoni 1950

Un uomo tranquillo 1952

Il sole splende alto 1953

Mogambo 1953

La lunga linea grigia 1955

Sentieri selvaggi 1956

L’ultimo Hurrà 1958

Soldati a cavallo 1959

I dannati e gli eroi 1960

Cavalcarono insieme 1961

L’uomo che uccise Liberty Valance 1962

I tre della croce del sud 1963

Il grande sentiero 1964

Missione in Manciuria 1966

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Forman Milos

Forman Milos
Cecoslovacchia (1932)

Nato in Cecoslovacchia, vive le traversie della cinematografia del suo paese dal passaggio dalla rigida censura
stalinista degli anni cinquanta alla stagione della Primavera di Praga, che determina un'ondata di rinnovamento e di
creatività (di questo fertile periodo Gli amori di una bionda del 1965, il film che l' ha reso celebre all'estero). Con
l'invasione sovietica del suo paese del 1968 si chiude brutalmente la parentesi di liberalizzazione e Forman prende
la strada degli Stati Uniti, dove raggiunge l'apice del successo con Qualcuno volò sul nido del cuculo (1975) e
Amadeus (1984), film nei quali si esprimono alcuni temi centrali del suo Cinema: il potere liberatorio della
trasgressione e la repressione dell'individuo da parte della società.

 Asso di picche 1963

Gli amori di una bionda 1965

Taking off 1971

Qualcuno volò sul nido del cuculo 1975

Hair 1979

Ragtime 1981   

Amadeus 1984

Valmont 1989

Larry Flint oltre lo scandalo 1996

Man on the Moon 2000

L'ultimo inquisitore 2006

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marc forster

 Forster Marc
(Germania, 1969)

 Nasce in Germania, figlio di un medico svizzero e di un architetto tedesco. A vent’anni si trasferisce a New York
per studiare cinematografia. Dopo aver realizzato una serie di documentari televisivi, esordisce nel lungometraggio
con Everything Put Together (2000), inedito in Italia. Il suo primo film di rilevo è Monster’s Ball (2001), che viene
candidato all’Oscar, come avviene anche per Neverland (2004), che racconta un momento della vita dell’autore di
“Peter Pan”. Ormai consacratosi come regista di Blockbuster per la sua estrema versatilità ed adattabilità a temi e
sceneggiature diversissime tra loro, Forster è scelto per Il cacciatore di aquiloni (2007), tratto dal best-seller di
Khaled Hosseini, e, addirittura, per il 22° capitolo delle avventure di James Bond, agente 007.

  

Filmografia completa

 Everything Put Together 2000

Monster’s Ball - L’ombra della vita 2001

Neverland-Un sogno per la vita 2004

Stay - Nel labirinto della mente 2005

Vero come la finzione 2006

Il cacciatore di aquiloni 2007

Agente 007-Quantum of Solace 2008 

Quantum of Solace (2008)

Machine Gun Preacher (2011)

World War Z (2013)

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giovacchino forzano

Forzano Gioacchino
(Italia1884-1970)

 Quando approda al cinema ha già cinquant’anni ed alle spalle un’intensa carriera come autore di drammi storici e
commedie sentimentali, oltreché di librettista d’opera e d’operetta e regista teatrale.  Nel 1934 fonda i moderni
stabilimenti cinematografici della Pisorno ( così chiamati perché situati a Tirrenia, tra Pisa e Livorno). La sua
prima opera per lo schermo è Camicia nera (1933), rievocazione in chiave propagandistica dell’avvento del
fascismo (il film viene lanciato contemporaneamente in tutte le sale d’Italia) e tentativo, non del tutto riuscito ed
economicamente troppo costoso (è il primo film prodotto dall’Istituto Luce), di trasferire la propaganda
cinematografica dall’ambito documentaristico a quello della fiction. All’opera prima seguono una serie di titoli
dimenticabili e dimenticati di film di contesto storico. Il coinvolgimento troppo diretto con il regime fascista
determineranno nel secondo dopoguerra la fine dell’attività registica di Forzano. Nel 1959 falliscono anche gli
stabilimenti della Pisorno.

Camicia nera (1933)

Villafranca (1934)

Tredici uomini e un cannone (1936)

Sei bambini e il Perseo(1940)

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john frankenheimer

Frankenheimer John
(Stati Uniti, 1930-2002)

Si fa le ossa come regista alla televisione, dove gira una trentina di telefilm di ogni tipo: polizieschi, adattamenti
letterari, storie a sfondo sociale, avvalendosi spesso di cast e collaboratori di altissimo livello. Nel 1957 esordisce
nel Cinema con Colpevole innocente, un film sulla delinquenza giovanile che ottiene parecchi consensi dalla
critica. All’inizio degli anni Sessanta nasce il connubio con l’attore Burt Lancaster, con cui Frankenheimer gira
cinque film, tra cui i più noti sono L’uomo di Alcatraz (1962) e Sette giorni a maggio (1964). Emerge da queste
pellicole la sua adesione agli ideali democratici, di cui afferma i valori sottolineando soprattutto i pericoli che la
società americana può correre qualora venga meno ad essi. Con gli anni settanta il regista si dedica in particolare al
genere d’azione dirigendo progetti altrui: è di questo inteso periodo fra gli altri Il braccio violento della legge n.2
(1974). Negli ultimi anni torna alla televisione. Cineasta duttile e versatile, di grande mestiere ed esperienza,
Frankenheimer ha dato il meglio di sé quando è riuscito ad abbinare la sua consumata tecnica e la sua energia
narrativa a soggetti in cui credeva perché gli davano la possibilità di esprimere il proprio idealismo, la propria
profonda fede nella democrazia e nei principi di giustizia.  

Colpevole innocente 1957

Il giardino della violenza 1961

L’uomo di Alcatraz 1962

Va’ e uccidi 1962

Sette giorni a maggio 1964

Il treno 1964

Grand Prix 1966

L’uomo di Kiev 1968

I temerari 1969

Il capitano di lungo ...sorso 1969

Un uomo senza scampo 1970

Cavalieri selvaggi 1971

Il braccio violento della legge n.2 1975

L’ultima sfida 1982

Il ritorno delle aquile 1985

La quarta guerra 1990

Ronin 1998

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Frears Stephen

Frears Stephen
Gran Bretagna (1941)

Formatosi nell'ambiente del Free Cinema inglese degli anni sessanta, Frears ha lavorato a lungo per la televisione,
debuttando nel Cinema nel 1971. Ma è solo nel 1985 che si fa conoscere fuori dalla Gran Bretagna con My
Beautiful Laundrette. Nel 1988 dirige negli Stati Uniti Le relazioni pericolose, che incontra un grande successo di
pubblico. Da allora divide il suo lavoro tra gli Usa e la Gran Bretagna, esprimendo due diverse impostazioni di
regia: una, quella hollywoodiana, vicina alle convenzioni consolidate dell'industria cinematografica, l'altra, quella
britannica, più libera da condizionamenti e ispirata alla realtà sociale del suo paese.

 My Beautiful Laundrette 1985

Sammy e Rosie vanno a letto 1987

Prick up. L'importanza di essere Joe 1987

Le relazioni pericolose 1988  (il film non è schedato in Cinema 2000; è soltanto presente nella Cineteca
dell'Istituto)

Rischiose abitudini 1990

Eroe per caso 1992   

The Snapper 1993

Mary Reilly 1995

Due sulla strada 1996

The Hi-Lo Country 1998

Alta fedeltà 1999

Liam 2000

Piccoli affari sporchi 2002

The Queen 2006

Chéri (2009)

Tamara Drewe - Tradimenti all'inglese (2010)

Una ragazza a Las Vegas (2012)

Muhammad Ali's Greatest Fight (2013)

Philomena (2013)

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Fuller Samuel

Fuller Samuel
Stati Uniti (1912-1997)

Dopo aver lavorato nel giornalismo, inizia a lavorare ad Hollywood come sceneggiatore. Al ritorno dalla Seconda
Guerra Mondiale, pluridecorato, Fuller esordisce con l’anomalo western Ho ucciso Jess il bandito (1948) e due
anni dopo dirige Corea in fiamme, film bellico girato in dieci giorni e con attori di secondo piano. L’azione, la
guerra, l’odio, l’amicizia, la violenza e quant’altro di forte e drammatico può essere mostrato e raccontato al
Cinema diventano i temi sui cui ruota la filmografia del regista, che esprime la sua pessimistica, ma virile, visione
del mondo attraverso uno stile secco ed essenziale, privo di fronzoli e ridondanze. Saranno proprio queste
caratteristiche a farlo amare dalla critica europea , in particolare quella più raffinata e cinefilica, che vedrà in lui un
regista capace di mettere in crisi i più consolidati stereotipi spettacolari del Cinema hollywoodiano, minandoli
dall’interno, e cioè attraverso il rispetto delle regole e dei meccanismi del prodotto di genere. Il sogno americano,
fatto di successo, bellezza e felicità per tutti si sgretola sotto l’incalzare dei suoi eroi perdenti e reietti, che riescono
però ad affermare la propria dignità. Un atteggiamento contestativo della società statunitense che culmina nel 1963
in Il corridoio della paura, una riflessione in chiave surreale-allucinatoria sulle nevrosi e le fobie che dominano
gli americani. Nel 1980 gira Il grande uno rosso, ispirato alle sue esperienze di soldato sul fronte europeo, quando
era arruolato in un reggimento che aveva il nome del titolo